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martedì 26 maggio 2015

"SOS Tabacco Minori": al via da Napoli la seconda edizione della campagna per contrastare il fenomeno dell'illecito sui minori

Secondo l’indagine “Giovani e fumo” condotta da Swg risulta che 7 genitori su 10 considerano il fenomeno del contrabbando molto diffuso e per 4 su 5 i minori vi accedono facilmente.

Il 2014 ha fatto registrare un preoccupante incremento dei consumi di prodotti illeciti del tabacco (Fonte: Empty pack survey, MSIntelligence), dopo l’importante calo che si era verificato in Italia nel 2013 (fonte: KPMG Sun report 2014), ottenuto anche grazie al grande impegno delle forze dell’ordine. L’allarmante fenomeno rilevato nell’ultimo anno, è legato soprattutto alla facilità di accesso e ai bassi prezzi del mercato nero. Il commercio illecito di prodotti del tabacco riguarda in maniera seria anche i minori e per questo il Moige (Movimento italiano genitori), in collaborazione con FIT (Federazione Italiana Tabaccai), rilancia la campagna “SOS Tabacco Minori” per la quale è stato creato un sito dedicato (www.sostabaccominori.it) e un video da condividere sui canali so cial.

I DATI
Nel 2014 la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 200 tonnellate di sigarette di contrabbando, una buona parte delle quali in Campania, con la denuncia di 6.744 soggetti. Circa la metà dei sequestri ha riguardato le cosiddette “cheap white”, sigarette prodotte in paesi come Cina, Russia, Emirati Arabi Uniti ed Ucraina irregolarmente introdotte nel territorio dell’Unione Europea, nonostante non siano conformi ai suoi standard di produzione e commercializzazione. É di conseguenza facilmente intuibile quale sia il potenziale maggiore rischio associato al consumo delle stesse. L’Italia, per sua naturale posizione geografica, si pone come “nodo di scambio” nelle tratte del contrabbando, caratterizzandosi non solamente come mercato di consumo. Lo testimoniano gli ingenti quantitativi di sigarette bloccati nei porti di Ancona, Gioia Tauro, Bari, Genova, Napoli, Trieste e Brindisi che collocano l’Italia tra i primi paesi in Europa per quantità di prodotti sequestrati.

Napoli è la città più colpita dal fenomeno: da una ricerca realizzata dall’agenzia MSIntelligence nel 2014, basata sull’analisi di pacchetti vuoti raccolti per le strade, emerge che quelli “non domestici” sono 1 su 3 e in prossimità di scuole il dato raggiunge livelli allarmanti superando in alcuni casi il 50%.

Secondo l’indagine “Giovani e fumo” (2015), condotta da SWG per il Moige su un campione nazionale di 2000 genitori con figli di età compresa tra i 6 e i 18 anni, 4 genitori su 10 fumano in presenza dei propri figli, un dato lievemente in calo rispetto al passato. Quattro intervistati su 5 dichiarano poi che le abitudini inerenti al fumo dei genitori influenzano quelle dei figli e 9 adulti su 10 sono coscienti della gravità dei danni provocati dal fumo passivo.

Risulta inoltre cresciuta la consapevolezza del divieto di vendita dei tabacchi ai minori. Nove intervistati su 10 dichiarano infatti di conoscere il decreto Balduzzi (in vigore da gennaio 2013), a fronte dei 7 su 10 di due anni fa. Tuttavia il 38% dei genitori pensa che i figli non conoscano la norma.
Sul fronte dell’illecito 7 genitori su 10 considerano “molto” o “abbastanza” diffuso l’uso in Italia di sigarette illegali provenienti da altri paesi. Per 4 genitori su 5, inoltre, l'accesso dei minori al mondo dell'illecito è piuttosto facile, la causa secondo 3 intervistati su 4 è attribuibile ai prezzi più bassi delle "bionde" di contrabbando rispetto a quelle legali.

LE DICHIARAZIONI
“Il Comune di Napoli negli ultimi anni è impegnato sui temi della salvaguardia della salute dei minori. La prevenzione e la tutela dei nostri figli prima di tutto. Per questo ospitiamo nuovamente la campagna “SOS Tabacco Minori” contro il fenomeno della vendita dei tabacchi ai minori e sulla pericolosità del contrabbando, che quest'anno torna a Napoli con la sua seconda edizione". Lo ha dichiarato l'assessore al Lavoro e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini.

