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mercoledì 15 marzo 2023

Smart Working e controllo dipendenti: Analisi di Studio legale Daverio&Florio sul panorama italiano, con un confronto internazionale

 

Smart Working: in Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna, Belgio e Australia è possibile controllare i dipendenti con strumenti esterni, ma con limitazioni. Maggiori restrizioni in Irlanda, Germania, Svizzera e Svezia.

 

L'analisi dello Studio legale Daverio & Florio evidenzia le differenze tra Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna, Germania, Svizzera, Irlanda, Svezia, Belgio e Australia in merito alla possibilità di controllare i dipendenti che lavorano da casa, anche con strumenti esterni.

 

Milano, 15 marzo 2023 – Negli ultimi anni lo smart working ha ridisegnato il mondo del lavoro e, seppur in calo rispetto all'anno precedente, nel 2022 gli smart worker in Italia sono circa 3,6 milioni [1].  Su questo aspetto, il datore di lavoro può controllare i dipendenti che lavorano da casa? Con quali modalità?

Secondo l'analisi dello Studio legale Daverio & Florio, che in Italia rappresenta Innangard, il network internazionale specializzato in diritto del lavoro, in Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna e Australia è possibile controllare i dipendenti anche con l'utilizzo di strumenti esterni, come i software, ma bisogna rispettare alcune limitazioni. Al contrario, in Germania, Svizzera, Irlanda, Belgio e Svezia ci sono maggiori restrizioni sui controlli.

 

Partiamo dall'Italia. Il datore di lavoro è autorizzato a controllare le attività lavorative dei propri dipendenti, anche se lavorano da remoto, ma con alcune limitazioni specifiche [2]: innanzitutto, i sistemi di controllo a distanza dell'attività dei dipendenti, come i software, possono essere utilizzati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza sul lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale, e possono essere installati solo previo accordo sindacale e a condizione che i dipendenti ne ricevano adeguata informazione. Inoltre, il controllo degli strumenti di lavoro (utilizzati dal dipendente per svolgere la propria attività lavorativa) e degli strumenti utilizzati per la registrazione degli accessi e delle presenze dei dipendenti (ad esempio il badge di accesso) non richiede un accordo sindacale ma i dati raccolti potranno essere utilizzati per tutte le finalità connesse al rapporto di lavoro, a condizione che ne sia data adeguata informativa ai dipendenti.

 

Anche in Olanda il datore ha il permesso di controllare le attività lavorative del dipendente a casa, ma deve attenersi a certe condizioni, specialmente nel rispetto del diritto alla privacy.

Il datore deve condurre prima una valutazione di data protection impact per constatare i rischi di privacy del lavoratore. Se l'azienda ha un comitato aziendale, deve approvare il sistema di monitoraggio. In aggiunta, il lavoratore deve essere informato prima del monitoraggio e deve essere avvisato su quando l'audit sarà fatto e delle motivazioni. E avrà sempre il diritto di sapere quali dati sono visibili all'audit. In casi eccezionali, il datore può condurre un audit senza informare il lavoratore ma ci devono essere ragionevoli sospetti che il dipendente stia facendo qualcosa di illegale. Infine, è importante che il lavoratore sia comunque informato del controllo a posteriori.

 

Stessa linea nel Regno Unito. I datori di lavoro possono monitorare i dipendenti che lavorano da casa, come ad esempio verificando l'uso della posta elettronica, il controllo delle visite dei siti web, la registrazione e l'ascolto telefonate. Ma devono assicurarsi che il livello di monitoraggio rimanga proporzionato e ragionevole per raggiungere l'obiettivo di garantire la salute e la sicurezza dei propri dipendenti e di rispettare gli obblighi previsti dalla normativa sull'orario di lavoro, mantenendo la produttività, la qualità dei risultati e una supervisione efficace. L'ACAS mette in guardia da queste modalità di monitoraggio, affermando che esse devono rispettare le leggi sui diritti umani e sulla protezione dei dati.

 

Anche in Spagna è possibile monitorare i dipendenti che lavorano in smart working attraverso l'utilizzo di strumenti elettronici, ma solo quando sono di proprietà aziendale (ad es. laptop o qualsiasi altra risorsa informatica). Il controllo da parte del datore di lavoro deve però rispettare la normativa sulla protezione dei dati e del diritto alla privacy. In ogni caso, qualsiasi controllo effettuato dal datore di lavoro deve essere equilibrato e proporzionato.

 

Mentre in Belgio non ci sono leggi specifiche sul tema dei controlli dei lavoratori, ovvero valgono le stesse regole adottate per chi è in ufficio, il diritto del datore di controllare il lavoro da casa è stato comunque riconosciuto. Il datore di lavoro può esercitare un controllo appropriato e proporzionato sui risultati e/o sulla performance lavorativa. Ciò significa assicurarsi che il lavoro da svolgere nel contesto dello smart working sia stato effettivamente e correttamente eseguito. Allo stesso tempo, il datore deve prendere delle misure, in particolare riguardo ai software, per accertarsi che i dati del lavoratore siano protetti.

 

In Germania, invece, i datori di lavoro generalmente non possono adottare sistemi di controllo come i software, – eccetto in caso di sospetta attività criminale – ma possono registrare il tempo di lavoro dei dipendenti, ad esempio attraverso i dati di login. Tuttavia, in questi casi il datore deve sempre prendere in considerazione i diritti di cogestione dei sindacati e le leggi sulla protezione dati.

 

In Svizzera il datore di lavoro deve registrare le ore di attività del dipendente, indipendentemente che lavori in ufficio o a casa, e può decidere quale metodologia adottare. Infatti, può anche prevedere dei controlli regolari attraverso chiamate, email, ma non è concesso in generale di installare software che monitorino l'attività dei dipendenti.

 

Per quanto riguarda l'Irlanda, ad oggi non esiste una legislazione specifica che disciplini il monitoraggio dei dipendenti. Nel decidere se o quanto monitorare, i datori di lavoro dovranno rispettare i diritti costituzionali dei loro dipendenti, tra cui il diritto alla privacy e il rispetto della vita familiare, che ovviamente hanno un significato particolare nelle circostanze in cui i dipendenti lavorano a casa loro. I datori di lavoro devono inoltre rispettare il Data Protection Act 2018 e il GDPR. Per adempiere pienamente ai loro obblighi in materia, i datori di lavoro devono trattare i dati personali dei propri dipendenti in modo lecito, equo e trasparente; per uno scopo specifico, esplicito e legittimo; e i dati raccolti devono essere limitati a quanto necessario in relazione alle finalità per cui vengono trattati.

 

Anche in Svezia le stesse responsabilità si applicano al datore di lavoro indipendentemente dal luogo in cui il dipendente lavori. Tuttavia, la possibilità di monitorare un dipendente che lavora da casa è limitata per motivi di privacy.

