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venerdì 24 luglio 2020

OSSERVATORIO AIM ITALIA: MIGLIORA L'EFFICIENZA DEL MERCATO NEGLI ULTIMI 5 ANNI RADDOPPIA LA CAPITALIZZAZIONE A 5,8 EURO MLD; +76% IL NUMERO DI SOCIETÀ QUOTATE (127) per effetto delle nuove IPO e ammissioni nell'ultimo triennio


OSSERVATORIO AIM ITALIA: MIGLIORA L'EFFICIENZA DEL MERCATO NEGLI ULTIMI 5 ANNI

RADDOPPIA LA CAPITALIZZAZIONE A 5,8 EURO MLD; +76% IL NUMERO DI SOCIETÀ QUOTATE (127) per effetto delle nuove IPO e ammissioni nell'ultimo triennio

 

Ricavi 2019 in crescita del +17% con una quota estero del 41%, EBITDA 2019 in crescita del +10%

+50% impatto occupazionale da IPO a 20.200 risorse impiegate

 

Proposta al Governo la proroga del credito di imposta per i costi di IPO per il prossimo triennio 2021-2023

 

Illustrati i trend del mercato AIM:

 

  • migliorano i principali parametri «standard» di Corporate Governance: il 98% delle società AIM presenta almeno un componente indipendente nel board; in crescita la "board diversity" +45%

  • +79% il controvalore medio giornaliero (da 47 mila euro nel 2015 a 84 mila euro a luglio 2020), +15% i giorni con scambi nel 2020 vs 2015

  • raccolta complessiva di 4,8 miliardi di euro in oltre 10 anni (3,9 miliardi da IPO) con un totale di 186 IPO e ammissioni; raccolta media in IPO pari a euro 7,2 milioni

  • in crescita le IPO nel settore tecnologia

  • 109 Investitori Istituzionali nel capitale (77% esteri), 570 milioni di euro l'investimento complessivo: Mediolanum, Azimut e Julius Bär Gruppe le prime 3 case di investimento

  • migliora la trasparenza sulle tematiche dello sviluppo del business (46% dei comunicati diffusi nel 2020), M&A (22%) e Informativa periodica aggiuntiva (11%)

  • il 22% delle società fornisce un dettaglio sulle tematiche ESG nel Bilancio

  • al via il nuovo segmento AIM Professional dedicato alle startup e scale-up

 

 

Milano, 23 luglio 2020

 

IR Top Consulting, Advisor finanziario per la quotazione su AIM, ha presentato oggi i risultati e i trend dell'OSSERVATORIO AIM® elaborato dall'Ufficio Studi interno.

 

Anna Lambiase, fondatore e CEO di IR Top Consulting: "Come emerge dalle analisi svolte dall'Osservatorio AIM, il 77% delle società segna nel 2019 una crescita in termini di ricavi, l'85% ha un EBITDA positivo e il 73% ha chiuso il bilancio in utile, registrando un incremento del +50% in termini di risorse impiegate dalla data di quotazione, grazie ad una raccolta da IPO complessiva in oltre 10 anni pari a 3,9 miliardi di Euro. Il nostro database AIM proprietario permette di tracciare l'evoluzione del mercato individuando 5 principali trend nell'ultimo quinquennio: aumento delle quotazioni del settore tecnologia; consolidamento dell'attività di M&A con una percentuale di società al 53%; incremento della presenza di investitori istituzionali nel capitale delle società AIM; crescita della quota delle società con almeno 2 coperture da parte di analisti finanziari; miglioramento della governance specie sulla "board diversity"; maggiore l'attenzione delle società ai temi ESG. L'incremento negli ultimi 5 anni del numero degli investitori istituzionali (da 80 nel 2015 a 109 nel 2020) rappresenta un segnale di fiducia verso il mondo delle PMI italiane quotate: i primi tre investitori su AIM per valore di investimento sono Banca Mediolanum (69 milioni di euro investiti), Azimut Holding (61 milioni di euro investiti) e Julius Bär Gruppe (49 milioni di euro investiti). La quotazione e il capitale di rischio rappresentano la vera alternativa al debito per patrimonializzare le PMI italiane che esprimono il 92% delle aziende nazionali secondo la fonte OCSE ancora poco rappresentate sul listino. L'esperienza positiva di AIM e degli imprenditori delle società quotate dovrebbe far riflettere le aziende private nel valutare questo canale di finanza alternativa per la crescita. AIM Italia, per sua natura slegato da logiche di perdita di controllo aziendale o dalla possibile ingerenza nella governance da parte degli investitori istituzionali, rappresenta una modalità nuova ed efficace per crescere e migliorare tutti i ratio finanziari permettendo di accedere, più rafforzati, a svariate forme di nuova finanza. AIM Italia è una positiva esperienza nazionale di "SME Growth Market" che facilita l'accesso delle PMI al mercato dei capitali e si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dall'ESMA a sostegno dello sviluppo economico e finanziario dell'UE. La misura del Credito di Imposta sui costi di quotazione (Decreto Attuativo del 19 giugno 2018) ha fornito una spinta per le quotazioni del triennio sul mercato AIM con 38 nuove quotazioni da gennaio 2019. Rivolgiamo il nostro appello al Governo e al MISE proponendo l'estensione del credito d'imposta sui costi di IPO per il prossimo triennio 2021-2023".

 

L'Osservatorio AIM è basato su una piattaforma che riunisce esperti del mercato dei capitali e istituzioni in una rete di scambio dinamico. L'Osservatorio AIM si propone come "think-tank" che raccoglie, analizza ed elabora informazioni fondamentali per affiancare i soggetti e le autorità impegnate nello sviluppo del mercato dei capitali. In una fase in cui il tema della finanza alternativa e delle misure governative a favore delle PMI è sempre più rilevante per la competitività del Paese, dal 2014 l'OSSERVATORIO AIM® fornisce una visione d'insieme dell'operatività delle aziende AIM con approfondimenti sulle dinamiche settoriali della raccolta e dei dati economico-finanziari, sulle IPO e sulle principali operazioni di M&A e traccia i trend evolutivi del mercato.

 

I trend di AIM Italia nel quinquennio 2015-2020

Cresce tra il 2015 e il 2020 l'efficienza del mercato espressa secondo le principali variabili di misurazione: governance, liquidità, coverage e trasparenza. In particolare:

- migliorano i principali parametri «standard» di Corporate Governance: il 98% delle società AIM presenta almeno un componente indipendente nel board (91% nel 2015), il 61% presenta almeno una quota rosa nel CDA (42% nel 2015), l'83% presenta il voto di lista per la nomina del CDA (59% nel 2015), il 70% delle società AIM Presenta almeno un comitato endoconsiliare (40% nel 2015).

- sale nel periodo di riferimento 2015-2020 il controvalore medio giornaliero (+79%), passando da 47 mila euro nel 2015 a 79 mila euro del 2020; aumentano i giorni con scambi: +15% nel 2020 rispetto al 2015;

- sale al 74% la quota delle società AIM con copertura analisti (48% nel 2015), dato che beneficia inoltre dell'impatto positivo della revisione della normativa che ha stabilito l'obbligatorietà della ricerca (equity research) per gli emittenti quotati successivamente al 3 gennaio 2018.

- migliora la trasparenza con maggior focus sulle tematiche dello sviluppo del business, M&A e Informativa periodica aggiuntiva. Nel 2020 la percentuale dei comunicati stampa diffusi sulle attività aziendali e sviluppo del business sale al 46% (35% nel 2015), segue la disclosure sulle informazioni relative alle operazioni straordinarie (22% nel 2020 rispetto al 21% del 2015) e l'informativa periodica aggiuntiva (11% nel 2020 rispetto al 10% del 2015).

 

Aumenta inoltre la raccolta da parte delle società (da 53% nel 2015 all'86% nel 2019) e diminuisce quella "indiretta" delle SPAC (da 47% nel 2015 a 14% nel 2020).

