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sabato 19 settembre 2026

Eneide Teatro della Migrazione: in scena Tregua sabato 26 settembre presso la Sala Raffaello di Roma

VIRGILIO

ENEIDE
Teatro della Migrazione 

Esodo e Fondazione


laboratorio teatrale interculturale

a cura del regista Matteo Tarasco



SALA RAFFAELLO
Chiesa Dei Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli
Via Terni 92, 00182 – Roma

TREGUA


(terza restituzione del laboratorio)


26 SETTEMBRE ORE 20 E ORE 22

con


FILIPPO MASOCCO – FRANCESCO DE LANDRO – UGO CAPRARELLA – GIOVANNI COSTAMAGNA - NICOLÒ BOCCALARI - FABRIZIO TIBERI – LUDOVICA BONFANTE – ENRICA LA ROSA
EMMA VITALONE – ELENA BRETTI


Il progetto, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura”

 “Eneide-Teatro della migrazione”:

ultimo appuntamento del progetto interculturale

diretto da Matteo Tarasco; Il 26 settembre in scena "Tregua"

presso la Sala Raffaello di Roma

 


Con TREGUA si conclude il percorso di “ENEIDE – Teatro della Migrazione”, un progetto che ha riletto il viaggio di Enea in chiave contemporanea. Dopo l'approdo e la guerra, il racconto giunge al momento decisivo: quello in cui occorre immaginare come ricostruire dopo la distruzione. In scena i canti XI e XII del poema virgiliano.

Come può nascere una città sulle rovine del nemico? Come può una comunità guardare al futuro dopo aver attraversato il conflitto? Attraversando il canto finale dell'Eneide, TREGUA conduce il pubblico nel cuore della tensione tra destino e vendetta, tra giustizia e compassione, ponendo una riflessione sulla possibilità della riconciliazione e sul difficile cammino verso la pace.

 

NOTE DI REGIA

Dopo Eneide / Approdo ed Eneide / Guerra, l’ultimo capitolo del progetto Eneide. Teatro della migrazione 2026 affronta una domanda antica e necessaria: come può nascere una città sulle rovine del nemico? Come può una comunità immaginare il futuro dopo aver attraversato la distruzione?

Eneide / Tregua attraversa il canto finale del poema di Virgilio per condurci nel cuore del conflitto tra destino e vendetta, tra giustizia e compassione. Enea e Turno si affrontano nell’ultimo duello mentre uomini e dei assistono all’epilogo di una lunga catena di sangue. Attorno a loro si accumulano morti, promesse infrante, desideri di rivalsa, generazioni spezzate dalla guerra. Tutto sembra spingere verso l’inevitabilità della violenza. Eppure, proprio nel momento della vittoria, emerge una domanda più profonda: che cosa resta quando la guerra è finita?

Attraverso una scrittura essenziale, cinque voci in scena e immagini poetiche di forte potenza evocativa, il poema di Virgilio si trasforma in una riflessione contemporanea sulla riconciliazione, sull’identità e sul difficile cammino della pace. I personaggi sembrano emergere da un paesaggio di macerie, sospesi tra memoria e destino, tra il peso del passato e la responsabilità del futuro. Le loro parole attraversano il mito per parlare direttamente al nostro tempo, un tempo ancora segnato da confini, guerre, migrazioni e ferite collettive.

In questo ultimo capitolo della trilogia, Enea non è soltanto l’eroe vincitore chiamato a fondare una nuova civiltà: è un uomo costretto a scegliere quale mondo lasciare dopo la guerra. Turno non è soltanto il nemico sconfitto: è il volto umano di ogni sconfitta, di ogni patria perduta, di ogni storia destinata a essere cancellata dai vincitori.

La tregua del titolo non coincide con la fine del conflitto. È piuttosto uno spazio fragile e necessario in cui immaginare una convivenza possibile e riconoscere nell’altro la propria medesima umanità.

Matteo Tarasco


IL PROGETTO

Non è solo teatro, è un cantiere di umanità dove l’antico esodo di Enea incontra le rotte dei migranti di oggi, richiamando alla mente le drammatiche immagini che arrivano dai confini di Ceuta, in Spagna, dove il desiderio di un futuro si scontra con la rigidità delle frontiere. A Roma, tra le mura della Sala Raffaello a Villa Fiorelli, prende vita per il secondo anno consecutivo “ENEIDE – Teatro della Migrazione”, un laboratorio teatrale interculturale e multidisciplinare che, dal 17 agosto al 26 settembre 2026, trasformerà il mito di Virgilio in un’esperienza di viva attualità.

 

L’obiettivo è creare uno spazio di crescita professionale e umana dove la formazione teatrale diventa uno strumento concreto di inclusione e riscatto per giovani artisti provenienti da contesti spesso marginalizzati.

Questa iniziativa si qualifica propriamente come un esperimento di riflessione costante tra passato e presente: un percorso dove il poema classico diventa una chiave di lettura per analizzare le "nuove geografie" dell'accoglienza. 

 

“Ogni episodio rilegge il poema di Virgilio alla luce delle migrazioni contemporanee – spiega Matteo Tarasco - restituendo al mito la sua funzione originaria: raccontare la condizione universale di chi cerca un luogo dove vivere in pace.”  Il progetto, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. È l’atteso sequel del percorso iniziato nell’estate del 2025. Se la prima edizione aveva esplorato la fuga da una Troia in fiamme, il 2026 segna il momento cruciale dell’arrivo e della costruzione di una nuova appartenenza.

 

Il cuore dell'operazione risiede nella sperimentazione teatrale come strumento di formazione: trenta giovani performer under 35, italiani e migranti, partecipano a un laboratorio intensivo di 45 giorni che spazia dalla drammaturgia collettiva alla vocalità multilingue. Gli spettacoli in programma - Approdo, Guerra e Tregua - rappresentano la restituzione pubblica di un quadro generale di crescita professionale.

