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lunedì 25 maggio 2026
La ricerca ha cambiato la sclerosi multipla. Ora deve cambiare il sistema
AISM e FISM presentano la nuova Agenda della SM e patologie correlate 2030: uno strumento condiviso di cambiamento e coprogettazione, un percorso per trasformare innovazione scientifica, diritti e presa in carico in qualità della vita concreta per le persone
Genova, 25 maggio 2026 – Superare le profonde disuguaglianze territoriali nell’accesso a cure, riabilitazione, sostegni e percorsi di presa in carico, investendo in modo strutturale su ricerca, servizi, continuità assistenziale, integrazione tra ospedale e territorio e piena applicazione della riforma della disabilità, affinché ogni persona con SM possa partecipare pienamente alla vita sociale, lavorativa e relazionale.
È questo il quadro di priorità che AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla – e la sua Fondazione FISM, portano alle istituzioni presentando, in occasione della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla e della Giornata Mondiale della SM, la nuova Agenda della SM e patologie correlate 2030.
L’Agenda SM 2030 definisce priorità e direzioni di cambiamento per migliorare qualità della vita, diritti, partecipazione e presa in carico delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate nei prossimi cinque anni, mettendo al centro gli impatti reali sulla vita delle persone.
Oggi in Italia vivono con la sclerosi multipla 150.000 persone, con oltre 3.600 nuove diagnosi ogni anno. La malattia colpisce soprattutto giovani e adulti tra i 20 e i 40 anni, soprattutto donne, con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini. La sclerosi multipla è una malattia cronica, complessa e in molti casi progressiva e invalidante, per la quale non esiste ancora una cura definitiva.
Ma negli ultimi 20 anni la ricerca ha profondamente trasformato ciò che è possibile: diagnosi sempre più precoci, terapie ad alta efficacia e personalizzate, strumenti avanzati di monitoraggio e l’accesso ai percorsi di cura consentono oggi di rallentare la progressione della malattia posticipando di decenni il raggiungimento di una disabilità grave.
Per molte persone significa poter vivere con una condizione affrontabile, e questa è una base concreta per costruire qualità di vita. Per farlo, però, non bastano i farmaci, serve un sistema di servizi integrato e una società realmente inclusiva.
Oggi una persona con sclerosi multipla ha bisogno della possibilità concreta di accedere a percorsi integrati di cura, riabilitazione, supporto psicologico, assistenza e sostegni. E soprattutto poter partecipare a una società che consenta alle persone di contribuire secondo le proprie possibilità, in un mondo del lavoro inclusivo e flessibile, con diritti realmente garantiti e concrete opportunità di partecipazione sociale.
Il divario tra ricerca e vita reale: i dati del Barometro 2026
I dati del Barometro della SM e patologie correlate 2026 mostrano un divario ancora profondo tra ciò che oggi la ricerca rende possibile e ciò che le persone riescono realmente a vivere ogni giorno.
Ha smesso di aumentare, ed è ferma al 35,4%, la quota di Centri SM che lavora con PDTA aziendali o interaziendali strutturati, che assicurano continuità e interdisciplinarità dei percorsi. Significa, per le persone e le famiglie quando mancano, doversi organizzare le cure in modo autonomo e quindi trovarsi e prenotare le prestazioni da sé: per visite specialistiche, risonanze magnetiche, accertamenti strumentali, esami di laboratorio ed è successo ad oltre il 50%. II 31,6% si è dovuto rivolgere al privato pagando da sé per avere riabilitazione, che è una componente essenziale della cura, il 41,1% lo ha fatto per vedere altri specialisti, il 61,2% per ricevere supporto e terapia psicologica.
Il quadro dei servizi sociali e socio sanitari è ancora più problematico: oltre il 57% delle persone con bisogno di assistenza domiciliare dichiara di non riceverla,
Per molte persone la gestione quotidiana della malattia continua a tradursi in opportunità sottratte al lavoro, alle relazioni e al proprio progetto di vita. Il costo sociale della SM raggiunge oggi 6,9 miliardi di euro l’anno e la perdita di produttività e autonomia di persone e caregiver rimane uno degli impatti più pesanti per la comunità.
