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martedì 12 aprile 2005

Cobat, in Europa nessuno ricicla così

Il Presidente Giancarlo Morandi: “Grazie al nostro Consorzio sono state recuperate più di due milioni di tonnellate di batterie al piombo esauste”.

Toglie di mezzo alcuni dei killer più pericolosi per la tutela dell’ambiente: ha neutralizzato più di 360 milioni di litri di acido solforico, recuperando oltre 2 milioni e mezzo di tonnellate di piombo e circa di 100 mila di plastica. Come un bravo amministratore riesce persino a fare incontrare tutela dell’ambiente e risparmio economico. E dall’alto delle sue cifre è diventato uno dei casi d’eccellenza del riciclaggio in Italia, anzi in tutta Europa. Per una volta il nostro Paese si gode il successo in un campo, quello della raccolta e del riciclaggio, che ha ancora molte zone d’ombra e che deve fare ancora passi da gigante per affrontare il corretto smaltimento dei rifiuti. L’esperienza del Cobat, il Consorzio obbligatorio per la raccolta e il riciclaggio delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi, invece, è un trionfo che porta l’Italia come esempio d’avanguardia nel riciclo degli accumulatori al piombo.
Il Consorzio raccoglie le batterie al piombo che forniscono energia a una moltitudine di mezzi di trasporto e di apparecchi: auto, moto, camion, trattori, aeroplani ad elica, navi, treni, sommergibili. Senza contare quanto le batterie siano indispensabili lì dove la corrente elettrica non può mai mancare - ospedali, centrali elettriche e telefoniche, antifurti - e ovunque non sia possibile portare un “filo” per alimentare tutte quelle strumentazioni necessarie alla vita moderna.
“Grazie al Cobat, consorzio senza fini di lucro istituito per legge dal Parlamento, dal 1992, primo anno di piena operatività, sono stati recuperati quasi due milioni e mezzo di tonnellate di batterie esauste. Solo nel 2004 ne sono state raccolte più di 190 mila tonnellate, pari a circa 16 milioni di pezzi, e sono state recuperate circa 110 mila tonnellate di piombo con un risparmio di 76 milioni di euro sulle importazioni di tale metallo”, spiega Giancarlo Morandi, Presidente del Cobat. “Il recupero avviene tramite raccoglitori incaricati che ritirano gratuitamente le batterie presso gli auto-riparatori, i punti di raccolta delle aziende di igiene urbana, le imprese. Il tasso di raccolta è altissimo: supera il 97%”.
Ma anche per la piccola percentuale, che sfugge alla raccolta, il Consorzio non si dà per vinto: “Abbiamo intrapreso una serie di iniziative e accordi con le Amministrazioni Pubbliche ed Enti privati, realtà fattivamente operative sul territorio, per aumentare il numero dei punti di raccolta fruibili dal privato cittadino. E convenzioni con oltre 200 ipermercati delle maggiori catene della grande distribuzione organizzata per soddisfare anche le esigenze degli automobilisti fa-da-te. Sono inoltre operative 60 “isole ecologiche” in 30 porti per la raccolta delle batterie di barche e gommoni. E ancora, abbiamo lanciato moltissime campagne di sensibilizzazione ambientale”.
Il sistema Cobat è dunque un esempio lampante di sviluppo sostenibile. Il piombo viene rivenduto, la plastica ripulita e riutilizzata: “Dalla vendita del metallo non riusciamo ad autofinanziarci e, come previsto dalla legge, utilizziamo i proventi del sovrapprezzo sulla vendita di nuove batterie al piombo, solo 83 centesimi per una batteria d’automobile (il più basso in Europa!) ”, prosegue Morandi. Un meccanismo che ci mette alla pari con Paesi di grande tradizione ecologica come Danimarca, Norvegia e Svezia.
Guerra aperta quindi all’inquinamento: “Abbiamo persino raccolto una batteria di sommergibile, grande quanto mezza stanza e dal costo di più di un miliardo delle vecchie lire”, racconta soddisfatto Morandi. Vi sembra troppo? Nel 2002, su richiesta dell’ONU per l’Anno Internazionale delle Montagne, il Cobat ha effettuato la “Missione Piramide” per recuperare le batterie esauste utilizzate dal laboratorio di ricerca dell’EV-K2 CNR e ha mandato i suoi uomini a scarpinare a 5.050 metri di quota fin sulla cima dell’Himalaya. Cosa non si fa per lo sviluppo sostenibile…

Andrea Pietrarota

sabato 9 aprile 2005

DALLA BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO



Napoli 9 aprile 2005 Comunicato stampa

DALLA BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO
Riparte il business dall’estero con Usa e Giappone
ma delude l’atteso “sbarco” cinese che pretende prezzi fuori mercato

Annunciato da ENIT un piano straordinario di rilancio del settore con investimenti iniziali da 20 milioni e i primi effetti già da questa stagione invernale

“Comprano” l’Italia i buyer cinesi ma vogliono pagarla a poco prezzo
Il tanto atteso turista cinese per il suo tour nel Bel Paese i soldi nel caso preferisce lasciarli per lo shopping. Malgrado la crescita dei flussi turistici dalla Cina segni un trend in ascesa del 41 per cento rispetto al 2003 e il fatto che l’89 per cento degli operatori abbia in catalogo destinazioni italiane, lo sbarco del turista cinese si preannuncia meno interessante del previsto per il mercato dell’incoming vero e proprio, che si troverà a gestire un cliente che privilegia prevalentemente tour guidati nelle grandi città d’arte, da visitare in pullman ma con budget di poco più di 30 euro al giorno e un tetto di 2000 euro per un tour di 15 giorni tutto compreso. Questi i dati delle prime contrattazioni in corso alla IX edizione della Borsa Mediterranea del Turismo che ha ospitato per la prima volta una delegazione dei maggiori operatori cinesi giunti in Italia per incontrare l’offerta italiana. Da questo grande “Salone degli Affari” B2B che è la Borsa Mediterranea del Turismo, oggi seconda fiera nazionale del settore in corso alla Mostra d’Oltremare di Napoli fino a domani, arriva la conferma che la tanto attesa svolta data dall’arrivo in massa del turismo cinese è ancora tutta da cogliere ed intercettare.

Per l’Enit, che lancia un piano straordinario di rilancio, raggiunti volumi di ricavi per 28,4 miliardi di euro
Il mercato riunito a BMT, che a poco meno di 2 mesi dall’inizio della stagione estiva rappresenta un momento attendibile dello stato di salute del business, concorda comunque su una ripresa in particolare per quanto riguarda le presenze straniere e in linea con i dati resi noti dall’Enit. Secondo l’Ente, il mese scorso trasformato per decreto in Agenzia Nazionale per il Turismo, il turismo estero in Italia ha definitivamente invertito il trend prodotto dall’11 settembre, registrando un volume di ricavi valutari di 28,4 miliardi di euro con un incremento del 3% e nel 2005 si potranno ulteriormente consolidare questi risultati.
Di rilievo anche il ritorno degli americani dopo il tracollo degli ultimi tre anni e la ripresa del turismo nipponico, dove si stima un aumento del 10-15%. Per sostenere questa ripresa e rilanciare il turismo l’ENIT ha annunciato un Piano straordinario da 20 milioni di euro da concordare con le regioni e le categorie che punterà al rafforzamento della promozione della “marca Italia” da implementare anche attraverso il partenariato con altri soggetti pubblici e privati. Gli effetti dovrebbero farsi sentire già agli inizi della prossima stagione invernale.

