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martedì 26 settembre 2017

Regus: oltre il 90% degli imprenditori si affida al Cloud per la produttività

Gli strumenti Cloud e di videoconferenza stanno diventando basilari per una forza lavoro mobile

Roma – 26 settembre 2017 – Le ultime ricerche condotte da Regus, provider di spazi di lavoro flessibili, dimostrano che, in Italia, oltre nove imprenditori su dieci (96%) ritengono che il passaggio a una modalità di lavoro da remoto stia influenzando in maniera decisiva l'adozione di applicazioni "Cloud" accessibili da qualsiasi luogo.

Regus ha commissionato uno studio su oltre 300 imprenditori in Italia per scoprire quali strumenti siano i fattori abilitanti per lavorare in modo flessibile. 

La ricerca ha rivelato che non solo vi è un'enorme necessità di applicazioni basate sul Cloud, ma che i lavoratori flessibili sono alla ricerca di strumenti che li aiutino a rimanere sempre connessi; gli imprenditori utilizzano sempre più app in grado di supportare il lavoro a distanza, quali Skype (72%) e Whatsapp (92%).

Secondo quattro intervistati su cinque (85%), per i lavoratori da remoto rimanere in contatto con i propri manager è essenziale per poter garantire livelli di produttività elevati. 

Anche la videoconferenza sta crescendo in termini di popolarità, con quasi la metà (49%) degli imprenditori che afferma di avvalersene regolarmente, evidenziando così l'importanza di un'interazione faccia a faccia in un mondo mobile in continua crescita.

Altri risultati interessanti:

·         L'85% degli imprenditori ritiene che i manager debbano utilizzare metodi tradizionali di monitoraggio della produttività, come parlare al telefono più volte alla settimana;

·         L'84% ritiene che i lavoratori da remoto e i loro manager debbano mantenersi in contatto tramite telefono e applicazioni di messaggistica istantanea, mentre i  due terzi (67%) affermano che manager e lavoratori debbano utilizzare le videochiamate almeno una volta alla settimana;

·         In Italia, tuttavia, gli imprenditori non hanno adottato alcun sistema di monitoraggio della produttività (61%);

·         Anche i team di lavoro virtuali e le soluzioni per la condivisione di file stanno ottenendo popolarità: Dropbox, la soluzione basata su Cloud più diffusa, viene utilizzata da quasi tre quarti (70%) dei lavoratori, mentre Google Drive è utilizzato dal 55% degli imprenditori, a conferma del fatto che l'accesso al Cloud è fondamentale per la produttività.

Mauro Mordini, Regus Country Manager per Italia e Malta, ha commentato: "È sempre più evidente che la tecnologia richiesta dalla forza lavoro mobile non consiste soltanto nell'aumentare la produttività, ma anche nel favorire il lavoro flessibile. Le applicazioni di lavoro da remoto, così come la messaggistica istantanea e la videoconferenza, aiutano i lavoratori e i loro manager a mantenere aperti i canali di comunicazione e consentono ai lavoratori da remoto di restare in contatto con quelli presenti in ufficio".

"Il passaggio al lavoro da remoto  -  prosegue Mordini - sta influenzando in maniera esponenziale l'adozione di applicazioni Cloud, il che significa che è possibile accedere agli stessi documenti dei colleghi, sia dalla sede principale che dall'esterno. Tutto ciò, combinato con i costi contenuti degli strumenti di messaggistica istantanea, sta determinando un aumento del mobile working, contribuendo a preservare i livelli di produttività e coinvolgimento di una forza lavoro sempre più mobile".


Informazioni su Regus
Regus è il più grande fornitore al mondo di soluzioni ufficio flessibili, con un network di 3.000 sedi in più di 1.000 città e 100+ paesi e 2,3 milioni di clienti.

Grazie all'ampia gamma di soluzioni ufficio e a un numero sempre crescente di soluzioni per uffici virtuale e workplace recovery, offre la possibilità alle persone e alle aziende di lavorare da remoto, con un'ampia flessibilità di soluzioni anche in termini di budget.

