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sabato 22 giugno 2019

Intervista di Alessia Mocci a Cristina Zaltieri: vi presentiamo Spinoza e la storia


Nietzsche coglie cinque motivi di consonanza tra il suo pensiero e quello del pensatore olandese: entrambi combattono l’illusione del libero arbitrio, confutano il finalismo di matrice aristotelica, distruggono la concezione di un ordine morale inerente al mondo, mostrano l’interesse come motore di ogni umano agire, negano il male ontologico, insito nelle cose stesse.” – Cristina Zaltieri

“Spinoza e la storia” edito nel maggio 2019 dalla casa editrice mantovana Negretto Editore è un saggio critico sul filosofo olandese Baruch Spinoza (Amsterdam, 24 novembre 1632 – L'Aia, 21 febbraio 1677) comprendente una ricca selezione di saggi curati da Cristina Zaltieri e Nicola Marcucci, pubblicato nella collana “Il corpo della filosofia”.

Il saggio si apre con l’introduzione “Spinoza. Come pensare altrimenti la storia” di Cristina Zaltieri nella quale sono illustrate le quattro parti che compongono l’ambizioso e ben riuscito progetto corale di nuova rilettura del filosofo olandese seguendo la moderna attenzione riservatagli dai filosofi Gilles Deleuze e François Zourabichvili.

La prima parte, “Alle radici di una storia spinoziana”, inizia con il saggio di Chiara Bottici e Miguel de Beistegui, seguono il saggio di Patrizia Pozzi, il saggio di Francesco Toto, con chiusura di Nicola Marcucci.

La seconda parte, “Una solitudine condivisa. Tra precursori e seguaci”, prende avvio con il saggio di Augusto Illuminati, seguono il saggio di Guillermo Sibilia, il saggio di Riccardo Caporali, con chiusura di Cristina Zaltieri.

La terza parte, “Contro la lettura astorica”, vede come primo saggio “Spinoza e la storia” di Vittorio Morfino, seguono il saggio di Thomas Hippler; il saggio di Andrea Cavazzini, con chiusura di Homero Santiago.

La quarta parte, “Spinoza oltremoderno”, si apre con il saggio di Ezequiel Ipar, seguono il saggio di Manfred Walther, il saggio di Maria de Gainza, con chiusura di Stefano Visentin.

Cristina Zaltieri è docente di filosofia ai licei e cultrice di filosofia all’Università di Bergamo. Dirige assieme alla stimata collega Rossella Frabbrichesi la collana “Il corpo della filosofia”. Precedentemente altri suoi lavori filosofici sono stati pubblicati per gli editori Guerini e Mimesis.

A.M.: Ciao Cristina ci siamo conosciute grazie alle pubblicazioni che hai curato sul filosofo francese di origini georgiane François Zourabichvili che si dedicò interamente alla comprensione al commento dell’opera di Baruch Spinoza e Gilles Deleuze. Oggi non ci discosteremo molto dall’argomento, infatti la nostra chiacchierata verterà sulla nuova pubblicazione che hai curato con Nicola Marcucci, “Spinoza e la storia”. Come nasce l’idea di questa raccolta di saggi su Baruch Spinoza?
Cristina Zaltieri: Nel giugno 2103 alcuni studiosi italiani di Spinoza, Raffaella Colombo, Vittorio Morfino, Gianfranco Mormino e Nicola Marcucci convocarono a Milano per un convegno di tre giorni esperti di studi spinoziani da ogni parte del mondo al fine di considerare il complesso rapporto che il pensiero di Spinoza intrattiene con la storia, al di là di un secolare interdetto che nelle interpretazioni tradizionali gravava su tale rapporto. Ne emerse un panorama di studi e di letture variegato e davvero cospicuo che subito si mostrò meritevole di pubblicazione in quanto il tema risultava nella letteratura spinoziana pressoché inesplorato. Ma per alterne vicende, in primo luogo legate al finanziamento della pubblicazione, l’impresa si bloccò fino a quando, nello scorso anno, Silvano Negretto mostrò interesse al testo per la sua collana di filosofia “Il corpo della filosofia”. Nicola Marcucci ed io, che avevo partecipato come relatrice al convegno, ci facemmo carico ben volentieri del lavoro di curatela della pubblicazione.

A.M.: Quali sono − nella diversità dei punti di vista evidenziati nei diversi saggi − i temi e concetti chiave per i quali Spinoza può dirsi interessato al movimento e alle trasformazioni della storia?
Cristina Zaltieri: Spinoza nella sua breve vita ha elaborato una filosofia che ha il proprio cuore pulsante in un progetto di liberazione etico-politica, progetto ben testimoniato dall’Etica e dai due Trattati. Emancipazione, democrazia, libertà, formazione, sono tutti temi che riecheggiano nelle pagine di Spinoza e la storia e che ogni studioso di Spinoza sa essere cari al nostro filosofo. Di certo un interesse per la storia traspare lungo il Trattato teologico-politico ed è presente pure nel Trattato politico; ciò spiega come la gran parte dei saggi raccolti in Spinoza e la storia si riferiscano ai due testi in questione. Nel primo testo Spinoza mostra una profonda conoscenza dei costumi e delle vicende della storia ebraica biblica che fa valere in senso critico nei confronti di una lettura astorica della Bibbia. Nel Trattato politico la disamina dei tre modelli statuali, monarchico, aristocratico e democratico (quest’ultimo purtroppo non affrontato da Spinoza che muore lasciano incompiuto il testo) è arricchita da continui exempla tratti dalla storia delle comunità umane – dei romani, degli aragonesi, degli inglesi, ecc. − ben conosciuta da Spinoza. 
Ora, un progetto emancipativo richiede un confronto con la storia come luogo del divenire umano. Si tratta di capire quali caratteri assuma l’indubbia attenzione di Spinoza per il divenire umano. È questo il tema centrale del testo, declinato in molteplici forme dai vari autori. Ad esempio, Manfred Walther considera la distanza (e anche i punti in comune) tra la concezione spinoziana, che non ammette l’emergere dell’assolutamente nuovo, e la lettura evolutiva. Homero Santiago legge nel more geometrico non l’antitesi ad ogni divenire (come spesso si è detto), bensì la possibilità di dar conto delle trasformazioni nel senso di un’esplicazione di ciò che ogni ente inviluppa in sé, proprio come ogni figura geometrica implica in sé molteplici proprietà. Mariana de Gainza legge in Spinoza una lettura della storia che l’autrice chiama “prospettivismo critico” e che è antidoto ad ogni costruzione di una storia universale.

