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venerdì 14 aprile 2023

Giornata Nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti: il 91% dei riceventi sono persone con malattia rara, percentuale che sale se si guarda ai soli minori di 16 anni


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Giornata Nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti: il 91% dei riceventi sono persone con malattia rara, percentuale che sale se si guarda ai soli minori di 16 anni 

 

Alleanza Malattie Rare e OMaR si appellano alle istituzioni affinché si agevoli il percorso delle famiglie, si agisca per eliminare le troppe disparità territoriali e si offra adeguato supporto psicologico

 

 

Roma, 13 aprile 2023 – Il 16 aprile si celebra la Giornata Nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti e, in vista di questa ricorrenza, le oltre 400 associazioni di pazienti che compongono l'Alleanza Malattie Rare - AMR, con il supporto di Osservatorio Malattie Rare - OMaR, hanno voluto avviare un dialogo interno per condividere le proprie esperienze, analizzare le criticità comuni e richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica su alcune questioni che potrebbero essere affrontate e risolte, a partire dalla riduzione delle tante, troppe, disparità territoriali.  La necessità di occuparsi del tema della donazione di organi è dettata tanto dal valore salvavita della donazione e del trapianto, quanto dai numeri che mostrano come il legame tra malattie rare e trapianti sia assai stretto, probabilmente più di quello che si creda.

 

Basti pensare, infatti, che in 17 anni (2002-2019) sono stati effettuati in Italia 49.400 trapianti d'organo e che nel 91% dei casi a ricevere cuore, polmone, fegato o reni, e con questi una nuova chance di vita, sono state persone affette da una malattia rara, per un totale di 117 diverse patologie rare individuate. Alcune di queste consentono un maggior accesso ai trapianti, rispetto alle altre: fibrosi cistica e fibrosi polmonare idiopatica (polmoni), cardiomiopatie (cuore), atresie e malattie metaboliche (fegato), nefropatie rare (reni).

 

Solo il 5,6% dei trapianti riguarda i minori di 16 anni: nel periodo di riferimento (2002-2019), infatti, i bambini che hanno ottenuto un nuovo cuore, polmone, fegato o rene sono stati 2.294. Tra loro, tuttavia, il 92,7% era affetto da una malattia rara.

 

LE RICHIESTE DELL'ALLEANZA MALATTIE RARE - AMR

 

Il tavolo di lavoro sulla cultura del dono e sui trapianti, a cui hanno lavorato le oltre 400 associazioni dell'Alleanza Malattie Rare, concorda sull'assoluta necessità di agire su due diversi fronti per agevolare il percorso di cura delle persone che hanno il bisogno e la possibilità di affrontare un trapianto, e delle loro famiglie, uniformando per quanto possibile le differenze regionali.

 

Da una parte, si ritiene indispensabile continuare a promuovere la cultura del dono, perché una maggiore disponibilità di organi può garantire a un numero maggiore di persone questo percorso salvavita e in tempi più brevi.

 

Allo stesso tempo, però, occorre mettere in atto delle strategie per supportare i pazienti, e con loro le famiglie, che si trovano ad affrontare il lungo percorso trapiantologico, che quasi sempre prevede anche una lunga permanenza fuori casa, e spesso la migrazione in una diversa Regione. Permangono infatti ancora oggi, nonostante le associazioni le abbiano più volte segnalate, alcune difficoltà e disparità di trattamento e di comportamento, che variano da Regione a Regione, che si acuiscono, soprattutto per quanto riguarda il delicatissimo trapianto di polmoni, e che potrebbero essere risparmiate ai pazienti.

 

I Centri che eseguono i trapianti di polmoni in Italia sono solo 5: Milano, Torino, Padova, Roma e Palermo. Teoricamente non dovrebbe essere difficile avere comportamenti uniformi, eppure non sempre è così. Non esiste, infatti, una regolamentazione univoca per l'accesso ai Centri Trapianti e questo può influenzare molto la scelta di chi richiede l'accesso alla lista che, pur essendo parte di un sistema nazionale, prevede l'iscrizione presso un solo Centro Trapianti del territorio nazionale, a libera scelta del paziente. I Centri di Milano, Padova e Torino effettuano il più alto numero di questi trapianti, ma applicano delle regole differenti. Le più stringenti sono quelle del Centro di Milano, che può richiedere ai pazienti un domicilio milanese dal momento dell'inserimento in lista fino ai 12 mesi post trapianto. Le motivazioni sono incontestabili, ma appare evidente che la necessità di un trasferimento di più di un anno possa condizionare sensibilmente la scelta del Centro al quale rivolgersi. A partire dalle spese da sostenere, che sono tante: parliamo di 25-30mila euro per trasferirsi per un periodo minimo di 14 mesi insieme a un accompagnatore (il quale probabilmente vedrà diminuire o cessare le entrate provenienti dal proprio reddito). Spese che, inoltre, vanno a sommarsi a quelle della casa di residenza.  

 

Anche per il "post trapianto" i protocolli forniti dai Centri variano notevolmente e l'assenza di linee guida nazionali univoche è un aspetto che – secondo le associazioni dell'AMR – dovrebbe essere urgentemente affrontato a livello istituzionale. Stili di vita, alimentazione, possibilità di vivere insieme ai propri animali domestici, sono tutti aspetti che vanno gestiti dopo il trapianto, visto che i farmaci antirigetto vanno assunti a vita, non secondari poiché riguardano la vita quotidiana delle persone e impattano anche sulle loro famiglie. Proprio al coinvolgimento di tutta la famiglia sarebbe necessario guardare con maggiore attenzione, non solo facilitando e uniformando tutti i passaggi burocratici, ma anche offrendo ai pazienti e all'intero nucleo familiare un adeguato supporto psicologico, sia nella fase di attesa del trapianto che dopo, supporto che – denunciano le associazioni dell'AMR – non è quasi mai garantito a livello territoriale.

 

Non solo i Centri Trapianti, ma anche le Regioni si comportano in modi differenti. È previsto, ad esempio, un rimborso (a posteriori) per chi effettua trattamenti sanitari fuori dalla propria Regione di residenza, ma le leggi regionali sono tutte diverse una dall'altra.

 

"Il risultato è una totale disomogeneità di procedure e di massimali – spiega Gianna Puppo Fornaro, Presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica - LIFC – Secondo uno studio che abbiamo condotto sul tema, ci sono Regioni che rimborsano solo il viaggio, altre che rimborsano parzialmente le spese di alloggio. In generale, il rimborso viene emesso sempre a posteriori, ma spesso deve essere fatta una richiesta di pre-autorizzazione. Le famiglie sono disorientate, ed eseguire le operazioni burocratiche è quasi sempre difficilissimo. Così siamo noi associazioni a dover compensare, questa ed altre necessità".

 

"La questione delle disparità territoriali è divenuta il tasto dolente della sanità italiana – commenta Ilaria Ciancaleoni Bartoli, Direttrice di Osservatorio Malattie Rare – Nelle malattie rare, in cui la mobilità territoriale è quasi sempre la norma, il problema diventa enorme. Se non ci fossero le associazioni a dare una mano, sia con le pratiche burocratiche ma anche, spesso, con aiuti economici, ospitalità e supporto psicologico, alcune persone non potrebbero accedere a questo atto salvavita, per mancanza di risorse economiche, culturali e per assenza di adeguato supporto psicologico. Si tratta di una disparità nel diritto alla salute non accettabile".