 

Cosa accade oltreoceano? In Australia i datori di lavoro possono legittimamente implementare un software che monitori l'attività informatica di un dipendente mentre lavora da casa (compreso il monitoraggio delle e-mail, dell'uso di Internet e dell'attività di digitazione). I requisiti specifici per l'attuazione di questo tipo di sorveglianza sul posto di lavoro variano a seconda delle giurisdizioni degli Stati e dei territori australiani, ma in generale la sorveglianza può essere attuata in base a una politica dettagliata e dopo aver fornito una notifica scritta dell'attuazione.

 

 

Chi siamo

Lo Studio Legale Daverio&Florio è specializzato nel Diritto del Lavoro e nel Diritto della Previdenza Sociale e fornisce assistenza legale giudiziale e stragiudiziale in Italia e all'estero. È tra i fondatori di Innanagard, il network internazionale di specialisti di diritto del lavoro nato con l'obiettivo di fornire ai propri clienti la migliore assistenza legale anche oltre i confini dei rispettivi Paesi, di cui l'Avvocato Bernardina Calafiori, socio fondatore dello Studio, è Vicepresidente. Possiede uno specifico Dipartimento Studi, diretto dal Prof. Vincenzo Ferrante, ordinario di Diritto del lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Milano, che ha curato, fra l'altro, la realizzazione del "Codice Europeo del Lavoro", la prima raccolta delle più importanti norme comunitarie relative ai rapporti di lavoro.

 

 

 

[1] Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano

[2] Le limitazioni sono previste dalla normativa Privacy e dall'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori

Stadio Roma, Bonessio: fare tesoro delle preoccupazioni e suggerimenti emersi nel corso del dibattito pubblico durante la Commissione congiunta Urbanistica e Sport

Stadio Roma, Bonessio: fare tesoro delle preoccupazioni e suggerimenti emersi nel corso del dibattito pubblico durante la Commissione congiunta Urbanistica e Sport


Roma, 15 marzo 2023 – Comitati di quartiere e Associazioni di cittadini sono stati ascoltati nel corso della odierna Commissione congiunta Urbanistica e Sport di Roma Capitale in merito alla proposta di realizzazione del nuovo stadio della A.S. Roma a Pietralata. Questa Amministrazione ha ritenuto sin da subito di non seguire la strada delle procedure contenute nel decreto legislativo Semplificazioni ma di ripristinare l'obbligo di un confronto partecipato con i territori perché il dibattito pubblico ci consente di prendere decisioni consapevoli e ponderate nell'interesse della collettività.

Personalmente faccio tesoro delle tante preoccupazioni e suggerimenti emersi dall'incontro di oggi perché il nuovo stadio della Roma è un'opera complessa che necessita di numerosi approfondimenti su varie questioni a partire dal nodo del trasporto. Torno a sottolineare l'urgenza di considerare la mobilità pubblica e ciclopedonale uno degli asset strategici e prioritari del nuovo stadio della Roma. A tal fine è doveroso individuare il giusto mix tra trasporto pubblico e parcheggi per non fa ricadere tutto il peso degli spostamenti su quel quadrante della città. Un eccesso di parcheggi rischia di sortire l'effetto opposto diventando polo attrattivo del traffico veicolare privato. Allo stesso tempo bisogna garantire una viabilità ad accesso esclusivo e sempre percorribile per l'ospedale Pertini tenendo conto anche delle attuali criticità della Linea B della Metro che al momento ha una frequenza troppo bassa dovuta allo sfioccamento dei treni che dalla fermata Bologna sono diretti al 50% verso Conca d'oro.

L'altra questione che ritengo imprescindibile è la realizzazione di aree verdi libere ed effettivamente fruibili. Gli impianti sportivi a corredo previsti in quell'area potrebbero rappresentare una limitazione anziché un servizio, anche se è giusto ricordare che Roma Capitale dispone di un regolamento per la concessione e l'utilizzo delle strutture sportive che prevede una gestione pubblica e calmierata, con possibilità di accesso prioritaria per tutti i soggetti e famiglie a basso reddito, a cui non abbiamo alcuna intenzione di derogare. Valuteremo se sia il caso di ridimensionare l'area dedicata alle strutture sportive a vantaggio di una zona di verde dotata di adeguata piantumazione di essenze arboree.

Sono da stabilire, e necessitano di approfondimenti, le conseguenze che un simile progetto potrebbe avere sulla 'contabilità socio-ambientale' dell'intera città e sul quartiere in particolare. Dobbiamo chiederci quale sarebbe la quantità di emissioni, e quindi dei livelli d'inquinamento, se si completassero tutti gli edifici previsti dalle cubature realizzabili per la Direzionalità Pietralata (ex SDO) che vedrebbero il pendolarismo giornaliero circa 10.000/15.000 dipendenti per almeno 5 giorni a settimana; quale sarebbe il livello di emissioni inquinanti per lo spostamento una volta alla settimana di circa 60.000 spettatori per le gare interne, di campionato o internazionali, tenendo conto delle sospensioni delle manifestazioni calcistiche nel periodo estivo e invernale.

Pur nel rispetto delle tempistiche dettate dalla normativa vigente, dobbiamo procedere prendendoci tutto il tempo necessario per sciogliere dubbi e rispondere alle perplessità per arrivare a una soluzione il più possibile condivisa dal territorio.

A questo proposito il punto 8 del dispositivo della Proposta di deliberazione presentata in Giunta Capitolina dall'assessore Veloccia rappresenta una garanzia rispetto all'effettiva valutazione finale dell'opera.

L'Assemblea Capitolina è chiamata a scegliere un rappresentante, nella persona del Sindaco o di un suo delegato, per partecipare alla Conferenza dei Servizi decisoria. In questo modo Roma Capitale, sulla base di studi approfonditi e valutazioni, potrà tornare a esprimere un parere al termine di un percorso che ad oggi è appena iniziato.

 

Così in una nota il presidente della Commissione Sport e consigliere capitolino di Europa Verde Ecologista Nando Bonessio.


POLITICHE GIOVANILI: È NAPOLI LA CITTÀ ITALIANA DEI GIOVANI 2023

Napoli è la città italiana dei giovani 2023. Il Premio, promosso dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e l'Agenzia Nazionale per i Giovani  ̶  è stato assegnato oggi in occasione dell'evento che si è tenuto a Roma, presso la Sala stampa di Palazzo Chigi.

