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venerdì 7 aprile 2023

Andrea Pietrarota, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Andrea Pietrarota, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 27 dicembre 2010, è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo costante impegno nella comunicazione, educazione e sensibilizzazione verso i temi della tutela dell'ambiente e la sostenibilità

Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, giornalista pubblicista ed esperto di relazioni pubbliche, ha sviluppato particolari competenze nell'ambito della comunicazione corporate e ambientale, in campagne di comunicazione integrata (media relations, public affairs, eventi, fiere, mostre, sponsorizzazioni; progetti scuola; above & below the line, immagine coordinata, media planning, coordinamento redazionale, digital pr e web marketing, gestendo budget superiori ai 2 milioni di euro/anno.

Nel 2008 ha lanciato il newsblog del  CorrieredelWeb.it - L'informazione fuori e dentro la Rete -, uno dei primissimi network italiani, realizzato da una redazione virtuale, in continua espansione, composta da giornalisti e addetti stampa, professionisti di marketing, comunicazione e pubbliche relazioni, nonché opinionisti, scrittori e bloggers.

Attualmente è il Direttore Responsabile della testata giornalistica AlternativaSostenibile.it, specializzata nelle tematiche sella sostenibilità ambientale, economia circolare, rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile, ecc.  

È stato il Marketing & Communications Manager di Ecolamp, il Consorzio delle aziende leader del comparto illuminotecnico presenti sul mercato italiano, che gestisce su tutto il territorio nazionale, per conto dei propri consorziati, il corretto riciclo dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

Nella Fiera di Rimini ha ricoperto l'incarico di Scientific Bureau Coordinator, occupandosi  dell'organizzazione degli eventi congressuali e della segreteria scientifica delle fiere internazionali Ecomondo e Key-Energy

Come Senior Account dell'agenzia internazionale di relazioni pubbliche e strategie aziendali Hill & Knowlton Strategies è stato per molti anni l'addetto alle Relazioni Esterne del Cobat

Quindi si è occupato della tematica dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) per conto dei Consorzi Ecodom e ReMedia, nonché del Centro di Coordinamento RAEE.

Fra gli eventi più complessi e significativi cui ha collaborato: "Campagna per la Sicurezza Stradale" del Ministero Infrastrutture e Trasporti; "Progetto giovani: tra scienza e fantascienza" Presidenza della Repubblica; Bandiere Blu, FEE-Foundation for Environmental Communication; "Giornata Nazionale l'Italia che Ricicla", CONAI e Min. Ambiente; Conf. Nazionale sull'Educazione Ambientale, Min. Istruzione; Conf. Intern. sulla Mobilità Sostenibile. Occupandosi di campagne di comunicazione e sensibilizzazione ambientale ha inoltre lavorato per conto di Regione Puglia, Provincia di Roma, UPI-Unione delle Province d'Italia, Consorzio degli Oli Usati, Coop, Carrefour, CNR, Vodafone.


L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Cenni storici. Istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951), è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.".
Il Presidente della Repubblica è il Capo dell'Ordine.
L’Ordine, retto da un Consiglio composto di un Cancelliere, che lo presiede, e di dieci membri è articolato nei gradi onorifici di: Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore, Ufficiale, Cavaliere. Il Cavaliere di Gran Croce può essere insignito della decorazione di Gran Cordone.
Più avanti sono riportati, integralmente, la legge istitutiva con le successive modificazioni, le norme di attuazione e lo Statuto dell'O.M.R.I.
Di seguito i punti principali:
- a nessuno può essere conferita, per la prima volta, un'onorificenza di grado superiore a quella di Cavaliere. Fanno eccezione alcune situazioni particolari, espressamente stabilite dalla legge;
- per benemerenze di segnalato rilievo e per ragioni di cortesia internazionale, il Presidente della Repubblica può conferire onorificenze fuori della proposta e del parere richiesti dalla legge;
- le concessioni delle onorificenze hanno luogo il 2 giugno, ricorrenza della fondazione della Repubblica, e il 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione. Soltanto le concessioni motu proprio, quelle legate alla cessazione dal servizio dei pubblici dipendenti e quelle accordate a stranieri possono avvenire in qualunque data;
- salve le disposizioni della legge penale, incorre nella perdita dell'onorificenza l'insignito che se ne renda indegno. La revoca è pronunciata con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dell'Ordine.
- è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni e privati;
- non sono conferite onorificenze nei riguardi di persone che non abbiano compiuto il 35° anno di età ad eccezione delle concessioni motu proprio ai sensi dell’art. 2 dello Statuto. Per il conferimento di un’ onorificenza di grado superiore è prevista la permanenza di tre anni nel grado inferiore;
- le onorificenze non possono essere conferite ai Deputati e ai Senatori, durante il mandato parlamentare;
- i colori dell'Ordine sono il verde e il rosso.
La Cancelleria dell'Ordine ha sede in Roma, Via del Quirinale n.30

Con D.P.R. del 30 marzo 2001, n.173, le insegne dell' Ordine al merito della Repubblica Italiana sono state rinnovate.
Le precedenti insegne possono, comunque, essere portate liberamente.

lunedì 24 giugno 2019

FB & Associati: Bilancio 2018, un anno di crescita globale per l'azienda ai vertici del mercato italiano delle relazioni istituzionali

PER FB&ASSOCIATI UN 2018 DI SVILUPPO GLOBALE.
Fatturato e personale in crescita, raddoppio della sede romana e trasformazione in SpA, la società di consulenza in relazioni istituzionali e advocacy fondata da Fabio Bistoncini si conferma ai vertici di un mercato italiano in forte dinamismo.



