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lunedì 6 novembre 2017

CorrieredelWeb.it denuncia informazioniultime.blogspot.com e ituoidati.blogspot.com, due scrap blog che violano il copyright

Con questa denuncia pubblica, amaramente, segnaliamo che ci sono almendo due scrap blog*:
che (uno dal 16 aprile, l'altro dall'8 maggio 2017) stanno duplicando ogni nostro post, causandoci gravi danni per il ranking del CorrieredelWeb.it e in piena violazione delle norme sul Copyright riconosciute globalmente.

I due ignobili scrap blog (https://informazioniultime.blogspot.com e https://ituoidati.blogspot.com) si nutrono tramite il nostro feed che ora siamo costretti a chiudere a tempo intederminato, pur causando un disservizio enorme, per noi e per i nostri lettori.

Stiamo segnalando questi ignobili parassiti, che si nascondono sotto il più totale anonimato a Google, il motore di ricerca più utilizzato, che penalizza pesantemente i contenuti duplicati.

Infatti stiamo sparendo dai risultati di ricerca e ogni condivisone ora deve essere svolta, per ogni articolo singolarmente e per ciascun Social in modo del tutto manuale.

Stiamo provvedendo alla prossima denuncia alla Polizia Postale Italiana contro gli anonimi ladri di contenuti.

Per far capire quanto siano ignobili gli autori di questi siti copiano proprio tutto:
pure la nostra pagina chi siamo e il nostro logo.

Andrea Pietrarota



Qualche esempio delle migliaia di post duplicati:


Da Wikipedia
Il web scraping (detto anche web harvesting o web data extraction) è una tecnica informatica di estrazione di dati da un sito web per mezzo di programmi software. 

Di solito, tali programmi simulano la navigazione umana nel World Wide Web attraverso l'implementazione di basso livello dell'Hypertext Transfer Protocol (HTTP) o l'incorporamento di un vero e proprio browser, come Internet Explorer o Mozilla Firefox.

Il web scraping è strettamente correlato all'indicizzazione dei siti Internet; tale tecnica è attuata mediante l'uso di bot dalla maggior parte dei motori di ricerca. 

D'altro canto, il web scraping si concentra di più sulla trasformazione di dati non strutturati presenti in Rete, di solito in formato HTML, in metadati che possono essere memorizzati e analizzati in locale in un database. 

Il web harvesting è altresì affine alla web automation, che consiste nella simulazione della navigazione umana in Rete attraverso l'uso di software per computer.

Il web scraping si può usare per confrontare prezzi online, monitorare dati meteorologici, rilevare modifiche in un sito internet, nella ricerca scientifica, per il web mashup e il web data integration.



Questa informazione è diffusa dal CorrieredelWeb.it  ©  Ogni diritto è riservato.
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giovedì 27 marzo 2008

Contenuti Digitali: Diritti, Pirateria, Interoperabilita'


L'Isimm è lieta di invitarti a


La Comunicazione "Content Online":

interoperabilità, diritti, pirateria


Giovedì 3 aprile 2008

Sala delle Conferenze

ore 9,30 - 17,30

Piazza Montecitorio, 123/A

Roma

_________________________



La consultazione Creative Content Online, promossa dalla Commissione Europea, rappresenta una preziosa occasione di riflessione anche a livello nazionale sull'industria dei contenuti e sulla sua capacità di aggregare tutte le componenti della cosiddetta catena del valore: dall'autore al produttore, dal distributore all'operatore di rete, tutti allineati in una filiera produttiva volta allo sviluppo del Paese.

I principali nodi che caratterizzano il settore sono tutti evidenziati nel documento di consultazione, ma nelle risposte fornite si potranno trovare, con ogni probabilità, molte e interessanti proposte per avvicinarsi a nuove idee e soluzioni.

Perché i media digitali si sviluppino, è necessario che essi possano contare su contenuti digitali differenziati. Purtroppo, il principale problema della scarsità dei contenuti sulle reti digitali è legato alla difficoltà di farli circolare adeguatamente. Quali le ragioni? In parte l'elevato numero di standard, ma anche la necessità di acquisire licenze per ciascuna delle aree territoriali di distribuzione, il timore della pirateria ed una serie complessa di altri fattori tenuti in considerazione nel documento di consultazione.