Ma il problema non riguarda solo la dimensione dei servizi e dell’assistenza. Oltre il 60% delle persone con SM riferisce di subire discriminazioni nella vita quotidiana e il 65,8% incontra ostacoli e barriere in almeno un luogo della propria vita. Burocrazia, lavoro, trasporti e accessibilità degli spazi continuano a limitare autonomia, partecipazione sociale e qualità della vita.
L’incapacità della società di adattarsi alle esigenze delle persone con SM e patologie correlate, e con disabilità più in generale, rappresenta oggi l’ostacolo principale alla loro qualità di vita.
Un terzo delle persone con SM sente di non potersi realizzare nella vita, e il dato supera il 50% tra quelle con disabilità moderata e raggiunge il 60% per chi la ha in forma grave. Il livello di disabilità impatta in modo drammatico sia sulla possibilità di trovare e mantenere un lavoro adatto, non ci riesce il 57,7% di chi ha disabilità moderata e il 69,5% di chi l’ha grave, che di vivere liberamente il proprio tempo libero: non può farlo il 59% di chi ha disabilità moderata e il 71,2% di chi l’ha grave.
L'Agenda 2030: da cornice di diritti a strumento operativo
L’Agenda della SM e patologie correlate 2030 nasce per rispondere a questa sfida: non come un elenco di cose da fare, ma come una cornice chiara e agibile di priorità condivise, capace di trasformare conoscenze, innovazione e diritti già disponibili in opportunità concretamente accessibili e sostenibili nella vita delle persone con SM e patologie correlate.
L’obiettivo è costruire un sistema più integrato, uniforme e vicino alla vita reale delle persone, ma soprattutto una società capace di riconoscere e rendere possibile la piena partecipazione, mettendo al centro qualità della vita, diritti realmente esigibili, tempo di vita e opportunità.
“Il punto non è solo potenziare i servizi dove ancora mancano, ma far funzionare in modo coerente e accessibile ciò che oggi è già possibile. Oggi il Terzo Settore non si limita a rappresentare i bisogni: partecipa alla costruzione delle politiche pubbliche e dei modelli di cambiamento. AISM porta nei luoghi decisionali sessant’anni di esperienza, i dati del Barometro della SM e le priorità dell’Agenda, contribuendo ogni giorno a trasformare conoscenza e bisogni reali in cambiamenti concreti e agibili. La sfida oggi è passare da un sistema a cui le persone devono adattarsi a un sistema capace di adattarsi alle persone”, dichiara Francesco Vacca, Presidente Nazionale AISM.
L’Agenda della SM e patologie correlate 2030 si inserisce, inoltre, nel percorso di attuazione della riforma della disabilità e del nuovo modello di Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, rispetto al quale AISM è impegnata nei tavoli istituzionali nazionali e nei processi di sperimentazione territoriale.
La ricerca: leva delle leve
Centrale il ruolo della ricerca scientifica, vera ‘leva delle leve’, non solo per lo sviluppo di nuove terapie, ma anche per costruire sistemi di cura sempre più personalizzati, accessibili e sostenibili. Negli ultimi cinque anni FISM ha investito oltre 40 milioni di euro in ricerca, sostenendo progettualità che hanno prodotto più di 800 pubblicazioni scientifiche, contribuendo a fare dell’Italia il secondo Paese al mondo per produzione scientifica sulla SM.
L’Agenda 2030 si inserisce in una visione ancora più ampia: quella della salute del cervello. La sclerosi multipla, per la sua complessità, è oggi un modello per sviluppare strategie di prevenzione – della malattia e della disabilità – che possano valere per l’intero campo delle patologie neurologiche croniche, in un’epoca in cui oltre 3 miliardi di persone nel mondo convivono con una condizione neurologica.
In questa prospettiva un ruolo strategico è svolto dal Registro Italiano Sclerosi Multipla e patologie correlate, progetto di ricerca promosso da FISM, oggi uno dei più importanti database europei dedicati alla SM, con 98.000 casi registrati e 77 progetti di ricerca sviluppati in dieci anni, fondamentale per la medicina personalizzata, la ricerca real world e il miglioramento della presa in carico oltre che dare alle istituzioni dati fondamentali per le scelte di sanità pubblica.
