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venerdì 29 aprile 2016

Vodafone aderisce all’Italian Internet Day

29 aprile 2016 – Vodafone aderisce all'Italian Internet Day, promosso dal Governo per celebrare il 30° anniversario della prima connessione dell'Italia in Rete. 

Vodafone Italia, sin dall'avvio della propria attività nel Paese 20 anni fa, ha contribuito in modo attivo allo sviluppo dell'Italia digitale. Con la rete Vodafone 4G, la "migliore rete mobile 4G in Italia" secondo l'Istituto Tedesco di Qualità e Finanza e la società di ricerca P3 Communications, ha raggiunto il 95% della popolazione per un totale di 6.300 comuni coperti. I servizi in fibra di Vodafone Italia con velocità fino a 100 Mbps sono invece disponibili in oltre 270 città per 8,5 milioni di famiglie e imprese. A Milano, Bologna e Torino Vodafone Italia ha recentemente lanciato l'offerta in fibra più veloce d'Italia, con la possibilità di navigare in FTTH fino a 500 Mbps.

Vodafone festeggia l'occasione con una campagna di comunicazione nazionale e organizza una giornata dedicata all'alfabetizzazione digitale all'interno dei Vodafone Store del Friuli Venezia Giulia. 

I corsi di formazione avranno come oggetto smartphone e tablet con l'obiettivo di avvicinare chi ancora ha poca dimestichezza con questi strumenti al mondo del digitale. I corsi saranno aperti a tutti e saranno divisi in due sessioni: la prima dalle 15.30 alle 16.30 per gli utenti più inesperti, la seconda dalle 16.30 alle 17.30 per utenti avanzati.
Gli incontri, tenuti da esperti di tecnologie digitali, si concentreranno sull'utilizzo di Internet, delle applicazioni e dei device di ultima generazione, illustrando i possibili rischi legati alla navigazione web. 

La lista dei Vodafone Store che aderiscono all'iniziativa è disponibile su: http://www.internetdayfvg.it/


giovedì 28 aprile 2016

“Ping” e “Ok”: così l’Italia si collegò a internet

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro Stefania Giannini celebrano al Cnr di Pisa l'Italian Internet Day: i 30 anni dalla prima connessione alla Rete

Dall'allora Cnuce del Consiglio nazionale delle ricerche, il 30 aprile del 1986, partì questo semplice comando-messaggio: "Ping". Da oltreoceano, precisamente da Roaring Creak in Pennsylvania, si rispose con un semplicissimo "Ok". Così l'Italia si collegò ad Arpanet, la rete statunitense antesignana di Internet. Il collegamento avvenne a 'ben' 64KB tra la sede del Cnuce-Cnrin via Santa Maria a Pisa, e quella di Telespazio, nella piana abruzzese del Fucino, rimbalzando attraverso il satellite Intelsat Ve da lì a Roaring Creek. 

Quella connessione stabilita con Arpanet, la prima in Italia, fu la quarta in Europa, dopo quelle stabilite in Inghilterra, Norvegia e Germania. Un anno dopo, l'Italia registrerà il primo dominio ufficiale con suffisso .it: 'cnuce.cnr.it'. Oggi l'eredità di quella tradizione 'pragmatica' nella gestione delle reti, tra le altre cose, è dell'Istituto di informatica e telematica (Iit-Cnr) presso il quale opera il Registro.it, l'anagrafe di tutti i domini made in Italy.

Domani venerdì 29 aprile a partire dalle ore 10, presso l'auditorium dell'Area della ricerca di Pisa del Cnr (via G. Moruzzi, 1), si celebrerà il trentennale di Internet con un programma ricco di interventi pensati come una ideale timeline che, partendo dal 1986, si spinge a disegnare gli scenari futuri di Internet. 

