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sabato 21 settembre 2019

I giocatori di casinò online sono aumentati del 18% nei primi nove mesi del 2019


I giocatori di casinò online sono aumentati del 18% nei primi nove mesi del 2019
Campania, Lombardia e Lazio tra le Regioni in cui il gambling sul web è più praticato

Sempre più persone sono alla ricerca di divertimento e svago su smartphone e tablet: film e serie tv, libri, giochi e di recente vanno molto di moda anche i casinò online.
Sono finiti i tempi in cui si andava al Casinò non solo per giocare ma per godersi una serata diversa, vestiti in modo elegante, in un ambiente di un certo livello dove potersi anche rilassare con un drink tra una giocata e l'altra. 


Oggi, la crescita del mercato del gioco online ha fatto sì che molti giocatori preferiscano scommettere da dove vogliono, senza doversi recare di persona in un luogo a volte lontano, e in ogni momento del giorno, in più, con procedure di accesso facili e veloci, pagamenti sicuri e modalità di gioco ultra tecnologiche e immersive, per non parlare delle frequenti promozioni e bonus per gli utenti registrati. 


Secondo uno studio recente
, il numero di giocatori d'azzardo online in Italia è cresciuto del 18% da gennaio 2019 a oggi, arrivando a circa 2,3 milioni di giocatori, appassionati e registrati, di cui circa 670mila sono giocatori costanti, con una spesa media di circa 90 euro a giocatore. Insomma il fenomeno del gambling online nel nostro Paese rappresenta un mercato molto proficuo e in crescita.

Anche il profilo del classico giocatore in Italia è molto cambiato: addio al vecchio stereotipo dell'uomo over 40 con uno status sociale medio-alto; ora anche le donne, un tempo contro questo tipo di intrattenimento, con la possibilità di giocare da casa iniziano ad avvicinarvisi e ci sono molti giovani.
Secondo i dati forniti dai casinò associati, gli uomini rappresentano il 62% dei giocatori e le donne il 38%, mentre per il tipo di gioco, le donne preferiscono le Slot machine e gli uomini Poker, Roulette e altri giochi di carte (Blackjack, Baccarat):

Roulette: 67% uomini - 33% donne
Blackjack: 60% uomini - 40% donne
Slot machine: 48% uomini - 52% donne
Poker: 73% uomini - 27% donne
Baccarat: 59% uomini - 41% donne

Inoltre, comparando i dati, è emerso che i giocatori online in Italia sono sempre più giovani: il 77% ha meno di 45 anni ma ciò che più colpisce è la crescita dei più giovani, il 20% del totale non supera i 25 anni.

18-25 anni - 20%
26-35 anni - 26%
36-45 anni - 31%
46-55 anni - 13 %
56-65 anni – 7,5%
Over 65 anni – 2,5%

Per quanto riguarda la collocazione geografica dei giocatori online, sono concentrati principalmente al Centro-Sud, anche se la Lombardia per il Nord ha numeri elevati.
Il 18% dei giocatori viene dalla Campania, al secondo posto c'è proprio la Lombardia con il 12%, segue la Sicilia con l'11%, poi Lazio, Emilia Romagna e Puglia con il 10%.
Giochi online sempre più sicuri a differenza di quanto si possa credere

Per la legge italiana i casinò online devono essere autorizzati dall''AAMS (Agenzia Autonoma dei Monopoli di Stato) quindi conviene sempre giocare su quelli che hanno ottenuto il beneplacito dell'ente che è garanzia di regole rispettate secondo la normativa in vigore.

AAMS infatti regola e garantisce la sicurezza di tutti i casinò online italiani, con controlli severi e periodici e il rispetto di alcune regole:

-Per giocare d'azzardo su internet bisogna essere maggiorenni
-I casinò online autorizzati devono presentare il logo AAMS all'interno delle loro pagine.
-Tutti i sistemi di pagamento, sono sicuri perché controllati dai Monopoli di Stato.
-Nei casinò online AAMS si può pagare con postepay, paypal, bonifico bancario e tanti altri sistemi. Stessa cosa per il ritiro delle vincite fatte con i giochi d'azzardo disponibili.

Un altro aspetto da tenere ben presente è che la sede centrale dell'azienda di casinò online si trova nell'Unione europea, in questo modo le leggi Ue tutelano i giocatori.
In ogni caso
 è possibile confrontare i migliori casinò online, sia dal punto di vista della sicurezza, che dei buoni regalo o, ad esempio, verificare quali accettano pagamenti tramite Paypal.

