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martedì 9 marzo 2021

Intervista di Alessia Mocci a Zoe Tami Kirsten: “Trycia”, avvincente metafora del mondo sulle ali della scrittura

“Lo sceriffo sapeva qualcosa, che presumeva dovesse riguardare Trycia, che fino ad allora aveva tenuto nascosto a Robert per timore che lui potesse agire d’impulso, compromettendo l’indagine. Gli agenti della squadra che aveva mandato sul luogo dell’incidente lo avevano informato subito di aver trovato i segni delle ruote di una motocicletta impresse nella terra, oltre il ciglio della strada, proprio accanto all’auto guasta di Robert.” – “Trycia – Orrore a Tower’s Bridge”

Zoe Tami Kirsten è nata nel 1991 negli USA. Dopo aver brillantemente concluso gli studi universitari in Storia contemporanea e Letterature moderne comparate, da circa due anni e mezzo vive in Italia. 

Ha lavorato prima come correttrice di bozze poi come redattrice e traduttrice per varie case editrici statunitensi e, per un breve periodo, anche nel Regno Unito.

“Trycia – Orrore a Tower’s Bridge” è il suo primo romanzo, edito a gennaio 2021 dalla casa editrice SensoInverso edizioni nella collana AcquaFragile. Una storia di intrecci, una donna scomparsa, un gruppo sociale che vortica seguendo i propri moventi, morti violente, ambiguità, corruzione e tutti quei meccanismi che deturpano l’esistenza: “Trycia – Orrore a Tower’s Bridge” è un giallo-thriller che si diverte a cambiare registro letterario per mostrare quanto il linguaggio possa e debba manifestarsi come “creazione”, libera immaginazione; capacità di astrazione, direbbero alcuni. 

Zoe Tami Kirsten, in questa intervista, ha presentato la sua opera narrativa e ha motivato la scelta di non mostrare il volto come autrice. 


A.M.: Buongiorno Zoe, la ringrazio per la disponibilità che ha mostrato per questa nostra intervista e mi complimento per la recente pubblicazione “Trycia – Orrore a Tower’s Bridge”. Per iniziare mi piacerebbe discutere sulla scelta dell’anonimato. Perché un’autrice (ed un autore) sceglie di pubblicare con un nome d’arte? 

Zoe Tami Kirsten: Buongiorno Alessia, la ringrazio anch’io per la sua attenzione e per i complimenti che spero di poter meritare. E la ringrazio anche per questa bella domanda! In realtà, non so perché una donna, autrice, oggi, possa scegliere di pubblicare con un nome d’arte. Posso fare delle ipotesi, ma mi riesce ancora più difficile mettermi nei panni di un autore uomo. In ogni caso, come lei sa il mio non è un nome d’arte: Zoe Tami Kirsten è il mio vero nome. La mia richiesta di discrezione non riguarda il mio nome ma notizie della mia vita, che non voglio pubblicizzare, come anche della mia fisionomia, se non quelle che sono esposte sul retro di copertina del libro: sono una giovane scrittrice americana che vive in Italia... Per tornare alle ragioni dell’anonimato in letteratura, i casi sono tanti, così mi vengono in mente Louisa May Alcott e Stephen King miei grandissimi connazionali e scrittori di epoche differenti e lontane tra loro che, per alcuni libri hanno usato un altro nome... Se ci penso, credo che vi siano varie motivazioni alla base del desiderio di celare il proprio nome: di solito, ma questo vale solo per noi donne, si tratta di esistenze vissute in società retrograde (ma parliamo forse di un passato ormai remoto) nelle quali alle donne non era concessa la libertà di scrivere libri, considerando che quelle donne spesso erano ostacolate anche nell’istruirsi; in altre situazioni, si tratta di donne e di uomini che hanno vissuto in società che non consentivano le manifestazioni di un pensiero divergente da quello ufficiale se non mantenendo la segretezza sull’identità dell’autore. La storia ci dice che gli uomini non avevano motivazioni di ‘genere’ per cercare l’anonimato, ma solo ideologiche (o, altre volte, del tutto personali, come per Alberto Moravia il cui vero cognome non è appunto Moravia ma Pincherle). Per le donne, invece, come sempre, è stato tutto più difficile (in qualsiasi ambito della vita sociale, politica e culturale): per questo, molte scrittrici prima che il proprio lavoro fosse ufficialmente riconosciuto per il suo valore hanno dovuto utilizzare nomi d’arte, a causa dei pesanti pregiudizi della società maschilista e patriarcale in cui hanno vissuto. Vorrei sottolineare, però, che in realtà, le grandi donne, quelle che hanno contribuito alla crescita collettiva non sono soltanto le donne diventate poi famose, ma sono quelle ben più numerose e allo stesso modo importanti che non si nominano mai perché ancor oggi sono perfette sconosciute, in ogni tempo e in ogni luogo, ma alle quali dobbiamo molto, tutti, perché sono queste ultime, con i propri gesti quotidiani di silenziosa ribellione a un ordine precostituito oppure con la loro efficace e ordinata presenza che, nei secoli, ci hanno rese consapevoli dei nostri diritti. Ma non voglio sembrare così radicale, non lo sono affatto!: io amo la vita in tutte le sue sfumature, e so che è tutto molto naturale e che – abbandonando l’ambito lavorativo o politico – i rapporti interpersonali tra donna e uomo non dovrebbero essere governati da rivendicazioni di ‘genere’ né da una parte né dall’altra, altrimenti, seppure nella consapevolezza delle nostre nature, non parliamo d’amore ma di qualcos’altro. Certo, per chi crede nell’amore… io sì, ci credo!


A.M.: Troviamo come incipit del libro una bellissima citazione tratta da “Lezioni americane” di Italo Calvino: “Sembra che un’epidemia pestilenziale abbia colpito l’umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l’uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l’espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze”. Ho riportato la citazione in prosa, mentre sul libro è in versi, sarebbe interessante sapere se è stata lei a metterla in versi – con tagli sagaci – oppure se è stata una scelta del suo editore. La citazione, comunque, richiamando l’importanza del linguaggio, sembra invitare anche a prestare attenzione allo stile di scrittura che lei ha utilizzato nel libro. È così?  

Zoe Tami Kirsten: Come lei ha ben intuito non è un caso l’inserimento all’inizio del libro di quella frase di Italo Calvino: io adoro Calvino, conosciuto e molto apprezzato, e le sue opere studiate in diversi importanti atenei nel mondo. Anch’io l’ho conosciuto studiandolo all’università, negli USA. Così, ho trovato che quella particolare citazione potesse indicare uno degli aspetti più importanti del mio libro. Penso, infatti, che anche oggi ci troviamo nella situazione descritta in quei pochi righi dallo Scrittore italiano: la malattia del mondo contemporaneo non poteva non colpire anche la parola e il linguaggio con un’epidemia pestilenziale che, poi, non per un puro caso, credo, coincide in questo periodo con un’altra virulenta pandemia che sembra proprio giungere come un corollario all’attuale perdita della nostra capacità di comunicare. Oggi siamo, mi sembra, in un tempo in cui l’incomunicabilità è imperante (la medesima situazione si è verificata nei primi decenni del Novecento: ho in mente Pirandello, per esempio) e si manifesta anche nell’uso approssimativo del linguaggio. Si tratta forse di un dato ricorrente ad ogni inizio di un nuovo millennio? Anche all’inizio dell’Anno Mille i popoli erano ammutoliti: si avvertiva un cambiamento di cui non si conosceva ancora il contenuto né la portata… Anche oggi, mi sembra, stiamo vivendo in un clima di cambiamento davvero profondo. L’intuizione di Calvino, che risale alla metà degli anni ’80 del Novecento, è quella per cui è necessario che il linguaggio metta le ali, così come deve farlo il pensiero e che si smetta di ridurre il linguaggio alla semplice urgenza del comunicare che oggi produce spesso, aggiungo io, il degrado della lingua parlata e scritta, anche letteraria. Come dice lui stesso, lo stile e il pensiero devono, invece, accordarsi a «una scrittura pronta alle divagazioni, a saltare da un argomento all’altro, a perdere il filo cento volte e a ritrovarlo dopo cento giravolte». Scrittura come conoscenza. Io, con umiltà, ho cercato di rispettare questi che ritengo veri e propri insegnamenti per chiunque voglia prendere consapevolezza della scrittura nella sua funzione comunicativa e in quella letteraria. Ho utilizzato per questa ragione, nella narrazione della storia di Trycia, diversi, molteplici registri linguistici, per tentare di corrispondere, infine, anche all’ultima raccomandazione di Calvino: valorizzare – di fronte alla mortificante approssimazione odierna nell’uso del linguaggio – la ‘capacità immaginifica’ della parola (altrimenti si è in assenza di una visione). Riguardo alla forma con la quale è stata inserita la citazione nella prima pagina del libro, è stata decisa congiuntamente da me e dall’Editore, SensoInverso, un editore molto competente e brillante. Infine, voglio sottolineare che sono molto grata alla traduttrice Costanza D’Alletra che mi ha aiutato con maestria a restituire in lingua italiana (nonostante io conosca abbastanza bene la vostra lingua madre) tutte quelle più piccole sfumature delle parole essenziali alla scrittura di questo romanzo. E anche riguardo a questa intervista! 



A.M.: Tower’s Bridge, laddove è ambientato il romanzo, non può che far venire in mente il famoso ponte mobile situato sul Tamigi. Come mai ha scelto proprio questa denominazione? 

