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giovedì 27 giugno 2013

La clinica svizzera di Losanna in visita all'ospedale di Forlì

Nei giorni scorsi, una delegazione del Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Genetica medica della Clinica universitaria di Losanna, centro ospedaliero riconosciuto a livello internazionale, dopo contatti col dott. Celestino Claudio Bertellini, direttore dell’U.O. di Ostetricia-Ginecologia dell’Ausl di Forlì, ha visitato il presidio ospedaliero di Forlì per confrontare le rispettive esperienze e studiare il modello sanitario forlivese, con particolare attenzione per l’area ostetrico-ginecologica. «Abbiamo conosciuto il “Morgagni-Pierantoni” attraverso i servizi televisivi e giornalistici sulla struttura, rimanendo colpiti dal tipo di organizzazione e dalle tecnologie a disposizione dei professionisti – ha spiegato il direttore amministrativo del Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Genetica medica, dott. Massimo Sandri, capo-delegazione – anche la nostra clinica è dotata di apparecchiatura all’avanguardia, pertanto ci è sembrato interessante approfondire come funziona la realtà forlivese, così da trarre spunti utili per il nostro centro». La clinica di Losanna, al cui interno lavorano 10mila dipendenti, ospita ogni anno circa 40mila pazienti, offre trattamenti personalizzati e servizi medici di ultima generazione, con un approccio di cura basato sulla multidisciplinarietà. Ad accogliere i colleghi elvetici – la dott.ssa Katiuska Francini, aiuto primario ostetrico-ginecologo, Maria Teresa Adjaho, coordinatrice infermieristica, Daniela Rinaldi, responsabile Risorse umane, Maria Teresa Amoroso, infermiera ostetrica, oltre al direttore amministrativo Massimo Sandri – sono stati il dott. Cesare Bini, della Direzione del presidio ospedaliero “Morgagni-Pierantoni”, l’assessore comunale alle politiche di welfare Davide Drei, il dott. Celestino Claudio Bertellini, che ha illustrato il funzionamento del reparto, com’è organizzata l’assistenza, i percorsi a disposizione delle pazienti, e mostrato le sale parto e il blocco operatorio. I professionisti svizzeri, fra i tanti aspetti, si sono mostrati interessati soprattutto alla cartella clinica informatizzata, che raccoglie tutte le informazioni di un paziente ed è consultabile anche dai servizi territoriali, e al robot chirurgico, assistendo a una seduta operatoria. «Anche noi abbiamo iniziato a utilizzare tale tecnologia in campo ginecologico, in particolare per intervenire sulle patologie oncologiche – ha illustrato il dott. Sandri – oltre che in tale settore, lo impieghiamo per la chirurgia digestiva, mentre mi risulta che a Forlì se ne faccia largo uso». Effettivamente, al “Morgagni-Pierantoni” il robot lavora ogni giorno, anche perché è al servizio di ben sette le specialità. L’ultima è proprio la ginecologia, con l’equipe del dott. Bertellini che può vantare i primi interventi robotici in campo ginecologico in tutta l’Emilia-Romagna. Eguale attenzione, gli ospiti hanno riservato sia al sistema di distribuzione del farmaco in monodose, mentre in Svizzera non è ancora sviluppato, sia al percorso chirurgico informatizzato, riconosciuto dall’Eipa (European Institute of Public Administration) fra le cinque migliori best practises a livello europeo nel campo delle pubbliche amministrazioni in occasione del premio biennale Epsa 2011 (European Public Sector Award). Inoltre, i colleghi svizzeri hanno voluto conoscere le metodiche di raccolta statistica dei dati inerenti le attività sanitarie in uso nel presidio forlivese, e approfondire il funzionamento del sistema dei Drg. «E’ stata un’esperienza davvero interessante e ricca di stimoli – commenta il dott. Sandri – siamo rimasti colpiti dall’organizzazione dell’ospedale, e in particolare dall’affiatamento riscontrato in tutte le equipes medico-infermieristiche». Soddisfatto anche il dott. Bertellini. «Il confronto con altri professionisti è sempre motivo di arricchimento e stimolo a far meglio. Inoltre, i colleghi della clinica di Losanna si sono mostrati interessati a instaurare con noi rapporti di reciproco scambio e collaborazione, da cui possono nascere sempre importanti opportunità». Tiziana Rambelli