POLITICHE GIOVANILI: È NAPOLI LA CITTÀ ITALIANA DEI GIOVANI 2023

 

·        Il premio, promosso dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e l'Agenzia Nazionale per i Giovani, assegnato oggi a Palazzo Chigi, nasce con l'obiettivo di favorire una maggiore partecipazione dei giovani alle politiche locali e ai processi decisionali dei territori


Roma, 15 marzo 2023 –È Napoli la città italiana dei giovani 2023. Il Premio, promosso dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e l'Agenzia Nazionale per i Giovani  ̶  è stato assegnato oggi in occasione dell'evento che si è tenuto a Roma, presso la Sala stampa di Palazzo Chigi, alla presenza di: Maria Cristina Pisani, presidente del Cng, Michele Sciscioli, Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, Federica Celestini Campanari, Direttore Generale Agenzia Nazionale per i Giovani e Stefania Leone dell'Università degli Studi di Salerno. Le altre finaliste erano Bergamo e Pisticci.

 

"Congratulazioni a Napoli per aver saputo coinvolgere un gran numero di giovani del territorio e per aver costruito una programmazione innovativa, con specifici percorsi per la socializzazione politica e l'integrazione organizzativa dei giovani", ha dichiarato Maria Cristina Pisani, Presidente del Cng. "Un progetto che favorisce la domanda dal basso di politiche per l'innovazione e l'inclusione sociale e fornisce strumenti per promuovere l'autoimprenditorialità giovanile, rispondendo così alla forte domanda di coinvolgimento dei giovani nelle decisioni e nei processi politici. I nostri sentiti complimenti anche alla città di Pisticci, seconda classificata, la quale ha presentato un progetto coraggioso, puntando sull'autodeterminazione dei giovani come fattore d'inclusione e protagonismo delle nuove generazioni all'interno del tessuto cittadino. Un particolare augurio di buon lavoro alla città di Bergamo, terza classificata, per il loro progetto sulla fragilità delle nuove generazioni, tema per noi molto importante in questo momento".

 

La giuria, che ha selezionato e giudicato le candidature pervenute in questi mesi, era composta dai rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Giovani, del Dipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale, dell'Agenzia Nazionale per i Giovani, e da Giampiero Marrazzo, giornalista e presentatore Rai, Stefania Leone, professoressa dell'Università degli Studi di Salerno, Daniele Cassioli, atleta paralimpico, e Paolo Marini, Vicepresidente della Fondazione Bruno Visentini.




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Intelligenza artificiale, un mercato da 300 miliardi di dollari. In Italia il 59% delle aziende ne fa uso ma crescono le paure di 4 italiani su 10


Intelligenza artificiale, un mercato da 300 miliardi di dollari. In Italia il 59% delle aziende ne fa uso ma crescono le paure di 4 italiani su 10

Nell'ultima analisi dell'Unicusano si studiano l'impatto dell'AI nel quotidiano e le sue applicazioni future, guardando al valore di mercato e alle conseguenze sui posti di lavoro. Solo in Europa potrebbero divenire disoccupati circa 15 milioni di lavoratori, 73 milioni in USA

 

L'intelligenza artificiale fa paura. Fa paura non soltanto per le (quasi) infinite applicazioni e i vasti scenari che apre davanti a sé, ma anche per i risvolti sul tessuto economico e sociale di tutto il mondo. Secondo l'ultimo studio dell'Unicusano – studio per altro condotto in parte grazie proprio all'AI di Chat GPT – il mercato globale tocca oggi i 62,4 miliardi di dollari per arrivare, entro il 2026, a superare i 300 miliardi secondo le stime degli analisti. Di questi, solo i Chatbot – come appunto il più famoso Chat GPT – nel 2016 valevano 190,8 milioni di dollari facendo registrare negli anni una crescita del +555% che entro il 2025 raggiungerà l' 1,25 miliardi di dollari.

In questo scenario di forte crescita, l'Italia è fanalino di coda insieme al Giappone per quanto riguarda i Paesi a forte indice di sviluppo. Anche se il mercato post-pandemico delle AI è raddoppiato, registrando un +27% e assestandosi su un valore di 380 milioni di euro, l'Unicusano nel suo studio evidenzia infatti come campi di applicazione e investimenti delle aziende siano nel Belpaese molto circoscritti: soltanto 6 aziende su 10 hanno avviato almeno una progettualità di AI nei settori dei servizi finanziari, dei trasporti, del retail e dei servizi pubblici. Entro però il 2024 per l'Italia è prevista una crescita del 41,4% solo in ambito imprenditoriale. Le aziende che hanno saputo cogliere le potenzialità dell'AI oggi gli affidano diversi "compiti": dal risparmio di tempo nell'espletamento delle attività alla drastica riduzione dei margini di errore; dall'aumento delle performance a quello delle entrate, dall'individuazione tempestiva di eventuali problematiche all'elaborazione e analisi di un'enorme quantità di dati, dal miglioramento dell'esperienza con il cliente al risparmio di denaro.

Per gli italiani, però, esiste anche un lato oscuro legato allo sviluppo dell'intelligenza artificiale: il 40% di loro poco si fida e il timore più grande tocca la sfera della professione. Il 71% degli italiani, secondo una ricerca condotta da Ipsoa e ripresa puntualmente dall'Unicusano, teme un impatto negativo sull'occupazione. A temere di più sono copywriter, insegnanti, traduttori, ma anche programmatori, marketer e ricercatori, tutti provenienti da ambiti già toccati dalle più recenti applicazioni di intelligenza artificiale.

In questo scenario di preoccupazione globale, i timori dei lavoratori sembrano trovare fondamento nell'indagine dell'Unicusano: per l'ateneo telematico, infatti, fra poco meno di sette anni l'automazione del lavoro sarà responsabile della perdita di circa 73 milioni di posti di lavoro negli Stati e di 15 milioni in Europa.

Nonostante le perplessità a livello etico-comportamentale e sociale, il sentiment nei confronti delle AI è comunque positivo, tanto che il 60% delle persone sostiene che l'intelligenza artificiale migliorerà la vita in alcuni ambiti come l'istruzione, l'intrattenimento, l'apprendimento, lo shopping, i trasporti, l'ambiente.

A sorprendere è invece l'automotive, da sempre molto attenta allo sviluppo tecnologico, alla ricerca di nuove soluzioni e alla "naturale" inclinazione a esplorare nuove possibilità. In questo caso non ha ancora sfruttato le potenzialità AI soprattutto perché la legge non consente la sperimentazione di veicoli a guida automatica con automazione maggiore della classificazione SAE 2 (veicoli a "guida cooperativa", con sistemi di ausilio alla guida). Eppure i campi di applicazione sono davvero tanti: monitoraggio delle condizioni stradali, nessun intervento umano, abilità predittive, possibilità di conversare con sistemi di IOT incorporati per esempio nei semafori o nella carreggiata, riduzione degli incidenti stradali (il 94% sono oggi dovuti a errori umani).



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martedì 14 marzo 2023

WisdomTree/ChatGPT: solo un fenomeno social?

