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mercoledì 25 agosto 2021

Connessi e protetti: consigli per navigare in sicurezza da PC e cellulare


Internet ha arricchito le nostre vite con un'offerta sconfinata di servizi, opportunità lavorative e di svago. Con alcuni semplici accorgimenti, è possibile usufruire di tutte le potenzialità della rete senza mettere a rischio i nostri dati sensibili. Le elaborate reti cloud o sistemi di connessione Wi-Fi veloce sono il presente e il futuro delle realtà aziendali, delle istituzioni ma anche dei sistemi di connessione privati, ed è per questo che il settore della cybersecurity è diventato di prioritaria importanza, coadiuvando gli sforzi verso una sempre più efficace digitalizzazione. 

Siti sicuri o potenzialmente rischiosi

Come riconoscere un sito dove poter navigare in sicurezza da uno con potenziali rischi per la privacy? Una delle tecniche più semplici è quella di controllare il cosiddetto “protocollo http”. Si tratta della prima parte dell'indirizzo del sito, un'informazione che è spesso celata subito prima del “www” e che quindi, se si vuole accedere a un dominio, non è necessario inserire manualmente nel browser, ma che poi diventa visibile una volta che si arriva sulla pagina iniziale. I domini che utilizzano il protocollo “https://” sono considerati sicuri, mentre quelli a protocollo “http://”, invece, non garantiscono la completa protezione dei dati. Ovvero, non sono da considerarsi necessariamente pericolosi, ma potrebbero essere più facilmente soggetti ad attacchi hacker. 

Probabilmente avrete già sentito parlare di “phishing”, una parola che identifica quei domini che in qualche modo traggono in inganno l'utente, facendogli credere di accedere ad un certo dominio, ma, in realtà, indirizzandoli verso un sito potenzialmente dannoso. Un classico esempio di tentativo di phishing è costituito da messaggi di testo che arrivano al cellulare e che invitano ad accedere alla propria banca per determinati (e fantomatici) aggiornamenti. La mail sembra provenire da una fonte attendibile, ma in realtà non è così, e, una volta che tali dati verranno inseriti, l'hacker avrà accesso al conto bancario dell'utente. Un consiglio: prima di eseguire le operazioni di login, bisogna sempre assicurarsi che il nome del dominio sia esatto. 

Per controllare l'affidabilità di un sito, ad esempio, di e-commerce, è opportuno leggere le recensioni degli utenti su siti di terze parti e verificare la presenza e completezza della pagina dei contatti (è indice di serietà e trasparenza). Se si vogliono conoscere informazioni dettagliate sul proprietario del dominio, è possibile consultare il database di WHOIS. Se si nutrono ancora dubbi, si può fare una ricerca con il servizio di Google Safe Browsing, che avvisa di eventuali criticità e, in più, viene costantemente aggiornato. 

Quando la protezione dei dati è fondamentale

Ci sono alcuni ambiti nei quali la sicurezza e la salvaguardia della privacy sono di primaria importanza. In linea di massima, le piattaforme online e i siti web frequentati da un gran numero di utenti mettono in campo misure molto efficaci per garantire chi vi ha accesso la massima tranquillità. È il caso, ad esempio, dei servizi bancari online, che spesso richiedono l'autenticazione a due fattori, oppure degli e-commerce più importanti, come i colossi Amazon e Ebay, a cui si affida la gestione dei dati della propria carta di credito. 

Uno degli aspetti della cyber sicurezza che si è maggiormente evoluto riguarda i dispositivi mobili. Grazie alla connessione veloce, è possibile usare il cellulare per divertirsi al tavolo verde, avvalendosi di piattaforme e siti web che assicurano una completa protezione dei dati degli utenti durante la navigazione. Anche le app più note per lo streaming di film e serie TV, come Netflix o Amazon Prime, sono considerate sicure e prive di rischi. 


Una soluzione hardware: il router di sicurezza

Fino a qualche anno fa, era molto diffusa la tecnica del wardriving, che veniva effettuata allo scopo di poter navigare a spese di utenti che utilizzavano una rete non protetta. Il metodo era semplice. L’hacker si spostava per le strade di un centro abitato con lo scopo di individuare queste reti e poter avere accesso così, in modo indisturbato, alla navigazione. Anche se, nella maggior parte dei casi, il perpetratore di tali effrazioni si limitava semplicemente ad usare la connessione, poteva però, attraverso i “buchi” nella sicurezza di alcuni sistemi operativi, entrare nelle reti casalinghe e consultare i dati dei malcapitati titolari della fornitura di servizi internet. Ad oggi, la maggior parte delle reti sono abbastanza protette da password e crittografia da impedire questa pratica, ma possono esistere ancora alcune criticità. 

La soluzione può essere costituita dai cosiddetti router di sicurezza, un dispositivo hardware che ha la funzione di crittografare in modo efficace tutto il traffico in uscita, compresi i dati sensibili che vengono immessi nei siti che richiedono un accesso con inserimento di informazioni anagrafiche, indirizzi email o password. In altre parole, un router di sicurezza nasconde i dati degli utenti a potenziali hacker. Mentre un antivirus impedisce a virus e malware l'ingresso ai nostri dispositivi, il router non permetterà che le nostre attività in uscita siano intercettate.

giovedì 4 marzo 2021

CNR: acqua ossigenata e succo di limone come disinfettante coronavirus

Acqua ossigenata e succo di limone:  un disinfettante contro il Coronavirus.

 

L'impiego di acido citrico in formulazioni disinfettanti a base di acqua ossigenata ne esalta l'efficacia per l'inattivazione del SARS-CoV-2 presente sulle superfici. 

Lo studio condotto dall'Istituto di scienze e tecnologie chimiche "Giulio Natta" del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Scitec) con l'Ospedale universitario "Luigi Sacco" di Milano è stato pubblicato su ACS Chemical Health and Safety.

 

La lotta alla pandemia di COVID-19 vede l'impiego di massicce quantità di soluzioni disinfettanti contenenti alcol o ingredienti a base di cloro attivo, molti studi stanno però mostrando come un uso eccessivo e non responsabile di questi prodotti possa portare alla formazione di sottoprodotti potenzialmente nocivi generati dall'interazione del principio attivo disinfettante con il materiale organico presente nell'ambiente.

"Il perossido di idrogeno acquoso al 3%, che tutti conosciamo come acqua ossigenata tra i prodotti da banco in farmacia, presenta molti meno problemi in termini di produzione di sostanze pericolose indesiderate", afferma Matteo Guidotti, ricercatore dell'Istituto di scienze e tecnologie chimiche "Giulio Natta" del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Scitec) e coordinatore della ricerca condotta in collaborazione con l'Ospedale Luigi Sacco di Milano e pubblicata sulla rivista statunitense ACS Chemical Health and Safety. "Un eventuale eccesso di acqua ossigenata si degrada rapidamente in acqua e ossigeno gassoso senza generare inquinanti ambientali di rilievo".

Questo principio attivo presenta però una scarsa attività virucida se usato tal quale, mentre con l'aggiunta di additivi semplici ed economici che modificano il pH della soluzione igienizzante per avere un ambiente moderatamente acido o basico è possibile ottenere una inattivazione efficace del virus SARS-CoV-2 in tempi brevi. 

 "Impiegando come additivo l'acido citrico - l'ingrediente acido del succo di limone - oppure l'acido acetico – contenuto nel comune aceto - è possibile esaltare l'azione di inattivazione del coronavirus da parte del perossido di idrogeno diluito e avere una riduzione di più del 99.99% della carica virale in 5 minuti" prosegue il ricercatore. 

"Anche il percarbonato di sodio, la polvere che spesso troviamo in commercio come additivo per il lavaggio in lavatrice, ha mostrato risultati molto promettenti, in termini di efficacia virucida. Ciò lo rende anche molto pratico come alternativa solida alle soluzioni di perossido di idrogeno, che sono poco stabili nel tempo".

L'acqua ossigenata diluita, portata al pH adeguato con opportuni additivi acidi - essendo una formulazione sicura, efficace, sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale, e di facile preparazione - può rappresentare una valida opzione soprattutto in paesi del mondo con economie più deboli, in cui vi è scarsa reperibilità di liquidi igienizzanti industriali specifici.

 

Roma, 4 marzo 2021

 

Figura 1. Miscelando acqua ossigenata per uso domestico con l'acido citrico contenuto nel succo di limone si può ottenere un liquido con proprietà virucide attivo contro il coronavirus del COVID-19.

Figura 2. L'azione combinata di perossido di idrogeno e acido citrico porta alla riduzione del 99.99% della carica virale di SARS-CoV-2 in 5 minuti.

Figura 3. L'efficacia virucida delle soluzioni viene valutata con prove in vitro grazie alle quali si misura la capacità residua del virus sottoposto a trattamento di infettare alcune cellule modello.

 

La scheda

Chi: Istituto di scienze e tecnologie chimiche "Giulio Natta" del Cnr, Milano; ASST Fatebenefratelli Sacco, Ospedale "Luigi Sacco", Milano.

Che cosa: Valutazione dell'efficacia disinfettante contro il coronavirus SARS-CoV-2 di soluzioni acquose di acqua ossigenata contenenti acido citrico; DOI: 10.1021/acs.chas.0c00095



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lunedì 15 giugno 2020

Covid-19: Groupama Assicurazioni con il Campus Bio-Medico di Roma, dà il via ai test sierologici per tutti i dipendenti

Siglato l'accordo tra Groupama Assicurazioni e il Campus Bio-Medico di Roma,  per l'effettuazione, su base volontaria, di uno screening per l'esame sierologico IgG su tutti i suoi dipendenti, finalizzato a rilevare la presenza di anticorpi specifici verso il virus. 