lunedì 15 aprile 2013

A Forlì mortalità per infarto dimezzata

Meno morti per infarto grazie alle reti integrate di professionisti Mortalità ormai dimezzata, gli interventi cardio-chirurgici diminuiscono del 50-60 per cento Curare rapidamente e bene i casi più gravi, e insistere sulla prevenzione: solo così si può evitare che le malattie cardiocircolatorie conducano alla morte. E’ per questa ragione che la Regione Emilia Romagna, fin dal 2003, ha promosso e sostenuto la creazione di “reti professionali” di cura dell’infarto miocardico, secondo il modello “hub and spoke”. «Tale modello – illustra il dott. Marcello Galvani, direttore dell’U. O. di Cardiologia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì – è basato sul concetto, ampiamento dimostrato e condiviso, che i pazienti affetti da problemi acuti e gravi vadano rapidamente indirizzati in centri specializzati, in grado di offrire il trattamento migliore per salvare la vita». Per i gravi incidenti stradali, ad esempio, la gestione dei traumi è affidata ad ospedali dotati sia di neuro-chirurgia sia di tutti i servizi necessari alla gestione di problemi complessi del traumatizzato e, nella nostra realtà, il centro di riferimento è Cesena. Nel caso dell’infarto miocardico acuto, invece, il centro di riferimento deve essere in grado di eseguire l’angioplastica coronarica 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno, e deve essere dotato di un laboratorio di emodinamica che operi in totale integrazione con un’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica in grado di fornire supporti vitali avanzati, quali ventilazione assistita, contropulsazione aortica, emodialisi, ai pazienti più gravi. «Presupposto di efficienza ed efficacia di questi servizi – aggiunge il dott. Galvani – è non solo la presenza di adeguate tecnologie, ma anche la competenza professionale di tutti gli operatori sanitari coinvolti nella rete, ovvero tanto di coloro che inviano quanto di coloro che ricevono i pazienti». La programmazione sanitaria ha da tempo individuato in una una popolazione di 300.000-600.000 abitanti il bacino di utenza in grado di garantire ai centri di riferimento un volume di attività tale da consentire i risultati clinici migliori. Di conseguenza, la Regione Emilia-Romagna ha indicato la necessità di un centro di riferimento per provincia individuando, per quella di Forlì-Cesena, Forlì. «Tanti più pazienti si trattano, tanto più bassa è la mortalità, con i costi gestionali inferiori – commenta il direttore –. Ciò a garanzia della salute del cittadino, i cui bisogni devono essere al centro dell’attenzione dei servizi sanitari. A partire dal 2005, in linea col dettato regionale, ci siamo, quindi, concentrati sul trattamento sistematico dei pazienti con infarto miocardico acuto, attraverso la costituzione del servizio di angioplastica primaria attivo 24 ore su 24 ed esteso all’intera provincia di Forlì-Cesena». I risultati sono stati immediati. «Nel giro di due anni – prosegue il dott. Galvani – è stato abbattuto il numero di pazienti che, a seguito dell’infarto, necessitano di intervento cardio-chirurgico, diminuito del 50-60 per cento, mentre la mortalità, fra 2005 e 2006, si è quasi dimezzata, scendendo al 5-6 per cento. Complessivamente, con questa tecnica abbiamo trattato più di 1.000 pazienti». La rete professionale creata nella nostra provincia per la cura dell’infarto miocardico, dunque, si è rivelata efficace. «La chiave del successo risiede nella maggior consapevolezza del cittadino nei confronti del sintomo “dolore al petto” e dalla tempestività di diagnosi e trasporto del paziente – chiosa il dott. Galvani –. In quest’ambito, la collaborazione con i colleghi della Cardiologia di Cesena e del 118 è stata, in questi anni, costante e proficua. Non a caso, il numero di casi diagnosticati al domicilio del paziente grazie alla teletrasmissione dell’ECG è salito dal 20% a quasi il 60%. La diagnosi di infarto miocardico sul territorio consente, infatti, un trasporto rapido mediante ambulanza attrezzata, scomodo ma non rischioso, direttamente al laboratorio di emodinamica, permettendo la riapertura della coronaria almeno 30 minuti in anticipo rispetto a quando il paziente si presenta con mezzi propri al Pronto Soccorso dell’ospedale di riferimento». «Il vero bisogno è ricevere una rapida diagnosi da parte del 118 e un altrettanto rapido invio al centro di più vicino e disponibile in quel momento – spiega il dott. Galvani –. Ad esempio, nel nostro ospedale, durante le ore diurne, sono funzionanti due sale di emodinamica, così una è sempre disponibile ad accogliere l’emergenza». Lo stesso principio si applica ai casi di infarto, circa la metà del totale, che si verificano durante le ore notturne o nei fine-settimana. «Sebbene i tempi di riapertura della coronaria siano in media di circa 10 minuti più lunghi rispetto a quando il paziente viene trattato di giorno – prosegue il direttore – i risultati dell’angioplastica sono simili, come dimostrato anche da uno studio condotto nella nostra Regione su più di 3.000 pazienti». Tiziana Rambelli

