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lunedì 10 dicembre 2018

Ennesima donna uccisa (da italiani). Tragedie della follia umana o dramma sociale?

Ennesima donna ammazzata da italiani: strage senza fine, ma mi raccomando: il pericolo viene dagli stranieri... 

La strage a Paternò. I bambini avevano 6 e 4 anni, la donna 35. Secondo i carabinieri, il movente è la gelosia o le difficoltà economiche. I corpi scoperti dal papà di lei. Il cugino: "Era un ragazzo d'oro". La suocera urla: "Maledetto". Nella casa trovati farmaci antidrepressivi

Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini non spreca parole per questa famiglia distrutta da un nostro connazionale e la notizia sparirà in breve dall'attenzione dell'opinione pubblica italiana.

Del resto anche La Repubblica, nel dare oggi la triste news di questa strage famigliare compiutasi a Catania la titola così: "Catania: uccide la moglie e i due figli piccoli, poi si spara".

E così, mentre ogni allarme sociale viene indirizzato verso gli stranieri in Italia, ai quali viene attribuita ogni nefandezza criminale, purtroppo non ci troviamo a commentare un caso singolo parlando degli omicidi consumatisi all'interno delle famiglie o al termine di relazioni sentimentali.

La questione non è da inquadrare come il semplici insieme di episodi scatenati da disturbi psichici, gravi forme depressive, instabilità mentali patologiche. 
Quando il fenomeno si ripete e continua ineluttabilmente ripetersi il dramma non è più singolo ma diventa collettivo perché riguarda tutto il contesto sociale in cui il fenomeno si manifesta. 

Per questo ritengo che il problema sia da analizzare secondo categorie sociologiche.
Bollare il fatto come una "tragedia della follia" è per noi rassicurante. 
Se l'azione è stata commessa da un matto, una persona gravemente malata mentalmente, allora il fatto si riesce in qualche modo a comprendere perché si spiega da sé: è stata solo la singola azione di un folle.  

Ma è corretto ridurre il dramma ad un elenco di singoli episodi isolati che non avrebbero alcun collegamento tra di loro?
Ci rendiamo conto di quanti sono stati, solo quest'anno, i singoli uomini, padri di famiglia, vicini di casa esemplari, persone fino al giorno prima per bene, che ad un certo punto sono "impazziti"?

Ovvio che sia andato fuori di testa un uomo che uccide la donna che ha amato e da cui non riesce a separarsi, salvo per poi separarsene per sempre uccidendola. 
Ovvio che ha perso ogni lume della ragione un uomo che arriva a desiderare la morte per i propri figli, l'azione umana che va più contro qualsiasi istinto naturale
Ovvio che l'assassino abbia avuto drammatici disturbi psicologici. 
Per questo ho pietà pure di lui. Non perché alla fine sia morto pure lui.
Ma perché pure lui è rimasto vittima di una "follia sociale" che continua a replicarsi.
Ribadisco ancora: poiché queste tragedie si ripetono e ripetono, qualcosa di morbosamente malato ci deve essere nella nostra Società, nella nostra Cultura. 
E in qualche modo ne siamo tutti responsabili perché tutti contribuiamo: vivendo, relazionandoci con i nostri cari, crescendo ed educando i nostri figli e nipoti.

Quasi tutte queste persone che hanno commesso questo tipo di omicidi, prima di compierle erano ritenute sane di mente
Pensate pure all'ulteriore dramma di parenti e amici di queste famiglie sterminate, che magari sapevano che c'era una crisi coniugale, tensioni, depressione... ma mai e poi mai si sarebbero immaginati un epilogo del genere. E se ne faranno per sempre una colpa esistenziale.

Provo solo ad immedesimarmi e poi con terrore mi chiedo: io sarei capace di capire e quindi evitare qualcosa del genere se capitasse a qualcuno che conosco o, peggio ancora, a qualcuno che mi è caro?
Ecco... io spero e credo di sì. Ma il mio stato d'animo resta dolente e angosciato.

