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giovedì 21 marzo 2013

Garrone al Tg2 affermazione elettorale di Grillo e le prospettive del M5s

Se internet è la nuova frontiera del consenso, il successo elettorale del Movimento 5 Stelle dimostra la centralità della reputazione sul web che significa credibilità, ma anche capacità di produrre senso politico. Il dato emerge da uno studio firmato da “Il Comunicatore Italiano” che, monitorando l’intero quadro della politica nazionale degli ultimi sei mesi, ha focalizzato l’attenzione su ben 700.000 discussioni che riguardavano il Movimento.
Movimento 5 stelle Percezione sul Web
Una sorta di radiografia della percezione degli utenti della rete - favorevoli e contrari - attraverso un’analisi qualitativa che ci consegna questo spaccato. C’è un 8,7% convinto che il Movimento sia nuovo, ma che dietro ci siano comunque delle lobby; un 12,3% dubbioso per l’eccesso di leaderismo; un 21,3% che ne sottolinea l’auto-referenzialità; e un altro 21,3% che parla di inesperienza politica. I toni critici, dunque, non mancano, ma c’è una percentuale altissima: il 36,4% che considera i 5 Stelle come elemento di rinnovamento del sistema.
“Questo dato – dichiara Pier Domenico Garrone, fondatore del think tank Il Comunicatore Italiano – interpreta e rappresenta come il Movimento 5 Stelle è stato riconosciuto dai cittadini portatore dell’istanza di innovazione. Fatto e parere che è stato confermato da un’ulteriore analisi che segna come il 26 febbraio si sono fermati, come un orologio di Hiroshima, Bersani, Berlusconi e Monti nel dialogo con i cittadini, mentre il Movimento 5 Stelle prosegue una costanza di dialogo che lo fa crescere anche in consensi”.
IlComunicatoreItaliano_240
Trend in salita, dunque, che si intreccia con il tormentone di questi giorni: 5 Stelle al governo si o no? E’ la risposta che emerge nel periodo 25 febbraio – 6 marzo ci dice che il 6,8% punta ad un esecutivo 5 Stelle, il 16,9% ad un appoggio esterno su punti condivisi, il 19,4% chiede nuove elezioni , il 21,8% di rapporti con i partiti non vuole sentir parlare, il 35,1% dice sì ad un governo con il centro-sinistra. Messo così il messaggio che arriva dalla rete è chiaro.
“Complessivamente – conclude Garrone – questa indicazione per un governo del Paese che non abbia a che fare con gli apparati tradizionali dei partiti”.
FONTE: Tg2

giovedì 14 marzo 2013

Garrone Comunicatore Italiano: A TG2 Insieme focus sull’agenda digitale


A Tg2 Insieme, condotto da Francesca Nocerino, si parla dell’agenda digitale, il vasto programma lanciato dal governo per recuperare il deficit tecnologico e culturale tra l’Italia e il resto dell’Europa. Tra gli ospiti: Carlo Mochi Sismondi, presidente del Forum della Pubblica amministrazione, Riccardo Luna, giornalista e Pier Domenico Garrone, professionista FeRPI e fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano.
Il Comunicatore Italiano a TG2 Insieme
A Tg2 Insieme focus sull’agenda digitale, il vasto programma lanciato dal governo per recuperare il deficit tecnologico e culturale tra l’Italia e il resto dell’Europa. Un piano che in pochi anni dovrebbe fare di alcuni sistemi di servizi (in primis sanità, educazione e previdenza), l’asse portante di una vera e propria innovazione tecnologica. In studio – ospiti di Francesca Nocerino – Carlo Mochi Sismondi, presidente del Forum della Pubblica amministrazione, Riccardo Luna, giornalista e Pier Domenico Garrone, esperto di comunicazione e fondatore de Il Comunicatore Italiano, primo think tank blog sui temi della comunicazione digitale ed internazionale.
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mercoledì 13 marzo 2013

Domenico Garrone: Equilibrio e correttezza nell’era digitale 2.0.

