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giovedì 21 novembre 2019

Mediobanca, Focus BOLOGNA: Trasporto pubblico, rete idrica, aeroporti e igiene urbana. Guida ai servizi pubblici nei 10 maggiori Comuni d’Italia

L'Area Studi Mediobanca ha presentato oggi lo studio sugli indicatori di efficienza e qualità dei servizi pubblici nei maggiori comuni italiani. In particolare, lo studio esamina le società che gestiscono quattro tipologie di servizio (trasporto pubblico locale, aeroporti, idrico e igiene urbana) nei 10 capoluoghi di regione più popolosi d'Italia.
Tra i parametri analizzati: il tasso di perdite nella rete idrica, il livello di traffico negli aeroporti, la quota di raccolta differenziata, la regolarità e la puntualità del trasporto pubblico.

Guida ai servizi pubblici dei 10 maggiori comuni d'Italia. 

Trasporto, Aeroporti, Acqua e Igiene urbana: efficienza e qualità delle local utilities italiane

  • Tpl: solo il 34% del fatturato dai biglietti, il 54,4% per Atm che trasporta ogni giorno 2 milioni di persone.
  • Aeroporti: Orio al Serio il più trafficato, Linate il più puntuale, Caselle ha il check-in più rapido.
  • Acqua: ai cittadini costa 130€ l'anno; ancora troppe perdite nella rete (38,7 litri ogni 100).
  • Igiene urbana: ai cittadini costa 172€ annui; Veritas al top per raccolta differenziata (65,2% dei rifiuti prodotti). 

L'Area Studi Mediobanca presenta oggi lo studio sugli indicatori di efficienza e qualità dei servizi pubblici nei maggiori comuni italiani. In particolare, lo studio esamina le società che gestiscono quattro tipologie di servizio (trasporto pubblico locale, aeroporti, idrico e igiene urbana) nei 10 capoluoghi di regione più popolosi d'Italia.

IL SETTORE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (TPL)
Le aziende del trasporto pubblico locale servono oltre 13,8 milioni di abitanti, trasportando 2,7 miliardi di passeggeri all'anno, ovvero 7,4 milioni al giorno. In altre parole, queste società trasportano quotidianamente il 12% della popolazione italiana su una rete lunga 18.500 km (14 volte la lunghezza dell'Italia), percorrendo ogni giorno 1,5 milioni di km (circa 4 volte la distanza tra la terra e la luna). Con 2,4 milioni di passeggieri complessivi al giorno (l'83% della popolazione romana) sono Atac e Roma Tpl a gestire il maggior numero di passeggeri. Alle loro spalle, la milanese Atm, che fa viaggiare ogni giorno 2 milioni di passeggeri (1,5 volte gli abitanti della città). La presenza turistica porta l'Actv di Venezia a muovere circa 590mila passeggeri al giorno, pari a 2,3 volte la popolazione cittadina. Al Sud la domanda di Tpl cala: 67mila passeggeri (21% della popolazione) per l'Amtab di Bari, e circa 70mila per l'Amat di Palermo (solo il 10,5% degli abitanti). Da sottolineare, inoltre, che la milanese Atm gestisce la metropolitana di Copenaghen, trasportando annualmente 63,4 milioni di passeggeri (circa 174mila al giorno).

Come si finanziano le aziende del tpl? I ricavi unitari ammontano a 5,5€ per ogni km percorso dalle proprie vetture. Di questi, 3,7€ provengono dai corrispettivi per il contratto di servizio, mentre i restanti 1,8€ dai biglietti venduti (il 34% dei ricavi complessivi). È l'Atm di Milano l'unica a realizzare più della metà del fatturato (54,4%) dalla vendita dei titoli di viaggio. Seguono l'Amt di Genova (41,3%) e la bolognese Tper (40,4%). Modesti gli introiti da vendita di biglietti per la palermitana Amat (17%). In media le società del tpl ricavano 1,3€ per passeggero, dei quali 0,9€ dal contratto di servizio e 0,4€ dall'emissione dei biglietti. Ancora agli antipodi Atm, che vanta il minor contributo pubblico (0,4€ per passeggero) e Amat di Palermo (2,4€ per passeggero).

