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giovedì 21 novembre 2019

Eni diventa membro attivo della governance del progetto di conservazione delle foreste REDD+ Luangwa Community Forests (LCFP), in Zambia


Eni diventa membro attivo della governance del progetto di conservazione delle foreste REDD+ Luangwa Community Forests (LCFP), in Zambia


Si tratta di uno dei più grandi progetti REDD+ in Africa, coinvolgendo un'area di circa 1 milione di ettari e 170.000 persone delle comunità locali.

San Donato Milanese, 21 novembre 2019 – Eni ha firmato con BioCarbon Partners, società africana esperta in progetti di conservazione delle foreste a lungo termine, un accordo per entrare come membro attivo nella governance del Luangwa Community Forests Project (LCFP), un progetto REDD+ nella Luangwa Valley, in Zambia. 

Nell'ambito dell'iniziativa, Eni si impegna altresì per 20 anni, fino al 2038, ad acquistare crediti di carbonio certificati secondo i Verified Carbon Standard e il Climate, Community and Biodiversity Standard: l'operazione alimenterà il successo di questo progetto REDD+ nel lungo periodo (REDD+, vale a dire di riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale) e contribuirà al raggiungimento di buona parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite.

Il Luangwa Community Forests Project è stato avviato nel 2014 ed è gestito da BioCarbon Partners in cooperazione con il Governo zambiano e le comunità locali. LCFP Project copre un'area di circa 1 milione di ettari, coinvolge le comunità locali con più di 170.000 beneficiari, ed è al momento uno dei più grandi progetti REDD+ in Africa ad aver ottenuto la 'Triple Gold' Standard Certification per il suo eccezionale impatto sociale.

L'ingresso di Eni nel progetto LCFP rappresenta un passo importante nell'ambito del percorso di decarbonizzazione intrapreso dalla società. Eni, infatti, ha rilanciato quest'anno con forza il proprio tradizionale impegno in questo ambito ponendosi l'obiettivo delle zero emissioni nette dell'upstream entro il 2030, traguardo che potrà essere raggiunto, oltre che con azioni incisive di efficienza volte a minimizzare in modo importante le emissioni dirette, anche grazie al ruolo di compensazione attribuito ai progetti di conservazione delle foreste primarie e secondarie che la società intende sposare nell'ambito dei ReDD+.

Attraverso tali progetti di conservazione, che contribuiscono in modo misurabile al raggiungimento di buona parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, Eni sostiene su scala globale il miglioramento della capacità di stoccaggio naturale di CO2 e la conservazione della biodiversità, e offre un supporto significativo allo sviluppo delle comunità locali attraverso la promozione di attività economiche e sociali.


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mercoledì 19 dicembre 2018

Webranking Europe 2018: l’Italia domina la classifica europea sulla trasparenza digitale

La classifica Webranking sulla trasparenza digitale incorona Eni (con 93,2 punti su 100). 
A seguire la finlandese Wärtsilä in seconda posizione (92,5) e Snam in terza (91,3). 
La grande trasparenza nella comunicazione delle aziende quotate italiane viene dimostrata anche da Terna (5°posto), Generali (6°) e Prysmian (10°) che entrano nella Top 10 della classifica.
La 22° edizione della ricerca Webranking stilata dal Comprend in collaborazione con Lundquist include 25 aziende italiane. La ricerca valuta la trasparenza corporate digitale e analizza le 500 più grandi società in Europa per capitalizzazione di mercato. Il punteggio medio delle italiane aumenta di ben 6,6 punti, raggiungendo 59,4 punti, rispetto al dato europeo che si attesta a 47,2 punti.

I risultati eccellenti di quest'anno annullano il gap con l'Europa. Eni, sul podio per l'undicesimo anno consecutivo e Snam, che si piazza tra i primi tre per il quinto anno di seguito, confermano il loro impegno costante nel soddisfare le richieste degli stakeholder.

TOP 10 EUROPE 500: WEBRANKING BY COMPREND 2018

1Eni93,2
2Wärtsilä92,5
3Snam91,3
4Kesko90,3
5Terna88,1
6Generali85,2
7Skanska84,0
8Swisscom83,4
9Swedish Match80,7
10Prysmian80,5



Il team Eni 


Il team Snam

Un anno record per le società italiane 

Se consideriamo nell'insieme tutte le 800 società analizzate in Europa (includendo tutte le classifiche di paese), le aziende italiane migliorano ulteriormente. Cattolica Assicurazioni e Pirelli sono best improver a livello europeo, registrano infatti un aumento di punteggio da record: +52,1 e +53,3 rispettivamente. Altri significativi miglioramenti riguardano Italgas (+29,5), Coima Res (+25,8) e Moncler (+22,1).

Gruppo Hera, la multi-utility di Bologna, non rientra tra le 500 società nella classifica Europea ma ottiene un punteggio di 91,7 (secondo posto in Italia) dimostrando che anche le società di dimensioni più contenute possono ottenere dei risultati eccezionali. Confermano questo trend Mondadori (91 punti), Pirelli (87) e Salini Impregilio (82,2).

