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venerdì 30 novembre 2018

Azzardo, gambling, gioco online e ludopatia: l'Istituto Superiore della Sanità ne smentisce la correlazione

GIOCO ONLINE E LUDOPATIA: L'ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITÀ NE SMENTISCE LA CORRELAZIONE


Da un'indagine dell'ISS emerge che i giocatori "problematici" nel nostro Paese sono il 3% e per giocare scelgono prevalentemente luoghi fisici e lontani da casa. In questo contesto, LeoVegas si conferma leader per sicurezza e prevenzione nella pratica del gioco online

Milano, 30 novembre 2018 – L'ISS, lstituto Superiore della Sanità, ha condotto una ricerca sul rapporto sulla diffusione del gioco problematico, confermando che l'online è l'unico settore che offre procedure di identificazione del giocatore, limitazione al gioco e di protezione dei giocatori. Secondo la prima indagine epidemiologica sul gioco d'azzardo, realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità e comunicata ad Ottobre 2018, solo il 5,5% dei giocatori sceglie l'online mentre il 94,5% gioca sulla rete fisica offline.

Un altro aspetto importante che è emerso dallo studio dell'ISS è legato alla pubblicità, che non influenzerebbe le scelte di gioco e non indurrebbe dunque alla ludopatia: l'80,7% dei giocatori, infatti, ha dichiarato di non essersi fatto influenzare dalla pubblicità nella scelta del gioco. 

Ciò che emerge dunque dallo studio dell'ISS è che non c'è un'immediata correlazione tra gioco online e ludopatia e inoltre, nella pratica del gioco online, la percentuale di coloro che praticano gioco illegale scende vertiginosamente. Questo perché il gioco online garantisce procedure di identificazione del giocatore- cosa che spesso non avviene nei luoghi di gioco dove non sempre viene richiesto il documento di identità - e strumenti per la limitazione al gioco e la protezione dei giocatori.

In questo contesto, il pluripremiato casinò online di LeoVegasla principale azienda svedese di gambling che fornisce servizi di giochi e scommesse online, è in testa alla classifica dei migliori casinò online autorizzati in Italia  per sicurezza e affidabilità.

I giochi del casinò online di LeoVegas, infatti, dalle slot live al poker e dal roulette show al bingo, sono sicuri e protetti sotto i Regolamenti vigenti dell'AAMS, l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli.

LeoVegas, inoltre, per indirizzare i propri utenti verso un gioco responsabile, ha attuato le seguenti misure: prevenzione, fornendo informazioni sulla consapevolezza e sul monitoraggio dell'attività di gioco; protezione, offrendo strumenti per riconoscere i comportamenti che caratterizzano la dipendenza da gioco e per impedire l'accesso ai giochi ai minorenni; e auto-aiuto, ovvero funzionalità mirate a moderare o inibire la partecipazione ai giochi, come limiti di deposito e di perdita sul conto di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e strumenti per l'autoesclusione, temporanea o a tempo indeterminato.

A questi si aggiungono limiti di sessione, che permettono di impostare un tempo massimo per giocare, e limiti di scommessa, per stabilire la quota massima di denaro che è possibile scommettere su base giornaliera, settimanale o mensile.

Inoltre, al fine di fornire informazioni utili sulla prevenzione del gioco d'azzardo patologico e minorile, LeoVegas, da sempre attento alla sicurezza dei propri clienti, ha creato LeoSafePlay, una piattaforma che fornisce strumenti e risorse valide per identificare i rischi legati al gioco d'azzardo e identificarli precocemente, proponendo anche una serie di consigli per mantenere il controllo sul proprio comportamento.

sabato 17 novembre 2018

LUDOPATIA, MANCA: IL PROBLEMA ESISTE, MA NON SI RISOLVE NE’ CON DISTANZIOMETRO NE’ CON DEMAGOGIA E IPOCRISIA

LUDOPATIA, MANCA: IL PROBLEMA ESISTE, MA NON SI RISOLVE NE' CON DISTANZIOMETRO NE' CON DEMAGOGIA E IPOCRISIA
Così il vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Direzione Italia/Noi con l'Italia, Luigi Manca

