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venerdì 23 giugno 2017

Pet Village: amore per gli animali, amore per la natura - Applaws, Cat's Best e le linee Protezione Naturale e No Stress Beaphar

Chiuso il G7 sull'Ambiente, resta viva l'attenzione nei confronti di ambiente e sostenibilità.



È in costante crescita l'interesse del pubblico ai temi della sostenibilità e della naturalità, con sempre più italiani attenti alle tematiche green nei vari aspetti del quotidiano. 

Cresce contemporaneamente il numero degli animali domestici: secondo il rapporto Assalco presentato a Zoomark 2017, in Italia c'è un pet per ogni abitante con un mercato che nel 2016 ha sfiorato i 2 miliardi di euro solo per il comparto food di cani e gatti.

È in questo contesto che Pet Village propone soluzioni che coniugano le necessità di chi ha a cuore le tematiche ambientali con il meglio per l'animale domestico. 

A partire da Applaws, la marca inglese di alimenti per cani e gatti composti solo da materie prime sane e naturali, conformi ai più alti standard etici.

I tagli migliori di carne e di pesce garantiscono ai pet l'eccellenza delle proteine animali, mentre gli ingredienti di origine vegetale, come zucca, asparagi, alghe e riso, servono per un'alimentazione completa ed equilibrata.

Applaws vanta il riconoscimento della Ethical Company Organisation, a dimostrazione della serietà dell'approvvigionamento e del trattamento rigoroso riservato agli ingredienti.

Diversi i formati e le proposte disponibili, capaci di rispondere a gusti ed esigenze delle varie razze ed età di cani e gatti. 

Le ultime nate in casa Applaws sono le pratiche vaschette – già stivate nei magazzini Pet Village – disponibili in tre versioni per gatti adulti, rispettivamente con tonno e acciughe, tonno e gamberetti, pollo e agnello. 

Le vaschette sono composte al 100% di ingredienti naturali e del tutto prive di additivi artificiali, appetizzanti o coloranti.

Naturalità anche per la salute dell'animale e per la lotta ai parassiti, grazie alla linea Protezione Naturale Beaphar. 

Nata 75 anni fa e con un listino di oltre 1.000 referenze, l'azienda olandese propone un'ampia gamma di prodotti 100% naturali per proteggere cani, gatti e l'ambiente domestico da pulci, zecche e dalle punture di zanzare, pappataci e altri insetti nocivi.

Shampoo, spot on, collari e salviette igieniche sono efficaci contro i parassiti e garantiscono il massimo benessere dell'animale, grazie alle proprietà repellenti ed emollienti del Piretro naturale e dell'Olio di Neem.

Di origine naturale anche la linea No Stress Beaphar di collari e spot on ad applicazione cutanea, che sfruttano le benefiche proprietà delle piante officinali e alleviano la tensione e il nervosismo nei pet. 

Ideali per gestire al meglio situazioni ansiogene come viaggi o visite dal veterinario: in non più di un'ora, i prodotti No Stress tranquillizzano gli animali in modo del tutto naturale.

Le lettiere Cat's Best sono un ottimo connubio tra le necessità igieniche di chi vive con un gatto e il rispetto dell'ambiente: composte interamente da fibre di legno non trattate, biodegradabili e di facilissimo smaltimento, sono resistenti all'odore, molto assorbenti e dotate di uno strato profumato e soffice per le zampe del pet.

In tutta la linea Cat's Best - a cominciare dalla sua lettiera di punta Ökoplus - le indispensabili proprietà agglomeranti e antibatteriche dei prodotti tradizionali si aggiungono alle qualità eco-friendly delle migliori soluzioni naturali.

Disponibili in diverse varianti, le lettiere Cat's Best si adattano alle necessità di gatti a pelo lungo, gattini e anche per gli altri piccoli animali, nella versione Universal.

Una ricca selezione, quella di Pet Village, volta ad offrire solo il meglio per la cura e l'alimentazione dell'animale domestico e con un'attenzione particolare al rispetto per l'ambiente.

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www.CorrieredelWeb.it

venerdì 9 giugno 2017

Al G7 Ambiente di Bologna il CIB presenta i benefici del biometano: “non solo per i trasporti, ma anche per sicurezza e programmabilità sistema elettrico”

Bologna, 9 giugno 2017 -  Il CIB, Consorzio Italiano Biogas, ha preso parte al Convegno "Gas naturale e biometano: eccellenze nazionali per la sostenibilità" organizzato a Bologna da Econometrica e Centro Studi Promotor. 