Una svolta per le società italiane

Le performance registrate quest'anno dalle aziende italiane segnano un punto di svolta. Le principali società quotate sembrano ormai consapevoli della necessità di essere trasparenti e dell'importanza del digitale come strumento di comunicazione.

Ora la sfida è quella di andare oltre la trasparenza formale. I top manager devono assicurarsi che visione e strategia di business siano comunicate in modo efficace. Sul proprio sito corporate, il punto di riferimento per tutti gli stakeholder, infatti, quasi la metà delle aziende nel campione italiano non presenta la propria strategia e soltanto un quarto dichiara gli obiettivi finanziari. Emblematico della scarsa volontà di "metterci la faccia" e assumere impegni concreti è il fatto che in più della metà dei siti delle aziende italiane i profili dei top manager non vengono corredati da foto.

"La recente direttiva europea è certamente responsabile della maggiore attenzione verso gli aspetti non finanziari. Tuttavia, non abbiamo notato segnali positivi provenienti dalle società dal punto di vista della presentazione della strategia e degli impegni legati alla sostenibilità. Dall'analisi emerge che in Italia la direttiva ha spostato l'attenzione delle aziende verso la rendicontazione degli aspetti non finanziari, senza riuscire a spingerle a tradurre le proprie priorità in obiettivi strategici e azioni concrete" – commenta Joakim Lundquist, CEO di Lundquist

La nuova ricerca.trust ("dot trust") di Lundquist

Per affrontare in modo puntuale queste nuove sfide, Lundquist quest'anno ha lanciato la nuova ricerca.trust (pronunciato "dot trust") che sposta il focus dalla mera trasparenza alla capacità delle aziende di raccontare il brand e il proprio business, comunicare la leadership e creare fiducia presso gli interlocutori. La ricerca rappresenta l'evoluzione del programma di ricerca di Lundquist dedicato all'analisi della comunicazione delle principali società quotate e non quotate.

La prima edizione di Lundquist.trust ha preso in considerazione le 81 maggiori aziende non quotate italiane per fatturato, numero di dipendenti, peso sul sistema paese e rappresentatività del marchio (icone del Made in Italy).

LE 25 ITALIANE INCLUSE NELLA RICERCA WEBRANKING BY COMPREND EUROPE 500

1Eni93,2
3Snam91,3
5Terna88,1
6Generali85,2
10Prysmian80,5
17Poste Italiane72,0
22Mediobanca70,5
29Leonardo-Finmeccanica67,8
33Luxottica67,3
37Telecom Italia66,3
40Moncler65,7
53UniCredit62,7
69ENEL61,2
148Ubi Banca53,9
164Intesa Sanpaolo52,8
226STMicroelectronics49,4
233FCA49,0
328Cnh Industrial40,3
333Finecobank40,1
334Tenaris40,0
388Atlantia36,4
413Ferrari34,5
445Exor31,0
461BB Biotech28,4
477Banco BPM25,7


Pirelli


Cattolica Assicurazioni

Joakim Lundquist, CEO Lundquist



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sabato 3 novembre 2018

Il capo del Consiglio di Presidenza del Governo libico di unità nazionale Fayez al-Sarraj incontra l’AD di Eni Claudio Descalzi

Il capo del Consiglio di Presidenza del Governo libico di unità nazionale Fayez al-Sarraj incontra l'AD di Eni Claudio Descalzi

L'AD di Eni ha incontrato anche il presidente di NOC Mustafa Sanalla

Tripoli (Libia), 3 Novembre 2018 - Il capo del Consiglio di Presidenza del Governo libico di unità nazionale, Fayez al-Sarraj, ha incontrato oggi a Tripoli l'Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi. L'AD di Eni aveva incontrato in precedenza il presidente della National Oil Corporation (NOC), Mustafa Sanalla.

Durante i colloqui le parti hanno discusso della situazione generale del paese, affrontando in particolare il tema della sicurezza. Claudio Descalzi ha confermato il forte impegno di Eni nel portare avanti regolarmente le attività nel paese. Fayez al-Sarraj e Mustafa Sanalla hanno entrambi ringraziato Eni per il supporto e la vicinanza al popolo libico e a NOC.

L'AD di Eni ha illustrato le iniziative intraprese nel settore della generazione di energia elettrica, in particolare soffermandosi sulle attività di assistenza tecnica per la manutenzione di alcune centrali nell'area di Tripoli. Questo impegno di Eni è l'ulteriore prova del supporto fornito dalla società al paese: Eni è il principale fornitore di gas al mercato locale, interamente destinato ad alimentare le centrali elettriche del paese per una capacità di generazione elettrica di oltre 3 GW.

Nell'incontro con il presidente Sanalla si è fatto il punto della situazione sullo stato dei progetti in corso di Eni in Libia. Per quanto riguarda Bahr Essalam Fase 2, avviato a luglio, continuano le attività di collegamento dei rimanenti sette pozzi che saranno concluse entro la fine del 2018.

Per quanto riguarda il progetto di aumento della capacità di compressione dell'impianto di Wafa il first gas è previsto nei prossimi giorni. La realizzazione di tale progetto rappresenta una chiara indicazione che importanti attività di sviluppo possono essere implementate con successo anche nelle aree remote del territorio libico.