Zoe Tami Kirsten: Perché volevo richiamasse solidità e stravaganza: quelle due torri centrali del Tower Bridge sono straordinarie, secondo me, nell’accostare con eleganza il volume massiccio dei bastioni con la leggerezza delle loro guglie, nello stile vittoriano… Quel ponte, per la sua particolare fattura ha anche il pregio di far scattare l’immaginazione, la visione, che è quello che anche mi interessava… non è un caso credo che proprio questa sua particolare forma, con quella passerella sopraelevata, abbia convinto alcuni intrepidi personaggi (ma questi episodi non hanno a che fare col libro, sono eventi realmente accaduti, a Londra) a passare pericolosamente in aereo proprio nel mezzo del ponte!… un’evoluzione liberatrice che è anche, un po’, come un mettere le ali al pensiero, no? Anche quel ponte è una metafora: ricorda il personaggio del professore nel film Dead Poets Society che in Italia è noto come “L’attimo fuggente”, interpretato dal bravissimo e compianto Robin Williams?… Il suo gesto di salire in piedi sulla cattedra e di invitare i suoi studenti a fare la stessa cosa, significa proprio sollecitare a guardare il mondo da un’altra prospettiva, così come può fare il linguaggio quando scopriamo che si può aprire in molteplici direzioni, e ci eleva, sulle sue ali…


A.M.: Nel primo capitolo del romanzo si presentano Robert e Brandon, mentre Trycia compare nel secondo capitolo o forse dovrei dire “scompare”… 

Zoe Tami Kirsten: In realtà, Trycia compare e scompare fin dai primi dieci righi del romanzo. Nell’incipit, Robert, suo marito, la lascia nell’auto in panne, in mezzo ad una strada di campagna, mentre lui va a cercare aiuto…  Fino a questo momento la donna è una presenza anonima, poi apprenderemo che si chiama Trycia e che di lei si sono perdute le tracce misteriosamente. Ho deciso così di portare subito il lettore in medias res, come si dice, nel vivo degli eventi. Non preparo gradualmente il lettore a questa strana sparizione ma lo porto immediatamente di fronte al fatto compiuto e alle conseguenze che esso provoca, nei comportamenti del marito, l’avvocato Robert Dalyne, e di tutti gli altri personaggi del libro che ci seguiranno fino alla fine della storia. Come lo stesso Brandon, un umile agricoltore che, però, proprio per non cadere in un’abusata convenzione, non descrivo come la figura innocente ritratta da certa letteratura di maniera. Piuttosto come una delle tante vittime dell’ambiente perverso in cui vivono i personaggi della narrazione. 


A.M.: Verso metà romanzo leggiamo: “Ma quanti altri roghi, sinistri roghi nella Storia!… E quante libbre di carne l’intervento di un giudice da pantomima non ha potuto evitare che fossero smembrate! E quanto è finito in cenere nel mondo senza aver ricevuto neppure… il privilegio del genio letterario?!... Oh! L’elenco è lungo, e lugubre… in epoca contemporanea, non solo noi Ebrei, Marystella… prima ancora, ma dimenticato da tutti, il genocidio degli Armeni… e poi quello degli Ucraini dell’Holodomor, e dei Cambogiani… carneficine ovunque… nel Bengala e ancora nel Biafra, nel Rwanda e il massacro dei Musulmani Bosniaci a Srebrenica… e le violenze indicibili perpetrate contro le loro donne, per quella che i persecutori assassini chiamarono pulizia etnica… e in Sudan, nel Darfur… o in Somalia e ancor prima la caccia spietata a Giuliani, Istriani, Dalmati… le foibe… e giunge fino ad oggi… e sempre vite umane… e… libri…” È il professor Joseph Loëwenthâmm che spiega a Marystella i roghi di libri e di esseri umani, all’interno di una storia che scopriamo molto ben articolata nel presentarci, seppure nella forma di un avvincente romanzo, eventi reali che cambiano le nostre vite… Chi sono questi due personaggi? 

Zoe Tami Kirsten: Loëwenthâmm è un anziano professore che ha subìto esperienze di una crudeltà assoluta ed è uno dei docenti universitari di Marystella alla quale racconta la sua storia. Ma è soprattutto un uomo che reagisce con dignità e fermezza di fronte alle malvagità del mondo, anche di quelle più attuali delle quali pure scrivo nel libro, perché è la storia che stiamo vivendo tutti... come del povero Giulio Regeni, barbaramente assassinato, e Patrick Zaky detenuto in carcere senza ragione, e dei quali non dobbiamo mai dimenticarci perché quelle vicende dolorosissime ci appartengono più di quanto si possa pensare, e del terrorismo… Loëwenthâmm richiama al significato dell’unità indissolubile tra Uomo e Libro, ed è il richiamo alla coscienza di ogni essere umano, come dice Borges… Marystella… non posso dire, qui, chi è Marystella, perché nella narrazione non si scopre subito... ma ha un ruolo primario nella vicenda. In realtà, poi, nessuno dei personaggi ha una funzione secondaria: tutte le loro vicende si intrecciano, sono parte di un disegno misterioso, in una metafora del mondo. Posso dire che Marystella è una giovane donna che affronta un percorso di formazione tra esperienze di diverso tipo. Ma il personaggio più complesso è Trycia, lei è l’eroina (positiva? Negativa?...) della quale però non posso aggiungere altro perché, come per Marystella, è bello scoprirla nelle pagine. Non voglio dire altro se non che la storia pretende che si presti attenzione anche a come è stata scritta, ai significati che spesso si celano nelle parole quando non si dà ad esse il senso che hanno, come per esempio anche all’intervento, nel libro, dell’umorismo che, in fondo, permea tutto il libro, un umorismo a volte amaro, a volte dirompente. Intorno alla narrazione degli accadimenti che riguardano Trycia, poi, si articolano, intrecciandovisi, appunto, altre due vicende che sono proprio ‘storie nella storia’.    


A.M.: Fra le pagine di “Trycia - Orrore a Tower’s Bridge” scorriamo il nome di tantissimi grandi autori come Jorge Luis Borges, William Shakespeare, Pablo Neruda, Julio Cortázar, Gabriel Garcia Márquez, etc. Sono questi gli autori che hanno sostato nel suo comodino e che le hanno fatto compagnia in questo viaggio chiamato vita? 

Zoe Tami Kirsten: Quelli che lei cita sono grandissimi scrittori che, credo, chiunque ami i libri abbia letto; sono classici della letteratura mondiale che non possono mancare in nessuna biblioteca, neanche nella mia, insieme, però a tanti tanti altri, tra i quali molti illustri italiani, ma non solo di epoca contemporanea o moderna. Io poi sono curiosa di natura e quindi leggo molto, di tutto. Io, Alessia, sono qui in Italia, da due anni e mezzo circa, e mi sto accorgendo che anche le mie letture di scrittori e uomini di cultura italiani, condotte prima da studentessa e poi da appassionata di letteratura, mi porgono visioni e interpretazioni del mondo che mi nutrono letteralmente di bellezza. E di conoscenza. Scrivere, in questo senso, per me è anche un omaggio a tutti questi grandi intellettuali che mi hanno dato il privilegio di conoscere le loro opere, i loro libri (anche per questo nella storia si accenna alla sciagura dell’incendio dei libri…). 


A.M.: Salutiamoci con una citazione… 

Zoe Tami Kirsten: D’accordo, però, considerato che sarebbe davvero impossibile eleggere un solo autore a questo compito, la citazione la traggo dal mio libro, che è anche il mio primo romanzo! Che spero possa piacere ai lettori che con la loro presenza danno un senso alla nostra esistenza di scrittrici:

«(…). Invaso da una sleale e immensa malinconia, chiedersi dove la sua donna fosse finita era come domandarsi in quale luogo lui stesso si fosse nascosto, dove avessero abbandonato la propria anima, dove fosse la sua dimora nella quale si poteva pensare che sopravvivesse se ora era lei, l’anima, a interpellarlo chiedendogli di rivelarle la ragione ultima dell’inquietudine che lo attanagliava. (…)»

(da “Trycia, orrore a Tower’s Bridge”, di Zoe Tami Kirsten, pagg. 98-99, SensoInverso edizioni, 2021).


A.M.: Zoe la ringrazio per l’attenzione con la quale ha voluto presentare il suo romanzo e per le riflessioni sulla società, concordo con lei sull’importanza del superamento del concetto di genere per riuscire a vedere il mondo abitato da esseri viventi, ognuno con diritto di vita e di manifestazione del sé. A tal proposito la saluto con l’Epigramma del ventunesimo Emblema dell’Atalanta Fugiens di Michael Maier: “Il maschio e la femmina divengano per te un cerchio/ Da cui sorga il quadrato dai lati uguali./ Trai da ciò un triangolo, che in ogni parte/ Si muti poi in una sfera: allora la Pietra nascerà./ Se cosa tanto facil non subito afferra la tua mente,/ Pensa alla dottrina del Geometra, e tutto saprai.”


Written by Alessia Mocci 


Info 

Acquista “Trycia – Orrore a Tower’s Bridge”

http://www.edizionisensoinverso.it/catalogo_acquafragile_trycia.htm


Fonte

https://oubliettemagazine.com/2021/03/05/intervista-di-alessia-mocci-a-zoe-tami-kirsten-trycia-avvincente-metafora-del-mondo-sulle-ali-della-scrittura/


lunedì 8 marzo 2021

Sirocco e Zefiro: il marzo all store streaming per l’EP Techno e Progressive House in Top10 Beatport

All streaming e all store sulle maggiori piattaforme musicali dopo la première su Beatport Exclusive e il primo posto nelle classifiche di genere e globale, il nuovo EP REK Records spazia dal raw / deep / hypnotic alla progressive house, dalle sonorità Techno di Sirocco – sviluppate con una sintesi di suoni organici e sintetizzatori – ai cambi di arrangiamento e alla bass line che impatta il sound di Zefiro incalzando il clubber. La terza collaborazione DiscJoker e Max Beat è un mix di sonorità, raffinate e potenti, che permette ai due dj romani di impattare al meglio il mercato europeo con uno stile unico.