 

Risultati economico-finanziari al 31 dicembre 2019

Il giro d'affari complessivo del mercato AIM Italia nel 2019 è pari a 5,6 miliardi di euro (5,0 miliardi nel 2018).  Dall'analisi emerge un significativo trend di crescita: i ricavi 2019 registrano un incremento medio del 17% rispetto al 2018, con una quota estero del 41%, mentre l'EBITDA registra una crescita media del 10,2%. La crescita dei ricavi ha interessato il 77% delle società, con tassi superiori al 50% nel 13% dei casi. Il 74% delle società presenta ricavi inferiori a 50 milioni di euro, mentre l'8% superiori a 100 milioni di euro. Il 73% delle società ha riportato un risultato netto positivo nel 2019.

Sono 19 le società che distribuiscono dividendi nel 2020, per un ammontare complessivo di 55,0 milioni di euro (circa 70 milioni di euro 2019) e un dividend yield medio pari al 2,3%, (2,7% nel 2019).

 

Le società AIM impiegano 20.200 dipendenti (127 il dato medio, 79 il dato mediano), con una crescita, in media, pari al 13% rispetto al 2018 (circa 19.300 dipendenti).  I settori che occupano, in media, maggior numero di risorse sono Industria (41%), Tecnologia (15%), Servizi (10%), Moda e Lusso (8%).

Lo status di società quotata richiama l'interesse di talenti a tutti i livelli, che possono maturare un percorso professionale riconosciuto anche dal mercato: +50% è la crescita del numero delle risorse impiegate dalla data di IPO ad oggi (CAGR +17%).

 

Highlights IPO 2019-2020

AIM Italia si è rivelato un mercato più dinamico rispetto al mercato principale: nel 2019 AIM Italia è diventato il primo hub finanziario europeo - tra i mercati non regolamentati - per numero di nuove IPO, con il 26% del totale delle quotazioni, segnando in Italia un nuovo record con 35 nuove società, di cui 31 IPO e 4 ammissioni post business combination, anche per effetto dell'introduzione della misura del Credito di Imposta sui costi di IPO. Nel 2019 il rapporto di IPO si è attestato a 8 società AIM per ogni società quotata su MTA. La raccolta di capitali nel 2019 è stata pari a 207 milioni di euro, di cui il 14% derivante da 1 SPAC (1,32 miliardi di euro nel 2018, di cui l'89% derivante dalle SPAC).

Da gennaio al 23 luglio 2020, per effetto dell'emergenza Covid-19, le IPO hanno subito un rallentamento: AIM Italia ne registra 3 (18 società nello stesso periodo del 2019, di cui una SPAC e 3 ammissioni da business combination), con una raccolta pari a euro 30 milioni di euro (114 milioni di euro nel relativo periodo 2019, di cui 30 milioni derivanti da una SPAC).

 

Identikit del Mercato e della società AIM Italia

Le società quotate sono 127, il giro d'affari 2019 è stato pari a 5,6 miliardi di euro, la capitalizzazione è pari a 5,8 miliardi di euro e la raccolta da IPO è pari a 3,9 miliardi di euro, cui si aggiunge una raccolta da mercato secondario di 920 milioni di euro per un totale raccolta di oltre 4,8 miliardi di euro.

 

L'identikit della società quotata[1] presenta i seguenti dati medi:

- Ricavi 2019: 47,5 milioni di euro; EBITDA margin 2019: 15,2%

- Capitalizzazione: 47 milioni di euro (34 milioni di euro al netto SPAC e business combination)

- Flottante IPO: 23%

- Raccolta media in IPO: 7,2 milioni di euro

Le operazioni di IPO delle 128 società sono state caratterizzate per il 93% da aumento di capitale e per il 7% da OPV.

 

Rappresentatività settoriale e regionale

Le società tecnologiche rappresentano il 19% del mercato AIM Italia, le società industriali il 17%, il settore Finanza (che include 3 SPAC) il 15%, le società Media il 14%; servizi 10%; energia e rinnovabili il 7%. Le regioni maggiormente presenti su AIM sono: Lombardia (38% delle società), Emilia Romagna (14%), Lazio (12%) e Veneto (8%). Le altre regioni sono Piemonte, Toscana, Umbria, Liguria. Il mercato presenta anche 3 società estere, pari al 2% del totale.

 

Investitori Istituzionali nel Capitale

Nell'azionariato delle società AIM Italia sono presenti 109 Investitori Istituzionali, di cui 25 italiani (23%) e 84 esteri (77%). L'investimento complessivo è pari a circa 570 milioni di euro, che corrisponde a circa il 9% della capitalizzazione del mercato. Gli investitori italiani detengono un investimento pari a 305 milioni di euro (54% del totale), gli esteri un investimento pari a 265 milioni di euro (46%).

Il numero complessivo delle partecipazioni detenute è pari a 845, che corrisponde a una media di 7,8 partecipazioni per investitore. Il valore mediano della singola partecipazione è pari a 0,2 milioni di euro. Il 23% delle partecipazioni è detenuto in società con capitalizzazione compresa tra 16-30 milioni di euro e il 22% è detenuto in società con capitalizzazione compresa tra 31-60 milioni di euro.

L'analisi degli investitori per Parent Company mostra che i primi tre investitori su AIM sono Banca Mediolanum (69 milioni di euro investiti), Azimut Holding (61 milioni di euro investiti) e Julius Bär Gruppe (49 milioni di euro investiti).

 

Attività di M&A 2019-2020

Tra il 2019 e i primi 6 mesi del 2020, 67 società (pari al 53%) hanno effettuato almeno un'operazione straordinaria (acquisizioni, fusioni, cessioni, JV, acquisizioni/affitto di rami aziendali, reverse takeover) per un totale di 166 operazioni (127 nel 2019 e 39 nel 2020).

 

Complessivamente hanno registrato un controvalore di 413 milioni di euro, di cui 346 milioni di euro nel 2019 e 67 milioni di euro nel 2020. Il valore medio delle transazioni è pari a 6,8 milioni di euro nel 2019 e 2,9 milioni di euro nel 2020.

Le aree geografiche su cui si sono concentrate le M&A sono Italia (81%), Europa (11%) con Spagna, Francia, Serbia, Olanda, UK, Grecia e Germania ai primi posti mentre il restante 8% ha interessato società target extra europee, concentrate principalmente in USA, Colombia, Russia e Cina.

 

Corporate Governance

Su AIM Italia, in media, il Consiglio di Amministrazione è composto da 6 consiglieri. Il 63% dei CdA presenta al proprio interno 1 amministratore indipendente. Nel 27% dei CDA sono presenti 2 amministratori indipendenti, nell'8% un numero di indipendenti pari o superiore a 3. Nel 2% dei CDA non sono presenti amministratori indipendenti.

 

Analyst Coverage

Il 74% delle società AIM Italia presenta copertura (26% non ha copertura). Il dato è in miglioramento rispetto all'Osservatorio 2019 (66% società con coverage). A seguito delle modifiche al Regolamento Emittenti AIM Italia lo sviluppo di una ricerca di qualità sulle PMI quotate si configura come un tema da sviluppare a sostegno della valutazione delle società e della crescita del mercato.

 

ESG su AIM

Relativamente all'informativa non finanziaria all'interno della relazione sulla gestione, il 22% delle società AIM fornisce un dettaglio specifico sulle tematiche ESG (Environmental, Social, Governance). Riguardo all'informativa in materia di rischi ambientali e sociali, all'interno della relazione sulla gestione, il 15% delle società fornisce un dettaglio specifico sui rischi non finanziari. Il 27% delle società presenta all'interno del sito web una sezione dedicata ai temi della sostenibilità. 16 società AIM hanno dedicato ampio spazio alla disclosure sulle informazioni non finanziarie attraverso: bilancio integrato (Monnalisa), bilancio di sostenibilità (9 società Energica Motor Company, Health Italia, Icf Group, Kolinpharma, MailUp, Pattern, Poligrafici Printing, Radici Pietro Industries&Brands, Rosetti Marino) Bilancio sociale (2 società Assiteca e Vetrya); sezione responsabilità sociale all'interno del Bilancio (4 società Antares Vision, FOPE, TPS e Telesia).

