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domenica 2 novembre 2014

Il gruppo Würth Elektronik eiSos presenta una vasta gamma di componenti a Electronica 2014



Il gruppo Würth Elektronik eiSos presenta una vasta gamma di componenti elettronici ed elettromeccanici

 

Electronica – Monaco – 11 – 14  Novembre

Würth Elektronik eiSos è al padiglione B6, stand 404

Würth Elektronik Stelvio Kontek è al padiglione B4, stand 539

 

 

Alla fiera internazionale dell'elettronica "Electronica 2014" di Monaco di Baviera, che si terrà dall' 11 al 14 novembre, il gruppo Würth Elektronik eiSos presenterà una vasta e completa gamma di componenti elettronici ed elettromeccanici per settori tradizionali e per richieste specifiche dei clienti.

 

Condensatori

Completamento del programma di compatibilità elettromagnetica EMC con dei condensatori a film plastico, ceramici ed elettrolitici certificati. Tutta la gestione dell'alimentazione in termini capacitivo/induttivo viene fornita dallo stesso produttore! La versione X2 dei condensatori con dielettrico va a completare il sistema dei filtri. I condensatori MLCC sono disponibili nelle dimensioni 0402-1812. I condensatori elettrolitici in alluminio SMD, THT e snap-in sono disponibili nelle più svariate versioni, generali e specifiche per applicazione.  Il pezzo forte del portafoglio prodotti sono i condensatori a polimeri organici in alluminio: I modelli in SMD e THT sono in grado di offrire molti vantaggi e allo stesso tempo una vita a lunga durata. Alla fiera troverete anche un nuovo manuale dal titolo "ABC dei condensatori", disponibile in lingua inglese e tedesca, che permette di conoscere a fondo anche il settore dei condensatori: molto pratico e con i giusti fondamenti di teoria, scritto da progettisti per progettisti.

 

Il più piccolo induttore in polvere di ferro elettromagnetica

La superficie dell’induttore SMD WE-MAPI misura solamente 1,6 x 1,6 mm e l'altezza è di solo 1 mm. Le correnti nominali fino ad 1,9 Apermettono all’induttore WE-MAPI, schermato magneticamente, sia un elevato carico massimo di corrente che elevate correnti di saturazione, fino a 4,9 A. L'azienda presenta inoltre numerose altre bobine per alimentatori e converter switching e filtraggio.

 

Induttori per la ricarica di batterie wireless

La ricarica di batterie senza cavo non è più fantascienza al giorno d'oggi. Per questa tecnologia del futuro il gruppo Würth Elektronik è in grado di offrire bobine con certificato di conformità Qi e con referenze IC e alla fiera presenterà le ultimissime tendenze e i nuovi sviluppi. Allo stand potrete fare una prova pratica facendovi ricaricare gratuitamente il vostrosmartphone o tablet.

 

Power Module

Una gamma standard ampliata e la presentazione di un componente per pilotaggio LED con corrente di uscita variabile, con specifiche EMI secondo la norma EN 55015 e sistema automatico di spegnimento per sovracorrente, sovratensione e surriscaldamento.

 

LED bianchi e luminosi

Presentazione delle novità nel settore dei componenti LED bianchi: Diodi PLCC dalle dimensioni 3014, 3020, 5630 e 3528 così come LED bianchi ad alta potenza.

 

Connettori e componenti elettromeccanici

Alla fiera troverete i nuovi cataloghi 2015 per i settori dei connettori e dei componenti elettromeccanici. I cataloghi contengono molte novità e aggiornamenti per le versioni scheda-scheda, scheda-cavo, connettori I/O, connettori ZIF, morsetti. Inoltre, novità come portafusibili ed elementi di connessione innovativi, viti di distanza SMD, elementi di potenza anch’essi SMD per un montaggio completamente automatica.