Dopo i saluti istituzionali di Domenico Laforenza, direttore dell'Iit-Cnr e responsabile dell'Area Cnr di Pisa, del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, del sindaco di Pisa Marco Filippeschi, interverranno molti ospiti, tra i quali alcuni protagonisti dell''epopea' internettiana, e cioè i pionieri del Cnuce-Cnr: Luciano Lenzini, Gianfranco CaprizStefano Trumpy, Marco Sommani, Antonio Blasco Bonito. Per tracciare le linee dell'Internet del futuro, sono previsti gli interventi di Renato Soru, presidente di Tiscali, Roberto Sabella, direttore ricerca ed innovazione di Ericsson, Giancarlo Prati, direttore dell'Istituto di tecnologie della comunicazione, dell'informazione e della percezione della Scuola Superiore Sant'Anna, Marco Conti, direttore del Dipartimento di ingegneria, ict e tecnologie per l'energia ed i trasporti del Consiglio nazionale delle ricerche (Diitet-Cnr) e di Francesco Pavone (direttore del Lens dell'Università di Firenze). A concludere i lavori saranno gli interventi depresidente del Consiglio Matteo Renzi, del ministro Stefania Giannini del presidente del Cnr Massimo Inguscio

"Entrai al Cnuce nel settembre del 1972 come studente lavoratore ai grandi calcolatori. Avevo 20 anni e ho avuto la possibilità di lavorare con persone di altissimo profilo professionale, in un ambiente irripetibile intriso di competenze e entusiasmo. Oggi, con una punta di commozione, posso dire 'Si, io c'ero!'", dichiara Laforenza.

"Il Cnr è stato, è e resta un protagonista indiscusso nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione"osserva Inguscio. "Questo evento non è una semplice commemorazione ma anzi ci lancia verso il futuro. La stessa sinergia tra Cnr, Università e mondo industriale che portò alla nascita della Cep (la Calcolatrice elettronica pisana) e allo sviluppo dell'informatica pisana che oggi ricordiamo promette di essere vincente nelle nuove comunicazioni, che si baseranno sulle tecnologie quantistiche. Una flagship sulle tecnologie quantistiche è stata appena approvata dalla Commissione europea e l'Italia è pronta a ricoprire un ruolo da protagonista".

L'Italian Internet Day diventa anche un film-documentario dal titolo 'Login. Il giorno in cui l'Italia scoprì Internet', scritto da Riccardo Luna e diretto da Alice Tomassini. Alcuni estratti del docu-film verranno mostrati al pubblico nel corso dell'evento di Pisa, mentre la versione integrale andrà in onda in prima visione la sera stessa del 29 aprile su Rai5 alle ore 19.50.

Durante la mattinata al Cnr, verranno effettuati collegamenti via skype con alcune delle decine di città italiane dove si festeggia l'Italian Internet Day.

Per ulteriori informazioni: www.30annidirete.it e www.nic.it.

Roma, 28 aprile 2016



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CRIBIS D&B: Italia tredicesima in Europa per puntualità nei pagamenti commerciali, peggio solo Finlandia, Irlanda, Inghilterra, Grecia e Portogallo

ITALIA TRA I PAESI MENO PUNTUALI D'EUROPA NEI PAGAMENTI COMMERCIALI. DANIMARCA E GERMANIA AL TOP,
IN CRISI GRECIA, BULGARIA E ROMANIA TAIWAN LA NAZIONE PIU' VIRTUOSA IN ASIA, IL MESSICO NEL NORD AMERICA


Danimarca il Paese più virtuoso d'Europa, con l'87% di imprese puntuali. In Grecia la situazione più critica: oltre metà delle imprese paga con oltre 30 giorni medi di ritardo. Italia quartultima nel ranking europeo dei ritardi gravi. Lo Studio Pagamenti 2016 nel mondo realizzato da CRIBIS D&B

Milano,  28 aprile 2016 – La Danimarca, con l'87% di imprese puntuali nei pagamenti commerciali, è il Paese più virtuoso d'Europa. Seguono per completare le prime tre posizioni, la Germania con il 72,3% di pagamenti puntuali e la Lituania con una percentuale del 61,7%. Performance negative invece per le imprese Portoghesi, in fondo alla classifica europea, con solo il 20,1% di pagamenti alla scadenza. Poco meglio hanno fatto la Bulgaria, con il 21,7% e la Grecia, con il 22,7%. Analizzando invece i ritardi gravi è la Grecia a esibire i dati più preoccupanti con il 53,1% di pagamenti oltre i trenta giorni di ritardi, seguita da Bulgaria e Romania. 

All'interno di questo scenario l'Italia si colloca in 13esima posizione sulle 20 nazioni europee, con una percentuale di pagamenti virtuosi del 35,7%. Peggio del nostro Paese hanno fatto solo la Finlandia (29,2%), l'Irlanda (28,9%), l'Inghilterra (24,1%), la Grecia (22,7%) e il Portogallo (20,1%). Anche per quanto riguarda l'andamento dei ritardi gravi, con una quota del 14,3%, l'Italia si posiziona nelle ultime posizioni del ranking europeo. 