Tra i nostri clienti figurano alcuni degli imprenditori, delle start-up e delle multinazionali di maggior successo.

Sul territorio italiano il gruppo, entro la fine del 2017, potrà contare su 41 business center oltre 70.000mq di spazio ufficio. 
Dopo le aperture negli ultimi mesi nelle città di Genova e Verona, Regus ha consolidato la propria presenza nella zona di Milano con Milano San siro, Milano Visconti Vimodrone e Segrate Segreen Business Park arrivando a 21 location, e a Napoli Brin e Roma Ostiense.

Per maggiori informazioni visita il sito www.regus.it


lunedì 30 aprile 2012

Beppe Grillo spiega in un video come è facile usare Skype.


martedì 17 febbraio 2009

Skype-Nokia partner nel progetto di integrazione di Skype nei dispositivi Nokia

Skype e Nokia partner nel progetto di integrazione di Skype nei dispositivi Nokia

Barcellona, Spagna – Skype e Nokia hanno annunciato oggi una collaborazione che porterà l'esperienza delle comunicazioni internet leader nel mondo all'interno della gamma dei mobile computer Nokia.

In base agli accordi di collaborazione, Skype™ sarà integrato nei dispositivi Nokia a partire dalla Nokia Nseries. Il Nokia N97, prodotto di punta della gamma, sarà il primo ad offrire all'utente, sin dal terzo trimestre 2009, l'esperienza di Skype.

La funzionalità Skype verrà inclusa nella rubrica del Nokia N97, consentendo di attivare le impostazioni sulla presenza (ovvero, la possibilità di vedere quando i propri contatti Skype sono online) e il servizio di instant messaging. Gli utenti del Nokia N97 di tutto il mondo potranno inoltre utilizzare le reti 3G e WLAN, al fine di effettuare e ricevere in modo facile e gratuito chiamate da Skype a Skype, oltre ad usufruire delle convenienti tariffe che Skype applica alle chiamate verso numeri fissi e cellulari.

"Rendere Skype disponibile ovunque grazie ai dispositivi mobile è un passo necessario per la realizzazione della nostra vision che ha l'obiettivo di consentire conversazioni globali" dichiara Scott Durchslag, Chief Operating Officer di Skype. "La stretta collaborazione con Nokia, volta a precaricare e integrare il nostro software sui dispositivi della casa finlandese, costituirà un enorme vantaggio per i numerosi utenti Nokia che già utilizzano Skype, in quanto consentirà loro di accedere ed effettuare delle chiamate in tutta semplicità, anche in movimento, avvicinando inoltre a Skype nuovi utenti che apprezzano l'esperienza offerta dal Symbian Series 60 Nokia."

"Con oltre 400 milioni di utenti Skype a livello mondiale, l'integrazione di Skype sui mobile computer Nokia Nseries è un passo fondamentale per attivare sul mobile computer più avanzato al mondo esperienze internet convergenti prima disponibili solo da computer fisso," afferma Jose-Luis Martinez, Vice President, Nokia Nseries.

Nokia
Nokia è leader mondiale nella mobilità, e guida la trasformazione e la crescita dei settori convergenti di internet e delle comunicazioni. Nokia offre un'ampia gamma di device mobili con servizi e software che permettono alle persone di provare l'esperienza in mobilità della musica, della navigazione, del video e della televisione, dell'immagine, del gioco e del lavoro, e di molto altro. Lo sviluppo e la crescita dell'offerta di servizi Internet consumer, così come delle soluzioni e dei software per l'impresa, rappresentano un'area chiave. Inoltre, Nokia offre infrastrutture, soluzioni e servizi per le reti di comunicazione attraverso Nokia Siemens Networks


