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venerdì 25 dicembre 2015

GIULIANOVA - AL PORTO VA IN SCENA IL XV PRESEPE SUBACQUEO



GIULIANOVA – Unica nel suo genere, la manifestazione del Presepe Subacqueo si appresta a tagliare il nastro della XV edizione. Promosso dall'Associazione Sportiva Dilettantistica "Up and Down" e dalla Lega Navale di Giulianova, l'evento è uno degli appuntamenti più attesi nel corso delle Festività. Domenica prossima 27 docembre, alle ore 18:30 circa, avrà inizio la sacra rappresentazione all'interno del bacino portuale giuliese. Giuseppe Di Filippo tiene a sottolineare che l'appuntamento è realizzato senza sponsor pubblici e privati, affidandosi per la divulgazione delle notizie alla stampa ed ai social.
Questo nel dettaglio il crono.programma organizzativo del Presepe subacqueo:
- ore 11/12 di domenica 27 dicembre inabissamento della capanna nelle acque antistanti l'imbarcadero della Lega Navale Italiana con ausilio di tre sub esperti;
quindi  posizionamento della stella che scenderà dall'alto fino in acqua lungo una guida obbligata:
- dalle ore 18,30 circa in poi avrà inizio la manifestazione con alcuni partecipanti in acqua in snorkeling  che, scivolando sulla superficie, condurranno  i Re Magi con fiaccole presso la capanna che tornerà ad emergere in assetto ed illuminata, in coincidenza con la stella cometa in arrivo controllata da altri  partecipanti.
Quindi tutti sulla banchina di riva del porto, sub e capanna attraverso l'apposito scivolo ed inizio della processione fino alla statua della Madonnina del Portosalvo.
Al termine della manifestazione religiosa la capanna della Natività verrà posizionata all'interno della sede della Lega Navale Italiana  per poi, il giorno seguente, essere posta in acqua all'interno del bacino della stessa Lega Navale Italiana ormeggiata e galleggiante fino all'Epifania, condizioni meteo permettendo.
L'intero evento del Presepe subacqueo, come sempre, verrà accompagnato dai volontari della Croce Rossa di Giulianova che assicureranno assistenza a terra e soprattutto in acqua, coadiuvati dal personale della Capitaneria di Porto a bordo della motovedetta in dotazione.
                                                                            
                                                                          Alfonso Aloisi


giovedì 24 dicembre 2015

Santa Claus su Harley ed auto americane: Free Bikers' Xmas Parade 2015

Free Bikers' Xmas Parade 2015.



La comunità dei Free Bikers romani, per il quarto anno consecutivo in occasione del Natale, ha dato vita ad una colorata e rumorosa manifestazione, con oltre 170 rombanti Babbi Natale in Harley ed auto americane che hanno defilato lungo le vie della Capitale, tra lo stupore e l'ammirazione della folla di turisti e residenti, numerosissimi per il tradizionale shopping natalizio.


Tutto nasce da un'idea di Captain "Fortyeight" Mario, animatore di eventi motoristici nella Capitale e dell'American Cars Club di Roma di Conti&Baldassarre.


Il percorso della parata ha toccato le location più suggestive del centro storico: Trinità dei Monti, Piazza del Popolo, Via del Corso, Piazza Venezia, Colosseo, con gran finale al Circo Massimo.


Consueta base di partenza, il Bar Panamino, clubhouse dei free bikers, che ha generosamente offerto una ricca colazione ai partecipanti. 


Da citare inoltre gli sponsor Welcomeriders e Claudio Parisse Personal Finance Assistant Fineco, che hanno generosamente contribuito al successo della manifestazione ed infine un grosso ringraziamento al Viterbo Chapter ed ai suoi impeccabili Road Captain che hanno consentito un sicuro svolgimento della parata.


I Free Bikers romani hanno in programma numerose altre iniziative, con l'unica regola "divertirsi nel rispetto di tutti".

www.emmedw.net/calendario.html



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EY: sempre più forte la ripresa dell’Eurozona, prevista una crescita del PIL del +1,8% tra 2016 e 2017

     Nel 2016 crescita degli investimenti del 2,4 %, la più alta dal 2007
     I consumi in aumento dell'1,7% nel 2015 e dell'1,6% nel 2016
     Per l'Italia è previsto un aumento del PIL pari all'1,3% nel 2016

24 DICEMBRE 2015 - Trainata dall'aumento dei consumi tra 2014 e 2015, l'Eurozona prosegue il trend di stabilità economica, sostenuto anche dalle prospettive di investimenti di capitale nel medio periodo, come riscontrato dall'ultima edizione del report EY Eurozone Forecast (EEF). Secondo lo studio il prodotto interno lordo complessivo dell'Area raggiungerà una crescita dell'1,5% a fine 2015, che salirà all'1,8% nel 2016 e nel 2017.
Donato Iacovone, AD di EY in Italia e Managing Partner dell'Area Mediterranea commenta: "Con l'avvicinarsi del 2016 la ripresa economica dell'Eurozona sembra essere solida e, nonostante i numeri saranno ancora al di sotto dei livelli pre-crisi, prevediamo che la crescita del PIL salirà all'1,8% nel prossimo anno. Intanto, a seguito di un incremento della fiducia e a una migliore redditività, riscontriamo che sia la spesa dei consumatori che gli investimenti da parte delle aziende sono in aumento. Creare maggior occupazione e incoraggiare la formazione e lo sviluppo di competenze specializzate, in particolare per quanto riguarda l'ambito dell'innovazione e del digitale, saranno fattori determinanti per lo sviluppo nei prossimi anni". 
Intanto cresce la domanda interna e alcuni settori come quello dei servizi finanziari, professionali e del turismo potrebbero offrire nuove opportunità. La facilità di accesso al credito, unita ai bassi tassi di interesse previsti, sono tra gli elementi che guideranno l'incremento della domanda per quanto riguarda i prestiti.
Relativamente agli investimenti l'EY Eurozone Forecast (EEF) prevede una crescita del 2,4% nel 2016 - la più consistente dal 2007 – cui seguirà un ulteriore incremento del 3,1% nel 2017 mentre tra il 2018 e il 2019 è previsto un aumento annuale degli investimenti fissi intorno al 2,5%.
Export frenato solo dal rallentamento dei mercati emergenti
L'ulteriore investimento di capitali dovrebbe affiancare e supportare i processi di riforme che hanno rilanciato l'export di alcuni paesi dell'Eurozona negli ultimi anni. Ciononostante, il rallentamento di alcune economie emergenti potrebbe influire negativamente sulle prospettive future. Nonostante l'abbassamento dei tassi di cambio (aiutato dall'estensione di acquisto di asset da parte della BCE e dall'aspettativa di una stretta monetaria negli Stati Uniti) e  la ripresa delle economie avanzate, lo studio prevede un leggero calo percentuale dell'export che passerà dal 4,5% nel 2015 al 3,7% nel 2016 e scenderà al 3,4% circa  tra il 2017 e il 2019.

