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domenica 1 settembre 2019

Scade contratto neurologa, protestano pazienti con sclerosi al S.Andrea Roma

Scade contratto neurologa, protestano pazienti con sclerosi al S. Andrea di Roma.

Al day hospital malati reclamano presenza della dottoressa che li segue da oltre dieci anni.

Scade contratto neurologa, protestano pazienti con sclerosi al S.Andrea Roma
Un'amara sopresa al rientro dalle vacanze estive per i pazienti in cura al centro Sclerosi multipla dell'ospedale S.Andrea di Roma. Molti di loro, proprio dopo aver trascorso un periodo di ferie, sono tornati al day hospital per sottoporsi alle terapie necessarie a tenere sotto controllo la malattia, convinti di ritrovare il loro medico di fiducia, una specialista neurologa in forze all'ospedale romano da oltre 10 anni. Alla quale, però, non è stato rinnovato il contratto. 

Secondo quanto appreso dall'Adnkronos Salute, molti di loro avevano già nei mesi scorsi scritto alla direzione generale e sanitaria per avere chiarimenti in merito, sottolineando la grande capacità professionale e umana di Giovanna Borriello e chiedendo a gran voce il suo reintegro, e in alcuni casi anche lamentandosi di non aver ritrovato la stessa sensibilità nella loro presa in carico.

domenica 26 aprile 2015

Petizione "Salviamo gli olivi del Salento": raccolte 20mila firme

Petizione Pubblica: Salviamo gli Olivi del Salento. Raccolte oltre 20mila firme.
  
Sono state inviate al Commissario Europeo, al ministro Martina e al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per salvare gli olivi del Salento, richiedere la sospensione del Piano Silletti e bloccare l’espianto e l’uso indiscriminato di insetticidi.


La petizione promossa dalle associazioni Spazi Popolari, CSV Salento, Peacelink, Forum Ambiente e Salute, Lilt Lecce e Casa delle Agriculture Tullia e Gino, chiede l’avvio si approfondite analisi  e studi sul fenomeno del Complesso del Disseccamento Rapido dell'Olivo (CoDiRo) e sulla patologia fungina, nonché sulle cure già sperimentate sulle piante malate.

Sono oltre 20.000 i cittadini che in meno di due mesi hanno sottoscritto la petizione “Salviamo gli Olivi del Salento” per chiedere alle Istituzioni preposte di accertare con evidenze scientifiche, al momento assenti, le cause del complesso del disseccamento rapido degli olivi (Co.Di.Ro.) che ha colpito il Salento e di fermare il Piano Silletti le cui misure, se attuate, potrebbero distruggere l'eco-sistema di un'intera regione e avere conseguenze economiche incommensurabili. 

Il parere scientifico pubblicato dall'EFSA lo scorso 17 aprile evidenzia l'urgenza di approfondire la ricerca per colmare le attuali lacune nella conoscenza della sindrome del Co.Di.Ro. e capire il contributo dei diversi agenti sospettati di essere coinvolti nella sindrome (Zeuzera Pyrina, funghi tracheomicotici, Xylella Fastidiosa, insetti vettori). 

Inoltre, la stessa Autorità Europea e alcuni scienziati, tra cui il prof. Pietro Perrino del CNR di Bari, ritengono che il ceppo di Xylella fastidiosa presente in Puglia (Xylella fastidiosa subspecie Pauca ceppo CoDiRo) non è quello cui fa riferimento la direttiva europea pertinente, che si basa sulle norme EPPO. 

Le norme EPPO (European Mediterranean Plant Protection Organization) sono basate su test realizzati solo su vigne e agrumi e pertanto la patogenicità di questo specifico batterio sull’ulivo non è per nulla scontata né dimostrata, come conferma uno studio scientifico realizzato in California nel 2014. 

Attraverso questa petizione, si chiede altresì che queste informazioni siano prese in considerazione e che le buone pratiche agricole, che hanno già permesso di salvare qualche migliaio di alberi, vengano considerate una valida alternativa per contenere la sindrome. 

