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mercoledì 14 settembre 2005

I GIORNALISTI ITALIANI NELL'EPOCA DEI BLOG


Una ricerca di Digital PR e Hill&Knowlton Gaia su un campione di 400 giornalisti italiani

I giornalisti italiani nell’epoca dei “blog”: li usano, ci credono e ne sono protagonisti

1/3 li legge ogni giorno, il 90% li ha consultati almeno 1 volta, 1 su 3 ne gestisce uno proprio nella rete dei circa 500.000 blog censiti ad oggi in Italia.
Quadro di un fenomeno che sta rivoluzionando il modo di fare e distribuire notizie nel nostro Paese come in tutto il mondo, con una rete di oltre 14 milioni di blog.

Milano – Roma, 14 settembre 2005
1/3 dei giornalisti italiani li consulta quotidianamente, il 90% li ha consultati almeno 1 volta e la stragrande maggioranza li ritiene credibili, anche se come fonti da incrociare con altre. È una prova che anche in Italia il fenomeno dei blog sta cambiando il modo di fare giornalismo ed interviene nella generazione e diffusione delle notizie?

I risultati dell’indagine condotta su un campione di giornalisti di testate nazionali (agenzie, quotidiani, periodici, radio e TV) da Digital PR e Hill&Knowlton Gaia spingono in questa direzione una riflessione ormai di attualità nella comunità globale dell’informazione.
Le risposte dei giornalisti contattati confermano un sentito già emerso nel settore anche negli Stati Uniti e avvalora l’ipotesi che sempre più le notizie, in un futuro quanto mai vicino, saranno originate e veicolate attraverso una collaborazione diffusa da parte degli utenti della rete, nuovi protagonisti attivi dell’informazione.

Infatti, anche se in molti casi è la curiosità per il fenomeno il motivo che spinge i giornalisti alla consultazione dei blog, il 60% degli intervistati attribuisce a questi canali la capacità di modificare il mondo dell’informazione. Per oltre la metà delle risposte al sondaggio i blog sono utilizzati per ricerche ed approfondimenti legati al proprio lavoro o per costruire nuove storie.

Politica ed economia sono i temi di maggiore interesse nella consultazione dei blog, insieme ai temi legati alle nuove tecnologie; da segnalare, inoltre, l’attenzione verso le informazioni veicolate dai blog sui temi sociali (ambiente, costume, responsabilità d’impresa) oggetto del 29% delle risposte, segnale di un’attenzione al formarsi delle opinioni ed a come l’opinione pubblica si formi ed evolva attraverso il confronto in rete.

Ma non solo fruitori, i giornalisti sono anche protagonisti del fenomeno blog: 1/3 del campione analizzato ha un proprio blog (per la maggior parte dei casi indipendente, per il resto ospitato dalle testate per cui scrivono), considerato come esperienza rilevante per il proprio lavoro (un “esperimento professionale” per il 31% delle risposte e “spazio di approfondimento e discussione” per il 38%).

Un dato che riassume il sentito della categoria rispetto a questo fenomeno è anche quello che definisce per oltre i 2/3 dei giornalisti contattati i blog come “grande spazio di libertà”, una direzione, quella della “democraticizzazione” e condivisione verso cui l’informazione evolve ad una velocità incredibile, creando nuove modalità e forme di espressione.

Circa 500.000 in Italia, oltre 14 milioni nel mondo, con numeri in continua crescita: il fenomeno dei “blog” è una realtà consolidata che sempre più condiziona e determina scelte e strategie delle aziende e del mondo della comunicazione, un fenomeno quindi di grande interesse per Digital PR e Hill&Knowlton Gaia, impegnate a sviluppare sempre nuovi strumenti di comunicazione e competenze avanzate da mettere a disposizione dei propri clienti.

Per approfondimenti, scarica la Ricerca in formato pdf dal sito www.digital-pr.it

Digital PR, società del gruppo Hill&Knowlton, è un'agenzia di relazioni pubbliche specializzata nell'utilizzo delle forme più avanzate di comunicazione digitale. Fondata nel 2001, ha da subito specializzato la sua offerta di servizi e la sua competenza sul community marketing e quindi sullo studio di Internet come strumento di costruzione di relazioni. Da tempo gestisce un osservatorio sulle comunità web italiane che viene pubblicato ogni anno.

Hill&Knowlton Gaia è la prima e più importante esperienza di consulenza sulla comunicazione sociale e ambientale in Italia. Nata nel 1988, dal 2000 è parte di Hill&Knowlton; sensibilità sui temi dell’etica, dell’innovazione, del rapporto fra cittadini ed aziende, unita ad un solido network di relazioni con le istituzioni, l’associazionismo ambientale e consumeristico sono gli strumenti e le capacità professionali che connotano l’esperienza di Hill&Knowlton Gaia nel panorama nazionale di settore.


Contatti:
Hill&Knowlton Gaia, Alessia Calvanese 335.1309390 - Nicoletta Vulpetti 347.3359814

Digital PR, Vincenzo De Tommaso tel. 02.31914226

domenica 11 settembre 2005

ICT: Roma Caput Media

Punto di riferimento dell’innovazione, Roma diventa protagonista di un autunno in crescita. Agende innovative, che mettono a confronto realtà italiane ed esperienze internazionali. I numeri parlano chiaro: il 26 e il 27 settembre 41 conferenze specializzate di alto livello saranno animate da più di 200 relatori. E il 30% è straniero.

www.romacaputmedia.com

Appuntamento per il 26 e il 27 settembre al Marriott Park Hotel per Roma Caput Media, il grande evento internazionale atteso dagli addetti ai lavori ma non solo: l’autunno romano dell’ICT cresce, vivace e innovativo.

Roma: Everything over IP. A Roma la rivoluzione delle forme tradizionali delle (tele)comunicazioni sta arrivando. IPTV, VMNO, mobile VoIP, attualmente in differenti stadi di sviluppo, si stanno avvicinando ai mercati del business e del consumatore. Con effetti plausibilmente rivoluzionari. Molti i nodi ancora da sciogliere nella regolamentazione e nel mercato. Interrogativi, risposte e analisi saranno i protagonisti dell’autunno caldo dell’ICT innovativo che porta l’Italia nel mondo.

I numeri di Roma Caput Media.
· Oltre 4000 visitatori attesi, di 12 nazionalità diverse,
· 101 Sponsor ed Espositori hanno già confermato la loro partecipazione,
· 55, tra associazioni e media partner italiani e stranieri,
· Più di 200 relatori internazionali,
· 41 conferenze specializzate.
Agende internazionali. Due giornate dense di appuntamenti e spunti internazionali. Le prospettive del rinascimento dei media portano finalmente anche in Europa Video on the Net (www.videoonthenet.eu). Le nuove frontiere delle TV digitali e web based si confrontano nella Città Eterna con le esperienze e le prospettive della TV tradizionale.

A VON Europe 2007 (www.vonitaly.com) tutti i maggiori player delle telecomunicazioni italiane, europee e mediterranee affronteranno tematiche cruciali come il VoIP per le imprese e per il consumer, Security & Privacy, FMC, VNMO e mVoIP e l’Open Source VoIP.

A Broadband Business Forum (www.bbf2007.com) saranno protagoniste tutte le reali soluzioni per combattere il Digital Divide e aumentare lo sviluppo di grandi e piccoli agglomerati urbani attraverso il Municipal Wireless. E se per il WiMax è in arrivo il bando di gara, operatori ed esperti analizzeranno anche FMC – UMA e Mobile Virtual Network Operator – e soluzioni Open Source per Reti Mesh.
Non mancherà Videogov Summit (www.videogov.com), per capire la videosorveglianza in ambito pubblico: aspetti tecnologici, sociali, istituzionali, normativi verranno analizzati attraverso preziose case history di applicazioni pubbliche e private.