A.M.: Quali sono, secondo te, le fasi storiche fondamentali (e relativi autori più significativi) nelle quali si svolgono e via via mutano le interpretazioni della filosofia complessiva di Spinoza?
Cristina Zaltieri: Quando Spinoza muore, nel 1677, non ha adepti né lettori, al di fuori della cerchia ristretta dei suoi amici; è in odore di ateismo e per un secolo sarà pressoché dimenticato (se si escludono rari commentatori come Pierre Bayle) fino a quando nel 1785 il filosofo tedesco Jacobi rende pubblica una sua conversazione con il grande letterato illuminista Lessing in cui quest’ultimo dichiarava di sentirsi in piena consonanza con il pensiero di Spinoza. Lessing asseriva che le tradizionali forme di religione non gli dicevano più niente, egli riposava ormai su un unico pensiero: en Kai pan, ossia “tutto è uno”. Ne emerse un dibattito che coinvolse i maggiori pensatori del momento e che servì per riportare all’attenzione di tutti il pensiero dell’eretico Spinoza anche se molti dei lettori del tempo, tra cui Kant, stigmatizzarono in Spinoza un razionalismo esaltato, fanatico, privo di alcuna misura e limite, che pretende di spiegare ogni verità metafisica. Le letture idealiste che ne seguirono, quella di Hegel, in primis, se da un lato riconoscevano al pensiero di Spinoza una grandezza indiscussa, dall’altro lo inchiodavano a pensiero della sostanza immota, dove il finito e il molteplice, in quanto effimera apparenza, si inabissano.
Bisogna giungere agli anni sessanta del Novecento per assistere, in terra francese, a un radicale cambiamento di paradigma nella lettura di Spinoza. Ne è esponente significativo Gilles Deleuze che nelle sue ricerche dedicate a Spinoza, Spinoza et le problem dell’expression (1968) e Spinoza. Philosophie pratique (1981) fa di Spinoza il filosofo della radicale immanenza valorizzando temi quali quello del desiderio, del corpo, della filosofia come cammino di liberazione. Negli anni settanta Althusser e i suoi discepoli, Etienne Balibar e Pierre Macherey, leggono in Spinoza un filosofo rigorosamente materialista, una sorta di precorritore, nella considerazione dell’ideologia, del pensiero di Marx. Ad Althusser dobbiamo la lettura di uno Spinoza portatore di una storia “altra”, una storia policronica e evenemenziale.
Da allora ai giorni nostri Spinoza è sempre più studiato, in tutte le parti del mondo, come dimostra la varietà di provenienza degli studiosi ospitati in Spinoza e la storia. La popolarità di Spinoza ha reso paradossalmente questo filosofo − così difficile e arduo da comprendere − una sorta di esponente della pop-filosofia, citato persino da Vasco Rossi prima di un suo concerto qualche anno fa. Questa popolarità di Spinoza dà ragione a Deleuze che, mentre lo definiva “il principe dei filosofi”, lo chiamava anche il “filosofo dei non filosofi” perché il suo pensiero rende possibile una sorta di approccio “affettivo”, selvaggio, ai suoi concetti.

A.M.: Perché le interpretazioni raccolte sul saggio “Spinoza e la storia” sono differenti da quelle tradizionali?
Cristina Zaltieri: Spinoza, accompagnato in vita come dopo la morte, dall’aura negativa del pensatore che fu maledetto dalla sua stessa comunità di appartenenza, esecrato da tutte le chiese, isolato dalla cultura ufficiale del suo tempo, ritornò ad essere oggetto di attenzione, anzi di una vera e propria Spinoza Renaissance, nel contesto del Romanticismo tedesco. Ora, sia i detrattori sia gli entusiasti adepti del filosofo dell’Etica, lo lessero, in quel contesto, come colui che considerava la totalità del reale, incarnata nella Sostanza infinita, come immobile, dunque senza storia, abbandonando il divenire dei singoli modi, uomini, esseri animati o cose, alla conoscenza immaginativa. Questa è una lettura di Spinoza che è durata più di due secoli e che ha inibito una ricerca in direzione dei possibili apporti della filosofia di Spinoza per pensare la storia.
Nei saggi raccolti in Spinoza e la storia si va oltre la tradizionale accusa volta a Spinoza di un rifiuto della storia e si assume ciò che il testo stesso di Spinoza, in particolare i due Trattati, chiaramente esprime: un interesse per la storia, considerando le peculiarità della storia pensata à la Spinoza. Ne emerge una storia in cui costantemente è al lavoro l’imprevedibilità del desiderio che sfugge a ogni incanalamento (Bottici – de Beistegui). Una storia che assume dal toledot, storia generativa ebraica, caratteri singolari e carnali, legati al passaggio madre/figlio, senza possibilità di uno sguardo universale e oggettivo, quale la storia dominante nella cultura platonico-cristiana – di ispirazione erodotea – esige (Pozzi). Una storia in cui non è agente un soggetto libero e autodeterminantesi ma un automaton, ossia un soggetto sociale che si esprime in pratiche determinate (Toto). Si deve considerare che alla base della concezione spinoziana del tempo, sta la lettura epicureo-lucreziana che lo vede come una pluralità di ritmi, una policronia (Illuminati), restando il tempo privo di valenza ontologica, mero ausilio dell’immaginazione, mentre è la durata, sempre singolare, del modo finito che ogni ente è, a scaturire dalla potenza della sostanza, ad avere quindi una realtà ontologica (Sibilia).

