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martedì 23 ottobre 2018

Erickson: Convegno Prendiamoci cura di me. Servizi,scuole, famiglie per la tutela dei minori

SERVIZI, SCUOLE, FAMIGLIE PER LA TUTELA DEI MINORI

9-10 NOVEMBRE 2018 - RIMINI
CONVEGNO INTERNAZIONALE
"PRENDIAMOCI CURA DI ME"


L'affido condiviso, i minori stranieri non accompagnati e la sofferenza psichica di bambini e ragazzi: saranno questi i principali argomenti affrontati nel corso del convegno Internazionale "Prendiamoci cura di me", organizzato dal Centro Studi Erickson, in programma a Rimini (Palacongressi) venerdì 9 e sabato 10 novembre.

L'obiettivo del Convegno è favorire la riflessione e lo scambio tra i professionisti che operano con bambini e ragazzi in difficoltà nei servizi sociali, nelle scuole, nei servizi sanitari, nel Terzo settore e nel volontariato. Il tutto valorizzando una modalità di lavoro condivisa che sappia mettere al centro il minore e la sua famiglia, la capacità di ascolto dei bisogni e la volontà di pensare insieme gli interventi.
Prevista la partecipazione di oltre 700 assistenti sociali, educatori, psicologi, insegnanti, avvocati e operatori della sanità.

Non mancheranno i relatori d'eccezione, a partire da don Gino Rigoldi, fondatore nel 1973 della "Comunità Nuova Onlus" e dal 1972 cappellano dell'Istituto penale per minori Beccaria di Milano. Don Gino spiegherà come accogliere davvero i ragazzi, in un periodo come quello attuale caratterizzato dall'impennata del numero di minori che vivono fuori dalla propria famiglia di origine: secondo l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, in base a un monitoraggio presentato nel 2017 che si riferisce a dati del 2015, sono infatti 21.035 i ragazzi che vivono in strutture di accoglienza (+9,3% rispetto al 2014). Questi ragazzi arrivano in comunità per varie ragioni: possono essere vittime di abusi e maltrattamenti, oppure a causa delle difficoltà educative della famiglia di origine.

Negli ultimi anni la "Comunità Nuova Onlus" si è occupata anche dell'accoglienza di molti giovani stranieri, altro fenomeno destinato a crescere in maniera esponenziale, come evidenziano i numeri del report della direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione: al 31 dicembre 2017 risultano presenti in Italia 18.303 minori stranieri non accompagnati, il 5,4% in più rispetto al 2016 e il 53,5% in più rispetto al 2015. Argomento perciò di strettissima attualità, al quale darà il suo contributo, tra gli altri, Clelia Bartoli, ricercatrice e docente di Diritti Umani all'università di Palermo, e soprattutto ideatrice di Polipolis, sperimentazione educativa dedicata proprio ai ragazzi stranieri non accompagnati.

Sempre restando alla stretta attualità, è di questi giorni il dibattito innescato dal disegno di legge Pillon, che andrebbe a modificare il sistema dell'affido condiviso. Il ddl 735 secondo alcune associazioni del settore, giudici minorili e mediatori familiari, rischierebbe di mettere in secondo piano il superiore interesse del minore.  Fulvio Scaparro, direttore scientifico Associazione Gea e giudice onorario fino al 1992 del Tribunale per i Minorenni di Milano, ha recentemente preso una posizione sul disegno di legge che, inevitabilmente, potrebbe influenzare anche le relazioni tra "genitori in guerra", tema dell'incontro con Scaparro.

Infine la sofferenza psichica, sempre più diffusa tra i minori: le statistiche internazionali, a partire dall'Organizzazione mondiale della sanità, rilevano che i disturbi neuropsichiatrici infantili riguardano attualmente dal 9 al 20 per cento dei minori di 18 anni, un bambino su cinque. Sono inclusi i disturbi dell'umore, le sindromi da iperattività, le sofferenze cognitive, i deficit di apprendimento. Sull'argomento relazionerà Stefano Benzoni, neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta e consulente per la Fondazione IRCCS, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Tra i relatori ci saranno anche  Jonathan Scourfield, docente di Social Work presso l'Università di Cardiff, esperto diversi di tutela dei minori e lavoro con gli uomini nel contesto dei servizi sociali; Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale all'Università Cattolica di Milano, dove coordina il corso di laurea triennale in Servizio sociale e il corso di laurea magistrale in Politiche sociali e servizi per le famiglie, i minori e le comunità;  Claudio Foti, psicoterapeuta e fondatore del Centro Studi Hansel e Gretel nel 1988 è stato componente dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza.

martedì 10 aprile 2018

Pedofilia/XXII Giornata bambini vittime contro la pedofilia. Il 6 maggio Raduno a San Pietro. Un popolo in movimento e in azione. Don Di Noto (Meter): “Io ci sarò”.