Infine, si sente spesso parlare di ludopatia e "gioco patologico", ma la maggior parte delle persone affette da dipendenza gioca principalmente a videolottery, slot machine, lotterie e gratta e vinci, solo una piccola percentuale riguarda il gioco ai casinò online.


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venerdì 30 novembre 2018

Azzardo, gambling, gioco online e ludopatia: l'Istituto Superiore della Sanità ne smentisce la correlazione

GIOCO ONLINE E LUDOPATIA: L'ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITÀ NE SMENTISCE LA CORRELAZIONE


Da un'indagine dell'ISS emerge che i giocatori "problematici" nel nostro Paese sono il 3% e per giocare scelgono prevalentemente luoghi fisici e lontani da casa. In questo contesto, LeoVegas si conferma leader per sicurezza e prevenzione nella pratica del gioco online

Milano, 30 novembre 2018 – L'ISS, lstituto Superiore della Sanità, ha condotto una ricerca sul rapporto sulla diffusione del gioco problematico, confermando che l'online è l'unico settore che offre procedure di identificazione del giocatore, limitazione al gioco e di protezione dei giocatori. Secondo la prima indagine epidemiologica sul gioco d'azzardo, realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità e comunicata ad Ottobre 2018, solo il 5,5% dei giocatori sceglie l'online mentre il 94,5% gioca sulla rete fisica offline.

Un altro aspetto importante che è emerso dallo studio dell'ISS è legato alla pubblicità, che non influenzerebbe le scelte di gioco e non indurrebbe dunque alla ludopatia: l'80,7% dei giocatori, infatti, ha dichiarato di non essersi fatto influenzare dalla pubblicità nella scelta del gioco. 

Ciò che emerge dunque dallo studio dell'ISS è che non c'è un'immediata correlazione tra gioco online e ludopatia e inoltre, nella pratica del gioco online, la percentuale di coloro che praticano gioco illegale scende vertiginosamente. Questo perché il gioco online garantisce procedure di identificazione del giocatore- cosa che spesso non avviene nei luoghi di gioco dove non sempre viene richiesto il documento di identità - e strumenti per la limitazione al gioco e la protezione dei giocatori.

In questo contesto, il pluripremiato casinò online di LeoVegasla principale azienda svedese di gambling che fornisce servizi di giochi e scommesse online, è in testa alla classifica dei migliori casinò online autorizzati in Italia  per sicurezza e affidabilità.

I giochi del casinò online di LeoVegas, infatti, dalle slot live al poker e dal roulette show al bingo, sono sicuri e protetti sotto i Regolamenti vigenti dell'AAMS, l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli.

LeoVegas, inoltre, per indirizzare i propri utenti verso un gioco responsabile, ha attuato le seguenti misure: prevenzione, fornendo informazioni sulla consapevolezza e sul monitoraggio dell'attività di gioco; protezione, offrendo strumenti per riconoscere i comportamenti che caratterizzano la dipendenza da gioco e per impedire l'accesso ai giochi ai minorenni; e auto-aiuto, ovvero funzionalità mirate a moderare o inibire la partecipazione ai giochi, come limiti di deposito e di perdita sul conto di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e strumenti per l'autoesclusione, temporanea o a tempo indeterminato.

A questi si aggiungono limiti di sessione, che permettono di impostare un tempo massimo per giocare, e limiti di scommessa, per stabilire la quota massima di denaro che è possibile scommettere su base giornaliera, settimanale o mensile.

Inoltre, al fine di fornire informazioni utili sulla prevenzione del gioco d'azzardo patologico e minorile, LeoVegas, da sempre attento alla sicurezza dei propri clienti, ha creato LeoSafePlay, una piattaforma che fornisce strumenti e risorse valide per identificare i rischi legati al gioco d'azzardo e identificarli precocemente, proponendo anche una serie di consigli per mantenere il controllo sul proprio comportamento.

sabato 17 novembre 2018

LUDOPATIA, MANCA: IL PROBLEMA ESISTE, MA NON SI RISOLVE NE’ CON DISTANZIOMETRO NE’ CON DEMAGOGIA E IPOCRISIA

LUDOPATIA, MANCA: IL PROBLEMA ESISTE, MA NON SI RISOLVE NE' CON DISTANZIOMETRO NE' CON DEMAGOGIA E IPOCRISIA
Così il vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Direzione Italia/Noi con l'Italia, Luigi Manca