 

Il sipario si alzerà ufficialmente il 29 agosto con “Approdo”, la prima tappa performativa che segna il culmine del primo modulo del laboratorio. In questo appuntamento inaugurale, i trenta performer porteranno in scena un Enea che non sbarca solo sulle rive del Lazio, ma arriva direttamente nel nostro presente attraversato da esili e nuove appartenenze. Il significato profondo di “Approdo” risiede nel guardare all'Eneide come a un'opera ancora capace di parlare all'oggi, intrecciando il mito antico con le storie contemporanee dei ragazzi in scena. Grazie all'uso delle lingue madri e a una messa in scena corale e fisica, lo spettacolo punta a un'accessibilità totale, rendendo il messaggio di accoglienza e memoria comprensibile a tutti.

 

Per chi desidera partecipare a questo viaggio, l’ingresso è libero e gratuito presso la Sala Raffaello. È possibile assistere alle tre tappe performative - 29 agosto APPRODO, 12 settembre GUERRA e 26 settembre TREGUA - prenotando il proprio posto tramite l'Associazione Culturale IGLOO. Ogni serata sarà arricchita da buffet multiculturali per stimolare il dialogo tra artisti e cittadinanza. 

 

In questo contesto, la scelta della location è densa di significato. Il progetto abita la cornice della Sala Raffaello (situata all’interno della Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli, in un quartiere semicentrale e multiculturale) e risponde alla volontà di attivare nuove geografie culturali urbane,valorizzando i legami tra memoria storica e nuove cittadinanze. Se Enea cercava una terra dove gettare le basi di un nuovo inizio, questo quartiere multiculturale appare oggi come l’approdo naturale per una moderna epopea urbana, trasformando una piazza storica in una potente metafora contemporanea del viaggio e dell'accoglienza.

 

STAFF - La direzione artistica e la conduzione del laboratorio sono affidate a Matteo Tarasco, regista teatrale di rilievo internazionale, con esperienze in ambito accademico e interculturale, tra cui Harvard University e LAMDA di Londra. L’organizzazione generale è curata da Massimo Di Rollo, esperto in gestione di eventi culturali e progettazione. Per garantire qualità artistica il team sarà interamente formato da professionisti del settore, tra cui un assistente alla regia, un mediatore culturale con competenze nella facilitazione linguistica e inclusiva, e uno staff tecnico composto da operatori audio/video e tecnici luci. 

 

CURRICULUM PROFESSIONALE - Ass. Cult. IGLOO si è affermata come una nuova e vivace realtà nel panorama teatrale romano. In pochissimo tempo, l’associazione ha prodotto tre spettacoli di grande spessore: “Gli Atti Unici” di Anton Čechov a maggio 2025, la tragicomica commedia in romanesco “Alcazar” di Gianni Clementi a marzo 2025, e una sorprendente versione di “Molto Rumore per Nulla” di Shakespeare a giugno 2024, che ha conquistato pubblico e critica, vincendo numerosi premi.

 


Matteo Tarasco

PROGRAMMAZIONE SPETTACOLI


12 settembre 2026 GUERRA

Enea è finalmente approdato alla terra promessa. Il viaggio è terminato, ma la prova più difficile deve ancora cominciare. Per fondare una città, per costruire una patria, dovrà attraversare il sangue

 

26 settembre 2026 TREGUA

Come può nascere una città sulle rovine del nemico? Come può una comunità immaginare il futuro dopo aver attraversato la distruzione?  Eneide / Tregua attraversa il canto finale del poema di Virgilio per condurci nel cuore del conflitto tra destino e vendetta, tra giustizia e compassione




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www.CorrieredelWeb.it

Sicilia : 11 Comuni rispondono al FOIA di ANAFePC. Nuova istanza a Schifani sulle dighe e denuncia per il caso Maddalusa

Si amplia l'azione di trasparenza promossa dall'Accademia Nazionale per l'Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale (ANAFePC). Salgono a 11 le Amministrazioni comunali siciliane che hanno dato riscontro all'istanza di accesso civico generalizzato (FOIA) notificata a 21 Enti: ai primi dati trasmessi da Caltanissetta e Piazza Armerina si aggiungono oggi i riscontri formali di Licata, Favara, Gela, Siracusa, Misterbianco, Cefalà Diana, San Cataldo, Termini Imerese ed Enna. I Comuni hanno inviato la documentazione su perdite strutturali, cantieri e turnazioni, sanando la posizione rispetto ai ricorsi inoltrati da ANAFePC ad ANAC, Assessorato e Corte dei Conti.

Contestualmente, l'Associazione ha inviato un'interpellanza istituzionale al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per fare chiarezza sulla reale capacità utile degli invasi e sul livello di insabbiamento dei fondali, richiedendo verifiche ispettive straordinarie sui collaudi delle dighe e sulla gestione delle reti.

I vertici dell'Associazione intervengono direttamente per fare il punto sulla situazione:

“Accogliamo con favore lo spirito di cooperazione dimostrato dalle Amministrazioni comunali che hanno scelto la via della trasparenza fornendo i dati richiesti. Ora la palla passa alla Regione: è indispensabile fare chiarezza tecnica sui volumi reali d'acqua disponibili negli invasi rispetto a quelli teorici dei bollettini, per comprendere le vere cause dei razionamenti che stanno mettendo in ginocchio interi territori”, dichiara Calogero Coniglio, Presidente ANAFePC.

Parallelamente alla verifica contabile e burocratica, ANAFePC solleva una netta denuncia sulla gestione dell'emergenza a Maddalusa, frazione costiera di Agrigento, dove circa duemila residenti si trovano senza acqua corrente da oltre 130 giorni consecutivi.

Il silenzio delle istituzioni di fronte al dramma di Maddalusa è intollerabile. Non si può assistere passivamente a una crisi idrica che è ormai un'emergenza umanitaria e di sanità pubblica. Abbiamo già depositato tre proposte concrete durante il Consiglio Comunale aperto dello scorso 27 agosto: serve un piano straordinario di approvvigionamento tramite autobotti per tutte le famiglie, non solo per i soggetti fragili. Invitiamo i cittadini a segnalare i disservizi tramite il nostro modulo anonimo per trasformare la sete del territorio in un atto di accusa formale”, aggiunge Maurizio Cirignotta, Vice Presidente ANAFePC.

