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giovedì 16 novembre 2017

Luce e gas. Illumia è il primo operatore del mercato elettrico a pubblicare i numeri dei suoi call center nel proprio sito.


ILLUMIA PRIMO OPERATORE DEL MERCATO ELETTRICO A PUBBLICARE I NUMERI DEI SUOI CALL CENTER. 

IL "MANIFESTO DELLE BUONE PRATICHE NELLA VENDITA DELL'ENERGIA" INSIEME A CODACONS E MDC DÀ I SUOI PRIMI FRUTTI. 

  • Illumia ha pubblicato nel suo sito una pagina dove è possibile verificare se il numero da cui si ricevono chiamate appartiene ad agenzie autorizzate
  • Bernardi (Illumia): "Da oggi i consumatori hanno una grande opportunità: distinguere tra chi vende correttamente e chi cerca scorciatoie"

Bologna, 16 novembre 2017 – Parte da Illumia il primo fondamentale passo del Protocollo d'Intesa per la trasparenza verso i consumatori firmato lo scorso mese dall'operatore attivo nella vendita di energia elettrica e gas su tutto il territorio nazionale e due tra le principali Associazioni a tutela del mercato, Codacons Movimento Difesa del Cittadino (MDC).

L'obiettivo dichiarato è contrastare la diffusione di comportamenti scorretti da parte di alcuni soggetti che vendono forniture di energia per via telefonica, e che quindi alimentano un clima di sospetto e scetticismo a discapito dei venditori professionali. 

Alcune idee del Manifesto erano già state anticipate, tra cui la pubblicazione dei numeri telefonici dei call center e l'istituzione di un ranking delle agenzie. La prima, da oggi, è già una realtà. Entrando infatti nella home page di Illumia è possibile cliccare su una finestra "CONTROLLO CHIAMATE" che permette di inserire il numero di telefono da cui si è stati contattati e verificarne l'attendibilità.

"Abbiamo molto a cuore la correttezza con cui vengono proposte le nostre offerte di energia e gas" ha dichiarato Marco Bernardi, Presidente di Illumia. "Crediamo che questo nuovo strumento porterà nel tempo a una valutazione efficace delle agenzie, permettendo così di distinguere tra chi lavora correttamente e chi cerca scorciatoie. Da oggi i consumatori hanno una grande opportunità e noi vogliamo essere anche in questo vicini a loro".

In questo modo chiunque riceva una proposta di contrattualizzazione per via telefonica può verificare in tempo reale se si tratta di un'agenzia effettivamente autorizzata da Illumia oppure di soggetti che effettuano telefonate senza alcun mandato. Non solo, il consumatore può inviare una segnalazione in merito alla telefonata ricevuta, inserendo i dati della chiamata, come il numero o il nome dell'operatore, e può iscriversi senza passaggi ulteriori al "Registro delle Opposizioni", ovvero il database che raccoglie i recapiti ai quali nessuna agenzia può telefonare.


Codacons e Movimento Difesa del Cittadino esprimono apprezzamento per l'iniziativa che rappresenta la conferma degli impegni assunti da Illumia per dare trasparenza al mercato dell'energia e collaborare a contrastare il fenomeno del telemarketing selvaggio e delle attivazioni non richieste attraverso l'istituzione di buone prassi innovative che permettano maggiori certezze e tutele ai consumatori con il costante monitoraggio delle associazioni.


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martedì 24 ottobre 2017

Telefonia. Il MISE dice stop alle fatture a 28 giorni?

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TELECOMUNICAZIONI: FONTI MISE, FATTURA 28 GIORNI PRATICA SCORRETTA

CODACONS: BENE MISE, URGENTE CORRERE AI RIPARI. NORMA TENGA CONTO DEI RIMBORSI AGLI UTENTI, 1,19 MLD DI EURO SOLO NEL 2016

SE ILLEGALE FATTURAZIONE A 28 GIORNI NULLI TUTTI GLI EFFETTI CHE NE DERIVANO

Pieno appoggio del Codacons al Ministero dello Sviluppo economico che, in riferimento alla nota diffusa da Asstel, ha fatto sapere che la tariffazione a 28 giorni rappresenta una pratica commerciale scorretta che verrà esplicitamente vietata attraverso appositi strumenti legislativi nelle prossime settimane.

