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venerdì 31 gennaio 2020

Nature.House: il turismo sostenibile che riforesta il mondo


Un viaggio con Nature.House, il portale turistico specializzato nell'offrire case vacanza immerse nella Natura, è una grande opportunità per contribuire tangibilmente alla salvaguardia del nostro ecosistema mondiale.
Poiché la ricerca scientifica dimostra che piantare alberi è un modo efficiente ed efficace per combattere gli effetti drammatici causati dai cambiamenti climatici in atto, Nature.House è partner di Eden Projects, uno dei maggiori progetti di riforestazione al mondo.  
La piantumazione di nuovi alberi, oltre a contrastare il cambiamento climatico contribuisce alla tutela della biodiversità e allo sviluppo delle economie locali
L'obiettivo è di raggiungere ben un milione di alberi piantati entro il 2021. Per questo Nature.House ha deciso di piantare un nuovo albero per ogni notte prenotata sulla sua piattaforma.


Condivisione
La società odierna ostenta questo termine in tutti i modi tranne forse quello più importante.
Oltre al mondo che conosciamo, quello che possiamo toccare con mano e che respiriamo ogni giorno, si è venuto a creare un altro mondo, quello virtuale.
Una realtà parallela, quella della Rete, che ci offre infinite opportunità e potenzialità per crescere, conoscere e vivere, e che continua a espandersi.


Ma come ogni mondo, che offre bellezza e nel contempo pericoli, rischi e rifiuti, anche questo mondo fittizio presenta i suoi problemi, necessitando di regole e controllo.


Ebbene la “condivisione” in questo mondo è la parola d’ordine.
Attraverso tutte le sue declinazioni, portali, piattaforme, social network tale realtà ha gettato le sue fondamenta sull'esigenza di condividere e partecipare.
Uno dei problemi è la semplicità con la quale la “massa”, sia reale che virtuale, riesca a essere facile preda della quotidianità. 


Indubbiamente ogni individuo ha il diritto di cercare e trovare la propria dimensione del mondo, ma non bisognerebbe dimenticare che questo mondo è di tutti. Siamo ospiti dello stesso spazio, respiriamo la stessa aria, calpestiamo la stessa terra, navighiamo le stesse acque.

E’ questa la vera condivisione.

Condividere le proprie esperienze, sia ludiche che lavorative, ricercare profitto, partecipare al divertimento, godersi la vita. 

Tutti obiettivi importanti, nobili se vogliamo, ma solo se perseguiti nell'ottica di catalizzare le coscienze di tutti al concetto di collettività.

Equilibrio
Nature.House è una piattaforma olandese online che propone soluzioni per un turismo teso a creare, e mantenere, l’equilibrio tra il diritto a godersi la vita e il dovere civico nei confronti, appunto, della collettività, della società.


La piattaforma, infatti, ha saputo fondere i concetti di divertimento e impegno sociale, creando un innovativo progetto per dare l’opportunità ad ogni individuo di contribuire concretamente alla conservazione dell’ambiente e alla valorizzazione della Natura.


Il meccanismo creato da Nature.House consiste nella possibilità di prenotare un alloggio per villeggiare nei luoghi di tutta Europa in cui l’ambiente conserva i propri valori e potenzialità e, ogni prenotazione garantisce la piantumazione di un nuovo albero.
 

Attualmente Nature.House è orgogliosa di aver piantato più di 600.000 alberi - tra i luoghi previsti ad esempio il Madagascar, la Tanzania e il Burkina Faso - con l’obiettivo di raggiungere quota un milione entro l’anno 2021.
 

In un sistema di prezzi competitivi, alla stregua delle altre piattaforme turistiche per alloggiare in tutto il mondo, fuori o dentro i centri città, Nature.House consente di trascorrere brevi vacanze per quei turisti che desiderano ritrovare il rapporto con la Natura, sia essa incontaminata o vicina ai centri urbani, sia che si tratti di una pausa dalla quotidianità piuttosto che dell’esigenza di assaporare e riscoprire la Natura che tutti condividiamo.

Futuro
L’iniziativa di Nature.House occupa un ruolo fondamentale all'interno del concetto di sviluppo sostenibile.
Sostenibilità futuro sono due temi al centro del dibattito socio-politico mondiale, oggi più che mai. 



Garantire alle generazioni future la possibilità di vivere e sfruttare risorse in continuo rinnovamento e auto-sostentamento, col minimo impatto sull'ambiente circostante, rientra nell'agenda degli obiettivi principali di ogni politica economica odierna, e di ogni società civile nei vari Paesi del mondo.
 

Un processo costantemente in atto ma molto complesso, che prevede la coesistenza di sviluppo economico e conservazione dell’ambiente, inteso come paesaggio sia naturale che urbano.

Il progetto di Nature.House, nell'ottica di un turismo responsabile e sostenibile, tende a valorizzare la consapevolezza, nelle coscienze di ognuno, che il futuro è determinato da ciò che avviene nel presente.


Cogliamo quindi ogni opportunità per disegnare il nostro presente e, di conseguenza, costruire il futuro, insieme.

Come funziona Nature.House?
Nature.House è il nuovo modo di andare in vacanza che offre un’ esperienza davvero immersiva nella Natura.

La piattaforma propone una selezione di case vacanza totalmente circondate dalla Natura, dislocate nei luoghi più belli e incontaminati d’Europa

Basta andare sul sito
www.naturehouse.it per scegliere destinazione e tipologia di alloggio desiderati, per una coppia, una famiglia o un gruppo di amici. che sia nel bosco o al mare, in bungalow, in appartamento, in una yurta o addirittura una casa sugli alberi!

 

a cura di Giulio Francesco

giovedì 21 novembre 2019

Eni diventa membro attivo della governance del progetto di conservazione delle foreste REDD+ Luangwa Community Forests (LCFP), in Zambia


Eni diventa membro attivo della governance del progetto di conservazione delle foreste REDD+ Luangwa Community Forests (LCFP), in Zambia


Si tratta di uno dei più grandi progetti REDD+ in Africa, coinvolgendo un'area di circa 1 milione di ettari e 170.000 persone delle comunità locali.

San Donato Milanese, 21 novembre 2019 – Eni ha firmato con BioCarbon Partners, società africana esperta in progetti di conservazione delle foreste a lungo termine, un accordo per entrare come membro attivo nella governance del Luangwa Community Forests Project (LCFP), un progetto REDD+ nella Luangwa Valley, in Zambia. 

Nell'ambito dell'iniziativa, Eni si impegna altresì per 20 anni, fino al 2038, ad acquistare crediti di carbonio certificati secondo i Verified Carbon Standard e il Climate, Community and Biodiversity Standard: l'operazione alimenterà il successo di questo progetto REDD+ nel lungo periodo (REDD+, vale a dire di riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale) e contribuirà al raggiungimento di buona parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite.

Il Luangwa Community Forests Project è stato avviato nel 2014 ed è gestito da BioCarbon Partners in cooperazione con il Governo zambiano e le comunità locali. LCFP Project copre un'area di circa 1 milione di ettari, coinvolge le comunità locali con più di 170.000 beneficiari, ed è al momento uno dei più grandi progetti REDD+ in Africa ad aver ottenuto la 'Triple Gold' Standard Certification per il suo eccezionale impatto sociale.