 

Infine, l'AMR denuncia un ulteriore, grave, problema: le difficoltà dei pazienti in ossigenoterapia ad essere trasportati, specialmente in aereo. Come nel caso di Ferruccio Sanvido, al quale, mentre era in attesa del trapianto (purtroppo non arrivato in tempo), è stato negato di potersi spostare in volo dalla Sardegna al Policlinico di Padova. L'ossigenoterapia è una terapia salvavita (necessaria anche nel caso di molte cardiopatie), ma di fatto per i pazienti è estremamente difficile spostarsi con i propri dispositivi medici, alcuni dei quali vengono rifiutati a bordo degli aerei per motivi di sicurezza o problemi di omologazione. Questa situazione spesso costringe a ricorrere a costosissime soluzioni di trasporto sanitario emergenziale, quando probabilmente basterebbe che i velivoli di linea mettessero a disposizione a bordo un sistema di fornitura di ossigeno omologato. In questo modo, si eviterebbe di dover presentare documentazioni e certificazioni di idoneità al volo dei dispositivi e si consentirebbe sempre alle persone bisognose di ossigeno di spostarsi liberamente, che si tratti di un trasporto urgente per motivi sanitari o di un viaggio "di piacere", nel rispetto delle regole e della sicurezza di tutti.

 

Per la definizione delle richieste un contributo particolarmente rilevante è stato dato da alcune associazioni dell'Alleanza che, per la natura della patologia che rappresentano, affrontano più frequentemente il tema del trapianto o della donazione d'organo o che, operando vicino ai Centri di riferimento, si trovano spesso a supportare pazienti in attesa o nella fase di post trapianto. Si ringraziano in maniera particolare per le testimonianze, le proposte e i contributi Associazione Italiana Lotta alla Sclerodermia - AILS ODV, Associazione Libera Malati Acalasia e altre Malattie dell'Esofago - ALMA Onlus, Famiglie Disabili Lombarde - APS, Federazione Italiana Malattie Polmonari - FIMARP, Unione Trapiantati di Padova Onlus, Un Respiro di Speranza APS, Associazione Italiana Anderson-Fabry Onlus - AIAF, Coordinamento Lazio Malattie Rare - CoLMaRe, Associazione Malattia Rara Sclerodermia e Altre Malattie Rare Onlus - ASMARA, Associazione Nazionale Nutriti Artificialmente Onlus, Lega Italiana Fibrosi Cistica - LIFC.

 

Per riepilogare, ecco i suggerimenti e le richieste dell'AMR rivolte a tutte le istituzioni competenti per ciascun tema:

 

  1. Continuare a promuovere la cultura del dono;
  2. Favorire la nascita di una regolamentazione univoca per l'accesso ai Centri Trapianti;
  3. Promuovere la definizione di linee guida nazionali univoche per la gestione del post trapianto;
  4. Garantire sul territorio il supporto psicologico alle persone in attesa di trapianto e nella fase post trapianto e alle loro famiglie;
  5. Uniformare le procedure e i massimali per i rimborsi relativi alle spese che le famiglie devono sostenere per effettuare il trapianto fuori dalla Regione di residenza;
  6. Affrontare le difficoltà di trasporto, soprattutto aereo, per le persone che hanno necessità di ossigenoterapia.

 

Fonti dei dati citati:
Centro Nazionale Trapianti
Orphanet Journal of Rare Diseases 




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giovedì 13 aprile 2023

Benedetta Rossi, la food star tra le più famose d'Italia, a Zoomarine il 16 aprile per inaugurare le nuove esperienze ispirate alla serie animata Super Benny

Benedetta Rossi, la food star tra le più famose d'Italia, sarà ospite a Zoomarine il 16 aprile per inaugurare le nuove esperienze ispirate alla serie animata Super Benny

Zoomarine 16 aprile 2023



Il suo punto di forza in cucina? Tutto, ma proprio tutto, passando dai primi piatti ai dolci. 
Non è un caso, quindi, se Benedetta Rossi sia diventata la food star tra le più famose d'Italia e sarà proprio lei, il prossimo 16 aprile al Parco Zoomarine, ad inaugurare ufficialmente le nuove attività targate Soluna Experience ispirate alla serie animata Super Benny, il cartoon che l'ha resa ancora più celebre e dedicato alla sua famiglia con le loro voci originali (in onda sul canale televisivo Frisbee). 

Per la gioia dei bambini , e anche delle mamme, Super Benny sarà protagonista: nell'area meet & greet dove incontrare per l'occasione le mascotte ufficiali della serie di grande successo, nell'area kids con giochi digitali e un orto dove i bambini possono giocare e scoprire le proprie abilità da piccoli chef. nell'area ristorante interamente brandizzata. 

Insieme a Talks Media, agenzia di riferimento per Fatto in Casa da Benedetta, Soluna Experience veicola attività esperienziali sostenibili volte a sensibilizzare i bambini e le loro famiglie al rispetto del pianeta. 

"La presenza di Benedetta Rossi a Zoomarine ci rende profondamente orgogliosi del lavoro svolto" afferma Tonio Cancemi, Head of Project di Soluna Experience.  Fortemente voluto dal direttore generale del Parco Alex Mata, questo progetto prevede una serie di iniziative aventi la finalità di aiutare le giovani generazioni a comprendere l'importanza di mangiare in modo sano ed equilibrato grazie al Menù ispirato alla blogger. 

Durante la giornata previsti anche una serie di laboratori dedicati ai futuri piccoli chef nel rispetto dell'ambiente.

Tra le novità e le nuove attrazioni del parco per il 2023 c'è da sottolineare la nascita di un giovane esemplare di Alpaca, nato da mamma Niobe che è dolcissima come il suo cucciolo, e l'ennesimo salvataggio di una tartaruga marina Caretta caretta, arrivata al Centro di Primo Soccorso della Fondazione Zoomarine da Montalto di Castro, dove è stata trovata spiaggiata dagli operatori della rete regionale Tartalazio e che ora è sotto osservazione di veterinari e biologi del parco che la seguono con amore e dedizione, speranzosi di poterla rimettere al più presto in libertà. 




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Cambium Networks : ora glil ISP di offrire connettività a oltre 100 Mbps senza sostituire le apparecchiature.

Le soluzioni Fixed Wireless di Cambium Networks consentono agli ISP di offrire connettività a oltre 100 Mbps senza sostituire le apparecchiature.

I miglioramenti software del PMP 450 aumentano la capacità di throughput settoriale fino al 30% e le nuove opzioni di antenna per le apparecchiature del cliente (CPE) possono estendere la portata di oltre il 30%.

Milano, 13 Aprile 2023 - I service provider che attualmente utilizzano l'infrastruttura fixed wireless PMP 450 di Cambium Networks possono oggi aumentare la velocità di trasmissione ai propri clienti senza sostituire le apparecchiature. La domanda di banda larga continua a crescere con la proliferazione di dispositivi nelle reti domestiche e aziendali e per tenere il passo i service provider devono offrire velocità di trasmissione più elevate e servizi a bassa latenza. I più recenti miglioramenti software del PMP 450 Fixed Wireless Access (FWA) di Cambium Networks consentono ai service provider di offrire facilmente servizi a oltre 100 Mbps utilizzando le apparecchiature esistenti, aumentando la capacità e riducendo la latenza della rete nei periodi di picco. Inoltre le nuove opzioni per le antenne CPE (Customer Premise Equipment) possono aumentare la portata del 30% o più per offrire servizi a 100 Mbps a clienti che prima erano fuori portata.

"Abbiamo riscontrato un aumento del throughput in downlink di circa 50 Mbps su un PMP 450m a 3 GHz , con una diminuzione complessiva della latenza durante l'utilizzo massimo. È un risultato veramente notevole!", afferma Cody Anderson, direttore delle operazioni di rete di InfoWest.