mercoledì 30 gennaio 2013

Ausl di Forlì ai vertici in Italia nella cura del glaucoma.

Chirurgia mini-invasiva, diagnosi sofisticate e percorsi ad hoc: l’U.O. di Oftalmologia dell’Ausl di Forlì ai vertici in Italia nella cura del glaucoma. Cura del glaucoma, U.O. di Oftalmologia dell’Ausl di Forlì all’avanguardia. L’unità diretta dal dott. Paolo Maria Fantaguzzi offre, infatti, in questo campo, le più innovative tecniche di chirurgia mini-invasiva, diagnosi sofisticate e percorsi ad hoc, al punto da essere divenuta, in questi anni, un punto di eccellenza non solo in Emilia-Romagna, ma a livello nazionale, come testimonia la sua presenza all’interno del Pinegroup, panel ristretto ai maggiori centri nazionali (Verona, Parma, Udine, Forlì) nella cura di tale patologia. Il principale fiore all’occhiello del Centro glaucoma forlivese è l’attività chirurgica: l’équipe del dott. Fantaguzzi è in grado di mettere in campo trattamenti di ultima generazione come la tecnologia “Trabectome”, per la quale è centro di riferimento in Italia, e l’ultima novità Ex-Press, metodica ideata dal dott. Roberto Servadei e presentata, di recente, al Congresso Mondiale di Chirurgia del Glaucoma organizzato a Glasgow. «Si tratta di una tecnica complessa, messa a punto a Forlì – illustra il dott. Servadei – rispetto a persone operate applicando il metodo tradizionale, è emerso come il nuovo approccio garantisca una maggiore efficacia nel controllo del tono oculare, senza complicanze né durante l’intervento né durante il follow up». Sul fronte della diagnosi, l’unità dispone di analizzatori delle fibre nervose gdx e oct-cirrus e del campo visivo Matrix, frutto di una generosa donazione della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Si tratta di macchinari che consentono un’analisi molto precisa del nervo ottico e garantiscono, quindi, un monitoraggio preciso e costante, con notevole miglioramento delle possibilità terapeutiche per i pazienti. Il Centro glaucoma, nel 2012, ha erogato, 1.000 visite, effettuando 1.400 Gdx, e 2200 campi visivi sia per il monitoraggio di questa patologia che per altre situazioni patologiche, mentre i trattamenti para-chirurgici, come il laser, sono stati 50 e le procedure chirurgiche (impianti valvolari, trabeculectomie, ecc.) 80. L’attività dell’unità, che registra ogni anno oltre 3.000 interventi sul bulbo oculare e 45.000 prestazioni ambulatoriali, non si esaurisce comunque nel trattamento del glaucoma, ma spazia a 360 gradi, con una particolare vocazione chirurgica, soprattutto mini-invasiva. Da segnalare, innanzitutto, gli interventi per la cataratta. «Da gennaio a oggi, se ne contano quasi 1.700 – commenta il direttore – Inoltre, abbiamo una notevole esperienza in chirurgia mini-invasiva, che trova la sua massima applicazione nella patologia retinica: fori maculari, edemi maculari del paziente diabetico, e membrane epiretiniche. Grazie allo sviluppo di questa tecnica, eseguita in anestesia locale, il 98% di tali pazienti è seguito in regime di Day Hospital». Per i distacchi di retina si usano tutte le metodiche disponibili, con grande rapidità in termini di tempistica operatoria. «Molto spesso si riesce ad intervenire entro la stessa giornata della diagnosi – dichiara il dott. Fataguzzi – grazie, anche, alla disponibilità del personale di sala operatoria e di anestesia». Altri importanti ambiti di attività sono la correzione di strabismi, compresi quelli paralitici, sia in anestesia generale sia in anestesia locale (solo nel paziente adulto), il trattamento delle patologie dell’apparato lacrimale, in stretta cooperazione con l’U.O. di Otorinolaringoiatria, diretta dal professor Claudio Vicini, e i trapianti di cornea. «Ci preme ringraziare pubblicamente i familiari dei donatori di cornee che hanno acconsentito all’espianto dei bulbi per la raccolta dei tessuti corneali da impiantare nei futuri riceventi in attesa di trapianto corneale – chiosa il dott. Fantaguzzi – Quest’anno abbiamo registrato 9 donazioni». Sul fronte della diagnosi, fra le tecnologie di ultima generazione a disposizione dell’unità, occorre sottolineare la presenza, a partire dallo scorso anno, del fluorangiografo ad alta definizione, frutto di un contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e in grado di fornire immagini estremamente particolareggiate di tutto il fondo dell’occhio (retina, macula, vasi, ecc.), a fronte di un uso minimo di colorante. In questo modo, si può ottenere un’analisi non solo precoce ma, soprattutto, mirata, delle patologie retiniche. Nel corso del 2012, sono stati esaminati con questo strumento oltre 650 casi e l’unità ha così potuto consolidare la propria vocazione nel campo della terapia con AntiVGEF, diretta a inibire o bloccare la molecola VGEF responsabile della crescita dei vasi sanguigni anomali e alla base, quindi, di diverse problematiche dell’occhio. «Abbiamo eseguito 639 trattamenti con Avastin e 25 con Lucentis, miranti al trattamento delle patologie retiniche quali la degenerazione maculare senile, la membrane occulte retiniche, ecc. – spiega il direttore – In questo modo, si è potuto garantire il mantenimento del visus residuo, bloccando la progressione della malattia, e, laddove possibile, ottenendo anche il recupero parziale della funzionalità visiva residua». Aspetti qualificanti sono l’attività di prevenzione delle patologie pediatriche, svolta dalle ortottiste, e il centro per l’ipovisione, finalizzato a consentire ai pazienti con un modesto residuo visivo di sfruttare al massimo quest’ultimo, anche attraverso l’ausilio di una strumentazione dedicata. Diversi, poi, i percorsi per soggetti con patologie croniche, non solo il glaucoma ma anche il diabete, e la degenerazione maculare legata all’età. I pazienti diabetici, ad esempio, possono contare su un ambulatorio dedicato che, in collaborazione col Servizio diabetologico, ha effettuato da inizio anno circa 1.500 prestazioni fra visite e screening. L’U.O. di Oftalmologia è dotata, infine, di un ambulatorio per le urgenze che ha erogato, nel 2012, ben 6.000 prestazioni. A tale ambulatorio, aperto tutti i giorni, festivi compresi, dalle 11 alle 12 e dalle 17 alle 18, si accede non direttamente ma su richiesta urgente del proprio medico di famiglia o su invio dal Pronto Soccorso. L’unità, può contare sul lavoro e l’impegno giornaliero di nove medici, nove infermieri, coordinati dalla caposala Laura Casadei, quattro ortottiste, coordinate da Rita Tavalazzi, e di un operatore amministrativo. Tiziana Rambelli

