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giovedì 23 luglio 2026

Viareggio, la "bomba" in autostrada: 150 kg di esplosivo in auto


Viareggio, la "bomba" in autostrada: cosa c'è dietro il maxi-sequestro

  • Un'auto trasformata in un arsenale mobile con 150 kg di esplosivo. 
  • Il blitz della Polizia di Stato sulla A12 svela un inquietante traffico illecito di materiale pirotecnico. 
  • Il CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici) avverte: "È un mercato nero che mette a rischio la vita dei cittadini".

Uploaded ImageViareggio, 21 luglio 2026 – Una scena che ha dell'incredibile quella che si è presentata agli agenti della Polizia Stradale sulla A12, vicino a Viareggio. 

Un'auto con targa francese, fermata per un controllo di routine a causa dell'assetto anomalo, nascondeva al suo interno una vera e propria bomba a orologeria: circa 1.000 razzi di segnalazione navale, per un potenziale esplosivo di 150 kg netti

L'operazione ha scoperchiato un vaso di Pandora, rivelando l'esistenza di un mercato nero di articoli pirotecnici che opera nell'ombra, minacciando la sicurezza pubblica.

Un carico di morte nell'abitacolo

All'interno del veicolo, guidato da due cittadini francesi, il materiale era accatastato senza alcuna precauzione. Non si trattava di fuochi d'artificio per feste, ma di dispositivi di emergenza marittima, scaduti ma ancora potentissimi. 

Questi razzi, che per legge sono equiparati ad armi da fuoco, contengono balistite, un esplosivo ad alto potenziale. Il quantitativo sequestrato sarebbe stato sufficiente a causare una strage. La domanda che ora tutti si pongono è: chi erano i destinatari di questo carico di morte e per quale scopo illecito doveva essere utilizzato?

La pista del traffico illecito

A far luce sulla vicenda è il CoGePir, il Consorzio Gestione Pirotecnici, ente no profit istituito dal Ministero dell'Ambiente e subito allertato dalle Forze dell'Ordine per la messa in sicurezza dell'esplosivo.

Uploaded Image«La domanda fondamentale – spiega Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePirè come i due soggetti siano entrati in possesso di tali artifizi, la cui vendita è strettamente riservata ad armatori e comandanti di navi. L'ipotesi più probabile, data la natura di prodotti scaduti (che mantengono intatta la loro capacità esplodente), è che provengano da un circuito illegale. Si ritiene che un rivenditore/provveditore nautico si sia approvvigionato operando al di fuori della legalità, ovvero acquistando da produttori o importatori non aderenti al sistema CoGePir, e quindi abbia accumulato ingenti quantitativi di razzi scaduti ritirati dai clienti. Non potendoli avviare a distruzione tramite la filiera controllata, avrebbe scelto la via criminale di reimmetterli sul mercato nero, cedendoli a soggetti ambigui con piena consapevolezza della gravità del reato».

L'appello per la tracciabilità e la sicurezza

Uploaded ImageIl materiale, dopo essere stato messo in custodia giudiziale, sarà trasferito al deposito nazionale del Consorzio per essere distrutto in totale sicurezza. L'episodio, però, lascia una scia di preoccupazione.

«Questo gravissimo episodio, che avrebbe potuto causare una tragedia, dimostra ancora una volta quanto sia cruciale che l'intero ciclo di vita dei prodotti pirotecnici – dall'immissione sul mercato al recupero e smaltimento – avvenga all'interno di una filiera tracciata "dalla culla alla tomba", come imposto dalle normative europee (D.Lgs. 123/2015) e nazionali (DM 101/2016)» – sottolinea Piervittorio Trebucchi. «Purtroppo, queste norme sono troppo spesso ignorate. Nessun produttore o importatore può operare legalmente in Italia senza essere associato al CoGePir, l'unico sistema di gestione riconosciuto dal Ministero».