Con oltre 2 milioni di moduli spediti, il sistema PMP 450 utilizza la tecnologia cnMedusa™ MU-MIMO e supporterà sia i nuovi CPE che quelli esistenti dallo stesso punto di accesso. Questo aggiornamento offre ai provider la possibilità di realizzare rapidamente nuove entrate, aggiungendo hardware solo dove è necessario per i nuovi abbonati.

"Cambium Networks collabora con i Wireless Internet Service Provider (WISP) di tutto il mondo per sviluppare soluzioni fixed wireless broadband che offrono prestazioni elevate e modelli di guadagno interessanti", ha dichiarato Matt Mangriotis, Senior Director of Product Management di Cambium Networks. "Con questi recenti miglioramenti i provider possono massimizzare il loro investimento negli access point e nei moduli subscriber (SM) esistenti, aumentando le prestazioni con un semplice aggiornamento del software".

Lavorando con gli operatori dei service provider e con la Wireless ISP Association (WISPA) nell'ultimo decennio, Cambium Networks ha ridotto il costo per Mbps fornito per utente del 96%, passando da 50,62 dollari nel 2008 a 2,24 dollari per utente grazie a questi ultimi miglioramenti.

L' aggiornamento offre:

- Un miglioramento della capacità del 10-25% grazie all'aggiunta del software Multiple Groups Per Frame (MGPF) nella release 22 del sistema. I guadagni variano in base al carico del settore, al numero di SM e al traffico intenso, con i guadagni più elevati nei settori densamente popolati durante le ore di maggior traffico.

- Un aumento della capacità del 5-10% grazie all'aggiunta del software di ottimizzazione degli slot di downlink nella release 22.1 del sistema.

- Aumento della portata di oltre il 30% con un'antenna parabolica opzionale più grande.

mercoledì 12 aprile 2023

Sinfonie di aprile


Sabato 15 aprile alle ore 19.30 a Interno 4 in via della Lungara 44 a Roma per “Sinfonie di aprile” serata della rassegna di arte e cultura “Trascendenze” in collaborazione con Esperart di Flora Rucco si incontreranno gli artisti del segno dell’ariete, primo segno dello Zodiaco, governato da Marte e Plutone, segno maschile, il cui elemento è il fuoco.

martedì 11 aprile 2023

Un progetto formativo ispirato al calcio per trovare lavoro

Giovani, calcio e lavoro: fare gol per il proprio futuro

Orientare i ragazzi al lavoro creando un parallelismo con il campo da gioco. Nasce in Emilia Romagna il progetto pilota messo a punto da AxL e US Santos, che ora punta ad allargarsi su scala nazionale.

 

REGGIO EMILIA, 11 aprile 2023 - Il calcio, l'allenamento, i valori dello sport giocano in parallelo con i giovani e il mondo del lavoro per dar vita a un progetto unico in Italia. L'idea è chiara e la formula è vincente: orientare i ragazzi al loro futuro lavorativo sfruttando l'ambiente sportivo e l'approccio del campo da calcio. 

E' da questa prospettiva che è nato un primo progetto pilota in Emilia Romagna e ora si punta ad allargare l'attività in tutta Italia. A scendere in campo è stata AxL - Agenzia per il Lavoro che ha sviluppato questa prima iniziativa con l'adesione e la preziosa collaborazione dell'Unione Sportiva Santos 1948 di Reggio Emilia. 

L'Agenzia e la società calcistica hanno realizzato un vero e proprio progetto formativo per orientare i ragazzi ai temi del lavoro valorizzando anche la sinergia con il network di aziende sponsor della squadra, creando uno stimolante momento d'incontro tra i giovani e le imprese del territorio.

Come è importante allenarsi al meglio, conoscere i propri punti di forza e debolezza per ottenere i migliori risultati sul campo da calcio, così ci si può "allenare" per comprendere in profondità i propri talenti, definire gli obiettivi e sapersi orientare per fare gol nel mondo del lavoro. Da una parte c'è il mister che ci prepara ogni giorno e ci guida durante la partita, dall'altra ci sono i coach del lavoro che possono aiutarci a costruire una sorta di "cassetta degli attrezzi" utili per cogliere le giuste opportunità professionali. 

Il progetto pilota si è svolto nelle scorse settimane e ha coinvolto i giovani del Santos di diverse squadre: juniores, seconda categoria, amatori.

Il punto di partenza si è basato sull'assunto che un match di successo tra aziende e candidati non si basa solo sulle competenze, ma anche sulle potenzialità e sui desideri delle parti; diventa quindi fondamentale aver ben chiari i propri obiettivi.

Partendo da qui, AxL ha realizzato percorso dedicato agli obiettivi SMART (che prendono spunto dall'originario modello di management di Peter Drucker) sviluppando poi un primo programma di orientamento. Il progetto si è diviso in due parti: una presentazione teorica e successivamente un workshop. L'esercitazione pratica si è focalizzata su obiettivi legati alla propria squadra, ma il parallelismo tra l'attività sportiva - l'importanza della preparazione e degli allenamenti, la necessità di avere una strategia a seconda dell'avversario, la sfida come ulteriore momento di apprendimento - e il mondo del lavoro è stato evidente a tutti.

"Al Santos da sempre accompagniamo i nostri atleti ad affrontare le sfide che lo sport propone - spiega Giovanni Anceschi, Presidente US Santos 1948 - per questo abbiamo accettato con grande entusiasmo la proposta di AxL che come noi lavora sul territorio per accompagnare i giovani a un mondo del lavoro sempre più complesso. Il bello di questo progetto è che aiuta i nostri ragazzi ad affrontare una "partita" che non si ferma al campo di gioco ma alle importanti opportunità legate al loro futuro".

"Il lavoro che abbiamo fatto con i ragazzi - ha precisato Francesca Rassaval, Key Account Manager di AxL - è stato quello di uscire dalla prospettiva del quotidiano per concentrarci su quali sono gli obiettivi e come si può cercare di costruirli positivamente nel tempo: focalizzarli, pianificarli, cercare i giusti stimoli, monitorare la propria crescita con un approccio al miglioramento personale che vale nello sport come nelle prospettive di carriera lavorativa".

Un modo nuovo, pratico ma avvincente per i ragazzi, per affrontare le sfide del proprio futuro che si è rivelato un successo. Ora il progetto è pronto per allargare i propri orizzonti su scala nazionale. Grazie alla presenza della rete AxL in tutta Italia sono già in corso contatti con diverse società sportive per replicare il modello e avviare una diffusione anche fuori dal contesto calcistico, poiché questo tipo di approccio trova parallelismi più diffusi in moltissimi altri sport. 

sabato 8 aprile 2023

Allarme sociale bullismo a scuola, Meritocrazia Italia: si istituisca la nuova figura del ‘tutor di vigilanza e supporto’

Allarme sociale 'bullismo a scuola',  Meritocrazia Italia: si istituisca la nuova figura del 'tutor di vigilanza e supporto'  

Sono sempre più frequenti gli episodi di violenza nei confronti degli insegnanti e del personale scolastico.

È grave allarme sociale. Tanto da indurre il Ministero dell'istruzione e del merito a immaginare forme di vigilanza e tutela attiva sia nei pressi che all'interno delle scuole.

Atteggiamenti d'odio, lesivi della dignità personale del docente e spesso causa di danni fisici e psicologici, deleteri anche per la qualità del servizio scolastico a detrimento di tutti, sono la spia di un disagio dilagante che si autoalimenta.

Un grido d'aiuto che merita risposta.