E la qualità del servizio? Per quanto riguarda la regolarità (il rapporto tra le corse eserciate e quelle programmate), nel caso degli autobus i livelli più bassi sono quelli dichiarati da Atac di Roma (85,7%), Amat di Palermo (87,1%) e Roma Tpl (91%). Nel caso delle metropolitane i valori sono prossimi al 100%, con la notevole eccezione dell'Atac (81%). Per quanto riguarda, invece, la puntualità (la percentuale di corse in orario sul totale), nel caso degli autobus i valori più bassi sono relativi ad Ataf Gestioni (81,5%) e Amt di Genova (84,8%), i restanti gestori indicano livelli non inferiori al 90%. Più puntuale il trasporto su ferro che non risente del traffico stradale. Il parco autobus ha un'età media di 11 anni, con picchi di 14,2 anni per l'Anm di Napoli, mentre è di 12,2 anni per i filobus, di 14,8 anni per le metropolitane, di 31,5 anni per i treni e 35 anni per i tram.

Per quanto concerne gli investimenti, brillano Tper di Bologna (che investe il 22,6% del fatturato), seguita da Amtab di Bari (15,9%) e Atm di Milano (13,8%). In fondo alla classifica l'Ataf&Li-nea di Firenze (2%).

IL SETTORE AEROPORTUALE

Gli aeroporti ospitano ogni anno oltre 147 milioni di passeggeri, circa un terzo (il 30%) per voli nazionali e il resto (70%) per quelli internazionali. Metà dei passeggeri viaggia su voli low-cost.

Quali sono gli aeroporti più trafficati? Ogni giorno 883 passeggeri varcano ciascun  gates dei maggiori scali italiani, ovvero 37 persone all'ora. In cima alla classifica c'è l'aeroporto Orio al Serio di Bergamo (1.300 al giorno, 54 all'ora). Sul podio anche quello di Napoli (1.237 al giorno, 51 all'ora) e Fiumicino (1.111 al giorno, 46 all'ora). Poco più indietro Milano Linate (1.090 al giorno, 45 all'ora) e Venezia (1.015 al giorno, 42 all'ora). Meno trafficati i gates di Milano Malpensa T1 (627 al giorno, 26 all'ora). E le toilette? Più facile trovare una toilette libera all'aeroporto di Genova (52 passeggeri al giorno, uno ogni 28 minuti) e a Malpensa T1 (75 passeggeri, uno ogni 19 minuti), piuttosto che a Napoli (159 passeggeri, uno ogni 9 minuti) e a Fiumicino (157 passeggeri al giorno).
Capitolo negozi: nei maggiori scali italiani è presente un esercizio commerciale ogni 651 passeggeri. Di questi circa un terzo è un bar/ristorante, ognuno dei quali serve quindi 1.821 passeggeri al giorno. I punti ristoro più affollati sono a Firenze (3.641 passeggeri per ristoro) e nei due scali romani: Ciampino (3.225) e Fiumicino (2.440). Meno affollati i punti ristoro di Genova (856), Torino (1.040) e Brindisi (1.060). Si trova da parcheggiare? In media c'è un posto auto ogni otto passeggeri. Più facile parcheggiare a Bologna, Genova e Torino (quattro passeggeri per posto), più complicato a Ciampino (16 passeggeri per posto).
Sono tanti gli indicatori di qualità forniti dai gestori aeroportuali. In termini di puntualità sui voli in partenza, il tasso migliore lo registra Linate (86,8%), seguito da Ciampino (85,2%) e da Genova (84,4%). Meno puntuali gli scali di Venezia e Treviso (71%) e di Firenze (74,6%). Un altro parametro particolarmente osservato è il tempo di sbarco del primo passeggero: Il deflusso più lento è quello dell'aeroporto di Venezia gestito da Save, dove occorre attendere circa sei minuti prima che il primo passeggero imbocchi la scaletta di uscita. A Treviso, sempre gestito da Save, si lascia l'aeromobile in poco più di un minuto, il miglior risultato. E i tempi d'attesa al check-in? Sono più lunghi a Bologna (18 minuti e 22 secondi), e nei due terminal di Malpensa (circa 15 minuti e 50 secondi). Torino Caselle (6 minuti e 12 secondi) e Linate (7 minuti e 8 secondi) gli aeroporti più "veloci".
IL SETTORE IDRICO
Le aziende del settore idrico servono annualmente 16,9 milioni di abitanti, erogando 1,4 miliardi di metri cubi d'acqua lungo una rete di 68mila km, pari a 1,7 volte la circonferenza terrestre. Tuttavia, non tutta l'acqua raggiunge l'utenza. Ogni 100 litri immessi nella rete se ne perdono 38,7, molto più che in Germania (che ha un tasso di perdita fermo al 7,2%), Spagna (18,9%), Francia (21,3%), Inghilterra e Galles (23,4%). In tutto, ogni anno sono circa 900 i milioni di metri cubi d'acqua persi, per un valore economico di circa 1,5 miliardi di euro. La milanese MM (15,9%), la genovese Iren Acqua (23,9%) e la torinese Smat (24,6%) gestiscono le reti con la maggiore tenuta, mentre la palermitana Amap (54,6%) e l'Acquedotto Pugliese (50,3%) hanno i maggiori tassi di perdita.