Roma, 24 giugno 2019 –  FB&Associati, la prima società di consulenza fondata in Italia specializzata in public affairs, advocacy e lobbying, chiude un 2108 di crescita globale sotto il profilo dei risultati di bilancio, del numero dei clienti acquisiti, dell'investimento in risorse umane, del potenziamento della struttura societaria e dell'ampliamento dei servizi.

Secondo i dati diffusi, il 2018 registra un fatturato di poco superiore ai 3.500.000 €, segnando un + 5% rispetto al 2017 in un trend costante di sviluppo anno dopo anno (+ 66% sugli ultimi 6).

I dati si riferiscono alle sole attività di lobbying e advocacy svolte da una società che si conferma tra i marchi leader italiani della consulenza strategica in relazioni istituzionali. Tra i clienti – ad oggi oltre 70 - le maggiori aziende multinazionali presenti in Italia, associazioni d'impresa e ordini professionali con nuove acquisizioni nei settori food and beverage, ICT, automotive, farmaceutico.

Una strategia di sviluppo che ha interessato l'azienda su scala globale lungo tutti i suoi asset. 
L'ampliamento dell'organico, grazie a una politica di reinvestimento degli utili che ha portato all'ingresso di 6 nuovi collaboratori, tutte con profilo specialistico e seniority medio-alta, per un totale di oltre 40 risorse. La capacità di innovazione, segnata in particolare dalla nascita di FB Bubbles per la gestione di campagne di formazione delle opinioni e di influenza dell'agenda politico-istituzionale attraverso competenze integrate di advocacy, reputation management e gestione dei media con finalità di public affairs. 

Il rafforzamento del profilo consulenziale e dell'attività di ricerca, che la società, unica realtà del settore, offre anche attraverso un Centro Studi interno, FBLab, specializzato in analisi di scenario e del contesto decisionale, che viene ulteriormente potenziato.

Anche il 2019 si preannuncia come un anno estremamente positivo. Tra le novità, l'apertura di un nuovo ufficio a Roma da affiancare alla sede storica nella capitale e agli uffici di Milano e Bruxelles. Un'espansione che passerà anche attraverso la trasformazione in società per azioni. 
Il capitale societario resterà invariato, detenuto in larga parte dall'AD, Fabio Bistoncini e dai 2 senior partner, Paola Perrotti e Vincenzo Aprile, e in misura minore dai più giovani Adriano Sabene e Luca Gargano.

"Siamo molto soddisfatti di questa crescita che avviene in un mercato che continua a espandersi e in cui meno di 25 anni fa, quando siamo nati, eravamo di fatto gli unici ad operare, ma a cui oggi si rivolge un numero crescente di imprese, associazioni e gruppi di interesse, anche di settori non regolamentati commenta Fabio BistonciniE' il segno della necessità imprescindibile di poter influenzare in modo professionale e trasparente le opinioni e le scelte dell'attore pubblico, obiettivo però che diventa sempre più complesso da ottenere in uno scenario fluido e imprevedibile in cui le dinamiche del web stanno mutando radicalmente il modo di comunicare la politica e con la politica. In questo contesto – conclude Bistoncini – c'è bisogno di consulenti che uniscano un'esperienza consolidata negli anni a competenze di political intelligence con un focus sempre più spiccato anche sull'analisi dei big data a sostegno del processo decisionale, ambito che come FB&Associati già presidiamo e a cui dedicheremo ancora più attenzione in futuro".




FB & Associati viene fondata nel 1996 da Fabio Bistoncini con la mission di affermare una visione della rappresentanza di interessi che punti a fornire al decisore pubblico informazioni tecniche e contenuti di valore per arrivare alla formulazione degli atti in modo trasparente e consapevole. 
E' partner del network Interel Global Partnership attivo in oltre 60 Paesi. 

venerdì 28 maggio 2010

Beppe Facchetti, presidente Assorel: Relazioni Pubbliche, rotta verso la qualità

Relazioni Pubbliche, rotta verso la qualità

(Notizia FERPI) Il neoeletto presidente di Assorel, Beppe Facchetti, in un'intervista con Pubblicità Italia Today parla della professione di relatore pubblico e dei principi cui devono ispirarsi le associazioni ed i soci che ne fanno parte. Unica eccezione l'etica, che "non si insegna, perché chi viola le regole le conosce talmente bene che vuol approfittare di chi onestamente le rispetta".


