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mercoledì 14 febbraio 2007

Convegno Legambiente sulla chimica - Roma, 27 febbraio 2007






Un futuro verde per la chimica italiana

Tecnologie pulite, innovazione di prodotto, bonifiche e Reach:
le sfide future per l’industria italiana

Martedì 27 febbraio 2007
Ore 9,30 - 14,00
Sala del Refettorio, Palazzo San Macuto
Via del Seminario, 76 - Roma


Ore 9,30: registrazione dei partecipanti

Coordina e introduce
Francesco Ferrante
, Direttore generale di Legambiente

Relazioni programmate
I rischi ambientali e sanitari dell’esposizione al mercurio

Stefano Ciafani
, Responsabile scientifico di Legambiente, La campagna “Stop al mercurio”per la riconversione degli impianti cloro-soda italiani

Fabrizio Bianchi, Epidemiologo, Cnr di Pisa, I risultati degli studi epidemiologici su Augusta-Priolo e Gela

Elena Lymberidi
, EEB - European environmental bureau, La campagna europea “Zero mercury”

TAVOLA ROTONDA
La chimica ad un bivio: come rilanciare un settore in declino

Ne discutono:
Roberto Della Seta
, Presidente nazionale di Legambiente

Catia Bastioli, Amministratore delegato di Novamont

Bruno Brianzoli, ex Direttore generale di Solvay Italia

Giorgio Clarizia, Presidente di Polimeri Europa e Syndial

Ermete Realacci, Presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati

Roberto Rettani, Vice presidente di Federchimica

Guido Sacconi, Parlamentare europeo

Alfonso Gianni, Sottosegretario per lo Sviluppo economico

IMPORTANTE:
Per motivi di carattere organizzativo è necessario confermare la presenza alla segreteria organizzativa (tel. 06/86.26.84.04-10; fax 06/86.21.84.74; email: k.ledonne@mail.legambiente.com) entro e non oltre venerdì 23 febbraio. Come da regolamento parlamentare, per gli uomini è obbligatoria la giacca.
 


lunedì 15 gennaio 2007

Lo spazzino dell'Everest lancia il business sul web

Jeff Clapp raccoglie le bombole di ossigeno abbandonate lungo la salita
e le trasforma in oggetti di design: coppe e campane, che vende su internet

di LUIGI BIGNAMI


Lo spazzino dell'Everest lancia il business sul web Sono ormai migliaia gli alpinisti che hanno scalato o tentato di raggiungere la cime dell'Everest, la montagna più alta della Terra, solo per soddisfazione personale. Ma ce n'è uno che ha sfruttato l'immondizia che essi lasciano dietro sè a fini economici ed ecologici. Si chiama Jeff Clapp, il quale dopo aver visionato un documentario che parlava dei rifiuti lasciati sull'Everest dalle spedizioni, ha pensato di sfruttare l'enorme quantità di bombole d'ossigeno usate per scalare la montagna, di ogni foggia e dimensione, abbandonate dagli alpinisti nel corso degli anni. E con esse ha costruito un vero business, trasformandole in oggetti ornamentali che ora vende via internet.

Le bombole sono trasformate in campane, in coppe e vari altri tipi di soprammobili e stanno avendo un notevole successo. "Il mio scopo - ha spiegato Clapp - non è solo quello economico, ma è anche quello di trovare un modo per ripulire le montagne più alte della Terra senza dover portare tutto in discarica. Insomma è possibile trasformare ciò che è pattumiera in un piccolo tesoro".

Le sue prime "trasformazioni" vennero semplicemente definite una pazza idea, ma ora sono una linea di tendenza che viene chiamata "Le Campane dell'Everest". E così, da un anno a questa parte, sono decine le richieste di oggetti fatte direttamente sul suo sito web. "La parte più difficile da lavorare è la fibra di vetro che ricopre quasi tutte le bombole d'ossigeno, per il resto non ci sono problemi, se non trovare il miglior modo per modellarle", spiega. I guadagni? Per Natale Clapp ha venduto le campane ad un prezzo compreso tra i 1.600 e i 3,000 dollari, mentre le ampolle tra i 500 e i 1,500.

Fin dalla prima spedizione che vide la conquista dell'Everest da parte di Edmund Hillary e dello Sherpa Tenzing Norgay nel 1953, i rifiuti hanno iniziato ad accumularsi lungo i versanti della montagna. Oltre alle tende e al materiale di supporto, gli alpinisti abbandonano sulla loro via una grande quantità di bombole d'ossigeno, che ancora oggi viene utilizzato in abbondanza. In prossimità della cima dell'Everest infatti, la quantità d'ossigeno presente nell'aria è ridotto ad un terzo rispetto a quella al livello del mare e poche sono le persone che riescono ad arrivare sulla vetta senza l'uso di bombole. E anche chi non ne fa uso, le porta almeno fino al campo base per utilizzarle in caso di necessità estrema. Oggi solo sulla via normale se ne possono contare circa 600 abbandonate lungo la traccia di salita.

