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domenica 30 agosto 2009

Nova Milanese e Memoria Storica


Nova Milanese e la Memoria Storica



Cara Amica, Caro Amico,
La Biblioteca Civica di Nova Milanese, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, si occupa, dagli anni'70, di un aspetto molto specifico di un segmento storico relativo alla seconda guerra mondiale, che riguarda la deportazione, in particolare, per motivi politici. La biblioteca e l'Ente Comunale novesi costituiscono un autentico punto di riferimento valido e importante per le scuole del territorio locale e non solo, tramite informazioni bibliografiche, videotestimonianze, mostre itineranti tematiche e incontri pubblici con ex-deportati...
Laura Tussi



La Biblioteca Civica Comunale di Nova Milanese
raccoglie le memorie dei lager


LA DIDATTICA DELLA STORIA.

Diamo un futuro alla memoria, per non dimenticare…



di Laura TUSSI



La Biblioteca Civica di Nova Milanese, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, si occupa, dagli anni'70, di un aspetto molto specifico di un segmento storico relativo alla seconda guerra mondiale, che riguarda la deportazione, in particolare, per motivi politici. La biblioteca e l'ente comunale novesi costituiscono un autentico punto di riferimento valido e importante per le scuole del territorio locale e non solo, tramite informazioni bibliografiche, videotestimonianze, mostre itineranti tematiche e incontri pubblici con ex-deportati (tra cui "Sacerdoti nei lager", "Donne nei lager"ecc…e mostre "Sterminio in Europa", "Il Lager di Bolzano", "La risiera di San Saba"), alla luce del rinnovato interesse nei confronti della storia contemporanea, che l'ex Ministro della pubblica istruzione Berlinguer ha in passato prospettato, al fine di promuovere in ambito scolastico, per le giovani generazioni, l'opportunità di prendere coscienza degli orrori generati dall'intolleranza nei confronti delle diversità, che sfocia inesorabilmente nel conflitto.

Quando si parla di "lager" vengono in mente l'olocausto, la Shoah, l'antisemitismo, il razzismo ed è messo in ombra chi ha vissuto la tragica esperienza per motivi politici: scioperi contro il regime fascista, la militanza politica partigiana ecc…

In particolare la Biblioteca di Nova Milanese conduce dal 1996, in collaborazione con l'archivio storico della città di Bolzano, un importante progetto di realizzazione, reperimento, registrazione e catalogazione di videotestimonianze e interviste ai sopravvissuti italiani nei lager nazisti, montate in filmato e realizzate in numerose copie distribuite gratuitamente alle scuole, agli istituti e agli enti che ne fanno richiesta. Alla luce degli eventi storici attuali che si ripetono in diverse situazioni e condizioni, in seguito alla perdita di memoria storica che tocca i belligeranti, i popoli in guerra civile, in regimi dittatoriali repressivi nel mondo, tale iniziativa costituisce un punto di riferimento e di riflessione sul passato, al vaglio del presente, circa gli errori commessi, dove i conflitti armati non portano soluzioni e la perdita di memoria è causa dell'intolleranza cieca e del conflitto.

La biblioteca di Nova Milanese con il contributo dell'ANED. (associazione nazionale ex deportati) e dell'ANPI. (associazione nazionale ex partigiani), in collaborazione con l'archivio storico di Bolzano e con le relative amministrazioni comunali, rispettivamente impegnate nei progetti dal titolo "Per non dimenticare…" e "Storia e memoria: il lager di Bolzano", organizza ogni due anni una manifestazione intitolata "La memoria in rassegna", che consiste nella raccolta e proiezione di videotestimonianze relative ai temi della resistenza, deportazione e liberazione, dove trovano spazio testimonianze di molti protagonisti di avvenimenti resistenziali e dei pochi sopravvissuti ai lager nazisti, grazie a cui risulta possibile ricostruire quanto avvenuto nei campi di concentramento e sterminio.

"La memoria in rassegna", manifestazione giunta alla terza edizione a livello internazionale, a cui partecipano enti pubblici (Regioni, Province e Comuni) scuole e associazioni che abbiano prodotto video attinenti alla tematica in oggetto, viene presentata sia a Nova Milanese che a Bolzano. Vengono redatte diverse edizioni del catalogo video in quattro lingue (Italiano, francese, inglese e tedesco) con tutte le informazioni utili per facilitare la consultazione e la ricerca. Attualmente l'Archivio Audiovisivo della Memoria conta 140 videocassette e rappresenta l'unica fonte in Italia legata al tema della deportazione politica: esiste un altro archivio a livello nazionale il Cedec (centro di documentazione sulla deportazione ebraica) relativo, appunto, esclusivamente alle questioni razziali.

Con tale rassegna si raggiungono altri obiettivi:

- raccogliere produzioni difficilmente reperibili

- valorizzare la storia del territorio, teatro degli eventi

- stimolare la scuola ad attività di ricerca storica e ad una comunicazione particolare e specifica, tramite la pluralità di strumenti linguistico espressivi.



La Biblioteca di Nova Milanese, oltre alle videotestimonianze della rassegna tratte dalle interviste ai sopravvissuti italiani dei lager nazisti, realizza altri video in occasione del viaggio-studio che annualmente viene intrapreso con alcune classi delle scuole medie statali novesi presso i campi di prigionia, in particolare a Ebensee, a Gusen, al castello di Hartheim (sottocampi di Mauthausen) e proprio a Mauthausen, dove la prima domenica di Maggio di ogni anno, si svolge una manifestazione internazionale per ricordare la liberazione dei lager nazisti, durante cui la biblioteca di Nova Milanese realizza un assiduo lavoro di documentazione e ricerca con i gruppi classe. In tale prospettiva, il "viaggio" assume una duplice valenza per gli studenti: conoscere, capire e ricordare gli avvenimenti storici in un'occasione importante, dove è loro possibile apprendere, "fare scuola" fuori dalle mura degli edifici, praticando un'alternativa tipologia di "scuola aperta", all'interno di un contesto storico reale. La visita guidata (viaggio/studio) presso i campi di concentramento costituisce un'ulteriore verifica relativa alla ricerca e al recupero della memoria storica riguardante le deportazioni di motivo non solo razziale, ma anche politico, eventi ricollegabili al concetto di diversità e differenza culturale tra individui. L'altro risvolto dell'iniziativa, nell'ambito del discorso relativo alla divulgazione, che consiste nel portare a conoscenza i materiali raccolti in itinere, riguarda l'allestimento di mostre tematiche e l'organizzazione, in collaborazione con i docenti delle scuole medie ed elementari novesi e delle scuole medie superiori della Provincia di Milano (e anche della Regione Toscana, del Trentino, Sardegna e Piemonte) di interventi ed incontri, all'interno degli ambiti scolastici, con alcuni sopravvissuti ex deportati. Parallelamente, in collaborazione con i docenti, la Biblioteca costruisce un percorso educativo e didattico dal titolo "Conoscere e comunicare i lager" che viene proposto agli studenti per approfondire la conoscenza relativa al fenomeno concentrazionario.

Questo immane lavoro di recupero e divulgazione ha ottenuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Infatti "La memoria in Rassegna" si svolge sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con i patrocini della Rappresentanza Italiana della Commissione Europea, del Presidente del Senato della Repubblica, del Presidente della Camera, del Ministero della Pubblica Istruzione, del Ministero dei beni e attività culturali, del Presidente della Regione Lombardia, del Presidente della Provincia di Milano e dell'Istituto Ernesto De Martino.

