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venerdì 30 novembre 2018
Azzardo, gambling, gioco online e ludopatia: l'Istituto Superiore della Sanità ne smentisce la correlazione
sabato 17 novembre 2018
LUDOPATIA, MANCA: IL PROBLEMA ESISTE, MA NON SI RISOLVE NE’ CON DISTANZIOMETRO NE’ CON DEMAGOGIA E IPOCRISIA
mercoledì 16 maggio 2018
BOLOGNA, GIOCO LECITO "SOTTO SFRATTO", IL CONSIGLIO DELL'AVVOCATO: «RICORSO SUBITO»
ROMA, 16/05/2018 - Fare ricorso, e subito: questo il consiglio agli operatori bolognesi da parte dell'avvocato amministrativista Filippo Boccioletti, che sta collaborando con Astro nel monitorare l'applicazione della legge regionale antiludopatia in Emilia Romagna. L'appello dell'avvocato cade due giorni dopo l'approvazione del regolamento sui giochi del Comune di Bologna, che riporta la mappatura dei luoghi sensibili.
Due documenti che, secondo Boccioletti, rappresentano la «condanna alla chiusura di tutti gli operatori (sale giochi, gestori di attività con apparecchiature ecc.) che si trovino a meno di 500 metri dai numerosissimi luoghi sensibili censiti dal Comune. Si tratta di atti amministrativi con cui l'amministrazione comunale individua, seppur senza identificarli uno per uno, tutti gli imprenditori che dovranno chiudere o trasferirsi».
A giudizio dell'avvocato, «la lesività diretta del regolamento (che entrerà in vigore il 29 maggio, ndr) e della allegata mappatura è pacifica. Per questo motivo, al fine di evitarne l'accettazione, il regolamento e i relativi allegati devono essere impugnati da chi si trova a meno di 500 metri dai luoghi sensibili e non voglia chiudere o trasferirsi».
Il singolo operatore non troverà il proprio nome nei documenti approvati dal Comune e non vi sarà un elenco specifico delle attività da chiudere, ma questo non deve indurre gli interessati ad evitare o posticipare il ricorso: «L'Amministrazione Comunale, infatti, qualora non venisse impugnato il suo atto deliberativo ritualmente pubblicato sull'albo pretorio, potrà sempre eccepire l'acquiescenza a detto atto, vanificando ulteriori azioni e iniziative giudiziarie».
Vero è che il prossimo step sarà la comunicazione di chiusura o di trasferimento inviata ad ogni operatore, «ma il Comune – prosegue Boccioletti - potrebbe strategicamente posticipare questo adempimento oltre i termini di impugnazione della propria delibera. Ciò renderebbe inutile il ricorso avverso la comunicazione formale diretta ad informare dell'obbligo di chiusura o delocalizzazione, in quanto la tardiva impugnazione della delibera rischierebbe di qualificare inammissibile detto ricorso, con conseguente "irrevocabilità" dell'ordine di chiusura o di delocalizzazione».
Il termine per l'impugnazione al Tar è di 60 giorni, decorrenti all'entrata in vigore della deliberazione del Consiglio Comunale; il ricorso dovrà, pertanto, essere notificato entro e non oltre il 28 luglio 2018.
mercoledì 7 febbraio 2018
Dal Cnr il perfetto profilo dei giocatori d’azzardo
È possibile prevedere se una persona tenderà a sviluppare una soggezione patologica al gioco d'azzardo? Uno studio diretto dall'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro, a cui ha partecipato l'Università della Calabria, pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience Methods, ha definito i tratti della personalità del gambler patologico grazie a tecniche avanzate di intelligenza artificiale.
"Chi è vittima del gioco d'azzardo patologico perde, oltre a ingenti quantità di denaro, la capacità di controllo delle proprie azioni e la fiducia dei propri cari, con la percezione di essere entrato in un tunnel senza via di scampo", spiega Antonio Cerasa, ricercatore Ibfm-Cnr. "Le neuroscienze sono impegnate da decenni nello studio di questo disturbo che devasta la vita di moltissime famiglie italiane. Oggi sappiamo che la causa è multifattoriale (genetica, neurobiologica e comportamentale) e conferisce alla persona una vulnerabilità di base, amplificata da fattori psicosociali come povertà o traumi biografici.
Per indagare questo aspetto poco conosciuto il gruppo di ricerca dell'Ibfm-Cnr ha coinvolto alcune strutture di riabilitazione psichiatrica a Milano e a Catanzaro, allo scopo di valutare i giocatori patologici in cura. "Abbiamo utilizzato algoritmi di intelligenza artificiale per capire se esiste nei giocatori d'azzardo patologici uno specifico costrutto di personalità", aggiunge Danilo Lofaro, ricercatore presso l'Università della Calabria e coautore del lavoro.
