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giovedì 31 maggio 2007

Nuovi siti: NOsfigaBLOG - L'anticatenedisantantonio


Avete ricevuto una catena di S.Antonio? Siete superstiziosi o siete quelli che pensano "non ci credo ma non si sa mai"?

Ora c'è il Blog Anticatene: mandatele qui e avrete fortuna o almeno non perderete gli amici, che non vi sopportano più per tutte le catene inoltrate.

Pubblica la catena ricevuta inviandola a nosfiga [at] blogger.com e il Blog assorbirà ogni sfortuna!

Mio cugino l'ha fatto ed è diventato milionario, mia sorella no..e ancora non se la sposa nessuno!

provare per credere!!!!!!!!!!!


INOLTRA QUESTA NEWS A 10 PERSONE E DOPO 5 MINUTI TI TELEFONERA' UN NOTAIO AMERICANO PER DIRTI CHE UN TUO LONTANO PARENTE EMIGRATO NEL KLONDIKE TI HA LASCIATO UNA MINIERA D'ORO..

SE LA MANDI A 20 PERSONE, VIENI AUTOMATICAMENTE CANDIDATO PER LA CASA BIANCA...

CON 30 INVII DIVENTI LA NUOVA STAR DI HOLLYWOOD E MIGLIAIA DI FAN ANDRANNO IN DELIRIO PER TE..


E SE NON LA MANDI...

NON TI SUCCEDE NULLA DI MALE!!!!!!!


venerdì 29 dicembre 2006

Fincipit, è bello divertirsi sul web con un gioco antico come l'arte

Viaggio semiserio fra gli interventi dei lettori

Con una certezza: non c'è limite all'assurdo

Fincipit, è bello divertirsi sul web con un gioco antico come l'arte

di STEFANO BARTEZZAGHI

"T'amo, pio bue. Anzi: ne amo due". Così scriveva l'artista e poeta Toti Scialoja, anni fa; e mite un sentimento in fondo al cor ci infondeva: di ironia, di grazia inappariscente, in una sola parola, di gioco. Senza conoscerne il nome, stava giocando a Fincipit, un gioco di incipit letterari che finiscono subito, voli poetici che non giungono alla fine della pista di atterraggio: "Dopo una notte di sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò uguale al giorno prima, ed andò a lavorare".

Questo esempio è stato uno dei primi a comparire, alla fine di novembre, sul blog " E io che mi pensavo" di Alessandro Bonino. Di qui l'epidemia si è diffusa sullo stesso e su altri blog, e poi "Repubblica.it", magari in forme letterariamente meno raffinate: "Dormi sepolto in un campo di grano, ché la mietitrebbia non ci ha il freno a mano".

E' un gioco che sguinzaglia le preferenze di chi partecipa, come in un test di libera associazione. Se l'avvio è obbligato - l'inizio di una poesia, di un romanzo, di una canzone, meglio se celebri - si è poi completamente liberi di rispettare rima, metrica e prosodia o no; di proseguire in modo quasi sensato o di deragliare completamente; di mirare alla quieta follia del limerick o ai graffi della satira; di mostrare un gusto intellettuale per la sfida letteraria o di aderire gioiosamente alla goliardia.

Con rima, da Ungaretti: "M'illumino d'immenso. Il polonio sul sushi era troppo denso" (Luca Passani).

Con rima, da Venditti: "Sara, svegliati è primavera, hai fumato già l'erba di un'annata intera" (Luca Passani )

Da Vasco, con rima e prosodia: "Respiri piano per non far rumore... C'hai il polmone che fischia, sembri un treno a vapore" (Dario Lazzaretto)

Da Leopardi, con conservazione di metrica e rima: "Sempre caro mi fu il vespino in folle" (Simone Bellisai).

Da Baglioni, con rima e prosodia: "Quella sua maglietta fina / tanto stretta al punto che / mi immaginavo tutto /La mia fuga repentina / una volta appreso che /non mi sbagliavo affatto" (Giuseppe Romano).

I temi sessuali e corporali sono ricorrenti, consentendo il rapido sbalzo dal registro più alto all'infimo: "Nel mezzo del cammin della mia vita, / mi ritrovai con una selva oscura, / ché la lametta mia era smarrita... " (Alessandra Partese); "Respiri piano per non far rumore o proprio non ci so fare?" (Andrea).

"Si sta come d'autunno / sugli alberi le foglie" fa venire in mente i contratti a progetto alla quasi totalità degli intervenuti: e si può sospettare che quello sia in realtà merito di Ungaretti. Ugo Foscolo offre l'occasione per alludere alle polemiche postelettorali: "All'ombra dè cipressi e dentro l'urne da bianche molte schede io vidi farsi azzurre" (Leonardo Barucca). Da Tolstoi si passa alla Cogne mediatica: "Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo, il che ha fatto la fortuna di Bruno Vespa".

In altri casi il nesso con vicende d'attualità è più libero e fantasioso, come in questo Manzoni rimato dal lettore Bruno: "Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti... è proprio lì che George Clooney unisce ville con i ponti".