In seguito alle collaborazioni con la RAI di Milano e di Bolzano, nell'ambito di due programmi educativo-didattici, legati al mondo della scuola (Pico e Mosaico), attualmente, con la sede centrale di Roma di RAI Educational, l'amministrazione di Nova e l'Ente comunale di Bolzano hanno sottoscritto un accordo con cui la RAI si è impegnata ad acquisire 50 videotestimonianze realizzate dalla biblioteca, a cui seguiranno la messa in onda e ulteriori sviluppi. Da questa immane attività si sviluppa l'intento di recupero di una memoria storica importante che difficilmente traspare dai manuali storici scolastici e specialistici inerenti la deportazione. Dalle videotestimonianze si risale, rievocando e rimembrando (ricostruendo gli eventi) attraverso il ricordo, alle vicende, ai luoghi e ai motivi di arresto.



Dall'8 Settembre 1943 al 1945, prima del 25 Aprile, sono state deportate dall'Italia, secondo dati purtroppo incerti, non verificabili per l'assenza di un preciso ed attendibile censimento, circa 40.000 persone tra bambini, donne e uomini, di cui circa solo 10.000 sono stati deportati per motivi razziali (in base ai dati della ricercatrice del Cedec di Milano Picciotto Fargion che appaiono nella pubblicazione dal titolo "Il Libro della Memoria"). Dunque, una rilevante rimanenza (30.000 prigionieri) catturata per motivi politici, dove nel "politico" rientrano diverse categorie di persone, antifascisti, partigiani armati, o partecipanti a scioperi, dissidenti rispetto al sistema vigente, ostaggi e persone catturate durante un rastrellamento che anche attualmente non conoscono le motivazioni dell'arresto. Dai racconti si evince un discorso di connivenza e collaborazionismo della Guardia Nazionale Repubblichina con il nazifascismo (aspetti ricavabili da fonti primarie).

Quindi dalle testimonianze si ricavano diversi elementi utili al fine della ricostruzione storica, come tutta quella gamma di sentimenti e stati d'animo collegati alla separazione dal proprio territorio, dal nucleo famigliare, dalla cerchia dei compagni, si risale al "transport" in carri merci dove i deportati erano stipati e condotti a Fossoli, a Bolzano e nei lager d'oltralpe, come Dachau, Flossenburg, Ravensbruck, Mauthausen e, da questi campi principali, nei sottocampi come Gusen 1, Gusen 2, Ebensee, dove soprattutto i deportati morivano attraverso una condizione esistenziale precaria e di stenti, apparentemente privilegiata a detta degli aguzzini, che nell'etica comune, secondo la normale scala di valori umana attribuisce dignità all'individuo: l'etica del lavoro, che, al contrario, in quel contesto diventava schiavismo, i cui ritmi, per le condizioni precarie, la mancanza d'igiene, la scarsissima alimentazione e le vessazioni a cui erano sottoposti i prigionieri, portava alla inesorabile morte per stenti.

Il 5 Maggio del 1945, con la liberazione di Mauthausen, gli italiani reduci ammontavano a 4500 unità circa.

Dalle testimonianze si evince la mappatura dei sottocampi, le tipologie di lavoro, i nomi delle ditte che commissionavano il lavoro, il tipo di produzione, prevalentemente a carattere bellico, i percorsi di sopravvivenza (in che modo i testimoni sono riusciti a salvarsi).

Da un censimento della Gazzetta Ufficiale tedesca risulta che più di 1600 erano i campi di sterminio installati in Europa. In Italia i campi nazifascisti erano quelli di Fossoli, di Bolzano, la Risiera di San Saba a Trieste e Borgo San Dalmazzo a Cuneo. Il fenomeno concentrazionario è considerato uno dei punti di rottura, di crisi nella storia dell'umanità: dopo "il Lager" l'evoluzione, la storia dell'uomo è cambiata, per il fantasma di una prospettiva storica di regressione degradante.

Gli Italiani sono stati gli ultimi a rientrare in patria, anche con mezzi di fortuna, dopo mesi di attesa estenuante nei lager. Da tale situazione si ricava una forte denuncia nei confronti delle istituzioni sociali e politiche del tempo, eccetto l'Opera Pontificia che ha organizzato la fase difficoltosa del rientro in patria, la quale presentava il rilevante problema, il dramma dell'accoglienza, della re-integrazione nel Paese d'origine e il reinserimento nella società (ricostruirsi una famiglia, ritrovare il lavoro…), dove risultava molto carente anche l'assistenza sanitaria (soprattutto per la riabilitazione da malattie infettive e dell'apparato respiratorio). Lo Stato Italiano ha riconosciuto un vitalizio, per giunta scarso, esiguo, agli ex deportati solo negli anni '80.

L'ANED ha coniato un motto "diamo un futuro alla memoria" attraverso un percorso di responsabilizzazione e di trasmissione della conoscenza rivolto ai giovani. Attualmente dei quattro campi nazisti installati in Italia ( a Fossoli, Bolzano, Trieste, Cuneo) è rimasto ben poco: solo lapidi, baracche manomesse e fatiscenti, muri di recinzione, brandelli di binari costituiscono i reperti superstiti, sopravvissuti all'incuria, al degrado del tempo…ed oltre a tale condizione degradata dell'esistente, il relativo abuso della speculazione edilizia. Non esiste responsabilità per la conservazione e la valorizzazione del bene storico, del reperto testimoniante il passato, l'accaduto. I sopravvissuti sono ormai anziani e molti non hanno mai confidato ad altri la propria esperienza, anche perché dopo il '45, pochi credevano agli eventi accaduti prima della liberazione.

I testimoni vanno scomparendo ed i segni del passato non risultano sufficientemente tutelati: occorre recuperare la memoria storica, per ricostruire il rapporto tra gli eventi, per dare voce alla storia. "I segni del tempo" all'interno di un percorso didattico possono fornire alle scuole una serie di elementi storici al fine di conoscere e valorizzare il territorio in cui vivono, da cui recuperare le testimonianze del passato, per riconoscersi in esso ed identificarvisi.

L'IRRE potrebbe proporre agli insegnanti una serie di momenti di formazione finalizzati alla realizzazione di unità didattiche entro un'ampia scansione, toccando i seguenti punti e argomenti:

n l'uso didattico delle fonti orali nelle scuole (dove il testimone è fonte diretta)

n cultura materiale (come visitare dal punto di vista educativo e didattico uno spazio lager, come è organizzato, finalità della collocazione geografica ecc…)

n la didattica museale (nelle nuove architetture, sorte sul preesistente, si riscontra la presenza di musei relativi alla deportazione)

n progetto per costruire un percorso di visita guidata.

n Progetto per l'elaborazione di percorsi urbani, in ambito territoriale locale (territori cittadini) finalizzati al riconoscimento, all'individuazione dei segni del tempo, della storia, per analizzare e interpretare i luoghi di dedicazione, la toponomastica, testimonianti un passato gravido di significati, contenuti e valori necessari per vivere ed apprezzare l'attualità della democrazia.



La vita dei partigiani e di tutti i deportati nei lager è stata resa sacra, "sacrificata" per ideali di libertà, di uguaglianza, per realizzare la possibilità di vivere in uno stato in cui i diritti inviolabili della persona non vengano calpestati dall'istituzione, dal regime dittatoriale che si pone come giudice censore della libera opinione dell'"altro", del pensiero dell'individuo.

L'ANED sottolinea che il richiamo all'antifascismo di tali iniziative non presenta nulla di retorico. Tale richiamo, "…per non dimenticare", cesserà di costituire un'esigenza politica primaria solo quando tutte le forze politiche daranno prova di convenire sull'attuazione di un'unica e vera concezione della democrazia, priva di subdole pretese revisioniste e, addirittura, negazioniste. Il mondo contemporaneo, in cui si moltiplicano i focolai del conflitto, dimostra un'assoluta esigenza di movimenti antifascisti, motivo di disapprovazione contro guerre e varie forme di discriminazione razziale, politica e religiosa.



Laura Tussi

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sabato 29 agosto 2009

Il Sito lageredeportazione

Cara Amica, Caro Amico,
 

il sito www.lageredeportazione.org nasce dal lavoro documentaristico, di ricerca storica, diretto dalla Biblioteca Civica di Nova Milanese, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e costituisce uno dei pochi archivi di videotestimonianze a livello nazionale ed internazionale.