L'iniziativa si inserisce in quadro più ampio di attività intraprese dall'azienda per fronteggiare l'emergenza COVID-19, al fine di proteggere e sostenere i propri dipendenti e contribuire socialmente alla mappatura della diffusione del virus.

Groupama Assicurazioni, in accordo con il Campus Bio-Medico di Roma, dà il via ai test sierologici su base volontaria per tutti i suoi dipendenti

L'iniziativa si inserisce in quadro più ampio di attività intraprese dall'azienda per fronteggiare l'emergenza COVID-19, al fine di proteggere e sostenere i propri dipendenti e contribuire socialmente alla mappatura della diffusione del virus.

Nell'ambito delle iniziative legate all'emergenza COVID-19, Groupama Assicurazioni - prima filiale del Gruppo Assicurativo francese Groupama, da sempre attenta alla salute e sicurezza dei propri dipendenti e impegnata nel progressivo miglioramento del welfare aziendale - ha perfezionato un accordo con il Campus Bio-Medico di Roma per l'effettuazione, su base volontaria, di uno screening per l'esame sierologico IgG su tutti i suoi dipendenti, finalizzato a rilevare la presenza di anticorpi specifici verso il virus.

A partire da lunedì 15 giugno, ogni dipendente potrà chiedere di effettuare gratuitamente lo screening presso la struttura Università Campus Bio-Medico di Roma. La convenzione sarà accessibile anche ai componenti del nucleo familiare (coniuge e/o figli di età superiore ai 16 anni) con un piccolo contributo. In caso di positività al test sierologico per le IgG, verrà effettuato anche il tampone nasofaringeo.

Grazie a questo intervento, Groupama Assicurazioni punta non solo ad implementare il proprio piano di prevenzione e sicurezza, ma anche a supportare il bene della collettività, intervenendo concretamente e contribuendo socialmente alla mappatura della diffusione del virus nei territori in cui opera. A tale scopo, l'azienda si è già attivata anche in altre Regioni per individuare strutture convenzionabili che possano offrire lo stesso servizio di screening ai dipendenti presenti su tutto il territorio.

Questa iniziativa rientra in un quadro più ampio di azioni solidali attuate dall'azienda per sostenere i propri Dipendenti, Agenti e Clienti durante l'emergenza Coronavirus e tutelarne la salute. Tra queste: la donazione di 250.000 euro alla Protezione Civile per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, camici, occhiali di protezione…) per il Personale Sanitario; la fornitura di 55.000 mascherine, distribuite in sinergia con l'AGIT presso tutte le Agenzie del territorio; l'attivazione di un numero dedicato per fornire supporto telefonico informativo sul Coronavirus e l'estensione a tutti i propri clienti della copertura delle polizze Temporanee Caso Morte e Salute anche per patologia Covid-19, con possibilità di assistenza medica telefonica h24. Segnali concreti della vicinanza dell'azienda nella lotta contro l'emergenza, per garantire le dovute condizioni di salute e sicurezza.

Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale Groupama Assicurazioni: "La scelta di mettere l'intera popolazione aziendale nelle condizioni di svolgere gratuitamente i test sierologici è un ulteriore segnale, concreto, di vicinanza alle persone, finalizzato alla tutela della loro salute, a quella dei rispettivi familiari e dell'intera comunità. Ci auguriamo che questa iniziativa, che integra le molteplici attività portate avanti durante l'emergenza sanitaria legata covid-19, possa contribuire positivamente e socialmente per la mappatura e la prevenzione della diffusione del virus sul territorio".
Groupama in Italia

Groupama Assicurazioni è la prima filiale estera di Groupama, un Gruppo assicurativo e bancario di dimensione internazionale. Groupama Assicurazioni, con 800 dipendenti e una rete di più di 1.000 agenti, capillarmente diffusi su tutto il territorio, garantisce prossimità al cliente ed è il primo mercato del Gruppo all'estero. Le sinergie internazionali e la professionalità della sua rete consentono di proporre innovative soluzioni per la tutela delle persone, dei beni e del patrimonio ed anche delle attività professionali soddisfacendo le esigenze più evolute con un'offerta che copre tutte le aree di bisogno: la casa, l'auto, la salute, il risparmio, la protezione, la previdenza e il lavoro puntando sempre più alla vicinanza al cliente e all'innovazione.


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mercoledì 15 giugno 2016

Il report McAfee Labs rivela nuove minacce che sfruttano la collusione tra app

Gli aggiornamenti software ritardati permettono ai criminali informatici di sfruttare le app mobile; il ritorno del trojan Pinkslipbot con nuove funzionalità

IN PRIMO PIANO
·  McAfee Labs identifica oltre 5.000 versioni di 21 app mobile consumer che includono codice colluso in grado di perpetrare diverse attività dannose
·  Una nuova specie di trojan Pinkslipbot include crittografia multi-livello per eludere le analisi
·  Il nuovo ransomware è aumentato del 24% trimestre su trimestre nel primo trimestre 2016
·  I ricercatori hanno registrato un aumento del 17% trimestre su trimestre dei nuovi campioni di malware mobile nel primo trimestre 2016
·  Il malware Mac ha raggiunto un picco nel primo trimestre principalmente a causa di un aumento dell'adware VSearch

SANTA CLARA, Calif., 15 giugno 2016 – Intel Security ha pubblicato oggi il suo Report McAfee Labs: giugno 2016, che spiga le dinamiche del fenomeno della collusione tra app mobile, in base al quale i criminali informatici manipolano due o più app per orchestrare attacchi contro i proprietari di smartphone. 

 McAfee Labs ha osservato tale comportamento su oltre 5.056 versioni di 21 app progettate per fornire agli utenti servizi utili come streaming video mobile, monitoraggio dello stato di salute e pianificazione di viaggi. 

Sfortunatamente, il fatto che gli utenti non implementino con regolarità gli aggiornamenti software essenziali per queste 21 app aumenta la possibilità che le versioni obsolete possano essere "requisite" e sfruttate per attività dolose.

Ampiamente considerate una minaccia teorica per molti anni, le app mobile colluse svolgono attività dannose congiuntamente sfruttando le capacità di comunicazioni tipiche dei sistemi operativi mobile. 


Questi ultimi incorporano molte tecniche per isolare le app all'interno di sandbox, limitare le loro funzionalità e controllare di quali autorizzazioni dispongono in modo piuttosto granulare. 

Sfortunatamente, le piattaforme mobile includono anche modalità pienamente documentate che permettono alle app di comunicare l'una con l'altra nei limiti delle sandbox. Operando congiuntamente, le app colluse possono sfruttare tali funzionalità di comunicazione inter-app a scopo di dolo.

McAfee Labs ha identificato tre tipi di minacce risultanti dalla collusione delle app mobile:
·        Furto di informazioni: una app con accesso a informazioni sensibili o riservate che collaborano, volenti o nolenti con una o diverse app per inviare informazioni al di fuori del dispositivo
·        Furti finanziari: una app invia informazioni a un'altra app che può eseguire transazioni finanziarie o effettuare una chiamata API di tipo finanziario per perseguire obiettivi simili
·        Abuso di servizi: una app controlla un servizio di sistema e riceve informazioni o comandi da una o più app per orchestrare una serie di attività dannose.

La collusione di app mobile richiede almeno una app con autorizzazione ad accedere a informazioni o servizi ad accesso riservato, una app senza tale autorizzazione ma che possa accedere a risorse esterne al dispositivo e la capacità di comunicare l'una con l'altra. Le app potrebbero collaborare volontariamente o involontariamente a causa di una fuga accidentale di dati o per l'inserimento di una libreria dannosa o di un kit di sviluppo software. Tali app possono utilizzare uno spazio condiviso (file consultabili da chiunque) per scambiare informazioni sui privilegi concessi e per stabilire quale sia meglio posizionato per essere utilizzato come punto d'ingresso per i comandi remoti.

"Non sorprende che gli avversari abbiano risposto alle iniziative di sicurezza in ambito mobile con nuove minacce che cercano di nascondersi," spiega Vincent Weafer, vice president del gruppo McAfee Labs di Intel Security Il nostro obiettivo è rendere sempre più difficile per le app dannose trovare un appiglio sui nostri dispositivi personali, sviluppando strumenti e tecniche più intelligenti per rilevare le app mobile colluse".

"Per proteggere gli utenti da queste minacce sono disponibili sul mercato delle soluzioni che proteggono tablet e smartphone effettuando la scansione e il blocco delle singole app mobili dannose e che sono anche in grado di rilevare comportamenti ostili, come le richieste di autorizzazioni sospette, e consentire all'utente di bloccare completamente tali app," aggiunge Ferdinando Torazzi, Regional Director Italy and Greece, Intel Security.

"Per le aziende che desiderano proteggersi dalle app mobili colluse, raccomandiamo di usare solo quelle provenienti da siti web e sviluppatori affidabili. Infine un appello ai venditori di app affinché includano filtri anticollusione per bloccare la pubblicazione di tali app, impostino una policy intelligente sulle comunicazioni inter-app e proibiscano esplicitamente gli sviluppatori che violano le limitazioni del sistema operativo con i metodi di collusione. Ancora una volta sottolineiamo l'estrema necessità nel mondo della security di modelli e alleanze veramente efficaci per la condivisione delle informazioni sulle minacce."

Il report McAfee Labs prende in esame le attività di ricerca lungimiranti volte a creare strumenti - inizialmente utilizzati manualmente dai ricercatori sulle minacce ma nel tempo da automatizzare - per rilevare le app colluse. Una volta identificate, le app colluse possono essere bloccate utilizzando la tecnologia di sicurezza mobile. Il report suggerisce una gamma di approcci da parte dell'utente per minimizzare la collusione delle app mobile, tra cui il download di app mobile solo da fonti affidabili, evitare le app con pubblicità incorporata, non effettuare il "jailbreaking" dei dispositivi mobile e, ancor più importante, mantenere sistema operativo e app sempre aggiornati.


