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giovedì 3 maggio 2018

Bricofer entra a far parte della coalition Payback (American Express)


BRICOFER ENTRA A FAR PARTE DELLA COALITION PAYBACK


Un nuovo partner per premiare il fai da te con punti e vantaggi esclusivi



Milano, 03 Maggio 2018 – PAYBACK Italia, il programma fedeltà multi-partner del Gruppo American Express, dà il benvenuto tra i Partner della sua coalition a Bricofer, azienda italiana leader nel settore del fai da te con 90 punti vendita distribuiti in 18 regioni e oltre 1.400 dipendenti.

Con l'ingresso di Bricofer nella coalizione PAYBACK, i clienti dell'innovativo programma di loyalty potranno accumulare 2 punti per ogni euro speso presso gli oltre 90 punti vendita Bricofer presenti in tutta Italia e approfittare di promozioni esclusive. 

In più, effettuando un acquisto da Bricofer con la carta fedeltà PAYBACK o con l'app entro il 31 Ottobre 2018, si potrà partecipare all'estrazione di una TOYOTA Proace e di 100 buoni spesa Bricofer da 50€ l'uno.

"L'ingresso in PAYBACK conferma il nostro impegno a premiare i clienti con soluzioni di eccellenza e e accompagna il forte percorso di crescita e di espansione su tutto il territorio italiano che abbiamo intrapreso negli ultimi anni" - ha dichiarato Massimo Pulcinelli, Presidente di Bricofer Italia S.p.A.".

"La partnership con Bricofer ci rende estremamente orgogliosi e ci permette di premiare i nostri clienti, per la prima volta in assoluto dal nostro arrivo in Italia, anche sulle spese di un settore fortemente in crescita come quello del "fai da te" – ha dichiarato Luca Leoni, Amministratore Delegato di PAYBACK Italia.

L'accordo consolida il percorso di crescita di PAYBACK, che nel 2018 ha superato la soglia di 13 milioni di carte attive e conta una rete di oltre 90 Partner che spaziano dai principali settori del largo consumo e dei servizi allo shopping online.


martedì 7 ottobre 2014

Il paradosso dei generici: “Mi hai fatto risparmiare? Ora paghi”

Applicare il meccanismo del payback alla spesa ospedaliera per i farmaci fuori brevetto significa penalizzare chi ha contribuito in modo decisivo alla discesa dei prezzi, chiedendo tra l’altro la restituzione di somme che non ha ancora percepito. “Di questo passo commercializzare equivalenti in ospedale rischia di non essere un’attività sostenibile in Italia” dice Francesco Colantuoni, Vicepresidente di AssoGenerici. 

La pubblicazione dei dati di ripiano della spesa farmaceutica ospedaliera 2013 ripropone tutta l’irrazionalità del meccanismo delpayback applicato ai produttori di farmaci equivalenti. “Un meccanismo, introdotto dalla Legge 135/2012 che penalizza in modo insopportabile il comparto dei farmaci a brevetto scaduto” dice Francesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici.
“I generici vengono acquistati esclusivamente attraverso il meccanismo delle gare che, come spesso si dimentica, si basano sul criterio del minor prezzo, che non viene stabilito da chi vende, ma da chi compra. Nel momento in cui i produttori di questi farmaci si aggiudicano una gara hanno quindi già fatto risparmiare il Servizio Sanitario Nazionale. Se la spesa complessiva supera il tetto, come nel 2013, anche il comparto fuori brevetto è chiamato alla restituzione attraverso il pay back nonostante gli acquisti di equivalenti abbiano contribuito in maniera determinate al contenimento di questa parte della spesa rispetto al 2012. Ma non basta: ci troviamo ogni anno a restituire somme che ancora non abbiamo incassato, visti i cronici ritardi nei pagamenti”. In alcune regioni, a nove mesi dalla chiusura del 2013 le forniture non sono state saldate.
“Se si aggiunge che la Legge stabilisce che non è possibile interrompere le forniture alle strutture ospedaliere in vigenza di contratto anche a fronte della più ostinata morosità, c’è da domandarsi se la vendita di generici in ospedale in Italia sia un modello di attività proponibile” prosegue Colantuoni. Per le aziende di AssoGenerici resta fondamentale che i farmaci fuori brevetto vengano esclusi dal meccanismo del payback sulla spesa ospedaliera, e intendono mettere in atto tutte le possibili azioni per contrastare una norma che nel tempo potrebbe portare, come di fatto in alcuni casi già accade, alla scomparsa della concorrenza con il ritorno del monopolio. Un intervento del legislatore nel caso specifico sarebbe quanto mai auspicabile.
FONTE: AssoGenerici

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