Chi pensava, come i colleghi del Movimento 5 Stelle, che bastassero 500 metri per contrastare la ludopatia, oggi deve aver subito una sorta di doccia fredda a sentir parlare non il " solito" politico ma il procuratore Antonio De Donno, anche in qualità di presidente del Comitato scientifico dell'Eurispes, e altri rappresentanti dell'indipendente istituto di ricerca.
Il problema esiste, non va sottovalutato e lo dico da medico, ma non va affrontato con ipocrisia e demagogia, ma con una seria campagna di prevenzione e contrasto a una malattia, la ludopatia, alla stessa stregua di quella messa in atto dal Servizio Sanitario nazionale contro il fumo. Parliamo di malati difficili da diagnosticare e perciò sottostimati, ma l'11,3% di loro hanno ammesso di giocare lontani da casa e il 2,3% lontani dai posti di lavoro. A dimostrazione che il giocatore problematico non si lascia certo scoraggiare dal dover fare qualche metro in più, ma anche km, pur di giocare. Quindi i paladini del distanziometro farebbero meglio a evitare slogan inutili.
Non solo, come ha spiegato il procuratore De Donno il proibizionismo provocherebbe un effetto opposto, quello di consegnare nella braccia della criminalità i giocatori. Tutto ciò che è proibito (vedi la droga) finisce per avere consumi peggiori, ma illeciti e in mano a delinquenti, o meglio alla Mafia. Oggi i centri legali sono in mano a gestori che hanno la concessione dalla Stato, che hanno l'obbligo di non far entrare minori. Quindi ben vengano i controlli su questi, chiudere quelli non in regola, ma senza dimenticare che le famigerate "macchinette" si trovano, ormai, anche nei Tabaccai e nei Bar.
Infine, una considerazione del sociologo dell'Eurispes, Baldazzi, che condivido in pieno: chi ha stabilito quali sono i punti sensibili dal quale misurare la distanza? E perché una parrocchia, invece, non può costituire un dissuasore per i giocatori del centro giochi legale, ovvero quei centri che in Puglia danno lavoro a 10mila persone. Perché un problema di occupazione, oltre che di patologia e legalità, non possiamo non affrontarlo. Un esempio: da un monitoraggio fatto nella città di Lecce se si rispettasse la distanza di 500 metri tutti i centri scommesse dovrebbero essere chiusi e mandati a casa i dipendenti con regolare contratto di lavoro.

mercoledì 16 maggio 2018

BOLOGNA, GIOCO LECITO "SOTTO SFRATTO", IL CONSIGLIO DELL'AVVOCATO: «RICORSO SUBITO»


BOLOGNA, GIOCO LECITO "SOTTO SFRATTO", IL CONSIGLIO DELL'AVVOCATO: «RICORSO SUBITO»

ROMA, 16/05/2018 - Fare ricorso, e subito: questo il consiglio agli operatori bolognesi da parte dell'avvocato amministrativista Filippo Boccioletti, che sta collaborando con Astro nel monitorare l'applicazione della legge regionale antiludopatia in Emilia Romagna. L'appello dell'avvocato cade due giorni dopo l'approvazione del regolamento sui giochi del Comune di Bologna, che riporta la mappatura dei luoghi sensibili.

Due documenti che, secondo Boccioletti, rappresentano la «condanna alla chiusura di tutti gli operatori (sale giochi, gestori di attività con apparecchiature ecc.) che si trovino a meno di 500 metri dai numerosissimi luoghi sensibili censiti dal Comune. Si tratta di atti amministrativi con cui l'amministrazione comunale individua, seppur senza identificarli uno per uno, tutti gli imprenditori che dovranno chiudere o trasferirsi».

A giudizio dell'avvocato, «la lesività diretta del regolamento (che entrerà in vigore il 29 maggio, ndr) e della allegata mappatura è pacifica. Per questo motivo, al fine di evitarne l'accettazione, il regolamento e i relativi allegati devono essere impugnati da chi si trova a meno di 500 metri dai luoghi sensibili e non voglia chiudere o trasferirsi».

Il singolo operatore non troverà il proprio nome nei documenti approvati dal Comune e non vi sarà un elenco specifico delle attività da chiudere, ma questo non deve indurre gli interessati ad evitare o posticipare il ricorso: «L'Amministrazione Comunale, infatti, qualora non venisse impugnato il suo atto deliberativo ritualmente pubblicato sull'albo pretorio, potrà sempre eccepire l'acquiescenza a detto atto, vanificando ulteriori azioni e iniziative giudiziarie».

Vero è che il prossimo step sarà la comunicazione di chiusura o di trasferimento inviata ad ogni operatore, «ma il Comune – prosegue Boccioletti - potrebbe strategicamente posticipare questo adempimento oltre i termini di impugnazione della propria delibera. Ciò renderebbe inutile il ricorso avverso la comunicazione formale diretta ad informare dell'obbligo di chiusura o delocalizzazione, in quanto la tardiva impugnazione della delibera rischierebbe di qualificare inammissibile detto ricorso, con conseguente "irrevocabilità" dell'ordine di chiusura o di delocalizzazione».