Sirocco e Zefiro è il terzo EP della collaborazione tra DiscJoker e Max Beat, due dei dj italiani d’esperienza più performanti nel trasferire il background della Roma dei clubbers alle sonorità di respiro europeo. L’ispirazione che nasce da un rumore appena accennato nella quotidianità di una giornata, o da una melodia istintiva nella testa, incontra quella stimolata da una base ritmica, dal suono di un synth oppure dal trend del momento. Così il nuovo EP REK è una sintesi di stile unica tra sperimentazione di sonorità e ritmi che aprono a paesaggi sonori di rara vastità. In première su Beatport Exclusive e DJ MAG ESP dal 15 febbraio con all store dal 2 marzo tra l’altro su Amazon, Google Play e Traxsource e all streaming sulle maggiori piattaforme, Sirocco e Zefiro è fusione di ispirazione, passione ed esperienza che trova contesto in una collaborazione dove creatività e divertimento chiariscono lo stile cercato: essere veri.

La collaborazione DiscJoker e Max Beat è una combinazione di stili, esperienze e background, che parte da una profonda conoscenza dell’altro maturata nel tempo. Stessi gusti, stessi generi musicali, un modo differente di sentire il sound. “Con Max ci conosciamo dai tempi delle condivisioni di console nei set suonati nei club romani” – racconta DiscJoker su Sirocco e Zefiro: Venti di Techno e Progressive House – “e due anni fa abbiamo deciso di dare una continuità alla collaborazione per le produzioni che prima erano state estemporanee per impegni diversi”. Queste sono state le solide premesse da cui è nata la collaborazione iniziata due anni fa con l’EP Eur per Sun Generation e proseguita con l’EP Opal e Amber per Shaman Black, immaginando, sperimentando e creando uno stile in progress per cui un rumore, un beat, un buon giro di basso, può scatenare l’ispirazione creando nuovi sentieri sonori.

Con Sirocco e Zefiro “abbiamo voluto azzardare di più anche questa volta” – ammicca Max Beat – “Due tracce che portano il nome di due venti, Sirrocco e Zefiro”. Spiegano: “Sirocco è il vento caldo del sud-est che scorre dall’aurora. Zefiro è il vento dell’ovest che risveglia dal sonno invernale”. Ispirati dalla melodic techno “dove è possibile ritrovare gli elementi ritmici progressive, arpeggi che ricordano la trance”, il loro sound mai cristallizzato è forte di chi ha un background che racchiude 30 anni di storia della musica: new wave ‘80, house, progressive, elettronica, jazz, beat, rock solo per iniziare. “Siamo quello che abbiamo ascoltato e che ascoltiamo e quello che siamo ora ci da modo di sviluppare insieme tre nuove release in programma”. Com’è produrre musica al tempo del covid? “Fa sentire la mancanza del live come non mai. Certo, speriamo di tornare presto in pista, ci manca il floor. Le nostre produzioni sono andate alla grande, è vero, ma non averle potute promuovere dal vivo è stata una mancanza che abbiamo sentito”. Eppure ‘solo’ con l’online che avvicina seppure a distanza, i due venti soffiano sul mondo del clubbing europeo seppure virtuale.

Roma è una delle capitali della musica elettronica. Il sound della capitale è apprezzato e ricercato anche se il mondo del clubbing romano non ha mai ricevuto le stesse attenzioni di quello londinese o parigino e non certo dai clubbers” – buon ascolto.

Sirocco e Zefiro …in the wind
EP 040 REK Records

Produzione REK Records Studio
Post-produzione Red Sky Sound
Mastering Wale Studio Roma

giovedì 4 marzo 2021

CNR: acqua ossigenata e succo di limone come disinfettante coronavirus

Acqua ossigenata e succo di limone:  un disinfettante contro il Coronavirus.

 

L'impiego di acido citrico in formulazioni disinfettanti a base di acqua ossigenata ne esalta l'efficacia per l'inattivazione del SARS-CoV-2 presente sulle superfici. 

Lo studio condotto dall'Istituto di scienze e tecnologie chimiche "Giulio Natta" del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Scitec) con l'Ospedale universitario "Luigi Sacco" di Milano è stato pubblicato su ACS Chemical Health and Safety.

 

La lotta alla pandemia di COVID-19 vede l'impiego di massicce quantità di soluzioni disinfettanti contenenti alcol o ingredienti a base di cloro attivo, molti studi stanno però mostrando come un uso eccessivo e non responsabile di questi prodotti possa portare alla formazione di sottoprodotti potenzialmente nocivi generati dall'interazione del principio attivo disinfettante con il materiale organico presente nell'ambiente.

"Il perossido di idrogeno acquoso al 3%, che tutti conosciamo come acqua ossigenata tra i prodotti da banco in farmacia, presenta molti meno problemi in termini di produzione di sostanze pericolose indesiderate", afferma Matteo Guidotti, ricercatore dell'Istituto di scienze e tecnologie chimiche "Giulio Natta" del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Scitec) e coordinatore della ricerca condotta in collaborazione con l'Ospedale Luigi Sacco di Milano e pubblicata sulla rivista statunitense ACS Chemical Health and Safety. "Un eventuale eccesso di acqua ossigenata si degrada rapidamente in acqua e ossigeno gassoso senza generare inquinanti ambientali di rilievo".

Questo principio attivo presenta però una scarsa attività virucida se usato tal quale, mentre con l'aggiunta di additivi semplici ed economici che modificano il pH della soluzione igienizzante per avere un ambiente moderatamente acido o basico è possibile ottenere una inattivazione efficace del virus SARS-CoV-2 in tempi brevi. 

 "Impiegando come additivo l'acido citrico - l'ingrediente acido del succo di limone - oppure l'acido acetico – contenuto nel comune aceto - è possibile esaltare l'azione di inattivazione del coronavirus da parte del perossido di idrogeno diluito e avere una riduzione di più del 99.99% della carica virale in 5 minuti" prosegue il ricercatore. 

"Anche il percarbonato di sodio, la polvere che spesso troviamo in commercio come additivo per il lavaggio in lavatrice, ha mostrato risultati molto promettenti, in termini di efficacia virucida. Ciò lo rende anche molto pratico come alternativa solida alle soluzioni di perossido di idrogeno, che sono poco stabili nel tempo".

L'acqua ossigenata diluita, portata al pH adeguato con opportuni additivi acidi - essendo una formulazione sicura, efficace, sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale, e di facile preparazione - può rappresentare una valida opzione soprattutto in paesi del mondo con economie più deboli, in cui vi è scarsa reperibilità di liquidi igienizzanti industriali specifici.

 

Roma, 4 marzo 2021

 

Figura 1. Miscelando acqua ossigenata per uso domestico con l'acido citrico contenuto nel succo di limone si può ottenere un liquido con proprietà virucide attivo contro il coronavirus del COVID-19.

Figura 2. L'azione combinata di perossido di idrogeno e acido citrico porta alla riduzione del 99.99% della carica virale di SARS-CoV-2 in 5 minuti.

Figura 3. L'efficacia virucida delle soluzioni viene valutata con prove in vitro grazie alle quali si misura la capacità residua del virus sottoposto a trattamento di infettare alcune cellule modello.

 

La scheda

Chi: Istituto di scienze e tecnologie chimiche "Giulio Natta" del Cnr, Milano; ASST Fatebenefratelli Sacco, Ospedale "Luigi Sacco", Milano.

Che cosa: Valutazione dell'efficacia disinfettante contro il coronavirus SARS-CoV-2 di soluzioni acquose di acqua ossigenata contenenti acido citrico; DOI: 10.1021/acs.chas.0c00095



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www.CorrieredelWeb.it

lunedì 15 febbraio 2021

Io, l’Amante: il corto prodotto da Rupe Mutevole e tratto dal libro di Roberta Savelli, finalista all’I Am Film Festival 2021

 


C’erano i lunghi pomeriggi in compagnia di Messer Leonardo, che aprivano orizzonti nuovi alla mia mente: «Movesi l’amante per la cosa amata come il suggietto con la forma, come il senso col sensibile, e con seco s’uniscie e fassi una cosa medesima... Quando l’amante è giunto all’amato, là si riposa». Come erano vere queste parole, maestro!–  tratto da “Io, l’Amante”

“Io, l’Amante – Pensieri segreti della puta che amò un principe, posò per un genio. E divenne immortale” di Roberta Savelli è stato pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale Le relazioni.

Sin da subito, per la sua originalità, ha avuto importanti riconoscimenti quali unico libro di narrativa incluso nell’ambito delle celebrazioni del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci.

Il cortometraggio ispirato al libro diretto da Mauro Salvi con le musiche originali di Mark Drusco, e prodotto dalla stessa casa editrice Rupe Mutevole, ha avuto il riconoscimento ufficiale di finalista nella categoria Best Showreel Scene/ Actress al prestigioso I Am Film Festival 2021 di Londra, con i nominativi di Mauro Salvi ed Eva Immediato.

Il 17 ed il 18 marzo 2021 si volgerà l’evento finale del festival londinese durante il quale saranno premiati ufficialmente lungometraggi e cortometraggi selezionati ufficialmente. Tutte le opere finaliste saranno proiettate.