Skype

Fondato nel 2003, Skype sta rivoluzionando il modo in cui le persone di tutto il mondo comunicano tra loro. Con oltre 405 milioni di utenti registrati a livello globale, che utilizzano il software Skype per comunicare gratuitamente attraverso videochiamate e instant messaging, Skype genera i propri introiti grazie all'offerta premium che comprende chiamate da e verso telefoni fissi e cellulari, voicemail, inoltro di chiamata e SMS. Il sistema viene utilizzato in quasi tutti i paesi del mondo e si contano a oggi l'equivalente di oltre 100 miliardi di minuti di chiamate gratuite da Skype a Skype. Le conversazioni Skype si tengono su computer, cellulari e hardware Skype Certified™. L'azienda certifica e vende centinaia di prodotti hardware realizzati da oltre 50 partner e collabora con centinaia di sviluppatori terzi che hanno creato plug-in in grado di estendere le funzionalità Skype.

Skype è parte del gruppo eBay (NASDAQ: EBAY). Ulteriori informazioni e il download del software sono disponibili sul sito www.skype.com.

Requisiti: connessione internet a banda larga. Skype non sostituisce il servizio telefonico tradizionale e non può essere utilizzato per effettuare chiamate di emergenza.

Skype, i relativi marchi e loghi e il simbolo "S" sono marchi registrati di Skype Limited

Angela Babbolin
Image Building
Via Torino 61
20123 Milano
Tel. +39 02/89011300
Cel. +39 349/2501071
Fax +39 02/89011151
e-mail: a.babbolin@imagebuilding.it

martedì 27 maggio 2008

Gli Europei 2008 sul GSmart t600

La scelta migliore per gli amanti del calcio, e non solo, che durante gli Europei 2008, che saranno trasmessi in chiaro dalla Rai sul Digitale Terrestre, non dovranno rinunciare nemmeno a un gol: il t600 è infatti il primo PDA phone al mondo con ricevitore digitale terrestre multistandard (DVB-T) che permette di guardare gratuitamente e registrare tutti i programmi tv in chiaro, anche grazie al comodo display VGA da 2.6’’ a colori con interfaccia TFT LCD touch panel e risoluzione televisiva (480×640 pixel).

Numerose le incredibili potenzialità di questo straordinario dispositivo. Può essere usato come un semplice e comodo telefono, ma presto si scopre che può anche:
• ricevere mail in tempo reale (push mail);
• aprire allegati Office mantenendone la formattazione originale;
• visualizzare gratuitamente mappe satellitari o addirittura trasformarlo in vero un navigarote satellitare;
• fare chiamate in Voip con Skype o altri operatori.

Questo innovativo smartphone Gsmart integra anche un ricevitore DVB-T per la ricezione gratuita del segnale televisivo Digitale Terrestre in chiaro (no pay-per-view) e, come tale è il primo tra i Cellulari in commercio a offrire questa funzione aggiuntiva.

Il segnale DVB-T non è studiato per la ricezione e la visualizzazione dei programmi televisivi in movimento, ma per un utilizzo residenziale. Ciononostante, è l’unica tecnologia in grado di visualizzare in modo del tutto gratuito le Tv che abitualmente si guardano sulla televisone di casa.


Per Maggiori Informazioni

giovedì 11 gennaio 2007

Partito Pirata: Wi-Max libero!

Partito PIrata: Liberate il Wi-MAX

Introduzione
Se siete interessati al Wi-Fi od al Wi-MAX, e vedete in queste tecnologie la possibilità di portare Internet là dove finora non è potuta arrivare, allora aiutateci: queste tecnologie stanno per esserci scippate dai soliti oligopolisti ed il nostro sogno di libertà potrebbe svanire in una nuvola di fumo. Solo a Dicembre 2006 si è raggiunto un accordo per liberalizzarle (Ministero Difesa).