24 milioni d’italiani utilizzano strumenti di comunicazione digitale: pc, tablet, smartphone. Ma come dare equilibrio e correttezza alle informazioni che passano per il Web? Intervento di PierDomenico Garrone, fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano, a Unomattina.
Web regulation Garrone
Nell’era del digitale 2.0 cercare la “par condicio” in campagna elettorale attraverso il bilancino dei tempi televisivi è come traversare l’oceano in transatlantico dopo l’invenzione dell’aeroplano.
Eppure mentre la vigilanza RAI ha fissato, com’è suo compito, le regole per talk show, programmi televisivi e radiofonici in genere, nessuno ha assunto iniziativa su come dare equilibrio e correttezza alla campagna elettorale che passa per il Web. Questo nonostante il presidente Mario Monti abbia esplicitamente dichiarato che proprio la Rete è lo strumento principe per le prossime elezioni di febbraio 2013. E nonostante Grillo, Bersani, Casini e tutti gli attori grandi e piccoli usino twitter e i social network ogni giorno e si affannino a migliorare la loro personale web reputation.
La web reputation è un po’ come la tela di Penelope: lei la tesseva di giorno e la smontava di notte. Sul web qualcuno tesse e qualcun altro disfa. Le diverse opinioni sono legittime, ma spesso non si tratta di opinioni bensì di false notizie o di messaggi calunniosi, anonimi, artatamente costruiti per spargere discredito. La natura della rete è tale che un messaggio anonimo, falso e calunnioso può divenire istituzionale, solo perché ripreso da una fonte autorevole. Il cittadino è così esposto a un’informazione in Rete, somministrata anche attraverso i forum del servizio pubblico Rai, priva di responsabilità individuata, che necessaria in caso di aggressione all'onorabilità dei candidati e delle Istituzioni.
Il Comunicatore Italiano si è fatto parte diligente per segnalare la necessità di dare rilevanza alla comunicazione in Rete durante la campagna elettorale. A tale fine, dopo il convegno promosso alla Camera dei Deputati nel luglio 2012, nel dicembre ha segnalato il problema durante un’audizione all’8° Commissione permanente del Senato della Repubblica. Tra dicembre 2012 e gennaio 2013 ha incontro i vertici AGCOM, proponendo la creazione di una Camera arbitrale che, avvalendosi di una piattaforma tecnologica oggi disponibile, possa in costanza di campagna elettorale rilevare sulle 80.000 fonti certificate in Italia il traffico 1.0/2.0 di notizie/informazioni e corrispondere al cittadino/candidato la responsabilità dell'informazione cui è esposto.
In assenza di una specifica norma di legge nulla è stato finora fatto e la campagna elettorale è iniziata senza che ai 24 milioni d’italiani che utilizzano (pc, tablet, smartphone) la comunicazione digitale sia garantito un minimo di equilibrio inteso almeno come rilevazione delle manipolazioni delle notizie e dei fatti comunicati in Rete e percepibili come verità e realtà espressa di giudizio su di una Persona o Istituzione.
Sui media televisivi e radiofonici a regole equilibratrici si arrivò solo dopo che dal 1994 l’Osservatorio di Pavia aveva attivato un monitoraggio poi adottato istituzionalmente.
La storia si ripete. Anche per il Web si potrebbe iniziare partendo da un Osservatorio; dando conto ai cittadini di cosa passa (o non passa) il convento. Mancherebbero norme regolatrici. Ma potremmo frequentare il Web a occhi più aperti.
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FONTE: Il Comunicatore Italiano

mercoledì 23 gennaio 2013

Garrone Comunicatore Italiano, Elezioni 2013 intervento a il ComuniCattivo


Elezioni 2013, oltre a radio e televisione la partita si gioca in rete con la web reputation. Pier Domenico Garrone, fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano, interviene a il ComuniCattivo, il programma di RAI Radio 1 condotto da Igor Righetti.
ComuniCattivo_240
Elezioni 2013 e consenso elettorale: cosa succede e perché? Proprio in questi giorni sette società di sondaggi hanno iniziato a far capire alcune cose serie da tener presente per l’attualizzazione del quadro regolatore dell’autorità.
Il principio generale della Costituzione prevede che debba essere assicurato al cittadino la corretta informazione. Questa è assicurata attraverso una norma che tutti i giorni ci sentiamo ricordare che è la par condicio. Ma la par condicio riguarda solo la radio e la televisione. Nella recente riunione tra i Corecom, i Comitati regionali della Comunicazione e l’Agcom, alla domanda: ma le web tv sono un’estensione delle televisioni e quindi sono oggetto anche loro della par condicio? La risposta dell’Agcom è stata: “No. Noi non ci occupiamo della comunicazione elettorale in rete, non è prevista dalla odierna legge par condicio”.
E allora cosa succederà? Succederà un po’ di tutto. Prima di tutto, ciò che vedremo in televisione, lo vedremo molto di più amplificato in rete. In rete si potranno vedere commenti, i fuori onda, spazi amplificati. Si vedranno spazi pubblicitari. Purtroppo questo succede in Italia. Siamo in Europa, nel 1994 abbiamo storicizzato i sondaggi nella competizione elettorale.
Nel 2013 dovremmo essere alla pari con la web reputation, cioè la creazione e la generazione in rete della reputazione, che è una delle ragioni per cui un individuo sceglie chi votare e che cosa non votare. Su questo tema tutte le società di sondaggi si sono accorte che, avvicinandosi alla data del voto, anziché ridursi l’area del non voto, questa si sta consolidando ed è una dimostrazione della differenza tra la produzione della comunicazione dei partiti e quello che i cittadini si stanno organizzando di fare. Perché?
Perché rispetto già alle precedenti elezioni amministrative e politiche, il cittadino da passivo in salotto armato di telecomando, oggi è armato di smartphone e tablet con le quali produce multimedialità e informazione, verifica le notizie d’informazione che riceve dalla politica e, in rete, scambia opinioni.
Questo è un dato che renderà, solo in prossimità del voto, realistico comprendere il comportamento del cittadino e questo significa anche che le strutture dei partiti soffrono a comprendere queste evoluzioni perché sono ancora troppo attardate e strettamente forgiate da uffici stampa, ovvero: produciamo un testo sulle cose che vuole il nostro politico e lo lanciamo all’agenzia di stampa. Tempi e modalità di proposizione di contenuti sono e appaiono poveri rispetto alle abitudini di chi oggi frequenta la rete e in Italia sono oltre 24 milioni gli italiani connessi in rete. Questo mette in evidenza anche un altro aspetto che purtroppo dobbiamo tenere ben presente: questa deregulation in rete aprirà alle mafie la capacità di organizzare e orientare il voto con investimenti minimi. Si stima in circa 100.000 euro per collegio elettorale la capacità di orientare il voto. Da oggi il 25% dell’intero costo elettorale sceglierà chi votare o se andare a votare consultando la rete.
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Elezioni 2013 Garrone: la partita si gioca in rete con la web reputation