 

Performance degli indici di mercato e FTSE AIM YTD e POST COVID

Da gennaio 2020 i principali indici di mercato hanno registrato le seguenti performance[2] :

  • FTSE AIM Italia -12%

  • FTSE Small Cap -16%

  • FTSE MID Cap -17%

  • FTSE STAR -7%

  • FTSE MIB -13%

Le prime 10 società AIM con migliore performance YTD:

 

Società

Perf.% TYD

Relatech

153%

Innovatec

58%

Intred

51%

Digital Value

51%

Confinvest

42%

Renergetica

42%

Blue Financial Communication

41%

Cy4Gate (da IPO)

40%

Unidata (da IPO)

27%

Italia Independent Group

24%

Digital360

21%

Farmaè

20%

 

Dal minimo registrato il 12 marzo 2020 i principali indici di mercato hanno realizzato le seguenti performance post Covid-19:[3]

  • FTSE AIM Italia + 13%

  • FTSE Small Cap +32%

  • FTSE MID Cap +28%

  • FTSE STAR +39%

  • FTSE MIB +37%

 

Tavola Rotonda la quotazione su AIM e CEO/investitori a confronto

L'evento online ha visto, nel primo panel discussion relativo alla "quotazione su AIM e la finanza alternativa per la crescita delle PMI", il coinvolgimento di Giulio Centemero, Capogruppo della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, Anna Lambiase, Amministratore Delegato IR TOP Consulting, Anna Gervasoni per AIFI, Luca Tavano per Borsa Italiana, Paolo Maggini per CONSOB (a titolo personale), Antonella Massari per AIPB, Danielle Allen per DIT (Department of International Trade Italy).

Nella seconda tavola rotonda, che ha visto CEO e società a confronto, sono intervenuti Luca Mori per Algebris Investment, Andrea Buragina per Mediolanum Gestione Fondi, Paolo Rizzo per Anthilia Capital Partners, Gianfranco Bellin per GIBUS, Sergio Muratori Casali per Doxee, Giacomo Andreoli per Confinvest.

L'evento è stato realizzato con il supporto di Department of International Trade (DIT) e V-Finance, ESG Advisory firm su AIM.

 

LANCIO DEL NUOVO SITO OSSERVATORIOAIM.IT

È online il nuovo sito osservatorioaim.it a cura dell'Ufficio Studi di IR Top Consulting. Si posiziona come Think Tank sul mercato AIM Italia e ha l'obiettivo di sensibilizzare le imprese e player sul mercato dei capitali relativamente alla opportunità di AIM Italia, fornendo dati e analisi di mercato oggettive per consentire agli operatori di delineare efficaci politiche volte a sostenere l'innovazione e la crescita delle PMI. Attraverso contenuti specializzati, una nuova grafica, sezioni con focus tematici, l'Osservatorio AIM presenta i principali insight sulle tematiche dei risultati economico finanziari delle società, settori, normativa, Governance, Investitori istituzionali, ESG, liquidità e quotazione.

 

LANCIO DEL SEGMENTO AIM PROFESSIONAL

A partire dal 20 luglio è entrata in vigore la modifica del Regolamento AIM Italia che ha introdotto il segmento "AIM Professional", esclusivamente ideato e riservato agli investitori professionali per rispondere alle esigenze di quotazione di un più ampio numero di imprese. Il segmento è rivolto, in particolar modo, a società che preferiscono accedere con gradualità al mercato, dotandosi progressivamente delle strutture necessarie. È un segmento che è a disposizione anche di start-up e scale-up che hanno attivato la commercializzazione di prodotti/servizi da meno di un anno e/o devono ancora avviare fondamentali funzioni/processi strategici previsti dal modello di business, a società che desiderano aumentare la visibilità con gli investitori prima di procedere all'offerta ('just listing').

 

Alle società ammesse nel Segmento Professionale si applicano regole specifiche in tema di flottante minimo. È necessaria l'esistenza di un flottante minimo per almeno il 10% del capitale. Tale condizione si presume realizzata quando le azioni sono ripartite presso almeno cinque investitori che non devono essere parti correlate, né dipendenti della società o del gruppo ma possono non avere natura istituzionale o professionale. Qualora il flottante sia inferiore al 10% del capitale ma comunque superiore alla soglia minima del 2% del capitale o il numero minimo di investitori non sia assicurato oppure gli investitori siano parti correlate o dipendenti della società o del gruppo, Borsa Italiana contestualmente all'ammissione dell'emittente AIM Italia alle negoziazioni dispone la sospensione delle stesse fino a quando il requisito del flottante nei termini previsti per il Segmento Professionale venga pienamente rispettato. Trascorsi due anni senza che tale requisito venga soddisfatto, Borsa Italiana dispone la revoca dalle negoziazioni.

 

Cambiano e sono semplificate anche le modalità di negoziazione: non è richiesta la presenza di un operatore specialista ed il lotto minimo di negoziazione è di 5.000 euro.

 

AIPB: INGRESSO NEL COMITATO SCIENTIFICO OSSERVATORIO AIM®

IR Top Consulting annuncia l'ingresso di AIPB nel team di esperti del Comitato Scientifico dell'OSSERVATORIO AIM®, in particolare della dott.ssa Antonella Massari, Segretario Generale e membro del Consiglio di Amministrazione AIPB e della dott.ssa Simona Maggi, relazioni esterne AIPB.

 

Nato nel 2019 e costituito da esperti in aree complementari sul mercato dei capitali, il Comitato Scientifico dell'OSSERVATORIO AIM®, si propone come "think tank ECM per SME" con l'obiettivo di condividere proposte, discutere linee strategiche e piani d'azione per promuovere lo sviluppo e l'efficienza di AIM Italia a supporto della crescita delle PMI italiane.

 

AIPB – Associazione Italiana Private Banking – riunisce dal 2004 i principali operatori nazionali e internazionali del Private Banking, Università, Centri di ricerca, Società di servizi, Associazioni di settore, Studi legali e professionali. Un network interdisciplinare che condivide le proprie competenze distintive per la creazione, lo sviluppo e l'allargamento della cultura del Private Banking e si rivolge a famiglie e individui con patrimoni significativi ed esigenze complesse di investimento.

 

Compongono attualmente il Comitato Scientifico dell'OSSERVATORIO AIM®:

Anna Lambiase - IR TOP Consulting, Barbara Lunghi - Borsa Italiana, Luca Tavano - Borsa Italiana, Giulio Centemero - Capogruppo della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, Paolo Maggini, Donato Damiani - CONSOB (*) a titolo personale, Francesco Carpano – Ufficio Studi Azione, Francesca Brunori – Confindustria, Paola Castiglioni - ODCEC Busto Arsizio, Marcello Bianchi – ASSONIME, Gianluigi Gugliotta, Segretario Generale di ASSOSIM, Antonella Massari, Simona Maggi - AIPB.



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INDAGINE BVA-DOXA PER CFC LEGAL: IL 95% DELLA POPOLAZIONE “BENESTANTE” PERCEPISCE UN RISCHIO CONCRETO DI PERDITA O AGGRESSIONE DEL PATRIMONIO, PRINCIPALMENTE LEGATO ALLE SOMME SUL CONTO CORRENTE (62%) ED ALLA PRIMA CASA(44%)

INDAGINE BVA-DOXA PER CFC LEGAL: IL 95% DELLA POPOLAZIONE "BENESTANTE" PERCEPISCE UN RISCHIO CONCRETO DI PERDITA O AGGRESSIONE DEL PATRIMONIO, PRINCIPALMENTE LEGATO ALLE SOMME SUL CONTO CORRENTE (62%) ED ALLA PRIMA CASA (44%)

L'emergenza Covid fa emergere un incremento del livello di sensibilità sui temi della tutela del patrimonio: il 41% degli intervistati dichiara un maggior interesse e un desiderio di maggior informazione sugli strumenti a difesa dello stesso

 

 

Milano, 23 luglio 2020 - BVA-Doxa ha condotto per conto di CFC Legal, in collaborazione con l'agenzia di Personal Branding Celebrity Building Standout, un'indagine sul tema della Tutela Patrimoniale, presso un campione nazionale di individui "benestanti", intesi come decisori finanziari in possesso di immobili messi a reddito, quote in società di capitali, auto di lusso, polizze vita, carte di credito gold/platinum/Amex, prodotti d'investimento finanziario.