ANAFePC reitera la richiesta di attivazione immediata di moduli di stoccaggio centralizzati e cisterne condominiali per garantire il fabbisogno primario della popolazione e invita la cittadinanza a compilare il modulo per il Censimento Nazionale al link: https://forms.gle/aVu5xKZpvNwoD9Ac9.

venerdì 18 settembre 2026

Amianto, Tribunale di Lecce: definitiva la condanna della Difesa per la morte di un ex dipendente per oltre 40anni dell’Arsenale di Taranto

 AMIANTO, TRIBUNALE LECCE - DEFINITIVA LA CONDANNA DELLA DIFESA PER MORTE EX DIPENDENTE PER OLTRE 40 ANNI ALL'ARSENALE DI TARANTO

Ai figli 692 mila euro di risarcimento. Il padre era stato colpito da mesotelioma pleurico diffuso e inoperabile

 

17 settembre 2026 - È definitiva la condanna con cui il Tribunale di Lecce impone al Ministero della Difesa il risarcimento complessivo di 692.247 euro in favore dei tre figli di un uomo di Monteiasi (TA), per oltre quarant’anni dipendente civile della Marina Militare presso l’Arsenale di Taranto, morto il 15 maggio 2019 per un mesotelioma pleurico causato dall’esposizione all’amianto.

Uploaded ImageLa decisione, passata in giudicato, ha riconosciuto a ciascuno il danno non patrimoniale per la perdita del padre. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite e della consulenza tecnica d’ufficio.

L’uomo aveva trascorso quasi tutta la propria vita lavorativa all’Arsenale della Marina Militare di Taranto. Entrato giovanissimo alla Scuola Allievi Operai nel 1959, aveva poi lavorato alle dipendenze civili della Marina fino al pensionamento, nel marzo del 2006, prima come tipografo e successivamente come impiegato amministrativo. Un percorso durato oltre 44 anni, interrotto soltanto dai 18 mesi del servizio militare di leva come meccanico attrezzista presso l’Arsenale di La Spezia. Nel corso della sua lunga attività alle dipendenze della Difesa era stato esposto all’amianto.

Nel 2018 si manifesta il mesotelioma pleurico diffuso e inoperabile. Le condizioni dell’uomo peggiorano progressivamente fino alla morte, avvenuta nella sua Monteiasi il 15 maggio 2019, all’età di 74 anni.

La consulenza tecnica d’ufficio individua nel mesotelioma la causa preponderante del decesso e ne riconosce il rapporto causale con l’esposizione all’amianto. Nel quantificare il danno subito dai tre figli, il Tribunale tiene conto dell’età della vittima e dei familiari, attribuendo specifico rilievo anche all’intensità della relazione familiare.

Uploaded ImageMa proprio sull’esposizione alla fibra killer il Tribunale si sofferma con un passaggio particolarmente significativo. Nella sentenza si legge che emerge con chiarezza il contatto del lavoratore con le sostanze nocive, «nonostante fosse fatto notorio la pericolosità dell’esposizione a sostanze altamente tossiche quali l’amianto».

«C’è un dato che le sentenze stanno facendo emergere con sempre maggiore chiarezza – dichiara Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto –: la pericolosità dell’amianto era già conosciuta e questi lavoratori avevano diritto a essere protetti. Non possiamo continuare a considerare quanto accaduto come il risultato di un rischio imprevedibile. Parliamo di uomini che hanno trascorso una parte importante della propria vita al servizio dello Stato e che, a distanza di anni, ne hanno pagato le conseguenze con la malattia e, troppo spesso, con la vita. È una verità con la quale le istituzioni devono confrontarsi.»

Per informazioni e assistenza ONA: Numero verde 800 034 294 – www.osservatorioamianto.it 

giovedì 17 settembre 2026

Ragusa: IX convegno internazionale di studi, “Rotte di Mare dal mondo antico al premoderno”

Sarà Ragusa ad ospitare un importante convegno internazionale di studi storici. Il convegno si svolgerà il 03 e 04 ottobre 206 e viene organizzato dal Laboratorio degli Annali di Storia di Ragusa con la collaborazione dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, dell’Università di Siena, dell’Unitelma-Sapienza, dell’Università degli studi di Roma, dell’Università degli studi Internazionali di Roma, dell’Università degli studi di Macerata.

Il tema del convegno tratterà delle rotte di mare dal mondo antico al premoderno, con tematiche sui viaggi di mare che hanno caratterizzato viaggi navi e tecnologie e che hanno connesso culture dal lontano nord fino al mediterraneo ed il pacifico.

L’evento rappresenta il nono appuntamento che il laboratorio degli annali di Ragusa organizza nel suo processo di valorizzazione storico e culturale. Con uno sguardo sui commerci ma anche sulle guerre per mare che hanno modificato le geopolitiche di molti continenti. Il convegno sarà anche l’occasione per attuare un forum scientifico di ampia prospettiva storica in cui si confronteranno vari luminari italiani e internazionali collegati alle varie università.

La direzione scientifica del convegno è affidata al Prof. Carlo Ruta, storico di fama internazionale e Direttore del Laboratorio degli Annali di storia di Ragusa e organizzatore del convegno.

Le relazioni inizieranno il 03 ottobre 2026 con il Prof. Carlo Ruta che attuerà l’apertura del convegno dando le ampie linee programmatiche di discussione, seguiranno quelle di Sandra Origone già docente di Storia Medioevale all’Università di Genova, Carmela Panella giurista e docente ordinario di Giurisdizione di Diritto Internazionale all’Università degli Studi di Messina, Giulia Recchia Paleontologa e docente di Paleontologia all’università degli studi di Roma, Sergio Severino Sociologo docente ordinario di Sociologia Generale università di Enna , Concetta Sipione filologa, ricercatrice di Filologia Germanica università degli studi di Catania, Claire Somaglino storica dell’Antico Egitto docente di egittologia all’Università Sorbonne di Parigi ,Giuseppa Tamburello docente di Lingua e Letteratura Cinese università degli studi di Palermo, Maristella Trombetta docente a contratto università degli studi di Bari, Università degli studi di Matera, Giuseppe Varnier epistemologo e docente di Epistemologia Generale e Filosofia della Scienza all’università di Siena.