Come uscirne? L'approccio dei componenti della filiera produttiva nei confronti di tali problemi non è sempre coincidente e lo sforzo di cui si avverte l’esigenza è quello della individuazione di punti di sensibilità comune, per trovare scelte condivise. Questo è, con tutta evidenza, il tentativo della Commissione.


Isimm anticipa i tempi e, a modo suo, "aggrega" la filiera produttiva dei contenuti portandola a dialogare sui temi della consultazione della Commissione assieme a studiosi ed esperti del settore.

Agenda

Prima sessione

ore 9,30 Apertura Enrico Manca, Isimm


ore 10,00 Tavola rotonda: Pirateria e diffusione di contenuti legittimi. Prevenzione, dissuasione o contrasto: come riequilibrare il sistema?


Introduce e modera Vincenzo Visco Comandini, Isimm


Intervengono:

Elio De Tullio, Studio De Tullio Liberatore & Partners

Simona Lavagnini, BSA

Maurizio Mandel, SIAE

Enzo Mazza, FIMI

Rossella Mercurio, Associazione Produttori Indipendenti

Paolo Nuti, AIIP

Ferdinando Tozzi, Università di Napoli Federico II

Domenico Vulpiani, Polizia delle Comunicazioni


ore 13,00 Buffet


Seconda sessione

ore 14,30
Tavola Rotonda: I contenuti on-demand e la nuova televisione

Introduce e modera Giandonato Caggiano, Università Roma Tre

Intervengono:

Paolo Annunziato, Telecom Italia

Luca Balestrieri, Rai

Marcello Berengo Gardin, Sky Italia

Yves Confalonieri, Mediaset

Lisa Di Feliciantonio, Fastweb

Bianca Maria Martinelli, Vodafone

Fabrizio Meli, Tiscali

Enrico Menduni, Isimm-Università Roma Tre

Augusto Preta, IT-Media Consulting

Eugenio Prosperetti, Isimm-Studio Prosperetti e Associati

Stefano Quintarelli, Reeplay.it

Romano Righetti, Wind


ore 17,00 Conclusioni Marcello Fiori, Ministero delle Comunicazioni




Per registrarsi:
Segreteria tecnico organizzativa Isimm
Tel: 0632111680/676 - Fax: 0632111692
areaconvegni@isimm.it <mailto:areaconvegni@isimm.it>

venerdì 14 marzo 2008

PrimoAutore: Opere Inedite On Line



PrimoAutore.it - Il primo Sistema di Deposito di Opere Inedite On Line

Digitaltrust (www.digitaltrust.it), società leader in Italia nelle soluzioni per l'applicazione della firma digitale in ambito aziendale e privato, è lieta di annunciare un nuovo sistema innovativo ed economico a disposizione di tutti gli autori, scrittori, poeti, pittori e sviluppatori che vogliano dare una certificazione di data Certa alle loro opere inedite.

PrimoAutore.it è il primo servizio di certificazione temporale permette di datare in modo certo ed opponibile a terzi opere dell'ingegno in formato digitale, che siano inedite al fine di dimostrare l'esistenza dell'opera in caso di plagio o diffusione illecita in base alla legge sul diritto d'autore.

Il servizio offerto è equivalente al deposito opere inedite presso strutture private, o effettuato con procedure notarili o dei pubblici uffici.

Il vantaggio offerto è un evidente risparmio economico e di tempo.
La possibilità di "certificare" un'opera 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, senza muoversi dal proprio PC.

Inoltre, ed è importante sottolinearlo , l'autore dell'opera ha la certezza che il file sottoposto a datazione non verrà mai in possesso di |)igitaltrust, non transiterà mai attraverso internet.

Rimane in capo all'autore la responsabilità della conservazione dell'opera e dei relativi documenti digitali che ne garantiscono l'esistenza alla data di "validazione temporale".