 

 



CLIMA: COLDIRETTI, 2014 PIU’ CALDO DI SEMPRE CONFERMA ALLARME IPCC


LA TOP TEN DEGLI ANNI PIU' BOLLENTI SUL PIANETA

 

Il 2014 è stato l'anno piu' caldo di sempre a livello mondiale con la temperatura media registrata sulla superificie della terra e degli oceani nei primi nove mesi dell'anno che è stata la piu' elevata di sempre, addiritura superiore di 0,68 gradi celsius rispetto alla media  del ventesimo secolo.


Lo ha reso noto la Coldiretti in occasione della presentazione della sintesi del rapporto del Gruppo di esperti sul clima dell'Onu (Ipcc) nella riunione a Copenaghen, sulla base dell'analisi dei dati del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Con le rilevazioni che sono iniziate dal 1880 la media delle temperature da gennaio a settembre è stata la piu' alta, facendo registrare - sottolinea la Coldiretti - un valore record da almeno 135 anni, a pari merito con il 1998.


Considerando un intero anno di 12 mesi, il 2010 – continua la Coldiretti - è stato il piu' caldo della storia a livello globale, seguito dal 2005 e dal 1998 mentre al quarto posto a pari merito salgono il 2013 e il 2003 e a seguire il 2002, il 2006 e il 2009 a pari merito con il 2007 ed in fondo alla top ten il 2004 e il 2012 con la stessa temperatura.


Un andamento che - precisa la Coldiretti - evidenzia una accelerazione nel surriscaldamento globale con una escalation di primati negli ultimi anni che conferma l'allame lanciato dagli scienziati dell'Ipcc sull'emissione di ga ad effetto serra. Gli effetti dei cambiamenti climatici – precisa la Coldiretti - si sono manifestati anche in Italia con la più elevata frequenza di eventi estremi, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, con vere e proprie bombe d'acqua e l'aumento dell'incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti. Nel lungo periodo sono numerosi gli effetti dei cambiamenti climatici sull'agroalimentare nazionale.


Secondo una analisi della Coldiretti il vino italiano è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni, ma si è verificato nel tempo - secondo la Coldiretti - anche un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l'olivo che è arrivato quasi a ridosso delle Alpi. Nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserva e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee.


Un effetto che si estende in realtà a tutti i prodotti tipici. Il riscaldamento provoca infatti anche - precisa la Coldiretti - il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l'affinamento dei formaggi o l'invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto - conclude la Coldiretti - mette a rischio di estinzione il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy che devono le proprie specifiche caratteristiche essenzialmente o esclusivamente all'ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla combinazione di fattori naturali e umani.

 

LATOP TEN DEGLI ANNI PIU' CALDI DEL PIANETA DAL 1880

                                               ANOMALIA RISPETTO ALLA MEDIA IN GRADI CELSIUS

1)        2010                          +0,66 

2)        2005                           +0,65

3)        1998                           +0,63

4)        2013                          +0,62 

4)        2003                          +0,62 

6)        2002                          +0,61

7)        2006                           +0,60

8)        2009                          +0,59

8)        2007                          +0,59

10)      2004                          +0,57

10)      2012                          +0,57


Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Noaa


CRISI, DOGGY BAG PER 1 ITALIANO SU 3, MA 24% SI VERGOGNA

Un italiano su tre (33 per cento) quando esce dal ristorante non ha problemi a portarsi a casa gli avanzi con la cosiddetta con "doggy bag" anche se tra questi, solo il 10 per cento lo fa regolarmente, mentre il 23 per cento solo qualche volta.


E' quanto emerge dall'indagine indicativa on line condotta dal sito www.coldiretti.it  dalla quale si evidenzia peraltro che una fetta rilevante della popolazione (24 per cento) quando va a mangiare fuori lascia sulla tavola gli avanzi semplicemente perché si vergogna di chiederli. Chiedere di portare a casa il cibo avanzato quando si v a mangiare fuori è un comportamento molto diffuso in altri Paesi a partire dagli Stati Uniti dove – sottolinea la Coldiretti - la doggy bag è una prassi consolidata per gli stessi Vip, dalla first lady Michelle Obama fino alla cantante Rihanna che recentemene è uscita da un prestigioso ristorante di Santa Monica esibendo una bottiglia di Sassicaia non ancora svuotata del tutto ed è stata intercettata dai paparazzi che pedinano i divi a Los Angeles e dintorni.