Elezioni 2013, oltre a radio e televisione la partita si gioca in rete con la web reputation. Pier Domenico Garrone, fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano, interviene a il ComuniCattivo, il programma di RAI Radio 1 condotto da Igor Righetti.
ComuniCattivo_240
Elezioni 2013 e consenso elettorale: cosa succede e perché? Proprio in questi giorni sette società di sondaggi hanno iniziato a far capire alcune cose serie da tener presente per l’attualizzazione del quadro regolatore dell’autorità.
Il principio generale della Costituzione prevede che debba essere assicurato al cittadino la corretta informazione. Questa è assicurata attraverso una norma che tutti i giorni ci sentiamo ricordare che è la par condicio. Ma la par condicio riguarda solo la radio e la televisione. Nella recente riunione tra i Corecom, i Comitati regionali della Comunicazione e l’Agcom, alla domanda: ma le web tv sono un’estensione delle televisioni e quindi sono oggetto anche loro della par condicio? La risposta dell’Agcom è stata: “No. Noi non ci occupiamo della comunicazione elettorale in rete, non è prevista dalla odierna legge par condicio”.
E allora cosa succederà? Succederà un po’ di tutto. Prima di tutto, ciò che vedremo in televisione, lo vedremo molto di più amplificato in rete. In rete si potranno vedere commenti, i fuori onda, spazi amplificati. Si vedranno spazi pubblicitari. Purtroppo questo succede in Italia. Siamo in Europa, nel 1994 abbiamo storicizzato i sondaggi nella competizione elettorale.
Nel 2013 dovremmo essere alla pari con la web reputation, cioè la creazione e la generazione in rete della reputazione, che è una delle ragioni per cui un individuo sceglie chi votare e che cosa non votare. Su questo tema tutte le società di sondaggi si sono accorte che, avvicinandosi alla data del voto, anziché ridursi l’area del non voto, questa si sta consolidando ed è una dimostrazione della differenza tra la produzione della comunicazione dei partiti e quello che i cittadini si stanno organizzando di fare. Perché?
Perché rispetto già alle precedenti elezioni amministrative e politiche, il cittadino da passivo in salotto armato di telecomando, oggi è armato di smartphone e tablet con le quali produce multimedialità e informazione, verifica le notizie d’informazione che riceve dalla politica e, in rete, scambia opinioni.
Questo è un dato che renderà, solo in prossimità del voto, realistico comprendere il comportamento del cittadino e questo significa anche che le strutture dei partiti soffrono a comprendere queste evoluzioni perché sono ancora troppo attardate e strettamente forgiate da uffici stampa, ovvero: produciamo un testo sulle cose che vuole il nostro politico e lo lanciamo all’agenzia di stampa. Tempi e modalità di proposizione di contenuti sono e appaiono poveri rispetto alle abitudini di chi oggi frequenta la rete e in Italia sono oltre 24 milioni gli italiani connessi in rete. Questo mette in evidenza anche un altro aspetto che purtroppo dobbiamo tenere ben presente: questa deregulation in rete aprirà alle mafie la capacità di organizzare e orientare il voto con investimenti minimi. Si stima in circa 100.000 euro per collegio elettorale la capacità di orientare il voto. Da oggi il 25% dell’intero costo elettorale sceglierà chi votare o se andare a votare consultando la rete.
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venerdì 28 dicembre 2012

Garrone Radio Baobab: Elezioni, il processo decisionale passa dalla rete

Il processo decisionale degli italiani rispetto alle prossimi elezioni politiche passa sempre di più dalla rete, vero strumento di democrazia accessibile a tutti. A Baobab di Rai Radio 1 intervengono sul tema della Comunicazione Elettorale Pier Domenico Garrone e Nicola Piepoli.
Pier Domenico Garrone Radio Baobab
Baobab, il programma di punta del pomeriggio delle rete radiofonica ammiraglia della RAI, Radio1, ha affrontato il tema della Comunicazione Elettorale con ospiti in studio Nicola Piepoli, presidente dell’Istituto Piepoli, Pier Domenico Garrone, fondatore de Il Comunicatore Italiano.
2 notizie sono emerse dal confronto radiofonico.
La prima è un allarme/appello al Capo dello Stato e al Governo per il concreto rischio di manipolazione della Democrazia per carenza di strumenti regolatori attivi e capaci di rispondere nei tempi contingentati di una campagna elettorale.
La seconda notizia è che già oggi il 25% degli italiani decidono in ragione dell’informazione e della partecipazione in internet.
La Web Reputation applicata alla Politica in Italia sostituisce i sondaggi, storicizzati al 1994 con l’ingresso di Silvio Berlusconi. I sondaggi rappresentano la fotografia di un’opinione, la web reputation il film in 3D.
Lo sviluppo della democrazia del consenso è direttamente proporzionale alla presenza dell’infrastruttura banda larga e per l’ONU l’Inghilterra è al 9^posto della classifica, l’Italia è in caduta libera al 29^ posto su 155.
Il World Economic Forum (Wef), Global Information Technology Report, rileva inoltre che va sempre peggio per l’Italia, nella classifica che analizza 138 Paesi mondiali. Quest’anno il “Belpaese” si piazza 51esimo, dalla posizione 38 del 2006. L’Italia dietro a paesi come India, Tunisia, Malesia. Abbiamo perso tre posizioni solo nell’ultimo anno. Il podio dell’innovazione spetta invece a Svezia, Singapore e Danimarca. Al quinto posto gli Stati Uniti.
I Cittadini d’Italia sono “armati” con oltre 2,5 milioni di tablet ed oltre 8,5 milioni di smartphone ed ogni giorno anche col computer visitano in oltre 21 milioni Facebook, producono informazione multimediale e documentale. I Cittadini hanno ridotto il rapporto con la carta stampata perché lenti, faziosi e specchio di una Politica in sofferenza di credibilità.
La Politica troppe volte è stata scoperta “a dire” solo le cose che era interessata a far sapere non accorgendosi invece che i Cittadini trovano in internet molte risposte e documenti.
Un consiglio al Candidato: si va in internet se si ha la capacità di dialogare con i Cittadini più che di esporre in vetrina le proprie intenzioni.
IlComunicatoreItaliano_240