La risposta giusta è il DM 2 febbraio 2026 n. 32, ma senza un’accurata attività di prevenzione e controlli da parte delle Forze dell’Ordine, il compito del consorzio non può essere espletato al meglio, soprattutto se i prodotti non sono legali, certificati e quindi tracciabili. 

L'efficacia del sistema, che nel 2025 ha gestito oltre 51.000 kg di rifiuti pirotecnici, è minata da un "sommerso" che solo il pugno duro dello Stato può sconfiggere.

lunedì 13 luglio 2026

Brescia, allarme esplosivo sventato: un'operazione da manuale

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Il ritrovamento di un potente esplosivo nel sito ex Caffaro ha fatto scattare un intervento immediato e perfettamente coordinato. 

La sinergia tra aziende private, il consorzio CoGePir e le Istituzioni ha trasformato una potenziale crisi in un modello di efficienza e sicurezza per la città.

Un'operazione condotta con tempismo perfetto e professionalità impeccabile ha sventato un grave pericolo nel cuore di Brescia. Il ritrovamento di circa 5 kg di acido picrico, un potente esplosivo, durante i lavori di bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Brescia-Caffaro, ha attivato una macchina della sicurezza che ha funzionato come un orologio svizzero, proteggendo la cittadinanza e dimostrando l'efficacia del sistema italiano di gestione del rischio.

La scoperta e l'allerta immediata

Il primo, fondamentale passo è stato compiuto dagli operatori di ACR Reggiani, l'azienda incaricata della bonifica. Con grande lucidità e competenza, hanno riconosciuto la potenziale minaccia nel materiale rinvenuto e hanno immediatamente attivato il protocollo di emergenza, chiamando Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine e allertando il CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici), l'ente no profit di riferimento nazionale istituito dal MASE (DM 02/02/2026 n. 32) per la gestione di questi rifiuti speciali.

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Una sinergia che garantisce la sicurezza

Da quel momento, la catena di comando ha funzionato senza la minima esitazione. Le parole del Direttore Generale del CoGePir, Piervittorio Trebucchi, chiariscono l'immediata percezione del pericolo: “Dalle foto inviatemi dall’ACR Reggiani, cui va riconosciuto il merito di aver immediatamente compreso la pericolosità della situazione e del prodotto rinvenuto, ho capito subito che eravamo di fronte a una bomba a orologeria. Ho chiesto di bloccare immediatamente il cantiere, allontanare il personale e ho chiesto di allertare immediatamente Artificieri e Vigili del Fuoco”.

La risposta delle Istituzioni, coordinate dalla Prefettura di Brescia, è stata altrettanto rapida. Vigili del Fuoco e Nuclei Artificieri hanno messo in sicurezza l'area, gestendo la situazione con tale efficienza da evitare l'evacuazione dei residenti. L'intervento ha visto il CoGePir agire come anello di congiunzione strategico, mettendo in campo i suoi specialisti della società Torpex S.p.A., tra cui il noto esperto Danilo Coppe, che hanno neutralizzato l'esplosivo sul posto. Successivamente, la Cigala Trasporti, altro anello della filiera CoGePir, ha trasportato il materiale in una cava per il brillamento finale in condizioni di massima sicurezza.

È emersa, tuttavia, una criticità procedurale: non trattandosi di un ordigno esplosivo improvvisato (IED), in quanto mancante di dispositivo di innesco, la rimozione non rientrava nei protocolli standard degli Artificieri.

Per colmare questo vuoto operativo, il CoGePir ha immediatamente messo a disposizione della Prefettura il proprio braccio operativo, la società Torpex S.p.A., con i suoi massimi esperti di fama internazionale, a partire da Danilo Coppe (“Mr. Dinamite” nella docuserie TV), che hanno neutralizzato sul posto e poi rimosso l’esplosivo, successivamente trasportato dalla Cigala Trasporti, storica azienda specializzata nel trasporto esplosivi da quasi un secolo, anch’essa parte della filiera CoGePir, in una cava parmense, appositamente evacuata, per il brillamento.