Quanto costa l'acqua ai cittadini? Gli acquedotti fatturano 1.581€ ogni 1000 mc d'acqua. Considerando che il consumo giornaliero medio è di 230 litri per abitante, pari a 83 mc d'acqua l'anno, la spesa per cittadino si aggira intorno ai 130€ annui. I ricavi unitari più elevati sono realizzati dalla Publiacqua di Firenze con 2.405€ per 1.000 mc d'acqua. Bollette più leggere per la MM di Milano con 797€, per la Abc di Napoli con 868€ e per la romana Acea Ato 2 con 1.415€.

E la produttività? Viene qui misurata in base al rapporto tra metri cubi d'acqua fatturata e numero di dipendenti ed è pari, in media, a 190mila mc per addetto. La MM di Milano vanta la maggior produttività (366mila mc), seguita dall'Abc di Napoli (302mila mc) e dalla Iren Acqua con (283mila). Bassa, invece, quella dell'Amap (64mila mc), dell'Acquedotto Pugliese (136mila mc) e della Publiacqua di Firenze (141mila mc). Il rapporto tra i km di rete gestita e i dipendenti è pari, inoltre, a 9 km per ciascun dipendente: il rapporto più alto lo riscontra la fiorentina Publiacqua (16 km di rete per dipendente) e la Smat di Torino (13 km), i valori più bassi, invece, la milanese MM (4 km) e la palermitana Amap (2 km).

Quanto investono le società idriche? In media 33€ per abitante servito e il 26,1% della bolletta media annua. In questo ambito spicca la romana Acea Ato 2 (57,3€ per abitante; 39,8% della bolletta), seguita dalla fiorentina Publiacqua (55,2€; 35,1%). Acea Ato 2 investe, inoltre, 18,4€ per ogni metro di rete idrica gestita, più di ogni altro gestore. Fanalino di coda l'Abc di Napoli con soli 2,1€ per metro.

IL SETTORE DELL'IGIENE URBANA
Le imprese dell'igiene urbana servono circa 10,4 milioni di abitanti che producono 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 20% circa del totale nazionale. Ogni abitante produce annualmente poco meno di 540 kg di rifiuti, vale a dire 1,5 kg al giorno. Il 45,3% dei rifiuti prodotti (2,5 milioni di tonnellate) è generato dalla raccolta differenziata. La veneziana Veritas (65,2%) è prima per quota di raccolta differenziata sul totale. A completare il podio la Alia di Firenze (59,3%) e l'Amsa di Milano (53,8%). I tassi più modesti sono registrati dalla palermitana Rap (14,1%), dalla genovese Amiu (34,2%) e dalla napoletana Asia (34,5%).
Quanto costa l'igiene urbana ai cittadini? In media 172€ l'anno per ciascun cittadino, 340€ per tonnellata di rifiuti. Si spende di più a Roma (255€ per abitante e 430€ per tonnellata) e Milano (200€ e 400€). Risparmiano, invece, i cittadini veneziani (134€ e 285€).
E la produttività? Il lavoro di ogni operario è in grado di servire annualmente 540 abitanti, con la maggiore capacità che tocca alla fiorentina Alia (789), in testa anche per rapporto tra rifiuti raccolti e forza lavoro (489 tonnellate per operaio), superiore rispetto alla media (287 tonnellate).
Quanto investono le società d'igiene urbana? Le maggiori aziende dell'igiene urbana investono 17,8€ per ogni tonnellata di rifiuti raccolta. I maggiori investitori sono la veneziana Veritas (29,4€ per tonnellata) e la torinese Amiat (22,4€). Più contenuti gli investimenti della genovese Amiu (7,6€) e della barese Amiu Puglia (7,2€).
Milano, 21 novembre 2019  