Il monito di BMT: al più presto una strategia di gestione dei flussi e della qualità per battere i mercati emergenti
Tuttavia, mette in guardia Angelo De Negri Presidente della BMT e della società organizzatrice Progecta, “La concorrenza di nuove mete emergenti vicine al nostro Paese, dagli Stati della ex Jugoslavia come Croazia o Slovenia alle Repubbliche Baltiche ormai in grado di offrire pacchetti diversificati e di buon profilo sta diventando sempre più pericolosa, senza contare la capacità di attrazione di tante altre mete del Mediterraneo, dall’Egitto alla Grecia. Diventa quindi decisiva una strategia che punti anche al sostegno della domanda al di fuori del periodo estivo, soprattutto per il Mezzogiorno, e il miglioramento del rapporto qualità-prezzo.”

Per informazioni:
Alessia Calvanese, Hill & Knowlton Gaia, 335 1309390 – 335 5640823
Cristina Cennamo, BMT, 3405135781

martedì 5 aprile 2005

Un nuovo modello di sviluppo per un futuro sostenibile per l’umanità e per il Pianeta

Secondo la definizione contenuta nel Rapporto conclusivo della Commissione Brundtland del 1987 e ripresa dalla Conferenza di Rio de Janeiro, per sviluppo sostenibile si intende lo sviluppo che soddisfa i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità di quelle future di soddisfare i loro. I 3 principali indicatori che permettono di valutare se un processo di sviluppo sia sostenibile sono l’uso delle risorse rinnovabili, delle risorse non rinnovabili e i livelli di inquinamento. Per quanto riguarda le risorse rinnovabili, i tassi di consumo non devono superare i tassi di rigenerazione. Per esempio, la raccolta di legname è sostenibile solo se la quantità di alberi abbattuti non supera quella rimpiazzata naturalmente o artificialmente. Relativamente alle risorse non rinnovabili, i tassi di consumo non devono superare i tassi di sviluppo di risorse sostitutive rinnovabili. Il che significa che se si consuma una certa quantità di combustibile non rinnovabile occorre investire in impianti ad energia rinnovabile in modo da ottenere una quantità di energia rinnovabile equivalente a quella non rinnovabile che è stata persa per sempre. Per quanto riguarda, infine, il tasso d’inquinamento, i tassi di emissione degli agenti inquinanti non devono superare la capacità di assorbimento e rigenerazione da parte dell’ambiente. In questo ambito diviene assolutamente strategica ad esempio, una corretta gestione del ciclo dei rifiuti che deve puntare sul riciclaggio dei materiali e non andare a gravare sui sistemi naturali. Cambiare il modello di sviluppo tradizionale, ispirato al criterio della crescita illimitata, in favore di uno sviluppo sostenibile non comporta una rinuncia a priori alla crescita, ma implica semplicemente che si misuri il benessere non soltanto con il criterio del profitto.

Vanessa Pallucchi, Legambiente

Italia leader europea nel riciclo delle batterie esauste

Un esempio di sviluppo sostenibile: dalle batterie esauste nuova energia per l’ambiente

In Italia, il COBAT - Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste - ente senza fini di lucro istituito con legge dello Stato, può essere considerato a pieno titolo come precursore del sistema integrato nella gestione dei rifiuti e la giusta soluzione al problema delle batterie al piombo esauste, che sono quelle utilizzate per tutti i tipi di automezzi. Il più importante risultato del Consorzio è la percentuale di raccolta delle batterie esauste: l’Italia in questo settore si pone al primo posto in Europa con un tasso superiore al 96% sull’immesso al consumo, una posizione che ci allinea ai Paesi europei di alta tradizione ambientale come Svezia, Norvegia e Danimarca.
Il secondo primato è rappresentato dai bassi costi applicati per effettuare la raccolta e il riciclo degli accumulatori esausti. In Italia, infatti, vige il più basso sovrapprezzo sulla vendita delle batterie nuove, notevolmente inferiore a quello applicato nei Paesi nordici: solo 83 centesimi di euro su una media batteria d’avviamento d’automobile.
Il merito del COBAT è un successo dell’opera del Parlamento italiano, ma soprattutto degli imprenditori grandi e piccoli che hanno saputo rinunciare agli egoismi d’impresa per l’interesse generale del Paese. A loro non può che andare il riconoscimento per le intelligenti politiche ambientali intraprese di cui il COBAT è il braccio operativo.
L’anno scorso in Italia sono state raccolte oltre 191 mila tonnellate di batterie, pari a circa 16 milioni di singoli pezzi.
Da un punto di vista regionale, la Lombardia, con più di 33 mila tonnellate, è la regione che in assoluto ha raccolto le maggiori quantità di batterie esauste, seguita subito dopo dal Veneto (più di 20mila ton.), e dal Piemonte (più di 19mila ton). Al centro è stato il Lazio la regione con la maggiore raccolta (quasi 16mila ton.), mentre al sud sono state la Campania (circa 15mila ton) e la Sicilia (quasi 13mila.). Tra le regioni più “virtuose”, che vantano le migliori raccolte pro-capite si segnalano l’Emilia Romagna con quasi 5 kg raccolti per abitante, quindi il Friuli V. Giulia e le Marche , con più 4 kg/abitante, risultati superiori alla raccolta nazionale che si attesta a 3,36 kg/abit.
Grazie al riciclo di questa “montagna” di batterie è stato evitato lo sversamento nell’ambiente di oltre 30 milioni di acido solforico, si sono recuperate 10 mila tonnellate di plastica polipropilene e ben 110 mila tonnellate di piombo, metallo che per lo più l’Italia importa dall’estero. Per l’economia nazionale ciò ha significato un risparmio pari a oltre 76 milioni di euro.
Oggi il COBAT si segnala, nel mondo, tra i consorzi più attivi sul fronte della salvaguardia ambientale. Basti pensare che il Consorzio italiano ha recentemente conseguito sia la Certificazione per la Qualità dei servizi offerti la UNI EN ISO 9001:2000, sia la certificazione, del Sistema di Gestione Ambientale secondo lo standard internazionale, UNI EN ISO 14001:1996 (International Organization for Standardization). Concludendo, con le parole dell’ing. Giancarlo Morandi, Presidente del COBAT, possiamo affermare che “ il COBAT realizza un circolo virtuoso in cui la tutela dell’ambiente s’incontra con il recupero di risorse, la salvaguardia della salute collettiva e con il risparmio economico. Possiamo dire - ha concluso l’ing. Morandi - che il nostro Consorzio rappresenta un esempio concreto di sviluppo compatibile, tanto che oggi veniamo presi d’esempio da numerosi Paesi esteri”.

Andrea Pietrarota

martedì 22 marzo 2005

Il processo di riciclo delle batterie al piombo esauste

Riciclando le batterie al piombo esauste si previene la natura dall’inquinamento di sostanze tossiche e si risparmiano molte risorse che ritornano alle imprese come nuove materie prime, pronte per essere nuovamente lavorate.

Vediamo le tappe di questo processo che inizia quando il COBAT, dopo aver raccolto le batterie esauste in tutta Italia, le invia gli impianti di riciclo consorziati.