Meritocrazia Italia ha affrontato il problema in diverse occasioni, nella certezza che un Paese che non si preoccupa dei Giovani è un Paese che non si preoccupa del proprio futuro. Tante le proposte già condivise, che puntano a promuovere l'eduzione al rispetto e la valorizzazione delle diversità, per la massima inclusione sociale.

Oggi, ai fini della migliore attività di vigilanza, Meritocrazia Italia propone l'introduzione della figura di Tutor formati e qualificati, preferibilmente selezionati tra pensionati delle forze dell'ordine o delle armi, oppure altri pensionati interessati. I Tutor dovrebbero assicurare la presenza presso gli Istituti scolastici a partire da 40 minuti prima dell'inizio delle lezioni fino a 40 minuti successivi alla fine delle ultime lezioni, e supportare la Direzione scolastica nella raccolta di informazioni ed evidenze necessarie nel caso in cui si rendesse necessario richiedere l'intervento dell'Avvocatura generale dello Stato al fine di assicurare la rappresentanza e la difesa del personale della scuola, nelle sedi civili e penali, ai sensi dell'articolo 44 del r.d. n. 1611 del 1933.

Dovrebbero riferire settimanalmente alla Direzione scolastica delle attività svolte, segnalando eventuali situazioni che necessitano l'intervento da parte dell'istituzione scolastica.

Lungi dal risolversi in un ruolo repressivo di polizia, i Tutor devono assicurare capacità di ascolto per raccogliere anche informazioni su eventuali episodi di bullismo ed emarginazione, per poter garantire immediato supporto alle vittime.

L'obiettivo dovrebbe essere quello di ridare vigore al principio della responsabilità di chiunque si trovi all'interno di un Istituto scolastico e di restituire piena serenità al contesto lavorativo degli insegnanti e del personale scolastico, nonché al percorso formativo degli studenti. 

Stop war.

Roma, lì  08 Aprile 2023                       

Meritocrazia Italia 

Il Presidente Walter Mauriell




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venerdì 7 aprile 2023

Andrea Pietrarota, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Andrea Pietrarota, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 27 dicembre 2010, è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo costante impegno nella comunicazione, educazione e sensibilizzazione verso i temi della tutela dell'ambiente e la sostenibilità

Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, giornalista pubblicista ed esperto di relazioni pubbliche, ha sviluppato particolari competenze nell'ambito della comunicazione corporate e ambientale, in campagne di comunicazione integrata (media relations, public affairs, eventi, fiere, mostre, sponsorizzazioni; progetti scuola; above & below the line, immagine coordinata, media planning, coordinamento redazionale, digital pr e web marketing, gestendo budget superiori ai 2 milioni di euro/anno.

Nel 2008 ha lanciato il newsblog del  CorrieredelWeb.it - L'informazione fuori e dentro la Rete -, uno dei primissimi network italiani, realizzato da una redazione virtuale, in continua espansione, composta da giornalisti e addetti stampa, professionisti di marketing, comunicazione e pubbliche relazioni, nonché opinionisti, scrittori e bloggers.

Attualmente è il Direttore Responsabile della testata giornalistica AlternativaSostenibile.it, specializzata nelle tematiche sella sostenibilità ambientale, economia circolare, rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile, ecc.  

È stato il Marketing & Communications Manager di Ecolamp, il Consorzio delle aziende leader del comparto illuminotecnico presenti sul mercato italiano, che gestisce su tutto il territorio nazionale, per conto dei propri consorziati, il corretto riciclo dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

Nella Fiera di Rimini ha ricoperto l'incarico di Scientific Bureau Coordinator, occupandosi  dell'organizzazione degli eventi congressuali e della segreteria scientifica delle fiere internazionali Ecomondo e Key-Energy

Come Senior Account dell'agenzia internazionale di relazioni pubbliche e strategie aziendali Hill & Knowlton Strategies è stato per molti anni l'addetto alle Relazioni Esterne del Cobat

Quindi si è occupato della tematica dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) per conto dei Consorzi Ecodom e ReMedia, nonché del Centro di Coordinamento RAEE.

Fra gli eventi più complessi e significativi cui ha collaborato: "Campagna per la Sicurezza Stradale" del Ministero Infrastrutture e Trasporti; "Progetto giovani: tra scienza e fantascienza" Presidenza della Repubblica; Bandiere Blu, FEE-Foundation for Environmental Communication; "Giornata Nazionale l'Italia che Ricicla", CONAI e Min. Ambiente; Conf. Nazionale sull'Educazione Ambientale, Min. Istruzione; Conf. Intern. sulla Mobilità Sostenibile. Occupandosi di campagne di comunicazione e sensibilizzazione ambientale ha inoltre lavorato per conto di Regione Puglia, Provincia di Roma, UPI-Unione delle Province d'Italia, Consorzio degli Oli Usati, Coop, Carrefour, CNR, Vodafone.


L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Cenni storici. Istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951), è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.".
Il Presidente della Repubblica è il Capo dell'Ordine.
L’Ordine, retto da un Consiglio composto di un Cancelliere, che lo presiede, e di dieci membri è articolato nei gradi onorifici di: Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore, Ufficiale, Cavaliere. Il Cavaliere di Gran Croce può essere insignito della decorazione di Gran Cordone.
Più avanti sono riportati, integralmente, la legge istitutiva con le successive modificazioni, le norme di attuazione e lo Statuto dell'O.M.R.I.
Di seguito i punti principali:
- a nessuno può essere conferita, per la prima volta, un'onorificenza di grado superiore a quella di Cavaliere. Fanno eccezione alcune situazioni particolari, espressamente stabilite dalla legge;
- per benemerenze di segnalato rilievo e per ragioni di cortesia internazionale, il Presidente della Repubblica può conferire onorificenze fuori della proposta e del parere richiesti dalla legge;
- le concessioni delle onorificenze hanno luogo il 2 giugno, ricorrenza della fondazione della Repubblica, e il 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione. Soltanto le concessioni motu proprio, quelle legate alla cessazione dal servizio dei pubblici dipendenti e quelle accordate a stranieri possono avvenire in qualunque data;
- salve le disposizioni della legge penale, incorre nella perdita dell'onorificenza l'insignito che se ne renda indegno. La revoca è pronunciata con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dell'Ordine.
- è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni e privati;
- non sono conferite onorificenze nei riguardi di persone che non abbiano compiuto il 35° anno di età ad eccezione delle concessioni motu proprio ai sensi dell’art. 2 dello Statuto. Per il conferimento di un’ onorificenza di grado superiore è prevista la permanenza di tre anni nel grado inferiore;
- le onorificenze non possono essere conferite ai Deputati e ai Senatori, durante il mandato parlamentare;
- i colori dell'Ordine sono il verde e il rosso.
La Cancelleria dell'Ordine ha sede in Roma, Via del Quirinale n.30

Con D.P.R. del 30 marzo 2001, n.173, le insegne dell' Ordine al merito della Repubblica Italiana sono state rinnovate.
Le precedenti insegne possono, comunque, essere portate liberamente.

mercoledì 5 aprile 2023

Stadio Roma, Bonessio: valutare con rapidità e attenzione le criticità e le potenzialità del progetto per favorire realmente la rigenerazione urbana di Pietralata

Stadio Roma, Bonessio: valutare con rapidità e attenzione le criticità e le potenzialità del progetto per favorire realmente la rigenerazione urbana di Pietralata

 

Roma, 05 aprile 2023 – In merito alla realizzazione del nuovo stadio della Roma a Pietralata torno a ribadire l'esigenza di valutare con rapidità e attenzione tutte le potenzialità e possibili criticità derivanti dalla realizzazione di un simile impianto all'interno di un quadrante per che molti aspetti possiamo considerare 'urbanisticamente incompiuto'.