Il termine per l'impugnazione al Tar è di 60 giorni, decorrenti all'entrata in vigore della deliberazione del Consiglio Comunale; il ricorso dovrà, pertanto, essere notificato entro e non oltre il 28 luglio 2018.


mercoledì 7 febbraio 2018

Dal Cnr il perfetto profilo dei giocatori d’azzardo


Ecco il profilo dei giocatori d'azzardo

I soggetti a rischio gambling presentano tratti depressivi e impulsivi, ricerca di emozioni positive e mancanza di fiducia negli altri, apertura mentale. 

Lo attesta il profilo di personalità patologica rilevato da ricercatori dell'Ibfm-Cnr e dell'Università della Calabria definito mediante tecniche di intelligenza artificiale. Lo studio è pubblicato sul Journal of Neuroscience Methods.


È possibile prevedere se una persona tenderà a sviluppare una soggezione patologica al gioco d'azzardo? Uno studio diretto dall'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro, a cui ha partecipato l'Università della Calabria, pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience Methods, ha definito i tratti della personalità del gambler patologico grazie a tecniche avanzate di intelligenza artificiale.

"Chi è vittima del gioco d'azzardo patologico perde, oltre a ingenti quantità di denaro, la capacità di controllo delle proprie azioni e la fiducia dei propri cari, con la percezione di essere entrato in un tunnel senza via di scampo", spiega Antonio Cerasa, ricercatore Ibfm-Cnr. "Le neuroscienze sono impegnate da decenni nello studio di questo disturbo che devasta la vita di moltissime famiglie italiane. Oggi sappiamo che la causa è multifattoriale (genetica, neurobiologica e comportamentale) e conferisce alla persona una vulnerabilità di base, amplificata da fattori psicosociali come povertà o traumi biografici. 

La letteratura indica già che, oltre a disfunzioni cerebrali e genetiche del sistema dopaminergico, i gambler patologici hanno anche un profilo di personalità disfunzionale, sono cioè più vulnerabili alle situazioni sociali che invitano al gioco, e questo aspetto non è mai studiato finora con metodi di intelligenza artificiale".

Per indagare questo aspetto poco conosciuto il gruppo di ricerca dell'Ibfm-Cnr ha coinvolto alcune strutture di riabilitazione psichiatrica a Milano e a Catanzaro, allo scopo di valutare i giocatori patologici in cura. "Abbiamo utilizzato algoritmi di intelligenza artificiale per capire se esiste nei giocatori d'azzardo patologici uno specifico costrutto di personalità", aggiunge Danilo Lofaro, ricercatore presso l'Università della Calabria e coautore del lavoro. 

"Sono stati inseriti nel calcolatore 6.000 dati relativi a 160 soggetti che non hanno mai giocato a slot machine o giochi d'azzardo e a 40 pazienti con gambling, ognuno dei quali era analizzato a seconda delle 30 caratteristiche alla base della personalità umana. Nella seconda fase dell'esperimento la macchina, dopo aver processato i dati, ha identificato la miglior combinazione che permette di separare i sani dai malati. Il risultato che consente di classificare otto gamblers su dieci è quello costituito dai seguenti sotto-tratti: bassa apertura mentale; bassa coscienziosità; bassa fiducia negli altri; ricerca di emozioni positive; elevato tratto depressivo e impulsivo. Una persona con queste caratteristiche rischia la vulnerabilità verso questa patologia psichiatrica".

Alta impulsività e depressione erano caratteristiche del gambler seriale già note agli psicologi. "L'avanzamento apportato dai modelli multivariati che abbiamo utilizzato è la conoscenza dell'esatta struttura multidimensionale del profilo di base di un giocatore. Un po' come dire che la malattia è legata all'alterazione di uno o più geni", precisa Cerasa. "La personalità è un marcatore oggettivo della funzionalità cerebrale, la cui attendibilità predittiva vale per i disturbi psichiatrici ma anche per malattie neurologiche come Parkinson e Alzheimer. Ad esempio, a parità di performance cognitive, l'estroverso pensa e usa aree cerebrali diverse dall'introverso, così come l'ansioso o impulsivo rispetto alla persona emotivamente stabile".

Lo studio è stato condotto anche grazie al finanziamento Pon03PE_00009_1 NeuroMeasures. "Lo scopo di queste ricerche è creare strumenti sempre più sensibili per riconoscere un disturbo prima che esso si manifesti in tutta la sua gravità. Da anni il nostro istituto di ricerca è impegnato nello sviluppo di innovativi sistemi per migliorare la pratica clinica", conclude il responsabile della sede di Catanzaro dell'Ibfm-Cnr, Aldo Quattrone.


