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lunedì 11 giugno 2018

Il pioniere della robotica collaborativa Enrico Krog Iversen e il Danish Growth Fund annunciano una nuova ambiziosa venture sugli end effector

Il pioniere della robotica collaborativa Enrico Krog Iversen e il Danish Growth Fund annunciano una nuova ambiziosa venture sugli end effector.

L'azienda crescerà grazie ad acquisizioni strategiche e innovazione tecnologica, rivolgendosi al mercato non ancora adeguatamente coperto degli end effector.  

Iniziando con la fusione di tre aziende internazionali, la nuova OnRobot punta a diventare leader mondiale in un mercato globale in rapida crescita, rafforzando ulteriormente la forte posizione della Danimarca nell'ambito della robotica collaborativa. 

ODENSE, Danimarca - 11 giugno 2018 - Enrico Krog Iverson, ex CEO di Universal Robots, la pionieristica azienda di robotica collaborativa diventata leader del settore, insieme al Danish Growth Fund, affronta la prossima sfida dell'automazione con la fusione di tre innovative società specializzate negli end effector, per agevolare la continua crescita della robotica collaborativa, un settore che dovrebbe raggiungere gli 8,5 miliardi di dollari di fatturato entro il 2025. 

La nuova società, che unisce l'azienda americana Perception Robotics, l'ungherese OptoForce e On Robot, con sede in Danimarca, si chiamerà OnRobot e porterà innovazione e facilità d'uso nel settore degli end effector. La sede centrale di OnRobot sarà in Danimarca sotto la guida di Enrico Krog Iversen, ma le tre entità proseguiranno anche con le loro attività e gli sviluppi individuali. Inoltre, la rete globale di distributori OnRobot avrà accesso al supporto per le vendite locali, all'assistenza tecnica e alla formazione sui prodotti da parte degli uffici regionali della società in Germania, Cina, Stati Uniti, Malesia e Ungheria e altri ancora nel corso del 2018.

"L'obiettivo è quello di costruire un'organizzazione leader a livello mondiale nello sviluppo e nella produzione di end effector. Attraverso ulteriori acquisizioni e collaborazioni, prevediamo di raggiungere un fatturato superiore ai cento milioni di dollari in pochi anni", ha dichiarato Iversen e ha aggiunto: "I cobot sicuri, economici e versatili stanno diventando sempre più comuni perché sono in grado di offrire una programmazione sofisticata e intuitiva che consente loro di essere facilmente impiegati e reimpiegati. Gli end effector facili da integrare, come pinze e sensori, diventano elementi fondamentali per l'adattamento di questi potenti strumenti di automazione a una vasta gamma di applicazioni". 

Nel 2015, Enrico Krog Iversen e The Danish Growth Fund hanno venduto la Universal Robots, azienda pionieristica nei robot collaborativi, alla statunitense Teradyne per 285 milioni di dollari. Con la loro nuova impresa, i due investitori ora rafforzano ulteriormente la posizione mondiale della Danimarca nel campo della robotica. 

"Negli ultimi anni la Danimarca è riuscita ad affermarsi come hub globale per le tecnologie robotiche. Universal Robots è stato un pioniere e da allora sono nate molte altre aziende solide e innovative che hanno messo le loro radici a Odense, in Danimarca. La nuova OnRobot ha il potenziale per diventare non solo un'azienda leader a livello mondiale, ma anche un catalizzatore per l'ulteriore sviluppo del cluster danese della robotica. Siamo lieti di promuovere questa tendenza attraverso i nostri investimenti e invitiamo sia le società che gli investitori di tutto il mondo a unirsi a noi", ha affermato Christian Motzfeldt, CEO del Danish Growth Fund. 

I robot collaborativi, che lavorano in sicurezza insieme agli umani in applicazioni quali imballaggio, test di qualità, movimentazione di materiali, asservimento macchine, assemblaggio e saldatura, attualmente rappresentano il 3% delle vendite globali di robot, secondo la Federazione Internazionale di Robotica, ma si prevede che la quota salirà al 34% di un mercato da 25 miliardi di dollari entro il 2025. 