venerdì 21 dicembre 2012

Pier Domenico Garrone a Radio Baobab sul tema della Comunicazione Elettorale

Grazie a tablet e smartphone l’informazione circola sempre di più sulla rete, strumento di comunicazioni democratica. Il 25% degli italiani già decidono in ragione dell’informazione e della partecipazione in internet.Pier Domenico Garrone interviene insieme a Nicola Piepoli sul tema della Comunicazione Elettorale a Baobab su Rai Radio1.
Pier Domenico Garrone Radio Baobab
Baobab, il programma di punta del pomeriggio delle rete radiofonica ammiraglia della RAI, Radio1, ha affrontato il tema della Comunicazione Elettorale con ospiti in studio Nicola Piepoli, presidente dell’Istituto Piepoli, Pier Domenico Garrone, fondatore de Il Comunicatore Italiano.
2 notizie sono emerse dal confronto radiofonico.
La prima è un allarme/appello al Capo dello Stato e al Governo per il concreto rischio di manipolazione della Democrazia per carenza di strumenti regolatori attivi e capaci di rispondere nei tempi contingentati di una campagna elettorale.
La seconda notizia è che già oggi il 25% degli italiani decidono in ragione dell’informazione e della partecipazione in internet.
La Web Reputation applicata alla Politica in Italia sostituisce i sondaggi, storicizzati al 1994 con l’ingresso di Silvio Berlusconi. I sondaggi rappresentano la fotografia di un’opinione, la web reputation il film in 3D.
Lo sviluppo della democrazia del consenso è direttamente proporzionale alla presenza dell’infrastruttura banda larga e per l’ONU l’Inghilterra è al 9^posto della classifica, l’Italia è in caduta libera al 29^ posto su 155.
Il World Economic Forum (Wef), Global Information Technology Report, rileva inoltre che va sempre peggio per l’Italia, nella classifica che analizza 138 Paesi mondiali. Quest’anno il “Belpaese” si piazza 51esimo, dalla posizione 38 del 2006. L’Italia dietro a paesi come India, Tunisia, Malesia. Abbiamo perso tre posizioni solo nell’ultimo anno. Il podio dell’innovazione spetta invece a Svezia, Singapore e Danimarca. Al quinto posto gli Stati Uniti.
I Cittadini d’Italia sono “armati” con oltre 2,5 milioni di tablet ed oltre 8,5 milioni di smartphone ed ogni giorno anche col computer visitano in oltre 21 milioni Facebook, producono informazione multimediale e documentale. I Cittadini hanno ridotto il rapporto con la carta stampata perché lenti, faziosi e specchio di una Politica in sofferenza di credibilità.
La Politica troppe volte è stata scoperta “a dire” solo le cose che era interessata a far sapere non accorgendosi invece che i Cittadini trovano in internet molte risposte e documenti.
Un consiglio al Candidato: si va in internet se si ha la capacità di dialogare con i Cittadini più che di esporre in vetrina le proprie intenzioni.
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mercoledì 19 dicembre 2012

Pier Domenico Garrone 20 anni di Sms e anniversario della comunicazione digitale

Gli Sms compiono 20 anni. Lo strumento che ha rivoluzionato il modo di comunicare, cede sempre più il passo a tweet e chat, anche grazie alla diffusione di tablet e smartphone. Pier Domenico Garrone, co-fondatore del think-tank blog Il Comunicatore Italiano, al TG1.
Pier Domenico garrone al TG1
Gli Sms compiono 20 anni, nonostante la tenera età, sono già considerati vecchi per l’avvento di nuovi strumenti di comunicazione. Nati nel 1992, genitori dei tweet e delle chat divennero uno degli strumenti di comunicazione più utilizzati nel mondo, una vera e propria rivoluzione, attestata da una crescita esponenziale del suo utilizzo.
Gli Sms sono stati una compagnia, uno strumento di informazione e di comunicazione attraverso cui si è potuto informare, comunicare, essere aggiornati in tempo reale, lanciare un allarme, addirittura fare una donazione.
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Sono i genitori della comunicazione digitale di oggi. 20 anni di Sms, un compleanno, ma anche un anniversario della comunicazione digitale.
Secondo le stime dell’AGCOM nel 2011 sono stati inviati più di 89 miliardi di Sms.
Uno strumento utilizzati da tutti, giovani, meno giovani, calcolando che l’81% della popolazione italiana ha un telefonino. Con gli smartphone il passaggio dagli sms alle chat, come What’s Up e Twitter è già iniziato.

venerdì 14 dicembre 2012

Garrone, La pubblcità online dovrà tenere conto anche della Web reputation

Pubblicità online e web reputation, per gli investitori pubblicitari è ora di cambiare. Un punto comune per tutti i media: la proprietà del contenuto che diventa, con la tecnologia, il più importante valore aziendale. Pier Domenico Garrone, su Corriere Comunicazioni.