Per ricostruire la storia occorrono dei documenti autentici, archiviati e catalogati in questo sito, che vuole riconsegnare al territorio dei materiali e supporti storici originali, dove la fonte del sapere è libera, senza burocrazie e limiti di accesso, in un'operazione di seria e attiva politica culturale della memoria.

Queste fonti sono accessibili a costo azzerato, a chiunque decida dove, come, quando e con chi connettersi al sito. Esso è strutturato come una banca dati ed un archivio articolato, in cui è possibile accedere alle diverse fonti storiche e da cui risulta agevole consultare e scaricare il materiale documentaristico.

A quanti siano interessati al fenomeno concentrazionario nazifascista e alle deportazioni di civili, si presenta il sito www.lageredeportazione.org che costituisce un archivio della memoria storica, i cui materiali contenutistici sono frutto di un assiduo lavoro di ricerca anche presso gli archivi storici dei campi di concentramento e di sterminio. Il punto focale del sito e della ricerca sono la raccolta di videotestimonianze ai superstiti e ai sopravvissuti italiani. Il sito è strutturato su due piani. Una parte è costituita di materiali e documenti e in un altro ambito sono raccolti materiali elaborati.

Tra i supporti documentaristici, il punto nodale è incentrato sulle trascrizioni delle testimonianze e arricchito dalla pubblicazione di videotestimonianze di sopravvissuti italiani. I materiali rielaborati comprendono le varie mostre documentaristiche e altri contenuti con valenze importanti, che consistono in un'elaborazione di documenti storici, pensati come unità didattiche e di apprendimento. La fruizione e l'accesso gratuiti al sito, come archivio storico, risultano un elemento concreto di una politica culturale attiva, inerente la memoria storica.


Laura Tussi



Il “Caso Mazzarino” un monito per la nuova Sanità Siciliana


Che il nuovo piano di rientro della sanità siciliana sia solo un problema economico spartito negli uffici dell'Assessorato Regionale, attraverso propri dati e studi di settore oltre che nella mancata considerazione delle varie realtà territoriali, questo si era già capito. Tra gli esempi ricordiamo la realtà del Gelese (Sud della provincia di Caltanissetta) dove ricade anche Mazzarino che ha già delle rivendicazioni riguardo la mancanza di un' Oncologia Medica funzionale(oggi esiste infatti solo un servizio) che sopperisca alle migliaia di malati oncologici di un territorio devastato dall'impatto ambientale e volutamente messo in secondo piano dalla politica per favorire territori limitrofi di altre province. Oggi all'attenzione nazionale il “Caso Mazzarino” che ha messo comunque il dito nella grande piaga Sanitaria Siciliana che proprio a discapito del famoso art. 32 della costituzione, pieno di diritti e povero di molti doveri da parte dello stato, ha veramente fatto capire ai cittadini come la salute diventa oggi solo appannaggio dei poteri forti. Morire a 23 anni per schok emorragico nel 2010 forse risulta solo ridicolo ma in Sicilia tutto questo è solo realtà, al solito si litiga sui tempi e sulle competenze con il risultato concreto che il giovane è riuscito ad entrare in sala operatoria dopo circa 2 ore percorrendo nella sua rincorsa verso la vita solo 50 km dalla sede dell'incidente stradale,certamente un anello mancate quello della piena funzionalità della sala operatoria del piccolo Ospedale di Mazzarino che forse ha determinato la tragedia. Tante le domande che girano nella mente dei cittadini come quella del perchè in quel momento la piccola sala operatoria non era funzionale? Mancava il personale dedicato visto che lo stesso nosocomio è stato messo in dismissione dal nuovo piano sanitario regionale? Perchè si vuole chiudere un presidio che gestisce un territorio di circa 40.000 abitanti in quanto territorialmente fornisce servizi e posti letto a Barrafranca, Pietraperzia ed altri piccoli comuni? Il servizio 118 è adeguatamente fornito di autonomia decisionale capace di individuare e scegliere le priorità nosocomiali in codeste emergenze? Tante domande che sicuramente non avranno risposta perchè come al solito vinceranno i poteri forti ed a discapito sempre dei cittadini siciliani.

Maurizio Cirignotta

Amore vietato. Legge sicurezza introduce divieto di sposarsi con stranieri irregolari.

VIETATO AMARSI: PRONTA BATTAGLIA LEGALE CONTRO LA LEGGE SULLA SICUREZZA

Giovanni D'AGATA componente del dipartimento Tematico "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori pronto ad una battaglia legale contro la grave discriminazione attuata con l'art. 1 comma 15 della Legge 94/09

Quando all'inizi dello scorso maggio il Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi dichiarava di non volere un'Italia multietnica, aveva certamente ben chiaro il quadro che si sarebbe prospettato dopo l'entrata in vigore del Disegno di Legge n. 733-B entrato prepotentemente nelle cronache nazionali e non solo specie dopo le tragiche storie degli estivi naufragi come "Legge sulla Sicurezza".

Un articolo di legge, forse il meno conosciuto e pubblicizzato, conteneva in sé il germe del più terribile, odioso razzismo e della più bieca xenofobia: impedire i matrimoni con stranieri irregolari e tra questi, quindi, gran parte dei matrimoni misti.

Il concetto per il Governo era semplice e di facilissima attuazione. Bastava modificare l'articolo del codice civile (ndr il 116 comma primo) che disciplinava l'unica condizione per lo straniero per contrarre un regolare matrimonio nel Nostro Paese ossia la necessità del "nulla osta" da parte dell'Autorità competente nel suo paese ed il gioco razzista e xenofobo poteva essere fatto in un sol colpo!

Se all'articolo fosse stata data la stessa risonanza di tutti gli altri obbrobri anche meno gravi fra tutti quelli contenuti nel cosiddetto "pacchetto sicurezza" - parafrasando il mio Presidente di partito -l'opinione pubblica avrebbe replicato a chiare lettere: "che c'azzecca il matrimonio con la sicurezza?" ed alla domanda il Ministro dell'Interno Maroni o chi per lui avrebbe probabilmente risposto "lo abbiamo fatto perché volevamo impedire tutti i matrimoni di facciata che in realtà servivano a regolarizzare immigrati clandestini!".

Ed allora è spontaneo chiedersi quanti di questi matrimoni sono stati fatti in Italia? Il Governo aveva delle statistiche dei dati empirici? Era incapace di controllare questo presunto fenomeno o in realtà la nuova norma serviva ad altro e nascondeva in realtà l'embrione dell'intolleranza?

Qualsiasi sia la ratio della legge a quale fine questa sia indirizzata fatto stà che la stessa crea una grave discriminazione anche per quei cittadini italiani che hanno trovato l'amore in qualcuno che hanno deciso di sposare e che purtroppo non potranno amare liberamente e senza preoccupazioni non potendosi "vincolare" consensualmente per la vita davanti ad un pubblico ufficiale dello Stato italiano.

La famiglia cellula fondamentale del Paese istituzionalizzata nella e con la Nostra Costituzione negli articoli 29 e seguenti, appare violata nella Sua intima essenza attraverso una norma che per Giovanni D'AGATA componente del dipartimento Tematico "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori, appare ictu oculi incostituzionale.

Per questi motivi Giovanni D'AGATA, ritiene opportuno informare l'opinione pubblica che a breve verranno avviate le prime azioni legali e promette una dura battaglia di Giustizia al fine di veder cancellata questa odiosa norma razzista che offende il Nostro Ordinamento giuridico e costituzionale ma soprattutto la Nostra stessa idea di Società.

