Cerca nel blog
martedì 26 settembre 2017
Regus: oltre il 90% degli imprenditori si affida al Cloud per la produttività
lunedì 30 aprile 2012
martedì 17 febbraio 2009
Skype-Nokia partner nel progetto di integrazione di Skype nei dispositivi Nokia
Skype e Nokia partner nel progetto di integrazione di Skype nei dispositivi Nokia
Barcellona, Spagna – Skype e Nokia hanno annunciato oggi una collaborazione che porterà l'esperienza delle comunicazioni internet leader nel mondo all'interno della gamma dei mobile computer Nokia.
In base agli accordi di collaborazione, Skype™ sarà integrato nei dispositivi Nokia a partire dalla Nokia Nseries. Il Nokia N97, prodotto di punta della gamma, sarà il primo ad offrire all'utente, sin dal terzo trimestre 2009, l'esperienza di Skype.
La funzionalità Skype verrà inclusa nella rubrica del Nokia N97, consentendo di attivare le impostazioni sulla presenza (ovvero, la possibilità di vedere quando i propri contatti Skype sono online) e il servizio di instant messaging. Gli utenti del Nokia N97 di tutto il mondo potranno inoltre utilizzare le reti 3G e WLAN, al fine di effettuare e ricevere in modo facile e gratuito chiamate da Skype a Skype, oltre ad usufruire delle convenienti tariffe che Skype applica alle chiamate verso numeri fissi e cellulari.
"Rendere Skype disponibile ovunque grazie ai dispositivi mobile è un passo necessario per la realizzazione della nostra vision che ha l'obiettivo di consentire conversazioni globali" dichiara Scott Durchslag, Chief Operating Officer di Skype. "La stretta collaborazione con Nokia, volta a precaricare e integrare il nostro software sui dispositivi della casa finlandese, costituirà un enorme vantaggio per i numerosi utenti Nokia che già utilizzano Skype, in quanto consentirà loro di accedere ed effettuare delle chiamate in tutta semplicità, anche in movimento, avvicinando inoltre a Skype nuovi utenti che apprezzano l'esperienza offerta dal Symbian Series 60 Nokia."
"Con oltre 400 milioni di utenti Skype a livello mondiale, l'integrazione di Skype sui mobile computer Nokia Nseries è un passo fondamentale per attivare sul mobile computer più avanzato al mondo esperienze internet convergenti prima disponibili solo da computer fisso," afferma Jose-Luis Martinez, Vice President, Nokia Nseries.
Nokia
Nokia è leader mondiale nella mobilità, e guida la trasformazione e la crescita dei settori convergenti di internet e delle comunicazioni. Nokia offre un'ampia gamma di device mobili con servizi e software che permettono alle persone di provare l'esperienza in mobilità della musica, della navigazione, del video e della televisione, dell'immagine, del gioco e del lavoro, e di molto altro. Lo sviluppo e la crescita dell'offerta di servizi Internet consumer, così come delle soluzioni e dei software per l'impresa, rappresentano un'area chiave. Inoltre, Nokia offre infrastrutture, soluzioni e servizi per le reti di comunicazione attraverso Nokia Siemens Networks
Skype
Fondato nel 2003, Skype sta rivoluzionando il modo in cui le persone di tutto il mondo comunicano tra loro. Con oltre 405 milioni di utenti registrati a livello globale, che utilizzano il software Skype per comunicare gratuitamente attraverso videochiamate e instant messaging, Skype genera i propri introiti grazie all'offerta premium che comprende chiamate da e verso telefoni fissi e cellulari, voicemail, inoltro di chiamata e SMS. Il sistema viene utilizzato in quasi tutti i paesi del mondo e si contano a oggi l'equivalente di oltre 100 miliardi di minuti di chiamate gratuite da Skype a Skype. Le conversazioni Skype si tengono su computer, cellulari e hardware Skype Certified™. L'azienda certifica e vende centinaia di prodotti hardware realizzati da oltre 50 partner e collabora con centinaia di sviluppatori terzi che hanno creato plug-in in grado di estendere le funzionalità Skype.
Skype è parte del gruppo eBay (NASDAQ: EBAY). Ulteriori informazioni e il download del software sono disponibili sul sito www.skype.com.
Requisiti: connessione internet a banda larga. Skype non sostituisce il servizio telefonico tradizionale e non può essere utilizzato per effettuare chiamate di emergenza.
Skype, i relativi marchi e loghi e il simbolo "S" sono marchi registrati di Skype Limited
Angela Babbolin
Image Building
Via Torino 61
20123 Milano
Tel. +39 02/89011300
Cel. +39 349/2501071
Fax +39 02/89011151
e-mail: a.babbolin@imagebuilding.it
martedì 27 maggio 2008
Gli Europei 2008 sul GSmart t600
Numerose le incredibili potenzialità di questo straordinario dispositivo. Può essere usato come un semplice e comodo telefono, ma presto si scopre che può anche:
• ricevere mail in tempo reale (push mail);
• aprire allegati Office mantenendone la formattazione originale;
• visualizzare gratuitamente mappe satellitari o addirittura trasformarlo in vero un navigarote satellitare;
• fare chiamate in Voip con Skype o altri operatori.