La frantumazione Prima di tutto, le batterie vengono frantumate e le diverse componenti, piombo metallico, ossidi e solfati di piombo, plastiche ed elettrolita (acido solforico), sono separate e selezionate: l’acido viene è neutralizzato mentre le plastiche (soprattutto polipropilene) vengono sciacquate e triturate sono per essere rimesse sul mercato.

La fusione Tutto il piombo contenuto nelle batterie, viene fuso ad una temperatura fra 800° e 1000°C in specifici forni che consentono il controllo delle emissioni in atmosfera. Tale piombo, detto “piombo d’opera”, viene poi avviato alla raffinazione.

La raffinazione Il piombo d’opera, a seconda del prodotto finale che si vuole ottenere, subisce diversi trattamenti in caldaie a temperature fra i 350° e 500°C. Il piombo che ha perduto tutte le impurità si chiama “piombo secondario”, ed è in tutto identico alla risorsa originaria estratta dal minerale. Tra i suoi impieghi: produzione di nuove batterie, il rivestimento di cavi elettrici, industria chimica e delle ceramiche, nonché per la produzione di apparecchiature radiologiche e lastre e tubi per l’edilizia.

andrea pietrarota

Un mondo di batterie

Un mondo di batterie
Il Cobat e le batterie al piombo: sempre più protagonisti nella società moderna


Negli ultimi cento anni i consumi energetici mondiali sono aumentati di 50 volte ed in futuro la domanda di energia è destinata ad aumentare ancora per lo sviluppo dei Paesi industrializzati, l’incremento demografico e l’auspicabile miglioramento delle condizioni di vita di gran parte della popolazione mondiale.
Uno strumento geniale ed irrinunciabile per soddisfare questo crescente bisogno di energia è stato in passato, e sarà senz’altro anche in futuro, la batteria.
Il compito della batteria è accumulare energia e conservarla nel tempo per restituirla, in modo controllato, quando e dove serve, sotto forma di movimento meccanico, corrente elettrica, luce, calore
Le più comuni sono quelle delle automobili ma, per avviare i loro motori, anche motocicli, camion, trattori, barche hanno bisogno di batterie al piombo acido.
Senza gli accumulatori al piombo non funzionerebbero neppure le centrali elettriche, i ripetitori, le centrali telefoniche, i carrelli trasportatori ed elevatori, i locomotori, i gruppi di continuità che assicurano l’energia elettrica negli ospedali o negli anti-furto casalinghi.
In Italia, ogni anno vengono vendute circa 16 milioni di batterie, di cui quasi 10 milioni legate al mondo delle autovetture. Nel suo insieme, il settore della produzione delle batterie sviluppa un fatturato di circa 700 milioni di euro e dà lavoro ad oltre 3.000 persone.
Le batterie al piombo, quando non sono più ricaricabili divengono “esauste” e sono classificate dalla legge come “rifiuti pericolosi”, per via del loro contenuto in sostanze tossiche e nocive per la salute umana e per l’ambiente. Le batterie, infatti, se eliminate in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento; se invece vengono raccolte con cura e riutilizzate, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo e petrolio.
Per assicurare la raccolta ed il riciclo delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi nel 1988 il Parlamento italiano ha istituito il Cobat, Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste.
Il Cobat, che è operativo dal 1992, assicura un servizio gratuito di raccolta attraverso una rete di 90 imprese di raccoglitori incaricati che ritirano sull’intero territorio nazionale le vecchie batterie passando presso tutte le auto-officine, le isole e stazioni ecologiche di Comuni e aziende di igiene urbana, le piccole, medie e grandi imprese.
Solo nel 2004, il Cobat ha raccolto e avviato ai 6 impianti di riciclo circa 192.000 tonnellate di batterie al piombo esauste, mentre, dal 1992 ad oggi sono stati raccolti oltre 2 milioni di tonnellate di accumulatori esausti, con un tasso medio annuo di crescita del 3,4%, sottratti allo sversamento nell’ambiente 360 milioni di litri di acido solforico e recuperati 2 milioni di tonnellate di piombo, cioè oltre il 50% della produzione italiana di tale metallo. E poiché l’Italia è un Paese importatore di piombo, la riduzione dei volumi da importare contribuisce notevolmente – oltre 50 milioni di euro risparmiati ogni anno - alla bilancia nazionale dei pagamenti. Inoltre, il piombo “secondario” è identico a quello estratto dal minerale ed è riutilizzabile all’infinito.
Andrea Pietrarota

Giorgio Arienti nominato direttore generale Ecodom

Milano, 22 marzo 2005 – Ecodom, il nuovo consorzio per il recupero e il riciclaggio degli elettrodomestici, ha nominato il direttore generale: Giorgio Arienti, che ha come primo incarico quello di costruire la struttura operativa per poi gestirne l’attività.

Ecodom, costituito da 15 tra i maggiori produttori e importatori di grandi elettrodomestici e scalda-acqua, risponde agli obiettivi fissati dalla Direttiva Ue sul trattamento dei prodotti elettrici ed elettronici giunti al termine del loro utilizzo (Raee). La Direttiva deve essere adottata anche in Italia.

Giorgio Arienti, 44 anni, laureato in Ingegneria Meccanica con indirizzo impiantistico al Politecnico di Milano, ha guidato per oltre tre anni We@bank, il servizio Internet di banking e trading di Banca Popolare di Milano. In precedenza, ha partecipato allo start-up di VitaGo, sito internazionale di e-commerce nel settore bellezza e salute; è stato Direttore Logistica e Acquisti e poi Direttore Sviluppo di Sisal; ha ricoperto la mansione di National Logistics Manager in DHL International e ha iniziato l’attività lavorativa nel settore dell’automazione per la logistica.
* * *
Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici) è il consorzio che rappresenta una quota di mercato significativa nei settori dei grandi elettrodomestici e scalda-acqua in risposta alla Direttiva 2002/96/CE dell’Unione Europea sullo smaltimento e il riciclo degli apparecchi elettrici ed elettronici a fine vita. Ha come finalità la gestione collettiva di trasporto, reimpiego, trattamento, recupero, riciclaggio, smaltimento dei prodotti al termine del loro utilizzo.
I Soci fondatori sono: Antonio Merloni; B/S/H Elettrodomestici; Candy Elettrodomestici; Faber; Franke; Haier Europe Trading; Hoover; Lorenzi Vasco; Indesit Company; Merloni Termosanitari; Miele Italia, Nardi Elettrodomestici; Smeg; Tecnogas; Whirlpool Europe. Al Consorzio potranno aderire altre aziende delle filiere sopra elencate.
Presidente è Piero Moscatelli di Indesit Company.