Lecce, 28 agosto 2009

Giovanni D'AGATA

Componente dipartimento

Tematico Nazionale

"Tutela dei Consumatori"


Sede Provinciale "Italia dei Valori" di Lecce – V. le Lo Re n. 22 – 73100 - LECCE


www.idvlecce.com - tel. 388/9411240 - e mail: dagatagiovanni@virgilio.it

Alberghi e furti. Consigli e modulistica

Alberghi e furti. Consigli

Tempo di rientri e periodo propizio per i ladri che vogliono alleggerire il portafoglio, od altro, dei turisti che nella confusione dei preparativi per il rientro dimenticano le buone norme di cautela e custodia dei propri valori. Negli alberghi si puo' trovare un cartello con scritto "La direzione declina qualsiasi responsabilita' per il furto o il danneggiamento dei beni lasciati incustoditi". Nella fretta, quindi, si tralascia di chiedere quanto e' dovuto per legge. Infatti, l' avviso non ha valore perche' l'art. 1783 del Codice Civile recita "L'albergatore e' responsabile del deterioramento, distruzione e sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo". Se viene sottratto, distrutto o deteriorato qualcosa il consumatore ne dovra' dare comunicazione scritta all'albergatore e presentare denuncia all'Autorita' di polizia.
Il risarcimento massimo e' limitato al valore di quanto sia deteriorato, distrutto o sottratto, sino all'equivalente di cento volte il prezzo di locazione dell'alloggio per giornata. Se il bene e' stato invece consegnato in custodia all'albergatore, costui ne risponde per l'intero valore.
Qui un modulo ad hoc:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=92097


Primo Mastrantoni, segretario Aduc.


Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
Email aduc@aduc.it
Tel.055290606


venerdì 28 agosto 2009

Ponte sul Po, l’Anas ha fatto tutto il possibile per accelerare l'iter

Le critiche del Corriere della Sera sono sbagliate: l'Anas ha già bandito la gara, affidato i lavori e predisposto il progetto esecutivo. Ancora non pubblicata la precisazione
Il “Corriere della Sera”, in un articolo del vicedirettore Giangiacomo Schiavi, pubblicato nelle pagine nazionali il 26 agosto 2009 e intitolato “Il ponte (provvisorio) sul Po: quattro mesi di inutile attesa”, ha messo in dubbio la solerzia dell’Anas nel raggiungimento dell’obiettivo di realizzare un ponte provvisorio sul fiume Po, a seguito del crollo di quello esistente tra Piacenza e Lodi.

Il vicedirettore del Corriere della Sera ha tra l'altro affermato "I lavori del ponte sul Po, a Piacenza, rispettano le ferie e i ritardi previsti per le opere di pubblica utilità in Italia: non sono ancora cominciati". E ancora: "Agosto sta per finire e le grandi manovre, per un ponte provvisorio di barche, devono ancora cominciare. Eppure di quel che serve alla partenza dei lavori ci sarebbe tutto: progetto, autorizzazioni, accordi tra Regioni, imprese appaltatrici. Ci sono anche cinque milioni di euro già stanziati. Ma il cantiere sul Po aspetta, come i sindaci dei territori di confine e gli artigiani costretti ad un lungo giro anche alla ripresa autunnale".

In realtà nei quattro mesi trascorsi dal crollo del Ponte, l'Anas ha fatto tutto quanto possibile per avviare quanto prima i lavori di realizzazione del ponte provvisorio, compatibilmente con le normative vigenti, verificando in ben 5 riunioni le proposte di tutti gli Enti coinvolti e competenti, definendo la soluzione prescelta, bandendo la gara d'appalto e predisponendo il progetto esecutivo.

E’ tra l'altro da sottolineare che il ponte esistente tra la sponda lodigiana e quella piacentina è rimasto sotto sequestro da parte della Procura di Lodi per accertamenti fino allo scorso 8 agosto e che l'Anas, nonostante tale vincolo, già il 17 luglio ha proceduto all’avvio delle procedure di gara e il 7 agosto all’affidamento dell’appalto.

Attualmente sono in corso le procedure per l’effettuazione della bonifica bellica superficiale e la società che ha vinto la gara sta recependo nel progetto esecutivo le indicazioni fornite dalle Autorità di bacino.

L'apertura dei cantieri è prossima e come da offerta il collegamento provvisorio dovrà essere realizzato in 60 giorni dall’avvio dei lavori, rispetto ai 90 giorni previsti a base dal Capitolato di appalto.

La precisazione inviata al "Corriere della Sera", che potete leggere integralmente sul nostro sito, non è stata ancora pubblicata. Il Corriere, dopo il duro attacco del 26 agosto, nell'edizione di oggi ha relegato la notizia in un trafiletto della cronaca locale, riportando solo in minima parte il contenuto della nostra lettera.

Va sottolineato, tra l'altro, che le critiche all'Anas del "Corriere della Sera", primo quotidiano nazionale, sono state riprese il giorno dopo da altri quotidiani. Con una sostanziale differenza.

Tali quotidiani hanno già correttamente e integralmente riportato le precisazioni dell'Anas.

Per ora attendiamo fiduciosi la pubblicazione integrale anche da parte del Corriere, al fine di ristabilire la verità dei fatti.

Giuseppe Scanni Direttore centrale Relazioni Esterne e Rapporti istituzionali Anas SpA

Si torna a scuola! McAfee offre alcuni consigli per proteggere tutta la famiglia online


Si torna a scuola!

McAfee offre alcuni consigli per proteggere tutta la famiglia online

La ripresa dell’anno scolastico è ormai alle porte e i giovani trascorrono sempre più tempo online per completare i compiti di scuola e per rimettersi in contatto con gli amici conosciuti in vacanza. I cybercriminali ne approfittano per prendere di mira i più giovani via email, IM e truffe di phishing, entrando inoltre in contatto attraverso siti di social networking, blog e chat.

Con l’aumento del cybercrimine, una recente ricerca ha messo in luce che il 62% delle madri sono preoccupate della sicurezza dei propri figli online almeno quanto per la guida in stato di ebbrezza. Gli esperti di McAfee (www.mcafee.com), l’azienda focalizzata sulle tecnologie di sicurezza, mettono a disposizione alcuni semplici consigli per proteggere i più piccoli online.

Alla larga da ciò che è “gratis”

È importante non fidarsi di download quali screensaver, ricerche e registrazioni a club online apparentemente gratuiti. Molti di questi “omaggi”, come giochi e wallpaper, nascondono spyware e programmi adware in grado di tenere traccia ogni volta che si effettua il login su Internet, monitorare i tasti premuti sulla tastiera del PC e trasmettere informazioni confidenziali. È importante educare i giovani ad abitudini di ricerca sicure e ad evitare di scaricare screensaver, giochi e wallpaper online “gratuiti”.

Al sicuro da virus e malware

Alcune email contengono software pericoloso che può danneggiare il computer o tenere traccia delle attività su Internet, senza che se ne venga a conoscenza. Software anti-virus e anti-spyware, assieme a un firewall a doppia entrata, offrono protezione dal rischio di accettare in maniera accidentale file indesiderati in allegati e-mail. Il software di sicurezza effettua la scansione delle comunicazioni che avvengono dal proprio PC, mentre un firewall protegge sia le connessioni interne che quelle esterne al proprio computer. Un firewall è inoltre fondamentale se si possiede una connessione a banda larga o DSL che lascia il computer connesso a Internet 24 ore al giorno.

Visibilità di tutte le attività online

Per aiutare i più giovani a un comportamento responsabile online è possibile bloccare siti inopportuni e prevenire le attività rischiose su Internet. Il software McAfee Family Protection (http://home.mcafee.com/store/package.aspx?pkgid=342) può agire da "cartina tornasole" per i genitori che monitorano i figli online, consentendo di bloccare contenuti inopportuni, prevenire attività di cyber-bullismo e fermare le interazioni pericolose sui siti di social networking. Il software offre inoltre la possibilità di tracciare le attività effettuate online, e di utilizzare poi i dati per insegnare ai propri figli abitudini sicure durante la navigazione.