 

Basata su 300 interviste online, l'indagine ha evidenziato che gli strumenti di tutela patrimoniale sono ben noti al target più potenzialmente interessato: non solo le polizze assicurative, le società a responsabilità limitata e l'intestazione o donazione di beni a familiari (conosciute praticamente da tutti), ma anche gli strumenti del fondo patrimoniale, l'affidamento fiduciario e il trust sono noti, almeno per sentito dire, da 7-8 intervistati su 10.

 

Per quanto riguarda l'uso degli strumenti di tutela patrimoniale, l'84% dei "benestanti" intervistati ne utilizza almeno uno: se quasi 2/3 degli intervistati (65%) hanno acceso polizze assicurative, il 30% ha costituito un fondo patrimoniale, il 22% ha intestato o donato beni a familiari, il 13% ha quote in srl, l'11% ha un contratto di affidamento fiduciario e infine il 6% dei "rentier" intervistati ha disposto un trust.

 

Se da un punto di vista materiale l'esigenza di tutela è principalmente legata alle somme sul conto corrente (62%) ed alla prima casa (44%), a livello emotivo il pensiero va soprattutto verso la serenità della famiglia (60%) e il futuro dei figli (57%).

 

Quasi 1/5 del campione (18%) ha sperimentato di persona problematiche legate ad una mancata o non adeguata tutela patrimoniale, per contenziosi fiscali, successioni, partecipazioni societarie o altre situazioni. E quasi la metà (47%) conoscono qualcuno che si è trovato in una o più di queste situazioni.

Infine, l'impatto dell'emergenza Covid pare aver aumentato il livello di sensibilità sui temi della tutela del patrimonio: 41% dichiara un maggior interesse e un desiderio di maggior informazione sui vari strumenti.

 

Dichiara Carlo Carmine, Difensore Patrimoniale e Presidente del Gruppo CFC Garanti dell'Imprenditore: "La tutela patrimoniale è una priorità che ogni imprenditore deve avere. Dall'indagine Doxa quello che balza agli occhi è circa un italiano su due (il 47%) dichiara di avere una mancata o comunque non adeguata tutela patrimoniale: ciò sia per contenziosi fiscali, successioni, ma anche partecipazioni in società. Un dato allarmante, a mio avviso, che diventa inaccettabile in questo tempo post Covid in cui tutte le certezze sono state messe in discussione, così come i patrimoni e il futuro delle aziende e delle famiglie italiane.

La tutela del proprio conto corrente e della prima casa non devono solo intattaccare l'emotività di un imprenditore ma devono spingere chiunque a darsi da fare per rendere concreti i due più grandi obiettivi di chi oggi fa impresa: tutelare la propria azienda, la serenità della famiglia (60%) e il futuro dei figli (57%)".

 

"Aggiungo - e conclude Carlo Carmine - che tutte le azioni attualmente allo studio del Governo, come ad esempio la Cash Flow Tax, sono rivolte al Fisco allo scopo di "semplicarsi" la vita nella riscossione dei tributi. Eppure, c'è da dire che le stesse non sono rivolte alla riduzione del carico fiscale che ogni azienda, ogni partita iva, è costretta a subire e con il quale si confronta ogni giorno. In questo contesto, a rischiare è sempre il patrimonio di ciascun imprenditore".  

 

 

CFC Legal è la prima azienda legale in Italia, specializzata in procedimenti a difesa di cittadini e aziende dall'azione dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle Entrate Riscossione.  Offre una vasta gamma di servizi e consulenza legale, fiscale e contabile, opponendosi da sempre all'illegittimità delle procedure di riscossione tasse e tributi. Grazie all'esperienza dei soci fondatori nel settore legale e fiscale e alla selezione dei collaboratori, la CFC Legal assiste ogni giorno professionisti e imprenditori nelle questioni relative ai procedimenti contro Agenzie delle Entrate ed ex Equitalia | AER, annullando o gestendo avvisi di accertamento, pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche e intimazioni di pagamento.



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Taser, AXON: "Parlare di pericolosità dei dispositivi non è corretto ed è lesivo per la società. Test ufficiali ancora in corso"

Taser, AXON: "Parlare di pericolosità dei dispositivi non è corretto ed è lesivo per la società. Test ufficiali ancora in corso"

 

Roma, 24 luglio 2020 - In riferimento alle notizie riportate da alcuni media relative a dichiarazioni provenienti da "fonti del Viminale" sul ritiro dei dispositivi a impulsi elettrici, AXON Public Safety Germany S.E. ritiene doveroso precisare quanto segue.

 

Le fonti del Ministero riferiscono di un "difetto di requisiti minimi di sicurezza previsti dal capitolato tecnico". A tal proposito la società fa notare che gli esiti delle prove tecniche effettuate in corso di test ufficiale, al quale, si specifica, non erano presenti rappresentanti di AXON, danno tutt'altre evidenze. Ulteriori test, tra l'altro, sono ancora in corso.

 

Non è assolutamente corretto, infatti, riportare un'eventuale pericolosità in caso di malfunzionamento dei dispositivi e non è tantomeno dimostrabile in corso di esame balistico: nei 107 Paesi (tra cui i maggiori europei, tranne l'Italia) che hanno adottato l'utilizzo del dispositivo, in cui AXON è presente con 18mila agenzie, tale circostanza non è mai stata riscontrata. Anche per tale ragione, nella piena consapevolezza della conformità alle specifiche tecniche fissate in gara e della piena funzionalità e sicurezza dei dispositivi e accessori di produzione AXON, siamo certi di poter dire che tali dichiarazioni delle "fonti" sono particolarmente lesive per la società, che è quotata in Borsa negli USA e considerata una delle maggiori aziende tecnologiche al mondo nel settore della sicurezza.

 

Rispetto agli esiti della gara, come già riportato in una comunicazione ufficiale, la società ha preso atto dell'esito della procedura con stupore e grande sorpresa, considerato che nel corso delle precedenti prove balistiche, svolte in piena conformità di legge ed in contraddittorio, i dispositivi avevano dimostrato piena aderenza alle specifiche tecniche previste dal Bando di gara in oggetto, senza considerare che la sperimentazione dei prodotti, in piena concertazione con il Ministero, sia in atto in Italia da oltre quattro anni.



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Mercaldo (Fabi): il nuovo contratto dei bancari ha superato il test del Covid




da Milano Finanza del 24 luglio 2020

Mercaldo (Fabi): il nuovo contratto dei bancari ha superato il test del Covid

Intervista a Elisabetta Mercaldo, Responsabile Dipartimento contrattualistica Fabi


di Alessandro Carollo

«Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari, sottoscritto lo scorso dicembre, si è rivelato strategico, per la categoria, anche per gestire l'emergenza Coronavirus: lo stress test è stato superato e siamo soddisfatti». Lo dice la responsabile del Dipartimento contrattualistica della Fabi, Elisabetta Mercaldo, spiegando che «il contratto ha consentito l'utilizzo di un quadro normativo di riferimento che più di altri ha garantito la massima tutela per la categoria e il mantenimento degli obiettivi di produttività». 

 

Domanda. Il Covid è stato banco di prova per la categoria e per il nuovo contratto.

Risposta. È stato uno stress test, lo abbiamo superato e siamo soddisfatti. Tutti i settori, dall'industria ai servizi, sono stati interessati da crisi di tipo economico e con ripercussioni di natura sociale a danno dei lavoratori.  Anche in un contesto quanto mai inusuale come quello che ancora stiamo vivendo, il contratto ha consentito l'utilizzo di un quadro normativo di riferimento che più di altri ha garantito la massima tutela per la categoria e il mantenimento degli obiettivi di produttività. Il rinnovo contrattuale ha fornito poi gli elementi essenziali per dare risposte concrete e risolutive alle problematiche rese necessarie dal lockdown e consentire l'adozione di regole e misure interne idonee al contesto di riferimento. Mi riferisco alle norme che riguardano, tra altro, lo smart working e i permessi.

 

D. Come è stata gestita l'emergenza?

R. Grazie alla contrattazione integrativa e decentrata e ad un efficace sistema di relazioni industriali, sono state ricercate le migliori strategie per una corretta gestione del personale e organizzazione dell'attività lavorativa nel pieno rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori e andando incontro alle esigenze di varia natura. 