La giornata del 04 ottobre sarà dedicata ad una tavola rotonda che porterà riflessioni e contributi aggiuntivi al dibattito post convegno.

mercoledì 16 settembre 2026

Guerra in Iran e il doppio canale Hormuz e stretto di Bab el Mandab

La guerra in Iran assume nuovi orizzonti che vedono un doppio canale di guerra quello su Hormuz e quello sulla via del mar rosso legato agli Houti ed al vicino Yemen. Un Territorio confinante con l’Arabia Saudita che logisticamente mira ad espandersi a tutto lo Yemen e che attualmente è spaccato in due dal controllo degli Houti e dall’esercito dello Yemen finanziato proprio dai Sauditi.

La nuova geopolitica di guerra ma anche commerciale legata al petrolio assume aspetti comuni con la mira di un controllo totale delle vie di mare legate al mar rosso e allo stretto di Hormuz. Un fattore determinante per il mantenimento del costo del petrolio che dopo l’accordo che sarà firmato tra l'Iran e l’Oman troverà un approccio congiunto allo Stretto di Hormuz al di fuori delle mire americane. Presto il prezzo del petrolio raggiungerà i 102 dollari a causa delle azioni di Trump che dice di controllare tutto ma che in realtà non ha il completo controllo di Hormuz e con i suoi attacchi aumenta la situazione di caos attualmente presenti nell’area.

Nel merito i fatti del 30 agosto 2026 che hanno visto nuovi attacchi Americani all’isola di Larak come indicato dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) che ha dichiarato di avere effettuato un attacco mirato contro forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) che secondo fonti stavano preparando il lancio di razzi con mine navali nello Stretto di Hormuz. Secondo gli americani la risposta militare come indicato anche dal capitano Tim Hawkins è stata effettuata in risposta a una minaccia imminente al traffico marittimo civile e commerciale nello stretto. (Fonte Bloomberg).

L’attacco ha determinato la morte di due persone e altre due feriti. In risposta, l'Iran ha lanciato attacchi missilistici contro le basi aeree americane di King Hussein e Al-Azraq in Giordania. La difesa aerea del regno sembra avere intercettato 8 missili iraniani. L'IRGC ha anche dichiarato di aver abbattuto un drone di ricognizione e attacco americano MQ-9 Reaper sopra lo stretto di Hormuz e di aver colpito le basi di stazionamento di aerei da combattimento americani in Giordania. In precedenza, negli Stati Uniti avevano dichiarato che attraverso lo stretto di Hormuz stava iniziando a passare più petrolio, ora le petroliere sono di nuovo ferme e questo è il risultato dell’attacco americano.

Altri attacchi sono stati effettuati anche nella raffineria di di Al-Dawra, a sud di Baghdad, capitale dell'Iraq da parte dell’Iran. Nel frattempo "Una petroliera, che poche ore prima aveva intenzione di attraversare illegalmente una rotta a sud dello Stretto di Hormuz, è stata colpita da due mine marine, causando ingenti incendi e il completo blocco della nave". In tal senso l'Iran smentisce le affermazioni di Trump sul completo sminamento dello Stretto di Hormuz e conferma l'impercorribilità della rotta, ancora sotto il controllo iraniano. La Marina della Guardia Rivoluzionaria Islamica ribadisce che il rispetto delle normative vigenti nello Stretto di Hormuz è obbligatorio; non lasciatevi ingannare dagli Stati Uniti. Anche L'UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha comunicato che, prima dell'alba, una petroliera è stata colpita da tre proiettili di origine sconosciuta a 17 miglia nautiche a est di Khasab, in Oman, mentre stava uscendo dallo Stretto di Hormuz.

Anche una nave appartenente al governo di Golan pochi giorni fa da parte della Guardia Rivoluzionaria Islamica, e stata colpita con precisione, causando la morte di una persona e il completo blocco della nave. Hormuz visti i fatti descritti in pratica continua a non essere sicuro agli attraversamenti e rappresenta l’esempio di un “terrorismo economico globale" dettato dagli stati uniti contro Teheran ma anche contro altri stati, misure che costituiscono solo complicità in violazione del diritto internazionale e dell'uguaglianza sovrana degli Stati.

Guardando il gas europeo ed il suo mercato la crisi nello Stretto di Hormuz e non è misurata solo in base al prezzo del petrolio. Il conglomerato qatariano Qatar Energy ha comunicato all'azienda italiana Edison che non potrà effettuare ulteriori cinque consegne di gas naturale liquefatto (GNL). Questo estende il caso di forza maggiore previsto nel contratto fino all'inizio di novembre. In totale, a partire da aprile, 29 consegne di GNL, per un volume totale di circa 3,8 miliardi di metri cubi di gas, sono state interessate da casi di forza maggiore:

L'entità del problema è chiara: Qatar Energy deve consegnare a Edison circa 6,4 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Le consegne mancanti corrispondono già a circa il 60 percento del volume annuale previsto dal contratto. La causa è la guerra tra gli Stati Uniti e l'Iran e i problemi ad essa associati per le spedizioni che attraversano lo Stretto di Hormuz. Il Qatar può produrre GNL, ma una parte significativa delle sue esportazioni deve fisicamente passare attraverso lo stretto.

Finora, l'Italia è riuscita a far fronte alla situazione. Edison afferma che l'azienda ha già sostituito 21 consegne annullate con consegne alternative, per un volume di circa 2 miliardi di metri cubi di gas, e promette di adempiere ai propri obblighi nei confronti dei clienti. Tuttavia, l'architettura energetica europea sta nuovamente dimostrando la sua vulnerabilità. Dopo la decisione di rinunciare alla maggior parte del gas proveniente dai gasdotti russi, l'Europa si è affidata in particolare al GNL. Ora si scopre che uno dei principali fornitori alternativi si trova dall'altra parte dello Stretto di Hormuz.