Chi pensava, come i colleghi del Movimento 5 Stelle, che bastassero 500 metri per contrastare la ludopatia, oggi deve aver subito una sorta di doccia fredda a sentir parlare non il " solito" politico ma il procuratore Antonio De Donno, anche in qualità di presidente del Comitato scientifico dell'Eurispes, e altri rappresentanti dell'indipendente istituto di ricerca.
Il problema esiste, non va sottovalutato e lo dico da medico, ma non va affrontato con ipocrisia e demagogia, ma con una seria campagna di prevenzione e contrasto a una malattia, la ludopatia, alla stessa stregua di quella messa in atto dal Servizio Sanitario nazionale contro il fumo. Parliamo di malati difficili da diagnosticare e perciò sottostimati, ma l'11,3% di loro hanno ammesso di giocare lontani da casa e il 2,3% lontani dai posti di lavoro. A dimostrazione che il giocatore problematico non si lascia certo scoraggiare dal dover fare qualche metro in più, ma anche km, pur di giocare. Quindi i paladini del distanziometro farebbero meglio a evitare slogan inutili.
Non solo, come ha spiegato il procuratore De Donno il proibizionismo provocherebbe un effetto opposto, quello di consegnare nella braccia della criminalità i giocatori. Tutto ciò che è proibito (vedi la droga) finisce per avere consumi peggiori, ma illeciti e in mano a delinquenti, o meglio alla Mafia. Oggi i centri legali sono in mano a gestori che hanno la concessione dalla Stato, che hanno l'obbligo di non far entrare minori. Quindi ben vengano i controlli su questi, chiudere quelli non in regola, ma senza dimenticare che le famigerate "macchinette" si trovano, ormai, anche nei Tabaccai e nei Bar.
Infine, una considerazione del sociologo dell'Eurispes, Baldazzi, che condivido in pieno: chi ha stabilito quali sono i punti sensibili dal quale misurare la distanza? E perché una parrocchia, invece, non può costituire un dissuasore per i giocatori del centro giochi legale, ovvero quei centri che in Puglia danno lavoro a 10mila persone. Perché un problema di occupazione, oltre che di patologia e legalità, non possiamo non affrontarlo. Un esempio: da un monitoraggio fatto nella città di Lecce se si rispettasse la distanza di 500 metri tutti i centri scommesse dovrebbero essere chiusi e mandati a casa i dipendenti con regolare contratto di lavoro.

sabato 10 novembre 2018

PokerStars lancia la Realtà Virtuale con Oculus Rift e HTC Vive

POKERSTARS VR PORTA I GIOCATORI IN UN NUOVO MONDO VIRTUALE CON OCULUS RIFT E HTC VIVE

Le esperienze di poker virtuale arrivano in tempo per le vacanze invernali


ONCHAN, Isle of Man – November 8, 2018 – L'ultima innovazione in casa PokerStars è PokerStars VRora disponibile in download gratuito in tutti i mercati di PokerStars. 
Il lancio ufficiale del gioco, anticipato con entusiasmo, segue la fase di test in versione beta provata in anteprima da 150 invitati che hanno utilizzato Oculus Rift e HTC Vive. 
PokerStars VR è ora disponibile in download attraverso gli Store di Oculus e Viveport e attraverso Steam.
I giocatori di tutto il mondo possono ora vivere comodamente da casa e in prima persona tutto ciò che accade quando il poker online incontra il poker dal vivo. 
PokerStars VR, sviluppato con Lucky VR, è caratterizzato da un mix perfetto di puro gameplay, condivisione e interazioni divertenti per far esplorarequesto mondo a nuovi utenti.
I giocatori hanno la possibilità di immergersi completamente in diverse scene di social poker, scegliendo l'ambiente in cui giocare, tra cui Macau 2050, The Macau Suite, The Showdown Saloon, Monte-Carlo Yacht e The Void
Utilizzando i controlli intuitivi per un gameplay fluido, si possono maneggiare anche le carte e le chip, ci si può intrattenere con gli altri giocatori come se ci si trovasse davvero tutti intorno allo stesso tavolo. 
Il gioco è caratterizzato anche da una serie di scenari divertenti e interattivi, da comandi vocali al broadcast di Twich integrato e allo streaming su Oculus Rift per chi volesse giocare e trasmettere in streaming.
WORLD CLASS VR EXPERIENCE
"Quando abbiamo mostrato il prodotto in anteprima è stato fantastico vedere le persone divertirsi davvero diventando sempre più coinvolti nel gioco" ha dichiarato Severin Rasset, PokerStars Director of Poker Innovation and Operations
"Abbiamo voluto avventurarci nel mondo della realtà virtuale perché crediamo sia una strada da intraprendere per far assaporare ai nostri utenti con si può fare con le nuove tecnologie. Consiglio vivamente a tutti di provare il gioco considerando che per capirlo davvero bisogna viverlo in prima persona."
Il nuovo gioco simula accuratamente l'esperienza del live poker riportandone le stesse sottigliezze e interazioni in un ambiente online. 
Molto lavoro è stato dedicato nello svilippo di PokerStars VR nel tentativo di ricreare l'atmosfera di una vera partita di poker, inclusi elementi come le torri di chip, occhiate furtive alle carte degli avversari e le abilità di provare a leggere gli avversari e bluffare in una nuova dimensione.