D. Prova superata a pieni voti? Grazie a chi?

R. Se le banche sono uscite indenne anche dall'emergenza che stiamo ancora vivendo, lo devono soprattutto a coloro che hanno continuato a prestato il loro massimo impegno e professionalità, consentendo alle stesse di svolgere il ruolo di sostegno all'economia. Mi riferisco sia alle lavoratrici e ai lavoratori bancari sia a tutti i rappresentanti sindacali, a ogni livello.

 

D. Siamo in una fase di passaggio, mentre si chiude la fase emergenziale e si intravede il ritorno alla normalità. Che c'è alle porte?

R. A breve comincerà la fase in cui sarà importante vigilare affinché le misure e gli istituti adottati possano traghettare da una fase emergenziale ad una ordinaria, senza penalizzazioni per i lavoratori e le lavoratrici e senza consentire alcuna deroga alla contrattazione nazionale. Anche l'eventuale diffusione dell'utilizzo della flessibilità lavorativa con soluzioni di remote-working dovrà avvenire nel rispetto dei diritti e della dignità professionale del lavoratore – come ampiamente sancito nel nuovo contratto - e con sistemi di misurazione degli obiettivi e della produttività più che trasparenti. 

 

D. Dopo la crisi economica, dovrete affrontare i nuovi piani industriali.

R. Quando saranno chiari gli effetti dell'attuale crisi economica sul costo del lavoro delle banche e saranno ridisegnati i piani industriali di tutti i gruppi bancari, ci attende il compito di salvaguardare il settore - come sempre è stato fatto - con le misure e gli strumenti a disposizione. 

 

D. Come si farà fronte alle esigenze di salvaguardia occupazionale con i cambiamenti del settore legati alle nuove tecnologie?

R. L'occupazione nel settore va blindata e con la previsione della "cabina di regia" nel nuovo contratto nazionale si è dato anche il giusto slancio alla corretta gestione dei cambiamenti del settore imputabili all'utilizzo di nuove tecnologie e alla diffusione della digitalizzazione. 

 

D. In che modo pensa che si potrà gestire l'evoluzione e le trasformazioni?

R. L'evoluzione andrà correttamente e costantemente gestita è non potrà fare a meno di soluzioni concrete a tutela dei lavoratori e lavoratrici che passeranno per la riqualificazione professionale e la salvaguardia dei posti di lavoro.

 

D. Torniamo al contratto nazionale. Sono stati raggiunti tutti gli obiettivi?

R. Sì, tutti. Dopo il contratto del 2015, occorreva intervenire su tre aspetti centrali, la cui mappatura era stata disegnata dalla piattaforma contrattuale: salario, tutele e occupazione. Partendo da queste premesse, è stata siglato un rinnovo con il quale, oltre ad un importante riconoscimento economico, sono stati sanciti nuovi ed importanti diritti per le lavoratrici e i lavoratori.

 

D. Quali sono i punti fondamentali dell'ultimo rinnovo?

R. La parola d'ordine è stata la conservazione della struttura politica e contrattuale degli inquadramenti, ma anche il rafforzamento delle tutele professionali e sociali. Maggiore attenzione è stata anche rivolta alle opportunità di conciliazione fra vita personale e vita lavorativa, inclusione e pari opportunità.




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giovedì 23 luglio 2020

A secsolutionforum forze dell’ordine e progettisti insieme per parlare di videosorveglianza urbana nell’era post Covid-19

A secsolutionforum forze dell'ordine e progettisti insieme per parlare di videosorveglianza urbana nell'era post Covid-19

La progettazione integrata e le applicazioni reali riguardanti le Smart City si stanno diffondendo da tempo. La crisi sanitaria ha ulteriormente accelerato la richiesta di centri urbani Covid free. Videosorveglianza, video analisi e termo scansione diventano strumenti determinanti non solo per la vigilanza ma anche per la tutela della salute del cittadino.


Il convegno "Videosorveglianza urbana integrata", organizzato da Ethos Media Group in collaborazione con l'Ordine e la Fondazione degli Ingegneri della Provincia di Pescara, si svolgerà nella prima giornata del live event secsolutionforum il 23 settembre.

L'era post Covid ha accelerato la diffusione di impianti e/o sistemi integrati di videocontrollo che impiegano tecnologie avanzate come l'IA. Durante questo incontro online i professionisti di settore tracceranno un quadro della situazione odierna per quanto riguarda tutti gli aspetti, dalla necessità di una progettazione integrata alla videosorveglianza, non solo tecnologici ma anche legali. 

Il convegno offre a tutti gli organi di vigilanza, amministratori e progettisti l'occasione di poter partecipare a una full immersion per far inquadrare una più moderna progettazione e acquisire le conoscenze indispensabili per porre la tecnologia e le strategie al servizio della collettività: impatto con la normativa privacy/GDPR, smart community e soluzioni City Covid free. 

Il convegno prevede, a livello nazionale, il rilascio di crediti formativi per gli ingegneri iscritti all'Albo.

Il programma del convegno

L'evento online si svolgerà dalle 9.00 alle 12.30 e prevedere una serie di interventi dove verranno trattati tutti gli aspetti chiave e più attuali della videosorveglianza:

Sicurezza Urbana: l'ingegnere dell'informazione, figura chiave della progettazione strategica integrata, Paolo Evaristo Mancini – Ingegnere, Consigliere dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pescara; 

Da abilitanti ad "abilitate": come le tecnologie hanno supportato - e supportano la gestione della sicurezza nell'emergenza Covid-19, Giulio Iucci - Presidente ANIE Sicurezza; 

Privacy e videosorveglianza: L'impatto privacy delle soluzioni anti contagio nella videosorveglianza urbana, Marco Soffientini - Avvocato esperto di privacy e diritto delle nuove tecnologie e docente Ethos Academy; 

AI e Smart City: L'intelligenza artificiale al servizio delle aree urbane: Massimo Grassi - Sales Engineer di Panasonic Europa.

La registrazione degli Ingegneri al convegno dovrà essere effettuata attraverso il Portale di Formazione dell'Ordine e a tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il programma delle due giornate di secsolutionforum è in costante aggiornamento, per registrarsi e per maggiori informazioni visitate il sito di secsolutionforum.


Analog Devices presenta un transceiver RF a elevato range dinamico per comunicazioni mission-critical

Analog Devices presenta un transceiver RF a elevato range dinamico per comunicazioni mission-critical

Analog Devices annuncia il primo prodotto di una nuova serie di transceiver RF che offre il più elevato range dinamico del mercato, adatto a numerose applicazioni commerciali e militari. Il transceiver RF ad alte prestazioni ADRV9002 è ideale in applicazioni per comunicazioni mission-critical, come le radio delle unità di primo soccorso, le reti private Long-Term Evolution (LTE) e le comunicazioni satellitari, dove dimensioni, peso e potenza sono condizioni progettuali fondamentali. Il transceiver RF è l'ultima novità del pluripremiato ecosistema di sviluppo RadioVerse™ di ADI.


"Le reti di comunicazione mission-critical sono essenziali per garantire la nostra sicurezza", ha dichiarato Joe Barry, VP della Wireless Communications Business Unit di Analog Devices. "Per queste reti, la difficoltà di decifrare segnali complessi aumenta man mano che lo spettro radio diventa più popolato". Il transceiver RF ADRV9002 è in grado di decodificare correttamente un segnale in uno spettro fortemente congestionato. Ciò aiuta i clienti a sviluppare piattaforme radio scalabili in termini di potenza e prestazioni in un'ampia gamma di applicazioni commerciali e militari".

Caratteristiche principali dell'ADRV9002

  • Offre il migliore range dinamico della categoria ed è in grado di decifrare operazioni a banda larga e le più complesse operazioni a banda stretta all'interno di un singolo dispositivo
  • Range di funzionamento da 30m MHz a 6GHz
  • Fornisce un range dinamico del ricevitore di -150dBc/Hz e un trasmettitore a elevata linearità
  • Primo transceiver radio progettato per consentire segnali a banda stretta e a banda larga tradizionali da 12KHz a 40MHz
  • In grado di gestire segnali vocali, dati e immagini o video
  • Incorpora algoritmi di correzione digitale del segnale radio, AGC, DPD, salto di frequenza e filtraggio dei canali
  • Capacità di regolare dinamicamente le prestazioni e la potenza

Gruppo Finlogic: in crescita del +24% i ricavi gestionali consolidati al 30 giugno 2020

Gruppo Finlogic: in crescita del +24% i ricavi gestionali consolidati al 30 giugno 2020

 Bollate (MI), 23 luglio 2020

FINLOGIC S.p.A. (FNL:IM), azienda attiva dal 2003 nel settore dell'Information Technology con soluzioni complete per la codifica e l'identificazione automatica dei prodotti, comunica che nel primo semestre del 2020 i ricavi consolidati[1] si attestano a circa 20,8 milioni di Euro e registrano, rispetto al primo semestre del 2019, un incremento di circa 4,0 milioni di euro, pari al +24%.