martedì 29 maggio 2018

E tu cosa fai per il tuo Mondo? #ESDW - Settimana europea dello sviluppo sostenibile


#ESDW - Settimana europea dello sviluppo sostenibile.  

Roma, 29 maggio 2018 - C'è sempre bisogno di gente che si rimbocchi le maniche e che pensi a cosa può fare nel suo piccolo per lasciare in eredità ai nostri figli e nipoti un Mondo, se non migliore, almeno non peggiore di quello che abbiamo ereditato dai nostri nonni e padri.

Ricordiamocelo ogni tanto, anche nei piccoli gesti quotidiani.

Per esempio:
- fare sempre una perfetta raccolta differenziata dei rifiuti, anche quando è scomoda.

Aggiungete, se vi va, i vostri inviti a buone pratiche, cui possiamo impegnarci ogni giorno.

venerdì 28 aprile 2017

La cultura dell’innovazione al servizio dell’ambiente. Se ne parla domani alla Casa del Cinema di Villa Borghese di Roma

"Vanno, si trasformano, tornano"



Domani alle 12.30 alla Casa del Cinema di Villa Borghese –Largo Marcello Mastroianni- verrà proiettato il documentario del 1964 di Leandro Castellani, voce narrante Riccardo Cucciolla, sul riciclo e riutilizzo dei rifiuti di Roma, creando un business che tutto il mondo ci invidiava ed un perfetto sistema molto funzionale.


Al termine della visione Diego RighiniProduttore del Festival Internazionale del Film Corto Tulipani di Seta Nera intervisterà:
  • Antonello Aurigemma – Vice Presidente Commissione Sanità Lazio 
  • Alessandro Filippi – ex DG Ama spa
  • Demetrio De Stefano – Direttore Lazio Ambiente


L'argomento delle interviste sarà cercare di capire come da quella eccellenza degli anni sessanta nella capitale si sia giunti alla quasi totale impossibilità di gestire oggi il tema RICICLO RIFIUTI


INFO
Nicoletta Liguori 345.4985438 -  Diego Righini 3285429960


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www.CorrieredelWeb.it

venerdì 19 luglio 2013

Compie un anno la boutique dei Sacchi Rifiuti

Ha compiuto un anno poche settimane fa una boutique non convenzionale, direi unica nel suo genere, non per la tipologia di vendita, ma per i prodotti in vendita, di cosa sto parlando? Di sacchi della spazzatura!

In molti li acquistano nei supermercati, ma in molti nell'ultimo anno si sono decisi ad acquistarli anche online da QualitySac sul sito www.sacchirifiuti.it la prima boutique, appunto, dedicata esclusivamente ai sacchi per la raccolta dell'immondizia, della spazzatura e dei rifiuti, cos'ha di particolare questo sito?

Di per se è un normale sito di commercio elettronico con la peculiarità di avere al suo interno la possibilità di scegliere tra più di 100 tipi di sacchi per la spazzatura, varietà che in nessun altro negozio online e men che meno nei supermercati si trova.

Cosa permette a QualitySac di poter proporre una gamma così ampia di sacchi della spazzatura che si possono acquistare per dimensione diversa, per tipo di utilizzo, per tipo di spessore, per capacità, per prezzo? La produzione diretta e personalizzata da oltre 20 anni!

Ebbene si QualitySac è un produttore di sacchi della spazzatura ed è quindi in grado di realizzare prodotti che sappiano rispondere alle reali esigenze di mercato ed alle necessità quotidiane della clientela.