Wi-Fi e Wi-MAX come strumento di libertà
Fino ad oggi, per collegare un nuovo utente ad Internet è sempre stato necessario fare arrivare fino a casa sua un cavo in rame (come quello del telefono) od in fibra ottica. Questo vuol dire che per collegare ad Internet un cittadino che abiti lontano dai principali punti di accesso ad Internet può essere necessario stendere chilometri di cavo e spendere cifre esorbitanti. Per questo motivo, quasi tutta la popolazione italiana che vive lontano dalle grandi città è sempre rimasta esclusa da questa tecnologia e da tutti i vantaggi che essa comporta (ad esempio l'abbattimento dei costi di comunicazione voce che sono resi possibili dall'uso di sistemi VoIP come Skype o Gizmo).

La necessità di stendere del cavo ha creato dei problemi enormi anche a chi abita in città. Dato che stendere nuovi cavi in città comporta dei lavori di costo molto elevato (ottenere licenze, spaccare strade, stendere cavi, chiudere strade, etc.), in pratica tutti gli operatori, tranne Fastweb, si limitano a noleggiare i cavi esistenti da Telecom. Telecom sa di agire in regime di monopolio e fa i prezzi che vuole, a tutto svantaggio del mercato.

Una prima soluzione a questo problema è stato l'uso di sistemi Wi-Fi. Con questa tecnologia sono già state collegate ad Internet intere città, come San Francisco e Bologna, ed intere vallate, anche in Italia. Il Wi-Fi, tuttavia, soffre di alcune limitazioni tecniche che ne impediscono l'uso su distanze “geografiche” (diciamo, oltre il chilometro di distanza, per intenderci) e con bacini di utenza di dimensioni “metropolitane” (una piccola città od un grosso paese).

L'evoluzione del Wi-Fi nella direzione delle applicazioni “geografiche” e “metropolitane” è un nuovo standard noto come Wi-MAX. Questo standard permette di coprire una intera vallata alpina con un singolo ripetitore e di accontentare tutti i suoi abitanti.

Sfortunatamente, le frequenze usate da Wi-MAX sono di proprietà dell'esercito e solo a Dicembre 2006 si è raggiunto un accordo per liberalizzarle. Ora si pensa di assegnarle agli operatori commerciali con delle aste pubbliche molto simili a quelle usate per assegnare le frequenze dell'UMTS.

Perchè le aste sono una idea sbagliata?
Il caso dell'UMTS ha reso evidente il motivo per cui mettere all'asta le frequenze è una pessima idea: gli alti costi dell'asta devono poi essere scaricati sull'utente finale e, di conseguenza, trasformano in un prodotto di lusso, accessibile a pochi privilegiati, quella che avrebbe dovuto essere una soluzione tecnica destinata ad abbattere i costi di connessione ed a favorire i meno abbienti.

Non solo, questa situazione esclude dal mercato i piccoli operatori e, di conseguenza, rinforza ulteriormente la posizione di mercato ed i privilegi delle grandi aziende del settore.(Associazione Italiana Internet Providers).

Il fardello storico dell'UMTS
Nonostante il fatto che le aste siano una idea palesemente sbagliata, è molto probabile che venga intrapresa ugualmente questa strada per assegnare le frequenze del Wi-MAX. Il motivo è ovvio: se si liberalizzasse l'accesso alle frequenze del Wi-MAX, chiunque, con pochi soldi, potrebbe fare concorrenza alle grandi aziende che operano nel settore della telefonia e che usano lo standard UMTS. Queste aziende hanno pagato decine di milioni di euro per avere quelle frequenze e non vogliono certo vedersi rubare il mercato dai primi arrivati.

A questo punto, è chiaro che gli interessi di queste aziende sono palesemente in contrasto con gli interessi della comunità e dei consumatori. Di conseguenza, è necessario far sentire la propria voce per impedire che, ancora una volta, sia il più debole a dover soccombere.

Una modesta proposta
Una soluzione corretta ed intelligente al problema delle assegnazione delle frequenze esiste da tempo ed è già usata nella vita quotidiana: è la stessa soluzione legale usata per evitare la proliferazione delle antenne paraboliche sui tetti dei condomini.