E' quanto emerge dallo Studio Pagamenti 2016 realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato a fine 2015 i comportamenti di pagamento di 31 Paesi nel mondo, di cui diciassette europei. 

Dopo Danimarca, Germania e Ungheria la speciale classifica delle imprese più puntuali d'Europa vede l'Olanda (54,1%), Turchia (50,3%), Spagna (46,9%), Repubblica Ceca (45,6%), Slovenia (44,1%), Polonia (43%), Francia (39,1%), Belgio (38,1%), Italia (35,7%), (Finlandia 29,2%), Irlanda (28,9%), Romania (25,5%), Inghilterra (24,1%), Grecia (22,7%), Bulgaria (21,7%) chiude il Portogallo (20,1%).  

Se si prendono in esame i dati emersi dallo studio sui ritardi gravi l'Italia si posiziona in mezzo con una percentuale del 14,3%. Peggio han fatto solo Portogallo, Bulgaria, Romani,Polonia e Grecia. Nonostante un calo dei ritardi gravi del 12% rispetto ad un anno fa, i dati dimostrano ancora un importante ritardo rispetto ai Paesi come la Danimarca (0,1%), la Germania (1,3%) o anche la Spagna (6,7%). 

"I dati di pagamento, in particolare, i ritardi oltre i 30 giorni, identificano bene la situazione economica e sociale dei diversi paesi. Abbiamo realtà solide come la Germania o la Danimarca con ritardi gravi molto contenuti e realtà ancora in forte crisi come Portogallo e Grecia che mostrano ritardi gravi molto elevati. In Italia, la crescita dei ritardi gravi che aveva caratterizzato gli scorsi anni si è fermata, ma non dobbiamo aspettarci che torni ai livelli pre-crisi", commenta Marco Preti, Amministratore Delegato CRIBIS D&B. " Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento della complessità: i mercati si sono allargati e le aziende italiane sono uscite dai confini dell'Unione Europea, trovandosi così ad affrontare mercati molto più complessi come quello asiatico. In questo contesto le aziende cercano soprattutto importatori, distributori o grandi clienti con cui stringere partnership di lungo termine, spesso incontrati a fiere internazionali o tramite l'intermediazione di aziende locali. Avere rapporti commerciali con aziende estere significa spesso rapportarsi con dinamiche e contesti differenti. Sono proprio i comportamenti di pagamento ad accomunare le diverse realtà commerciali nel mondo: verificare come un'azienda paga i suoi fornitori permette di conoscere il suo reale stato di salute come controparte.
Prova di questa importanza è il nostro studio pagamenti, che se nel 2010 comprendeva le informazioni su 11 paesi, oggi ne ha più di 30: infatti negli ultimi anni CRIBIS D&B e tutti i partner del Dun & Bradstreet Worldwide Network hanno investito molto per sviluppare il patrimonio informativo, contribuendo così allo sviluppo di relazioni commerciali tra aziende di diversi paesi – conclude Preti".

Abitudini di pagamento in Asia
Nel 2015 Taiwan si distingue per la puntualità dei pagamenti delle sue imprese, virtuose nel 67,3% dei casi. Situazione diametralmente opposta per le Filippine, dove i pagamenti regolari sono solo del 2,8%, mentre i gravi ritardi sono addirittura del 75,2%. Situazione intermedia per Cina (33,2%) e Hong Kong (31%). A livello settoriale si segnalano invece le buone performance del commercio al dettaglio della Cina e dei servizi finanziari di Taiwan.

Abitudini di pagamento nell'America del Nord
Nell'area di riferimento è il Messico a mettersi in buona luce per la puntualità delle sue imprese, con una percentuale di buoni pagatori del 55,6%. Di poco distanziati gli Stati Uniti (53,8%), più in difficoltà invece il Canada, che ha performance di pagamenti regolari del 35,3%, simili a quelle italiane. Abbastanza contenuti per le tre Nazioni prese in esame i ritardi gravi: 2,6% per Messico, 6,7% per Canada, 7,4% per Stati Uniti. A livello settoriale si segnalano le buone performance dell'edilizia e dell'agricoltura in Messico, più del 66% di pagamenti sono virtuosi. Bene anche i servizi finanziari negli Stati Uniti e l'Agricoltura in Canada. 