L'occupazione guida i consumi
La spesa dei consumatori, supportata dall'abbassamento del prezzo del petrolio, ha rappresentato finora la principale leva di crescita dell'Eurozona e si prevede che continuerà ad avere un ruolo cruciale. L'incremento dei redditi, in particolare, sarà un fattore  determinante per l'aumento della spesa delle famiglie. L'EY Eurozone Forecast prevede una crescita dei consumi dell'1,7% nel 2015 e dell'1,6% nel 2016. Nel medio termine ci si aspetta una crescita annua intorno all'1,4%.

Le prospettive per l'Italia e il futuro dell'Eurozona
Anche per il nostro Paese si prevede una crescita del prodotto interno lordo dell'1,3% nel 2016 per poi tornare a valori più contenuti dell'1,2% nel 2017 e dell'1,1% nel 2018. L'Italia occupa inoltre, secondo EY, la 4° posizione per quanto riguarda il tasso di inflazione che oscillerà tra una crescita dello 0,7% nel 2016, 1,1% nel 2017 fino ad arrivare all'1,4% nel 2018.

Dopo un crollo degli investimenti pubblici negli ultimi sei anni, l'EEF si aspetta ora una crescita dello 0,4% nel 2016 per poi arrivare a un picco del 3,2% nel 2018 cui seguirà una graduale ripresa. 




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Al Mercato di Porta Genova… per mangiarne di tutti i colori

Al Mercato di Porta Genova… per mangiarne di tutti i colori

La campagna di UNAPROA "Nutritevi dei colori della vita" fa tappa all'ex scalo ferroviario trasformato nella nuova agorà dei milanesi


Il Mercato di Porta Genova diventa di tutti i colori (di frutta e verdura). Frutta e verdura possono essere bianche, giallo-arancio, verdi, rosse e blu-viola e ciascun colore corrisponde a sostanze specifiche ad azione protettiva. Sono proprio i 5 colori del benessere e le loro proprietà i protagonisti della campagna Nutritevi dei colori della vita (www.nutritevideicoloridellavita.com), che fino al 10 gennaio torna al market di ortofrutta della ex area dello scalo ferroviario di Porta Genova, rinata dal maggio scorso a nuova vita e diventata la nuova agorà dei milanesi.

La campagna di promozione e informazione di UNAPROA, cofinanziata da Unione europea e Stato italiano, fa capolino tra la grande varietà di prodotti tipici e food&drink per tutti i gusti, arricchendo il reparto ortofrutta del Mercato con colorati allestimenti e gadget, ma soprattutto con un prezioso messaggio di benessere. Come ricordano gli spot video e radio trasmessi e la Guida ai colori del benessere che verrà distribuita a tutti gli ospiti del Mercato, dobbiamo mangiare ogni giorno almeno 5 porzioni di frutta e ortaggi di tutti e 5 i colori per garantire al nostro organismo il giusto apporto di nutrienti e fitocomposti per mantenerci in salute. Per raggiungere proprio tutti, questo importante suggerimento di benessere sarà anche itinerante. Il team del Mercato di Porta Genova, in cargo bike per le strade di Milano, distribuirà a tutti il materiale informativo della campagna, ricordandone il contenuto.

"È doveroso portare l'importante messaggio della nostra campagna in luoghi dedicati al cibo e alla socialità, quale è il Mercato di Porta Genova – commenta il Presidente di UNAPROA Ambrogio De Ponti -. Un luogo che è l'esaltazione dell'eccellenza della filiera agroalimentare italiana è la cornice ideale per ribadire la diretta connessione tra alimentazione e salute, ricordando ancora una volta quanto confermano numerosi e autorevoli studi scientifici: mangiare almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura di colore diverso è una ricetta semplice e concreta per avere un ruolo attivo nella costruzione del nostro benessere".





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mercoledì 23 dicembre 2015

Le previsioni IT di Interoute per il 2016

Interoute, l'operatore proprietario del più grande network e piattaforma di servizi cloud in Europa, rivela le sue previsioni, relative alle aziende e agli utenti IT, per il 2016 (e oltre).


Iperconvergenza, IoT, Big Data e il deployment di applicazioni all'interno di container software: sono queste le tendenze tecnologiche del prossimo anno secondo Matthew Finnie, CTO di Interoute.