L'ingresso di Eni nel progetto LCFP rappresenta un passo importante nell'ambito del percorso di decarbonizzazione intrapreso dalla società. Eni, infatti, ha rilanciato quest'anno con forza il proprio tradizionale impegno in questo ambito ponendosi l'obiettivo delle zero emissioni nette dell'upstream entro il 2030, traguardo che potrà essere raggiunto, oltre che con azioni incisive di efficienza volte a minimizzare in modo importante le emissioni dirette, anche grazie al ruolo di compensazione attribuito ai progetti di conservazione delle foreste primarie e secondarie che la società intende sposare nell'ambito dei ReDD+.

Attraverso tali progetti di conservazione, che contribuiscono in modo misurabile al raggiungimento di buona parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, Eni sostiene su scala globale il miglioramento della capacità di stoccaggio naturale di CO2 e la conservazione della biodiversità, e offre un supporto significativo allo sviluppo delle comunità locali attraverso la promozione di attività economiche e sociali.


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venerdì 19 ottobre 2018

MALTEMPO, È L’ANNO PIU’ CALDO DI SEMPRE IN EUROPA


MALTEMPO: COLDIRETTI, È L'ANNO PIU' CALDO DI SEMPRE IN EUROPA

Clima tropicale con violenti nubifragi, sale conto danni in Sardegna

Nonostante le violente manifestazioni temporalesche che a macchia di leopardo hanno colpito  la Penisola, il caldo anomalo di questi giorni lungo lo Stivale segna un 2018 si classifica fino ad ora come l'anno piu' caldo di sempre in Europa dove le temperature sono risultate superiori di 1,86 gradi alla media storica (1910-2000). È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti relativa ai primi nove mesi dell'anno sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre dai quali si evidenzia peraltro che a livello planetario il 2018 si colloca al quarto posto tra gli anni più bollenti facendo registrare una temperatura media sulla superficie della Terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,77 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo.

La tendenza al surriscaldamento – sottolinea la Coldiretti - è evidente anche in Italia dove non si sono mai registrate temperature così elevate dal 1800 con valori superiori di 1,53 gradi la media storica. E l'anomalia – precisa la Coldiretti – è stata ancora più eclatante a settembre che ha fatto registrare temperature superiori di ben 1,82 gradi e precipitazioni inferiori del 61% la media storica di riferimento (1971-2000). Ora le condizioni metereologiche quasi estive nel pieno dell'autunno, la cosiddetta ottobrata, non sono – continua la Coldiretti – un fenomeno raro ma quest'anno si inseriscono in una quadro generale che conferma la tendenza al cambiamento climatico. La classifica degli anni interi più caldi da oltre due secoli si concentra infatti nell'ultimo periodo e comprende nell'ordine – precisa la Coldiretti – anche il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001 e poi il 1994.

Un processo che è accompagnato da una progressiva tropicalizzazione del clima con il moltiplicarsi di eventi estremi che hanno provocato solo quest''anno fino ad ora danni per 600 milioni di euro all'agricoltura secondo la Coldiretti. Ma il conto rischia di essere ancora piu' salato con l'ultima ondata di maltempo in Sardegna che ha già subito perdite in agricoltura per 5 milioni di euro dalla recente alluvione secondo la Coldiretti.

Gli effetti del clima tropicale – sostiene la Coldiretti - sono visibili sull'ambiente, non cadono le foglie dalle piante che per il caldo non sono entrate nella fase di riposo vegetativo caratteristico della stagione ma in giro ci sono ancora mosche e zanzare a testimoniare un autunno pazzo, con temperature ben al di sopra delle medie. Nelle case e nelle campagne è in atto una vera invasione di sciami di cimici che si stanno moltiplicando nel nord Italia costringendo nei centri abitati i cittadini a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse mentre nelle campagne si contano i danni provocati da questi insetti insaziabili che stanno colpendo soia, mais, pere, mele, pesche e kiwi con danni fino al 40% dei raccolti nei terreni colpiti.

A preoccupare in questa fase – continua la Coldiretti – è anche l'eventuale brusco arrivo del maltempo con un forte abbassamento delle temperature che troverebbe le piante impreparate a difendersi con un conto ancora più salato per le campagne.

L'agricoltura è l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli" afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.


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venerdì 5 ottobre 2018

Intesa Sanpaolo aderisce alla Task Force on Climate Related Financial Disclosures

INTESA SANPAOLO SUPPORTA LE RACCOMANDAZIONI DELLA TASK FORCE ON CLIMATE-RELATED FINANCIAL DISCLOSURES


Milano, 5 ottobre 2018 – Intesa Sanpaolo ha deciso di supportare le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), istituita nel dicembre 2015 dal Financial Stability Board (FSB) – organismo internazionale che monitora il sistema finanziario mondiale.

L'annuncio è stato dato oggi da Stefano Del Punta, Chief Financial Officer Intesa Sanpaolo: "Abbiamo deciso di seguire le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures e di impegnarci così su base volontaria alla diffusione di una rendicontazione trasparente in materia di rischi e opportunità legati ai cambiamenti climatici, per inserire nel quadro delle informazioni finanziarie destinate agli stakeholder le principali comunicazioni legate al clima. Il supporto alle raccomandazioni della TCFD testimonia l'impegno di Intesa Sanpaolo per i temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale, capisaldi del Piano di Impresa 2018-2021".

La Task Force ha pubblicato a giugno 2017 un Final Report contenente undici raccomandazioni con riferimento a quattro aree tematiche: Governance, Strategia, Gestione del rischio, Metriche e obiettivi. Attualmente oltre 500 organizzazioni supportano le raccomandazioni della TCFD.

martedì 17 ottobre 2017

MeteoLab: cambiamenti climatici e agricoltura, quale futuro? Sabato 28 ottobre al Forte di Bard


Sabato 28 ottobre al Forte di Bard l'ottava edizione di MeteoLab in un confronto di esperti e studiosi


I cambiamenti climatici e le relative conseguenze, spesso purtroppo tragiche, sono quasi quotidianamente sotto gli occhi di tutti. 

Effetti che ricadono anche sull'agricoltura e che possono condizionare in modo determinate il nostro futuro.

Sabato 28 ottobre 2017, il Forte di Bard, dedica l'ottava edizione di MeteoLab, l'incontro scientifico dedicato alla Meteorologia e Climatologia delle Alpi organizzato dall'Associazione Forte di Bard in collaborazione con la Società Meteorologica Italiana e Equipe Arc-en-Ciel, al tema con un incontro dal titolo: "Meteorologia e Agricoltura. Cambiamenti climatici: quale futuro per le coltivazioni?

Studiosi e appassionati si confronteranno quest'anno su come l'agricoltura e la produzione di cibo siano legate a doppio filo al clima e ai suoi cambiamenti: da un lato soffrono gli effetti del riscaldamento globale e dei crescenti fenomeni atmosferici estremi, dall'altro sono esse stesse causa di circa un quinto delle emissioni mondiali di gas a effetto serra. 


Studiosi e appassionati si confronteranno su quali scenari attenderci per il futuro e come potrà adattarvisi l'agricoltura, partendo dall'esempio di una regione alpina come la Valle d'Aosta. 