“Salviamo gli Olivi” è divenuto un grido di aiuto da parte di migliaia di cittadini che, da tutta Italia, si stanno mobilitando in difesa di un paesaggio unico, di una storia millenaria e della salute di una popolazione, quella salentina, già martoriata dall'inquinamento ambientale, causa principale dell'aumento vertiginoso di neoplasie negli ultimi 24 anni.   

Un grido che non può rimanere inascoltato.
 

sabato 6 dicembre 2008

Raccolta firma: fuori legge la caccia alle foche!

Fuori legge la caccia alle foche! Raccolata firme per la petizione popolare:
Al Parlamento Europeo
Al Presidente
Hans-Gert Pöttering

Alla Commissione Europea
Al Presidente
José Manuel Barroso

E al Presidente dell'Intergruppo Parlamentare per il benessere animale:
Neil Parish
Eurodeputato del Regno Unito.


Oggetto: fuori legge la caccia alle foche!
Dato che la Commissione Europea ha già fatto dei passi storici per per far smettere la caccia alle foche, vietando a Luglio 2008 il comercio di prodotti a base di foca all'interno della UE, come cittadini Europei chiediamo che:

- LA CACCIA ALLE FOCHE SIA COMPLETAMENTE VIETATA IN EUROPA a prescindere delle modalità di uccisione "umano" o "disumane". Ogni uccisione causa sofferenza e stronca una vita!

- L'UNIONE EUROPEA FACCIA VALERE LA SUA INFLUENZA ANCHE IN CANADA

- CI SIANO PENE MOLTO SEVERE PER CHI CONTINUI A CACCIARE DI FRODO LE FOCHE, PENE CHE INCLUDANO LA RECLUSIONE

Il commercio delle foche, per la loro pelliccia e per i prodotti che ne derivano è crudele ed inutile. In Norvegia ed in Canada pare che l'uccisione delle foche sia diventato per alcuni uno sport nazionale che viene addirittura proposto ai turisti!

TI PIACEREBBE ESSERE BASTONATO SULLA TESTA CON FORZA, E AVERE IL CORAGGIO DI CHIAMARLO 'SPORT'!?

L'uccisione delle foche è davvero inumana anche per le condizioni ambientali, la velocità con cui viene ooperata e l'incapacità delle autorità locale di monitorare questo fenomeno.

Sono anni che i cittadini Europei chiedono che queste atrocità abbiano fine e anche la maggioranza dei Canadesi ed Americani la pensa così.

Boicottiamo sempre - oltre alle pellicce - anche tutti i prodotti alimentari a base di carne di foca che possano in qualche modo superare l'embargo posto dall'Unione Europea o che sono in vendita all'estero.

Firma questa petizione e falla girare.

Le foto che contiene valgono più di mille parole ed è importante che il maggior numero possibile di persone sappia queste cose.

Firmate numerosi!
Grazie! Fuori legge la caccia alle foche!

Scritto da Viviana Taccione per Sottoscrivo.com, il portale dedicato di petizioni no profit per la tutela e la difesa di ogni diritto!

giovedì 4 dicembre 2008

Servizio Civile in Italia: Firma online per salvarlo



CONFERENZA NAZIONALE ENTI SERVIZIO CIVILE


MANIFESTO PER LA DIFESA DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

  1. Se credi che il servizio civile nazionale sia un Istituto fondamentale per l'affermazione di un modello di cittadinanza fondato sulla partecipazione, sulla pace, sulla nonviolenza, sulla difesa della patria;

  2. Se condividi che il servizio civile nazionale debba costituire una opportunità aperta a tutti i giovani e non un'esperienza riservata a fasce elitarie della popolazione;

  3. Se vuoi che il patrimonio di valori, di cultura, di solidarietà, di tensione educativa maturato in 8 anni di servizio civile nazionale, ed ancora prima nell'esperienza dell'obiezione di coscienza, non vada disperso, e con esso gli investimenti e gli sforzi di quei soggetti che hanno aderito al sistema mettendo in campo energie, intelligenze, strutture, strumenti, risorse;

