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martedì 30 dicembre 2008

1 gen 2009: inizia l'anno del Salento!

Dopo appena due anni,
RS è oggi il più potente strumento di promozione del Salento
Il 2009 sarà l'anno del Salento
parola di Repubblica Salentina
Questi ragazzi porteranno la rivoluzione salentina in Europa e nel mondo
Fu il 1 gennaio 2007, esattamente due anni fa, quando, dopo un intero mese di sospettoso mistero e innumerevoli interpretazioni politiche e non, fu annunciato pubblicamente cosa fosse davvero la "Repubblica Salentina", un movimento assolutamente innovativo nato in una scuola per promuovere a 360 gradi e con creatività ed originalità la cultura, le tradizioni, le arti, l'economia ed il turismo del territorio salentino. In soli due anni i ragazzi dell'Istituto Costa di Lecce sono riusciti a far conoscere ed apprezzare la loro 'creatura' in tutta Italia, non c'è giornalista o amministratore pubblico in tutto il Paese che non abbia sentito parlare o ricevuto una mail di Repubblica Salentina.
Ma ora si comincia a fare sul serio, il 2009 sarà l'anno del Salento!
Sono tante e tutte molto incisive le novità che i giovani di Repubblica Salentina hanno in cantiere per questo 2009 che sta per cominciare, non possono e non vogliono sbottonarsi troppo ma garantiscono scintille, la prima grande e "globale" novità sarà annunciata fra pochissimi giorni e fornirà un colpo "planetario" alla conoscenza e alla promozione del Salento.

C'è da crederci o sono solo facili promesse?

Basiamoci su quanto è stato già realmente e concretamente realizzato da questo gruppo di ragazzi non ancora ventenni in soli ventiquattro mesi e poi giudichiamone le potenzialità.

A partire da gennaio 2007 il gruppo che ha creato e promosso la "res publica" salentina ha realizzato:

  • un ricco e approfondito portale web che ha registrato oltre 700.000 visitatori e che ha fatto sentire "a casa" e raccolto intorno a sè migliaia di salentini che vivono fuori per studio o per lavoro;
  • 22 azioni di mailing mensili che hanno raggiunto complessivamente 1.760.000 professionisti ed imprenditori in tutta Italia con l'esplicito invito a visitare il Salento in ogni mese dell'anno;
  • oltre 100 schede per la promozione di altrettanti grandi eventi che hanno luogo sul territorio durante tutto l'arco dell'anno e capaci di incentivare il turismo per eventi;
  • 2 campagne nazionali (primavera ed autunno) di promozione turistica attraverso l'innovativa "Formula 30-20-10";
  • la pubblicazione di calendari ed opuscoli di grande impatto promozionale;
  • una campagna conoscitiva istituzionale su tutto il territorio nazionale con l'invio mensile di una newsletter che ha fatto conoscere complessivamente e periodicamente a 30.000 persone, tra cui imprenditori, amministratori pubblici, enti, giornalisti, etc., i successi, i traguardi e le conquiste ottenute dal Salento e dai salentini;
  • concorsi e iniziative divertenti per scoprire aspetti sconosciuti del territorio ("Nasinsù", "Non è poi così lontano", "Lecce, immagini di terra e mare", ...);
  • importanti collaborazioni con enti ed istituzioni (Provincia, Comuni, Confindustria, APT, Consorzi turistici, associazioni, etc.);
  • la creazione del sistema SKS Student Kard System rivolto a tutti gli studenti;
  • le iniziative "Salentolibri", "Salentoteca", "Quadrotti", "Class Action", "Cine Web Costa", "Cogli l'Ottimo", "Top & Unique", "BicicLecce";
  • servizi di informazione ai turisti attraverso l'azione degli InfoBoyz durante i grandi eventi quali Festival dell'Energia, Notti Bianche, Night Parade, etc.;
  • oltre 4.800 adesivi da targa che stanno circolando in Italia ed in Europa;
  • interviste e articoli sui più importanti media nazionali, TG2, TG5, TG3, Radio 1 Rai, La Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Libero, Il Giornale, I Viaggi, Donna Moderna, Famiglia Cristiana, ...
Senza alcun timore di smentita, sentiamo di poter affermare che oggi Repubblica Salentina è il più potente ed importante strumento di comunicazione e promozione del Salento fuori dal Salento. Niente male per un'organizzazione così giovane fatta da persone così giovani.
I nomi? Eccoli: Paolo Anguilla, Giuseppe Annicchiarico, Gloria Arnesano, Giuseppe Barbara, Roberta Bray, Francesco Buono, Giulia Calogiuri, Pierluigi Carriero, Sabrina Corciulo, Pierandrea Folle, Giuseppe Langiù, Chiara Mancarella, Antonio Politi, Alessandro Podo, Serena Quarta, Federica Rizzo, Francesco Rizzo, Sara Schiavone, Giorgia Starace, Marco Taurino, Monica Tedesco, Luca Viva

Repubblica Salentina www.RepubblicaSalentina.it posta@repubblicasalentina.it

Perché la pubblicità non ci ha salvati dalla crisi?

Perché la pubblicità non ci ha salvati dalla crisi?

La settimana scorsa è circolata la notizia che un'agenzia pubblicitaria belga, dovendo procedere ad una riduzione del personale, ha indetto un concorso online attraverso il quale è possibile decidere chi verrà licenziato.
Si trattava naturalmente di un falso, di un'operazione di marketing virale che aveva lo scopo di creare un passaparola e dare visibilità all'agenzia e alla sua capacità inventiva.
Difficile valutare i ritorni di un'operazione del genere: di sicuro ha avuto il pregio di portare agli occhi di tutti, in modo paradossale, un fenomeno che proprio nei giorni precedenti il Natale ha fatto tabula rasa di creativi in diverse agenzie di pubblicità italiane. Nulla di cui stupirsi: la crisi economica ha portato ad una notevole riduzione del budget destinato alla pubblicità, che si è trasformata in tagli al personale creativo di piccole e grandi agenzie italiane.
Pare che qualcuno sia stato licenziato per telefono, altri all'indomani della festa aziendale. Dopo la crisi economica e finanziaria, dopo la crisi dell'informazione, assistiamo ora anche alla grande crisi della pubblicità.
O forse quella che crediamo essere l'ultima è stata in realtà la prima.
Già. La crisi nel settore pubblicitario è arrivata prima della crisi economica, è arrivata quando le nostre agenzie di pubblicità si sono manifestate incapaci di rinnovarsi nel tempo, quando i creativi hanno smesso di inventare, quando si sono adagiati sul loro status quo e hanno smesso di produrre idee. I media classici sono in crisi da tempo, la pubblicità italiana non ha saputo cogliere le nuove esigenze dei consumatori, non ha saputo rinnovarsi, non ha sfruttato le potenzialità delle nuove tecnologie: ha rinunciato, in tre parole, ad essere efficace, e anziché costituire il traino verso la ripresa è rimasta impigliata lei stessa nelle maglie della crisi. Si parla di imprenditori che non possono più permettersi di investire in pubblicità.
Io parlo di imprenditori che non vogliono investire perché non ci credono, perché non si fidano.
Le imprese, come i consumatori, chiedono una comunicazione commerciale innovativa, una nuova spinta verso la creatività. La pubblicità è un'opportunità, non un obbligo.
Le agenzie di pubblicità devono farsi conoscere come promotrici di cambiamento.
Devono saper ascoltare, perché la comunicazione è relazione.
E devono tener conto di una nuova generazione di consumatori che lavora, si diverte e si nutre di Internet.
Se i direttori delle grandi agenzie navigassero si renderebbero conto che il Web non è solo un insieme di informazioni ma una Rete di idee e di spunti offerti.
Il loro concetto di comunicazione si deve evolvere, approfittando di quei giovani talenti che sono ancora capaci di giocare e di fare magie.

Pamela Ferrara
www.pamelaferrara.com

ALLARME PER LA PROVINCIA DI CASERTA IL 16% DEL PIL POTEREE VANIFICARSI.