Informazioni su PokerStars
PokerStars gestisce i siti di poker online più frequentati al mondo, offrendo i propri servizi alla comunità pokeristica globale. 

Dal suo lancio nel 2001, PokerStars è diventata la prima scelta per i giocatori di tutto il mondo, con più tornei giornalieri e i migliori sistemi di sicurezza online rispetto a qualsiasi altro concorrente. 

Sono state giocate più di 182 miliardi di mani su PokerStars, numero che nessun altro sito è riuscito a eguagliare.

The Stars Group è proprietario o licenziatario di marchi e attività correlate al giocotra cui PokerStars, PokerStars Casino, BetStars, Full Tilt, Sky Bet, Sky Vegas, Sky Casino, Sky Bingo, Sky Poker e BetEasy oltre a marchi di tour ed eventi di poker live, inclusi i PokerStars Players No Limit Hold'em Championship, European Poker Tour, PokerStars Caribbean Adventure, Latin American Poker Tour, Asia Pacific Poker Tour, PokerStars Festival e PokerStars MEGASTACK.

The Stars Group è uno dei marchi  che vanta il maggior numero di licenze di gioco a livello mondiale, ed è titolare di licenze o omologazioni correlate in ben 19 giurisdizioni in tutto il mondo, come Europa, Australia e il continente Americano.

Gioca responsabilmente! 


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giovedì 3 maggio 2018

Il gioco d'azzardo si fa adulto


L'azzardo è sempre più adulto

Elaborati dall'Istituto di fisiologia clinica del Cnr, i nuovi dati IPSAD® ed ESPAD®Italia rivelano che gli adulti scommettono sempre di più, mentre è in calo il gioco d'azzardo, anche on-line, tra i giovani in tutte le regioni italiane. 

Nel Sud Italia crescono invece gli studenti giocatori 'problematici'. Sempre più diffusi Gratta&Vinci e scommesse sportive. 

Aumentano i giocatori d'azzardo nella popolazione adulta (15-64 anni) mentre diminuiscono in quella studentesca (15-19 anni). Nel corso del 2017 hanno giocato almeno una volta oltre 17 milioni di italiani (42,8%), contro i 10 milioni del 2014 (27,9%), e fra questi oltre un milione di studenti (36.9%), in calo rispetto agli 1,4 milioni (47,1%) di otto anni prima. 

A rivelarlo gli studi IPSAD® ed ESPAD®Italia dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr). "Aumentano tra gli adulti anche i giocatori problematici, quadruplicati negli ultimi 10 anni, dai 100.000 (0,6% dei giocatori) stimati nel 2007, ai 230.000 (1,3% dei giocatori) del 2010, ai 260.000 (1,6% dei giocatori) del 2013, fino ai 400.000 stimati nel 2017 (2,4% dei giocatori). 

Di contro, i problematici diminuiscono tra gli studenti dall'8,7% dei giocatori del 2009 ai 7,1% del 2017, in particolare nelle regioni del Centro e Nord Italia, mentre si rilevano incrementi in Sicilia, Basilicata, Calabria, Molise e Abruzzo", afferma Sabrina Molinaro dell'Ifc-Cnr.

In generale gli uomini (51,1%) giocano più delle donne (34,4%). Tra gli studenti la percentuale di maschi è quasi doppia rispetto alle coetanee (47,3% vs 26,3%).
Il gioco più diffuso resta il Gratta&Vinci: la percentuale di giocatori che lo scelgono sale dal 60,1 del 2010 al 74 al del 2017. Seguono Lotto e Super Enalotto, nonostante la netta diminuzione nello stesso periodo dal 72,7% al 50,5%. 

Al terzo posto troviamo le scommesse sportive che aumentano dal 18,3% del 2010 al 28% del 2017. Anche tra i giovani il gioco più diffuso è il Gratta&Vinci (64,7%) con una netta predilezione femminile, vi gioca infatti il 58,9% degli studenti contro il 75,5% delle coetanee. 