A.M.: “Nietzsche e Spinoza contro la moderna formazione dell’umano” è il titolo del tuo contributo che chiude la seconda parte del saggio. Cito dal testo: “Sia Spinoza sia Nietzsche rifiutano di considerare degni di valore concetti quali quelli di «perfezione» o «imperfezione», «ordine» o «disordine» attribuiti agli enti, poiché entrambi vi leggono il segno di una riduzione delle cose alla misura dell’uomo, al criterio del proprio utile.” Quali sono in breve gli elementi di fondo che si ritrovano nei due filosofi?
Cristina Zaltieri: Nietzsche incontra Spinoza almeno dieci anni dopo i suoi esordi filosofici, come testimonia la famosa lettera a Franz Overbeck del 31 luglio del 1881. Ne rimane estasiato, finalmente non si sente più totalmente isolato, si sente legato a Spinoza in una solitudine a due, come egli stesso racconta. Nietzsche coglie cinque motivi di consonanza tra il suo pensiero e quello del pensatore olandese: entrambi combattono l’illusione del libero arbitrio, confutano il finalismo di matrice aristotelica, distruggono la concezione di un ordine morale inerente al mondo, mostrano l’interesse come motore di ogni umano agire, negano il male ontologico, insito nelle cose stesse.  Si potrebbe dire che Nietzsche legge in Spinoza un suo antecedente in quanto maestro del sospetto, impegnato a distruggere i falsi idoli della nostra tradizione di pensiero. In realtà, nella mia ricerca, intendo evidenziare che i punti di contatto sono ben più numerosi, alcuni non considerati affatto da Nietzsche che spesso condanna in Spinoza un atteggiamento ascetico, un razionalismo esangue che in realtà non c’è. D’altra parte come ha recentemente mostrato lo studioso Maurizio Scandella, Nietzsche non lesse di prima mano Spinoza ma si affidò alla lettura offerta da Kuno Fischer nella sua storia della filosofia di impostazione hegeliana. Nel mio lavoro mi interessa in primo luogo la comune lettura “energetica” della realtà: per entrambi l’essenza di ogni ente è potenza. La formazione dell’umano è letta da entrambi come pieno dispiegamento dell’essenza/potenza che definisce ognuno di noi e che richiede un percorso singolare: entrambi contrastano l’idea di una formazione dell’uomo mirante all’utile da conseguire il più velocemente possibile e fondata su modelli universali pre-costituiti. Infine entrambi vogliono combattere i moralisti, i maestri che giudicano e condannano in nome di passioni tristi (disprezzo per l’uomo, odio, risentimento…) al fine di una vita che sia davvero liberata e finalmente umana.

A.M.: Poco più avanti troviamo “[…] l’aggettivo «duplice» si presta a due letture: in primo luogo dice l’innaturale naturalità di cui l’uomo è affetto in quanto animale che crea per natura l’artificio, che contravviene alla natura modificandola. Dunque, non ha senso, per Nietzsche, il motto stoico «vivere secondo natura» poiché la vita umana è ‘innaturale’, ossia è natura che si fa sforzo, artificio, tentativo di dar forma e stile alla forza”. Che cosa ci fa pensare che l’artificio − la possibilità di intervenire sulle “cose” − non sia esso stesso dato dalla Natura essendo una nostra capacità “innata”?
Cristina Zaltieri: Hai colto perfettamente il senso di ciò che chiamo “naturale innaturalità” dell’uomo: è la nostra natura quella di essere innaturali, ossia di produrre tecnicamente continue protesi del nostro corpo, dal bastone acuminato con cui ai primordi del tempo umano il primitivo suppliva alla scarsa forza delle sue mani per uccidere l’animale, fino al computer, protesi della nostra mente, della nostra memoria. Questo carattere dell’uomo era perfettamente colto ben prima di Nietzsche, dal sofista Protagora come testimonia il mito a lui attribuito e narrato nel dialogo di Platone, il Protagora. In tale mito Epimeteo è incaricato dagli dei di distribuire i doni divini a tutti gli esseri viventi. Egli li esaurisce tutti (denti aguzzi, artigli, zampe veloci…) attribuendoli agli animali e, quando giunge all’uomo, non ha più doni da offrirgli. L’essere umano avrebbe dovuto soccombere nella lotta per la vita se non fosse intervenuto il titano amico dell’uomo, Prometeo, che ruba a Efesto il fuoco e lo dona all’uomo insieme all’entechne sophia, alla tecnica. Protagora nullifica, migliaia di anni fa, tutte le lamentazioni, ancora inutilmente presenti, sulla tecnica che snatura l’uomo. In verità la tecnica, l’artificio, anche quello educativo, è la nostra innaturale natura.

A.M.: Che cos’è la Bildung e perché “entrambi i filosofi condividono un progetto di Bildung che resta isolato nel contesto di una modernità protesa a formare nel modo meno dispendioso e più veloce individui utili e docili alle richieste dello Stato e del mercato; entrambi avvertono il pericolo della cattiva educazione che vedono in tal senso agire nelle diverse società a cui appartengono.”?
Cristina Zaltieri: Uso il termine tedesco Bildung perché è equivalente a ciò che i greci chiamavano paideia e perché è utilizzato con grande profondità teoretica da Goethe che è il vero tramite tra Spinoza e Nietzsche. Goethe era spinoziano, si potrebbe dire non per scuola, ma per natura di pensiero e Nietzsche, amandolo e facendo propria gran parte della sua riflessione, si è nutrito di pensiero spinoziano ben oltre il suo cosciente e tardivo entusiasmo per Spinoza di cui ho prima parlato. Bildung, ci spiega Goethe, è termine legato a Bild, che è forma mobile, non fissa come invece in tedesco è Gestalt. Dunque Bildung dice una formazione dell’umano che non è legato a un modello universale e stereotipato e che si addice perfettamente a ciò che intendono sia Spinoza che Nietzsche quando riflettono su tale tema. Spinoza nell’Etica si scaglia contro i cattivi maestri che invece che firmare l’animo dei discenti, frangono, distruggono la loro singolarità. Ancor oggi questo monito severo contro l’omologazione nell’educazione (che è appunto la distruzione della singolarità) deve farci pensare. Nietzsche è sconcertato, da parte sua, degli esiti nefasti che egli legge all’esordio dell’educazione di massa e che consistono nel ridurre l’uomo a moneta corrente, ossia a merce il più presto possibile pronta ad essere utilizzato nel mercato. I veri maestri non sono coloro che ci abbandonano all’istinto del gregge (presente per pigrizia, per inerzia, in ognuno di noi), ma sono coloro che ci indicano la nostra vera natura, che ci aiutano a dispiegarla appieno. Lo scopo di ogni educazione autentica è proteggere quel nucleo ineducabile che è la nostra propria singolarità. Si tratta di riflessioni che sembrano purtroppo poco o per niente frequentate dalle nostre istituzioni scolastiche.

