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venerdì 25 settembre 2015
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martedì 11 maggio 2010
BRAIN EMOTION “SALTA IN CATTEDRA” A UDINE

Per il quinto anno consecutivo l’Ing. Elena Ianeselli, titolare della nota agenzia di comunicazione e marketing Veronese, tornerà in cattedra al corso di Marketing Industriale del Professor Pietro Romano e affronterà vari aspetti della comunicazione nell’ambito della gestione aziendale, illustrando tematiche, strumenti e possibili problematiche annesse.
La lezione, che avrà luogo il 19 Maggio 2010, avrà un approccio meno didattico e più professionale: l’Ing. Ianeselli presenterà infatti agli studenti, nonché futuri responsabili d’azienda, casi di aziende che hanno collaborato con Brain Emotion e la cui analisi permetterà di realizzare un confronto in merito ad alcune significative problematiche di comunicazione nell’ambito della gestione aziendale B2B.
“Il tema della comunicazione, in un corso di laurea puramente tecnico come Ingegneria, viene molto spesso discusso prettamente in termini numerici, tralasciando diversi aspetti qualitativi legati all’immagine aziendale e ai relativi strumenti di comunicazione: aspetti che oggi non vanno assolutamente sottovalutati se un’azienda vuole distinguersi lanciando un determinato messaggio di sé e della propria attività” afferma l’Ing. Ianeselli.
“Il messaggio che Brain Emotion vuole trasmettere”, continua, “è che oggi tutto comunica, sta all’azienda capire cosa comunicare e come: in particolar modo, chi si occupa della gestione deve aver chiaro non solo gli obiettivi aziendali ma anche come veicolarli correttamente tra i pubblici giusti e con gli strumenti più appropriati, tutto questo senza dimenticare la coerenza e la trasparenza nei comportamenti.”
L’obiettivo delle case history è far comprendere, quindi, agli studenti come determinate problematiche di comunicazione siano impattevoli sulle aziende, indipendentemente dalle attività svolte o dai settori di appartenenza: l’agenzia Veronese si contraddistingue infatti per la versatilità e per la capacità di offrire soluzioni sempre nuove, grazie alla forza e alla creatività di un team affiatato e collaborativo.
L’appuntamento si rinnova per la quinta volta consecutiva a conferma del positivo riscontro avuto negli anni precedenti, sia per la possibilità offerta agli studenti di analizzare situazioni aziendali reali sia per Brain Emotion di arricchire la sua esperienza con nuovi spunti di riflessione.
Il professor Pietro Romano, a tal proposito, commenta “L’ing. Elena Ianeselli da 5 anni tiene la sua testimonianza nell’ambito dell’insegnamento di Marketing Industriale da me tenuto nel Corso di Laurea magistrale in Ingegneria Gestionale.
L’intervento dell’ing. Elena Ianeselli è ormai riconosciuto dagli studenti di ingegneria gestionale come un “must”, dato che riscontra anno dopo anno uno straordinario interesse per l’ottimale abbinamento degli aspetti teorici con le ricadute pratiche. Di ciò bisogna rendere merito all’esperienza professionale da consulente di comunicazione dell’ing. Ianeselli che rende possibile trasferire agli studenti alcuni “segreti del mestiere”, fondendo teoria, coinvolgimento didattico, pratica e vissuto operativo. Assieme infatti ai concetti fondamentali della comunicazione gli studenti entrano nel vivo di progetti reali, confrontandosi con il contesto quotidiano della futura professione anche negli aspetti tecnologici correlati.”
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Brain Emotion [http://www.brainemotion.it] è un’agenzia di comunicazione che offre servizi a 360° alle aziende nell’ambito del marketing e della comunicazione d’impresa.
In particolare offre servizi di consulenza su strategie e mezzi di comunicazione interna ed esterna, si occupa di studio e realizzazione marchi, loghi, di studio naming e posizionamento, di realizzazione brochure, cataloghi, leaflet e sales folder e creazione siti web con piattaforme e-commerce. Si occupa inoltre di realizzare campagne promo-pubblicitarie, attività di direct marketing e di organizzazione eventi, incluso l’allestimento di stand fieristici e servizi correlati.