“La ricerca ha cambiato radicalmente le prospettive della sclerosi multipla. Ora questo cambiamento deve arrivare nella vita quotidiana delle persone. L’innovazione non può restare confinata nei centri di eccellenza: deve diventare accesso uniforme, presa in carico reale e diritto esigibile per tutte le persone con SM e patologie correlate per tutti indipendentemente dal luogo in cui vivono”. dichiara Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM e Presidente della Federazione Internazionale della SM.
L'appuntamento del 28 maggio alla Camera
Il 28 maggio l'Agenda SM e patologie correlate 2030 sarà al centro dell'incontro istituzionale alla Camera dei Deputati in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla. Un appuntamento che arriva con un solido riconoscimento istituzionale: la mozione approvata dalla Camera nel novembre 2024, ha riconosciuto le priorità del Movimento della SM come priorità del Paese e l'istituzione, nel novembre 2025, dell’Intergruppo parlamentare sulla sclerosi multipla e patologie correlate. L'Agenda 2030 ne è la naturale prosecuzione e lo strumento operativo per tradurle in cambiamenti concreti.
L’Agenda della SM e patologie correlate 2030 e il Barometro sono disponibili su aism.it/agenda.
giovedì 19 dicembre 2019
CNR: un caschetto contro l’affaticamento da sclerosi multipla
La stimolazione non invasiva di 15 minuti per 5 giorni, applicabile anche a casa, può ridurre per mesi la spossatezza tipica della malattia senza effetti collaterali.
Lo studio condotto dall’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr è pubblicato su Scientific Reports.
“Da molti anni, coscienti che l’affaticamento nella sclerosi multipla (sm) conta su cure farmacologiche poco efficaci e spesso accompagnate da effetti collaterali anche gravi e che si accompagna ad alterazioni della comunicazione intracerebrale, abbiamo lavorato per contrastare questo sintomo inviando segnali al cervello. Abbiamo cioè adattato a questa condizione una neuromodulazione, una tecnica capace di modificare l’eccitabilità di regioni cerebrali, che aveva reso persone sane più resistenti alla fatica”, spiega Franca Tecchio del Cnr-Istc.
“Prima di tutto abbiamo quindi cercato le regioni che nel paziente di sm comunicano peggio al crescere della fatica, poi abbiamo messo a punto un intervento di neuromodulazione per compensare questa distorsione. In tale lavoro si è rivelato utile lo sviluppo di un caschetto adattabile che posiziona un elettrodo, conformato secondo le circonvoluzioni corticali della regione cui giunge la percezione somatosensoriale da tutto il corpo. Dopo cinque stimolazioni elettriche transcraniche di 15 minuti al giorno mediante intervento elettroceutico personalizzato FaReMuS, molti pazienti si sono sentiti più in forze”.
“Abbiamo utilizzato la dimensione frattale, una misura molto sensibile, che tiene conto delle forme dei segnali inviati da una regione all’altra del nostro cervello. Questa misura è nata per valutare quantitativamente sistemi complessi ove una parte ripete le strutture del tutto, per parti sempre più piccole, come succede nel broccolo o anche nell’albero, in cui rametti piccoli sono simili al ramo portante, fino alla pianta nel suo insieme”, spiega Tecchio.
“In neurodinamica, abbiamo osservato che la dimensione frattale riesce a misurare adeguatamente le variazioni dell’organizzazione di una certa regione corticale. Abbiamo studiato il comportamento delle regioni dedicate al controllo dei movimenti della mano destra e sinistra e alle percezioni tattili e propriocettive dalle due mani mediante un algoritmo che cerca le regioni del nostro cervello sfruttando una loro impronta digitale funzionale (Functional Source Separation, FSS). Così ci siamo accorti che dopo il trattamento FaReMuS, la neurodinamica della regione somatosensoriale si era normalizzata e così pure era più bilanciata la comunicazione tra le regioni motorie omologhe destre e sinistre. Queste migliorie di comunicazione intracerebrale spiegavano quasi la metà (48%) del miglioramento dell’affaticamento”, conclude Tecchio.
“Possiamo affermare che una elettroceutica non-invasiva personalizzata sulle specifiche caratteristiche anatomo-funzionali delle regioni compromesse può essere efficace contro la fatica. Parte dell’efficacia nasce dal ristabilire la comunicazione intra-cerebrale che era tanto più alterata al crescere della fatica”.
