- Tpl: solo il 34% del fatturato dai biglietti, il 54,4% per Atm che trasporta ogni giorno 2 milioni di persone.
- Aeroporti: Orio al Serio il più trafficato, Linate il più puntuale, Caselle ha il check-in più rapido.
- Acqua: ai cittadini costa 130€ l'anno; ancora troppe perdite nella rete (38,7 litri ogni 100).
- Igiene urbana: ai cittadini costa 172€ annui; Veritas al top per raccolta differenziata (65,2% dei rifiuti prodotti).
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giovedì 21 novembre 2019
Mediobanca, Focus BOLOGNA: Trasporto pubblico, rete idrica, aeroporti e igiene urbana. Guida ai servizi pubblici nei 10 maggiori Comuni d’Italia
martedì 29 maggio 2018
E tu cosa fai per il tuo Mondo? #ESDW - Settimana europea dello sviluppo sostenibile
Ricordiamocelo ogni tanto, anche nei piccoli gesti quotidiani.
Per esempio:
- fare sempre una perfetta raccolta differenziata dei rifiuti, anche quando è scomoda.
Aggiungete, se vi va, i vostri inviti a buone pratiche, cui possiamo impegnarci ogni giorno.
venerdì 28 aprile 2017
La cultura dell’innovazione al servizio dell’ambiente. Se ne parla domani alla Casa del Cinema di Villa Borghese di Roma
- Antonello Aurigemma – Vice Presidente Commissione Sanità Lazio
- Alessandro Filippi – ex DG Ama spa
- Demetrio De Stefano – Direttore Lazio Ambiente
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www.CorrieredelWeb.it
venerdì 19 luglio 2013
Compie un anno la boutique dei Sacchi Rifiuti
In molti li acquistano nei supermercati, ma in molti nell'ultimo anno si sono decisi ad acquistarli anche online da QualitySac sul sito www.sacchirifiuti.it la prima boutique, appunto, dedicata esclusivamente ai sacchi per la raccolta dell'immondizia, della spazzatura e dei rifiuti, cos'ha di particolare questo sito?
Di per se è un normale sito di commercio elettronico con la peculiarità di avere al suo interno la possibilità di scegliere tra più di 100 tipi di sacchi per la spazzatura, varietà che in nessun altro negozio online e men che meno nei supermercati si trova.
Cosa permette a QualitySac di poter proporre una gamma così ampia di sacchi della spazzatura che si possono acquistare per dimensione diversa, per tipo di utilizzo, per tipo di spessore, per capacità, per prezzo? La produzione diretta e personalizzata da oltre 20 anni!
Ebbene si QualitySac è un produttore di sacchi della spazzatura ed è quindi in grado di realizzare prodotti che sappiano rispondere alle reali esigenze di mercato ed alle necessità quotidiane della clientela.
La ragione principale del produrre e vendere 100 tipologie di sacchi diversi è la conseguenza di avere la presenza sul mercato di decine di centinaia di versioni differenti delle pattumiere e dei bidoni per la raccolta dei rifiuti, quadrate, rotonde, alte, strette, lunghe, grandi, piccole, troppe varianti per utilizzare sempre e solo lo stesso sacco, meglio scegliere quello che calza a pennello come un abito.
Appunto come un abito, un sacco su misura si utilizza molto di più, permette di risparmiare plastica e denaro, di aiutare l'ambiente e le proprie tasche, QualitySac ti aiuta a fare proprio questo.
Fai una visita alla boutique e se ti interessa acquista per provare la qualità dei prodotti che si trova nel nome, hai a disposizione anche un buon sconto per il primo acquisto che ti permette di provare i sacchi spendendo pochissimo, meno di 15€, vai sul sito www.sacchirifiuti.it e vedi se c'è il sacco che va bene per la tua pattumiera.
venerdì 10 giugno 2011
Sintesi indagine Ecolamp “Differenziare con le isole ecologiche: gli Italiani tra pensiero e
SINTESI DELLA RICERCA
Appare elevata la conoscenza delle isole ecologiche con un dato del 56,6% sul totale popolazione, conoscenza che appare non soltanto nominale ma anche sostanziale, traducendosi nella capacità di fornire una esatta descrizione di che cosa sia un’isola ecologica.
Si evidenzia una elevata competenza circa le tipologie di rifiuti che possono essere smaltiti presso l’isola ecologica.
Una buona percentuale di cittadini ha fatto l’esperienza diretta di fruizione dell’isola ecologica (31,5%) e ne dà un giudizio positivo in termini di facilità di orientamento all’interno, accoglienza da parte del personale, fruibilità (vicinanza alla propria abitazione, orari di apertura).
La raccolta differenziata dei rifiuti rappresenta una pratica comune, sebbene risultino conosciute prevalentemente le tradizionali raccolte di rifiuti da imballaggi, con una media di quattro citazioni spontanee, e dei rifiuti umidi.