1.       L’hyper-convergence diventa piattaforma – oggi le imprese devono affrontare diverse sfide sia nella gestione della propria infrastruttura esistente che nel passaggio al cloud. Assisteremo all’evoluzione di servizi basati sull’iperconvergenza delle risorse di rete e di cloud computing. Tutto questo si tradurrà nella diffusione di piattaforme in grado di identificare e consolidare, in modo rapido, le infrastrutture IT delle aziende, abilitando al tempo stesso espansioni e capacità DevOps.

2.      Il deployment dei sistemi cloud distribuiti a servizio dell’IoT – la  crescita e la diffusione su larga scala di piattaforme cloud distribuite con istanze localizzate determinerà la rapida espansione dei modelli IoT nel settore sanitario e finanziario, dove la prossimità e la localizzazione dei dati è regolata o indispensabile, per offrire un servizio reattivo ed efficiente.

3.      Big Data a livello locale – la difficoltà nello spostare grandi quantità di dati, insieme alla crescente richiesta di regole in materia di data privacy, favorirà lo sviluppo di modelli locali e distribuiti per l’elaborazione dei dati.

4.      La containerizzazione in modalità “as-a-platform” diventerà una valida alternativa aziendale – l’utilizzo sempre più diffuso del cloud e, di conseguenza, la continua virtualizzazione porterà alla creazione di infrastrutture aziendali basate su container, come la soluzione Core OS’s Docker. La possibilità di creare ed effettuare rapidamente il deploy di applicazioni a livello globale sostituirà i modelli precedenti, permettendo di risparmiare tempo e denaro e offrire una maggiore agilità.   

  

Thales Alenia Space: veicolo missione ExoMars a Baikonur

Thales Alenia Space
Il viaggio straordinario continua

Il veicolo della missione ExoMars 2016 è giunto al cosmodromo di Baikonur

Terminata la fase di integrazione e test presso i siti Thales Alenia Space, si prepara ora alla campagna di lancio  




Roma 23 Dicembre 2015 – Il veicolo per la Missione ExoMars 2016, costruito da Thales Alenia Space, joint venture Thales 67% e Finmeccanica 33%, è giunto al sito di lancio di Baikonur in Kazakhistan per l'inizio delle attività della campagna di lancio previsto a Marzo 2016.  

In particolare sarà completata la preparazione al lancio dell'intero veicolo comprendente anche il caricamento del propellente, le ultime verifiche funzionali e l'integrazione con il sistema di lancio.

ExoMars è la prima missione del programma di esplorazione dell'ESA Aurora, che comprende due missioni distinte. La prima, nel 2016, studierà l'atmosfera marziana e dimostrerà la fattibilità di diverse tecnologie fondamentali per l'ingresso in atmosfera, discesa e atterraggio. La missione 2016 inoltre, fornirà anche un collegamento dati tra la Terra e un rover marziano che sarà utilizzato nelle successive missioni. 

La seconda missione nel 2018, comprenderà un rover Europeo autonomo, capace di prelevare campioni di terreno ad una profondità di due metri a di analizzarne le proprietà chimiche , fisiche  e biologiche.

Il programma ExoMars è frutto di una cooperazione internazionale tra l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos), fortemente sostenuto anche dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il Programma è sviluppato da un consorzio Europeo guidato da Thales Alenia Space Italia che coinvolge circa 134 aziende spaziali  dei Paesi partner dell'ESA.

Thales Alenia Space Italia è Prime Contractor nel Programma ExoMars, occupandosi dell'intera progettazione delle due missioni. In particolare per quella del 2016 ha realizzato il modulo EDM (Entry Descent Module,  denominato Giovanni Virginio Schiaparelli, per l'ingresso e discesa su Marte, mentre Thales Alenia Space Francia è responsabile della realizzazione e integrazione del modulo orbitante TGO (Trace Gas Orbiter).

Il veicolo che a Marzo 2016 sarà inviato verso il Pianeta Rosso è composto da un modulo orbitante, chiamato TGO "Trace Gas Orbiter" e da un modulo di discesa chiamato EDM "Entry Descent and Landing Demonstrator Module, denominato Giovanni Virginio Schiaparelli, in onore del famoso astronomo italiano considerato una delle più grandi figure dell' astronomia Italiana dell'800 e al tempo stesso,  uno dei maggiori studiosi della storia della scienza e dell'astronomia antica.

Ad ExoMars 2016 contribuisce anche Finmeccanica-Selex ES con la fornitura di generatori e unità montate sul modulo EDM, con i sensori di assetto stellari per il TGO e con il cuore optronico dello strumento di osservazione CASSIS. Telespazio, invece, attraverso la controllata Telespazio VEGA Deutschland, cura lo sviluppo dell'ExoMars Mission Control System (MCS) per monitorare e controllare l'ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO) nel 2016.


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NATALE, 850 MLN SPESI IN PESCE PER LE FESTE (+5%)

Circa 850 milioni di euro saranno spesi per acquistare il pesce durante tutte le festività del Natale, con il giorno della vigilia che fa registrare il consumo più elevato dell'anno. E' quanto stima ImpresaPesca Coldiretti nel sottolineare che si registra un aumento del 5% rispetto allo scorso anno. Eppure - sottolinea la Coldiretti - tre piatti di pesce su quattro che si consumano in Italia sono stranieri, ma nessuno lo sa, soprattutto per quanto riguarda quello servito al ristorante dove Impresapesca Coldiretti chiede venga introdotta anche l'indicazione della provenienza nei menu.

Per non cadere nelle trappole del mercato in consiglio della Coldiretti e di guardare l'etichetta sul bancone dove deve essere specificato il metodo di produzione ("pescato", "pescato in acque dolci", "allevato…"), il tipo di attrezzo oggetto della cattura e la zona di cattura o di produzione (Mar Adriatico, Mar Ionio, Sardegna, anche attraverso un disegno o una mappa). Per quanto riguarda il pesce congelato c'è l'obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell'alimento è accompagnata dalla designazione "decongelato".