ChatGPT: solo un fenomeno social?
  • Chris Gannatti, Global Head of Research, WisdomTree

 

La seconda parte del 2022 e la prima del 2023 hanno visto molti sviluppi in materia di "IA generativa". Recentemente, i riflettori sono stati puntati sul sistema ChatGPT. ChatGPT è diventato "virale" in quanto molte persone si divertono a provare diversi prompt per vedere cosa si ottiene. Recentemente sono stati sviluppati anche altri sistemi che generano un'immagine o un video come output. In linea di massima, questi sistemi ricevono un prompt e poi utilizzano i dati appresi per prevedere qualcosa che abbia senso rispetto al prompt in questione e fornirlo come output. Fino ad ora, il mondo non conosceva queste capacità, quindi le speculazioni su cosa significhino in termini di intelligenza o sui tipi di modelli di business che sarà opportuno realizzare sono numerose.

 

Più di una semplice moda: le applicazioni dell'IA nel mondo reale

Per fare previsioni, uno strumento come ChatGPT apprende utilizzando una gran quantità di dati. Le persone ora lo usano perché è una novità: è in grado di prevedere la prossima probabile parola in una stringa di testo nell'ambito di un prompt. Tuttavia, può essere addestrato affinché preveda altri elementi e tali previsioni, se accurate, potrebbero essere preziose. Esistono già strumenti che aiutano gli sviluppatori di software nella codifica, prevedendo la probabile "prossima riga di codice" che scriveranno. Sarà interessante vedere come Microsoft, uno dei principali investitori di OpenAI, l'azienda responsabile di ChatGPT, cercherà di integrare la tecnologia in qualcosa del calibro di Microsoft Office 365, generando un'esposizione quasi immediata a miliardi di utenti. È solo quando si espongono miliardi di persone a una determinata tecnologia che si iniziano a vedere tutti i potenziali casi d'uso.

 

Nel corso del 2022, DeepMind ha presentato i nuovi risultati del suo sistema AlphaFold, progettato per prevedere la forma delle proteine. Il sistema ha prodotto output che specificavano la forma prevista di oltre 200 milioni di proteine e si è visto che una percentuale significativa di tali previsioni aveva la stessa accuratezza dei risultati sperimentali. Prevedere la forma in cui una determinata proteina si ripiegherà, di per sé, non significa nulla, ma diventa entusiasmante se pensiamo che spesso la forma della proteina ne codifica la funzione; tale funzione potrebbe collegarsi a numerosi risultati terapeutici distinti che potrebbero essere utilizzati per combattere malattie e altri problemi di salute.

 

Chi ci guadagna?

È difficile prevedere quale settore o azienda trarrà i maggiori vantaggi dalle applicazioni dell'IA, perché è possibile che qualsiasi azienda o settore che utilizza dati ne beneficerà. È naturale pensare alle grandi aziende tecnologiche, come Amazon, Apple, Meta, Alphabet e Microsoft, solo per citarne alcune, e si può vedere come l'IA venga utilizzata per migliorare direttamente l'esperienza dei loro clienti. Amazon e Microsoft, in particolare, offrono servizi di IA attraverso le loro piattaforme di cloud computing.

 

Tuttavia, è anche vero che le aziende farmaceutiche potrebbero sfruttarla per scoprire farmaci, le compagnie assicurative potrebbero beneficiare di previsioni migliori... l'elenco è infinito. Per noi è entusiasmante pensare a come sviluppi diversi possano arricchirsi l'un l'altro. Prendiamo ad esempio l'energia da fusione. Abbiamo già visto che diversi sistemi di apprendimento automatico possono introdurre nuovi modi per gestire le reazioni e controllare il sistema. Se riusciamo a combinare l'apprendimento automatico con determinate capacità di calcolo quantistico, forse i calcoli potrebbero avere una portata più ampia ed essere eseguiti con una velocità maggiore, in modo da consentire ulteriori sviluppi rispetto a quanto possibile oggi.

 

L'IA nel contesto macroeconomico

Se guardiamo al mondo a marzo del 2023, il più grande catalizzatore a breve termine è probabilmente lo scenario macroeconomico, rappresentato da 1) gli annunci della Federal Reserve statunitense (Fed), 2) i dati sul mercato del lavoro statunitense, 3) i dati sull'andamento dell'inflazione e 4) tutto ciò che riguarda la presenza o meno di una recessione. Molti di questi annunci tracciano percorsi "più positivi" o "più negativi" per le aziende del panorama dell'IA. Ad esempio, una Fed meno propensa ad aumentare ulteriormente i tassi di interesse è più positiva per i titoli dell'IA rispetto a una Fed che ritiene necessari molti altri aumenti dei tassi per combattere l'inflazione.

 

Il 2022 è stato un anno difficile per i titoli azionari, in particolare per quelli tecnologici. Nell'ambito dell'intelligenza artificiale, le aziende più recenti e che non hanno ancora registrato utili positivi in attività consolidate hanno visto le loro valutazioni diminuire. Questo è in parte naturale, in quanto tassi d'interesse più elevati e utili positivi previsti in un futuro lontano si combinano per generare una valutazione complessivamente più bassa. Inoltre, riteniamo che molte aziende di semiconduttori siano fortemente esposte all'intelligenza artificiale. Molte di queste società hanno visto scendere i prezzi delle azioni a causa del calo della domanda di smartphone e PC, con una conseguente diminuzione della richiesta di chip alla luce dell'aumento delle forniture e dei progetti di investimento.

 

Quali saranno i prossimi sviluppi dell'IA?

L'intelligenza artificiale è un megatrend che può potenzialmente avere un impatto su ogni settore e su quasi tutti gli altri megatrend. Attualmente, l'"IA generativa" ha suscitato un entusiasmo virale. ChatGPT è l'esempio principale di questo concetto. Nonostante il gran numero di articoli sulla valutazione prevista per OpenAI, non è ancora chiaro come l'IA generativa possa produrre ricavi e profitti nel breve periodo. Le maggiori piattaforme di cloud computing, come Microsoft Azure e Amazon Web Services, consentono a molti utenti di sfruttare l'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico e potrebbero godere della posizione migliore per generare ricavi.

 

In ogni caso, l'intelligenza artificiale è un settore in crescita e i recenti sviluppi lo hanno portato nuovamente alla ribalta. Sebbene un software come ChatGPT possa, a prima vista, essere considerato una "novità", è chiaro che l'applicazione delle capacità dell'IA in diversi ambiti (dall'industria manifatturiera alla sanità) potrebbe avere un effetto davvero rivoluzionario sul mondo in cui viviamo.