Al secondo posto si collocano le scommesse sportive, connotate in senso opposto: 66,9% dei ragazzi contro il 16,8% delle ragazze. 

Fra gli studenti con profilo problematico il gioco più diffuso sono le scommesse sportive (78,3%), a seguire gratta e vinci (70,4%) e altri giochi con le carte (48,7%), mentre tra gli adulti con profilo problematico il gioco più diffuso sono le scommesse sportive (72,8%), segue il Gratta e vinci (67,5%) e il Superenalotto (43,6%).

Il 39,1% dei giocatori intervistati ritiene sia possibile diventare ricco con l'azzardo se si hanno buone abilità, convinzione ancora più diffusa fra i problematici, 48,3%. Il 61,7% degli intervistati è convinto che l'abilità del giocatore sia determinante per vincere a poker texano e altri giochi con le carte, il 36% crede lo sia anche nelle scommesse. 

Ma alla domanda "nell'ultimo anno con il gioco sei andato in rosso, in pari o in attivo?" il 40,1% ammette di aver perso, il 48 dice di essere in pari e l'11,9% di aver vinto. 

Fra i 15-19enni è convinto che sia possibile diventare ricchi se si è bravi al gioco il 51,3%, con quote dal 61,5% per il poker texano al 36,3% per le scommesse sportive, dal 16,7% per il Bingo fino all'11,5% per le slot machine. Il 57,6% di chi ha giocato riferisce di essere in pari, il 27,3% di avere vinto e il 15,1% di aver perso.

Il 63,7% dei giocatori fra 15 e i 64 anni spende mediamente meno di 10€ al mese ma tra le persone con profilo problematico il 50% circa riferisce una spesa inferiore ai 50 euro, il 37% fra i 50€ e i 200 euro, il 14,9% spende più di 200€. 

Inoltre quasi 100.000 persone hanno chiesto denaro in prestito illegale, poco più di 100.000 hanno procurato danni economici ad altre persone e quasi 30.000 hanno subito danni economici in prima persona. Sembra più a rischio di sviluppare problematicità chi è in cerca di prima occupazione e gli studenti.

Nella popolazione generale, il 58% riferisce di poter raggiungere un luogo dove poter giocare in meno di 5 minuti a piedi. Anche il 33,4% degli studenti accede ai luoghi di gioco in meno di 5 minuti da scuola e il 28,4% in 10. Nel 2017 circa 1,4 milioni di italiani hanno poi giocato on-line, così come 200.000 studenti, a fronte dei 240.000 del 2016. Chi gioca on-line lo fa in maggior parte utilizzando la smartphone.

Il 10,8% degli studenti ignora che nel nostro Paese è illegale giocare per gli under 18 e si stima che 580.000 (33,6%) studenti minorenni abbiano giocato d'azzardo nel corso dell'anno. 
La facilità di accesso ai luoghi di gioco è confermata dal dato che solo il 27,1% ha avuto problemi a giocare d'azzardo in luoghi pubblici perché minorenne. Il 75,1% degli studenti spende in azzardo meno di 10 euro al mese e il 6,3% più di 50 euro al mese, quota che tra gli studenti con profilo problematico sale al 22,1%.

Roma, 3 maggio 2018


La scheda
Chi: Istituto di fisiologia clinica del Cnr (Ifc-Cnr)
Che cosa: studi Espad e Ipsad Italia su gioco d'azzardo


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mercoledì 7 febbraio 2018

Dal Cnr il perfetto profilo dei giocatori d’azzardo


Ecco il profilo dei giocatori d'azzardo

I soggetti a rischio gambling presentano tratti depressivi e impulsivi, ricerca di emozioni positive e mancanza di fiducia negli altri, apertura mentale. 

Lo attesta il profilo di personalità patologica rilevato da ricercatori dell'Ibfm-Cnr e dell'Università della Calabria definito mediante tecniche di intelligenza artificiale. Lo studio è pubblicato sul Journal of Neuroscience Methods.


È possibile prevedere se una persona tenderà a sviluppare una soggezione patologica al gioco d'azzardo? Uno studio diretto dall'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro, a cui ha partecipato l'Università della Calabria, pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience Methods, ha definito i tratti della personalità del gambler patologico grazie a tecniche avanzate di intelligenza artificiale.