Per suggerimenti per la sicurezza online, su come i consumatori possono proteggersi dalle minacce menzionate nel presente report, visitare Consumer Safety Tips Blog.

Il report di questo trimestre, registra inoltre il ritorno del trojan W32/Pinkslipbot (noto anche come Qakbot, Akbot, QBot). Questo trojan backdoor con funzionalità simili a quelle di un worm è stato lanciato nel 2007 e si è velocemente conquistato la fama di famiglia malware con un elevato livello di pericolosità, in grado di rubare credenziali bancarie, password della posta elettronica e certificati digitali. Il malware Pinkslipbot è poi riemerso alla fine del 2015 con funzionalità migliorate come funzioni di crittografia multi-livello e anti-analisi per contrastare le attività di disamina e reverse engineering dei ricercatori. Il report fornisce inoltre i dettagli del meccanismo di aggiornamento automatico ed esfiltrazione dei dati del trojan, e le attività di McAfee Labs per il monitoraggio in tempo reale delle infezioni e furto di credenziali da parte di Pinkslipbot.

Infine, McAfee Labs valuta lo stato delle funzioni comuni di hashing, e sollecita le aziende a mantenere i propri sistemi aggiornati con gli standard di hashing più recenti ed efficaci.

Minacce – Le statistiche del primo trimestre 2016
·        Ransomware. I nuovi esemplari di ransomware sono aumentati del 24% nel corso di questo trimestre a causa del costante ingresso di criminali con competenze relativamente di basso livello all'interno della comunità del crimine dedicata al ransomware. Questo trend è il risultato della diffusa adozione dei kit exploit per distribuire il malware.
·        Mobile. I nuovi esemplari di malware mobile sono aumentati del 17% trimestre su trimestre nel corso del primo trimestre del 2016. Il numero complessivo di esemplari di malware mobile è aumentato del 23% trimestre su trimestre e del 113% nel corso degli ultimi quattro trimestri.
·        Malware Mac OS. Il malware Mac OS è cresciuto rapidamente nel corso del primo trimestre, principalmente a causa dell'aumento dell'adaware VSearch.  Mentre il numero assoluto di esemplari Mac OS samples è ancora basso, il numero complessivo di esemplari è aumentato del 68% trimestre su trimestre e del 559% nel corso degli ultimi quattro trimestri.
·        Malware delle macro. Il malware delle macro continua a crescere dall'inizio del 2015 facendo registrare un aumento del 42% trimestre su trimestre dei nuovi esemplari di malware delle marco. La nuova specie di malware delle macro continua ad attaccare le reti aziendali principalmente attraverso campagne spam complesse che sfruttano le informazioni raccolte tramite tecniche di social engineering per sembrare legittime.
·        Botnet Gamut. La botnet Gamut è deiventata la botnet di spam più produttiva nel primo trimestre, incrementando il proprio volume di circa il 50%. Campagne di spam diffuse offrono schemi per diventare ricchi rapidamente e la fornitura di medicinali contraffatti. Kelihos, la botnet di spam più prolifica nel corso del quarto trimestre 2015, è scesa al quarto posto.

Per maggiori informazioni sulle minacce sopradescritte o ulteriori dati relativi al panorama delle minacce per il primo trimestre 2016, visitare http://www.mcafee.com/it/resources/reports/rp-quarterly-threats-may-2016.pdf per scaricare il report completo.

Per indicazioni e suggerimento su come le aziende possono proteggersi al meglio dalle minacce dettagliate nel report di questo trimestrale, consultare Enterprise Blog.
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A proposito di McAfee Labs
McAfee Labs è la divisione di ricerca delle minacce informatiche di Intel Security e uno dei più autorevoli laboratori a livello mondiale per la ricerca e l'informazione sulle minacce e per la sicurezza informatica. I team di più di 400 ricercatori di McAfee Labs correlano i dati reali raccolti da milioni di sensori che sorvegliano i vettori chiave delle minacce: file, web, messaggi e reti; quindi inviano le informazioni in tempo reale alle soluzioni di sicurezza McAfee per endpoint e reti strettamente integrate con il servizio di intelligence delle minacce basato su cloud, McAfee Global Threat Intelligence. McAfee Labs sviluppa inoltre tecnologie di rilevamento delle minacce al di sotto del sistema operativo -come la tecnologia McAfee DeepSAFE sub-sistema operativo, insita nei processori, profiling delle applicazioni e gestione delle graylist che sono inclusi nel più ampio portafoglio di prodotti di sicurezza nel settore. http://www.mcafee.com/us/mcafee-labs.aspx

A proposito di Intel Security
Intel Security, con la propria linea di prodotti McAfee, è impegnata per rendere il mondo digitale più sicuro e più protetto per tutti. www.intelsecurity.com. Intel Security è una divisione di Intel.

venerdì 11 febbraio 2011

G Data Lo Spam di San Valentino

G Data mette in guardia dall’ondata di attacchi virus per la festa degli innamorati
Pochi giorni prima del giorno di San Valentino i criminali online e gli spammer fanno le ore piccole. Gli esperti di sicurezza di G Data hanno registrato un massiccio incrementonell’invio di e-mail di spam aventi come oggetto proprio San Valentino. I link contenuti in queste e-mail conducono gli inconsapevoli utenti su falsi siti Internet che offrono, ad esempio, gioielli, profumi o altri regali del genere. Nell’attuale campagna di spam che sta interessando milioni di caselle postali in tutto il mondo i criminali online stanno cercando di ingannare gli utenti portandoli a visitare questi siti di shop online al fine di ottenre i dati delle loro carte di credito. Per Lunedì G Data ha previsto una vera e propria ondata di mail con cartoline di auguri per San Valentino che contengono file infetti o link a siti infetti. Il consiglio, come sempre, è di cancellare immediatamente questo tipo di e-mail dalla propria casella postale.

Gli utenti di social network come Facebook, Twitter o Xing devono fare particolarmente attenzione: i criminali online hanno aumentato l’attività di postare link a siti web sulla clipboard o nei messaggi personali. In questo modo del codice infetto può essere scaricato sul proprio Pc se questo non è protetto in maniera adeguata.
I criminali stanno prediligendo il servizio di abbreviazione URL “ow.ly” perché non ha nessuna funzione di anteprima ed oscura completamente il sito web sul quale indirizza. URL di questo tipo sono stati trovati proprio in diverse mail inviate durante la campagna di spam attuata in questi giorni.
La maggior parte dei server da cui ha origine questa campagna di spam è localizzata in Asia.

“Ogni anno per il giorno di San Valentino il numero complessivo di e-mail di spam subisce un aumento vertiginoso. I criminali scelgono occasioni come questa per collezionare dati di carte di credito o informazioni personali di ignari utenti. Raccomandiamo ancora una volta di non aprire questo tipo di e-mail e di cancellarle immediatamente. Non bisogna inoltre cliccare su alcun link presente in queste stesse e-mail perché può portare su un sito infetto”, ha spiegato Ralf Benzmueller, Head di G Data security Labs.

giovedì 10 febbraio 2011

G Data malware report: i numeri del 2010 e le previsioni per il 2011

G Data pubblica il suo ultimo report sui cyber rischi. 2010 da record con 2.093.444 nuovi virus. Nel 2011 Java e Social Network nel mirino dei cyber criminali. Ma anche “Hacktivism”, ossia attacchi politicamente motivati.

Un nuovo malware per Pc equipaggiati con sistema operative Windows viene mediamente rilasciato ogni 15 secondi da parte dei cyber criminali. Secondo G Data il maggiore incremento lo si è potuto osservare nel numero di virus che sfruttano falle di sicurezza sulle piattaforme Java e questa tendenza si riproporrà anche nel 2011. L’obbiettivo principale dei criminali online saranno i Social Network contro cui ci saranno attacchi mirati e una specifica distribuzione di malware. G Data prevede inoltre attacchi motivati politicamente contro le imprese da parte dei cosiddetti “hacktivists”.

“Java ha una prevalenza notevole: quasi 8 su 10 Pc in tutto il mondo hanno installati dei plugin Java. I cyber criminali hanno scoperto che le vulnerabilità in Java offrono loro un elevato potenziale per la distribuzione di malware”, ha dichiarato Ralf Benzmüller, Head of G Data Security Labs. “Nei prossimi mesi ci aspettiamo un’ulteriore crescita nel numero di malware basati su Java. Gli utenti dovrebbero installare qualsiasi update non appena disponibile con il fine di bloccare qualsiasi falla di sicurezza il più velocemente possibile”.

Limitazioni alla crescita
Con ben 2.093.444 nuovi virus il 2010 ha stabilito il nuovo record battendo anche il risultato registrato nel 2009. In rapporto all’anno precedente questo significa una crescita del 32%. La seconda metà del 2010, invece ha visto una significativa diminuzione di questo trend. “L’industria del malware potrebbe aver raggiunto il suo limite di crescita. Per i distributori di malware sembra che non ci sia più bisogno di investire ulteriori risorse nello sviluppo e nella distribuzione di nuovi virus rispetto a quanto fatto fino a questo momento. Questo però non significa che sia cessato l’allarme. Gli indici di crescita saranno infatti simili a quelli dell’anno precedente”, anticipa Benzmüller.

Paragonato alla prima metà del 2010 l’indice di crescita è sceso del 6% nella seconda metà.