Il risultato consolida gli effetti delle acquisizioni effettuate a fine 2019 e nel 2020, comunicate al mercato rispettivamente il 23 luglio 2019, il 28 gennaio 2020 e il 28 febbraio 2020.

L'incremento, per la maggior parte legato all'acquisizione di Staf srl, è stato trainato dalla divisione "Etichette", cresciuta del 41%, mentre le divisioni "Prodotti Tecnologici" e "Servizi ed assistenza" sono pressoché in linea con il primo semestre del 2019.

 

Dino Natale, Amministratore Delegato di Finlogic: "Nonostante la difficile situazione economica che stiamo vivendo, prevediamo che il Gruppo chiuderà il semestre con i ricavi in decisa crescita. Il buon risultato, imputabile all'ingresso della società Staf, che ha contribuito alla crescita della divisione Etichette, è il frutto della strategia di crescita per linee esterne e degli sforzi compiuti durante il lock-down, da tutto il Gruppo. Abbiamo continuato a produrre, garantendo il lavoro agile ove possibile, con i tre stabilimenti produttivi sempre operativi. Il Gruppo ha dimostrato la capacità di far leva sulle proprie competenze interne, adeguandosi ai recenti cambiamenti del mercato e cogliendo le interessanti opportunità."



[1] Dati gestionali consolidati non sottoposti a revisione contabile periodica




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Osservatorio Compass, Focus E-Commerce: circa 2,5 milioni gli italiani che hanno scoperto lo shopping online durante il lockdown. Arredamento, cibo e bevande attirano i nuovi utenti

Ritorna l'Osservatorio Compass, dedicato stavolta allo shopping online e ai nuovi trend d'acquisto. Negli ultimi tre mesi si stima siano stati circa 2,5 milioni i nuovi utenti (1 su 5 del totale dei cosiddetti "web shopper") che, complice la chiusura di gran parte degli esercizi commerciali, hanno effettuato acquisti via internet. I prodotti che hanno attirato più nuovi utenti? Al primo posto l'arredamento (57%), seguito da cibo e bevande (55% con punte del 62% nella fascia d'età 55-75 anni) e le bici tradizionali (50%). In generale, entro il 2020 il 20% degli italiani vuole realizzare un progetto che richiede un finanziamento. La crisi socio-economica ha reso, infine, gli italiani più pessimisti in relazione sia alla situazione generale in Italia (nei primi mesi del 2020 per il 77% è peggiorata) sia a quella familiare (in peggioramento per il 45%) ma un quarto degli intervistati prevede un miglioramento per i prossimi mesi.

 

 

Osservatorio Compass Focus E-Commerce

 

Con il lockdown boom dell'e-commerce: 2,5 milioni di nuovi utenti

  

Ad attirarli sono soprattutto articoli d'arredamento, cibo e bevande
Cittadini pessimisti circa la situazione generale ma un quarto degli intervistati prevede un miglioramento per i prossimi mesi

 

Entro il 2020 il 20% degli italiani vuole realizzare un progetto che richiede un finanziamento
Gli italiani post lockdown descritti in 5 categorie: ecco il loro identikit

 

 

Milano, 23 luglio 2020 - Il lockdown ha rivoluzionato il concetto di shopping online, passato in poche settimane da alternativa a necessità anche per quella fetta di popolazione che ne era poco avvezza. Negli ultimi tre mesi si stima siano stati circa 2.5 milioni i nuovi utenti (1 su 5 del totale dei cosiddetti "web shopper") che, complice la chiusura di gran parte degli esercizi commerciali, hanno effettuato acquisti via internet. Un'accelerazione decisa, che sembra poter proseguire anche ad emergenza finita. Lo dimostrano due dati: la percentuale di chi ritiene internet ormai indispensabile per poter fare acquisti (il 64%) e il saldo tra quanti pensano di continuare ad acquistare online e coloro che acquistavano già prima (positivo e pari al 9% - dato medio settoriale). Questo è quanto emerge dall'Osservatorio Compass, società di credito al consumo del Gruppo Mediobanca, dedicato proprio allo shopping online e ai nuovi trend d'acquisto.

                                                                        

Ma quali sono i prodotti che hanno attirato più nuovi utenti? Al primo posto l'arredamento (57%), seguito da cibo e bevande (55% con punte del 62% nella fascia d'età 55-75 anni) e le bici tradizionali (50%). L'e-bike attira sempre di più soprattutto in seguito al ripensamento della mobilità urbana in atto, anche nell'e-commerce (pur con piccoli numeri di acquirenti, si stima che l'e-commerce abbia giocato un ruolo rilevante). E i motivi che spingono ad optare per l'e-commerce? Per circa 8 italiani su 10 sono la libertà di poter acquistare quando si vuole e la comodità di comprare da casa. Tra i prodotti più venduti online in generale (tra piattaforme, siti di catene di distribuzione, siti specializzati e siti di negozi) regna l'intrattenimento, con musica e film e giochi per il computer e videogiochi (84% degli intervistati li compra solo sul web).

 

L'e-commerce sembra giunto, quindi, al suo momento di massimo splendore anche se nel mese di giugno il 64% degli intervistati dichiara di aver effettuato almeno un acquisto in negozio (escludendo gli acquisti alimentari e bevande). Che cosa hanno acquistato? Soprattutto abbigliamento, calzature e accessori (57%), ma anche prodotti per animali domestici (25%), seguiti da libri e riviste (20%) e da prodotti di bricolage, abbellimento e manutenzione della casa (17%). Le ragioni per preferire il negozio all'e-commerce? Per circa 8 italiani su 10 sono legate al fatto di avere il prodotto immediatamente a disposizione e poterlo vedere e provare.

 

E per il futuro? Con l'emergenza, il 63% degli intervistati ritiene che internet sia diventato indispensabile per fare acquisti, ma non solo. Per il 60% è ormai diventato fondamentale per lavorare o studiare, tanto che il 38% degli intervistati sente anche la necessità di riorganizzare la propria casa per ricavare uno spazio adatto per lavorare comodamente in smart working. In generale, che sia online o meno, il 20% degli italiani coltiva progetti per il 2020 che richiedono un pagamento a rate o un finanziamento.

 

"I cambiamenti avvenuti in così pochi mesi sono stati travolgentiha dichiarato Luigi Pace, Direttore Centrale Marketing e Innovation di Compass. È grazie all'e-commerce, sempre più diffuso, che molte persone hanno potuto continuare ad acquistare, sostenendo così un'economia messa a dura prova dall'emergenza. Oggi, dopo questo difficile momento, tanti italiani vogliono ricominciare a dedicarsi a tutti quei progetti che erano stati chiusi in un cassetto in attesa di tempi migliori. In questo scenario diventa fondamentale il ruolo di Compass nel favorire, in modo semplice e veloce, l'accesso al finanziamento e nel dare un supporto concreto alle famiglie attraverso il credito al consumo."

 

Se dal punto di vista degli acquisti gli italiani sembrano essere proiettati verso il futuro, la pandemia del Covid-19 pare aver avuto un effetto contrario sul fronte dei rapporti umani, con tante persone che hanno riconsiderato le proprie priorità. Per il 71% degli intervistati stare in famiglia è stato piacevole e molti (il 65%) vorrebbero riorganizzare la propria vita per dedicargli più tempo. Non per tutti il lockdown è però stato all'insegna della riscoperta del rapporto con i propri congiunti: quasi un 1 italiano su 5 (il 18%) dichiara infatti di sentirsi molto d'accordo con l'affermazione "Dopo l'emergenza Covid-19 mi sento più solo/a di prima".