Per garantirsi la qualità il pesce fresco - ricorda la Coldiretti - deve avere inoltre una carne dalla consistenza soda ed elastica, le branchie di colore rosso o rosato e umide e gli occhi non secchi o opachi, mentre l'odore non deve essere forte e sgradevole. Infine meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre - continua la Coldiretti - per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.

La varietà del pesce pescato o da allevamento offre opportunità per tutte le tavole anche restando sotto la spesa di 30 euro. Ad esempio con un primo, a base di pesce pescato sulle nostre coste, vede come antipasto alici marinate e lumache di mare (6 euro) e sauté di cozze e vongole (5 euro). Per primo, spaghetti o tagliatelle con polpa di granchio fresco (10 euro), mentre il piatto forte è rappresentato dalla zuppa o brodetto di pesce (9 euro) fatto di triglie, calamari, moli, tracine, seppie, canocchie e gallinelle. Ma è possibile anche portare in tavola un menu italiano al cento per cento scegliendo il pesce proveniente dagli allevamenti di acquacoltura: come antipasto anguilla marinata (7 euro) e carpaccio di trota (3 euro), per primo pennette con sugo di trota salmonata (8 euro) e per secondo orata o spigola al forno con pomodorini e patate (12 euro).

Il settore della pesca vede impegnate - precisa ImpresaPesca Coldiretti – circa 13mila imbarcazioni mentre la top-ten delle produzioni è guidata dalle alici, seguite da vongole, sardine, naselli, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada e sugarelli. La classifica delle produzioni per volume di fatturato vede invece primeggiare - conclude la Coldiretti - il nasello, davanti ad alici, seppie, gamberi bianchi, scampi, pesce spada, gamberi rossi, vongole, pannocchie e sogliole.

 

I SEGRETI PER SCEGLIERE IL PESCE FRESCO

  • Acquistarlo, laddove possibile, direttamente dal produttore che garantisce la freschezza del pescato.
  • Verificare sul bancone l'etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca
  • Verificare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l'odore non deve essere forte e sgradevole.
  • Per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.
  • Meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne.

Fonte: ImpresaPesca Coldiretti




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Rigenerazione urbana: Rinnovata Intesa tra Regione, Anci, Ance, Abi, Politecnico e Progettisti su verifica fattibilità finanziaria interventi

Rinnovata ieri a Bari l'Intesa  tra Regione, Anci, Ance, Abi, Politecnico di Bari e Progettisti (architetti e ingegneri) per la realizzazione di "uno strumento di valutazione teso alla verifica della fattibilità finanziaria degli interventi di riqualificazione urbana e territoriale che comportano il coinvolgimento di soggetti privati".
Per l'Anci Puglia presente il presidente sen. Luigi Perrone, il quale ha dichiarato: "Lavorare insieme per attrarre risorse e migliorare la capacità progettuale. La riqualificazione urbana e l'efficienza energetica sono due leve fondamentali per il rilancio dell'economia locale. Ritengo importante il prosieguo della collaborazione tra Regione, Anci e gli altri attori coinvolti; questa azione sinergica tra costruttori, banche e progettisti può essere determinante per supportare i Comuni negli interventi di riqualificazione urbana, per verificare e definirne la fattibilità finanziaria, per lo snellimento delle procedure burocratiche, ma diviene particolarmente importante, anche per favorire il partenariato pubblico-privato". 

Bari, 23 dicembre 2015




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Donazioni ONLUS intelligenti: la messa di suffragio per il defunto

La messa di suffragio per il defunto è un modo solenne e generoso per onorare la dipartita di un nostro caro.
È possibile, infatti, richiedere una preghiera per i malati o un messa per defunti che sarà inserita nelle messe della comunità religiosa e ad assistere a quest’ultime di persona assieme agli altri familiari. Molte associazioni ONLUS di ispirazione cristiana prevedono tale forma di sostegno per i loro progetti umanitari. Con rispetto e solennità è possibile omaggiare la scomparsa di un caro defunto, facendo nel contempo del bene a chi si trova dall’altra parte del mondo in condizioni di miseria ed emarginazione.
Fare del bene attraverso una messa di suffragio per il defunto è semplice. Basta indicare il nome della persona cara scomparsa e il valore della donazione che può essere di qualsiasi importo, dipende solo dalle disposizioni economiche e… di cuore.

La messa di suffragio e le altre forme di donazione ONLUS

La messa di suffragio per il defunto, come detto, è una pratica solenne e immediata per fare del bene. Ma per aiutare il prossimo e sostenere i progetti solidali delle ONLUS con intelligenza, è possibile ricorrere ad altre pratiche altrettanto valide.
Per rimanere in tema con la messa di suffragio si può optare di associare una frase di condoglianza per accompagnare le preghiere per la perdita di una persona cara o sostenere chi ha bisogno di conforto.
Un altro gesto importante ed encomiabile per onorare la dipartita del proprio caro e fare del bene può essere rappresentato dalle donazioni in memoria, vale a dire una raccolta di offerte di familiari, parenti, amici e conoscenti del defunto da donare in beneficenza. Tali opere di bene ci consentiranno di associare il ricordo della persona venuta a mancare a un aiuto solidale concreto e prezioso.
Oltre a quelle in memoria è possibile anche effettuare donazioni in vita o ancora destinare una parte del proprio testamento a una causa solidale.
La messa di suffragio è dunque solo un modo tra i tanti per fare del bene e stare vicino, almeno con l’anima, a chi ne ha bisogno. Oltre a questa pratica è possibile fare di più, attraverso un ciclo di Messe Gregoriane, vale a dire la celebrazione di 30 sante messe consecutive ad opera di un solo sacerdote. In questo modo, le nostre preghiere per il defunto saranno perpetuate con fede e perseveranza, aspetti indispensabili anche quando si parla di solidarietà e beneficenza.
Quando si sceglie di donare con una messa di suffragio per i defunti o qualsiasi altra pratica, è possibile decidere anche il singolo progetto missionario a cui si vuole contribuire. L’importo lo decidi tu, il futuro di tante persone anche!