Per informazioni:
UFFICIO STAMPA DIGITALTRUST
press@digitaltrust.it
+39 02 29061262

giovedì 20 dicembre 2007

FRANCIONE E LA SUA AVANGUARDIA ANTICOPYRIGHT SALUTANO LA MAGISTRATURA


DIRITTO, SOCIALITA', ARTE E CULTURA

FRANCIONE SALUTA LA MAGISTRATURA.
LASCIA PER PENSIONAMENTO  E CAMBIA CAMPO DI BATTAGLIA, DIVENTANDO AVVOCATO.

DALLE NUOVE  POSTAZIONI, I SUOI UFFICI DI PIAZZA BAINSIZZA (ROMA) E VIA BAROZZI(MILANO), EGLI CONTINUA  LE  SUE BATTAGLIE DI AVANGUARDIA DEL DIRITTO IN  NOME DI UNA GIUSTIZIA  NUOVA A  MISURA D'UOMO E DI UN'ESTETICA CHE DOVRÀ DOMINARE IL MONDO PER CREARE STATI  REALMENTE DEMOCRATICI, CON DIFESA DEI DEBOLI E UGUALE PARTECIPAZIONE DI TUTTI  ALLA COSA PUBBLICA.
   
IL 15  DICEMBRE IL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA GLI HA CONFERITO, IN  CERIMONIA PUBBLICA AL PALAZZACCIO, LA MEDAGLIA D'ORO ALLA  CARRIERA.
                  
AUGURI ROBIN HOOD  FRANCIONE!

           
GIGI TRILEMMA


P.S. GL'INDIRIZZI DELLO STUDIO  DI FRANCIONE  
cell.  347-9416694

STUDIO  LEGALE ELIA  
 
Roma
Piazza Bainsizza, 1 - 00195 - Roma (Rm)
tel: +39  063721499    Fax: +39 0637500689
e-mail: info@studiolegaleelia.it  


Milano
Via M. Barozzi, 6 - 20122 - Milano (Milano)
tel: +39  0276318507    Fax: +39 024549877
e-mail: info@studiolegaleelia.it   http://www.studiolegaleelia.it/


ANTIARTE 2000: LA RIVOLUZIONE  DELL'ESTETICA NEL CYBERSPAZIO: http://www.antiarte.it
AUGURAA TUTTI  UN BUON NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO


 

______
Gennaro Francione <adramelek55@hotmail.com>

sabato 19 maggio 2007

Copyright: IPRED 2, cambiano le regole

Copyright

IPRED 2, cambiano le regole


Tra timori dei navigatori e discussioni nella blogosfera, la nuova direttiva europea in materia di proprietà intellettuale è stata approvata.


La Commisione Juri ha finalmente votato la tanto discussa direttiva Ipred 2 (acronimo di Intellectual Property Rights Enforcement Directive), che mira a regolamentare la controversa materia della proprietà intellettuale su Internet. L'obiettivo è quello di dare norme sicure sul'argomento in Europa e di armonizzare le leggi in vigore nei diversi paesi UE (in alcuni casi in palese contraddizione tra loro). La direttiva introduce un rafforzamento delle misure penali per i reati contro il diritto d'autore e la proprietà intellettuale di tutti i contenuti Web: essa è il risultato di un lungo iter, che ha sollevato molte critiche e aperto un acceso dibattito sul Web e soprattutto nella blogosfera.

La direttiva

Ipred 2 nasce dall'esigenza di trovare delle risposte ai quesiti lasciti aperti dalla precedente direttiva Ipred 1: questa norma lasciava infatti irrisolti tutti i dubbi relativi al diritto penale. Ipred 2 è stata accompagnata da grandi polemiche circa la sua natura troppo restrittiva che sembrava minacciare la libera circolazione di idee e contenuti nella rete. L'approvazione finale arriva con alcune importanti modifiche rispetto al testo originario (proposto dal relatore italiano Nicola Zingaretti). Il punto saliente è che sono repressi i reati di contraffazione e la pirateria riguardanti tutti i diritti di proprietà intellettuale, con sanzioni pecuniarie che possono arrivare fino a 400 mila euro nei casi più gravi.