Il cortometraggio “Io, l’Amante”, già finalista al prestigioso Lamezia International Film Festival 2020, vede come protagonista l’attrice Eva Immediato (Cecilia Gallerani) e con Ugo Nasi (Ludovico il Moro), Mario Lucarelli (Leonardo da Vinci) e Veronica Sarperi (Dorina).

In un’intervista, l’autrice racconta di Cecilia Gallerani (Milano, 1473 – San Giovanni in Croce, 1533) la protagonista del suo libro “Io, l’Amante”:

L’opera di Leonardo, la “Dama con l’ermellino”, mi ha sempre affascinato non solo per la sua perfezione assoluta, ma per l’aura di mistero che circonda – a mio parere – questa soave figura di donna. Mi sono chiesta quanti, guardando lo splendido dipinto, si siano domandati chi fosse realmente la giovane ritratta, quali fossero i suoi pensieri, le sue passioni, le sue gioie e dolori.

Posso dire (ed è una mia personalissima opinione) che Cecilia sia in grado di suscitare maggiori interrogativi, ad esempio, della placida bellezza di Monna Lisa. Quella del celeberrimo ritratto del Louvre è una bellezza compiuta, pacificata, quella di Cecilia, la puta (fanciulla) è ancora in fieri (ricordo che all’epoca aveva poco più di sedici anni) e la posa stessa è particolarissima: verso chi si volge Cecilia?

A quale richiamo sembra voler rispondere? Perché trattiene con la bellissima mano l’ermellino, la cui zampetta si impiglia nella manica della gamurra? Da questa curiosità nasce in definitiva il mio libro.

 

Mauro Salvi nasce a Chiavari (Ge) nel 1953. È regista di film, sceneggiatore e scrittore. Con lo pseudonimo di Mark Drusco è compositore di musiche per film dal 1995 e fondatore nel 2010 della corrente musicale “Harmony Haiku”.

Esordisce come regista nel 2000, col film “The Doors of the Unknown”. Dal 2002 al 2004 dirige i film “The Way of Beauty”, “Downight”, “Women in Magic”. Nel 2019 e 2020 dirige i cortometraggi “Io, l’Amante” e “Il Viaggio di un’Anima”.

Eva Immediato è un’attrice lucana, si forma attraverso vari corsi e laboratori teatrali a Roma, dove si laurea anche in Storia e critica del Cinema presso La Sapienza. Lavora con diverse compagnie teatrali in Italia e all’estero (Australia, Argentina, Uruguay, Brasile, Svizzera) dal 1998, affiancando e imparando da grandi attori e registi. Alcuni nomi: Ulderico Pesce, Carlo Giuffrè, Carmelo Bene, Bruce Myer, Carlo Quartucci.

In ambito cinematografico, partecipa a diversi film con attori e registi di fama internazionali ed è protagonista femminile del docufilm Rai “Vito ballava con le streghe”; prende parte alla fortunata serie tv “Imma Tataranni”. Dirige vari corsi di Teatro presso Associazioni e scuole (teatro- danza, teatro- benessere, alternanza scuola- lavoro). Presenta e coordina eventi musicali, teatrali e culturali.

Roberta Savelli è nata a Volterra (PI), città a cui è legatissima, anche se attualmente risiede in Abruzzo. Laureata a Firenze in Lettere e Storia dell’Arte, ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali in campo letterario, tra cui prestigioso il 1° Premio assoluto nel concorso “Voci” Roma 2018.

Ha pubblicato varie raccolte di liriche tra cui “L’Anima allo specchio” (1983 Zappacosta, Chieti), “L’Ombra della Sera” (1986, Seledizioni, Bologna), “Alla ricerca di Atlantide” (1996, Agostino Pensa Editore, Terni), “Il respiro degli dèi” (2009, Agostino Pensa Editore Terni). Due sono i libri di narrativa dati alle stampe: “Il matto – Storia della bambina che non sapeva volare” (2017, Agostino Pensa Editore, Terni), “Io, l’amante – Pensieri segreti della puta che amò un principe, posò per un genio. E divenne immortale” (2018, Rupe Mutevole Edizioni).

Rupe Mutevole Edizioni, fondata nel 2004 dall’editrice Cristina Del Torchio, scelse un villaggio sui monti dell’Appennino ligure-emiliano come sede e luogo dell’attività editoriale. Fu una scelta controcorrente e innovativa, caratterizzata dalla necessità di sbarazzarsi dell’abusato luogo comune che impone la città come unico centro produttivo di una casa editrice. Il motto è di cercare nuovi ritmi, nuove propulsioni, nuovi entusiasmi e Rupe Mutevole li trova fra gli spazi aperti, fra i boschi di castagni, sulle rupi e montagne che circondano il villaggio.

 

Info

Sito I Am Film Festival

https://www.iamfilmawards.net/

Acquista il libro “Io, l’Amante”

https://www.reteimprese.it/pro_A40124B368553

Leggi l’intervista a Roberta Savelli

https://oubliettemagazine.com/2020/03/06/intervista-di-alessia-mocci-a-roberta-savelli-vi-presentiamo-io-lamante/

 

Fonte

https://oubliettemagazine.com/2021/01/26/io-lamante-il-corto-prodotto-da-rupe-mutevole-e-tratto-dal-libro-di-roberta-savelli-finalista-alli-am-film-festival-2021/

mercoledì 3 febbraio 2021

Covid-19. Governo riconosce 2 euro al giorno. Da Caltagirone (Cni- Fsi-Usae) chiama alla rivolta gli Infermieri e le 21 professioni sanitarie.

Oggi 03.02.2021 la petizione ha fatto tappa presso l’ ospedale Gravina di Caltagirone. La raccolta firme rivolta agli Infermieri e alle 21 professioni sanitarie che sono state chiamate ad aggiungere la propria firma alle centinaia di firme già raccolte dal promotore della petizione il Cni - Fsi-Usae, Coordinamento Nazionale Infermieri, tesa a chiedere al Governo uno stipendio legittimo di 2.000 euro – “contestiamo fortemente la legge di bilancio che ha previsto una cifra che rappresenta una vera elemosina solo 60 euro mensili per gli infermieri e poco più di 30 euro per le altre 21 professioni sanitarie e socio sanitarie. Il Governo ha in tal senso certamente dimenticato che tutti gli operatori sanitari si sono sentiti beffati da tali regalie ” - spiega il Coordinatore Nazionale del Cni Coordinamento Nazionale Infermieri e Segretario Regionale del sindacato Fsi-Usae ed i rappresentanti locali Maurizio Cirignotta e Salvatore Bellia.

Nella nuova legge di bilancio il governo ha previsto una somma di soli 335 milioni per l'indennità infermieristica che dovrà essere suddivisa da 280mila infermieri. L’ aumento lordo annuo in busta paga per ogni infermiere spalmato su 13 mensilità è di 60 euro netti al mese, appena 2 euro al giorno, e alle altre 21 professioni sanitarie solo 1 euro. Cifre certamente insufficienti a dare una dignità professionale a tali professionisti che davanti alla fatica e all'esposizione al Covid-19 si sono ritrovati una misera considerazione economica”.

“Il Cni-Fsi chiede a gran voce e chiama gli infermieri e tutte le professioni sanitarie e socio sanitarie a protestare - continua Coniglio - gli stipendi sono oramai inadeguati e logorati dall’aumento del costo della vita,chiediamo che i fondi contrattuali siano utili a consentire una rivalutazione delle indennità notturna, festiva, semifestiva e della pronta disponibilità oramai ferme da 20 anni,occorre anche dare la possibilità di fare carriera attraverso la riclassificazione del personale”.

“I medici - continua il Segretario Fsi-Usae - hanno ottenuto nella legge di bilancio il triplo dell’indennità degli Infermieri e delle professioni sanitarie, un dislivello che riteniamo notevole. L’ obiettivo degli Infermieri e delle professioni sanitarie oggi è quello di avere uno stipendio netto di almeno 2.000 euro”.

“Il Coordinamento Nazionale degli Infermieri Fsi-Usae denuncia inoltre il dramma – sottolinea Coniglio – degli oltre 72.000 operatori sanitari contagiati dall’inizio della pandemia, 52 il bilancio degli Infermieri morti per coronavirus da marzo a oggi, una categoria lasciata sola, e costretta a combattere senza armi adeguate negli ospedali che oggi rischiano la paralisi per la carenza di personale e di posti letto”.

“Negli ospedali gli Infermieri lottano per salvare vite umane da marzo scorso e con il sacrificio della loro vita si combattono la pandemia da coronavirus, impegnati nei pronto soccorso, nei reparti covid-19 sono stati sempre fedeli al loro mandato ma oggi vengono ancora umiliati dal governo. Noi non vogliamo essere dimenticati. Oggi siamo qui per porre in risalto, la tenace lotta contro il virus, che non ha leso gli Infermieri che hanno battersi per una causa propria e giusta”.

“Chiediamo alle forze politiche che siedono in Parlamento di lavorare tutti insieme per consentire agli infermieri e alle professioni sanitarie di avere un retribuzione proporzionata alla responsabilità, una giusta retribuzione in linea con la media europea deve essere almeno di 2.000 euro” – concludono i rappresentanti FSI-USAE Calogero Coniglio, Maurizio Cirignotta e Salvatore Bellia .