Ma uno degli effetti collaterali dell’attacco americano è proprio l’Iran che avverte che le esportazioni di petrolio nella regione si fermeranno se le spedizioni energetiche di Teheran saranno bloccate. A dirlo
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, ha avvertito che nessun paese della regione potrà esportare petrolio se le spedizioni energetiche di Teheran continueranno a essere bloccate a causa di pressioni esterne, rispondendo alle recenti minacce del comandante del CENTCOM americano, Brad Cooper.

Ripetendo una sua precedente dichiarazione sui social media, Ghalibaf ha sottolineato che l'equazione strategica che guida il conflitto è inequivocabile, affermando: "L'equazione di questa guerra è molto chiara: o tutti sono al sicuro, o nessuno." Secondo l'agenzia IRNA, Ghalibaf ha affermato che qualsiasi minaccia alla sicurezza nazionale dell'Iran renderà insicure le infrastrutture regionali vitali, aggiungendo che la stabilità a lungo termine nello Stretto di Hormuz dipende strettamente dal completo ritiro delle forze statunitensi. Infine, ha ribadito che questo importante corridoio marittimo non tornerà mai alla sua condizione precedente alla guerra nelle attuali circostanze.

Le minacce americane si contrastano con il fatto che L'Iran ha ripristinato tutte le sue attività di produzione di missili dopo gli attacchi statunitensi, afferma il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (CGRI). Il CGRI ha dichiarato che tutte le strutture che erano state precedentemente colpite dagli attacchi americani sono state ricostruite e trasferite in luoghi sicuri. Il CGRI ha sottolineato che l'Iran intende continuare la produzione di missili anche in caso di un conflitto prolungato. "Continueremo a produrre missili, anche se questa guerra dovesse durare anni", ha dichiarato l'ente

Dall’altra parte la nuova geopolitica del Mar Rosso e i venti di guerra hanno determinato un rovesciamento della situazione sul campo dando parola alla vittoria netta degli Houti sul governo Yemenita nel controllo in uscita dallo stretto di Bab el Mandab. Il governo yemenita, sostenuto dall'Arabia Saudita, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dall'isola di Perim e dallo stretto di Bab el Mandab. Lo stretto di Bab el Mandab è ora ufficialmente completamente sotto l'autorità di Ansar Allah dello Yemen.

A seguito della loro avanzata sulla costa occidentale yemenita, le forze Houthi hanno mostrato in video ingenti quantità di equipaggiamento militare catturato alle forze del generale Tariq Saleh (sostenute dall'Arabia Saudita), tra cui veicoli corazzati statunitensi Oshkosh M-ATV e mezzi blindati NIMR di produzione emiratina, oltre ad artiglieria e munizioni abbandonate durante la ritirata da Mokha e dalle aree circostanti. Gli Ansa Allah hanno conquistato Jabal Jirdad, a sud-ovest di Ta'izz, e di conseguenza sono entrati nell'area di Bani Omar, di fondamentale importanza. Le forze yemenite assicurano il controllo della costa occidentale dopo aver preso il controllo, poco fa, di alcune colline che collegano le alture di Taizz alla zona costiera. Gli Houthi hanno completato la conquista dell'intera costa yemenita sul Mar Rosso, arrivando a controllare lo stretto di Bab al-Mandeb, snodo cruciale per le esportazioni petrolifere saudite.

L'avanzata segue giorni di scontri intensi con le forze del governo riconosciuto internazionalmente e arriva mentre attacchi iracheni hanno già costretto l'Arabia Saudita a fermare un oleodotto chiave. Riyadh utilizzava sempre più la rotta del Mar Rosso come alternativa dopo il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, attraverso cui passava circa un quinto del petrolio mondiale. Secondo il Washington Post, un funzionario yemenita ha definito l'evento "il primo giorno in cui l'Iran ha davvero iniziato a vincere la guerra". Un membro dell'ufficio politico Houthi ha invece assicurato che la libertà di navigazione nel Mar Rosso e a Bab al-Mandeb resta garantita per il traffico internazionale.
Fonte: Washington Post, Al Jazeera, NBC News

Ma la preoccupazione che il processo di conquista sembra allargarsi verso l’interno ed il particolar modo a Taiz e Marib grande città petrolifera del centro-est in Yemen. Durante questi scontri sono stati uccisi due ufficiali di alto rango delle forze pro-saudite di Tariq Saleh: Farouq Al-Khawlani (o Al-Kholani), generale e comandante del fronte di Hodeidah / 1ª Divisione. È caduto sul corridoio Hays–Al-Khawkhah mentre dirigeva i combattimenti. Mohammed Maqsa (Mohammed Saleh Moqsa), generale di brigata e comandante della 13ª Brigata della Guardia Repubblicana. È stato ucciso nel collasso delle posizioni vicino a Mocha(Al-mokha)..

La via di mare del mar rosso si assomma a quella di Hormuz in un processo di controllo delle vie petrolifere ma anche commerciali, condizione che sicuramente continuerà ad alimentare le già critiche situazioni legate al prodotto petrolio raffinato ed al prezzo della benzina specie in Europa. La prima a farne le spese come comunicato dal Ministero dell'Interno del Bahrein è una imbarcazione da pesca Bahreiniana che è stata attaccata nel Golfo Persico, dopodiché la nave e il suo carico sono stati sequestrati.

In tal senso il conflitto scatenato dall’America non ha raggiunto l’obbiettivo di trasformare ogni tipo di differenza razziale, culturale, sociale, economica, politica e geografica in pretesti per creare divisioni tra i popoli musulmani in Iran e in ogni altro paese islamico, in modo da poter rimanere a guardare mentre la comunità musulmana si frammenta, e la sua forza diminuisce gradualmente, e poi, al momento opportuno, imporre la loro dominazione su di essa. Un concetto di “Democrazia Deviata” che mira non al benessere dei popoli ma ad una percezione basata su guerra, riarmo, poteri finanziari e scelte strategiche che possono sfuggire alle loro stesse capacità decisionali con ritorsioni inaspettate e danni collaterali inaccettabili.

lunedì 14 settembre 2026

Il contributo di Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro, al confronto internazionale su Intelligenza Artificiale e sviluppo umano, promosso dalle Nazioni Unite e ospitato alla Pontificia Università Gregoriana.