"La lotta al fenomeno dell'illecito passa attraverso la maggiore consapevolezza da parte di tutti, rivenditori, genitori e figli, della pericolosità e della diffusione del contrabbando. L'accesso da parte dei minori ai tabacchi lavorati può essere contrastato con efficacia solo all'interno dei circuiti di vendita legali, dove gli esercenti possono e devono garantire il divieto d’accesso al tabacco per i minorenni". Le parole di Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale del Moige.

“C’è un solo modo per garantire che i minori non consumino tabacco: controllare attentamente che la vendita al dettaglio sia affidata esclusivamente a soggetti autorizzati e qualificati. Fortunatamente in Italia questo è possibile grazie alle tabaccherie che operano su delega esclusiva dello Stato. Noi tabaccai sappiamo che, in caso di dubbio sull’età dell’acquirente, abbiamo l’obbligo di richiedere un documento che ne accerti la maggiore età. Questa è la legge e noi tabaccai ci atteniamo alla legge. Certo è improbabile lo faccia chi vende tabacco, magari contraffatto, illecitamente”. Sono queste le parole di Francesco Marigliano, Presidente del Sindacato Provinciale Tabaccai - FIT di Napoli.


“I dati del contrasto al contrabbando di tabacchi lavorati esteri dimostrano come a Napoli e nel relativo hinterland, vi sia una recrudescenza del fenomeno. La principale causa va individuata nella crisi finanziaria che ha spinto frange di consumatori ad avvicinarsi al mercato illegale e le organizzazioni criminali a “rispolverare vecchi mestieri”. Nel 2015 i Reparti campani del Corpo hanno incrementato lo sforzo investigativo per individuare e disarticolare le “filiere” criminali, sviluppando l’azione repressiva attraverso l’aggressione ai patrimoni ille citamente accumulati con simili traffici”. Così il Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, Col. t.ST Giovanni Salerno.

giovedì 31 maggio 2012

Giovedì 31 maggio, Giornata Mondiale Senza Tabacco: l’Oms invita ad astenersi 24 ore dal fumo.



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Astenersi per almeno 24 ore dal consumo di tabacco. E’ questo l’invito che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) lancia in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco, in programma domani, giovedì 31 maggio 2012. A Forlì, mostra nell’atrio del padiglione “Morgagni” coi disegni che hanno partecipato al progetto regionale “Liberi di scegliere”, e consegna alle neo mamme di un bavaglino con lo slogan “Io non fumo”.





Astenersi per almeno 24 ore dal consumo di tabacco. E’ questo l’invito che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) lancia in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco, in programma domani, giovedì 31 maggio. D’altronde la stessa Oms ha stimato che circa 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno a causa del fumo, vera epidemia globale.

Nel territorio dell’Ausl di Forlì, come emerge dal sistema di sorveglianza “PASSI” (Progressi delle Aziende Sanitarie per la salute in Italia) attuato dal Dipartimento di Sanità Pubblica, diretto dalla dott.ssa Romana Bacchi, si dichiara fumatore il 31% degli adulti (18-69 anni), per una stima di circa 37 mila fumatori. L’abitudine al fumo è più diffusa nei 25-34enni (40% contro il 23% nei 50-69enni) e nelle persone con difficoltà economiche (33% contro il 25% di chi non ne ha). Preoccupante anche la diffusione nella classe più giovane, con un terzo di fumatori nella fascia d’età 18-24 anni. Più di un intervistato su quattro (29%) dichiara poi che nella propria abitazione è permesso fumare. Quasi tutti gli ex fumatori affermano di aver smesso da soli; solo una piccola percentuale rivela di esserci riuscita grazie all’ausilio di farmaci, gruppi di aiuto o corsi specifici.

La grande scommessa per il futuro è, quindi, una solida alleanza tra fumatori e operatori sanitari, tanto più se si pensa che, come indicano alcuni studi, la probabilità di smettere con successo dopo essere stati fortemente consigliati da un medico è superiore all’84%.