La ragione principale del produrre e vendere 100 tipologie di sacchi diversi è la conseguenza di avere la presenza sul mercato di decine di centinaia di versioni differenti delle pattumiere e dei bidoni per la raccolta dei rifiuti, quadrate, rotonde, alte, strette, lunghe, grandi, piccole, troppe varianti per utilizzare sempre e solo lo stesso sacco, meglio scegliere quello che calza a pennello come un abito.

Appunto come un abito, un sacco su misura si utilizza molto di più, permette di risparmiare plastica e denaro, di aiutare l'ambiente e le proprie tasche, QualitySac ti aiuta a fare proprio questo.

Fai una visita alla boutique e se ti interessa acquista per provare la qualità dei prodotti che si trova nel nome, hai a disposizione anche un buon sconto per il primo acquisto che ti permette di provare i sacchi spendendo pochissimo, meno di 15€, vai sul sito www.sacchirifiuti.it e vedi se c'è il sacco che va bene per la tua pattumiera.

venerdì 10 giugno 2011

Sintesi indagine Ecolamp “Differenziare con le isole ecologiche: gli Italiani tra pensiero e


SINTESI DELLA RICERCA

Appare elevata la conoscenza delle isole ecologiche con un dato del 56,6% sul totale popolazione, conoscenza che appare non soltanto nominale ma anche sostanziale, traducendosi nella capacità di fornire una esatta descrizione di che cosa sia un’isola ecologica.

Si evidenzia una elevata competenza circa le tipologie di rifiuti che possono essere smaltiti presso l’isola ecologica.

Una buona percentuale di cittadini ha fatto l’esperienza diretta di fruizione dell’isola ecologica (31,5%) e ne dà un giudizio positivo in termini di facilità di orientamento all’interno, accoglienza da parte del personale, fruibilità (vicinanza alla propria abitazione, orari di apertura).

La raccolta differenziata dei rifiuti rappresenta una pratica comune, sebbene risultino conosciute prevalentemente le tradizionali raccolte di rifiuti da imballaggi, con una media di quattro citazioni spontanee, e dei rifiuti umidi.

Si afferma una forte adesione di principio alla raccolta differenziata, riferita alle valenze più simboliche e valoriali di questa pratica, ma si evidenziano anche significative aree di resistenza, relative alla scarsa fiducia nell’effettivo trattamento differenziato dei rifiuti e nel vissuto per alcuni vessatorio, derivante dalla sua obbligatorietà.

Si evidenzia pertanto la necessità di un sostegno ai cittadini in termini informativi ed operativi. Su questi aspetti di criticità è necessario lavorare, al fine di contribuire a una reale evoluzione culturale che possa successivamente tradursi in comportamenti concreti.

Dichiarano infine di essere a conoscenza del ritiro “1 contro 1” poco meno del 60% degli italiani, mentre ne hanno usufruito direttamente il 15%; tra le principali ragioni del limitato utilizzo lo scarso stimolo da parte dei negozianti.

Le lampadine a basso consumo esauste rappresentano ancora una tipologia di rifiuto da differenziare poco conosciuta: solo il 17,3% della popolazione sa che è possibile farne la raccolta differenziata.

Tra gli Italiani che dichiarano di conoscere le isole ecologiche, il 9,3% sa che qui possono essere smaltite le lampade a basso consumo esauste e, tra coloro che si sono recati all’isola ecologica almeno una volta negli ultimi dodici mesi, il 6,5% ha anche messo in pratica questo comportamento.

Una volta che siano stati sensibilizzati sul tema però, la propensione degli Italiani ad effettuare la raccolta differenziata delle lampadine recandosi all’isola ecologica oppure presso il negoziante, appare molto elevata con un dato superiore al 90%.

Press Area: www.ecolamp.it/comunicazione

Ufficio Stampa Ecolamp: Conca Delachi – Desiree Ferrari, dferrari@concadelachi.com Tel. 02/48193458

Marketing & Comunicazione Ecolamp: Andrea Pietrarota, pietrarota@ecolamp.it Mob. 348/5988469

Martina Cammareri, cammareri@ecolamp.it Tel. 02/37052936

Ecolamp: gli Italiani e le raccolte differenziate





Presentata oggi a Roma la ricerca commissionata da Ecolamp

“Differenziare con le isole ecologiche:

gli Italiani tra pensiero e azione”

Il sondaggio realizzato dall’istituto Nextest per conto del Consorzio Ecolamp rivela che un Italiano su tre utilizza le isole ecologiche, anche per il conferimento dei rifiuti elettrici ed elettronici. In aumento pure la raccolta differenziata delle lampade a basso consumo.