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Nasce l'Osservatorio sul Parco Nazionale dello Stelvio

CONTESTATE LA LEGITTIMITA' DELL'INTESA E LE NORME NAZIONALI E REGIONALI

"Saremo il cane da guardia delle istituzioni perché non vengano dispersi 80 anni di storia del Parco nazionale dello Stelvio, pronti a mettere sotto i riflettori tutti i conflitti con le leggi esistenti ma anche a riconoscere novità positive se ci saranno". Nasce su questi presupposti l'Osservatorio sul Parco Nazionale dello Stelvio, istituito da 10 tra le maggiori associazioni italiane di protezione ambientale (CAI, CTS, FAI, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, LIPU,  Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF) che focalizza la sua attenzione sulla contestazione della illegittimità costituzionale di una parte rilevante del nuovo quadro normativo che ha definito la nuova governance del Parco derivante dell'Intesa intercorsa tra Stato, Province autonome di Trento e Bolzano e Regione Lombardia e sottoscritta l'11 febbraio 2015

"Il 17 novembre 2015 – dichiarano le associazioni componenti l'Osservatorio –,  in occasione di un incontro al Ministero dell'Ambiente, a cui era presente la Sottosegretaria Barbara Degani, è emersa chiaramente l'impostazione sperimentale della nuova governance dello Stelvio rispetto alla normativa vigente sui parchi nazionali." L'Osservatorio sul Parco Nazionale dello Stelvio ha approfondito negli ultimi due mesi la sua analisi sul quadro di insieme che emerge dal decreto legislativo n. 14 del 13 gennaio 2016 e dalle leggi di recepimento dell'Intesa (la legge della Regione Lombardia n. 39 del 22 dicembre 2015 e le emanande leggi delle Province autonome).

In particolare l'Osservatorio rileva innanzitutto, ad oggi, i seguenti profili di illegittimità:
-      lo stravolgimento nell'Intesa dell'11/2/2015 e poi nel decreto legislativo 14/2016 dei principi generali della legge quadro sulle aree protette (l. 394/1991), tra i quali si segnalano soprattutto il principio dell'unitarietà delle norme di carattere pianificatorio e regolamentare e il principio della partecipazione delle associazioni e degli enti locali al processo decisionale;
-      la contraddizione irriducibile che emerge sempre dall'Intesa del 2015 e dal Decreto legislativo del 2016 tra la riaffermata natura nazionale del Parco e l'assenza di strumenti e organi che gli permettano di operare come soggetto unitario nazionale, dotato di propria, autonoma personalità giuridica (con il passaggio dal Consorzio preesistente ad un Comitato di coordinamento ed indirizzo, mentre la gestione e la tutela vengono tripartite);
-      la violazione nella Legge Regionale n. 39/2015 della Lombardia: dell'art. 117, lett. S della Costituzione, della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, perché gli indirizzi relativi alla tutela e alla gestione del Parco vengono attribuiti esclusivamente alla Giunta regionale (artt. 2,3,4); del principio della configurazione unitaria del Parco, stabilito già anche dalle prime norme di attuazione dello Statuto della Regione Trentino-Alto Adige (art. 3, d.p.r. 279/1974), nonché dalle leggi successive fino allo stesso d.lgs. 14/2016; dell'art. 8 della legge quadro nazionale sulle aree protette, secondo cui i confini/la perimetrazione di un parco nazionale sono fissati con d.p.r. su proposta del Ministro dell'Ambiente, sentita la Regione e non invece con legge regionale, come prevede quest'ultima.

Le Associazioni di protezione ambientale riconosciute che compongono l'Osservatorio valuteranno di impugnare dinnanzi al Giudice amministrativo quei provvedimenti amministrativi (classificazione, piano, regolamento, rapporto con il Piano territoriale regionale), negativi per la tutela ambientale, sollevando incidentalmente la questione della legittimità costituzionale delle norme poste sotto osservazione.

L'Osservatorio si impegna, da un lato, a monitorare con attenzione ogni atto amministrativo che rischi di mettere a repentaglio la tutela del Parco ma anche la partecipazione e perciò la democrazia ambientale; dall'altro, a valutare con obiettività e a salutare favorevolmente ogni eventuale azione istituzionale diretta a tutelare la biodiversità e i valori naturali dell'area protetta in modo più efficace di quanto sinora avvenuto.