A.M.: θαυμάζω. Thaumàzein. Nel Teeteto, Platone indica nel pathos della meraviglia il principio primo. Aristotele parte dall’idea che la meraviglia possa far stimolare alla ricerca delle cause ultime. Contrari Nietzsche e Spinoza. Ma trasportiamo questa diatriba ai nostri giorni e consideriamo quanto la psiche umana sia confusa da orari da rispettare, notizie che si accavallano ed alle quale non si riesce a trovar il tempo per creare connessione. Il mondo virtuale che ha modificato l’attività giornaliera del mondo fisico per un’esaltazione della maschera o dell’Io. In questa insicurezza del vivere è possibile che la meraviglia di veder il tramonto od il sorgere del sole senza il bisogno di scattare una fotografia da inserire su un profilo social, possa portar la capacità di interrogarsi? L’uomo riesce ancora a chiedersi: ma perché avviene? Se la meraviglia può portare nuovamente il dubbio a quel punto ci può essere l’ascesa alla pace, al bene, al silenzio?
Cristina Zaltieri: Per quanto concerne la lettura che Spinoza offre della meraviglia rimando al bel saggio di Nicola Marcucci contenuto nel libro. Ricordo solo che per Spinoza l’admiratio è il nostro atteggiamento mentale di fronte a ciò che non colleghiamo a nulla di già esperito, di fronte all’insolito, o meglio, a ciò che pensiamo, immaginiamo, lo sia. Per questo non ha valenza conoscitiva, ci fa sospendere qualsiasi connessione e relazione e ha il potere di ingigantire le passioni che accompagnano l’emergere dell’insolito. Nietzsche poi propende per concepire l’inizio del pensiero piuttosto che dal tradizionale thaumàzein, da un trauma, da una ferita che richiede il pensiero come farmaco, come rimedio. Quanto alla meraviglia che tu identifichi piuttosto con la contemplazione, con il raccoglimento, con il tempo del pensiero, mi trovi del tutto in sintonia con la tua preoccupazione: è triste e disumano che le nostre vite non trovino più modo di ospitare un po’ di vuoto, di silenzio, di tempo da perdere che poi è quello che nutre il nostro pensiero critico e la nostra creatività.

A.M.: Ci sono in programma presentazioni di “Spinoza e la storia”?
Cristina Zaltieri: La prima presentazione di Spinoza e la storia è prevista in Università degli studi di Milano lunedì 24 giugno e vedrà alcuni autori dei saggi contenuti, Vittorio Morfino, Riccardo Caporali, Stefano Visentin, i curatori del libro, Nicola Marcucci ed io, discuterne con Roberto Diodato e Giorgio Mayer Gatti sotto la presidenza di Gianfranco Mormino. Sarà una buona occasione d’incontro tra spinoziani sulla questione della storia.

A.M.: Puoi darci un’anticipazione? Stai lavorando ad un nuovo saggio?
Cristina Zaltieri: Sono impegnata nella scrittura di un testo collettaneo che, a cinquanta anni dalla pubblicazione di Differenza e ripetizione, capolavoro giovanile di Gilles Deleuze, si interroga sull’attualità dell’opera.

A.M.: Salutiamoci con una citazione…
Cristina Zaltieri: Direi che dobbiamo concludere con Spinoza, con le ultime parole con cui egli chiude la sua Etica:
“[…] la via che ho mostrato condurre a questo [la vera tranquillità dell’animo] pur se appare molto difficile, può tuttavia essere trovata. E d’altra parte deve essere difficile, ciò che si trova così raramente. Come potrebbe accadere, infatti, che, se la salvezza fosse a portata di mano e potesse essere trovata senza grande fatica, venisse trascurata quasi da tutti? Ma tutte le cose eccellenti sono tanto difficili quanto rare.”

A.M.: Cristina ti ringrazio per questa interessante chiacchierata. Seguo il tuo esempio e saluto anche io con una citazione dell’Etica, dalla parte terza “Essenza ed origine delle emozioni” (Laterza, 2009): “Di quanti hanno scritto sulle emozioni e sulla maniera di vivere degli uomini, i più sembrano trattarne, non già come di cose naturali, conformi alle leggi comuni della natura, bensì come di cose estranee ad essa. Anzi, sembrano concepire l’uomo, nella natura, alla stregua d’un impero all’interno d’un altro impero; credendo che, anziché seguire l’ordine della natura, lo perturbi, poiché avrebbe un potere assoluto sulle proprie azioni, come non determinato da altro che da se stesso.

Written by Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Negretto Editore
Info
Sito Negretto Editore - https://www.negrettoeditore.it/
Facebook Negretto Editore - https://www.facebook.com/negrettoeditoremantova/
Acquista “Spinoza e la storia” - https://www.ibs.it/spinoza-storia-libro-vari/e/9788895967363?lgw_code=1122-B9788895967363
Fonte
http://oubliettemagazine.com/2019/06/12/intervista-di-alessia-mocci-a-cristina-zaltieri-vi-presentiamo-spinoza-e-la-storia/

giovedì 20 giugno 2019

Chiara Pavoni protagonista degli eventi di Barbara Maresti

Doppio appuntamento per l'artista Barbara Maresti e l'attrice e modella Chiara Pavoni in due location della vita mondana romana. Venerdì 21 giugno dalle ore 18 troveremo l'artista impegnata alla galleria Area Contesa in via Margutta 90 in un body painting ispirato alla musica e al solstizio d'estate sulla bravissima Chiara Pavoni.

martedì 18 giugno 2019

In Fieri acquisisce Mirumir ed espande la sua attività anche nel settore fieristico

In Fieri acquisisce Mirumir ed espande la sua attività anche nel settore fieristico

Nelle scorse settimana In Fieri (www.in-fieri.it) ha acquisito Mirumir, con l’obiettivo di potenziare alcune attività già svolte e di iniziare ad operare nell'organizzazione di eventi e manifestazioni fieristiche.

In Fieri da oltre 10 anni si occupa di pianificazione editoriale, cartacea e digitale, delle attività di marketing e della organizzazione di convegni. 


La presenza della società romana è particolarmente capillare nelle pubblicazioni del settore energetico e della mobilità.

Mirumir lancia, sviluppa e organizza eventi fieristici e congressuali

E’ proprietaria delle manifestazioni Dronitaly (www.dronitaly.it) e ConferenzaGNL (www.conferenzaGNL.com). 

Per conto di Veronafiere si occupa della organizzazione di Oil&nonoil- Stoccaggio e Trasporto Carburanti.