“Il Ministero deve correre ai ripari e con urgenza, perché il danno subito dagli utenti a causa delle illegittime bollette a 28 giorni è enorme, e pari a 1,19 miliardi di euro nel 2016 solo per la telefonia fissa e gli abbonamenti sim – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ma vietare la pratica di fatturazione a 28 giorni, peraltro già dichiarata fuorilegge dall’Agcom, non basta: qualsiasi provvedimento legislativo del Governo in tal senso dovrà necessariamente tenere conto dei rimborsi spettanti agli utenti. Questo perché se è illegale emettere bollette ogni 28 giorni, sono nulli tutti gli effetti che derivano da tale pratica, compresi i maggiori ricavi incassati dalle compagnie telefoniche dal 2015 ad oggi, che dovranno interamente essere restituiti ai consumatori” – conclude Rienzi.

Intanto tutti gli utenti danneggiati possono avviare la richiesta di risarcimento scaricando il modulo sul sito www.codacons.it

3 anni di squalifica ai tifosi laziali per la figurina antisemita di Anna Frank "romanista"


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La figurina antisemita con Anna Frank "romanista"


Il Codacons chiede tre anni di squalifica per i tifosi biancocelesti.

INSULTI ANTISEMITI, CODACONS: DANNO PER IMMAGINE DI ROMA E DELL’ITALIA ALL’ESTERO.

E’ ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, SERVE PROVVEDIMENTO ESEMPLARE: CHIUDERE CURVA NORD PER 3 ANNI


Un episodio che getta discredito sull’immagine di Roma e dell’Italia agli occhi del mondo, arrecando un danno enorme all’intero paese. 

Così il Codacons commenta l’ignobile vicenda degli insulti antisemiti organizzati dai tifosi della Lazio, che hanno tappezzato lo stadio Olimpico di Roma con immagini blasfeme di Anna Frank e offese antisemite di ogni tipo.

Non si tratta di una provocazione, ma di una vera e propria associazione a delinquere messa in atto dai tifosi della Lazio – spiega il Codacons – Il codice penale prevede infatti che quando tre o più persone si associano per commettere delitti, scatta la fattispecie di associazione a delinquere, in tal caso per la realizzazione di un reato evidente, quello di odio razziale, punito dalle nostre norme.

Non è la prima volta che la tifoseria biancoceleste si rende protagonista di episodi ignobili di stampo antisemita, e di fronte all’ultimo grave episodio le autorità competenti devono adottare provvedimenti esemplari: in tal senso il Codacons chiede la chiusura totale della curva Nord dell’Olimpico per un periodo non inferiore ai 3 anni, come segnale di forza delle istituzioni e punizione per comportamenti che non riguardano solo il calcio, ma ledono gli interessi della città e dell’Italia.

sabato 21 ottobre 2017

Telefonia. Bloccate le bollette a 28 giorni? Per il Codacons, pratica illegale

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BOLLETTE A 28 GG: CODACONS DENUNCIA GESTORI TELEFONICI A 104 PROCURE DI TUTTA ITALIA

INDAGARE PER TRUFFA E APPROPRIAZIONE INDEBITA. SOLO PER RETE FISSA E ABBONAMENTI SIM +50 EURO ANNUI A FAMIGLIA


Il Codacons depositerà lunedì prossimo un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia contri i gestori telefonici per la vicenda delle fatturazioni a 28 giorni sui contratti telefonici.

Di fronte all’immobilismo del Governo, che si limita ad annunciare futuri e non meglio specificati provvedimenti mentre i cittadini sono costretti a pagare una mensilità in più all’anno a causa della illegale prassi, e ai limiti dell’Agcom le cui sanzioni non possono superare una certa soglia, abbiamo deciso di passare alle vie legali denunciando penalmente le società telefoniche – spiega il presidente Carlo Rienzi – La fatturazione a 28 giorni, infatti, è stata vietata in modo netto dall’Autorità per le comunicazioni, e nonostante sia illegale viene applicata ai contratti degli utenti, realizzando solo per la telefonia fissa e gli abbonamenti Sim un ingiustificato ricavo per le compagnie telefoniche pari a 1,19 miliardi di euro annui

In sostanza ogni singola famiglia italiana versa nelle casse degli operatori circa 50 euro annui per una pratica ritenuta illegale dall’Agcom, senza tenere conto delle sim ricaricabili.