Infine circa la metà dei rispondenti (47%) ammette di essere aumentato di peso durante questi mesi di minore movimento.

                                                                                     

In generale, la crisi socio-economica ha reso gli italiani più pessimisti in relazione sia alla situazione generale in Italia (nei primi mesi del 2020 per il 77% è peggiorata) sia a quella familiare (in peggioramento per il 45%). Meno pessimista, anche se certamente non rosea, la previsione per i prossimi mesi: secondo il 43% degli intervistati la situazione generale italiana peggiorerà, per il 24% migliorerà e per il 30% rimarrà stazionaria; quella familiare, invece, peggiorerà per il 28%, migliorerà per il 21% e rimarrà stabile per il 50%.   

 

Grazie alla cosiddetta cluster analysis l'Osservatorio Compass suddivide, infine, gli italiani in cinque diversi gruppi, ognuno con un identikit ben tracciato: i provati ma desiderosi di ripresa (25%), liberi professionisti e dirigenti di giovane età, molto presenti al Centro e Sud, che hanno sofferto per la crisi ma che mostrano una grande voglia di ripresa, anche sul fronte consumi; coloro che mettono la famiglia prima di tutto (20%), persone che hanno riscoperto il bello dello stare in famiglia e vogliono continuare su questa linea;  gli impauriti e fragili (il 19% della popolazione) per lo più persone di età superiore ai 54 anni che hanno subito un duro contraccolpo sia psicologico che economico a causa della pandemia; coloro che vedono nell'emergenza un'occasione per riprogettare (19%), a più alta presenza di uomini e di residenti nel Nord Ovest, meno colpiti dalla crisi e con un forte desiderio di progettare e prevenire per il futuro; e infine, gli italiani a caccia di normalità (17%), per lo più "senior" che dal punto di vista economico non hanno avuto strascichi e vogliono solo tornare alle vecchie abitudini.

 

                                                                             



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Mala movida. Fipe-Confcommercio e Federvini lanciano la “Guida al bere consapevole”

Nasce la "Guida al bere consapevole", la buona risposta alla mala movida 

L'iniziativa di Fipe-Confcommercio e Federvini per contrastare l'abuso di alcol, partendo da un consumo consapevole

Roma, 23 luglio 2020 – Comportamenti inadeguati, violazione alle regole e agli orari, consumi incontrollati e poco attenti alla qualità, eccessiva facilità di accesso all'alcol. Sono alcune delle concause che stanno dietro all'esplosione del fenomeno della "movida molesta", o "mala movida", che caratterizza le notti di molte città italiane, in particolare nei fine settimana. Un fenomeno preoccupante che oggi, con la necessità di coniugare il ritorno alla normalità dopo i funesti mesi di lockdown, con l'osservanza delle norme sul distanziamento sociale, deve essere tenuto ancor più sotto controllo. Anche per questo Federvini e Fipe-Confcommercio - associazioni di categoria che rappresentano rispettivamente il settore della produzione di bevande alcoliche e la loro somministrazione, da sempre attive nel promuovere un approccio responsabile e moderato, hanno deciso di realizzare insieme un vademecum per un corretto approccio al bere.

La 'Guida al servizio per un consumo consapevole' analizza il fenomeno del consumo di alcol sia dal punto di vista dei pubblici esercizi, che da quello dei consumatori, e punta a diffondere una serie di buone pratiche da adottare per scongiurare eccessi e patologie alcol-correlate. Un'azione congiunta ulteriormente significativa, se si considera l'impatto negativo che i mesi di pandemia hanno determinato su tutta la filiera dell'Ho.Re.Ca., pronta a ripartire, promuovendo un modello di consumo capace di esaltare l'approccio responsabile, fatto di equilibrio, giusto apprezzamento della qualità e contrasto agli eccessi.  

"Il concetto di 'consapevolezza' accompagna la 'responsabilità' per dare un segnale di impegno ragionato ed emotivamente coinvolgente" ha dichiarato Sandro Boscaini, Presidente di Federvini"Non è semplicemente una questione nominalistica: consapevolezza significa essere convinti nel profondo che una certa azione è giusta e porta benefici condivisi al di là di una norma o di un pungolo imposto dall'esterno, il quale può anche non essere né condiviso né sentito. Consapevolezza significa anche costruire una sorta di affinità elettiva con il prodotto, attraverso una profonda conoscenza delle sue caratteristiche organolettiche, ed empatia verso brand affidabili e storici nonché verso i territori di provenienza, facendo così convergere elementi razionali ed emozionali. Con questo abbrivio fatto di passione è quindi possibile contrastare gli eccessi ed il consumo errato, attraverso la comunanza di obiettivi da parte di produttori ed operatori. Questi ultimi, grazie ad un percorso formativo in grado di accrescere la propria competenza professionale, possono giocare un ruolo centrale in un'azione sistematica di prevenzione di abitudini sbagliate, le quali impediscono di assaporare, appieno, le nostre specialità".

Il 'consapevole' rapporto con il vino, gli aperitivi, i liquori e i distillati è quindi un elemento positivo per tutti gli attori: i produttori hanno l'obiettivo di fare accostare i consumatori ai propri prodotti facendone apprezzare le qualità organolettiche, la storia e le tradizioni ed associandoli a preziosi ed indimenticabili momenti di socialità; il tutto attraverso un servizio che esalta l'esperienza della degustazione e della convivialità.

"Il settore dei pubblici esercizi da sempre punta sulla qualità e sulla responsabilità nella somministrazione di bevande alcoliche - dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio – con  il ruolo di  principale attore per la diffusione delle buone pratiche per il bere consapevole, promotore di questo percorso virtuoso, capace, cioè, da una parte, di valorizzare la qualità e la storia delle bevande somministrate e, dall'altra,  di coniugare esigenze commerciali con la responsabilità sociale in capo agli esercenti sui temi della prevenzione, sensibilizzazione ed educazione ad un consumo consapevole e responsabile. L'attenzione dei Pubblici Esercizi deve essere massima, perché il rischio è quello che diversamente si facilitino comportamenti pericolosi e dannosi per le persone e la società. Gli episodi di mala movida, certamente lontani dai valori e dagli interessi dei nostri imprenditori, sono spesso correlati alla carenza di adeguati requisiti professionali e morali, a una lotta contro l'abusivismo commerciale a volte debole e a un presidio del territorio da parte delle Forze dell'Ordine non sempre puntuale, anche per le tante incombenze che interessano la loro attività. Questi episodi finiscono poi con l'indebolire il comparto, danneggiandolo sia dal punto di vista commerciale che reputazionale".

La Guida è strutturata in quattro parti: la disciplina normativa, alcol e fattori di rischio, caratteristiche delle bevande alcoliche, suggerimenti per il miglioramento del servizio. La filosofia che ha suggerito la guida è, infatti, un approccio olistico, nel quale proprio la cura e la disciplina nel servizio rendono l'esperienza di degustazione unica e ricca di emozioni. In questo senso, i trend più attuali come bartending e mixology si inseriscono in un solco di somministrazione consapevole, accentuando l'aspetto di ritualità del consumo e generando un concetto di divertimento improntato alla sana convivialità. A distribuire la guida a tutti gli operatori italiani provvederanno le Associazioni Territoriali di Fipe-Confcommercio, accompagnando anche una miniserie in 4 clip video, su 'orari di somministrazione e vendita delle bevande alcoliche', 'alcol e guida', 'alcol e minori', 'il corretto servizio'.



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mercoledì 22 luglio 2020

Food NET linee guida per l’alimentazione dei cittadini over 65 di Milano

Food NET tecnologie e linee nutrizionali funzionali alla 
alimentazione dei cittadini over 65 della Città Metropolitana di Milano

                               

È on line il progetto Food Net, nato con l'obiettivo di rispondere alle esigenze alimentari dei cittadini over 65 della Città Metropolitana di MilanoIl progetto, finanziato dalla Regione Lombardia è coordinato da Aton IT, e coinvolge 12 partner, tra cui 9 PMI e 3 centri di ricerca universitari: Università Bicocca Milano, Università di Pavia e Università della Calabria. 