                                                                                                       MCV 

lunedì 25 gennaio 2021

Bonazzi, Fsi-Usae, chiede l’immediata convocazione della Commissione paritetica art.12 della Sanità: “oggi un professionista sanitario si aspetta la possibilità di crescere professio-nalmente e uno stipendio netto di almeno duemila euro”

 

Adamo Bonazzi, ha preso carta e penna ed ha scritto al Presidente Aran per chiedere, formalmente, l’immediata convocazione della Commissione paritetica per la revisione del sistema di classificazione professionale (organismo previsto dall’articolo 12 del Ccnl relativo al personale del comparto sanità) per la prosecuzione e la conclusione dei lavori che sono latenti dal mese di settembre 2020. I lavori della commissione infatti, vanno avanti da tempo a singhiozzo: si erano già interrotti a febbraio del 2020 ma poi sono ripresi per interrompersi nuovamente. 

La commissione del comparto sanità è diversa da quelle degli altri comparti della pubblica amministrazione, non solo perché al suo interno è rappresentato anche il comitato di settore (cioè i rappresentanti dei datori di lavoro) ma anche e soprattutto perché il personale che opera in tale comparto ha delle specificità che non esistono in nessun altro settore: negli altri comparti si trattano delle pratiche qui si curano ed assistono delle persone, dei pazienti-utenti. Un concetto che però non è ancora stato ben recepito a livello contrattuale.

“Le professioni sanitarie oggi si sentono ingabbiate dentro l’attuale sistema e ritengono inadeguato il proprio posizionamento contrattuale ed il relativo stipendio” dichiara Adamo Bonazzi, Segretario Generale della Fsi-Usae, che continua: “il lockdown ed il Covid19 hanno travolto la sanità italiana e cambiato le carte in tavola, cambiandone la percezione dei cittadini e delle istituzioni ma soprattutto ha cambiato la consapevolezza dei professionisti che vi operano. Siamo alla vigilia di una apertura di stagione contrattuale che per la sanità non si può affrontare partendo dagli attuali posizionamenti. I professionisti sanitari non ci stanno più a rischiare la propria vita con l’impianto giuridico contrattuale attuale che blocca carriere e stipendi e che non li valorizza. Non saranno certo i pochi spiccioli di indennità inadeguate a fare la differenza. Serve un riconoscimento giuridico con un posizionamento iniziale adeguato, ed un impianto che garantisca la possibilità di carriera e l’accesso alla dirigenza. Oggi un professionista sanitario si aspetta la possibilità di crescere professionalmente e uno stipendio netto di almeno duemila euro (€ 2.000,00).” 

                                                                                                                  MCV   

mercoledì 20 gennaio 2021

BANCOMAT PAY entra nello store HUAWEI

BANCOMAT Pay disponibile su Huawei AppGallery per tutti i device HMS

 

Milano, 20 gennaio 2021 – L'applicazione BANCOMAT Pay è da oggi disponibile su Huawei AppGallery, per tutti i dispositivi dotati dei Huawei Mobile Services.

L'arrivo di BANCOMAT Pay su Huawei è parte della strategia di implementazione di Bancomat S.p.A. dei servizi di pagamento digitali, sempre più utilizzati dai consumatori, ed in linea con l'impegno di Huawei di garantire sul proprio store proprietario le app più richieste e utilizzate, come quelle bancarie dedicate alla gestione delle proprie finanze, offrendo un'esperienza di utilizzo sempre più completa, efficiente e sicura.

BANCOMAT Pay è il servizio di BANCOMAT S.p.A. che permette a tutti gli utenti di entrare nel mondo dei pagamenti digitali. Attraverso BANCOMAT Pay è possibile inviare e ricevere denaro, pagare ovunque – nei negozi fisici e store online convenzionati- in modo rapido e sicuro, semplicemente tramite smartphone. BANCOMAT Pay in totale comodità.

"L'arrivo di BANCOMAT Pay su Huawei AppGallery testimonia ancora una volta il lavoro che Huawei porta avanti quotidianamente con le aziende player del mondo bancario. Il nostro obiettivo è di garantire un'esperienza utente sempre più completa, semplice, sicura e alla portata di tutti. Questa nuova collaborazione con un leader così importante come BANCOMAT costituisce un ulteriore passo in avanti nel completamento del nostro ecosistema di prodotti e servizi," commenta Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Huawei Consumer Business Group Italia.

 

"Ora più di prima le nuove soluzioni elettroniche incontrano l'esigenza di pagamento digitale dei consumatori. L'ingresso di BANCOMAT Pay in Huawei AppGallery è testimonianza del forte impegno di BANCOMAT S.p.A. nel perseguire il proprio processo di digitalizzazione degli strumenti di pagamento. Da quasi quarant'anni lavoriamo per garantire agli italiani la massima sicurezza nelle operazioni di pagamento con le carte. Ora grazie alla nuova partnership con un player di rilevanza mondiale come Huawei miriamo ad accrescere la diffusione della nostra offerta digitale: BANCOMAT Pay", dichiara Oscar Occhipinti, Direttore Marketing e Commerciale di BANCOMAT S.p.A



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martedì 19 gennaio 2021

Riconoscere le fake news, evitare epic fail: sindaci e imprenditori tornano in aula. Ca' Foscari lancia il primo corso in Scrittura e Comunicazione Politica


Ancora un mese per iscriversi al corso organizzato da Ca' Foscari Challenge School

 

Saper riconoscere le fake news ed evitare epic fail
Sindaci, imprenditori e professionisti tornano in aula
Ca' Foscari lancia il primo corso di Alta Formazione

in Scrittura e Comunicazione politica

 

Saper comunicare e pensare alla propria strategia ai tempi di podcast e social media. La comunicazione non ha mai avuto un ruolo così centrale nelle azioni di enti e imprese.

Gianluca Briguglia, docente dell'Ateneo veneziano e direttore del corso: «La politica è capacità di reagire agli eventi quotidiani, ma anche di vedere più lungo, di costruire un'azione sensata a più ampio raggio. Ed è il racconto che dà senso all'azione»

 

Essere in grado di riconoscere una fake news, riuscire a comunicare al meglio sui social media evitando di incorrere in epic fail. Ma anche avere solidi riferimenti storici e letterari, da Shakespeare a Machiavelli, come base per comprendere il linguaggio della politica contemporanea. Oggi servono competenze e abilità sempre più articolate e aggiornate, e anche la capacità di attingere ai saperi che studiano il passato, per orientarsi al meglio in un mondo in continua trasformazione: competenze di cui sindaci e amministratori, imprenditori, rappresentanti di categorie economiche o professionisti, non possono più fare a meno. La media company si insedia "dentro" le imprese, le associazioni, le Pubbliche Amministrazioni, etc.

 

Per questo Ca' Foscari Challenge School, scuola di Alta formazione dell'Università Ca' Foscari, lancia il corso di Alta Formazione in Scrittura e Comunicazione politica, che ha aperto le iscrizioni (tutte le informazioni qui) e che prenderà il via a marzo 2021 per una durata complessiva di 250 ore di lezione, in buona parte a distanza ma anche in presenza. È possibile iscriversi fino al 17 febbraio 2021.

 

Il progetto è esito di una importante azione di ascolto e indagine condotta da Ca' Foscari Challenge School sulle esigenze del mercato, i desiderata degli stakeholder e la necessità di accompagnare i professionisti a conseguire competenze diversificate e distintive per interfacciarsi con il mondo del lavoro.

 

Direttore scientifico del corso è Gianluca Briguglia, Professore Associato in Storia delle dottrine politiche al Dipartimento di Filosofia e Beni culturali dell'Ateneo veneziano, e responsabile scientifico della School of Humanities di Ca' Foscari Challenge School.

 

«La politica è anche scrittura, cioè capacità di interpretare le cose, di leggere gli avvenimenti, di raccontare la realtà. È capacità di reagire agli eventi quotidiani, ma anche di vedere più lungo, di costruire un'azione sensata a più ampio raggio. Ed è il racconto che dà senso all'azione» spiega Gianluca Briguglia, che alla sua attività accademica affianca quella di scrittore e commentatore su testate come Il Post e Il Sole 24 Ore. «Con questo corso rispondiamo al bisogno sempre più avvertito di un approccio al tempo stesso più ampio e più efficace alla politica e alle professioni che se ne occupano. Saperi umanistici e tecniche della comunicazione concorrono all'elaborazione delle strategie e ai modi per trasformarle in azione comunicativa. Tramite questo corso abbiamo l'ambizione di dare un contributo ai progetti professionali dei partecipanti, e tramite loro a tutto il nostro territorio».

 

Il programma

 

Il corso si concentrerà sulla politica nei suoi elementi narrativi, per dare degli strumenti ulteriori a chi già se ne occupa, in senso ampio: dai sindaci ai funzionari comunali, dai consiglieri regionali ai rappresentati di categoria, ma anche da membri di staff di politici a imprenditori, giornalisti, a chi lavora nei sindacati o in organizzazioni di vario tipo, oltre che a giovani laureati e professionisti che vogliano cimentarsi in questo settore.

 

La faculty

 

Personalità di settori diversi, università, giornalismo, letteratura, professioni, televisione, forniranno in modo integrato insegnamenti su una grande varietà di temi.

Tra loro, docenti autorevoli di Ca' Foscari e di altri atenei provenienti da molteplici discipline che intrecciano filosofia, economia e design a testimonianza del rapporto di apertura verso la collaborazione e l'ibridazione dei saperi. Contribuiranno Duccio Basosi (Professore di Relazioni internazionali comparate), Shaul Bassi (Professore di Letteratura inglese), Giorgio Cesarale (Professore di Filosofia politica), Laura De Giorgi (Professoressa di Storia dell'Asia orientale e sud-orientale), Aldo Ferrari (Professore di Economia e lingue dell'Europa orientale), Ivana Padoan (Professoressa di Epistemologia della complessità, Educazione degli adulti e Generi e formazione), Cecilia Rofena (Professoressa di Filosofia del linguaggio e Filosofia della letteratura). E docenti esterni: Annalisa Sacchi (Professoressa di Estetica del teatro allo IUAV) ed Emanuele Coccia (Professore di Filosofia all'EHESS di Parigi).