La realizzazione della struttura multifunzionale, e di quelle connesse, rappresenta l'occasione per dare finalmente seguito all'auspicata rigenerazione urbana e migliorare le condizioni di vita dei residenti ma senza sottovalutare le eventuali problematiche a livello di impatto sul territorio.

In questo momento credo che vadano approfondite diverse questioni.

Penso ad esempio alla ridistribuzione delle cubature tra zone destinate a servizi, verde pubblico e impianto sportivo. Il ricco bacino di biodiversità presente al momento nell'area verde non sarebbe ricreato nel nuovo spazio individuato a compensazione. È quindi da valutare la possibilità di prevedere una tipologia di aree verdi fruibili come elemento di mitigazione ambientale.

Altra questione è quella del trasporto pubblico e della viabilità. Uno studio approfondito, con l'individuazione dei relativi costi, deve riguardare il problema dell'accesso all'ospedale Pertini che dovrà essere sempre esclusivo e percorribile. Dobbiamo immaginare tutte le possibili soluzioni offerte dal trasporto pubblico, soprattutto su ferro, che potranno in futuro anche essere implementate con il completamento dell'anello ferroviario. Allo stesso tempo, ritengo opportuno prevedere un numero adeguato di parcheggi, ma senza eccedere per evitare che diventino attrattori di traffico privato.

Da ultimo bisognerà considerare uno studio sull'impatto acustico, sul territorio circostante, redatto da un soggetto terzo altamente qualificato, vista anche la vicinanza con una importante struttura ospedaliera.

Sono da approfondire, dunque, tutte le conseguenze che un simile progetto potrebbe avere sulla 'contabilità socio-ambientale' a livello di emissioni inquinanti sul quartiere Pietralata.

In questa fase preliminare, in assenza di approfondimenti e studi di simulazione, e visto che siamo chiamati come Assemblea capitolina, comunque, ad esprimere un parere sull'interesse pubblico dell'opera, il punto 8 del dispositivo della Proposta di deliberazione presentata in Giunta Capitolina dall'assessore Veloccia credo che rappresenti una concreta garanzia rispetto all'effettiva valutazione finale del progetto.

 

Così il consigliere capitolino di Europa Verde Ecologista e presidente della Commissione Sport, Nando Bonessio sul nuovo stadio dell'A.S. Roma nel corso dei lavori della commissione congiunta Lavori Pubblici - Patrimonio e Politiche Abitative.



GSE Italia affida ad Aida Partners le attività di Media Relations

GSE Italia affida ad Aida Partners le attività di Media Relations 

Milano, 05 aprile 2023 – GSE Italia, sede italiana di GSE Group, player di riferimento nella progettazione e costruzione "chiavi in mano" di immobili d'impresa, ha scelto di affidare la gestione delle attività di PR e Media Relations ad Aida Partners con l'obiettivo di rafforzare il proprio posizionamento di protagonista del processo di innovazione e sviluppo sostenibile nel settore dell'edilizia per le aziende. 

Aida Partners metterà a disposizione di GSE la sua forte esperienza e le competenze specifiche nell'ambito della comunicazione corporate e della sostenibilità, per veicolare presso i suoi diversi target di riferimento i valori e le attività che lo caratterizzano e lo differenziano nel panorama italiano e internazionale dell'edilizia industriale, con uno specifico occhio di riguardo per le soluzioni sostenibili. 

"Con la nuova normativa UE che pone obiettivi sempre più stringenti per ripensare il patrimonio immobiliare europeo in ottica sostenibile, appare chiaro a tutti come l'edilizia sia un settore fondamentale di una reale transizione verde, sempre più importante per un'azienda che vuole essere protagonista del cambiamento in atto" afferma Gianna Paciello, Vicepresidente di Aida Partners. "Siamo convinti che il nostro know how in ambito sostenibile e la passione per la comunicazione a 360 gradi che ci contraddistinguono da anni, ci rendano il partner giusto per GSE per rafforzarne identità e posizionamento, oltre a valorizzarne i caratteri distintivi". 

"Siamo felici di iniziare questa collaborazione con Aida Partners, che abbiamo selezionato come partner strategico per la sua solida competenza nella comunicazione corporate e, in particolare, per il focus che l'agenzia da anni ripone sulla sostenibilità, uno dei temi cruciali per GSE. Insieme lavoreremo per comunicare al meglio lo "spirito GSE", i nostri valori, i numerosi progetti in essere e il percorso virtuoso di GSE verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile che, ad oggi, ci vedono già in dirittura d'arrivo sul target 2025", conclude Valentino Chiarparin, Country Manager GSE Italia. 

La gestione delle attività di Media Relations di GSE Italia è stata affidata al team composto da Alessandro Norata e Davide Manca, con la supervisione di Noemi Rivalta

 




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Tecnologia wireless del futuro al servizio della tradizione del Parmigiano Reggiano


Tecnologia wireless del futuro al servizio della tradizione del Parmigiano Reggiano


Le infrastrutture Cambium Networks al servizio della produzione casearia.

Milano, 5 aprile 2023 - Fienilnuovo 1644 è un'azienda agricola in provincia di Mantova (Palidano di Gonzaga), all'interno dell'area di produzione del Parmigiano Reggiano definita dal Disciplinare. Il Parmigiano è il suo core business, prodotto che viene completamente realizzato in loco grazie alla copertura di tutta la filiera. Il sito si estende per oltre 600 ettari e conta circa 3000 capi di bestiame che vengono curati in ogni momento della loro esistenza per garantire la produzione del latte di migliore qualità. L'azienda è inoltre completamente autonoma per il proprio fabbisogno energetico grazie a un impianto per la produzione di biogas, un fotovoltaico e l'impiego di elettricità proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.

In un'ottica Industria 4.0, Fienilnuovo voleva automatizzare quanto più possibile le fasi di produzione del Parmigiano Reggiano. La particolarità del caseificio di Fienilnuovo è quella di generare un grande volume di forme, grazie ai tanti capi di bestiame e quindi all'ingente quantità di latte da lavorare giornalmente. Per questo l'azienda aveva installato e collegato in rete presso i vari locali di lavorazione dei sensori per tenere sotto controllo i parametri di produzione che devono essere attentamente monitorati per rientrare nel Disciplinare. Sono state quindi installate delle centraline che, ogni due caldaie, sovrintendono al funzionamento delle caldaie stesse, mentre nelle sale adiacenti (dove avviene il riposo delle forme e la salatura e sono stoccati i liquidi per le pulizie), altre centraline controllano le altre fasi della produzione e immagazzinano i dati necessari a tenere sotto controllo gli standard e ad essere informati in tempo reale di qualsiasi eventuale problema. Le apparecchiature installate però non funzionavano a causa di problemi di rete che non si riusciva a identificare.

Fienilnuovo si è rivolta allora alla Uniontel di Parma, system integrator focalizzato sui servizi di telecomunicazione e informatica per aziende, includendo cybersecurity nonchè la progettazione e realizzazione di reti sia cablate che wireless.

Dopo un attento studio si è constatato che i problemi riscontrati derivavano dal fatto che gli indirizzi disponibili per gli apparati erano finiti, ovvero non era sufficiente una sola subnet per gestire e interconnettere tutti gli apparati che su quella rete erano stati via via aggiunti (il caseificio condivideva la stessa rete con l'amministrazione).