Per informazioni alla stampa
:
Giorgio Scappaticcio
Hill&Knowlton Gaia
Via Nomentana 257
00161 Roma
Tel. 06 441640309
fax 06 4404604
e-mail: scappaticciog@hkgaia.com

domenica 20 marzo 2005

Ecoturismo Italia promuove il progetto di certificazione "Comuni Ecoturistici d'Italia"

Ecoturismo Italia promuove il progetto di certificazione "Comuni Ecoturistici d'Italia"

L’Associazione Ecoturismo Italia, con il coordinamento scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, promuove il progetto "Comuni Ecoturistici d'Italia".
Il Marchio di qualità ecoturistica certificherà l'integrazione di più requisiti quali la salvaguardia ambientale e lo sviluppo locale, in termini di crescita economica e sociale, all'interno delle politiche di sviluppo turistico di un Comune o di un territorio.
Il Marchio verrà attribuito alle località che dimostreranno di soddisfare una serie di requisiti correlati allo sviluppo di un turismo di qualità: tutela dell'ambiente naturale e uso efficiente delle risorse, valorizzazione del patrimonio culturale-artistico, riscoperta e valorizzazione delle tradizioni locali, cultura dell'ospitalità, qualità della ricettività ecc.
Con potenziali di crescita che raggiungono il 20% l'anno, il segmento di mercato legato all'ecoturismo ha già dimostrato di saper attirare l'attenzione non solo degli operatori turistici (Tour Operator, Agenzie di viaggio e turismo, albergatori ecc.), ma anche degli enti locali, sempre più consapevoli di poter e dover promuovere sul proprio territorio uno sviluppo turistico di qualità, che coniughi sostenibilità ambientale, economica e sociale. In questo contesto di forte crescita del mercato, diviene necessario:
*          distinguere le iniziative autenticamente ispirate ai valori e ai principi dell'ecoturismo da quelle che lo richiamano esclusivamente in modo strumentale;
*          garantire una visibilità maggiore ad alcune realtà territoriali di grande valore e dal grande potenziale ecoturistico e contribuire alla loro promozione;
*          aiutare le amministrazioni locali a sviluppare una adeguata Strategia di Sviluppo Ecoturistico del proprio territorio.

La creazione di uno specifico schema di certificazione della qualità ecoturistica, destinato a quelle località che intendano promuoversi come mete autenticamente ecoturistiche, vuol contribuire attivamente al raggiungimento di queste finalità.
Lo sviluppo di uno schema di certificazione della qualità ecoturistica risponde, dunque, alla volontà di fornire, a quelle amministrazioni locali che hanno deciso di puntare con forza verso un turismo di qualità integrato con l'ambiente, un valido ed originale strumento che vuole essere, contemporaneamente, di valorizzazione del territorio, di marketing territoriale e di tutela e garanzia del turista. Il progetto si rivolge in particolare a piccoli e medi Comuni italiani che intendono avviare sul proprio territorio un percorso di sviluppo turistico di qualità, che sia coerente rispetto ai principi e ai valori dell'ecoturismo.
Alla sperimentazione dell’iniziativa di "Comuni Ecoturistici d'Italia" parteciperà un campione composto da una ventina di piccoli e medi Comuni, provenienti possibilmente da tutte le diverse regioni italiane, dotati di un insieme di risorse naturali e culturali dal buon potenziale ecoturistico e con un numero di non superiore  ai 10-12.000 abitanti. I comuni partecipanti alla sperimentazione dovrebbero essere.
Trattandosi di una iniziativa che si rivolge ad amministrazioni locali di piccole e medie dimensioni, spesso non dotate di grandi mezzi finanziari, il Progetto punterà a costruire uno strumento agile, basato sulla semplicità delle procedure e su bassi costi di gestione del Marchio. Nella sua fase iniziale, il progetto sarà finanziato con le risorse proprie dell'Associazione Ecoturismo Italia, derivanti anche dal versamento della quo-ta annuale di adesione all'Associazione da parte dei Comuni interessati alla sperimentazione in oggetto. Il costo previsto per ogni Comune è di € 1500. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito: www.ecobilancioitalia.it <http://www.ecobilancioitalia.it>

Andrea Pietrarota

Una Consulta per le città bagnate dal Mare Nostrum

Una Consulta per le città bagnate dal Mare Nostrum

È nata la Consulta Permanente delle Città del Mediterraneo. Ad annunciarlo è stato il Presidente della Biennale Internazionale del Mare, Raffaele Pallotta d'Acquapendente, nel corso della recente conferenza, inserita nel Maggio dei Monumenti, sul tema: "Il patrimonio Monumentale delle metropoli costiere". La Consulta sarà un organizzazione che dovrà affrontare costruttivamente i problemi comuni delle metropoli del Mediterraneo, in un’ottica di sinergia e collaborazione reciproca.
Per la prima riunione della Consulta, che si terrà durante la prossima Biennale Internazionale del Mare in programma nella primavera del 2006, è stata scelta come sede la città di Napoli.
La Consulta si inserisce, così, nel filone avviato con la Conferenza dei Sindaci delle metropoli costiere del Mediterraneo voluta, nel 1994, dall'allora primo cittadino di Napoli Antonio Bassolino.
"La consulta sarà il mezzo - afferma il presidente della Biennale Internazionale del Mare, Raffaele Pallotta - attraverso cui sviluppare contatti e confronti costanti tra le varie città del Mare Nostrum".
Ma anche un incitamento per l'Unione Europea. “Potrebbe e dovrebbe essere – ha proseguito Pallotta - un correttivo per la politica europea che si sta orientando sempre di più verso un'apertura del settore nord-orientale del nostro continente e questo potrebbe far tralasciare i problemi che impone il Mediterraneo.
Dalla Consulta, infatti, vorremmo che potessero venir fuori suggerimenti e programmazioni che aiuterebbero l'UE ad essere presente nella nostra area". Insieme al presidente  Raffaele Pallotta, a dare la notizia della neonata Consulta è stato anche l'Assessore ai Grandi Eventi del Comune di Napoli, Giulia Parente, la quale ha sottolineato l'importanza della delega regionale al Mediterraneo che "…Bassolino, non a caso, ha costituito e tenuto per sé, a dimostrazione di quanto sia importante questo mare che ci unisce e di quanta ricchezza può dare ai nostri Paesi". Erano presenti alla conferenza di presentazione anche il presidente dell’Osservatorio internazionale delle Cose Mediterranee, Massimo Rosi, e le autorità consolari a Napoli delle nazioni mediterranee.
In particolare, il console generale di Francia, Henri Vignal, ha tenuto a sottolineare l’importanza della nuova iniziativa: “Ritengo che la cooperazione messa in atto dalla Biennale sia davvero importante per tutte le città del Mediterraneo, e certamente, in Francia, per la città di Marsiglia".