Roma, 10 giugno 2011 Ecolamp, il Consorzio per il recupero e il trattamento delle lampade fluorescenti esauste, presenta oggi, presso la Residenza di Ripetta a Roma, la ricerca volta ad esplorare la conoscenza e propensione dei cittadini italiani verso le raccolte differenziate, con un focus sui rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), tra cui le lampade a basso consumo e i tubi fluorescenti esausti.

A illustrare e commentare i dati emersi insieme con Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp, sono Bruno Cesario, Sottosegretario all’Economia, Francesco Ferrante, Componente della Commissione Ambiente del Senato, Silvia Lavi, Direttrice Scientifica dell’istituto di ricerca Nextest, Giorgio Mulé, Direttore di Panorama.

L’indagine ha evidenziato che le isole ecologiche, ossia i centri di raccolta comunali, risultano essere un canale non solo noto ma anche utilizzato dai cittadini per la gestione dei rifiuti che non rientrano nelle classiche raccolte differenziate, come per esempio carta, plastica o vetro.

Quasi il 60% degli Italiani conosce, infatti, le isole ecologiche non solo dal punto di vista teorico ma anche pratico fornendo una puntuale descrizione di come funzionano e dove sono ubicate e il 32% le ha utilizzate almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

Circa il 10% di chi conosce le isole ecologiche sa che qui possono essere smaltite le lampade a basso consumo esauste e, tra coloro che si sono recati all’isola ecologica almeno una volta nell’ultimo anno, il 7% ha anche messo in pratica questo comportamento.

Queste percentuali rappresentano un dato positivo per il Consorzio Ecolamp che dal 2008 ha raccolto quasi 3.000 tonnellate di lampade fluorescenti esauste, rifiuti pericolosi in quanto contengono una piccola quantità di mercurio, da trattare correttamente poiché nociva per l’ambiente. Il 42% delle lampade raccolte dal Consorzio proviene proprio dalle quasi 1.700 isole ecologiche servite in tutto il territorio nazionale.

Ulteriore risultato degno di nota è quello rappresentato dal 90% degli Italiani che, se informato e sensibilizzato sul tema, si dichiara propenso a differenziare le lampade a basso consumo esauste, portandole all’isola ecologica più vicina o restituendole presso qualsiasi punto vendita al momento dell’acquisto di quelle nuove. Quest’ultima modalità, nota come “ritiro 1 contro 1”, pur essendo obbligatoria per la Distribuzione (DM 65/10), risulta ancora utilizzata solo dal 15% del campione rappresentativo della popolazione italiana.

Come dimostrano questi dati, la corretta informazione dei cittadini è un fattore determinante per il decollo della raccolta differenziata delle sorgenti luminose esauste e per far sì che questo comportamento possa diventare una prassi comune e abituale per tutti.

A tal proposito, Ecolamp si è da sempre impegnato in campagne di comunicazione rivolte ad amministrazioni pubbliche, imprese, cittadini e scuole, con progetti come la mostra polisensoriale Lamp&Rilamp, che in 3 anni ha toccato 31 piazze italiane e ha raggiunto oltre 40.000 visitatori; la partecipazione al Carnevale di Venezia; la campagna pubblicitaria “Non è il solito Bidone” pianificata sulle maggiori testate italiane; la partnership con Mondadori attualmente in corso che prevede, parallelamente a una forte presenza sui media tradizionali e online, la distribuzione presso tutte le librerie del circuito di un milione di shopper personalizzate con il vademecum Ecolamp sulla raccolta differenziata delle lampade a risparmio energetico.

Ecolamp - ha concluso Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp - si adopererà anche in futuro per far sì che la propensione del 90% degli Italiani alla raccolta delle sorgenti luminose esauste possa trasformarsi in azione attraverso una continua e chiara informazione al consumatore. L’obiettivo è senza dubbio quello di portare progressivamente i cittadini ad azioni concrete e consapevoli di salvaguardia dell’ambiente e di corretta gestione di questi rifiuti giunti a fine vita.”