 

Docenti provenienti dal mondo dei professionisti

 

Una faculty nutrita, che vede una grande partecipazione di professioniste e professionisti. Volti noti come David Puente, giornalista di Open, che insegnerà come riconoscere una fake news e come fare debunking. Lorenzo Pregliasco, co-fondatore di YouTrend e di Quorum, che si concentrerà su come passare dall'analisi dei dati ad una strategia politica efficace. Ma anche Giancarlo Loquenzi, conduttore di Zapping su Rai Radio 1, che racconterà come si scrive un programma radiofonico politico. Filippo Sensi, giornalista e parlamentare, ha rivestito, tra gli altri, il ruolo di portavoce di Palazzo Chigi. Rossana De Michele, autrice televisiva e fondatrice di Storielibere.fm, che spiegherà come si scrive un podcast politico, mentre Federica Pezzali, giornalista Rai, come si crea un talk show politico in televisione. Ma i temi saranno numerosi: dal teatro politico, ai social media, dai grandi discorsi politici, ai dati e le campagne elettorali, e poi Machiavelli e Shakespeare, la grafica e la politica, le grandi culture politiche contemporanee e molto altro, con una costante presenza di esercitazioni e prove pratiche.

 

Il corso di Alta formazione in Scrittura e comunicazione politica fornisce gli strumenti per comprendere le dinamiche fondamentali e costanti dei rapporti politici ed il loro racconto anche attraverso riferimenti storici e letterari classici e le tecniche della narrazione, per conoscere le principali culture e linguaggi politici; per orientarsi nell'attualità politica attraverso la lettura dei dati e le metodologie di divulgazione; per approfondire il rapporto tra comunicazione e politica analizzando la narrazione di media tradizionali e new media; per acquisire elementi fondamentali di public speaking e social media strategy.



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lunedì 18 gennaio 2021

Come in un anno il COVID-19 ha cambiato le vie del commercio in Italia



 

Come in un anno il COVID-19 ha cambiato le vie del commercio in Italia

 

 

Milano, 18 Gennaio 2021 - Città, centri commerciali, ristoranti, uffici e luoghi d'incontro in Italia sono stati radicalmente colpiti e modificati della crisi sanitaria dovuta al Covid-19, in un periodo di tempo incredibilmente breve. Questo è quanto emerge da uno studio condotto da Mytraffic, start up specializzata nell'analisi dei flussi pedonali e veicolari per aziende e città.

 

Attraverso l'analisi statistica dei dati di geolocalizzazione anonimi, Mytraffic stima il traffico di visitatori in un quartiere, una strada o di fronte a un indirizzo commerciale, fornendo a rivenditori, operatori immobiliari e municipalità, dati specifici e accurati per facilitare e accelerare il processo decisionale. Con la fine del 2020, Mytraffic ha classificato le principali aree commerciali italiane, confrontando le metriche che si riferiscono al traffico pedonale con quelle del 2019.

 

A guidare questa speciale classifica è Via dei Calzaiuoli, la via più centrale e tra le più note di Firenze, che rimane la più attraente d'Italia con un'elevata densità di traffico pedonale grazie alla pedonalizzazione dell'area ed ai suoi negozi eleganti. Nonostante sia rimasta in questa posizione di vertice, Via dei Calzaiuoli è stata fortemente influenzata dalla crisi causata dal Covid-19, con un calo dei visitatori per metro quadrato del -55% rispetto al 2019.

Al secondo posto nella classifica di Mytraffic, Corso Vittorio Emanuele II a Milano rimane una delle vie dello shopping più trafficate d'Europa. Tuttavia, come la nota via fiorentina, ha registrato un calo dei visitatori del -61% rispetto al 2019.

Pur essendo senza dubbio una delle principali attrazioni turistiche e dello shopping di Roma, la zona di Piazza di Spagna ha registrato una diminuzione sostanziale del traffico di visitatori, con un calo del -60% nel 2020 rispetto al 2019.

 

  VF2  

 

Gli analisti si aspettano ed auspicano una ripresa economica globale, ma la crisi sanitaria di lunga durata aumenta la volatilità dei flussi di traffico a causa delle politiche sanitarie variabili nel tempo. In questo momento difficile, la misurazione accurata del traffico pedonale e veicolare offre un valore aggiunto per prendere decisioni strategiche a rivenditori, centri commerciali, professionisti del settore immobiliare e città.

 

"Oltre al costo drammatico pagato in termini di vite umane, la crisi dovuta al Covid-19 ha avuto anche un enorme impatto economico su attività commerciali ed operatori immobiliari di tutta Europa. La varietà di decisioni pubbliche per limitare l'emergenza sanitaria, nazionale o locale, ha determinato un'elevata volatilità nel numero di visitatori e quindi un rischio aziendale più elevato per l'intero settore della vendita al dettaglio. Grazie alla nostra piattaforma tecnologica per misurare il traffico veicolare e pedonale in tutta Europa, con dati accurati e finalizzati a ridurre i rischi aziendali degli operatori del settore", afferma Hakim Saadaoui, CEO di Mytraffic.

 

Con la tecnologia all'avanguardia del software SaaS Mytraffic Analytics tutti i players di settore potranno avere una misurazione accurata del traffico pedonale o veicolare in una zona commerciale o di fronte a un indirizzo specifico.

 

Oltre 250 aziende si sono già affidate ai servizi di Mytraffic tra cui nomi di prestigio sul panorama italiano come IGD SIIQ, Grandi Stazioni Retail, Klépierre, Cushman & Wakefield Italia, Engel & Völkers Commercial Milano e Engel&Völkers Commercial Lombardy, Ceetrus Italia, Aedes SIIQ, Lidl, Synlab, Liu Jo e Sephora

 

 

Informazioni su Mytraffic

 

Mytraffic aiuta gli attori del retail, del settore immobiliare e le città ad avere le migliori informazioni possibili per prendere le loro decisioni strategiche. L'azienda incrocia delle statistiche di dati di geolocalizzazione (anonimizzati) e dei rilievi reali in situ per determinare il volume e la provenienza dei flussi pedonali e veicolari di un quartiere, un tratto di strada o davanti a un indirizzo. Creata nel 2015, Mytraffic è in fortissima crescita, ha più di 250 clienti ed è già presente in 4 paesi.



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giovedì 14 gennaio 2021

Bitcoin: associazione Visionari promuove regolamentazione


Economia
 
 
BITCOIN, ASSOCIAZIONE VISIONARI: LA REGOLAMENTAZIONE NON RIDURRA' L'ADOZIONE DELLE CRIPTOVALUTE ANZI L'ACCRESCERA'

 
 
E' di poche ore fa la notizia che Christine Lagarde intenda regolamentare il Bitcoin in quanto ritenuto un asset rischioso, poco trasparente ed esposto al rischio di "riciclaggio".
"A dispetto di quanto si possa pensare, l'eventuale regolamentazione non ridurrà l'adozione delle criptovalute, anzi l'accrescerà – afferma Luigi Gabriele, presidente di VISIONARI, associazione no profit che promuove scienza e tecnologia – L'intenzione non è bandire l'utilizzo delle criptovalute ma stabilire delle regole che una volta introdotte possano tutelare tutti e quindi favorire l'adozione di massa".
Le criptovalute sono un fenomeno che non possiamo ignorare e che cela molteplici potenzialità: il Bitcoin nasceva 12 anni fa ed ora vale quasi 40.000 dollari, nel corso degli anni sono nate centinaia di criptovalute la cui capitalizzazione complessiva è ora di circa 1 trilione di dollari e solo il mese scorso Coinbase, il più noto exchange di criptovalute statunitense, ha presentato istanza di offerta pubblica d'acquisto per quotarsi in borsa con il supporto di Goldman Sachs.
Le criptovalute stanno rimodellando il modo in cui pensiamo e utilizziamo il denaro, rendendolo più digitalizzato, smaterializzato e democratizzato che mai, alla stregua di come la posta elettronica circa venti anni fa ha cambiato il modo in cui pensavamo la "carta" – prosegue VISIONARI - Dopo l'entrata di soggetti come Marc Andreessen, Google Ventures, Benchmark e altri ad investire in società Bitcoin di seconda generazione, ora stiamo vivendo una fase dirompente in cui cominciano ad affacciarsi soggetti istituzionali riconoscendo le valute digitali come un asset class (vedi PayPal) e proprio grazie a loro che il mercato è divenuto significativo e finalmente si parla di regolamentazione di Bitcoin che nel tempo si allontanerà sempre più dai rally frenetici e dall'instabilità visti nelle sue fasi precedenti. Solo una volta regolamentato assisteremo ad un'adozione di massa globale in cui Bitcoin diventerà un attore importante nell'economia globale alla stregua dell'oro e di altre commodity.



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NTC concede a Zhaoke i diritti di licenza e distribuzione in Asia di NTC014, per congiuntivite batterica

NTC concede a Zhaoke i diritti di licenza e distribuzione in esclusiva in Asia di NTC014, farmaco innovativo per la congiuntivite batterica

Milano, Italia/Hong-Kong, 14 gennaio 2021 – NTC, azienda italiana specializzata nella ricerca e sviluppo di prodotti farmaceutici, e Zhaoke Ophthalmology Pharmaceuticals Limited, società con sede a Hong Kong, anche questa focalizzata sullo sviluppo, la produzione e la distribuzione di soluzioni terapeutiche, con una forte presenza in campo oftalmico, annunciano oggi il loro accordo per i diritti di  licenza e distribuzione in esclusiva di NTC014, farmaco a combinazione fissa con un antibiotico chinolonico e un antinfiammatorio non  steroideo (FANS) in collirio. Zhaoke distribuirà NTC014 nella Repubblica Popolare Cinese, Hong Kong, Macao, Taiwan, paesi ASEAN e Corea del Sud.