Alta impulsività e depressione erano caratteristiche del gambler seriale già note agli psicologi. "L'avanzamento apportato dai modelli multivariati che abbiamo utilizzato è la conoscenza dell'esatta struttura multidimensionale del profilo di base di un giocatore. Un po' come dire che la malattia è legata all'alterazione di uno o più geni", precisa Cerasa. "La personalità è un marcatore oggettivo della funzionalità cerebrale, la cui attendibilità predittiva vale per i disturbi psichiatrici ma anche per malattie neurologiche come Parkinson e Alzheimer. Ad esempio, a parità di performance cognitive, l'estroverso pensa e usa aree cerebrali diverse dall'introverso, così come l'ansioso o impulsivo rispetto alla persona emotivamente stabile".
Lo studio è stato condotto anche grazie al finanziamento Pon03PE_00009_1 NeuroMeasures. "Lo scopo di queste ricerche è creare strumenti sempre più sensibili per riconoscere un disturbo prima che esso si manifesti in tutta la sua gravità. Da anni il nostro istituto di ricerca è impegnato nello sviluppo di innovativi sistemi per migliorare la pratica clinica", conclude il responsabile della sede di Catanzaro dell'Ibfm-Cnr, Aldo Quattrone.
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venerdì 10 novembre 2017
Normativa sul Gioco pubblico. Regione Emilia-Romagna contraria a modifiche sulla Legge di contrasto al gioco patologico
RIORDINO GIOCHI, FERRI (EMILIA-ROMAGNA): «NESSUNA MODIFICA ALLA NOSTRA LEGGE REGIONALE»
ROMA, 10/11/2017 - Mila Ferri, responsabile dell’Area salute mentale e dipendenze patologiche della Regione Emilia-Romagna, non si presta ad equivoci: la Regione, in materia di giochi, andrà avanti per la propria strada, malgrado gli appelli del Sottosegretario all’Economia Baretta, che proprio ieri ha ribadito come le normative locali debbano adeguarsi all’accordo sottoscritto in Conferenza Unificata da Governo ed enti locali lo scorso 7 settembre.
«Intanto – spiega Mila Ferri - Il testo uscito dalla Conferenza Unificata non è una legge, ma un accordo, e neanche tanto dettagliato. Deve essere seguito da un decreto applicativo che stiamo aspettando. Inoltre va ricordato come nel testo uscito dalla Conferenza Unificata venga esplicitamente scritto che Regioni e Province autonome, ai fini del contrasto alla ludopatia, potranno prevedere forme maggiore di tutela per la popolazione rispetto al testo dell’intesa. Questa parte, anche a giudizio del nostro presidente Bonaccini, va intesa letteralmente. Ecco perché non c’è alcun motivo di rivedere la nostra legge di contrasto al gioco patologico».
venerdì 20 ottobre 2017
Gioco d’azzardo: Codacons blocca 50 milioni di euro di finanziamenti del Ministero della Salute sulla ludopatia
TAR LAZIO ACCOGLIE RICORSO DELL’ASSOCIAZIONE.
Bloccati 50 milioni di euro che il Ministero della Salute si accingeva a trasferire alle Regioni per presunti progetti per la prevenzione della ludopatia.
Alcune Regioni – spiega il Codacons - avevano addirittura già stabilito associazioni private di loro gradimento cui affidare i finanziamenti, senza alcuna gara e predeterminazione dei criteri oggettivi di selezione, e in assenza dello specifico parere dell'Osservatorio per la prevenzione della ludopatia.
Ad esempio la Regione Toscana aveva deciso di affidare i fondi alla Federserd, associazione che è stata esclusa proprio dall'Osservatorio per conflitto di interessi con le società di gestione del gioco d'azzardo, e ad associazioni legate ai singoli consiglieri o di cui i consiglieri stessi facevano parte.
Il Codacons esprime dunque grande soddisfazione per la sentenza del Tar che fa giustizia di un sistema inammissibile e clientelare, avallato dal Ministero della salute e dal Direttore Generale Raniero Guerra, quest’ultimo già finito nel mirino dei consumatori per la vicenda vaccini e il suo ruolo all’interno della Fondazione Glaxo.
Proprio contro il Ministero della salute e il Dg Guerra, il Codacons presenterà ora un esposto alla Corte dei Conti, affinché apra una indagine sulla vicenda ai fini di eventuali danni erariali.
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