Il 28 ottobre al Forte di Bard interverranno Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana, Corrado Adamo, dirigente della Struttura Produzioni vegetali e Servizi fitosanitari dell'Assessorato Agricoltura e Risorse naturali della Regione Valle d'Aosta, Michele Freppaz, docente dell'Università degli Studi di Torino, Edoardo Cremonese, dell'Area Operativa Cambiamenti Climatici dell'Arpa Valle d'Aosta, Odoardo Zecca, coordinatore del settore Viticoltura, ricercatore e insegnante dell'Institut Agricole Régional, Diego Bovard e Stefano Carletto, titolari di aziende agricole, Federico Spanna, presidente dell'Associazione Italiana di Agrometeorologia, Gabriele Dono, presidente del Corso di Laurea Triennale in Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università degli Studi della Tuscia.


I lavori avranno inizio a partire dalle ore 9.30, nella sala conferenze Olivero. 


La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria: 
T. 0125 833816 oppure via mail a eventi@fortedibard.it.

Programma
ore 9.30 – Accoglienza e registrazione dei partecipanti,
ore 10.00 – Apertura dei lavori
ore 10.15 – Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana
Clima, agricoltura e cibo: un doppio legame. (In)sostenibilità dal campo al piatto
ore 11.30 – Corrado Adamo, Dirigente della Struttura Produzioni vegetali e Servizi fitosanitari presso l'Assessorato Agricoltura e Risorse naturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta
Variazioni climatiche: conseguenze sulle produzioni e sulla popolazione dei patogeni, prime considerazioni
ore 12.00 - Michele Freppaz, Docente presso l'Università degli Studi di Torino
Effetti del cambiamento climatico sulle caratteristiche dei suoli montani
Ore 12.30 – Edoardo Cremonese, Area Operativa Cambiamenti Climatici presso Arpa Valle d'Aosta e Odoardo Zecca, Coordinatore del settore Viticoltura, ricercatore e insegnante presso l'Institut Agricole Régional
Cambiamento climatico e agricoltura di montagna: la collaborazione tra l'Institut Agricole Régional e Arpa Valle d'Aosta

ore 13.00 – Pranzo e tempo libero
  
ore 14:30 - Diego Bovard, Azienda Agricola La Branche di Morgex e Stefano Carletto, Azienda Agricola SteLo "SafrandeCly"
Coltivare zafferano in Valle d'Aosta è possibile?
ore 15:00 – Federico Spanna, Presidente dell'Associazione Italiana di Agrometeorologia (AIAM)
Effetti del cambiamento climatico sull'agroecosistema: azioni e reazioni
ore 15:30 – Gabriele Dono. Presidente del Corso di Laurea Triennale in Scienze Agrarie e Ambientali – Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali Università degli Studi della Tuscia
Cambiamenti climatici e agricoltura italiana: valutazione degli impatti e possibilità di adattamento
  
ore 16:00 – Conclusione e dibattito
ore 16:30 - Consegna attestati di partecipazione

MeteoShop aperto durante la giornata.


sabato 24 giugno 2017

CNR: le nuvole che riflettono di più.

Risultati immagini per Certe nuvole riflettono di più
Un recente studio dell’Isac-Cnr ha scoperto come i tensioattivi organici aumentino la capacità delle nubi marine di riflettere la radiazione solare, con effetti su precipitazioni e clima. 
Il lavoro pubblicato su Nature.

Le nubi sono elementi fondamentali del bilancio radiativo del nostro pianeta, cioè del rapporto tra la radiazione solare che arriva sulla Terra e quella che viene riflessa di nuovo verso lo spazio. 

La limitata capacità dei modelli attualmente elaborati e utilizzati dagli studiosi di riprodurre i processi di formazione ed evoluzione delle nubi, perciò, rappresenta un fattore di incertezza essenziale nell’analisi e nella predizione dei cambiamenti climatici

Un team di ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna ha ora confermato dal punto di vista sperimentale un’ipotesi formulata due decenni fa che riveste un’importante rilevanza climatologica. I risultati sono stati pubblicati su Nature.

“Che le nubi si formino da piccole particelle di particolato atmosferico è noto da decenni, ma per la prima volta abbiamo scoperto che i composti tensioattivi organici di origine marina formano molto più efficacemente le goccioline di nube aumentando così l’effetto raffreddante delle nubi marine”, dichiara Maria Cristina Facchini, dirigente di ricerca dell’Isac-Cnr e coordinatrice del team italiano che ha collaborato allo studio insieme con altre Università e Centri di Ricerca europei, statunitensi e canadesi. 

“Particelle nanometriche ricche di composti organici danno luogo a nubi che contengono un numero molto più alto di goccioline, fino a dieci volte, e risultano per questo essere più riflettenti e meno suscettibili di formare precipitazioni. La combinazione di questi due fattori esercita un effetto di raffreddamento del clima che, alla luce di questi nuovi risultati, potrà essere meglio quantificato”.
La scoperta investe quindi la riflettività (albedo) e la capacità di produrre precipitazioni delle nubi. 

“Studi teorici e di laboratorio avevano suggerito il ruolo potenzialmente importante nel processo di formazione delle nubi dei tensioattivi organici contenuti nel particolato atmosferico. Questo effetto era in particolare stato ipotizzato più di un decennio fa in un lavoro da me condotto (Facchini et al., Nature 1999), ma non era mai stato osservato in ambiente reale e tanto meno simulato dai modelli”, conclude Facchini. 

“Questo studio rappresenta una svolta nella comprensione dei processi di formazione delle nubi dal punto di vista sia sperimentale che teorico. Ora la sfida sta nel determinare l’importanza del processo osservato alla grande scala, mediante un’ulteriore affinamento dei modelli climatici globali”.

Roma, 24 giugno 2017

venerdì 16 settembre 2011

CNR: come cambia il clima

 Risultati immagini per Certe nuvole riflettono di più
Il clima: così è cambiato, così cambierà

Un nuovo modello globale sviluppato da un consorzio europeo che vede impegnato il Cnr permette di stimare l'evoluzione futura del sistema climatico e di capirne meglio le tendenze storiche. 

Dal 1850 le acque oceaniche fino a 300 m di profondità si sono scaldate di quasi un grado e i ghiacci marini artici sono diminuiti di 3 milioni di kmq negli ultimi decenni.


Roma, 16 settembre 2011 - Un innovativo modello a scala globale permetterà di studiare l'evoluzione del clima nei prossimi decenni e prevederne gli impatti sull'ambiente e sulla società. 

Si chiama Ec-Earth ed è sviluppato da un consorzio europeo di università ed enti di ricerca, tra cui l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr). 

Ec-Earth, coordinato dall'Istituto meteorologico olandese (Knmi), riunisce i più recenti modelli in grado di rappresentare i complessi meccanismi che governano l'atmosfera, l'oceano, il ghiaccio e la biosfera.

I ricercatori Isac-Cnr afferenti al progetto, Antonello Provenzale, Jost von Hardenberg ed Elisa Palazzi, in collaborazione con il centro di calcolo Caspur di Roma, hanno da poco portato a termine una prima simulazione dell'andamento climatico su tutta la Terra dal 1850 al 2009, che ha richiesto 95.000 ore di calcolo e ha prodotto 15 Terabyte di dati www.to.isac.cnr.it/ecearth/). 