Previsioni per il 2011
Hacktivism invece di tumulti in strada: Social Networks sotto attacco
Durante quella che poi è stata chiamata ‘Operazione PayBack’ attivisti politicamente motivati hanno condotto degli attacchi di tipo DDoS contro Swiss PostFinance, Mastercard, Visa, PayPal, EveryDNS e Amazon ottenendo, come risultato, quello di rendere i siti internet di queste aziende temporalmente inaccessibili.
“I seguaci di Wikileaks hanno provato l’efficacia di attacchi politicamente motivati contro le infrastrutture IT. Ormai i tumulti di piazza appartengono al passato. La generazione web preferisce utilizzare Internet per protestare”, ha dichiarato Ralf Benzmüller. “Hacktivism, cyber spionaggio o cyber sabotaggio saranno un problema nel 2011”.
Gli analisti per la sicurezza di G Data hanno stimato che l’apparente anonimità del web e la facilità di avere a disposizione risorse personali ha abbassato la soglia per qualsiasi persona che potrebbe diventare un trasgressore. La campagna lanciata dai seguaci di WikiLeaks potrebbe diventare una nuova forma di discorso libero socialmente accettabile nel cyber spazio. Questo può condurre ad un aumento nel numero di attacchi politicamente motivati contro le aziende, i partiti politici, il governo e le istituzioni.
I Social Network saranno ancora un obbiettivo privilegiato dei cyber crimiali per tutto il 2011. La grande quantità di informazioni e l’interconnessione dei servizi che sono soliti essere indipendenti l’uno dall’altro consentono attacchi più efficaci contro i singoli individui o le organizzazioni. I servizi di location e quelli di shorcut per gli URL giocheranno un ruolo maggiore nel business del malware rispetto a quanto visto in precedenza.

martedì 8 febbraio 2011

G Data: i segreti e le strategie degli attacchi dal Web

Nel suo ultimo White Paper G Data analizza il fenomeno degli attacchi via web, svelando segreti e strategie dei cyber criminali. Con tanto di prezzi e curiosità.

Per moltissime persone è ormai impossibile immaginare una vita senza internet. Grazie alla rete possiamo avere accesso a informazione, divertimento e a varie forme di comunicazione ed interazione con altre persone. Possiamo poi fare acquisti, giocare, effettuare transazioni bancarie o interagire con l’amministrazione pubblica. Insomma, un ampio ventaglio di possibilità che però ha, come lato opposto della medaglia, il rischio di essere attaccati dai criminali online. Il panorama però è cambiato molto negli ultimi anni. Se prima erano le e-mail il veicolo preferito per diffondere malware, ora i criminali prediligono utilizzare anche altri mezzi più sofisticati. Il fine però è sempre lo stesso: guadagnare la maggior quantità di denaro possibile. Nel suo ultimo White Paper, “Attacks from the Web” G Data analizza le varie tipologie di attacco che i cyber criminali sono soliti mettere in atto.
Sebbene siano sempre meno utilizzate le e-mail rimangono ancora uno strumento valido per diffondere il malware. I file allegati, però, anziché essere dei classici eseguibili, sono per lo più PDF o HTML che l’utente interpreta solitamente come meno pericolosi o addirittura sicuri. Le mail in questione di norma usano come gancio argomenti che possono suscitare l’interesse del lettore come i social network, le transazioni bancarie, acquisti ed aste online o giochi online famosi come World of Warcraft.

Un’altra fonte di pericolo è rappresentata dal cosiddetto “web interattivo”, ossia i programmi di instant messaging, chatroom, forum, blog e wikis. I servizi di chat e instant messaging, per esempio, possono essere sfruttati per inviare link a siti internet infetti, così come avviene anche nei social network dove solitamente i link inviati dagli “amici” sono visti come sicuri e non pericolosi.
Più interessante ancora l’utilizzo di Wikipedia come veicolo di diffusione di notizie che nascondono, al loro interno, il rimando a link pericolosi come avvenuto nel caso del worm Blaster, la cui pagina dedicata proponeva un link per rimuovere questo malware, mentre in realtà si trattava di un espediente pensato proprio per diffondere malware.

Un’altra via sempre più utilizzata consiste poi nell’ottimizzare determinati siti affinché rientrino tra i risultati top visualizzati nelle query dei motori di ricerca. In questo modo siti infetti vengono posizionati nelle prime posizioni e rappresentano una trappola in cui l’utente può facilmente cadere.

Non mancano poi siti hackerati al punto che, nel mercato nero, è possibile acquistare degli appositi kit come Fragus, Eleonore o Neosploit che offrono una guida e degli strumenti appositamente pensati a questo scopo al prezzo di 500 dollari o più a seconda delle loro funzionalità.

Per sfruttare i siti più importanti come i portali o i quotidiani online, invece, la strada preferita è quella del Malvertising che consente di aggirare le impostazioni di sicurezza dei server su cui questi siti sono allocati. La pubblicità online, infine, è solitamente archiviata su server diversi che possono essere hackerati più facilmente come dimostra l’attacco subito nel 2004 da Falk eSolutions i cui server finirono poi con il diffondere malware su alcuni siti inglesi di news tra cui The Register.

Gli utenti che navigano in rete, infine, possono essere ingannati da false richieste di download riguardanti, ad esempio, la necessità di scaricare un determinato player o un codec per visualizzare certi video, tool per ottimizzare giochi online come il già citato World of Warcraft, oppure falsi programmi antivirus per acquistare i quali viene di solito richiesta una cifra di 50 dollari.

In conclusione Internet può dunque essere un luogo pericoloso, perché i criminali online ormai hanno a disposizione un ventaglio di trappole ampio e variegato. La necessità di proteggersi con soluzioni per la sicurezza informatica che siano sempre aggiornate è quindi fondamentale, perché i pericoli, spesso e volentieri, si nascondono anche nei luoghi più impensabili e, a torto, ritenuti più sicuri.

martedì 25 gennaio 2011

G Data InternetSecurity 2011 premiato da AV-Comparatives

AV-Comparatives premia G Data con un doppio Gold per l’elevato grado di riconoscimento del malware

L’istituto indipendente AV-Comparatives ha trascorso gli ultimi 12 mesi a testare l’efficacia di ben 20 pacchetti di sicurezza. G Data InternetSecurity 2011 è stato premiato con due riconoscimenti in due differenti categorie per le sue eccezionali tecnologie di protezione. Secondo l’opinione dei tester, nessun’altra soluzione protegge i Pc con sistema operativo Windows contro malware conosciuto o sconosciuto meglio di G Data InternetSecurity 2011.

L’istituto di ricerca di Innsbruck ha condotta una numerosa serie di test sulle soluzioni per la protezione di virus informatici e sui pacchetti di Internet Security durante tutto l’anno appena trascorso. In termini di riconoscimento del malware G Data ha impressionato favorevolmente i tester più di ogni altro prodotto.

“Il 2010 è stato un altro anno eccezionale per G Data nei nostri test. G Data ha raggiunto i massimi risultati di tutta l’industry per quanto riguarda i test on-demand e proattivi”. È stata la conclusione di AV Comparatives.

Vincitori nella categoria riconoscimento malware on-demand:
Gold: G Data InternetSecurity 2011
Silver: Avira Premium Security Suite
Bronze: Symantec Norton Internet Security

Vincitori nella categoria riconoscimento proattivo malware
Gold: G Data InternetSecurity 2011
Silver: Avira Premium Security Suite
Bronze: Microsoft Security Essentials

Informazioni di prodotto: G Data InternetSecurity 2011
Oltre alla migliorata protezione antivirus già vincitrice di numerosi riconoscimenti e ad un’ottimizzazione dell’interfaccia utente, G Data InternetSecurity 2011 utilizza anche un firewall silente per proteggere tutte le attività online. Operando in maniera invisibile, senza alcuna perdita di prestazioni da parte del Pc e senza domande inutili, il firewall blocca in maniera efficace hacker, virus e spam. Il Parental Control, inoltre, offre una protezione ulteriore. La nuova interfaccia “one click” significa che G Data InternetSecurity 2011 è estremamente facile da usare ed è adatto sia all’utente esperto che al neofita.

mercoledì 19 gennaio 2011

Doppia sicurezza: G Data InternetSecurity 2011 + Backup ora disponibile

Protezione efficace contro la perdita di dati e i pericoli di Internet.

Dopo aver festeggiato il suo venticinquesimo anniversario, G Data lancia un altro prodotto top, G Data InternetSecurity 2011 + Backup. Oltre ad una soluzione di sicurezza dalle elevate prestazioni, questo nuovo software include il potente software di back up O&O DiskImage Professional 5.5 incluso nel prezzo.
Perdere dati capita troppo spesso e troppo velocemente. Basta un click sbagliato o un virus e dei dati importanti sono persi per sempre. Ecco perché il back up dei dati è un investimento ad alto valore aggiunto. Ora con G Data InternetSecurity 2011 + Backup gli utenti Pc hanno trovato la protezione perfetta.

G Data InternetSecurity 2011
Oltre alla migliorata e pluripremiata protezione antivirus, supportata da un’interfaccia utente ottimizzata ed intuitiva, G Data
InternetSecurity protegge qualsiasi attività online grazie ad un firewall silente. Senza alcuna perdita di prestazioni del proprio Pc e senza domante inutili e stressanti, il firewall blocca hacker, virus e spam. Il Parental Control, inoltre, offre una protezione addizionale.