Risultati immagini per Giornata Bambini vittime contro la pedofilia
Avola (Sr), aprile 2018 ----- "Impegno senza sosta" – è il tema della XXII Giornata Bambini vittime contro la pedofilia, che si concluderà con il Raduno del 6 maggio, come ogni anno, a Piazza San Pietro con il regina Coeli recitato da papa Francesco.
Don Fortunato Di Noto, il fondatore di Meter onlus e parroco siciliano che con delle vittime di abuso, giovani, le famiglie idearono  questa giornata 22 anni fa, dichiara:

DON DI NOTO E METER: IO CI SARO' ---- "Contro ogni forma di abuso, maltrattamento, violenza, pedofilia e pedopornografia è l'appello e un impegno che dovrebbe essere di tutti e con naturale disponibilità i bambini e le persone vulnerabili e fragili dovrebbero essere al centro della nostra attenzione: amati, tutelati, protetti contro ogni forma di aggressione. Non dovremmo chiedere a nessuno di aderire, - dichiara don Di Noto - si dovrebbe aderire e partecipare, sostenere e divulgare senza se e senza ma,  ma più delle volte non è così. Ma c'è un popolo che cresce sempre di più, una consapevolezza fuori dai silenzi e dalle indifferenza sia nella comunità civile e religiosa (non solo cristiana cattolica). Si deve fare di più e ancora tanto. Io ci sarò - ha dichiarato don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter onlus - ci sono da 22 anni. Ricordo la prima volta, ero con un nugolo di persone, oggi questo popolo è cresciuto, le coscienze sono più consapevoli dela tragedia che si abbatte sui piccoli e sui vulnerabili".

I MEDIA SIANO PARTECIPI, CI AIUTINO A DIFFONDERE LA GBV. Di fronte a questo appello e impegno non dovrebbero esserci remore, tentennamenti, dubbi e perplessità; con un gesto di partecipazione dovremmo sentirci tutti solidali e uniti: una preghiera, una iniziativa, un articolo su un giornale, un passaggio televisivo di informazione, la partecipazione a Piazza S. Pietro (con una maglietta gialla e un cappellino, il 6 maggio) per manifestare, senza alcuna rivendicazione o violenza, che abusare dei bambini è un atto più che criminale e che bisogna passare dalle comuni e condivisibili intenzioni a opere e azioni per cercare di debellare questo crimine: insieme e non frammentariamente.
Dovrebbe essere naturale, spontaneo, eppure ci sono resistenze al limite della indifferenza.

ADERITE, PARTECIPATE AL RADUNO DEL 6 MAGGIO. La Giornata è di tutti e per tutti da 22 anni, Meter (istituì per prima nel mondo questa Giornata contro la pedofilia e gli abusi sui bambini), con forza e determinazione e con l'amicizia e l'adesione di tanti, anno dopo anno,  continua quest'opera di sensibilizzazione, non solo per una Giornata, ma quotidianamente.
Accogliere, sostenere, accompagnare e denunciare con determinazione ogni violenza e ogni abuso sui piccoli innocenti; il richiamo alle responsabilità delle istituzioni (civili e religiose, non solo cattoliche) a superare la frammentazione nell'azione di contrasto, operando per il bene dei piccoli senza silenzi e coperture: è un impegno arduo e forte.

LE ADESIONI. Numerose le Diocesi italiane che hanno già aderito (daremo  e che parteciperanno con la preghiera, la diffusione di manifesti e depliant; la spontanea partecipazione al raduno di gruppi, famiglie, persone singole che confluiranno a Piazza S. Pietro il 6 maggio per partecipare alla recita del Regina Coeli con Papa Francesco nell'attesa di ricevere un saluto, un incoraggiamento una Sua parola. Anche alcuni Conventi di clausura hanno aderito alla giornata con momenti di adorazione e preghiera. Un popolo intenzionato a stare dalla parte dei piccoli e dei deboli pur consapevoli che c'è ancora tanto e molto da fare. 