sabato 12 gennaio 2013

"La violenza di genere: l'istituzione si interroga" Il 15 gennaio convegno in ospedale a Forlì

"La violenza di genere: l'istituzione si interroga" Il 15 gennaio convegno in ospedale Martedì 15 gennaio 2013, presso l'ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, in sala Pieratelli, è in programma, dalle 15 alle 18, l'incontro "La violenza di genere: l'istituzione si interroga”, diretto a sensibilizzare e formare gli operatori sanitari su un tema di stringente attualità.Saranno presenti operatori dell'Ausl di Forlì, forze dell'ordine. Modererà il giornalista Roberto Zoli.L'incontro è aperto al pubblico. Martedì 15 gennaio, convegno "La violenza di genere: l'istituzione si interroga” Martedì 15 gennaio 2013, in sala Pieratelli, è in programma, dalle 15 alle 18, l'incontro "La violenza di genere: l'istituzione si interroga”, diretto a sensibilizzare e formare gli operatori sanitari su un tema di stringente attualità. "La violenza di genere: l'istituzione si interroga" Martedì 15 gennaio 2013 dalle 15:00 alle 18:00 Sala Pieratelli PROGRAMMA ore 15:00, Apertura dei lavori Maria Grazia Stagni, Direttore Sanitario Simona Bianchi, Direttore Medico di Presidio Davide Drei, Assessore Comunale al Welfare Moderatore: Roberto Zoli, giornalista ore 15:15, La situazione a livello nazionale - Imma Giuliani, criminologa ore 15:40, Le problematiche presenti dal punto di vista de: • il Centro Donna – Giulia Civelli, Responsabile Centro Donna • le Forze dell'Ordine – Claudio Cagnini, Vice Questore Aggiunto • l'Ospedale - Tiziana Iervese, Responsabile U.O. Medicina d'Urgenza ore 16:40, Quando l'incontro con gli operatori fa la differenza - Claudia Vincenzi, autrice del libro “Plagiata” ore 17:00, Discussione ore 18:00, Conclusioni - Maria Grazia Stagni

venerdì 11 gennaio 2013

L'emergenza a Forlì si gestisce con l'innovazione

Innovazione, la sfida del Dipartimento dell’Emergenza dell’Ausl di Forlì Coniugare elevati standard qualitativi e sostenibilità economico-finanziaria. E’ questa la sfida in cui è impegnata l’Azienda Usl di Forlì e, in particolare, il Dipartimento dell’Emergenza, diretto dal dott. Giorgio Gambale (nella foto) e formato dall’U.O. di Anestesia-Rianimazione, diretta dallo stesso dott. Gambale, dall’U.O. di Cardiologia, diretta dal dott. Marcello Galvani, e dall’U.O. Pronto Soccorso- Medicina d’Urgenza, diretta dal dott. Andrea Fabbri. Fulcro organizzativo del Dipartimento è proprio quest’ultima, dedicata a intercettare e trattare tempestivamente alcune patologie in cui il fattore tempo è fondamentale, come arresto cardiaco, ictus, infarto miocardico, trauma severo. Punto di forza dell’unità è l’elevato standard di informatizzazione, utilizzabile sin dal momento dell’intervento sul territorio, da dove si può già accedere alla banca dati sanitari degli utenti dell’Azienda Usl di Forlì, recuperando elementi clinico-anamnestici, dati di laboratorio, radiologici e referti specialistici, con evidenti vantaggi sul piano gestionale. L’intera documentazione clinica, dall’invio al reparto sino al ricovero, sfrutta, infatti, il medesimo supporto, a garanzia di continuità e tracciabilità. L’attività di Pronto Soccorso, che conta circa 50.000 prestazioni/anno, prevede l’applicazione di protocolli diagnostico-gestionali nella maggior parte delle tematiche dell’urgenza. Il continuo confronto con le altre figure professionali dell’ospedale e la possibilità di accessi rapidi alle prestazioni specialistiche, sia in emergenza sia in modalità differita, ha contribuito, poi, non solo alla crescita culturale del personale, ma anche all’appropriatezza, generando sia una maggior adeguatezza e miglior tempistica