Dopo il successo del Forum di Milano al Palazzo Affari ai Giureconsulti del 19-20 Giugno scorso, l'edizione romana del Netcomm E-commerce Forum (www.consorzionetcomm.it/ecommforum) sarà un’opportunità unica di aggiornamento sullo stato dell’arte del e-commerce italiano: B2C e B2B, C2C, merchant, aziende prossime ad avviare attività online, fornitori di servizi per l’eCommerce (sistemi di pagamento, spedizioni, advertising, etc.).

I più importanti rappresentanti delle istituzioni e i key players internazionali animeranno le conferenze, tra interventi di spessore e tavole rotonde tematiche:

Massimo Burgio, Board of Directors/Chair, Global and Latino Committees, SEMPO
Leonardo Chiariglione, Ph. D. Digital Media Strategist
Jon "MADDOG" Hall, Presidente, LINUX INTERNATIONAL
Bogdan-Andrei Iancu, CEO, VOICE SYSTEM – Co-founder, OPENSER PROJECT
Nimrod Kozlovsky, Researcher, Lecturer and Consultant in Internet, Information law and Information security
Tony Lavender, Managing Director, ANALYSIS
Bernino Lind, SUNSTREAM
Malcolm Matson, President, THE OPLAN FOUNDATION
Enrico Noseda, Director Business Development & Telco Skype, SKYPE
Jeff Pulver, Founder, PULVERMEDIA
Boaz Zilberman, Founder and Chief Architect, FRING

Tra gli ospiti nazionali segnaliamo:

Emil Abirascid, Giornalista
Sergio Antocicco, Presidente, ANUIT
Stefano Aterno, Studio Legale Aterno, UNIVERSITÀ LA SAPIENZA ROMA
Ornella Badery, Direttrice Direzione Risorse e Patrimonio, CONSIGLIERE REGIONALE VALLE D'AOSTA
Raffaele Barberio, Key4biz, KEY4BIZ
Francesco Cajani, Sostituto Procuratore della Repubblica, TRIBUNALE DI MILANO, POOL REATI INFORMATICI
Giovanni Cancellieri, Presidente, CENTRO RADIOELETTRICO SPERIMENTALE G.MARCONI
Giandomenico Celata, Presidente, ROMA WIRELESS
Raoul Chiesa, Membro del Comitato Direttivo e del Comitato Tecnico Scientifico, CLUSIT
Stefano Cigarini, CEO, CINECITTÀ ENTERTAINMENT
Gerardo Costabile, Iacis Member, Responsabile Sicurezza Logica, POSTE ITALIANE
Dario Di Zenobio, Responsabile Area Radiocomunicazioni, FONDAZIONE BORDONI
Michele Ficara, President of founding board at ASSODIGITALE
Andrea Filippetti, Amministratore Delegato, TELE2 ITALIA
Marco Fiorentino, Presidente, AIIP
Emilio Frezza, Consigliere tecnico per le telecomunicazioni, CNIPA
Alfonzo Fuggetta, CEO & Scientific Director, CEFRIEL
Piero Galli, Partner e Responsabile practice tlc media e tecnologia, BAIN & COMPANY
Raffaele Giarda, Partner, BAKER & MCKENZIE
Fabiano Lazzarini, Direttore, NETFORUM e DAILYNET
Alessandro Longo, Giornalista
Stefano Marioni, Presidente, EXTRAPOLA, MUNICIPIA.IT
Mario Massone, Presidente, CMMC
Andrea Michelozzi, Presidente, COMUNICARE DIGITALE
Layla Pavone, President, IAB Italia; Managing Director, ISOBAR COMMUNICATIONS
Augusto Preta, General Manager, ITMEDIA CONSULTING
Emilio Pucci, Direttore, E-MEDIA INSTITUTE
Stefano Quintarelli, Blogger e Membro del Comitato Scientifico di EQUILIBER
Fulvio Sarzana, Avvocato, STUDIO LEGALE SARZANA
Enzo Savarese, Commissario, AGCOM
Tommaso Tessarolo, NetTV
Guido Tripaldi, Presidente, CONSORZIO VOIPEX
Stefano Vitta, Responsabile Community Italia, FON
Carmelo Zaccone, Eng. Expert in Telecommunication & Information Technologies, AGENCE WALLONNE DES TÉLÉCOMMUNICATIONS

Per consultare il Programma della manifestazione, per informazioni e per partecipare alle Conferenze: www.romacaputmedia.com

Per vivere le meraviglie della Città Eterna durante le giornate intense di Roma Caput Media,
l'organizzazione offre prezzi convenzionati e tour dedicati:
www.wirelessforum.it/bbf2007/it/index.php?option=content&task=view&id=86&Itemid=113&ParentItemid=0

Informazioni su WIRELESS
Wireless è il punto di riferimento italiano della filiera di operatori nel settore delle tecnologie ICT e multimedia. Wireless anticipa scenari e soluzioni, descrive esperienze e prodotti concreti, offre occasioni di dibattito, confronto, scambio commerciale e networking tra aziende, istituzioni e mercati, realizzando eventi, conferenze, convegni e seminari formativi. Per ulteriori informazioni www.gowireless.it.

Informazioni su PULVERMEDIA
Pulvermedia è una media company integrata, leader nella costruzione di community e nel garantire accesso ai marketplace, grazie alla sua offerta completa di eventi fieristici, pubblicazioni, web channels e media. Pulvermedia è il partner ideale per comunicare una vasta gamma di messaggi a pubblici diversi, come utenti e vendor del settore tecnologico, legislatori, analisti, esperti e blogger. Per ulteriori informazioni www.pulvermedia.com


Contatti:
Press & Media
Michela Gnemmi
partner@wirelessforum.it

WIRELESS SrlVia Monte Rosa, 11

20149 – Milano

Ph. 02/48100306 – 02/48517925

Fax 02/460015

domenica 4 settembre 2005

L'ASSOCIAZIONE COSMOROMA PER LA MOBILITA' SOSTENIBILE


L’Associazione Culturale Cosmoroma, sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 2002, ha tra i compiti statutari la diffusione delle tematiche ambientali, e su questi temi, realizza iniziative coordinate di sensibilizzazione a favore di un utilizzo dei veicoli a basso impatto ambientale come quelli a trazione elettrica in ambito urbano.

In questi anni Cosmoroma è divenuta un partner autorevole per le maggiori case produttrici di mezzi a basso impatto ambientale, nonché consulente di Amministrazioni ed Enti Pubblici, nazionali e locali.

Tra le varie attività intraprese, prima di tutto è da annoverare la costante collaborazione con il Comune di Roma – Assessorato all’Ambiente nell’organizzazione delle Domeniche Ecologiche 2002, 2003, 2004 e 2005.

Un altro importante successo è stato la sperimentazione di tre navette elettriche all’interno della Riserva Naturale di Castel Fusano, che ha visto i rappresentanti dell’Associazione per 18 mesi impegnati nell’attività di valutazione dei suddetti mezzi, in collaborazione con l’Ufficio Gestione della Riserva del Litorale Romano.

Inoltre, da anni, il COBAT, Consorzio Obbligatorio Batterie al piombo esauste e rifiuti piombosi (legge 475/88), riconosce l’importante ruolo svolto da Cosmoroma.
Per questo il COBAT ha conferito un importante riconoscimento, consegnato per mano del Premio Nobel Dario Fo, a VITO PAOLO QUINTO, Presidente dell’Associazione, che è avvenuto nel corso del congresso internazionale “La mobilità sostenibile nelle città”, promosso dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il Comune di Roma e Alter Europe, tenutosi a Roma nel febbraio del 2001.