Mobile Industrial Robots introduce MiR Finance, un programma di leasing "Robot as a Service" (RaaS)

Mobile Industrial Robots introduce MiR Finance,
un programma di leasing "Robot as a Service" (RaaS)


La nuova opzione abbassa le barriere finanziarie per poter investire in robot mobili autonomi (AMR), consentendo un ROI immediato e di ottimizzare la logistica interna

Mobile Industrial Robots, azienda all'avanguardia nel settore dei robot mobili autonomi (AMR), ha presentato MiR Finance, il nuovo programma di leasing di robot mobili. Spesso indicato come "Robots as a Service" (RaaS), il leasing consente alle aziende di qualsiasi dimensione, dalle piccole start-up alle multinazionali, di implementare soluzioni robotiche mobili con costi iniziali accessibili (o pari a zero) e pagamenti mensili contenuti. Questa iniziativa permette di ridurre le barriere finanziarie per investire negli AMR e, aspetto da non sottovalutare, offre ai clienti un ritorno sull'investimento (ROI) quasi immediato.

"Nonostante le vendite dei nostri robot mobili continuino a crescere, molte aziende preferiscono ancora affittare le loro attrezzature logistiche piuttosto che anticipare un investimento di capitale", ha affermato Thomas Visti, CEO di MiR. "Il leasing dei robot diventa invece una spesa operativa, consentendo ai nostri clienti di iniziare rapidamente a cogliere i vantaggi offerti dagli AMR, automatizzando il noioso e ripetitivo trasporto manuale di materiali, che spesso risulta anche pericoloso per l'incolumità dei dipendenti".

MiR Finance rende allettante l'investimento in robot mobili e permette di iniziare a ottimizzare la logistica interna nell'ottica Industria 4.0. Il costo mensile del leasing dipende dal tipo di robot scelto e dalla durata del periodo di leasing. Semplici calcoli permettono di stimare il costo minimo a 3,58 euro all'ora (o 575 euro al mese) per il leasing di un robot MiR100 in 48 mesi, per un turno di lavoro fino a 160 ore di utilizzo. 

Termini flessibili e manutenzione compresa
La rete di distribuzione di MiR collaborerà a stretto contatto con una società di terze parti per fornire programmi di leasing ai clienti. I termini del leasing sono flessibili, anche se l'opzione più diffusa e apprezzata è quella di 48 mesi. I distributori di MiR continueranno a essere il principale punto di riferimento, come incaricati del supporto di alto livello, dell'assistenza e della manutenzione. In questo modo tutti i clienti di MiR da ora potranno scegliere tra più opzioni di pagamento per i loro robot, con le stesse condizioni beneficiando della portata globale di MiR e del supporto locale.

La crescita del mercato RaaS
ABI Research, una società di consulenza che fornisce previsioni di mercato e indicazioni strategiche sulle tecnologie di trasformazione più interessanti, lo scorso anno ha stimato che il numero di installazioni per il RaaS crescerà dalle 4.442 unità del 2016 fino ad arrivare a 1,3 milioni nel 2026. Si prevede che le entrate annuali dei fornitori di RaaS aumenteranno da 217 milioni di dollari nel 2016 fino a quasi 34 miliardi nel 2026.

"Il modello Robot-as-a-Service (RaaS) per i robot mobili autonomi permette di incentivare l'inserimento dell'automazione, sotto forma di robotica, in nuovi mercati che altrimenti non sarebbero in grado di investire in questa tecnologia" ha affermato John Santagate, Research Director for Commercial Service Robotics presso IDC. "Questo modello consente agli acquirenti di ridurre il rischio nell'implementazione di robot, e i fornitori passano dal vendere il prodotto robot al vendere l'utilizzo del prodotto senza però alterare i ricavi. Crediamo che questa soluzione sia un elemento chiave per la crescita attuale e futura del mercato poiché permette l'utilizzo di questa tecnologia a un numero maggiore di fruitori e, ai produttori, di approcciare nuovi settori che non avrebbero posto la robotica come priorità di investimento."

lunedì 17 giugno 2019

Utilitenergy, la Community di IKN Italy dedicata al settore Energy & Utilites, presenta l’11a edizione di gestione del credito. Milano, 18 settembre 2019

Utilitenergy, la Community di IKN Italy dedicata al settore Energy & Utilites, presenta l’11a edizione di gestione del credito. 

Milano, 18 settembre 2019


UtilitEnergy, la Community di IKN Italy dedicata alle novità e agli approfondimenti del settore Energy&Utilities, presenta l’undicesima edizione di Gestione del Credito, l’unico evento in Italia in cui discutere della gestione e prevenzione del credito nel settore Gas&Power.

L’appuntamento 2019, con focus su Credit Management come Asset Strategico per prevenire la Morosità, presenta una serie di novità, esclusive opportunità per i partecipanti cui è riservata la possibilità di:

·                     Ascoltare direttamente da AU come risolvere e trattare le criticità operative in seguito all’entrata in vigore del Cmor Gas,
·                     Discutere con i maggiori operatori del settore di come i processi di gestione del credito sono cambiati nell’ultimo anno e come si spera migliorino nel futuro,
·                     Diventare partecipe del confronto tra società di vendita e distribuzione sulla sospensione fornitura gas per condividere possibili soluzioni in ottica win-win, 
·                     Farsi ispirare dalla Case History di Sorgenia sui benefici che ha portato all’azienda la certificazione del processo del credito, 
·                     Scoprire come procedere alla bonifica dei dati in maniera GDPR compliant con l’esperienza di una Utility e Abbrevia.

Gestione del Credito rappresenta una occasione per diventare protagonista, grazie al confronto diretto con gli Speaker. Infatti, durante l’edizione 2018 i Credit Manager hanno discusso le best practice per la gestione della morosità in un “Mondo Ideale” facendo emergere prospettive e proposte di miglioramento.
Gli Speaker coinvolti hanno, in seguito, redatto un report che è stato presentato in Autorità, la quale analizzandolo ha dato vita a un documento di consultazione che verrà pubblicato nel settembre 2019.

L’agenda della giornata propone un alternarsi di Keynote Speech, Sessione Q&A, Case History, Sessioni Speciali. Il pomeriggio prenderà il via con la sessione “Sospensione della fornitura gas: le opportunità del dialogo per andare verso la stessa direzione” che mette a confronto Società di Vendita e Distribuzione. A seguire si svolgeranno 3 Tavoli Tematici paralleli che tratteranno di:
·                    Strategie anti-frode,
·                    Estrarre valore dal credito: dalla cessione NPL alla modifica dei modelli di gestione,
·                    Fondo svalutazione crediti.