Pier Domenico Garrone su Corriere Comunicazioni.
Ogni anno quando si leggono i bilanci delle società come, ad esempio, quello della Rai, Mediaset, Sky, La7, Repubblica, Class ci si chiede se la fonte del ricavo principale, la concessionaria di pubblicità, è locomotiva o vagone del business.
In Italia, internet aveva nel 2010 un impatto pari a euro 31,6 miliardi, in crescita del 10% annuo con una previsione di raddoppio entro il 2015. Un valore economico che significa una rivoluzione nella produzione e distribuzione dei programmi mediatici. Stop alle produzioni solo per la televisione o solo per la radio. Il format radiotelevisivo diventa App Tv, programma mediatico dove protagonisti e contenuto si rappresentano e incontrano un pubblico sempre più informato e coinvolto oltre la “messa in onda”, con aggiornamenti e servizi a valore aggiunto.
Nuove opportunità di consumo che coincidono meglio e nel tempo con l’interesse e lo stile di vita del cliente. Nella carta stampata la nuova forza è data dalla spesa territoriale di pubblicità che sino a poco tempo fa non avrebbe mai pensato di potersi ritrovare su media autorevoli. Il cliente cerca e “compra” credibilità e reputazione e rifiuta l’acquisto del solo spazio tabellare. Curare la credibilità e la reputazione diventano l’oggetto dell’attività professionale del comunicatore. La carta stampata archiviata la farsa della qualificazione sul mercato per tiratura/copie e preso atto della costante recessione, quasi a 2 cifre, che ogni anno viene registrata nei bilanci sul numero di copie vendute, ha iniziato a pensare alla propria webreputation non solo come risposta/proposta al mercato ma anche per dotarsi di un nuovo, concreto sistema di misura che riporti i valori economici dei contenuti di proprietà a cifre adeguate ai costi editoriali che nel frattempo si sono trasferiti dalle rotative ai social network.

Tutto questo rilancia la creatività italiana, l’industria dell’intrattenimento e dell’informazione dove , oggi, i giornalisti sono costretti ad inseguire la domanda di comunicazione e devono lasciare spazio a nuove figure professionali, digital native, che ne insidiano la leadership aziendale.
La crescita quantitativa ha dato il via anche a sperimentazioni di distribuzione multicanale come meglio preferito dalla platea del pubblico. L’ascolto dei principali canali generalisti, quelli di Rai e Mediaset, è precipitato dall’89% al 68% tra il 2001 e il 2011, a vantaggio di un’offerta verticale sorta con i canali digitali e la rete internet rispondente ad un pubblico in mobilità per il 75%, che torna ad apprezzare la radio con i suoi 32 milioni di ascoltatori.
Gli italiani, di contro, si ritrovano su internet come utenti unici in 27,2 milioni per 1 ora e 32 minuti al giorno, con 21 milioni di account unici Facebook e 17,9 milioni di utenti unici You Tube. In mobilità leggiamo i giornali, guardiamo la televisione, ascoltiamo la radio, rivediamo e cerchiamo in archivio programmi /documenti . “L’Allerta Media” segnala il bisogno di concessionarie di comunicazione in sostituzione delle tabellari concessionarie di pubblicità. Questo scenario incide rivoluzionando i modelli di business delle Tv, della carta stampata e della radio. Un punto comune per tutti i media: la proprietà del montenuto che diventa, con la tecnologia, il più importante valore aziendale. Una nuova regola sarà misurarsi con uno strumento ad alta computazione tecnologica, oggettivo, qualitativo.
Questa nuova “mediamoneta” sarà coniata dalla web reputation: gli investitori pubblicitari e finanziari incasseranno credibilità per accrescere valore con la reputazione di prodotti destinati ad un pubblico che forma le opinioni su social network, con competenze disponibili gratuitamente in internet in ambito internazionale.
FONTE: Corriere Comunicazioni

mercoledì 12 dicembre 2012

Pier Domenico Garrone, il Partito vincente è quello che si confronta sul web

Nell'Italia politica il Partito vincente è quello che accoglie consensi e che si confronta sul web.
Un'innovazione a favore della democrazia, senza le intermediazioni dei media analogici. 

La reputazione trova credibilità nel web ed in internet il luogo della verità. 

Il punto di Pier Domenico Garrone, co-fondatore del think-tank blog Il Comunicatore Italiano.


Pier Domenico Garrone - Reputazione Web Politica
Pier Domenico Garrone – Il Comunicatore Italiano

Beppe Grillo vince perché incardina il Partito della Reputazione e perché rappresenta la prima organizzazione di Partito ad accesso e gestione popolare con la Rete internet. 2 ragioni semplici, efficaci che fanno piazza pulita delle intermediazioni costose e non più sopportate dai Cittadini presenti nell’organizzazione dei Partiti tradizionali.

Non sono comparabili queste 2 esperienze ed è un “fazioso” errore chi li confronta.
I Partiti tradizionali in un confronto sul ” modello di rappresentanza dei Cittadini” sono percepiti come la moneta “lira/£” quando è in vigore la moneta “Euro/€”. Come tutte le innovazioni si consolidano gli effetti solo con i risultati concreti prodotti e 4 elezioni regionali prima del voto per l’elezione del nuovo Parlamento possono costituire una grande opportunità o una insuperabile difficoltà.

Il 24 ottobre 2010 al teatro Smeraldo di Milano Beppe Grillo aveva spiegato che la Reputazione credibile trova in internet il luogo della verità. La Web Reputation applicata alla Politica in Italia sostituisce i sondaggi, storicizzati al 1994 con l’ingresso di Silvio Berlusconi.

I sondaggi rappresentano la fotografia di un’opinione, la web reputation il film in 3D. Preso sottogamba dal tradizionale sistema dei Partiti e proseguendo senza distrazione, oggi, Beppe Grillo appare vincente per il metodo di concreto innovatore, tanto evidente quanto trasparente.
Beppe Grillo è tecnicamente corretto quando “dispone” il divieto per gli eletti del Partito Movimento 5 Stelle perché chi cerca ed aderisce al Partito Movimento 5 Stelle cerca un “unicum” differente nei comportamenti a tutti i livelli che si fonda sul rapporto diretto e non mediato con i Cittadini. Internet è il “socio di riferimento” perché ha evitato al Partito Movimento 5 Stelle di dover trovare compromessi con i media analogici e di proprietà di interessi economici già rappresentati in Parlamento e al Governo.