In Italia, mentre gli episodi di criminalità sono in trend calante - nonostante quanto urli la propaganda di Salvini - non diminuiscono le donne uccise nell'ambito di tragedie familiari. 
Ad oggi si contano quasi un centinaio di donne uccise dall'inizio del 2018.
Solo quest'anno quasi ogni tre giorni una moglie o compagna è stata assassinata dal proprio marito o partner e spesso la tragedia si è conclusa pure con la morte dei loro figli.
Questo sì è pazzesco!

A me il termine femminicidio per definire queste uccisioni non piace particolarmente perché mi sembra di porre la questione solo in termini di genere, come un semplice: "uomini che odiano le donne"
Forse, invece, dovremmo interrogarci sulle sorti del declino della famiglia tradizionale allargata che probabilmente un tempo faceva da rete protettiva contro i drammi della moderne famiglie ridotte a nuclei isolati.
E in effetti la cronaca ci riporta anche la triste realtà degli episodi di donne che uccidono i propri figli e poi si tolgono la vita.
Ma è innegabile che  -ahimè - quasi sempre è il genere maschile a scatenare la violenza famigliare.
Di sicuro, gli interrogativi restano tantissimi, ma certezze, spiegazioni e risposte semplici non ce ne sono.

E allora mi fanno rabbia quei politici che gettano continuamente lo sguardo alla caccia allo straniero. 
Sempre presenti come sciacalli a commentare i crimini commessi dagli stranieri, quasi come se li commettessero proprio per il loro "essere stranieri".
Le vittime assumono importanza mediatica solo a causa della nazionalità dei loro aguzzini.
Così tutti ci ricordiamo della povera Pamela uccisa dai nigeriani, ma non della povera Jessica, uccisa una settimana dopo, con oltre ottanta coltellate da un italiano. 
Due ragazze accomunate in tutto, non solo dalle morti violente ma anche dalle tristi esistenze parallele fatte di marginalità, ma non nella memoria collettiva.

A questo ci ha portato la campagna di odio razziale con la quale Salvini sta conquistando sempre più i favori dell'elettorato italiano.
Un'altra cosa che mi lascia sgomento.

Una donna uccisa quasi ogni tre giorni.
Questa è "l'emergenza". Ma l’attenzione è tutta dirottata sugli stranieri, "neri, brutti e cattivi".
Non me ne do pace. 
 
Andrea Pietrarota

martedì 23 ottobre 2018

Erickson: Convegno Prendiamoci cura di me. Servizi,scuole, famiglie per la tutela dei minori

SERVIZI, SCUOLE, FAMIGLIE PER LA TUTELA DEI MINORI

9-10 NOVEMBRE 2018 - RIMINI
CONVEGNO INTERNAZIONALE
"PRENDIAMOCI CURA DI ME"


L'affido condiviso, i minori stranieri non accompagnati e la sofferenza psichica di bambini e ragazzi: saranno questi i principali argomenti affrontati nel corso del convegno Internazionale "Prendiamoci cura di me", organizzato dal Centro Studi Erickson, in programma a Rimini (Palacongressi) venerdì 9 e sabato 10 novembre.

L'obiettivo del Convegno è favorire la riflessione e lo scambio tra i professionisti che operano con bambini e ragazzi in difficoltà nei servizi sociali, nelle scuole, nei servizi sanitari, nel Terzo settore e nel volontariato. Il tutto valorizzando una modalità di lavoro condivisa che sappia mettere al centro il minore e la sua famiglia, la capacità di ascolto dei bisogni e la volontà di pensare insieme gli interventi.
Prevista la partecipazione di oltre 700 assistenti sociali, educatori, psicologi, insegnanti, avvocati e operatori della sanità.