Sono in corso l'analisi dettagliata dei risultati e le proiezioni per stimare la variabilità climatica fino al 2100, che verranno poi messe in comune con i dati raccolti dagli altri gruppi di ricerca.

"La simulazione ha confermato l'aumento di quasi un grado della temperatura globale della superficie della Terra avvenuto negli ultimi 150 anni, già rivelato dalle misure sperimentali", spiega Provenzale. "Anche la temperatura media dell'acqua oceanica fino a circa 300 metri di profondità è aumentata globalmente di quasi un grado, con una crescita più rapida negli ultimi 30 anni. I risultati hanno evidenziato inoltre il ritiro dei ghiacci marini artici, passati a fine estate dai più di 8 milioni di chilometri quadrati del 1950 ai circa 5 milioni del 2005. E le proiezioni per i prossimi decenni sono tutt'altro che incoraggianti: è prevista un'ulteriore diminuzione. Proprio in Artico il modello Ec-Earth sarà di particolare utilità per integrare le misure che il Cnr sta raccogliendo nella base di Ny Alesund".

Il modello è stato utilizzato anche per studiare la precipitazione su tutto il globo (1850-2009), fondamentale per l'analisi del ciclo idrologico e della disponibilità di acqua. "La precipitazione è molto diversa da una regione all'altra ed è una delle variabili più difficili da riprodurre con i modelli. In Europa, i massimi valori si registrano sulle coste norvegesi, in Scozia, a sud dell'Islanda e in alcune aree delle Alpi, dove si arriva a oltre 2.000 millimetri all'anno, per scendere a meno di mille sulla nostra sponda tirrenica e a circa 300 mm sulla costa mediterranea nel sud della Spagna", prosegue il ricercatore. "Anche le variazioni nelle precipitazioni dovute ai cambiamenti climatici mostrano forti differenze regionali, con una tendenza a condizioni più aride in ampie zone del Mediterraneo, confermata dal modello Ec-Earth".

La regione himalayana, chiamata il 'terzo polo' della Terra per la grande quantità di ghiacci, è al centro del lavoro modellistico a causa delle mutazioni in atto e dell'importanza dei fiumi che qui nascono e portano acqua a quasi un miliardo e mezzo di persone in Asia. "La situazione è complessa, con un forte ritiro dei ghiacciai e la precipitazione estiva monsonica nelle zone ad est, ghiacciai stazionari o addirittura in espansione e perturbazioni invernali provenienti dal Mediterraneo che dominano le zone più aride del Karakorum a ovest", spiega Provenzale. I risultati forniti da Ec-Earth completeranno gli studi sperimentali condotti nelle stazioni ad alta quota della rete Share del Cnr e del Comitato Ev-K2-Cnr in queste aree.

"Il modello globale Ec-Earth rappresenta uno strumento importante e il suo utilizzo permetterà di iniziare anche in Italia le attività di 'climate services' raccomandate dall'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), necessarie per un'efficace programmazione delle misure di adattamento ai cambiamenti climatici", conclude il ricercatore Isac-Cnr.

venerdì 5 giugno 2009

GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE-IL WWF INAUGURA UNA TORRE DI RILEVAMENTO CHE REGISTRA 'IL RESPIRO DEL BOSCO' NELL'OASI DI ALVIANO IN UMBRIA

ANNO DEL CLIMA – GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE

IL WWF INAUGURA UNA TORRE DI RILEVAMENTO CHE REGISTRA

'IL RESPIRO DEL BOSCO' NELL'OASI DI ALVIANO IN UMBRIA

Al suo secondo anno di vita, il progetto 'Osservatorio clima' nelle Oasi del WWF indica la strada per combattere gli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi naturali

Un progetto promosso dalla Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia di Viterbo, Dipartimento di Scienze dell'Ambiente forestale e delle sue Risorse, con la collaborazione di Microsoft Italia, l'Università di Roma Tre, il Museo di Zoologia di Roma e il Corpo Forestale dello Stato

Boschi e aree naturali sono tra gli ambienti fondamentali per combattere l'innalzamento della temperatura globale, soprattutto se riusciamo a mantenerli in buono stato di salute.

Basti pensare che 1 ettaro di bosco è capace di neutralizzare almeno 6 tonnellate di CO2 (gas serra, primo responsabile del riscaldamento globale) in un anno, ovvero, le emissioni di un'automobile di piccola cilindrata che percorre circa 43.000 km, oppure quelle determinate dai consumi elettrici medi di 4 famiglie italiane.

Per conoscere la capacità di assorbimento di Co2 delle nostre aree naturali, e renderle sempre più capaci di adattarsi ad un clima destinato a modificare profondamente l'ambiente, il WWF ha oggi inaugurato un altro 'tassello' di ricerca e divulgazione sul ruolo delle aree protette per la lotta ai cambiamento climatici.

Si tratta dell'inaugurazione della prima stazione di misurazione dei gas serra (una torre alta 13 metri) in un bosco di pianura in area protetta, nell'Oasi umida del WWF di Alviano, in Umbria, che contribuirà ad una serie di rilevamenti utili alla misurazione dei gas serra negli ecosistemi delle oasi. L'iniziativa si è svolta per celebrare la Giornata mondiale dell'ambiente che quest'anno l'ONU ha voluto dedicare al tema del clima. La torre, oltre agli aspetti prettamente scientifici, avrà anche un alto valore didattico per il fatto che i visitatori potranno osservare in diretta l'andamento del respiro del bosco e quindi scoprirne concretamente il valore. La torre, insieme a supporti informativi e didattici, costituirà un importante Centro dimostrativo sul monitoraggio dei gas serra.

Le Oasi WWF, con un programma avviato da un anno, denominato Osservatorio Clima, sono diventate ormai vere e proprie stazioni di monitoraggio sui cambiamenti del clima e di sperimentazione di progetti di gestione adattativa, in un progetto che vede uniti WWF e Università della Tuscia, con la collaborazione di Microsoft Italia e la partecipazione, tra gli altri, del Corpo Forestale dello Stato e del Museo di Zoologia di Roma.

"La torre di rilevamento nell'Oasi di Alviano – dice Riccardo Valentini, professore all'Università della Tuscia dove dirige il Laboratorio di Ecologia Forestale e presidente della Commissione CNR sui cambiamenti globali – è la prima installata in un'area naturale umida e ci consentirà letteralmente di 'ascoltare' il respiro del bosco, quanta CO2 assorbe e quanto ossigeno rilascia. Questo impianto nasce come Centro dimostrativo per far conoscere al pubblico come funziona il monitoraggio dei gas serra e il ruolo fondamentale degli ecosistemi forestali nell'assorbimento di CO2 e, quindi, dimostrare quanto questi ecosistemi siano essenziali per mantenere la temperatura media globale al di sotto dei 'fatidici' 2°C".

Assieme alla torre di rilevamento di Alviano, ad una rete di centraline meteo e al monitoraggio di alcuni importanti indicatori biologici, il software messo a disposizione da Microsoft, da anni impegnata a livello internazionale nello studio del cambiamento climatico presso il laboratorio di ricerca informatica Microsoft Research di Cambridge, consentirà di creare un database che servirà ad effettuare delle previsioni a medio-lungo termine per attivare specifiche misure di adattamento e conservazione della biodiversità nelle Oasi del WWF e in generale in Italia.