Sviluppato in ambito Smart Cities, Food Net (Food Social Sensor Network) si articola nella creazione della  piattaforma IT per fornire tecnologie e linee guida volte a realizzare functional food accessibili ed efficaci; individuare e interpretare le necessità nutrizionali dei cittadini target; favorire l'innovazione di processo e prodotto delle imprese agroalimentari, attraverso la realizzazione di infrastrutture che permettano di realizzare alimenti funzionali realmente efficaci e implementare la qualità della vita e lo stato nutrizionale degli Over 65,  attraverso modelli nutrizionali e processi educativi volti a migliorare lo stile di vita.

ATON IT, capofila del progetto, è anche impegnata in tutte le attività di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale relative alla progettazione e realizzazione della piattaforma ICT di supporto all'intero ciclo di vita, per la gestione delle informazioni sull'accessibilità al cibo, le abitudini ed esigenze alimentari e stili di vita.
In questo contesto ha svolto attività di R&S relative alle tre fasi che caratterizzano un ciclo di vita di gestione delle informazioni:  

  • data acquisition - che comprende attività di analisi delle sorgenti informative e delle relative tipologie (dati strutturati, semi-strutturati, non-strutturati), definizione dei modelli e delle tecniche di acquisizione dei dati, progettazione e sviluppo degli strumenti software
  • data processing - che comprende attività di analisi delle problematiche di integrazione (matching, allineamento, linkage, data fusion, ecc.), progettazione e realizzazione di una base di conoscenza, progettazione e sviluppo degli strumenti software di elaborazione della conoscenza;
  • data analysis - che comprende attività di investigazione dei modelli di analisi più adeguati alle tipologie di informazioni trattate e ai servizi che si intendono offrire ai diversi utenti della piattaforma, definizione delle tecniche di analisi, progettazione e sviluppo degli strumenti software.

"In questa fase del progetto – spiega Fabio Petriccione Senior Project Manager di ATON IT - siamo impegnati nella progettazione e realizzazione degli strumenti da mettere a disposizione per garantire l'accesso alla piattaforma ICT sviluppata. Le attività in corso sono quindi, da un lato, rivolte alla progettazione e sviluppo di applicazioni software di accesso e fruizione delle informazioni, rispetto a tutti i target di utenti finali: PA, imprese, cittadini (anziani); dall'altro lato, di API di comunicazione con le ulteriori applicazioni che verranno sviluppate nel progetto"

About Gruppo Aton 
Il Gruppo Aton è specializzato nello sviluppo e applicazione di soluzioni IT full service. Con sedi a Roma e Milano, e diverse filiali sul territorio italiano, il Gruppo si avvale di persone altamente specializzate, di cui il 70% laureate, grazie alla costante attività di recruiting e formazione svolta nelle università e negli Istituti tecnici. Già attiva nel settore bancario nella pubblica amministrazione e nel privato il Gruppo ha sviluppato le competenze in ambito IoT, AI, Blockchain, GDPR e Cyber Security per aprirsi a nuovi mercati e supportare i propri clienti con un'offerta completa di soluzioni, realizzate sulla base di ogni singola esigenza.



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Ricerca: Giovani famiglie, cresce il bisogno di sicurezza economica - Osservatorio Sara Assicurazioni

Tra i dati salienti:


  • Secondo il 40% dei connazionali le soluzioni assicurative sono una forma di protezione che può offrire un futuro migliore alla propria famiglia, soprattutto nel caso di giovani coppie.

  • Economia domestica: per un italiano su tre (38%) gli aspetti più importanti sono pianificare con attenzione le spese e gli investimenti e fissare un tetto per le diverse tipologie di spesa (26%), specie nelle fasi di incertezza. 

  • Le esigenze "economiche" più avvertite per una giovane famiglia? La sicurezza (25%), e quindi la riduzione dei rischi nell'amministrazione delle risorse, e la possibilità di contenere i costi (24%).

 

Giovani famiglie, cresce il bisogno di sicurezza economica

 

Roma, 22 luglio 2020 - In un contesto economico che risente degli effetti della pandemia, cresce il bisogno di sicurezza degli italiani: secondo il 40% dei connazionali le soluzioni assicurative sono una forma di protezione che può offrire un futuro migliore alla propria famiglia, soprattutto nel caso di giovani coppie, che vi possono trovare un modo per investire finanziariamente le loro risorse e tutelarsi, anche sul piano economico, da imprevisti legati ad esempio a problemi di salute o danni provocati ad altri nella vita di tutti i giorni.

 

È il dato che emerge dall'Osservatorio Sara Assicurazioni1, la compagnia assicuratrice ufficiale dell'ACI.

 

Le famiglie più giovani versano spesso una condizione finanziaria e reddituale meno stabile, per cui specialmente per loro diventa ancora più importante, in questo contesto, la gestione del budget familiare: per un italiano su tre (38%) la cosa più importante è pianificare con attenzione le spese e gli investimenti da intraprendere, segue il fissare un tetto per le diverse tipologie di spesa (26%) e monitorare i flussi di conto corrente con continuità (20%).

 

La crisi innescata dal Covid-19 infatti ha contribuito ad aumentare il pessimismo intorno al futuro di queste famiglie che già prima dell'arrivo della pandemia appariva molto incerto a ben un italiano su tre (33%), in primis a causa di fattori economici e lavorativi, segnati in particolare dal precariato e dalla disoccupazione.

 

Recentemente l'Ocse ha evidenziato come l'Italia abbia subito dalla pandemia un grave contraccolpo sul suo tessuto lavorativo e prevede un possibile picco del 12,4% di disoccupazione a fine 2020. A risentire di questo quadro sono in particolare i giovani, le donne e i precari. E anche l'indagine straordinaria sulle famiglie italiane condotta dalla Banca d'Italia fra aprile e maggio sottolinea che oltre metà della popolazione ha subito una contrazione del reddito familiare.

 

Di fronte alla sensazione di fragilità e incertezza dominante in questo momento, nella gestione della liquidità e nella pianificazione economica e degli investimenti a prevalere per queste famiglie sono esigenze che, valide per tutti, da sempre le riguardano in modo particolare: la sicurezza (25%), e quindi la riduzione dei rischi nell'amministrazione delle risorse, e la possibilità di contenere il più possibile i costi (24%), per evitare che assorbano una quota importante del loro reddito.

 

"L'Italia sta attraversando una congiuntura molto complessa, alla quale sono esposte particolarmente le giovani generazioni e famiglie - commenta Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni – Vi è un diffuso senso di fragilità e insicurezza a cui le soluzioni assicurative possono dare una risposta importante, proteggendo dalle conseguenze anche economiche di molti eventi negativi e permettendo a chi ne abbia la possibilità anche di mettere a frutto una parte del proprio capitale. Proprio in quest'ottica, con Saradanaio Bi-Fuel noi di Sara proponiamo una nuova soluzione di investimento che consente di far crescere il proprio risparmio e al tempo stesso contare, in modo prudente, sulla stabilità e la sicurezza di una componente a capitale garantito."

 

1Indagine CAWI condotta dall'istituto di ricerca Nextplora su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d'età, sesso ed area geografica.

 

 

Sara Assicurazioni

 

Sara Assicurazioni, primo esempio europeo di joint venture tra un'associazione di consumatori - l'ACI - e una compagnia di assicurazioni, è nata nel 1946 con l'obiettivo di mettere a disposizione degli automobilisti un'ampia gamma di servizi assicurativi. Sara Assicurazioni è ad oggi la compagnia ufficiale dell'Automobile Club d'Italia ed è punto di riferimento per le famiglie italiane e per tutte le esigenze legate alla sicurezza personale, patrimoniale e del tenore di vita. La sua organizzazione commerciale è formata da una struttura che comprende oltre 400 agenzie e circa 1.500 punti vendita. Oltre a Sara Assicurazioni, del Gruppo fa parte Sara Vita, compagnia specializzata nell'area del risparmio, della previdenza e della tutela, con un'offerta articolata anche nell'area degli investimenti.



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domenica 19 luglio 2020

Chiara Pavoni al Medit Summer Fashion

Il 25 luglio in piazza Orsini del Balzo a Mesagne la tredicesima edizione del Medit Summer Fashion, importante kermesse di moda che per il 2020 ha scelto come tema dominante il viaggio attraverso il cinema, la storia e la cultura. Una gara tra giovani stilisti che farà emergere il talento.

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