Per tale motivo il Codacons presenterà lunedì un esposto a 104 Procure di tutta Italia, in cui si chiede di aprire una indagine sui gestori telefonici operanti nel nostro paese, alla luce delle possibili fattispecie di truffa aggravata, appropriazione indebita e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Intanto gli utenti possono tutelarsi scaricando sul sito www.codacons.it la diffida alle compagnie telefoniche e la richiesta di indennizzo automatico dinanzi al Corecom per ottenere il risarcimento delle maggiori spese sostenute a causa dell’illegale fatturazione a 28 giorni. 

21 ottobre 2017

venerdì 20 ottobre 2017

Gioco d’azzardo: Codacons blocca 50 milioni di euro di finanziamenti del Ministero della Salute sulla ludopatia


GIOCO D’AZZARDO: CODACONS BLOCCA 50 MLN DI EURO DI FINANZIAMENTI DEL MINISTERO DELLA SALUTE SULLA LUDOPATIA

TAR LAZIO ACCOGLIE RICORSO DELL’ASSOCIAZIONE. 
CRITERI ILLEGITTIMI PER L’ASSEGNAZIONE DEI FONDI. 
ORA ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI CONTRO MINISTERO DELLA SALUTE
Bloccati 50 milioni di euro che il Ministero della Salute si accingeva a trasferire alle Regioni per presunti progetti per la prevenzione della ludopatia

Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso del Codacons, annullando gli atti con cui il Ministero della Salute ha approvato i piani delle Regioni di “Attività per il contrasto al gioco d'azzardo” presentati ai sensi del combinato disposto dell' art. 1, comma 946, della legge n. 208/2015 e del d.m. del 6 ottobre 2016 .

Alcune Regioni – spiega il Codacons - avevano addirittura già stabilito associazioni private di loro gradimento cui affidare i finanziamenti, senza alcuna gara e predeterminazione dei criteri oggettivi di selezione, e in assenza dello specifico parere dell'Osservatorio per la prevenzione della ludopatia.

Ad esempio la Regione Toscana aveva deciso di affidare i fondi alla Federserd, associazione che è stata esclusa proprio dall'Osservatorio per conflitto di interessi con le società di gestione del gioco d'azzardo, e ad associazioni legate ai singoli consiglieri o di cui i consiglieri stessi facevano parte. 

Per non dire della Regione Campania, che aveva stabilito un contributo di 900.000 euro solo per il coordinamento dei progetti.

Il Codacons esprime dunque grande soddisfazione per la sentenza del Tar che fa giustizia di un sistema inammissibile e clientelare, avallato dal Ministero della salute e dal Direttore Generale Raniero Guerra, quest’ultimo già finito nel mirino dei consumatori per la vicenda vaccini e il suo ruolo all’interno della Fondazione Glaxo.

Proprio contro il Ministero della salute e il Dg Guerra, il Codacons presenterà ora un esposto alla Corte dei Conti, affinché apra una indagine sulla vicenda ai fini di eventuali danni erariali.

lunedì 2 ottobre 2017

Codacons: "gioco d’azzardo: Ministero dell’economia e Monopoli condannati ad attuare la Legge di tutela"

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CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE RICORSO DI CLASS ACTION DEL CODACONS

ENTRO 30 GIORNI LO STATO DOVRA’ EMANARE DISPOSIZIONI URGENTI SUL FRONTE DELLA LOTTA ALLA LUDOPATIA, ALTRIMENTI SARA’ NOMINATO UN COMMISSARIO AD ACTA


Ancora una vittoria del Codacons contro lo Stato Italiano sul fronte della lotta al gioco d’azzardo. Il Consiglio di Stato, infatti, ha accolto un ricorso promosso dall’associazione dei consumatori nell’ambito di una class action avviata dallo stesso Codacons in tema di ludopatia, condannando il Ministero dell’Economia e i Monopoli di Stato ad attuare le disposizioni in materia previste dalla legge.