Si afferma una forte adesione di principio alla raccolta differenziata, riferita alle valenze più simboliche e valoriali di questa pratica, ma si evidenziano anche significative aree di resistenza, relative alla scarsa fiducia nell’effettivo trattamento differenziato dei rifiuti e nel vissuto per alcuni vessatorio, derivante dalla sua obbligatorietà.
Si evidenzia pertanto la necessità di un sostegno ai cittadini in termini informativi ed operativi. Su questi aspetti di criticità è necessario lavorare, al fine di contribuire a una reale evoluzione culturale che possa successivamente tradursi in comportamenti concreti.
Dichiarano infine di essere a conoscenza del ritiro “1 contro 1” poco meno del 60% degli italiani, mentre ne hanno usufruito direttamente il 15%; tra le principali ragioni del limitato utilizzo lo scarso stimolo da parte dei negozianti.
Le lampadine a basso consumo esauste rappresentano ancora una tipologia di rifiuto da differenziare poco conosciuta: solo il 17,3% della popolazione sa che è possibile farne la raccolta differenziata.
Tra gli Italiani che dichiarano di conoscere le isole ecologiche, il 9,3% sa che qui possono essere smaltite le lampade a basso consumo esauste e, tra coloro che si sono recati all’isola ecologica almeno una volta negli ultimi dodici mesi, il 6,5% ha anche messo in pratica questo comportamento.
Una volta che siano stati sensibilizzati sul tema però, la propensione degli Italiani ad effettuare la raccolta differenziata delle lampadine recandosi all’isola ecologica oppure presso il negoziante, appare molto elevata con un dato superiore al 90%.
Press Area: www.ecolamp.it/comunicazione
Ufficio Stampa Ecolamp: Conca Delachi – Desiree Ferrari, dferrari@concadelachi.com Tel. 02/48193458
Marketing & Comunicazione Ecolamp: Andrea Pietrarota, pietrarota@ecolamp.it Mob. 348/5988469
Martina Cammareri, cammareri@ecolamp.it Tel. 02/37052936
Ecolamp: gli Italiani e le raccolte differenziate

Presentata oggi a Roma la ricerca commissionata da Ecolamp
“Differenziare con le isole ecologiche:
gli Italiani tra pensiero e azione”
Il sondaggio realizzato dall’istituto Nextest per conto del Consorzio Ecolamp rivela che un Italiano su tre utilizza le isole ecologiche, anche per il conferimento dei rifiuti elettrici ed elettronici. In aumento pure la raccolta differenziata delle lampade a basso consumo.
Roma, 10 giugno 2011 – Ecolamp, il Consorzio per il recupero e il trattamento delle lampade fluorescenti esauste, presenta oggi, presso la Residenza di Ripetta a Roma, la ricerca volta ad esplorare la conoscenza e propensione dei cittadini italiani verso le raccolte differenziate, con un focus sui rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), tra cui le lampade a basso consumo e i tubi fluorescenti esausti.
A illustrare e commentare i dati emersi insieme con Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp, sono Bruno Cesario, Sottosegretario all’Economia, Francesco Ferrante, Componente della Commissione Ambiente del Senato, Silvia Lavi, Direttrice Scientifica dell’istituto di ricerca Nextest, Giorgio Mulé, Direttore di Panorama.
L’indagine ha evidenziato che le isole ecologiche, ossia i centri di raccolta comunali, risultano essere un canale non solo noto ma anche utilizzato dai cittadini per la gestione dei rifiuti che non rientrano nelle classiche raccolte differenziate, come per esempio carta, plastica o vetro.
Quasi il 60% degli Italiani conosce, infatti, le isole ecologiche non solo dal punto di vista teorico ma anche pratico fornendo una puntuale descrizione di come funzionano e dove sono ubicate e il 32% le ha utilizzate almeno una volta negli ultimi 12 mesi.
Circa il 10% di chi conosce le isole ecologiche sa che qui possono essere smaltite le lampade a basso consumo esauste e, tra coloro che si sono recati all’isola ecologica almeno una volta nell’ultimo anno, il 7% ha anche messo in pratica questo comportamento.
Queste percentuali rappresentano un dato positivo per il Consorzio Ecolamp che dal 2008 ha raccolto quasi 3.000 tonnellate di lampade fluorescenti esauste, rifiuti pericolosi in quanto contengono una piccola quantità di mercurio, da trattare correttamente poiché nociva per l’ambiente. Il 42% delle lampade raccolte dal Consorzio proviene proprio dalle quasi 1.700 isole ecologiche servite in tutto il territorio nazionale.