Non mancheranno i relatori d'eccezione, a partire da don Gino Rigoldi, fondatore nel 1973 della "Comunità Nuova Onlus" e dal 1972 cappellano dell'Istituto penale per minori Beccaria di Milano. Don Gino spiegherà come accogliere davvero i ragazzi, in un periodo come quello attuale caratterizzato dall'impennata del numero di minori che vivono fuori dalla propria famiglia di origine: secondo l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, in base a un monitoraggio presentato nel 2017 che si riferisce a dati del 2015, sono infatti 21.035 i ragazzi che vivono in strutture di accoglienza (+9,3% rispetto al 2014). Questi ragazzi arrivano in comunità per varie ragioni: possono essere vittime di abusi e maltrattamenti, oppure a causa delle difficoltà educative della famiglia di origine.

Negli ultimi anni la "Comunità Nuova Onlus" si è occupata anche dell'accoglienza di molti giovani stranieri, altro fenomeno destinato a crescere in maniera esponenziale, come evidenziano i numeri del report della direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione: al 31 dicembre 2017 risultano presenti in Italia 18.303 minori stranieri non accompagnati, il 5,4% in più rispetto al 2016 e il 53,5% in più rispetto al 2015. Argomento perciò di strettissima attualità, al quale darà il suo contributo, tra gli altri, Clelia Bartoli, ricercatrice e docente di Diritti Umani all'università di Palermo, e soprattutto ideatrice di Polipolis, sperimentazione educativa dedicata proprio ai ragazzi stranieri non accompagnati.

Sempre restando alla stretta attualità, è di questi giorni il dibattito innescato dal disegno di legge Pillon, che andrebbe a modificare il sistema dell'affido condiviso. Il ddl 735 secondo alcune associazioni del settore, giudici minorili e mediatori familiari, rischierebbe di mettere in secondo piano il superiore interesse del minore.  Fulvio Scaparro, direttore scientifico Associazione Gea e giudice onorario fino al 1992 del Tribunale per i Minorenni di Milano, ha recentemente preso una posizione sul disegno di legge che, inevitabilmente, potrebbe influenzare anche le relazioni tra "genitori in guerra", tema dell'incontro con Scaparro.

Infine la sofferenza psichica, sempre più diffusa tra i minori: le statistiche internazionali, a partire dall'Organizzazione mondiale della sanità, rilevano che i disturbi neuropsichiatrici infantili riguardano attualmente dal 9 al 20 per cento dei minori di 18 anni, un bambino su cinque. Sono inclusi i disturbi dell'umore, le sindromi da iperattività, le sofferenze cognitive, i deficit di apprendimento. Sull'argomento relazionerà Stefano Benzoni, neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta e consulente per la Fondazione IRCCS, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Tra i relatori ci saranno anche  Jonathan Scourfield, docente di Social Work presso l'Università di Cardiff, esperto diversi di tutela dei minori e lavoro con gli uomini nel contesto dei servizi sociali; Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale all'Università Cattolica di Milano, dove coordina il corso di laurea triennale in Servizio sociale e il corso di laurea magistrale in Politiche sociali e servizi per le famiglie, i minori e le comunità;  Claudio Foti, psicoterapeuta e fondatore del Centro Studi Hansel e Gretel nel 1988 è stato componente dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza.

lunedì 22 ottobre 2018

Al via il progetto “Una famiglia per una famiglia”, quando la solidarietà è di casa

Al via il progetto "Una famiglia per una famiglia", quando la solidarietà è di casa

Capita a volte di attraversare un periodo difficile, in cui sembra tutto nero e ci si sente soli o incompresi anche fra le mura domestiche: non si riesce a comunicare con il partner o con i figli, sussistono difficoltà economiche, si avverte la mancanza di un sostegno e, soprattutto, di una persona che sappia comprendere e ascoltare.

Per far fronte a questo tipo di difficoltà, l'Assessorato al Welfare del Comune di Napoli ha "adottato" il progetto "Una famiglia per una famiglia" sviluppato dalla Fondazione Paideia di Torino, che verrà presentato in conferenza stampa domani 23 ottobre alle ore 11,00 in Sala Giunta.