ALLARME PER CASERTA. TRA CRISI DELLA FILIERA MOZZARELLA E TABACCO IL 16% DEL PIL PROVINCIALE POTRA' ANDARE IN FUMO.


www.notiziesindacali.com


Le aziende che allevano bufale nel casertano sono in profonda difficoltà perhé l'eradicazione della brucellosi ha portato all'abbattimento di circa 26.000 capi e 5.000 sono pronti per esserlo senza che lo "STATO" abbia pagato finora alcuno indennizzo.

Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'agosto 2007 prevedeva che, dopo 90 giorni dall'abbattimento, gli allevatori ricevavono la somma per mancato reddito, la sospensione dei mutui e del pagamento degli oneri previdenziali. Gli abbattimenti sono avvenuti a marzo 2008 e sono trascorsi circa 10 mesi e le risorse finanziarie non si sono ancora viste.

Inoltre, il Piano elaborato dalla regione Campania di eradicazione della brucellosi approvato dal Ministero della Salute e dalla Uunione Europea, per ammissione degli stessi estensori, è rimasto sulla carta e non è stata mai applicato. Perché?

Vi è inoltre la "questione del latte congelato" che il Piano prevedeva la distruzione ed ancora oggi è stoccato con notevole spreco di risorse finanziarie da parte della regione Campania.

Infine, quello che mette in ginocchio gli allevatori di Bufale è il latte che era venduto ad 1,00 Euro al litro, prima della crisi, ed oggi lo stesso viene venduto a 0,50/0,60 centesimi al litro. Eppure il consumo della mozzarella non si è contratto. Perché? Mancanza di controlli? Imbrogli, truffe e speculazioni?

La regione Campania si è mossa ed un'audizione presso il Consiglio regionale ha deciso di costituire un tavolo tecnico per affrontare :

-livello delle difficoltà delle imprese bufaline;

-le misure idonee atte a fronteggiare la situazione di crisi delle aziende;

-la costituzione di un fondo di rotazione garantito dalla regione per dare la possibilità alle Banche di erogare gli indennizzi agli allevatori visto i notevoli ritardi accumulatosi.

Infine, l'Assessore provinciale di Caserta all'agricoltura durante l'audizione ha affermato:" Qualora andasse in crisi anche la filiera Mozzarella di bufala dopo i provvedimenti dell'Unione Europea sul tabacco il 16% del PIL della provincia casertana verrebbe meno".

Per questo, noi diciamo, è necessario fare tutto il possibile per assumere giuste e leggittime decisioni capaci capaci di scongiurare una crisi che sta per esplodere prossimamente.


Napoli, 30/12/08

Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

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La promozione pubblicitaria da sempre porta grandi vantaggi in termini di visibilità, di diffusione del marchio aziendale e dei suoi prodotti o servizi, e di conseguenza porta un importante beneficio al business dell'azienda.
Studio Stands per tale scopo ha progettato e prodotto degli espositori e dei materiali espositivi di grande qualità, adatti a svariate applicazioni, sia per interni che per esterni.
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UNA RAFFICA DI SCIOPERI NEL GENNAIO 2009

UNA RAFFICA DI SCIOPERI NEL GENNAIO 2009.


di www.notiziesindacali.com


Si inizia l' 08 Gennaio con lo Sciopero degli aderenti all'Anpacat -una sigla che raggruppa alcuni controllori di volo – che scioperano dalle 12.00 alle 16.00;

Il 12 Gennaio e fino al 09 Febbraio i dipendenti Telecom non fanno straordinari per difendere il posto di lavoro. Ricordiamo che dopo 5.000 lavoratori che sono usciti volontariemente dall'azienda , oggi la stessa ha fatto un piano che prevede altri 4.300 Esuberi;

Il 23 Gennaio Scioperano i ferrovieri dalle 09.00 alle 17.00

Il 27 Gennaio Scioperano gli Avvocati;

Ed infine il 13 Febbario Manifestazione a Roma dei dipendenti della Pubblica amministrazione e dei Metalmeccanici.


Napoli, 30/12/08


Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

lunedì 29 dicembre 2008

Autorimessa per quartiere con facciata stile Liberty


Ufficio Stampa IdealPark: Dietro la facciata stile Liberty, l'autorimessa per il quartiere

Da Budapest la nuova tecnologia Parksafe. Nuove possibilità per la ristrutturazione degli edifici


Il parcheggio pubblico è posto nella stretta via Realtanoda nel centro di Budapest, in un quartiere pieno di edifici storici non lontano dal muro della città antica di Pest. L'edificio al numero civico 5 risale al ventesimo secolo ed era di proprietà del pittore Franklin, dal quale prende il nome l'attuale parcheggio multipiano. L'edificio fa parte di un complesso con la facciata fronte strada assolutamente da preservare. Il retro dell'edificio poteva invece essere demolito completamente per dare spazio alla struttura dell'autorimessa. La parte frontale accoglie l'entrata/uscita delle vetture e l'area di servizio per il parcheggio delle auto, mentre dietro alla facciata ristrutturata vi sono 5 piani di uffici di lusso moderni.

La lunghezza e la larghezza della pianta dell'edificio hanno richiesto una soluzione di parcheggio con aree di trasferimento delle vetture posizionate solo su un lato ed un'entrata/uscita separata.
Questo parcheggio automatizzato Parksafe 580 ora distribuito in Italia da IdealPark ha permesso di realizzare 200 posti auto e la facciata dell'edificio è rimasta invariata.

Credits
Gestione del progetto Site Art Kft. H-1023 Budapest
Fornitore sistemi di parcheggio Wohr, gruppo IdealPark,4 impianti Parksafe 580 per 200 auto

per maggiori informazioni e materiale fotografico Vi preghiamo di contattare:

Ufficio Stampa IdealPark
Tel. 045.6750125  Fax. 045.6750263
e-mail info@idealpark.it
Barbara De Marzi 340.9052743
Elisa Tomasello 348.2889034


Miseria e Nobiltà (recensione)

Komiko Production e Augusteo Produzioni

MISERIA E NOBILTA'
di Eduardo Scarpetta

con:
FRANCESCO PAOLANTONI e con la partecipazione di NANDO PAONE
ANTONELLA CIOLI, GIUSEPPE DE ROSA, ANTONIO FERRANTE
ERNESTO LAMA, PATRIZIA SPINOSI, IMMA VILLA
Elisabetta D'Acunzio, Carlo Di Maio, Ivana, Maione,
Lello Radice, Francesco Barra, Paola Beccanfuso, Antonio Fiorillo

Scene di Bruno Garofalo
Costumi di Raimonda Gaetani
Musiche di Paolo Coletta

 

Regia di Armando Pugliese

 

Miseria e Nobiltà la spassosa commedia di Eduardo Scarpetta scritta nel lontano 1888, conserva intatta la sua freschezza e la sua vivacità, divertendo il pubblico da oltre cento anni. E' la storia di Felice, povero scrivano squattrinato e del suo amico Pasquale, di mestiere salassatore, i quali convivono con le loro famiglie, nello stesso appartamento in condizioni miserevoli. La fame li perseguita insieme al padrone di casa al quale devono cinque mesi d'affitto arretrato. A risolvere la situazione interviene il marchesino Eugenio che, per ottenere la mano di Gemma, una ballerina del Teatro San Carlo, convince Felice e Pasquale a farsi passare per i propri parenti così da presentarli a Gaetano, padre di Gemma e cuoco arricchito, ed ottenerne la mano. Fingendosi nobili, Felice e Pasquale, si introducono in casa di Gaetano dando vita ad una serie di esilaranti equivoci alla fine dei quali, ovviamente, l'amore trionferà.
Interpretata anche da Eduardo De Filippo intorno al 1954 (occasione nella quale debuttò nei panni di Peppeniello anche il figlio Luca) Miseria e Nobiltà raggiunse la meritata notorietà quando sempre in quegli anni, fu portata sul grande schermo da Totò.
A riproporla oggi, è Francesco Paolantoni in una versione riadattata e diretta da Armando Pugliese con un cast di attori molto bravi che, con ammirabile equilibrio, danno vita agli spassosi personaggi della vicenda. Decisamente da citare, oltre a Paolantoni, anche Antonella Cioli nella parte di Luisella, Nando Paone in quella di Pasquale e Patrizia Spinosi nei panni di Concetta.
Spettacolo, ben realizzato, con scenografie semplici ma efficaci,  questa versione di Miseria e Nobiltà, vuole riavvicinarsi il più possibile al testo originale di Scarpetta che la volle appunto farsa leggera e divertente col solo scopo di far sorridere e sollevare gli animi tralasciando la denuncia sociale di cui invece, a suo tempo, fu permeata la versione di Eduardo De Filippo.
In scena ancora fino al 6 gennaio al Teatro Sala Umberto e poi in tour in altre città italiane.