Se abbia ragione o no diventa una valutazione politico-sociale soggettiva tra chi aderisce e chi non aderisce al Partito Movimento 5 Stelle dove le regole sono quelle. Soprattutto Beppe Grillo è molto attento a non essere un “taxi”. Tutto ciò non significa condividerlo ma per chi aderisce al Partito Movimento 5 Stelle significa accettarlo.

Perché Il voto della Sicilia è la svolta e vale doppio? Perché è avvenuto dopo quello di Parma e il risultato, realizzato in una Regione a bassissima penetrazione di banda larga, ha reso il voto al Partito Movimento 5 Stelle un consolidato voto utile proiettabile nelle elezioni regionali di Lazio, Lombardia, Molise e quindi nella sfida finale al Parlamento.

Nella classifica dell’Unione Europea, per l’Italia, nessuna ragione è purtroppo “innovation leader”. Sette appartengono al gruppo degli “innovation followers” (Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Lazio), 12 a quello dei “moderate innovators” (Valle d’Aosta, Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna) e 2, Calabria e Molise, sono fanalino di coda in quanto fanno parte dei “modest innovator”.

Lo sviluppo della democrazia del consenso è direttamente proporzionale alla presenza dell’infrastruttura banda larga e per l’ONU l’Inghilterra è al 9° posto della classifica, l’Italia è in caduta libera al 29° posto su 155.

Il World Economic Forum (Wef), Global Information Technology Report, rileva inoltre che va sempre peggio per l’Italia, nella classifica che analizza 138 Paesi mondiali. Quest’anno il “Belpaese” si piazza 51esimo, dalla posizione 38 del 2006. L’Italia dietro a paesi come India, Tunisia, Malesia. Abbiamo perso tre posizioni solo nell’ultimo anno. Il podio dell’innovazione spetta invece a Svezia, Singapore e Danimarca. Al quinto posto gli Stati Uniti, I Cittadini d’Italia sono “armati” con oltre 2,5 milioni di tablet ed oltre 8,5 milioni di smartphone ed ogni giorno anche col computer visitano in oltre 21 milioni Facebook, producono informazione multimediale e documentale.

I Cittadini hanno ridotto il rapporto con la carta stampata perché lenti, faziosi e specchio di una Politica in sofferenza di credibilità.

La Politica troppe volte è stata scoperta “a dire” solo le cose che era interessata a far sapere non accorgendosi invece che i Cittadini trovano in internet molte risposte e documenti. I social network ed i forum di discussione, già oggi, sono in grado di formare l’opinione influenzando circa il 25% della popolazione orientando.

I Partiti tradizionali, impreparati culturalmente ed appesantiti da un’organizzazione che si fonda ancora sulla invenzione dell’altro secolo, “la segreteria particolare”, reagiscono con primarie e disponibilità a “cambiare nome/marchio”. Ma è questa la risposta attesa dai Cittadini?

IlComunicatoreItaliano_240
FONTE: Il Comunicatore Italiano

venerdì 7 dicembre 2012

Pier Domenico Garrone su Corriere Comunicazioni: Pubblicità, rivoluzione nel mercato ADV

