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giovedì 21 gennaio 2016

Gregorio Fogliani in merito ai traguardi e i progetti futuri del progetto solidale “Pasto Buono”

Nel corso dell’intervista rilasciata da GregorioFogliani al quotidiano “La Stampa”, il Presidente di Qui! Foundation ha voluto evidenziare i traguardi conseguiti dal progetto “Pasto Buono”, focalizzando anche l’interesse verso i possibili sviluppi futuri.

Gregorio Fogliani, i riconoscimenti e i risultati conseguiti dal progetto "PastoBuono"

Nato all'interno della città di Genova ad oggi diffuso a livello nazionale, "PastoBuono" è un progetto di Qui! Foundation dedicato a distribuire a chi ha bisogno le risorse alimentari e il cibo invenduto proveniente da tavole calde, bar, ristoranti e gastronomie. Con oltre 800 mila pasti recuperati e donati dalla fondazione del progetto, "PastoBuono" mette in evidenza i bisogni di un Paese che conta ad oggi oltre 4 milioni di persone in povertà assoluta, famiglie che non dispongono dei mezzi utili per soddisfare le esigenze di primaria importanza. In questo contesto così difficile anche per la situazione economica che ha caratterizzato il Paese, l'iniziativa voluta dall'imprenditore Gregorio Fogliani offre un supporto concreto, nonché una soluzione per il grave problema inerente allo spreco delle risorse alimentari.

La soddisfazione di Gregorio Fogliani in merito alla scelta dell'Organizzazione mondiale FAO

L'iniziativa lanciata da Qui! Foundation dal 20 novembre è stata inserita dalla FAO all'interno del piano globale "SaveFood": un progetto dedicato a sensibilizzare i soggetti coinvolti e la società civile sui costi generati dallo spreco di cibo. Tale riconoscimento, unitosi al grande consenso ricevuto dagli studenti per il progetto in cooperazione con University.it, rappresentano per Gregorio Fogliani una grande soddisfazione. Soddisfazione che lascia un leggero amaro in bocca in quanto, sempre secondo l'imprenditore Gregorio Fogliani, si potrebbe realizzare molto di più se venissero appianati gli ostacoli fiscali e legislativi attraverso una normativa come quella vigente in Francia.

domenica 8 giugno 2008

Vertice FAO sulla Sicurezza Alimentare Mondiale: alcune note inedite

Il 5 giugno si è concluso il Vertice Fao sulla Sicurezza Alimentare Mondiale.

La Dichiarazione finale è stata pubblicata sul sito della FAO.

8 giugno 2008- Nella Dichiarazione, tuttavia, non sono state inserite le riserve di tre paesi sudamericani (Cuba, Argentina e Venezuela) che, come da nota in calce alla Dichiarazione pubblicata, accompagneranno il Rapporto sulla Conferenza che verrà pubblicato durante la prossima settimana.

Alessandro Mirri di ADV Magazine (www.advmagazine.net), ci ha inviato alcune note inedite, riguardanti non solo le riserve dei tre Paesi e che ripubblichiamo volentieri.

Per leggere l’intero articolo:

http://www.alimentapress.it/dblog/articolo.asp?articolo=2488

Per ulteriori informazioni:

Sala Stampa FAO

http://www.fao.org/newsroom/it/focus/2008/1000829/index.html

alessandro.mirri (at) gmail.com

http://www.advmagazine.net/

mercoledì 4 giugno 2008

Le ipocrisie della Fao

Le ipocrisie della Fao
di Massimo Serafini


GreenReport.it. Più che l'impennata dei prezzi delle derrate alimentari che inseguono il rialzo continuo di quello del petrolio, mettendo alla fame interi continenti, desta allarme il fatto che, per risolvere il problema, siano stati chiamati, al vertice Fao di Roma, proprio i maggiori responsabili del disastro: le imprese multinazionali delle sementi e dei fertilizzanti.

A che serve, chiedo, discutere con questi personaggi dell'intreccio strettissimo che lega insieme la crisi alimentare i cambiamenti climatici in corso?