Andrea Pietrarota

La sfida di Pescara 2009

La sfida di Pescara 2009

La città di Pescara si è candidata come sede della XVI Edizione dei Giochi del Mediterraneo. L’evento sarebbe un momento unico e determinante per la crescita e l’arricchimento culturale di tutta la cittadinanza, oltre che l’occasione importante per dimostrare le capacità organizzative e la grande ospitalità.
La candidatura di Pescara a ospitare i Giochi nel 2009 è un chiaro segno della vitalità di questa dinamica città dove è in atto un profondo processo di rinnovo a livello urbanistico. Pescara, città di servizi universitari, commerciali, amministrativi, finanziari e sportivi, punto d'arrivo aeroportuale per scali internazionali, porta d'accesso dal mare Adriatico, è stata definita dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel corso di una visita ufficiale: "città splendida e ridente, centro di un'area metropolitana in forte sviluppo,con l'augurio di trovare nelle vie antiche e nuove del mare e del cielo il compiersi del suo destino di ponte tra civiltà vicine e lontane, unite da un sogno di pace." Pescara è stata già sede, nel 1996, dell'incontro di tutte le nazioni del Mediterraneo, sul tema "Mediterraneo: la grande risorsa", dibattito che ha posto l'attenzione sul fattore strategico di sviluppo che l'area del Mediterraneo rappresenta per il futuro dell'Europa.
In questo quadro, Pescara svolge un ruolo di primaria importanza, in quanto città transfrontaliera verso i Balcani, per la sua vicinanza e il suo forte legame con la Capitale e, ancora, in quanto fulcro del Corridoio Adriatico, che rappresenta un vero e proprio trampolino dell'Europa verso il Mediterraneo. Pescara spera di diventare luogo e meta significativa dei Giochi del Mediterraneo del 2009, per poter esprimere al meglio i valori dello sport, della vita e della pace, per unire quei popoli che, pur bagnati dallo stesso mare e accomunati da un unico sogno di pace, sono ancora divisi da culture, tradizioni e religioni diverse e per far sì che, ancora una volta, lo sport rappresenti il veicolo di promozione e di sviluppo dell'unione e della fratellanza tra i popoli.
Con questo spirito, l'Amministrazione Comunale di Pescara, con la collaborazione della Regione Abruzzo e delle Province di Pescara, Chieti, Teramo e L'Aquila, forte anche dell'ottima dotazione di impianti sportivi, di una capacità ricettiva di assoluto prestigio, di un clima tipicamente mediterraneo temperato, del tipico calore abruzzese e soprattutto di un ambito urbano e territoriale molto sicuro e con scarsa presenza di criminalità, si augura di ottenere la designazione per ospitare la manifestazione e si prepara a ricevere i Giochi del Mediterraneo del 2009.
Già si prevede la realizzazione di un Villaggio Mediterraneo che ospiti tutti gli atleti, gli accompagnatori e le delegazioni che parteciperanno ai Giochi.
È stata scelta una localizzazione interna alla città, capace di offrire il miglior rapporto logistico con i principali impianti sportivi, oltre che con il sistema delle grandi comunicazioni territoriali.
Il Villaggio sarà così inserito in un contesto che lo renderà organico allo spazio pubblico della città esistente e quindi in continuità con nuovi percorsi Il sito si trova nella prima periferia urbana ed è contiguo a una serie di importanti interventi di valorizzazione immobiliare e urbanistica, già avviati, che entro il 2005-2007 avranno generato una situazione di nuova centralità di tutto il settore urbano in verrà a trovarsi il Villaggio Mediterraneo.
Con questa localizzazione, gli ospiti si troveranno in una posizione particolarmente felice per quanto riguarda i circuiti d'uso urbano giovanili, tra il centro storico della città (già ampiamente riconvertito in centro della vita notturna, dei servizi ricreativi e delle relazioni sociali) e la zona universitaria, anch'essa attrezzata con molti spazi e attrezzature per il tempo libero e l'intrattenimento.
L'area d'intervento, inoltre, è sufficientemente libera da costruzioni e poco caratterizzata dal punto di vista del disegno urbano: una condizione di partenza particolarmente felice per definire un progetto e un programma attuativo, con l'obiettivo della massima qualità ambientale. Non ci resta che.. fare il nostro in bocca al lupo alla città di Pescara.

Andrea Pietrarota

giovedì 17 marzo 2005

Batterie al piombo, nuovo sovrapprezzo Cobat

Cambierà dal 1° luglio 2005 il sovrapprezzo che produttori e importatori di batterie al piombo dovranno corrispondere al Consorzio obbligatorio delle batterie esauste per sostenere le attività dell'Ente istituito per legge.

A stabilire i nuovi importi, che serviranno a finanziare le attività di raccolta e recupero delle batterie e le azioni di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza sulla corretta gestione degli accumulatori giunti a fine vita, è il DmAmbiente 16 marzo 2005.

Il nuovo sovrapprezzo, modificato in ragione del riscontrato aumento della capacità delle batterie utilizzate per le autovetture, sostituirà quello attualmente previsto dall'omonimo Dm 16 giugno 1999.

andrea pietrarota

mercoledì 9 marzo 2005

APRE OFFICINA49, L’INNOVATIVO STUDIO D’ARCHITETTURA ROMANO




Apre Officina 49, l’innovativo studio d’architettura romano.
Con una personale di Samuele Russo

Da sabato 2 aprile ingresso libero.

E’ una personale del giovane fotografo Samuele Russo a inaugurare lo studio di architettura Officina 49, a Roma. Situazioni Metropolitane, un progetto espositivo itinerante, qui giunto alla sua terza tappa, include una serie di immagini a colori e di proiezioni ispirate alle stazioni della metropolitana: le gallerie, i treni, le luci, i dettagli, le atmosfere, il movimento incessante della folla in transito.
Sabato 2 aprile chi non c'è stato non può immaginare che evento strabiliante sia avvenuto.
Centinaia di visitatori, amici, parenti, architetti, artisti, attori, giornalisti, gente di ogni mare è approdata nel grande vascello di Officina 49.
Tutto è stato davvero esaltante.

Dalle infinite degustazioni di deliziose pietanze spesso presentante in inedite alleanze gustative, accompagnate da vini e cocktayl sapientemente miscelati. Il tutto preparato dagli stessi fantastici sei Architetti di Officina 49:

Raffaella Buccolini, Ilaria Giungato, Irene Picardo, Pasquale Pontillo, Nazzareno Sirocchi, M. Luisa Zeppa.

...E ancora: su tutte le pareti le affascinanti fotografie di scorci di situazioni metropolitane realizzate da Samuele Russo, e una fantasmagoria di luci elettriche e di calde lanterne cinesi, dispositivi di proiezione di progetti e scanner luci, soffice musica chill-out...

Sino alle 6 bottiglie di spumante stampate in sincronia e versate nei bicchieri di tutti gli ospiti sotto una cascate di bolle di sapone che per brevi istanti hanno riflesso i colori e le atmosfere di una serata che resterà nel ricordo di tante persone.

La visita della mostra è gratuita. Si suggerisce la prenotazione.

OFFICINA 49 - Architetti
Via Benedetto Croce 49
00142 Roma - Italy
tel. e fax:+39 06 45445501
Arch. Nazzareno Sirocchi nsirocchi@tiscali.it

giovedì 3 marzo 2005

Hi-tech del futuro: arrivano il primo pc a idrogeno e il primo telefonino 'eolico'

Mentre negli USA sta per essere presentato il primo pc alimentato con le fuell cell ad idrogeno, in India un gruppo di studenti inventa il cellulare che si ricarica a vento.



È prevista per il mese di marzo la presentazione ufficiale del primo pc portatile alimentato per mezzo delle con un sistema realizzato con le cosiddette fuel cell (le batterie ad idorgeno),
La dimostrazione, che si terrà in occasione dell'Intel Developer Forum di San Francisco, avrà per protagonista un PC portatile della IBM appositamente modificato per ospitare una ricarica usa e getta di combustibile, simile nella forma e nelle dimensioni ad un tradizionale battery pack, e il sistema di fuel cell vero e proprio, fissato sul retro del monitor.
Le fuel cell tradizionalmente impiegate per alimentare i motori elettrici trasferiscono l'idrogeno alla camera di combustione per mezzo di una pompa: questo fa sì che le loro dimensioni possano difficilmente essere adeguate a quelle di un notebook.
Ma le novità futuristiche non fiiscono qui: mentre i colossi dell'hi-tech mettono a punto le loro sofisticate alternative alle tradizionani batterie ricaricabili al piombo, nichel-cadmio o a ioni di litio, un gruppo di studenti dell'Indian Institute of Technology di Delhi ha costruito una turbina in miniatura che può essere utilizzata per ricaricare, in situazioni di emergenza, un telefono cellulare.
La turbina è in grado di generare l'elettricità dalla forza del vento. E in caso di bonaccia... non resta che soffiare nel “telefonino eolico”!

andrea pietrarota

mercoledì 2 marzo 2005

Biglietti autobus via sms a Roma, mentre in Giappone col cellulare si sperimenta il telepay

Telefonia Biglietti autobus via sms a Roma, mentre in Giappone col cellulare si sperimenta il telepay

L’azienda dei trasporti pubblici romana, ATAC, ha confermato che tra poco più di un mese, dal 10 aprile per l’esattezza, i cittadini della Capitale potranno acquistare i biglietti del trasporto pubblico via sms, sfruttando un sistema collaudato ormai per lungo tempo. In Giappone, invece, si sta sperimentando un nuovo sistema wireless che consentirà ai passeggeri della Metro dfi Tokyo di pagare il biglietto semplicemente passando nei tornelli con il cellulare.