Educazione a un comportamento sicuro online

Come accade per molte materie scolastiche, è importante educare i figli sui potenziali pericoli di Internet, come proteggere informazioni personali private, effettuare download in sicurezza, e mantenere con loro un dialogo costante per prevenire situazioni pericolose. Per avere consigli su come proteggere i propri figli online, è possibile consultare questo indirizzo: http://home.mcafee.com/AdviceCenter/Default.aspx.

A proposito di McAfee, Inc.

Con sede principale a Santa Clara, California, McAfee Inc., è la principale azienda focalizzata sulle tecnologie di sicurezza. McAfee è costantemente impegnata nella lotta contro le più pericolose minacce alla sicurezza. L’azienda offre prodotti e servizi di sicurezza riconosciuti e proattivi che proteggono sistemi e reti in tutto il mondo, consentendo agli utenti di navigare ed effettuare acquisti sul web in modo sicuro. Grazie a un riconosciuto team di ricerca, McAfee crea soluzioni innovative che proteggono gli utenti consumer, aziende, pubblica amministrazione e service provider consentendo loro di essere conformi alle normative, proteggere i dati, evitare interruzioni delle attività, identificare le vulnerabilità e monitorare e migliorare costantemente la loro sicurezza.

Ulteriori informazioni sono disponibili su Internet all’indirizzo: www.mcafee.com

giovedì 27 agosto 2009

L' Italia dei dialetti? Ma se non sappiamo parlare e scrivere e non conosciamo l'inglese...

L'Italia dei dialetti? Ma se non sappiamo parlare e scrivere e non conosciamo l'inglese...

Firenze, 27 Agosto 2009. Nel clima d'agosto dove ogni cosa detta da qualcuno che abbia un minimo di potere e credibilita' politica diventa argomento di possibile svolta legislativa, quella dei dialetti da inserire nell'istruzione obbligatoria e nell'informazione di Stato, e' una che fa numero con altre (qualcuno ricorda la coltura/cultura del bergamotto che il ministro Umberto Bossi aveva tirato fuori come soluzione alle difficolta' economiche del sud? Giornalate, inchieste, dichiarazioni, etc... il bergamotto e' sempre li', nei suoi campi calabresi e nel suo limitato mercato).
Precisando che il dialetto, di per se', ha sempre una derivazione da una lingua madre (altrimenti diventa lingua come quelle in Sardegna, che e' un'altra cosa), e' proprio quest'ultima che conviene conoscere per meglio comprendere il proprio e gli altri dialetti di medesima derivazione. E qui "casca l'asino". Negli ultimi decenni, soprattutto con l'avvento di Internet e la possibilita' di scambio veloce di messaggi, la correttezza della propria lingua e' diventata una sorta di optional. Spesso si sintetizzano le parole e le frasi, per esigenza di velocita' e di spazio -complice l'abilita' del singolo- possono diventare dialoghi fra iniziati del mezzo (vedi anche sms). Ma molto piu' spesso le persone scrivono senza nessuna cura della grammatica, dell'analisi logica, della punteggiatura, etc.. mandando a ramengo quelle minime regole della comprensione che facilitano la comunicazione interpersonale. Lo diciamo noi, associazione di consumatori che riceve giornalmente qualche cent
 inaio
di lettere (la maggior parte via web) con cui ci vengono chiesti consigli; lettere che poi pubblichiamo, dopo un minimo di correzione che le rendano comprensibili, nella rubrica online "Cara Aduc". Piu' della meta' di queste lettere sono piene di strafalcioni di tutti i tipi, anche scritte da persone che ci indicano svolgere una professione/mestiere in cui la scrittura dovrebbe essere importante: i piu' diffusi strafalcioni sono legati alle espressioni gergali e dialettali, nonche' alle parole che originano da lingue straniere (essenzialmente inglese) e che vengono riportate nei modi piu' fantasiosi, essenzialmente legate alla fonetica. Tra queste anche le lettere di chi, straniero in Italia, ci scrive per avere una consulenza sui propri diritti e doveri, come immigrato e come nuovo residente.
A questa Italia il Governo risponde con lo studio del dialetto a scuola e con l'informazione di Stato in dialetto? Mah!! Gli italiani che sono tali, e i residenti nel nostro Paese provenienti da mondi molto diversi dai nostri (che sono sempre di piu' e che fermarli e' utopia), crediamo abbiano altre esigenze, sempre che si concepisca la nostra societa' come quella in cui gli individui possano e debbano vivere comunicando fra loro e comprendendosi anche nei rapporti con le istituzioni. E su questo andrebbero fatti investimenti oltre che sullo studio della lingua inglese, pur nel rispetto dei singoli dialetti: ma rispetto e' altra cosa da sostituzione e creazione di "gabbie linguistiche" che diventerebbero sempre piu' impenetrabili e ostili.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc


Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
Email aduc@aduc.it
Tel.055290606

Alitalia. Voli Roma-Milano. 100% in ritardo



Alitalia. Voli Roma-Milano. 100% in  ritardo

100% di ritardo nei voli in partenza da Roma Fiumicino per Milano Linate di Martedi 25 Agosto. E' il record dell'Alitalia. Eppure martedi' non e' giornata da bollino nero o rosso e la tratta e' quella in monopolio alla nostra "compagnia di bandiera", per privatizzare la quale i contribuenti si sono accollati 3,2 miliardi di euro. Nel frattempo che gli utenti patiscono ritardi e disservizi, si annunciano riunioni fra tutti; per fare cosa non e' dato di sapere. Forse era utile fare riunioni di lavoro nel mese di Giugno cosi' da individuare i problemi e trovare soluzioni. Invece si promuovono azioni demagogiche, come quelle messe in campo dall'Alitalia stessa che ha inviato i dirigenti ai check-in o allo smistamento bagagli. Noi siamo del parere che ognuno debba fare, bene, il proprio mestiere e, stando ai servizi resi, non ci sembra che sia cosi'.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc


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Napoli perde la 'Nzegna festa popolare

 

    Riportata in auge l'anno scorso, dopo oltre mezzo secolo dal regista Pasquale della Monaco (nella foto), la 'Nzegna, una delle feste più sentite e tradizionali del popolo napoletano, quest'anno probabilmente non sarà ripetuta. Nonostante le promesse e la disponibilità di alcuni responsabili del settore turismo, a pochi giorni dalla data dell'evento, prevista come per le passate edizioni per fine agosto inizio settembre, il promotore dell'evento non ha avuto riscontro al programma presentato in tempo utile.

   "L'anno scorso – dichiara il regista – mi sono indebitato per far fronte alle spese per l'affitto della carrozza "reale", dei costumi d'epoca, degli attori di Vulcanometropolitano che hanno animato il corteo, preceduto dal Pazzariello e dalla banda dei bersaglieri, partito dalle Rampe di Pizzofalcone attraverso il Pallonetto di Santa Lucia, giunto in Piazza Plebiscito dove è stato accolto da un folto pubblico e dai turisti incuriositi che scattavano fotografie e riprendevano le scene della sfilata con videocamere".

     "Ho creduto in questo evento – continua amareggiato Della Monaco, animatore di molte iniziative e strenuo difensore del fiabesco castello di Lamont Young, semidistrutto da un incendio e in attesa da anni di un recupero – la gente ha partecipato con favore al ritorno di un'antica tradizione, accodandosi al corteo con canti e suoni. Speravo che la 'Nzegna, visto il risalto dato dai giornali e dalle televisioni, come la Piedigrotta rientrasse fra i cento e più eventi preannunciati dal Comune. Purtroppo i tempi stringono, se non arrivano segnali di disponibilità, sarò costretto a rinunciare allo spettacolo che quest'anno prevede anche un concorso fotografico per il balcone più bello del Pallonetto al passaggio della Nzegna e un omaggio a Richard Wagner e Luchino Visconti".  