L’undicesima edizione di Gestione del credito si svolgerà il prossimo 18 settembre a Milano

Per info e aggiornamenti sul programma:
www.utilitenergy.it/evento/10534/gestione-del-credito/home



UtilitEnergy
UtilitEnergy è la Community di IKN Italy – Institute of Knowledge & Networking che offre l’opportunità di stare al passo e di prendere parte attiva al profondo processo di trasformazione del Settore Energy & Utilities.
UtilitEnergy è il luogo fisico e virtuale dove – confrontarsi sulle nuove esigenze che impongono un forte ripensamento dei ruoli e dei processi – valutare nuove idee e soluzioni da portare in azienda – essere propositivo e farsi promotore del cambiamento – essere informato su tutti gli aggiornamenti normativi e i loro impatti operativi – incontrare nuovi potenziali partner per sviluppare in modo innovativo il business – fare un benchmark con altri settori sui progetti cardine dell’evoluzione in atto.
Company Profile
IKN Italy è l’acronimo di:

“I” come INSTITUTE: IKN Italy nasce da Istituto Internazionale di Ricerca. Grazie all’esperienza maturata in oltre 30 anni di attività, si posiziona all'interno di una rete internazionale in grado di proporre sia tematiche di grande attualità e interesse, sia relatori di alto livello. La reale fotografia di IKN la "scattano" i numeri di questi 30 anni: oltre 70.000 partecipanti, 20.000 aziende e 10.000 tra relatori e docenti; numeri che conclamano IKN leader indiscusso nel suo settore.

“K” come KNOWLEDGE: la società lavora in settori strategici. Ricerca continua e ascolto del mercato garantiscono a IKN la messa a punto di una formazione non standardizzata, costituita invece da contenuti unici, esclusivi e non "googlabili". 

I settori sui quali si concentra la società sono: Farmaceutico e Dispositivi Medici, Energy & Utilities, Sanità, Banca e Assicurazioni, Retail e GDO, Industrial, Logistica, Legale e Fiscale, Marketing e Vendite, Project Management.

“N” come NETWORKING:  IKN Italy opera all'interno di una rete che le permette di organizzare eventi e iniziative che diventano occasioni di incontro per condividere  esperienze uniche e sviluppare nuove partnership. Le iniziative di IKN Italy generano relazioni ad alto valore aggiunto, attraverso incontri B2B qualificati.

L’Azienda è certificata UNI EN ISO 9001 : 2008 e qualificata per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici.

IKN e UtilitEnergy presentano Utility Day 2019

IKN e UtilitEnergy presentano Utility Day 2019,la 5° edizione dell’unico evento italiano in cui ogni anno oltre 300 Manager del Settore Gas & Power si riuniscono per delinare l’evoluzione del business e la trasformazione delle loro aziende


Milano, Giugno 2019 - Il 27 e 28 Novembre a Milano tornano a confrontarsi a UTILITY DAY i Top-Level Manager delle Utility e i principali Player Tecnologici che stanno supportando le aziende nella loro transizione verso la digitalizzazione e la preparazione al libero mercato.
Per la prima volta l’agenda di UTILITY DAY si articolerà su 2 giornate di lavoro!
Il 27 novembre si svolgerà a Milano la I edizione dell’Energy Executive Summit | La risposta delle Utility agli scenari e alle sfide poste dal Mercato nei prossimi 5 anni. Prospettive per il Mondo Energetico di Domani.
In una Sessione a porte chiuse, su invito, si incontreranno i C-Level delle principali aziende del Settore che condivideranno la propria Vision per lo sviluppo del Settore. L’incontro sarà riservato alle funzioni apicali dell’intero eco-sistema energetico: Produzione, Vendita, Distribuzione
Il format agevolerà l’opportunità di discutere sui risultati delle scelte strategiche fatte negli ultimi anni rispetto a:
ü  Sviluppo Infrastrutturale, Economico e Sociale del Paese: il ruolo delle Utility
ü  Sopravvivere nell’attuale contesto di Mercato: come le Utility devono Evolvere
ü  Shaping the New Energy ECO-SYSTEM: Società di Vendita, Distributori e Telco

Per segnalare l’interesse a ricevere l’invito:
www.utilityday.it/news/1908/richiedi-il-tuo-invito-alla-sessione-invitation-only-del-27-novembre

Molte sono le Novità dell’Edizione 2019 di UTILITY DAY!
Ricco di contenuti e fortemente focalizzato sulle esigenze di chi sta affrontando le sfide che il Settore sta attraversando, nella giornata del 28 novembre UTILITY DAY sarà il “palco” su cui saranno presentate le lessons learned di Progetti concreti realizzati in ambito
-          Customer Engagement
-          Marketing Intelligence
-          Data Governance
-          Process Automation
-          Tecnologie per la gestione evoluta delle Reti
da aziende del calibro di E.ON, EDISON, AGSM, IREN, ENEL X, DUFERCO ENERGIA, ENEGAN, REVOLUCE

Anche quest’anno una Sessione sarà dedicata alla Digitalizzazione delle Reti: Distribuzione 4.0
Un focus sulle sfide della decarbonizzazione della digitalizzaizone nell’ambito della gestione delle reti di trasporto e distribuzione dell’energia: potenzialità, tecnologie abilitanti e regolazione

UTILITY DAY 2019 porterà, inoltre, al centro del confronto degli Operatori Nuovi Focus che vanno a delineare lo scenario e le prospettive di evoluzione del Settore:
-          Business Innovation e Sostenibilità, per valutare in che misura, con quali prospettive e con quali risultati dai progetti già avviati le Rinnovabili, la Mobilità sostenibile e l’Efficienza Energetica sono al centro dello sviluppo del Business delle Utility
-          Telco & Connettività, per scoprire i piani di sviluppo infrastrutturale della connettività, in primis 5g e Fibra e le ricadute sullo sviluppo di un eco-sistema aperto per le Utility
-          Change Management, in un Workshop dedicato al “capitale umano” come leva per gestire il cambiamento

In un incontro riservato ai Responsabili Commerciali del Settore, si svilupperà - anche grazie al Banchmark con altri settori - il tema del “Cliente al centro della strategia di vendita delle Utility”.

Un ruolo di rilievo per una Vision sull’Innovazione avrà quest’anno l’eco-sistema delle Startup che possono offrire alla Utility soluzioni flessibili per portare a compimento la Digital Transformation e lo sviluppo di nuovi modelli di business.  In Area expo, insieme agli stand dei principali player Tecnologici trova spazio l’Utility Startup Village

Le esperienze sviluppate e per il settore che le startup più innovative hanno realizzato saranno parte integrante dell’Agenda dell’evento!