"Questa crescita dipenderà sicuramente dal fatto che i cobot possono essere utilizzati in più applicazioni", ha aggiunto Iversen.  "Il loro minimo ingombro e la capacità di lavorare in sicurezza insieme agli umani li rendono ideali per le aziende di piccole e medie dimensioni che devono competere a livello globale. I cobot sono inoltre sempre più integrati in aziende di grandi dimensioni come gli impianti automobilistici, dove stanno rilevando processi che non possono essere automatizzati utilizzando la robotica tradizionale. Con l'espansione dei tipi di applicazioni gestibili con i cobot, aumenta anche la necessità di nuovi strumenti che possano essere integrati rapidamente e facilmente nell'interfaccia utente dei cobot. La nuova OnRobot si trova in prima linea nell'attuale mega trend del campo dell'automazione. Mettere insieme le capacità uniche di queste tecnologie degli end effector sotto un'unica società guidata da alcune delle menti più brillanti del settore della robotica le renderà ancora più facili da implementare e programmare. A tal proposito, la nuova OnRobot sta attualmente cercando nuovo personale per il settore della Ricerca e Sviluppo." conclude Iversen.

Aziende scelte per sinergie, facilità di integrazione, vision
Le tre società che costituiranno la nuova OnRobot sono state scelte per la possibilità di fare sinergia nelle tecnologie degli end effector, per la capacità di queste tecnologie di integrarsi facilmente per fornire un supporto migliore e infine per la vision a lungo termine e le competenze dei fondatori di ciascuna società. 

  • On Robot, fondata nel 2015, fornisce pinze elettriche plug-and-play - RG2 e RG6 - che si montano direttamente sul braccio del robot: sono altamente flessibili e sono sufficientemente semplici da essere programmate e gestite dalla stessa interfaccia del robot senza la necessità dell'intervento di ingegneri. 
  • OptoForce, fondata nel 2012, fornisce sensori forza/coppia che aggiungono il senso del tatto ai robot industriali in modo che possano automatizzare attività che altrimenti richiederebbero la destrezza della mano umana. 
  • Perception Robotics, fondata nel 2012 e con sede a Los Angeles, sviluppa pinze con sensori tattili in gomma conformi ("a pelle") per fornire ai robot il senso del tatto, dotando i sistemi di automazione di solide capacità di gestione dei materiali. Le sue prime pinze saranno disponibili quest'anno. 

Alla fiera Automatica di giugno, OnRobot presenterà i primi prodotti completamente integrati con interfacce utente combinate che semplificano sia lo sviluppo che l'uso dei cobot. 

Informazioni su OnRobot  
OnRobot, con sede a Odense, in Danimarca, offre tecnologie, sia hardware che software, utilizzate per gli end effector, principalmente per robot collaborativi (cobot). OnRobot nasce da On Robot, fondata nel 2015 da Bilge Jacob Christiansen ed Ebbe Overgaard Fuglsang. OnRobot integra pinze, sensori e altre apparecchiature dei cobot per facilitare l'uso della tecnologia in applicazioni come imballaggio, test di qualità, movimentazione materiali, asservimento macchine, assemblaggio e saldatura e sta progettando di acquisire e produrre tecnologie aggiuntive con un supporto a livello mondiale. Oltre alla sede centrale in Danimarca, OnRobot ora ha uffici di vendita affermati in Germania, Cina, Stati Uniti, Malesia e Ungheria. Per ulteriori informazioni accedere al sito di OnRobot.

Informazioni sul Danish Growth Fund
Il Danish Growth Fund è un fondo di investimento statale che contribuisce alla creazione di nuove società fornendo capitali e competenze. Dal 1992, il Danish Growth Fund insieme agli investitori privati ​​ha cofinanziato la crescita in oltre 7.300 aziende danesi con un impegno totale di oltre 22,5 miliardi di DKK. Il Danish Growth Fund investe in azioni e offre prestiti e garanzie per le piccole e medie imprese in collaborazione con partner privati ​​e istituzioni finanziarie danesi. Il Danish Growth Fund investe annualmente direttamente in circa 10 società. Per informazioni visitare il sito.

venerdì 25 maggio 2018

L'era cognitiva: un mondo governato da robot e automazione?

Secondo Simone Colombo di Logotel - autore di un intervento all'interno del quaderno Weconomy #12, "Robot – L'automazione è collaborativa?" – stiamo entrando nella società cognitiva: la digitalizzazione ha ampliato le nostre capacità e strutture cognitive, ma noi siamo rimasti gli stessi. 

In che modo quindi possiamo allenarci a vivere in questa nuova epoca? 

L'essere umano ha bisogno di rinnovarsi?