Era quindi necessario attivare una rete specifica per ogni area di interesse, una per l'amministrazione, una per le stalle, una per il caseificio, una per la videosorveglianza, e così via. Data la connettività al momento presente sul sito (una normale ADSL), si è deciso di iniziare dal caseificio in quanto presentava le necessità più urgenti. Sono stati forniti 14 access point Cambium CN Pilot E410 e in questo modo è stata creata la rete principale. Il tutto è stato centralizzato con due switch Cambium da 24 porte, eventualmente espandibili in futuro. La difficoltà dell'installazione è stata agire a livello di controsoffitto per tutta la lunghezza della struttura, con altezze notevoli e locali poco o per nulla agibili.

Sulla rete si appoggiano le centraline che sovrintendono alle caldere del latte e quelle che controllano ogni fase della produzione, compresi i ganci aerei che trasportano i fagotti delle forme in aria da una stanza all'altra evitando il faticoso trasporto manuale.

Il Caseificio è ora completamente connesso e non si verificano più conflitti di rete. Il rispetto delle regole del Disciplinare è tenuto costantemente sotto controllo, per poter intervenire tempestivamente in caso di problemi e minimizzare anche l'eventuale scarto. Le performance della rete completamente dedicata al caseificio hanno permesso innanzitutto di ottenere anche il pieno controllo da remoto, per poter intervenire in assistenza in caso di problemi. Le apparecchiature comunicano tutte correttamente tra di loro e il lavoro generale risulta fluido e coordinato.

"La soluzione implementata da Uniontel ha risolto brillantemente i problemi che avevamo riscontrato sulla rete, consentendoci di fare un passo importante verso automazione e controllo della produzione nel più rigoroso rispetto del Disciplinare" ha commentato Giuseppe Di Salvo, referente tecnico di Fienilnuovo.



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lunedì 3 aprile 2023

Carne coltivata in laboratorio o carne ottenuta dall'uccisione di animali

Carne coltivata in laboratorio o carne ottenuta dall'uccisione di animali? Carne sintetica, cibo Frankestein o Fake Food. Le parole  utilizzate possono spostare il dibattito da una parte o dall'altra. Ma vediamo meglio di cosa stiamo parlando.

Il cibo sintetico è un alimento creato in laboratorio tramite l'uso di tecniche di ingegneria genetica e biologia sintetica,  progettato per fornire gli stessi nutrienti degli alimenti tradizionali, e in futuro essere prodotto in modo più efficiente ed economico rispetto al cibo tradizionale, riducendo al contempo l'impatto ambientale degli allevamenti e dell'agricoltura garantendo maggior sicurezza alimentare.

Ogni anno vengono allevati, e in gran parte torturati in quelli intensivi, 60 miliardi di animali. Da poche cellule e in poche settimane si puo' ottenere la stessa quantita' di carne che altrimenti impiegherebbe almeno un anno e mezzo.

Il consumo di carne globale e' in aumento, e dovrebbe continuare a crescere al ritmo dell'1,4% annuo a causa dell'aumento della popolazione e del reddito nei Paesi in via di sviluppo secondo le previsioni della Commissione Europea Agricoltural Outlook 2031.

L'Italia ha un consumo di carne pro capite annuo tra i più bassi in Europa pari a 79kg (gli Usa circa 114kg), oltre la meta' la importiamo, soprattutto dal Brasile. Solo nella produzione di pollo e tacchino siamo quasi autonomi. Almeno una parte della carne importata potrebbe essere prodotta sempre in Italia, ossia coltivata in laboratorio.

Un cambiamento culturale a favore del benessere animale e per una alimentazione piu' sana con minor consumo di carne rossa, nonche' di evidenti vantaggi ambientali dovrebbe indurre a studiare, implementare e verificare il beneficio di mangiare proteine animali derivate da tessuti coltivati in laboratorio, invece che ottenuti dalla macellazione di animali allevati che vivono in condizioni spesso da tortura. Del resto proprio le campagne di sensibilizzazione hanno portato dal 2010 al 2016 ad un crollo del 50% del consumo di carne di agnello, che continua a diminuire ogni anno.


Vantaggi ambientali


Gli allevamenti di animali sono responsabili del 14,5% del gas serra, quelli intensivi sono la causa principale della deforestazione. Il consumo di acqua per produrre un chilo di carne in laboratorio varia da 367 a 521 litri, mentre per quella allevata ne occorrono 11.500 litri. Ma anche le ragioni sanitarie spingono verso queste nuove pratiche visto che gli allevamenti intensivi sono fonte di epidemie (dalla mucca pazza all'influenza suina o aviaria) e l'uso massiccio di antibiotici utilizzati a scopo preventivo sugli animali induce una antibiotico-resistenza sull'uomo che mangia tale carne.

L'ultimo studio del centro di ricerca indipendente Ce Delft, certificato dall'Unione europea, sostiene che la carne coltivata in laboratorio potrebbe ridurre le emissioni di gas serra del settore del 92% grazie all'uso delle energie rinnovabili, produrre il 93% in meno di inquinamento, ridurre del 95% il consumo di suolo e del 78% quello di acqua (https://drive.google.com/file/d/1ao1IYCiIj8CM5EikPXF8PLo33mAiSnDJ/view).
E se la produzione di carne sintetica non ha un impatto ambientale nullo, per le sostanze chimiche o gli ormoni usati per coltivare le cellule iniziali e le emissioni di CO2 dovute all'energia impiegata per la produzione allo stesso tempo secondo uno studio di Oxford,"i benefici ambientali della carne coltivata in laboratorio sono un imperativo potente per continuare ed espandere la ricerca sulla labricoltura, e in particolare per sviluppare metodi per produrre carne coltivata nel modo più efficiente possibile".(https://www.oxfordmartin.ox.ac.uk/news/cultured-meat-climate-impact/)


Carne coltivata

La carne artificiale, detta anche carne coltivata, si ottiene prelevando cellule staminali da un animale. La tecnica è già utilizzata in medicina rigenerativa: si prelevano cellule da un muscolo vivente per coltivarle in un bioreattore che riproduce le stesse condizioni del corpo animale (temperatura, acidità, ph, etc.) e l'alimentazione avviene con una miscela di nutrienti affinché le cellule si moltiplichino in maniera esponenziale. Una volta che il processo è partito, teoricamente è possibile continuare a produrre carne all'infinito senza aggiungere nuove cellule da un organismo vivente. Si è stimato che, in condizioni ideali, due mesi di produzione di carne in vitro potrebbero generare 50.000 tonnellate di carne da dieci cellule muscolari di maiale.

Non solo carne

Le diverse tecniche di biologia sintetica prevedono l'uso di cellule staminali originate da tessuti animali o vegetali.  Anche i produttori di latte sintetico utilizzano diverse fonti di cellule staminali, tra cui cellule staminali mammarie bovine e funghi geneticamente modificati. Utilizzando tecniche avanzate di biologia sintetica, che consentono di modificare il DNA delle cellule e di controllare la loro crescita e sviluppo in modo da creare il prodotto finale.
Attualmente, i produttori di cibo sintetico stanno lavorando su prodotti come carne, pesce, latte, uova e altri alimenti di origine animale.