Utility Day 2019 si svolgerà il 27 a Milano in una location esclusiva e il 28 novembre presso UnaHotel Expo Fiera (Pero – MI).

Oltre 1300 partecipanti, 260 speaker e 90 sponsor hanno preso parte alle prime 4 edizioni dell’evento.
Unisciti a noi!
Per info e aggiornamenti sul programma: https://www.utilityday.it

Company Profile
IKN Italy è l’acronimo di:
“I” come INSTITUTE: IKN Italy nasce da Istituto Internazionale di Ricerca. Grazie all’esperienza maturata in oltre 30 anni di attività, si posiziona all'interno di una rete internazionale in grado di proporre sia tematiche di grande attualità e interesse, sia relatori di alto livello. La reale fotografia di IKN la "scattano" i numeri di questi 30 anni: oltre 70.000 partecipanti, 20.000 aziende e 10.000 tra relatori e docenti; numeri che conclamano IKN leader indiscusso nel suo settore.

“K” come KNOWLEDGE: la società lavora in settori strategici. Ricerca continua e ascolto del mercato garantiscono a IKN la messa a punto di una formazione non standardizzata, costituita invece da contenuti unici, esclusivi e non "googlabili". 

I settori sui quali si concentra la società sono: Farmaceutico e Dispositivi Medici, Energy & Utilities, Sanità, Banca e Assicurazioni, Retail e GDO, Industrial, Logistica, Legale e Fiscale, Marketing e Vendite, Project Management.

“N” come NETWORKING:  IKN Italy opera all'interno di una rete che le permette di organizzare eventi e iniziative che diventano occasioni di incontro per condividere  esperienze uniche e sviluppare nuove partnership. Le iniziative di IKN Italy generano relazioni ad alto valore aggiunto, attraverso incontri B2B qualificati.

L’Azienda è certificata UNI EN ISO 9001 : 2008 e qualificata per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici.

Citytech: evento sulla Urban Air Mobility al Milano LUISS Hub, 20-21 novembre

Citytech: evento sulla Urban Air Mobility al Milano LUISS Hub, 20-21 novembre


Citytech: evento sulla Urban Air Mobility al Milano LUISS Hub, 20-21 novembre

Mobilità Sostenibile e Innovazione Tecnologica: la Mobilità Urbana Aerea.

Citytech prende il volo e porta in Italia la nuova frontiera dell’innovazione: la Urban Air Mobility.
Torna il 20 e il 21 novembre presso il Milano LUISS Hub la VIIª edizione dell’evento B2B leader in Italia sulla mobilità del futuro.
Al via la nuova edizione di Citytech che si svolgerà il 20 e 21 novembre presso il Milano LUISS Hub, spazio polifunzionale nel cuore dell’Innovation district di Porta Nuova.
Dopo l’Autonomous Driving Arena che ha caratterizzato l’edizione 2018, quest’anno Citytech tratterà della nuova frontiera dell’innovazione: la mobilità urbana aerea
Grazie alla partnership con The Aviary Project, un workshop con ospiti internazionali racconterà come la visione di una urban air mobility stia prendendo corpo diventando realtà in diverse aree del mondo.
Torna il 20 e il 21 novembre presso il Milano LUISS Hub di Porta Nuova la VIIª edizione dell’evento B2B leader in Italia che indaga a 360° le nuove frontiere tecnologiche legate alla mobilità sostenibile del futuro
The Aviary Project presenta gli scenari del futuro attraverso la mobilità urbana aerea.
Tante occasioni di confronto per i players e i prestigiosi partners della manifestazione.
Novità della settima edizione dell’evento, organizzato da Clickutility on Earth, è la collaborazione con la LUISS Business School, hosting partner di Citytech 2019, che aprirà le porte del Milano LUISS Hub, ex spazio industriale ristrutturato in chiave contemporanea a pochi passi dalla stazione Garibaldi, nel cuore pulsante dell’innovation district di Porta Nuova. 
La location, in linea con il tema di sviluppo e riqualificazione urbana in chiave smart affrontato da Citytech, ospiterà diversi workshop tematici due aree espositive, una interna ed una esterna alla manifestazione, dove i maggiori rappresentanti dei settori mobilità e trasporti, le aziende più tech del mercato e le startup innovative, avranno l’opportunità di inserirsi nei dibattiti e di implementare il proprio business attraverso attività di networking. 
Sul fronte delle tematiche, dopo l’Autonomous Driving Arena che ha contraddistinto la passata edizione, Citytech 2019 sarà caratterizzato dalla nuova frontiera dell’innovazione, la mobilità urbana aerea. Grazie alla partnership con The Aviary Project, visionaria realtà inglese, si terrà un workshop ad hoc con ospiti internazionali che illustreranno in che modo la urban air mobility si stia diffondendo su larga scala, divenendo sempre più velocemente realtà in diverse aree del mondo.
Un programma conference dal taglio internazionale e ricco di contenuti innovativi affronterà, parallelamente, tematiche legate alla micromobilità, alla mobilità condivisa, elettrica ed autonoma, al MaaS – Mobility as a Service, allo smart parking & infrastructures, includendo approfondimenti sulla gestione dei big data e della blockchain
Fil rouge dei temi che saranno affrontati durante la manifestazione è lo sviluppo della cultura digitale e delle tecnologie ad essa connesse, sempre più centrali in ogni aspetto della nostra vita e in ogni ambito, come quello della mobilità del futuro, che contribuisce a riprogettare il paesaggio urbano e a rendere più agevole la fruizione dei servizi ad esso collegati. 
Ulteriori informazioni su: www.citytech.eu

Royal Wedding, tutti i segreti dei matrimoni reali nel nuovo libro della scrittrice e giornalista Marina Minelli

Dalla regina Vittoria al principe Harry, i matrimoni che hanno creato il mito della monarchia inglese, il nuovo libro della royal blogger Marina Minelli. Un saggio storico che si legge come un romanzo, ma anche un affascinante viaggio nei segreti dei matrimoni reali degli ultimi duecento anni.
Due secoli di storia della dinastia più famosa al mondo raccontati attraverso i quattordici matrimoni che hanno creato il mito della famiglia reale e della monarchia inglese. Il nuovo libro della royal blogger Marina Minelli è un saggio che si legge come un romanzo nel quale le vicissitudini di personaggi come la regina Vittoria, Giorgio V, Edoardo VIII, Giorgio VI, sua figlia Elisabetta II, Carlo, Diana, William e suo fratello Harry, si intrecciano alle vicende sociali di una nazione che ha fatto dei royals uno dei principali motivi di attrazione e della sua regina una vera e propria icona mondiale. 

