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domenica 12 luglio 2009

RENATO GIORDANO: "Un Siciliano nella Tuscia" - Mostra personale di pittura - 21/31 Luglio 2009

Bolsena (Viterbo) – Il 21 Luglio 2009 alle ore 18 negli spazi espositivi della Galleria d’Arte Cavour, situata nel centro storico di Bolsena, si inaugura, a due anni dalla prima, la mostra personale del maestro “Renato Giordano”.

La mostra è costituita da oltre 60 tele ed alcune sculture realizzate negli ultimi due anni proponendo vari temi e non a caso il critico d’arte dott.Antonio Bortolami in un suo recente scritto ha definito il maestro “pittore dalle cento anime”

Le opere di Giordano che saranno esposte alla Galleria Cavour mostrano appieno il suo stile vigorosamente impressionistico. Fissano sulle tele la sua ispirazione, che nasce dal profondo fatto emozionale di un artista che ama la natura, in tutte le sue espressioni. Sarà piacevole immergersi nelle nature morte palpitanti di vita, nei mari illuminati dalla luna, sulle cui rive sinuose figure sembrano danzare. Non mancherà il legame con la sua terra d’origine, attraverso le immagini dei pupari, con cui Giordano conserva la tradizione, per far sopravvivere un mondo, che oggi sembra già tanto lontano, quasi a voler frenare l’eccessivo correre del progresso.

Penultimo di sette figli Renato Giordano è nato a Mondello (1939), borgata marinara vicino Palermo. Il rigore all’interno della famiglia, lo spinge ad evadere sin da bambino con la fantasia verso tutto quello che la natura generosamente gli offre.Ferma sulla carta le impressioni prediligendo la natura ed i personaggi caratteristici attenti ai loro mestieri.

A scuola sceglie l’indirizzo artistico per apprendere le tecniche pittoriche dell’olio, i pastelli a cera e la china. Conseguita la maturità artistica ed il diploma di “Maestro d’Arte” inizia l’attività pittorica unitamente alla scultura ed alla ceramica.Alla fine degli anni cinquanta partecipa alla prima mostra di pittura della “Fiera del Mediterraneo” riscuotendo notevole successo. Con Franco Di Vita, suo amico e Maestro, svolge un’interessante produzione di ceramiche e sculture. Attratto dalle correnti pittoriche informali ed astratte attiva una ricerca in questo senso e come per magia realizza opere su tela, legno e metallo, stratificando, accostando e mescolando materiali diversi come sassi, sabbia, gesso e colla ma il linguaggio della negazione ad ogni legame dell’arte figurativa e quindi della natura non lo appaga¸pertanto prevale la passione di sempre ed i suoi modelli ispiratori sono i grandi impressionisti francesi. Trasferendosi a Roma per alcuni anni, occupandosi di altro, rallenta l’attività produttiva e nella seconda metà degli anni settanta si dedica all’insegnamento di materie artistiche presso le scuole medie della Capitale. Le sue opere sono custodite in collezioni pubbliche e private.

Scheda:

Titolo: Un Siciliano nella Tuscia

Sede :Sala Cavour

Periodo. 21-31 Luglio 2009

Inaugurazione: 21 Luglio 2009

Patrocinio: Comune di Bolsena

Contenuti:olii su tela/sculture

Orario: tutti i giorni h. 11/13 – 17/22

Informazioni: 3393109102 – mail renatomariagiordano@libero.it

mercoledì 14 gennaio 2009

Bolsena, una storia millenaria... ci credereste?

Bolsena è una cittadina d'impianto medievale che insiste sul lato orientale del grande lago, proprio alle pendici dei monti Volsini. Le sue origini risalgono al periodo etrusco quando la popolazione d Velzna, in seguito alla distruzione della città (III sec. a.C.), vi si rifugiarono. Iniziò dunque un periodo etrusco-romano che oggi riporta diverse testimonianza.

In seguito all'invasione longobarda si sviluppò un borgo medievale presso la rupe dove oggi sorge il Castello ed il quartiere medievale.

La cittadella fiorì da quando divenne patrimonio della chiesa. Si narra che 1263 proprio a Bolsena accadde il miracolo eucaristico del Corpus Domini dalla quale prese origine l'omonima festività.

Un sacerdote boemo di allora, dubbioso sulla presenza reale di Cristo nell'Eucarestia, partì alla volta di un pellegrinaggio per Roma. Al ritorno, presso la comunità di Bolsena chiese di poter celebrare la S. Messa. Proprio durante la Preghiera Eucaristica vide le ostie sanguinare e a bagnare il corporale. Da allora non ebbe più alcun dubbio. A Bolsena sono ancora conservate 3 pietre bagnate dal sangue mentre il corporele è racchiuso in uno splendido reliquiario custodito in una cappella del Duomo di Orvieto.

