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mercoledì 23 gennaio 2019
Ikn Italy presenta la V Ed. di 'Billing & Payment', Sfide, Rischi e Opportunità. Milano, 13 marzo 2019
giovedì 18 gennaio 2007
Pupe, parolacce e una discarica parte la maratona del Grande Fratello
Al via la settima edizione del reality show, i concorrenti sono entrati nella casa. Emozione e linguaggio troppo 'colorito'. La Marcuzzi: "Vi prego, fate attenzione"
Vent'anni la più giovane, 31 il più anziano, maschi a caccia di femmine e ragazze allegre e esplicite, molte personalità da leader che, sperano gli autori, tenderanno a confliggere fra loro. E un eloquio - complice forse l'emozione del debutto - a dir poco trash, che costringe la conduttrice Alessia Marcuzzi a continui richiami a un po' di contegno.
Il format non cambia, salvo qualche variazione sul tema. Come i due "appesi", Salvatore da Scampia e Andrea, valdostano, che trascorrono la prima ora penzolando da un cavo d'acciaio. Il televoto sceglie il napoletano, l'altro torna a casa. Le parti in commedia si definiscono subito. C'è Mirela, slovena, tutta frangetta e batter di ciglia, in cerca di fortuna in Italia (niente di meglio del reality show che fa diventare famosa l'ordinary people). C'è Gabriele, lo spocchioso in smoking che sembra uscito dalla Milano da bere, subito dirottato nella "discarica" (evoluzione del vecchio "tugurio").
E ancora. C'è la spagnola Dominic, che si dice "libera e senza tabù", perché il GF ha fama di essere terra di conquiste anche se, eccezion fatta per Katia e Ascanio, le storie non sono mai state tante né durature. Ci sono i due "belli", il barman acrobatico Raniero (che, come David Beckham, porta il cappotto con il collo di pelliccia) e Alessandro, romano di Trastevere, un po' Scamarcio de' Noantri.
Piacioni, bellone e l'emozione della prima volta, che può anche giocare brutti scherzi. O semplicemente far dimenticare, ai concorrenti, il luogo, l'ora, le telecamere. E così, più volte risuonano nella casa, e in tv, esclamazioni colorite e vere e proprie parolacce. "Ragazzi, vi prego di fare attenzione, a quest'ora ci sono i bambini che ci guardano" invoca la Marcuzzi.
L'auspicio di autori e produttori è che davanti alla tv non ci siano solo i bambini. Perché per i reality "è stata una stagione complicata - aveva detto il direttore di Canale 5, Massimo Donelli, alla presentazione del programma - ma siamo fiduciosi". Non ci sono secchioni ma è pieno di pupe, e questo, per uno show, è già un buon inizio.
Origine: Repubblica
mercoledì 3 gennaio 2007
Ilary Blasi, una "Iena" col pancione è lei a condurre il programma-cult
La showgirl e moglie di Totti prende il posto della Chiabotto ad aprile la coppia avrà il secondo figlio, sarà una bambina
Una vita e una carriera tutte di corsa, quelle di Ilary Blasi, 25 anni. Basta pensare che da giugno del 2005 si è sposata, ha fatto un figlio, è stata al fianco del conduttore Giorgio Panariello al Festival di Sanremo 2006, ha co-condotto il Festivalbar (mettiamoci pure che in un certo senso ha co-vinto i Mondiali), adesso è in attesa di un altro bebé e si prepara a condurre il programma-cult di Italia Uno.
Al fianco del capitano giallorosso senza chiacchiere e senza imbrogli (tranne l'incidente provocato da Flavia Vento che disse di aver avuto un incontro ravvicinato con Totti proprio a poche settimane dalle nozze), lontana dal circo del "veliname" (anche se nata professionalmente come "letterina" in Passaparola), madre attenta e legata alla famiglia, Ilary l'aveva detto, proprio la scorsa estate: "Sono ambiziosa, ma non sono fissata col successo", stato d'animo ideale per non compiere scelte affrettate.