Questa esperienza di solidarietà orizzontale mira a far sì che le famiglie si sostengano l'una con l'altra attraverso il meccanismo della "solidarietà interfamiliare":"Una famiglia per una famiglia", infatti, sperimenta un approccio innovativo, perchè una famiglia solidale sostiene e aiuta un'altra famiglia in difficoltà, coinvolgendo tutti i componenti di entrambi i nuclei.

Tutti i membri di una famiglia offrono le proprie specifiche competenze, determinate da età, professioni, inclinazioni differenti.

Maggiori dettagli saranno forniti domani in conferenza stampa, in cui saranno presenti l'Assessore al Welfare Roberta Gaeta, il Direttore Centrale Welfare Barbara Trupiano, il Segretario Generale della Fondazione Paideia Fabrizio Serra.

giovedì 11 novembre 2010

10 & LODE!Genitori a confronto sull’adolescenza

ASSOCIAZIONE OEFFE
SARA CATTANEO (a cura di)
Collana Aria di famiglia n. 15 pp. 192, Î 10,00 ISBN 88-315-3770-4

IL LIBRO FORNISCE LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI A TUTTI I MEMBRI DELLA FAMIGLIA,
UTILE PER MIGLIORARE E/O MANTENERE LA QUALITÀ DELLA VITA DI OGNI GIORNO,
COSTRUENDO NEL CONTEMPO IL FUTURO DELLA FAMIGLIA STESSA.

L’adolescenza oggi si prefigura spesso come terra di nessuno, ovvero tutti se ne occupano, ma nessuno se ne cura. «Famiglia» e «Scuola» sembrano essere andati in corto circuito e questo black-out educativo non favorisce l’educazione degli adolescenti.
Il volto della famiglia sta cambiando rapidamente. La relazione con i figli sin dalla loro tenera età risulta spesso essere complicata e di difficile gestione; ancor più la relazione con i figli preadolescenti e adolescenti. Non sempre sono chiare ai genitori le tappe evolutive dell’adolescenza e restano anche oscure alcune dinamiche, proprie della persona, dei loro figli adolescenti. (Dalla Prefazione di Sara Cattaneo)
Il volume intende offrire ai genitori una opportunità di riflettere sul loro fondamentale ruolo e aiutarli a comprendere le diverse situazioni che i figli adolescenti vivono. Vengono esaminati in particolare tre ambiti con cui gli adolescenti si confrontano: la comunicazione, i media, la scuola. La famiglia non educa da sola: sono urgenti alleanze educative tra la famiglia e la scuola; è necessario capire il mondo dei media, presenze importanti nella vita degli adolescenti, conoscere i loro linguaggi e le loro logiche interne, per aprire possibili strade di dialogo.

Il libro si struttura in cinque capitoli dedicati ai temi sopra enunciati: comunicazione, media e musica, famiglia e scuola. Questo volume è curato da OEFFE un’Associazione senza fini di lucro, sorta nel 2000 per promuovere e gestire lo sviluppo di più di 35 anni di orientamento familiare iniziato in Italia dal FAES (Famiglia e scuola). Lo scopo è appunto quello di offrire alle famiglie strumenti di formazione e informazione e mettere in rete le diverse esperienze. L’Associazione offre corsi di orientamento familiare per diverse fasce di età dei figli; formazione per orientatori familiari; attività di orientamento familiare personale e di coppia; attività di promozione della cultura della famiglia. Una rete di sostegno e rilancio della famiglia di cui questo libro è una concreta proposta.