Questo innovativo smartphone Gsmart integra anche un ricevitore DVB-T per la ricezione gratuita del segnale televisivo Digitale Terrestre in chiaro (no pay-per-view) e, come tale è il primo tra i Cellulari in commercio a offrire questa funzione aggiuntiva.
Il segnale DVB-T non è studiato per la ricezione e la visualizzazione dei programmi televisivi in movimento, ma per un utilizzo residenziale. Ciononostante, è l’unica tecnologia in grado di visualizzare in modo del tutto gratuito le Tv che abitualmente si guardano sulla televisone di casa.
Per Maggiori Informazioni
giovedì 11 gennaio 2007
Partito Pirata: Wi-Max libero!
Partito PIrata: Liberate il Wi-MAX
Introduzione
Se siete interessati al Wi-Fi od al Wi-MAX, e vedete in queste tecnologie la possibilità di portare Internet là dove finora non è potuta arrivare, allora aiutateci: queste tecnologie stanno per esserci scippate dai soliti oligopolisti ed il nostro sogno di libertà potrebbe svanire in una nuvola di fumo. Solo a Dicembre 2006 si è raggiunto un accordo per liberalizzarle (Ministero Difesa).
Wi-Fi e Wi-MAX come strumento di libertà
Fino ad oggi, per collegare un nuovo utente ad Internet è sempre stato necessario fare arrivare fino a casa sua un cavo in rame (come quello del telefono) od in fibra ottica. Questo vuol dire che per collegare ad Internet un cittadino che abiti lontano dai principali punti di accesso ad Internet può essere necessario stendere chilometri di cavo e spendere cifre esorbitanti. Per questo motivo, quasi tutta la popolazione italiana che vive lontano dalle grandi città è sempre rimasta esclusa da questa tecnologia e da tutti i vantaggi che essa comporta (ad esempio l'abbattimento dei costi di comunicazione voce che sono resi possibili dall'uso di sistemi VoIP come Skype o Gizmo).
La necessità di stendere del cavo ha creato dei problemi enormi anche a chi abita in città. Dato che stendere nuovi cavi in città comporta dei lavori di costo molto elevato (ottenere licenze, spaccare strade, stendere cavi, chiudere strade, etc.), in pratica tutti gli operatori, tranne Fastweb, si limitano a noleggiare i cavi esistenti da Telecom. Telecom sa di agire in regime di monopolio e fa i prezzi che vuole, a tutto svantaggio del mercato.
Una prima soluzione a questo problema è stato l'uso di sistemi Wi-Fi. Con questa tecnologia sono già state collegate ad Internet intere città, come San Francisco e Bologna, ed intere vallate, anche in Italia. Il Wi-Fi, tuttavia, soffre di alcune limitazioni tecniche che ne impediscono l'uso su distanze “geografiche” (diciamo, oltre il chilometro di distanza, per intenderci) e con bacini di utenza di dimensioni “metropolitane” (una piccola città od un grosso paese).
L'evoluzione del Wi-Fi nella direzione delle applicazioni “geografiche” e “metropolitane” è un nuovo standard noto come Wi-MAX. Questo standard permette di coprire una intera vallata alpina con un singolo ripetitore e di accontentare tutti i suoi abitanti.
Sfortunatamente, le frequenze usate da Wi-MAX sono di proprietà dell'esercito e solo a Dicembre 2006 si è raggiunto un accordo per liberalizzarle. Ora si pensa di assegnarle agli operatori commerciali con delle aste pubbliche molto simili a quelle usate per assegnare le frequenze dell'UMTS.
Perchè le aste sono una idea sbagliata?
Il caso dell'UMTS ha reso evidente il motivo per cui mettere all'asta le frequenze è una pessima idea: gli alti costi dell'asta devono poi essere scaricati sull'utente finale e, di conseguenza, trasformano in un prodotto di lusso, accessibile a pochi privilegiati, quella che avrebbe dovuto essere una soluzione tecnica destinata ad abbattere i costi di connessione ed a favorire i meno abbienti.
Non solo, questa situazione esclude dal mercato i piccoli operatori e, di conseguenza, rinforza ulteriormente la posizione di mercato ed i privilegi delle grandi aziende del settore.(Associazione Italiana Internet Providers).
Il fardello storico dell'UMTS
Nonostante il fatto che le aste siano una idea palesemente sbagliata, è molto probabile che venga intrapresa ugualmente questa strada per assegnare le frequenze del Wi-MAX. Il motivo è ovvio: se si liberalizzasse l'accesso alle frequenze del Wi-MAX, chiunque, con pochi soldi, potrebbe fare concorrenza alle grandi aziende che operano nel settore della telefonia e che usano lo standard UMTS. Queste aziende hanno pagato decine di milioni di euro per avere quelle frequenze e non vogliono certo vedersi rubare il mercato dai primi arrivati.