Dalle auto che si guidano da sole ai cellulari che rispondono alle nostre domande, le nuove tecnologie stanno trasformando radicalmente la nostra vita quotidiana, così come il panorama sociale, lavorativo e collaborativo. A questi temi la service design company Logotel ha voluto dedicare il dodicesimo quaderno di Weconomy, (titolo: "Robot – L'automazione è collaborativa?") che vede coinvolti oltre 20 relatori - tra i quali ricordiamo giornalisti, filologi, fisici, manager, filosofi e bioingegneri - nel tentativo di disegnare un'immagine delle possibili relazioni tra umani e tecnologia. Il tema, scomposto in due dimensioni, quella che descrive i risvolti dell'evoluzione tecnologica a livello sociale e quella che ne osserva gli effetti sulle imprese, ha visto anche il contributo di Simone Colombo, Senior Manager e Social & Business Community Logotel, con un intervento dedicato all''Era cognitiva', una definizione che, quando parliamo di intelligenza artificiale, robotica o machine learning, permette di innescare una serie di riflessioni utili per comprendere come l'uomo vive in questa nuova era.

"Per dirla alla Bauman, l'era cognitiva è uno dei modi in cui si manifesta la 'compulsione a liquefare, fondere, estrarre' della post-modernità in cui viviamo – spiega Colombo - una tendenza che si manifesta in tutti gli ambiti in cui l'uomo dispiega la propria azione sul mondo, ma se questa liquefazione impatta anche sulle sue strutture conoscitive, allora le conseguenze diventano dirompenti e la trasformazione ancora più profonda. Stiamo quindi facendo un salto notevole: dalla società dell'informazione siamo passati a quella della conoscenza e adesso entriamo in questa nuova società cognitiva. La domanda è: siamo attrezzati come esseri umani per viverla?". 

Nel suo intervento al WOBI di Milano (novembre 2017) Michael Porter è convinto che la tecnologia sia andata oltre la nostra capacità di comprenderla. In altre parole, il mondo è cambiato, ma noi siamo sempre uguali

La digitalizzazione ha ampliato le nostre capacità cognitive che, però, sono rimaste nella loro natura le stesse.  Alle nostre strutture conoscitive sembra mancare qualcosa per comprendere questa nuova relazione con le machine learning, capaci di procacciare nuove nozioni.

"In effetti abbiamo di fronte un nuova urgenza che impatta anche sul modo con cui, come società, dalla scuola all'impresa, educhiamo, formiamo e supportiamo le persone – continua Colombo - il mondo artificiale e quello naturale si stanno incontrando nella nano-dimensione che apre alla connessione fisico-digitale tra esseri umani e robot e lascia immaginare nuovi scenari come il recente trapianto di mano bionica al Gemelli di Roma, che abilita la paziente anche al tatto non solo alla manipolazione. Ma già oggi ci sono uomini e donne che risparmiano chattando con Plum, servizio che permette di gestire le proprie finanze personali sul messanger di Facebook, che rispondono ad un job posting con "video interviste cognitive" attraverso la piattaforma Talview o, ancora, dottori e pazienti che interagiscono con il sistema IBM Watson nella diagnosi e prognosi di malattie, oppure consumatori che dialogano con applicazioni Autodesk per risolvere i loro problemi di acquisto e utilizzo dei prodotti. Nell'interazione con questi sistemi cambia radicalmente il modo in cui formuliamo il nostro giudizio sul vero e il falso, il giusto e lo sbagliato, il degno di fiducia o meno, il bello e il brutto".

Insomma, cambiano la logica, l'etica e l'estetica che ci permettono di conoscere e interagire con il mondo in tutti i campi in cui questa interazione può avvenire. "Porter ha ragione: siamo sempre uguali e non ci saranno nuovi esseri umani al momento – precisa sempre Colombo - ma dalla liquefazione di logica, etica ed estetica può emergere un nuovo modo utile a noi esseri umani che viviamo e vivremo nell'era cognitiva. La post-modernità ci porta a misurarci con una nuova realtà in cui il giudizio su ciò che è vero, giusto e bello si esercita con un atto unico, istantaneo e necessario. Se pensiamo a noi come consumatori, lo sviluppo è nell'interfaccia per interagire con i twin digitali dei prodotti che acquistiamo. Immaginiamo, ad esempio, di giocare a tennis con una racchetta capace di registrare punti di impatto, effetti e rotazioni impresse alla pallina e direzioni dei nostri colpi. Attraverso un'interfaccia user-friendly capace di aggregare i dati raccolti e diagnosticare il nostro stile di gioco, interagiamo con un sistema che suggerisce come rendere più efficaci i colpi, quali allenamenti fare, come modificare i propri movimenti e adottare nuovi stili di gioco. Questo "twin digitale" della racchetta che impugniamo ci permette di tracciare una direzione di miglioramento rispetto alla quale valutarci".