Back up dati semplice e veloce
A seconda delle impostazioni O&O DiskImage può fare il back di una completa immagine del sistema o solo di immagini parziali, per esempio di alcune partizioni. Il back up può essere fatto su Hard Disk interni od esterni, chiavi USB, CD/DVD/HD-DVD/Blu-Ray e dischi di rete. La crittografia di tutti i dati protegge dal furto e fornisce quindi una sicurezza extra. Dopo un eventuale crash di sistema, i file di back up possono essere ripristinati senza alcun problema

G Data InternetSecurity 2011 – Dati tecnici- Pluripremiata protezione antivirus e tecnologia DoubleScan
- Tecnologia cloud-security integrata
- Protezione da spamn
- Firewall
- Behaviour blocking ottimizzato
- Interfaccia utente"One click"
- Self-learning fingerprinting ottimizzato
- Easy-to-use User Account Control

O&O DiskImage 5.5 Professional – Dati tecnici- Creazione di back up di sistema e dati, perfino durante la sessione di lavoro
- Back up di partizioni individuali, Hard Disk o dell’intero sistema
- Back su dischi interni o esterni
- Crittografia dei back up fino a 256 bit AES
- Ripristino dei back up anche su un differente hardware
- 1-click backup
- Automatizzazione e reporting
- Virtual Hard Disk (VHD)
- Protezione contro la manipolazione dei dati
- Funzionalità avanzate di scrittura su CD/DVD/Blue-Ray/HD-DVD

martedì 21 dicembre 2010

G Data: Attenti ai falsi tool di sistema per PC

La manutenzione del proprio Pc è importante, ma attenti alle false offerte di aiuto.

Una nuova tipologia di software scareware sta iniziando a preoccupare gli utenti Pc: si tratta di falsi tool di sistema che promettono di aiutarci a mantenere il nostro Pc pulito e stabile ma, in realtà, non fanno altro che creare ulteriori problemi e perdite di denaro.
Le prime variazioni di questo genere di malware sono apparse già nel mese di Ottobre proponendosi con i nomi più svariati: “System Defragmenter”, “Scan Disk”, Check Disk”, “Win HDD”, e sono aumentate nel corso delle ultime settimane.

I metodi di propagazione dello scareware sono molteplici. Una possibile via di infezione possono essere i download drive-by da un sito infetto, ma il programma potrebbe essere diffuso anche grazie all’aiuto di botnet, piuttosto che come allegato alle e-mail.

La variante apparsa in questi giorni si chiama “Win HDD” e gli esperti di G Data hanno voluto analizzarla da vicino realizzando un video per mostrarne meglio il funzionamento (http://www.youtube.com/watch?v=dDDnJZ_XqK4).
Il comportamento di questo tipo di software è molto simile a quello dei falsi antivirus. L’utente viene tratto in inganno con false minacce ed allarmi di sistema per essere poi spinto ad acquistare un programma che, di fatto, non serve proprio a nulla.

I criminali online hanno perfino replicato la finestra di pagamento di Microsoft Internet Explorer con tanto di icona lucchetto e indirizzo HTTPS, ossia falsificando le icone e le scritte che, normalmente, indicano connessioni sicure e criptate. In realtà l’indirizzo mostrato non esiste affatto. Il vero indirizzo è un altro, che non viene ovviamente visualizzato ed è stato inoltre registrato nel mese di Settembre con un certificato SSL di comodo. Il sospetto è che si tratti di un certificato della semplice durata di 90 giorni la cui scadenza è prevista per il 28 Dicembre 2010.

"I cyber scammer stanno ora passando dai falsi antivirus ai falsi tool di sistema. Essi stanno prendendo di mira gli utenti che desiderano sempre mantenere il proprio Pc in perfetto stato di efficienza. Questi tool di sistema sono falsi, ma la perdita di denaro che gli utenti rischiano di affrontare è reale. Chi ha già pagato ed acquistato uno di questi software difficilmente riuscirà a provare che sono dei falsi. I criminali, infatti, stanno infatti sfruttando una ‘zona grigia’ della legge”.

L’interfaccia grafica di questo tipo di programmi può sembrare vera ed ingannare gli utenti ma, a uno sguardo più attento, si può notare come le funzioni implementate, di fatto, siano di fatto inutilizzabili.
Un’altra curiosità su “Win HDD” riguarda il cosiddetto Extended Download Service (EDS). Questa opzione è in vendita ad un prezzo aggiuntivo di 4,90 euro. Il servizio consente di scaricare nuovamente “Win HDD” anche dopo averlo cancellato dal proprio sistema, per esempio dopo una formattazione dell’Hard Disk. Il link di downlaod rimanda però a un form di registrazione dove non importa affatto che cosa digitiamo dal momento che il server accetterà subito qualsiasi dato inserito.
Un altro segnale che dovrebbe mettere ancora più in guardia l’utente.

Il consiglio è dunque quello di non scaricare mai da Internet tool di sistema di cui non si conosce la provenienza, preferendo affidarsi sempre a programmi noti e sicuri. L’utilizzo, inoltre, di una soluzione di sicurezza completa consente di identificare subito ogni tipo di software falso e pericoloso.

Chi per sbaglio avesse istallato questo software e volesse eliminarlo può seguire la procedura spiegata da G Dayta sul suo blog: http://blog.gdatasoftware.com/index.php?id=6478&tx_ttnews[tt_news]=1843&tx_ttnews[backPid]=6478&cHash=4f96dd771a5dbfa325ba186c140a1023.

giovedì 9 dicembre 2010

G Data: regali di Natale e acquisti online in sicurezza

G Data fornisce qualche utile consiglio per acquisti in tutta sicurezza e mette in guardia dalle frodi su Internet

Comprare regali di Natale sta diventando ormai sempre più popolare. Si tratta, infatti, di un modo veloce, conveniente e privo di stress per acquistare quello che si vuole per familiari ed amici. Secondo BITKOM, ad esempio, l’associazione tedesca delle industrie IT, ben 22 milioni di tedeschi faranno acquisti online per questo Natale. Il commercio elettronico sta, inoltre, prendendo piede anche in Italia, dove il mercato sta registrando un trend in continua crescita con previsioni di fatturato per il 2010 di ben 6,5 miliardi di euro (+15%) secondo quanto riportato dal nono Osservatorio Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano.
I cyber criminali stanno traendo vantaggio da questa situazione, approfittandone per rubare dati delle carte di credito sfruttando attacchi di phishing. Un altro stratagemma è quello di utilizzare falsi shop online per truffare gli utenti.
G Data ritiene che questo tipo di frode aumenterà esponenzialmente sotto Natale e fornisce una serie di utili consigli per fare acquisti in totale sicurezza.

"Riteniamo che durante il periodo pre-natalizio, i cyber criminali saranno molto più attivi nella caccia di utenti sprovveduti”, ha dichiarato Ralf Benzmüller, esperto di sicurezza e Head of G Data SecurityLabs. "I truffatori utilizzano mail di spam con prodotti falsi e prezzi oltremodo vantaggiosi per indirizzare gli utenti su certi shop online che, spesso e volentieri, sono infettati da malware. In questo modo, per esempio, i criminali riescono ad ottenere dati delle carte di credito che poi possono essere venduti al mercato nero nei forum underground. Per questo raccomandiamo a tutti di utilizzare una soluzione di sicurezza completa per proteggere in maniera efficace il proprio Pc da ogni rischio.”

I suggerimenti di G Data per gli acquisti di Natale in totale sicurezza

1.Utilizzare una soluzione completa per la sicurezza informatica che sia sempre aggiornata e dotata di virus scanner, firewall, filtro antispam e protezione in tempo reale.
2.Mantenere sempre aggiornati ogni software e il sistema operativo.
3.Fate attenzione ai negozi online dove si vuole acquistare. Leggete bene termini generali e condizioni, le informazioni legali e di contatto e, se necessario, controllate in Internt se il negozio è ritenuto sicuro ed affidabile. Verificate, inoltre, che tutti i costi postali e/o aggiuntivi siano indicati chiaramente.
4.Non fate acquisti da Pc pubblici. Questi computer spesso non sono adeguatamente protetti. Evitate anche connessioni wi-fi pubbliche e poco sicure dal momento che i cyber criminali possono essere in grado di utilizzarle per leggere il vostro traffico di dati.
5.Controllate le impostazioni di sicurezza del vostro browser. L’importante è verificare sempre che sia presente il simbolo del lucchetto, il suffisso “https” nella barra dell’indirizzo, lo sfondo verde nella barra dell’indirizzo e che il dominio principale corretto sia indicato.

lunedì 22 novembre 2010

Il virus più pericoloso? Ares peggio di ZeuS

G Data: un nuovo e pericoloso malware pronto essere distribuito in maniera diffusa. Il prezzo per chi lo vuole utilizzare? 6.000 dollari!

Una ricerca degli esperti di sicurezza di G Data ha rivelato che nei prossimi giorni un nuovo Trojan chiamato Ares dovrebbe venire distribuito in tutta la rete. Ares si caratterizza per il suo design modulare, proprio come il Trojan ZeuS, di cui sono state distribuite milioni di copie. I cyber criminali saranno in grado di distribuire il malware e di modificarlo a piacimento in relazione ad ogni scenario di attacco. La grande gamma di usi a cui Ares si presta rappresenta potenzialmente un pericolo enorme. Per questo G Data prevede che ci sarà un’enorme diffusione di questo malware.

"Ares consente anche agli ultimi venuti nel settore dell’economia underground di avere a disposizione una maniera molto semplice per diffondere malware attraverso siti Internet. Dal momento che Ares ha così tante varianti, può praticamente essere utilizzato per qualsiasi tipologia di attacco. Ci aspettiamo che non solo gli online banking Trojan saranno distribuiti attraverso questo nuovo sistema”, ha dichiarato Ralf Benzmüller, Head of G Data SecurityLabs. “Nel frattempo il malware sarà primariamente distribuito attraverso siti Internet. Per questo motivo gli utenti di Internet hanno bisogno di proteggersi bene utilizzando soluzioni che possano monitorare tutto il traffico http bloccando i siti Internet pericolosi prima che questi possano essere aperti.”

Lo sviluppatore di Ares ha dichiarato in un forum underground: “Ares non è focalizzato sul banking. Ogni copia di Ares è unica per il suo cliente ed ha le stesse capacità di ZeuS & SpyEye che possono essere aggiunti secondo i voleri del cliente. Attualmente considero questa più che altro una piattaforma che è personalizzata e personalizzabile secondo i desideri degli acquirenti.”