Mustafa Sanalla e Claudio Descalzi hanno fatto il punto sull'andamento del negoziato  dell'Exploration and Production Sharing Agreement ("EPSA"), a seguito della lettera d'intenti (LOI) firmata a ottobre tra Eni, NOC e BP, per l'assegnazione a Eni di una quota del 42,5% e dell'Operatorship nell'EPSA, con l'obiettivo di ricominciare le attività nel primo semestre del 2019.

Il presidente di NOC e l'AD di Eni hanno infine colto l'opportunità per discutere anche di importanti  progetti futuri, in particolare lo sviluppo delle strutture offshore A & E di cui è previsto a breve il lancio della gara per lo studio di ingegneria. L'implementazione di tale progetto consentirà di estendere il plateau di produzione di gas dall'offshore libico, con un notevole risparmio per il paese relativamente all'importazione di combustibili liquidi.

In ultimo, parallelamente al rilancio degli investimenti nel paese e nell'ambito dei progetti correnti e futuri, è stata discussa l'opportunità e l'esigenza di formare un considerevole numero di giovani libici con l'obiettivo principale di migliorarne le capacità e le competenze professionali nel settore industriale e petrolifero in particolare.

Eni è principale produttore internazionale di idrocarburi in Libia, dove attualmente produce 280.000 barili di petrolio equivalente al giorno equity.


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martedì 30 maggio 2017

Roberto Casula parla del fenomeno dei mutamenti ambientali al Politecnico di Torino

Eni sceglie il proprio Chief Development Operations & Technology Officer, Roberto Casula, come portavoce in merito alle politiche aziendali sulle tematiche del cambiamento climatico e riscaldamento globale, discusse in occasione dell'incontro ospitato dal Politecnico di Torino.

Roberto Casula relatore contro il riscaldamento globale

Roberto Casula, Chief Development Operations & Technology Officer di EniSvoltosi presso l'Aula Magna del Politecnico di Torino, l'incontro dedicato alla discussione sui cambiamenti climatici mondiali ha ospitato nomi di spicco dei settori economico, industriale e accademico, che si sono confrontati sulle modalità per creare una sinergia tra scienza e tecnologia al fine di contrastare in maniera efficace il fenomeno del riscaldamento globale. Organizzata in occasione del lancio del Centre for Sustainable Futures dell'Istituto italiano di Tecnologia, la manifestazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Chief Development Operations & Technology Officer di Eni, Roberto Casula, il quale ha spiegato la strategia aziendale rivolta a una maggiore sensibilità ambientale, che ha infatti portato Eni a far parte della Task Force on Climate-related Financial Disclosures - TCFD. Già in passato Roberto Casula ha preso parte al MIT Center for Global Change Science di Cambridge, facendosi portavoce dell'impegno di Eni rivolto alla lotta per la salvaguardia dell'ambiente.

Background professionale di Roberto Casula

Laureatosi presso l'Università degli Studi di Cagliari in Ingegneria Mineraria, Roberto Casula entra in Agip S.p.A. nel 1988. Supera, nel frattempo l'Esame di Stato che lo abilita alla pratica professionale e inizia il proprio percorso all'interno di Eni, dove opera inizialmente come Reservoir Engineer, per poi occuparsi delle controllate poste nei territori Africani e Mediorientali, arrivando a ricoprire ruoli manageriali, come quelli di Managing Director per Eni Nord Africa BV in Libia, nel biennio 2005-2007, e Responsabile delle attività operative in Africa subsahariana con la qualifica di Senior Vice President. Ottiene nel 2011 la nomina a Executive Vice President per la Divisione Exploration & Production di Eni, mentre nel 2014 Roberto Casula riceve l'incarico che tutt'oggi svolge, ovvero quello di Chief Development, Operations & Technology Officer.

Claudio Descalzi confermato dall’assemblea degli azionisti al vertice di Eni

Si conclude con la conferma di Claudio Descalzi come Amministratore Delegato e di Emma Marcegaglia come Presidente l’assemblea degli azionisti di Eni. Approvati i 12 punti all’ordine del giorno, in particolare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016.

Eni: Claudio Descalzi confermato come Amministratore Delegato

Claudio Descalzi, AD di EniClaudio Descalzi ed Emma Marcegaglia rimangono rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente di Eni: lo ha confermato l'assemblea degli azionisti, svoltasi a Roma il 13 aprile. Il vertice ha dato l'occasione ai manager di illustrare, inoltre, i risultati raggiunti nel triennio sotto la loro gestione e di delineare le strategie future del gruppo. Il modello Eni si è basato nel corso degli ultimi anni su una logica finalizzata non al profitto immediato ma alla creazione di valore sul lungo periodo all'insegna della "sostenibilità sociale e ambientale". Rischio manageriale, competenze e innovazione, compliance sono i pilastri intorno ai quali si è sviluppato il gruppo energetico e che ne hanno contraddistinto il modello. In particolare, in materia di sicurezza, Eni ha registrato un grande cambio di rotta: dal dato di 0,94 infortuni per milioni di ore lavorate, è passata nel 2016 a 0,35, segnando una riduzione del 51%. Un risultato che differenzia il gruppo dagli altri competitor, che si attestano su una media di 1,1 infortuni per ore lavorate. Claudio Descalzi ha poi affrontato il tema delle emissioni, sottolineando una riduzione negli ultimi anni della produzione di CO2 del 9%. In chiusura, ha ricordato i risultati da record conseguiti nel 2016, nonostante la crisi del comparto petrolifero: 1,1 miliardi di barili di petrolio grazie agli investimenti nell'esplorazione; abbattimento dei costi di gestione operativa; 193% di rimpiazzo delle riserve, la più alta percentuale raggiunta dalla società; la cessione del giacimento a gas offshore di Zohr.