Solo a peggiorare entrambi i problemi. Meglio sarebbe stato che i capi di stato confluiti a Roma, indesiderabili compresi, si fossero misurati con coloro che negli stessi giorni stanno dando vita, sempre a Roma, al controvertice: i produttori delle piccole aziende contadine di tutto il mondo.

Avrebbero potuto apprendere che non basta stabilire e dare centralità al collegamento fra fame nel mondo e cambio di clima se non si mette contemporaneamente in discussione l'egemonia liberista sulle politiche agricole e su quelle necessarie a ridurre le concentrazioni di CO2 in atmosfera. Ha ragione il presidente Napolitano a sostenere che il mercato non può risolvere né il problema della fame né quello del cambio di clima.

Peccato non si sia accorto che stava rivolgendo la sua esortazione proprio ai responsabili del disastro alimentare e climatico che sconvolgono il pianeta, quelli che possiedono i mercati delle derrate agricole e che sulla crisi si stanno arricchendo.

Da questi interlocutori verrà un'unica risposta: un po' di elemosina in più, per coprire la diffusione degli OGM come antidoto alla fame e del nucleare per ridurre i gas serra. In questo quadro è evidente che la stessa scelta delle agroenergie, biocarburanti compresi, è ambientalmente e socialmente insostenibile.

Dal controvertice i contadini di tutto il mondo, in rappresentanza delle piccole aziende locali, hanno ribadito che la crisi alimentare che ha portato alle rivolte per il pane, non è un problema di quantità, ma essenzialmente di distribuzione iniqua e speculativa.

E' questo meccanismo perverso, da cui si alimentano le stesse ricche sovvenzioni agli agricoltori europei, a determinare la crisi del pane, proprio perchè strangola le piccole agricolture locali e familiari.

La soluzione del problema è proprio ripartire da queste aziende e renderle protagoniste di una straordinaria riforma agraria che riporti il campo coltivato all'agricoltura biologica, un'agricoltura più decentrata e locale e quindi più democratica e partecipata.

E' peloso e francamente un po' ipocrita l'ennesimo appello ai paesi ricchi, del presidente dell'Onu e di tanti capi di stato, perché destinino fondi contro la fame, se poi queste risorse continueranno a essere distribuite secondo le priorità stabilite dalle multinazionali delle sementi e dei fertilizzanti.

Al contrario è l'agricoltura progettata al controvertice quella da sovvenzionare e da sostenere con nuove regole, l'unica che non influisce sul cambio di clima, anzi che contribuisce ad abbattere le emissioni e a consentire un uso in filiere corte delle agroenergie e dei biocarburanti.

Un'agricoltura che si sposa perfettamente con un modello energetico distribuito e partecipato, basato sulle fonti rinnovabili e sull'uso razionale dell'energia, l'unico concretamente in grado di fermare i cambiamenti climatici.

C'è ancora molto da fare per affermare entrambi questi modelli , ma essi convincono sempre più donne ed uomini di essere l'unica strada da percorrere per garantire un futuro.

mercoledì 21 maggio 2008

EQUIVITA: BASTA CON I PRODUTTORI DI FAME NEL MONDO!



COMUNICATO  21/05/08
 

BASTA CON I PRODUTTORI DI FAME  NEL MONDO!
Piena solidarietà al Commissario europeo per l'Ambiente Stavros Dimas



EQUIVITA
esprime la sua forte solidarietà al Commissario per l'Ambiente Stavros Dimas per la sua solitaria battaglia all'interno della Commissione Europea per proteggere i cittadini europei da una dittatura degli Ogm:
 

  • la cui coesistenza con le colture tradizionali - che da essi vengono contaminate - si è rivelata inattuabile (e la cui presenza finirebbe dunque col venire imposta come unica scelta alimentare)

  • le cui decantate promesse di maggiore produttività e maggiore sostenibilità (ancora oggi purtroppo sfacciatamente ribadite) non si sono mai realizzate, poiché producono di meno ed inquinano moltissimo di più, come dimostrano gli studi di C. Benbrook (Idaho Univ. 1999), direttore della Academy of Science US, il dossier di Friends of the Earth "Who benefits from Gm crops? The rise in pesticide use", e numerosi altri studi.