Nel 1938 Bonifacio IX la concesse in Vicariato alla famiglia dei Monaldeschi della Cervera. Il castello Monadelschi (XI-XIV sec. d.C.) oggi accoglie il Museo Territoriale del Lago di Bolsena ricco di reperti archeologici dell'intera zona lacustre.

Nei pressi della cittadina è possibili visitare la zona archeologica di Poggio Mosconi caratterizzata della cinta muraria che racchiude l'anfiteatro di Marcatelo, luoghi di culto, il foro, una grande basilica. Nella zona archeologica si possono ancora ammirare vecchi affreschi ed eleganti pavimenti a mosaico.

Infine rimane da annoverare la Basilica di S. Cristina, un complesso architettonico che racchiude in sé quattro chiese di epoche diverse: La Grotta di S.Cristina (dove avvenne il miracolo del Corpus Domini)e le catacombe, l'edificio romanico, La Cappella del miracolo e la Cappella di S. Leonardo.

Nel paese è possibile fare delle splendite passeggiate per le vie del borgo o lungo la sponda del lago. Vi sono spiagge facilemte accessibile dotate di opportune strutture recettive. Il paese è dotato anche di un porto turistico da cui è possibile noleggiare posteggi, barche ed effettuare escursioni presso l'Isola Bisentina

http://www.lago-di-bolsena.biz/bolsena/

Franco e Arianna SpadaLago di Bolsena: autori, ideatori e creatori del portale dedicato ad uno dei più grandi laghi italiani

sabato 6 dicembre 2008

La Via Francigena e il Lago di Bolsena

La Via Francigena, a partire dal primo medioevo, ha sempre rappresentato un importante arteria di comunicazione. Essa è anche nota come "Romea" la strada per Roma che ha condotto dal nord verso la capitale e la Terra Santa come pure dal sud verso l'altra grande meta di pellegrinaggio, Santiago di Compostela, pellegrini, prelati, mercanti e re.

I pellegrini, che si dice cercassero la "perduta patria celeste" seguivano il lungo percorso a piedi percorrendo anche 25 chilometri al giorno. Il percorso, dal duplice aspetto, fisico da un lato e spirituale dall'altro, durava così molti giorni e ha visto molteplici centri divenire delle vere e proprie mete di passaggio in cui fermarsi.

Ogni pellegrino si portava con se il simbolo della meta suo percorso: la conchiglia chi si dirigeva a Santiago di Compostela, le chiavi di Pietro chi invece era diretto a Roma e la croce infine per chi proseguiva a Gerusalemme.

La strada ha visto passare così migliaia di anime provenire da tutta Europa. Essa inoltre, coincidendo con le antiche strade consolari ha accolto non solo pellegrini ma visitatori d'ogni genere, mercanti e messaggeri. Le tracce di questi flussi di viandanti così eterogenei sono moltissime. Essi hanno influenzato infatti molte strutte insediative, hanno lasciato memorie nelle tradizioni di molti borghi e leggende di ogni tipo.

Ma la via Francigena è molto di più di una via storica. Infatti ad oggi è ancora è ancora ampiamente percorsa da molti amanti dei viaggi a piedi o in bicicletta. Chi per lunghi tratti, chi solo localmente la via Francigena rappresenta per molti un gita da non perdere. L'itinerario è tracciato dall'apposita cartellonistica e presso molti borghi conventi e parrocchie offrono abitualmente un modesto ma accogliente alloggio per la notte.

Partendo da Centino, frazione di Proceno, la via Francigena segue un tracciato verso Roma attraverso i principali comuni dell'alto Lazio tra cui Acquapendente, S. Lorenzo nuovo, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, S. Martino al Cimino, Vetralla, Caprinica, Sutri e Ronciglione. La via alterna trattai coincidenti con la SS Cassia a tratti per l più sterrati immersi a volte in boschi locali e in fondi agricoli, a volte in prossimità di antichi centri etruschi, a volte infine all'interno degli stessi centri storici dei paesi che attraversano.



Franco e Arianna Spada Lago di Bolsena: autori, ideatori e creatori del portale dedicato ad uno dei più grandi laghi italiani

domenica 30 novembre 2008

Origine e storia del lago di Bolsena

Il Lago di Bolsena è nato in seguito ad un esplosione vulcanica. In origine l'apparato vulcanico del Vulsinio era costituito da sette crateri. Dopo l'esplosione lavica, uno di essi crollò su se stesso formando una caldera di proporzioni enormi che successivamente fu ricoperta dalle acque. Le stesse acque che oggi formano quello che da tutti è conosciuto come il lago di Bolsena. Sono tutt'oggi ancora evidenti tracce degli antichi crateri lungo il fianco dell'isola Bisentina e nella conca di Latera. Le zone circostanti il bacino d'acqua iniziarono ad essere popolato soltanto verso la fine dell'era neolitica, quando cioè, sorsero insediamenti con piccoli villaggi di palafitte. In seguito, fu durante l'età del ferro e successivamente in quella del bronzo che i nuovi insediamenti furono condizionati dalla variazione del livello dell'acqua e dalla posizione della riva.