dei percorsi diagnostico-terapeutici, sia una buona azione di “filtro” sui ricoveri ospedalieri non appropriati. Da sottolineare anche l’introduzione di un percorso di osservazione breve intensiva, che ha aumentato la sicurezza dei pazienti, riducendo le dimissioni improprie dal Pronto Soccorso e portando vantaggi in termini economico-gestionali. Un elemento di ulteriore innovazione è la presenza, in area accettazione, in fascia oraria diurna, di un medico “esperto” a sostegno della funzione di triage infermieristico, per favorire la presa in carico delle scelte più complesse e stimolare l’appropriatezza diagnostico-terapeutica e l’applicazione di protocolli/linee guida. In questo modo, inoltre, sia ha una migliore facilitazione/sorveglianza della tempistica dei servizi intermedi, del percorso al ricovero ospedaliero, e della risposta ai tempi di attesa. La Medicina d’Urgenza completa il sistema assicurando il monitoraggio e trattamento intensivo di alcune patologie acute (trauma severo insufficienza respiratoria acuta, dolore toracico, insufficienza cardiaca acuta, emorragia digestiva) e urgenti con necessità di osservazione-trattamento superiori a quelle di una degenza ordinaria. Fra i programmi più innovativi che vedono, attualmente, impegnato il Dipartimento, va segnalato il progetto “e-Health Cost Management”, lanciato in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università di Bologna, per definire l’impatto in termini di costi nel blocco chirurgico, sino ad arrivare a definire il peso di una singola procedura chirurgica in termini di tempo e risorse impiegate. «Una volta completato – illustra il dott. Gambale – il progetto consentirà una nuova gestione del budget, oggi impensabile, fondata sul dettaglio analitico delle risorse impiegate e sull’attribuzione dei costi veri ai vari Dipartimenti sulla base delle risorse impiegate, tanto per un percorso terapeutico quanto per uno chirurgico». Contemporaneamente, il Dipartimento sta lavorando sulle proprie attività integrate a livello di Area Vasta Romagna. «Sono due gli ambiti che ci vedono coinvolti – spiega il dott. Gambale – l’angioplastica primaria, per cui siamo uno dei centri Hub, cioè di di riferimento, nella provincia, e i traumi, dove, invece, siamo centro spoke, ovvero parte della rete; in questo caso l’Hub è Cesena». Per quanto riguarda il primo aspetto, l’U.O. di Cardiologia garantisce a tutti i cittadini di Forlì e Cesena il trattamento dell’infarto miocardico acuto, grazie a un percorso attivo, in collaborazione con la Centrale Opertiva 118, dal 2006, e in grado di abbreviare al massimo il tempo fra diagnosi e riapertura della coronaria. In quattro anni, si sono effettuate quasi 900 angioplastiche primarie, con importanti risultati: a partire dal 2006, nella provincia di Forlì-Cesena, la mortalità per infarto miocardico acuto si è più che dimezzata (-56%), arrivando all’attuale 4,8%, mentre la degenza media è passata dal 9 a 6 giorni (-31%). Il Dipartimento dell’Emergenza ha inoltre superato brillantemente la procedura di riaccreditamento regionale, conseguendo senza alcun problema il primo rinnovo. «La commissione regionale incaricata – dichiara il dott. Gambale – ha sottolineato come sia la gestione del rischio clinico nel Dipartimento sia i criteri e i requisiti generali e specifici previsti dalla procedura stessa, siano stati pienamente soddisfatti, con particolare attenzione al blocco operatorio, dove i commissari non hanno evidenziato alcun appunto all’organizzazione. Tutto ciò è per noi motivo d’orgoglio, in quanto testimonia la bontà del lavoro svolto sin qui da tutte le equipe, con elevato spirito di motivazione e appartenenza».