  • che si sono rivelati strumento primario per consentire al "Nord del mondo", con la distruzione nei paesi poveri della sovranità alimentare, dei sistemi agricoli nazionali, della biodiversità, di produrre la fame che oggi attanaglia il "Sud del mondo" (per non citare altri effetti come i 200.000 suicidi di agricoltori indiani), in un pianeta in cui la produzione agricola è, come dice la FAO, di una volta e mezza maggiore del fabbisogno (vedi "Così l'Occidente produce la fame nel mondo" di Luciano Gallino, la Repubblica, 10/05/08, pag.33)

  • che, con i brevetti che li coprono e devono essere pagati ogni anno, non solo aumentano i costi del cibo, ma mettono nelle mani di poche corporation la proprietà del bene comune più prezioso: il patrimonio genetico del pianeta (piante e animali)

  • la cui sicurezza per la salute e per l'ambiente non può essere valutata da un organismo inadeguato quale è l'EFSA.

EQUIVITA si augura che la Commissione Europa, già ripetutamente sollecitata dalla grande maggioranza dei cittadini europei, assuma una posizione di tutela degli stessi rifiutando l'approvazione di nuovi Ogm, provveda ad una riforma dell'EFSA, e agisca sul WTO affinché l'Europa possa avere una politica agricola che non sia schiava degli interessi delle industrie biotech, uniche beneficiarie di questa strategia di conquista del mercato alimentare.
 

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. +39.06.3220720, +39.335.8444949 E-mail: equivita@equivita.it

mercoledì 7 maggio 2008

Conferenza: Terra Futura 2008, sede FAO - ROMA, 14 maggio 2008

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO, ORE 12.00
ROMA, sala Austria presso la sede FAO
(viale delle Terme di Caracalla)

CONFERENZA STAMPA
di presentazione della quinta edizione di
TERRA FUTURA
mostra-convegno internazionale
delle buone pratiche di sostenibilità
(23-25 Maggio 2008, Firenze - Fortezza da Basso)



Mercoledì 14 maggio, ore 12.00, a Roma in Sala Austria presso la sede FAO (viale delle Terme di Caracalla), sarà presentata alla stampa la quinta edizione di TERRA FUTURA, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale in calendario dal 23 al 25 maggio alla Fortezza da Basso, Firenze.
A presentare temi e obiettivi dell’evento saranno:
MARINA PONTI, direttrice per l’Europa della Campagna del Millennio dell’Onu
FABIO SALVIATO, presidente Banca popolare Etica
ANDREA OLIVERO, presidente Acli nazionale
PAOLO BENI, presidente Arci Nazionale
monsignor VITTORIO NOZZA, direttore Caritas nazionale
GIUSEPPE GALLO, segretario Fiba Cisl nazionale
MURIZIO GUBBIOTTI, coordinatore segreteria nazionale Legambiente
MATTEO RENZI, presidente Provincia di Firenze

Terra Futura 2008 è promossa e organizzata da Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus per conto del sistema Banca Etica (Banca Etica, Consorzio Etimos, Etica SGR, Rivista “Valori”) e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale s.c., in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete, Legambiente; in collaborazione con Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Firenze Fiera SpA e numerose altre realtà nazionali e internazionali.


SI INVITANO GLI ORGANI DI INFORMAZIONE A SEGUIRE L’INCONTRO E AD ACCREDITARSI ENTRO LE ORE 19 DI LUNEDÍ 12 MAGGIO. Per entrare alla FAO è necessario avere un pass e inoltre è necessario specificare i supporti (fotocamere, telecamere, registratori, ecc.) al seguito. Si suggerisce di presentarsi per gli accrediti alle ore 11.30.

Ufficio stampa Terra Futura: Marta Giacometti

Tel. 049/8764542; Fax 049/8774956; Cell.338/6719974; Cell.338/6983321;

ufficiostampa@ikonstudio.it <mailto:ufficiostampa@ikonstudio.it> - www.terrafutura.it



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