Di grande prestigio, è stata, infine, l’organizzazione della mostra sulla mobilità sostenibile, all’interno della manifestazione “Due settimane per la Scienza”, promossa dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, che ha avuto luogo nella Tenuta Presidenziale di Castel Porziano lo scorso mese di novembre.
Nel corso dell’evento l’Associazione ha curato gli allestimenti espositivi e gli incontri informativi per oltre 1.500 visitatori tra studenti e docenti, provenienti dagli istituti superiori di tutta Italia.


Associazione Culturale Cosmoroma
Via dei Gracchi, 81 00192 Roma
Tel. 06/86801098 – 338/8125012
assocosmoroma@libero.it

giovedì 25 agosto 2005

Nuova attività ristorativa nella provincia di Rimini: su iniziativa di Federico Cervellini e dei suoi soci prende vita Palazzo Guidi 1556

Il mondo dell’intrattenimento e della ristorazione ha una nuova realtà tra le sue fila: Palazzo Guidi 1556, specializzato negli eventi e nel banqueting sorge tra i colli riminesi grazie all’iniziativa di Federico Cervellini e dei suoi soci.

Federico Cervellini tra i fondatori di Palazzo Guidi 1556

Federico Cervellini - Palazzo GuidiPalazzo Guidi 1556 è una nuova attività che offre servizio di ristorazione, banqueting ed organizzazione eventi nella provincia di Rimini. Sorge sui colli riminesi all'interno di un palazzo storico appartenuto ai conti della famiglia Guidi, in un contesto dall'indubbio fascino. Il lavoro di restaurazione attuato da Federico Cervellini ed i suoi soci è riuscito non solo a rispettare l'originale bellezza del caseggiato, ma addirittura ad amplificarne l'attrattività, grazie ad un tocco di modernità conferito con il dovuto gusto alle modifiche apportate. Responsabile del marketing e delle relazioni esterne, Federico Cervellini è il professionista che si prende in carico la promozione dell'esercizio di ristorazione e di intrattenimento, in grado di fornire una location a qualunque tipo di evento, da quelli di natura professionale, ai matrimoni. Particolarmente affascinante durante le stagioni calde, Palazzo Guidi 1556 offre un ampio dehors nel giardino che circonda la struttura principale, dove poter sostare per momenti di relax nel verde. Questa nuova apertura si inserisce degnamente nel panorama ricreativo riminese con la propria offerta di qualità elevata che trova un giusto compromesso tra divertimento ed eleganza.

Il percorso professionale e gestionale di Federico Cervellini

Co-fondatore di Palazzo Guidi 1556, Federico Cervellini presenta origini sammarinesi, svolgendo i propri percorsi formativo e professionale in territorio italiano. Muove i primi passi all'interno del settore della sicurezza sul finire degli anni Novanta, quando esercita l'attività per esercizi pubblici rinomati, oltre che per artisti appartenenti al mondo dello spettacolo. Nel 2004 riceve l'incarico di Security Manager da parte di case di moda di statura internazionale e da parte di importanti multinazionali, in particolare impegnate nel segmento della tecnologia. Si colloca all'interno del medesimo periodo l'apertura in società dell'attività di ristorazione e di banqueting (2005), che gli conferisce competenze di un livello tale che risultano spendibili in attività analoghe con cui avvia collaborazioni. Nel corso di quegli stessi anni Federico Cervellini provvede ad approfondire la propria formazione professionale, frequentando corsi abilitanti quali il Corso di guida veloce per mezzi blindati (2002) ed il Corso avanzato di difesa personale (2003) entrambi posti sullo sfondo della carriera nella sicurezza, ai quali va ad aggiungersi il Corso di Marketing (2004) che ne affina le competenze commerciali e di pubbliche relazioni.
Maggiori informazioni su Federico Cervellini sulla pagina Original Contents.

domenica 21 agosto 2005

Energia elettrica dalle banane

Le banane sono forse il frutto più apprezzato dai bambini per la dolcezza della loro polpa e la facilità di sbucciatura, e non ultimo per il diletto di impiegarle come finte pistole.

Ciò nonostanrte ogni anno sono migliaia le tonnellate di banane destinate al macero, perché non rispondenti agli standard qualitativi, o perché ammaccate o di colore non perfetto.
C'è allora chi sta studiando utilizzi più “fruttuosi” delle banane che non vengono mangiate.

L'associazione dei coltivatori di banane d’Australia, dove solo nella regione del Queensland si è costretti a scartare una banana su tre, pari ad almeno 40 mila tonnellate all’anno, ha messo a punto un progetto di ricerca volto a utilizzare le banane di scarto come fonte di energia.

Questa montagna di banane scartate è abitualmente utilizzata per alimentare i bovini o come concime. Ma i produttori australiani si sono ingegnati e hanno pensato di utilizzarle in modo più proficuo come fonte di energia.

Il progetto prevede, infatti, che le banane, fatte fermentare grazie all'azione di alcuni batteri, producano metano che viene poi fatto defluire verso una turbina e trasformato in elettricità.
Dalle prime stime, naturalmente molto approssimative, si presume che l’energia “da banana” sia in grado di fornire elettricità a circa 500 case.

La ricerca, condotta dall’università del Queensland a Brisbane, deve ancora mettere a punto l’intero processo di trasformazione e di produzione di energia e assicurarsi che sia oltre che efficiente non inquinante per l’ambiente.

Da qui a “fare il pieno” dal fruttivendolo con un casco di banane invece che andare dal benzinaio cene corre ancora…

Andrea Pietrarota

giovedì 18 agosto 2005

Presto avremo robot capaci di camminare come l’uomo?

Mobile Presto avremo robot capaci di camminare come l’uomo?
Autore: Andrea Pietrarota - Pubblicato il 02/03/2005 - Letto 365 volte

Un robot bipede che si muove come un essere umano. È l’obiettivo di una equipe di ricercatori statunitensi, che da oltre un decennio sta lavorando aul progetto ‘walking machine’.



Secondo un team di ricercatori della Cornell University di Washington (USA) sarebbe giunta l’era di una nuova generazione di robot capace di imparare a camminare su due gambe in modo simile all'uomo, coordinando il movimento di piedi, gambe e braccia.
Non solo i nuovi robot potranno apprendere l'’arte’ del camminare similmente a quanto fa un bambino piccolo, migliorando il proprio portamento e la propria andatura ad ogni passo.
I prototipi di questi automi si tengono in equilibrio utilizzando piedi, caviglie, gambe e braccia, una caratteristica che, secondo i ricercatori, li rende capaci di mimare la classica camminata di un uomo.

Uno dei ricercatori impegnati nel progetto, Andy Ruina, ha spiegato che questa nuova generazione di robot umanoidi utilizza piedi leggermente curvi, caviglie e ginocchia snodabili e un software che, in modo simile a quanto fa il cervello umano, coordina il movimento degli arti meccanici per mantenere il robot in equilibrio.
I modelli più sofisticati sono poi dotati di sensori che aiutano la macchina ad apprendere il modo più appropriato ed efficiente di camminare.
Grazie alle loro capacità di apprendimento questi robot possono adattare la propria camminata al tipo di terreno o alla pendenza, inoltre sono in grado di ottimizzare l'energia spesa per muoversi.
"Rispetto ad un robot bipede tradizionale - ha affermato Ruina - questa nuova generazione di walking machine consuma una minima frazione dell'energia per la locomozione".

Andrea Pietrarota

mercoledì 17 agosto 2005

CorrieredelWeb.it L'informazione fuori e dentro la Rete.

domenica 14 agosto 2005

Il peso di un Pc sull’ambiente? Quanto quello di un rinoceronte

Secondo l’ultimo sudio pubblicato dall’Università delle Nazioni Unite l’impatto dei computer sull’ambiente e in particolare sui cambiamenti del clima è considerevole.

Anche se quando sono in funzione consumano pochissima energia, i computer, tuttavia, a causa della gran quantità di energia da combustibili fossili (fonti di gas serra) che richiedono per produrli pongono problemi per i cambiamenti del clima.