La situazione sta cambiando rapidamente anche in Italia dove di fronte a questa nuova esigenza - riferisce la Coldiretti - la ristorazione si attrezza e in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, si chiede riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc.  I comportamenti degli italiani al ristorante o in pizzeria sono coerenti con quanto avviene nelle case.


Con la crisi infatti si registra una storica inversione di tendenza, con quasi tre italiani su quattro (73 per cento) che hanno tagliato gli sprechi a tavola nel 2013, secondo l'indagine Coldiretti/Ixe' dalla quale si evidenzia, in particolare, che il 45 per cento degli italiani ha ridotto gli sprechi e il 28 per cento li ha addirittura annullati mentre una percentuale del 26 per cento non ha cambiato il proprio comportamento.


E' forse questo - afferma la Coldiretti - uno degli aspetti positivi della crisi economica in una situazione in cui ogni persona in Italia ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l'anno. D'altra parte una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n.29942 della quinta Sezione penale ha dato torto ad un albergatore trentino insultato da un cliente perché avrebbe vietato la "doggy" bag e il riempimento della borraccia, annullando la condanna per ingiurie inflitta dalla Corte di Appello di Trento ad un friulano che era stato denunciato dall'albergatore perche, a fronte del mancato riconoscimento della pretesa di appropriarsi di ciò che costituiva il residuo della consumazione, aveva rimproverato il gestore dell'attività fino a osservare che il "servizio era da schifo".


Una vicenda singolare costruita attraverso tre gradi di giudizio che introduce una conquista importante per tutti i consumatori che, al termine dei pasti consumati in ristoranti e in genere in esercizi di somministrazione aperti al pubblico, possono pretendere di portar via gli avanzi di cibo o di riempire un contenitore di acqua o di vino non bevuti.

sabato 1 novembre 2014

Tevere alla Foce e nell'area urbana di Roma - University of Arkansas e CDC

Nel corso del recente incontro all'Autorità di bacino del fiume Tevere, rappresentanze dei territori della Foce del Tevere hanno prospettato al Consorzio Tiberina (e quindi con il Consorzio Tiberina) di lanciare – dopo il "Contratto di Fiume" del Tevere nell'area urbana di Roma – un "Contratto di Foce" del Tevere quale specifico Contratto Territoriale coerente con l'aggiornamento del Piano di Gestione del Distretto Idrografico. Continuando ad operare nel raccogliere contributi – come sempre – da Associazioni, Pubbliche Amministrazioni, mondo del lavoro e della produzione, singoli cittadini, avvieremo incontri – a partire dal X° Municipio di Roma Capitale e dal Comune di Fiumicino – sullo speciale territorio fra Tevere e Litorale: già attivato, anche in questo caso, un primo nucleo di Comitato Promotore.

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Nell'ambito dei recenti rapporti del Consorzio Tiberina con il Rome Center della University of Arkansas è anche maturata l'idea di costituire un nucleo d'azione analogo all'ormai famoso – di certo fra gli addetti ai lavori – "CDC - Community Design Center" (http://uacdc.uark.edu/). Esso potrebbe riferirsi ad alcuni principi tuttora da affinare e condividere, mettendosi addirittura a disposizione – quale struttura "aperta" – dei diversi Contratti Territoriali interagenti su territori della regione Tiberina, a loro volta strettamente collegati quanto a storia, natura, culture, turismo e viver sano:

missione

La missione del "CDC - Centro Disegno-iDee per le Comunità" sarà nel promuovere lo sviluppo creativo dei territori di Municipi e Centri minori (singolarmente ma soprattutto "in rete") attraverso soluzioni di formazione, di ricerca e di progettazione che migliorino l'ambiente fisico, sviluppando un repertorio di nuove metodologie applicabili ai problemi di sviluppo delle "centralità locali" e ricercando fonti di finanziamento e cofinanziamento (pubbliche e private), integrando misure sociali e ambientali nello sviluppo economico: le possibili soluzioni di progetto – a scala territoriale ed urbana – aggiungono valore a lungo termine e offrono vantaggi collaterali relativi alla sostenibilità economica, alle ecologie avanzate e al miglioramento della salute pubblica, i fondamenti del così detto "sviluppo creativo".