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di Federico Unnia

Da poco eletto ai vertici di Assorel, Beppe Facchetti si è dovuto misurare con alcune delicate questioni, sia esterne sia interne l 'associazione. Un segno di vitalità, non c' è che dire, anche se i terni sul tappeto sono tutt' altro che chiariti. In questa intervista Facchetti fa il punto della situazione, forte anche di dati previsionali che sembrano tendere al recupero. Partiamo dalla
qualità, elemento centrale della sua presidenza, più volte richiamato. "Questo richiamo discende direttamente da una valutazione del nostro scenario: società globalizzata, massificazione anche dei valori, grande confusione di ruoli. Siamo ancora immersi nella stagione dei faccendieri che vengono sbrigativannente definiti "uomini di Pr": Tarantini è un uomo di relazioni, indubbiamente, e cosi Anemone, tanto per fare dei nomi, ma cosa c'entrano con le Relazioni Pubbliche? Chi, come noi, lavora sulla reputazione sa meglio di chiunque altro che sovrapporre, nella percezione collettiva, piani tanto diversi rischia di cancellare con un titolo di giornale lo sforzo quotidiano di crescita qualitativa di una professione e di imprese come le nostre".

Quali progetti avete avviato in tal senso?

Non sono necessari particolari "progetti", ma è decisiva l' attenzione ai nostri stessi comportamenti . Dobbiamo parlare con i fatti ad un mercato disorientato, e la missione di Assorel è quindi innanzitutto quella di aiutare a distinguere, a selezionare.

La vicenda Klaus Davi ha sollevato pesanti polemiche sia dentro che fuori Assorel. Sono state assunte decisioni?

La questione è affidata in questo momento alla valutazione del Collegio dei Probiviri, tre persone che conoscono bene la comunicazione ma non sono parti in causa. Di fronte ad una denuncia giornalistica (che in verità voleva soprattutto essere critica con chi è superficiale nel controllo delle fonti), il mio compito era quello di trasferire prontamente gli atti a chi può statutariamente dare una valutazione di merito.

Non crede che si dovrebbe fare di più per moralizzare un settore troppo spesso ombroso?

Il punto, come dicevo, è proprio che le ombre vengono da un panorama molto ampio e differenziato, in cui si muove di tutto. Gli operatori di Rp potenzialmente censibili sono migliaia, dallo studio professionale al procacciatore di affari. Tanti si definiscono PR, da chi fa il butta dentro in una discoteca a chi regala appartamenti con vista . Noi siamo imprese, cioè aziende che danno occupazione, pagano tasse, vogliono rispettare leggi e codici di autoregolamentazione. C'è una bella differenza e il nostro sforzo principale è quello di farla capire. Assorel non è più il salotto buono dei primi tempi, chiuso e autoreferenziale; è un'Associazione che sta in Confindustria,che si confronta con la società economica . La moralizzazione non è una bandiera da sventolare, è la buona pratica di tutti i giorni.

Rapporti Media – PR : quali sono le posizioni di Assorel?

E' diventato un problema più difficile da gestire rispetto a ieri , quando ancora la ricerca di Toni Muzi e Chiara Valentini aveva evidenziato che la volontà di collaborare e agire su valori comuni era molto diffusa . Ma oggi la crisi dell' editoria e i licenziamenti massivi di giornalisti hanno contributo a rompere le barriere e i confini tra mestieri complementari ma diversi. Nel nostro Statuto è scritto che non possiamo associare aziende che appartengano a gruppi editoriali, proprio perché vogliamo tenere distinti due mondi autonomi, nell'interesse del cittadino lettore o cliente. Ma se poi vediamo che giornalisti singoli o associati vendono ai nostri clienti spazi a pagamento camuffati da articoli, tutto salta. Non è un momento buono, questo, perché tutto si è incattivito e vengono meno certi presupposti di lealtà reciproca. Quando è colpa nostra è dovere dell'Associazione intervenire, ma Ordine e Fieg sono disposti a fare altrettanto?

Qualità e certificazione: in Assorel si assiste a una profonda spaccatura. Non le sembra un controsenso per una professione che deve aumentare la sua credibilità?

Nella nostra Associazione si discute, questo è certo, ma è un bene , è un segno non retorico di vitalità. Abbiamo aperto un dibattito interno non sull'importanza della certificazione di qualità, questione su cui l'accordo è generale, ma sulla sua obbligatorietà come requisito di Associazione . Mi sembra comprensibile che l'obbligatorietà possa sembrare un eccesso per aziende che fanno parte di network internazionali abituati a regole diverse ovvero per chi ritiene che il vero certificato lo rilascia il mercato con il successo competitivo. Stiamo comunque risolvendo serenamente il problema con un Gruppo di Lavoro che preparerà le basi di un'Assemblea dedicata alla questione.

Formazione: per quale ragione non avete intrapreso progetti formativi sull'etica e il diritto della comunicazione?

Assorel Academy è un contributo di servizio per i nostri Soci, che quest' anno, grazie all' impegno intenso di Filomena Rosato, stanno inviando molti loro Senior e Account a riflettere sulle questioni operative di aggiornamento e arricchimento professionale. Anche il diritto della comunicazione può essere un argomento, ma l'etica – mi consenta – non si insegna. Qualche volta si predica, ma non ha bisogno di docenti . Chi viola le regole non lo fa perché non le conosce e non ha frequentato corsi. Anzi le conosce talmente bene che vuol approfittare di chi onestamente le rispetta.