GLI AUTORI

Alessandro Cozzi, si occupa professionalmente di Formazione e Consulenza aziendale, nel settore delle Risorse Umane. Nel 2000 ha fondato insieme ad altri volontari l’Associazione OEFFE - Orientamento Familiare.
Alessandro D’Avenia, specializzato su temi educativi legati ai media, è conoscitore del mondo della scuola in varie realtà italiane.
Alberto Faccini da più di vent’anni si occupa delle problematiche educative dei giovani, in particolare gli adolescenti e della corrispondente formazione dei genitori.
Carmen Pontieri attualmente è preside del Liceo scientifico dell’Istituto Leopardi; collabora con le attività dell'Associazione OEFFE (Orientamento familiare).
Erminio Riboldi, insegna da più di trent’anni materie letterarie nelle scuole secondarie. Attualmente dirige l’Istituto onnicomprensivo (primaria, secondaria di I grado e liceo scientifico) FAES Argonne di Milano.

lunedì 14 giugno 2010

Nascono due nuovi canali per le vacanze low cost

il blog vacanzeconomiche.com specializzato nell'offrire idee e consigli ma anche nell'evidenziare le migliori offerte e pacchetti vacanze dei principali tour operator internazionali segmenta i suoi articoli in due nuovi tronconi:

Offerte weekend dedicato a presentare i consigli per trascorrere un weekend come vacanza breve o come "antipasto" di vacanze più lunghe, sul quale non si concentreranno solo info e offerte per capitali europee ma anche per città e località originali e meno "battute" dal turismo di massa.

Il canale famiglie invece si dedica a trovare idee vacanze per famiglie ed a presentare le offerte dei tour operator che siano particolarmente adatte a chi viaggia con tutta la famiglia, quindi anche con bambini al seguito.

domenica 31 agosto 2008

DA RAVENNA PARTE IL TAVOLO SU "MOSCHEE E LEGALITA'"


SCELTA LA DATA SIGNIFICATIVA DELL’11 SETTEMBRE

BALDINI: “SIAMO IN ATTESA DI UNA RISPOSTA DAL SINDACO”






La F.I.S.O.C. (Famiglia Istituzioni e Società - Osservatorio Culturale), attraverso “Libertà e Futuro”, ha annunciato la costituzione del tavolo “Moschee e Legalità”. La presentazione dei lavori sul delicato argomento è fissato per l’11 settembre a Ravenna.

Sicuramente è stata scelta una data significativa e carica di ricordi non facilmente cancellabili dalla mente dei più. Per il “tavolo” è già stata inoltrata richiesta al Sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, per la concessione di una sala di proprietà del Comune.

Nessuna risposta ad oggi è pervenuta alla F.I.S.O.C. Infatti, il coordinatore di “LF” dott. Daniele Baldini è in attesa di conoscere le determinazioni della Giunta ravennate. Così lo stesso Baldini: “La data è stata già fissata, ci resta solo di sapere dove poter svolgere la nostra uscita pubblica”.

Il coordinatore di “LF” tiene a sottolineare che il tavolo dell’11 settembre sarà presieduto dall’avv. Patrizia Zaffagnini. Hanno già dato la loro adesione il prof. Carlo Monaco, Consigliere Regionale Emilia Romagna, i capigruppo ravennati di Forza Italia e Alleanza Nazionale Eugenio Costa e Sergio Covato, nonché il presidente provinciale di Ravenna de “La Destra” Patrizia Ricci ed il consigliere comunale PdL di Cesena Stefano Angeli.

Saranno anche presenti consulenti esterni che tratteranno aspetti di natura squisitamente tecnica dello studio. In relazione all’iniziativa promossa da “LF” Daniele Baldini ha dichiarato: “: Questo rappresenta il tavolo dei cittadini ed entro l’anno daremo risposte chiare formulando anche proposte legislative altrettanto chiare.

Ho richiesto una sala al Sindaco Fabrizio Matteucci in quanto è il tavolo della città, anzi il tavolo ditutti i cittadini Italiani. Tavolo che nessuno potrà strumentalizzare e/odefinirlo di intolleramnti o razzisti. Anzi penso sia il giusto modo per affrontare i problemi di una società sempre più composita”.

