Cerca nel blog
martedì 2 dicembre 2014
G DATA: ecco un tool contro lo spyware Regin
Regin attacca aziende, organizzazioni, centri ricerca e autorità. Ecco come identificare i file creati da questo malware.
Gli esperti dei G DATA Security Labs hanno analizzato a fondo il sofisticatissimo spyware Regin e hanno scoperto che questo spyware è attivamente in uso perlomeno già da marzo 2009. Ora G DATA è la prima società al mondo specializzata nella sicurezza informatica a rendere disponibile uno script in grado di identificare i file creati da questo malware, indipendentemente dalle soluzioni per la sicurezza installate sul proprio PC. Secondo le analisi condotte Regin è tanto pericoloso quanto lo spyware scoperto in precedenza e identificato come Uroburos, Stuxnet o Doku.
Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono in grado di identificare e bloccare Regin.
“Regin è un complesso e sofisticatissimo spyware che consente ai criminali online di prendere il controllo totale e monitorare qualsiasi cosa all’interno in un network”, spiega Eddy Willems, G DATA Security Evangelist. "Pensiamo che questo malware sia stato creato originariamente da un servizio segreto perché implementare un malware simile richiede un enorme investimento sia a livello di tempo, sia a livello di denaro”.
Lo script di G DATA individua lo spyware
I G DATA SecurityLabs hanno dato una risposta immediata e sviluppato un apposito script che può essere utilizzato in maniera del tutto indipendente dalla soluzione per la sicurezza informatica installata sul proprio PC. Questo script è in grado di identificare i file creati e usati da Regin sui sistemi infetti. Lo script individua i file virtuali di sistema creati da Regin e lancia l’allarme. Per eseguire questo particolare script è necessari ala versione 2 di Python che può essere scaricata da qui: https://www.python.org/.
Lo script è sviluppato specificatamente per gli IT manager e gli esperti.
Che cosa è Regin?
Lo spyware Regin è stato progettato per rubare dati altamente sensibili e informazioni segrete da network ad alto potenziale come quelli di istituzioni statali, servizi di intelligence o grandi aziende e monitorare gli obbiettivi attaccati. Al momento si è a conoscenza di attacchi che hanno preso di mira 18 paesi tra cui Germania, Russia, Siria e India.
Per maggiori informazioni su Regin e il link allo script visitate il G DATA Security Blog: https://blog.gdatasoftware.com/blog/article/regin-an-old-but-sophisticated-cyber-espionage-toolkit-platform.html
venerdì 14 novembre 2014
G DATA: Arriva ComRAT, il successore del pericoloso spyware Agent.BTZ
Gli esperti di sicurezza di G DATA hanno scoperto e analizzato il sofisticato spyware che prende di mira i dati sensibili.
Gli esperti dei G DATA Security Labs hanno scoperto e analizzato una nuova variante dell’altamente complesso programma spyware Agent.BTZ. Lo spyware ComRAT attacca network ad alto potenziale con l’obbiettivo di rubare dati sensibili. Sulla base di dettagli tecnici gli analisti hanno evidenziato che il malware ha la stessa origine di Agent.BTZ, usato per un cyber attacco negli Stati Uniti nel 2008.
Oltre a ciò gli esperti hanno ancora una volta determinato somiglianze con lo spyware Uroburos. I G DATA Security Labs hanno lanciato per la prima volta l’allarme su Uruboros a febbraio nel 2014 dopo che questo malware aveva, tra gli altri, attaccato il Ministero degli Esteri belga. Attraverso l’hijacking di una interfaccia sviluppatore (“COM hijacking”) il malware può inserirsi su un PC e avviare funzioni maligne senza che l’utente se ne accorga, rubando dati altamente sensibili attraverso il traffico dati del browser. In questo modo i criminali possono usare il tool di amministrazione remota di ComRAT per spiare un sistema infettato per lungo tempo prima di essere scoperti.
Le soluzioni di sicurezza di G DATA hanno segnalato e bloccato le varianti di ComRAT.
“ComRAT è l’utima generazione dei noti programmi spyware Uroburos e Agent.BTZ. Come i suoi predecessori ComRAT è sviluppato per operare e condurre attacchi contro network di grandi dimensioni che appartengono a aziende, autorità, organizzazioni e istituti di ricerca”, spiega Ralf Benzmüller, Head of G DATA SecurityLabs. "Riteniamo che dietro questo nuovo malware ci sia lo stesso gruppo di persone dal momento che ci sono molte similitudini con i suoi predecessori. Questo nuovo software, inoltre, è addirittura più complesso e sofisticato. Questo è indice di uno sviluppo che ha richiesto un sensibile investimento economico.”
Che cos’è ComRAT?
I G DATA SecurityLabs hanno battezzato questo spyware “ComRAT” in virtù delle sue proprietà tecniche. Il nome risulta composto dai termini interfaccia COM (Component Object Model) e RAT (Remote Administration Tool). Gli oggetti COM sono spesso utilizzati per hackerare un computer. Questa funzionalità offre ai programmatori di malware un nascondiglio dove possono operare senza che gli utenti o la protezione antivirus se ne accorgano, il tutto al fine di compromettere il browser. I dati rubati dal network sembrano così dati completamente normali di navigazione tramite browser. Il RAT è un tool di amministrazione remota generalmente utilizzato per accedere ad altri computer da location remote. Gli hacker possono così controllare il malware dall’esterno.
Nella loro analisi gli esperti di G DATA hanno scoperto due varianti del malware. Informazioni più dettagliate possono essere trovate qui: https://blog.gdatasoftware.com/blog/article/the-uroburos-case-new-sophisticated-rat-identified.html
Dettagli su come funziona l’hijacking possono essere trovati sul G DATA SecurityBlog insieme a un'analisi di Uroburos.
venerdì 7 novembre 2014
G DATA: Operazione “Toohash”. Una nuova cyber campagna dall’Asia contro le aziend
Gli esperti di sicurezza di G DATA hanno analizzato un nuovo attacco spyware contro le aziende condotto sul territorio cinese.
Gli esperti dei G DATA Security Labs hanno scoperto una nuova campagna spyware. Si tratta dell’Operazione “Toohash”, un cyber attacco mirato alle aziende e a organizzazioni di vario tipo. Lo scopo dell’attacco è quello di rubare informazioni sensibili alle aziende prese di mira. Utilizzando un approccio di tipo “spear-phising” – una tipologia più raffinata di phishing con un movente personale e mirato – i criminali hanno spedito email aventi come allegati dei documenti di Microsoft Office infetti. Questi documenti manipolati e spacciati per pubblicità o Curriculum Vitae sono stati per lo più inviati al dipartimento Risorse Umane delle aziende colpite. La maggior parte dei file scoperti proviene da Taiwan. Da un’analisi dei documenti gli esperti di sicurezza ritengono che questo spyware sia stato utilizzato su obbiettivi situati anche in altre regioni della Cina dal momento che parte dei documenti in questione sono stati scritti in un cinese semplificato, che è parlato principalmente nella Cina continentale. Le soluzioni di sicurezza di G DATA hanno identificato il malware come Win32.Trojan.Cohhoc.A and Win32.Trojan.DirectsX.A.
“Il malware negli allegati delle email sfrutta specificatamente una vulnerabilità in Microsoft Office e scarica un tool di accesso remoto sui computer infettati”, spiega Ralf Benzmüller, Head of G DATA SecurityLabs. "In questa campagna abbiamo identificato due differenti tipologie di malware. Entrambe contengono noti componenti usati nel cyber spionaggio come moduli per l’esecuzione automatica di codici, file listing, furto di dati, ecc.”
I server controllano i computer infetti
Nel corso della propria analisi gli esperti dei G DATA SecurityLabs hanno scoperto oltre 75 server di controllo che sono utilizzati per gestire I PC infetti. La maggioranza di questi server sono localizzati a Hong Kong e negli USA. La console di amministrazione che i criminali usano per controllare i computer infetti è in parte in Cinese e in parte in Inglese.
Il furto dei dati è un affare lucrativo
Importanti piani di costruzione, dati dei clienti, business plan, email e altri dati sensibili aziendali sono dati che, una volta rubati, diventano molto ambiti, soprattutto nel mercato del business aziendale. Gli acquirenti dei dati rubati vengono scoperti velocemente e di norma si tratta di aziende concorrenti e servizi segreti. La perdita di dati, inoltre, può rappresentare un danno commerciale e finanziario per le aziende interessate.
Un’analisi dettagliato di questo spyware è disponibile sul G DATA SecurityBlog: https://blog.gdatasoftware.com/blog/article/operation-toohash-how-targeted-attacks-work.html
lunedì 20 ottobre 2014
G DATA: Un nuovo malware ogni 8,6 secondi
Il traguardo dei 3,5 milioni di nuovi programmi malware sarà per la prima volta superato nel 2014. I Trojan bancari in grande sviluppo.
Gli esperti dei G DATA SecurityLabs hanno scoperto ben 1,8 milioni di nuovi attacchi malware per computer nella prima metà del 2014. Questo significa in pratica che ogni 8.6 secondi viene scoperto un nuovo malware. Gli esperti di G DATA hanno rilevato un aumento in due categorie che offrono elevati riscon-tri finanziari – il malware focalizzato sulle frodi all’online banking e l’adware. Lo sviluppo mondiale nel settore dei Trojan bancari è osservato con preoccu-pazione dagli esperti che si aspettano un ulteriore aumento in questa categoria di malware entro la fine dell’anno. Le previsioni per l’intero 2014 sono chiare: il traguardo dei 3,5 milioni di nuovi programmi malware sarà per la prima volta superato. Un’analisi dei primi 25 obbiettivi nel settore bancario mostra che il target principale è rappresentato dalle banche americane e dai servizi di pagamento con una percentuale del 48%. Bank of America è al primo posto, subito seguita da PayPal. Il fatto preoccupante è che l’80% delle misure di sicurezza raccomandate dalle banche in tutto il mondo sono inadeguate e espongono il cliente al rischio di Trojan bancari che possono manipolare le transazioni senza che il cliente se ne accorga.