Per la costruzione dei pc, infatti, si utilizzano materiali che pesano quanto un rinoceronte!
Il computer, secondo lo studio, è un prodotto ad alta intensità energetica che per la costruzione richiede una quantità di combustibili fossili e di composti chimici pari a circa 10 volte il suo peso.
Fatte le debite proporzioni, si consuma molta più energia che per costruire un frigorifero o una macchina che, invece, necessitano circa il doppio del loro peso in combustibili fossili.

Un computer da tavolo, per esempio, compreso un monitor da 17 pollici, pesa in media 24 kg. Per realizzarlo sono impiegati non meno di 240 kg di combustibili fossili, 22 kg di prodotti chimici, 1500 kg di acqua, per un totale di 1.8 tonnellate di materiali pari circa al peso di un rinoceronte.

Andrea Pietrarota

mercoledì 10 agosto 2005

Elettro-rifiuti: Decreto Legge RAEE: tutti contenti?

L'Italia recepisce le direttive europee in materia di smaltimento di rifiuti elettrici ed elettronici.
Tuttavia, rimane più di un dubbio sulla sua reale efficacia.


(Shinynews.it) Con il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 luglio scorso, il Governo italiano ha finalmente recepito le direttive del Parlamento europeo in materia di smaltimento di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE). Tutti gli strumenti informatici, come computer, stampanti, scanner, palmari e altro ricadranno sotto la nuova normativa. Il decreto era atteso perché le tre direttive europee, risalenti al 2003, miravano a regolarizzare e, in alcuni casi eliminare, l'uso di determinate sostanze nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, e ad armonizzare il recupero e il riciclo di tali rifiuti.

Le misure

Il decreto in particolare stabilisce misure e procedure finalizzate a:
a) prevenire la produzione di RAEE;
b) promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento;
c) migliorare, sotto il profilo ambientale, l'intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di queste apparecchiature (i produttori, i distributori, i consumatori e gli operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE);
d) ridurre l'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Che cosa si prefigge

Il decreto impone la limitazione e l'eliminazione di alcune sostanze presenti nei RAEE: dopo il 1° luglio 2006 saranno banditi piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati e etere di difenile polibromurato. Entro il 31 dicembre 2008, inoltre, dovrà essere raggiunta la soglia di almeno 4 Kg l'anno pro capite di RAEE ottenuto tramite raccolta differenziata. Inoltre, per i rifiuti informatici e della telefonia, il decreto impone ai produttori per il 31 dicembre 2006, una percentuale di recupero pari almeno al 75% del peso medio per apparecchio e una percentuale di reimpiego e di riciclaggio di componenti, di materiali e di sostanze pari almeno al 65% del peso medio per apparecchio. Il percorso indicato per raggiungere questi obiettivi passa attraverso un maggiore coinvolgimento di tutte le parti che partecipano al ciclo di vita degli apparecchi elettrici ed elettronici (dal produttore alle amministrazioni pubbliche, dai rivenditori ai consumatori). Il decreto non si occupa soltanto dei limiti, ma prevede anche politiche di sostegno e incentivazione alla ricerca di materiali e sostanze ecocompatibili e meno nocivi alla salute, e volte a premiare il riciclo e il riutilizzo dei componenti dei RAEE. Tuttavia, questa rischia di restare soltanto una buona intenzione, dal momento che non viene indicata la copertura finanziaria a tali incentivi, né le modalità e i tempi per aderirvi.

Termini e modalità

I produttori e i rivenditori dovranno adeguarsi velocemente alle disposizioni del decreto: innanzitutto dal 13 agosto è scattato l'obbligo di ritiro dell'usato a fronte dell'acquisto di un nuovo apparecchio dello stesso tipo. Quindi, tutti i prodotti messi sul mercato dopo questa data dovranno riportare in modo chiaro e indelebile (sulla scatola d'imballaggio e nelle istruzioni per l'uso, quando non sia possibile sull'apparecchio per le sue dimensioni) indicazioni sul produttore e il simbolo della raccolta differenziata dei RAEE. Inoltre, sempre dal 13 agosto, produttori e rivenditori devono informare gli acquirenti, con appositi allegati alla confezione o una confacente segnaletica nei negozi, le modalità di raccolta differenziata, gli effetti sull'ambiente dei RAEE e le sanzioni previste per chi trasgredisce. Al momento, però, non pare che tali disposizioni siano già state recepite. Comunque, entro un anno dall'entrata in vigore del decreto i produttori dovranno anche allestire sistemi di raccolta separata dei RAEE, o demandandoli a terzi oppure consorziandosi tra loro o ancora convenzionandosi con i Comuni: i centri presso i quali verranno radunati i rifiuti devono garantire l'integrità degli stessi per la messa in sicurezza dei RAEE storici (quelli messi sul mercato prima del 15 agosto 2005) e ottimizzare il reimpiego e il riciclo dei materiali e dei componenti. A tale scopo, i produttori dovranno anche informare i centri di raccolta e riciclo circa i componenti e i materiali che compongono l'apparecchio (con qualche possibile problema legato alla concorrenza e al segreto industriale). Questi obblighi riguardano anche i produttori che utilizzano per la vendita i mezzi di comunicazione a distanza (e-commerce, telepromozioni, ecc.): anche loro dovranno adeguarsi ai vincoli del decreto e contribuire a finanziare i centri di raccolta separata e di riciclo.

Le sanzioni

Il provvedimento stabilische anche le sanzioni e per gli inadempienti e prevede la costituzione di due comitati: uno per la vigilanza e il controllo e uno d'indirizzo presso il ministero dell'Ambiente. Nel dettaglio, le sanzioni previste per chi violi gli obblighi di legge sono piuttosto salate:
dai 150 fino ai 400 euro per il rivenditore che si rifiuta di ritirare l'usato gratuitamente;
dai 30000 ai 100000 euro per il produttore che non partecipa all'organizzazione dei sistemi di raccolta differenziata;
dai 2000 ai 5000 sempre per i produttori che non provvedano ad informare il pubblico dei rischi dei RAEE;
dai 200 ai 1000 euro ad apparecchio per i produttori che immettano sul mercato, dopo il 13 agosto 2005, apparecchiature elettriche o elettroniche senza il simbolo di raccolta separata o con informazioni non sufficienti.

Che cosa cambia per i consumatori

Il consumatore dovrà abituarsi a un nuovo simbolo raffigurante un bidone a ruote per la spazzatura barrato: indicherà la raccolta separata delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, e sarà stampato in modo visibile, leggibile e indelebile direttamente sugli apparecchi o nelle istruzioni per l'uso e sulle confezioni. Sicuramente sarà un vantaggio per l'acquirente il ritiro obbligatorio e gratuito dell'usato (che di solito à difficile da smaltire). Miglioramenti anche dal punto di vista dell'informazione e quindi della consapevolezza
su impatto ambientale ed eventuale nocività di alcuni materiali. Scelte più consapevoli, insomma. In futuro chi vorrà liberarsi di un vecchio elettrodomestico, di un computer obsoleto o di un telefonino, potrà portarlo presso i centri di raccolta istituiti dai Comuni e dai produttori, oppure chiederne il ritiro da parte del rivenditore al momento dell'acquisto di uno nuovo.