L'era cognitiva promette quindi di potenziare le nostre azioni, ma dobbiamo scegliere di giocare con le regole di questa nuova epoca, generando i dati che servono per farla funzionare, per poi condividerli: dobbiamo essere disposti a cambiare il modo in cui riconosciamo la verità, accordiamo fiducia, ci facciamo emozionare dal bello. 

"Abbiamo bisogno, tutti, di competenze che trascendono e liquefano le discipline del nostro sapere e abbracciano la vita, in tutte le forme in cui si manifesta – conclude Colombo - sono le life skills, come le definisce l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Non sono competenze "nuove", ma un modo diverso di utilizzarle perché impariamo ad esercitarle simultaneamente e passare facilmente dall'una all'altra: pensiero critico, curiosità e iniziativa; collaborazione, comunicazione e auto-efficienza; sperimentazione, creatività e problem solving. L'essere umano può rinnovarsi e diventare migliore nell'era cognitiva solo crescendo insieme e contemporaneamente sia nella capacità di comprendere sia nel desiderio di instaurare relazioni positive sia nella volontà di ricercare modi nuovi e più efficaci di intervenire sul mondo".



LOGOTEL
Logotel è la Service Design Company che progetta e accompagna la trasformazione delle imprese in modo collaborativo. Il suo team di oltre 180 professionisti progetta e sviluppa servizi ed esperienze su scala internazionale, dalla strategy al delivery al "life" dei progetti. 
L'approccio di Logotel unisce discipline e competenze diverse, sempre "People & Design Focused", rendendo concreta l'innovazione, ingaggiando i network di intere organizzazioni distribuite sul territorio, ridisegnando le relazioni tra Brand, Clienti interni ed esterni per generare impatti reali. 
Nel 2017 Logotel ha lavorato per oltre 60 Clienti diversi, ha coinvolto 5.000 persone in progetti formativi e ne ha connesse più di 80.000 con le 31 Content and Business Community Network che erogano servizi e contenuti, motivano, attivano la condivisione e fanno partecipare.


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martedì 14 marzo 2017

IKN presenta RPA FINANCE, il primo evento in Italia dedicato al Robotic Process Automation Finance. Milano, 30 maggio 2017.


IKN ITALY
annuncia
ROBOTIC PROCESS AUTOMATION Finance
IL PRIMO EVENTO DEDICATO AL SETTORE IN ITALIA

30 maggio 2017 – Milano


14 Marzo 2017IKN Italy presenta una grande novità: RPA FINANCE, il primo evento in Italia dedicato al Robotic Process Automation in programma il prossimo 30 maggio a Milano.

Attraverso il confronto con 30 Top Speaker del mercato di riferimento, l’appuntamento sarà una occasione di approfondimento su:

  • ruolo dell’RPA in relazione ai Big Data e come si differenzia dall’automazione tradizionale
  • quali sono i reali benefit per l’azienda
  • costi, modalità e tempistiche di implementazione
  • come l’RPA riduce l’inefficienza delle attività manuali nelle attività di back office
  • come determinare quando e se è il momento giusto per implementare l’RPA all’interno del Business Process Management
  • Dopo l’RPA: Cognitive & Intelligenza Artificiale
La giornata di lavori si articola attraverso 2 Sessioni Plenarie, la presentazione di Case Studies anche di livello internazionale, 2 Sessioni Tematiche – rivolte rispettivamente alle Banche e alle Assicurazioni - , Inspirational Round Table e Interactive Round Table con focus su: l’integrazione della RPA nell’infrastruttura informatica; cyber risk, security e data protection; business process change, come pianificare un cambiamento dei processi aziendali; in che ambito applicare la RPA in ottica di vantaggio di business.

RPA FINANCE si rivolge alle seguenti figure aziendali: Chief Operating Officer, Chief Information / Technology Officer, Chief Financial Officer, Head of Digital Innovation, Responsabile Back Office, Responsabile Risorse Umane.

Il settore di riferimento è rappresentato da: Istituti Bancari, Istituti Assicurativi, Fondi Pensione, Fondi Immobiliari, Istituzioni Finanziarie.