Tratto da Pubblicità Italia Today

2 Commenti

toni muzi falconi il 24/05/2010 :

ben detto!
solo un punto: se l'etica venisse insegnata da una prospettiva utilitaristica e organizzativa varrebbe la pena farlo. Mi spiego. Ci sono organizzazioni per o con le quali lavoriamo che guardano al breve e basta. In questo caso l'etica diventa un lusso. Ma ce ne sono anche molte che adottano politiche e comportamenti sostenibili nel medio e lungo. In questo caso, la sostenibilità dei comportamenti organizzativi diventa essenziale per raggiungere gli obiettivi. E la comunicazione è comportamento. In 50 anni di professione, sbagliando e risbaglliando ovviamente, mi sono definitivamente convinto che comportamenti sostenibili sono essenziali per la sopravvivenza stessa dell'organizzazione.
Eppoi che dire della etica del singolo professionista e per quella della professione? Forse sarebbe sufficiente parlare di responsabilità invece di etica….

valeria232 il 25/05/2010 :

Perché quando si parla di etica a me resta sempre la sensazione di rimanere con un pugno di mosche? Leggendo gli interessanti interventi di Oppi e i commenti, e l'intervento del presidente Facchetti, mi domando se si possa provare a lavorare sull'etica parlando e individuando regole concrete, relative a casi, dinamiche e comportamenti sì tipici, ma specifici.

Dico questo perché mi sembra che parlando di etica ritorni in prima linea un'esigenza della nostra professione rilevata anche in altri ambiti di discussione di questo sito: la definizione dell'identità, l'individuazione di differenze e specifiche. Il presidente Facchetti collega la questione della qualità alla questione della confusione dei ruoli.

Mi sembra (correggetemi se sbaglio) che per la questione della nostra etica professionale si rimanga molto nell'indefinito poiché ad oggi abbiamo a disposizione solo misure di valutazione che non sono altro che principi generali di etica e morale. Principi che evidentemente non bastano a regolare i comportamenti professionali, come d'altronde quelli personali, mentre tra le due istanze resiste un collegamento primario.

Mi chiedo dunque cosa si può fare di concreto. Per quello che riguarda Ferpi, possiamo emanare un codice di dettaglio vero e proprio (per specifiche categorie di attività e relazioni) che come tutte le leggi preveda e venga applicato a casi specifici (certezza)? Leggendo alcuni interventi nel forum delle professioni del corriere economia di ieri, mi chiedo anche se sarebbe diverso se fossimo un ordine professionale.

Leggevo recentemente nella cartella stampa della conferenza internazionale dei Coach che questi professionisti stanno lavorando per mettere nero su bianco la definizione dei diversi ambiti di applicazione del loro mestiere, in seguito, dicono, a una sentita maturità professionale.
Secondo me darsi delle specifiche potrebbe giovare anche alla causa della nostra maturità professionale.

Intanto propongo qualche esempio per la nostra questione dell'etica:
1)Sul rapporto con il committente, il primo dei punti evidenziati da Oppi (siamo noi che dobbiamo far capire ai committenti che comportarsi bene paga nel lungo periodo ..) la questione da approfondire è anche: in concreto qual è la nostra sfera di influenza verso il nostro committente? e se fosse poca perché il committente vuole decidere in modo autonomo, noi cosa possiamo fare? nel forum di Stoccolma, se non sbaglio Toni aveva affermato che in ogni caso è nostro dovere mettere il committente nella condizione della consapevolezza. Poi non siamo responsabili di cosa il committente scegli e di fare. Questo aspetto può essere previsto e regolato in modo puntuale?

2) Reputazione, immagine e identità, insegnamento: il nostro mestiere per definizione ci pone sempre sull'orlo del burrone, laddove possiamo lavorare per "creare" una percezione e un consenso (e Toni dirà: al massimo "governare.." ) attraverso l'esposizione ai quattro venti di un'immagine strategica di un'organizzazione("noi siamo e facciamo" cosa fa notizia, cosa è di moda,cosa ci fa quotare, cosa ci fa avere ancora credito in banca…. … ) Qui può essere fatto un ragionamento, nell'ambito della regolamentazione, su come comportarsi, evidenziando anche il fatto utilitaristico, di cosa paga nel breve e nel medio termine, come dice Toni. E il ragionamento secondo me può esser fatto anche in ambito formativo, perché a parte il rubare e danneggiare in modo grave gli altri ci sono anche tanti altri ambiti in cu il'etica è minacciata in modo sottile, a volte coperta dall' ingenuità di chi ha poca esperienza (Toni stesso nel suo post dice che ha imparato sbagliando) e pensa che comunicare un posizionamento dell'organizzazione migliore di quello reale giovi alla stessa organizzazione. I rischio le illusioni di questi approcci possono essere insegnati? Io credo di si

3) Affari, progetti, eventi, comportamenti: Tangentopoli 2, alla fine siamo sempre lì: la discriminante è se hai una morale personale per la quale sei abituato a non mentire, non prendere in giro, non danneggiare gli altri. Se questi pre-requisiti personali non ce li hai, la questione è come dice Toni qual è oggi il prezzo professionale che oggi devi pagare? Deve esserci un prezzo. E poi questi principi puoi essere educato e farli tuoi? Alcuni dicono che l'etica è materia che si insegna, perché si tratta di una "attitudine" che, come mi sembra dice il professor Azzoni, si concretizza tra l'altro in un'attività di continua ricerca. Ritorniamo al collegamento tra etica e competenze, quindi la qualità di cui parlava il Presidente Facchetti.