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Zero Motorcycles National Dealer Demo Weekend

ZERO MOTORCYCLES 
NATIONAL DEALER DEMO WEEKEND 

Venerdì 24 e sabato 25 marzo "porte aperte" in molti 

concessionari Zero Motorcycles. 
Per il pubblico sarà possibile conoscere da vicino e testare 

i modelli elettrici di punta del brand californiano

 
Zero National Demo Dealer Weekend

Marzo 2023, NOORD-SCHARWOUDE, The Netherlands – Per soddisfare la curiosità dei motociclisti italiani verso la mobilità elettrica, i principali concessionari Zero Motorcycles in Italia apriranno le porte al pubblico nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 marzo con il National Dealer Demo Weekend. Questa iniziativa, dedicata agli appassionati del brand californiano o semplicemente a chi ha intenzione di avvicinarsi al mondo delle due ruote elettriche per la prima volta, toccherà diverse città italiane distribuite sull'intero territorio nazionale e diventerà un appuntamento destinato a ripetersi nei prossimi mesi.

 

Durante le due giornate verrà offerta al pubblico la possibilità di testare uno dei nuovi ed emozionanti modelli 2023 della casa californiana con l'obiettivo di avvicinare sempre più motociclisti al mondo dell'elettrico, proponendo loro una nuova tipologia di guida, non solo più sostenibile ma anche decisamente coinvolgente. Un'esperienza che, come sostiene l'azienda, per essere capita fino in fondo non può essere solo raccontata, ma deve essere necessariamente vissuta.

 

"Zero Motorcycles è entusiasta di poter invitare i motociclisti italiani a provare i nuovi modelli della gamma", sostiene Luca Conti, Regional Marketing and Sales Specialist Italia di Zero Motorcycles. "il National Dealer Demo Weekend rappresenta un'occasione unica per scoprire le performance eccezionali dei modelli Zero e per fare un'esperienza di guida incredibile ed emozionante. Salire in sella a una moto elettrica rappresenta il primo passo per avvicinarsi a un modello di mobilità attuale, a emissioni zero e soprattutto molto divertente" conclude Conti.

 

UN'OCCASIONE UNICA PER PROVARE I MODELLI ZERO


Il National Dealer Demo Weekend rappresenta per il pubblico la possibilità di entrare non solo in contatto con l'azienda californiana, ma anche di conoscerne le novità in termini di prodotto, di scoprire tutti i segreti dell'elettrico e ovviamente di salire in sella a uno dei nuovi modelli 2023.

 

Per prenotare il proprio demo ride e assicurarsi una adrenalinica esperienza di guida,  sarà sufficiente visitare la sezione eventi del sito Zero Motorcycles  trovare il dealer più vicino.

 

I MODELLI PROTAGONISTI DEI TEST DRIVE


Il National Dealer Demo Weekend costituisce soprattutto l'occasione di provare i più innovativi e performanti modelli della casa di Santa Cruz. Fin dalla produzione dei primi prototipi nel 2006, Zero Motorcycles ha infatti sempre invitato i motociclisti a testare personalmente le proprie moto sostenendo che "certe cose non si possono spiegare, devono essere necessariamente vissute in prima persona".

 

Tra i modelli Zero su cui sarà possibile salire in sella durante il Demo Weekend ricordiamo la DSR/X, una nuova adventure bike capace di offrire prestazioni ed efficienza ai vertici della categoria, grazie al motore completamente rinnovato Z-Force 75-10X, in grado di erogare una coppia sbalorditiva di 225 Nm e una potenza di 100 cv, e alla batteria agli ioni di litio da 17,3 kWh. Accanto alla DSR/X, saranno sicuramente presenti anche la FXE e la FX. La prima rappresenta il modello urbano per eccellenza; una super motard avveniristica che coniuga comfort di guida, design intrigante e tecnologia elettrica. Leggera, scattante e silenziosa, la FXE è animata dall'innovativo motore ZForce 75-5, controllata dal sistema operativo proprietario Cypher II e dotata di display TFT da 5 pollici a colori. La FX, invece, è l'elettrica perfetta per dedicarsi all'avventura divertendosi. Nata per il fuoristrada, ma anche per scorrazzare in città, questa moto risalta per potenza e maneggevolezza, il tutto unito ad un design ricercato ma essenziale, che rinuncia alle frivolezze stilistiche a favore di compattezza e agilità.

 

Last but not least, tra gli altri modelli che potranno essere presenti durante il National Dealer Demo Weekend, ricordiamo anche le sorelle SR/F e SR/S, che per questa stagione si presentano con un pacco batterie dalla capacità di 17,3 kWh, una velocità di ricarica fino a 6,6 kW e la modalità Park di serie. Entrambe vengono proposte in  nuove accattivanti colorazioni.

 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI SUI CONCESSIONARI CHE OSPITERANNO IL NATIONAL DEALER DEMO WEEKEND  E PRENOTARE IL PROPRIO DEMO RIDE È POSSIBILE CONSULTARE LA PAGINA EVENTI DEL SITO DI ZERO MOTORCYCLES ITALIA  

 

Di seguito l'elenco dei principali concessionari coinvolti

 

Energeko – Roma (RM)
F.lli  Palomba Srl – Perugia (PG)
Sirio Srl – San Benedetto del Tronto (AP)
Square 42 – Coriano (RN)
E-Motion – Pistoia (PT)
EcoZero – Cadoneghe (PD)
EcoZero – Bussolengo (VR)
Motorgreen – Rivoli (TO)
Motauto – Messina (ME)


A proposito di Zero Motorcycles
Zero Motorcycles rappresenta l'innovazione costante applicata al mondo del motociclo. Combinando le migliori caratteristiche delle due ruote tradizionali con la tecnologia più sofisticata e all'avanguardia, il brand californiano produce moto elettriche ad alte prestazioni, leggere, potenti e veloci.
Concepita come un'idea ambiziosa in un garage di Santa Cruz, Zero Motorcycles è cresciuta fino a diventare in breve tempo un'azienda motociclistica di fama internazionale. Il risultato di questa trasformazione è una gamma completa di moto rivoluzionarie, che soddisfano pienamente le aspettative dei motociclisti più esigenti che desiderano abbracciare un nuovo concetto di mobilità.



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lunedì 13 marzo 2023

In-perfezione, performace di teatro contemporaneo e butoh


Venerdì 17 marzo e sabato 18 Marzo nel salotto culturale Interno 4 di via della Lungara 44, a Roma, a partire dalle ore 20 (ingresso libero, riservato ad un pubblico adulto), si terrà una performace di teatro contemporaneo e butoh con Domiziano CristopharoJose Luis Lemos Paez Chiara Pavoni in collaborazione con MATERIA PRIMA: In-perfezione.

venerdì 10 marzo 2023

Mestiere di sveglia


Domenica 12 marzo alle ore 19.30 a Interno 4 in via della Lungara 44 a Roma “Mestiere di sveglia”, melologo teatrale di Alberto Macchi.

mercoledì 8 marzo 2023

Mai più invisibili


Domenica 12 marzo alle ore 17 a Interno 4 in via della Lungara 44 a Roma il reading poetico “Mai più invisibili” e la presentazione della raccolta di poesie “Nero crescente” di Patrizia Baglione, edita da RP Libri. Relatrice Michela Zanarella. Nella poesia di Patrizia Baglione un alone sottile di amore e di morte attraversa ogni singola poesia, finanche la più speranzosa e primigenia.