Unica perplessità: si disse che Ilary avesse smesso di fare la "letterina", a Milano, per poter stare vicino a Totti, con il quale era fidanzata ma che, come il mondo sa, vive e "opera" a Roma. Ora - con un figlio di un anno, e un'altra in arrivo - dovrà tornare a Cologno Monzese, dove sono gli studi delle Iene. Ma se il "Capitano" già l'aveva raggiunta a Milano, negli studi di Che tempo che fa quando lei era al fianco di Fabio Fazio, e aveva fatto una capatina anche a Cd Live, che lei conduceva su RaiDue, nulla toglie che faccia una sortita anche negli studi delle Iene. D'altronde, le sua battute non avrebbero niente da invidiare a nessuno...
Origine: Repubblica
giovedì 28 dicembre 2006
Richiesta dell'Authority a Murdoch "Accesso a Sky da tutti i decoder"
La tv satellite dovrà concedere la licenza Nds Videoguard pur garantendosi le caratteristiche di sicurezza anti-pirateria
di LUCA IEZZI
A sollevare la questione è stata un'azienda di Ravenna, la Comex che nel giugno del 2004 aveva presentato un esposto alle Autorità per le comunicazioni e all'Antitrust di fronte al rifiuto di Sky di fornire le specifiche tecniche per la costruzione di decoder che rendessero visibili i propri canali. Secondo la società italiana questo violava gli impegni presi da Sky di fronte all'Antitrust europeo al momento della fusione tra Stream e Telepiù.
Sullo sfondo, oltre a Comex, c'è lo scontento di diverse aziende italiane che, pur non potendo competere con i big dell'elettronica di consumo, puntano al mercato nazionale dei decoder, magari producendo apparecchi totalmente "aperti" in grado di decodificare i programmi di tanti operatori diversi.
Le resistenze di Sky, a quanto si apprende, non nascono dalla volontà di mantenere basso il numero di produttori, ma di avere delle garanzie sul fronte della pirateria. Il sistema messo a punto, l'Nds, ha permesso di debellare il fenomeno delle schede "craccate", così diffuso che le due piattaforme satellitari, Stream e Telepiù, dovettero fondersi per evitare di fallire entrambe. L'obiezione presentata dai tecnici di Sky è che mettere in commercio dispositivi per legge predisposti a supportare tutti i software significherebbe "regalare" ai pirati opportunità di violare o aggirare la sicurezza dell'Nds (come accadde al sistema Seca2 usato al tempo da Telepiù). È importante secondo Sky che non solo la smart card che si infila nel decoder sia di sua proprietà, ma anche l'alloggiamento (detto Cam) della carta stessa nel decoder.
L'Autorità presieduta da Corrado Calabrò dovrà decidere se le garanzie richieste dal monopolista sono compatibile con la necessità della concorrenza. Una delibera che avrà effetti sull'intero sistema televisivo a pagamento, quindi anche digitale terrestre (dove sono presenti Mediaset, Rai e Telecom) e quello della banda larga (Fastweb e ancora Telecom i principali operatori) visto che negli ultimi anni si è imposto il modello per cui gli stessi eventi "premium" come cinema o lo sport vengono venduti su diverse piattaforme. Se la pirateria dovesse far breccia su uno solo dei sistemi di trasmissione il valore dei diritti televisivi calerebbe per tutti.
Novità anche sul fronte del digitale terrestre: La Commissione europea deciderà tra il 15 e il 20 gennaio se condannare o meno l'Italia per gli aiuti di Stato concessi nel biennio 2004-2005 all'acquisto dei decoder digitali. Lo ha affermato il vicepresidente dell'Esecutivo Ue, Franco Frattini. Il vice presidente non è entrato nel merito della questione, ma una condanna dell'Italia appare ormai scontata.
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