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AI E SVILUPPO UMANO, CAFFO PORTA ALL’ONU LA PROSPETTIVA DEI MINORI

Intelligenza Artificiale e sviluppo umano: Telefono Azzurro al confronto ONU: il superiore interesse del minore guidi l’innovazione

"L'ecosistema digitale coniughi innovazione e piena tutela dei diritti dei più giovani". Il Presidente di Telefono Azzurro, Prof. Ernesto Caffo, porta all'attenzione della comunità internazionale il rapporto tra Intelligenza Artificiale e infanzia e adolescenza

 

Roma, 12 settembre 2026 – Mettere il superiore interesse del minore al centro dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, affinché innovazione tecnologica, tutela dei diritti e dignità umana procedano insieme. È la posizione portata da Telefono Azzurro al confronto internazionale promosso dalle Nazioni Unite il 4 e 5 settembre a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, al quale ha preso parte il Presidente della Fondazione, Prof. Ernesto Caffo.

L’appuntamento romano è stato il quarto incontro di una serie globale dedicata all’Intelligenza Artificiale e allo sviluppo umano, dopo quelli di Cairo, Città del Messico e Xi’an. Convocato sotto la guida della Vice Segretaria Generale delle Nazioni Unite Amina J. Mohammed e ospitato dall’UN Office for Partnerships, il confronto ha riunito leader di pensiero, decisori pubblici, esperti di tecnologia, accademici, rappresentanti religiosi e professionisti dello sviluppo attorno a tre grandi dimensioni: AI and Human Civilization, AI and Human Development e AI and Human Dignity.

Nel corso dei lavori sono stati approfonditi gli effetti dell’AI sull’educazione, sull’apprendimento, sulle relazioni umane, sulla fiducia e sulla coesione sociale, insieme alla necessità che governance, istituzioni e principi etici siano in grado di accompagnare la rapidità del cambiamento tecnologico. Un dibattito che le Nazioni Unite hanno ricondotto alla necessità di un approccio fondato sui diritti umani, sull’inclusione e sul rispetto della dignità della persona.

In questo quadro, Caffo ha richiamato la necessità di guardare all’Intelligenza Artificiale anche dalla prospettiva specifica dell’infanzia e dell’adolescenza. Per Telefono Azzurro, la protezione dei più giovani non può essere affidata esclusivamente alla capacità dei bambini, degli adolescenti o delle loro famiglie di difendersi dai rischi, ma deve essere incorporata nella progettazione e nella governance delle tecnologie secondo un approccio di Child Rights & Safety by Design.

“Non possiamo permetterci che lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale proceda più rapidamente della capacità di tutelare bambini e adolescenti: la sicurezza e la protezione dei minori devono essere pensate fin dalla progettazione dei sistemi, non aggiunte a posteriori. Ascoltare i più giovani e farli partecipare alle scelte che li riguardano deve porsi come una condizione necessaria per costruire un ecosistema digitale realmente rispettoso dei loro diritti, in grado di sostenere il loro benessere”.Ha dichiarato il Prof. Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro.

Il confronto di Roma si inserisce nel più ampio percorso internazionale promosso dalle Nazioni Unite sull’AI e sullo sviluppo umano, destinato a proseguire nell’ambito dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La serie contribuisce ai processi globali di riflessione sulla governance dell’Intelligenza Artificiale, dal Pact for the Future all’Independent International Scientific Panel on Artificial Intelligence, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione internazionale e orientare lo sviluppo tecnologico al servizio delle persone.

Per Telefono Azzurro, il contributo a questo percorso rappresenta un ulteriore passaggio dell’impegno che Telefono Azzurro sta conducendo a livello nazionale e internazionale sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e tutela dei minori, costruito su un corpus aggiornato di fonti istituzionali, normative e scientifiche. Un impegno che si traduce in proposte concrete rivolte alla Strategia italiana per l'Intelligenza Artificiale, tra cui standard specifici per chatbot e companion AI, un protocollo nazionale di human escalation verso il supporto umano nelle situazioni di rischio, il contrasto al materiale di abuso sessuale sui minori generato o alterato con l'IA, e un principio guida per la scuola: l'Intelligenza Artificiale come potenziatore dell'apprendimento, non come sua protesi.

 

 

Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS

Telefono Azzurro è impegnato dal 1987 nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Attraverso ascolto, intervento in emergenza, prevenzione, formazione, ricerca, segnalazione qualificata e advocacy istituzionale, la Fondazione opera per garantire a ogni bambino e adolescente il diritto a essere ascoltato, protetto e accompagnato.

ROMA, GUIDA ERRANTE NELLA BELLEZZA NASCOSTA: il trek tour nella Capitale intorno al nuovo libro di Carlo Coronati (Edizioni il Lupo)

ROMA, GUIDA ERRANTE NELLA BELLEZZA NASCOSTA:

Carlo Coronati porta il suo nuovo libro in giro per la Capitale

 

Dal 18 settembre al 27 ottobre un calendario di presentazioni, urban trek e passeggiate per scoprire sul campo la Roma “fuori rotta” raccontata nel nuovo volume di Edizioni il Lupo

 

Non soltanto presentazioni in librerie e spazi culturali, ma camminate, esplorazioni urbane e incontri nei quartieri: Roma, guida errante nella bellezza nascosta, il nuovo libro di Carlo Coronati pubblicato da Edizioni il Lupo, comincia il suo viaggio attraverso la Capitale con un fitto calendario di appuntamenti dal 18 settembre al 27 ottobre 2026.

 

Un modo per raccontare il volume seguendone fino in fondo lo spirito: uscire dai percorsi consueti e mettersi fisicamente in cammino, attraversando quella Roma meno evidente che si nasconde dietro le grandi direttrici monumentali e turistiche.

 

Il libro propone infatti 13 trekking urbani a piedi o in bicicletta, tutti all’interno del Grande Raccordo Anulare, attraverso periferie, borghetti, parchi e giardini, scalinate, ciclabili e murales. Una Roma plurale da attraversare con lo spirito del flâneur, concedendosi anche il lusso della deviazione e dell'incontro, perché proprio allontanandosi dalla strada prevista può arrivare la scoperta più sorprendente.