Il Wi-Fi di Cambium Networks supporta ospiti e operatori nelle strutture per la terza età.

Il Wi-Fi di Cambium Networks supporta ospiti e operatori nelle strutture per la terza età.

HealthSignals e Cambium Networks hanno implementato una soluzione di connettività broadband potente ed efficace al servizio di ospiti e operatori sanitari.

Milano, 07 Marzo 2023 - HealthSignals, fornitore di soluzioni tecnologiche per la terza età, ha implementato la tecnologie Wi-Fi di Cambium Networks in una casa di riposo, la Fairmount Homes di Ephrata , Pennsylvania, registrando un significativo miglioramento dell'esperienza degli utenti nel suo campus. La pandemia di COVID ha cambiato le pratiche di visita e di socializzazione e, come molte case di riposo, Fairmount Homes aveva bisogno di massimizzare la disponibilità del Wi-Fi per i residenti e il personale per ottimizzare l'assistenza e l'interazione. La soluzione convergente fixed wireless e Wi-Fi, implementata da HealthSignals, copre l'intero campus popolato da circa 400 residenti e uno staff di 320 persone.

Fairmount Homes comprende due edifici di appartamenti a quattro piani, 53 cottage indipendenti, un centro di assistenza personale e un centro sanitario. Dopo l'implementazione, le prestazioni della rete sono nettamente migliorate. Il campus ha una media giornaliera di 448 dispositivi unici che utilizzano la rete per un totale di 400 terabyte di dati al mese, con una tendenza che mostra un aumento del 69% negli ultimi 12 mesi. Per collegare gli edifici, Fairmount Homes ha scelto la tecnologia fixed wireless rispetto a GPON o FTTP perché i costi e i tempi di scavo della fibra in tutto il campus erano proibitivi. Inoltre, grazie alla facilità di gestione della rete convergente tramite un'unica dashboard, HealthSignals ha permesso a Fairmount Homes di utilizzare un solo addetto IT per supportare la rete del campus.

La rete wireless supporta anche in modo sicuro i carrelli della farmacia e l'accesso alle cartelle cliniche elettroniche (EMR), consentendo al personale di rimanere connesso alla rete principale, aumentando notevolmente la produttività e l'efficienza. Da quando è stata installata, le segnalazioni di problemi sono passate da più chiamate a settimana a meno di due al mese, con un calo dell'80%.

"Cinque anni fa, alla maggior parte dei residenti non interessava il Wi-Fi", ha dichiarato Jerry Lile, amministratore delegato di Fairmount Homes. "Ma dopo la pandemia, la connettività Wi-Fi è una delle richieste più frequenti durante il processo di candidatura. È un aspetto che i pensionati richiedono quando cercano un posto dove vivere, ed è particolarmente importante non solo per i residenti, ma anche per i loro ospiti e le loro famiglie". Quando è scoppiata la pandemia, fortunatamente, avevamo il Wi-Fi ovunque, perché la teleassistenza è diventata molto importante in quel periodo e non saremmo stati in grado di soddisfare questa esigenza se non avessimo avuto un buon Wi-Fi".

La soluzione comprende diversi componenti della ONE Network di Cambium :

- PMP 450i fixed wireless per distribuire la banda larga tra gli edifici del campus
- Access point Wi-Fi 6 indoor per la copertura all'interno di appartamenti e villette
- Gestione della rete con cnMaestro™ cloud-first
- Per la pianificazione della rete sono stati utilizzati gli strumenti LINKPlanner e Wi-Fi Designer.

L'implementazione di Cambium Networks risponde alle esigenze del mercato delle unità abitative multiple (MDU), dove proprietà come Fairmount Homes cercano di offrire esperienze online eccezionali ai propri residenti, riducendo al contempo i costi operativi.

"Le apparecchiature di Cambium Networks sono di livello corporate e l'ingegneria e il supporto forniti sono stati esemplari", ha dichiarato Bruce Weintraub, CEO e fondatore di HealthSignals. "Con il servizio gestito di HealthSignals, il personale IT di Fairmount può concentrarsi sulla manutenzione delle applicazioni, mentre i problemi relativi a Wi-Fi e Internet vengono indirizzati a noi e risolti in modo appropriato".

Con Cambium cnMaestro Dashboard, i fornitori di servizi gestiti possono visualizzare centinaia di reti di clienti, compresi i punti di accesso Wi-Fi interni, gli switch di accesso, il Wi-Fi esterno, i ponti wireless da edificio a edificio e il backhaul wireless, tutto attraverso un unico pannello di controllo.

Disabilità, Governo contro ausili da destinare a disabili. Domani la discussione in Consiglio di Stato

Disabilità, Ass. Coscioni: Class Action su ausili arriva in Consiglio di Stato

Giovedì 9 marzo 2023 si terrà presso il Consiglio di Stato la discussione in Camera di Consiglio della Class Action promossa dall'Associazione Luca Coscioni contro il Ministero della Salute sull'appropriatezza di protesi e ausili per le persone con disabilità. Nell'agosto 2022 il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio aveva accolto la Class Action promossa dall'Associazione Luca Coscioni per Marco Gentili, Carlo Gentili, Alessandro Bardini, Edward Von Freymann, con l'intervento anche  di altre persone  con disabilità contro il Ministero della Salute al fine di garantire un percorso di erogazione appropriato di ausili e protesi, in grado di offrire un'efficace risposta alle singole esigenze delle persone che ne hanno bisogno. La class action puntava ad ottenere l'ottenimento di ausili protesici personalizzati sulla base delle singole esigenze e segnalava i gravi disservizi che impediscono di ottenere strumenti indispensabili per soddisfare le proprie esigenze.

Il Ministero della Salute, e dunque il nuovo Governo, fra i suoi primi atti, invece di rispettare la decisione del Tar e dunque applicare la legge, ha deciso di ricorrere contro questa decisione. Giovedì 9 marzo 2023, dunque, si terrà presso il Consiglio di Stato la discussione in Camera di Consiglio per la decisione sulla Class Action in tema di ausili e protesi per le persone con disabilità. L'Associazione Luca Coscioni e le persone con disabilità saranno  rappresentate* dagli Avvocati Dario Capotorto, Chiara Geremia, Angelo Calandrini, Massimo Clara e Filomena Gallo, quest'ultima Segretaria nazionale dell'Associazione. 

*Collegio di studio e difesa: Prof. Avv. Dario Capotorto, avv. Filomena Gallo, avv. Angelo Calandrini, avv. Massimo Clara, avv. Francesca Re, avv. Rocco Berardo.