I clienti di TIM, Vodafone e Wind potranno acquistare una carta prepagata che verrà associata al proprio numero di telefonino.
Da quel momento sarà possibile acquistare il biglietto che continuerà a valere 75 minuti come gli attuali e che sarà costituito da un sms con tutti i dati, spedito direttamente dall’ATAC.
Nel caso in cui il titolo di viaggio (BIT - biglietto integrato a tempo) debba essere presentato ad un controllore ATAC, questi leggerà il “messaggino” sul telefonino dell’utente e attraverso un sistema automatico di verifica potrà controllare l'integrità del codice di sicurezza del biglietto virtuale.

Il servizio “Telepay”, che fa parte del numero sempre crescente di piattaforme pensate per dare al cellulare anche funzionalità di pagamento, ricorda da vicino quello già attivato formalmente ad Helsinki negli anni scorsi.
Oggi come oggi sono diverse le capitali europee ed anche le città italiane impegnate nella sperimentazione di sistemi del tutto analoghi.
Fino ad ora la sperimentazione, durata più di un anno, ha coinvolto 200 utilizzatori del trasporto pubblico romano.

L’80% dei “collaudatori” si è dichiarato soddisfatto del sistema che ritiene adeguato alle proprie esigenze e secondo il 60% questo meccanismo rappresenta un incentivo all’uso del mezzo pubblico che, come noto, oggi sono in molti a snobbare, preferendo spesso il mezzo privato.
In Giappone, invece, si entrerà in Metro senza biglietto o tessera: basterà avvicinare il telefonino ai box d’ingresso.

È quanto si propone di fare il gigante della telefonia mobile giapponese NTT DoCoMo, che conta di essere fra i primi operatori, il prossimo anno, a lanciare un servizio mobile che potrebbe progressivamente sostituire i classici sistemi di pagamento adottati nelle stazioni ferroviarie e metropolitane.

Da gennaio 2006 i pendolari di Tokyo potranno pagare il prezzo del biglietto di treni e metropolitane semplicemente cellulare accostando il proprio telefonino ad un apposito lettore, cioè s come fosse un normale bage aziendale o una carta magnetica che deve essere strisciata sul lettore ottico.

Il servizio, permetterà ai possessori di telefoni cellulari i-mode con smart-card FeliCa di Sony di pagare non solo il prezzo della corsa ma anche per fare gli acquisti nei negozi convenzionati, acquistare i biglietti del treno o transitare attraverso sbarre o check-in.
La grossa novità tecnica è che rispetto alle tradizionali smart-card, simili a carte di credito, i chip adottati da DoCoMo potranno essere letti dal card reader a breve distanza, senza quindi necessità della strisciata di contatto.

Questo sistema sviluppato congiuntamente da Sony e Philips è basato sulla trasmissione di radiofrequenze a cortissimo raggio e le implicazioni tecniche sono che il cellulare potrebbe presto diventare una sorta di telecomando personale che sostituisce gli attuali tele-pass, apre il portone del garage o la porta di casa, così come avvisa gli altri elettrodomestici intelligenti di azionarsi quando e come vogliamo: basterà ricordarsi “il numero di telefono” di lavatrice, forno a micro-onde o dello scaldabagno!

andrea pietrarota

martedì 1 marzo 2005

Tesionline: A spasso col mondo. Le tlc mobili ai tempi della globalizzazione


A spasso col mondo.
Le telecomunicazioni mobili nella società dell'informazione globale. Il caso TIM.


"A spasso col mondo. Le telecomunicazioni mobili nella società dell'informazione globale. Il caso TIM." è il titolo di una delle prime tesi di laurea italiane che hanno affrontato l'esplosione vertiginosa dei consumi di telefonia mobile. Tesionline.it è il sito dove è possibile consultarla integralmente.


A spasso con il mondo. Il telefonino: feticcio amato e odiato dei nostri giorni, inseparabile, irrinunciabile, diabolico strumento che ci mette in comunicazione con il mondo...

Vogliamo scoprire insieme ad Andrea Pietrarota quello che si cela dietro questo prodotto dell’informazione globale il tele-comando della nostra vita personale, nuovo strumento di "tele-potenza" e allo stesso tempo "guinzaglio telematico", e vi proponiamo la lettura del suo lavoro di tesi A spasso col mondo. Le telecomunicazioni mobili nella società dell'informazione globale.

Il caso TIM: un’innovazione di marketing che ha fatto storia nel mondo delle tlc con la carta prepagata Timmy e la fine del telefono a canone.. la nascita di Omnitel Pronto Italia e la prima concorrenza.

La liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni, la convergenza multimediale, l'innovazione tecnologica e l'uso sociale della tecnologia.. cause ed effetti che si rincorrono a vicenda.. sono solo alcuni degli aspetti affrontati in una tesi in cui gli aspetti normativi, economici, tecnici, sogiologici, di comunicazione e marketing si intersecano sino ad una conclusione.. d'ordine filosofica-esistenziale sul telefonino e i new media in generale.


Per contatti:
Andrea Pietrarota
cell: 347.8271841
email: apietrarota@libero.it
skype: apietrarota


Per consultare la tesi, basta cliccare sul titolo di questo articolo.


Per contatti:
Andrea Pietrarota
cell: 347.8271841

email: apietrarota@libero.it
skype: apietrarota




http://www.tesionline.it/
è l'unico sito interamente dedicato al recupero, all'archiviazione, alla conservazione e divulgazione delle tesi di laurea, di dottorato, di master e di specializzazione.

COMPATIBILMENTE. INSIEME PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE


COMPATIBILMENTE:
UN PROGETTO EDUCATIVO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

"Compatibilmente" con una "pila" di impegni scolastici, vorremmo che i ragazzi ricaricassero le batterie e ci raccontassero cosa pensano di un argomento di fondamentale importanza come la salvaguardia dell'ambiente. Da questa idea nasce il nuovo progetto per gli studenti italiani lanciato dal Cobat (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste), da Legambiente e da NewspaperGame: dall'esigenza di ascoltare pareri più freschi su quelle piccole-grandi cose che possono migliorare la vita di tutti i giorni, che si tratti del risparmio di risorse ed energia o del corretto recupero dei rifiuti pericolosi. Insomma, stiamo parlando di quello che oggi si definisce comunemente sviluppo sostenibile.
Cobat e Legambiente forniranno ai giovani reporter e ai loro docenti strumenti e informazioni per realizzare gli articoli nel modo più corretto e consapevole.