Spiega Rick Wilcos, un alpinista che si è proposto di contare le bombole d'ossigeno abbandonate: "Tutti gli alpinisti si propongono di riportare a valle i propri rifiuti, ma spesso quando si trovano tra la vita e la morte per le condizioni estreme, "preferiscono" puntare alla vita e abbandonare tutto ciò che si sono portati con sé".

Le cose sono un po' cambiate negli ultimi anni, perché il governo nepalese richiede una forte somma di denaro se al ritorno le spedizioni non hanno con sé tutte le bombole portate alla partenza. E questa richiesta è un forte deterrente che aiuta a non abbandonare il materiale sulla montagna.

Ma di bombole ce ne sono ancora centinaia e, dunque, a qualcun altro è ancora concesso di seguire le orme di Clapp.


Origine: Repubblica

mercoledì 27 dicembre 2006

LA NUOVA ECO-ELITE


Nel 2006 si è verificata una eccezionale convergenza a favore del pianeta e dei suoi abitanti, grazie a decisioni di uomini che possono fare molto, perche sono fra i più ricchi e potenti del mondo. L'augurio migliore che ci possiamo fare è che questa tendenza si estenda e sia sempre più "autentica".

Bill Gates, Warren Buffet, Richard Branson, Bob Geldof, Carlo d'Inghilterra, Alberto II di Monaco e poi Bill Clinton e Jimmy Carter, Al Gore ... Tutti hanno dato una svolta alla loro vita per dedicarsi a migliorare le condizioni del pianeta terra e dei suoi abitanti.
E' significativo quanto sia in crescita ( ed il 2006 è stato un anno particolarmente positivo) il numero di business men e uomini politici che dedicano tempo, impegno personale e consistenti parti del loro patrimonio per occuparsi dei problemi dei più deboli e poveri, e per preservare al meglio l'ambiente.
Storie che sono molto differenti tra loro come diverse sono le modalità di progettare le loro nuove vite ma una cosa li accomuna: hanno raggiunto tutti i possibili traguardi solitamente inseguiti dalla gente comune: ricchezza, potenza, notorietà .
Cosa li muove allora e perché prendono decisioni di questo genere e che sono apparentemente contrarie al precedente corso della loro vita?
E' una tendenza alla moda, un altruismo “calcolato” sul rendiconto personale, oppure si tratta di persone che raggiunti gli obiettivi personali che si erano preposti, hanno deciso di impegnarsi per gli altri?
La maggior parte è statunitense, non male per una nazione in costante stato di guerra preventiva, alcuni sono inglesi, l'Europa e altre aree del mondo devono ancora apparire alla ribalta.
Più di trent’anni fa nei dibattiti politici l'ambiente compariva quasi per caso, ad opera di sparuti gruppi di Verdi. Oggi le cose sono radicalmente cambiate. I rischi ecologici incombono e minacciano la sopravvivenza dell'umanità come dimostra il recente rapporto Stern, il riscaldamento del pianeta è un problema globale e dal un punto di vista economico può essere causa di un impatto catastrofico nel medio-lungo termine.
Per convinzione personale o per cavalcare l'onda di una tendenza ormai sono perciò sempre più coloro che si avvicinano a posizioni più ecologiche, solamente Giuliano Ferrara rimane un accanito avversario di qualsiasi presa di posizione a favore dell'ambiente come si legge su un suo articolo del mese passato su Panorama. Ma è difficile capire se scherzi o faccia sul serio, anche solo in considerazione della sua massa corporea che necessita di un fabbisogno energetico molto superiore alla media.


Pierluigi Rizzini - Greenplanet.net
ecoebio@greenplanet.net

sabato 23 dicembre 2006

WWF: è nata la GenerAZIONE CLIMA!




è nata la GenerAZIONE CLIMA!

Caro amico del WWF,

se anche tu sei preoccupato per i cambiamenti climatici ma, come noi, sei fiducioso che con un po’ di impegno da parte di ciascuno sia ancora possibile porvi rimedio, fai parte della GenerAZIONE CLIMA.

Sono ora a tua disposizione i seguenti strumenti online per migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione riducendo le conseguenze sul clima e risparmiare alcune centinaia di euro ogni anno:


Le abitazioni utilizzano annualmente più del 30% dei consumi energetici totali. Rendere la nostra casa più efficiente da un punto di vista energetico significa:

  • consumare meno energia e ridurre notevolmente i costi delle bollette;
  • aumentare il valore dell’appartamento accrescendone il comfort;
  • partecipare allo sforzo nazionale per ridurre i consumi di combustibile da fonte esauribile;
  • contribuire alla riduzione dell’inquinamento e quindi proteggere l’ambiente.

Con l'Augurio di un Sereno Natale e Felice 2007

Fulco Pratesi
Presidente WWF Italia

P.S. Se a casa tua hai già eseguito qualche intervento di messa in efficienza e vuoi raccontarlo, e se vuoi leggere le esperienze di altri vai a testimonianze >>


N.B. Aiutaci a diffondere GenerAZIONE Clima, inoltra ad un conoscente questo messaggio.



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