“Nella prima metà del 2014 è stato il raggiunto il più alto livello di rilevamento di Trojan bancari. Questo ci ha indotto a porre maggiore attenzione agli obbiettivi di questi attacchi. Le nazioni di lingua inglese sono un target privilegiato (l’analisi è stata condotta su 3.521 Trojan bancari). Delle prime 25 banche e servizi finanziari presi di mira, il 48% sono situati negli USA”, dichiara Ralf Benzmüller, Head of G DATA SecurityLabs.
“I Trojan bancari sono un business molto lucrativo e un punto fisso dell’economia underground. Per la fine dell’anno ci aspettiamo uno sviluppo molto dinamico in questo settore.”
Gli esperti dei G DATA Security Labs hanno identificato esattamente 1.848.617 nuovi tipi di malware nella prima metà del 2014. Questo significa che il traguardo dei 3,5 milioni potrebbe essere superato entro la fine dell’anno.
Lo scenario di attacco dei Trojan bancari ha registrato dei cambiamenti nel 2014. Oltre a utilizzare gli exploit kit, i cyber criminali hanno tentato di usare massicce ondate di spam come punto iniziale per infettare un grande numero di computer. La valutazione e l’analisi del malware e die suoi obbiettivi ha fornito i seguenti risultati: degli 825 obbiettivi dei Trojan bancari in tutto il mondo, Bank of America e i suoi clienti sono i più esposti agli attacchi dei criminali online , il 13% in percentuale. Il 48% delle banche e die servizi di pagamento presi di mira nella Top 25 degli obbiettivi si trova negli USA, il 24% in UK e il 16% in Canada.
In molte nazioni i computer sono protetti in modo inadeguato. Secondo gli esperti il 40% delle misure di sicurezza obbligatorie per i clienti dell’online banking sono esposte ai keylogger, mentre l’80% ai Trojan bancari.
Adaware in continua crescita
Un rapido aumento del malware è stato osservato nella prima metà del 2014. Fin dalla seconda metà del 2012 il numero delle nuove tipologie di malware in questa categoria è aumentato con un coefficiente 16. L’adware attualmente rappresenta il 14% di tutte le nuove variante di firme virali. Questi cosiddetti Potentially Unwanted Programs (PUPs) non sono malware nel senso tradizionale del termine, ma gli utenti li trovano fastidiosi. Una volta installatosi dentro il sistema, l’adware è difficile da cancellare. Per i distributori di questi software c’è un ritorno economico con un piccolo sforzo.
Previsioni per la fine del 2014
- Livello record di nuove stringhe di malware: entro la fine dell’anno si supererà il traguardo dei 3,5 milioni di nuove tipologie di malware
- Adaware in continua crescita: il settore degli adaware è ormai un punto fermo tra i criminali e questa tipologia continuare a infastidire gli utenti con pop up pubblicitari non voluti.
- Sviluppo tra i Trojan bancari: i Trojan bancari sono un business lucrativo e un punto fermo dell’economia underground. Perciò negli ultimi mesi dell’anno ci si aspetta un aumento del tasso di crescita.
giovedì 16 ottobre 2014
G DATA sarà presente a Smau 2014, 22-24 ottobre Fieramilanocity
In occasione dell’edizione 2014 di Smau, G DATA presenterà ai partner il ricco e variegato pacchetto di iniziative studiato appositamente per sviluppare strategie congiunte sul canale al fine di ottimizzare il business e garantire un supporto costante e di grande qualità.
L’azienda tedesca sarà presente con la sua nuova gamma di prodotti per la sicurezza informatica. La line up completa comprende software pensati per ogni esigenza e tipologia di utenza consumer: G DATA ANTIVIRUS, G DATA INTERNET SECURITY, G DATA TOTAL PROTECTION 2015.
Per le piccole, medie e grandi aziende, invece, sono disponibili diverse soluzioni professionali come G DATA ANTIVIRUS, CLIENT SECURITY e ENDPOINTPROTECTION.
G DATA parteciperà a Smau 2014, evento ideale per presentare le proprie soluzioni e incontrare tutti gli attori del mercato italiano di riferimento.
L’azienda sarà presente con un proprio stand (Pad. 1, stand E 11) per accogliere i clienti business, fornire informazioni agli utenti e illustrare le principali funzionalità dei propri software.
Particolare focus quest’anno è riservato al maggior coinvolgimento e alle sinergie operative che l’azienda propone ai suoi partner B2B.
Tra le novità di spicco si segnala la figura del cosiddetto “Rivenditore Specialist” che avrà la possibilità di condividere con G DATA non solo la formula commerciale migliore per ogni esigenza, ma anche una comunicazione in linea con il proprio settore di riferimento.
Ogni rivenditore, dal PC Shop al System Integrator, potrà quindi incrementare il proprio business grazie a un supporto continuo, dedicato e su misura, dove la flessibilità diventa la principale linea guida.
In base alla tipologia di partnership (Basic, Silver e Gold) la proposta articolata prevede una serie di strumenti a supporto della vendita che vanno dai datasheet informativi alle vetrofanie e agli espositori, un programma di training personalizzato e non solo con un supporto tecnico di qualità sempre disponibile e gestito direttamente dalla sede italiana e dei webinar informativi comodi e utili da seguire.
Il cliente può usufruire di un programma di certificazione modulare a seconda delle proprie esigenze e di un di un sistema di protezione delle opportunità oltre che di attività di marketing condivise studiate appositamente su misura e con una flessibilità in grado di fare la differenza.
Il tutto con margini di sicuro interesse, scale sconti diversificate e premi sul fatturato realizzato.
Tutti i software per la sicurezza di G DATA integrano un nuovo sistema di protezione ibrida attiva con tecnologia CloseGap. Due motori per la scansione antivirus, infatti, offrono una protezione perfetta, ma utilizzano molte risorse per il doppio rilevamento delle minacce. Grazie a CloseGap, invece, ogni falla di sicurezza viene chiusa perfettamente e il risparmio in termini di velocità è pari addirittura al 30%.
Grande e importante novità per la protezione delle reti aziendali da virus, trojan e worm è l’introduzione del performante modulo G DATA Patch Management che si integra in modo automatico con G DATA ANTIVIRUS, CLIENT SECURITY e ENDPOINTPROTECTION.
Questo modulo consente di aggiornare il sistema in maniera rapida e veloce e di scaricare tutte le patch che sono necessarie per la piena efficienza sul versante della sicurezza.
Un aiuto indispensabile per i responsabili IT aziendali che grazie a questa nuova funzione risparmiano tempo e possono bloccare tutte le falle specifiche di ogni applicazione o programma in maniera mirata e puntuale.
La qualità delle patch viene accertata tramite numerosi test in modo tale da garantire sempre la miglior compatibilità possibile.
lunedì 19 dicembre 2011
G Data: i trend del malware nel 2012
Il 2012 è alle porte, le feste di Natale stanno per iniziare, ma per i cyber criminali non è certo tempo di ferie. Oltre agli attacchi mirati per le festività natalizie i criminali online stanno già programmando le loro strategie per il 2012. Gli esperti dei G Data Security Labs hanno analizzato i dati in loro possesso ed individuato quelli che saranno i probabili trend del 2012 in fatto di malware.
"Il 2012 sarà l’anno dei targattacks, ovvero attacchi mirati in cui l’attenzione dei cybercriminali si rivolgerà verso tutti i tipi di organizzazioni, grandi aziende ma anche imprese di piccole dimensioni. Le piccole imprese non hanno misure di sicurezza sempre appropriate e sono pertanto molto più vulnerabili. I grandi eventi come i Giochi Olimpici (Regno Unito) o le elezioni presidenziali (Stati Uniti) saranno punti di attacco designati per le minacce informatiche.”, ha dichiarato Eddy Willems, G Data Security Evangelist. “Un altro grande campo strategico per il crimine informatico saranno i dispositivi mobili Android dal momento che la quota di commercializzazione di questo sistema operativo e la base di utenti è in grandissima crescita. Altri problemi sorgeranno a causa del crescente utilizzo di nuovi metodi di pagamento mobile come NFC e denaro virtuale. I Trojan bancari aumenteranno sempre più continuando a minacciare in maniera diretta i consumatori; altri obiettivi imminenti saranno le tv collegate a Internet e le console di gioco. Negli ultimi anni il numero di minacce è cresciuto drammaticamente, e sembra che questa tendenza continuerà nel 2012. I malware rimarranno la migliore arma usata dai cybercriminali per guadagnare denaro, per il cyberespionage e persino l’hacktivism."
Mobile malware
Il 2011 ha visto un grande sviluppo del malware per dispositivi mobili: una tendenza che si confermerà anche in tutto il 2012 grazie a una sempre maggiore diffusione di tablet e smartphone equipaggiati con sistema operativo Android.
Nell’ultimo trimestre del 2011, infatti, tale sistema operativo ha letteralmente dominato il mercato mobile con una quota del 52,2%, distaccando in maniera sensibile Symbian (16,9%) e Apple (15,0%). Numeri che non lasciano dubbi su quale sarà l’obbiettivo preferito dai cyber criminali.
In tale ottica le App saranno uno degli strumenti privilegiati per la diffusione di codice maligno. I criminali online continueranno a sviluppare false applicazioni ad imitazione di quelle originali e più popolari per ingannare gli utenti affinché le installino sul proprio dispositivo. Una volta che la falsa app viene installata, il malware da essa veicolato può danneggiare l’utente in vari modi: ad esempio inviando SMS, iscrivendosi a un servizio premium di invio messaggi, rubando i dati personali o altro ancora.