Qualche esempio industriale

La Remilk progetta in Danimarca la produzione di latte sintetico grazie al gene responsabile della produzione delle proteine del latte nelle mucche, lo mette in coltura dentro un lievito che viene poi inserito nei fermentatori, dove si moltiplica rapidamente e produce proteine del latte che vengono poi combinate con vitamine, minerali, grassi e zuccheri non animali per formare i latticini sintetici. In Germania la società tedesca Bluu Seafood promette di ricreare in laboratorio la carne di salmone atlantico, trota iridea e carpa partendo da cellule coltivate e arricchite di proteine vegetali. Negli Stati Uniti Nomad Foods, proprietario tra gli altri del marchio Findus Italia, ha firmato un accordo con la start-up californiana BlueNalu per studiare il lancio di pesce da colture cellulari, mentre la Wildtype di San Francisco ha raccolto capitali per 100 milioni di dollari per sviluppare un sushi da salmone coltivato in laboratorio programmando l'eventuale distribuzione tramite
accordi con Snowfox, che gestisce una catena di sushi bar con 1.230 punti vendita negli Stati Uniti e con Pokéworks, che gestisce 65 ristoranti di poke, mentre in Corea del Sud la CellMeat sta lavorando sui gamberetti in provetta.
Alcune delle principali aziende che producono cibo sintetico: Impossible Foods, Beyond Meat, Memphis Meats, Mosa Meat, Just, Finless Foods e molti altri.


Investimenti privati e pubblici

Attualmente, il cibo sintetico è ancora costoso da produrre e costa più dei prodotti alimentari tradizionali. Tuttavia, molte aziende stanno cercando di trovare modi per abbassare i costi di produzione per rendere questi prodotti accessibili e convenienti. In futuro, potrebbe essere possibile trovare cibo sintetico nei supermercati e nei ristoranti di tutto il mondo.
Attualmente, ci sono numerose aziende biotech che investono nella ricerca e nello sviluppo di alimenti sintetici. Tra queste, ci sono start-up emergenti e grandi aziende del settore alimentare, che cercano di innovare e diversificare la propria offerta attratte anche dagli investimenti in crescita esponenziale nel settore, che sono passati da 6 miliardi di dollari del 2016 a 1.380 nel 2021 (fonte Good Food Institute cultivated meat and seafood, State Industry Report 2021).

Il governo degli Stati Uniti ha promosso un concorso da dieci milioni di dollari per la creazione di un centro di eccellenza in agricoltura cellulare. Il governo spagnolo ha concesso 5,2 milioni di euro all'azienda BioTech Foods, il Regno Unito ha garantito un milione di sterline alla scozzese Roslin Tecnologies, mentre l'Unione europea ha assegnato alle aziende olandesi Mosa Meat e Nutreco un finanziamento da 2 milioni di euro. L'investimento più consistente resta quello di Singapore, città-stato che importa il 90% del cibo: il governo ha stanziato 426 milioni di euro per il mercato della carne coltivata. Infine l'Autorità israeliana per l'innovazione ha annunciato nel 2021 un finanziamento di 69 milioni per quattro consorzi innovativi, uno dedicato alla carne coltivata. A giugno 2021 Horizon Europe, il principale programma di ricerca e innovazione della Ue, ha invitato invece le aziende comunitarie a presentare progetti per la ricerca sulle proteine alternative: in
ballo un finanziamento da 32 milioni di euro.

Le previsioni

ll rapporto «Cultivated meat: Out of Lab, into the frying pan» realizzato dalla società di ricerca McKinsey afferma che la carne artificiale potrebbe creare un mercato da 25 miliardi di dollari entro il 2030 (https://www.mckinsey.com/industries/agriculture/our-insights/cultivated-meat-out-of-the-lab-into-the-frying-pan). Per gli analisti di AT Kearney entro il 2040 il 35% di tutta la carne consumata verrà da cellule staminali, mentre i sostituti a base vegetale copriranno una quota di mercato pari al 25%. La carne da macello finirebbe per coprire il 40% del mercato globale (https://www.kearney.com/consumer-retail/article/-/insights/when-consumers-go-vegan-how-much-meat-will-be-left-on-the-table-for-agribusiness).
Secondo i dati del «Good Food Institute» oggi 107 società in 25 Paesi si stanno occupando di carne artificiale (https://gfi.org/wp-content/uploads/2022/04/2021-Cultivated-Meat-State-of-the-Industry-Report-1.pdf). In Europa se ne contano 29, in Italia ce n'è una sola: la start up trentina Bruno Cell. Gli investimenti nel settore hanno raggiunto 1,38 miliardi nel 2021, circa il 71% in più rispetto all'anno precedente (410 milioni di dollari). Fra gli investitori che dal 2016 hanno puntato sulla carne coltivata ci sono i tycoon del mondo tecnologico come Bill Gates, Richard Branson, Sergey Brin, Peter Thiel e Li Ka Shing, personaggi dello spettacolo come Leonardo DiCaprio, ma soprattutto giganti alimentari e dell'industria della carne come JBS, Tyson Foods, Kellogg's e Cargill. JBS, la più grande azienda di lavorazione della carne al mondo, recentemente ha annunciato 100 milioni di investimenti nella start up spagnola «BioTech Foods» e la costruzione di uno stabilimento
per la ricerca e produzione di carne in provetta in Brasile. Da parte sua invece «Future Meat Technologies», azienda biotecnologica israeliana all'avanguardia nella produzione di pollo coltivato, a dicembre 2021 ha raccolto 347 milioni di dollari di finanziamenti da parte di varie società guidate dall'americana ADM Ventures e dal gigante della carne Tyson Foods. In generale i principali investimenti sono in Nord America (701 milioni di dollari), segue il Medio Oriente (475 milioni di dollari) e l' Europa (121 milioni di dollari).


Dal laboratorio alla tavola

Gia' negli anni Settanta scienziati statunitensi e sovietici studiavano la possibilita' di realizzare cibo in laboratorio in piena Guerra Fredda e sfida sulle missioni spaziali, ma risale agli anni Cinquanta l'idea della carne coltivata da parte dello scienziato olandese Willem van Eelen. Nel 2001 e' la Nasa che produce carne di tacchino e l'anno seguente i filetti di pesce vennero prodotti dallo NSR/Tuoro Applied BioScience Research Consortium.

Dalla conferenza stampa del 2013 del primo hamburger realizzato nei laboratori olandesi da Mark Post, direttore del Dipartimento di fisiologia dell'Università di Maastricht sono cambiate molte cose. Per ottenere quei 142 grammi ci vollero tra i 250 e i 290 mila euro. In 10 anni i costi sono crollati. A marzo 2022 l'hamburger artificiale ha raggiunto un prezzo che oscilla tra i 9 e i 9,80 dollari «perché la scala della produzione è migliorata notevolmente, ma il prodotto resta ancora più caro di un hamburger in un negozio di alimentari o al ristorante» (https://www.forbes.com/sites/lanabandoim/2022/03/08/making-meat-affordable-progress-since-the-330000-lab-grown-burger/?sh=238d93c44667).


Al momento il primo e unico Paese ad aver dato il via libera alla vendita è Singapore: dal 2021, «Good Meat», sussidiaria della start up Eat Just, vende crocchette nel lussuoso ristorante «1880» di Singapore a 23 euro a piatto. In Israele il ristorante «The Kitchen» permette di consumare pollo coltivato, ma i clienti devono firmare una liberatoria, assumendosi tutti i rischi.


Donatella Poretti, consulente Aduc

sabato 1 aprile 2023

Vinitaly: anteprima Cia con B2B tra Sicilia e Veneto. Protagoniste 40 aziende

Vinitaly: anteprima Cia con B2B tra Sicilia e Veneto. Protagoniste 40 aziende

 

Buyer da dieci Paesi del mondo per i due tour incoming con l'Agenzia ICE

 

Verona, 1 apr – Due tour incoming, in Sicilia e Veneto, per quattro tappe tra le produzioni vitivinicole nei comprensori siciliani di Catania, Siracusa e Noto, e poi in quello veneto di Soave. Circa 40 le aziende associate coinvolte e protagoniste degli incontri con i buyer esteri arrivati in Sicilia da Finlandia, Norvegia, Svezia e Polonia, e in Veneto anche da USA, Brasile, Cina, Singapore, Taiwan e Venezuela. Questa l'anteprima Vinitaly 2023, targata Cia-Agricoltori Italiani e Agenzia ICE che, dal 28 al 31 marzo, ha portato decine di operatori commerciali a scoprire i segreti del vino italiano tra i filari più pregiati da Sud a Nord del Paese.


