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mercoledì 16 maggio 2018

BOLOGNA, GIOCO LECITO "SOTTO SFRATTO", IL CONSIGLIO DELL'AVVOCATO: «RICORSO SUBITO»


BOLOGNA, GIOCO LECITO "SOTTO SFRATTO", IL CONSIGLIO DELL'AVVOCATO: «RICORSO SUBITO»

ROMA, 16/05/2018 - Fare ricorso, e subito: questo il consiglio agli operatori bolognesi da parte dell'avvocato amministrativista Filippo Boccioletti, che sta collaborando con Astro nel monitorare l'applicazione della legge regionale antiludopatia in Emilia Romagna. L'appello dell'avvocato cade due giorni dopo l'approvazione del regolamento sui giochi del Comune di Bologna, che riporta la mappatura dei luoghi sensibili.

Due documenti che, secondo Boccioletti, rappresentano la «condanna alla chiusura di tutti gli operatori (sale giochi, gestori di attività con apparecchiature ecc.) che si trovino a meno di 500 metri dai numerosissimi luoghi sensibili censiti dal Comune. Si tratta di atti amministrativi con cui l'amministrazione comunale individua, seppur senza identificarli uno per uno, tutti gli imprenditori che dovranno chiudere o trasferirsi».

A giudizio dell'avvocato, «la lesività diretta del regolamento (che entrerà in vigore il 29 maggio, ndr) e della allegata mappatura è pacifica. Per questo motivo, al fine di evitarne l'accettazione, il regolamento e i relativi allegati devono essere impugnati da chi si trova a meno di 500 metri dai luoghi sensibili e non voglia chiudere o trasferirsi».

Il singolo operatore non troverà il proprio nome nei documenti approvati dal Comune e non vi sarà un elenco specifico delle attività da chiudere, ma questo non deve indurre gli interessati ad evitare o posticipare il ricorso: «L'Amministrazione Comunale, infatti, qualora non venisse impugnato il suo atto deliberativo ritualmente pubblicato sull'albo pretorio, potrà sempre eccepire l'acquiescenza a detto atto, vanificando ulteriori azioni e iniziative giudiziarie».

Vero è che il prossimo step sarà la comunicazione di chiusura o di trasferimento inviata ad ogni operatore, «ma il Comune – prosegue Boccioletti - potrebbe strategicamente posticipare questo adempimento oltre i termini di impugnazione della propria delibera. Ciò renderebbe inutile il ricorso avverso la comunicazione formale diretta ad informare dell'obbligo di chiusura o delocalizzazione, in quanto la tardiva impugnazione della delibera rischierebbe di qualificare inammissibile detto ricorso, con conseguente "irrevocabilità" dell'ordine di chiusura o di delocalizzazione».

Il termine per l'impugnazione al Tar è di 60 giorni, decorrenti all'entrata in vigore della deliberazione del Consiglio Comunale; il ricorso dovrà, pertanto, essere notificato entro e non oltre il 28 luglio 2018.


venerdì 20 ottobre 2017

Gioco d’azzardo: Codacons blocca 50 milioni di euro di finanziamenti del Ministero della Salute sulla ludopatia


GIOCO D’AZZARDO: CODACONS BLOCCA 50 MLN DI EURO DI FINANZIAMENTI DEL MINISTERO DELLA SALUTE SULLA LUDOPATIA

TAR LAZIO ACCOGLIE RICORSO DELL’ASSOCIAZIONE. 
CRITERI ILLEGITTIMI PER L’ASSEGNAZIONE DEI FONDI. 
ORA ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI CONTRO MINISTERO DELLA SALUTE
Bloccati 50 milioni di euro che il Ministero della Salute si accingeva a trasferire alle Regioni per presunti progetti per la prevenzione della ludopatia

Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso del Codacons, annullando gli atti con cui il Ministero della Salute ha approvato i piani delle Regioni di “Attività per il contrasto al gioco d'azzardo” presentati ai sensi del combinato disposto dell' art. 1, comma 946, della legge n. 208/2015 e del d.m. del 6 ottobre 2016 .

Alcune Regioni – spiega il Codacons - avevano addirittura già stabilito associazioni private di loro gradimento cui affidare i finanziamenti, senza alcuna gara e predeterminazione dei criteri oggettivi di selezione, e in assenza dello specifico parere dell'Osservatorio per la prevenzione della ludopatia.

Ad esempio la Regione Toscana aveva deciso di affidare i fondi alla Federserd, associazione che è stata esclusa proprio dall'Osservatorio per conflitto di interessi con le società di gestione del gioco d'azzardo, e ad associazioni legate ai singoli consiglieri o di cui i consiglieri stessi facevano parte. 

Per non dire della Regione Campania, che aveva stabilito un contributo di 900.000 euro solo per il coordinamento dei progetti.

Il Codacons esprime dunque grande soddisfazione per la sentenza del Tar che fa giustizia di un sistema inammissibile e clientelare, avallato dal Ministero della salute e dal Direttore Generale Raniero Guerra, quest’ultimo già finito nel mirino dei consumatori per la vicenda vaccini e il suo ruolo all’interno della Fondazione Glaxo.

Proprio contro il Ministero della salute e il Dg Guerra, il Codacons presenterà ora un esposto alla Corte dei Conti, affinché apra una indagine sulla vicenda ai fini di eventuali danni erariali.

venerdì 30 maggio 2008

CATANIA, ELEZIONI: RICORSO AL TAR DEL MIS

MOVIMENTO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA
fondato nel 1943


- CUMUNICATU STAMPA -

CATANIA, ELEZIONI: RICORSO AL TAR DEL MIS

Il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia informa che, a rettifica di quanto annunciato nei giorni scorsi da alcune testate, è stato costretto a proporre, con l'Avvocato Elena Cassella del foro di Catania, ricorso dinnanzi al TAR Catania avverso la delibera della Commissione Elettorale Circondariale di Catania che ha, per pretestuosi vizi di forma, escluso la lista del MIS dalla consultazione elettorale del consiglio Comunale di Catania del prossimo 15 e 16 giugno 2008.

La Segreteria Nazionale del MIS ritiene infatti che tale esclusione sia da considerarsi indebita e teme che la stessa possa essere stata agevolata o finanche voluta e indotta da chi potrebbe temere il risveglio dello storico movimento indipendentista fondato nel 1943, da qualche anno riorganizzatosi e che va facendosi sempre più popolare e partecipato, ed il suo ritorno sulle schede elettorali proprio nella città di Catania, che dell'indipendentismo è uno dei principali focolai storici e che dalla colonizzazione italiana e del suo sistema di partiti italiani ed ascari patisce gravi sofferenze.

È quindi chiaro auspicio della dirigenza del MIS che tale esclusione vada invece attribuita semplicemente ad una cattiva applicazione di una normativa elettorale ormai palesemente obsoleta, e che costringe ad un autentico "tour de force" la Commissione Elettorale Circondariale, tenuta ad operare in tempi ristrettissimi affrontando una immane mole di lavoro. Sarebbe infatti gravissimo dover constatare che i peggiori timori circa la possibilità da parte di talune entità di penetrare e condizionare organi terzi e neutrali, realtà tra le più turpi che caratterizzano l'attualità siciliana e catanese e tra le motivazioni alla base del risorgere dell'indipendentismo siciliano e delle sue proteste e proposte, possano concretizzarsi proprio a danno di una voce di libertà, giustizia e verità quale è il MIS.

Catania, 30 Maju 2008

A cura dell'Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S.


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