Al momento le applicazioni maligne devono essere installate dagli stessi utenti una volta che sono stati ingannati o convinti in maniera surrettizia. Non è però escluso che, viste le potenzialità degli attuali dispositivi mobili, siano presto sviluppati software in grado di generare attacchi automatici in cui gli utenti stessi non siano parte attiva.
È dunque probabile che nella prima parte del 2012 assisteremo ad attacchi di questo tipo, probabilmente sotto forma di infezioni drive-by.
Attacchi mirati
Anche i cosiddetti “attacchi mirati” subiranno un sensibile incremento dal momento che le utenze business rappresentano un obbiettivo particolarmente lucrativo per i cyber criminali e i dispositivi mobili, ormai frequentemente usati in contesto professionale, sono un target appetibile in quanto utilizzati spesso per accedere a una gran numero di dati aziendali. La diffusione dello spyware DuQu nel 2011 ha dimostrato come le aziende e le grandi compagnie siano un obbiettivo privilegiato dei criminali online.
Non dimentichiamo, poi, ad esempio, l’attacco condotto contro il PlayStation network di Sony con il furto dei dati personali di ben 77 milioni di utenti. Dati che potrebbero essere usati per ulteriori attacchi in grado di ingannare i destinatari di mail di spam.
Grandi eventi
Il 2012 si preannuncia un anno ricco di grandi eventi sportivi e politici. Gli Europei di calcio in Polonia e Ucraina (8 giugno-1 luglio), le Olimpiadi di Londra (27 luglio-12 agosto) e le elezioni presidenziali negli Stati Uniti (6 novembre) sono appuntamenti di così grande richiamo da attirare l’interesse dei cyber criminali che potranno utilizzare diverse tipologie di attacchi.
Ci si aspetta, dunque, una nuova ondata di spam, piuttosto che la manipolazione dei motori di ricerca per frodi online con falsi siti Internet per la vendita di biglietti o gadget, nonché tentativi di entrare in possesso dei dati personali degli ignari utenti.
Gli stessi siti ufficiali dei grandi eventi sportivi potrebbero essere attaccati da hacker e, durante lo svolgimento degli stessi, non è escluso l’attacco alle reti Wi-Fi predisposte per i visitatori piuttosto che ai dispositivi mobili.
Nel caso delle elezioni presidenziali americane, invece, oltre alla manipolazione dei motori di ricerca per indurre gli utenti a cliccare su falsi siti Internet che replicano il layout di quelli ufficiali, sono probabili attacchi condotti attraverso la promessa di video o foto sensazionali sui candidati.
Trojan bancari
Nel 2011 uno dei sistemi più utilizzati per ottenere denaro è stato l’impiego dei cosiddetti Trojan bancari e non c’è nessun segnale al riguardo che faccia pensare a un’inversione di tendenza nel 2012 dal momento che il numero di coloro che utilizzano l’home banking è in continua crescita.
Soldi virtuali, Tv e console da gioco Internet-based
Il 2012 offrirà anche nuove possibilità per acquistare denaro virtuale. Le frodi potranno verificarsi soprattutto ai giochi online o alle community virtuali nelle quali il denaro reale può essere usato per acquisti in game o opzioni extra. In questo particolare segmento di mercato gli attacchi possono essere differenti e sofisticati.
Non dimentichiamo, infine, l’elettronica di consumo con TV e console da gioco collegate a Internet che potrebbero diventare un nuovo obbiettivo dei criminali online.
martedì 13 dicembre 2011
G Data: i falsi antivirus sono ancora una minaccia
Durante le ultime settimane i G Data Security Labs hanno esaminato le modalità di funzionamento di diversi falsi programmi antivirus analizzandone in dettaglio il codice sorgente. Di norma la maggior parte di questi programmi antivirus si presenta sotto forma di pagine web che cercano di simulare il layout di Microsoft Internet Explorer per darsi un alone di credibilità. Un falso scanner antivirus, poi, finge di rivelare presunte minacce sul Pc dell’utente inducendolo a scaricare un falso software antivirus.
Si tratta di un approccio tipico del cosiddetto Social Engineering e che fa leva sulla paura dell’utente inducendolo a credere che il suo sistema sia infetto.
Tutti i falsi scanner antivirus analizzati da G Data cercano di replicare il layout di Windows XP e Windows 7. Per indurre l’utente ad aprire la pagina web del falso antivirus, inoltre, si sfrutta la funzione di re-indirizzo. L’utente, in altre parole, non apre direttamente la pagina web del falso scanner antivirus, ma ci arriva di norma cliccando su un link trovato all’interno di un sito ritenuto affidabile che è stato opportunamente modificato dai criminali online.
Ecco nel dettaglio come sono strutturate la pagine Internet di questi falsi scanner antivirus:
1. Falsi avvisi
Quando un utente apre un sito che è stato modificato dai cyber criminali, viene mostrato un avviso JavaScript. Questa tipologia di avvisi differisce soltanto per la sintassi e il layout web in relazione al browser installato.
2. Falso scanner di sistema
Questa è la parte principale della pagina web. Dopo che l’utente ha cliccato “OK” sul falso avviso iniziale, un falso scanner evidenzia la presenza di diverse infezioni sul Pc dell’utente. Anche questi scanner funzionano con Javascript. I file scannerizzati, le loro estensioni e anche le presunte minacce trovate sono generate in maniera casuale dallo script sulla base di un set predefinito di valori (il fine di questa azione è ovviamente quello di sfuggire all’analisi di un vero programma antivirus).
Tutti i codici esaminati indicano che la pagine in questione sono state probabilmente codificate da un piccolo gruppo di persone, se non da un’unica persona, perché molti frammenti di codice utilizzato sono praticamente identici.
Alcuni di questi siti, inoltre, utilizzano tecniche di offuscamento per impedire e ostacolare un’eventuale analisi manuale condotta da un’analista della sicurezza, come pure un’ispezione automatica avviata tramite un apposito tool. Il fatto che alcune pagine siano offuscate ed altre no lascia presupporre che tali pagine siano state create da un piccolo gruppo di persone che ha poi venduto il codice sorgente ad altri criminali i quali hanno poi aggiunto le tecniche di offuscamento.
3. Falsi risultati dello scanner e software fasullo
Dopo che è terminato il finto scanner di sistema e sono state evidenziate le (false) minacce, viene subito proposta una soluzione. Esaminando il codice i laboratori di G Data hanno notato una certa evoluzione dello stesso. Se, infatti, su Windows XP i risultati della scansione vengono presentati in una semplice immagine, quelli su windows 7 sono generati dinamicamente da JavaScript e consentono agli utenti di interagire con la lista di risultati tramite una finestra con tanto di scrolling.
Queste pagine Internet sono hostate su domini internet free e hanno una media di vita di un solo giorno.
4. Tentativo di infezione
Dopo la scansione viene consigliato il download di un (falso) software antivirus. I siti Internet, però, sono strutturati in maniera tale da rendere impossibile all’utente il rifiuto del download. La chiusura della finestra del browser e la pressione il tasto “Back” sono infatti disabilitati tramite JavaScript. Ogni volta che l’utente tenta di compiere queste operazioni la finestra di download continua a mostrarsi. Fino a questo punto non c’è ancora infezione.
5. Come evitare l’infezione?
Per evitare il download l’unica via percorribile è aprire il Task Manager (Ctrl+Alt+Canc) e terminare manualmente il processo del browser selezionandolo tra i programmi attivi e premendo quindi su “Termina Operazione”.
Consigli utili per proteggersi dai falsi antivirus
- Utilizzare una soluzione per la sicurezza informatica completa con tanto di filtro http e firme virali aggiornate;
- Se scaricate software da Internet, scaricatelo solo dai siti ufficiali dei produttori o da siti dedicati che abbiano una buona reputazione;
- Se un sito mostra una finestra di download, controllate se davvero questo è un software che volete scaricare. Queste finestre automatiche di pop-up spesso fanno riferimenti a falsi software;
- Tenete sempre aggiornati il sistema operativo e il browser;
- Non cliccate hyperlink;
- Analizzate il linguaggio e l’ortografia dei pop-up e degli avvisi che compaiono in Internet. Troppi errori grammaticali sono segno evidente di una trappola.
mercoledì 30 novembre 2011
G Data: i 5 pericoli più grandi per lo shopping online di Natale
Molti utenti Internet iniziano ad acquistare i regali di Natale all’inizio del periodo dell’Avvento. In Italia tre utenti su dieci sceglieranno Internet per comprare i regali di Natale (fonte: Gfk Eurisko). I criminali online traggono sicuro vantaggio da questa situazione e prendono di mira gli utenti che sono alla ricerca di regali. Essi ingannano le loro vittime inviando mail contenenti malware o basate su phishing offrendo, ad esempio, beni di lusso a prezzi particolarmente convenienti o inviando note di spedizione fasulle. L’obbiettivo dei cyber criminali è soprattutto quello di entrare in possesso dei dati personali degli utenti relativi all’online banking o alle carte di credito. G Data ha individuato i 5 pericoli più ricorrenti in cui si incorre quando si acquistano regali online e ha fornito una serie di utili consigli per proteggersi adeguatamente.
"I cyber criminali prendono di mira gli utenti Internet soprattutto con l’avvicinarsi del Natale”, spiega Ralf Benzmüller, Head of G Data SecurityLabs. "Essi utilizzano una varietà di tattiche per infettare il Pc degli ignari utenti con malware o rubare dati personali come quelli relativi all’online banking e alle carte di credito. Pertanto, gli utenti, dovrebbero essere sicuri di utilizzare una soluzione completa per la sicurezza informatica che sia in grado di controllare e verificare l’affidabilità dei negozi online”.