--
www.CorrieredelWeb.it

sabato 3 marzo 2007

Palermo, l'Assessore alla Sanità ordina: "Niente cibo ed acqua ai randagi"

ANIMALI/PALERMO, L'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA'
ON. LAGALLA ORDINA: ''NIENTE CIBO E ACQUA AI RANDAGI''


LA LAV ATTIVA IL PROPRIO UFFICIO LEGALE: PROVVEDIMENTO
INACCETTABILE ED ASSURDO CHE INCREMENTERA' IL
FENOMENO DEL RANDAGISMO


Solo un giorno dopo l'incredibile notizia che il ''nuovo'' costoso programma
per l'anagrafe canina acquistato dall'Assessorato alla Sanita' della Regione
Sicilia funziona solo in tre province su nove, l'Assessore on. Roberto
Lagalla annuncia un'altra iniziativa coerentemente priva di ogni logica.
Con una recentissima circolare
(http://www.regione.sicilia.it/sanita/default.asp?pg=120), infatti,
l'Assessore Lagalla ha invitato a diffidare coloro che nelle aree
ospedaliere (medici, tecnici, degenti e semplici volontari) hanno cercato di
tamponare, a proprie spese, i gravi effetti derivanti della decennale
latitanza delle Istituzioni in tema di prevenzione del randagismo.

''I cani che vivono nelle zone aperte delle aree ospedaliere - ha dichiarato
Giovanni Guadagna, Responsabile LAV - provengono dalle aree esterne.
Spostarli al canile municipale, o in qualsiasi altro posto, con l'aggravante
di averli anche assetati ed affamati, come vorrebbe l'Assessore La Galla,
non ha senso dal momento in cui le aree confinati saranno sempre produttrici
di nuovi afflussi, causa la grave latitanza delle Istituzioni che
disattendono i principi della legge sul randagismo''.

L'Assessorato alla Sanita' non ha fatto ancora conoscere come vorrebbe
intervenire in tema di randagismo (sono passati gia' sette anni
dall'approvazione della Legge Regionale sul randagismo ed ancora risulta
largamente disapplicata); ha fallito nella costituzione di un sistema
integrato di anagrafe canina (se si abbandona un cane microchippato in
un'altra provincia, il padrone non sara' mai rintracciato); ignora la
precaria situazione del canile municipale di Palermo e lo stesso numero di
randagi, diffondendo dati vecchi e contrastanti rispetto a quelli che
affluiscono dalle stesse Ausl e dai Comuni.

''Di fatto chi tra medici, infermieri, degenti e semplici volontari,
provvede a dare da mangiare e da bere ai pochi cani che vivono in
prossimita' degli ospedali - ha aggiunto Guadagna - non solo li tiene sotto
osservazione anche sotto il profilo sanitario (si tratta spesso di animali
sterilizzati, vaccinati e con il trattamento antiparassitario opportuno), ma
mantiene un equilibrio tra queste piccole colonie ed i cani randagi liberi
in citta'. Infatti, i cani delle colonie ospedaliere, che Lagalla vorrebbe
chiudere in un canile dopo averli affamati ed assetati, sarebbero
immediatamente sostituti dagli innumerevoli randagi che popolano le strade
cittadine. Chi terra' sotto controllo i nuovi sconosciuti ospiti a quattro
zampe che, cosi' facendo, Lagalla provvedera' a fare entrare negli
Ospedali?''.

''Appena l'assurda circolare di Lagalla verra' messa in atto - conclude
l'esponente animalista - il nostro Ufficio Legale provvedera' ad
intraprendere le azioni necessarie in sede giudiziaria. Copiosa ed unanime
giurisprudenza in tema di maltrattamento di animali ha infatti sancito,
finanche al Consiglio di Stato, che non si puo' impedire di dare da
mangiare e da bere ai cani randagi, essendo azioni volte ad alleviare
la sofferenza degli animali ed a contribuire ad un corretto rapporto
con essi, vittime e non colpevoli del fenomeno del randagismo.
Sarebbe bene che l'Assessore Lagalla, da cui dipende l'applicazione
della legge sul randagismo in Sicilia, si ricordasse
di questo concetto''.

02 marzo 2007

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LAV Sicilia
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Ufficio Stampa LAV Naz.le 06.4461325 www.lav.it
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