Oltre al Trojan è disponibila anche un kit di sviluppo software. Questo tool può essere ricevuto gratuitamente, ma apparentemente è riservato solo a “sviluppatori degni di fiducia”. Tutto questo a condizione che venga pagato un fee al creatore di Ares nel caso in cui i moduli di Ares siano venduti a terze parti. Per chiunque altro il prezzo varia intorno ai 6.000 dollari. Uno “starter pack” può essere acquistato anche per 850 dollari consentendo però l’integrazione solo dei moduli precedentemente acquistati. Come è consuetudine nell’industria del malware, i pagamenti vengono effettuati attraverso sistemi online anonimi, in questo caso WebMoney. In questo modo sia l’acquirente che il venditore non sono tenuti a rivelare la loro vera identità.

Gli esperti di sicurezza di G Data prevedono che, dopo il lancio-vendita sui forum più importanti, Ares sarà ben presto circolante in un gran numero di varianti. Si può solo speculare sull’obbiettivo e la diffusione di queste applicazioni. Egualmente oscuri sono anche gli obbiettivi di questi attacchi con Trojan ed i meccanismi utilizzati dai cyber criminali che si nascondono dietro di essi.

martedì 9 novembre 2010

G Data: bufera su Java

I Java exploit sono sempre più utilizzati dall’industria del malware come dimostra il Malware Report di G Data riferito al mese di Ottobre 2010.
I cyber criminali stanno sfruttando le vulnerabilità di Java per distribuire malware su scala più ampia rispetto ai mesi passati. Questo è il risultato dell’analisi condotta dai G Data SecurityLabs. Per la prima volta da Febbraio 2010 c’è un cambiamento nelle prime posizioni della top ten: un Java exploit è ora nella prima posizione, mentre gli exploit nei file PDF sono soliti essere la minaccia più comune alla sicurezza. Java.Trojan.Exploit.Bytverify.N può essere trovato su siti hackerati. Esso tenta di infettare i Pc tramite download drive-by e attraverso applet Java manipolate. G Data consigli di utilizzare una buona protezione antivirus e di aggiornare qualsiasi software installato sul proprio Pc.

"Sfruttare le vulnerabilità in qualsiasi tipo di software è il modo più efficace che l’industria del malware ha per prendere il controllo di un Pc. Basta visitare un sito internet infetto con un computer non protetto è questo è sufficiente per infettare un sistema”, ha spiegato Ralf Benzmüller, Head of G Data SecurityLabs. “Abbiamo notato un significativo aumento basato sulle falle di sicurezza di Java. Sono soprattutto a rischio gli utenti che non tengono aggiornata la propria versione di Java.”

Gli specialisti di sicurezza di G Data raccomandano di utilizzare non solo un’efficace soluzione per la sicurezza informatica, ma invitano gli utenti di tenere sempre aggiornati il sistema operativo, il browser e tutti gli altri componenti. Ogni aggiornamento software o patch per la sicurezza dovrebbe essere installato il prima possibile per chiudere ogni falla di sicurezza.

Possibili ragioni per l’attuale predominio di attacchi a Java Le vulnerabilità di Java offrono ai cyber criminali molto potenziale dal punto di vista tecnico e lo sviluppo e la distribuzione di codice maligno è considerevolmente più facile se paragonata ad altri metodi per infettare un sistema. Inoltre gli avvisi di sicurezza riguardo i file PDF nel recente passato hanno generato un alto livello di attenzione negli utenti.
Lo sforzo dei rivenditori di programmi PDF per mantenere i propri prodotti sempre aggiornati ha contribuito anche a fare in modo che lo sviluppo di malware basato su PDF exploit risultasse molto più difficile.
Il malware che usa le vulnerabilità JavaScript come, ad esempio, “JS:Downloader” è, invece, molto attivo in questo momento ed è costantemente sviluppato dai cyber criminali. Nel mese di Ottobre 2010 ben tre varianti di questo Trojan sono entrate nella malware top 10.

MetodoLa Malware Information Initiative (MII) di G Data ha la sua forza nella community online cui ogni utente G Data può contribuire. L’unico prerequisito è che la funzione venga attivata nel software G Data. Quando un attacco condotto da qualsiasi tipo di virus viene effettuato, il tutto viene riportato ai G Data SecurityLabs. Tutti i dati vengono quindi raccolti in maniera completamente anonima ed analizzati in maniera statistica.

Java.Trojan.Exploit.Bytverify.N:
Questo malware sfrutta una falla di sicurezza nel Java byte code verifier. Lo si può trovare in applet Java manipolate sui siti Internet. L’utilizzo di questo exploit consente l’esecuzione di codice maligno che inizia a scaricare, per esempio, un Trojan. In questo modo i criminali possono prendere il controllo del computer della vittima.

Worm.Autorun.VHG
Le periferiche portatili rappresentano ormai un veicolo privilegiato per la diffusione del malware. Il Worm. Autorun.VHG si propaga sui sistemi operativi Windows sfruttando la funzione autorun.inf e periferiche di archiviazione removibili come HDD portatili o chiavi USB.
Questo worm sfrutta una vulnerabilità in windows (CVE-2008-4250).

JS:Pdfka-OE [EXPL]
Gli attacchi condotti sfruttando le vulnerabilità presenti nei motori JavaScript dei programmi PDF continuano a rappresentare la minaccia più pericolosa per gli utenti Pc.
Il malware JS:Pdfka-OE[Expl] viene attivato semplicemente attraverso l’apertura di un file PDF e, una volta installatosi nel Pc dell’utente, favorisce il download di ulteriori codici maligni.

WMA:Wimad[DRP]
Il rischio di contrarre un’infezione si può annidare anche nei file audio che spesso vengono scaricati su Pc. Il Trojan WMA:Wimad [Drp] si maschera infatti da file audio .wma richiedendo, per essere ascoltato, l’installazione di un certo decoder/codec sui sistemi operativi Windows. La sua esecuzione, invece, consente ad ulteriore malware di attaccare il Pc. Questo Trojan è presente soprattutto sui network p2p.

Application.Keygen.BI
Si tratta di un key generator. È molto diffuse nei P2P network e nei siti di warez dal momento che presumibilmente consente di utilizzare software che, altrimenti, sarebbe necessario pagare. Utilizzare questa applicazione non solo è illegale, ma comporta molti rischi per la sicurezza.

JS:Downloader-AEY[TRJ]
Questo malware appare perlopiù sui siti Internet. É un Trojan scritto in JavaScript. Se un utente accede a un sito che contiene JavaScript modificato, questo Trojan si attiva automaticamente ed è in grado di scaricare codici maligni nel sistema della vittima.

Win32.Sality.OG
È un file infettante polimorfo che modifica I file eseguibili (*.exe, *.scr) e si nasconde dentro un sistema infetto con un rootkit. Sality.OG si distribuisce attraverso le reti condivise o attraverso dispositivi esterni di archiviazione installando un file auturun.inf modificato nella directory principale. I sistemi infetti mostreranno uno schermo blu quando effettuano il boot in modalità sicura.

JS:Downloader-AFR [TRJ]
I danni sono identici a quelli causati da JS:Downloader-AEY

JS:Downloader-AEU [TRJ]
I danni sono identici a quelli causati da JS:Downloader-AEY

lunedì 4 ottobre 2010

AV-Comparatives: G Data AntiVirus 2011 è il miglior cacciatore di virus

Il software di G Data ha impressionato ottenendo nel prestigioso test comparativo un elevatissimo valore nell’identificazione di programmi pericolosi.

La minaccia di malware sta crescendo rapidamente. Solo nella prima metà del 2010, G Data ha rilevato più di un milione di programmi maligni indirizzati contro i sistemi operative Windows. Ma quale programma antivirus offre la migliore protezione contro virus, worm e Trojan? La risposta è stata data dall’istituto indipendente AV-Comparatives che ha analizzato e testato 20 delle ultime soluzioni per la sicurezza informatica. Il test è stato effettuato utilizzando oltre 900.000 programmi maligni per verificare quale software antivirus fosse in grado di intercettarne il maggior numero possibile. Il risultato: con un livello di detection rate pari a ben il 99.9%, G Data Antivirus 2011 ha realizzato il miglior punteggio tra tutti i programmi antivirus testati ottenendo il prestigioso riconoscimento "Advanced +".

Detection performance in dettaglio:

1. G Data AntiVirus 2011: 99.9 percent
2. Avira AntiVir Premium: 99.8 percent, TrustPort AV: 99.8 percent
3. McAfee AntiVirus Plus: 99.4 percent
4. Avast! Free Antivirus: 99.3 percent, BitDefender AV Pro: 99.3 percent
5. MicroWorld eScan Anti-Virus: 99.2 percent, F-Secure Anti-Virus: 99.2 percent, Panda Antivirus Pro: 99.2 percent
6. Symantec Norton Anti-Virus: 98.7 percent
7. ESET NOD32 Antivirus: 98.6 percent
8. AVG Anti-Virus: 98.3 percent, Kaspersky AV: 98.3 percent
9. PC Tools SpywareDoctor+AV: 98.1 percent
10. Microsoft Security Essentials: 97.6 percent
11. Sophos Anti-Virus: 96.8 percent
12. K7 TotalSecurity: 96.6 percent, Norman AV+AS: 96.6 percent
13. Trend Micro TiAV+: 90.3 percent
14. Kingsoft AV Pro: 80.1 percent

Dettagli del test
•Numero dei programmi maligni utilizzati: 917.292
•Programmi antivirus testati: 20
•A cura di AV-Comparatives (www.av-comparatives.org)

G Data AntiVirus 2011
La miglior protezione dimostrata da moltissimi test senza perdita di performance. Grazie alla scansione ad impronte digitali e a una Whitelist intelligente, la nuova soluzione G Data incrementa la velocità di scansione e riduce la quantità di spazio necessaria senza rallentare il vostro PC.
G Data AntiVirus definisce ancora una volta gli standard di sicurezza più elevati per la protezione contro virus, spyware e phishing.
La nuova interfaccia “one click” rende agevole l’utilizzo del software sia ai neofiti che agli utenti più esperti.