Roma, 19 dicembre 2019
lunedì 16 settembre 2019
CNR: Sclerosi Multipla, nuova luce sul ruolo della microglia nella riparazione della mielina
domenica 1 settembre 2019
Scade contratto neurologa, protestano pazienti con sclerosi al S.Andrea Roma
Scade contratto neurologa, protestano pazienti con sclerosi al S. Andrea di Roma.
Al day hospital malati reclamano presenza della dottoressa che li segue da oltre dieci anni.

martedì 19 marzo 2019
Sclerosi Multipla: #difendiundiritto alla riabilitazione

Appello al Ministro della Salute, Giulia Grillo, in difesa il diritto alla riabilitazione per i disabili con Sclerosi Multipla e non solo.
In questi giorni il Ministero della Salute sta esaminando due provvedimenti riguardanti i ricoveri riabilitativi e i percorsi di riabilitazione ospedaliera e territoriale, che - se venissero approvati - rischiano di compromettere il diritto alla riabilitazione, un diritto scritto nel primo punto della Carta dei Diritti delle persone con Sclerosi Multipla e nell'Agenda della SM 2020.
AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla sta seguendo da vicino l'iter delle proposte formulate ed espresso in una news forte preoccupazione per le criticità prospettate dai documenti.
Per poter essere ascoltati bisogna essere in tanti e non abbiamo molto tempo.
Aiutaci a difendere anche tu il diritto alla riabilitazione:
1.Scatta una foto mostrando questo messaggio "La riabilitazione mi fa vivere #difendiundiritto"
2. Postala sui tuoi account Social: Instagram, Facebook, ecc.
3. È importante mettere anche nel testo l'hashtag #difendiundiritto e il tag @giuliagrillom5s per rendere più efficace il messaggio.
4. Condividi questo messaggio.
Facciamo sentire la nostra voce insieme affinché nessuno rimanga escluso.
sabato 9 aprile 2016
Un mondo libero dalla sclerosi multipla: 5X1000 AISM: LA TUA FIRMA È LA NOSTRA FORZA
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venerdì 6 luglio 2012
Sclerosi Multipla Interferone
I farmaci su cui la ricerca si sta concentrando sono i neurotrofici, che preservano o ricostituiscono il tessuto nervoso lesionato, gli immunosoppressori, che sopprimono le reazioni del sistema immunitario, e gli immunomodulanti, che, invece, le regolano.
Tra gli immonumodulanti c’è l’interferone. La scoperta di questa proteina risale al 1957, dai due virologi Alick Isaacs e Jean Lindemann. Essa è in grado di interferire con la replicazione virale, così da sostenere la difesa naturale contro un’infezione. Gli interferoni sono prodotti dall’organismo umano come forma di difesa ai virus, i farmaci che si basano su questa proteina usati per la Sclerosi Multipla sono, invece, prodotti dall’industria farmaceutica.
Ma a cosa servono di preciso gli interferoni?
Innanzi tutto favoriscono l’inibizione dell’attivazione di cellule infiammatorie,impedendo il loro passaggio dai vasi sanguigni al sistema nervoso centrale; cercano poi di bloccare la produzione di sostanze infiammatorie nel sistema nervoso centrale. Gli interferoni riducono così la frequenza degli attacchi e rallentano la progressione della malattia.Quando si dovrebbe iniziare la terapia con interferoni?
Studi recenti hanno dimostrato come più utile sarebbe iniziare la terapia già dopo il primo sintomo della malattia, in cui si sono riscontrati migliori risultati rispetto a una fase successiva a decorso recidivante-remittente. Nella prima fase della Sclerosi Multipla, chiamata sindrome clinicamente isolata (CIS), gli interferoni rallentano la comparsa di un secondo attacco, riducono la comparsa di nuove lesioni cerebrali,La Sclerosi Multipla si presenta in modo diverso da paziente a paziente e addirittura anche nello stesso caso si alternano momenti di “calma” a momenti più “critici”, diventa così d’obbligo ricordare che il trattamento deve essere il più possibile personalizzato.
venerdì 2 marzo 2012
Sintomi e segni della sclerosi multipla
La sclerosi multipla può avere sintomi assai diversi tra caso e caso, in quanto diversa può essere la zona colpita da demielinizzazione e inoltre i cambiamenti variano da un soggetto all’altro, addirittura in uno stesso paziente possono presentarsi sintomi diversi e cambiare intensità da un attacco all’altro. I fattori esterni possono influenzare il decorrere della malattia, un esempio su tutti è il calore dell’ambiente esterno o anche il caldo corporeo dovuto all’esercizio fisico che può essere causa di un peggioramento temporaneo dei sintomi della sclerosi multipla.