Salvi gli utenti (per adesso)

I passi più contestati, quelli che destavano maggiori preoccupazioni tra i blog nostrani, sembrano in parte superati da alcuni emendamenti inseriti nel testo finale: il primo introduce il concetto di "scala commerciale", ossia non sono considerati dei criminali tutti coloro che scaricano contenuti multimediali da Internet, ma solamente coloro che violano i diritti di proprietà intellettuale con finalità di lucro e commerciali. Questa distinzione permette di evitare sanzioni penali al singolo utente (anche se un singolo Stato membro potrebbe prevederlo in fase di adeguamento alla direttiva, mentre resta da chiarire l'aspetto civile e amministrativo), a chi commette delle violazioni con finalità private, no profit e senza scopo di lucro. La direttiva ribadisce anche che la riproduzione di contenuti multimediali in copie o su supporto audio o con qualsiasi altro mezzo, a fini di critica, recensione, informazione, insegnamento (compresa la produzione di più copie per uso scolastico), non è qualificabile come reato. Anche il libero scambio tra utenti (peer to peer) sembra per il momento salvo, sempre che non abbia finalità commerciali.

Gli altri dubbi risolti

Una seconda importante novità riguarda i diritti di brevetto: anche questo punto aveva sollevato parecchie critiche, perché la direttiva sembrava andasse a colpire la ricerca in campo tecnologico e l'innovazione. Vista la complessità della maggior parte dei progetti di ricerca, era davvero difficile determinare il limite tra violazione brevettuale ed evoluzione di un prodotto preesistente: c'era il rischio, prevedendo sanzioni penali, di disincentivare la ricerca, se non addirittura bloccarla completamente. Un ulteriore aspetto di criticità, che sembra essere stato superato tramite emendamento, era quello relativo all'obbligo per i provider di sorvegliare quanto accadeva in Rete per non rendersi complici di un reato.

I pregi...

Il risultato finale di questo confronto su vari aspetti del Web è una direttiva che per certi versi continua a non piacere, ma che ha il merito di colmare un vuoto legislativo circa una materia molto delicata, quale appunto la proprietà intellettuale. È da non disprezzare, inoltre, lo sforzo di recepire le critiche piovute addosso al testo originale, cercando punti di mediazione e cambiando quello che si doveva cambiare. Un altro punto a favore della direttiva Ipred 2 è la volontà dei legislatori di arrivare ad una definizione compiuta e comune di contraffazione e pirateria, concetti che, se a prima vista sembrano molto semplici, in realtà sono molto complessi da un punto di vista legislativo.

...e i difetti

Permangono, però, alcuni elementi critici: in primo luogo bisognerà capire come i singoli Stati membri dell'UE recepiranno la direttiva. Attualmente esistono normative molto differenti tra Stato e Stato, con leggi molto permissive (è il caso dei Paesi Bassi) ed altre molto più repressive (l'Italia): Ipred 2 prova a mettere d'accordo tutti, ma non sempre le direttive europee trovano poi piena applicazione nei singoli Paesi. In secondo luogo, rimangono le perplessità riguardo i poteri dei titolari dei diritti: ammettendo la procedibilità d'ufficio, quindi anche senza la presentazione di una querela, e consentendo ai privati detentori di diritti d'autore di partecipare direttamente alle indagini, si consegna nelle loro mani un grande potere. Da un lato c'è il rischio di violare la privacy altrui da parte di soggetti non autorizzati a farlo, con minore tutela dei diritti della difesa. Dall'altro c'è anche il pericolo che si inneschino manovre volte a proteggere situazioni di monopolio contro la libera concorrenza. Questi due aspetti sono molto controversi e su di loro si appuntano le critiche di alcune associazioni di consumatori che intravedono il rischio di una minora difesa dei diritti del cittadino.

Le creative sullo sfondo

In ogni caso il dibattito tra pro e contro Ipred 2 continua sul Web, con toni a volte molto accesi. Molti blogger si sono schierati apertamente contro la direttiva, che metterebbe in dubbio la libera circolazione del sapere. Indubbiamente, si tratta però di una materia difficile da normare, anche perché non sono facilmente definibili la proprietà intellettuale, il diritto d'autore, il copyright su Internet. Occorrerebbe trovare nuove formule, perché nuovi sono gli orizzonti di significato che la Rete ha aperto a questi concetti: e i Creative Commons rappresentano la risposta autoprodotta dagli utenti a questi problemi.