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lunedì 6 marzo 2023

Inchiostri al femminile


Sabato 11 marzo alle ore 18 a Interno 4 in via della Lungara 44 a Roma "Inchiostri al femminile" autrici a confronto. Interverranno: Lara Di Carlo, editrice; Antonella Colonna Vilasi, scrittrice; Emanuela Maria Marrone, scrittrice; Liselotte Parisi, scrittrice.

sabato 4 marzo 2023

ANSA: PassaPortoTevere, sul Tevere come a Santiago

ANSA| 2023-03-03 10:24'PassaPortoTevere', seguendo il fiume dalle sorgenti al mare Decolla progetto su modello Cammino di Santiago (ANSA) - ROMA, 03 MAR - Una via del Tevere come la Via Francigena o come il Cammino di Santiago? Dopo la sperimentazione dello scorso anno, decolla il progetto "PassaPorto Tevere 2023", a cura dei Volontari della D.I.T. Discesa Internazionale del Tevere, che intende incentivare il turismo lento lungo il corso del fiume. 

L'obiettivo e quello di avvicinare le persone al Tevere, tutto l'anno, accompagnandole dalle sorgenti al mare, a terra o in acqua. Lungo alcune decine di postazioni, in varie tappe fino a Fiumicino, viene timbrati il "PassaPorto" disponibile in due versioni: quella Verde si orienta alle esperienze a terra (in bici, a piedi, ecc.), quella Blu è dedicata alle discese in acqua (in sup, canoa, kayak, packraft, gommone). Il progetto è completamente gratuito, grazie all'impegno volontario di numerose attività locali. 

Per gli amanti del ciclo turismo, il PassaPorto Verde propone la "Perduta Via dei Due Mondi": da Rimini a Roma seguendo i fiumi Marecchia e Tevere, nel primo coast-to-coast italiano modellato dai corsi d'acqua. Per gli amanti della pagaia c'è invece il PassaPorto Blu e le giornate organizzate dai Volontari della D.I.T. Discesa Internazionale del Tevere. Il Grande Circuito Tiberino 2023 prevede infatti una serie di eventi in acqua: dal Carnevale romano alla Festa della Scafa, dalla 44ma D.I.T. al Big Jump, dalla Fratellanza TevereAniene al Fiumicino Paddling Festival. L'idea del PassaPorto nasce dall'esperienza pluridecennale della D.I.T. Discesa Internazionale del Tevere. 

Un percorso guidato in canoa, SUP, bici ed a piedi che ogni anno, per una settimana, percorre la valle del Tevere. La 44° edizione si terrà dal 20 aprile al primo maggio 2023, dall'Appennino al mare. Numerose attività lungo il corso del fiume, non solo timbreranno il PassaPorto e offriranno i loro servizi, ma indicheranno le meraviglie locali da andare a visitare. Seguendo la corrente, dalle sorgenti al mare, infatti, si incontrano aree protette, siti natura 2000, chiese e cattedrali, siti archeologici. Millenni di storia, scenari naturali in continuo divenire, agro sistemi rurali che custodiscono prodotti di eccellenza. La fase sperimentale, conclusasi il 31 dicembre 2022, ha raggiunto risultati interessanti. 

Oltre 100 attività, tra bar, ristoranti, alloggi, cicloofficine, associazioni, distribuite da Rimini a Roma, si sono rese disponibili a timbrare il PassaPorto dei viandanti. La PassaMappa Tiberina, che le raccoglie tutte online, in 8 mesi ha superato le 35mila visite. Gli ideatori si augurano che un giorno il percorso lungo il Tevere verrà preso in cura delle Regioni attraversate o del "Parco del Tevere". 

"La speranza è, infatti, che le amministrazioni avvieranno e custodiranno una rete di servizi per accogliere i turisti venuti da ogni parte del mondo. L'indotto economico generato permetterà di aprire nuove attività, dando lavoro e dignità a tante persone, di tutte le età, tutto l'anno. Un circuito virtuoso a sostegno del patrimonio storico, culturale, agronomico e naturalistico creatosi intorno e grazie al fiume Tevere", spiegano i promotori. Il PassaPortoTevere verrà presentato prossimamente all'Assemblea del Contratto di Fiume Tevere Castel Giubileo-Foce, affinché diventi una azione all'interno del Primo Programma Triennale. (ANSA).

YPG-VR 2023-03-03 10:24

venerdì 3 marzo 2023

Sinfonie di marzo



Domenica 5 marzo 2023 alle ore 17 in via della Lungara 44 a Roma, nel salotto culturale di Chiara Pavoni, per la rassegna Esperart di Flora Rucco “Sinfonie di marzo” serata artistica della Rassegna di Arte e Cultura “Trascendenze” e Associazione Culturale La Scena Corsara presentano l’evento “Una lucciola, mi ricorda la mia indanzia!”, dedicato agli eventi nati sotto il segno dei pesci.

giovedì 2 marzo 2023

Di quell’amor ch’è palpito


Sabato 4 marzo alle ore 19.30 a Interno 4 in via della Lungara 44 a Roma l’Associazione culturale La Scena Corsara presenta “Di quell’amor ch’è palpito” con la compagnia VisBallet diretta da Eugenia Morosanu. Interverranno: Sara Pastore (attrice, soprano), Stefania Severi (critico d’arte), Alberto Umbrella (regista di opere liriche), Paola Di Silvestro (artista), Osvaldo Bisello (musicista), Veronica Paredes (poetessa, ambasciatrice di pace).

Il tempo è un'invenzione della mente

Venerdì 3 marzo alle ore 19.30 a Interno 4 in via della Lungara 44 a Roma “Il tempo è un’invenzione della mente”. Interverrà Manuela Minelli, autrice del libro. Presenta Chiara Pavoni. La silloge di poesie “Il Tempo è un’invenzione della mente”, impreziosita dalle opere pittoriche del giovane artista Lorenzo Luci, capaci di trasportare chi sfoglia le pagine di questo libro in un mondo fantastico e   certamente non banale, contiene una cinquantina di poesie, raccolte in capitoli che parlano di Amori, Assenze, Naturae, Proteste e Rinascite.