L'appuntamento, alla presenza del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e dei vertici di FCA, Iveco, Snam, Anfia, Confagricoltura, si è svolto nell'ambito della settimana #All4thegreen del G7 Ambiente e ha offerto l'occasione di ribadire, numeri alla mano, l'importanza del gas naturale e del biometano nella mobilità sostenibile e nelle politiche di decarbonizzazione dell'economia. Il biometano ottenuto da matrici agricole presenta infatti un livello di purezza elevatissimo e, senza alcune necessità di nuove infrastrutture, può essere impiegato nei trasporti, immesso nella rete nazionale del gas o utilizzato nella cogenerazione ad alto rendimento.

Tra queste,  l'utilizzo nei trasporti risulta una soluzione particolarmente sostenibile: un veicolo alimentato con questo biocarburante presenta, lungo l'intero ciclo di vita, emissioni pari a quelle di un veicolo elettrico alimentato da fonti rinnovabili (eolico) e cioè solo 5 gC02eq/Km, il 97% in meno di un analogo veicolo alimentato a benzina. 

Inoltre, nei motori alimentati a metano e biometano sono praticamente assenti le emissioni di PM10 e gli ossidi di azoto sono ridotti del 70%: un vantaggio economico e ambientale notevole, considerando che in Italia circola già quasi un milione di veicoli a metano.

L'Italia è il secondo produttore di biogas in Europa, dopo la Germania, e il biometano si può ottenere dagli oltre 1500 impianti a biogas già attivi su tutto il territorio nazionale.

Secondo il CIB, Consorzio Italiano Biogas, che rappresenta la filiera del biogas e del biometano in agricoltura, il potenziale del settore al 2030 è di 8,5 miliardi di metri cubi di gas equivalente, corrispondente a quasi il 15% del fabbisogno nazionale annuo di gas naturale. Di questi 8,5 miliardi, una quota considerevole potrebbe essere utilizzata nei trasporti sia in forma gassosa che compressa e alimentare mezzi pesanti, mezzi per il TPL, navi.

Questo enorme potenziale potrebbe essere sbloccato da un imminente decreto interministeriale che dovrebbe prevedere, tra i provvedimenti più attesi, la revisione dell'intervallo temporale per l'accesso agli incentivi, un target annuo minimo di immissione di biometano in rete e un sistema di contabilizzazione che valorizzi maggiormente i benefici ambientali prodotti dalla digestione anaerobica.

"Il biometano – spiega Piero Gattoni, presidente del CIB, intervenuto a Bologna – riveste un ruolo strategico nella Strategia energetica nazionale (SEN) per la sua duttilità d'impiego, oltre che per i suoi impatti virtuosi sulla sostenibilità dei trasporti e della rete del gas. Tra i suoi vantaggi, in particolare, quello di sapersi integrare all'agricoltura, rendendola più resiliente e sostenibile e valorizzandone, in una logica di economia circolare, i suoi scarti e sottoprodotti".
Il consolidamento di un parco aggregato biogas/biometano sarebbe d'aiuto anche alla sicurezza e alla programmabilità dei consumi elettrici nazionali. 

"Siamo l'unica rinnovabile – ricorda il presidente Gattoni – da cui si possono ottenere sia elettricità che gas e questo offre vantaggi all'intero sistema. Il nuovo decreto consentirebbe di destinare la quantità eccedente di elettricità prodotta dalle rinnovabili non programmabili, nei periodi di calo della domanda, alla produzione di biometano attraverso tecnologie di trasformazione power to gas. I nostri impianti possono diventare, inoltre, stazioni di erogazione a supporto sia della mobilità a gas naturale che di quella elettrica. Per fare questo, tuttavia, è fondamentale sostenere la produzione di elettricità da biogas oltre la fine degli incentivi prevista tra il 2023 e il 2027. Il recente disimpegno degli Stati Uniti dagli accordi di COP 21 non deve farci demordere da un percorso obbligato nel quale l'Europa e l'Italia hanno l'occasione di mostrare tutta la loro capacità di innovazione e programmazione".

mercoledì 7 giugno 2017

G7 Ambiente: Primo Forum su Economia Circolare a Bologna il 7 giugno 2017




Risultati immagini per G7 Ambiente Bologna

AMBIENTE, ECONOMIA E TERRITORI: FARE RETE AL TEMPO DELL’ECONOMIA CIRCOLARE
A Bologna il 7 giugno il primo Forum sull’economia circolare che anticipa il G7 Ambiente


Si terrà a Bologna il 7 giugno prossimo il primo Forum Nazionale sull’economia circolare, che anticipa il G7 Ambiente. Promosso dalla Città Metropolitana di Bologna e da Edizioni Ambiente, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, il Comune di Bologna e SprecoZero.net, l’evento porta il patrocinio dell’Università di Bologna e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e vedrà la partecipazione del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, che chiuderà la mattinata. Sponsor tecnici Materia Rinnovabile e Hill+Knowlton Strategies.