giovedì 6 dicembre 2012

Uno studio forlivese al Congresso nazionale della Nefrologia

Anche uno studio forlivese fra le comunicazioni accettate al Congresso nazionale SIN-GSER C'è anche uno studio forlivese fra le comunicazioni che verranno presentate domani, giovedì 6 dicembre 2012, a Milano, nell'ambito del Congresso della Società Italiana di Nefrologia, sezione di Ecografia in Nefrologia. A illustrare il caso clinico, frutto della collaborazione fra l'U.O di Nefrologia e Dialisi, l'U.O. di Anatomia Patologica, e l'U.O. di Radiologia dell'Ausl di Forlì, sarà il dott. Marco De Fabritiis, dell'U.O. di Nefrologia e Dialisi. "L’ecografia nella diagnosi e stadiazione della patologia linfomatosa renale: caso clinico", questo il titolo dell'elaborato, nel quale si mostra come l’ecografia, coadiuvata dalle metodiche di secondo e terzo livello, rappresenti uno strumento fondamentale nella diagnosi, stadiazione e follow-up della patologia linfomatosa. La biopsia renale (ECO/TC-guidata) ricopre, infatti, un ruolo fondamentale, nel caso di sospetto clinico ed ecografico di interessamento renale, nella valutazione complessiva della patologia linfomatosa. La possibilità di partecipare a una così importante assise con un proprio lavoro testimonia una volta di più l'importanza dell'attività non solo clinica, ma anche scientifica, condotta all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì. Tiziana Rambelli

sabato 4 febbraio 2012

Due assistenti domiciliari di Forlì raccontano la loro esperienza in un libro

“Percorsi insieme”, due infermiere dell'Ausl di Forlì raccontano l'assistenza domiciliare

Storie di malattia, dolore, ma anche di allegria e amore. Anna Maria Ferro e Monica Balzani, infermieri dell’Assistenza domiciliare dell’Ausl di Forlì, hanno raccontato in un libro, “Percorsi insieme”, la loro esperienza a fianco di pazienti e familiari, cercando di trasmettere cosa significhi vivere quotidianamente la sofferenza, quale il sia il carico di dubbi e fragilità, e quanta la forza interiore necessaria per cercare di alleviare il più possibile tale stato di afflizione.