NTC014 mira a fornire ai medici un trattamento innovativo per le forme moderate o gravi di congiuntivite batterica, una comune infezione dell'occhio. Attualmente, la congiuntivite batterica viene trattata con antibiotici, combinati o meno con steroidi, senza una finestra temporale di somministrazione precisa. NTC014 è la prima soluzione in collirio che combina un antibiotico altamente efficace nel contrastare i batteri normalmente responsabili di questo tipo di infezioni e un FANS, per controllare segni e sintomi associati all'infiammazione.

"Siamo orgogliosi di collaborare con Zhaoke, una azienda orientata all'innovazione", afferma Riccardo Carbucicchio, Chief Executive Officer di NTC. "NTC014 garantirà a milioni di pazienti una nuova opzione di trattamento per la congiuntivite batterica, con il vantaggio di una risposta più rapida ai segni e ai sintomi della malattia rispetto alle soluzioni disponibili, senza particolari limiti di utilizzo. Inoltre, NTC014 è coerente con il nostro impegno di contribuire alla lotta all'antibiotico-resistenza usando meno antibiotici e per una durata di trattamento inferiore".

Dr. Benjamin Li, Ph.D., Chief Executive Officer, Zhaoke Ophthalmology Limited, dice "Siamo contenti di questa collaborazione con NTC, che è perfettamente in linea con la nostra missione di portare terapie innovative ai pazienti in Cina e nei paesi asiatici. Inoltre, il farmaco a combinazione fissa NTC014 di NTC rafforza la già ampia pipeline oftalmica di Zhaoke. Saremo lieti di lavorare insieme a NTC per sviluppare questo prodotto per i pazienti che ne hanno bisogno".

NTC
NTC è una società farmaceutica con headquarter a Milano, in Italia, con attività commerciali in oltre 100 paesi, e opera nella ricerca, sviluppo, registrazione e commercializzazione a livello internazionale di farmaci, dispositivi medici e integratori alimentari in oftalmologia e altre aree terapeutiche, tra cui pediatria e gastroenterologia. NTC offre ai suoi partner commerciali, attualmente più di 200 nel mondo, prodotti innovativi che rispondono ad alti standard qualitativi.

Zhaoke (Hong Kong) Ophthalmology Pharmaceutical Limited
Zhaoke (Hong Kong) Ophthalmology Pharmaceutical Ltd. è una società interamente controllata di Zhaoke Ophthalmology Limited ("ZKO"), specializzata nello sviluppo, la produzione e il commercio di farmaci oftalmici. Ha costruito un impianto di sviluppo e produzione all'avanguardia a Nansha, Guangzhou, che supporta lo sviluppo in-house e la futura commercializzazione di oltre 20 prodotti di proprietà e generici per il mercato cinese e asiatico. ZKO vanta come azionisti investitori istituzionali globali e cinesi di alto livello e fondi di investimento incentrati sulle biotecnologie, tra cui GIC, Hillhouse COFL e TPG Asia. Inoltre, il 18 dicembre 2020, ZKO ha presentato richiesta per la quotazione alla Borsa di Hong Kong.



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mercoledì 13 gennaio 2021

WhastApp e Telegram: associazione Visionari su psicosi privacy

 

WHATSAPP: CON CAMBIO PRIVACY BOOM TELEGRAM, +25 MLN UTENTI

 

ASSOCIAZIONE VISIONARI AVVERTE: IN ITALIA PSICOSI PRIVACY INGIUSTIFICATA, TUTTI I SERVIZI DI MESSAGGISTICA ACCEDONO A DATI UTENTI

 

ECCO LE DIFFERENZE TRA WHATSAPP, TELEGRAM E SIGNAL SUL FRONTE DELLA RACCOLTA DEI DATI

 

 

 

VISIONARI No Profit, associazione per la promozione e la divulgazione di scienza e tecnologia per il miglioramento della società, mette oggi in guardia gli utenti dai rischi connessi alla privacy dei servizi di messaggistica per smartphone.

Dopo l'avviso diffuso da WhatsApp circa le nuove condizioni contrattuali e i termini di servizio dell'applicazione, In Italia si sta registrando una vera e propria psicosi di massa che spinge gli utenti a passare ad altre applicazioni di messaggistica come Telegram e Signal – spiega VISIONARI – Tuttavia in pochi sanno che tali servizi utilizzano spesso gli stessi codici e raccolgono, al pari di Whatsapp, una serie di informazioni dei cittadini che ne fanno uso.

Ad esempio WhatsApp e Signal utilizzano lo stesso codice di crittografia per i messaggi: quello sviluppato da Open Whisper Systems (che è la fondazione che ha creato Signal); Telegram, invece, non ha una crittografia End to End (E2E) (ovvero, i messaggi non sono crittografati sui server di Telegram) e si può risalire quindi al loro contenuto. Le uniche chat di Telegram che hanno una crittografia, sono le "chat segrete". Bisogna dunque iniziare a messaggiare con qualcuno tramite chat segreta, se si vuole avere una chat crittografata – informa VISIONARI.

Non solo: Telegram, alla pari di WhatsApp, rileva e condivide metadati (posizione, soggetti a cui abbiamo inviato messaggi, durata delle conversazioni, ecc.) e non si conosce la destinazione dei dati degli utenti raccolti dalla società.

Signal al momento non raccoglie metadati e sembra offrire un'alternativa, trattandosi di una fondazione e non di un'azienda privata. Tuttavia raccoglie comunque informazioni come il numero di telefono dei propri utenti, e ad oggi non è dato sapere se e come siano utilizzate tali informazioni.

Ad oggi, passare da WhatsApp ad altre piattaforme di messaggistica risulta piuttosto inutile – informa VISIONARI – Questo perché la quantità o le tipologie di dati raccolti non sono elementi utili a definire la sicurezza di un servizio di messaggistica istantanea, né a livello informatico, né a livello di privacy, senza contare che abbandonare WhatsApp per altri servizi ma mantenere il proprio account su Facebook, Twitter, Instagram o altri social, non modifica il bilancio tra dati protetti e dati rilasciati.



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lunedì 4 gennaio 2021

CASTELLABATE - 2 GUARITI E 106 POSITIVI .SI STABILIZZA LA CURVA DEI CONTAGI.


 Castellabate - I dati di oggi 4 Gennaio 2020 appena comunicato dal sindaco sono i seguenti: 

La situazione ad oggi:


Nuovi positivi: n.2

Nuovi guariti: n.2

Totale guariti: n.53

Totale positivi: n. 106



I tamponi che vengono processati e hanno esito positivo vengono poi comunicati al sindaco Luisa Maiuri , la quale  ne diffonde i dati ai cittadini dal suo social network. 

Sempre sui social si fa sempre più incandescente il malcontento di una parte di popolazione che vede questa ulteriore stretta imposta dal sindaco come la “mazzata finale” ad una già precaria situazione economico-commerciale . 

Il sindaco inoltre ha comunicato che si valutano lenti e progressivi allentamenti delle restrizioni a partire dal 7 Gennaio. Per ora resta in vigore l’ordinanza numero 69 che prevede Castellabate in totale lockdown 



domenica 3 gennaio 2021

CASTELLABATE - SALE A 107 IL NUMERO DI CONTAGIATI DA CORONAVIRUS

CASTELLABATE - Cresce ancora il numero dei contagi nel comune di “Benvenuti Al Sud “ . 


Ieri sera  ( sabato 2 gennaio ndr ) come aveva comunicato  il sindaco Luisa Maiuri sul suo account Facebook, la asl non aveva comunicato nessun dato sui tamponi processati il 31 dicembre . 

Oggi si ha notizia invece di questi nuovi contagi che portano il totale a  107 

L’ordinanza comunale in vigore che mette in lockdown tutto il territorio di Castellabate è valida fino al 6 gennaio prossimo e visti i numeri non si può escludere  che questo provvedimento verrà poi prolungato almeno fino a quando la curva dei contagi inizia a decrescere , ma questa è ovviamente solo una logica supposizione . 

Il primo cittadino nel frattempo come è giusto che sia, non perde occasione per sollecitare ed incoraggiare la popolazione al rispetto delle regole al fine di limitare i contagi e quindi di conseguenza anche i danni all’economia già messa in ginocchio da ormai un anno di varie restrizioni . 

venerdì 1 gennaio 2021

CASTELLABATE - LO SFOGO DEL PARROCO DI ALANO . “ ADESSO PARLO ANCHE IO . SE SERVE CHIEDO SCUSA MA BASTA CALUNNIE E FALSITÀ “


 ALANO- ( Castellabate)  È intervenuto questa sera con un lungo post sulla pagina Facebook ufficiale della parrocchia di Santa Rosa Da Lima , il parroco Don Pasquale Gargione . Un intervento a tratti “duro” ma motivato da settimane di continue fake news , calunnie e invenzioni di ogni genere che il sacerdote nel suo post smonta e smentisce dettagliatamente. 

Ecco il testo integrale . 