(Ilda Ippoliti)
 
Teatro Sala Umberto
Via della Mercede, 50
00187 Roma
Tel. 06 6794753
www.salaumberto.com

30 DAYS, in edicola a fine dicembre con Joe T Vannelli, Ferry Corsten, Tiesto, Dna Innocenza Perduta Club Tour

Da fine dicembre 2008 è in edicola a 2,9 euro il nuovo numero del magazine 30 Days (www.30days.it). Il magazine creato da Gennaro Luongo questo mese dedica spazio a tanti, tantissimi protagonisti della dance, tra cui citiamo almeno Joe T Vannelli (in copertina), Ferry Corsten, Tiesto, Tommie Sunshine... Uno spazio anche per l'Dna Innocenza Perduta Club Tour, la serata itinerante creata da Nu' Art per lanciare un nuovo aqua pop leggero (5% alcool), gustoso e a basso contenuto di zucchero.

Eventi a Firenze: Bel Vedere

Si calcola che l'Italia possieda circa il 70% del patrimonio artistico mondiale, e una fetta significativa di questa percentuale si trova sicuramente nella magnifica Firenze.

Firenze è infatti una città ricchissima d'arte, e i turisti che la visitano hanno solo l'imbarazzo della scelta, tra musei, chiese, monumenti, piazze e giardini. Riconosciuta internazionalmente come la città da cui ebbe origine il Rinascimento, Firenze è considerata come la culla dell'arte e dell'architettura, e attrae ogni anno turisti provenienti da tutto il mondo. Ad attirare i visitatori non sono però solo le meraviglie artistiche della città, ma anche quelle paesaggistiche: Firenze gode infatti di una posizione che incanta, racchiusa com'è da colline e attraversata dal fiume Arno, oltre ad avere fantastici appartamenti Firenze in centro città.

I tesori di Firenze sono sparsi per tutta la città , ma il centro storico registra una concentrazione tale di luoghi d'interesse culturale da renderlo un sito unico al mondo. Il centro storico della città comprende, solo per fare qualche esempio, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Palazzo Vecchio, Palazzo Medici-Riccardi, Palazzo Pitti, le basiliche di Santa Maria Novella e Santa Croce e gli Uffizi, e per questo suo valore artistico nel 1982 l'UNESCO l'ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Le motivazioni che hanno spinto l'UNESCO a prendere tale decisione sono molteplici: tra queste, l'influenza architettonica che le opere ivi racchiuse hanno avuto sia in Italia che nel resto del mondo e, in secondo luogo, il fatto che il centro conservi ancora intatti le strade, i palazzi e anche un ponte del XIV secolo, che lo rendono un'importante testimonianza storica, confermata anche dall'accoglienza di tutti i gestori di b&b a Firenze.

Per celebrare il 26° anniversario dell'importante riconoscimento ottenuto dall'UNESCO, a Firenze è stata organizzata una mostra che si propone di offrire una panoramica sulle viste che si godono o che si godevano dal centro storico, rendendo dunque omaggio al paesaggio fiorentino e illustrandone le trasformazioni nel tempo. La mostra "Bel_Vedere_Firenze", che si svolgerà dal 21 dicembre 2008 al 15 febbraio 2009 all'Archivio Storico del Comune della città, porterà davanti agli occhi dei visitatori i risultati dello studio "Il centro storico di Firenze in trasformazione. Rilievo critico per la riqualificazione del paesaggio urbano", condotto dal dipartimento di progettazione dell'Architettura dell'Università di Firenze. La mostra comprende, da una parte, foto e rilievi effettuati da punti di osservazione localizzati lungo un percorso che va da piazzale Michelangelo al giardino di Boboli, dall'altra una serie di dipinti e immagini del XIX secolo che ci aiutano a capire com'era Firenze all'epoca. Lo studio e la mostra risultano particolarmente interessanti in una città come Firenze, che pur dovendo fare i conti con l'inevitabile sviluppo urbano ed extraurbano della città, deve però preoccuparsi di salvaguardare il proprio patrimonio artistico. E di questi temi si parlerà anche durante una giornata di studio organizzata in seno alla mostra, che ospiterà dibattiti su importanti questioni quali la trasformazione del paesaggio urbano e la necessità di trovare un equilibrio tra obiettivi economici e tutela della risorse e dell'ambiente.

Se state progettando un viaggio alla scoperta delle meraviglie artistiche d'Italia, prenotate subito un ostello Firenze e partite per la Toscana.

Date: 21 dicembre 2008 – 15 febbraio 2009
Dove: Archivio Storico di Firenze, Italia



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Trenet Srl – Web & design

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MORALE E POLITICA

MORALE E POLITICA



di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


La prima definizione di politica risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa: "la città", intesa come comunità dei cittadini. La politica, secondo il filosofo Ateniese, significa l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti. La politica si esercita in uno spazio pubblico in cui tutti i cittadini hanno libero accesso. Perché essi sono il "demos", il popolo, che determina e legittima le scelte. Il fine del bene pubblico è legato al concetto di politica.
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Il termine morale identifica la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale deve agire il genere umano. Il termine morale in funzione di aggettivo assurge a valore di ciò che è attinente alla dottrina etica, ovvero significa ciò che è attinente alla condotta e quindi suscettibile di valutazione e di giudizio. Qui verrà usato il concetto di morale come moralità, cioè come assieme di convenzioni e valori di un determinato gruppo sociale in un periodo storico (o semplicemente di un individuo), concetto ben distinto da moralismo con il quale si intende la corruzione della moralità. (lib.tratto dal vocabolario Zingarelli)

Nel nostro paese, la corruzione nella pubblica amministrazione e nella attività politica è un problema ricorrente. Dall'unità d'Italia ad oggi, non c'è stato decennio che non abbia visto uno scandalo clamoroso, in cui siano stati coinvolti poteri pubblici usati per arricchimenti privati. Scandali e fallimenti eclatanti hanno coinvolto le figure più prestigiose della nostra storia politica, non risparmiando giornalisti famosi, imprenditori, banchieri, alte cariche militari, dirigenti dello Stato e magistrati autorevoli.

Riconoscere la corruzione e combatterla è il destino di una società moderna, in cui la libertà è un diritto garantito e da salvaguardare e le regole sono stabilite da una Costituzione adottata e condivisa dalla maggioranza dei cittadini.

L'Italia non è l'unico paese sconvolto periodicamente dagli scandali politici. La Germania ha vissuto sbalordita lo scandalo che coinvolse Helmut Khol, il grande cancelliere che realizzò la riunificazione nazionale. La Francia ha visto mettere sotto accusa il figlio di Mitterand, Giscard D'Estaing, Chirac; autorevoli Presidenti della Repubblica; mentre nemmeno la rigorosa Gran Bretagna è stata risparmiata da scandali e dalla corruzione che hanno travolto Major ed i governi conservatori da lui presieduti. Anche il lungo periodo di governo del socialista Felipe Gonzales in Spagna, è finito perché alcuni ministri erano coinvolti in affari poco leciti.

L'elenco, nella Europa moderna potrebbe essere lungo e pieno di curiosità; perché la corruzione riveste sempre nuove forme e coinvolge insospettati interpreti della vita pubblica dei diversi paesi. Il problema che hanno le società moderne è quello di riconoscere in tempo la corruzione e di contenerne gli effetti nella vita di ogni giorno dei cittadini.