Articolo sponsorizzato realizzato con la pagina: 
http://fondazionesofia.org/sostienici/preghiera-per-defunti

martedì 22 dicembre 2015

2016 SFIDA SICUREZZA PER L’INTERNET OF THINGS



Test condotti nel corso del 2015 hanno ampiamente dimostrato la vulnerabilità dei dispositivi IoT. Nel 2016 l'Internet of Things sarà al centro di una sfida tra potenzialità e sicurezza e dovrà essere guidato dalla consapevolezza dei rischi connessi e, in particolare, dalla necessità di difesa dei dati e delle infrastrutture da cyberterrorismo e cybersabotaggio.

Entro la fine del prossimo anno ci saranno più di sei miliardi di oggetti connessi in tutto il pianeta. Secondo le previsioni, l'utilizzo dell’Internet of Things aumenterà del 30% nel 2016, con 6,4 miliardi di dispositivi connessi: assisteremo a un vero boom della crescita in molti settori del mercato internazionale.

L’innovazione tecnologica degli IoT coinvolgerà ogni aspetto della nostra quotidianità: nei prossimi anni vivremo in un mondo interconnesso, popolato da persone, cose e macchine collegate fra loro. Potremo utilizzare smartphone o tablet per controllare funzioni quali illuminazione, raffreddamento o riscaldamento e sicurezza delle nostre abitazioni. Le tecnologie legate all’IoT troveranno applicazione in molte aree come sanità, sicurezza, trasporti, gestione delle risorse. Il suo decollo produrrà conseguenze anche sul piano della moltiplicazione di dati e delle connessioni, aprendo le porte alla prossima stagione battezzata come “digital explosion”.

La grande sfida, insita nella rivoluzione dell’IoT, è quella della cybersecurity e la necessità di proteggere dati e infrastrutture dai malintenzionati. Vari test condotti nel corso del 2015 hanno dimostrato la vulnerabilità dei dispositivi IoT”, ha dichiarato Mirko Gatto, amministratore delegato di Yarix, società che opera dal 2001 nel campo della sicurezza informatica. “Già da tempo le applicazioni IoT e M2M sono bersaglio di attacchi, destando molteplici allarmi anche alla luce di un possibile utilizzo a questi scopi di Shodan, il motore di ricerca per gli oggetti collegati in rete”. Per chi non conoscesse Shodan, in questa intervista http://bit.ly/1O07N6H  Barbara Carfagna affronta gli attuali temi legati a cybersecurity e cyberwar.

In poche parole, questo sistema è in grado di indicizzare i dispositivi connessi alla rete Internet – oggetti come frigoriferi, webcam, termostati e perfino semafori, centrali elettriche, turbine eoliche, per citarne alcuni - organizzandoli per tipologia, produttore e modello.  Molti di questi device sono affetti da vulnerabilità o non vengono adeguatamente protetti. Con una semplice query si possono individuare i dispositivi ed eventuali falle di sicurezza, oltre a carpire dati personali e finanziari.

Nel 2016 ci aspettiamo di vedere un ulteriore sviluppo di exploit e malware che colpiscono protocolli di comunicazione tra questi dispositivi”, continua Mirko Gatto. “Gli attacchi cresceranno in quantità e complessità e l’IoT sarà il terreno fertile nel quale le vulnerabilità dei dispositivi consumer collegati verranno sfruttate per ottenere un punto d'appoggio all'interno delle reti aziendali e di hardware a cui si connettono”. Nel corso del 2016 assisteremo dunque ad un aumento degli attacchi M2M e alla progettazione e propagazione di worm e virus, con lo scopo di colpire specificatamente milioni o miliardi di dispositivi.

L’Internet of Things rappresenta un possibile bersaglio per tutti coloro che vogliano prendere di mira singole persone, organizzazioni o intere nazioni. Ci riferiamo, per fare un esempio, alla possibilità che venga attaccato un sistema per la gestione del traffico. Gli obiettivi sono innumerevoli e coprono settori industriali diversi, con un impatto potenziale che può spaziare da un danno poco significativo, come la messa fuori uso di un access point aziendale, a danni che coinvolgano il marchio e la reputazione, fino ad arrivare a conseguenze drammatiche, come nel caso di attacchi mirati a sistemi di controllo industriale (SCADA/ICS), una delle più grandi minacce per le infrastrutture critiche di una nazione. Il rischio di cyberterrorismo o cybersabotaggio è tutt’altro che infondato: proprio negli ultimi anni non sono mancati casi di attacchi per il controllo dei sistemi industriali.

Partendo da una consapevolezza fondamentale, che la sicurezza assoluta non esiste, non è comunque il caso di creare allarmismi”, conclude Mirko Gatto, “ma bisogna affrontare questo nuovo scenario in modo adeguato, dinamico e proattivo, facendosi affiancare da esperti di security in grado di offrire supporto con soluzioni adeguate ai gestori dei sistemi, come monitoraggio, analisi e un controllo pervasivo e distribuito sulle reti aziendali”.

Yarix
Yarix, società italiana specializzata in Sicurezza Informatica, è tra i principali fornitori di servizi e soluzioni di cyber security, business continuity e disaster recovery a industrie, enti governativi e militari, università e aziende del comparto sanitario; ha maturato un’esperienza pluriennale nel settore ed è dotata di personale altamente qualificato e certificato. Gli investimenti continui in Ricerca & Sviluppo nel settore della sicurezza confermano la sua leadership nel campo dell’Information Technology. Yarix collabora con i maggiori player mondiali dell’IT e promuove iniziative per la diffusione di un’ampia cultura digitale.