«Sono ancora molte le occasioni in cui si consiglia ai nostri assistiti di smettere di fumare –commenta il dott. Marco Ragazzini, medico di medicina generale – ma spesso i fumatori accampano scuse quali il timore di prendere peso. Occorre quindi insistere con messaggi positivi di prevenzione e offerte attive di percorsi che facilitino l’abbandono della sigaretta».

Fondamentali sono gli interventi rivolti ai giovani per sensibilizzarli a corretti stili di vita quali, nello specifico, non iniziare a fumare. Proprio questa è la finalità del progetto regionale “Liberi di scegliere”, rivolto ai ragazzi delle scuole medie e realizzato dalla Pediatria di Comunità dell’Ausl di Forlì. Nell’ambito di tale iniziativa, è stato indetto un concorso di disegno che quest’anno ha visto fra le scuole vincitrici a livello di Area Vasta Romagna, la media “Zangheri” di Forlì. Gli elaborati e gli slogan ideati dai ragazzi sono esposti, da martedì 29 maggio sino a lunedì 4 giugno, nell’atrio del padiglione “Morgagni” dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì. Al percorso educativo, che dal 1992 coinvolge alunni e insegnanti, hanno partecipato, oltre alla “Zangheri”, anche le scuole medie “Marco Palmezzano” e “Benedetto Croce”.

Nei prossimi giorni poi, nel quadro delle azioni a supporto del Piano regionale lotta al tabagismo, alle neo mamme verrà consegnato un bavaglino con lo slogan “Io non fumo” per evidenziare l’importanza di evitare l’esposizione dei piccoli al fumo passivo. «Purtroppo, prima ancora di rischiare di diventare un fumatore attivo nell’adolescenza, il bambino è un fumatore passivo, e i rischi per il suo benessere sono ormai accertati. – commenta il dott. Enrico Alessandro Valletta, direttore dell’U.O. di Pediatria e Neonatologia dell’Ausl di Forlì – Se la sua mamma fuma durante la gravidanza, tali rischi iniziano già quando si trova dentro la pancia, e su questo aspetto la nostra attenzione deve essere massima. Un adulto che non fuma, insomma, non solo fa certamente del bene a se stesso, ma ne procura altrettanto ai bambini che vivono attorno a lui».

La questione di fondo, secondo il dott. Edoardo Polidori, direttore del Sert dell’Ausl di Forlì, è decidere che qualità di vità vogliamo. «Attorno a questo interrogativo vertono le scelte individuali e collettive – spiega – Giornate di questo tipo, servono sostanzialmente a sensibilizzare la popolazione rispetto a un problema centrale: nella nostra vita che decisioni prendiamo? Fino a che punto ne siamo consapevoli? Da un lato non si può, infatti, negare che fumare tabacco sia un’attività piacevole: penso che tutti i fumatori si riconosceranno in questa affermazione; dall’altro, però, si deve ammettere che tale attività ha un margine notevole di pericolosità e di danno per la salute, e non solo per chi fuma».





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sabato 8 novembre 2008

IL 19 NOVEMBRE 2008 MANIFESTAZIONE A BRUXELLES DEI LAVORATORI DEL TABACCO

IL SETTORE TABACCO IN DIFFICOLTA'. 30.000 POSTI DI LAVORO IN DISCUSSIONE

IL 19 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE EUROPEA A BRUXELLES.


di Raffaele Pirozzi

Sono a rischio circa 30.000 lavoratori del settore tabacco d è a rischio un intero settore economico basato sulla coltivazione e sulla trasformazione del tabacco in foglia". Questo dipende dalla decisa e dura presa di posizione del Commissario della Unione europea.

Non è accettabile che l'Unione Europea liquidi il futuro occupazionale di tutti questi lavoratori con la semplice e drammatica considerazione che conviene loro che si trovino altre occupazioni. I lavoratori italiani dell'agro-industria hanno dovuto subire, negli anni, riorganizzazioni del settore zucchero ed altri, subendo disoccupazione e licenziamenti di massa".

Per questo il prossimo 19 novembre i lavoratori del tabacco saranno a Bruxelles alla manifestazione europea per chiedere alla Commissione europea di rivedere le sue posizioni e di tenere in conto l'impatto sociale ed occupazionale che deriva dalle sue decisioni.


Napoli, 08/11/08

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