      L'avvenimento, rievoca una delle più belle leggende popolari. Nel porticciolo di Santa Lucia fu trovata una cassa avvolta da pesanti catene; spezzato il ferro ecco venir fuori un quadro della Vergine che il popolo osannante evocò come Madonna della Catena. Da allora ogni anno si festeggiava la ricorrenza. Fino al 1860 i Borboni parteciparono a tali solennità, poi i luciani continuarono con la tradizione di un corteo rappresentativo della corte.

     La festa era accolta benevolmente dai regnanti. Prima di partire per le ferie estive Re Ferdinando di Borbone e la regina delle due Sicilie si recavano in carrozza a salutare i fedeli sudditi di Santa Lucia. Il rito con le comparse si svolgeva il 10 agosto e 'Nzegna, significa insegnamento al nuoto. Una tradizione durata fino al 1953, quando fu interrotta sembra per l'intervento dei sacerdoti della chiesa di Santa Maria della Catena. Un ragazzo gettato in mare rischiò la vita. Le cronache narrano che ad un certo momento quattro o cinque persone si staccavano dalla folla, individuavano uno, scelto con ogni evidenza per l'espressione particolarmente mite e remissiva, l'afferravano, lo trascinavano verso la riva del mare e lo lanciavano, incuranti delle sue implorazioni.

    "No, no, per carità, no. Io non so nuotare! " urlava il malcapitato – ricorda lo scrittore Vittorio Paliotti - "Bè, è l'occasione per imparare" fu la prevedibile risposta di quei forsennati, mentre la folla applaudiva. L'uomo, gettato di peso, fini tra le onde. Ma anziché compiere, guidato dall'istinto, quei movimenti che l'avrebbero dovuto portare ad una forma di nuoto, prese ad annaspare e ad ingoiare acqua.

   "E' tutto un gioco, quello sta fingendo per dare spettacolo. Vedrete che mò si riprende" pontificò un vecchio.

   Altro che riprendersi: l'involontario bagnante continuava a fare movimenti sconnessi. A questo punto due scugnizzi, come del resto il copione prevedeva, si lanciarono in mare e lo riportarono a riva. "

      Il turismo langue, per i prossimi giorni sono previsti tavoli di lavoro tra albergatori, commercianti e istituzioni per risollevarne le sorti. C'è chi ripropone l'apertura di casinò e chi lamenta la mancanza di eventi di sicuro richiamo. La 'Nzegna potrebbe consentire un viaggio a ritroso nel tempo e rientrare a pieno titolo nel carnet del turista come nei secoli scorsi, quando i viaggiatori di tutto il mondo apprezzavano il folklore napoletano.

      Fabio Chiosi, presidente della I Municipalità, presente alla prima rappresentazione dichiarò:  "Pasquale della Monaco, è riuscito a riportare in auge una festa abbandonata da oltre cinquant'anni. Lavoreremo perché l'anno prossimo la manifestazione abbia una risonanza ancora maggiore di questa prima riedizione".

 

mario carillo - napoli-news.net - Il Roma

   

Nuova energia da tetti vecchi

La tegola solare coniuga tutela dei beni culturali e produzione energetica

Da quando lo scorso anno è entrata in vigore in Italia la nuova legge d'incentivazione del solare “Conto Energia“ tra gli italiani proprietari di case è scoppiato il boom della produzione solare d'energia. Contrariamente alla legge precedente, questa s'incentra soprattutto su piccole installazioni, rivolgendosi così direttamente ai consumatori finali, i quali applicano prontamente i moduli solari sui loro tetti. Un affare lucrativo, perché in Italia il sole splende con intensità analoga a quella della Spagna o della Grecia. I tradizionali pannelli solari, però, non arrivano in verità sul tetto di chiunque li vorrebbe avere. Per gli edifici storici, i Beni culturali hanno finora posto un freno.

Se si guarda ad una città come Venezia, se ne comprende il motivo: la fisionomia della città lagunare, intessuta di mitologia, si caratterizza per tegole arcuate di terracotta di color marrone chiaro, che l'esperto chiama “tegole a canale“. Gli scuri collettori solari si staglierebbero sul mare di tegole come macchie indecorose e deturperebbero l'idilliaco scenario rinascimentale. Come conseguenza Venezia, patrimonio culturale dell'UNESCO, potrebbe perdere qualcosa del suo magico appeal per turisti di tutto il mondo. L'azienda italiana REM S.p.A ha trovato una soluzione a questo dilemma: tegole solari di plastica con lastre di copertura di PLEXIGLAS® stampate ad iniezione. Le cosiddette tegole TechTile richiamano visivamente le tradizionali tegole di terracotta, però nascondono in sé potenti celle solari o, in alternativa, moduli solari termici per scaldare l'acqua. Paragonate ai consueti pannelli solari, le superfici dei collettori delle tegole sono di poco più piccole: solo se rimane salva l'impressione visiva, infatti, è possibile aprire alla produzione d'energia i tetti storici, malgrado le imposizioni dei Beni culturali. Un tetto rivolto a sud di 18 metri quadrati di grandezza e con angolo di pendenza di 30 gradi, produce così, sotto il sole del Sud Italia, 1.650 chilowattora d'energia elettrica all'anno (vedi tabella). Questo copre circa i 5/6 del consumo annuo di elettricità di un nucleo familiare tedesco costituito da un'unica persona..

Dall'antichità all'era solare

Non sappiamo con certezza quando e da chi sia stata inventata la tegola di terracotta. C'è solo un racconto dell'autore greco Pindaro, che assegna ai Corinzi l'invenzione della tegola intorno al 450 A.C.. La tegola dalla forma "a canale", oggi ampiamente diffusa nell'area mediterranea, viene dal Medioevo e non è sostanzialmente mutata da quei tempi. Adesso, con il nuovo modello della REM S.p.A., questa forma entra nell'era solare, gettando in tal modo un ponte tra tradizione e progresso.

I temi del cambiamento climatico e dei crescenti prezzi energetici giocano un ruolo anche per i beni culturali in Germania. Il conservatore dei Beni culturali del Land dell'Assia, Christoph Mohr, dichiara: “Salutiamo le iniziative che cercano di associare la rivendicazione estetica della cura del patrimonio culturale con nuove tecnologie di produzione energetica. Siamo in attesa di prodotti che combinino le due cose: da un lato, rendere utilizzabili i collettori solari, rispettando però dall'altro, in termini tecnico-edilizi, anche l'aspetto dei Beni culturali.“ Oltre alla funzionalità, qui è importante anche il quadro visivo. “Le tegole con collettori solari devono integrarsi con discrezione nell'architettura storica. Solo allora si può parlare di una fusione intelligente di forma e tecnologia.“ Per questo la tegola solare ha convinto anche la giuria del premio di design “Well-Tech“, che lo scorso anno le ha conferito il primo premio.

Fuori classica, dentro high tech

Anche se non si è ancora realizzata per ogni Paese la forma di tegola appropriata, per l'Italia ci si è già riusciti. L'unica cosa che la tegola solare ha ancora in comune con la sua predecessora medioevale, sono colore e forma. Invece dell'argilla, la variante moderna è di plastica. Al centro della tegola situata superiormente – il cosiddetto “coppo“ – si trovano, sotto una lastra trasparente, le celle solari o i moduli solari termici. La tegola solare l'hanno inventata Roberto Corvaglia e Sante Bortoletto della REM. “Per una produzione ottimale d'energia contano due fattori: potenti celle solari e una lastra di copertura ad alta trasmissione“: questo è il principio, come spiega Bortoletto. Con trasmissione s'intende la permeabilità della luce, elemento che per gli inventori è stato il criterio decisivo nella scelta del materiale: “Noi utilizziamo PLEXIGLAS® per la lastra, perché ha una trasmissione di oltre il 90%, e lascia così passare molta più luce di altri materiali plastici, che in aggiunta non sono così resistenti agli UV ed ingialliscono con il tempo“, dice Corvaglia. Perché le celle solari scure non si vedessero dall'esterno attraverso la lastra trasparente, gli inventori sono ricorsi ad uno stratagemma: “Abbiamo strutturato finemente le lastre sul lato interno. I raggi solari vi possono sì penetrare, però non vi si può guardare attraverso senza difficoltà. Evitiamo così che il nero delle celle solari disturbi l'impressione color argilla della tegola“, dichiara Corvaglia. Da una certa distanza non si può così notare alcuna differenza dalle tegole tradizionali. Oltre alle proprietà ottiche, la lastra deve anche essere robusta. Al riguardo Bortoletto: “Persino una tempesta di grandine non è un problema, perché PLEXIGLAS® può sopportare anche queste influenze ambientali.“