“Ieri potenzialmente si sono salvate delle vite. Questo caso dimostra l'importanza cruciale di un Sistema di Gestione come il CoGePir: subito disponibile, con alte competenze, capace di agire da anello di congiunzione tra Istituzioni e privati. Un plauso va al MASE, alle Istituzioni e alle aziende coinvolte, perché identificare correttamente il rischio e coinvolgere subito i soggetti competenti è stato fondamentale per evitare conseguenze drammatiche”, conclude Trebucchi.

Un modello virtuoso contro l'illegalità

Il successo di Brescia risalta ancora di più se paragonato alle recenti tragedie di Casalbordino e Rieti, avvenute in contesti produttivi illegali e non tracciati. L'episodio bresciano dimostra che dove c'è legalità, tracciabilità e collaborazione, la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori è garantita. Il sistema CoGePir rappresenta proprio questo: un modello di prevenzione e gestione che funziona.

L'appello finale del consorzio è chiaro: intensificare i controlli per far emergere il sommerso e obbligare tutte le aziende del settore a iscriversi a un sistema di gestione riconosciuto. Come afferma Trebucchi, “Ogni esplosione in una fabbrica non a norma è una sconfitta per lo Stato. È ora di passare alla prevenzione sistematica”.

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mercoledì 29 aprile 2026

Pirotecnica, il Ministero dell’Ambiente chiarisce: Mercato chiuso a chi non gestisce i rifiuti. CoGePir, di fatto, unico consorzio autorizzato

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Pirotecnica, il Ministero dell’Ambiente chiarisce: Mercato chiuso a chi non gestisce i rifiuti.

Di fatto obbligatoria l'adesione al CoGePir, il Consorzio Gestione Pirotecnici

Una risposta del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) alla Provincia di Bolzano rende vincolante per produttori e importatori l’adesione al CoGePir per la gestione del fine vita dei prodotti pirotecnici.

Sanzioni penali e amministrative per chi non si adegua. Il CoGePir è l’unico sistema riconosciuto.

Roma, 29/04/2026 – Tolleranza zero per chi immette sul mercato articoli pirotecnici senza farsi carico del loro smaltimento. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con una risposta formale a un interpello della Provincia di Bolzano, ha stabilito che nessun produttore o importatore può operare in Italia senza aderire a un sistema, individuale o collettivo, per la gestione dei rifiuti esplodenti.

La precisazione, che chiude una falla normativa sfruttata da alcuni operatori, rende di fatto obbligatoria l'adesione all'unico sistema oggi formalmente riconosciuto dal Ministero con D.M. 2 febbraio 2026: il consorzio CoGePir.

Il chiarimento si fonda sul principio di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), che obbliga chi produce a gestire l'intero ciclo di vita del bene, fino allo smaltimento. La violazione di questo obbligo non è una semplice irregolarità amministrativa, ma può configurare il reato di gestione illecita di rifiuti pericolosi, punito con l'arresto fino a due anni e ammende fino a 26.000 euro, oltre alla confisca dei beni.

"Questa presa di posizione del Ministero è un atto fondamentale per la sicurezza pubblica e la tutela ambientale," commenta Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePir. "La gestione dei rifiuti pirotecnici, regolata sia dal Testo Unico Ambientale che da quello di Pubblica Sicurezza, richiede una filiera tracciata e autorizzata che solo un sistema strutturato può garantire. D'ora in poi, chi vende prodotti pirotecnici in Italia ha una sola strada: dimostrare di gestire correttamente i propri rifiuti, aderendo a un sistema riconosciuto."

 

L'interpello e la risposta integrale sono stati pubblicati dal MASE nella sezione Informazioni Ambientali del proprio sito istituzionale, a garanzia di massima trasparenza.

Notizie correlate:

Rifiuti Pirotecnici. Il MASE riconosce il CoGePir, quale sistema per la raccolta e smaltimento in Italia

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