approccio

Ampliare lo spazio civico: lo spazio pubblico contemporaneo si è spostato dallo spazio della città vero e proprio ad un ambito allargato che include ambienti agricoli, periferie, aree suburbane – una geografia di estensione –, marginalizzando nel contempo alcuni spazi una volta centrali (o comunque centrali fisicamente), come per esempio quelli del Tevere a Roma e in vari tratti del suo corso a Roma e fuori ("diversi Tevere", in effetti). Aggravato dal declino e dallo svuotamento dei residenti dai centri storici tradizionali, questo cambiamento pone nuove sfide di pianificazione e di "ricucitura urbanistica" del tessuto sociale e ambientale, per cui non esistono adeguati modelli di sviluppo e le pratiche in essere si sono rivelate, ad un consuntivo, spesso disastrose per i territori.

sviluppo di nuovi modelli di design

Attraverso principi di ricerca e progettazione meta-disciplinare, l'idea del CDC ricombina ecologia e sviluppo, architettura e paesaggio, soluzioni di design urbano e rurale per affrontare le sfide emergenti di una diversa pianificazione. La ricerca si deve riferire ai processi economici, politici e culturali che hanno modellato il paesaggio fisico e culturale. Il lavoro affronta così nuove sfide progettuali: espansione urbana, pianificazione ambientale, processi di inclusione e di ripopolamento, rapporto fra spazi di abitazione e spazi ricreativi, funzioni innovative per un territorio che non può essere pensato solo come un "prodotto".

struttura

In partenza, le Università del Consorzio Tiberina, altre Università delle Regioni interessate e il Rome Center della University ok Arkansas, per mutuare e adattare il modello del Community Design Center.


4 novembre 1994-2014 "Francesco Padre ML 990": evento per il ventennale dalla morte dei 5 uomini della motopesca “Francesco Padre ML990”

Il Comitato "Francesco Padre"
presenta
4 novembre 1994-2014

"Francesco Padre ML 990"

Il 4 novembre 2014 alle ore 19,00 nella chiesa Madonna della Rosa a Molfetta (BA), il comitato "Francesco Padre" ", in occasione del ventennale della morte dei 5 uomini  del motopesca "Francesco Padre ML990" insieme con il loro cane Leone, morte avvenuta in circostanze ancora tutte da chiarire, per le quali si sono mobilitati i Tribunali, carta stampata e soprattutto le coscienze di tanti cittadini, organizza un evento commemorativo di questo tristissimo avvenimento; agli inizi degli anni '90 molti pescherecci italiani quotidianamente raggiungevano le acque del Montenegro, notoriamente più pescose di quelle italiane.


Nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1994, il peschereccio molfettese "Francesco Padre" era là, con a bordo cinque uomini e un cane (il comandante Giovanni Pansini, 45 anni, Luigi De Giglio, 56 anni, Saverio Gadaleta, 45 anni, Francesco Zaza, 31 anni e Mario De Nicolo, 28 anni con il loro cane Leone).  Poco dopo la mezzanotte, la barca affondò portandosi giù i loro corpi. A causa di un gioco di guerra in tempo di pace il calendario del tempo di cinque famiglie di pescatori pugliesi, quella notte è stato arrestato per sempre; e così, le lancette degli orologi sono state inceppate inesorabilmente, in quelle case di onesti lavoratori del mare.