Già il Tar del Lazio aveva dato ragione all’associazione, ordinando al Ministero dell’economia, al Ministero della Salute e ai Monopoli di Stato di emanare le linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo, ai sensi dell’art. 1, comma 70, della legge n. 220 del 2010.

Contro la decisione del Tar, i due ministeri e i Monopoli hanno presentato appello al Consiglio di Stato, che non solo ha completamento rigettato le loro istanze, ma ha anche condannato le amministrazioni a pagare al Codacons 4.000 euro di spese legali.

Scrive infatti nella sentenza la IV sez. del CdS (Pres. Filippo Patroni Griffi, Rel. Daniela Di Carlo):

“L’oggetto della disciplina solo indirettamente e in modo mediato riguardava la predisposizione di azioni di contrasto alla ludopatia, prefiggendosi, invece, il legislatore, lo scopo principale di aggiornare i livelli essenziali di assistenza con prioritario riferimento alla riformulazione dell’elenco delle malattie croniche e di quelle rare, al fine di assicurare il bisogno di salute, l'equità nell'accesso all'assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze.

In tale contesto le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia (intesa come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro) rappresentava solo una, tra le molteplici, malattie croniche o rare bisognose di attenzione da parte del sistema sanitario nazionale. [...]

Pertanto, in un sistema cd. a tutele crescenti, l’entrata in vigore del decreto Balduzzi non rappresenta e non può rappresentare un ostacolo all’adozione di un atto amministrativo generale previsto da una legge tuttora in vigore, ma anzi costituisce un passo necessario verso l’attuazione di obiettivi posti dal legislatore in modo frammentato e rimasti ancora, allo stato, lettera morta nonostante le tante leggi succedutesi in materia. [...]

La continua e reiterata, in tutto o in parte, mancata attuazione delle misure volute dal legislatore suona pertanto – contrariamente a quanto ritenuto dalla parte appellante - come ulteriore riprova del fatto che il decisum contenuto nell’impugnata sentenza conserva tuttora la propria attualità”.

“E’ una vergogna che mentre migliaia di persone si ammalano ogni anno in Italia a causa del gioco, lo Stato intervenga solo dopo gli ordini dei giudici e le azioni del Codacons - afferma il presidente Carlo Rienzi – Ora il Ministero dell’Economia, assieme a quello della salute e ai Monopoli di Stato, dovrà emanare le disposizioni previste dalla legge 220 del 2010, ossia varare delle linee guida di contrasto al fenomeno della ludopatia. Se entro 30 giorni non sarà data attuazione alla sentenza del Consiglio di Stato, saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca allo Stato nell’adozione di misure a tutela della salute dei giocatori” – conclude Rienzi.

venerdì 23 giugno 2017

Codacons su rc auto Ivass

CODACONS: DIVARIO NORD-SUD ANCORA ABNORME. A NAPOLI PER ASSICURARE AUTO SI ARRIVA A PAGARE 2.800 EURO ANNUI
  
Ancora insufficienti per il Codacons le riduzioni delle tariffe rc auto monitorate dall'Ivass, specie per quanto attiene alle differenze tra nord e sud Italia.

"Se da un lato si riduce la forbice tra i prezzi delle assicurazioni italiane e quelle europee, sulle polizze rc auto resta ancora abnorme il divario tra nord e sud Italia  – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Ancora oggi e nonostante le nostre tante denunce esistono aree del paese dove assicurare una automobile rimane proibitivo. Basti pensare che a Napoli si spende mediamente poco più di 1.000 euro per una polizza rc auto, ma si possono raggiungere anche i 2.800 euro; in Valle D' Aosta bastano 310 euro, e circa 360 euro è il costo medio dell' rc auto in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia".

"Si tratta di differenze che non trovano giustificazione nella realtà, considerato che i costi a carico delle compagnie di assicurazioni sono diminuiti sia per effetto delle norme introdotte negli ultimi anni, sia grazie ad una più efficace lotta alle frodi anche tramite strumenti come la scatola nera" – conclude Rienzi.


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