Alfonso Aloisi
alfonsoaloisi@virgilio.it
cell.: 340-9858493

venerdì 6 giugno 2008

Milano: minore stuprata. Moioli: “Basta speculare sulla pelle della gente. Dal Comune azioni concrete”

MINORE STUPRATA. MOIOLI: "BASTA SPECULARE SULLA PELLE DELLA GENTE. DAL COMUNE AZIONI CONCRETE"

Milano, 6 giugno 2008 – Il Comune di Milano lavora quotidianamente al fianco delle donne che subiscono violenza, potenziando interventi e azioni mirati.
In particolare l'Amministrazione cittadina sostiene una serie di iniziative:
- risorse finanziarie dedicate: circa 400.000 euro l'anno;
- istituzione di nuovi servizi come l'accoglienza per le donne sole;
- costruzione di percorsi personalizzati di sostegno psicologico, giuridico e di reinserimento sociale;
- collaborazione con associazioni che accolgono segretamente le vittime di violenza.

L'assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali Mariolina Moioli commenta così il caso della tredicenne marocchina, stuprata da un italiano di trent'anni del quartiere Gratosoglio: "Accanto a tutti gli interventi dell'Assessorato, il Sindaco Moratti, nel pacchetto sicurezza, ha chiesto l'inasprimento delle pene per chi commette il reato di stupro e ha voluto destinare parte del suo stipendio alle attività di sostegno alle donne vittime di violenza".

"Sarebbe opportuno – aggiunge l'assessore Moioli - che chi occupa un ruolo politico e che dice di avere una certa sensibilità su questi temi, si informasse sull'attività che il Comune di Milano quotidianamente svolge assieme alle associazioni del Privato Sociale a favore delle donne – e in questo caso di bambine – vittime di violenza. È persino offensivo avere la sfacciataggine di accusare un'istituzione e i suoi rappresentanti di avere due pesi e due misure nell'affrontare episodi di cronaca di questa portata; quando l'Amministrazione comunale milanese ha da tempo adottato politiche sociali che pongono al centro la persona, soprattutto se in difficoltà, come ampiamente dimostrato dai fatti".

"Siamo pronti, come sempre – conclude l'assessore -, a fare la nostra parte fino in fondo per la minore e ci auguriamo che, con il contributo di tutti, si possano prevenire questi fatti drammatici. Basta speculare sulla pelle della gente".

Ufficio Stampa Comune di Milano

mercoledì 4 giugno 2008

Altro che rifiuti: l'EMERGENZA e' la FAMIGLIA


COMUNICATO STAMPA

ALTRO CHE RIFIUTI:

FAMIGLIA LA VERA EMERGENZA

La famiglia italiana, potente ammortizzatore sociale, è ormai scarica. Non ce la fa più a reggere i colpi brutali del quotidiano. Due genitori che non riescono a gestire la grave malformazione del figlio, nato privo di reni; una mamma che dimentica la figlia di due anni in auto e ne causa la morte; due nonni che, oltre alla pena di avere una figlia in coma, non riescono a farsi affidare la nipote neonata.

Sempre più la famiglia è chiamata a farsi carico di gravi problemi sociali, dall'assistenza agli anziani al collocamento dei giovani in cerca di lavoro alla sofferenza psichiatrica, ma nessuno mai si chiede fino a quando potrà reggere a una simile pressione.

La giustizia sarà probabilmente clemente con la mamma di Lecco, colpevole di aver sostenuto il marito gravemente ammalato, tre figli, il lavoro e di aver poi ceduto a uno stress dalle conseguenze tragiche, ma riuscirà quella povera mamma a perdonarsi la perdita della figlia?

Appare evidente che la famiglia oggi ha urgente bisogno di interventi mirati, e anche di attenzione e di buon senso da parte di chi le leggi le fa e da parte di chi le applica. Senza nulla togliere al grave problema dei rifiuti, non può non far riflettere che tutta una serie di fattori (nuova coscienza ambientale, pressione dei media, volontà politica) contribuirà presto a risolvere l'attuale situazione di emergenza, mentre per la famiglia siamo sempre in alto mare.