 

Il viaggio partirà venerdì 18 settembre alle 19.15 da Alta Quota, in via Girolamo Benzoni 37, nei pressi della Metro B Garbatella, con la prima presentazione ufficiale del volume. I posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione scrivendo a info@edizioniillupo.it o chiamando il 329 974 8092.

 

Già il giorno successivo il racconto si trasformerà in esperienza. Sabato 19 settembre alle 15.15, in collaborazione con Il Talento di Roma, partirà da Piazza San Giovanni di Dio, all'angolo con via Ozanam, un mini-trek monteverdino. La passeggiata terminerà alle 17.15 a Piazza Santa Cecilia, dove si terrà la presentazione del libro.

 

Domenica 20 settembre alle 9.30 sarà invece la volta di un vero e proprio Urban Trek, realizzato in collaborazione con Massimo Pacifici: partendo dalla Piramide, i partecipanti percorreranno un tratto del periplo delle Mura di Roma, protagonista del tredicesimo capitolo del volume. L'itinerario, di circa 10 chilometri, terminerà alle 15 a Castel Sant'Angelo. Il libro dedica infatti il suo ultimo percorso proprio al periplo integrale delle Mura, dopo aver attraversato nei precedenti itinerari i diversi quadranti della città, da Monte Mario all'Insugherata, da Fidene a Nuovo Salario, da Rebibbia a Ponte Mammolo fino a Garbatella, Corviale e al Trullo.

 

Il calendario proseguirà giovedì 24 settembre alle 18.30 con una nuova presentazione presso Photography Courses – Inforidea, in viale Giulio Agricola 33, nei pressi della fermata Metro A Giulio Agricola.

 

Ancora cammino e racconto sabato 26 settembre, con partenza alle 15.15 dalla stazione Nuovo Salario per un nuovo mini-trek. Alle 18.00, al Mercato Serpentara 2, presso il punto ristoro Signora Gioelia, seguiranno la presentazione del volume e un aperitivo, al costo di 10 euro. L'appuntamento vede la partecipazione e l'organizzazione di F. Senatore.

 

A ottobre Roma, guida errante nella bellezza nascosta entrerà poi nel programma di “Leggere Niente Male, Festa del Libro Verde”, manifestazione a cura di dei Merangoli Editrice, ospitata nella Sala Espositiva del Centro E. Nathan, in via di San Crisogono 39, a Trastevere, da venerdì 2 a domenica 4 ottobre. Nell'ambito della manifestazione, venerdì 2 ottobre alle 18.30, Carlo Coronati presenterà il suo nuovo volume. La Festa sarà aperta venerdì dalle 16 alle 20 e sabato e domenica dalle 10.30 alle 20.

 

A chiudere questo primo ciclo di appuntamenti sarà la presentazione di martedì 27 ottobre alle 17.00 al Punto Touring Roma, in Piazza Santi Apostoli 62/65.

 

Un calendario che rispecchia così la natura stessa di un libro nato per essere letto, ma soprattutto percorso. Il verde è uno dei fili conduttori degli itinerari, con parchi, ville e giardini utilizzati come corridoi attraverso cui ricomporre il mosaico urbano; circa ottanta pagine sono inoltre dedicate alla street art, raccontata come una nuova chiave di lettura delle periferie e delle trasformazioni della Capitale, attraverso le fotografie di Filippo Pompili.

ROMA, GUIDA ERRANTE NELLA BELLEZZA NASCOSTA
di Carlo Coronati
Edizioni il Lupo
Prezzo: 20 euro
ISBN 9791281596115
Disponibile in libreria da metà settembre

Link per acquisto:

www.edizioniillupo.it/product/roma-guida-errante-nella-bellezza-nascosta/

L’AUTORE

 

 

Carlo Coronati, romano di origine e vita, ma oggi anche mezzo valdostano, ha vagabondato per l’Appennino centrale e le Alpi Occidentali seguito da fidati amici e altri appassionati, accompagnan­do gruppi sia a piedi che con gli sci da escursioni­smo e telemark. Sta per raggiungere le 20 guide scritte, faticosamente, perché frutto di scrupolosi sopralluoghi, lasciandosi trascinare da inguari­bile curiosità. Essere stato maestro elementare, sempre a fianco dei bambini, lo aiuta a muoversi con entusiasmo. Da dieci anni affronta i cammini romani e le esplorazioni di questa città, che non finisce mai di stupire, con l’insaziabile voglia di raccontare questo tessuto di umanità, sorprese, e spe­rimentazione dove la bellezza, l’armonia e il silenzio dei tanti parchi e bor­ghetti affascinano e attirano il camminatore lento ma incline alla scoperta. Appassionato di “street art” cerca di essere sempre aggiornato sulle novità, almeno quelle romane. Fatica inutile.

IL FOTOGRAFO

 

Filippo Pompili, già fotografo ufficiale al Senato, ha continuato a coltivare questa sua passione nei viaggi in luoghi remoti senza “legarsi” ad un unico genere. La fotografia lo accompagna nei 5 conti­nenti ma l’Asia e l’Africa, con i volti delle persone e delle realtà a volte dure, lo hanno portato a fis­sare col suo obiettivo storie di sofferenza e mar­ginalità. Scatti che comunque lo hanno segnato profondamente. Amante di paesaggi e natura, parchi e deserti, collabora con editori che punta­no a valorizzare la bellezza dei luoghi insoliti.