Anna Pisano
Content e Social Media Manager, Ufficio Stampa
L'Ippogrifo®
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Christmas Beer: a Natale si beve birra artigianale


Italiane e internazionali, le Christmas Beer sempre più protagoniste delle festività natalizie 

Con l'arrivo delle festività le tavole diventano protagoniste indiscusse dei nostri giorni e sempre più, negli anni, per accompagnare i luculliani pasti delle festività, al vino e allo spumante si è affiancata la birra artigianale. Il mondo dei birrifici, italiani e stranieri, in questo periodo infatti produce le cosiddette "Christmas Beer", ovvero delle birre realizzate in occasione del Natale. 
Non si parla di un vero e proprio stile ma di birre che sono uniche, perché cambiano di anno in anno. Infatti i mastri birrai, per questa ricorrenza, rivisitano le loro ricette e interpretano così la loro idea del Natale, rendendo i loro prodotti ideali per accompagnare i dolci tipici delle festività o semplicemente allietare e scaldare un dopo cena tra amici. 
Oltre che da accompagnamento, le birre di Natale sono sempre più un regalo gradito da lasciare sotto l'albero. Sempre più spesso, infatti, i produttori studiano intriganti confezioni regalo o imbottigliano le loro preziose birre d'occasione in formati "magnum" da un litro e mezzo.
Come dicevamo non si può parlare di "stile" perché le birre di Natale sono tutte diverse fra loro, benché solitamente presentino delle caratteristiche comuni, soprattutto sugli ingredienti utilizzati per aromatizzarle: cannella, spezie, frutta secca, agrumi, frutti rossi e miele spesso la fanno da padrone nella costruzione di queste particolari birre, profumate e corpose. Altro elemento comune è l'elevata gradazione alcolica, che va dai 7 ai 10 gradi. 
Ma da dove proviene la tradizione delle Christmas Beer? Il centro di tutto è il Belgio di qualche secolo fa, anche se ogni paese ha una tradizione brassicola in tal senso. In Europa, infatti, ogni nazione interpreta le sue birre di Natale in modo diverso. In origine esse erano prodotte a uso e consumo familiare, poi sono divenute parte della produzione dei birrifici artigianali che, per l'occasione, sfoderano tutte le loro conoscenze e i loro ingredienti più pregiati, a partire dai malti e dai luppoli, con risultati spesso straordinari. 
Come orientarsi, dunque, nella vasta offerta di birre di Natale di quest'anno? Lo abbiamo chiesto al Domus Birrae, distributore leader in Italia nel campo della birra artigianale, che ci ha illustrato le varie tipologie presenti nella sua scuderia, adatte ad ogni tipo di gusto. Si va da quelle di ispirazione belga alle affumicate, fino alle birre con sentori di frutta secca o canditi. Ecco, secondo loro, i must da non perdere per questo imminente Natale. 
Il Birrificio Lariano propone la Raku, una birra alcolica e leggermente affumicata, con sentori di frutta rossa e agrumi. Per rimanere sempre sul genere anche il Birrificio Rurale ha tra le sue birre la Smoky, una moderna interpretazione delle Rauch Beer tedesche, molto bevibile ed equilibrata. 
Gli amanti delle note fruttate tipiche di questo periodo dell'anno non potranno non provare la 25 Dodici di Birra del Borgo, una birra calda e avvolgente contraddistinta da note di frutta secca, uva sultanina e noci, con sentori di caramello, miele di castagno, ciliegia e ribes. La Weizenbock di Rittmayer, invece, ha un potente aroma di frutta matura e sentori di chiodi di garofano, con essenze affumicate e di uva passa. E che ne dite di una birra creata con l'aggiunta del frutto della passione? Parliamo della Passion Feber di Brewski, una particolare India Pale Ale dalle note fruttate. 
La dolcezza è di casa anche per il Birrificio del Ducato che, per la sua Winterlude, utilizza il luppolo belga di Poperinge. Una birra ad alta fermentazione rifermentata in bottiglia con aromi di frutta sciroppata, zucchero candito, crosta di pane e erba cipollina. Il richiamo al Belgio è seguito anche da Extraomnes con la sua Kerst, una birra ad alta gradazione in stile belga prodotta con l'aggiunta di miele. Il Birrificio di Cagliari, con la sua Santu Miali, propone una Belgian Strong Ale con luppoli Simcoe e Northern Brewer. 
E per i più "golosi" la Black Christmas di Toccalmatto ha in sé tutti i gustosi aromi di stagione (arancia dolce, vaniglia, cannella, cacao, cioccolato, caffè e liquirizia), mentre la Toats, realizzata in collaborazione con Stillwater, è probabilmente la prima birra al mondo 100% avena, con aromi di vaniglia, creme caramel e una luppolatura fruttata ed esotica. Sempre di Toccalmatto è la Sturm Und Drang, una birra in cui si esaltano i luppoli nobili tedeschi, che esprimono i loro profumi erbacei grazie a generosi dry hopping. 
Tornando al dolce il danese Amager, con la sua Secret Santa, propone una birra di grande corpo con sentori di toffee, caramello, frutti rossi e spezie. La Krampus di Ducato, invece, ha delle note balsamiche e dei richiami alla frutta candita e alle spezie. In tre parole: dolce, calda e piena. 
Chi non può fare a meno del gusto deciso del caffè non potrà perdere la King Kegwa di Ghost Brewing, una Imperial Coffee Stout realizzata con chicchi di caffè della regione Kirinyagaô Ngiriambu. AleBrowar, invece, propone la Sweet Cow, una birra nera in stile Sweet Stout morbida e vellutata, con note di caffè e cacao. Sugli stessi aromi è anche La Santa Muerte di Amager, che si arricchisce di sentori di caramello, corposa, avvolgente, nerissima e con una schiuma color cappuccino. 
E chi vuole festeggiare queste feste con una birra "sontuosa" non potrà non apprezzare la "barrel aged" del Birrificio Pontino, la versione invecchiata della Hopped Ink. Otto mesi di conservazione in botti di rovere che precedentemente ospitavano Sagrantino e due mesi di maturazione nei fusti per avere una birra che inebria con i suoi aromi di frutti rossi, vaniglia, le note tostate e leggermente vinose. 
Non abbandona le note del vino nemmeno Crak con la sua Double IPA da 9% alc. Il suo aroma di uva spina, conferito dal luppolo Nelson Sauvin, si equilibra con le note resinose e di albicocca del Rakau. Fruttata all'inizio, ma con un amaro tagliente e un finale secco che lascia il segno! 
La birra artigianale, dunque, entra a pieno titolo nella lista della spesa dei pranzi e delle cene natalizie, ma anche nella wishlist dei regali più graditi. Una tradizione, quella delle festività, che evolve anche in base al panorama brassicolo di qualità, nazionale e internazionale, sempre più vivo e attento al mondo che lo circonda.