Occorrono "Scuole Genitori" per una prevenzione a monte delle varie forme di disagio, occorrono servizi efficienti (asili nido, scuole dell'infanzia per tutti, trasporti scolastici, assistenza domiciliare per gli anziani ecc.) e poi sussidi e sgravi fiscali.

Per parte nostra, continueremo il nostro impegno quale Associazione di Genitori da 40 anni impegnata al servizio delle famiglie, in stretta sinergia con le altre Associazioni del settore, chiedendo però a chi di dovere di intervenire prima che sia troppo tardi.

Rita Manzani Di Goro

Presidente A.Ge. Toscana

Per informazioni:

addettostampa@agetoscana.it

Cell: 328 8424375

lunedì 17 marzo 2008

Ser Franco Bio: sportello per le famiglie

IL COMUNICATO STAMPA

Al Ser Franco Bio uno sportello per le famiglie.

Per la prima volta in un supermercato si potranno avere consulenze sul wellness, sui diritti, sulla prima infanzia e molto altro.

Nelle giornate 20 e 27 marzo e 3 aprile dalle ore 16 alle ore 19 presso il punto vendita Ser Franco Bio ((Via San Leo, 9 – Zona Colle Salario/Fidene, Roma) i clienti ed i cittadini potranno avere non solo la solita soluta assistenza nello scegliere e nel fare la spesa, ma molto di più. In collaborazione con l'associazione "I diritti civili nel 2000 – Salvamamme/Salvabebè" saranno fornite consulenze per le famiglie sui temi che più stanno loro a cuore:

IO CRESCO BENE: i clienti avranno la possibilità di un colloquio personale gratuito di consulenza per affrontare questioni legate alla salute, sicurezza ed educazione nella prima infanzia con Pediatri e Puericultori dell'Associazione. I temi affrontati verteranno principalmente sull'allattamento, prevenzioni comuni malattie, sana alimentazione, nanna e capricci;

IO VIVO CON GLI ALTRI: i clienti avranno la possibilità di un colloquio personale gratuito di consulenza per affrontare questioni legate al benessere sociale all'interno del contesto famigliare, lavorativo e scolastico con Psicologhe dell'Associazione. I temi affrontati verteranno principalmente sulle relazioni di coppia, relazioni genitori/figli, scuola annessi e connessi, stress e lavoro e sulla nuova situazione crescente dei single;

IO CONOSCO I MIEI DIRITTI: i clienti avranno la possibilità di un colloquio personale gratuito di consulenza per affrontare questioni legali legate a problematiche quotidiane come condominio, casa, utenze e diritto di famiglia, alla presenza di Avvocati dell'Associazione;

IO SONO IN FORMA: i clienti avranno la possibilità di un colloquio personale gratuito di consulenza per affrontare questioni legate al benessere fisico globale con un Nutrizionista e un esperto Fitness.

" Si tratta di un'altra tappa importante per Ser Franco Bio e per Gruppo Mercurio: da sempre crediamo nel nostro radicamento nel territorio e in punti vendita che non siano solo semplici supermercati, ma che possano essere visti dai cittadini come punti di riferimento. Ser Franco Bio è il più grande punto vendita a Roma di biologico per metri quadrati e numero di prodotti proposti. E ci sembra che in questa "filosofia bio" bene si inserisca uno sportello che aiuti non solo i clienti, ma le persone tutte, ad avere consigli o indicazioni. Crediamo che debba insomma essere superata la divisione netta tra "spazio commerciale" e "spazio sociale": per noi l'impresa ed il supermercato in questo caso deve diventare in un certo senso uno "spazio comunitario" dove sia possibile comprare prodotti di qualità, avere consigli per l'alimentazione propria e dei propri cari, consigli su come tenersi in forma, magari approfittando del bellissimo parco giochi per i bimbi, in una struttura curata esteticamente." – ha dichiarato Veronica Marica, Vice Presidente di Gruppo Mercurio.

Ufficio stampa
In Media Res Comunicazione srl
Arianna Fioravanti 338.999.33.73
Alessandro Maola 339.233.55.98

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