EDIZIONI IL LUPO

Infoline: +39 06 992 215 26 - +39 329 974 8092 - info@edizioniillupo.it

Sito ufficiale: edizioniillupo.it

venerdì 11 settembre 2026

Amianto nella Marina, muore di mesotelioma: il Tribunale di Roma riconosce la doppia ferita, affettiva ed economica, della famiglia

Uploaded ImageAmianto nella Marina, muore di mesotelioma: il Tribunale di Roma riconosce la doppia ferita, affettiva ed economica, della famiglia

Oltre 860mila euro di risarcimento. Il Ministero della Difesa impugna la sentenza

 

11 settembre 2026 – Muore per un mesotelioma pleurico maligno dopo aver lavorato per quasi diciannove anni nella Marina Militare in ambienti nei quali era presente amianto. Oggi la sua storia è al centro di una sentenza del Tribunale di Roma, che in primo grado ha accertato la responsabilità del Ministero della Difesa e disposto in favore della moglie e dei due figli un risarcimento complessivo di oltre 860mila euro. La decisione è stata appena impugnata.

C.C., che viveva con la famiglia a Valmontone (Rm), aveva prestato servizio nella Marina Militare con il grado di sottufficiale e mansioni di elettricista. Nel corso della sua lunga carriera aveva operato a bordo di diverse unità navali e presso strutture della Marina, tra cui Mariscuole e Marispedal, occupandosi del controllo, della riparazione e della manutenzione degli impianti elettrici e della relativa componentistica.

È proprio in quegli ambienti di lavoro che, secondo quanto ricostruito nel giudizio, entrò ripetutamente in contatto con polveri e fibre di amianto. La sentenza ricostruisce un’esposizione protratta nel tempo e rileva che non è stata fornita la prova dell’adozione di misure adeguate a proteggere il militare dal rischio.

La malattia si manifestò molti anni dopo. Nei primi mesi del 2015 comparvero i primi sintomi e il 6 marzo dello stesso anno gli venne diagnosticato un mesotelioma pleurico maligno. Da quel momento iniziò un lungo percorso di cure durato oltre cinque anni, fino alla morte nell’ottobre del 2020.

Il legame tra la patologia e il servizio prestato nella Marina era stato già accertato quando C.C. era ancora in vita: nel 2018 gli era stato riconosciuto lo status di vittima del dovere.

Dopo la sua morte, la moglie e i figli hanno chiesto il risarcimento dei danni subiti per la perdita del loro congiunto. Il Tribunale di Roma ha accolto la domanda, riconoscendo, per la vedova, anche il danno economico derivante dal venir meno del contributo che il marito avrebbe continuato ad assicurare alla famiglia.

«Dietro questa sentenza non ci sono soltanto cifre, ma la storia di una famiglia che ha perso un marito e un padre dopo cinque anni segnati dalla malattia e dalle cure. La decisione del Tribunale mette in luce anche un aspetto troppo spesso dimenticato: quando una persona si ammala e poi muore, alla sofferenza si aggiungono conseguenze economiche concrete per chi resta, che in questo caso il giudice ha espressamente considerato», dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA offre servizio di consulenza tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it


giovedì 10 settembre 2026

Bambini non vaccinati. Assistenti sanitari: «Colmare i divari per proteggere tutti»

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Bambini non vaccinati. Assistenti sanitari: «Colmare i divari per proteggere tutti»

In Italia, il livello di protezione vaccinale varia da un territorio all’altro. Ci sono zone in cui la maggioranza dei bambini è stata vaccinata e altre dove la copertura resta bassa. Per colmare questo divario e rendere la prevenzione un diritto uguale per tutti, la Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della Fno Tsrm e Pstrp indica tre strade: “informare meglio le famiglie, ascoltare i dubbi e potenziare i servizi territoriali con personale specializzato”.

I dati 2025 del Ministero della salute -  sui nati nel 2023 - continuano a evidenziare un Paese a più velocità sulle vaccinazioni, con differenze significative tra i territori (possiamo inserire un paio di dati regionali?) Sono 13 le Regioni e Province autonome che non raggiungono la soglia del 95% per la vaccinazione esavalente, percentuale di copertura necessaria per garantire l’immunità di gregge.Le  situazioni più critiche si registrano in Sicilia (85,88%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (87,39%).“Significa che, a seconda del territorio in cui si vive, un bambino ha più o meno probabilità di essere protetto da malattie infettive pericolose” è il commento di Daniela Addis, presidente della Commissione di albo. 

Secondo gli Assistenti sanitari per rafforzare la copertura vaccinale le politiche di prevenzione devono perseguire tre direttrici specifiche.  

Per prima cosa va contrastata la disinformazione, promuovendo e rafforzando la Vaccine Literacy., mettendo le famiglie nelle condizioni di cercare, comprendere e valutare criticamente le informazioni sulle vaccinazioni e di riconoscere le fonti sanitarie affidabili. Per questo, è necessario sviluppare percorsi strutturati di alfabetizzazione sanitaria e digitale sul territorio, intercettando i bisogni informativi delle diverse fasce di popolazione, con una presenza costante e competente dei servizi sanitari, sia nelle attività quotidiane, che sul web.

La seconda priorità è valorizzare il colloquio pre-vaccinale, che non può essere considerato un passaggio burocratico. È un momento nel quale si costruisce fiducia, si ascoltano le preoccupazioni e si mettono le famiglie nelle condizioni di compiere una scelta informata. È anche un’occasione di educazione alla salute e di intercettazione dei bisogni. Per questo deve avere tempi, spazi e riconoscimento professionale adeguati.

La terza direttrice riguarda una condizione indispensabile per rendere attuabili le prime due: la disponibilità di personale competente e adeguato ai bisogni della popolazione. Gli ambulatori dei Dipartimenti di prevenzione, , devono poter contare su risorse professionali commisurate ai bisogni della popolazione e ai carichi di lavoro. Il potenziamento degli organici con Assistenti sanitari può contribuire ad aumentare la capacità dei servizi di informare, intercettare i bisogni, accompagnare le persone e garantire una maggiore capillarità delle attività di prevenzione e vaccinazione.

“La prevenzione non può essere un diritto diverso a seconda del territorio in cui si vive”. Ribadiscono dalla Commissione di albo. Le tre direttrici proposte sono investimenti concreti per l’equità e per la salute pubblica. “Informare, ascoltare e rafforzare i servizi devono diventare elementi strutturali delle politiche di prevenzione vaccinale. Una strategia necessaria per ridurre i divari territoriali, consolidare la fiducia nel SSN e tutelare la salute collettiva” conclude la Presidente Addis.

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