I 5 pericoli più grandi per lo shopping online di Natale
Email con esca pubblicitaria
In questo tipo di email i criminali online promettono prodotti come orologi di lusso e scarpe di marca a un prezzo estremamente basso. I link integrati nelle email traggono in inganno l’utente indirizzandolo su falsi siti web infettati da malware o falsi negozi online dove i dati personali e/o bancari vengono rubati durante il processo di compilazione dell’ordine. Email di questo tipo possono essere facilmente individuate dall’oggetto che solitamente è del tipo "Christmas Sale, Thousands of luxury goods for under $100".
Frode relativa all’online banking
L’online banking è molto popolare tra la gente che acquista online i regali di Natale. Le transazioni bancarie elettroniche rendono più veloce e facile il pagamento dei regali ordinati online. I Trojan bancari stanno perciò diventando sempre più utilizzati dai criminali online che se ne servono per inserirsi nei processi di pagamento e dirottare denaro sui propri account. Gli utenti Pc possono essere infettati da questi malware in diversi modi: per esempio, un utente può ricevere un falso avviso da una banca comunicante che la transazione non è andata a buon fine. Per ripetere la transazione, l’utente viene invitato a cliccare su un link che rimanda a un sito Internet infettato con un Trojan bancario.
Email da falsi servizi di spedizione
I regali di Natale che sono stati ordinati online arrivano di norma attraverso i corrieri. I criminali online sono a conoscenza di ciò e ne approfittano inviando false email con conferme di spedizione e fatture. Questi messaggi potrebbero suggerire che un pacco non può essere consegnato o, come nel caso di una falsa email di UPS, che la fattura per la spedizione è disponibile nel centro fatturazione. Quest’ultimo tipo di email contiene un allegato che nasconde un key logger. Se l’utente clicca sull’allegato il malware entra in esecuzione ed è in grado di spiare tutti gli input dati dalla tastiera, come per esempio i dati di login per i servizi di pagamento o l’online banking.
Email da servizi di pagamento
I criminali mandano anche email che parrebbero provenire da servizi di pagamento i quali avvisano che l’account dell’utente è stato bloccato per alcune irregolarità o che una transazione non è andata a buon fine. Il destinatario viene invitato a cliccare su un link per ripetere la procedura di pagamento o sbloccare l’account. Come già visto anche in questo caso il link rimanda a un falso sito Internet pensato appositamente per rubare i dati dell’utente o infettato con del malware.
False cartoline di auguri
Un’ altra strategia molto popolare nel periodo natalizio è quella di mandare via email false cartoline di auguri. Queste possono contenere allegati con diverse tipologie di malware o link che rimandano a siti web infetti.
Otto suggerimenti utili per comprare i regali di Natale online in tutta sicurezza
1. Gli utenti dovrebbero usare una soluzione completa per la sicurezza dotata di scanner antivirus, firewall, spam e protezione in tempo reale. Questa soluzione dovrebbe essere regolarmente aggiornata. Si raccomanda anche di effettuare una scansione totale del proprio Pc prima di comprare regali online.
2. Quando poi si usa l’online banking bisognerebbe essere sicuri di usare una doppia procedura di autentificazione per maggiore sicurezza. Gli acquirenti che utilizzano un service provider per i pagamenti dovrebbero utilizzare provider che offrono protezione all’utente.
3. Sarebbe opportuno controllare che sia il sistema operativo, sia ogni altro software presente sul proprio Pc sia aggiornato all’ultimo update disponibile.
4. Tutte le email di spam dovrebbero essere cancellate senza neppure leggerle. Gli utenti, inoltre, non dovrebbero cliccare sui link in esse contenute o aprire eventuali allegati. Link a siti di online banking, shop online o servizi di pagamento dovrebbero essere inseriti nel browser manualmente. Nel fare questo bisognerebbe avere particolare attenzione nell’evitare errori di battitura perché i criminali online se ne servono spesso per reindirizzare l’utente su siti web fasulli.
5. Bisognerebbe analizzare attentamente gli shop online prima di fare degli acquisiti. Questo significa leggere I termini generali e le condizioni d’uso, le informazioni legali e controllare bene le spese di spedizione e ogni costo addizionale. Gli utenti dovrebbero, inoltre, verificare su Internet se il negozio online è considerato affidabile o meno.
6. Gli acquisti non vanno effettuati da Pc pubblici perché, spesso e volentieri, questi non sono adeguatamente protetti. Le WLAN pubbliche vanno evitate perché i cyber criminali possono intercettare il traffico di dati.
7. Durante il processo di pagamento è necessario fare attenzione alle notifiche di sicurezza del browser per assicurarsi che i dati vengano trasferiti in modalità sicura. La cosa importante da verificare è che l’indirizzo web nella barra inizi con “https”, che lo sfondo della barra degli indirizzi sia verde e che sia presente un lucchetto.
8. Bisognerebbe usare password non facilmente identificabili, soprattutto quelle utilizzate per i servizi di pagamento, l’online banking e gli shop online. Queste password dovrebbero essere composte da lettere maiuscole e minuscole e caratteri speciali.
giovedì 27 ottobre 2011
G Data: Anche in Italia un utente di Internet su dieci naviga senza protezione
Il numero delle nuove varietà di malware è in continua crescita. I G Data Security Labs hanno individuato oltre 1.2 milioni di nuovi malware soltanto nella prima metà di quest’anno. Nonostante ciò, un utente di Internet su dieci non utilizza un adeguato software per la sicurezza come dimostrato dallo Studio sulla Sicurezza 2011 condotto da G Data. Per quanto riguarda l’Italia, per esempio, se 26.2 milioni sono gli utenti Internet (fonte: Audiweb) , significa che ben 2.6 milioni di navigatori italiani non hanno nessuna protezione online. Oltre a ciò, quattro utenti su dieci ritengono che gli antivirus gratuiti siano equivalenti a quelli a pagamento per quanto riguarda le performance ed il livello delle tecnologie di sicurezza.
Questi risultati sono preoccupanti perché questa tipologia di utenti è un facile bersaglio per i cyber criminali.
"Gli utenti Internet che non usano adeguate soluzioni di sicurezza per proteggersi dai malware e dai cyber attacchi rischiano di diventare vittime dei criminali online”, spiega Eddy Willems, G Data Security Evangelist. “Gli utenti possono proteggersi solo se utilizzano dei software completi per la sicurezza informatica. Oltre alla protezione antivirus questi dovrebbero includere tecnologie per individuare malware sconosciuti come pure protezione in tempo reale contro codici maligni ignoti. I pacchetti di sicurezza che includono un firewall integrato, un modulo antispam e un filtro web sono in grado di garantire la massima protezione. Se tutti questi componenti sono armonizzati tra di loro e connessi l’un l’altro, possono garantire la miglior protezione possibile contro ogni tipo di attacco.”
Come gli utenti si proteggono dalle minacce online?
Nove su dieci utenti di Internet in tutto il mondo utilizzano una soluzione per la sicurezza come protezione contro le minacce Internet. Questa è la buona notizia.
Di contro quasi l’11% degli utenti Internet italiani naviga sul web virtualmente senza alcune protezione. Per esempio, nel nostro paese, un utente su dieci non utilizza alcuna soluzione. Questa percentuale include anche coloro che non sanno se hanno installata una soluzione per la sicurezza o coloro che stanno usando una copia pirata. Le versioni illegali dei programmi non garantiscono infatti protezione sufficiente perché non ricevono aggiornamenti delle firme virali.
Un utente su quattro usa un pacchetto di sicurezza a pagamento. Di contro, quasi la metà degli utenti utilizza una versione free.
Gli utenti non conoscono la differenza delle performance tra software per la sicurezza a pagamento e gratuiti
Su scala globale, quattro utenti Internet su dieci ritengono che le performance di un software per la sicurezza gratuito siano allo stesso livello di quelle di un software a pagamento. Questo modo di pensare riguarda quasi il 44% degli utenti Italiani. In realtà le soluzioni antivirus gratuite includono soltanto alcune limitate tecnologie di sicurezza, il che significa che il computer non è completamente protetto da tutte le minacce Internet. Gli antivirus gratuiti, inoltre, raramente includono un filtro http che consente di scoprire un codice maligno quando cerchiamo di accedere a un sito web e di bloccarlo prima che raggiunga il browser. Questo, invece, non accade con potenti firewall che garantiscono protezione contro gli attacchi diretti e includono moduli anti-phishing che impediscono agli utenti di accedere a siti Internet fraudolenti.
Ulteriori domande e tematiche analizzate nello Studio sulla Sicurezza 2011 di G Data:
• Che cosa sanno gli utenti sulle minacce e i rischi di Internet?
• Come si proteggono gli utenti dalle minacce online?
• Comportamento sui social network
• Chi è più informato? Gli utenti più giovani o quelli più anziani?
• Gli uomini sono i navigatori migliori oppure no?
Studio sulla sicurezza 2011 di G DataSecurity Survey: in che modo gli utenti affrontano I rischi di Internet?