Fino ad ora il ricordo è sopravvissuto solo nella memoria di pochi parenti che vivono nel muto dolore quella perdita irreparabile dei propri cari, e di quanti accarezzano e sentono propria quella tragedia. Quella storia fu subito definita l' "Ustica di Molfetta". Nonostante siano molti i casi come questo, qualcosa ha reso la sorte dei 5 marinai molto diversa da quella delle vittime di Ustica:  i cinque uomini del "Francesco Padre" sono stati dichiarati "colpevoli della loro morte": sarebbero cioè saltati in aria perché trasportavano illegalmente esplosivo in zone di guerra.


E così le vittime sono state trasformate in carnefici e le loro famiglie hanno dovuto rinunciare al diritto di seppellire i propri cari (deliberatamente lasciati in fondo al mare); rinunciare al diritto di ricevere dallo Stato un aiuto economico (prima riconosciuto e poi negato); al diritto di conoscere la verità (un segreto di stato lo ha formalmente impedito) e quindi al diritto di avere giustizia. Venti anni di silenzi, omissis, indagini, segreti di stato, verità.


Il comitato Francesco Padre vuole ricordare questo tragico avvenimento ma anche riportare l'attenzione su una verità dei fatti che nel tempo è emersa in tutta la sua drammatica evidenza senza però risvegliare la verità giudiziaria ancora silente.


All'invito a partecipare alla commemorazione hanno risposto con entusiasmo il giornalista Gianni Lannes autore del libro "Nato colpito e affondato"che ha fatto luce sull'intera vicenda; l'Ammiraglio Salvatore Giuffré, già comandante della Direzione Marittima della Puglia e della Basilicata Jonica e del Compartimento Marittimo di Bari, il Dott. Nicola Magrone Magistrato, che come parlamentare è stato firmatario di una proposta di legge per l'isti­­tuzione di una commissione di inchiesta sull'attentato al moto­pe­­­sche­reccio Francesco Pa­dre di Molfetta e  sul traffico di armi in Adriatico; il Dott. Carlo Maria Capristo procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Trani che ha riaperto il processo ipotizzando contro ignoti il reato di "omicidio volontario"; l'Avv. Nicky Persico che ha difeso le famiglie delle vittime del "Francesco Padre" nel nuovo procedimento giudiziario e Giovanni Modugno Comandante Gruppo Operativo Subacquei Marina Militare Italiana col palombaro Angelo Nitti che hanno partecipato nel 2011 alle operazioni di ispezione visiva  dell'imbarcazione che ancora giace nel fondo del mare a 243 m. di profondità.


Nell'occasione verrà proiettato in prima nazionale il cortometraggio "Francesco Padre" della regista Donatella Altieri.

"Francesco Padre ML 990" - 1994-2014
4 novembre 2014 ore 19,00
Chiesa della Madonna della Rosa • viale Giovanni Paolo II • Molfetta (BA)

L'irriverente. Sentenza appello Cucchi. E' questa la nostra polizia?

Firenze, 1 novembre 2014. I sei medici, i tre infermieri e i tre agenti della penitenziaria condannati in prima istanza per la morte di Stefano Cucchi sono stati assolti in appello per insufficienza di prove. Bene, siccome -in linea di massima- l'insufficienza di prove e' un motivo di una certa consistenza, non facciamo nessuna valutazione sulla sentenza in se' e, quando ci saranno,  leggeremo le motivazioni partendo dal presupposto che, nel dubbio, "meglio un criminale libero che un innocente in carcere".
Questo pero' non ci esime dal fare una chiosa. Nelle numerose prese di posizione che sono seguite a questa sentenza di appello, ce n'e' una che spicca in modo particolare, e' quella del Sap, sindacato di polizia. Questo sindacato ha sentito la necessita' di intervenire in questo modo (agenzia stampa Adnkronos):
"Tutti assolti, come è giusto che sia. Esprimo piena soddisfazione per la sentenza. In questo paese bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità". E' quanto afferma Gianni Tonelli, segretario del Sap, sindacato di polizia, sulla sentenza di appello del processo Cucchi, che ha visto assolti tutti gli imputati. "Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, - continua Tonelli - se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie". "Mi auguro - prosegue - che questa sentenza venga rispettata e che presto la Cassazione metta la parola fine a tutta la vicenda.  ...".
La logica che e' alla base di questo pensiero ("Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze"), e' la stessa di chi, per esempio, di fronte ad un ferito a seguito di un incidente stradale provocato per violazione del codice da parte della stessa vittima, sostiene che e' bene quello che e' accaduto e che, se non viene curato per essere salvato, se e' morto "sono cazzi suoi".
Ognuno puo' pensare e dire quello che vuole. Ovviamente. Ma a noi preoccupa che in questo caso sia l'esponente di un sindacato di polizia ad esprimere questo tipo di opinione. Cioe', l'appartenente ad un corpo dello Stato che, per definizione, prassi e metodologia, deve difendere e confortare tutti i cittadini, anche quelli che per loro sbagliano.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Per il Festival delle Letterature dell'Adriatico, domenica 9 novembre a Pescara arriva Pif