L'individuazione dei sintomi non è così cosa facile, ora ne elenchiamo i principali che ovviamente non si manifestano tutti, ma dipendono dall’area del corpo colpita dalla malattia.
Tra i primi sintomi della sclerosi multipla ci possono essere problemi alla vista con offuscamento o sdoppiamento dell’immagine percepita, o casi di daltonismo, o nel peggiore delle ipotesi può manifestarsi la cecità (anche da un occhio solo). Si possono poi manifestare altri sintomi all’articolazione e alla muscolatura, con problemi di coordinazione ed equilibrio (nei casi più gravi diventa per il malato impossibile camminare o stare in piedi, fino ad arrivare alla paralisi parziale o totale).
Problemi si possono manifestare anche nella percezione sensoriale, i sensi infatti possono alterarsi causando intorpidimento, formicolii, pruriti o fastidi sulla cute (nei casi più gravi si arriva a una perdita di sensibilità).
L’elenco poi continua con disturbi nel linguaggio, vertigini, debolezza, stanchezza, depressione, perdita di capelli, tremori, difficoltà nell’attenzione e nella concentrazione e perdita di memoria.
I sintomi della sclerosi multipla possono definirsi “intermittenti”, in quanto si alternano periodi di aggressività, in cui questi sono più forti e invadenti; a periodi di remissione, in cui non si manifestano o si manifestano solo debolmente. Quest’alternanza degli attacchi varia molto da paziente a paziente, ma col tempo i periodi di remissione sono sempre più brevi, a favore di quelli di aggressività.
Conoscere i possibili sintomi di questa malattia è sicuramente un modo per stare allerta sullo stato di salute e velocizzare la diagnosi della sclerosi multipla.
venerdì 17 settembre 2010
Le proprietà terapeutiche della marijuana
Praticamente è un po' come andare al bar, ordinare un caffè..
sabato 13 febbraio 2010
Sclerosi Multipla. Noemi, 13 anni e l' indifferenza di tutti
Noemi ha solo 13 anni ma conosce bene l’indifferenza
Sclerosi Multipla. Mamma disperata contro l'indifferenza
Salve, mi chiamo Cusmano Egiziana,
sono cittadina Italiana ed ho 35 anni. Sono vedova da 9 anni, da quando mio marito, appena 27enne, ci lasciò a causa della Leucemia. Ho una mamma malata di tumore, mio padre è morto della stessa malattia 10 anni fa. Dopo tutto questo, le disgrazie non finiscono. A maggio del 2009, mia figlia Noemi, di solo 13 anni è stata molto male. Dopo 29 giorni di ricovero la diagnosi dei medici: sclerosi multipla.
A primo impatto non capivo questa malattia e non sapevo cosa comportava. La prima cosa che ho chiesto è stato come si curasse. I medici non sapevano come rispondermi, mi dicevano che non si poteva curare. Da allora, ho iniziato il mio calvario andando da un medico all' atro. Nel fattempo venivo licenziata per aver fatto troppi giorni di assenza (la causa erano le cure per mia figlia)
Dopo qualche mese Noemi ha iniziato la cura di interferone, un farmaco molto pesante che ogni volta che mia figlia lo fa, si sente molto male. Questo medicinale comporta, febbre, maldi testa, dolori muscolari, dolori ai dent. E' un farmaco che abbassa le difese imunitarie per questo il corpo di Noemi può essere facilmente attaccabile dai virus. Mia figlia ha bisogno di visite molto frequenti tipo neurologiche, ortopediche, oculistiche, neurofisiatra, e poi non vi dico le analisi che deve fare.