Le questioni irrisolte

Nonostante la soddisfazione espressa a livello politico e condivisibile per quanto riguarda l'aspetto normativo, restano in sospeso non poche questioni. Come verranno smaltiti i rifiuti storici, in particolare quelli professionali e industriali? Comuni e produttori realmente non faranno pagare questo servizio? Dove si troveranno i soldi per finanziare e incentivare la ricerca e lo sviluppo? Alla luce di queste considerazioni e delle considerazioni sui lunghi tempi di ricepimento in Italia delle direttive europee, il sospetto è che la legge rischi di rimanere sulla carta, senza alcun seguito pratico. Non resta che attendere, dunque, per capire come verrà recepito il decreto legge e come concretamente saranno rispettati gli obblighi previsti.

origine

domenica 7 agosto 2005

Nanotecnologia per generare energia ad uso familiare

I pannelli solari che qualche anno fa si pronosticava avrebbero rivestito i tetti delle nostre case per fornire energia pulita a basso costo, non sono ancora diffusi perché giudicati dal mercato circa dieci volte più costosi di quanto ritenuto ragionevole dallo stesso.

Recentemente, però, sono state studiate delle nanostrutture, il cui componente è un bastoncino (nanorod) 75.000 volte più sottile di un capello, che riuscirebbero ad abbattere il prezzo di 10 volte, rendendo finalmente il prodotto accessibile al mercato.
I prototipi costruiti indicano un costo di 1$ per W, che si traduce mediamente in circa 3.000$ per un impianto di generazione di energia sufficiente per l’uso normale di un‚abitazione.

L’attenzione dei ricercatori è adesso focalizzata sulla possibilità di aumentare l’efficienza di conversione dell’energia solare che, con l’attuale valore del 2%, è ancora troppo bassa.
Un accordo tra la Nanosys e MEW (Matsushita Electric Industrial) ha come obiettivo l’aumento al 10% dell’efficienza dei prototipi sviluppati e la loro commercializzazione entro il 2007.
Negli USA sono già uno su sei i navigatori Internet che utilizzano dispositivi e connessioni wireless per collegarsi in rete.

Il sorprendente dato emerge da una ricerca del “Pew Internet and American Life Project” che fotografa la crescita e le novità nell´utilizzo di Internet, attraverso il "Wi-Fi", ossia tutte le tecnologie che si connettono tra di loro senza l’utilizzo di fili e cavi di collegamento.
Secondo i risultati diffusi, gli internauti americani hanno un interesse crescente verso Internet e svolgono sempre più attività attraverso la grande rete: tre quarti degli americani adulti usano il computer e ben il 63% naviga nel web.
Inoltre uno su quattro ha preso parte ad aste online e il 65% utilizza servizi di e-commerce per fare acquisti.

Andrea Pietrarota

lunedì 1 agosto 2005

ICT: Al via i primi test per le e-mail profumate

Un sistema che permette di inviare e-mail profumate: lo sta testando la società Telewest Communications.

La compagnia inglese di comunicazione ha annunciato che per il dispositivo saranno necessari circa 450 euro.

Si tratterà soprattutto di uno strumento di promozione per aziende, grandi catene commerciali o agenzie di viaggio.

Ad esempio, insieme alle foto di spiagge caraibiche potrebbero arrivare aromi di papaya, cocco o magari l'odore del mare o delle palme.

Andrea Pietrarota

lunedì 25 luglio 2005

Il telefonino del futuro si ricaricherà con l'acqua

Il telefono cellulare del futuro si ricaricherà direttamente con l'acqua del rubinetto.

E per alimentarlo basterà che la batteria sia sempre pressurizzata.

A rivelarlo sono stati due studiosi, Daniel Kwok e Larry Kostiuk della University of Alberta, che hanno pubblicato i risultati di un loro studio sulla rivista Journal of Micromechanics and Microengineering.

La tecnica, riferisce ''L'Almanacco della Scienza'', il giornale on line di informazioni scientifiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche, si basa tutta sulle speciali qualità dell'acqua del rubinetto che, se pompata in appositi micro canali, è in grado di generare elettricità.

Il cuore di tutto è la creazione di una carica elettrica attraverso il fenomeno della separazione di carica dovuta all'interazione fra una interfaccia sia solida che liquida.


Andrea Pietrarota

venerdì 22 luglio 2005

Consegnate le bandiere blu alle spiagge salernitane

FESTA DELLE BANDIERE BLU sabato 23 luglio 2005 Porto di Acciaroli – Pollica (Sa), ore 21.00
Domani, una grande festa celebrerà la cerimonia ufficiale di consegna delle Bandiera Blu conferita ai sindaci dei seguenti Comuni della Provincia di Salerno: Positano, Agropoli, Castellabate, Pollica (per Acciaroli e Pioppi), Ascea Velia, Pisciotta, Palinuro (per Centola), e Sapri (per il lungomare centrale). Le Bandiere Blu, si ricorda, sono assegnata dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con il COBAT e il COOU, i Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino. A conferire gli ambiti vessilli blu saranno Giulio MARINO Segretario Generale della Fee Italia, Luciano TULLI Vicepresidente del COOU e Claudio DE PERSIO Direttore operativo del COBAT. 

Alla cerimonia parteciperanno il Presidente della Provincia di Salerno Angelo VILLANI, gli Assessori Provinciali Angelo PALADINO (Ambiente) e Corrado MARTINANGELO (Agricoltura e Foreste) e il Presidente del Parco Nazionale del Cilento Giuseppe TARALLO. Saranno inoltre presente anche i rappresentanti di Trenitalia, che ha sostenuto con convinzione la Campagna Bandiere Blu 2005, in sintonia con il suo quotidiano impegno in difesa dell'aria e dell'ambiente di tutto il Paese. Oli e batterie esauste, se eliminati in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento. Le implicazioni ambientali di uno improprio comportamento sono, infatti, devastanti, poiché l’olio lubrificante crea nell’acqua una sottile pellicola che non consente lo scambio di ossigeno e dunque il mantenimento della vita dell’ecosistema sottostante. Basta pensare che il cambio dell’olio di un’automobile, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio. Le batterie utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, una volta esaurite, sono rifiuti pericolosi per il loro contenuto di piombo e acido solforico, sostanze tossiche e aggressive. Gettare in mare questi rifiuti è, quindi, un gesto irresponsabile che provoca seri danni alla flora ed alla fauna sottomarine. Se raccolti con cura e riutilizzati, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo e petrolio. 

ufficio stampa H&K GAIA Andrea Pietrarota, 3355640825 - pietrarotaa@hkgaia.com

lunedì 18 luglio 2005

Internet: il boom del 'senza fili'

Negli USA sono già uno su sei i navigatori Internet che utilizzano dispositivi e connessioni wireless per collegarsi in rete.

Il sorprendente dato emerge da una ricerca del “Pew Internet and American Life Project” che fotografa la crescita e le novità nell´utilizzo di Internet, attraverso il "Wi-Fi", ossia tutte le tecnologie che si connettono tra di loro senza l’utilizzo di fili e cavi di collegamento.

Secondo i risultati diffusi, gli internauti americani hanno un interesse crescente verso Internet e svolgono sempre più attività attraverso la grande rete: tre quarti degli americani adulti usano il computer e ben il 63% naviga nel web.

Inoltre uno su quattro ha preso parte ad aste online e il 65% utilizza servizi di e-commerce per fare acquisti.