WisdomTree/Broad commodity: una fonte di diversificazione spesso trascurata

Broad commodity: una fonte di diversificazione spesso trascurata
Pierre Debru, Head of Quantitative Research & Multi Asset Solutions, WisdomTree

Negli ultimi due anni, le materie prime hanno sovraperformato tutte le principali asset class con margini a due cifre[1]. Questo è stato particolarmente sorprendente nel 2022, quando tutte le principali asset class hanno registrato forti perdite, mentre le materie prime hanno ottenuto guadagni sostanziali[2]. Il 2022 è stato un chiaro caso di diversificazione di un portafoglio tradizionale di azioni e obbligazioni con le materie prime. Al di là delle opportunità tattiche, la ricerca accademica ha evidenziato i vantaggi dell'utilizzo delle broad commodity come componente principale delle asset allocation strategiche a lungo termine. Tuttavia, quasi la metà degli investitori intervistati di recente non ha alcuna esposizione alle materie prime[3]. Le eccezionali prestazioni ottenute di recente stanno cambiando rapidamente il clima e il 45% di coloro che non hanno investito in materie prime stanno ora valutando di farlo[4]. Riteniamo che, sia che si considerino i dati recenti che quelli a lungo termine, i motivi per includere le broad commodity in un portafoglio siano evidenti.

L'analisi quantitativa mostra che le broad commodity costituiscono una potentissima fonte di diversificazione in un portafoglio multi-asset:

·        le broad commodity presentano un'asimmetria positiva quando i titoli azionari presentano un'asimmetria negativa;

·        mostrano correlazioni basse con la maggior parte delle asset class tradizionali;

·        restano prive di correlazioni nei periodi di crisi e possono recare sollievo ai portafogli in occasione di crisi geopolitiche.

 

Asimmetria positiva e protezione da eventi eccezionali

Se esaminiamo la distribuzione dei rendimenti mensili del Bloomberg Commodity Total Return Index e dell'S&P 500 Total Return Index da gennaio 1960, osserviamo che, storicamente, le perdite subite dalle materie prime sono risultate meno profonde e guadagni consistenti si verificano con frequenza maggiore rispetto ai titoli azionari.

Nel 2022, una crisi energetica catalizzata dall'invasione dell'Ucraina ha provocato un aumento dei prezzi di gas naturale, petrolio, prodotti petroliferi e prodotti agricoli. Questo ha favorito direttamente gli indici delle broad commodity che includevano tali materie prime. Al contrario, gli indici azionari in generale hanno sofferto a causa della compressione dei margini di profitto e del rapido aumento dei costi di produzione. Mentre l'Europa sembra aver avuto fortuna con un inverno mite, che le ha permesso di ridurre il consumo di energia e accumulare scorte, la guerra in Ucraina è tutt'altro che finita e non si possono escludere ulteriori scosse ai prezzi dell'energia.

Se la distribuzione dei rendimenti è importante, la relazione relativa tra queste due distribuzioni è ancora più importante per gli investitori.

Le materie prime offrono una certa diversificazione rispetto alle principali asset class

Gli indici dei contratti future sulle broad commodity mostrano correlazioni molto basse con la maggior parte delle asset class. Le materie prime sono correlate negativamente ai titoli di Stato USA e alle obbligazioni societarie statunitensi. Inoltre, presentano una bassa correlazione con i titoli azionari e le obbligazioni statunitensi ad alto rendimento.

Nelle fasi iniziali della pandemia di COVID-19, le correlazioni di molti asset sono salite. Il panic selling, seguito dall'acquisto indiscriminato alimentato dal quantitative easing, ha portato in alto tali correlazioni. Tuttavia, nell'ultimo anno, la correlazione tra materie prime e titoli azionari è scesa nuovamente, tornando a livelli normali. Osservando le correlazioni giornaliere dell'ultimo anno, la correlazione tra i titoli azionari statunitensi e le broad commodity è tornata al 14%[5].

Anche le correlazioni tra materie prime e titoli azionari dei mercati emergenti (19%8) con i titoli di Stato USA (5%8) e le obbligazioni societarie statunitensi (9%8) sono rimaste estremamente basse. Queste basse correlazioni rendono sempre più convincente la scelta delle materie prime come strumento di diversificazione.

Una maggiore diversificazione nei periodi di crisi

Benché la loro bassa correlazione con i titoli azionari rappresenti da sempre un ottimo argomento per i fautori degli investimenti nelle materie prime, storicamente i critici ritengono che tale bassa correlazione non regga nei periodi di crisi.

Analizzando più in profondità il comportamento relativo delle materie prime nei periodi di crisi del mercato azionario, la Figura illustra le prestazioni del Bloomberg Commodity Total Return Index nei 20 mesi peggiori per l'S&P 500 a partire dal 1960. Osserviamo che le materie prime hanno offerto agli investitori un'ottima differenziazione. Se prendiamo ad esempio il peggior mese per i titoli azionari negli ultimi 60 anni o giù di lì, quelli USA hanno perso il 21,5% nell'ottobre 1987 in seguito al "lunedì nero". In quello stesso mese, il Bloomberg Commodity Index (BCOM) ha guadagnato il 2,1%; questo sarebbe stato incredibilmente di aiuto per qualsiasi investitore. Di fatto, le materie prime hanno sovraperformato i titoli azionari in 19 dei suddetti 20 mesi. In 12 di essi, hanno registrato la stessa performance positiva ottenuta nell'ottobre 1987.

Figura: Performance delle broad commodity nei 20 mesi peggiori per l'S&P 500 dal 1960

Fonte: WisdomTree, Bloomberg, S&P. Da gennaio 1960 a gennaio 1963. I calcoli si basano sui rendimenti mensili in USD. Sono disponibili dati sulle broad commodity (Bloomberg Commodity Total Return Index) e sui titoli azionari statunitensi (S&P 500 Gross Total Return Index) a partire da gennaio 1960. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore. 



[1] Tra il 10/02/2021 e il 10/02/2023, il Bloomberg Commodity Index ha sovraperformato il Bloomberg Global Aggregate Bond del 38%, l'MSCI ACWI (Titoli azionari globali) del 35%, l'S&P 500 (Titoli azionari USA) del 19%, il FTSE EPRA NAREIT Developed (Settore immobiliare) del 24% e il Bitcoin del 63%. Fonte: Bloomberg.

[2] Tra il 31/12/2021 e il 31/12/2022, tutti gli asset della nota 1 hanno registrato una diminuzione superiore al 12%, mentre il Bloomberg Commodity Index ha avuto una crescita pari a quasi il 12%. Fonte: Bloomberg.

[3] Il 46% degli investitori intervistati a settembre 2022 ha dichiarato di non investire in materie prime. Il sondaggio, condotto dall'agenzia di ricerca indipendente CoreData Research, ha coinvolto 600 investitori professionali in tutta Europa, dalle società di consulenza finanziaria wholesale ai gestori patrimoniali e ai family office. Gli investitori intervistati gestiscono asset per un valore di circa 710 miliardi di euro.

[4] Il 21% di tutti i partecipanti al sondaggio ha risposto "No, ma ci sto pensando", mentre il 25% ha risposto con un secco "No".

[5] Fonte: WisdomTree, Bloomberg, MSCI, S&P. Da dicembre 2021 a dicembre 2022. I calcoli si basano sui rendimenti giornalieri in USD. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.

 




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