Ulteriore risultato degno di nota è quello rappresentato dal 90% degli Italiani che, se informato e sensibilizzato sul tema, si dichiara propenso a differenziare le lampade a basso consumo esauste, portandole all’isola ecologica più vicina o restituendole presso qualsiasi punto vendita al momento dell’acquisto di quelle nuove. Quest’ultima modalità, nota come “ritiro 1 contro 1”, pur essendo obbligatoria per la Distribuzione (DM 65/10), risulta ancora utilizzata solo dal 15% del campione rappresentativo della popolazione italiana.
Come dimostrano questi dati, la corretta informazione dei cittadini è un fattore determinante per il decollo della raccolta differenziata delle sorgenti luminose esauste e per far sì che questo comportamento possa diventare una prassi comune e abituale per tutti.
A tal proposito, Ecolamp si è da sempre impegnato in campagne di comunicazione rivolte ad amministrazioni pubbliche, imprese, cittadini e scuole, con progetti come la mostra polisensoriale Lamp&Rilamp, che in 3 anni ha toccato 31 piazze italiane e ha raggiunto oltre 40.000 visitatori; la partecipazione al Carnevale di Venezia; la campagna pubblicitaria “Non è il solito Bidone” pianificata sulle maggiori testate italiane; la partnership con Mondadori attualmente in corso che prevede, parallelamente a una forte presenza sui media tradizionali e online, la distribuzione presso tutte le librerie del circuito di un milione di shopper personalizzate con il vademecum Ecolamp sulla raccolta differenziata delle lampade a risparmio energetico.
“Ecolamp - ha concluso Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp - si adopererà anche in futuro per far sì che la propensione del 90% degli Italiani alla raccolta delle sorgenti luminose esauste possa trasformarsi in azione attraverso una continua e chiara informazione al consumatore. L’obiettivo è senza dubbio quello di portare progressivamente i cittadini ad azioni concrete e consapevoli di salvaguardia dell’ambiente e di corretta gestione di questi rifiuti giunti a fine vita.”
Press Area: www.ecolamp.it/comunicazione
Ufficio Stampa Ecolamp: Conca Delachi – Desiree Ferrari, dferrari@concadelachi.com Tel. 02/48193458
Marketing & Comunicazione Ecolamp: Andrea Pietrarota, pietrarota@ecolamp.it Mob. 348/5988469
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martedì 7 giugno 2011
Ecolamp "Differenziare con le isole ecologiche: gli italiani tra pensiero e azione", Roma, 10 giugno 2011
Il Consorzio Ecolamp è lieto di annunciare il Convegno che si terrò venerdì 10 giugno 2011, dalle ore 11-00, presso la Sala Esedra della Residenza di Ripetta in via di Ripetta 231 a Roma.
L'occasione dell'evento sarà presentazione della ricerca "Differenziare con le isole ecologiche: gli Italiani tra pensiero e azione".
Presenzieranno come relatori:
Bruno Cesario, Sottosegretario all'Economia
Fabrizio D'Amico, Direttore Generale del Consorzio Ecolamp
Francesco Ferrante, Componente della Commissione Ambiente del Senato
Silvia Lavi, Direttore Scientifico di Nextest
Giorgio Mulè, Direttore di Panorama
Ingresso libero previo accredito.
sabato 22 gennaio 2011
Stop alle vecchie lampadine: necessario smaltire le fluorescenti
Stop alle vecchie lampadine
Ma smaltire le fluorescenti è un rebus
Ripubblico l'articolo riportante l'intervista fattami lo scorso 20 febbraio 2011 evidenziando in rosso alcune correzioni, refusi e opportune precisazioni /integrazioni rispetto a quanto dichiarato e poi riportato. Ma ringrazio la collega Marta Serafini e la redazione del Corriere della Sera che si sono interessati alla tematica della corretta gestione delle lampade fluorescenti esauste, contribuendo così all'opportuna informazione e sensibilizzazione sull'argomento. Andrea Pietrarota
Le fluorescenti compatte permettono di risparmiare fino all'80% di energia
Entro il 2016 sostituiranno del tutto quelle tradizionali (a incandescenza e ad alogeni)
Le fluorescenti compatte permettono di risparmiare fino all'80% di energia
Le chiamano lampadine ecologiche. Sono le fluorescenti compatte che, insieme ai tubi al neon, permettono un notevole risparmio di energia - ben l'80%- e che entro il 2016 sostituiranno del tutto quelle tradizionali a incandescenza e le alogene. Per il momento basti dire che se tutte le famiglie italiane le usassero, si risparmierebbero 5,6 miliardi di kilowattora, con tre milioni di tonnellate di anidride carbonica in meno. Va fatta però attenzione al rovescio della medaglia: le fluorescenti rischiano infatti di essere tutt’altro che verdi se non sono smaltite correttamente.