FONTE: FERPI

giovedì 6 maggio 2010

H2BIZ affida ad Elena Giffoni le Media Relations

H2BIZ AFFIDA LE RELAZIONI CON LA STAMPA

A ELENA GIFFONI


Milano, 6 maggio 2010 H2biz (www.H2biz.eu), il primo business Hub italiano, ha affidato a Elena Giffoni le attività di ufficio stampa per tutta la comunicazione del brand verso i media.

Elena Giffoni, consulente di relazioni pubbliche, avrà l'obiettivo di promuovere H2biz sulla stampa di riferimento online e offline, posizionando il brand sul mercato e supportandolo in ambito istituzionale e a livello dei servizi offerti ai propri utenti.

H2biz è un canale di incontro strategico per imprenditori, aziende, professionisti e istituzioni che vogliono sviluppare relazioni di business e creare rapporti commerciali. Si tratta del primo vero e proprio hub nella rete che fornisce inoltre servizi di marketing a valore aggiunto e non di un semplice social network di relazioni.

La società nasce da un'idea di Luigi De Falco, imprenditore a capo del Gruppo H2biz che comprende i marchi H2biz, MotorSponsor, Outsider News e FashionBiz.

Da circa 20 anni nel settore della comunicazione, Elena Giffoni vanta una forte esperienza internazionale in agenzie di relazioni pubbliche leader dove ha curato la comunicazione di importanti società in vari settori. In seguito, ha aperto in Italia e Spagna la start up di una agenzia di PR internazionale conducendola per 2 anni e mezzo. Tra i suoi clienti vi sono stati marchi come BlackBerry, Nielsen Online, Pantone, Belkin, Kodak, ViaMichelin, Christofle, Saint Louis, Pineider, Faber Castell, Serafino Zani, AVIS Autonoleggio, IBM, Olivetti, Adobe e altri. Oggi presta consulenza per la comunicazione integrata delle aziende.


Per ulteriori informazioni:

Ufficio stampa H2biz: Elena Giffoni
Cell. +39 347 2626681
elena.giffoni [at] giffonipr [punto] com

venerdì 27 febbraio 2009

Gestire la reputation sul web


La gestione della reputazione sul web:

un imperativo del 2009

Scorrettezze degli impiegati, e-mail mandate per errore e fuga di notizie riservate: secondo una nuova ricerca condotta da Weber Shandwick, in collaborazione con l'Economist Intelligence Unit, sette dirigenti su dieci nel mondo temono l'impatto dei nuovi rischi provenienti dal web sulla reputazione aziendale.

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A seguito del dibattito sempre più acceso sull'impatto della rete sulla reputazione aziendale, Weber Shandwick ha sviluppato una ricerca in collaborazione con EIU – The Economist Intelligence Unit – interrogando un campione di dirigenti e top manager di tutto il mondo sul monitoraggio e la gestione della reputazione online.

La ricerca, Risky Business: Reputations Online™ (www.online-reputations.com), afferma che lo screditamento da parte degli impiegati e le e-mail inviate per errore sono tra le più grandi preoccupazioni, alimentando l'idea diffusa tra il 67% dei dirigenti di fascia più alta che la reputazione della propria azienda sia vulnerabile.

"La nostra ricerca ha rilevato come la gestione della reputazione online (online reputation management – ORM) si trovi ormai, a tutti gli effetti, in cima alle priorità dei leader; i dirigenti riconoscono che dal web provengono nuove sfide e nuove opportunità, ma anche nuovi ostacoli capaci di incidere su reputazioni solide e costruite negli anni" ha dichiarato Andy Polansky, Presidente di Weber Shandwick.
"L'influenza di internet è permeabile, circola tra i corridoi delle aziende: la ricerca identifica pertanto tutte le forze online e offline che rendono più solida una reputazione e quelle che sono in grado di distruggerla, mettendo in evidenza tutto ciò che è necessario fare per proteggerla".

Tra le preoccupazioni più urgenti, quando capita di dover indirizzare e gestire la reputazione in periodi difficili, emergono:

Lo screditamento da parte degli impiegati
La maggior parte dei dirigenti non conosce l'impatto delle conversazioni sul web del proprio staff. Circa i due terzi (66%) di essi o non sono consapevoli o non vogliono ammettere che gli impiegati possano screditare in rete l'operato o l'immagine della propria azienda. Sorprende che solo un terzo (34%) dei dirigenti sostiene di sapere che un impiegato abbia pubblicato online qualcosa di negativo sulla propria azienda. Su Jobvent.com, per esempio, un sito che consente ai visitatori di esprimere un giudizio sui propri capi o datori di lavoro, si trovano commenti su più di 7.000 aziende. Si stima che il 70% di questi commenti rientri nella categoria "Odio il mio lavoro" [The Columbus Dispatch, 7 Dicembre 2008].

