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mercoledì 5 agosto 2015

Cosa fare se l'iPhone cade in acqua


Se il vostro iPhone (o smartphone o telefonino) è caduto in acqua, non perdete subito le speranze.

Non tutto è perduto, non fatevi prendere dal panico! C'è, infatti, la possibilità di salvarlo ancora, se si sa cosa fare immediatamente.

Sicuramente la cosa da fare è correre in un centro assistenza il prima possibile.

Nell'immediato, se il vostro dispositivo vi permette di aprirlo, fatelo subito, togliete la batteria e cercate di asciugare tutto. Se è caduto in acqua di mare bisogna anche impedire che il sale inizi la sua capacità corrosiva de contatti. Provate con dell'ovatta inumitita in acqua dolce.

Di seguito la soluzione di emergenza fornita dal sito Tecnozoom .

Seguite passo passo le seguenti istruzioni.
  1. Prendete il vostro dispositivo, spengetelo e togliete immediatamente qualsiasi tipo di custodia o cover. 
  2. Pulitelo ed asciugatelo completamente con un panno. Dovete, infatti, cercare di rimuovere tutta l’acqua in eccesso presente all’interno del jack ed all’interno di qualsiasi fessura. Per far tutto ciò vi suggeriamo di utilizzare un cotton-fioc
  3. Dopo aver rimosso tutta l’acqua visibile, inserite l’iPhone all’interno di un sacco, con chiusura lampo che non faccia passare aria, di riso generico. 
  4. Dopo averlo chiuso, aspettate almeno 36 ore, ma più tempo il dispositivo sta all’interno del sacco e meglio è. 
  5. A questo punto non resta che sperare e tirare fuori l’iPhone per vedere se funziona ancora. 
  6. Qualora non funzioni e gli indicatori di contatto con i liquidi, presenti all’interno dell’iPhone, non hanno cambiato colore, provate ad andare all’Apple Store per farvi sostituire completamente il dispositivo.

domenica 4 agosto 2013

Cosa fare se l'iPhone cade in acqua


Se il vostro iPhone (o smartphone o telefonino) è caduto in acqua, non perdete subito le speranze.

Non tutto è perduto, non fatevi prendere dal panico! C'è, infatti, la possibilità di salvarlo ancora, se si sa cosa fare immediatamente.

Sicuramente la cosa da fare è correre in un centro assistenza il prima possibile.

Nell'immediato, se il vostro dispositivo vi permette di aprirlo, fatelo subito, togliete la batteria e cercate di asciugare tutto. Se è caduto in acqua di mare bisogna anche impedire che il sale inizi la sua capacità corrosiva de contatti. Provate con dell'ovatta inumitita in acqua dolce.

Di seguito la soluzione di emergenza fornita dal sito Tecnozoom .

Seguite passo passo le seguenti istruzioni.
  1. Prendete il vostro dispositivo, spengetelo e togliete immediatamente qualsiasi tipo di custodia o cover. 
  2. Pulitelo ed asciugatelo completamente con un panno. Dovete, infatti, cercare di rimuovere tutta l’acqua in eccesso presente all’interno del jack ed all’interno di qualsiasi fessura. Per far tutto ciò vi suggeriamo di utilizzare un cotton-fioc
  3. Dopo aver rimosso tutta l’acqua visibile, inserite l’iPhone all’interno di un sacco, con chiusura lampo che non faccia passare aria, di riso generico. 
  4. Dopo averlo chiuso, aspettate almeno 36 ore, ma più tempo il dispositivo sta all’interno del sacco e meglio è. 
  5. A questo punto non resta che sperare e tirare fuori l’iPhone per vedere se funziona ancora. 
  6. Qualora non funzioni e gli indicatori di contatto con i liquidi, presenti all’interno dell’iPhone, non hanno cambiato colore, provate ad andare all’Apple Store per farvi sostituire completamente il dispositivo.

domenica 4 marzo 2007

Telefonini: addio costi di ricarica


www.ilcomunicare.it

Telefonini: addio costi di ricarica

Fra pochi giorni potremmo salutare definitivamente gli "odiati" costi di ricarica. Ma sarà davvero conveniente? Ci saranno sorprese? Vediamo assieme come si comporteranno le varie aziende telefoniche
....continua a leggere l'articolo su "ilcomunicare"

giovedì 8 febbraio 2007

A Firenze i telefonini non fanno paura


A Firenze i telefonini non fanno paura

Dati confortanti sulle rilevazioni relative alle emissioni elettromagnetiche degli impianti di telefonia mobile


giovedì 8 febbraio 2007 (PI Telefonia - News) Firenze - Chi si preoccupa delle emissioni elettromagnetiche provocate dagli impianti di telefonia mobile? Non la città di Firenze, se dà ascolto a quanto emerso dai rilievi effettuati dai tecnici dell'Arpat su 65 stazioni radiobase del capoluogo toscano, che parlano di dati abbondantemente inferiori alle soglie di sicurezza.