SMALTIMENTO - «Usarle è un gesto di rispetto per la terra», spiega Andrea Pietrarota, responsabile comunicazione e marketing di Ecolamp. «Ma non vanno assolutamente gettate nei contenitori o campane del vetro, o nel cassonetto per i rifiuti indifferenziati come si fa con le lampadine tradizionali». Il motivo? Queste lampadine contengono da uno a cinque milligrammi di mercurio, materiale tossico se ingerito o inalato. È importante dunque che, una volta esaurite, non si rompano e se ne faccia un'adeguata raccolta differenziata. Un gesto dovuto, se si pensa che nel solo 2010 a Milano ne sono state raccolti ben 21.416 chilogrammi. Per smaltirle vale lo stesso procedimento dei rifiuti Raee (elettrici ed elettronici): basta recarsi presso i centri di raccolta Amsa (queste le isole ecologiche di Milano) o nei punti vendita di materiale elettrico ed elettronico, che praticano il ritiro uno contro uno (se compro una lampadina nuova posso restituire quella esaurita, prevede il DM 65 del 2010, entrato in vigore dallo scorso 18 giugno '10 e in progressiva attuazione da parte della grande come della piccola Distribuzione). «Stiamo promuovendo molto quest’ultima opzione attraverso mostre e campagne mediatiche», continua Pietrarota, «offrendo ai consumatori una possibilità in più e agevolando in tutti i modi i rivenditori con contenitori ad hoc e materiali informativi che spiegano perchè è necessario fare la raccolta differenziata delle lampade fluorescenti compatte».
OBBLIGHI - Difficile però convincere i negozianti che, secondo un’inchiesta di Greenpeace, sono pigri in materia e nel 51% dei casi non adempiono agli obblighi previsti dalla legge. «La raccolta presso i punti vendita presenta ancora delle difficoltà. È necessario che un addetto ritiri personalmente le lampadine dalle mani del cliente verificando che il vetro non si rompa. Non è così facile come raccogliere le pile esauste. I contenitori per le lampade devono stare in magazzino, al sicuro, per evitare comportamenti sbadati o scorretti che possano rompere le lampade.». Diverso è poi il discorso per gli elettricisti. Inoltre ad oggi. agli addetti ai lavori, poichè operatori professionali e non semplici consumatori, non è concesso il conferimento delle lampadine nei centri di raccolta comunali, nonostante siano proprio coloro che producono i maggiori quantitativi di tali materiali. Ed ecco perché il consorzio Ecolamp ha istituito per loro un servizio (Extralamp) di ritiro gratuito ogni 100 chili, dei punti di raccolta per ogni quantitativo (i Collection Point) e ha stipulato un'importante convenzione con i grossisti di materiale elettrico (l'intesa con la FME che ha dato vita agli Ecopoint). Insomma, tra difficoltà burocratiche, una scarsa cultura ambientalista, la raccolta differenziata delle fluorescenti non è ancora una pratica così semplice e di normale pratica. Milano si conferma però virtuosa in materia. «In genere, la differenziata per le lampadine funziona bene anche nei piccoli Comuni, ma in tutta la provincia abbiamo ottenuto buoni risultati, con un incremento del 39% rispetto al 2009», conclude Pietrarota.
Marta Serafini20 gennaio 2011
Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente
Per maggiori informazioni suggerisco una visita al sito www.ecolamp.it
venerdì 10 dicembre 2010
Conai: 10 regole per ridurre i rifiuti
Sono tanti i prodotti che alla fine del loro ciclo di vita possono ancora essere valorizzati.
Certo una grossa responsabilità di quello che finisce nei cassonetti è dovuto al packaging delle aziende: vere e proprie matrioske di imballaggi, di cui la maggior parte sono di plastica, che complicano la gestione di quello che potrebbe essere riciclato.
Allora ecco che il Conai ha stilato un decalogo di consigli per chiarire le idee su come differenziare al meglio:
- separa correttamente gli imballaggi
- riduci il volume degli imballaggi, smontandoli o schiacciandoli
- dividi gli oggetti composti da più materiali
- togli gli eventuali residui di cibo
- sappi che scontrini e carta sporca non vanno messi nel bidone della carta
- fai attenzione a non mettere ceramica, porcellana, lampadine e specchi nel bidone del vetro
- riconosci e conferisci gli imballaggi in alluminio
- riconosci e conferisci gli imballaggi in acciaio
- introduci nel bidone della plastica tutti i tipi di imballaggi, ma non altri oggetti in plastica
- ricorda che gli imballaggi in legno vanno conferiti presso le isole ecologiche
Fare bene la raccolta differenziata è infatti il primo e fondamentale passo per migliorare i risultati di riciclo degli imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro. Infatti, è sufficiente seguire pochi semplici accorgimenti - come separare correttamente gli imballaggi o pulirli prima di gettarli - per ridurre le impurità nei rifiuti raccolti e consentire una maggiore resa in termini di riciclo.
Disclaimer
Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.
Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.
Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).
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