Oltre al fatto che i dirigenti ignorano che gli impiegati rilascino commenti sul proprio lavoro e sulla propria azienda, dalla ricerca si evince che sono molti meno i CEO o i Presidenti, rispetto a chi non ricopre cariche di top management (rispettivamente il 21% contro il 43%), preoccupati delle discussioni dei dipendenti sul web, sui social network e su siti di condivisione video.

"La scarsa lungimiranza dei leader su questo tema (impiegati che si lamentano online dei loro capi, che discutono salari e che fanno trapelare informazioni riservate) è prova di una delle minacce più pericolose per la reputazione in ambito professionale" afferma Leslie Gaines-Ross, Chief Reputation Strategist di Weber Shandwick. "Abbiamo promosso questa ricerca insieme all'Economist Intelligence Unit, per far emergere i temi chiave, in modo da poter meglio indirizzare i leader su come gestire con successo, monitorare e salvaguardare la loro reputazione e quella delle proprie aziende, in un ambiente di influenza e conversazione sempre più aperto."

E-mail inviate per errore
A tutti i livelli, gli impiegati hanno avuto potenzialmente l'opportunità di nuocere alla reputazione della loro società. E' significativo che un buon 87% dei manager di tutto il mondo ammetta di aver erroneamente inviato o ricevuto almeno un messaggio elettronico (e-mail privata, SMS o Twitter). In particolare l'80% dei CEO/Presidenti dichiara di aver mandato o ricevuto e-mail per errore. Con più di 60 miliardi di e-mail che circolano al mondo quotidianamente, non ci stupisce che alcune si perdano per strada, soprattutto nei seguenti casi (i dati sono emersi dalla ricerca): si scrivono e-mail a letto (67%), mentre si guida (50%), in bar o locali (39%) e durante riunioni di lavoro (38%). .

Secondo Leslie Gaines-Ross "Oggi ci sono rischi che dieci anni fa non esistevano nemmeno: e-mail che "si perdono per strada", campagne di protesta in rete condotte da clienti insoddisfatti, commenti di dipendenti che sul web sfogano le proprie lamentele, post di blogger e di chiunque altro voglia dar voce alla propria opinione. Per questo in questi anni abbiamo sviluppato un'offerta di consulenza strategica e di strumenti operativi fondata sulla velocità di azione e di intervento".

Nella ricerca è stata trattata una vasta gamma di argomenti, incluso i metodi con cui i dirigenti possono sfruttare il web per costruire e sostenere solide reputazioni aziendali. Se interrogati sull'efficacia di internet come risorsa, affermano che la rete è una fonte estremamente utile per reperire informazioni sui concorrenti (64%), sui partner (60%), per ottenere il feedback dei clienti (63%) e per esplorare nuove occasioni di business (60%). I manager sanno di avere una grande opportunità di intelligence quando si collegano a internet: insights che vanno dalle informazioni sui prodotti competitor, difetti di prodotto, applicazioni di brevetti, suggerimenti dalla propria clientela.

"Internet ha trasformato molti dirigenti in detective della reputazione online" ha commentato Leslie Gaines-Ross.

E' interessante rilevare, invece, che pochi dirigenti trovino internet utile per valutare azioni di responsabilità sociale, attività di organizzazioni non profit, gruppi attivisti o ONG. "Forse i leader hanno meno domande in materia di responsabilità sociale dell'azienda o guardano a questo impegno con un po' di sospetto e qualche pregiudizio verso azioni di "greenwashing" – ha commentato Gaines-Ross. "E' anche probabile che i dirigenti lascino le questioni sociali e ambientali ai loro consulenti specializzati in questi temi".


Risky Business: Reputations Online è un'indagine condotta tra 703 senior manager, che operano in più di 20 industry diverse e in 62 paesi del mondo tra Nord America, Europa e Asia.

Clicca qui per visionare la ricerca

Fonte della news: www.ferpi.it

lunedì 12 gennaio 2009

Club del Marketing e della Comunicazione: newsletter 01-09

PARTY ROUND
PENTAPOLIS
SPAZIO RP
AGENDA DEL GIORNALISTA
IL CORRIERE DEL WEB
In questo numero:

- Vota la "Donna Marketing" e la "Donna Comunicazione" 2008
- RDM - Rolex . Dunhill . Montblanc - Luxury Collectors & Connoisseurs International Club, per eventi sul lusso e acquisti vantaggiosi
- Socio in vetrina: Andrea Pietrarota - Scientific Bureau Coordinator - RiminiFiera Spa
- Anche tu "contributors" di MJ - il nuovissino Marketingjournal.it, rinnovato nella grafica e nei contenuti
- Il nuovo numero ABZ, un servizio informativo gratuito della TANNER - specialista per la documentazione tecnica e per cataloghi di prodotti è ora online!
- PIZZARDI EDITORE e DELFINI ENPA: una partnership che si rinnova nel 2009!
- Convenzione Fr3nz - Club del Marketing e della Comunicazione
- Diamo il benvenuto ai nuovi iscritti