Fas Italia: nuove soluzioni compatte per la camera d’albergo

Ottimizzare gli spazi in una camera d’albergo è un’esigenza molto sentita da parte degli albergatori. Da come viene gestito l’ambiente, infatti, è possibile determinare la presenza di più servizi. Fas Italia, a tal proposito, presenta delle soluzioni compatte e di design che possono soddisfare le esigenze degli albergatori che desiderano offrire spazi ben arredati e ricchi di servizi.
Firenze, 27 aprile 2016 - Fas Italia, azienda leader nelle forniture alberghiere, presenta un nuovo prodotto compatto costituito dal set porta bollitore o porta macchina del caffè dotato di comodi e pratici alloggi per i relativi prodotti di consumo. In un’unica soluzione sarà possibile collocare bollitore o macchina del caffè e presentare in maniera accattivante e ordinata prodotti quali bustine di the, tisane, capsule, zucchero e le tazze.

Il punto di forza del prodotto è costituito dalle dimensioni compatte, che rispondono pienamente alle esigenze di chi desidera inserire in stanza un servizio in più e allo stesso tempo non vuole correre il rischio di collocare all’interno della camera, attrezzature ingombranti e difficili da gestire.

Il prodotto, come nella migliore tradizione di Fas Italia, è personalizzabile per quanto riguarda le finiture. È possibile scegliere tra modelli più classici e altri più moderni, questi ultimi adatti a contesti meno formali, ma allo stesso tempo di design.

Il set portabollitore compatto è presente anche nel catalogo di Fas Italia, che presenta in anteprima alcuni prodotti, che fanno parte dell’offerta 2016 / 2017, destinati ad architetti, interior designer e addetti al settore alberghiero che desiderano trovare nuove idee e proposte innovative per allestire gli spazi interni della propria struttura.

Sappiamo bene che in questo periodo, grazie agli sgravi fiscali previsti dai decreti legge approvati negli ultimi anni per chi rinnova gli spazi destinati all’accoglienza, molti albergatori hanno deciso di rinnovare le camere d’albergo per offrire un’ospitalità moderna e al passo con i tempi. Manifestazioni come il Salone del Mobile o altre fiere ed esposizioni riguardanti il settore dell’arredamento rappresentano delle occasioni in cui trovare idee e scoprire quali sono le tendenze a cui ispirarsi. Allo stesso tempo, bisogna capire la fattibilità nell’adattare tendenze e soluzioni al proprio albergo.

La principale difficoltà nel settore alberghiero riguarda la coordinabilità di alcuni elementi. Molte volte le scelte di arredo, sia come finiture che come colori, non risultano abbinabili agli accessori e ai complementi per camera che normalmente si trovano in commercio. In camera devono essere presenti una serie di complementi come reggivaligia, cestini, cartellette porta documenti, ma anche frigobar o il set del bollitore devono essere comunque integrati in maniera armonica e ordinata all’interno dell’ambiente, se non si vuole rischiare un effetto di confusione che può nuocere all’intero processo di ospitalità, mancando l’obiettivo principale che consiste nella fidelizzazione del cliente.

È un dato di fatto che negli alberghi gli spazi debbano essere ottimizzati alla perfezione, perché ogni centimetro risulta essere prezioso in termini di vivibilità dell’ambiente. Non rispettare le esigenze di spazio del cliente può influire negativamente sulla percezione di comfort. Poter proporre prodotti personalizzabili e realizzabili con finiture classiche o moderne rappresenta quindi un innegabile punto di forza, per l’azienda fiorentina, che da sempre propone soluzioni innovative, ideate per alberghi che puntano a dare alle loro camere una personalità unica e originale.

Inoltre, tutti i prodotti citati si affiancano alle già note e vincenti colonne multifunzione tecnologiche da installare nelle camere, realizzabili sempre su commissione, complete di minibar, cassaforte, set bollitore e relativi accessori.

Con le proposte di arredo per alberghi, Fas Italia unisce passione per il design, prodotti ad alto contenuto tecnologico e complementi d’arredo coordinabili. Organizzare, progettare e offrire nuove idee per l’arredo delle camere d’albergo è sempre stata una delle missioni principali dell’azienda fiorentina, che ha ormai consolidato la sua posizione di preminenza nel settore delle forniture alberghiere.

DICHIARAZIONE 730 dal cellulare? ora si può

28 Aprile 2016

 

GESTIRE IL 730 DAL CELLULARE? ORA SI PUÒ!