  1. Se riconosci che i valori dell'uguaglianza sostanziale, del'inclusione, dell'impegno attivo nel superamento di ogni forma di discriminazione, dell'interesse collettivo, della promozione delle capacità ed abilità individuali, del sostegno alle formazioni sociali in cui trova espressione la personalità del cittadino, siano alla base di una società più giusta, coesa, equa, aperta e solidale;

  1. Se vedi nel servizio civile un volano di cambiamento, un "luogo" in grado di costruire ponti e ridurre le distanze tra persone, generazioni, gruppi sociali, costruendo una cultura più ricca perché in grado di valorizzare le diversità attraverso la forza delle relazioni umane;

ADERISCI A QUESTO APPELLO

Chiedi anche tu che per il 2009 vengano stanziati 400 milioni di euro – contro i 171 milioni come al momento previsto in finanziaria - per garantire che 60.000 giovani partecipino ad un sistema di servizio civile nazionale in una dimensione effettivamente popolare e di reale impatto sulla società civile.

SOTTOSCRIVI

La petizione on line "Salviamo il Servizio Civile Nazionale" su www.firmiamo.it


Alla Cnesc aderiscono: Acli, Aism, Anpas, Anspi, Arci Servizio Civile, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Caritas Italiana, Cenasca-Cisl, Cesc, Cnca, Confederazione Nazionale Misericordie d'Italia, Cong.P.S.D.P.Ist.don Calabria, Italia Nostra, Federsolidarietà / CCI , Focsiv, Legacoop, Scs/Cnos, Unpli, WWF

sabato 15 novembre 2008

Aiutiamo Dolly ed il gattile di Villa Flora a Roma!

Nuova Petizione poplare all'Assessore all'ambiente del Comune di Roma e al Sindaco di Roma
Oggetto: Oasi Comunale Felina Villa Flora


A Roma, a Villa Flora, un parco in zona Portuense, c'è un'oasi felina composta da una casetta e un giardino esterno, creata per accogliere gatti in difficoltà.

Aiutiamo Dolly ed il gattile di Villa Flora a Roma

L'oasi felina di Villa Flora è una struttura del Comune di Roma che ospita oltre 230 gatti sfortunati: sequestrati a causa di maltrattamenti, lasciati soli a seguito di decesso dei padroni, abbandonati da persone senza cuore.

Attualmente dopo varie vicissitudini, la colonia felina è gestita da Dolly, una giovane volontaria, con passione ed amore. I gatti sono tutti molto simpatici ed affiatati. Si vede che sono grati per questo rifugio... ma certamente starebbero meglio in una famiglia che li adotti.

Villa Flora vive al momento una situazione di emergenza: il Comune di Roma ha sospeso l'erogazione dei fondi per la sopravvivenza del gattile, e praticamente non arrivano più soldi. Gli operatori pagati se ne sono andati ed è rimasta solo Dolly che, con l'aiuto di pochi volontari, passa le sue giornate a pulire, cambiare sabbiette, dare da mangiare ai gatti, dare i primi soccorsi ai gattini che arrivano sopratutto d'estate.

Il gattile ha bisogno urgentemente di:

- donazioni: almeno 24 scatole di cibo per gatti da 400 gr. al giorno, 10 sacchetti di sabbietta al giorno, cuscini, pezze e coperte.

- volontari che vadano anche poche ore al giorno a dare una mano, aiutare a sistemare, coccolare i gatti.

- adozioni: persone che - in qualsiasi parte d'Italia - vogliano adottare dei mici (tutti adorabili, sterilizzati, vaccinati e sani)

- adozioni a distanza: persone che, impossibilitate ad adottare dei gatti, vogliano adottarli a distanza sostenendo il gattile (con una somma simbolica di 15 € al mese)

Chiediamo al Comune di Roma di provvedere al più presto affinchè l'Oasi Felina di Villa Flora possa sopravvivere

Invitiamo nel frattempo tutte le persone di cuore a contattare Villa Flora per dare una mano.