Claudio Descalzi: esperienze e incarichi professionali

Laureatosi in Fisica presso l'Università degli Studi di Milano nel 1979, Claudio Descalzi avvia la sua carriera professionale in Eni due anni più tardi, inizialmente in qualità di Ingegnere di giacimento. Divenuto Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo, nel 1990 cambia nuovamente ruolo, assumendo la carica di Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Managing Director della consociata Eni in Congo dal 1994 al 1998, diviene successivamente Vice Chairman & Managing Director di Naoc, in Nigeria. Nella prima decade del 2000 assume incarichi di progressiva responsabilità: Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000 - 2001), Direttore dell'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002 - 2005) e Vice Direttore Generale di Eni - Divisione Exploration & Production (2005 - 2008). Prima di diventare Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi è stato Presidente di Assomineraria (2006 - 2014), Chief Operating Officer di Eni - Divisione Exploration & Production (2008 - 2014) e Presidente di Eni UK (2010 - 2014).

venerdì 10 marzo 2017

Claudio Descalzi: l’AD di Eni in Mozambico per incontrare il Presidente della Repubblica

L’AD di Eni, Claudio Descalzi, è in Mozambico: in agenda l’incontro con il Presidente della Repubblica e altri membri del governo.

Eni: il viaggio in Mozambico dell'AD Claudio Descalzi

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di EniL'AD di Eni, Claudio Descalzi, si è recato in Mozambico per incontrare il Presidente della Repubblica Filipe Jacinto Nyusi e fare il punto sull'avanzamento dei progetti che il gruppo petrolifero sta portando avanti nel Paese. Tra questi il Coral South, relativo al giacimento Coral situato nell'Area 4 che è stato scoperto nel 2012 e contiene circa 450 milioni di metri cubi di gas in posto. Il piano, approvato dall'Autorità del Mozambico lo scorso febbraio, prevede la costruzione di sei pozzi sottomarini collegati a un impianto di produzione galleggiante FLNG (Floating Liquefied Natural Gas). Il Cda di Eni ha approvato il 18 novembre l'investimento per la prima fase dello sviluppo della scoperta del giacimento, mentre lo scorso ottobre è stato firmato un accordo per la vendita a BP dell'intero ammontare dei volumi di Gnl prodotti da Coral South per un periodo di oltre vent'anni. In Mozambico Claudio Descalzi ha avuto modo di incontrare anche il Primo Ministro del Paese africano, il Ministro delle Risorse Minerarie e il Presidente della compagnia statale EnH, partner dell'Area 4. Le due società, insieme ad altre, collaborano anche al progetto di esplorazione e sviluppo del blocco offshore A-5A, situato nell'area Angoche, nelle acque profonde del Bacino Settentrionale dello Zambesi.

Claudio Descalzi: il curriculum professionale dell'AD di Eni

È in Eni, di cui diventa Amministratore Delegato nel maggio 2014, che si concentra la carriera di Claudio Descalzi. Laureato in Fisica all'Università degli Studi di Milano, arriva nel gruppo petrolifero nel 1981: inizialmente Ingegnere di giacimento, diventa poi Project Manager. Gli anni Novanta rappresentano un'importante occasione di crescita per il manager: gli viene infatti affidato l'incarico di guidare le consociate del Gruppo in Congo e Nigeria. I risultati raggiunti gli permettono di ricoprire diverse posizioni in ambito manageriale: Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000-2001), Direttore dell'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002-2005), Vice Direttore Generale di Eni - Divisione Exploration & Production (2005-2008) e Chief Operating Officer (2008-2014). Nel 2014 il Cda di Eni lo nomina AD. Claudio Descalzi è Visiting Fellow of The University of Oxford e nel dicembre 2015 è entrato a far parte del "Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations". È il primo europeo nel settore dell'Oil&Gas ad essere insignito nel 2012 del prestigioso premio internazionale SPE/AIME "Charles F. Rand Memorial Gold Medal", assegnato dalla Society of Petroleum Engineers e dall'American Institute of Mining Engineers (AIME).

giovedì 9 marzo 2017

Perfezionata la cessione del 10% di Shorouk: Claudio Descalzi, AD di Eni, firma l’atto

Nuovo accordo tra Eni e BP: le società guidate da Claudio Descalzi e Bob Dudley hanno raggiunto un'intesa per la cessione della quota del 10% nella concessione di Shorouk, nell'offshore egiziano.
Claudio Descalzi, AD di Eni