Per informazioni: www.rpafinance.it





IKN Italy– Institute of Knowledge & Networking
Istituto Internazionale di Ricerca, alla vigilia del suo 30° compleanno, diventa IKN Italy– Institute of Knowledge & Networking per rispecchiare le trasformazioni del business e guidare il cliente verso l’innovazione.

IKN Italy è l’acronimo di:

-          Institute: realtà riconosciuta nel mondo della Formazione e del Content Networking. Competenza ed eccellenza dimostrate negli anni per le seguenti aree di business: Farmaceutico, Sanitario, Energy & Utilities, Assicurativo, Retail & GDO, Bancario, Logistico, Food, Sviliuppo e Amministrazione del personale, Industrial, Information Technology, Legale e Fiscale, Marketing e Vendite , Project Management e Amministrazione. Questo ha permesso all’Azienda di creare le proprie communities, luoghi fisici e virtuali che racchiudono contenuti esclusivi condivisi da figure dello stesso settore.
-          Knowledge: punto di raccolta dei dinamici bisogni dei clienti che vengono soddisfatte attraverso una continua ricerca e analisi del mercato per offrire temi e programmi sempre up-to-date e innovativi, e attraverso una Faculty di esperti in grado di portare un sapere unico e internazionale. Questo permette alle aziende clienti di restare aggiornate e informate su tutte le trasformazioni del proprio settore. Attraverso canali tradizionali, digital e social l’Azienda da la possibilità di condividere conoscenze, esperienze aziendali, best practice e innovazioni.         
-          Networking: teatro esclusivo di incontro che mette in contatto i professionisti. La creazione di communities specializzate consente di  costruire una fitta rete di relazioni e interazioni tra tutti gli esponenti del settore, attraverso grandi appuntamenti in cui confrontarsi con partner, colleghi e protagonisti di spicco. L’azienda studia e sviluppa continuamente nuovi
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formati per i propri eventi che favoriscano il networking per le aziende partecipanti creando e implementando numerose occasioni di business.

L’Azienda è certificata UNI EN ISO 9001 : 2008 e qualificata per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici

giovedì 9 giugno 2016

VEM sistemi e Cisco portano l'IoT nel laboratorio clinico di Inpeco

L’Internet delle Cose applicato all’automazione nel laboratorio clinico crea una nuova connessione tra presente e futuro, tra innovazione e vita, tra cose e persone: un caso di successo presentato in anteprima il 24 maggio in occasione di #IoE Talks – La Fabbrica in Digitale


Forlì (FC), 9 giugno 2016 - VEM sistemi annuncia che Inpeco, leader nel settore dell'automazione di laboratori di analisi cliniche, si è affidata alla propria consulenza per implementare un progetto IoT con l’obiettivo di dotare le automazioni di funzionalità avanzate per la raccolta e la trasmissione in tempo reale dei dati, in grado di creare un modello di business basato sull’IoT.

VEM Sistemi ha messo a punto un’infrastruttura in grado di far comunicare gli impianti automatizzati già realizzati e quelli futuri con un centro operativo unico, ubicato presso la sede centrale, secondo un moderno approccio Internet of Things (IoT), nel quale gli oggetti acquisiscono intelligenza condividendo dati relativi a se stessi e accedendo a quelli degli altri elementi interconnessi alla rete.

“Questo progetto per il monitoraggio remoto delle automazioni installate presso i nostri clienti è una naturale conseguenza del nostro impegno di innovazione continua”, ha dichiarato Francesco Ciuccarelli, Group ICT Director di Inpeco. “Dotare i nostri impianti di apparati di connessione alla rete ci permette di prevederne eventuali anomalie, abilitando interventi correttivi da remoto o on-site, abbassando drasticamente il rischio di errore.

La soluzione più adatta al progetto è stata individuata in una rete DMVPN (Dynamic Multipoint VPN) basata su router Cisco industriali integrati sugli impianti di automazione, in modo tale da consentire a Inpeco di accedere da remoto e connettere in rete facilmente e in tutta sicurezza ogni macchina installata presso i propri clienti.

“Massima attenzione è stata prestata alle caratteristiche di affidabilità, scalabilità e soprattutto alla sicurezza della soluzione, che in prossimità di dati sensibili, è stata improntata con tecnologie e procedure in linea con normative di settore altamente rigorose,” sottolinea Silla Rizzoli, Technical Area Manager di VEM sistemi e progettista della soluzione.