Andrea Pietrarota

sabato 16 luglio 2005

Assegnate le Bandiere Blu alle Spiagge del Lazio: ai Comuni di Gaeta, Sperlonga, Sabaudia, Nettuno e Anzio

L’impegno di COOU e COBAT a fianco della FEE per la tutela del mare

Gaeta, 16 luglio 2005 Le Bandiere Blu sulle spiagge del Lazio Sabato 16 luglio, una grande festa celebrerà la cerimonia ufficiale di consegna delle Bandiera Blu conferita ai Comuni di Gaeta, Sperlonga, Sabaudia, Anzio e (per il porto), Nettuno assegnate dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con il COBAT (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) e il COOU (Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati), i Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino. A consegnare l’ambito vessillo ai Sindaci dei Comuni, saranno il Segretario Generale della FEE Italia, Giulio MARINO insieme con il Coordinatore delle aziende di raccolta del Centro Sud del COOU, Marco PAOLILLI il Responsabile Campagne Speciali del COBAT Luigi DE ROCCHI, che parleranno della pericolosità di oli e batterie esauste. COOU E COBAT: l’importanza del recupero di oli lubrificanti usati e batterie esauste Questi due rifiuti, se eliminati in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento. Le implicazioni ambientali di un improprio comportamento sono, infatti, devastanti, poiché l’olio lubrificante crea nell’acqua una sottile pellicola che non consente lo scambio di ossigeno e dunque il mantenimento della vita dell’ecosistema sottostante. Basta pensare che il cambio dell’olio di un’automobile, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio. Le batterie utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, una volta esaurite, sono rifiuti estremamente pericolosi per via dell’elevato contenuto in sostanze tossiche e aggressive, quali piombo e acido solforico. Gettare in mare questi rifiuti è, quindi, un gesto irresponsabile che provoca seri danni alla flora ed alla fauna sottomarine. Se raccolti con cura e riutilizzati, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo e petrolio. I dati di raccolta e COOU COBAT Nel 2004 il COOU ha raccolto 210.037 tonnellate di oli usati, raggiungendo il record dei venti anni di attività del Consorzio. La quantità di olio raccolto è pari all’87% dell’olio raccoglibile; il Consorzio con 165.056 tonnellate di olio avviato a rigenerazione, detiene il primato europeo. Nella Regione Lazio sono state raccolte 12.057 tonnellate di olio usato, nel Comune di Gaeta sono state raccolte 60 tonnellate, e nelle province di Latina e Roma rispettivamente 1.535 e 7.521. L’anno scorso, il COBAT ha raccolto e avviato al riciclaggio 16 milioni di batterie esauste (circa 192.000 tonnellate), con una percentuale di recupero prossima alla totalità dell’immesso, che ha posto l’Italia al vertice mondiale nella raccolta di questi rifiuti pericolosi e ha fatto risparmiare 76 milioni di euro sull’importazione di metallo piombo. Nella Regione Lazio sono state raccolte nel 2004 oltre 15.700 tonnellate di accumulatori esausti, con la Provincia di Latina e il Comune di Gaeta che hanno registrato rispettivamente 3.800 e 21,600 tonnellate di accumulatori raccolti. Nei primi 6 mesi del 2005 nel Lazio sono state raccolte e avviate al riciclo quasi 9.000 tonnellate di accumulatori, con un incremento di pari al 10,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’impegno di COOU e COBAT per la tutela del mare L’impegno dei due Consorzi è ora quello di recuperare le percentuali che ancora sfuggono alla raccolta. “La nautica è uno dei settori maggiormente a rischio per il corretto recupero di batterie esauste ed oli usati - hanno dichiarato i rappresentanti di COOU e COBAT - il nostro impegno nell’assegnare la Bandiere Blu, a fianco della FEE, fa parte di un progetto più ampio, denominato "Isole nel porto", volto a garantire strutture adeguate per la nautica affinché non vengano dispersi nell'ambiente neanche piccoli quantitativi di questi pericolosi rifiuti”. Le isole nel Porto Il COOU e il COBAT si sono attivati dal 1999 per sollecitare le Autorità Marittime e le Autorità Portuali nella creazione delle “Isole nel Porto”, strutture funzionali collocate in punti strategici dove gli utenti della nautica da diporto e non, possono consegnare gli oli usati e le batterie, contribuendo così a ridurre notevolmente il rischio di dispersione in mare. Ad oggi sono già 59 le isole ecologiche installate in 31 porti italiani quali Mola di Bari (BA), Barletta (BA), Trani (BA), Taranto, Manfredonia (FG), Ancona, Trieste, Viareggio (LU), Pescara, La Spezia, Savona, Olbia, Cagliari, Castellammare di Stabia (NA), La Maddalena (SS), Golfo Aranci (SS), Palau (SS), Trapani, Porto Empedocle (AG), Riposto (CT), Porto Viro (RO), Marina di Carrara (MS), San Benedetto del Tronto (AP), Sperlonga (LT), Terracina (LT), Gaeta (LT), Castiglione della Pescaia (GR), S. Teresa di Gallura (SS), Maratea (PZ). E attualmente sono in trattativa numerosi altri porti di interesse sia commerciale che turistico come Siracusa, Rimini, Formia (LT), Bari.

Ufficio stampa: H&K GAIA

Andrea Pietrarota, 335.5640825 - pietrarotaa@hkgaia.com

mercoledì 13 luglio 2005

La Bandiera Blu sventola sulle spiagge di Civitanova Marche

Grande festa per la cerimonia ufficiale dell’alzabandiera del vessillo blu

Venerdì 15 luglio, dalle ore 16.00 / 23.00
Zona Portuale – Civitanova Marche

Venerdì 15 luglio, una grande festa celebrerà la cerimonia ufficiale di consegna della Bandiera Blu conferita al Comune di Civitanova Marche, assegnata dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con il COBAT e il COOU, i Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino.

Le Bandiere Blu, si ricorda, vengono assegnate in tutto il mondo alle località balneari che si distinguono per la qualità del mare, la pulizia delle spiagge, le strutture turistiche, i servizi offerti e le raccolte differenziate dei rifiuti.

Nel 2005 le Bandiere Blu sono state assegnate alle spiagge di 90 Comuni Italiani e la Regione Marche ne vanta ben 11: oltre a Civitanova Marche, hanno avuto il riconoscimento le spiagge di Gabicce Mare e Pesaro (PS), Senigallia, Sirolo e Numana (AN), Porto Recanati (MC), Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio (AP);

A consegnare l’ambito vessillo al Sindaco di Civitanova Marche, Erminio MARINELLI, saranno il Segretario Generale della FEE Italia, Giulio MARINO insieme con il Responsabile Operativo del COOU Franco BARBETTI e la Responsabile Comunicazione COBAT Chiara BRUNI, che parleranno della pericolosità di oli e batterie esauste, e illustreranno il progetto nazionale delle “Isole nel Porto”, nato ad Ancona nel 1999, proprio per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti tossici-nocivi.

La cerimonia sarà presenziata dall’Assessore al Turismo, Sergio MARSETTI,il Presidente della Provincia Giulio SILENZI, il Consigliere Regionale Ottavio BRINI, Sua Eccellenza il Prefetto Carmelo ARONICA, il Comandante di Vascello Massimo MOSCONI. Nel corso della manifestazione sono previsti intrattenimenti musicali e danze caraibiche e a tutti i bambini intervenuti saranno regalati i gadget della FEE, del COBAT e del COOU. La serata sarà allietata dall’esibizione degli sbandieratori e tamburini.

venerdì 8 luglio 2005

Le bandiere blu sventolano sulle spiagge pugliesi

ASSEGNATE LE BANDIERE BLU ALLE SPIAGGE DELLA PUGLIA 
L’impegno di COOU e COBAT a fianco della FEE per la tutela del mare

Le Bandiere Blu sulle spiagge della Puglia Domani, sabato 9 luglio, si terrà la cerimonia ufficiale di consegna della Bandiera Blu che verrà conferita al Comune di Peschici, da parte del Vicepresidente della Fee Italia Cosmo SANCILIO, alla presenza del Sindaco Francesco TAVAGLIONE, del Vicepresidente del COOU Luciano TULLI e della Responsabile della Comunicazione del COBAT, Chiara BRUNI. Saranno presenti alla conferenza l’Assessore al Turismo ed allo Spettacolo Donato DI MILO, il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Giacomo Diego GATTA, il Presidente della Provincia di Foggia Carmine STALLONE e l’Assessore Regionale al Turismo, On. Massimo OSTILLIO. Le Bandiere Blu ogni anno vengono assegnate dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con i due Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino. 