Oasi Felina Villa Flora
c/o Villa Flora - via Portuense, 610 - Roma
Cell. 328 8482439
www.villafloramiao.it



Aiutateci a diffondere questa petizione!
Grazie.


Scritto da Viviana Taccione per Sottoscrivo.com, il portale dedicato di petizioni no profit per la tutela e la difesa di ogni diritto!

giovedì 8 maggio 2008

chi ha paura di vincenzo visco?

Statuto della petizione
Noi no.

Leggiamo con sconcerto e amarezza di denunce, esposti e richieste di risarcimento danni nei confronti del Vice Ministro Visco e del direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, dott. Romano, per la pubblicazione su internet dei dati sui redditi 2005. Il risarcimento richiesto ammonterebbe a ben 20 miliardi di euro, che dovrebbero essere destinati a tutti i contribuenti italiani nella misura di 520 euro ciascuno.

Vogliamo dire con forza che queste iniziative ci sembrano incomprensibili – e
soprattutto non condivisibili – sotto molti aspetti.

Intanto, chiedere allo Stato un esborso enorme, delle dimensioni di una manovra finanziaria (e neppure delle più leggere) e in un momento già così difficile per il paese, ci pare davvero dissennato e contrario agli interessi dei cittadini di questa già disastrata Repubblica. Ci chiediamo semplicemente: se andasse in porto una tale richiesta quante strade non si riparerebbero, quanti risarcimenti alle vittime del lavoro, di mafia, delle stragi non verrebbero erogati, quanti posti letto in ospedale non si creerebbero? E potremmo continuare a lungo.

Leggiamo che i 20 miliardi di risarcimento andrebbero redistribuiti tra tutti i contribuenti: ma è possibile che qualcuno faccia finta di non sapere che, considerate le statistiche sull’evasione fiscale, tristemente note a tutti noi, una bella fetta di questo denaro pubblico andrebbe graziosamente a finire nelle tasche di tanti evasori fiscali? E siamo davvero al paradosso: come contribuenti piuttosto che sentirci "risarciti" ci sentiamo due volte beffati.

Sondaggi ed opinionisti ci dicono che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria a questa pubblicazione. Sarà. Ma siamo un po' stanche/i di sentirci raccontare la realtà dai sondaggi, preferiamo guardarci attorno e parlare con le persone e quello che ascoltiamo - nel nostro piccolo - è un paese pieno di gente indignata perché una misura così semplice ed ovvia di trasparenza, in uso già in tanti altri paesi, trova tanta opposizione. Forse saremo pochi a pensarla così, chissà, però anche se non siamo opinionisti e non ci invitano nei salotti tv, non vogliamo rinunciare a far sentire la nostra voce.

In questi giorni giornali e TV si dànno un gran da fare a condannare l’invidia sociale. Noi non soffriamo di invidia sociale, ma neppure la temiamo: non ci preoccupa che i nostri redditi, alti o bassi che siano, vengano conosciuti, non abbiamo nulla da nascondere, paghiamo le tasse e ne siamo orgogliosi (anche se molti lo considerano da fessi) e il nostro reddito è il prodotto del nostro lavoro (e anche questo forse ormai non è trend).

Ma in un paese in cui la forbice sociale si allarga sempre di più, in cui la vita e il reddito sono sempre più precari, mentre sempre più persone scivolano nell’indigenza, ci indigna che l'argomento del giorno sia l’invidia sociale e non piuttosto l’egoismo sociale di chi per il profitto specula sugli aumenti dei beni di consumo primario, risparmia sulla sicurezza del lavoro, evade le tasse.

Siamo convinti che la vera vergogna non sia l’invidia sociale ma la tolleranza sociale per l’elusione e l’evasione fiscale, che altro non sono che il rifiuto di contribuire secondo le proprie possibilità al benessere di tutti e al progresso del paese.