COME FUNZIONA
Gli studenti delle scuole elementari (classi quarte e quinte), medie e superiori possono scrivere articoli su tre argomenti legati all'ambiente che saranno ospitati dal sito www.newspapergame.com. Ogni settimana i sei articoli più interessanti saranno pubblicati sui quotidiani che aderiscono all'iniziativa: La Stampa, Il Giornale di Sardegna, Il Tempo, Il Secolo XIX, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Sicilia.

PER PARTECIPARE
Basta collegarsi al sito www.newspapergame.com, cliccare sul link "Compatibilmente" e scrivere un articolo di 1300 battute sugli argomenti proposti. I gruppi di lavoro e i singoli studenti potranno scrivere su tutti gli argomenti e inviare anche pi˘ di un articolo per tema.

GLI ARGOMENTI
La batteria del mondo
Dalla pila di Alessandro Volta a oggi, le batterie sono uno dei simboli della vita moderna, indispensabili sia nelle nuove forme di mobilità sia nelle nuove tecnologie di comunicazione. Raccontate come e quanto la batteria muova il mondo contemporaneo attraverso una moltitudine di apparecchi: basti pensare al walkman, al pc portatile e al telefono cellulare, ma soprattutto ai mezzi di trasporto come automobili, moto, camion, trattori, imbarcazioni, fino ai treni e ai sommergibili. Puntate l'attenzione sull'utilità della "corrente elettrica portatile", sulle politiche di risparmio energetico, sulle diverse fonti di energia, sulla necessità di sostituire i combustibili fossili con altre forme di energia.

Rifiuti pericolosi, tutti a raccolta!
Il nostro è uno dei Paesi europei che ha ottenuto i maggiori successi nella raccolta, nel trasporto e nel riciclo delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi, tutti materiali molto inquinanti. Il sistema Cobat è dunque un esempio lampante di sviluppo sostenibile. Andate a verificare nel vostro territorio quali sono le politiche di sviluppo sostenibile messe in atto dai Comuni, come avviene la raccolta delle batterie esauste nelle officine, negli ipermercati, nel porto, nelle stazioni ecologiche o dove si demoliscono le auto, ascoltando anche meccanici o autodemolitori; intervistate sindaci o assessori, operatori ecologici ed esperti del settore, scoprite le imprese di raccolta, cercate anche con l'aiuto del Cobat i dati territoriali. Fate in modo che anche il vostro Comune sia "riciclone" di batterie al piombo esauste.

Ricarica l'ambiente
Quali sono secondo voi le buone pratiche ambientali? Come il comportamento individuale può aiutare a tenere pulito il territorio e a tutelare l'ambiente? Cosa può e cosa non deve mai fare il cittadino? Quali sono le iniziative che la tua scuola, il tuo Comune o la tua Regione possono intraprendere anche grazie al tuo aiuto o al tuo sostegno? Sia Cobat sia Legambiente promuovono molte campagne di sensibilizzazione ambientale, cosa ne pensi? Racconta quali sono i comportamenti che aiutano a proteggere il nostro pianeta e líintero ecosistema, oppure dai spazio alla tua fantasia e lancia una tua iniziativa di sensibilizzazione ambientale.

I PREMI
Una commissione, composta da un giornalista di ogni testata partecipante e da responsabili del Cobat e di Legambiente, valuterà gli articoli dei ragazzi e i migliori vinceranno un premio per la propria scuola.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA COMPATIBILMENTE
Andrea Pietrarota, Hill & Knowlton Gaia tel. 06441640327 cel. 3355640825
email pietrarotaa@hkgaia.com

NewspaperGame
Viale O. da Pordenone, 50 - 95126 Catania - Tel 095 253490/1 - Fax 095 253400
e-mail: staffng@ngmail.it
http://www.newspapapergame.com


Gli inseganti possono richiedere gratuitamente una copia del manuale "Compatibilmente" inviando un fax al Cobat al n.: 06/42086985

venerdì 25 febbraio 2005

Niente Iva per gli sms di beneficenza in aiuto a popolazioni colpite da catastrofi naturali

Approvato in via definitiva un decreto che esclude l’Iva sull’invio degli sms, i messaggini inviati via telefonino, a scopo di beneficenza. Ma gli operatori di telefonia cellulare non sono soddisfatti.



Il Parlamento ha approvato in via definitiva un decreto che esclude l’IVA sull’invio degli sms, i messaggini inviati via telefonino, a scopo di beneficenza. Ma la norma prevede tale esclusione solo su un certo tipo di sms di elargizione: quelli che vengono mandati per effettuare una donazione per “aiuti a popolazioni colpite da catastrofi naturali” e non qualsiasi campagna a fini benefici.
La definizione del provvedimento legislativo, evidentemente, è stata messa a punto in seguito all’immane tragedia che ha sconvolto l’Asia meridionale meno di due mesi fa, un dramma che ha spinto un elevatissimo numero di italiani ad utilizzare gli sms per effettuare una donazione, tanto che alla fine sono stati raccolti quasi 30 milioni di euro in pochi giorni.
Gli operatori di telefonia mobile, TIM, Vodafone, Wind e 3 non sono però soddisfatti dal decreto, ritenendolo incompleto e limitato. In un comunicato congiunto diffuso il 24 febbraio ‘05 “giudicano come un primo passo verso la giusta direzione ma non risolutivo il decreto approvato”. A loro dire, infatti, la normativa “non tiene conto pienamente della genesi e della rilevanza progressivamente assunta dall’sms come diffuso strumento di donazione". I carrier hanno, quindi, rilevato che negli ultimi 3 anni gli sms si sono rilevati uno straordinario e tempestivo strumento di solidarietà, contribuendo a risolvere situazioni assai pesanti non solo in seguito a calamità naturali ma anche per iniziative sanitarie, sociali e per progetti di ricerca, come l’indagine sulle malattie genetiche promossa da Telethon. Gli operatori ritengono quindi che il decreto approvato ponga delle discriminazioni rispetto alle altre iniziative condotte con lo strumento della messaggistica cellulare. “La situazione così creata - conclude il comunicato - sarà ingestibile nel rapporto con i cittadini, che si aspettano un trattamento fiscale omogeneo per queste varie iniziative di donazione benefica”.
Andrea Pietrarota

giovedì 17 febbraio 2005

BENVENUTO KYOTO!


Roma 17 feb. 05

Con AzzeroCO2 il COBAT è il primo Consorzio a aderire
alle politiche ambientali previste dal Protocollo Internazionale

Benvenuto Kyoto!


Una maxi torta di 160 kg alla Galleria Sordi di Roma con la scritta “Benvenuto Kyoto”, le musiche africane, gli allievi delle elementari con lo striscione “I love Kyoto”.Sono alcune delle immagini della festa organizzata ieri dalle associazioni ambientaliste WWF, Legambiente, GreenPeace, ISES, cui sono intervenute numerose personalità tra cui: Dario Esposito, assessore alle Politiche Ambientali del Campidoglio, Ermete Realacci, deputato Margherita, Loredana De Petris, senatrice Verdi, Valerio Calzolaio, deputato Ds.