A questo punto, è chiaro che gli interessi di queste aziende sono palesemente in contrasto con gli interessi della comunità e dei consumatori. Di conseguenza, è necessario far sentire la propria voce per impedire che, ancora una volta, sia il più debole a dover soccombere.
Una modesta proposta
Una soluzione corretta ed intelligente al problema delle assegnazione delle frequenze esiste da tempo ed è già usata nella vita quotidiana: è la stessa soluzione legale usata per evitare la proliferazione delle antenne paraboliche sui tetti dei condomini.
Come probabilmente saprete, la legge prevede che non si possa (non si potrebbe...) installare liberamente una antenna parabolica sul tetto del palazzo se già esiste un impianto analogo. La legge prevede che il secondo arrivato abbia il diritto a collegarsi all'antenna esistente a patto che non crei problemi al proprietario e che gli versi una parte della cifra spesa per l'installazione dell'antenna, diciamo il 50%.
Quando viene applicata al Wi-MAX, questa soluzione funziona nel modo seguente.
Il primo operatore che vuole coprire una certa area installa a sue spese l'antenna ed i ripetitori. Questi ripetitori usano una o più frequenze, scelte tra quelle disponibili.
Chi arriva per secondo, ha il diritto (previsto per legge) di usare la stessa antenna, gli stessi ripetitori e le stesse frequenze per offrire lo stesso servizio ai suoi utenti. Ovviamente, è tenuto a pagare il 50% dei costi dell'antenna e dei ripetitori a chi l'ha installata. Il secondo arrivato è anche tenuto a non creare problemi a chi ha installato l'antenna ed i ripetitori. Di conseguenza, se il traffico che produce è tale da creare problemi, deve installare altri ripetitori a sue spese.
In questo modo è possibile servire una certa zona con una sola antenna che viene usata e condivisa da più operatori, massimizzando lo sfruttamento delle frequenze e degli impianti, senza ricorrere a meccanismi di assegnazione di tipo economico (aste) che favorirebbero i più forti.
La suddivisione del traffico tra i diversi operatori può avvenire a valle dell'antenna, sulla rete digitale, esattamente come avviene da tempo per la condivisione dello stesso cavo in rame tra i diversi operatori della telefonia.
Che fare?
Informatevi su questi temi. Maturate una vostra opinione. Diffondete le informazioni che avete raccolto e le opinioni che avete maturato. Solo la presenza di milioni di testimoni come voi, attenti e tecnicamente competenti, può costringere i nostri politici a rendere conto del loro operato e, di conseguenza, ad agire veramente nell'interesse della comunità e dei singoli cittadini/consumatori. Solo in questo modo si può evitare che vengano ulteriormente rafforzati i privilegi degli oligopolisti già esistenti.
Se potete, aiutateci in questo Google Bombing. Create una pagina web in cui parlate di Wi-Fi, di Wi-MAX o di altre tecnologie affini ed inserite da qualche parte un link HTML come questo:
http://www.partito-pirata.it/?q=node/49”>Wi-MAX
Oppure come questo (che linka la sola pagina, non il sito del Partito Pirata):
"http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html">Wi-MAX
Se il numero di link di questo tipo sarà abbastanza alto, chiunque cercherà il termine Wi-MAX su Google nei prossimi mesi finirà per inciampare in questa pagina e sarà quasi costretto a conoscere le nostre opinioni su questo delicato tema. La nostra speranza è che leggano questo documento anche le persone che dovranno prendere decisioni in merito (politici e loro consulenti) e chi dovrà presentarle al pubblico (giornalisti).
Per qualunque necessità, potete contattarci attraverso la nostra mailing list:
http://www.piratpartiet.it/iscrizione.php
Oppure potete contattare direttamente l'autore di queste note a questo indirizzo:
martedì 9 gennaio 2007
COMUNICAZIONE - Wi-Fi, una rivoluzione anche per il volontariato
Se nel 2007 sarà estesa ai civili la tecnologia "Wi-max" (oggi usata dalla Difesa), che consente la connessione senza fili a internet entro un raggio di 50 chilometri, le telefonate utilizzando Skype si potranno fare anche con un moderno cellulare, scavalcando di colpo la telefonia mobile e a costi quasi irrilevanti.
- Parlare via Skype con il palmare si può, come ha dimostrato un esperimento di Redattore Sociale. Ecco quale può essere lo scenario dei prossimi mesi. E gli importanti vantaggi per il non profit, che ha già cominciato ad abbattere i costi delle bollette grazie ai nuovi software per le telefonate attraverso il web. vai>>
Disclaimer
Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.
Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.
Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).
Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.
L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.
Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.
Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.
Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.
Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.