"Per far fronte alle minacce poste dai cambiamenti climatici, oggi il mondo si trova davanti all'esigenza di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 entro il 2050 – dichiara Carlo Intorno, Direttore Corporate Social Responsibility - A tale scopo, l'information technology può giocare un ruolo rilevante concorrendo alla messa in efficienza di altri settori carbon intensive e fornendo un valido supporto alla ricerca scientifica applicata a qualunque campo. Per questo, Microsoft Italia aiuterà il WWF a costruire un sistema informativo super-efficiente con le nostre tecnologie ed insieme al WWF osserveremo l'evoluzione del Sistema delle Oasi, che rappresenta il più importante progetto di conservazione del WWF Italia".

Da un anno il progetto è attivo in 20 Oasi sparse su tutto il territorio nazionale, ma è già previsto un aumento delle aree coinvolte negli studi e delle azioni di monitoraggio.

"Le Oasi del WWF – più di 100 disseminate su tutto il territorio nazionale – sono laboratori naturali dove è normale 'leggere' i cambiamenti climatici in atto, dove è possibile sperimentare azioni sia di mitigazione che di gestione adattativi - dice Antonio Canu, direttore di WWF Oasi - L'Italia sta cambiando faccia e i segnali li stiamo monitorando attraverso, per esempio, lo studio dei lepidotteri notturni (ci sono popolazioni di specie tipiche di areali meridionali che migrano verso nord favoriti dal riscaldamento climatico), o la conferma della rarefazione e perfino il rischio di estinzione che corre la gran parte degli anfibi (come l'ululone dal ventre giallo appenninico che è in una situazione ormai critica ovunque o la salamandra pezzata che è in estrema rarefazione nel centro Italia e si è quasi estinta nel Lazio). Sono tutti fenomeni che osserviamo e studiamo nell'ambito del progetto Osservatorio e non fanno altro che confermare l'innalzamento della temperatura nel nostro paese.".

Dal confronto tra i valori attuali delle variabili bioclimatiche nelle Oasi WWF e quelli previsti per il futuro (secondo uno scenario il raddoppio dell'anidride carbonica) emerge chiaramente che il 95% delle Oasi WWF avrà un aumento di temperatura media annua compreso tra 1 e 3°C ed il 90% subirà una riduzione delle precipitazioni annue compresa tra 27 e 113mm.

Dall'osservazione delle trasformazioni in atto dovute al riscaldamento globale appare chiaro che, fin da subito, è necessario impegnarsi, oltre che per tutte le azioni mirate a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra in atmosfera (il 2009 è un anno cruciale da questo punto di vista perché la 15° Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici che si terrà a dicembre a Copenaghen dovrà chiudere il nuovo accordo globale sul clima) anche alle azioni mirate a 'mitigare' e 'adattarsi'.

Roma, 5 giugno 2009

WWF Italia

Ufficio stampa 06.84497377-265-463-213

Calcola quanti alberi servono per assorbire i tuoi spostamenti su http://www.respirodelbosco.altervista.org/Publication1.htm

martedì 21 aprile 2009

Topolino si colora di verde con Impatto Zero(R)!

IL SETTIMANALE TOPOLINO A IMPATTO ZERO®

In occasione dell'Earth Day, anche il magazine di casa Disney

aderisce al progetto di LifeGate per compensare le emissioni di CO2 prodotte e sarà in edicola con un numero davvero speciale.

Milano, 21 aprile 2009 Mercoledì 22 aprile, proprio in coincidenza con la 39° Giornata della Terra (Earth Day), il settimanale Topolino sarà in edicola – per la prima volta – con un numero davvero speciale a Impatto Zero®. Grazie all'adesione al progetto di LifeGate, il magazine Disney compenserà le emissioni di gas ad effetto serra generate dalla produzione di ogni copia, con la creazione e tutela di nuove foreste in Italia e nel mondo.

Impatto Zero® ha infatti calcolato che la produzione di ogni copia del settimanale, dal lavoro in redazione, alla stampa, al trasporto, causa la dispersione nell'ambiente di 81.405 chilogrammi di anidride carbonica. Il magazine Topolino ha perciò deciso di dare il proprio contributo all'ambiente, con il supporto di Impatto Zero®, compensando le proprie emissioni di CO2 attraverso la piantumazione di oltre 23.800 metri quadrati di nuove foreste in Lombardia, Costarica e Madagascar!

Inoltre, il numero del settimanale, in edicola da mercoledì 22 aprile, sarà per l'occasione completamente "green", cioè interamente dedicato al rispetto dell'ambiente. E il messaggio è chiaro a partire dalla copertina, che vedrà Paperinik avvolgere e proteggere simbolicamente la Terra con il suo mantello.

La parte redazionale, in collaborazione con Impatto Zero®, sarà ricca di spunti e consigli per stimolare i giovani lettori, e di conseguenza le loro famiglie, a compiere nella vita quotidiana piccoli gesti che possono però contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta.

Ed è proprio nelle pagine di questo numero che la banda Disney invita i lettori a quantificare il proprio "impatto sull'ambiente" e quello della loro famiglia grazie allo speciale calcolatore di Topolino e LifeGate. Entrando infatti nel sito www.topolino.it e rispondendo ad alcune semplici domande sul proprio stile di vita, i ragazzi potranno calcolare la CO2 prodotta dalle normali azione quotidiane. Un facile strumento per non dimenticarsi mai che qualsiasi azione ha un impatto sull'ambiente!

Fra le pagine si potranno anche leggere tutte le curiosità del film "Earth- La nostra Terra", in uscita nelle sale cinematografiche proprio il 22 aprile, che racconta la storia di tre famiglie di animali come in un reality show della natura e i loro fantastici viaggi attraverso il pianeta. "Earth- La nostra terra" è il primo film di Disneynature, nuova etichetta di produzione di Disney impegnata sui temi ambientali.

In aggiunta, sempre a partire da questo numero, il settimanale Topolino lancia la rubrica "Topogreen", (che sarà pubblicata una volta al mese) nella quale verranno affrontati tutti i temi legati all'ambiente: dal global warming all'inquinamento.

Senza dimenticare ovviamente le storie a fumetti che vedranno per l'occasione Paperinik, Paperone, Paperoga, e Qui, Quo e Qua (in veste di Q-Galaxy, la squadra spaziale di guardiani della natura) protagonisti di quattro fantastiche avventure a tema "ambiente".

Ancora una volta, il settimanale Topolino, grazie alla forza del fumetto e al prezioso aiuto della banda Disney, si propone di sensibilizzare i giovani lettori alle tematiche più importanti, come in questo caso il rispetto e la tutela dell'ambiente. "Perchè proteggere la Terra è molto più facile di quello che immaginiamo e, soprattutto, ci riguarda davvero" dice il direttore di Topolino, Valentina De Poli "Il segreto è essere consapevoli che ogni nostra azione, dalla più piccola alla più eclatante, ha una conseguenza sull'ambiente che ci circonda, e se questa conseguenza si manifesterà un minuto dopo o tra mille anni fa lo stesso. Essere consapevoli che agire in un modo piuttosto che in un altro può migliorare (o peggiorare) le condizioni del Pianeta in cui viviamo è un bel passo, importante."