Per il #FLA014 arriva PIF
Domenica 9 novembre l'autore e conduttore televisivo è a Pescara
grazie al main partner TIM.

Dopo l'annuncio di nomi di spicco come Francesco Piccolo, Enrico Mentana, Beppe Severgnini e Samuele Bersani, il FLA2014 può contare sulla presenza di un nuovo ospite: domenica 9 novembre il conduttore e autore televisivo Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, sarà al cinema teatro Massimo di Pescara alle ore 17.00 per introdurre la proiezione gratuita del film che ha diretto e interpretato "La mafia uccide solo d'estate".
Nel giro di pochi mesi il film ha ricevuto molti premi, come il Premio del pubblico al Torino Film Festival, il David di Donatello (David giovani e Miglior regista esordiente), il Nastro d'argento (Miglior regista esordiente e Miglior soggetto) e il Globo d'oro (migliore sceneggiatura).

L'ingresso avverrà con biglietto gratuito, da ritirare a partire dalle ore 11.00 di domenica 9 novembre presso il Circolo Aternino in piazza Garibaldi a Pescara. L'incontro sarà condotto da Luca Sofri e vedrà anche la partecipazione di Carlotta Ventura, Group Senior Vice President Brand Strategy & Media di Telecom Italia, ed è organizzato in collaborazione con TIM, main partner del FLA2014. L'appuntamento fa parte della sezione dedicata al rapporto tra letteratura, giornalismo e innovazione tecnologica, pensata per cercare di capire come cambiano libri e narrazione per via dell'innovazione, ma anche come libri e narrazioni sono in grado di descrivere l'innovazione e il cambiamento. Sarà possibile seguire l'evento in diretta streaming su www.LIVEon4g.tim.it.

"Costruito come un romanzo di formazione, "La mafia uccide solo d'estate" (2013, con Pif, Cristiana Capotondi, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé, Ninni Bruschetta, Barbara Tabitta, Rosario Lisma) […] rappresenta la mafia senza indulgenze celebrative. Infilato il terreno minato dell'universo criminale, Pif contempla il fascino sinistro dell'eroe del male […] scartando i sentimenti retorici e i cliché che veicolano l'idea dell'immutabilità della Mafia. Nato in una regione incline al fatalismo come la Sicilia, Pif fa qualcosa di più che dimostrare la parabola discendente di Cosa Nostra, scegliendo come protagonista un ragazzino che coltiva sogni, speranze e illusioni e che imparerà a sottrarsi alle regole del gioco sentendosi e volendosi 'diverso' rispetto alla cultura diffusa di cui la criminalità organizzata è espressione" (Mymovies.it).

Sul sito www.festivaldelleletterature.com è possibile seguire tutte gli aggiornamenti e il programma dettagliato dell'edizione 2014 del Festival delle Letterature dell'Adriatico.