Tradotto in linguaggio semplice, attivare forme preventive di controllo, contrastare tempestivamente le infrazioni alle leggi e punire tempestivamente ed adeguatamente i responsabili delle attività di malversazione. La differenza tra il nostro paese e gli altri è nella fase del contrasto alla corruzione e nelle condanne ai colpevoli, che sono rare, giungono dopo molti anni, senza raggiungere mai la certezza della colpevolezza dei protagonisti delle vicende di corruzione.

In Italia si ha spesso la sensazione che chi compie reati di abuso e di corruzione, non sia punito adeguatamente. Questo comporta una sfiducia nelle istituzioni e nella giustizia, spesso immotivata. La corruzione arriva sempre quando si smette di operare per il bene comune. I sintomi sono chiari ed evidenti: si nota subito uno stentato procedere delle normali attività della pubblica amministrazioni, diventa emergenza quello che dovrebbe essere ordinaria amministrazione, si arresta lo sviluppo, cresce il disagio dei cittadini, l'intera collettività diventa più povera e spesso la delinquenza organizzata emerge come una protagonista della vita sociale ed economica.

Conosciamo bene questi evidenti segni di degrado nella vita pubblica, quando i gruppi di potere diventano talmente forti da determinare la politica e rendere difficile la libera espressione dei cittadini. Gli esempi possono essere molti, la spazzatura non raccolta dalle strade, gli ospedali che non funzionano, le strade rotte e continuamente aggiustate, i lavori pubblici che non finiscono mai, le metropolitane continuamente inaugurate e che non partono mai.

Prima ancora del giudizio della magistratura, arriva il giudizio dei cittadini, di quelli che sopportano una politica immorale. Quando si ferma lo sviluppo, inizia la corruzione. Il vero problema del nostro Paese è che il nostro residente del Consiglio in carica, è coinvolto, da oltre 20 anni, in inchieste di corruzione senza che si riesca a sapere definitivamente se è veramente colpevole. Da quando riveste il ruolo di capo dell'esecutivo Berlusconi ha portato in Parlamento leggi che hanno contribuito a derubricare i reati di corruzione, fino ad arrivare alla legge votata subito dopo la sua recente rielezione, che non permette l'incriminazione delle più alte cariche dello Stato. In questo quadro non garantisce i cittadini una riforma della giustizia che tenti di ridurre le possibilità di inchiesta dei magistrati.

Di fronte al rischio della corruzione non si risponde con leggi chiare che cerchino di prevenire e limitare il fenomeno nella pubblica amministrazione, ma a limitare l'azione dei magistrati. Questa vicenda, unicamente italiana, non potrà essere a lungo sopportata dai cittadini. La crisi economica imporrà a tutti un cambio di abitudini e sacrifici notevoli, non si potrà sopportare a lungo che disonesti e corrotti si approfittino del lavoro e delle rinuncie della maggioranza dei cittadini onesti.

E' nostro compito continuare a rivendicare la correttezza dei nostri amministratori e scegliere delle persone degne per rappresentarci. Per garanire tutti, occorre una maggiore trasparenza negli atti amministrativi e di governo, la tracciabilità degli atti della pubblica amministrazione deve rappresentare una garanzia per amministratori, cittadini e magistrati. Per evitare la corruzione politica occorre aumentare il tasso della democrazia, non ridurla, quanta più democrazia viene introdotta nella vita pubblica, più sviluppo è garantito, più si previene la corruzione.

Napoli, 29/12/08


Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

Corso Diventare Imprenditore - Milano, 23 e 24 Gennaio

Diventa finanziariamente libero avviando un'impresa.

Il posto fisso non fa per te? La tua massima aspirazione è realizzare qualcosa con le tue forze? Sei una persona concreta e vuoi un'attività che assicuri risultati tangibili?

Scopri tutti i segreti per avviare un'impresa vincente, partecipando al corso Diventare imprenditore che si terrà a Milano il 23 e il 24 gennaio 2009. Un corso fondamentale per imparare le tecniche corrette per avviare un business e gestirlo con successo.

Negli USA il 74% dei nuovi milionari è fatto da imprenditori che hanno avviato una loro impresa. In Italia un dipendente su tre desidera mettersi in proprio.

Sicuramente creare un'azienda di successo è il modo più veloce per raggiungere elevati livelli di reddito, ma può essere anche rischioso se non si possiedono quelle capacità personali e professionali fondamentali per vincere nel mondo del business.

Si può imparare, allora, ad essere imprenditori? Quali sono gli studi, le competenze, le rinunce, e le soddisfazioni cui andrete incontro scegliendo di seguire la vostra passione?

"La verità" – afferma Simonetta Norscia, ideatrice di Origyne.it - "è che la nostra società, il nostro sistema scolastico non ci prepara ad essere imprenditori, ci insegna ad essere dipendenti. Ci insegna a temere l'errore, ad aspettarci un futuro dagli altri, a stare in fila in attesa che qualcuno sopra di noi riconosca la validità del nostro lavoro, ci accordi delle promozioni, ci conceda un aumento di stipendio. Perciò alla domanda 'Si può 'imparare' ad essere imprenditori?' rispondo sicuramente di sì, a condizione però di accettare il cambiamento! Il cambiamento innanzitutto nelle nostre convinzioni e credenze limitanti".

Il corso "Diventare Imprenditore" è un corso completo che insegna concretamente ad avviare un'azienda e a farla crescere fino a raggiungere il successo finanziario. Insegna a riconoscere e a superare i limiti imposti dalla nostra educazione e dalle nostre paure, insegna però anche come creare correttamente un piano d'impresa per cercare soci e investitori, come studiare il mercato per capire se l'idea può funzionare, come fare una previsione economico finanziaria (valutare il cash flow) e infine come impostare un corretto controllo di gestione per far funzionare la nostra impresa.

Per leggere il programma, visita la pagina del corso diventare imprenditori.

Per maggiori informazioni:
www.origyne.it
www.origyne.it/calendario-corsi

Origyne Corsi di formazione, Business & Investment Education, Sviluppo Personale

Premio letterario Amantea Giovani

Premio letterario Amantea Giovani (Scadenza 29/01/2009)

REGOLAMENTO

ART. 1. All'interno del progetto "I giovani e, le loro espressioni
artistico-creative, comunicative, critico-valutative", integrato nel
P.O.F. per l'anno scolastico 2008/09, è bandito il "Premio Letterario
Amantea Giovani 2009". - X Edizione.

ART. 2. Il premio è riservato ad un testo di qualsiasi genere
(narrativa, poesia, saggistica, teatro, ecc.), pubblicato negli ultimi
5 anni, in lingua italiana, da giovani che non abbiano compiuto i 35
anni di età alla data del 20 gennaio 2009.

ART. 3. I testi partecipanti dovranno essere presentati o inviati da
Case Editrici, autori, Enti, in tre copie, entro il 20 gennaio 2009
alla Segreteria dell'Istituto di Istruzione Superiore Liceo
Scientifico Statale, via Salvo D'Acquisto, 14 - 87032 Amantea (CS)
Tel. e Fax: 0982 41969.

ART. 4. I libri pervenuti saranno "letti" dagli studenti che
effettueranno una valutazione personale, esplicitata tramite una
scheda appositamente strutturata sulla quale ogni alunno annoterà un
sintetico giudizio ed un voto da 1 a 10.

ART. 5. All'autore vincitore del premio saranno consegnati un
medaglione raffigurante il mascherone del "Dio Sole", tratto dal lago
dell'Istituto e la somma di 1.000,00 Euro.

ART. 6. Il vincitore dovrà essere presente ad Amantea per "incontrare
gli studenti" e ritirare personalmente il premio durante le
"Manifestazioni di fine anno" e la "performance artistico-creativa"
esibita dagli studenti in onore dell'autore premiato.