“Tutto comincia con la regina Vittoria – spiega Marina Minelli, storica, giornalista e, dal 2009, autrice di AltezzaReale.com il primo blog italiano dedicato alle teste coronateche nel 1840 decide di trasformare le sue nozze con l’amato Alberto in un vero e proprio show. Fino a quel momento i royal wedding erano stati eventi familiari e privati, ma la giovane sovrana capisce che il suo matrimonio può essere uno straordinario mezzo per la promozione della dinastia, all’epoca poco amata e molto criticata, e persino un’occasione per rilanciare certi prodotti nazionali”.

Infatti Vittoria, che grazie alla sua scelta di indossare un abito candido rende popolare l’uso del bianco per le spose, si copre letteralmente con metri di prezioso merletto prodotto a Honiton nel Devon, contribuendo così al rilancio dell’artigianato locale.  I figli, i nipoti e i pronipoti della sovrana seguiranno la strada tracciata da questa piccola donna tenace e i royal wedding diventano un fenomeno sociale e culturale. “Attraverso i matrimoni – osserva l’autrice – la monarchia oltre a mettere in scena se stessa e i riti immutabili che l’hanno resa leggendaria, dà vita a nuove tradizioni subito entrate nell’immaginario collettivo e si adattata velocemente all’uso dei nuovi mezzi di comunicazione, trasformati in un importante veicolo di condivisione popolare capaci di coinvolgere ogni volta milioni di persone facendo leva sulle emozioni, sui sentimenti ma anche sul glamour”.

Nel libro ci sono ovviamente le vicende che portano la coppia davanti all’altare, ma anche tutti i dettagli della cerimonia, dall’abito della sposa alla musica scelta per accompagnare la cerimonia fino al menù del ‘wedding breakfast’ perché, come chiarisce Marina Minelli,   “i royal wedding inglesi hanno creato consuetudini diffuse poi in tutto il mondo”. Da sempre il matrimonio è uno dei momenti chiave nella vita di un sovrano perché contribuisce al consolidamento del suo ruolo istituzionale attraverso la presenza sul trono e a corte di un consorte e garantisce l’arrivo di una discendenza legittima che possa assicurare la prosecuzione della stirpe e la successione ma le nozze dei sovrani inglesi vanno oltre. “I royal wedding – fa notare Marina Minelli – narrano la storia di una grande nazione e di una famiglia il cui ruolo simbolico non è mai venuto meno e anzi si consolida ogni giorno di più anche attraverso l’uso dei social e dei new media”.
 
ROYAL WEDDING - Dalla regina Vittoria al principe Harry, i royal wedding che hanno creato il mito della monarchia inglese.   370 pagine b/n Edizioni AltezzaReale.com
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venerdì 14 giugno 2019

La nuova piattaforma con convertitori RF multi-canale, mixed-signal di Analog Devices, destinata a operatori di telefonia mobile, aumenta capacità di chiamata e flusso dati

La nuova piattaforma con convertitori RF multi-canale, mixed-signal di Analog Devices, destinata a operatori di telefonia mobile, aumenta capacità di chiamata e flusso dati


Analog Devices, Inc. ha presentato una piattaforma "mixed-signal front-end" (MxFE™) RF data converter, che combina l'elaborazione ad alte prestazioni di segnali analogici e digitali, destinata a una gamma di prodotti wireless quali radio 4G LTE e 5G a onde millimetriche (mmWave). La nuova piattaforma AD9081/2 MxFE di ADI permette ai produttori di installare apparati radio multibanda negli stessi spazi delle radio a banda singola, triplicando la capacità di chiamata attualmente disponibile nelle stazioni base LTE 4G. Inoltre, per gli operatori di telefonia mobile, che devono aggiungere nuove antenne ai propri ripetitori, con un canale da 1,2 GHz di larghezza di banda, la nuova piattaforma MxFE rappresenta una soluzione in grado di soddisfare i requisiti più stringenti della nuova rete 5G a onde millimetriche, sia in termini di densità radio sia di velocità dati.

Aumentando il processo di traslazione di frequenza e filtraggio dal dominio analogico a quello digitale, l'AD9081/2 fornisce ai progettisti la configurabilità software per la personalizzazione dei propri sistemi radio. La nuova piattaforma multi-canale MxFE soddisfa anche le necessità di altre applicazioni a banda larga per strumentazione di misura e controllo 5G, streaming video a banda larga via cavo, sistemi radar phased array multi-antenna e reti satellitari a basso livello orbitale.

"Considerando il numero di antenne che devono sostenere, i ripetitori stanno raggiungendo il punto di saturazione. I nostri clienti vogliono radio multibanda più leggere, che rientrino nel fattore di forma di una radio moderna," ha affermato Kimo Tam, general manager del gruppo High-Speed Mixed-Signal di Analog Devices. "Chiedono anche piattaforme RF definibili via software, con livelli di configurabilità e scalabilità che consentano di utilizzare una piattaforma unica nelle più svariate situazioni geografiche e nei diversi casi di utilizzo."

I dispositivi MxFE AD9081 e AD9082 integrano rispettivamente otto e sei data converter RF, realizzati in tecnologia CMOS a 28 nm. In entrambe le opzioni, gli MxFE raggiungono la più ampia larghezza di banda istantanea di segnale dell'industria (fino a 2,4 GHz), semplificando la progettazione dell'hardware, riducendo il numero degli stadi di traslazione di frequenza e rendendo meno restrittivi i requisiti di filtraggio. Questo nuovo livello di integrazione risponde alle necessità di compattezza richiesta ai progettisti di dispositivi wireless, diminuendo il numero dei chip e riducendo del 60% lo spazio utilizzato sul circuito stampato (PCB) rispetto a dispositivi alternativi.

La piattaforma MxFE elabora una porzione più ampia dello spettro RF e integra funzioni DSP on-chip che consentono all'utente di configurare i filtri programmabili e i blocchi digitali di up-conversion e down-conversion per soddisfare i requisiti specifici della larghezza di banda del segnale radio. In confronto ad architetture che eseguono la conversione RF e il filtraggio sull'FPGA, queste caratteristiche riducono di un ordine di grandezza (10x) la potenza necessaria, liberando nel contempo preziose risorse al processore o consentendo ai progettisti l'utilizzo di FPGA più economiche.

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