Impatto Zero® è il progetto di LifeGate che concretizza, per primo in Italia, gli intenti del Protocollo di Kyoto: riduce le emissioni di anidride carbonica e le compensa attraverso la creazione di nuove foreste. Grazie alla collaborazione con Università italiane e straniere, Impatto Zero® è in grado di calcolare le emissioni di anidride carbonica generate da qualsiasi attività, proporre delle iniziative per ridurre tali emissioni e compensare le restanti tramite la creazione di nuove foreste in Italia e nel Mondo.

lunedì 30 marzo 2009

Carta Clima Citta' d'Italia: consegna ufficiale il 3 aprile a Roma

COMUNI, PROVINCE E REGIONI SI DANNO APPUNTAMENTO A ROMA IL 3 APRILE

PER LA CONSEGNA UFFICIALE AL GOVERNO

DELLA CARTA DELLE CITTÀ E DEI TERRITORI D'ITALIA PER IL CLIMA


Nel documento, realizzato da Agenda 21 Italia in collaborazione con Anci e Upi, gli enti locali rivendicano un ruolo attivo nel raggiungimento degli impegni sottoscritti dal Governo per il pacchetto 20+20+20 della UE e nel nuovo accordo internazionale che sostituirà il protocollo di Kyoto


30 marzo 2009 – Si danno appuntamento a Roma il 3 aprile i Comuni, le Province e le Regioni per la consegna ufficiale al Governo della Carta delle Città e dei Territori d'Italia per il Clima, realizzata da Agenda 21 in collaborazione con Anci ed Upi.

L'evento, che si terrà a partire dalle 10.00 nella Sala Auditorium della sede romana dell'Ispra di Via Curtatone 7, si svolgerà sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero dell'Ambiente.

Il programma prevede fra gli altri l'intervento di Pedro Ballesteros, Responsabile della Campagna Intelligent Energy Europe della DG per l'Energia della Commissione Europea, oltre all'illustrazione dettagliata del contenuto del documento che candida gli enti locali del Paese ad avere un ruolo attivo nel raggiungimento degli impegni sottoscritti dal Governo rispetto al Pacchetto 20+20+20 dell'Unione Europea e nell'ambito dei negoziati che si terranno a Copenhagen a dicembre 2009, quando verranno ridiscussi i contenuti dell'accordo che sostituirà il Protocollo di Kyoto.

"Le città ed i territori d'Italia – si legge nella Carta per il Clima – chiedono al Governo italiano di prevedere l'accesso delle Amministrazioni delle città e dei territori ai meccanismi dell'Emission Trading e al Mercato dei Titoli di Efficienza Energetica e propongono di escludere dal Patto di Stabilità gli investimenti locali in progetti finalizzati alla mitigazione e adattamento al cambiamento climatico".

Il testo infatti riporta una serie di proposte concrete che saranno approfondite e sviluppate in un documento tecnico che verrà realizzato da Agenda 21 Italia anche grazie al contributo dei Comuni, le Province e le Regioni e alla collaborazione di esperti appartenenti ad organizzazioni internazionali ed enti di ricerca.

"Le città ed i territori – riporta ancora la Carta – chiedono al Governo italiano di promuovere, in collaborazione con il sistema bancario, la predisposizione di strumenti finanziari dedicati agli interventi di riqualificazione energetica e di favorire il coinvolgimento delle Esco (Società di servizi energetici) e di altri soggetti specializzati al fianco delle amministrazioni locali e dei territori".

Gli enti locali potranno segnalare la propria adesione anche inviando una mail a adesionecarta@a21italy.eu.





Per informazioni alla stampa:

Coordinamento AGENDA 21 Italia – tel. 349 1368017

ANCI - tel. 06 68009217

UPI – tel. 06 6840341

domenica 29 marzo 2009

EARTH HOUR-WWF: CLIMA - CENTINAIA DI MILIONI DI PERSONE HANNO VOTATO PER LA TERRA - ORA TOCCA A CHI GOVERNA


EARTH HOUR 2009

WWF: "CLIMA – CENTINAIA DI MILIONI DI PERSONE HANNO VOTATO PER LA TERRA – ORA TOCCA A CHI GOVERNA"

Oggi all'incontro ONU sul clima di Bonn, WWF consegna simbolicamente i voti

Si è appena chiusa con lo spegnimento della strada dei Casinò di Las Vegas la maratona mondiale per il clima – Earth Hour – organizzata dal WWF. Centinaia di milioni di persone in più di 3929 città di 88 paesi hanno aderito spegnendo le luci per un'ora intera dando un fortissimo segnale di interesse per il futuro del pianeta e un'adesione altrettanto forte a un'azione globale contro i cambiamenti climatici. Il loro gesto rappresenta un vero e proprio "voto" mondiale a favore della terra contro il riscaldamento globale con una decisa richiesta ai leader mondiali perché agiscano subito.

Il WWF ringrazia tutti coloro che hanno partecipato anche in Italia a questa manifestazione: dalle massime cariche dello Stato che hanno voluto dare il proprio contributo spegnendo edifici simbolici quali il Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, al Vaticano che ha spento la Basilica di San Pietro in un' atmosfera carica di emozione, dalle centinaia di amministrazioni locali grazie alle quali i monumenti della Bell'Italia hanno regalato la suggestione di un'ora di buio, alle migliaia di cittadini, dai testimonial alle aziende. Un ringraziamento speciale al mondo del calcio a fianco del WWF con la partecipazione di Totti e l'adesione di tutta la nazionale impegnata in Montenegro. Sui siti di tutto il mondo l'infinita sequenza di immagini fotografiche e video restituisce la grandiosità di un evento che non ha precedenti. Un fenomeno che soprattutto la rete ha saputo raccontare e rappresentare.

"Earth Hour ha dimostrato una reale volontà nelle persone di tutto il mondo per un'azione urgente contro il cambiamento climatico, e un mandato per i leader del pianeta per garantire un nuovo accordo sul clima a Copenhagen che definisca una efficace risposta globale – ha dichiarato James Leape, direttore generale del WWF Internazionale - Il nostro lavoro continua, perché nei prossimi otto mesi i leader del pianeta dovranno decidere come intenderanno affrontare questa sfida e dobbiamo, insieme, fare in modo che prendano le decisioni giuste."

Il 'testimone' dell'attenzione sui problemi del riscaldamento globale infatti ora passa a Bonn: si apre oggi, sotto il 'segno di Obama', il primo round di negoziati sul clima (che terminerà l'8 aprile) in vista di un accordo globale sul clima da siglare durante la Conferenza di Copenhagen a dicembre. La strada verso il nuovo "climate deal" non sarà facile ma va fatto ogni sforzo affinchè questo sia un accordo globale equo ed efficace, cioè in linea con le indicazioni di taglio delle emissioni suggerite dalla comunità scientifica. Per questo la pressione delle centinaia di milioni di persone che hanno partecipato a Earth Hour e dato il loro "voto" per la Terra continuerà a farsi sentire.