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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

domenica 28 dicembre 2008

Organizzazioni e inconscio

Cara Amica, Caro Amico,

invio delle riflessioni sul disagio psicologico diffuso all'interno
delle istituzioni e delle organizzazioni lavorative.

Le morti bianche non sono solo fisiche, ma anche psicologiche.

Nell'ambito delle organizzazioni lavorative si instaurano procedure
relazionali di mobbing, di ricatto morale, di dinamiche seduttive e
molestie psicologiche latenti di depersonalizzazione che portano ad
una tensione fisico emotiva lacerante negli individui, ad una morte
psicologica delle potenzialità operative a livello di processi
relazionali di tipo informale, inconscio e irrazionale, in zone
d'ombra latenti orientate a necessità emotive...


LE ORGANIZZAZIONI E L'INCONSCIO.

I problemi del lavoro

di LAURA TUSSI

Le morti bianche non sono solo fisiche, ma anche psicologiche.

Nell'ambito delle organizzazioni lavorative si instaurano procedure
relazionali di mobbing, disagio psicologico diffuso all'interno delle
istituzioni, di ricatto morale, di dinamiche seduttive e molestie
psicologiche latenti di depersonalizzazione che conducono il personale
ad una morte psicologica delle potenzialità operative e ad un
appiattimento conscio e inconscio delle abilità sociali che portano ad
una tensione fisico emotiva lacerante negli individui, a livello di
processi relazionali di tipo informale, inconscio e irrazionale, in
zone d'ombra latenti orientate a necessità emotive.

Coesistono diverse teorie inerenti la consulenza organizzativa e di
gestione, per far fronte a tali rischi di dinamiche conflittuali.

Molti processi che creano difficoltà organizzative sono di natura inconscia.

Il lavoro nella nostra società coincide con l'identità personale e
professionale e con l'appartenenza alle organizzazioni, fattori che,
da un punto di vista inconscio, consistono nell'essere
istituzionalizzati. A livello conscio, il lavoro ha una funzione
operativa, in cui ogni cambiamento risulta collegato all'ansia e alle
resistenze da essa causate. Bion sostiene che, spesso all'interno
delle organizzazioni, l'ansia di non sapere coincide con la paura di
essere sopraffatti.

Freud in "Totem e Tabù" indica un'ansia primitiva nel destino
dell'umanità per la paura dell'ignoto che si esplicita secondo Bion
nella regressione dell'adulto in meccanismi infantili.

Bowlby sostiene che l'ansia da separazione permea le attuali
organizzazioni lavorative con una funzione associativo-difensiva, come
nelle primitive tribù.

Nelle organizzazioni lavorative risulta presente un'ansia personale
per cui elementi dell'esperienza individuale passata, consci e
inconsci, riemergono nel mondo psichico interiore e scaturiscono a
causa di conflitti nell'ambito lavorativo a cui può apportare notevole
contributo la pratica psicanalitica.

Winnicott sostiene che nell'ambito delle organizzazioni lavorative
deve essere condiviso un ambiente facilitante come spazio
transizionale.

La Klein attribuisce valore ai fattori di scissione e identificazione
proiettiva nello studio dei gruppi e delle istituzioni in cui le
posizioni depressiva e schizo-paranoide permettono di misurare le
istanze di cambiamento tramite l'attività consulenziale, dove il
conflitto intrapsichico o intraistituzionale risulta parallelo a
quello interpersonale e interistituzionale, al fine di comprendere
come emergono i processi istituzionali inconsci e latenti.

Tutte le diverse tipologie di relazione nelle organizzazioni
lavorative presentano "zone d'ombra" in quanto si evolvono tramite
processi relazionali di tipo informale, inconscio e irrazionale.

Il modello Tavistock studia il funzionamento delle istituzioni umane
attraverso matrici teoriche che spaziano dalla teoria psicanalitica di
Bion e Menzies, alla teoria dei sistemi aperti, entrambe finalizzate
all'aiuto consulenziale per le organizzazioni lavorative in
difficoltà. Questo modello teorico presenta un valore euristico di
ricerca, formazione, diagnosi e consulenza, aspetti che confluiscono
in una teoria clinica dell'organizzazione tramite un apprendimento di
tipo esperienziale. Il modello Tavistock presenta due anime una
clinico-psicologica e una socio-aziendale. L'approccio sistemico
psicodinamico prevede l'analisi delle organizzazioni come sistemi
complessi nell'interscambio con l'ambiente circostante, nell'ambito
della concezione sistemica delle organizzazioni che ha per modello
ideale l'organismo unicellulare con la membrana interno e esterno che
si configura come confine permeabile. Nell'ambito dei sistemi
lavorativi coesistono due tipologie di organizzazione: una tipologia
visibile, quindi razionale, coerente e orientata a un compito e una
matrice nascosta, ossia irrazionale, orientata a necessità emotive e
con reazioni emozionali che influenzano le interrelazioni e la
produttività del sistema, in dinamiche psicologiche latenti di
depersonalizzazione e mobbing. Dunque risulta necessario che il
manager coltivi competenze emotive, in quanto l'efficienza
dell'organizzazione dipende dalla capacità di gestire l'ansia al
proprio interno. I fondamenti del paradigma di Tavistock si basano su
studiosi come la Klein, Winnicott, Bion con la teoria del
comportamento, Palmer, Jacques e Menzies con la teoria dei sistemi
sociali e le difese dell'ansia e Rice e Miller con la concezione
sistemica di confine.

Lewin e Von Bertalanffy considerano l'organizzazione come un sistema
aperto che prevede un confine con delle transazioni.

Freud nel 1921 con "Psicologia delle masse e analisi dell'io" sostiene
che il leader si sostituisce all'ideale dell'io, per cui la massa
delega al capo la funzione di guida e la capacità di pensare.
All'interno dell'organizzazione lavorativa, il portavoce dell'ansia
diventa il capro espiatorio che rende manifeste le resistenze di
natura istituzionale presenti in forma latente nelle organizzazioni e
nelle persone che vi partecipano. Il manager deve gestire i portavoce
dell'ansia senza espellerli e trasformarli in capro espiatorio, in
modo da governare ogni tipologia di cambiamento e ogni forma
relazionale di tipo ansiogeno. Il metodo Tavistock presenta modalità
di ricerca e azione, incitando nelle persone la consapevolezza nella
natura dei problemi, evidenziando i punti di forza e i punti deboli
tramite un esame della realtà circostante, modello che in precedenza
era sostituito dall'approccio centrato sul cliente e sul prodotto, per
ottenere il successo organizzativo. Il modello Tavistock si basa
sull'ascolto finalizzato alla comprensione dei bisogni in una
ridefinizione complessiva di tipo umanistico dell'organizzazione, che
deve implicare un capo, un manager, con competenze emotive e che
sappia gestire il complesso emotivo, la complessità delle sensibilità
attraverso la capacità di gestire le emozioni, tramite l'emotional
labor, dove emozione e ragione sono compresenti e interdipendenti in
una prospettiva sociocostruttivista che considera gli elementi emotivi
nella sfera lavorativa e in una prospettiva psicodinamica che vede le
organizzazioni come pazienti bisognosi, con sentimenti inconsci e
meccanismi difensivi che ricadono sul funzionamento organizzativo.

Domagalsky non propone l'utilizzo di analisi quantitative, ma
qualitative come per esempio l'analisi delle storie di vita, la
stesura di diari e la valutazione soggettiva di filmati, disegni e
fotografie. Goleman propone un approccio motivazionista basato sulle
social skills e la valorizzazione dell'intelligenza emotiva in un
quadro concettuale e di matrice neuropsicologica incentrata
sull'autoconsapevolezza, l'autoregolazione, l'automotivazione, dove le
emozioni sono orientate ad un fine, tramite l'empatia e l'arte delle
relazioni umane dove si richiedono competenze e abilità sociali nel
gestire le emozioni altrui.

Cooper vede le emozioni come potente fonte di energia, autenticità e
spinta motivazionale, secondo un approccio psicodinamico che affronta
varie questioni emotive, come il ruolo dell'invidia, le relazioni
incentrate sul cambiamento, la perdita, il lutto, l'angoscia di
separazione e l'alessitimia, ossia l'analfabetismo emozionale,
l'incapacità di esprimere le proprie emozioni.