Claudio Descalzi e Bob Dudley firmano l'intesa per la cessione di una quota di Shorouk

Eni ha portato a compimento un'importante operazione con BP: Claudio Descalzi ha siglato insieme a Bob Dudley l'atto che sancisce la cessione di una quota pari al 10% nella concessione di Shorouk, situata nell'offshore egiziano. Teatro dell'accordo Il Cairo, alla presenza del Ministro del Petrolio Tarek El Molla e del Primo Ministro Sherif Ismail. Attraverso la controllata IEOC, Eni mantiene una quota di partecipazione del 90% ma è in fieri la cessione di un 30% nei prossimi mesi alla compagnia Rosfnet. Nel corso della giornata, l'AD Claudio Descalzi è stato ricevuto, inoltre, dal Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, incontro che segue quello dello scorso gennaio che era servito a fare il punto sullo sviluppo di Zohr e sull'avvio della produzione. Una serie di attività che sono significative dell'importanza del territorio per Eni: la società è infatti partner di BP anche nel giacimento di Nooros, un deposito situato nel Delta del Nilo che sta garantendo la produzione di 25 milioni di metri al cubo a soli 15 mesi dall'avvio. In futuro le due compagnie trarranno beneficio anche dal campo di Baltim SV (avvio: 2019).

Claudio Descalzi: percorso professionale, incarichi istituzionali e formazione

Amministratore Delegato di Eni da maggio 2014, Claudio Descalzi ha maturato un'esperienza consolidata all'interno del Gruppo, ricoprendo progressivamente incarichi di maggiore responsabilità. Il suo percorso ha inizio, infatti, nel 1981, anno in cui viene assunto in qualità di Ingegnere di giacimento. Divenuto successivamente Project Manager, si occupa dell'espansione delle attività nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Negli anni '90 è prima Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia e poi Managing Director delle consociate in Congo e in Nigeria, dove ricopre anche la carica di Vice Chairman. Promosso nel 2000 a Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente, e Cina, tra il 2002 e il 2005 occupa il medesimo ruolo per l'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente. Prima di diventare Amministratore Delegato, Claudio Descalzi è stato anche Vice Direttore Generale e Chief Operating Officer della Divisione Exploration & Production. Laureato in Fisica presso l'Università degli Studi di Milano, è stato il primo europeo a essere insignito del premio internazionale SPE/AIME "Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012".

venerdì 27 gennaio 2017

Eni: l’AD Claudio Descalzi illustra il modello per lo sviluppo sostenibile delle risorse energetiche

Da sempre attenta a incentivare la sostenibilità ambientale e sociale nei Paesi in cui opera, Eni si pone questi obiettivi anche nei prossimi anni: ad illustrare alla comunità finanziaria il modello integrato per lo sviluppo sostenibile delle risorse energetiche del Gruppo è stato l'Amministratore Delegato Claudio Descalzi nel corso di un evento organizzato a Parigi lo scorso 30 settembre.

L'AD Claudio Descalzi presenta a Parigi l'Environment social and governance model di Eni

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di EniDavanti alla comunità finanziaria riunitasi a Parigi lo scorso 30 settembre per la presentazione dell'Environment social and governance model di Eni, l'Amministratore Delegato Claudio Descalzi ha illustrato il nuovo modello societario che coniuga solidità finanziaria e sostenibilità ambientale e sociale: "La sfida cruciale del settore energetico è il bilanciamento tra la massimizzazione dell'accesso all'energia e la lotta al cambiamento climatico" ha dichiarato il manager, aggiungendo che il Gruppo petrolifero punta a un "percorso chiaro e definito verso la decarbonizzazione" nei Paesi in cui opera attraverso una strategia di cooperazione e sviluppo attenta all'impatto sociale e ambientale delle proprie attività. In particolare dopo aver finanziato progetti a sostegno delle popolazioni locali (agricoli, di accesso all'acqua, cura della salute e altri relativi all'educazione) per circa 600 milioni di dollari tra il 2010 e il 2015, Eni è pronta a investirne altrettanti nei prossimi quattro anni, raggiungendo quindi il miliardo di Euro. Claudio Descalzi ha poi ricordato i progetti in 11 Paesi che assicurano l'approvvigionamento idrico a circa 130 mila persone e quelli formativi che hanno coinvolto circa 90 mila studenti tra Mozambico, Kazakhstan, Nigeria e Congo. In Italia la società ha avviato il "Progetto Italia", che si pone l'obiettivo di realizzare interventi nell'ambito delle rinnovabili utilizzando aree industriali di proprietà. L'AD di Eni ha infine annunciato sei nuovi investimenti nelle energie rinnovabili per 150 MW entro l'anno: gli impianti entreranno in funzione prima del 2018.