È LA RIVOLUZIONARIA NOVITÀ LANCIATA DALL'APP QUOKKY E IL CAF CGN

PER I CONTRIBUENTI NIENTE PIÙ CORSE DAL COMMERCIALISTA, STAMPE E ANSIA NELLA RACCOLTA DEI DOCUMENTI

 

Il progetto nasce dall'incontro tra la start-up friulana Quokky, ideatrice dell'omonima Appil primo Caf dei Professionisti in Italia, il Caf CGN. Obiettivo: facilitare la vita ai cittadini, in questo caso sia i professionisti che offrono servizi di assistenza fiscale sia i contribuenti che si affidano a loro per la dichiarazione dei redditi, trasformando l'archiviazione e lo scambio documentale in un processo facile, economico e smart.


In che modo? Già da questa campagna fiscale i contribuenti che si affidano agli oltre 15 mila professionisti, commercialisti e consulenti del lavoro, del Caf CGN potranno scaricare dal loro cellulare l'AppQuokky e semplicemente fotografando con la fotocamera dello stesso apparecchio potranno digitalizzare e archiviare in modo organizzato tutta la documentazione necessaria (ad esempio gli scontrini delle spese mediche piuttosto che la certificazione unica, ex cud). Sempre attraverso l'App, in cui è disponibile una chat diretta con il professionista di fiducia, potranno scambiare i documenti e comunicare. 


Unico onere per il contribuente: chiedere al proprio professionista di fiducia di essere abilitato all'utilizzo del servizio.


benefici derivanti da questa soluzione sono davvero notevoli: in termini di risparmio di tempo e denaro abbiamo meno appuntamentidal commercialista per portare in studio i documenti cartacei, di conseguenza meno stampemaggiore organizzazione perché il contribuente può archiviare i documenti nel momento in cui vengono prodotti o li riceve, inoltre tutta la documentazione si trova in un unico luogo ed è sempre disponibile sia per il contribuente che per il professionista di riferimento; non c'è il rischio di sbagliare perché il dato non viene trascritto dunque non viene manipolato; gestire la burocrazia anche per il contribuente diventa finalmente semplice, quasi divertente. 


Ultimo ma non ultimo, l'App Quokky rispetta l'ambiente perché meno carta e meno spostamenti in auto significano anche ecosostenibilità.


Tecnicamente l'App Quokky, premiata da Apple tra le più innovative,si basa su un sistema di cloud intelligente in grado di mettere in ordine, in automatico, i documenti che si ricevono quotidianamente: al momento infatti oltre all'opzione della scansione da telefono esisteanche l'importazione da Gmail, DropBox e altre App.


Quokky nasce infatti per archiviare e ordinare in modo semplice tutti i documenti dai quali siamo subissati nella nostra quotidianità. Ne sono un esempio le bollette: l'App è in grado di riceverle, ordinarle e di ricordarci, grazie alla lettura intelligente di dati quali la scadenza, di pagarle.


«Quando abbiamo visto Quokky per la prima volta abbiamo subito intravisto l'evoluzione "730 2.0" – commenta il fondatore del CafCGN, Giancarlo Broggian – Nell'era dei tagli ai Caf portati dalla Legge di Stabilità e del pre-compilato con il quale l'Agenzia delle Entrate diventa il nuovo player del mercato l'unica soluzione vincente è offrire ai professionisti e dunque anche ai contribuenti un servizio plus, semplificando a tutti il lavoro e facendo risparmiare tempo».


Tra il Caf CGN, un milione e 410 mila dichiarazioni 730 nel 2015 e cuore pulsante di Servizi CGN, primo gruppo nel mercato nazionale della consulenza fiscale b2b, e la start-up Quokky è nata infatti una partnership industriale che li ha portati a realizzare una piattaforma dedicata (il Quokky per lo studio professionale) in grado di dialogare con l'App e attraverso la quale i professionisti del Caf CGN possono oggi abilitare i loro clienti/contribuenti a scaricare l'App Quokky dal loro cellulare.


«Quokky nasce per semplificare la vita delle persone e grazie alla partnership con un'azienda innovativa come il Caf CGN riusciremo a cambiare un intero mercato – spiega Filippo Veronese, ceo di Quokky – Al giorno d'oggi ti potresti trovare in ogni momento davanti a una rivoluzione epocale e devi essere pronto a prendere la tua azienda e a rivoltarla per seguire e, a volte, addirittura precedere il cambiamento».


Obiettivi del progetto: raggiungere nei prossimi tre anni il milione di contribuenti.



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