Roma, 7 febbraio 2018

La scheda:
Chi: Ibfm-Cnr di Catanzaro
Che cosa: definizione del profilo di personalità dei giocatori d'azzardo patologici
Cerasa A, Lofaro D, Cavedini P, Martino I, Bruni A, Mauro D, Merante G, Rossomanno I, Rizzuto M, Sarica A, Aquino B, Conforti D, Arabia G, De Fazio P, Perna G, Vanni E, Quattrone A. Personality biomarkers of pathological gambling: a machine learning study. J Neurosci Meth 2017 294: 7-14; doi: 10.1016/j.jneumeth.2017.10.023


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www.CorrieredelWeb.it

venerdì 10 novembre 2017

Normativa sul Gioco pubblico. Regione Emilia-Romagna contraria a modifiche sulla Legge di contrasto al gioco patologico




RIORDINO GIOCHI, FERRI (EMILIA-ROMAGNA): «NESSUNA MODIFICA ALLA NOSTRA LEGGE REGIONALE»




ROMA, 10/11/2017
Mila Ferri, responsabile dell’Area salute mentale e dipendenze patologiche della Regione Emilia-Romagna, non si presta ad equivoci: la Regione, in materia di giochi, andrà avanti per la propria strada, malgrado gli appelli del Sottosegretario all’Economia Baretta, che proprio ieri ha ribadito come le normative locali debbano adeguarsi all’accordo sottoscritto in Conferenza Unificata da Governo ed enti locali lo scorso 7 settembre. 

«Modificare la legge? Non vedo proprio perché», sostiene la Ferri. 
In sintesi, le Regioni dovrebbero garantire una “equilibrata distribuzione” sul territorio dei punti di gioco e non eccedere rispetto alle due misure principali dell’accordo: taglio del 35% degli apparecchi e dimezzamento dei punti di gioco

Il problema nasce perché i severi distanziometri regionali (come quello dell’Emilia Romagna) sono destinati a tagliare di fatto una percentuale ben maggiore di apparecchi e sale giochi. 
Come si risolve questo latente contrasto?

«Intanto – spiega Mila Ferri - Il testo uscito dalla Conferenza Unificata non è una legge, ma un accordo, e neanche tanto dettagliato. Deve essere seguito da un decreto applicativo che stiamo aspettando. Inoltre va ricordato come nel testo uscito dalla Conferenza Unificata venga esplicitamente scritto che Regioni e Province autonome, ai fini del contrasto alla ludopatia, potranno prevedere forme maggiore di tutela per la popolazione rispetto al testo dell’intesa. Questa parte, anche a giudizio del nostro presidente Bonaccini, va intesa letteralmente. Ecco perché non c’è alcun motivo di rivedere la nostra legge di contrasto al gioco patologico».



venerdì 20 ottobre 2017

Gioco d’azzardo: Codacons blocca 50 milioni di euro di finanziamenti del Ministero della Salute sulla ludopatia


GIOCO D’AZZARDO: CODACONS BLOCCA 50 MLN DI EURO DI FINANZIAMENTI DEL MINISTERO DELLA SALUTE SULLA LUDOPATIA

TAR LAZIO ACCOGLIE RICORSO DELL’ASSOCIAZIONE. 
CRITERI ILLEGITTIMI PER L’ASSEGNAZIONE DEI FONDI. 
ORA ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI CONTRO MINISTERO DELLA SALUTE
Bloccati 50 milioni di euro che il Ministero della Salute si accingeva a trasferire alle Regioni per presunti progetti per la prevenzione della ludopatia

Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso del Codacons, annullando gli atti con cui il Ministero della Salute ha approvato i piani delle Regioni di “Attività per il contrasto al gioco d'azzardo” presentati ai sensi del combinato disposto dell' art. 1, comma 946, della legge n. 208/2015 e del d.m. del 6 ottobre 2016 .

Alcune Regioni – spiega il Codacons - avevano addirittura già stabilito associazioni private di loro gradimento cui affidare i finanziamenti, senza alcuna gara e predeterminazione dei criteri oggettivi di selezione, e in assenza dello specifico parere dell'Osservatorio per la prevenzione della ludopatia.

Ad esempio la Regione Toscana aveva deciso di affidare i fondi alla Federserd, associazione che è stata esclusa proprio dall'Osservatorio per conflitto di interessi con le società di gestione del gioco d'azzardo, e ad associazioni legate ai singoli consiglieri o di cui i consiglieri stessi facevano parte. 

Per non dire della Regione Campania, che aveva stabilito un contributo di 900.000 euro solo per il coordinamento dei progetti.

Il Codacons esprime dunque grande soddisfazione per la sentenza del Tar che fa giustizia di un sistema inammissibile e clientelare, avallato dal Ministero della salute e dal Direttore Generale Raniero Guerra, quest’ultimo già finito nel mirino dei consumatori per la vicenda vaccini e il suo ruolo all’interno della Fondazione Glaxo.

Proprio contro il Ministero della salute e il Dg Guerra, il Codacons presenterà ora un esposto alla Corte dei Conti, affinché apra una indagine sulla vicenda ai fini di eventuali danni erariali.

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