2 NOVEMBRE, PIU’ FIORI CHE A SAN VALENTINO, MA PESA CRISI


La ricorrenza del 2 novembre resta un appuntamento da ricordare nel rispetto della tradizione con una spesa in fiori  che quest'anno supera quella di San Valentino e  anche se la crisi pesa si stima che 70 milioni di steli di crisantemo saranno deposti nei cimiteri. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei volumi commercializzati ad ottobre in vista dell'appuntamento secondo l'Ismea. Le condizioni climatiche avverse - sottolinea la Coldiretti -hanno peraltro ridotto la produzione nazionale e si registra un leggero rialzo nelle quotazioni.

Anche per questo è opportuno, nonostante il tipo di ricorrenza, non fare acquisti di impulso, ma verificare e mettere a confronto i diversi prezzi sul mercato. la scelta è ampia tra steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e - sottolinea la Coldiretti - nei diversi colori. La varietà piu' diffusa di crisantemo è l'anastasia I prezzi di vendita al dettaglio per i fiori recisi - riferisce la Coldiretti - variano da 1,5 euro a 8 euro per quelli più grandi e possono arrivare ai 15-20 euro se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con più fiori. Per evitare di cadere nelle trappole del mercato  è meglio non ridursi all'ultimo momento per gli acquisti, evitare venditori improvvisati per non alimentare l'illegalità, preferire l'acquisto, se possibile, direttamente dai produttori 

Per fare durare di più i fiori si consiglia - sostiene la Coldiretti - di cambiare l'acqua nei vasi ogni due o tre giorni e di tagliare il gambo dei fiori cogliendo, se possibile, l'occasione di ripetere la visita di commemorazione. La produzione del crisantemo è sicuramente una delle tecniche più complesse del florovivaismo italiano, basti pensare al fatto che - spiega la Coldiretti - occorre "programmare" la fioritura, dosando le ore di buio e di luce con la copertura delle piante in funzione del momento in cui i fiori verranno messi in commercio.

Il crisantemo o fiore d'oro (dal greco chrysòs (oro) e ànthemon (fiore)) viene coltivato in Cina ben cinque secoli prima di Cristo. In Europa, i primi crisantemi furono diffusi alla fine del 1700, prima in Francia, poi in Italia, e in Inghilterra. In principio era una vera rarità esotica, ma col tempo se ne diffuse la coltivazione casalinga. Se in Italia il crisantemo ci ricorda soprattutto il giorno dei defunti, in Giappone - conclude la Coldiretti - è fiore nazionale, emblema araldico della famiglia imperiale e il principale ornamento floreale utilizzato per la celebrazione delle nozze, mentre in molti Paesi è il simbolo della vita, della forza d'animo e della pace.

2 novembre: da fave a ossa, dolci dei morti alla riscossa



Prezzi in pasticceria attorno ai 20 euro ma possono arrivare anche a 45 euro al chilo

 

Dalle favette al pane fino alle ossa dei morti ma anche fanfullicche, stinchetti e zaleti sono solo alcuni dei dolci preparati lungo tutta la Penisola in occasione del giorno dedicato alla commemorazione dei defunti che quest'anno registra un inaspettato ritorno del fai da te casalingo sotto la spinta della crisi ma anche della riscoperta del gusto di passare piu' tempo in cucina nel tempo libero..

E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che ben 4 famiglie su 10 si preparano torte e biscotti casalinghi soprattutto in occasione di ricorrenze speciali. Lo dimostra - sottolinea la Coldiretti - il boom dei dolci dei morti preparati in famiglia da donare a parenti e amici, ma anche per allietare le nuove occasioni di festa legate a tradizioni importate di recente come quelle di Halloween, con il rito di bussare nelle case del quartiere per porre il classico quesito "dolcetto o scherzetto". Non siamo ancora di fronte alle popolari gare di dolci delle mamme americane ma non c'è dubbio - precisa la Coldiretti - che l'abilità ai fornelli è tornata ad essere un valore aggiunto nella società, anche sotto il pressing dei figli, come non avveniva da decenni.