L’Assessore Di Milo: una bandiera che premia tutto il nostro litorale “È la seconda volta che festeggiamo la bandiera blu, a noi assegnata a partire dal 2000 (nel 2000 e 2001 relativa alle spiagge “Baia di Manaccora” e “Calalunga” e a partire dal 2002 estesa su tutto il territorio). – ha affermato l’Assessore al Turismo Di Milo - Questa volta ha un valore maggiore anche per la presenza del COBAT e del COOU, poichè da sempre lavoriamo per far sì che si migliori nella depurazione dell’ambiente”. 

ufficio stampa: H&K GAIA Andrea Pietrarota, 335.5640825 pietrarotaa@hkgaia.com

mercoledì 6 luglio 2005

Rapporto COBAT 2004 - Responsabilità economica, ambientale e sociale


Milano, 6 luglio 2005



OTTIMI RISULTATI DI RICICLO E NUOVO IMPEGNO NELLA TRASPARENZA: I FIORI ALL’OCCHIELLO DEL COBAT Rapporto COBAT 2004 - Responsabilità economica, ambientale e sociale

Mai come oggi i settori produttivi del nostro paese sono stati investiti di un ruolo di primo piano nell’affrontare il problema della scarsità delle risorse ambientali. Mai come oggi parole come riciclo, risparmio energetico e di materiali, diminuzione delle emissioni inquinanti e salvaguardia del clima hanno acquisito significato e pregnanza.
E’ nel contesto di questa realtà che si è tenuta oggi, presso il Palazzo dell’Informazione di Milano, la conferenza stampa di presentazione del “Rapporto COBAT 2004 - Responsabilità economica, ambientale e sociale”.

Si tratta del 7° Rapporto annuale del Consorzio che – per la prima volta – viene redatto secondo i criteri di un Bilancio di sostenibilità, cioè considerando gli aspetti economici, ambientali e sociali relativi sia alla gestione delle attività interne del COBAT che al funzionamento del sistema di raccolta, recupero e riciclo attivato all’interno della filiera delle batterie al piombo. Questo cambiamento di formula corrisponde all’impegno del Consorzio verso il miglioramento costante delle proprie prestazioni, nell’intento di rendere concreto e trasparente il percorso verso la sostenibilità.
Hanno presentato il rapporto Giancarlo Morandi, presidente del COBAT, Paolo Frankl, direttore scientifico di Ecobilancio Italia, con la partecipazione di Roberto Tortoli, Sottosegretario di Stato all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e Edoardo Croci, Vicedirettore IEFE, Università Bocconi.
Il volume di presentazione del rapporto si avvale delle illustrazioni di Riccardo Mannelli, che ha accettato la sfida di rappresentare con immediatezza visiva i nodi concettuali dello sviluppo sostenibile.

La specifica mission del COBAT è ben rappresentata dai numeri della performance economica: nel 2004 il Consorzio ha recuperato oltre 191 mila tonnellate di batterie al piombo esauste, neutralizzato oltre 30 milioni di litri di acido solforico, recuperato più di 10 mila tonnellate di materie plastiche e 1.100 mila tonnellate di piombo.
La produzione annua degli impianti di riciclo permette di soddisfare mediamente oltre il 40% del fabbisogno di piombo nel nostro paese, con evidenti benefici anche sul piano della bilancia commerciale. Lo sviluppo della filiera di recupero delle batterie e di altri rifiuti a base piombosa permette di risparmiare annualmente importi attualmente valutati intorno ai 60 milioni di Euro.

La performance ambientale del sistema COBAT di raccolta e riciclo delle batterie esauste evidenzia, oltre al risparmio netto della risorsa piombo, un notevole contributo sia in termini di risparmio energetico che di minori emissioni di gas serra. Una ricerca commissionata nel 2004 dal COBAT ha valutato che la produzione di piombo primario richiede un consumo di energia tre volte superiore rispetto a quello secondario e che le emissioni di gas serra associate al piombo primario hanno valori superiori di uno o due ordini di grandezza rispetto al piombo riciclato.
Nella consapevolezza del crescente ruolo del riciclo rispetto all’impegno globale nei confronti del clima, il COBAT è stato il primo consorzio italiano ad aderire volontariamente al Kyoto Club – la più importante associazione italiana di imprese, consorzi ed enti locali impegnati nella riduzione delle emissioni di gas-serra – dove partecipa al gruppo di lavoro sul recupero e riciclaggio dei materiali.
Sul piano della qualità, nel 2004 il COBAT ha ottenuto la doppia certificazione ISO 9001 e ISO 14001. E per quanto riguarda il sistema nel suo complesso, tra il 2001 ed il 2004 il numero di raccoglitori in possesso di una certificazione ISO 9000 è più che raddoppiato, le certificazioni ambientali sono arrivate a 46, la quasi totalità dei raccoglitori ha introdotto un sistema di gestione conforme alla norma ISO 14001, e quattro operatori hanno ottenuto la registrazione EMAS.

Ma la vera novità del Rapporto COBAT 2004 è costituita dai parametri di performance sociale. Si tratta del primo tentativo effettuato in Italia di applicare a un Consorzio del riciclo il cosiddetto approccio Triple bottom line, secondo le linee guida della Global Reporting Initiative (GRI), il processo internazionale multistakeholder che mira a diffondere linee guida sui bilanci di sostenibilità.
All’attenzione posta alle risorse umane in termini di sicurezza e qualità del lavoro e all’ampio ventaglio degli stakeholder del Consorzio, si aggiungono iniziative e impegni nei confronti dei processi di sostenibilità, sia a livello locale che globale.
Tra le principali attività realizzate nel 2004:
- “Compatibilmente”: una proposta di educazione per le scuole italiane in collaborazione con grandi quotidiani nazionali e Legambiente.
- “Mountain Tour Panorama-Cobat”: un rapporto sullo stato di salute delle nostre montagne. Progetto di ricerca con il supporto scientifico dell’IMONT, Istituto Nazionale della Montagna.
- “Solar Power for Puno”: un progetto di intervento in una regione rurale del Perù andino, in collaborazione con l’organizzazione non governativa tedesca Inkatec.
- Partecipazione al “Comitato per la diffusione della cultura ambientale”, promosso da Edizioni Ambiente.


Per richiedere il volume: comunicazione@cobat.it
E’ inoltre possibile scaricare il rapporto in formato elettronico dalla pagina "pubblicazione" del sito www.cobat.it .

Per informazioni: HILL & KNOWLTON GAIA
Andrea Pietrarota Tel. 06-4404627 Fax 06-4404604 Cell.: 335-5640825 E-mail:

Ottimi risultati di riciclo e nuovo impegno nella trasparenza: i fiori all’occhiello del Cobat

Rapporto COBAT 2004 - Responsabilità economica, ambientale e sociale

Mai come oggi i settori produttivi del nostro paese sono stati investiti di un ruolo di primo piano nell’affrontare il problema della scarsità delle risorse ambientali. Mai come oggi parole come riciclo, risparmio energetico e di materiali, diminuzione delle emissioni inquinanti e salvaguardia del clima hanno acquisito significato e pregnanza.
E’ nel contesto di questa realtà che si è tenuta oggi, presso il Palazzo dell’Informazione di Milano, la conferenza stampa di presentazione del “Rapporto COBAT 2004 - Responsabilità economica, ambientale e sociale”.

Si tratta del 7° Rapporto annuale del Consorzio che – per la prima volta – viene redatto secondo i criteri di un Bilancio di sostenibilità, cioè considerando gli aspetti economici, ambientali e sociali relativi sia alla gestione delle attività interne del COBAT che al funzionamento del sistema di raccolta, recupero e riciclo attivato all’interno della filiera delle batterie al piombo. Questo cambiamento di formula corrisponde all’impegno del Consorzio verso il miglioramento costante delle proprie prestazioni, nell’intento di rendere concreto e trasparente il percorso verso la sostenibilità.
Hanno presentato il rapporto Giancarlo Morandi, presidente del COBAT, Paolo Frankl, direttore scientifico di Ecobilancio Italia, con la partecipazione di Roberto Tortoli, Sottosegretario di Stato all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e Edoardo Croci, Vicedirettore IEFE, Università Bocconi.
Il volume di presentazione del rapporto si avvale delle illustrazioni di Riccardo Mannelli, che ha accettato la sfida di rappresentare con immediatezza visiva i nodi concettuali dello sviluppo sostenibile.