Press Area: www.ecolamp.it/comunicazione

Ufficio Stampa Ecolamp: Conca Delachi – Desiree Ferrari, dferrari@concadelachi.com Tel. 02/48193458

Marketing & Comunicazione Ecolamp: Andrea Pietrarota, pietrarota@ecolamp.it Mob. 348/5988469

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martedì 7 giugno 2011

Ecolamp "Differenziare con le isole ecologiche: gli italiani tra pensiero e azione", Roma, 10 giugno 2011


Il Consorzio Ecolamp è lieto di annunciare il Convegno che si terrò venerdì 10 giugno 2011, dalle ore 11-00, presso la Sala Esedra della Residenza di Ripetta in via di Ripetta 231 a Roma.

L'occasione dell'evento sarà presentazione della ricerca "Differenziare con le isole ecologiche: gli Italiani tra pensiero e azione".


Presenzieranno come relatori:

Bruno Cesario, Sottosegretario all'Economia

Fabrizio D'Amico, Direttore Generale del Consorzio Ecolamp

Francesco Ferrante, Componente della Commissione Ambiente del Senato

Silvia Lavi, Direttore Scientifico di Nextest

Giorgio Mulè, Direttore di Panorama


Ingresso libero previo accredito.


sabato 22 gennaio 2011

Stop alle vecchie lampadine: necessario smaltire le fluorescenti

Stop alle vecchie lampadine
Ma smaltire le fluorescenti è un rebus

Ripubblico l'articolo riportante l'intervista fattami lo scorso 20 febbraio 2011 evidenziando in rosso alcune correzioni, refusi e opportune precisazioni /integrazioni rispetto a quanto dichiarato e poi riportato. Ma ringrazio la collega Marta Serafini e la redazione del Corriere della Sera che si sono interessati alla tematica della corretta gestione delle lampade fluorescenti esauste, contribuendo così all'opportuna informazione e sensibilizzazione sull'argomento. Andrea Pietrarota



Le fluorescenti compatte permettono di risparmiare fino all'80% di energia

Entro il 2016 sostituiranno del tutto quelle tradizionali (a incandescenza e ad alogeni)

Le fluorescenti compatte permettono di risparmiare fino all'80% di energia

Le chiamano lampadine ecologiche. Sono le fluorescenti compatte che, insieme ai tubi al neon, permettono un notevole risparmio di energia - ben l'80%- e che entro il 2016 sostituiranno del tutto quelle tradizionali a incandescenza e le alogene. Per il momento basti dire che se tutte le famiglie italiane le usassero, si risparmierebbero 5,6 miliardi di kilowattora, con tre milioni di tonnellate di anidride carbonica in meno. Va fatta però attenzione al rovescio della medaglia: le fluorescenti rischiano infatti di essere tutt’altro che verdi se non sono smaltite correttamente.

SMALTIMENTO - «Usarle è un gesto di rispetto per la terra», spiega Andrea Pietrarota, responsabile comunicazione e marketing di Ecolamp. «Ma non vanno assolutamente gettate nei contenitori o campane del vetro, o nel cassonetto per i rifiuti indifferenziati come si fa con le lampadine tradizionali». Il motivo? Queste lampadine contengono da uno a cinque milligrammi di mercurio, materiale tossico se ingerito o inalato. È importante dunque che, una volta esaurite, non si rompano e se ne faccia un'adeguata raccolta differenziata. Un gesto dovuto, se si pensa che nel solo 2010 a Milano ne sono state raccolti ben 21.416 chilogrammi. Per smaltirle vale lo stesso procedimento dei rifiuti Raee (elettrici ed elettronici): basta recarsi presso i centri di raccolta Amsa (queste le isole ecologiche di Milano) o nei punti vendita di materiale elettrico ed elettronico, che praticano il ritiro uno contro uno (se compro una lampadina nuova posso restituire quella esaurita, prevede il DM 65 del 2010, entrato in vigore dallo scorso 18 giugno '10 e in progressiva attuazione da parte della grande come della piccola Distribuzione). «Stiamo promuovendo molto quest’ultima opzione attraverso mostre e campagne mediatiche», continua Pietrarota, «offrendo ai consumatori una possibilità in più e agevolando in tutti i modi i rivenditori con contenitori ad hoc e materiali informativi che spiegano perchè è necessario fare la raccolta differenziata delle lampade fluorescenti compatte».