TOP EVENT CLUB
Vota la


Come per le edizioni precendenti ti chiediamo di esprimere la tua 3 preferenze:
- per la "Donna Marketing Azienda" 2008/2009
- per la "Donna Comunicazione Azienda" 2008/2009
- per la "Donna Comunizione Agenzia" 2008/2009 indicando nome e cognome, esatto ruolo ricoperto e nome della azienda/agenzia. Tutti i manager della Mar-Com sono infatti invitati a votare da oggi sino al 20 gennaio. Chi tra le tante segnalate raggiungerà il numero più alto di voti nella sua categoria, sarà insignita dell'autorevole Premio a "giuria allargata" e per questo veritiero di una reale scelta democratica, ideato ed organizzato dal Club del Marketing e della Comunicazione. Il Club CMC assegnerà verso la fine di gennaio, o primi di febbraio questi ambiti riconoscimenti per l'anno 2008/2009, che vengono conferiti per la settima volta in Italia, alle 3 'manager in rosa' che si sono particolarmente distinte per impegno, innovazione, talento e professionalità nel difficile e competitivo comparto del Mar-Com. CONTINUA >>
IN EVIDENZA
RDM - Rolex . Dunhill . Montblanc - Luxury Collectors & Connoisseurs International Club

Caro socio/a,
è Danilo Arlenghi, presidente nazionale del Club CMC che ti scrive. Da più di 30 anni sono un serio ed appassionato collezionista di orologi Rolex, accendini Dunhill e penne Montblanc. Da 100 anni questi brand sono gli unici tre intramontabili style symbol mondiali di lusso come espressione di qualità, eccellenza, prestigio. Gli unici altresì che come assoluti capolavori di alta orologeria, di accessori per il fumo e dell'arte dello scrivere, rappresentano il top di gamma per le innovazioni tecniche e le evoluzioni tecnologiche, i preziosi materiali utilizzati, la qualità manifatturiera che hanno accompagnato la loro straordinaria storia. CONTINUA >>
SOCIO IN VETRINA
Andrea Pietrarota, Scientific Bureau Coordinator - RiminiFiera Spa
Andrea Pietrarota, da ottobre 2008, dopo una pluriennale esperienza in agenzie di comunicazione ha assunto l'incarico di Coordinatore della Segreteria Scientifica di Rimini Fiera, dove si occupa delle attività di comunicazione relative ad eventi, congressi e convegni legati alle manifestazioni fieristiche. Nell'ultimo trimestre 2008 ha curato oltre 200 convegni ed eventi in tre manifestazioni: Ecomondo, Key-Energy e Sia Guest.
Sociologo della Comunicazione, Giornalista Pubblicista e PR Manager, Andrea ha sviluppato particolari competenze nell'ambito della comunicazione corporate e ambientale, in campagne di comunicazione integrata (media relations, public affairs, eventi, fiere, mostre,
sponsorizzazioni; progetti scuola; above & below the line, immagine coordinata, media planning, coordinamento redazionale di newsletter, gestendo fatturati compresi tra 800.000 e 1.000.000 euro/anno. CONTINUA >>
BUONO A SAPERSI
Anche tu "contributors" di MJ - il nuovissino Marketingjournal.it, rinnovato nella grafica e nei contenuti

Caro socio/a, ho il piacere di invitarti a leggere e consultare il nuovissimo ed innovativo Marketing Journal all'indirizzo web www.marketingjournal.it , il primo quotidiano on line di marketing, comunicazione, pubblicità, promozione, economia, media & new media, trade e trend, imprese e mercati, interamente rivolto alla Mar-Com e Business Community. E' stato interamente rinnovato nella veste grafica con un restyling che lo fa sembrare un blog, dunque di facile e pratica consultazione, ma nella sostanza un vero e proprio giornale aggiornato ed arricchito nei contenuti sempre up-to-date. CONTINUA >>
COMUNICAZIONI DAI SOCI
Il nuovo numero ABZ, un servizio informativo gratuito della TANNER - specialista per la documentazione tecnica e per cataloghi di prodotti è ora online!
È stato pubblicato l'ultimo numero di ABZ. Il numero 02/2008 della pubblicazione specializzata sulla comunicazione tecnica tratta tra gli altri i seguenti argomenti:

· Produzione di cataloghi integrata
· Strategie di standardizzazione della documentazione tecnica: il metodo Funktionsdesign®
· AREVA T&D gestisce un Online Shop pieno di energia
· Nuova direttiva sulle macchine: che cosa comporta per la documentazione tecnica?

L'intero numero può essere scaricato in formato PDF qui: ABZ 2/08 CONTINUA >>
PIZZARDI EDITORE e DELFINI ENPA: una partnership che si rinnova nel 2009!