L’azienda tedesca ha intervistato più di 15.000 Internet in undici differenti nazioni, facendo a essi domande dettagliate sulla protezione da virus, malware e sui comportamenti sui social network. I risultati sono stati poi analizzati e comparati con l’attuale status delle minacce in Internet. Potete scarica tutta la ricerca dal seguente link:
http://www.gdata.it/uploads/media/GData_SecuritySurvey_2011_IT.pdf
martedì 18 ottobre 2011
G Data a Smau Milano: un brand, infinite soluzioni
Un brand, infinite soluzioni: è questo il claim con cui G Data arriva allo Smau Milano, a Fieramilanocity dal 19 al 21 ottobre 2011, che riassume l’ampio offering dell’azienda tedesca all’interno dei mercati business e consumer.
p0Da sempre leader nella tecnologia e nella qualità, G Data torna a Smau Milano insignita di un nuovo prestigioso riconoscimento ottenuto dall’Istituto Indipendente AV Comparatives. Il test condotto ha messo a confronto 20 pacchetti di sicurezza testando la reazione nei confronti dei codici maligni. L'AntiVirus G Data ha raggiunto il miglior risultato con il 99,7% di detection rate.
La pluripremiata tecnologia di G Data, arricchita delle novità del 2012, sarà presente allo Smau presso il padiglione 3 stand I 7, dove sarà possibile conoscere o approfondire i dettagli relativi ai prodotti e alle soluzioni per le reti domestiche e aziendali, oltre che al programma antivirus per smartphone e tablet PC.
LINE UP CONSUMER 2012
G Data AntiVirus 2012: prodotto che garantisce una buona protezione di base.
G Data InternetSecurity 2012: protegge l'utente mentre è online e vigila sulla navigazione dei bambini.
G Data InternetSecurity per Netbook 2012: per netbook, la versione del prodotto è su chiavetta USB.
G Data TotalCare 2012: protezione ottima per PC e navigazione + backup dei dati.
G Data MobileSecurity 2012: per navigare e telefonare in totale sicurezza da smartphone e tablet con sistema operativo Android (a partire da versione 2.0).
LINE UP BUSINESS 11.0
G Data Antivirus Business
G Data Antivirus Business Enterprise
G Data ClientSecurity Business
G Data ClientSecurity Enterprise
G Data EndpointProtection Business
G Data EndpointProtection Enterprise
G Data MailSecurity
G Data MobileSecurity
martedì 20 settembre 2011
La soluzione per la sicurezza offre una protezione globale per dipositivi mobili con Android OS.
G Data MobileSecurity è finalmente disponibile anche in Italia. Grazie a questa potente applicazione, gli utenti saranno protetti contro malware e rogueware anche mentre navigano dal loro smartphone o tablet PC. Il controllo integrato per l’autorizzazione monitora tutte le apps e previene l’invio non voluto di SMS o l’accesso a Internet. I clienti di G Data con una licenza valida e coloro che acquisteranno un prodotto in versione 2012 potranno scaricare gratuitamente il programma dal sito Internet di G Data. In alternativa, G Data MobileSecurity è disponibile al prezzo di euro 9,95 su Google Marketplace, G Data online shop e molti altri app stores.
G Data MobileSecurity 2012
La nuova soluzione per la sicurezza di smartphone e tablet Pc con sistema operativo Android offre una protezione a 360 gradi. G Data MobileSecurity consente di navigare in tutta sicvurezza. Il programma include, infatti, un sistema di controllo delle autorizzazioni facile da gestire che mostra a quali apps è consentito l’accesso alle chiamate, quali possono mandare messaggi testuali o accedere a Internet. Con G Data MobileSecurity gli utenti possono proteggere la loro identità e i propri contenuti personali (messaggi, e-mail, foto, ecc.) contro virus, malware e altri programmi “spia”.
G Data MobileSecurity aiuterà gli utenti a prendersi cura dei loro Smartphone… prima che lo faccia qualcun altro.
Caratteristiche chiave:
- Scansione antivirus On demand
- Scansione antivirus periodica
- Scansione automatica delle nuove apps installate
- Controllo autorizzazione per le apps installate
- Update via Android software
Prezzo e disponibilità:
G Data MobileSecurity per Android è disponibile dal mese di settembre 2011 al prezzo dir 9.95 euro nei migliori negozi di elettronica di consumo, su Google Market Place, G Datastore e su molti altri app stores.
I clienti G Data in possesso di una licenza valida potranno, inoltre, scaricare il programma gratuitamente dal sito Internet gdatastore.it .
Requisiti di sistema
- Tutti i dispositivi Android a partire dalla versione 2.0.
mercoledì 14 settembre 2011
G Data - Cyber criminali: focus sul mobile malware
I cyber criminali stanno sempre più focalizzandosi sui dispositivi mobili per distribuire malware. Una ricerca condotta dai G Data SecurityLabs mostra che la percentuale di malware per smartphone e tablet è cresciuta di quasi il 140% nella prima metà del 2011. In generale gli esperti osservano che i Trojan cross-platform stanno dominando il panorama del malware. Molti di questi sono progettati per favorire lo spamming o altre attività criminali tra le tanti presenti nel catalogo del cosiddetto eCrime. L’incremento nell’utilizzo di questi malware mostra che il mercato underground sta vivendo un vero e proprio boom. Nella prima metà dell’anno G Data ha registrato una nuova varietà di malware in media ogni 12 secondi. E non c’è nessuna fine in vista per questa ondata.
“Con i mobile malware i cyber criminali hanno scoperto un nuovo modello di business”, spiega Ralf Benzmüller, Responsabile dei G Data SecurityLabs. ”Al momento i criminali utilizzano soprattutto backdoor, programmi spia e costosi servizi di SMS per danneggiare le loro vittime. Anche se questo particolare segmento del mercato underground è ancora in fase di organizzazione, possiamo già evidenziare un enorme e potenziale rischio per i dispositivi mobili e i loro utenti. Ci aspettiamo pertanto un’ulteriore crescita nel settore dei mobile malware nella seconda metà dell’anno”.
I malware crescono ancora
I G Data SecurityLabs hanno registrato un nuovo record nella prima metà del 2011 con 1.245.403 nuovi programmi malware per computer. Una crescita del 15.7% in confronto alla seconda metà del 2010. Gli esperti di sicurezza si aspettano che questa crescita continui anche nei prossimi sei mesi. Entro la fine dell’anno si attendono per lo meno 2.5 milioni di nuove varietà di malware. Se lo scenario mostra una crescita più rilevante, si potrebbe addirittura superare la somma de malware diffusi tra il 2006 e il 2009.
I Trojan dominano ancora le categorie individuali. Questa crescita mostra che il business del cyber crime va a gonfie vele dal momento che include malware in grado di attivare l’esecuzione di servizi criminali come gli attacchi overload. Anche l’adware sta crescendo mentre il numero di backdoor e downloader ha subito una leggera flessione.
Il mobile malware si sta espandendo
Dal momento che gli smartphone e i tablet con sistema operativo Android stanno diventando sempre più popolari, i cyber criminali fanno sempre più affidamento sui dispositivi mobili per distribuire malware. Paragonato al precedente periodo, la percentuale di mobile malware è cresciuta di 3.7 volte. Per la seconda metà del 2011 gli esperti dei G Data SecurityLabs si aspettano un’ulteriore crescita al riguardo.
Due esempi di codici maligni per Android
L’app manipolata chiamata Zsone è stata diffusa attraverso il Google Android Market. Questo Trojan manda segretamente i dati di iscrizione a costosi numeri SMS cinesi. Poiché viene anche intercettata la conferma della registrazione, gli utenti possono scoprire questa truffa solo controllando la propria bolletta.
Le funzionalità di NickiBot includono la possibilità di spiare le sue vittime. Una variante del malware chiamato Google++, è disponibile come applicazione per il social network Google+ e registra rumori di background e chiamate. Il malware utilizza un sito per mandare queste informazioni, tra i cui i dati del tracciamento GPS, a chi ha condotto l’attacco. Questo consente ai criminali di accedere alle informazioni personali e determinare dove l’utente si trovi in qualsiasi momento.
martedì 23 agosto 2011
G Data: i pericoli dei social network
Uno studio condotto da G Data evidenzia i comportamenti pericolosi degli utenti sui siti di social network ed evidenzia quali sono gli internauti più responsabili.
La popolarità dei social network è in continuo aumento. Il leader di mercato, Facebook, conta oltre 700 milioni di iscritti (fonte: Socialbakers). Mantenere i contatti e scambiarsi notizie e foto sono le attività più comuni insieme allo scambio di link per i contenuti web più interessanti.
Purtroppo i criminali online stanno sempre più facendo leva su queste abitudini per indurre gli utenti a cliccare su link che rimandano a siti infetti che possono scaricare malware nei loro Pc. Ma quanto sono attenti al riguardo gli utenti dei social network? La risposta che fa riflettere arriva dallo studio sulla sicurezza 2011 condotto da G Data: quasi uno ogni cinque utenti clicca su tutti i link pubblicati, da chiunque essi siano stati postati. Se dunque rapportassimo questo risultato al solo Facebook significherebbe comunque che più di 130 milioni di utenti non fanno abbastanza attenzione e finiscono nelle trappole dei cyber criminali.
Lo studio, inoltre, evidenzia differenze anche tra i diversi gruppi di utenti: gli utenti più anziani sono di norma più attenti nell’utilizzo di Internet rispetto a quelli più giovani e le donne sono risultate un po’ più consapevoli degli uomini sul tema della sicurezza informatica.
"I cyber criminali stanno sempre più utilizzando I social network per distribuire malware”, spiega Eddy Willems, G Data Security Evangelist. “Una delle truffe più ricorrenti consiste nella deliberata distribuzione di codice maligno attraverso i link postati sui vari portali. Un link che rimanda ad un presunto video scandalistico, per esempio, conduce invece a un sito infettato con codice maligno. Gli utenti non possono riconoscere facilmente i siti pericolosi perché gli indirizzi sono abbreviati in maniera significativa. Per questo motivo dovrebbe essere obbligatorio l’utilizzo di soluzioni per la sicurezza dotate di uno scanner http.”