Eni: il percorso professionale dell'AD Claudio Descalzi

Nato a Milano nel 1955, Claudio Descalzi si laurea in Fisica all'Università degli Studi di Milano e nel 1981 entra in Eni lavorando inizialmente come Ingegnere di giacimento. Si distingue all'interno del Gruppo petrolifero e ben presto diventa Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, Libia, Nigeria e Congo. Promosso Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia nel 1990, ricopre questo incarico per quattro anni e successivamente viene scelto per guidare la consociata del Gruppo in Congo. Il raggiungimento di risultati rilevanti lo porta nel 1998 a diventare Vice Chairman & Managing Director della filiale nigeriana. Tornato in Italia nel 2000, dirige prima l'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina e poi quella Italia, Africa e Medio Oriente: nel 2005 diventa Vice Direttore Generale della Divisione Exploration & Production, carica che ricopre fino al 2008 quando viene nominato Chief Operating Officer del Gruppo. Tra il 2010 e il 2014 è Presidente di Eni UK. Nel maggio 2014 Claudio Descalzi viene nominato Amministratore Delegato di Eni. Il Top Manager è il primo europeo ad essere stato insignito nel 2012 del premio internazionale SPE/AIME "Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012" nel settore dell'Oil & Gas.

giovedì 26 gennaio 2017

Claudio Descalzi insignito della Laurea Honoris Causa in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio

«Sono stati investiti 1,5 miliardi di Euro nella ricerca dal 2010 a oggi»: con queste parole, pronunciate nella Lectio Magistralis per la Laurea Honoris Causa in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio, Claudio Descalzi ha voluto riassumere l'impegno del gruppo petrolifero in materia di innovazione.


La Lectio Magistralis di Claudio Descalzi, AD di Eni

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di EniRicerca scientifica e collaborazione con le Università: Eni ha investito dal 2010 a oggi 1,5 miliardi di Euro nel settore, impegnandosi in particolare nell'ambito delle rinnovabili. 

Lo ha dichiarato l'Amministratore Delegato del gruppo petrolifero, Claudio Descalzi, nella Lectio Magistralis che ha accompagnato la cerimonia di consegna della Laurea Honoris Causa in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio, assegnatagli dall'Università «Tor Vergata» di Roma. Il manager, nel suo intervento, ha voluto condividere il prestigioso riconoscimento con la società e i colleghi che collaborano con lui da 37 anni. 

Si è successivamente soffermato sull'impegno ambientale di Eni, sottolineando l'importanza della riduzione delle emissioni di gas serra e dell'attenzione verso il soddisfacimento dei bisogni energetici di tutto il mondo. Soltanto attraverso l'azzeramento delle emissioni entro il 2100 si giungerà agli obiettivi prestabiliti, da perseguire attraverso l'abbattimento dell'impatto carbonico e allo sviluppo delle rinnovabili. Solare, eolico e gas sono il futuro del nostro pianeta.

Claudio Descalzi: l'impegno di Eni in ambito ambientale

L'obiettivo di Eni da qui al 2025 è la riduzione del 43% delle emissioni di gas serra. Tale target, come emerge dalle parole di Claudio Descalzi, ha comportato un investimento sempre più massivo nelle rinnovabili, ovvero nella sostituzione del gas usato per la produzione interna con pannelli fotovoltaici, strategia utilizzata in particolare in Africa. 

La diminuzione del flaring, la minimizzazione delle emissioni «fuggitive» di metano e l'attenzione all'efficienza energetica sono gli step necessari per il cambiamento e per poter progredire in materia di sostenibilità ambientale. 

Sotto questo punto di vista l'Italia offre risorse notevoli: sono stati spesi, infatti, 2,5 miliardi di Euro in 8 anni per le bonifiche di alcuni terreni nel sud (4 mila ettari tra Sicilia, Sardegna, Puglia e Basilicata) all'interno dei quali verranno installati pannelli fotovoltaici. In questo modo si potrà arrivare a una riduzione annuale di 300 mila tonnellate di CO2.

mercoledì 30 novembre 2016

Claudio Descalzi: l’agenda del viaggio dell’AD di Eni negli Emirati Arabi Uniti

Il viaggio dell’AD di Eni Claudio Descalzi negli Emirati Arabi Uniti per partecipare all’Adipec ha portato al Gruppo petrolifero anche quattro nuovi accordi per la valutazione di attività di esplorazione e produzione in Bahrein.

Eni, Claudio Descalzi negli Emirati Arabi Uniti: la partecipazione all'Adipec e gli accordi in Bahrein

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di ENIL'AD di Eni, Claudio Descalzi, ha partecipato nei giorni scorsi all'Abu Dhabi International Petroleum Exhibition & Conference (Adipec), l'evento internazionale che riunisce i big dell'industria petrolifera mondiale. Al centro della diciannovesima edizione, le strategie per i nuovi scenari energetici. Intervistato anche da Bloomberg, il manager ha ribadito quanto detto nel corso del suo intervento, in linea con la politica che sta seguendo il gruppo petrolifero: il futuro è il gas naturale accompagnato dalle rinnovabili, mentre il petrolio continuerà ad avere peso, in particolare nel settore dei trasporti. "Tutto sta cambiando, questa volta non si tratta di un ciclo, dobbiamo trasformarci" ha aggiunto il manager che, durante il viaggio negli Emirati Arabi Uniti, ha fatto anche una tappa in Bahrein dove ha siglato per conto della multinazionale quattro accordi per valutare attività di esplorazione e produzione nel Paese. In base ad essi il colosso guidato da Claudio Descalzi avrà accesso ai dati per lo studio del potenziale di giacimenti di petrolio e di gas, sia in aree offshore sia onshore.