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sabato 20 gennaio 2007

Cassazione: lecito scaricare file protetti basta non usarli a scopo di lucro

La sentenza dopo il ricorso di due studenti torinesi: non è reato "risparmiare" sui film scagionati nonostante avessero un programma per eliminare i dispositivi di protezione

Ma la sentenza si riferisce a un caso precedente alla legge del 2004 sul diritto d'autore

 Cassazione: lecito scaricare file protetti basta non usarli a scopo di lucro ROMA - Anche se c'è il copyright, si può scaricare lo stesso. Purché non si faccia a fini di lucro. Lo ha stabilito la III sezione penale Cassazione con una sentenza destinata a far discutere (è la numero 149/2007) con cui ha accolto il ricorso presentato da due studenti torinesi, condannati in appello ad una pena detentiva, sostituita da un'ammenda, per avere "duplicato abusivamente e distribuito" programmi illecitamente duplicati, giochi per psx, video cd e film, "immagazzinandoli" su un server del tipo Ftp (File transfer protocol) "dal quale potevano essere scaricati da utenti abilitati all'accesso tramite un codice identificativo e relativa password".
Una sentenza che fa discutere, anche se si riferisce a un caso precedente alla legge del 2004 sul diritto d'autore. La cosiddetta legge Urbani rende invece lo scaricamento di file protetti da copyright un diritto amministrativo e la loro condivisione un reato penale.

Ad uno dei due la sentenza della Corte d'appello del capoluogo piemontese datata 29 marzo 2005 (ora annullata "senza rinvio" dalla Suprema Corte) imputava anche il possesso, presso la propria abitazione, di software destinato "a consentire o facilitare la rimozione dei dispositivi di protezione "facilitare la rimozione dei dispositivi di protezione applicati a programmi per pc. Di fatto, i due studenti, avvalendosi di un computer in funzione presso l'associazione studentesca del Politecnico di Torino, avevano creato, gestito e curato la manutenzione di un archivio on line di dati e programmi, raggiungibile da un normale indirizzo ip, dal quale una "community" di utenti era libera di attingere in cambio, a sua volta, del rilascio di materiale informatico.

I reati contestati ai due ricorrenti erano quelli previsti dagli articoli 171 bis e 171 ter della legge sul diritto d'autore, la numero 633/41, sottoposta a tutta una serie di modifiche in anni recenti: nell'ultima formulazione, il primo prevede "la punibilità da sei mesi a tre anni, di chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Siae"; il secondo punisce con la reclusione da uno a quattro anni chi "riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente, vende o pone altrimenti in commercio, cede a qualsiasi titolo o importa abusivamente oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d'autore e da diritti connessi".

Ebbene, per la Cassazione in primo luogo è da escludere per i due studenti la configurabilità del reato di duplicazione abusiva, attribuibile non a chi in origine aveva effettuato il download, ma a chi semmai si era salvato il programma dal server per poi farne delle copie. Ma soprattutto "deve essere escluso, nel caso in esame, che la condotta degli autori della violazione sia stata determinata da fini di lucro, emergendo dall'accertamento di merito che gli imputati non avevano tratto alcun vantaggio economico dalla predisposizione del server Ftp".

Per "fine di lucro", infatti, "deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell'autore del fatto, che non può identificarsi con un qualsiasi vantaggio di genere; nè l'incremento patrimoniale può identificarsi con il mero risparmio di spesa derivante dall'uso di copie non autorizzate di programmi o altre opere dell'ingegno, al di fuori dello svolgimento di un'attività economica da parte dell'autore del fatto, anche se di diversa natura, che connoti l'abuso".

Anche con riferimento alla detenzione di un programma destinato a rimuovere o ad aggirare dispositivi di protezione "non emerge - avvertono i giudici - dall'accertamento di merito la finalità lucrativa cui sarebbe stata destinata la detenzione e, tanto meno, un eventuale fine di commercio della stessa".


Origine: Repubblica

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