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martedì 23 giugno 2009

QUALI INDICAZIONI DA QUESTA TORNATA ELETTORALE.

 
 

CONCLUSA LA TORNATA ELETTORALE, QUALI INDICAZIONI SI POSSONO TRARRE.

di : Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


Ogni volta che i cittadini votano esprimono il proprio pensiero, in maniera chiara ed inequivocabile. Le elezioni mettono fuori gioco i sondaggi e le opinioni personali, le interpretazioni di parte, chiudono in maniera definitiva la fase della politica parlata. Si afferma la politica concreta, quella delle decisioni assunte, che non possono essere cambiate. Il primo risultato che deve essere colto è quello del referendum: non è stato raggiunto il quorum, per la nostra legge e come se non ci fosse mai stato. Che cosa significa questo non voto da parte degli italiani? Che la grande maggioranza degli italiani non vuole sostituire una pessima legge elettorale con un'altra ritenuta peggiore.

La legge elettorale in vigore, che porta il nome del Ministro leghista Calderoli è una delle peggiori cose fatte dal precedente Governo Berlusconi. Non è pensabile che gli italiani possano abolire una pessima legge con un' altra che peggiora le condizioni della democrazia. Il referendum ha chiaramente dimostrato, con l'astensionismo, che i quesiti posti non erano domande che gli italiani si ponevano. In Italia un sistema politico basato su due soli partiti non è pensabile, Segni ed i suoi sodali si devono convincere che l'esistenza di più partiti non è il male della democrazia; se il popolo vuole più partiti ha ragione il popolo non certo un piccolo gruppo di politici e d intellettuali che ritengono di interpretare il pensiero collettivo. A 17 anni dal referendum che abolì le preferenze e che ci portò al cambiamento del sistema elettorale e politico, questa tornata referendaria ha dimostrato che l'Italia è un paese molto complesso, con grandi differenze territoriali ed economiche, con diverse culture e diverse tradizioni; non è possibile sintetizzare questa diversità in due soli partiti. Da questa chiara espressione della volontà popolare, si deduce che le coalizioni dei partiti sono preferite per le formule di Governo, sia sul piano nazionale che su quello locale.

Non sarà facile cambiare quella brutta legge elettorale voluta dal centro destra, e dalla Lega in particolare per difendere i suoi interessi regionali, ma se si riuscisse a di nuovo a parlare di riforma della legge bisognerà tenere conto delle indicazioni che sono venute da questo referendum.

A conferma di queste considerazioni ci sono i risultati dei ballottaggi che hanno visto una frenata del crollo del centro sinistra. Non ha vinto solo il PD, hanno vinto le coalizioni, proprio a dimostrazione che il centro sinistra è un mondo complesso in cui si esprimono diversi bisogni e differenti esigenze. Il modo di Governare del centro sinistra apparirà sempre molto dialettico, ma questo sistema deve essere considerato come parte della natura di una politica progressista e molto aperta che non si identifica con un solo capo, ma che nel dibattito e nello scontro trova i motivi della crescita di una politica unitaria e adeguata ai cambiamenti della società.

Per poco Penati a Milano non è riuscito a ribaltare un pronostico che lo vedeva sconfitto ed umiliato. Non è stato così, questo dimostra che in politica mai niente è scontato e la passione ed il lavoro dei volontari e dei militanti è decisiva in una competizione elettorale.

Il PdL, ha avuto, da questi ballottaggi, un ulteriore conferma della sua forza elettorale, ma è continuata la erosione lenta ma costante dei consensi. Berlusconi esce sconfitto da questa tornata elettorale, non ha sfondato, ha perso qualche punto in percentuale e non ha conquistato le roccaforti di sinistra che gli resistono da sempre. Come al solito, quando la politica è fatta di comunicazione e di immagine, di firme false e di patti con gli italiani da non rispettare, il Cavaliere di Arcore è bravo e vincente; poi, quando la politica diventa una cosa seria, quando occorre una immagine di un leader laborioso, impegnato e deciso, esce fuori un immagine pubblica e privata che è sinceramente deprimente. Allora Berlusconi comincia a perdere colpi, perde consensi, si logora. Questo significa che non tutti i giochi sono fatti per le regionali dell'anno prossimo ed a maggior ragione non sono fatti i giochi per le comunali del 2011. Che Berlusconi sia diventato ingombrante per il centro destra è evidente, ma è ancora troppo presto per pensare ad una sua messa da parte. Certo, la crisi economica è grave e sta entrando nel suo periodo peggiore. Il paese, non potrà sopportare a lungo un periodo di grandi difficoltà economiche delle famiglie che dovranno fare molte rinunce, nel frattempo che il premier sperpera denaro con ragazze molto giovani in feste da mille e una notte. Una cosa è chiara a molti, che le ambizioni presidenziali del premier sono per il momento accantonate. La politica è in movimento, preoccupa non poco questa crescita senza dreno della Lega, che lavora sempre di più alla rottura della unità nazionale utilizzando il Cavaliere come Cavallo di Troia contro la Costituzione Repubblicana.

E' una fase non facile della vita del nostro paese, c'è materia di riflessione e di nuova elaborazione, in cui si colloca anche il Congresso del PD, che potrebbe segnare una svolta per la politica del centro sinistra nei prossimi mesi.

Quello che è mancato in questa campagna elettorale un vero dibattito sullo scenario economico futuro, sulee scelte che devono essere fatte per uscire dalla crisi e soprattutto con quale modello di sviluppo economico. Questa discussione non può più essere evitata, sarà il vero campo sul quale si misureranno le diverse forze politiche italiane. Chi riuscirà ad avere la visione più chiara della crisi che stiamo vivendo e delle soluzioni da attivare, sarà il nuovo riferimento politico per il futuro.

 
Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

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