Per rafforzare il segnale appena raccolto da Earth Hour in tutto il mondo, all'inizio del meeting di Bonn il WWF insieme agli Scout tedeschi consegneranno simbolicamente i risultati di questo voto globale sotto forma di un'urna riempita di centinaia di milioni di "schede elettorali" a favore della Terra, a Yvo de Boer, Segretario Esecutivo del Trattato sui Cambiamenti Climatici dell'ONU (UNFCCC), e ai delegati governativi che partecipano ai negoziati.

"A Bonn i delegati dovranno mostrare le loro carte e lavorare per raggiungere il consenso in modo che, come programmato, a giugno ci sia la prima bozza di un accordo ambizioso e in linea con quanto indicato dalla comunità scientifica - ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, che seguirà i negoziati in Germania - Sarà essenziale definire le opzioni su adattamento e taglio delle emissioni, il ruolo delle risorse finanziare che i Paesi sviluppati impegneranno per favorire il taglio delle emissioni e l'adattamento nei Paesi in Via di Sviluppo, la spinta alla diffusione delle tecnologie pulite, le modalità per fermare la deforestazione. Occorre lavorare per salvare il Pianeta dalla più grave minaccia mai affrontata dall'umanità, e questa è la strada per risolvere anche altri gravi flagelli, a partire dalla povertà causata dalla crisi economica".

La conferenza di Bonn è il primo di una serie di incontri intergovernativi in vista del nuovo trattato globale sul clima che sarà siglato nella Conferenza di Copenhagen a dicembre. Ed è anche il primo incontro del nuovo Governo degli Stati Uniti.

Destano speranza gli incontri del MEF (Major Economies Forum) che nascono sotto una chiara discontinuità con la precedente iniziativa di Bush con il MEM (Major Economies Meeting), e non solo per il cambio del nome. L'intento è chiaro: mentre Obama vuole creare un dialogo tra le nazioni e aiutare a generare la leadership politica necessaria per raggiungere un successo ai negoziati sul clima delle Nazioni Unite che si concluderanno a Copenaghen a dicembre, Bush voleva creare un percorso alternativo a quello multilaterale dell'ONU. E non è un caso che tra gli invitati del MEF ci sia la Danimarca, il paese che presiederà (in quanto ospitante) il Summit di Copenaghen.

"I Paesi industrializzati devono recuperare credibilità nel dimostrare una reale volontà di affrontare la sfida del cambiamento climatico, accettando di ridurre complessivamente le emissioni di almeno il 40% entro il 2020" conclude Midulla.

Roma, 29 marzo 2009

Ufficio stampa WWF Italia – 06-84497377, 265, 213.


OBAMA SUL CLIMA: SPERANZA PER IL PIANETA


WWF/EARTH HOUR :

"MESSAGGIO OBAMA SUL CLIMA:
UN SEGNALE DI SPERANZA PER IL PIANETA"


La notizia della convocazione di un vertice tra alcuni dei Paesi con ruoli chiave nelle trattative ONU da parte del presidente Obama costituisce un segnale di speranza, specie per l'intenzione, dichiarata, di creare un dialogo tra le nazioni e aiutare a generare la leadership politica necessaria per raggiungere un successo ai negoziati sul clima delle Nazioni Unite che si concluderanno a Copenaghen a dicembre.

La notizia dell'impegno, diretto e deciso, dell'Amministrazione Americana per concludere con un successo l'Anno del Clima corona la giornata di mobilitazione mondiale dell'Earth Hour, che sta vedendo i più rappresentativi simboli e monumenti mondiali e centinaia di milioni di persone per tutto il globo spegnere le luci per un'ora alle 20.30 locali.

Earth Hour ha chiesto che si fermino i cambiamenti climatici con un accordo globale: l'impegno di Obama, alla vigilia dell'avvio dei negoziati sul clima da lunedì a Bonn, in Germania, fa capire che la voce di centinaia di milioni di persone è arrivata, forte e chiara, ai leader della Terra.




Roma, 28 marzo 2009

Ufficio stampa WWF Italia - 06-84497377, 265

sabato 28 marzo 2009

EARTH HOUR 09.WWF: "E' INIZIATA L'ORA DELLA TERRA", LA 'OLA' DI BUIO E' PARTITA DALLE ISOLE CHATHAM

EARTH HOUR 2009

WWF: "E' INIZIATA L'ORA DELLA TERRA"

LA 'OLA' DI BUIO E' PARTITA DALLE ISOLE CHATHAM, SIDNEY E MELBOURNE,

sono le prime di 3929 città che hanno aderito in tutto il mondo, 160 in Italia

"IN 24 ORE RECORD DI CITTA' E ADESIONI NEL RUSH FINALE"

1081 nuove città, 5 nuovi Paesi, "Earth Hour" cercato in rete 4,7 milioni di volte

GLI EVENTI SPECIALI A ROMA E VENEZIA STASERA ALLE 20.30

- TOTTI 'SPEGNE' IL COLOSSEO, PALLONE AEROSTATICO A SAN PIETRO

- GONDOLE IN FIACCOLATA A PONTE DI RIALTO

- IL MESSAGGIO DI EARTH HOUR DURANTE LA PARTITA MONTENEGRO-ITALIA

L'INIZIATIVA:

"INVIA LE IMMAGINI DELLA TUA ORA DELLA TERRA AL SITO DEL WWF"

http://89.97.5.41/



E' scattata l'ora della Terra: la grande OLA di buio per il pianeta sta arrivando dagli antipodi del globoa. Tutto è partito dalle Isole Chatham, il luogo più lontano per noi, per proseguire con gli spegnimenti a Sydney e Melbourne. Earth Hour, la grande mobilitazione organizzata dal WWF, già conta numeri da record: nelle ultime 24 ore si sono aggiunte 1081 nuove città, 5 nuovi paesi mentre la parola è stata cercata in rete 4,7 milioni di volte. Attraversando 25 fasce orarie Earth Hour spegnerà le luci di monumenti, istituzioni, edifici simbolo, case e imprese, in più di 3900 città del mondo, tra cui 66 capitali nazionali e 9 tra le 10 metropoli più popolate del mondo, ma nella maggior parte dei Paesi c'è ancora tempo per aderire. L'invito è quello di lanciare un segnale fortissimo contro il riscaldamento globale da parte del mondo intero, in questo ANNO DEL CLIMA cruciale per il futuro del pianeta.



Alle 20.30 sarà l'ora dell'Italia con decine di monumenti storici, dalla Torre di Pisa alla Cupola di San Pietro, dalla Valle dei Templi alla Reggia di Caserta. Due gli eventi clou organizzati dal WWF: davanti al Colosseo Francesco Totti spegnerà il monumento simbolo della capitale mentre una fiaccolata sulle gondole animerà lo spegnimento del Ponte di Rialto a Venezia, simbolo del rischio dei cambiamenti climatici e che stasera subirà anche il fenomeno dell'acqua alta. Anche la nazionale di calcio, impegnata stasera con il Montenegro, è a fianco del WWF con il video-messaggio del suo Capitano, Fabio Cannavaro. Un messaggio per Earth Hour anche nel corso della diretta calcistica.



Record di adesioni tra i singoli cittadini, grazie soprattutto al web: finora il video di Earth Hour è stato visto 2 milioni di volte e Earth Hour ha 1,3 milioni di amici sulla rete dei social network.