La storia del lago di bolsena, almeno quella riconosciuta ufficilamente inizia con l'insediamento dei Villanoviani, che diedero vita ai primi centri di Bisenzio e Bolsena. Nel corso del tempo i due borghi raggiunsero benessere e ricchezza. Ciò è ampiamente dimostrato dai diversi reperti rinvenuti. Con l'avvento degli Etruschi, invece, il lago visse un periodo di grande splendore con l'edificazione del Fanum Voltumnae, un santuario che ospitava ogni anno i rappresentanti delle dodici città della Confederazione Etrusca. Proprio durante questi anni si consumava lo scontro tra le due città, guerra che sarà poi vinta dai Volsini. Nel 664 a.C i Romani occuparono Volsini e rasero al suolo Visentum. Dopo l'assedio, le due città furono completamente ricostruite per assurgere a municipia. Plinio cita il lago nell'opera "Naturalis Historia" mentre nel III secolo Santa Cristina ne verrà proclamata patrona.

Nel Medioevo fecero la loro comparsa i Longobardi e i Saraceni che, in diverse occasioni, saccheggiarono con le loro armi i centri urbani più importanti. In seguito al saccheggio di Bolse, i suoi abitanti decisero di salvare le spoglie di Santa Cristina portandole sull'isola Martana. La distruzione di Bisanzio portò allo spostamento della sede vescovile a Castro. Nel frattempo sull'isola Martana, Teodato, il re goto, imprigionò e uccise Amalasunta, figlia di Teodorico. Dal XII secolo il lago venne conteso dai comuni di Viterbo, Orvieto e dalla Chiesa.

Fu Clemente VI a portare il lago sotto il controllo diretto del Papato. Tale situazione spinse, però, gli abitanti sul piede di guerra, scatenando ribellioni. Quando il Papa fece ritorno a Roma, dopo la cattività avignonese, riuscì a consolidare i propri domini nella zona del lago. Nel frattempo la città di Montefiascone divenne rifugio di numerosi pontefici. Nel 1537 Papa Paolo III affidò il ducato di Castro a Pier Luigi Farnese, suo figlio. Qui sorsero residenze delle maggiori famiglie nobili romane. Con la caduta di Castro, il lago tornò ad essere di proprietà della Chiesa.

Franco Spada di Lago di Bolsena: autore, ideatore e creatore del portale dedicato ad uno dei più grandi laghi italiani

http://www.lago-di-bolsena.biz

venerdì 21 novembre 2008

Il lago di Bolsena...? storia millenaria!

Situato nella provincia laziale di Viterbo, il Lago di Bolsena è il più esteso bacino craterico d'Italia con i suoi 115 km² di lunghezza. Circondato in buona parte dalla catena dei monti Vulsini, il lago, di forma ellittica ha una superficie di 114 kmq, un perimetro di 43 km e una profondità di 151 metri. Le due isole Martana e Bisentina, di origine vulcanica, sorgono in prossimità della costa. Generalmente le coste sono basse e sabbiose e in brevi tratti anche paludose.

L'apparato vulcanico del Vulsinio era in origine caratterizzato da sette crateri. Dopo una violenta esplosione crollò su stesso creando una caldera che si andò a poco a poco ricoprendo di acqua formando l'attuale lago Bolsena.

Nella conca di Latera e lungo le coste dell'isola Bisentina si riscontrano ancora tracce degli antichi crateri. Verso la fine del Neolitico il lago iniziò ad essere popolato da numerose palafitte. Successivamente nell'età del ferro e in quella del bronzo gli insediamenti furono condizionati dal livello delle acque.

Situato nella provincia laziale di Viterbo, il Lago di Bolsena è il più esteso bacino craterico d'Italia con i suoi 115 km² di lunghezza. Circondato in buona parte dalla catena dei monti Vulsini, il lago, di forma ellittica ha una superficie di 114 kmq, un perimetro di 43 km e una profondità di 151 metri. Le due isole Martana e Bisentina, di origine vulcanica, sorgono in prossimità della costa. Generalmente le coste sono basse e sabbiose e in brevi tratti anche paludose.

L'apparato vulcanico del Vulsinio era in origine caratterizzato da sette crateri. Dopo una violenta esplosione crollò su stesso creando una caldera che si andò a poco a poco ricoprendo di acqua formando l'attuale lago Bolsena. Nella conca di Latera e lungo le coste dell'isola Bisentina si riscontrano ancora tracce degli antichi crateri.