OBBLIGHI - Difficile però convincere i negozianti che, secondo un’inchiesta di Greenpeace, sono pigri in materia e nel 51% dei casi non adempiono agli obblighi previsti dalla legge. «La raccolta presso i punti vendita presenta ancora delle difficoltà. È necessario che un addetto ritiri personalmente le lampadine dalle mani del cliente verificando che il vetro non si rompa. Non è così facile come raccogliere le pile esauste. I contenitori per le lampade devono stare in magazzino, al sicuro, per evitare comportamenti sbadati o scorretti che possano rompere le lampade.». Diverso è poi il discorso per gli elettricisti. Inoltre ad oggi. agli addetti ai lavori, poichè operatori professionali e non semplici consumatori, non è concesso il conferimento delle lampadine nei centri di raccolta comunali, nonostante siano proprio coloro che producono i maggiori quantitativi di tali materiali. Ed ecco perché il consorzio Ecolamp ha istituito per loro un servizio (Extralamp) di ritiro gratuito ogni 100 chili, dei punti di raccolta per ogni quantitativo (i Collection Point) e ha stipulato un'importante convenzione con i grossisti di materiale elettrico (l'intesa con la FME che ha dato vita agli Ecopoint). Insomma, tra difficoltà burocratiche, una scarsa cultura ambientalista, la raccolta differenziata delle fluorescenti non è ancora una pratica così semplice e di normale pratica. Milano si conferma però virtuosa in materia. «In genere, la differenziata per le lampadine funziona bene anche nei piccoli Comuni, ma in tutta la provincia abbiamo ottenuto buoni risultati, con un incremento del 39% rispetto al 2009», conclude Pietrarota.

Marta Serafini
20 gennaio 2011

Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente

Per maggiori informazioni suggerisco una visita al sito www.ecolamp.it

venerdì 10 dicembre 2010

Conai: 10 regole per ridurre i rifiuti

Cartucce per stampanti, scatole di carta, sacchetti per la spesa, batterie elettriche...
Sono tanti i prodotti che alla fine del loro ciclo di vita possono ancora essere valorizzati.

Negli ultimi 40 anni il peso dell'immondizia prodotta dalle famiglie europee è raddoppiato, e non sembra voler diminuire.
Certo una grossa responsabilità di quello che finisce nei cassonetti è dovuto al packaging delle aziende: vere e proprie matrioske di imballaggi, di cui la maggior parte sono di plastica, che complicano la gestione di quello che potrebbe essere riciclato.

Allora ecco che il Conai ha stilato un decalogo di consigli per chiarire le idee su come differenziare al meglio:
  1. separa correttamente gli imballaggi
  2. riduci il volume degli imballaggi, smontandoli o schiacciandoli
  3. dividi gli oggetti composti da più materiali
  4. togli gli eventuali residui di cibo
  5. sappi che scontrini e carta sporca non vanno messi nel bidone della carta
  6. fai attenzione a non mettere ceramica, porcellana, lampadine e specchi nel bidone del vetro
  7. riconosci e conferisci gli imballaggi in alluminio
  8. riconosci e conferisci gli imballaggi in acciaio
  9. introduci nel bidone della plastica tutti i tipi di imballaggi, ma non altri oggetti in plastica
  10. ricorda che gli imballaggi in legno vanno conferiti presso le isole ecologiche
Per scoprire queste 10 regole, vai al sito "Raccolta10più": http://www.raccolta10piu.it/decalogo.html

Fare bene la raccolta differenziata è infatti il primo e fondamentale passo per migliorare i risultati di riciclo degli imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro. Infatti, è sufficiente seguire pochi semplici accorgimenti - come separare correttamente gli imballaggi o pulirli prima di gettarli - per ridurre le impurità nei rifiuti raccolti e consentire una maggiore resa in termini di riciclo.

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