Tendere la mano al copritetto

Ulteriore stabilità viene alla lastra da un saettone trasversale. Ci si può così muovere tranquillamente per le tegole, cosa che facilita l'installazione. La tecnologia viene incontro ai copritetto in un altro punto ancora: con la semplice unione ad innesto, le tegole solari possono essere installate senza elettricisti. Le celle solari sono disponibili anche come moduli prefabbricati per tetti, con strato isolante e appoggio sul tetto per coprire con particolare rapidità una casa. Tuttavia, ciascuna tegola solare lavora autonomamente dalle sue vicine. Se una tegola si guasta, tutte le altre continuano a produrre energia.

A sud e a nord delle Alpi

Le tegole TechTile sono adatte non solo all'area mediterranea, coccolata dal sole. Sono senz'altro interessanti anche per il Nord Europa, per cui sarebbero però necessarie altre forme. In Germania, per esempio, è molto diffusa la tegola a forma di “coda di castoro“. “Abbiamo già in programma di produrre altre forme, che possano essere utilizzate a nord delle Alpi“, dice Corvaglia. In un prossimo futuro, la tegola solare potrebbe così trasformare tetti storici in zone apportatrici d'energia anche nell'Europa del nord.

Disponibile da EMC il software Retrospect 8.1 per gli utenti Mac

 

Disponibile da EMC il software Retrospect 8.1 per gli utenti Mac

 

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Gli aggiornamenti migliorano le prestazioni Intel e forniscono ulteriore supporto

per i sistemi  PowerPC Mac

 

 

Milano, 27 agosto 2009 – EMC Corporation (NYSE:EMC), leader nelle soluzioni di leader mondiale nelle soluzioni e tecnologie per la gestione delle informazioni, ha annunciato la disponibilità di EMC Retrospect 8.1, il software per il backup e il recovery affidabile dei dati per la piattaforma Mac. La versione 8.1 offre prestazioni ottimali per i computer Mac basati su processore Intel, miglioramenti apportati all’interfaccia utente annunciata all’inizio dell’anno con la versione 8.0 e oggi disponibile anche per i sistemi PowerPC Mac, fornendo piena compatibilità agli utenti finali e alle organizzazioni che utilizzano modelli precedenti di computer Mac per i propri backup.

 

“Era di fondamentale importanza garantire supporto ai sistemi PowerPC Mac al fine di fornire alle aziende di piccole e medie dimensioni il miglior prodotto per il backup e il recovery dei dati in grado di soddisfare appieno le loro esigenze”, ha dichiarato Peter Wharton, Vice President of Marketing della divisione Consumer and Small Business Products di EMC. “Molte postazioni Retrospect esistenti, così come le piccole aziende che hanno superato il limite ottenibile dal programma Time Machine o che desiderano centralizzare i propri backup, potrebbero avere bisogno di un solo computer Mac basato su sistemi PowerMac da utilizzare come server di backup Retrospect. EMC Retrospect 8.1 oggi è in grado di soddisfare tale esigenza”.

 

EMC Retrospect 8.1 migliora le prestazioni rispetto alla versione 8.0 sotto numerosi punti di vista, incluso il backup, la verifica dei dati e le attività di ripristino. In media, gli utenti che utilizzano Retrospect 8.1 con computer Mac basati su processori Intel possono ottenere un miglioramento delle prestazioni compreso tra il 10% e il 15% rispetto alla versione 8.0 e tra il 30% e il 35% rispetto alla versione 6.1. Le prestazioni sui sistemi PowerPC variano maggiormente in base alla potenza e alla velocità del processore; con i sistemi G5 è possibile ottenere un miglioramento delle prestazioni che va dal 10% al 15% rispetto a quelle fornite con la versione 6.1.

 

I miglioramenti apportati all’interfaccia di EMC Retospect 8.0 sono disponibili anche con la versione 8.1, così come ulteriori numerosi ampliamenti che vanno a beneficio dell’esperienza generale dell’utente.

 

“La revisione dell’interfaccia utente di EMC Retrospect è avvenuta dopo ben 10 anni e per tale motivo siamo consci del fatto che sarà necessario aspettare un certo periodo di prova della versione precedente da parte degli utenti prima di apportare ulteriori modifiche”, ha commentato Eric Ullman, director of product management di Retrospect. Con la versione 8.1, abbiamo tenuto conto delle opinioni dei nostri clienti e apportato dei miglioramenti all’interfaccia utente – incluse icone aggiornate, miglioramento del workflow, migliore risposta alle azioni dell’utente – a beneficio sia degli attuali che dei nuovi utenti”.

 

Tech Superpowers Inc., società che offre servizi professionali di consulenza, e i rivenditori di Retrospect con sede a Boston e Londra, stanno attualmente lavorando con EMC Retrospect 8.1.

 

“La nuova architettura e l’interfaccia di Retrospect 8 ci permettono di controllare simultaneamente diversi backup, e oggi siamo in grado di creare script di backup in metà del tempo precedentemente impiegato”, ha commentato Michael Oh, President of Tech Superpowers Inc. “Per le società come la nostra che offrono servizi professionali e che mantengono 20 ambienti diversi di backup per i propri clienti, tali miglioramenti rappresentano una grande differenza”.

 

EMC Retrospect 8.1 è attualmente disponibile solamente in lingua inglese; le edizioni tradotte saranno disponibili alla fine dall’anno in francese, tedesco, spagnolo, italiano, brasiliano, portoghese, russo, cinese semplice, cinese tradizionale, coreano e giapponese.

 

EMC Retrospect 8

EMC Retrospect 8 è stato interamente riprogettato con un’interfaccia utente all’avanguardia, un nuovo potente engine e numerose nuove funzionalità. Retrospect 8, un programma software per il backup e il recovery  che si posiziona tra Time Machine e le applicazioni di backup di livello aziendale, offre le funzioni, la semplicità di utilizzo, la flessibilità e l’affidabilità richieste dai professionisti e dalle aziende di piccole e medie dimensioni.

 

Retrospect 8 offre numerose nuove funzioni, così come numerose funzionalità migliorate tra cui:

 

  • una nuova interfaccia utente personalizzabile con funzionalità di gestione remota.

 

  • una nuova e potente engine in grado di effettuare simultaneamente diverse attività di backup, ripristino e copia dei dati.

 

  • Backup D2D2D (disk-to-disk-to-disk) e D2D2T (disk-to-disk-to-tape) con trasferimento dei backup point-in-time tra i diversi media di destinazione, rimuovendo in questo modo i backup di dati obsoleti e liberando spazio prezioso.

 

  • Streaming simultaneo dei dati verso dischi multipli o sistemi di storage a nastro

 

  • Cifratura certificata AES-256 dei dati su cui è stato effettuato il backup

 

  • Supporto client di rete avanzato con supporto per interfacce di rete multiple e funzionalità wake-on-LAN per accendere i computer tramite rete per effettuare il backup, riducendo il consumo generale di energia

 

  • Backup completo dei client fisici e virtuali Windows Server 2003/2008 e Windows XP/Vista, inclusi quelli che lavorano con VMware Fusion e Parallels, con salvaguardia dello stato del sistema e backup dei file aperti

 

Prezzi e disponibilità

EMC Retrospect 8.1 per Mac è attualmente disponibile come aggiornamento gratuito per i possessori della versione 8.0. Gli utenti e le organizzazioni che hanno acquistato la licenza Retrospect 6.1 a partire dal 14 gennaio 2008 possono anch’essi effettuare l’aggiornamento gratuito a Retrospect 8.1; i prezzi per l’aggiornamento per gli acquisti precedenti al 14 gennaio 2008 sono disponibili di seguito a seconda dell’edizione.