Pietro Romano è professore associato di Ingegneria Economico-Gestionale presso l’Università degli Studi di Udine dove tiene i corsi di Organizzazione dei Sistemi Logistici e Marketing Industriale nei corsi di laurea e di laurea specialistica in Ingegneria Gestionale Industriale e dell’Informazione. È stato Direttore Scientifico della prima edizione del Master Cuoa in Lean Management e svolge attività di ricerca e formazione in collaborazione con numerose imprese e istituzioni nazionali e internazionali. E’ anche autore di oltre 90 pubblicazioni internazionali e nazionali nell’ambito del Supply Chain Management e dell’Operations Management, tra cui i recenti libri “Supply Chain Management”, pubblicato dall’Editore McGraw-Hill e “Gestione dei materiali nelle operations”, pubblicato dall’Editore CEDAM.
Contatto stampa:
Dott.ssa Elena Fazion
C/O Brain Emotion
Vicolo Calcirelli, 7 - Verona
Tel. 045/8106099
Fax 045/8106099
Email: press@brainemotion.it
mercoledì 28 gennaio 2009
IL RUOLO DELL'ISTRUZIONE NELLA SOCIETA' MODERNA
UN TEMA DI CUI SI PARLA POCO: IL GOVERNATORE DELLA BANCA D'ITALIA ,NELL'OTTOBRE 2008, LANCIO' L'ALLARME. OGGI IL DIRETTORE DELL'IRES CAMPANIA -DOTT. GIOVANNI DE FALCO -RIPRENDE E RILANCIA IL TEMA CON UN PIZZICO DI IRONIA: IL RUOLO DELLA SCUOLA NELLA MODERNA SOCIETA'.
http://www.notiziesindacali.com/
A, E, I, O, U… ANALFABETI D'ITALIA UNITEVI!
di Giovanni De Falco
direttore Ires Campania
Ammettiamolo, nessuno credo conosca lo stato del Nuevo Léon: dove sarà? Anche sforzandoci troveremo difficile individuare e collocare geograficamente questo stato. Per pura curiosità sappiate che Nuevo Léon si trova in Messico.
Perché tanta curiosità per questo stato latino-americano? Semplice, è l'unico stato che si colloca dietro l'Italia in una particolare graduatoria. Ma, andiamo per ordine.
Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un'altra o una cifra dall'altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta ed a decifrare qualche cifra. Trentatre superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un'icona (chiedo scusa, meglio dire "grafico" o, per i più, "figura" è più facile) incomprensibile.
Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.
Questi dati risultano da due diverse indagini comparative svolte in diversi paesi. Ad accurati campioni di popolazione in età lavorativa è stato chiesto di rispondere a questionari: uno di accesso, elementarissimo, e cinque di difficoltà crescente. Si sono così potute osservare le effettive capacità di lettura, comprensione e calcolo degli intervistati, e nella seconda indagine anche le capacità di problem solving (aiuto, significa letteralmente "risolvere problemi").
I risultati sono interessanti per molti aspetti. Sacche di popolazione a rischio di analfabetismo (persone ferme ai questionari uno e due) si trovano, in vero, anche in società progredite (anche negli USA o nel Giappone, per esempio). Ma non nelle dimensioni italiane (circa l'80 per cento in entrambe le prove). Tra i paesi partecipanti all'indagine l'Italia batte (si fa per dire…) quasi tutti. Solo lo stato del Nuevo Léon (eccolo!!!), in Messico, registra risultati peggiori.
È grave non saper leggere, scrivere e far di conto? Dal cinquecento, nell'area del centro Europa, la spinta della riforma protestante, con l'affermarsi del diritto-dovere di leggere direttamente Bibbia e Vangelo senza mediazioni del clero, si è combinata con la necessità creata dal progredire di industrializzazione e urbanizzazione: quella del possesso diffuso di un sapere minimo.
La "democrazia dei moderni" e, soprattutto, i movimenti socialisti hanno fatto apparire indispensabile che tutti imparassero a leggere, scrivere e far di conto. Il solo saper parlare non bastava più. In quelle che dagli anni settanta del novecento chiamiamo pomposamente "società postmoderne" o "della conoscenza" leggere, scrivere e far di conto servono sempre, ma per acquisire livelli ben più alti di conoscenza necessari oggi all'inclusione e a sopravvivere in autonomia.