Quattro le parole chiave: materiali, rete, green jobs, comunicazione. Dopo gli interventi istituzionali del Vicesindaco della Città Metropolitana di Bologna Daniele Manca e del Vice Presidente della Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini, l’economista inglese Kate Raworth, secondo The Guardian tra i primi 10 economisti più influenti al mondo, aprirà i lavori illustrando la sua “Teoria della ciambella”, una visione di economia circolare come nuova bussola per guidare lo sviluppo globale, la politica dei governi, le strategie aziendali in chiave sostenibile.

Nella sessione “Da Rifiuto a Materia, da Prodotto a Servizio”, moderata dalla giornalista Silvia Zamboni, ci saranno le testimonianze di Giancarlo Morandi di Cobat,Giovanni Corbetta di Ecopneus,Alessandro Massalin di Officina dell’Ambiente e Tommaso Campanile di Conoe. 

Capiremo come i rifiuti siano da considerare le nostre miniere di domani: dagli imballaggi usati, dai residui agricoli e industriali, dai biorifiuti domestici, dalle macerie da demolizione, saremo in grado di trarre gran parte delle materie che servono all’economiae che oggi estraiamo ancora dalla Terra.

Nel panel “La nuova occupazione: ruoli e professioni”, moderato dal giornalista Marco Gisotti, ci saranno i contributi di Fabio Fava dell’Università di Bologna,Franco Fassio dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Stefano Mazzetti di SprecoZero.Net, Giuseppe D’Ercole di CISL Ambiente e Serena Rugiero di CGIL Ambiente. 

I cosiddetti Green Job si dimostrano il settore più dinamico del mondo del lavoro: quali competenze e capacità sono richieste per operare nella circular economy? 

Come si modificano o si ibridano i profili professionali “tradizionali”? Come si sta affrontando la formazione di questi operatori?

Il pomeriggio sarà aperto da Luca Mercalli, metereologo, climatologo, divulgatore scientifico e conduttore televisivo. 
Si passerà dunque allo Sviluppo “smart”: ovvero al passaggio da economia verticale a economia di rete, dove il business di successo si basa su un diverso rapporto tra economia e territorio, su reti di impresa, reti di distribuzione, reti di generazione di energia, reti di marketing e di comunicazione. 

La sessione, moderata da Emanuele Bompan, vede gli interventi di Catia Bastioli di Novamont, Andrea Segrè di Last Minute Market – FICO, Alessandro Russo di Cap Holding, Lucio Cavazzoni di Alce Nero e Giuseppina Gualtieri di TPER. 

Ultima sessione quella dal titolo “Comunicare l’innovazione, fare integrazione”, moderata da Pierluigi Masini, Giornalista e Direttore progetti editoriali di Quotidiano Nazionale, con gli interventi di Paola Gazzolo, Assessore Ambiente Regione Emilia Romagna, di Enrico Fontana, Direttore di La Nuova Ecologia, di Patrizia Cecchi, Direttore Fiere Italia IEG Expo e di Marco Palmieri, AD di Piquadro. 

Le conclusioni saranno affidate ad Alessandro Bratti, Presidente Commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

Economia circolare è un concetto nuovo e molteplice. Si riferisce, primariamente, ai flussi di materia ed energia che possono essere tratti dagli scarti di produzione e consumo per tornare ad essere utilizzati, ma comprende anche i processi di dematerializzazione di interi cicli produttivi rivolti a settori nei quali i prodotti vengono progressivamente sostituiti da servizi equivalenti. Questi aspetti strutturali sono sostenuti da innovazioni e tecnologie che si evolvono sempre più velocemente, creando nuove tipologie di lavoro qualificato. 

Questo intreccio di vettori diversi modifica, oltre ai processi produttivi, le reti operative, le infrastrutture, le richieste di formazione, le modalità di comunicazione e gli stili di vita dei cittadini. Un cambiamento radicale per le imprese e per i cittadini che adottano modelli di consumo e di vita diversi, una riflessione fondamentale, alla vigilia del G7 Ambiente, alla quale l’Italia si presenta ricca di eccellenti esperienze e buone pratiche da esportare con orgoglio.

Programma scaricabile qui: 
http://www.materiarinnovabile.it/landing/AMBIENTE-ECONOMIA-TERRITORIO/assets/images/programma_Forum.pdf
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