Un utente su cinque clicca sui link di tutti gli utenti
Quasi un utente su cinque tra quelli intervistati corre elevati rischi sui social network perché ha dichiarato di cliccare su tutti i link, siano essi postati da amici o fonti sconosciute. Di contro il 46% degli utenti rifiuta categoricamente di cliccare su qualsiasi link. Il terzo gruppo di risposte è relativo a quegli utenti che cliccano esclusivamente sui link pubblicati dai membri del loro stesso network.
I "silver surfers", i “navigatori più anziani” sono un po’ più attenti nell’uso dei social network
In generale gli utenti più giovani utilizzano i social network più a lungo e in maniera più intensiva rispetto agli utenti più anziani. A dispetto di ciò, però, i “silver surfers” adottano più precauzioni come dimostrato dallo studio di G Data: più anziani sono gli utenti, meno è probabile che questi clicchino su link. Di contro gli utenti più giovani sono più predisposti a correre rischi sui social network. Come l’età diminuisce, così decresce il numero di utenti che operano una distinzione tra link provenienti da fonti conosciute e sconosciute.
Le donne sono più consapevoli verso la sicurezza informatica
Lo studio condotto da G Data evidenzia, inoltre, una leggera differenza nel modo con cui uomini e donne utilizzano Facebook e altri siti simili. Gli utenti maschi corrono più rischi nell’utilizzo di Facebook e, in maniera analoga agli utenti più giovani, non badano se un link proviene da una fonte conosciuta o sconosciuta. Le donne, invece, mostrano di essere più attente ai rischi dei social network e preferiscono cliccare solo su link che provengono dalla loro cerchia di amici.
Lo studio sulla sicurezza 2011 di G Data include anche le seguente domandi e tematiche:
- Cosa sanno gli utenti dei rischi di Internet?
- Come si proteggono gli utenti contro questi rischi?
- Quanti Pc non sono protetti?
- Chi è più informato? I giovani o gli anziani?
- Gli uomini sono davvero I migliori navigatori?
Studio sulla sicurezza 2011 di G DataSecurity Survey: in che modo gli utenti affrontano I rischi di Internet?
L’azienda tedesca ha intervistato più di 15.000 Internet in undici differenti nazioni, facendo a essi dettagliate domande sulla protezione da virus, il malware e i comportamenti sui social network. i risultati sono stati poi analizzati e comparati con l’attuale status delle minacce in Internet. Potete scarica tutta la ricerca dal seguente link: http://www.gdata.it/uploads/media/GData_SecuritySurvey_2011_IT.pdf
Sofware gratuiti per proteggersi dai siti pericolosi
G Data CloudSecurity blocca I siti dannosi prima che questi possano causare Danni. Questo plug-in è compatibile con tutti I software antivirus gratuiti ed è utilizzabile subito dopo l’installazione. Non sono necessari update perché, più utenti utilizzano il plug-on, più dati sui siti pericolosi vengono condivisi nel cloud. Gli utenti possono inoltre riportare i siti sopetti attraverso il plug-in. In questo modo gli esperti dei G Data SecurityLabs possono verificarli e dare un feedbacl direttamernte nel cloud. Il programma è scaricabile da qui: http://www.free-cloudsecurity.com/
giovedì 21 luglio 2011
G Data: Truffa Twitter con Lady Gaga
Essere famosi è per molte persone un vantaggio ma, come in ogni cosa c’è sempre il rovescio della medaglia. Gli attori, i cantanti e gli artisti più conosciuti, infatti, sono spesso e volentieri utilizzati come esca dai cyber criminali per ingannare gli utenti di Internet ed ottenere dati personali o denaro.
Per raggiungere questo scopo i criminali online adottano i mezzi più svariati come dimostra il recente quiz via SMS dedicata alla famosissima cantante Lady Gaga.
I criminali online promettono, infatti, agli utenti di Twitter, di connetterli con la popolare popstar e pubblicizzano questa possibilità anche attraverso facebook. Ma cosa è necessario fare?
Per fare in modo che Lady Gaga possa seguirci su Twitter bisogna prendere parte a un quiz, disponibile in diverse lingue, ed inviare poi il punteggio finale che deve essere superiore a 85/100.
Per accedere al quiz gli utenti devono cliccare su alcuni link che però, molte volte, nulla hanno a che fare con il quiz promesso, trattandosi solo di websites pay-per-click che fanno guadagnare denaro agli scammer.
Un link di quelli proposti, però, conduce realmente a un quiz, ma la sorpresa è subito dietro l’angolo. Per partecipare, infatti, bisogna essere maggiorenni e, soprattutto, inviare un SMS che ha ovviamente un suo prezzo.
Questo quiz è pubblicato da tringaloo.com che, secondo le analisi condotte da G Data utilizzando alexa.com, ha avuto un sensibile incremento di visitatori nelle ultime due settimane.
Già diverse associazioni di consumatori, come accaduto per esempio in Svizzera, hanno messo in guardia gli utenti di Internet dai quiz pubblicato su tringaloo.com.
Personaggi famosi come Lady Gaga, infatti, vengono di fatto utilizzati come specchietto per le allodole per attirare l’attenzione degli ignari utenti ed estorcere loro denaro attraverso false promesse come questa di potersi connettere alla cantante tramite il social network Twitter.
In questo caso non si tratta solo di una frode informatica, bensì di una frode in quanto tale perché si promettono cose false solo per ottenere del denaro tramite la partecipazione ad inutili quiz via SMS.
martedì 5 luglio 2011
G Data: studio internazionale sui navigatori e i pericoli di Internet
I mezzi d'informazione riportano ogni giorno notizie di nuovi attacchi agli utenti di Internet e alle aziende, segnalando furti di dati, nuovi virus e pericoli di vario tipo.
Gli utenti privati sono dunque costantemente nel mirino dei cyber criminali. Nell'era di Internet, la protezione dell'identità digitale riveste dunque un'importanza fondamentale per l'intera società. Per la protezione dei PC, gli utenti hanno a disposizione diverse soluzioni di sicurezza informatica. Ma quanto sono effettivamente informati sui pericoli delle rete e sui metodi utilizzati dai criminali? Ne sanno più i giovani o i più anziani sulla sicurezza IT, sono più informati gli uomini o le donne? La ricerca effettuata da G Data risponde a queste e molte altre domande. Con qualche sorpresa.
Lo studio si è svolto sottoforma di un’indagine online internazionale cui hanno partecipato 15.559 utenti di Internet di 11 paesi, tra cui l’Italia, con un’età compresa tra i 18 e i 65 anni.
In Italia hanno risposto 575 uomini e 563 donne per un totale di 1.138 persone.
Le domande proposte vertevano sui principali temi della sicurezza informatica ed erano volte a comprendere come gli utenti si comportassero di fronte ai più comuni pericoli di Internet, se fossero in grado di riconoscerli e quindi di approntare delle contromisure efficaci.
Lo studio ha, inoltre, proposte 11 tesi fondamentali sulla sicurezza in Internet per verificare quali di queste tesi fossero considerate vero oppure o no dagli utenti.
Le risposte, eterogenee per nazione, età o sesso, hanno fornito una serie di utili indicazioni, sfatando anche alcuni miti considerati ormai acquisiti.
Il 93 percento degli intervistati ritiene infatti che, se un Pc viene infettato da codice maligno, ci siano delle conseguenze visibili sul funzionamento dello stesso. In realtà le cose non stanno davvero così perché i criminali online, al giorno d’oggi, lavorano in modo tale da nascondere il più possibile l’infezione e poter continuare in maniera più lucrativa la loro attività illegale.
L’errata conoscenza di come si diffondono le infezioni informatiche è, inoltre, un ulteriore motivo di preoccupazione. Il 54 percento ritiene che il malware venga per lo più diffuso tramite email di spam e il 48 percento pensa che non si possa essere infettati visitando un sito infetto.
C’è insomma una scarsa consapevolezza delle variegate modalità con cui il malware si diffonde. I criminali, infatti, hanno escogitato metodologie sempre più complesse e articolate per attaccare i computer degli utenti, ma questi ultimi non sono ancora in grado di riconoscere tutti i pericoli e le insidie che si nascondono nella Rete.
I risultati
L'indagine indica almeno un fatto estremamente positivo: la maggior parte degli utenti di Internet è a conoscenza del fatto, indipendentemente dalla loro età o sesso, che su Internet ci sono dei pericoli e ben l’89 percento ha installato un software di sicurezza sul proprio PC.
Tale conoscenza è però per molti di essi limitata a questo ed infatti solo pochi di loro sono in grado di indicare correttamente i pericoli attuali di Internet.
Lo Studio sulla Sicurezza 2011 di G Data rivela che malgrado la diffusione ampia dell'utilizzo di Internet, la maggior parte degli utenti conosce poco i pericoli e di conseguenza anche le strategie per evitare che il PC venga infettato con codici dannosi.
martedì 21 giugno 2011
G Data - E-mail pericolose: tutti i trucchi dei ladri di dati
Le Email sono ormai diventate parte integrante della nostra vita sia privata, sia professionale. Comunque, oltre alle loro utili funzioni, le email hanno anche la potenzialità per divenire una delle minacce più grandi dal momento che i criminali online le utilizzano spesso e volentieri per i loro loschi scopi. I cyber criminali concentrano la loro attenzione sui dati personali, su quelli delle carte di credito, oppure sui dati di accesso agli shop online.
Nel suo ultimo White Paper, gli esperti dei G Data SecurityLabs hanno fornito un dettagliato sommario dei trucchi più comuni utilizzati dagli spammer e del modus operandi proprio dei criminali, fornendo una serie di utili consigli indispensabili per proteggersi nel miglior modo possibile.