Ha festeggiato l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto in 30 Paesi del mondo anche il nostro Consorzio, che ha recentemente conseguito sia la certificazione, per la qualità dei servizi offerti, UNI EN ISO 9001:2000 sia la certificazione, del Sistema di Gestione Ambientale secondo lo standard internazionale, UNI EN ISO 14001:1996, che ratifica l’impiego da parte del Consorzio di tecnologie e processi eco-compatibili ed eco-sostenibili.

Ma i maggiori complimenti sono stati ricevuti dal Direttore Generale del COBAT, l’ing. Paolo Sormani, per l’adesione del Consorzio alle iniziative di AzzeroCO2, l’iniziativa nata per comune volontà di Ambiente Italia, Legambiente e Kyoto Club per ridurre le emissioni di gas serra, principalmente sotto la forma di anidride carbonica (CO2), che sono una delle cause principali del riscaldamento terrestre e dei cambiamenti climatici ad esso associati.
Queste emissioni vengono, infatti, rilasciate nell'atmosfera dalla combustione di fonti energetiche fossili che spesso sono usate per produrre l'energia necessaria a svolgere le nostre attività quotidiane, dalle più semplici alle più complesse: guidare un'automobile, navigare su internet, guardare la TV, cucinare, andare in discoteca o assistere ad un evento sportivo.

Partecipando a AzzeroCO2, in pratica il COBAT è il 1° Consorzio che aderisce alle politiche ambientali previste dal protocollo di Kyoto. Per contribuire attivamente a contrastare il cambiamento climatico, Il Consorzio ha intrapreso, infatti, un serio percorso verso la sostenibilità dei tutte le sue attività, e si è impegnato a concorrere alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, neutralizzando le emissioni annue di gas serra derivanti dai propri consumi energetici e di materiale cartaceo presso la propria sede direttiva, nonché dai viaggi e le trasferte del personale dipendente.
Tali emissioni, niente affatto trascurabili, se si pensa che sono pari a 30 tonnellate di CO2 saranno compensate dal COBAT attraverso l’acquisto di crediti dismissione, sul mercato internazionale, per progetti di uso della tecnologia solare fotovoltaica realizzati nel Sud-est asiatico.
Ancora una volta il nostro Consorzio si dimostra così in prima linea sul fronte della sostenibilità ambientale.


Per informazioni:
Ufficio Stampa e Relazioni Esterne
Andrea Pietrarota, H&K Gaia Tel. 06-441640327 Cell.: 335-5640825 e-mail: pietrarotaa@hkgaia.com

mercoledì 9 febbraio 2005

NASCE UN NUOVO ASILO GIOCA&CREA CON IL FANTABOSCO DELLA MELEVISIONE

Al quartiere Trieste: L’ASILO CHE C’E’

NASCE UN NUOVO ASILO GIOCA&CREA CON IL FANTABOSCO DELLA MELEVISIONE

Sabato 12 febbraio, ore 16.00 Via Panaro, 3/5 - Roma

Rai Trade S.p.a. e La Nuova Infanzia S.a.s. inaugurano a Roma il terzo centro per l’infanzia “Gioca&Crea-Melevisione”

Sabato 12 p.v. in via Panaro, 3/5 alle ore 16.00, sarà inaugurato un nuovo centro per l’infanzia “Gioca&Crea-Melevisione”.
Una grande festa con giochi e sorprese darà l’opportunità a tutti i bimbi di giocare e sperimentare nel Magico Regno della Fiaba “Il Fantabosco”, ricreato con le sue scenografie e i suoi incanti in una sala della struttura.
Il centro, adiacente al parco Nemorense, è una splendida struttura di 270 metri quadri con ampio spazio esterno attrezzato, progettati ed arredati nel pieno rispetto del bambino; è il terzo esempio nazionale, dopo quello di Via Rhodesia 24 a Roma e di Via Lata 82 a Brindisi, della partnership stretta tra gli asili “Gioca&Crea” della società La Nuova Infanzia e Rai Trade S.p.A., “titolare” della trasmissione di RaiTre “La Melevisione”, ormai entrata con grande successo nelle case di tutti i bimbi.


30 bambini potranno usufruire di un posto al nido nel quartiere Trieste; una “goccia nell’oceano” per il Comune di Roma che conta circa 8000 bambini in lista d’attesa, purtroppo senza speranza concreta di un inserimento; è anche per questo che la “La Nuova Infanzia”, dal 1995 attiva sul territorio nazionale, si impegna nella realizzazione di servizi educativi rivolti a bambini da 0 a 10 anni, rappresentando per le famiglie e per i loro bambini una risposta efficace ai propri bisogni, aggravati dalle carenze del servizio pubblico.


Da lunedì 14 febbraio, l’asilo nido e la ludoteca di Via Panaro offriranno un servizio educativo, dalle 7.30 alle 19.00 per 12 mesi l’anno, proponendo attività ludiche e didattiche per bimbi da 0 a 6 anni e inoltre spazi-gioco, centri estivi e seminari con i genitori. Ogni giorno i bimbi vivranno nuovi giochi, nuove esperienze e conosceranno tanti amici , sempre guidati da personale esperto e qualificato.


La Nuova Infanzia ha al suo attivo 17 strutture per l’infanzia avviate sull’intero territorio nazionale di cui 16 a marchio Gioca&Crea (asili nido, scuole materne e ludoteche), per un totale ogni anno di quasi mille bambini coinvolti nelle diverse attività pre-scolari.
La società, inoltre, gestisce direttamente un centro di formazione e aggiornamento professionale per operatori d’infanzia su Roma e fornisce personale preparato e qualificato in grado di rispondere alle esigenze di famiglie, strutture per l’infanzia, villaggi turistici, centri estivi ecc..

Ufficio Stampa La Nuova Infanzia - Gioca&Crea:
Paolo Pietrarota, tel. 06/86399512 Cell. 338/8043264 Fax 06/86381042 E-mail: roma@ciaobimbiequipe.it

martedì 8 febbraio 2005

LEGGERE ON LINE? GOOGLE SI DA' ALL'E-BOOK


Leggere on-line? Google si dà all'e-book

Google, il più famoso motore di ricerca d’Internet, si appresta a lanciare un servizio senza precedenti che porterà in rete l'intero contenuto di decine di milioni di volumi.

Molti saranno forniti solo come assaggio. Una rivoluzione che fa i conti con il copyright. Google ha, infatti, firmato degli accordi con alcune prestigiose università e biblioteche, tra cui Harvard, Stanford, Università del Michigan, Università di Oxford e la New York Public Library, con il fine di scansionare e mettere on-line, ampi cataloghi dei volumi più diversi, tutti a disposizione del pubblico.

Così presto i navigatori del web potranno leggere liberamente e, anche per intero, tutti i libri che si trovino nel cosiddetto “public domain”, ossia si tratti di quelle opere per le quali i termini del copyright sono superati o che prevedono fin dall'origine la possibilità di una libera diffusione pubblica.

Il progetto di Google ha il sapore rivoluzionario di uno snodo informativo che possa nel tempo raccogliere almeno una parte dell’umana conoscenza e creatività e metterla a disposizione di tutti, immediatamente accessibile da ogni parte del mondo.

Per tutti i libri digitalizzati che sono coperti da diritti d'autore, saranno offerti degli abstract o delle pagine di "prova", pensate per indurre l'utente interessato ad acquistare il libro direttamente on-line o a farselo prestare dalla biblioteca che lo possiede.

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Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

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