Itinerari del gusto, dunque, che hanno rinnovato l'attenzione di Cia alla narrazione più autentica e tangibile delle produzioni vitivinicole regionali, dando voce alle storie dietro ogni azienda e ai territori che le connotano dalla vigna fino a tavola. 


In Sicilia, Cia e Agenzia ICE, hanno guidato la delegazione di buyer nella terra dei Patrimoni UNESCO, dall'Etna alla città di Noto. Degustazioni e visite in azienda e tra collettive, come nei borghi più caratteristici, si sono tenute nella zona settentrionale e orientale dell'Etna Doc, tra i vigneti eroici con terrazzamenti e suoli lavici fortemente mineralizzati e con il Dna del vulcano attivo più alto d'Europa, a 3.300 metri slm. 


In particolare, la provincia di Catania e i paesi etnei, area della più antica civiltà agricola siciliana, vantano vitigni Doc e per lo più autoctoni come il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio, il Carricante e il Catarratto bianco. A Sud Est, in provincia di Siracusa, il tour incoming ha fatto apprezzare, invece, l'Eloro Doc, vini dell'angolo sud-orientale della Sicilia, da Capo Passero fino a Ispica e a Noto, città del Moscato Doc. Sono gli uvaggi di varietà locali come il Nero d'Avola, il Frappato e il Pignatello.


Fuori Salone, invece, il tour incoming nella terra veneta del Soave, a due giorni dal taglio del nastro sulla 55° Edizione di Vinitaly. Nei calici, il vino bianco Doc dei vigneti veronesi, sotto i Monti Lessini e fino a Vicenza, uno dei comprensori viticoli italiani a più alta densità di coltivazione della vite. Ben si appaia alla Sicilia del vino, vista la comune origine vulcanica dei suoli, e arricchisce la degustazione in cantina con i vitigni di altre sei regioni italiane: Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Sardegna e Toscana.


"La promozione del vino Made in Italy, in questa fase storica particolarmente attratta dal virtuale e da esperienze di consumo veloci e, se vogliamo, anche intangibili -dichiara il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini- non può prescindere da un nuovo connubio tra innovazione e contatto diretto con le aziende, direttamente nelle vigne e nelle Cantine, dove le produzioni nazionali sono in grado di esprimere tutto il loro valore, fatto di sapori e profumi, quanto di storia e tradizione territoriali inimitabili. Mantenere a fuoco quest'obiettivo -conclude Fini- è fondamentale per capitalizzare il grande ritorno dei buyer esteri anche al Vinitaly, oltre 1000 'superacquirenti' da 68 Paesi, il 43% in più rispetto allo scorso anno".




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Il Sacro Monte di Varese a Berlino: l'Adorazione dei Magi di van der Goes esposta in Germania

Il Sacro Monte di Varese a Berlino

L'Adorazione dei Magi di van der Goes esposta in Germania

L'opera del Museo Baroffio e del Santuario impreziosisce la mostra Hugo van der Goes. Tra dolore e beatitudine alla Gemäldegalerie di Berlino

 

Da Varese a Berlino: l'arte custodita dal Sacro Monte viaggia in Europa. Un'opera del Museo Baroffio e del Santuario è stata prestata alla Gemäldegalerie ed è esposta nella mostra "Hugo van der Goes. Tra dolore e beatitudine" allestita nel museo berlinese dal 31 marzo al 16 luglio 2023. Si tratta della tela "Adorazione dei Magi" di Hugo van der Goes che fu donata al Baroffio nel 1929 dal barone Giuseppe Baroffio Dall'Aglio. L'opera, il cui prestito è stato concesso dalla Parrocchia di Santa Maria del Monte - proprietaria del Museo Baroffio -  e gestito da Archeologistics, impresa sociale varesina cui è affidata la gestione dei musei del Sacro Monte, va a impreziosire un'esposizione particolarmente importante. Infatti, per la prima volta, a 540 anni dalla morte dell'artista, quasi tutti i suoi dipinti e i disegni superstiti vengono presentati in un unico allestimento. Hugo van der Goes (1440-1482/83 circa) è stato il più importante artista olandese della seconda metà del XV secolo. Le sue opere colpiscono per la monumentalità e l'intensa colorazione, ma anche per la sorprendente vicinanza alla vita e l'espressività emotiva. Sebbene Hugo van der Goes debba essere menzionato alla stregua di maestri pionieri come Jan van Eyck e Rogier van der Weyden, nessuna mostra monografica era mai stata dedicata prima d'ora alla sua opera completa.

 

Tra le più di 60 opere esposte alla Gemäldegalerie nella mostra Hugo van der Goes. Tra dolore e beatitudine, la tavola del Museo Baroffio occupa un posto d'eccezione. L'opera è una copia in controparte (speculare) dell'Adorazione di Hugo van der Goes, esposta proprio alla Gemäldegalerie di Berlino. La tavola del Museo Baroffio è collocata accanto all'originale e a due altre copie, delle quali una assolutamente inedita. La particolarità di essere una copia speculare ha indotto i curatori della mostra ad approfondire lo studio dell'opera sacromontina, mettendola a confronto con l'originale e le altre due copie a oggi note: le nuove interpretazioni critiche sono state pubblicate nel catalogo della mostra.

 

«È un grande onore per il Sacro Monte di Varese e per la Parrocchia di Santa Maria del Monte vedere un'opera del Museo Baroffio in uno dei musei più importanti al mondo. Questo testimonia l'interesse internazionale della collezione del Museo e l'importanza che l'opera e l'intera collezione del Museo destano tra i più noti critici e storici dell'arte», dice don Sergio Ghisoni, parroco di Santa Maria del Monte.

 

«L'esposizione alla Gemäldegalerie di Berlino si preannuncia essere l'inizio di una nuova attenzione nei confronti dell'opera conservata al Museo Baroffio. Molti critici e studiosi internazionali hanno già mostrato particolare attenzione nei confronti della copia del Sacro Monte, a oggi non molto conosciuta e che contribuirà a fornire nuovi dati sulla fortuna artistica delle opere di Hugo van der Goes nei secoli», osserva Marina Albeni, cofondatrice di Archeologistics che ha seguito il prestito.

 

La tavola del Museo Baroffio è una delle poche opere esposte nella mostra proveniente da un museo italiano - le altre provengono da Pavia, Venezia e Capodimonte - sarà visibile fino a Berlino fino al 16 luglio 2023, quando al termine della mostra, farà ritorno al Sacro Monte di Varese, dopo essere stata vista e ammirata da visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

 

 

Archeologistics - Fondata nel 2004, è un'impresa sociale varesina impegnata nella divulgazione e conoscenza dei beni culturali. Progetta e realizza servizi di gestione museale, educazione al patrimonio, visite guidate e turismo culturale. In Lombardia opera in tutti i quattro siti Unesco Patrimonio dell'Umanità della provincia di Varese e collabora con le principali istituzioni del territorio e con il Ministero per i Beni Culturali. Fornisce consulenza per musei, monumenti e aree archeologiche, luoghi d'interesse storico-artistico e progetta percorsi per scuole e pubblico specialistico. 




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