"Chi è vittima del gioco d'azzardo patologico perde, oltre a ingenti quantità di denaro, la capacità di controllo delle proprie azioni e la fiducia dei propri cari, con la percezione di essere entrato in un tunnel senza via di scampo", spiega Antonio Cerasa, ricercatore Ibfm-Cnr. "Le neuroscienze sono impegnate da decenni nello studio di questo disturbo che devasta la vita di moltissime famiglie italiane. Oggi sappiamo che la causa è multifattoriale (genetica, neurobiologica e comportamentale) e conferisce alla persona una vulnerabilità di base, amplificata da fattori psicosociali come povertà o traumi biografici. 

La letteratura indica già che, oltre a disfunzioni cerebrali e genetiche del sistema dopaminergico, i gambler patologici hanno anche un profilo di personalità disfunzionale, sono cioè più vulnerabili alle situazioni sociali che invitano al gioco, e questo aspetto non è mai studiato finora con metodi di intelligenza artificiale".

Per indagare questo aspetto poco conosciuto il gruppo di ricerca dell'Ibfm-Cnr ha coinvolto alcune strutture di riabilitazione psichiatrica a Milano e a Catanzaro, allo scopo di valutare i giocatori patologici in cura. "Abbiamo utilizzato algoritmi di intelligenza artificiale per capire se esiste nei giocatori d'azzardo patologici uno specifico costrutto di personalità", aggiunge Danilo Lofaro, ricercatore presso l'Università della Calabria e coautore del lavoro. 

"Sono stati inseriti nel calcolatore 6.000 dati relativi a 160 soggetti che non hanno mai giocato a slot machine o giochi d'azzardo e a 40 pazienti con gambling, ognuno dei quali era analizzato a seconda delle 30 caratteristiche alla base della personalità umana. Nella seconda fase dell'esperimento la macchina, dopo aver processato i dati, ha identificato la miglior combinazione che permette di separare i sani dai malati. Il risultato che consente di classificare otto gamblers su dieci è quello costituito dai seguenti sotto-tratti: bassa apertura mentale; bassa coscienziosità; bassa fiducia negli altri; ricerca di emozioni positive; elevato tratto depressivo e impulsivo. Una persona con queste caratteristiche rischia la vulnerabilità verso questa patologia psichiatrica".

Alta impulsività e depressione erano caratteristiche del gambler seriale già note agli psicologi. "L'avanzamento apportato dai modelli multivariati che abbiamo utilizzato è la conoscenza dell'esatta struttura multidimensionale del profilo di base di un giocatore. Un po' come dire che la malattia è legata all'alterazione di uno o più geni", precisa Cerasa. "La personalità è un marcatore oggettivo della funzionalità cerebrale, la cui attendibilità predittiva vale per i disturbi psichiatrici ma anche per malattie neurologiche come Parkinson e Alzheimer. Ad esempio, a parità di performance cognitive, l'estroverso pensa e usa aree cerebrali diverse dall'introverso, così come l'ansioso o impulsivo rispetto alla persona emotivamente stabile".

Lo studio è stato condotto anche grazie al finanziamento Pon03PE_00009_1 NeuroMeasures. "Lo scopo di queste ricerche è creare strumenti sempre più sensibili per riconoscere un disturbo prima che esso si manifesti in tutta la sua gravità. Da anni il nostro istituto di ricerca è impegnato nello sviluppo di innovativi sistemi per migliorare la pratica clinica", conclude il responsabile della sede di Catanzaro dell'Ibfm-Cnr, Aldo Quattrone.


Roma, 7 febbraio 2018

La scheda:
Chi: Ibfm-Cnr di Catanzaro
Che cosa: definizione del profilo di personalità dei giocatori d'azzardo patologici
Cerasa A, Lofaro D, Cavedini P, Martino I, Bruni A, Mauro D, Merante G, Rossomanno I, Rizzuto M, Sarica A, Aquino B, Conforti D, Arabia G, De Fazio P, Perna G, Vanni E, Quattrone A. Personality biomarkers of pathological gambling: a machine learning study. J Neurosci Meth 2017 294: 7-14; doi: 10.1016/j.jneumeth.2017.10.023


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venerdì 10 novembre 2017

Normativa sul Gioco pubblico. Regione Emilia-Romagna contraria a modifiche sulla Legge di contrasto al gioco patologico




RIORDINO GIOCHI, FERRI (EMILIA-ROMAGNA): «NESSUNA MODIFICA ALLA NOSTRA LEGGE REGIONALE»




ROMA, 10/11/2017
Mila Ferri, responsabile dell’Area salute mentale e dipendenze patologiche della Regione Emilia-Romagna, non si presta ad equivoci: la Regione, in materia di giochi, andrà avanti per la propria strada, malgrado gli appelli del Sottosegretario all’Economia Baretta, che proprio ieri ha ribadito come le normative locali debbano adeguarsi all’accordo sottoscritto in Conferenza Unificata da Governo ed enti locali lo scorso 7 settembre. 