Il mercato della pubblicità alle porte di una rivoluzione: l'Adv tabellare scalzata da nuovi strumenti di comunicazione basati sulla web reputation. Si fanno strada i professionisti della Rete. Il punto di Pier Domenico Garrone, co-fondatore del think-tank blog “Il Comunicatore Italiano” su Corriere delle Comunicazioni.
Pier Domenico Garrone su Corriere Comunicazioni
Pier Domenico Garrone – Il Comunicatore Italiano
Ogni anno quando si leggono i bilanci delle società come, ad esempio, quello della RAI, Mediaset, Sky, La7, Repubblica, Class ci si chiede se la fonte del ricavo principale, la concessionaria di pubblicità, è locomotiva o vagone del business ? In Italia, internet aveva nel 2010 un impatto pari a Euro 31,6 miliardi, in crescita del 10% annuo con una previsione di raddoppio entro il 2015. Un valore economico che significa una rivoluzione nella produzione e distribuzione dei programmi mediatici. Stop alle produzioni solo per la televisione o solo per la radio. Il format radiotelevisivo diventa APPTV, programma mediatico dove Protagonisti e Contenuto si rappresentano e incontrano un Pubblico sempre più informato e coinvolto oltre la “messa in onda” , con aggiornamenti e servizi a valore aggiunto.
IlComunicatoreItaliano_240
Nuove opportunità di consumo che coincidono meglio e nel tempo con l'interesse e lo stile di vita del Cliente. Nella carta stampata la nuova forza è data dalla spesa territoriale di pubblicità che sino a poco tempo fa non avrebbe mai pensato di potersi ritrovare su media autorevoli. Il Cliente cerca e “compra” credibilità e reputazione e rifiuta l'acquisto del solo spazio tabellare. Curare la credibilità e la reputazione diventano l'oggetto dell'attività professionale del Comunicatore. La carta stampata archiviata la farsa della qualificazione sul mercato per tiratura/copie e preso atto della costante recessione, quasi a 2 cifre, che ogni anno viene registrata nei bilanci sul numero di copie vendute, ha iniziato a pensare alla propria web reputation non solo come risposta/proposta al Mercato ma anche per dotarsi di un nuovo, concreto sistema di misura che riporti i valori economici dei contenuti di proprietà a cifre adeguate ai costi editoriali che nel frattempo si sono trasferiti dalle rotative ai social network.
Tutto questo rilancia la creatività italiana, l'industria dell'intrattenimento e dell'informazione dove , oggi, i giornalisti sono costretti ad inseguire la domanda di Comunicazione e devono lasciare spazio a nuove figure professionali , digital native, che ne insidiano la leadership aziendale. La crescita quantitativa, 190 canali televisivi nel 2008 che diventano 240 nel 2012, ha dato il via anche a sperimentazioni di distribuzione multicanale come meglio preferito dalla platea del Pubblico. L'ascolto dei principali canali generalisti, quelli di Rai e Mediaset, è precipitato dal 2001/89% al 2011/68% a vantaggio di un'offerta verticale sorta con i canali digitali e la rete internet rispondente ad un Pubblico in mobilità per il 75%, che torna ad apprezzare la Radio con i suoi 32 milioni di ascoltatori. Non sono peggiorati i programmi, solo che la platea non è più ferma e solo in salotto a casa e mentre guarda la televisione si aggiorna sul tablet. Gli italiani si ritrovano su internet come utenti unici in 27,2 milioni per 1 ora e 32 minuti al giorno, con 21 milioni di account unici Facebook e 17,9 milioni di utenti unici You Tube. In mobilità leggiamo i giornali, guardiamo la televisione, ascoltiamo la radio, rivediamo e cerchiamo in archivio programmi /documenti . Tutto questo grazie a 18 milioni di smartphone che diventeranno più di 40 milioni nel 2015, 2 milioni /2011 di tablet.
“L'Allerta Media” segnala il bisogno di Concessionarie di Comunicazione in sostituzione delle tabellari Concessionarie di Pubblicità. Il chairman di Google, Eric Schmidt, prevede che tra 10 anni i telefonini costeranno il 5% dell'attuale prezzo perchè li compreremo per le APP che ci serviranno e l'impatto sulla democrazia sarà la sorpresa solo per una classe politica attardata a dare il giusto valore alla banda larga. La tecnologia è potere e bisogna preoccuparsi che non si creino caste digitali. Servono regole e competenti Autorità ed un autorevole Servizio Pubblico Rai. Questo scenario incide rivoluzionando i modelli di business delle televisioni, della carta stampata e della antica e flessibile radio. Un punto comune per tutti i Media : la proprietà del Contenuto che diventa, con la tecnologia, il più importante valore aziendale. Una nuova regola, oggettiva per tutti sarà misurarsi con uno strumento ad alta computazione tecnologica, oggettivo, qualitativo.
Questa nuova media moneta sarà coniata dalla web reputation. Pare evidente il pensionamento dello share sia per come è realizzato, sia perchè l'interesse degli investitori pubblicitari e finanziari sarà incassare credibilità per accrescere valore con la reputazione di prodotti, servizi destinati ad un Pubblico che forma le opinioni con confronti su social network, con competenze disponibili gratuitamente in internet ed in ambito internazionale. La Concessionaria di Comunicazione, ad esempio la SIPRA per la RAI, dovrà superare l'attuale pigrizia burocratica che scarica al bilancio RAI gli investimenti per ideare, progettare, realizzare l'APPTV. La Concessionaria di Comunicazione per meritare di stare nella catena del valore dovrà partecipare agli investimenti di innovazione.
Il lavoro per le concessionarie ex pubblicitarie passerà rapidamente dalla vendita tabellare di spazio/tempo alla valorizzazione del Contenuto. Il 30 settembre 2011 Fabio Minoli, presidente del Co.Re.Com. Lombardia ha presentato in un seminario, presente AGCOM, una ricerca sulla web reputation dei TG, dei giornalisti. Quella presentazione era una prima reale simulazione e prova di come desueto fosse lo share che, oggi, misura insieme prodotti televisivi diversi così come tecnicamente e correttamente vanno intese le differenti produzioni RAI, Mediaset, Sky, La7.
L'attualità purtroppo ci presenta ancora evidenti scalini di cultura e sensibilità verso il Pubblico.
Scaricata l'APP multimediale RAI.TV sul tablet questa funziona solo se si è connessi con wifi a differenza dell'APP TGCOM, TGSKY, RadioRai e La7.
Cosa significa per la RAI questo errore tecnologico? Perdere competitività. La raccolta pubblicitaria classica perdeva un -3,4%/2011 mentre in internet nello stesso periodo, anno 2011, la raccolta registrava +15,4%.
La web reputation consente ad un Editore di generare continuamente valore con prodotti/servizi/aggiornamenti che passano da una distribuzione indistinta ad una specifica , ad esempio, pensata per un social network.
Credibilità, Innovazione, Cloud , Internazionalizzazione questi 4 termini li troveremo sempre di più nei bilanci, nei profili professionali, nei progetti dei Media e speriamo nella cultura delle Concessionarie che auspichiamo passino rapidamente dalla raccolta pubblicitaria alla creazione di valore dei Contenuti. Il 2012 è l'anno della reingegnerizzazione dei Media e delle Concessionarie, il 2015 è vicino ed in Italia ci sarà l'Expo e saremo esposti nel mondo .
FONTE: Corriere Comunicazioni

giovedì 6 dicembre 2012

Pier Domenico Garrone: Gli SMS compiono 20 anni, 89 miliardi inviati nel 2011

Gli Sms compiono 20 anni. Una rivoluzione, che con l’avvento degli smartphone, sta cedendo sempre più al passo a chat e tweet. Pier Domenico Garrone, co-fondatore del think-tank blog Il Comunicatore Italiano, al TG1.
Gli Sms compiono 20 anni, nonostante la tenera età, sono già considerati vecchi per l’avvento di nuovi strumenti di comunicazione. Nati nel 1992, genitori dei tweet e delle chat divennero uno degli strumenti di comunicazione più utilizzati nel mondo, una vera e propria rivoluzione, attestata da una crescita esponenziale del suo utilizzo.
Gli Sms sono stati una compagnia, uno strumento di informazione e di comunicazione attraverso cui si è potuto informare, comunicare, essere aggiornati in tempo reale, lanciare un allarme, addirittura fare una donazione.
Sono i genitori della comunicazione digitale di oggi. 20 anni di Sms, un compleanno, ma anche un anniversario della comunicazione digitale.
Secondo le stime dell’AGCOM nel 2011 sono stati inviati più di 89 miliardi di Sms.
Uno strumento utilizzati da tutti, giovani, meno giovani, calcolando che l’81% della popolazione italiana ha un telefonino. Con gli smartphone il passaggio dagli sms alle chat, come What’s Up e Twitter è già iniziato.