L'analfabetismo italiano ha radici profonde. Negli anni cinquanta il paese viveva soprattutto di agricoltura e poteva permettersi di avere il 59 per cento della popolazione senza titolo di studio e per metà totalmente analfabeta (oggi il 5 per cento). Fuga dai campi e bassi costi della manodopera lo hanno fatto transitare, nello spazio di una generazione, attraverso una fase industriale fino alla fase postindustriale. Nonostante gli avvertimenti di alcuni (tra questi Giuseppe Di Vittorio), l'invito a investire nelle conoscenze non è stato raccolto né dai partiti politici né dalla mitica "gente". Secondo alcuni economisti il ristagno produttivo italiano, che dura dagli anni novanta, è frutto dei bassi livelli di competenza. Ma nessuno li ascolta!
E nessuno ascolta neanche quelli che vedono la povertà nazionale di conoscenze come un fatto negativo anzitutto per il funzionamento delle scuole e per la vita sociale e democratica. Analfabeti d'Italia… al governo, al governo!!!
Napoli, 28/01/09
Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"
martedì 18 novembre 2008
La Gelmini ci ospita a Verona, noi l'aspettiamo allo stand
Dal 20 al 22 novembre, la più importante rassegna dedicata al raccordo scuola-lavoro
Il Ministero dell'Istruzione ospita il Costa
al 'Job & Orienta' di Verona
L'istituto leccese invitato a presentare il geniale reality scolastico "Class Action".
Mentre i ragazzi del Costa invitano il ministro presso lo stand per scoprire
l'attivismo e la qualità di una scuola del sud.
I.T.C. "Costa"
martedì 26 agosto 2008
Dalle scuole del sud al Ministro Gelmini
Gent.ma Ministro Gelmini,
Ci sono scuole più efficienti e scuole meno efficienti, ci sono docenti più preparati, capaci di trasmettere conoscenze e di stimolare ragionamenti e ci sono docenti in cui queste capacità si manifestano meno, ...in ogni provincia e in ogni regione d'Italia.
- progettato e realizzato il portale web vincitore del premio USA "Best of the Blues Website Award" della "International Blues Appreciation and Preservation Society" e divenuto il più importante riferimento della musica blues in Italia;
- vinto il premio nazionale "Scuola, Creatività e Innovazione" indetto da Unioncamere;
- vinto il concorso nazionale "Conoscere e raccontare i prodotti tipici dell'agricoltura e della tradizione italiana a denominazione d'origine" indetto da Agriturist e Confagricoltura;
- realizzato i siti ufficiali in Italia per la Mikado Film delle pellicole "The Blues" di Martin Scorsese, "She Hate Me" di Spike Lee, "Land of Plenty" di Wim Wenders;
- creato al proprio interno vere e proprie società cooperative formate dagli alunni e capaci di fornire lavoro e reddito già due mesi dopo il diploma;
- ...ci faccia sapere se vuole conoscere altri risultati conseguiti, per ora abbiamo parlato solo di una scuola...
Ufficio Stampa
Repubblica Salentina
www.RepubblicaSalentina.it
posta@repubblicasalentina.it
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Sotto una nuova veste, intrigante, coinvolgente, attraente, Repubblica Salentina promuove il territorio puntando sulla cultura e sulle tradizioni, sul turismo di qualità, sulla qualità e varietà delle produzioni locali e sull'istruzione e formazione. E' una res publica ("cosa di tutti" - per gli antichi, non era altro che l'interesse per il bene della collettività), non ha presidenti o ministri, non ha sottosegretari o portaborse, non è un organo politico né un partito, non ha interessi di colore, ma esclusivamente interessi di sviluppo territoriale, e non ha leggi, se non quelle naturali dell'umanità basate sul rispetto reciproco, sulla libertà di espressione, sulla tolleranza e sulla solidarietà. E' un'idea che parte dal basso (…cosa c'è di più 'basso' dei giovani?), non nasce da una programmazione politica e non nasce sui tavoli di un gruppo industriale. Prende corpo dalla creatività e dalla voglia dei giovani salentini di muoversi intorno ad una delle passioni che hanno più a cuore: il loro territorio.
sabato 17 maggio 2008
AGeToscana al Ministro della Pubblica Istruzione
CARO MINISTRO I NOSTRI FIGLI
SONO NELLE SUE MANI
Da genitori, salutiamo con piacere la giovane donna che ha avuto il coraggio di accettare l'incarico più scomodo della Repubblica italiana, quello di Ministro della Pubblica Istruzione.