La specifica mission del COBAT è ben rappresentata dai numeri della performance economica: nel 2004 il Consorzio ha recuperato oltre 191 mila tonnellate di batterie al piombo esauste, neutralizzato oltre 30 milioni di litri di acido solforico, recuperato più di 10 mila tonnellate di materie plastiche e 1.100 mila tonnellate di piombo.
La produzione annua degli impianti di riciclo permette di soddisfare mediamente oltre il 40% del fabbisogno di piombo nel nostro paese, con evidenti benefici anche sul piano della bilancia commerciale. Lo sviluppo della filiera di recupero delle batterie e di altri rifiuti a base piombosa permette di risparmiare annualmente importi attualmente valutati intorno ai 60 milioni di Euro.

La performance ambientale del sistema COBAT di raccolta e riciclo delle batterie esauste evidenzia, oltre al risparmio netto della risorsa piombo, un notevole contributo sia in termini di risparmio energetico che di minori emissioni di gas serra. Una ricerca commissionata nel 2004 dal COBAT ha valutato che la produzione di piombo primario richiede un consumo di energia tre volte superiore rispetto a quello secondario e che le emissioni di gas serra associate al piombo primario hanno valori superiori di uno o due ordini di grandezza rispetto al piombo riciclato.
Nella consapevolezza del crescente ruolo del riciclo rispetto all’impegno globale nei confronti del clima, il COBAT è stato il primo consorzio italiano ad aderire volontariamente al Kyoto Club – la più importante associazione italiana di imprese, consorzi ed enti locali impegnati nella riduzione delle emissioni di gas-serra – dove partecipa al gruppo di lavoro sul recupero e riciclaggio dei materiali.
Sul piano della qualità, nel 2004 il COBAT ha ottenuto la doppia certificazione ISO 9001 e ISO 14001. E per quanto riguarda il sistema nel suo complesso, tra il 2001 ed il 2004 il numero di raccoglitori in possesso di una certificazione ISO 9000 è più che raddoppiato, le certificazioni ambientali sono arrivate a 46, la quasi totalità dei raccoglitori ha introdotto un sistema di gestione conforme alla norma ISO 14001, e quattro operatori hanno ottenuto la registrazione EMAS.

Ma la vera novità del Rapporto COBAT 2004 è costituita dai parametri di performance sociale. Si tratta del primo tentativo effettuato in Italia di applicare a un Consorzio del riciclo il cosiddetto approccio Triple bottom line, secondo le linee guida della Global Reporting Initiative (GRI), il processo internazionale multistakeholder che mira a diffondere linee guida sui bilanci di sostenibilità.
All’attenzione posta alle risorse umane in termini di sicurezza e qualità del lavoro e all’ampio ventaglio degli stakeholder del Consorzio, si aggiungono iniziative e impegni nei confronti dei processi di sostenibilità, sia a livello locale che globale.
Tra le principali attività realizzate nel 2004:
- “Compatibilmente”: una proposta di educazione per le scuole italiane in collaborazione con grandi quotidiani nazionali e Legambiente.
- “Mountain Tour Panorama-Cobat”: un rapporto sullo stato di salute delle nostre montagne. Progetto di ricerca con il supporto scientifico dell’IMONT, Istituto Nazionale della Montagna.
- “Solar Power for Puno”: un progetto di intervento in una regione rurale del Perù andino, in collaborazione con l’organizzazione non governativa tedesca Inkatec.
- Partecipazione al “Comitato per la diffusione della cultura ambientale”, promosso da Edizioni Ambiente.


Per richiedere il volume: comunicazione@cobat.it
E’ inoltre possibile scaricare il rapporto in formato elettronico dalla pagina "pubblicazione" del sito www.cobat.it.

lunedì 4 luglio 2005

Un nuovo modello di sviluppo per un futuro sostenibile per l’umanità e per il Pianeta

Secondo la definizione contenuta nel Rapporto conclusivo della Commissione Brundtland del 1987 e ripresa dalla Conferenza di Rio de Janeiro, per sviluppo sostenibile si intende lo sviluppo che soddisfa i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità di quelle future di soddisfare i loro. I 3 principali indicatori che permettono di valutare se un processo di sviluppo sia sostenibile sono l’uso delle risorse rinnovabili, delle risorse non rinnovabili e i livelli di inquinamento. Per quanto riguarda le risorse rinnovabili, i tassi di consumo non devono superare i tassi di rigenerazione. Per esempio, la raccolta di legname è sostenibile solo se la quantità di alberi abbattuti non supera quella rimpiazzata naturalmente o artificialmente. Relativamente alle risorse non rinnovabili, i tassi di consumo non devono superare i tassi di sviluppo di risorse sostitutive rinnovabili. Il che significa che se si consuma una certa quantità di combustibile non rinnovabile occorre investire in impianti ad energia rinnovabile in modo da ottenere una quantità di energia rinnovabile equivalente a quella non rinnovabile che è stata persa per sempre. Per quanto riguarda, infine, il tasso d’inquinamento, i tassi di emissione degli agenti inquinanti non devono superare la capacità di assorbimento e rigenerazione da parte dell’ambiente. In questo ambito diviene assolutamente strategica ad esempio, una corretta gestione del ciclo dei rifiuti che deve puntare sul riciclaggio dei materiali e non andare a gravare sui sistemi naturali. Cambiare il modello di sviluppo tradizionale, ispirato al criterio della crescita illimitata, in favore di uno sviluppo sostenibile non comporta una rinuncia a priori alla crescita, ma implica semplicemente che si misuri il benessere non soltanto con il criterio del profitto.
Da questo punto di vista diventa fondamentale il discorso del risparmio e delle fonti energetiche rinnovabili.
Il problema energetico è strettamente correlato alla tutela dell’ambiente per molte ragioni: perché per produrre energia si consumano grandi quantitativi di risorse ambientali; perché le fonti più utilizzate per produrre energia sono quelle fossili come il petrolio e il carbone, altamente inquinanti e responsabili dell’effetto serra e dei conseguenti mutamenti climatici.
Non solo, è divenuto ormai inaccettabile continuare ad ignorare la responsabilità che i paesi del nord del mondo hanno nei confronti di quelli del Sud. Il modello di sviluppo e i consumi energetici imposti dal nostro stile di vita, infatti, hanno le ricadute ambientali più catastrofiche proprio nella parte del pianeta più disagiata.
Si calcola che se tutti quanti si comportassero come un cittadino di un Paese ad alto reddito ci vorrebbero altri 2,6 pianeti per soddisfare le necessità dell’umanità.
Oggi più che mai, l'accettazione di misure incisive per curare la febbre del pianeta, mette tutti davanti alla necessità di individuare strategie per attivare processi di sostenibilità energetica.
Un primo passo importantissimo in questa direzione, si è avuto con l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, attraverso il quale i Governi di molti paesi si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 e dei gas climalteranti, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012.
La strada da intraprendere con urgenza, per fronteggiare questa situazione, è quella della riduzione dei consumi e dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili che hanno la caratteristica di avere emissioni zero di sostanze inquinanti e di non essere esauribili.
Ma anche i singoli cittadini possono fare molto ed essere coinvolti in questo processo virtuoso adottando una serie di accorgimenti per consumi energetici più sostenibili.

Andrea Pietrarota

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