venerdì 30 novembre 2012

Pier Domenico Garrone: Comunicazione Web, novità e salvaguardia della democrazia

La web reputation subentra allo share, l’APPTV ai vecchi format televisivi, i social network ai vecchi media. La nuova Comunicazione è tecnologia. “La Rete è la novità e la salvaguardia della democrazia perché produce un’opinione diffusa e mantiene in memoria le promesse. I Politici non possono sottrarsi al pubblico della Rete”. Intervista aPier Domenico Garrone, fondatore del blog indipendente Il Comunicatore Italiano a Il ComuniCattivo, ideato e condotto da Igor Righetti.
Pier Domenico Garrone a Il Comunicattivo
Egemonia del modello comunicativo della televisione e accelerazione delle tecnologie elettroniche quanto determinano l’attuale immagine del giornalismo italiano?
La televisione ha perso l’egemonia del modello comunicativo e si stima che entro 5 anni lo share sarà abbandonato per passare alla web reputation che qualificherà l’ascolto misurando i programmi per la loro credibilità e reputazione. Si inizia, già oggi, a parlare di APPTV. Le APPTV prenderanno il posto dei vecchi format anche per gli attuali telegiornali. Meglio stanno andando i radiogiornali piu aderenti alla mobilità e sincronia con la realtà, così come avviene per la Rete.
Tutto questo rilancerà la creatività italiana e l’industria dell’intrattenimento e dell’informazione. L’APPTV è un programma mediatico dove Persona e Contenuto si rappresentano e incontrano il Pubblico che sarà sempre più interessato ed informato. Chi segue l’APPTV segue oltre la “messa in onda” e lo usa come un servizio anche per il proprio piacere.
Oggi sono i giornalisti ad inseguire la domanda di Comunicazione. Primo dato di attenzione è la carenza o non conoscenza della potenza tecnologica che rischia di limitare il risultato dell’informazione. Oggi abbiamo una ricerca ed un confronto dell’ informazione. Oggi RAI5 trasmette il Letterman Show, la CBS non trasmette nè Ballarò, nè Santoro nè Porta a Porta. L’informazione italiana non è ancora esportabile.
I politici italiani sono arrivati con un certo ritardo all’uso del web ma ora la loro presenza è massiccia. Quanto è importante l’uso dei social network nel determinare i processi politici?
La Rete è la novità e la salvaguardia della democrazia perché produce un’opinione diffusa e mantiene in memoria le promesse. I Politici, professione difficile e non per tutte le tasche, non possono sottrarsi al pubblico della Rete, maggiore di numero di quello della televisione e più abituato alla verifica delle notizie. I Politici, dai consiglieri comunali ai Parlamentari, si stanno avventurando con diffidenza ed incoscienza e con la Rete possono avere solo vantaggi in termini di idee, trasparenza e concreta visione dell’Italia. La Rete più la Radio sono il cocktail vincente della Comunicazione, più della solitaria televisione attuale. Oltre ai Politici però occorre occuparsi dei potenti burocratici che sono i responsabili della gestione dei ministeri, degli assessorati, degli uffici urbanistica, degli ospedali…
Qualcuno sostiene che la comunicazione sta prendendo il posto della politica che troppo spesso misura l’efficienza delle proprie azioni sulla base dei passaggi televisivi e non sulla qualità delle scelte producendo così una catena perversa di competizioni mediatiche. E’ proprio così?
Noi Comunicatori meriteremmo, come categoria professionale, una severa condanna per aver usato e spiegato ai Politici la parola visibilità. I Politici di questa Repubblica, definita seconda e non si sa perché, hanno confuso il proprio mandato parlamentare con l’emissione di comunicati stampa e comparsate in trasmissioni e quotidiani mentre i Cittadini e le Imprese in competizione chiedevano fatti, semplificazione burocratica e servizi innovativi. Tornando con la imminente riforma elettorale che rigenera il rapporto tra l’eletto e il suo territorio, sarà prioritario l’estratto conto dei fatti prodotti più che dei comunicati. Non si inaugura più la posa della prima pietra ma che la strada o la fabbrica costruita funzioni e produca valore per le Persone, per l’Ambiente, per l’economia. I Politici normalmente intelligente si affideranno semplicemente a Comunicatori professionisti e ricordiamolo sempre..”Comunicatore è chi Comunicazione fa!”
“Il ComuniCattivo – Perché l’ignoranza fa più male della cattiveria”, pluripremiato anche a livello internazionale, è il primo programma crossmediale italiano sui linguaggi della comunicazione e dell’informazione in onda dal lunedì al venerdì alle 17.20 su Radio 1 Rai da dieci anni. A tutt’oggi sono 34 gli studenti universitari che hanno fatto tesi di laurea sul programma, sul suo linguaggio e sul suo modo di fare infotainment (informazione e intrattenimento). E’ ideato e condotto da Igor Righetti, giornalista professionista, autore e conduttore radiotelevisivo e docente di Comunicazione d’impresa e Linguaggi radiotelevisivi alle Università Tor Vergata, Luiss “Guido Carli” di Roma e alla Scuola superiore della Pubblica amministrazione della Presidenza del Consiglio dei ministri.

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