I criminali online si servono di numerosi trucchetti per attirare in trappola le loro vittime con mail di spam che spaziano dalla necessaria richiesta di aggiornare i dati del proprio account su social network o sul sito della propria banca, a presupposte offerte di sconti ed offerte di lavoro.
"Le email sono ancora importanti tra I cyber criminali. In media l’ì83% del traffico mondiale di email è spam”, spiega Ralf Benzmüller, esperto di sicurezza IT e responsabile dei G Data SecurityLabs. “In passato il primo mezzo di infezione utilizzato era il codice maligno contenuto nei file inviati in allegato. Al giorno d’oggi, invece, contengono spesso dei link che portano le vittime a cliccare su un sito infetto camuffato. Mentre il numero delle email pericolose non può essere controllato, la maggior parte dei criminali utilizzano un piccolo numero di trucchi ricorrenti. Chiunque abbia un po’ di confidenza con queste trappole sarà in grado di riconoscerle direttamente , anche se il filtro antispam non l’avesse fatto.”
Tre esempi di frodi tramite email
Irregolarità:
Presumibilmente ci sono irregolarità sull’account della vittima, per esempio su quello utilizzato per accedere a un social network, all’online banking o a qualche shop online. L’email richiede all’utente di inserire i propri dati di login su un sito Internet indicato nel messaggio. Se l’utente non soddisfa la richiesta, il rischio paventato è quello di vedersi bloccato immediatamente l’account. L’Url incluso indirizza solitamente l’utente su un sito truffaldino che ripropone un design simile a quello di siti originali (di una banca o della posta per esempio). Con questo metodo gli scammer si impossessano di dati personali, soprattutto di dati bancari. L’oggetto della email può essere, per esempio “Messaggio importante dal Security Center”
419/Nigeria Spam:
Il destinatario riceverà una grande soma di denaro a causa di un decesso senza eredi o altre presunte motivazioni. L’unico prerequisito per ricevere questo denaro è quello di contattare il mittente. Dopo il primo contatto con lo scammer la vittima dovrà pagare una certa somma ad autorità, legali, ecc. per agevolare il trasferimento di denaro. Alla fine la vittima non riceverà la somma promessa e non sarà risarcita per quello che ha pagato. L’oggetto della email può essere, per esempio “URGENTE!”.
La truffa "Guarda qui":
In questo caso il criminale pubblicizza supposti ed imbarazzanti video o fotografia, per esempio di celebrità o eventi famosi. L’email non contiene né un allegato infetto, né un link a un sito infetto. Il codice maligno con il quale il Pc dell’utente può venire infettato è in grado di integrare il Pc in una botnet e spiare password e dati sensibili. L’oggetto della email può essere, per esempio “Fotografie!”
I consigli di G Data:
- Se avete qualche dubbio, email proveniente da mittenti sconosciuti dovrebbero essere cancellate immediatamente e, in nessun caso, i file allegati dovrebbero essere aperti dal momento che contengono codice maligno. Se, inoltre, la mail contiene un link, gli utenti non dovrebbero mai cliccarlo. Questo URL potrebbe portare l’utente su un sito infetto
- Gli utenti non dovrebbero rispondere a email di spam perché questo significherebbe informare il mittente che l’indirizzo è attivo ed esiste.
- Una completa soluzione per la sicurezza informativa con tanto di modulo anti-spam dovrebbe essere installata sul computer in modo tale da bloccare automaticamente le mail di spam.
- Prima di aprire un allegato il file dovrebbe essere scansionato con la stessa soluzione di sicurezza per verificare la presenza di malware.
- Gli utenti non dovrebbero pubblicare il proprio indirizzo email su Internet, per esempio su forum o guest book, dal momento che i cyber criminali potrebbero attaccare queste piattaforme e rubare i loro indirizzi. È consigliabile pertanto creare un secondo indirizzo email da utilizzare solo in queste occasioni.
- In nessuna circostanza gli utenti dovrebbero fornire i propri dati personali, soprattutto quelli della carta di credito, né vie email, né su siti di dubbia provenienza.
Nel suo più recente White Paper, "E-mail pericolose", gli esperti dei G Data SecurityLabs hanno fornito una dettagliata panoramica dei metodi più comuni utilizzati dagli spammer. Lo si può scaricare dal seguente link: https://www.gdata.it/?eID=PushFile&dl=15b715621c%3AAFEEDAE%3D
giovedì 9 giugno 2011
G Data: Malware Report di Maggio: i maggiori danni causati dalla mancanza di aggiornamenti software
Quando si tratta di infettare un Pc i criminali online traggono un grande vantaggio dalla mancanza di aggiornamenti del browser e dei suoi componenti. A questo riguardo le ricerche condotte dai G Data Security Labs evidenziano che le falle di sicurezza non ancora chiuse presenti nei plug-in dei browser sono ancora molto di moda presso i cyber criminali. Questo modello di distribuzione significa che le attuali falle di sicurezza sono ben lontane dall’essere le uniche sfruttate dai criminali online, come evidenziato dall’analisi del malware più diffuso nel mese di maggio 2011. Soltanto nel mese precedente quattro dei programmi malware inseriti nella Top Ten prendeva di mira falle di sicurezza Java per le quali Oracle stava già offrendo aggiornamenti da Marzo 2010. G Data ha notato un altro incremento nel malware che installa adware o cerca di ingannare gli utenti per indurli ad installare falsi programmi antivirus.
Secondo le stime degli esperti di G Data l’industria del malware si sta focalizzando sulle falle di sicurezza di Java fin dallo scorso anno. Questo tipo di malware sta già dominando il panorama e ha recentemente soppiantato le falle di sicurezza dei file PDF nella Top Ten. “Anche se un enorme numero di aggiornamenti è stato reso disponibile, gli utenti non dovrebbero commettere l’errore di disattivare la funzione di aggiornamento automatico. Questa non si applica solo a Java, ma in generale a tutti i plug-in dei browser e alle altre applicazioni presenti sul Pc”, raccomanda Ralf Benzmüller, Head of G Data SecurityLabs. Gli utenti possono andare sul sito www.java.com e fare un rapido controllo per verificare se hanno installato la versione più aggiornata di Java e tutti i relativi update.
Potentially Unwanted Programs (PUP) Gli esperti dei G Data SecurityLabs hanno evidenziato un altro aumento, questa volta nel malware che installa su Pc software non voluto, i cosiddetti PUP. Negli ultimi mesi due tipologie di malware appartenenti a questa categoria hanno fatto il loro ingresso nella Top Ten: Variant.Adware.Hotbar.1 and Trojan.FakeAlert.CJM.
I programmi funzionano in maniera differente l’uno dall’altro, spaziando dal mostrare pubblicità non richiesta all’installare spyware per proporre falsi programmi antivirus (scareware). Per esempio, il Trojan.FakeAlert.CJM fa credere agli utenti che il loro computer sia infetto e che lo possano ripulire solo acquistando il programma antivirus che viene pubblicizzato. Le vittime che cadono in questa trappola finiscono con l’acquistare un software non solo inutile, ma addirittura dannoso perché, anziché offrire protezione, scarica ed installa ulteriore malware con il fine di rubare i dati dell’utente.
G Data Top Ten Malware Maggio 2011
Java.Trojan.Downloader.OpenConnection.AO
Questo Trojan downloader si trova in applet Java manipolate presenti su alcuni siti Internet. Quando l’applet viene scaricata, viene generato un URL. Il downloader lo utilizza per scaricare un file eseguibile maligno sul Pc dell’utente e lo lancia. Questo downloader sfrutta la vulnerabilità CVE-2010-0840 per eludere il Java sandbox e così scrivere dati localmente.
Trojan.Wimad.Gen.1
Questo Trojan si presenta come un normale file audio .wma che può essere ascoltato solo dopo aver installato uno speciale codec/decoder in windows. Se questo file viene aperto, viene installato nel malware. Questo file audio infetto è solitamente distribuito attraverso i network P2P.
Gen:Variant.Adware.Hotbar.1
Questo adware viene di solito installato segretamente come parte di pacchetti software gratuiti per programmi quali VLC, XviD, etc., scaricabili da fonti diverse. I supposti sponsor di questi software si chiamano 'Clickpotato' e 'Hotbar'. Tutti questi pacchetti sono firmati digitalmente come "Pinball Corporation" e l’adware viene lanciato automaticamente ogni volta che Windows si avvia, integrando se stesso come un’icona systray.
Worm.Autorun.VHG
Questo programma malware è un worm che utilizza la funzione autorun.inf nei sistemi operativi Windows per distribuire se stesso. Utilizza sistemi di archiviazione removibili come le stick USB o gli Hard disk portatili. È un internet e network worm che sfrutta la vulnerabilità CVE-2008-4250.
Java.Trojan.Downloader.OpenConnection.AI
Questo Trojan downloader si trova in applet Java manipolate presenti su alcuni siti Internet. Quando l’applet viene scaricata, viene generato un URL. Il downloader lo utilizza per scaricare un file eseguibile maligno sul Pc dell’utente e lo lancia. Questo downloader sfrutta la vulnerabilità CVE-2010-0840 per eludere il Java sandbox e così scrivere dati localmente.
Trojan.AutorunINF.Gen
Questo è un software generico di riconoscimento che identifica file maligni autorun.inf, conosciuti o sconosciuti. I file autorun.inf sono file di auto start che vengono sfruttati per distribuire malware attraverso stick USB, periferiche rimovibili di archiviazione, CD e DVD.
Java.Trojan.Downloader.OpenConnection.AN
Questo Trojan downloader si trova in applet Java manipolate presenti su alcuni siti Internet. Quando l’applet viene scaricata, viene generato un URL. Il downloader lo utilizza per scaricare un file eseguibile maligno sul Pc dell’utente e lo lancia. Questo downloader sfrutta la vulnerabilità CVE-2010-0840 per eludere il Java sandbox e così scrivere dati sul sistema.