Image: Christmas Beer / Shutterstock



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Bormio: il 23 gennaio 2016 tutti in pista per la Peak to Creek


Peak to Creek, otto km tutti d'un fiato per la gara (amatoriale) in programma a Bormio il 23 gennaio


Bormio, 21 dicembre 2015  – Edizione numero undici per Peak to Creek, la gara amatoriale di sci in programma sabato 23 gennaio sulla leggendaria pista Stelvio di Bormio, in Alta Valtellina. Più che una competizione, una vera e propria festa sulla neve: la Peak to Creek è infatti aperta a tutti – sciatori e snowboarder, basta aver compiuto 18 anni di età – e ogni anno richiama centinaia di partecipanti, pronti a mettere alla prova muscoli e concentrazione per affrontare gli 8 chilometri e i 1.800 metri di dislivello che dividono la Cima Bianca dal traguardo, a Bormio.

Con sole trenta porte direzionali su otto chilometri di tracciato, la Peak to Creek potrebbe essere paragonata a una discesa libera. Un percorso lungo e impegnativo, ma comunque adatto a sciatori di ogni livello: non c'è infatti un tempo limite per la discesa e il comitato organizzatore vieta l'utilizzo di tute da gara professionali. I partecipanti, a coppie, partono dalla Cima Bianca (3.012 metri di altitudine, il punto più alto del comprensorio) e, percorrendo la pista Stelvio, raggiungono il traguardo a Bormio, a 1.225 metri, per un totale di 1.800 metri di dislivello. In più i partecipanti possono mettersi alla prova su passaggi leggendari, come la famosa Carcentina e il muro di S. Pietro, ripercorrendo le traiettorie dei campioni di Coppa del Mondo e dei Mondiali.




Iscrizioni
Tutti possono partecipare alla Peak to Creek, a partire dai 18 anni di età compiuti.
Anche gli snowboarder sono ammessi alla gara ma, avendo una sciata differente da quella degli sciatori, partono per ultimi per evitare il rischio di collisioni. Gli iscritti sono inoltre divisi per categorie, a seconda del sesso, dell'età e della specialità (sci o snowboard). Presente anche la categoria "Team", con squadre composte da almeno otto persone, di cui almeno due donne.
Chi si vuole iscrivere, può rivolgersi alla biglietteria in via Battaglion Morbegno 25, oppure on line mediante la compilazione di un modulo. La quota di partecipazione all'evento è di € 25,00 (entro il 15 gennaio), dopo il costo è di € 40,00. La quota comprende il pacco gara, con t-shirt, sticker, sacca e altri gadget omaggio. Le iscrizioni chiudono mercoledì 20 gennaio. Per chi si iscrive, infine, skipass a prezzo agevolato (da € 30,00 per il giornaliero).


Edizione 2015, i numeri
Oltre 500 gli iscritti all'evento
Primo tempo assoluto femminile: Tiziana Lumina - 05:58.402
Primo tempo assoluto maschile: Mattia Bracchi - 04:08.916
Gruppo più numeroso: Sci Club - Gli Apostoli (22 iscritti)
Team più veloce: Beer & Sunshine Boys Team 29:29.801


Programma

Venerdì 22 gennaio 2016
14:00 ricognizione guidata; ritrovo a Bormio 3000
dalle 15:00 alle 19:00 accreditamento e ritiro chip presso biglietteria Bormio, via Battaglion Morbegno 25
17:00 Welcome Party 



Sabato 23 gennaio 2016
dalle 8:00 alle 10:00 accreditamento e ritiro chip
dalle 9:00 alle 10:30 ricognizione
10:45 partenza 
dalle 12:30 pranzo gratuito (per i partecipanti) presso Ski Stadium "Atleti Azzurri d'Italia"
15:00 premiazioni 
16:00 Peak to Creek Party 


Per ulteriori informazioni: www.bormio.eu e peaktocreek.it 


Informazioni:Ufficio Turistico Bormio
Via Roma 131/b | 23032 Bormio (So)
  tel. 0342 903300
info@bormio.eu
www.bormio.eu


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A ROMA FESTA IN ROSA PER LA PREMIAZIONE DEL 4° CONCORSO ENOLOGICO NAZIONALE DEI VINI ROSATI D’ITALIA