Eni: le tappe della crescita professionale dell'AD Claudio Descalzi

Originario di Milano, dove è nato nel 1955, Claudio Descalzi consegue la laurea in Fisica all'Università degli Studi di Milano. Il 1981 è l'anno in cui la sua carriera all'interno di Eni prende il via: inizialmente Ingegnere di giacimento, diventa in seguito Project Manager. Negli anni '90 ricopre la posizione di Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia e a metà del decennio si trasferisce all'estero dove opera in qualità di Managing Director per la consociata della multinazionale in Congo e successivamente per quella in Nigeria. Il Duemila segna il ritorno in Italia del manager: è Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000-2001), Direttore dell'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002-2005), Vice Direttore Generale di Eni - Divisione Exploration & Production (2005-2008). Prima di essere nominato AD del gruppo petrolifero nel maggio 2014, Claudio Descalzi ha svolto l'incarico di Chief Operating Officer tra il 2008 e il 2014. In parallelo, oltre ad essere membro del CdA, ha guidato dal 2010 Eni UK in qualità di Presidente. È il primo europeo ad essere insignito del premio internazionale SPE/AIME "Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012" dalla Society of Petroleum Engineers e dall'American Institute of Mining Engineers (AIME) nel settore dell'Oil & Gas.

Claudio Descalzi: l’AD di Eni risponde alle domande di Affari & Finanza

Intervistato da "Affari & Finanza", l'AD di Eni Claudio Descalzi ha tracciato un bilancio provvisorio del 2016 di Eni: nonostante l'anno si stia rivelando particolarmente difficile, il gruppo dimostra "una robustezza incredibile". E per il futuro non si esclude una quotazione in Borsa di Versalis.

"Affari & Finanza" intervista l'AD di Eni Claudio Descalzi: "Anno terribile, abbiamo limitato i danni"

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di EniNon perde l'ottimismo l'AD di Eni Claudio Descalzi, nonostante le problematiche incontrate nel 2016 dal gruppo petrolifero. Lo evidenzia anche "Affari & Finanza" nell'introduzione all'intervista che il Top Manager ha rilasciato nei giorni scorsi all'inserto di Repubblica. "Per i prezzi delle nostre attività si è trattato di un anno terribile, con tutti gli scenari ciclici e anticiclici che si sono allineati in modo negativo per noi" ha ammesso l'AD riferendosi principalmente al crollo del prezzo del petrolio. Ma Eni ha saputo dimostrare quella che il manager definisce "una robustezza incredibile": "Grazie al buon lavoro che ci ha permesso di aprire nuovi pozzi e avviarli rapidamente in Paesi come Angola, Congo, Egitto, abbiamo potuto recuperare 50 mila barili di produzione, a compensazione di quelli persi per i furti sui tubi in Nigeria e per il blocco posto dalla magistratura all'impianto in Val d'Agri". Sull'inchiesta che ad aprile ha portato alla luce presunti illeciti nella gestione dei rifiuti dell'impianto di Viggiano, in Basilicata, il manager ha ribadito la piena collaborazione coi magistrati per fare chiarezza sulla vicenda, sottolineando le difficoltà nel fronteggiare uno scenario così difficile: "Nonostante il fermo siamo riusciti a recuperare volumi persi altrove. Tutto questo senza licenziare una persona, al contrario di molti nostri colleghi petrolieri, che hanno allontanato migliaia di lavoratori". Ma è a fine intervista che arriva un'importante indiscrezione: in merito a Versalis, Claudio Descalzi, confermando l'intenzione di rilanciare il ramo chimico, ha dichiarato: "La quotazione? È una soluzione che non escludo"

Claudio Descalzi: formazione ed esperienze professionali dell'AD di Eni

Amministratore Delegato di Eni da maggio 2014, Claudio Descalzi cresce professionalmente all'interno del gruppo petrolifero dove entra nel 1981 come Ingegnere di giacimento, dopo aver conseguito la laurea in Fisica all'Università degli Studi di Milano. In seguito diventa Project Manager: le due esperienze alla guida delle consociate del Gruppo in Congo e Nigeria a metà anni '90 gli permettono di mettere ulteriormente in luce le proprie competenze in ambito manageriale. Successivamente arriva a ricoprire le posizioni di Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000-2001), Direttore dell'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002-2005), Vice Direttore Generale di Eni - Divisione Exploration & Production (2005-2008) e Chief Operating Officer, fino al maggio 2014 quando il Cda dell'ente petrolifero lo nomina Amministratore Delegato. Il mandato di Claudio Descalzi si caratterizza per gli investimenti nelle rinnovabili e l'impegno nella sostenibilità ambientale: lo scorso ottobre, durante il Convegno annuale dei Direttori generali delle Amministrazioni Universitarie, il rettore dell'università di Tor Vergata ha annunciato che entro l'anno conferirà al manager la laurea honoris causa in Ingegneria per l'ambiente e il territorio.