Java:Agent-DU [Expl]
Questo malware basato su Java è un’applet scaricabile che cerca di sfruttare la falla di sicurezza hole (CVE-2010-0840) per eludere il meccanismo di protezione sandbox e scaricare malware addizionale sul Pc. Una volta che l’applet ha ingannato la sandbox, può scaricare direttamente e avviare file ti tipo .exe. Questo è qualcosa che, di norma, una semplice applet non può fare perché la sandbox Java lo impedisce.
Trojan.FakeAlert.CJM
Questo programma malware invita gli utenti a scaricare un falso programma antivirus. Nel fare questosi presenta sottoforma di un sito che imita Windows Explorer e finge di rilevare numerosi file infetti sul Pc. Non appena l’utente clicca su questo sito viene offerto un file da scaricare che contiene il falso programma antivirus
HTML:Downloader-AU [Expl]
Questo malware basato su Java è un’applet che scarica una pagina HTML che a sua volta utilizza una falla di sicurezza (descritta in CVE-2010-4452) per scaricare un componete Java da un determinato URL sulla vulnerabile Java VM. In questo modo viene bypassato il meccanismo di protezione della VM.
Metodologia
La Malware Information Initiative (MII) si basa sulla forza della community online e tutti i clienti che acquistano le soluzioni di sicurezza di G Data ne possono fare parte. Il prerequisito è quello di attivare tale funzione nel proprio software G Data. Se viene lanciato un attacco malware, un report completamente anonimo di questo evento viene redatto dai G Data SecurityLabs che lo elabora da un punto di vista statistico.
mercoledì 25 maggio 2011
G Data: attenti al falso YouTube
La grande popolarità di YouTube ha, purtroppo, un rovescio della medaglia dal momento che i cyber criminali ne approfittano spesso per distribuire malware ed indirizzare gli utenti su siti di dubbia utilità. Con oltre due miliardi di pagine visite al giorno questo famoso sito Internet può rappresentare dunque una enorme fonte di attrazione per variegate attività di scam che sono contraddistinte, in questo caso, da una replica molto fedele della piattaforma originale.
L’ultima ondata di spam è caratterizzata da mail che vengono distribuite come messaggi di amministratore attraverso Twitter piuttosto che aggiornamenti di news.
L’oggetto di questi messaggi fa riferimento ad un presunto upload di video o a problemi connessi con questo servizio:
- YouTube Administration sent you a message: Your video is approved
- YouTube Administration sent you a message: Illegal video warning
Tutti I link contenuti in questo tipo di mail rimandano a un sito cosiddetto “iniziatore” che differisce da email a email. Il sito “iniziatore”, a sua volta, reindirizza gli utenti a un sito canadese di medicinali.
G Data ha individuato parecchi siti “iniziatori” e, tra questi, molti siti legali che sono stati a loro volta “dirottati”, oltre a siti di farmaci come:
- tabletrxdrugstorepills.com
- medicarerxdrugstore.com
- idldoctor.com
Come sempre, anche e soprattutto in questi casi, è doveroso prestare la massima attenzione e non cadere nella trappola. Il più recente report relativo ai negozi online che vendono farmaci, infatti, ha evidenziato come ben il 96% di questi siti Internet operi in maniera non conforme alle leggi statali o federali. Come inoltre sottolineato dall’Internet Drug Outlet Identification Program redatto dalla NABP (National Association of Boards of Pharmacy) questi siti Internet risultano “Non consigliati” dal punto di vista della salute dei pazienti e da quello degli standard medici attuali.
G Data invita tutti a fare la massima attenzione nei confronti di questi negozi online di medicinali dal momento che il rischio per la salute è elevato. Ed inoltre va sottolineato come in nessun caso si debbano lasciare i propri dati personali o quelli della propria carta di credito nei form presenti in questi siti perché c’è il rischio che possano venire rubati ed utilizzati per attività illecite.
Da ultimo è anche possibile che, visitando questi siti, il proprio Pc possa contrarre un’infezione informatica
giovedì 14 aprile 2011
G Data: le soluzioni di sicurezza sono certificate ICSA Labs nella categoria antivirus
Le soluzioni di sicurezza G Data security rispettano pienamente le linee guida di ICSA Labs relativamente alla categoria “Certified Anti-Virus Desktop/Server” dedicata alla protezione contro i virus per windows 7. ICSA Labs, una divisione indipendente di Verizon, è conosciuta per i suoi test con standard molto elevati. Tra il ventaglio dei criteri utilizzati, a qualsiasi soluzione antivirus viene richiesto di rilevare una serie di virus senza incorrere in falsi positivi.
“Il nostro programma di certificazione anti-malware garantisce informazioni sia all’utenza privata, sia all’utenza business, per aiutarle a scegliere il prodotto antivirus e l’azienda che meglio soddisfano le proprie esigenze”, ha dichiarato Andrew Hayer, Anti Malcode Program Manager di ICSA. Ottenendo questo certificato G Data ha dimostrato la sua determinazione nel fornire soluzioni di alta qualità”.
„Siamo felici di essere certificate da ICSA Labs“, ha dichiarato il Dr. Dirk Hochstrate, CEO di G Data Software AG. „Il risultato di questo test dimostra ancora una volta l’elevato standard qualitativo delle nostre soluzioni. Consideriamo questo certificato come un ulteriore incentivo per mantenere il nostro livello di qualità e garantire ai nostri clienti la migliore protezione possibile contro virus e criminali online”.
giovedì 31 marzo 2011
G Data: pesce d’Aprile con spam e virus
Il primo Aprile migliaia di persone in tutto il mondo si divertiranno a farsi scherzi l’un l’altro. I cyber criminali sono perfettamente a conoscenza di questo fatto e ne approfitteranno senza dubbio per distribuire malware. Per questo motivo G Data prevede una nuova ondata di email di spam nei giorni a cavallo del 1 Aprile con il fine di indurre gli utenti a cliccare su siti infetti e scaricare così malware nei loro Pc. Oltre alle solite email di spam, gli sviluppatori di malware faranno ampio uso dei social network per distribuire codici maligni. Essi potranno, ad esempio, pubblicare link video sulle bacheche che rimanderanno a presunti filmati di scherzi divertenti ed invieranno cartoline tramite i messaggi personali con la speranza di incuriosire i destinatari e trarli così in inganno.
"Il 1 Aprile è diventata una data segnata in rosso sui calendari di tutti i criminali online. In passato messaggi di spam avevano, per esempio, come oggetto diciture del tipo "April's fool" o "Fool's Day". Questo tipo di email vanno cancellate immediatamente, soprattutto se provenienti da un mittente sconosciuto. Qualsiasi link incluso non deve essere cliccato perché il sito Internet a cui si solito rimanda contiene codice maligno”, ha dichiarato Ralf Benzmüller, Head of G Data SecurityLabs. “Lo spam è il mezzo privilegiato per ingannare le ignare vittime ed indurle a visitare siti pericolosi per i loro Pc. Per questo si raccomanda l’utilizzo di soluzioni per la sicurezza informatica che offrano protezione in tempo reale per tutte le attività online.”
I consigli dell’esperto per una maggiore sicurezza:
1.Email provenienti da mittenti sconosciuti non devono essere lette e vanno cancellate immediatamente. I file allegati e i link presenti non devono essere cliccati.
2.Dal momento che i cyber criminali sfruttano ogni tipo di fiducia da parte dell’utente, bisogna fare particolare attenzione quando si usano i social network. Qui non si dovrebbe mai cliccare su alcun link senza aver fatto prima le dovute verifiche. Ci sono servizi appositi come http://longurl.org che possono essere molto utili in questo caso per verificare preliminarmente i vari link.
3.Il linguaggio di un messaggio è un indizio vitale per capire se si tratta di un tentativo di ingannare l’utente e fargli cliccare un link pericoloso. Se un messaggio proveniente da un amico contiene vistosi errori di grammatica e battitura o è postato in una lingua che non è quella del nostro amico, potrebbe quasi sicuramente trattarsi di un messaggio falso.
4.Il sistema operativo e tutti i suoi componenti, inclusa qualsiasi soluzione per la sicurezza, dovrebbero essere costantemente aggiornati. Bisognerebbe installare qualsiasi update software per i programmi installati in modo tale da chiudere ogni eventuale falla di sicurezza
5.Gli utenti dovrebbero usare una completa soluzione per la sicurezza informatica in grado di monitorare tutto il traffico Internet (http) e comprensiva di filtro antispam. Ciò garantisce una protezione più efficace contro infezioni di tipo drive-by e email di spam.
6.Le email di spam andrebbero sempre cancellate, In nessun caso un utente dovrebbe rispondere a questo tipo di email o usare la funzione "unsubscribe". Ciò infatti rappresenta una conferma per il mittente dello spam che l’indirizzo in questione è attivo e quindi idoneo per inviare ulteriore spam.
Il “Cloud” ci salverà
La maggior parte dei virus per computer sono ultimamente distribuiti via Internet. Gli utenti di soluzioni antivirus gratuite sono insufficientemente protetti dai siti infetti. G Data CloudSecurity è in grado di risolvere questo problema. Questo plug-in per browser come Internet Explorer e Firefox blocca è siti pericolosi in tempo reale prima che possono causare danni al sistema. E tutto in maniera gratuita! G Data CloudSecurity è, inoltre, compatibile con qualsiasi programma antivirus installato ed è pronto per l’uso una volta terminata l’installazione. Visitate il sito http://www.free-cloudsecurity.com per maggiori informazioni.
Disclaimer
Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.
Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.
Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).
Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.
L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.
Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.
Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.
Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.
Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.