“I nostri clienti potranno avere a disposizione servizi di Business Intelligence e di Big Data relativi al workflow del laboratorio, ai tempi di turn around delle provette o altre statistiche sulle performance dell’automazione”, sottolinea Paolo Sestini, ICT Solution Architect. “Allo stesso tempo l’analisi dei dati delle nostre macchine ci sarà utile per studiare i rapporti tra le varie automazioni e correlare eventi da laboratori diversi per fornire servizi di consulenza”.

“In VEM sistemi abbiamo trovato un partner fortemente competente senza il quale avremmo fatto fatica a portare a termine un progetto così complesso”, conclude Ciuccarelli. “Abbiamo apprezzato la loro capacità di vision al di là della competenza tecnologica, che ci permette di anticipare i problemi già con le soluzioni”.

Il case in versione integrale è disponibile all’indirizzo: http://vem.com/business-case/

Il video è disponibile all’indirizzo:
www.youtube.com/watch?v=yzPTpR2gWWw

VEM sistemi
Da 30 anni VEM sistemi è uno degli ICT player italiani più innovativi e da sempre attento a intercettare le nuove tendenze del settore, rendendole funzionali alle esigenze dei clienti. Dalle cinque sedi dislocate nei poli manifatturieri dove il “made in Italy” ha le sue radici, offre servizi di integrazione delle tecnologie di networking basate su IP, con una visione olistica che va dall’automazione, alla mobility, alla collaboration, al data center, fino all'automazione dell'edificio e al custom applicaton development del software, per consentire ai propri clienti di cogliere il meglio dalla tecnologia in completa sicurezza. http://vem.com/

venerdì 13 novembre 2015

L’arte che non ti aspetti sui portoni sezionali per garage di tutto il mondo

Quando parliamo di garage è ovvio che ci venga in mente solo il luogo in cui si parcheggiano auto, moto, bici e tutto quello che non serve o che non trova collocazione altrove. 

Se, però, la ricerca viene ristretta e ci si focalizza sulle porte dei garage, ecco che si apre un mondo sconosciuto ai più.

Basterebbe semplicemente prestare attenzione a quello che ci circonda per scoprire piccole e grandi meraviglie di città e paesi e, se viaggiate spesso, potreste trovarvi davanti a queste strane e alle volte, uniche, porte sezionali per garage

Come, ad esempio, in Prusu Street, a Vilnus. Nella capitale della Lituania, infatti, c’è una strada la cui caratteristica principale è data da più di 500 porte dei garage colorate.

Prusu street è situata nella periferia di Vilnus e durante il tardo socialismo rappresentava la zona in cui venivano parcheggiate le auto, mezzi di trasporto preziosi e per questo oggetto di cura e attenzioni. 

I proprietari di questi garage erano persone povere, anziane, che tenevano molto sia al luogo in cui riponevano le rispettive auto, che al paesaggio urbano in cui vivevano.

Proprio per questi motivi la fotografa Agne Gintalaite ha voluto dedicare un intero progetto a questi portoni e, con “Beauty Remains”, ha raggiunto il suo obiettivo: fermare, per lo meno in fotogrammi, l’avanzata delle grandi aziende che vorrebbero distruggere le “garage town” per costruirci, probabilmente, l’ennesimo centro commerciale.

Con gli anni, quella di rendere più belle le porte dei garage, è stata un’idea che si è piano piano radicata in differenti culture. 

Per questo una compagnia tedesca ha inventato una soluzione che vi farà risparmiare tempo e vestiti puliti: Style Your Garage.

Una serie di foto caratterizzate da effetti trompe l’oeil da utilizzare come vere e proprie cover per tutti i portoni garage. 

L’effetto è realistico e vi basterà scegliere quella che più vi piace per dare l’idea di avere un garage-stalla, un garage-porta aerei o un garage-enoteca. A voi la scelta.

Se, invece, avete dimestichezza con vernice e disegni, potreste optare per creare la vostra porta garage personalizzata. 

Sono tanti gli esempi da cui prendere ispirazione, come un portone sul quale è stata disegnata una libreria, nei pressi di Hollywood, o il famosissimo “Waiting in Vain...at the door of the club” di Banksy.

Attenzione, però, se mai doveste avere la fortuna di trovare un disegno del writer più famoso del mondo sul portone del vostro garage, sappiate che nel giro di poche ore vi verrà smontata e portata via, dato che le opere di Banksy valgono centinaia di dollari.


Articolo redatto in collaborazione con Sistema Facile, azienda del Gruppo Armo, specializzata nell’installazione e nell’automazione di porte e serrande per garage.

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