mercoledì 5 giugno 2013

Eni capolavori arte: Pugilatore in riposo al Metropolitan Museum di New York

New York. Da Roma è sbarcato al Metropolitan Museum di New York, dove resterà fino al 15 luglio, il bronzo del Pugilatore in riposo, capolavoro del periodo ellenistico per la prima volta esposto negli Usa grazie a Eni, principale sponsor della mostra. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Washington e con il Met, si inserisce nelle celebrazioni per l’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, di cui Eni è Corporate Ambassador.
Pugilatore in riposo
L’esposizione del “Pugilatore in riposo” è una delle iniziative più importanti tra gli oltre 200 eventi culturali in calendario che coinvolgeranno 50 città statunitensi e oltre 80 istituzioni ed organizzazioni dei due Paesi.
“Sostenere l’esposizione del Pugilatore in riposo e aderire con un ruolo di primo piano all’Anno della Cultura Italiana degli Stati Uniti esprime un valore identitario di Eni – spiega la società – a cui si somma il rapporto costante e proficuo che segna la relazione con gli Usa”.
Pugilatore New York
La statua, ora esposta nella Mary and Michael Jaharis Gallery, fu rinvenuta a Roma nel 1885 sotto il Quirinale, nei pressi delle Terme di Costantino, di cui si pensa fosse uno degli arredi. Era stata nascosta sottoterra per sottrarla alle invasioni barbariche che devastarono Roma nel V Secolo d.C. La figura del pugile dal corpo muscoloso e spalle possenti viene mostrata in un momento di riposo dopo il combattimento. I suoi guantoni, scolpiti nel dettaglio, lo identificano come pugilatore. Le numerose ferite al capo dell’atleta sono compatibili con le antiche tecniche del pugilato, in cui la testa era il bersaglio principale. Gli inserti, in rame per rappresentare il sanguinamento delle ferite, ne accrescono l’effetto.
L’occhio destro del pugile è tumefatto, il naso è rotto ed è evidente che respira con la bocca, probabilmente perché le narici sono ostruite dal sangue. Le labbra del pugile, segnate da cicatrici, sono scarnite e ritratte, il che suggerisce che abbia perso alcuni denti. Le orecchie, gonfie per effetto dei colpi, indicano che probabilmente ha perso l’udito. Gocce di sangue scendono dalle ferite del volto sul braccio e sulla gamba destra. L’usura di mani e piedi della statua fanno pensare che nell’antichità venisse toccata spesso, probabilmente in segno di venerazione.
Per via di una connessione iconografica con le statue di Eracle scolpite da Lisippo nel IV secolo a.C., si pensa che il Pugilatore in riposo potrebbe essere stato realizzato per celebrare un pugile, mitico o reale, esaltato per il proprio coraggio e la sua resistenza. Gli studiosi hanno a lungo discusso sull’età della scultura, collocandola tra la seconda metà del IV secolo a.C. e la prima metà del I secolo a.C. La scultura, un’eccezionale opera bronzea del periodo ellenistico (323-31 a.C.) di alta maestria, è considerata tra i massimi capolavori dell’antichità.

FONTEagi.it

lunedì 25 giugno 2012

Eni si toglie la cravatta 2012


San Donato Milanese (Milano), 06 giugno 2012 – In previsione del picco estivo dei consumi di elettricità anche quest'anno  fino a settembre "Eni si toglie la cravatta". L'iniziativa, giunta alla sesta edizione, è rivolta ai dipendenti e consiste nell'adottare in ufficio un abbigliamento meno rigoroso a vantaggio del risparmio energetico per consumare meno e lavorare meglio.  Evitando giacca e cravatta è possibile alzare di 1°C la temperatura negli edifici contribuendo a contenere le emissioni di CO2.

Durante l'edizione del 2011 sono state risparmiate 430.000 kWh di energia elettrica, pari a una riduzione del 9,5% dei consumi elettrici per il condizionamento. Il risparmio complessivo durante i giorni dell'iniziativa corrisponde ai consumi elettrici annui per uso domestico di 360 persone. La quantità di CO2 risparmiata equivale a quella prodotta da circa 1350 viaggi A/R in aereo sulla tratta Milano-Roma e a quella emessa da un'auto nuova per compiere 40 volte il giro del mondo.Il risparmio economico risultato dell'iniziativa "Eni si toglie la cravatta" è stato investito in progetti di sostenibilità.

Incoraggiare i dipendenti a togliere la cravatta in ufficio è una metafora per affrontare un argomento decisamente concreto. Eni ha voluto rompere le righe del protocollo suggerendo la rinuncia a un accessorio di abbigliamento, per quanto simbolo di eleganza e italianità, per affrontare il tema dei consumi attribuibili all'uso smodato dei condizionatori d'aria durante i mesi estivi. La pratica di Eni di togliere la cravatta in ufficio, lanciata nel 2007,  è diventata modello da seguire anche per altre aziende e conferma l'impegno di Eni per preservare l'ambiente e il territorio mediante un utilizzo accorto e razionale delle risorse energetiche.

Link:  http://eni.com/it_IT/media/note-stampa/2012/2012-06-06-eni-toglie-cravatta.shtml

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