Verso la fine del Neolitico il lago iniziò ad essere popolato da numerose palafitte. Successivamente nell'età del ferro e in quella del bronzo gli insediamenti furono condizionati dal livello delle acque.

La caratteristica principale della sabbia è il suo colore scuro proprio perché la zona è di origine vulcanica. Tra i promontori più caratteristici abbiamo Capo San Bernardino, la penisola di Capodimonte, la punta di Sant'Antonio, i monti Volsini ed infine il Monte Bisanzio.

Il fiume Marta, che nasce dal porto dell'omonimo centro abitato, rappresenta il suo unico emissario. Grazie al salutare stato delle acque e al suo stato di limpidezza i pescatori del luogo usano cucinare un piatto tipico detto "sbroscia", un'ottima zuppa di pesce molto apprezzata anche dai turisti. Il cambio delle acque, però, avviene in un lasso di tempo molto lungo stimato in 120 anni. Dai prelievi della falda e del lago è emerso che il ricambio è raddoppiato a causa della diminuzione della portata di acqua da parte del suo emissario.

Numerose sono invece le attrattive turistiche di genere archeologico e culturale. Qui infatti si sono succedute la civil tà Villanoviana, Etrusca e Romana, mentre nel borgo sono evidenti i segni del periodo medioevale.

Grande interesse assumono le sagre, la cucina e le feste folkloristiche del posto. Il lago, oltre a rappresentare uno dei pochi laghi italiani balneabile, è utilizzato da molti per praticare la vela, il windsurf oltre che la pesca. Una caratteristica del lago è la presenza delle cosiddette "sesse". Si tratta di variazioni che riguardano il livello delle acque. Il lago vanta, inoltre, un variegato ambiente naturale, connotato principalmente da querce e castagni.

Tipico è anche un fenomeno che si manifesta anche quando le acque del lago sono calme: l'onda anomala. Solo in apparenza tale fenomeno appare inspiegabile. In realtà l'onda avanza verso la costa, crescendo sempre di più e acquistando forza fino a schiantarsi lungo il costone.

Numerose sono le specie di piante subacquee e le alghe tutt'oggi ancora esistenti nel bacino. La natura incontaminata del posto costituisce un ambiente favorevole per una grande varietà di pesci e uccelli. Tuffetti, morette, fistioni, folanghe, svassi maggiori e minori, aironi cenerini sono le specie avvistate tipiche dell'Europa del nord.

Il tritone, il rospo, la rana, il pesce gatto, il persico sole e la nutria rappresentano solo alcune delle principali specie lacustre del territorio. Anche le anguille, una specie già nota ai tempi dei Romani e citate nell'Inferno dantesco della Divina Commedia popolano il lago insieme al coregone, al persico reale, al luccio, al persico trota, alla tinca, alla carpa, alla scardola e al piccolo latterino, preda di pesci predatori e di uccelli. Il vilucchio bianco e l'erba morella si alternano ai lunghi canneti, un rifugio ideale per numerosi uccelli. L'anfiboe, la zannichella e il ranuncolo crescono invece a poca distanza dalla riva.

L'equilibrio ambientale è però fortemente minacciato dalla pesca selvaggia. Un equilibrio estremamente fragile, se si pensa che il lago impiega ben 120 anni per il ricambio totale delle acque. Per questo motivo sono stati costruiti sistemi di fognature in grado di raccogliere le acque delle zone intorno al lago per poi riversarle in un collettore sul fiume Marta. Il letto lacustre presenta irregolarità mentre Bisentina e Martana, presentano entrambe una folta macchia di vegetazione. Grazie a recenti studi archeologici si è scoperto che il livello del lago ha subìto innumerevoli variazioni. Ciò è dimostrato anche da resti sommersi che testimoniano insediamenti nell'età del bronzo.

Durante l'età del ferro, invece, per motivi ancora oscuri, si è verificata una rapida evoluzione. Successivamente gli Etruschi hanno ridotto il punto naturale di tracimazione da 306 a 303 metri per recuperare le zone agricole invase dall'acqua. Ciò è stato p ossibile recidendo uno sperone di una roccia che impediva il flusso del percorso del fiume nell'area che tutt'oggi viene chiamata "sasso tagliato". Attualmente il livello dell'acqua è determinato dalle paratoie che lo regolano poste a circa 303 metri nel porto di Marta. Oggi lungo le rive numerose sono le trattorie dove è possibile degustare le specialità locali a base di pesce.

Franco Spada di Lago di Bolsena: autore, ideatore e creatore del portale dedicato ad uno dei più grandi laghi italiani

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