Roma 21 dicembre 2015. Roma si è tinta di rosa per un giorno in occasione della premiazione dei vincitori del 4° Concorso Enologico Nazionale dei Vini Rosati d'Italia che si è tenuto all'Hotel Rome Cavalieri. Il concorso, promosso dall'Assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, con l'autorizzazione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e realizzato in partenariato con Assoenologi, Accademia italiana della vite e del vino e Unioncamere Puglia, ha visto la partecipazione di 176 cantine, per 235 campioni, provenienti da 16 regioni d'Italia.
A fare la parte del leone nel medagliere sono stati Veneto e Puglia, con cinque premi ciascuno, seguiti dall'Emilia Romagna. Delle sei medaglie d'oro, due sono andate in Veneto e una a testa in Puglia, Abruzzo, Sicilia ed Emilia Romagna. 
"Congratulandomi con i vincitori di questa quarta edizione – sottolinea l'assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia - , confermo il valore strategico che hanno le azioni di promozione e valorizzazione per il settore agroalimentare. Il rosato si conferma prodotto di qualità, da Nord a Sud del nostro Paese. Con la Puglia e il Veneto, già pluripremiate nelle scorse edizioni, sono state riconosciute, per la prima volta, regioni come Calabria e Sicilia. Un risultato che rafforza la qualità del rosato italiano, sempre più competitivo anche sul panorama internazionale. Il rosato è rappresentativo delle nostre regioni d'Italia: in un calice di rosè ci sono l'esperienza dei nostri produttori, le tecniche di vinificazione sempre più all'avanguardia e le varietà altissime di uva che raccontano ogni singolo territorio. Se il consumo e la produzione italiana è in aumento è segno che la qualità sta aumentando, e che si sta investendo bene e nel lungo periodo anche fuori i confini nazionali".
Nel corso dell'evento, i partecipanti hanno avuto la possibilità di scoprire oltre 250 vini in degustazione, costruendo un percorso che, da Nord a Sud, ha coinvolto tutta la penisola. 
Ad accompagnare il meglio della produzione dei rosati italiani c'erano anche tantissimi prodotti tipici pugliesi e non, come focacce, pasticcio della tradizione di Natale, caciocavalli, manteche, Canestrato, lampascioni e pomodori secchi sott'olio, zuppe di legumi, capocollo di Martina Franca, salsiccia dei Monti Dauni, paste reali alle mandorle di Toritto e Cartellate al vincotto e miele.
Il IV Concorso Nazionale dei Vini Rosati d'Italia è un'attività del progetto "Apulia Felix in masseria – Il Tratturo dell'olio e del Rosato", una delle due proposte con cui la Regione Puglia partecipa all'iniziativa "Expo e Territori", l'intervento dedicato alla scoperta delle eccellenze agroalimentari italiane, coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche di Coesione.
L'Italia è il quinto Paese al mondo per consumo di rosati, tipologia comunque dalla domanda in espansione. Secondo uno studio francese, la domanda dei rosati subisce una forte stagionalità: tra primavera ed estate si consuma quasi il 70% della produzione. Oggi, nel mondo, i vini rosati rappresentano più del 9% dello stock enoico di cui il principale produttore rimane la Francia, seguita da Italia, Stati Uniti, Spagna e Germania. La Francia è anche il principale Paese consumatore (34% della produzione mondiale), seguita da Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna e Italia, solo quinta (5%), nonostante ne sia il secondo produttore. L'Italia quindi, sul versante rosato, è soprattutto un Paese esportatore, in 10 anni infatti, ha incrementato la sua quota export dal 26% al 40%.


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NATALE: REGALI ALL’ULTIMO MOMENTO PER 2,3 MLN DI ITALIANI

Ben 2,3 milioni di italiani hanno atteso gli ultimi giorni prima del Natale per acquistare i regali da porre sotto l'albero. E' quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe' dalla quale si evidenzia che sono quasi raddoppiati quelli che hanno atteso l'ultimo secondo disponibile, rispetto allo scorso anno.

 

In ogni caso - sottolinea la Coldiretti - solo l'8 per cento degli italiani quest'anno rinuncia al rito dell'omaggio delle feste da mettere sotto l'albero. C'è una sostanziale ripresa rispetto al passato anche se per quasi la metà degli italiani (54%) - precisa la Coldiretti – la speranza è di trovare sotto l'albero qualcosa che gli serva, ma che ha rimandato di acquistare mentre solo il 19 % un regalo sfizioso che non si puo' permettere. Si registra dunque - continua la Coldiretti - una spinta verso regali utili e all'interno della famiglia, tra i parenti e gli amici, si preferisce scegliere oggetti o servizi a cui non è stato possibile accedere durante l'anno. Tra le tendenze che si affermano a Natale quest'anno ci sono anche la ricerca di sconti facendo raffronti tra i vari esercizi commerciali, ma anche il ricorso ad internet per suggerimenti e acquisti on line.

 

La spesa media è di 165 euro e tra i regali piu' gettonati ci sono libri, tecnologia, abbigliamento, prodotti di bellezza e l'enogastronomia anche per l'affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Da segnalare la preferenza accordata all'acquisto di prodotti Made in Italy anche per aiutare l'economia nazionale o garantire maggiori opportunità di lavoro a sostegno della ripresa.

 

Accanto ai tradizionali luoghi di acquisto, un successo - continua la Coldiretti - viene registrato per i mercatini che sono frequentati da quasi sei italiani su dieci (59%) durante le festività nelle città e nei luoghi di villeggiatura. Una opzione che garantisce spesso la possibilità di trovare regali ad "originalità garantita" al giusto prezzo. Soprattutto per il cibo e le bevande - conclude la Coldiretti - si registra una tendenza al ritorno al contatto fisico con il produttore magari con acquisti direttamente in azienda o nei mercati degli agricoltori di campagna amica, per assecondare la crescente voglia di conoscenza sulle caratteristiche del prodotto e sui metodi per ottenerlo.

 




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