Una occasione per divertirsi risparmiando con i prezzi dei dolci dei morti che in pasticceria possono raggiungere anche i 45 euro al chilo. In Lombardia il "pane dei morti" si può acquistare ad un prezzo variabile tra i 18,50 e i 30 euro/kg mentre gli "ossicini dei morti" sono quotati attorno ai 25 euro/kg e le fave dei morti tra i 18 e i 20 euro/kg mentre in Veneto la pasticceria legata alle festività dei santi costa dai 10 ai 12 euro al chilo. in Umbria si possono acquistare fave dei morti al prezzo di 20-22 euro/kg  come in Abruzzo mentre in Sicilia che è la patria di questa tradizione si vendono biscotti dei morti in un "misto siciliano" che costa 10 euro kg ma sono tradizionali del periodo anche i dolci di martorana (frutta realizzata con pasta di mandorle) che si può acquistare attorno ai 20 euro/kg ma che arriva anche a 45 euro/kg nei bar e nelle pasticcerie più esclusive.

I dolci dei morti – ricorda la Coldiretti - vengono preparati per tradizione per il giorno di commemorazione dei defunti, istituito dalla Chiesa Cattolica nel 610 d.C. e rappresentano simbolicamente l'offerta dei vivi ai morti che, secondo la tradizione cristiana e precristiana, ritornano sulla Terra nelle proprie case durante la notte tra il 1 e il 2 novembre. Anche se le differenze possono essere rilevanti  gli ingredienti di base sono costituiti - precisa la Coldiretti - da farina, uova, zucchero che possono essere arricchiti anche con frutta secca o candita, marmellata e talvolta anche cioccolato. I dolci dei morti variano infatti da regione a regione ma mantengono tutte inalterato lo spirito di semplicità dell'evento che si va a celebrare. I dolci più comuni e diffusi nel territorio italiano – segnala la Coldiretti - sono le fave dei morti, le ossa dei morti e il pane dei morti, ma esistono anche altre preparazioni meno diffuse o comunque più prettamente legate alle usanze regionali. In Sicilia, nel "cannistru", la tipica composizione tradizionale che si realizza durante la festa dei morti  vengono messi - informa la Coldiretti - dei panini dolci a forma di mani intrecciate chiamati, appunto, le mani, si preparano le dita di apostolo, dolci di marzapane a forma di dita, i pupi di zucchero, statuette di zucchero, farina, albume e acqua di chiodi di garofano che rappresentano gli antenati della famiglia, e la frutta di martorana, fatta in marzapane.

In Puglia si cucinano le fanfullicche, bastoncini di zucchero di forma attorcigliata e la colva (in dialetto la cicecuotte), dolce fatto con grano, uva sultanina, mandorle e zucchero. In Campania è tradizione preparare il torrone dei morti, a base di cacao, nocciole e frutta candita. In Umbria, invece, si consumano gli stinchetti dei morti, dolcetti fatti con albume, mandorle, zucchero e cacao. Le "fave da morto", "fave dei morti" o "fave dolci",  pasticcini alla mandorla, di forma ovoidale e schiacciata, cosparsi di zucchero a velo con l'aspetto di un amaretto, ma di consistenza maggiore le troviamo in Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche ed Umbria, mentre differenti, seppur sempre a base di mandorla, sono le "favette dei morti", presenti un po' in tutto il Nord-est, ma soprattutto in Veneto e in Friuli dove sono di tre colori (panna, marroni e rosa) e variano dal croccante al morbido (favette triestine).

Per la ricorrenza dei morti in Veneto si usano le fave e il mandorlato ma anche i biscotti secchi a base di farina di mais come i "zaleti". Infine – conclude la Coldiretti -  le "ossa di morto" si trovano in Piemonte e in Lombardia sotto forma di biscotti di consistenza dura, con mandorle ed albume d'uovo, in Emilia-Romagna, (tipici di Parma) fatte di pastafrolla, ricoperta di glassa di zucchero o cioccolato, in Veneto dalla forma oblunga e in Toscana (tipiche del Senese) di consistenza friabile e di forma rotonda, impastati con le mandorle tritate.

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Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

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