Dati Tecnici G Data AntiVirus 2011
-Nuova Cloud Technology
-Behavior Blocking ottimizzato
-Nuova interfaccia utente “one click”
-Fingerprinting ottimizzato
-User Account Control semplice da utilizzare
-L’ultima versione della pluripremiata tecnologia DoubleScan

Requisiti di Sistema
PC con Windows 7 (32/64Bit), Windows Vista (32/64Bit) o Windows XP
(SP2, 32/64Bit)

giovedì 9 settembre 2010

G Data Malware Report: numero record di nuovi virus nel primo semestre 2010

Gli utenti dei Social network sono gli obbiettivi preferiti dei cyber criminali

Il 51% dei Tedeschi utilizza social network su Internet come Facebook o Xing (fonte Nielsen). Questa enorme popolarità purtroppo attrae anche i cyber criminali che stanno sfruttando proprio questi network per attaccare gli utenti. I criminali usano degli appositi virus per entrare in possesso dei dati personali e di accesso degli utenti dei network. G Data ha rilevato un significativo aumento del malware quest’anno: il numero dei nuovi virus per computer ha già raggiunto, nella prima metà del 2010, la cifra record di 1.017.208 unità. Questo significa un aumento del 50% rispetto all’anno passato. Gli esperti dei G Data SecurityLabs si aspettano una cifra totale di oltre due milioni di nuovi malware entro la fine del 2010.

"I numeri attuali sono allarmanti. L’industria del malware ha pubblicato circa quattro nuovi virus al minuto negli ultimi sei mesi. Nella seconda metà dell’anno ci aspettiamo che sia superato il traguardo dei due milioni“, ha dichiarato Ralf Benzmüller, Responsabile dei G Data SecurityLabs. “I criminali hanno preso di mira soprattutto i social network e i loro utenti. Si tratta di un obbiettivo che può dare risultati importanti visto l’elevato numero di iscritti. Le falle di sicurezza e le perdite di dati per cui varie piattaforme hanno attirato attenzione nel passato stanno rendendo le cose sempre più facili per i criminali”.

Malware per Windows l’indiscusso numero uno
Gli utenti Windows sono specialmente a rischio: il 99.4 % del nuovo malware è, infatti, scritto proprio per il sistema operativo Microsoft. Il resto si riferisce a sistemi che utilizzano, per esempio, tecnologia Unix o Java.

Con 1.017.208 di nuovi programmi malware nella prima metà del 2010, gli esperti di G Data hanno rilevato un numero di virus maggiore rispetto agli anni precedenti in relazione allo stesso periodo. Sono già stati raggiunti due terzi del totale rilevato l’anno passato.

Come in precedenza, i trojan dominano la top 5 delle categorie di malware con una percentuale del 42.6%. Significativa, tra questi, la presenza di falsi programmi antivirus e blackmailer. Malware come downloader and dropper si posizionano al secondo posto con una percentuale del 20.4%.

Negli scorsi sei mesi molte tipologie di nuovo spyware sono apparse al punto che il 12.8% delle nuove tipologie di malware sono, per esempio, trojan bancari o keylogger. Lo spyware è la tipologia con la maggiore crescita rispetto a tutte le categorie di malware. I programmi spyware consentono ai criminali, per esempio, di rubare i dati di accesso per i social network.

La percentuale di backdoor è diminuita rispetto all’ultimo semestre del 2009 posizionandosi al quarto posto con il 12%. I cyber criminali utilizzano questi virus per ottenere accesso remoto ai computer. L’ultimo posto nella top 5 va ai worm con 53.609 unità.

Previsioni
L’ondata di nuovo malware continuerà ad aumentare. Gli esperti dei G Data SecurityLabs prevedono che oltre due milioni di virus per computer saranno scoperti entro la fine dell’anno. Nel prossimo futuro i social network ed i loro utenti saranno ancora più sotto attacco che in precedenza. I criminali, inoltre, stanno sempre più cercando delle alternative a Windows, concentrandosi su Unix (e derivati) e Java.

Informazioni dettagliate, tendenze, grafici e un sommario dei risultati e delle figure più significative può essere trovato nel nuovo „G Data Rapporto sui malware – Rapporto semestrale gennaio-giugno 2010“ al zeguente link: http://www.gdata.it/info-su-g-data/comunicati-g-data/comunicati-stampa/dettagli-sulle-news/article/1757-g-data-malware-report-numero.html

giovedì 15 luglio 2010

G Data: grande incremento della minaccia spyware

Il furto di dati non è mai stato così lucrativo per I criminali

Per gli utenti di Internet, lo spyware è un problema sempre maggiore. Secondo le analisi condotte da G Data, la percentuale di spyware sul totale del malware è cresciuta del 50% negli ultimi sei mesi. L’obbiettivo dei criminali online è il furto di dati come quelli delle carte di credito o per l’online banking per poi sfruttarli per i loro fini criminosi. Gli utenti di sistemi operativi Windows risultano i più colpiti dal momento che ben il 99,4 % di tutto il malware per computer è diretto contro di loro.

I software spyware continuano a minacciare gli utenti Internet. Negli ultimi sei mesi la percentuale di spyware è stata del 50% rispetto a tutto il malware. Questo tipo di software è estremamente dannoso dal momento che può inviare i file, i dati di accesso, ecc., dal Pc dell’utente a quello dei criminali, senza che l’utente se ne accorga. Nascosto dietro allo spyware c’è un network di ladri di dati con intenzioni illegali. Il furto di dati sensibili è una delle funzioni centrali dell’economia underground.

"Lo spyware è ben lungi dall’essere innocuo”, ha detto Ralf Benzmüller, esperto di sicurezza e Manager dei G Data Security Labs. “I criminali prendono di mira i dati sensibili come quelli delle carte di credito, password e login delle e-mail piuttosto che dei giochi online, ed anche i dati per utilizzare i corriere online. Il loro scopo è quello di convertire questi dati in denaro. Anche codici per software molto costosi sono particolarmente ricercati.”

Cosa fanno i criminali con I dati rubati
Dopo che l’infezione di un Pc è andata a buon fine grazie a un Trojan, avviene il trasferimento dei dati rubati senza che l’utente se ne possa accorgere. I criminali prendono di mira dati che poi possono essere utilizzati per guadagnare denaro. La vendita attraverso speciali negozi underground può, infatti, portare grandi profitti, Il prezzo dei dati rubati varia secondo la loro qualità e completezza, oltre che in relazione alla domanda e all’offerta. Per questo motivo è raro che, per esempio, che un account ICQ sia venduto a un prezzo maggiore dei dati di una carta di credito.

I dati rubati e venduti vengono poi utilizzati per alter attività. I criminali, ad esempio, possono acquistare beni in vari negozi fino a quando non viene raggiunto il limite di spesa della carta di credito i cui dati sono stati rubati. I beni poi possono arrivare attraverso servizi di spedizione. È qui che vengono utilizzati i dati rubati dagli account per le spedizioni in modo che, una volta che le merci sono state vendute, i criminali possano avere i loro soldi.

Gli utenti Windows particolarmente esposti alle minacce
Come dimostrano le analisi condotte dai G Data SecurityLabs, gli utenti Windows sono particolarmente a rischio con il 99,4% degli attacchi condotti contro questo sistema operativo. Lo 0,4% sono attacchi via web, mentre il restante 0,2% riguarda altri sistemi operativi.
Gli utenti Internet possono proteggersi contro tipo di pericoli utilizzando software per la sicurezza e facendo un uso attento e consapevole di Internet.

martedì 13 luglio 2010

G Data: attenzione ai falsi facebook

L’azienda tedesca specializzata in sicurezza informatica segnala la presenza di siti di phishing che sfruttano il noto social network.

La diffusione di facebook a livello mondiale è un dato ormai noto. Milioni e milioni di utenti utilizzano quello che è, di fatto, diventato il social network più popolare tra i giovani e non solo.
Questa significativa crescita, però, ha attirato l’attenzione dei cyber criminali che hanno più volte cercato di sfruttare facebook per entrare in possesso dei dati personali degli utenti. Come? Realizzando dei falsi siti Internet che ripropongono, in tutto e per tutto, la grafica e lo stile del popolare social network.

G Data ha recentemente rilevato come questa strategia non sia affatto passato di moda ed i criminali online siano ancora parecchio attivi su questo versante.
Gli scammer, infatti, si dimostrano particolarmente abili nel ricreare delle finte pagine Internet capaci di ingannare l’utente meno accorto al fine di entrare possesso dei suoi dati di login e password.

L’URL del sito potrebbe, a prima vista, sembrare genuino, ad eccezione però della parte relativa al web hosting che si presenta in questo modo:

security-center-update2010.[removed].com/logs.index2010.htm

Per dare una maggior parvenza di autenticità al tutto, i criminali online hanno cercato di riproporre la grafica istituzionale di facebook mettendo ben in evidenza il lucchetto che normalmente sta ad indicare tutto ciò che ha a che fare con la privacy all’interno della community.

Solitamente i link a queste pagine web vengono inviati attraverso mail di spam che invitano gli utenti ad inserire i loro dati per compiere delle verifiche di sicurezza e degli update ad esse connesse. Il tutto finalizzato, con una certa ironia, a prevenire gli attacchi di hacker che potrebbero impossessarsi dei nostri dati personali.