Entrambe le autrici si sono ritrovate ad affrontare la realtà dell’Assistenza domiciliare dopo aver lavorato in diversi reparti ospedalieri, passando così da un lavoro di equipe a dover fare i conti, da sole, con dolore e malattia. Ciò comporta sicuramente maggiori responsabilità, ma favorisce l’instaurarsi col paziente e la sua famiglia di un rapporto di fiducia e di una relazione tanto profonda da trasformare l’infermiere in compagno di viaggio con cui percorrere un tratto, purtroppo a volte l’ultimo, del “cammino della vita”, con reciproco arricchimento. Dalle storie narrate, emerge chiaramente come nelle difficoltà e nelle situazioni più drammatiche la migliore risorse per andare avanti e non mollare sia la professionalità, coniugata all’amore per l’altro, che è non solo il malato ma anche il familiare, spesso impotente davanti al dolore del proprio caro e che trova nell’infermiere l’appoggio, il consiglio, la vicinanza, la capacità di gestire le situazioni. Il filo conduttore di tutte le vincende è così l’allegria alternata alla sofferenza, nel lavoro come nella vita.

Per informazioni e/o richiedere il libro:

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e-mail: unicornofenice@gmail.com
telefono Monica: 392 8388279
Anna Maria: 347 4789689




Tiziana Rambelli

lunedì 14 settembre 2009

Aperte le iscrizioni al Corso universitario di Alta Formazione in Giornalismo e comunicazione dei servizi pubblici presso l'Ospedale di Forlì

La facoltà di Scienze Politiche “Roberto Ruffilli” dell’Università di Bologna (Polo scientifico-didattico di Forlì), in collaborazione con l’azienda Ausl di Forlì e Ser.In.Ar Forlì-Cesena, attiva per l’anno accademico 2009/2010 il primo corso di Alta Formazione in “Giornalismo e Comunicazione dei Servizi Pubblici”. Non un semplice corso di comunicazione pubblica, ma un “laboratorio” di comunicazione e giornalismo che integra le competenze di un corpo docente composto da professori universitari, esperti in comunicazione, medici e responsabili uffici stampa di amministrazioni pubbliche, affiancati dall’esperienza di giornalisti di prestigiose rubriche televisive e della carta stampata: Riccardo IACONA (Rai), Carlo GARGIULO (Elisir), Sara SCALIA (Rai), Salvatore GIANNELLA (Oggi), Michela VUGA (Agr, Rcs).

Finalità e Obiettivi
Il progetto intende formare figure professionali in grado di svolgere una funzione efficace di raccordo tra Pubblica Amministrazione e cittadini, con particolare riferimento all’offerta di servizi pubblici quali sanità, tutela dell’ambiente e sicurezza sul lavoro.

Destinatari del Corso
Il corso si rivolge in primo luogo a dirigenti e dipendenti della Pubblica Amministrazione e di enti privati (fondazioni, cooperative, associazioni) che svolgano, o che siano interessati a svolgere, compiti legati alla comunicazione dei servizi pubblici. In secondo luogo, il corso è diretto a laureati interessati ad acquisire competenze professionali utili per operare nella comunicazione della Pubblica Amministrazione.

MATERIE
Il corso attribuisce un totale di 30 Crediti Formativi Universitari, articolati nelle seguenti materie: Comunicazione strategica (4 CFU) – Giornalismo e servizi pubblici (4 CFU) – Comunicazione scientifica e comunicazione pubblica (3 CFU) – Politiche sanitarie e comunicazione (4 CFU) – Politiche ambientali e comunicazione (4 CFU) – Politiche della sicurezza sul lavoro e comunicazione (4 CFU) – Metodi per la valutazione della soddisfazione degli utenti della Pubblica Amministrazione (3 CFU) – Project work in azienda per gli studenti lavoratori; per gli studenti non occupati, tirocinio pratico presso strutture di comunicazione (4 CFU) – Prova finale.