Le scriviamo perché la situazione è grave e siamo preoccupati per i nostri figli: che futuro li attende?
La scuola, e in particolare quella italiana, è una realtà così complessa che spesso le cure rischiano di essere peggiori del male, prova ne siano i due diversi interventi sui debiti formativi. La tentazione grande è quella di dire: "Ridateci la vecchia scuola, che funzionava meglio". Forse dipende dal fatto che le varie riforme sono state pensate da esperti esterni, e non da gente che la scuola la vive nel concreto.
Come genitori, non abbiamo certo la pretesa di conoscere la soluzione, forse non esiste neppure, però vivendo la scuola in prima persona qualche idea ce la siamo fatta. Balza agli occhi che gli insegnanti, specie quelli di scuola primaria, non ne possono più di essere riformati. In sette anni hanno dovuto adeguarsi a quattro diverse Indicazioni Nazionali e ora l'unica cosa che chiedono è un po' di stabilità. È riduttivo dire che il personale della scuola vuole vedere riconosciuta la propria professionalità grazie a un aumento di stipendio. Nell'ordine, ecco i desideri che sentiamo esprimere più di frequente: dopo l'auspicata definizione dell'assetto normativo, vengono maggiori finanziamenti alle scuole, per assicurare un insegnamento di qualità, e il riconoscimento sociale della loro insostituibile funzione educativa. Solo in ultima analisi si parla di aumenti stipendiali, perché ciò che vogliono veramente i docenti italiani sono strumenti adeguati per poter lavorare meglio.
Ci preoccupa la sua affermazione "Premiamo i migliori". Noi che siamo mamme lo sappiamo bene che la maestra migliore è quella che ama insegnare e stare con i bambini, ma misurare l'efficacia dell'insegnamento non è facile, e allora da un po' di anni si incentivano gli insegnanti che fanno progetti e commissioni.
Che vuol dire 'premiamo la scuola di qualità', quando ce ne sono tante con il 25% in più di alunni extracomunitari? Riusciranno mai, non a raggiungere l'eccellenza, ma almeno la media nazionale? E Lei le punirà per questo, togliendo proprio i fondi che potrebbero aiutarle?
Oppure si andrà a premiare le scuole con tanti promossi, così il preside chiamerà i docenti e dirà loro: "Promuovete tutti, sennò si va in bolletta". E allora sì che i nostri figli non li vorrà assumere nessuno.
Ciò di cui la scuola ha bisogno è soprattutto una iniezione di fiducia, e quella purtroppo non si costruisce a colpi di decreto. Una strada forse c'è, ed è quella di puntare su una risorsa finora inutilizzata: i genitori. Milioni e milioni di persone che hanno da spendere il loro tempo e la loro professionalità, spinti da un interesse primario quale la tutela del benessere dei propri figli.
Di buoni esempi ce ne sono tanti: dal babbo elettricista che mette a norma uno spazio prima inutilizzato, al giornalista e al biologo che tengono una lezione in classe, ma quello che a noi preme veramente è l'instancabile rete di relazioni che sanno tessere tanti bravi rappresentanti di classe, che rendono viva e concreta quella "comunità educante" di cui i nostri figli hanno tanto bisogno.
Per fare questo non basta la voglia di impegnarsi: occorre conoscere la scuola e rispettarne i ruoli, altrimenti si è destinati a un sicuro insuccesso. Questo i rappresentanti dei genitori lo sanno bene: delle centinaia che abbiamo incontrato e intervistato, tutti indistintamente chiedono di essere formati al loro ruolo. Un intervento che le associazioni dei genitori possono realizzare efficacemente e a basso costo.
La nostra competenza finisce qui, per cui La salutiamo e Le facciamo i migliori auguri, perché il futuro dei nostri figli è nelle Sue mani.