Kets de Vries ribadisce la necessità del mondo aziendale di
riconoscere l'importanza delle emozioni tramite l'apprendimento
dall'esperienza, nelle learning organizations, secondo il modello
Tavistock, che differiscono dalle organizzazioni narcisistiche, ossia
troppo ripiegate su se stesse, senza interazioni esterne. Gli stati
emotivi ansiogeni generati dal lavoro, consistono nelle ansie sociali
di base, dove il lavoro implica il bisogno di identità ed
appartenenza, l'ansia di decidere e di sbagliare, di perdere il
lavoro, l'ansia di cambiamento, le paure legate al gruppo, ai
colleghi, ai superiori. Sussistono anche tipologie ansiogene collegate
specificamente al lavoro, come l'ansia per i lavori pericolosi, per i
conflitti tra lavoro e vita privata, le ansie per la complessità e le
diversità che si prospettano e per i difetti presenti
nell'organizzazione lavorativa, dove la leadership può essere
tirannica, latitante ed esautorata. Un'altra tipologia di forme
ansiogene risulta collegata alla persona, come le ansie legate alla
storia ed alla struttura personale dell'individuo che potenzialmente
possono sfociare in patologie nevrotiche o caratteriali, presentando
forme di angoscia di natura fobica, ossessivo-compulsiva, depressiva o
paranoide con fonti esogene di ansia. Le angosce depressive e
persecutorie costituiscono difese sociali tramite meccanismi psichici
di isolamento, spersonalizzazione, distacco e di negazione dei
sentimenti, ritualizzazione dei comportamenti e ossessività, delega
dei compiti personali e resistenza ai cambiamenti. Infatti, Bion
sostiene che gli apparati ecclesiastici e statali, la scuola e
l'esercito costituiscono sistemi sociali finalizzati alla gestione
dell'ansia.

Supervisioni istituzionali e consulenze organizzative


Nell'ambito delle organizzazioni lavorative i problemi dell'operatore
e del consulente si manifestano nell'ansia per il controllo
dell'organizzazione e del cliente, tramite fenomeni di manipolazione,
di seduzione e di controtransfert. Il compito della consulenza
consiste nel mettere in grado il personale interno all'organizzazione
di svolgere il lavoro con efficienza ed efficacia, sviluppando le
proprie potenzialità ed abilità. Di conseguenza il consulente
supervisore deve riqualificare il personale, risolvere problemi e
conflitti interni dovuti anche al cambiamento e supportare lo staff di
lavoro. Il consulente deve comprendere e capire le problematiche di
crisi nell'organizzazione e formulare una diagnosi organizzativa dove
sia presente una supervisione istituzionale, nell'ambito dei servizi
alla persona, mentre nell'azienda sia compresente e collaborativo il
consulente tramite le pratiche di coaching, mentoring e tutoring.

Kernberg e Jacques intravedono negli ambiti lavorativi una situazione
di paranoiagenesi, ossia di regressione nel funzionamento
organizzativo, tra polarità antisociali o psicopatiche e
autodenigratorie o depressive. Kets de Vries, come Bion, analizzano un
funzionamento paranoide nell'attacco e fuga, dove il leader viene
considerato il capo che è contro il nemico e porta il gruppo in salvo.
Dunque la consulenza interviene sull'ansia, nel clima emozionale e nei
processi del gruppo, sulla rivalità, nell'alternanza tra equilibrio
narcisistico e onnipotenza, e sull'invidia, portatrice di sentimenti
di inferiorità.

Le radici e emozionali della leadership

La leadership equivale all'io nella vita mentale dell'individuo ed è
orientata alla gestione dell'identità individuale, il sé e
l'appartenenza, alla regolazione e al controllo, al rapporto con le
realtà esterne, alla relazione interpersonale, ai bisogni pulsionali,
al contenimento dell'ansia nel cambiamento. Il rapporto con il
leader-capo presenta la conflittualità edipica del parricidio, come
sostiene Freud nel 1921 nel saggio "Psicologia delle masse e analisi
dell'io". Il leader narcisista è incapace di elaborare critiche e
dissensi, manifestando un forte bisogno di approvazione e evidenziando
allessitimia, ossia l'incapacità di descrivere le proprie sensazioni,
i sentimenti e le emozioni. Le caratteristiche positive della funzione
leader consistono nell'influenza sul personale, coerenza, integrità,
capacità di comunicazione e gestione delle relazioni. Le funzioni del
leader consistono nelle fasi dello stretching per il cambiamento e i
risultati, dell'empowerring, promuovendo lo sviluppo delle persone,
del coaching, ossia l'ascolto attivo per realizzare valori e lo

sharing, ossia scambiare informazioni e conoscenza. La leadership
carismatica differisce da quella tradizionale e burocratica,
presentando rischi di estremismo ideologico, di carisma orientato a
scopi distruttivi, con fenomeni di paternalismo, conservatorismo e
isolamento, in cui la successione risulta impossibile. La leadership
deve presentare qualità come la capacità negativa di Bion, ossia la
propensione nel sopportare l'incertezza, nell'accettare le diversità
tramite il dialogo, la flessibilità, nel contenere il conflitto e
sostenere il cambiamento. Le persone costituiscono un patrimonio e una
vivace risorsa all'interno delle organizzazioni, ma troppo spesso si
ingenera indifferenza per le risorse umane. Questo diventa
complessivamente un problema sociale. Il counseling è una pratica che
deve entrare a far parte della vita organizzativa, quale insieme di
tecniche, abilità e atteggiamenti volti ad aiutare le persone,
utilizzando e impiegando le loro risorse personali, e addirittura con
la possibilità di miglioramento attivo, di giovamento nelle
prestazioni e potenziamento delle abilità professionali, per un
miglioramento della produzione.

La prima fase del counseling consiste nel comprendere, capire e
definire il problema tramite un ascolto attivo, ossia una tecnica
dialettica, che sembra un paradosso, perché l'ascolto diventa
dialogico e il soggetto deve disporsi ad accettare l'aiuto. Nel
secondo momento del counseling il counselor deve porsi in un
atteggiamento di stimolo, ridefinendo il problema, incentivando un
cambiamento nel modo di pensare, provocando un cambiamento di
prospettiva, nell'aprirsi al colloquio e a nuove alternative.

La fase terza è volta alla mobilitazione di risorse nella gestione di
problemi, tramite decisioni e scelte alternative e opzioni di
reperimento e mobilitazione di risorse. Nell'ambito
dell'organizzazione lavorativa, tutti sono bisognosi di aiuto per
risolvere i problemi e tutti i componenti dell'organizzazione sono
potenziali counselors. All'interno del percorso di counseling è
applicato l'ascolto attivo con risposte da parte del counselor di
tipologia indagatoria, interpretativa, valutativa e di sostegno, come
suoni d'assenso e domande aperte. L'ascolto non risulta un processo
passivo, ma empatico dove è possibile comunicare che si è compreso.
All'interno del processo di counseling è importante il rispetto, quale
atteggiamento di apertura mentale con opzioni aperte, non subito
conclusive. Infatti le altre persone sono degne di essere ascoltate.