«Modificare la legge? Non vedo proprio perché», sostiene la Ferri. 
In sintesi, le Regioni dovrebbero garantire una “equilibrata distribuzione” sul territorio dei punti di gioco e non eccedere rispetto alle due misure principali dell’accordo: taglio del 35% degli apparecchi e dimezzamento dei punti di gioco

Il problema nasce perché i severi distanziometri regionali (come quello dell’Emilia Romagna) sono destinati a tagliare di fatto una percentuale ben maggiore di apparecchi e sale giochi. 
Come si risolve questo latente contrasto?

«Intanto – spiega Mila Ferri - Il testo uscito dalla Conferenza Unificata non è una legge, ma un accordo, e neanche tanto dettagliato. Deve essere seguito da un decreto applicativo che stiamo aspettando. Inoltre va ricordato come nel testo uscito dalla Conferenza Unificata venga esplicitamente scritto che Regioni e Province autonome, ai fini del contrasto alla ludopatia, potranno prevedere forme maggiore di tutela per la popolazione rispetto al testo dell’intesa. Questa parte, anche a giudizio del nostro presidente Bonaccini, va intesa letteralmente. Ecco perché non c’è alcun motivo di rivedere la nostra legge di contrasto al gioco patologico».



venerdì 20 ottobre 2017

Gioco d’azzardo: Codacons blocca 50 milioni di euro di finanziamenti del Ministero della Salute sulla ludopatia


GIOCO D’AZZARDO: CODACONS BLOCCA 50 MLN DI EURO DI FINANZIAMENTI DEL MINISTERO DELLA SALUTE SULLA LUDOPATIA

TAR LAZIO ACCOGLIE RICORSO DELL’ASSOCIAZIONE. 
CRITERI ILLEGITTIMI PER L’ASSEGNAZIONE DEI FONDI. 
ORA ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI CONTRO MINISTERO DELLA SALUTE
Bloccati 50 milioni di euro che il Ministero della Salute si accingeva a trasferire alle Regioni per presunti progetti per la prevenzione della ludopatia

Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso del Codacons, annullando gli atti con cui il Ministero della Salute ha approvato i piani delle Regioni di “Attività per il contrasto al gioco d'azzardo” presentati ai sensi del combinato disposto dell' art. 1, comma 946, della legge n. 208/2015 e del d.m. del 6 ottobre 2016 .

Alcune Regioni – spiega il Codacons - avevano addirittura già stabilito associazioni private di loro gradimento cui affidare i finanziamenti, senza alcuna gara e predeterminazione dei criteri oggettivi di selezione, e in assenza dello specifico parere dell'Osservatorio per la prevenzione della ludopatia.

Ad esempio la Regione Toscana aveva deciso di affidare i fondi alla Federserd, associazione che è stata esclusa proprio dall'Osservatorio per conflitto di interessi con le società di gestione del gioco d'azzardo, e ad associazioni legate ai singoli consiglieri o di cui i consiglieri stessi facevano parte. 

Per non dire della Regione Campania, che aveva stabilito un contributo di 900.000 euro solo per il coordinamento dei progetti.

Il Codacons esprime dunque grande soddisfazione per la sentenza del Tar che fa giustizia di un sistema inammissibile e clientelare, avallato dal Ministero della salute e dal Direttore Generale Raniero Guerra, quest’ultimo già finito nel mirino dei consumatori per la vicenda vaccini e il suo ruolo all’interno della Fondazione Glaxo.

Proprio contro il Ministero della salute e il Dg Guerra, il Codacons presenterà ora un esposto alla Corte dei Conti, affinché apra una indagine sulla vicenda ai fini di eventuali danni erariali.

lunedì 2 ottobre 2017

Codacons: "gioco d’azzardo: Ministero dell’economia e Monopoli condannati ad attuare la Legge di tutela"

Risultati immagini per gioco d’azzardo
CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE RICORSO DI CLASS ACTION DEL CODACONS

ENTRO 30 GIORNI LO STATO DOVRA’ EMANARE DISPOSIZIONI URGENTI SUL FRONTE DELLA LOTTA ALLA LUDOPATIA, ALTRIMENTI SARA’ NOMINATO UN COMMISSARIO AD ACTA


Ancora una vittoria del Codacons contro lo Stato Italiano sul fronte della lotta al gioco d’azzardo. Il Consiglio di Stato, infatti, ha accolto un ricorso promosso dall’associazione dei consumatori nell’ambito di una class action avviata dallo stesso Codacons in tema di ludopatia, condannando il Ministero dell’Economia e i Monopoli di Stato ad attuare le disposizioni in materia previste dalla legge.