Ma l'assurdo alla Cochi e Renato vince in molte occasioni, come qui da García Márquez: "Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre l'aveva condotto a conoscere il ghiaccio. "Agitato, non shakerato", aveva detto papà" (Santo Piazzese)

Il gioco proprio nuovo non è. Recentemente lo aveva giocato anche Flavio Oreglio, che al proposito ricorda in un'intervista un bell'intervento di un suo corrispondente: "L'albero a cui tendevi la pargoletta mano, duecento risme ha reso alla Fabriano". Ma dall'inizio blasfemo dell'Ulysses di James Joyce (un vero e proprio fincipit sulla Messa) allo Scialoja citato, di gente che ha messo i baffi alla Gioconda ce n'è stata parecchia: anche molto prima del Novecento. Questo non toglie nulla al piacere di chi il gioco lo ha reinventato per suo conto oggi e lo ha proposto come una battuta che si fa con gli amici e che finirà per dominare la serata.

In "Fratelli d'Italia" di Arbasino i protagonisti a un certo punto non riescono a smettere di trovare titoli con la parola cielo (come "Il cielo può attendere" o "Il cielo in una stanza"), immaginando di cambiare una vocale alla parola cielo. In certe serate, lo spirito del gioco può far diventare contagiosa e irresistibile anche un'idiozia qualsiasi: e ora che c'è Internet il gioco sembra andare avanti sempre. La prossima volta che se ne avrà voglia, almeno, sarà ancora lì.


Origine: Repubblica

giovedì 16 febbraio 2006

Beppe Grillo scatenato contro politica e informazione

Il comico incontra i giovani romani all'auditorium della capitale




ROMA - E' un Beppe Grillo scatenato quello che oggi ha incontrato gli studenti della capitale nella sala Sinopoli dell'auditorium "Parco della musica" di Roma. Il comico genovese ha parlato per quasi due ore scagliandosi contro i politici, definiti come "dipendenti senza curiosità" e semplici "intermediari". Il comico genovese ha anche parlato di internet come del vero strumento di democrazia, grazie al quale è possibile "uno scambio di conoscenza tra me e te senza intermediazioni". E ha fatto l'esempio del suo blog che ha ormai raggiunto le 150 mila visite al giorno.

Nessuna pietà nei confronti del clima politico italiano che si è creato in questo periodo pre-elettorale, diviso tra occupazione dei media e scontri interni alle coalizioni. "Noi rimaniamo a osservare questo incantesimo - ha detto Grillo - a guardare questi che si dicono cose addosso, quello dice 'Prodi è un ladro' e Prodi risponde 'tu ti sei messo in piedi sulla sedia', il massimo della veemenza di cui è capace".

Nel suo show il comico si rivolge al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi chiamandolo "psiconano", il "portatore nano di comunicazione". Sempre rivolgendosi al premier Grillo afferma: "Sotto il profilo emotivo Berlusconi mi piace, ascoltarlo è come vedere uno spot, non ti poni il problema se è vero o no, lo sai che non è vero. E' un oleogramma, non c'è, vende bava come la pubblicità". Uno spettacolo con forti critiche anche verso il centrosinistra: "Ha fatto un programma di oltre 200 pagine con la copertina gialla, nessuno sa cosa c'è dentro, l'importante è il contenitore".

Il comico genovese se la prende poi con l'ex ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani (quella sulla pirateria - dice - è "una delle leggi più antidemocratiche") ma lancia frecciate anche a Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi, che definisce "una specie di scienziati manager". E avverte poi sul destino di un altro industriale: "Tronchetti Provera è pieno di debiti - dice - presto lo vedremo sui giornali".

Nel corso dell'incontro con i ragazzi Beppe Grillo ha sottolineato quali sono le sue posizioni sull'argomento "informazione". L'attore si dice convinto di non fare controinformazione, "ma vera informazione, perché vado a vedere l'ovvio, ciò che non guarda nessuno. E' bello conoscere le cose, quando le conosci non ti prende più per il culo nessuno".

Per l'attore "l'etica della comunicazione non si può più avere sui giornali o alla tv, ma soltanto attraverso la rete. I quotidiani? Io do tempo 7-8 anni poi spariranno, o meglio saranno inglobati nella rete, così come la Rai, avremo a disposizione tutto il magazzino". Non tralascia, inoltre, di ricordare le proteste contro la Tav: "Li hanno chiamati no-global, partito del no, sovversivi, anarco-insurrezionalisti, invece sono solo 50mila persone, tra cui anche sindaci e assessori, che hanno raccolto informazioni. Se ho informazioni, ben vengano, mi diano pure dell'anarchico".

L'intervento di Grillo è stato accolto con grande entusiasmo dagli studenti, qui riuniti per un progetto su internet e scuola promosso dal consorzio Gioventù Digitale presieduto da Tullio De Mauro e dal Comune di Roma.


Origine: Repubblica

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