Secondo Rogers gli aspetti fondamentali nel percorso di counseling
sono la considerazione, l'accettazione e il rispetto, ossia la
riservatezza nel non influenzare i clienti, senza creare dipendenza e
invece incitare alla responsabilità. Importante è l'autenticità per
cui il counselor resta nel suo ruolo con tolleranza, conoscenza di sé,
discrezione, interesse per gli altri, restando libero dal bisogno di
perfezione nella relazione. Le tecniche della prima fase del processo
di counseling comprendono l'utilizzo dell'ascolto attivo, nel
riflettere con parafrasi e riassunti, facendo eco per ampliare il
detto, collegando i vari sentimenti che emergono dal discorso e
controllare, chiarire, riassumere, riepilogare e incoraggiare, anche
chiedendo esempi. Nella seconda fase risulta necessario cambiare
l'immagine della situazione, attraverso un'empatia avanzata che
comprende il secondo livello dell'ascolto attivo, ossia carpire e
comprendere i sentimenti inespressi, le contraddizioni e le
discrepanze. Il secondo livello d'ascolto consiste nel disegnare
un'immagine del discorso, per rendere esplicito l'implicito,
rappresentare in immagini le idee, gli argomenti, le conclusioni,
comunicando la comprensione, con la possibilità di disegnare tramite
l'intuizione figure e metafore del discorso, concludendo con un
riepilogo finale, ossia il collegamento tra la prima e la seconda fase
che consiste nella rielaborazione dei vari punti, nel confronto
empatico. La terza fase del processo di counseling prevede la
mobilitazione delle risorse, nel dare un servizio, nell'indicare
riferimenti esterni. Dunque il counselor diventa attivo e proattivo
per cui il cliente riesce a risolvere il problema mettendo a frutto le
risorse personali. Infatti il counselor insegna al cliente il metodo
per risolvere il problema in un percorso volto alla soluzione tramite
le risorse personali e l'assistenza. Secondo Rogers la filosofia
centrata sul cliente o non direttiva prevede un ascolto attivo, non
giudicante, l'accoglienza del cliente e l'incitamento a raccontare la
sua storia. Il career counselor stabilisce una rete di contatti nel
redundancy counseling con contatti formali e informali esterni,
rispetto ad enti, associazioni e strutture sociali che possano aiutare
e sostenere la persona.

Il counseling nelle relazioni d'aiuto

Heron individua delle strategie d'aiuto. Una strategia prescrittiva
per dirigere il comportamento; informativa per raccogliere
informazioni; confrontaativa in cui vengono messe in discussione le
attitudini limitanti; catartica tramite liberazioni emotive. La
strategia catalitica abitua la persona alla riflessione e attribuisce
una direzione. La strategia sostitutiva mette in azione reciproche
strutture di supporto. Rogers sostiene che l'agevolazione e la
facilitazione non sono attività professionali, ma un modo di essere
con l'altra persona, con tratti base della relazione di facilitazione,
quali l'empatia, il calore e la genuinità. L'empatia è la condizione
di immaginare se stessi come un'altra persona nel condividere idee e
sensazioni, quindi nello sperimentare il mondo di un altro come
proprio. Dunque occorre sviluppare l'empatia nel parafrasare il
discorso altrui e nel comprendere, immaginando le esperienze che
vengono descritte e la biografia dell'altro e fornendo un nutrito
vocabolario che definisca le varie tipologie di emozioni, sentimenti e
stati d'animo. Il calore umano coincide con il rispetto della persona
per la sua unicità e individualità, in quanto la persona cerca aiuto,
comprensione, accettazione, in una comunicazione aperta, sincera e
genuina.

Carkhuff individua altri tratti base dell'agevolazione, come la
concretezza per cui la persona in bisogno deve descrivere l'esatto
significato della situazione. Con l'immediatezza il counselor cerca di
enucleare la relazione immediata nel "qui ed ora", incoraggia la
persona ad essere onesta con se stessa e a riflettere in merito ai
propri pensieri e alle personali emozioni. Il confronto permette di
evidenziare le discordanze tra counselor e cliente, evidenziando il
disaccordo tra il sé reale e il sé ideale. I counselor facilitatori
devono possedere qualità che interagiscono con le decisioni della
persona bisognosa d'aiuto. Tramite la competenza, la persona in
bisogno deve essere sicura che sia compresa dal facilitatore, che deve
assumere un comportamento estremamente etico, come non usare
informazioni per sminuire la persona, non informare terzi senza il
permesso della persona, mantenendo un alto livello di riservatezza.

Il facilitatore deve stabilire la chiarezza del contratto, ossia
decidere con il cliente quanto dura la relazione d'aiuto, in ogni
seduta e individuarne le finalità precise, agevolando l'autosostegno,
nell'aiutare la persona in bisogno a fronteggiare i problemi con
ulteriori informazioni al fine di aumentare il bagaglio di risorse
della persona stessa. Secondo Lazarus il fronteggiare è parte del
processo di interazione con l'ambiente sociale. La "dislocazione del
fronteggiare" consiste nella ricerca di un rifugio psicologico
nell'alcol e nelle droghe. Wolfe individua la crisi nel dolore fisico
e psicologico, nel panico e nell'inefficienza. Schwartz stabilisce un
modello per il facilitatore, alla fine di affrontare la crisi, come
nel promuovere l'obiettività all'interno del dialogo, agevolando il
pensiero razionale, la valutazione dei progressi e scoraggiando ogni
tipologia di proiezione, aiutandosi con la competenza di reti sociali.
Infatti i doveri del facilitatore consistono nel ristabilire
l'autostima della persona, promuovere l'obiettività del pensiero,
individuare la personale responsabilità nella creazione del problema,
ponendo obiettivi e incoraggiando al cambiamento. Secondo gli studi di
Ellis alcuni modi di pensare e alcune credenze stratificate creano
angoscia nelle persone, spesso di natura irrazionale. Dunque
l'agevolatore può intaccare le credenze sedimentate della persona in
bisogno. Secondo Ellis sussistono due modalità con cui la gente valuta
se stessa: con apprezzamenti razionali, quali l'accettazione delle
ambiguità, la flessibilità, l'accettazione di verifiche negative e con
apprezzamenti e condizioni irrazionali che prevalgono in coloro che
provano angoscia, quali il percepire sempre gli eventi come
catastrofici e negativi, avvertire l'infelicità come causata sempre da
eventi esterni, il bisogno di qualcosa di più forte in cui avere
fiducia e lo scarso controllo sulle proprie emozioni. Ellis vuole fare
capire che non sono gli eventi o gli altri a produrre angoscia, ma la
modalità in cui noi soggetti avvertiamo e pensiamo e consideriamo gli
eventi esterni e gli altri. Nell'ambito di questo approccio mentale ed
emotivo, occorre promuovere un pensiero razionale, mettendo in
discussione i convincimenti irrazionali.

Laura Tussi


A presto

laura tussi

--
Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

SUL LAVORO LA POLITICA E' AMBIDESTRA.

IL COORDINATORE DEL DIPARTIMENTO POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO DELLA CGIL HA INVIATO UN ARTICOLO DAL TITOLO "SUL LAVORO LA POLITICA E' AMBIDESTRA" CHE MERITA ESSERE LETTO E RIFLETTUTO.


Il direttore di www.notiziesindacali.com



SUL LAVORO LA POLITICA È AMBIDESTRA

di Renato Fioretti



Coord.re del Dipart.to Politiche Attive del lavoro della Cgil Campania


La tesi secondo cui la contrapposizione fra destra e sinistra è un residuo del passato si è tradotta in posizioni sulle questioni del lavoro che rendono indistinguibili i due schieramenti.


Per chi, come me, ha sempre ritenuto che dichiarare la "fine delle ideologie" e - in modo quasi ineluttabile - considerare superati gli aspetti più significativi della (naturale) contrapposizione della politica "di destra" a quella "di sinistra" rappresentassero il tentativo più perverso per avviare, nel nostro paese, la sostanziale delegittimazione della c.d. "sinistra radicale" e realizzare una forzata semplificazione del sistema dei partiti attraverso la costituzione di due grandi blocchi: il Centro e il Centrodestra, è (purtroppo) giunta l'ora di costatare il realizzarsi delle più fosche previsioni!

Nonostante avverta già l'eco delle più vibrate proteste e il rimbombare delle accuse di qualunquismo; cercherò di chiarire, attraverso questa breve nota, quali sono gli elementi a sostegno della mia tesi.

Avrei, certo, buon gioco nell'elencare tutti gli argomenti e le questioni che, se nel corso della precedente legislatura rappresentavano alcuni capisaldi del programma di governo del Centro-sinistra, sono stati (sostanzialmente) cancellati dall'agenda politica del Pd.