Già il Tar del Lazio aveva dato ragione all’associazione, ordinando al Ministero dell’economia, al Ministero della Salute e ai Monopoli di Stato di emanare le linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo, ai sensi dell’art. 1, comma 70, della legge n. 220 del 2010.

Contro la decisione del Tar, i due ministeri e i Monopoli hanno presentato appello al Consiglio di Stato, che non solo ha completamento rigettato le loro istanze, ma ha anche condannato le amministrazioni a pagare al Codacons 4.000 euro di spese legali.

Scrive infatti nella sentenza la IV sez. del CdS (Pres. Filippo Patroni Griffi, Rel. Daniela Di Carlo):

“L’oggetto della disciplina solo indirettamente e in modo mediato riguardava la predisposizione di azioni di contrasto alla ludopatia, prefiggendosi, invece, il legislatore, lo scopo principale di aggiornare i livelli essenziali di assistenza con prioritario riferimento alla riformulazione dell’elenco delle malattie croniche e di quelle rare, al fine di assicurare il bisogno di salute, l'equità nell'accesso all'assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze.

In tale contesto le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia (intesa come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro) rappresentava solo una, tra le molteplici, malattie croniche o rare bisognose di attenzione da parte del sistema sanitario nazionale. [...]

Pertanto, in un sistema cd. a tutele crescenti, l’entrata in vigore del decreto Balduzzi non rappresenta e non può rappresentare un ostacolo all’adozione di un atto amministrativo generale previsto da una legge tuttora in vigore, ma anzi costituisce un passo necessario verso l’attuazione di obiettivi posti dal legislatore in modo frammentato e rimasti ancora, allo stato, lettera morta nonostante le tante leggi succedutesi in materia. [...]

La continua e reiterata, in tutto o in parte, mancata attuazione delle misure volute dal legislatore suona pertanto – contrariamente a quanto ritenuto dalla parte appellante - come ulteriore riprova del fatto che il decisum contenuto nell’impugnata sentenza conserva tuttora la propria attualità”.

“E’ una vergogna che mentre migliaia di persone si ammalano ogni anno in Italia a causa del gioco, lo Stato intervenga solo dopo gli ordini dei giudici e le azioni del Codacons - afferma il presidente Carlo Rienzi – Ora il Ministero dell’Economia, assieme a quello della salute e ai Monopoli di Stato, dovrà emanare le disposizioni previste dalla legge 220 del 2010, ossia varare delle linee guida di contrasto al fenomeno della ludopatia. Se entro 30 giorni non sarà data attuazione alla sentenza del Consiglio di Stato, saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca allo Stato nell’adozione di misure a tutela della salute dei giocatori” – conclude Rienzi.

giovedì 7 settembre 2017

INTESA GOVERNO-REGIONI, PUCCI (ASTRO): "VERSO ABOLIZIONE DEL GIOCO LEGALE, GOVERNO CI DICA COSA FARE CON LAVORATORI A RISCHIO"


La proposta del Governo, approvata oggi in Conferenza Unificata, "sancisce, in pratica, l’abolizione del gioco lecito. A questo punto il Governo, che ha ceduto a tutte le richieste delle Regioni, ci dia una via d'uscita per tutti i posti di lavoro che si perderanno, in un Paese che già vive una situazione occupazionale drammatica". Così Massimiliano Pucci, presidente di Astro, commenta ad Agipronews l'intesa raggiunta tra Stato ed enti locali sul riordino del settore. Alla proposta, che prevede la riduzione degli apparecchi e dei punti gioco sul territorio, è stato aggiunto un emendamento della provincia autonoma di Bolzano, che fa salve le regolamentazioni regionali vigenti, qualora siano più restrittive. "Non si può parlare di accordo se si abolisce semplicemente il gioco, perché è questo che avverrà - ha evidenziato ancora Pucci - Per quanto riguarda, poi, i bandi di gara, come si fa a fare un bando se le Regioni chiuderanno le porte al gioco? Basti pensare al Piemonte, dove il termine ultimo per il funzionamento delle slot machine è il 30 novembre 2017. A partire dal giorno dopo, gran parte degli apparecchi sul territorio dovrà staccare la spina per effetto della legge regionale. Speriamo che dopo questa intesa la politica inizierà ad occuparsi dei problemi seri e reali del paese”. 

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