Si parla - come riporta il portale inToscana di un valore medio delle emissioni pari a circa 0,88 volt/metro, quando la normativa in vigore nella Penisola fissa il limite al valore di 6 volt/metro. I dati, che includono anche le rilevazioni effettuate in abitazioni e in venti plessi scolastici cittadini, sono stati presentati ieri a Palazzo Vecchio da Claudio del Lungo, assessore all'ambiente, Andrea Poggi dell'Arpat, da Patrizia Cercenà dell'ASL e Arnaldo Melloni della Direzione Ambiente del Comune.

L'assessore del Lungo ha inoltre annunciato una campagna informativa sul tema dell'elettromagnetismo, presentando un depliant informativo redatto da Direzione Ambiente del Comune, Arpat e ASL.

"Nonostante il numero di antenne, circa 250, a Firenze siamo molto al di sotto dei limiti di legge - ha detto Del Lungo - La media di 0,88 volt per metro è molto tranquillizzante. Dove possiamo ottenere dei miglioramenti sensibili è l'aspetto estetico delle antenne. Abbiamo strutture brutte e appariscenti. La campagna prevede anche il risanamento dei vecchi impianti dal punto di vista visivo e paesaggistico".

"Oltre a chiarire i compiti dell'amministrazione comunale, che sono di pianificazione, autorizzativi e di controllo - si legge in una nota - il depliant fa riferimento al protocollo d'intesa per una corretta gestione dell'inserimento degli impianti nel tessuto urbano, sottoscritto nel novembre del 2005 con i quattro gestori di telefonia mobile. Fra le novità previste dal protocollo, l'istituzione del Nucleo tecnico di Valutazione composto dalle Direzioni ambiente e urbanistica, dai quartieri, dall'Arpat, dalla Soprintendenza e da un rappresentante dei comitati dei cittadini".

origine: http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1882572

domenica 14 gennaio 2007

PagineMobile - L'elenco telefonico delle Aziende

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giovedì 28 dicembre 2006

L'amore al tempo dell' Instant messaging "Mi dispiace, ti lascio in tempo reale"

Uno studio americano sulle nuove forme di comunicazione. La moda del "messaggino"utilizzato dai giovani e il gap generazionale: gli adulti non sanno come si usa

di AGNESE ANANASSO

 L'amore al tempo dell' Instant messaging La metà dei giovani americani li usa per fissare un appuntamento, mentre il 16% per troncare una storia d'amore. Sono gli IM, o Instant messaging (in gergo IM-ing). Usati più di ogni altro servizio di comunicazione dai giovanissimi, sono praticamente una "parolaccia" per gli adulti. E' il risultato di una ricerca condotta via web da 'Knowledge Networks' agli inizi di dicembre su un campione di 1013 adulti e 500 teenager, per conto di Associated Press e Aol.

L'indagine è stata condotta per capire come gli americani usano internet, praticano il gossip in rete, o più semplicemente come risolvere con la tecnologia piccoli e grandi vicissitudini sentimentali. Ne è emerso un quadro completamente nuovo che mette in evidenza le differenze tra adulti e ragazzi: i primi non sanno neanche cosa sono gli IM e usano internet per lo più per il lavoro o per leggere news di gossip, i secondi fanno largo uso dei messaggini in tempom reale per incontrare gli amici della comitiva, per parlare con i parenti, piuttosto che con il fidanzato o la fidanzata che magari in quel momento si trova in un altro Stato. Ma è un gap pesante testimoniato dai numeri, visto che il 48% dei giovani tra i 13 e i 18 anni comunica abitualmente via IM: il doppio rispetto agli adulti di cui ben il 75% preferisce ancora di gran lunga le e-mail.

Più della metà dei giovani ne spedisce oltre 25 al giorno e uno su cinque addirittura cento al giorno. A sostenere che "Non posso vivere senza Instant messaging" sono il 30% dei ragazzi intervistati, appena il 17% tra gli adulti. Non tutti gli 'internet-dinosauri' sono impermeabili comunque all'uso pervasivo dell'IM e, anzi, alcuni lo riconoscono come un ottimo strumento per comunicare in real time, e senza spendere una fortuna, con persone lontane o per risolvere questioni di tipo pratico come appuntamenti e comunicazioni veloci. Anzi qualcuno si fa anche contagiare dai più piccoli, come un'insegnante cinquantenne di Las Vegas, che ha iniziato a usare gli IM dopo aver visto in azione i figli. "Posso portare avanti anche due conversazioni in contemporanea" dice Faith Laichter. Forse un record per la professoressa, che però è ancora lontana dagli exploit dei suoi pargoli che probabilmente sfondano il tetto dei dodici simultaneamente.

Un'attività, quella di fare più cose insieme, come ascoltare musica, scrivere IM e magari parlare al telefono, che per i ragazzi è ormai diventata un'abitudine. Un'abilità che non è sempre vista di buon occhio dagli educatori, che, spesso vedono nell'essere sempre on line una distrazione più che un vantaggio, una consuetudine che spesso porta a un modo troppo superficiale e frettoloso di comunicare. Non è un caso infatti che sia adulti che giovani preferiscano ancora il telefono per parlare di cose serie e condividere confidenze personali e intime.


Origine: Repubblica

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