Icone mondiali come le Piramidi di Giza, il Colosseo, l'Acropoli di Atene, la Cupola di san Pietro si spegneranno per 1 ora insieme a più di 800 monumenti simbolici: la Tour Eiffel a Parigi, la Torre CN a Toronto, lo Stadio Nido d'uccello a Pechino, la Statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la Tapei 101 (edificio più alto del mondo), la Torre di Londra e il London Eye – la grande ruota panoramica, lo Stadio del Millennium a Cardiff, l'Empire State Building a New York, l'Acropoli di Atene, le Cascate del Niagara, la Sagrada Famiglia di Gaudì a Barcellona, la Table Mountain a Città del Capo, il Merlion a Singapore, il Golden Gate di San Francisco, l'Arco dello Stadio di Wembley a Londra, l'Arco di Trionfo a Parigi, le Torri Sears a Chicago, il Teatro dell'Opera di Sydney, la Sinfonia di Luci a Hong Kong, le Torri Petronas a Kuala Lumpur, la Strada dei Casinò di Las Vegas, il Castello di Edimburgo.





Roma, 28 marzo 2009

Ufficio Stampa WWF Italia,

tel 06 84497377, 265



Al Colosseo: cell. Cristina Maceroni 329 8315725, Francesca Mapelli 349 0514472, 339 2948309

A Venezia: Sara Bragonzi 329 8315718



www.wwf.it/stampa



PER LA STAMPA:

FOTO E VIDEO disponibili per la stampa all'indirizzo http://89.97.5.41/



Per maggiori informazioni sull'iniziativa, http://www.wwf.it/oradellaterra/ (come aderire, elenco delle città coinvolte, materiali di promozione, etc.)





SCHEDA INFORMATIVA



EARTH HOUR: GLI ORARI DELLA OLA PLANETARIA (vedi tabella allegata)

Le prime a spegnersi, alle 7.45 ora italiana, sono state le isole Chatham, un piccolo arcipelago a 800 chilometri a est della Nuova Zelanda e circa 19.250 chilometri dal centro di Roma, seguite da Auckland (8.30 ora italiana) e poi Melbourne e Sidney (10.30). Sarà poi la volta di Seoul, Pechino, Singapore (13.30), Jakarta e Bankok (14.30), Nuova Delhi, (16.00), Mosca (18.30) e via attraverso l'Africa (Cape Town) e l'Europa (Roma, Parigi, Atene, Madrid, Budapest), l'America (Buenos Aires, Rio de Janeiro, New York, San Francisco), fino a Las Vegas che alle 5.30 di domani mattina (ora italiana) chiuderà questa maratona planetaria per il clima spegnendo la strada dei casinò.





L'EARTH HOUR IN ITALIA: EVENTI, MONUMENTI, TESTIMONIAL

Oltre ai principali monumenti storici italiani l'evento prevede due momenti clou nelle città di Roma e Venezia.

A ROMA: alle ore 20.30 davanti al Colosseo il Capitano della Roma, Francesco Totti, spegnerà il simbolo della sua città, insieme al Presidente onorario del WWF Italia, Fulco Pratesi, grazie ad un TOTEM/INTERRUTTORE che lascerà al buio il monumento per un'ora. Speciali candele Earth Hour verranno distribuite ai presenti. Sarà un'occasione per unire davvero tutti in un grande gesto pacifico a favore del pianeta, dai tifosi alle famiglie e a tutti coloro che vorranno unirsi al festeggiamento. Durante lo spegnimento è previsto un concerto della Stradabanda di Testaccio che intratterrà il pubblico con il suo repertorio di musica tradizional-popolare.



A VENEZIA: Una fiaccolata a bordo delle gondole sfilerà davanti al Ponte di Rialto che verrà simbolicamente spento da una delegazione del WWF accompagnata dal Comune della città simbolo dei cambiamenti climatici.





Fabio Cannavaro, Francesco Totti, Francesco Facchinetti, Beppe Braida e Camilla Raznovich hanno sostenuto l'Ora della Terra con video messaggi che hanno fatto il giro del web, e hanno aderito anche il premio Nobel Rita Levi Montalcini, l'astrofisica Margherita Hack, l'astronauta Roberto Vittori.



MONUMENTI ED EDIFICI CHE SI SPEGNERANNO IN ITALIA

Roma: Cupola di S. Pietro, Palazzo del Quirinale, Colosseo, Palazzo Madama, Palazzo Montecitorio

Venezia: Ponte di Rialto e Teatro La Fenice

Arena di Verona, Castello di Alboino e Torre del Castello a Feltre, Piazza Castello a Torino, Acquario di Genova insieme a Palazzo della Regione, Palazzo Comunale e la Fontana in Piazza De Ferrari; Arco di Traiano a Benevento, le due Torri (degli Asinelli e Garisenda) di Bologna, il Castello di Monteriggioni (Siena), la Torre di Pisa, Palazzo Sacrati Strozzi (sede della regione Toscana) e Palazzo Vecchio a Firenze, il Maschio Angioino, la Reggia di Caserta, lo Sferisterio di Macerata, la Valle dei Templi, il Castello Sforzesco a Milano, le mura di Città Alta e il Palazzo della Provincia a Bergamo, il Castello sul Mare di Rapallo, il Castello dell'Imperatore a Prato, il Castello Vescovile e la Torre Saracena di Spotorno (Liguria), il Doss, Castello del Buonconsiglio (Trento) più decine di strade, piazze, palazzi comunicali, scuole, edifici pubblici di 100 città.



(l'elenco di città e monumenti al link: http://www.wwf.it/oradellaterra/partecipanti.htm)



INIZIATIVA PER TUTTI SUL SITO DEL WWF: 'MANDA LA TUA FOTO'

A poche ore dall'evento il WWF ha infine lanciato un'iniziativa speciale: sarà possibile inviare la 'propria' foto o video per raccontare l'Ora della Terra al SITO DEL WWF":

Questo l'indirizzo: http://89.97.5.41/



INIZIATIVE MEDIA SPECIALI:

Per l'occasione sono partite anche speciali partnership del WWF con alcune principali testate: è online su Repubblica.it l'iniziativa "A luci spente: racconta la tua ora di buio". RTL ha aderito avviando una maratona radiofonica di convocazione ma anche come azienda impegnandosi ad una riduzione del consumo di energia durante l'ora di buio. Anche il sito del TG1 ha previsto iniziative speciali per celebrare l'evento.



AZIENDE:

Tra le aziende che hanno colto l'occasione di Earth Hour per testimoniare il proprio impegno a favore del clima: il Gruppo assicurativo Allianz, partner storico della Campagna GenerAzione Clima del WWF, Sofidel, Unicredit Group e Domotecnica, Epson e Epson Meteo.







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Francesca Mapelli

WWF Italia ONLUS - Ufficio Stampa

Via Po 25/C, 00198 Roma

06 84497213 - f.mapelli@wwf.it

www.wwf.it/stampa





Alle 20.30 di sabato 28 marzo, persone, istituzioni e imprese di tutto il mondo spegneranno le luci per un'ora.

Ognuno di noi può fare la differenza. Unisciti al WWF per Earth Hour 2009, spegni le luci e iscriviti subito sul sito www.wwf.it


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