E MO AGGIA PARLA’ PUR’IO…e poi basta


“Misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno” (Salmo 84,11) 


Ho riflettuto un po' prima di scrivere, se fosse stato il caso o no, ma poi mi sono detto: Perché deve andare avanti la menzogna, la calunnia, il giudicare per sentito dire, a discapito della verità? Anche se questa alla fine si farà strada da sola. Posso capire la rabbia, legittima, la delusione, normale, ma non l’odio e la cattiveria fine a se stesse che traspaiono da alcuni commenti al limite della decenza. È stato detto e inventato di tutto e di più su di me, sul coro, su tanto altro, con una superficialità e una banalità infantile da non credersi. Si è detto e sentito: era necessario il coro? Ma è vero che poi hanno mangiato la pizza dopo? Ma a che serve la chiesa ora? Ma è vero che c’è stato il rinfresco di un battesimo? E vai con altre fantasie…

Parlo non per necessità di giustificare qualcuno ma per dovere di verità…sempre se si è disposti ad ascoltarla e a non rimanere nelle proprie comodi e maliziose convinzioni, che alla fine non hanno nemmeno riscontro nella realtà, alimentate solo dal sentito dire. 

Il coro era necessario? Certo che lo era! Il coro è presente in chiesa da quando le leggi dello stato lo hanno permesso, osservando i dovuti protocolli. Come mai ci si accorge solo ora che in chiesa c’è un coro che canta? E durante l’estate dove erano costoro? E alle feste patronali? Possibile che mai nessuno ha visto o ascoltato il coro durante le messe di questi mesi? Che strano! Probabilmente chi si stupisce o si meraviglia nel saperlo adesso, chi oggi cade dalle nuvole, nei mesi scorsi era impegnato e distratto su altri fronti. Forse partecipava a qualche assembramento sulle spiagge, o nei corsi, o davanti ai bar, o nei centri commerciali ecc. 

Ora, a coloro che in questi giorni invocano tutte le leggi possibili e immaginabili, ai maestri di diritto, bisognerebbe dire di ricordarle tutte…non solo quelle che fanno comodo, ovvero quelle in cui si dice che il coro, anche in questo periodi può svolgere in sicurezza le sue funzioni. 

Il coro in questione stava provando per la messa di Natale, non per fare un concertino, cosi come i cori religiosi e civili che abbiamo visto in tv e su internet in questi giorni, tranne se non si è annebbiata la vista degli occhi e del cervello. Ricordo ancora un video di qualche giorno fa di un coro, formato forse di infermieri, che, uno vicino all’altro, con mascherina, eseguivano canti natalizi presso il famoso istituto dei tumori, il Pascale di Napoli. 

Il nostro coro ha provato e ha cantato con mascherina e nonostante tutto molti (non tutti) dei partecipanti si sono contagiati. Come è potuto accadere? Non si sa. E quale è la spiegazione di membri di una stessa famiglia, marito e moglie ad esempio, che pur vivendo nella stessa casa uno si contagia e l’altro no? Non si sa. 

Misteri su misteri…appena avrò una spiegazione sul secondo mistero cercheremo di comprendere anche il primo. 

Forse come è possibile che nella stessa casa due persone possono essere positiva e negativa cosi è possibile che più persone si siano contagiate pur avendo la mascherina. 

Si è detto anche che il coro ha mangiato la pizza dopo le prove (una versione dice nella sala parrocchiale, un'altra in pizzeria). FALSO! Basterebbe ricordare che in questo periodo le pizzerie sono chiuse e per un eccesso di zelo, controllare sulle App…tipo MoMo…se risultano consegne effettuate quella sera presso la chiesa di Alano. 

Si è detto del ricevimento di un battesimo. FALSO! Sono mesi che non ne celebriamo uno.

Il coro...sì il coro…quello che avete voluto ai vostri matrimoni, battesimi, funerali di vostri congiunti, il coro formato da mamme, mogli, mariti, padri, di tutte le età, che hanno messo a rischio anche la propria salute per animare e rendere più piacevole la messa di Natale, partecipata solitamente da tante persone che si ricordano della chiesa solo in quel giorno (oltre Pasqua e festa patronale). Immaginate se a Natale aveste partecipato ad una messa senza coro…come poteva sembrare e quante critiche ci sarebbero state. Sicuramente, col senno di poi, sarebbe stato meglio cosi, ma nessuno ha la sfera di cristallo, e nemmeno nessuno ha cercato o voluto il contagio. Purtroppo è accaduto…e non credete che io o il coro stesso stiamo vivendo a cuor leggero e senza avvertire la responsabilità questa situazione. Ci sono persone che hanno a casa persone con problemi di salute, attività lavorative, ecc. Ecco perché hanno sempre cercato di osservare tutte le norme di prevenzione necessarie. 

È successo ad Alano; poteva succedere in qualsiasi paese del nostro comune… Ma leggere accuse, invenzioni, offese, fa veramente male, soprattutto a chi (sacerdote, chiesa, coro) ha sempre servito la comunità, come missione, in molteplici modi. 

Ho e abbiamo avvertito il peso non solo del fatto accaduto ma del giudizio severo di gran parte della comunità che si è preoccupata non solo di indagare ma, ripeto, anche di inventare, modificare, togliere, aggiungere senza aver né visto e né sentito di persona. Detto questo, sono a disposizione per qualsiasi chiarimento da parte di chiunque abbia la capacità di avere un contatto personale senza fare il piglia e porta da dietro o fermarsi ad uno sterile commento di piazza o facebook (il più delle volte anche sgrammaticato). 

Noi, ribadisco, avvertiamo la responsabilità (senza averlo voluto) di una parte di quanto è accaduto…spero che avvertano la stessa responsabilità coloro che stanno facendo sentire me e il coro i peggiori criminali del mondo. Non abbiamo nessun problema nemmeno a porgere le scuse per tutto quanto è accaduto e per aver, alcuni di loro, aver preso il virus, se questo serve a placare gli animi. 

Poi ci sarà sempre chi vorrà continuare a parlare, inventare, condividere falsità solo per il gusto di farlo, a dare per vero solo il sentito dire, ma non si può entrare nella testa di tutta la gente.

E alla luce di questo i miei cori faranno anche un passo indietro per un po' di tempo e, “volentieri” faranno a meno di essere considerati fautori di contagio, per prossimi battesimi, matrimoni, funerali, messe domenicali ecc. Cosi avremo risolto alla base il problema del contagio nel nostro territorio. 

Da sacerdote e pastore accolgo, incasso e perdono perché il mio riferimento è Gesù Cristo che la domenica venne accolto con gli “osanna” e il venerdi successivo inveito con “i crocifiggilo”…che ebbe misericordia fino agli ultimi minuti della sua vita. 

So anche che tanti di voi hanno fatto arrivare a me e al coro tanta solidarietà e che manifestano la parte buona di questo territorio, che sa capire quando fare silenzio e come approcciarsi a fatti in cui non si è stati spettatori. 

Faccio mio l’appello di tante persone che, invece di lasciarsi andare al chiacchiericcio da bar, hanno invitato a stringersi attorno alle famiglie colpite e, nei momenti di prova, a ritrovare la solidarietà e l’unità necessarie per superarli. 

Mi duole il cuore per le famiglie che in prima persona vivono il contagio e anche per chi ne ha risentito di questa storia, lavoratori che dovevano guadagnarsi il pane. 

Ma ricordiamoci sempre di quella famosa frase di Gesù alla folla inferocita che voleva lapidare l’adultera (che lui invece perdonò): chi è senza peccato, scagli per primo la pietra! Il racconto termina: Ma quelli udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino all’ultimo (Gv 8,9). 

Buon anno a tutti.



CASTELLABATE - SUPERATI I 100 CONTAGIATI DA COVID 19 . IL COMUNICATO DEL SINDACO LUISA MAIURI



Ecco il messaggio postato poco fa dal sindaco Luisa Maiuri 

“ Ho ,da poco, avuto comunicazione della presenza di altri 9 casi positivi nel nostro Comune.

Si tratta di nostri concittadini rientranti nei contatti diretti  di casi precedenti e già tutti in isolamento .

Vi informo , inoltre, che un’altra persona si è negativizzata.


La situazione ad oggi:

Nuovi positivi: n.9

Nuovi guariti: n. 1

Totale guariti: n. 50

Totale positivi : n.  102


Purtroppo, stasera, superiamo i cento casi.

La maggior parte delle persone positive sono asintomatiche o paucisintomatiche.

Rivolgo un abbraccio a coloro che , per problemi più seri, si trovano in ospedale.


Rispettiamo ferreamente le regole.

Evitiamo spostamenti non giustificati e restiamo a casa!

Il contagio si argina solo così.


Buona serata a tutti Voi! “ 

CASTELLABATE - GLI AUGURI DEL SINDACO LUISA MAIURI .



CASTELLABATE - Il primo cittadino di Castellabate Luisa Maiuri , ha inviato tramite il suo account Facebook l’augurio a tutti i cittadini per il nuovo anno . 


Un’ augurio molto particolare e sentito . Dopo le sofferte decisioni dei giorni scorsi che a causa dell’aumento dei contagi sul territorio di “Benvenuti Al Sud “  ha costretto il sindaco ff ( facente funzioni) a imporre restrizioni ancora più drastiche  riducendo la mobilità e ogni superfluo spostamento fino al 6 gennaio. 


Ecco il testo del messaggio postato sul social network poche ore fa. 


“ Lui ha cambiato le nostre vite, ci ha distanziato, ci ha fermato, ci ha messo il bavaglio : un pezzo di stoffa che nasconde il sorriso .

Lui ci ha messo alla prova già per troppo tempo ma noi siamo forti e ci rialzeremo più uniti che mai !

BUON 2021 a tutti! “ 

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