Come sempre in questi casi è necessario non fidarsi di sospette richieste dei nostri dati personali, anche se queste sono mascherate con il trucco di offrirci una migliore sicurezza.
È dunque meglio affidarsi a una vera soluzione di sicurezza installata sul nostro Pc che sarà in grado di proteggersi realmente anche contro questo tipo di minacce.

martedì 6 luglio 2010

G Data: i criminali online non vanno in vacanza

G Data mette in guardia dal furto di dati e dalle frodi durante le vacanze estive

Le vacanze estive sono ormai alle porte e molti villeggianti stanno facendo gli ultimi preparativi. Oltre al classico costume e agli attrezzi da spiaggia, molti vacanzieri porteranno con loro i propri netbook e notebook. Proprio per questo Ralf Benzmüller, esperto di sicurezza di G Data, mette in guardia sull’utilizzo di WLAN gratuite, accessi Internet forniti da hotel o Internet Cafe, perché i vacanzieri, in questo periodo, sono uno dei bersagli privilegiati dai criminali online. È dunque necessario fare molta attenzione quando si utilizzano dati personali e seguire alcuni utili suggerimenti.
"Molti operatori di Internet Café non utilizzano soluzioni per la sicurezza al fine di risparmiare denaro. Per questo motivo i computer sono spesso infettati con programmi spyware e i dati di accesso degli utenti vengono inviati ai criminali online senza nessun avviso”, sottolinea Ralf Benzmüller, Manager dei G Data SecurityLabs. “Di solito gli acquisti online con carta di credito o l’online banking negli Internet Cafe o attraverso WLAN gratuite rappresentano un potenziale rischio in quanto è possibile registrare l’intero traffico di dati senza particolari problemi. Chi dunque non può proprio rinunciare al proprio netbook o notebook neppure in vacanza è meglio che usi un sistema di criptazione dei dati e faccia un back up completo come ulteriore misura di sicurezza. In questo caso, infatti, i danni risultanti da un eventuale furto potranno al massimo essere limitati alla perdita del computer.”

Fonti pericolose: WLAN e LANs in hotel, Internet Café o aeroporti

- Tutti qui possono leggere i tuoi dati, quindi non utilizzare nessuna informazione segreta o password. E, soprattutto, non controllare mai il tuo rendiconto finanziario attraverso l’online banking.
- È necessario fare molta attenzione anche negli Internet Cafe o quando si utilizzano computer pubblici. In questi casi non bisogna mai scaricare o salvare su questi Pc i propri dati personali
- Dopo aver navigato in Internet su un Pc pubblico o su una WLAN pubblica, cancellate sempre i cookies, la cronologia e i file temporanei.

Consiglio pratico: utilizzate una UMTS card per il mobile surfing

lunedì 28 giugno 2010

G Data: MSN Messenger sotto assedio

Il popolare servizio di Instant Messaging è in questi giorni preso di mira dai truffatori online.

Come sempre più spesso accade, i servizi Internet più utilizzati ed apprezzati soprattutto da un’utenza giovane, sono il bersaglio privilegiato della attività truffaldine dei cyber criminali. Questa volta ad essere preso di mira è il popolare servizio di Instant Messaging, oggetto di una nuova ondata di spam con false richieste di amicizia.

I G Data Security Lab hanno recentemente rilevato un aumento di spam e siti di phishing collegati a MSN Messenger e Windows Live Messenger.
Questa nuova ondata di spam si esplica attraverso finte richieste di amicizia e falsi siti internet con servizi truffaldini che propongono di scoprire possibili comportamenti sleali dei propri amici in Messenger.

Le e-mail con le quali questo attacco di spam si sta diffondendo propongono sostanzialmente questa tipologia di oggetto:

•THEODORA BOUCHER added you as a friend on Windows Live
•Silje HUTCHINSON added you as a friend on Windows Live
•ADELINA Keene added you as a friend on Windows Live

La lista dei nomi proposti è decisamente lunga. I link che di norma vengono inclusi, come pure i siti cui fanno riferimento, sono ancora attivi e tutti rimandano ad un sito di vendita software con un dominio di primo livello russo: buy.sofwarestore.ru.
Questo negozio è conosciuto per operare con domini molto simili ed attirare i clienti con prezzi esageratamente convenienti per prodotti software di alta qualità. È dunque opportuno non lasciare assolutamente qualsiasi informazione personale come pure i dati della propria carta di credito a questi siti, né tentare di acquistare del software.

Oltre a ciò è opportuno fare un’ulteriore osservazione sui siti di phishing che cercano di ottenere le credenziali degli utenti del servizio di Instant Messaging offrendo una sorta di “servizio spia”.

A tale riguardo ci sono due tipi di servizi e offerta.
Fornendo il proprio user name e password sarebbe possibile:

1.Vedere una lista di tutti gli utenti che hanno bloccato il nostro account
2.Vedere una lista che hanno cancellato il nostro nome dalla loro lista amici

I G Data Security Labs hanno voluto verificare l’efficacia di tali servizi utilizzando un account creato appositamente e, come ci aspettava, i risultati ottenuti sono stati deludenti. Non è stato possibile identificare gli utenti che hanno bloccato questo account nonostante si fosse provveduto ad inserirne uno in lista con blocco attivo verso l’utente utilizzato per la prova.

In maniera analoga non ha funzionato nemmeno il secondi servizio proposto che chiede di attendere fino al caricamento della pagina Internet con le presunte informazioni richieste, ma poi non fornisce affatto alcuna indicazione.
Risulta dunque evidente l’intenzione truffaldina che si cela dietro questo tipo di falsi servizi offerti agli utenti.

martedì 8 giugno 2010

G Data: statistiche malware Maggio 2010

G Data ha analizzato i malware più diffusi nel mese di Maggio. I cyber criminali sfruttano la negligenza e la curiosità degli utenti.

Secondo le analisi condotte dai G Data Security Labs il mese di Maggio ha fatto registrare ben 936.420 tipologie di malware.
Ancora una volta nella prima posizione troviamo un virus in grado di sfruttare le vulnerabilità dei programmi PDF. Da sottolineare anche come ben tre dei primi cinque malware in classifica siano dei Trojan.

Il mese di Maggio, dunque, si distingue rispetto al mese di Aprile per la maggior presenza di Trojan, nonché per un aumento delle loro tipologie in questa top ten mensile.
Questo fatto non deve sorprendere perché, da sempre, il livello del malware dipende essenzialmente dal comportamento degli utenti che, spesso, non proteggono sufficientemente il proprio Pc e troppe volte rimandano degli update software che sono invece indispensabili.
Questa nel dettaglio la classifica del mese di Maggio:

1. JS:Pdfka-OE [Expl] 3.6%
2. WMA:Wimad [Drp] 3.2%
3. Worm.Autorun.VHG 2.1%
4. Trojan.PWS.Kates.Z 0.9%
5. Win32:MalOb-BD [Cryp] 0.8%
6. Win32:Rodecap [Trj] 0.7%
7. HTML:Iframe-inf 0.7%
8. Java:Djewers-N [Trj] 0.6%
9. Application.Keygen.BG 0.5%
10.Saturday 14th-669 0.4%

1° posto: JS:Pdfka-OE[Expl]
Gli attacchi condotti sfruttando le vulnerabilità presenti nei motori JavaScript dei programmi PDF continuano a rappresentare la minaccia più pericolosa per gli utenti Pc.
Il malware JS:Pdfka-OE[Expl] viene attivato semplicemente attraverso l’apertura di un file PDF e, una volta installatosi nel Pc dell’utente, favorisce il download di ulteriori codici maligni.

2° posto: WMA:Wimad [Drp]
Il rischio di contrarre un’infezione si può annidare anche nei file audio che spesso vengono scaricati su Pc. Il Trojan WMA:Wimad [Drp] (secondo posto in classifica) si maschera infatti da file audio .wma richiedendo, per essere ascoltato, l’installazione di un certo decoder/codec sui sistemi operativi Windows. La sua esecuzione, invece, consente ad ulteriore malware di attaccare il Pc. Questo Trojan è presente soprattutto sui network p2p.

3° posto: Worm. Autorun.VHG
Le periferiche portatili rappresentano ormai un veicolo privilegiato per la diffusione del malware. Il Worm. Autorun.VHG, che si colloca al terzo posto della classifica, si propaga sui sistemi operativi Windows sfruttando la funzione autorun.inf e periferiche di archiviazione removibili come HDD portatili o chiavi USB.

4° posto: Trojan.PWS.Kates.Z
Questo Trojan è specializzato nel rubare dati confidenziali, soprattutto password. Un’infezione condotta attraverso un Trojan appartenente a questa famiglia comporta l’impossibile esecuzione dei file .bat e .reg. Windows Internet Explorer si chiude non appena l’utente cerca di lanciare regedit.exe. cmd.exe o il programma TotalCommander.

5° posto: Win32:MalOb-BD [Cryp]
La più alta new entry di questa settimana riduce proporzionalmente le impostazioni di sicurezza di un sistema infetto e permette il download di ulteriore malware,. Di solito questo malware è connesso a falsi software antivirus, bot, ransomware e molte altre attività fraudolente.

Seguono poi il Trojan Win32:Rodecap [Trj] che presenta funzionalità di “dropper” e “keylogger”Questo malware è solito copiarsi negli Hard Disk sotto differenti nomi per poi scaricare ulteriori dati da vari siti Internet. Tra le conseguenze più gravi c’è il rischio che il Pc dell’utente venga integrato all’interno di una BotNet ed utilizzato quindi per il massivo invio si spam, oppure che si colleghi alle funzioni di mouse e tastiera per rubare informazioni come password o dati personali dei più comuni account e-mail come yahoo, hotmail e google.
Tra gli altri malware presenti in classifica troviamo poi Application.Keygen.BG che, come tutti i key generator è molto diffuso nelle reti peer-to-peer e, infine, Saturday 14th-669, un virus che può essere descritto come un parassita residente nella memoria il quale, ogni 14 del mese, cancella tutti i file presenti nel disco C:.

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