Metodo didattico
Il corso si svolgerà attraverso lezioni frontali in aula, tutti i sabati dalle ore 10 alle ore 18, a partire dal 14 novembre 2009 fino al 27 marzo 2010, presso l’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì (via Forlanini, 34).
Nel corso degli incontri, i partecipanti saranno incentivati a tracciare collegamenti tra i materiali didattici e la propria esperienza professionale, in modo da integrare teoria e pratica, acquisizione di competenze operative e perfezionamento delle proprie capacità lavorative. A completamento del percorso, i partecipanti realizzeranno un project work presso l’ente in cui lavorano, in cui applicheranno le competenze apprese per introdurre nuove attività o migliorare processi già avviati all’interno del loro ambito lavorativo; i partecipanti non occupati potranno realizzare il project work in un tirocinio pratico all’interno di strutture convenzionate.

Requisiti di accesso e iscrizioni
Il corso di Alta Formazione è un progetto didattico a numero programmato, con un minimo di 21 e un massimo di 45 partecipanti.
Gli interessati devono iscriversi entro il 23 Ottobre 2009 sul sito http://www.almawelcome.unibo.it, dove è possibile consultare il bando di ammissione.
Possono presentare domanda di partecipazione studenti italiani e stranieri, in possesso di un titolo di Laurea triennale, specialistica/magistrale e/o di vecchio ordinamento, o di diploma di maturità. L’iscrizione è quindi aperta anche a laureandi e iscritti a corsi di Laurea triennale, specialistica e magistrale. La selezione avverrà attraverso valutazione dei titoli e delle esperienze lavorative il 28 Ottobre 2009.

Quota d’iscrizione
Euro 1.500.

Informazioni
Per consultare il bando e iscriversi
http://www.unibo.it/Portale/Offerta+formativa/AltaFormazione/2009-2010/Giornalismo_e_comunicazione_dei_servizi_pubblici.htm?WBCMODE=PresentationUnpublished

http://www.unibo.it/NR/rdonlyres/2F8664AC-0E66-4961-BBB0-CE2D4E461CC1/157433/giornalismoecomunicazionedeiservizipubblici1.pdf (bando)

http://www.almawelcome.unibo.it

Informazioni amministrative
Sign.ra Luigia Binetti (Ser.In.Ar, sede di Cesena):
tel. 0547/368311, email lbinetti@criad.unibo.it

Informazioni sulla didattica
Dott. Cristian Vaccari (Direttore del corso) cell. 392 4893007, email cristian.vaccari@unibo.it

Informazioni per giornalisti e uffici stampa
Dott.ssa Tiziana Rambelli (Ausl di Forlì)cell. 328 5305564, email t.rambelli@ausl.fo.it, ufficio.stampa@ausl.fo.it

NUOVO SITO DEL CORSO:www.ausl.fo.it/giornalismoservizipubblici

venerdì 17 luglio 2009

L'ecoendoscopia ai polmoni di Forlì sul settimanale Viver Sani e Belli


Ecoendoscopia ai polmoni ora a Forlì è veloce e indolore ...Rapida, precisa, molto attendibile e poco invasiva, questa tecnica fornisce immagini bidimensionali dei polmoni, "scattando" fotografie perfette e consentendo diagnosi mirate D'ora in poi i polmoni non avranno più segreti. Certo, questa può sembrare un'affermazione un po' esagerata, ma il nuovo esame disponibile all'ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì sta davvero raccogliendo i consensi di specialisti e malati. Perché l'innovativo esame, una vera novità nel nostro Paese, permette di monitorare lo stato di salute di questi organi nel modo più preciso e meno invasivo possibile. E i benefici non si fermano qui. Si usa un piccolissimo tubo II primo ecoendoscopio in Italia ha in realtà un funzion a m e n t o molto semplice.... Questo il servizio giornalistico, a cura di Flora Casilinovo, pubblicato oggi su Viver Sani e Belli N.30 a p. 36

L'ecoendoscopio di Forlì è l'unico disponibile in Italia? Per ora sì. La precisione dei risultati, poi, porta a una cura migliore, più mirata e specifica. E questo, a sua volta, riduce anche gli interventi inutili. Comunque, per avere tutte le informazioni su questo tipo di intervento, basta cliccare sul sito internet http://www.ausl/ .fo.it, o telefonare al numero 0543.735042.

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