Come probabilmente saprete, la legge prevede che non si possa (non si potrebbe...) installare liberamente una antenna parabolica sul tetto del palazzo se già esiste un impianto analogo. La legge prevede che il secondo arrivato abbia il diritto a collegarsi all'antenna esistente a patto che non crei problemi al proprietario e che gli versi una parte della cifra spesa per l'installazione dell'antenna, diciamo il 50%.

Quando viene applicata al Wi-MAX, questa soluzione funziona nel modo seguente.

  1. Il primo operatore che vuole coprire una certa area installa a sue spese l'antenna ed i ripetitori. Questi ripetitori usano una o più frequenze, scelte tra quelle disponibili.

  2. Chi arriva per secondo, ha il diritto (previsto per legge) di usare la stessa antenna, gli stessi ripetitori e le stesse frequenze per offrire lo stesso servizio ai suoi utenti. Ovviamente, è tenuto a pagare il 50% dei costi dell'antenna e dei ripetitori a chi l'ha installata. Il secondo arrivato è anche tenuto a non creare problemi a chi ha installato l'antenna ed i ripetitori. Di conseguenza, se il traffico che produce è tale da creare problemi, deve installare altri ripetitori a sue spese.

In questo modo è possibile servire una certa zona con una sola antenna che viene usata e condivisa da più operatori, massimizzando lo sfruttamento delle frequenze e degli impianti, senza ricorrere a meccanismi di assegnazione di tipo economico (aste) che favorirebbero i più forti.

La suddivisione del traffico tra i diversi operatori può avvenire a valle dell'antenna, sulla rete digitale, esattamente come avviene da tempo per la condivisione dello stesso cavo in rame tra i diversi operatori della telefonia.

Che fare?
Informatevi su questi temi. Maturate una vostra opinione. Diffondete le informazioni che avete raccolto e le opinioni che avete maturato. Solo la presenza di milioni di testimoni come voi, attenti e tecnicamente competenti, può costringere i nostri politici a rendere conto del loro operato e, di conseguenza, ad agire veramente nell'interesse della comunità e dei singoli cittadini/consumatori. Solo in questo modo si può evitare che vengano ulteriormente rafforzati i privilegi degli oligopolisti già esistenti.

Se potete, aiutateci in questo Google Bombing. Create una pagina web in cui parlate di Wi-Fi, di Wi-MAX o di altre tecnologie affini ed inserite da qualche parte un link HTML come questo:

http://www.partito-pirata.it/?q=node/49”>Wi-MAX

Oppure come questo (che linka la sola pagina, non il sito del Partito Pirata):

"http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html">Wi-MAX

Se il numero di link di questo tipo sarà abbastanza alto, chiunque cercherà il termine Wi-MAX su Google nei prossimi mesi finirà per inciampare in questa pagina e sarà quasi costretto a conoscere le nostre opinioni su questo delicato tema. La nostra speranza è che leggano questo documento anche le persone che dovranno prendere decisioni in merito (politici e loro consulenti) e chi dovrà presentarle al pubblico (giornalisti).

Per qualunque necessità, potete contattarci attraverso la nostra mailing list:

http://www.piratpartiet.it/iscrizione.php

Oppure potete contattare direttamente l'autore di queste note a questo indirizzo:

alessandro.bottoni@infinito.it

martedì 9 gennaio 2007

COMUNICAZIONE - Wi-Fi, una rivoluzione anche per il volontariato

Se nel 2007 sarà estesa ai civili la tecnologia "Wi-max" (oggi usata dalla Difesa), che consente la connessione senza fili a internet entro un raggio di 50 chilometri, le telefonate utilizzando Skype si potranno fare anche con un moderno cellulare, scavalcando di colpo la telefonia mobile e a costi quasi irrilevanti.

- Parlare via Skype con il palmare si può, come ha dimostrato un esperimento di Redattore Sociale. Ecco quale può essere lo scenario dei prossimi mesi. E gli importanti vantaggi per il non profit, che ha già cominciato ad abbattere i costi delle bollette grazie ai nuovi software per le telefonate attraverso il web. vai>>

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