"Una crisi di governo sarebbe deleteria per l'economia e per l'intero sistema imprenditoriale. I flebili segnali di ripresa verrebbero cancellati in maniera drammatica. Soprattutto l'agricoltura, che già vive una fase molto delicata, potrebbe tornare nel tunnel della recessione, con effetti facilmente immaginabili. Si comprometterebbero i sacrifici richiesti in questi anni ai cittadini e alle aziende". A lanciare l'allarme è stato oggi il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a conclusione della VII Festa dell'Agricoltura svoltasi per quattro giorni in Abruzzo, tra L'Aquila e Teramo.
"Anche l'agricoltura, purtroppo, sta subendo le conseguenze della difficile situazione economica e finanziaria. Il settore primario -ha affermato Politi- comincia a segnare il passo, dopo i risultati positivi, sia sul fronte del Pil che dell'occupazione. E una crisi in questo momento si abbatterebbe come una mannaia, con riflessi negativi anche sull'export agroalimentare che continua a registrare un trend estremamente positivo".
"Ed è per questa ragione che ribadiamo la nostra ferma contrarietà a un crisi politica che metterebbe l'Italia a forte rischio. Non è un caso che -ha aggiunto il presidente della Cia- tutte le istituzioni internazionali (l'Unione europea in testa) e i più autorevoli organismi mondiali, pur rilevando i progressi ottenuti dal sistema economico, mettano in guardia contro l'instabilità politica, il male peggiore per un Paese ancora fragile e vedano soltanto piccoli bagliori di ripresa".
Politi ha messo l'accento sulla necessità di uscire al più presto dall'attuale fase di incertezza e di riprendere con vigore la strada dello sviluppo e della competitività. "Le imprese -ha rimarcato- non possono continuare ad operare tra le difficoltà e con la mancanza di prospettive chiare per il futuro. Servono punti di riferimento e soprattutto politiche realmente incisive che solo la stabilità politica può garantire".
Per quanto riguarda la VII Festa nazionale dell'Agricoltura, è stato un successo. Migliaia sono stati i cittadini che hanno visitato gli stand che rappresentavano tutte le regioni, con le loro "eccellenze" enogastronomiche. Molti gli eventi che hanno caratterizzato la mostra-mercato: dalla sfilata dei trattori storici agli artisti di strada, dalle rappresentazioni della tradizione contadina ai cori e balli folkloristici fino alla musica medievale, passando per il teatro dialettale. E ancora, seminari e dibattiti sugli sviluppi del comparto. Di grande interesse gli incontri tenuti a L'Aquila sugli effetti del terremoto e quelli organizzati dai giovani agricoltori dell'Agia-Cia, dai pensionati dell'Anp-Cia e dall'Associazione Donne in Campo Cia.
Quattro giorni che hanno visto laboratori, degustazioni guidate e lezioni di orientamento sulle scelte d'acquisto alimentari consapevoli, con "La spesa in campagna". Didattica e giochi "rurali" per i più piccoli con specifiche aree dedicate e ampio spazio per la ristorazione e lo "street-food".
L'ottava Festa nazionale dell'Agricoltura, in programma fra due anni, si svolgerà -come ha annunciato il presidente Politi nel comizio conclusivo durante il quale ha anche ringraziato quanti, a cominciare dalla Cia d'Abruzzo e da quelle provinciali della regione, hanno contribuito alla piena riuscita della manifestazione- si terrà in Calabria e sarà legata ai temi di "Expo 2015", che ha proprio nell'agroalimentare "made in Italy" uno dei settori portanti. E la Cia vuole anche in questa occasione accendere i riflettori su una componente dell'economia fondamentale per lo sviluppo dell'intero Paese.



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