 

EMC Retrospect 8.1 è disponibile nelle seguenti edizioni:

 

Retrospect 8 Desktop 3-User – 129,00 Euro per i nuovi utenti, 59,00 Euro per l’aggiornamento dall’edizione Desktop  5.x-6.x

Protegge un singolo computer Mac non server e fino a due computer desktop e portatili aggiuntivi di rete Mac, Linux o Windows; licenze client aggiuntive desktop/laptop e supporto e mantenimento sono disponibili separatamente.

 

Retrospect 8 Single Server 20 Client – 479,00 Euro per i nuovi utenti, 279,00 Euro per l’aggiornamento dall’edizione Workgroup 5.x-6.x

Protegge un singolo Mac OS X Server e un numero illimitato di computer desktop e portatili Mac, Linux e Windows; licenze client server aggiuntive sono disponibili separatamente.

 

Retrospect 8 Single Server 20 Clients con ASM - 609,00 Euro per i nuovi utenti, 409,00 Euro per l’aggiornamento dall’edizione Workgroup 5.x-6.x

Protegge un singolo Mac OS X Server e un numero illimitato di computer desktop e portatili di rete Mac, Linux e Windows; include 1 anno di supporto e mantenimento; licenze client server aggiuntive sono disponibili separatamente.

 

Retrospect 8 Single Server Unlimited Clients con ASM - 809,00 Euro per i nuovi utenti, 539,00 Euro per l’aggiornamento dall’edizione Workgroup 5.x-6.x

Protegge un singolo Mac OS X Server e un numero illimitato di computer desktop e portatili di rete Mac, Linux e Windows; include 1 anno di supporto e mantenimento; licenze client server aggiuntive sono disponibili separatamente.

 

Retrospect 8 Multi Server Unlimited Clients - 1.669,00 Euro per i nuovi utenti, 939,00 Euro per l’aggiornamento dall’edizione Server 5.x-6.x

Protegge un numero illimitato di server e computer desktop e portatili di rete Mac, Linux e Windows; include 1 anno di supporto e mantenimento.

 

Componenti aggiuntive sono disponibili per Advance Tape Support (supporta streaming simultanei su diverse unità a nastro) e Open File Backup per client Windows (incluso con l’edizione Desktop).

 

Ulteriori informazioni relative a Retrospect 8 per Mac sono disponibili all’indirizzo www.retrospect.com.

 

 

Retrospect

Retrospect, il famoso software per il backup e il ripristino dei dati, è un prodotto della divisione Consumer and Small Business Products di EMC.

 

About EMC

EMC Corporation (NYSE: EMC) is the world's leading developer and provider of information infrastructure technology and solutions that enable organizations of all sizes to transform the way they compete and create value from their information. Information about EMC's products and services can be found at www.EMC.com.

 

Per ulteriori informazioni:

Marzia Acerbi, Silvia Asperges             

Prima Pagina Comunicazione                           

Tel. 02/76118301                                            

e-mail: marzia@primapagina.it                        

           silvia@primapagina.it

 

 


Vi informiamo che i Vostri dati personali vengono trattati in rispetto del Codice in materia dei dati personali e ne viene garantita la sicurezza e la riservatezza.
Per i nostri trattamenti ci avvaliamo di responsabili ed incaricati il cui elenco è costantemente aggiornato e può essere richiesto rivolgendosi direttamente alla Società titolare al numero di telefono 02 76118301. In qualsiasi momento potrete fare richiesta scritta alla Società titolare per esercitare i diritti di cui all¹art. 7 del D.lgs 196/2003 (accesso correzione, cancellazione, opposizione al trattamento, ecc.).

 

FSP presenta i nuovi alimentatori universali per Notebook

FSP Group (FSP) www.fsplifestyle.com, il sesto produttore mondiale di alimentatori, ha annunciato oggi la nuova serie di alimentatori universali per Notebook, conformi alle specifiche CEC (California Energy Commission) e Energy Star di livello V, con un’efficienza energetica pari all’87% ed un consumo in standby inferiore ai 0,5W.

L’attuale linea di prodotti per Notebook, che include i modelli NB90 e NB120 da 90 e 120W, verrà ampliata ulteriormente con l’introduzione dei modelli NB65 e NB150, rispettivamente da 65 e 150W.


Con la nuova serie di prodotti, FSP sarà in grado di offrire un’intera linea di soluzioni che andrà a coprire il 90% dei Notebook sul mercato tra cui IBM, Dell, Acer, Compaq, Sony, Toshiba, HP, ASUS, e Lenovo.

Tutti gli alimentatori, includono inoltre 8 spinotti intercambiabili compatibili con i vari connettori di alimentazione, specifici per ogni modello di Notebook



Per maggiori informazioni sui prodotti FSP è possibile visitare il sito http://www.fsplifestyle.com/en/index.asp

Caratteristiche tecniche:
Modelli
NB65
NB 90
NB 120
NB150

Vattaggio
65W
90W
120W
150W
Ingresso AC
100-240V
Uscita DC
3.42A, Max 65W
4.74A, 90W Max
6.32A, 120W Max
7.89A, 150W Max
Dimensioni
114.5x49.5x29.5mm
134x58x32 mm
167x65x37 mm
171x72x40 mm

Chi è FSP
Fondata nel 1993, FSP è uno dei principali produttori di alimentatori con oltre 15 anni di esperienza nella progettazione e nella produzione dei prodotti. Grazie a rigidi ed accurati controlli di qualità ed al rispetto per l’ambiente, FSP Group ha attualmente oltre 180 modelli certificati 80Plus, molti di più di qualsiasi altro produttore al mondo.


FSP Group offre un’ampia gamma di prodotti per il mercato retail, inclusi alimentatori per PC gaming, adattatori universali per notebook e, più recentemente, soluzioni per l’alimentazione di dispositivi portatili. In un mercato dove la tecnologia è in continuo sviluppo, è importante avere alimentatori potenti ed affidabili nel cuore di vostri sistemi: questa è la filosofia di FSP Group “Power Your Life!”

Per maggiori informazioni su FSP potete vistiare il sito http://www.fsp-group.com/

Contatti – Ufficio Stampa FSP per l’Italia
Per maggiori informazioni riguardo i prodotti FSP o per diventare distributori potete contattare l’ufficio stampa italiano CyberMedia Marketing scrivendo a lb@cybermediapr.it

Vignette: il nuovo libro di Tomaso Marcolla

È stato pubblicato il libro di Marcolla dal titolo: "Vignette".

Questo libro raccoglie un'ampia selezione di opere digitali dell'artista Tomaso Marcolla realizzate assemblando fotografia e computer grafica.
Opere che vogliono essere testimonianza di un percorso creativo nel mondo della satira e dell'umorismo ed affrontano temi di attualità per offrire una lettura ironica su argomenti molte volte tragici.
Alcune di queste vignette hanno ricevuto riconoscimenti a livello internazionale.

Con testi di:
Gianni Sinni
Anna Cordella

Una recensione di Nadine Solano è stata pubblicata sul numero di maggio della rivista d'arte INSIDEART.

Link al libro:
http://www.marcolla.it/libro_vignette/libro_vignette.htm

Link all'editore:
http://www.lupoeditore.com/varia/vignette-tomaso-marcolla/


Dati del libro:
Titolo: "Vignette"
Autore: Tomaso Marcolla
Editore: Lupo Editore
Anno: 2009
Pagine: 36 a colori
Formato: cm 21 x 24
Prezzo: 18,00 Euro
ISBN: 978-88-95861-39-5

 

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