In ossequio alla sintesi, mi limiterò ad alcuni esempi: alla scomparsa di qualsiasi tipo di discussione rispetto ai Di.co (acronimo dei "Diritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi"), alla supina acquiescenza con la quale si assiste alle continue "incursioni" vaticane su temi strettamente politici - quali la condivisione della condanna Onu dei reati contro gli omosessuali - e al veemente ostracismo messo in atto, dall'interno dello stesso Pd, nei confronti del senatore Ignazio Marino, sostenitore del "Diritto alla libertà di cura" attraverso il c.d. "Testamento biologico".

C'è, però, un tema rispetto al quale, paradossalmente, più che di "convergenze parallele", parlerei di "estremi che convergono"!

Si tratta delle grandi questioni che attengono ai problemi del lavoro.

A questo riguardo, eviterò di riproporre il lungo elenco di dubbi e anatemi legati alla famosa (e famigerata) legge-delega 30/03; sarebbe troppo facile evidenziare le numerose contraddizioni che caratterizzano le attuali posizioni di molti dirigenti del Pd rispetto a quelle che esprimevano in quanto esponenti dell'ex Centro-sinistra.

In questa sede, intendo riferirmi ad altre questioni; alcune meno recenti e una che è cronaca di questa settimana.

La prima è costituita da una proposta che, nelle intenzioni dei suoi sostenitori (bipartisan), pare possa rappresentare la panacea di tutti i mali che attualmente affliggono il mercato del lavoro italiano.

E' la previsione del c.d. "Contratto unico", che, ideato da Tito Boeri, fu ampiamente condiviso da Tiziano Treu - tanto da inserirlo nella bozza di programma dell'allora costituendo Pd - sponsorizzato dal neo senatore (Pd) Pietro Ichino e accolto, quale "proposta molto suggestiva", da parte di Walter Veltroni.

In (brutale) sintesi: si tratta di un particolare contratto di lavoro "con tutele crescenti nel tempo" che, sebbene definito "a tempo indeterminato", prevede, in sostanza, una deroga triennale all'applicazione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori!

E' evidente che si tratta - addirittura - di "un passo indietro", rispetto alla proposta che, nel 2002, consentì alla sola Cgil di mobilitare milioni di lavoratori e cittadini a sostegno delle norme che tutelano dal licenziamento senza giusta causa.

Tra l'altro, rispetto a questo tema, la situazione è - dal mio punto di vista - ancora più preoccupante per i lavoratori. Infatti, alla (non scontata) contrarietà espressa dai massimi dirigenti di Cisl e Uil, è corrisposta un'ampia "apertura di credito" da parte dei c.d. "riformisti" della Cgil.

La seconda questione è strettamente connessa alla seconda; si tratta, in pratica, di due percorsi paralleli. L'istituzione di un "salario minimo legale" e, non in alternativa, la differenziazione dei salari per aree geografiche.

Anche rispetto a queste altre due proposte, di là dai contenuti dei singoli provvedimenti (tutt'altro che condivisibili), quello che preoccupa - e, credo, confermi il mio giudizio negativo - è la ricorrente "comunione d'intenti", rispetto al tema lavoro, che, oggettivamente, rende difficile distinguere le posizioni di Veltroni, Treu e Letta (Enrico) da quelle dei maggiori esponenti del Centrodestra.

In questo senso, credo che (anche) i più recenti fatti di cronaca abbiano, purtroppo, confermato la situazione denunciata.

Infatti, alla sortita di Brunetta: "Stessa età (pensionabile) per uomini e donne", ha subito fatto eco la dichiarazione di disponibilità della Lanzillotta, ministro ombra della Funzione pubblica. Non meno disponibile si è dichiarata Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari opportunità.

Si realizza, quindi, un contesto nel quale - in un momento di profonda recessione economica, che sta determinando l'espulsione di centinaia di migliaia di lavoratori dal contesto produttivo del nostro paese - diventa paradossale che alla netta contrarietà manifestata da Cgil Cisl e Uil, si associ solo una critica "da sinistra" della leader dell'Ugl!


Napoli, 28/12/08

Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

venerdì 26 dicembre 2008

Editoria: Delitti in cerca d'autore

IN TUTTE LE EDICOLE DA DICEMBRE 2008

Gordiano Lupi - Delitti in cerca d'autore

13 "cold cases" italiani - I.D.I. srl - Collana Storia e attualità -
E. 7,90 - P. 170

La ricostruzione aggiornata dei casi: Girolimoni - Montesi - Omicidio per procura: Fenaroli e Ghiani - I diabolici coniugi Bebawi - I mostri di Firenze - Delitto alla Cattolica di Milano - Il mistero Pasolini - L'inafferrabile Unabomber - Strage di Bologna - Morte in via Poma - L'Olgiata - Ciznia Bruno - L'enigma della mamma di Cogne. Il libro propone per alcuni casi nuove ipotesi di soluzione alla luce delle tecniche investigative attuali con i commenti di un grande penalista, l'avvocato Nino Marazzita. Alcune di queste storie sono così sconcertanti, per come sono state condotte le indagini e per i risultati a cui gli inquirenti sono pervenuti, da sembrare opera di fantasia, per quanto improbabili appaiono molte circostanze. Eppure è tutto incredibilmente vero.


GORDIANO LUPI
Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular - Sesso all'Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adios Fidel (Il Foglio/A.Car., 2008). I suoi lavori più recenti di argomento cubano sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica - conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un'isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Orrori tropicali - storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006) e Almeno il pane Fidel - Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006).
E' uscito a settembre 2008 AVANA KILLING, thriller cubano da edicola, edito da SERED del Gruppo Sprea. Il libro fotografico MI CUBA (italiano e inglese) per Mediane Edizioni è il suo ultimo lavoro. Sta traducendo il blog di Yoani Sanchez - Generacion Y e sta curando il suo primo libro italiano per Rizzoli.

Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come Cominciamo bene le storie di Corrado Augias (libro Serial killer italiani), Uno Mattina di Luca Giurato (libro Serial killer italiani), Odeon TV (trasmissione sui Serial killer italiani), La Commedia all'italiana su Rete Quattro e Delitti italiani su History Channel - La Sette (Il mostro di Nerola). È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia, Svizzera e Belgio. I suoi libri sono stati oggetto di numerose recensioni e segnalazioni che si possono leggere al sito ww.infol.it/lupi.


Gordiano Lupi Fondiaria <gordiano.lupi@fondiaria-sai.it

LE AFFERMAZIONI DI ANTONIO DI PIETRO A NAPOLI

LE AFFERMAZIONI A "VUOTO" DI ANOTONIO DI PIETRO SEGRETARIO DELL'ITALIA DEI VALORI..


www.notiziesindacali.com



Il Segretario dell'Italia dei Valori Antonio di Pietro in una conferenza stampa a Napoli ha affermato che "tutti i rappresentanti del Partito dell'Italia dei Valori usciranno dalle Giunte . Questo avverrà durante l'anno e la motivazione e che in Campania esiste "una questione morale".

In Campania sicuramente esiste una "questione morale" questo giornale lo afferma da almeno due anni epperò l'Italia dei Valori ha nella vicenda un atteggiamento quanto meno contradditorio . Infatti, l'eventuale uscita di Italia dei Valori dalle giunte dove è presente determinerebbe la messa in crisi con le dimissioni delle giunte e lo scioglimento dei consiglio comunali e nuove lezioni.

Diciamo subito che antonio Di Pietro attraverso il suo segretario regionale campano-Avv. Nello Formisano- ha tentato di entrare a far parte della giunta regionale e non vi è riusciuto. Questo è avvenuto non più tardi di 4/5 mesi fa.Cos'è cambiato nel corso di questi 4/5 mesi?

La "questione morale"esiste da diversi anni e persiste tuttora.

Questo atteggiamento contradditorio ci fa dire che l'Italia dei Valori uscirà solo dalla giunta di Napoli . Ecco un altro Partito che dice una cosa e si comporta in maniera diametralmente opposta.


Napoli, 26/12/08


Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

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