Rita Manzani Di Goro
Presidente A.Ge. Toscana
Cell: 328 1971777
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Postato su IL COMUNICATO STAMPA
lunedì 21 aprile 2008
DG Istruzione Formazione Lavoro Regione Lombardia candidata alpremio Forum PA "Protagonisti dell'innovazione"
La DG Istruzione Formazione Lavoro della Regione Lombardia candidata al premio Forum PA "Protagonisti dell'innovazione"
C'è tempo fino al 6 maggio 2008 per votare on line Maria Carbone, Ada Fiore e Renato Pirola, distintisi per tre progetti dalla carica fortemente innovativa
Realizzazione di processi e servizi inclusivi nei confronti delle fasce deboli della popolazione, riduzione delle spese per mezzo di nuove iniziative di carattere organizzativo e gestionale, innovazione nei rapporti con cittadini e imprese grazie all'erogazione di servizi sempl ici da fruire: queste le linee-guida che ispirano la Regione Lombardia, nel segno dell'innovazione al servizio della centralità della persona. Questi sono anche i motivi per i quali tre rappresentanti della Direzione Generale Istruzione Formazione Lavoro – Maria Carbone, Ada Fiore e Renato Pirola – sono stati candidati al prestigioso premio Forum PA "Protagonisti dell'innovazione".
Pensato per valorizzare il ruolo delle persone che portano avanti quotidianamente progetti e strategie di modernizzazione all'interno della Pubblica Amministrazione, il premio è organizzato da Forum PA, progetto di comunicazione che intende porsi come osservatorio e luogo di incontro privilegiato sui processi di innovazione in ambito pubblico e che vede il suo momento centrale nell'Expo che si tiene dal 12 al 15 maggio presso la Fiera di Roma. Proprio in occasione della manifestazione verranno resi noti i nomi dei vincitori delle quattro diverse categorie in cui si articolano le nomination, votabili già da ora sul sito www.innovatori.forumpa.it.
In questo contesto, la candidatura di Maria Carbone (categoria "Caccia agli sprechi") si motiva con la promozione di un percorso di razionalizzazione organizzativa delle Risorse Umane volta a sviluppare e valorizzare al meglio il capitale umano della Direzione generale Istruzione Formazione Lavoro secondo principi di efficienze ed efficacia. La nomination di Ada Fiore (categoria "Semplificazione e sburocratizzazione") è invece legata al progetto "Dote", iniziativa altamente innovativa volta a mettere al centro delle politiche regionali la persona e la sua liberta di scelta in relazione alla formazione individuale e alla crescita professionale. La candidatura di Renato Pirola (categoria "Inclusione"), infine, si giustifica con la grande efficacia generata dal nuovo modello di politiche attive per il lavoro del progetto "LaborLab".
Media Relations:
Simona Artanidi
051.5870750
martedì 20 febbraio 2007
Nuove frontiere continua la raccolta di firme per garantire a tutti i minori il diritto all’istruzione
Roma, 19 febbraio 2006
Nuove Frontiere continua la raccolta di firme per garantire a tutti i minori il diritto all’istruzione.
Anche se la scuola rappresenta lo strumento più efficace per tutelare la crescita del minore, sono sempre più numerosi i casi di bambini ed adolescenti che non hanno accesso a nessun tipo di istruzione.
La scuola viene spesso sostituita della strada. I minori diventano preda di sfruttatori senza scrupoli che li impiegano come docili pedine nelle loro attività crimimose. Scene di bambini che chiedono l’elemosina ed adolescenti che si protuiscono sono purtropppo all’ordine del giorno.
Per porre fine all’emarginazione ed al degrado in cui versano molti minori, Nuove Frontiere chiede la riforma dell’Art.731 del Codice Penale e l’approntamento di strumenti legislativi capaci di influenzare positivamente i diritti del minore.
È possibile aderire alla raccota di firma collegandosi al sito dell’Associazione www.nuovefrontiere.net oppure partecipando ad uno degli eventi organizzati dalla community.
Contatti: grl.felice@nuovefrontiere.net - 3280646126
simonacavaglieri@nuovefrontiere
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