Nel frattempo io non lavoravo e i soldi finiscono. Non sapendo cosa fare, vado dai servizzi sociali che non mi aiutano. Vado dal sindaco che mi sbatte la porta in faccia, dicendomi che tutti hanno dei problemi. Intanto, mia figlia sta sempre piu male. Decido di vendermi la moto, e l'oro che ho in casa, ma i soldi finiscono. Io sono una donna che ha sempre lavorato, ho faticato molto e non ho mai fatto mancare nulla a mia figlia, ora sono una mamma disperata perchè vedo star male mia figlia e non posso fare nulla.Non ho soldi e nessuno mi aiuta.Il mio cuore è a pezzi, quando mia figlia mi chiede aiuto io non posso fare nulla. Non avrei mai pensato di passare tutto questo dolore nel cuore, credevo di vivere una vita normale, vedere mia figlia crescere, sposarsi, avere dei figli, ecc, ecc.
Ora, invece, ho tanta paura del mio futuro, ma sopratutto quello di mia figlia. Io non posso pemetermi di star male, se non ci sono io mia figlia che fine farà? Io e mia figlia ci sentiamo molto sole, abandonate da tutti. Credetemi l'indiffereza è una brutta bestia per ogni persona che soffre.
Si, sono venute persone che chi hanno promesso un aiuto, ma poi, alla fine scompaiono nel nulla. Sono stata invitata a mattino 5 dalla Panicucci. Hanno fatto tante promesse in diretta tv, ma poi un silenzio assordante. Io non capisco, quì c'è in gioco una bimba di solo 13 anni, i bambini vanno protetti a 365 gradi. Aiutatemi a far sorridere mia figlia, ve lo dico con la mano sul cuore.
Mia figlia ha bisogno di tante cure, aiutatemi. come faccio io ad aiutare mia figlia, se non ho un lavoro??! Come faccio ad andare avanti, se non ho soldi per poter vivere??? I medici mi consigliano di far vivere mia figlia serenamente! Ma come faccio se mi manca tutto?! Mi consigliano di vivere in un luogo asciutto e pulito, senza umidita. Ma come faccio, se casa di mia madre è un luogo pieno di umidità e sembra di vivere all'aria aperta??? La cosa piu brutta è l'indiferezza delle persone che sanno e fanno finta di non sapere. Mia figlia sta male e nessuno fa qualcosa!! Umanita cristiana? dove? cavolo, ha solo 13 anni.
vi prego aiutatemi!!
Egiziana Cusmano
LEGGI LA SUA STORIA:
http://periodicoitaliano.i
http://www.andreaonori.com
ASCOLTA IL SUO APPELLO: http://www.youtube.com/wat
Ho anche le foto della casa di Egiziana, presto le pubblicherò e vi renderete conto dell'abbandono delle istituzioni. Poi, non facciano finta di nulla se le case crollano.
Sclerosi multipla: Maledetta indifferenza. Aiutiamo Noemi
venerdì 22 dicembre 2006
Record per la Vespa 100.000 unità nel 2006
Il Gruppo Piaggio si è impegnato a donare un euro per ogni Vespa
"Vespa ha raddoppiato i propri volumi nel giro di tre anni - ha dichiarato Colaninno - ed è un fatto che deve rendere tutti noi orgogliosi per due ragioni: in primo luogo perché il successo di questo straordinario marchio, che cresce costantemente sia in Europa sia negli Stati Uniti, è un forte simbolo della creatività e della capacità industriale dell'Italia, noto in tutto il mondo. E perché nel grande risultato di Vespa si leggono tutte le chiavi dello sviluppo che l'intero Gruppo Piaggio ha registrato in questi ultimi anni: il valore dei marchi, la capacità di innovazione stilistica e tecnologica nel rispetto dei valori di ciascun brand, e una strategia di crescita sui mercati internazionali perseguita con grande determinazione".
La crescita di Vespa, in termini sia produttivi sia commerciali, è stata del tutto eccezionale negli ultimi due anni: poco oltre 50.000 le unità prodotte nel 2004, circa 87.000 nel 2005, e oltre 100.000 nel 2006, con un incremento del 16% solo negli ultimi 12 mesi.
Il risultato record avrà anche un importante riscontro benefico: infatti, come annunciato dallo stesso Colaninno il 27 aprile scorso nel quadro dei festeggiamenti per i 60 anni di Vespa, il Gruppo Piaggio si è impegnato a donare un euro per ogni Vespa venduta nel 2006 e 2007 all'AISM, l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, nata nel 1968 per fornire assistenza sociosanitaria, sensibilizzare l'opinione pubblica, e promuovere la ricerca scientifica sulla malattia.
Origine: Repubblica
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