Sentiamo con sconcerto parlare di guardoni fiscali e voyeurismo fiscale, con una metafora che ci fa riflettere, come se il denaro che si possiede fosse una cosa intima e personale come il corpo, il sesso, i sentimenti: purtroppo non ci pare che il privato, i corpi, le emozioni e la vita delle persone vengano difese con altrettanto vistoso entusiasmo quando se ne vìola la privacy: che messaggio viene da tutto ciò? Davvero oggi è il denaro il più sacro e profondo elemento costitutivo dell’identità, il più intimo, quello da difendere più fieramente?

O forse più terra-terra dobbiamo pensare che si ha davvero paura di scoprire troppi altarini? Che questi dati fanno paura a troppi? Che lavoratori dipendenti e pensionati, ma anche i tantissimi autonomi, commercianti, imprenditori che fanno il proprio dovere avendo un quadro così chiaro della situazione decidano di far sentire con più forza la propria voce (e magari pretendere qualche fattura in più?).

Non mettiamo in discussione la buona fede dei singoli e delle associazioni dei consumatori, l'obbligo dei magistrati di fare il proprio dovere, crediamo però che sia in atto una campagna di demonizzazione di una misura che ha la sola colpa di voler dare un forte segnale di trasparenza e che presenta il solo rischio di dare il via ad un meccanismo di controllo democratico e collettivo sulla piaga dell'evasione fiscale.

Ci convincono le argomentazioni che l'Agenzia delle Entrate ed il Vice Ministro Visco adducono: crediamo nella preminenza in questo ambito di un principio di trasparenza, sappiamo dell'esistenza di un obbligo di pubblicazione e non vediamo questa gran differenza tra la carta stampata e Internet: forse che i lettori di un giornale sono più identificabili dei navigatori o che i contenuti dei giornali non siano già reperibili nel web? L'utilizzo del web è stato in questi anni sostenuto e prescritto per trasparenza, partecipazione e diritto di accesso per la Pubblica Amministrazione.

Abbiamo quindi fiducia che il procedimento in corso riconosca le ragioni dell'Agenzia delle Entrate, e con esse quelle di tutti coloro che le tasse le pagano.

Infine, e cosa più importante, crediamo che la battaglia più difficile, ma anche fondamentale per l’Italia sia quella per un fisco equo, per la solidarietà sociale che viene dalla redistribuzione delle risorse fiscali, dalla possibilità di ridurre finalmente le aliquote e il prelievo sul reddito, cosa che solo la sconfitta dell’evasione fiscale può permettere.

Questa battaglia ha purtroppo visto in questi anni tante, troppe sconfitte; e l’impotenza e la frustrazione degli onesti e dello Stato e dei suoi funzionari.

Per questo, in un paese in cui si depenalizzano i reati finanziari (che sempre danneggiano la collettività), i condoni non si contano, l’evasione si "concilia" con lo sconto, noti evasori vengono ospitati con tutti gli onori nel servizio pubblico televisivo e sulla stampa, noi chiediamo alle “nostre” associazioni, che tante volte ci hanno rappresentato e difeso di non spendersi in battaglie di retroguardia che, anche se condotte in buona fede, rischiano di confonderle con la difesa di ben altri interessi, ma di combattere su questo fronte e se risarcimento dev’essere di chiederlo a chi evade ed ha evaso, a chi ha condonato, per l’incalcolabile danno che ha fatto a tutti noi: per questo chiediamo almeno che dai 20 miliardi vengano sottratti i nostri 520 euro: non li vogliamo.


Firma

Promosso da

Autore:

viviana verna

Registrata il:

08/05/08

La petizione chi ha paura di vincenzo visco? è stata creata da e scritta da viviana verna.

FIRMIAMO.IT è solo una piattaforma che ospita petizioni. Non c'è alcuna approvazione di questa petizione, espressa o implicita, da parte di FIRMIAMO.IT o dei nostri sponsor.

Aiutaci a diffondere la petizione

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