Per il terzo anno consecutivo Delfini Enpa, il settore riservato ai più piccoli dell’Ente Nazionale Protezione Animali, ha scelto come partner Pizzardi Editore per sviluppare le sue iniziative didattico-educative, che coinvolgono ormai migliaia di bambini e centinaia di scuole su tutto il territorio nazionale.
Grazie alle donazioni della Pizzardi Editore ( www.pizzardieditore.it ), Delfini Enpa ha già potuto produrre materiale didattico strutturato e distribuirlo gratuitamente, su richiesta, nelle scuole elementari di tutta Italia. CONTINUA >>
Convenzione Fr3nz - Club del Marketing e della Comunicazione
Buongiorno,

E’ con grande piacere che proponiamo a tutti i vostri associati la possibilità di abbonarsi alla rivista per bambini Fr3nz! di cui potete vedere il numero 0 e 1 on-line agli indirizzi www.fr3nz.com/zero.pdf e www.fr3nz.com/uno.pdf

Il prezzo a voi riservato è di 8 € per 5 numeri, ricordiamo, inoltre, che 1 € lo devolveremo in beneficenza ad un’associazione in via di definizione. CONTINUA >>
NUOVI SOCI
Diamo il benvenuto ai nuovi iscritti
- DANIELA CHESSARI - Sales & Mktg Manager - RICHEMONT ITALIA spa - Dunhill
- AGNESE BARNABEI- Uff. Stampa Borsalino - BORSALINO spa
- MATTEO FERRACIN - Resp. Marketing - CISCRA spa
- MARINELLA DI TOMASO - Marketing Manager - ECONOCOM LOCAZIONE ITALIA spa
- BRUNO CONTE - Amm. unico - ECM:S srl
- GIORGIO ROVERI - Amministratore - PROVIDE SRL
- MONICA GAGLIARDI - Resp. Loyalty Process - COIN spa
- VALERIO TROILI - Dir. Marketing & Comunicazione - EDITORIALE OLIMPIA spa
- PAOLA PICOLLO - Marketing Manager - ENTERPRISE HOTEL
- BARBARA BALDACCI - Director - BEYOND THE RULES
- GIUSY D'ANGELO - Director of sales & Marketing- BEYON THE RULES
- FABIO CARBONARA - Cons. marketing & comunicazione - STUDIO FABIO CARBONARA
- MICHELE LUPO - Direttore Tecnico- MINERVALIMOUSINE sas
- PATRIZIA CAPPELLETTI - Events Planner - VILLA DEMIDOFF CATERING & BANQUETING
- ANTONIO FRADELLA - Consulente Aziendale - STUDIO A. FRADELLA

martedì 18 novembre 2008

La Comunicazione istituzionale e il web 2.0

La comunicazione istituzionale? Ora è 2.0

L'agenzia di comunicazione multimediale CULTUR-E vince la gara per rigenerare il portale ATM Milano.

Grazie all'esperienza fatta con Ferpi e TreccaniROMA, 18 novembre 2008 - Aver presentato un progetto di comunicazione corporate, in una dimensione di servizio pubblico e in ottica web 2.0. È questa la chiave vincente che ha permesso a Cultur-e di aggiudicarsi la gara per il nuovo portale di ATM Milano, l'azienda di trasporti urbana del capoluogo lombardo, che aveva la necessità di realizzare uno strumento semplice ma evoluto, in linea con i nuovi standard della Rete.
Tra i punti di forza del progetto – insieme a una grafica chiara e accessibile, e a un'organizzazione di contenuti multimediali e multipiattaforma – c'è sicuramente l'idea di potenziare il customer care on line grazie a una serie di strumenti di partecipazione diretta.
Un intero canale, infatti, sarà dedicato a coinvolgere i cittadini: redattori ATM e semplici utenti potranno pubblicare contenuti georeferenziati su temi legati a mobilità sostenibile, cultura e territorio, trasporto e disabilità, innovazione tecnologica e sicurezza.
Altri due nuovi progetti – Ferpi www.ferpi.it , Treccani www.treccani.it – sono il risultato dell'impegno di Cultur-e nella conoscenza profonda della Rete, sostenuta da uno studio sulle potenzialità della comunicazione istituzionale in chiave 2.0.
In particolare all'interno del nuovo portale della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, on line da luglio 2008, è stato sviluppato il primo social network professionale italiano delle Relazioni Pubbliche un luogo di partecipazione, conoscenza reciproca e scambio di informazioni dedicato agli associati.
Cultur-e è un'agenzia di consulenza e comunicazione multimediale all'avanguardia nell'utilizzo degli strumenti 2.0 per la comunicazione. Tra i propri clienti: Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, ATM, Fastweb, FERPI.
La visione aziendale si fonda sulla convinzione che qualsiasi attività di comunicazione (pubblica, di impresa, di marca o di prodotto) vinca per la qualità dei contenuti e l'originalità e intensità dell'esperienza interattiva.
Il nome Cultur-e riflette questa idea, unendo al concetto di cultura la "e", simbolo della dimensione creata dalla comunicazione digitale.
Pietro Battistella
www.cultur-e.it

giovedì 25 settembre 2008

Nasce Digital PR Academy



Nasce Digital PR Academy

Parte con un bouquet di 4 corsi la nuova divisione di training di Digital PR. La "scuola" sul nuovo modo di fare PR e Marketing in rete rivolta ai comunicatori aziendali, prevede diversi corsi a Milano e a Roma già a partire dal prossimo mese di novembre.

Milano, 25 settembre 2008. Digital PR, agenzia del gruppo Hill & Knowlton (WPP), inaugura Digital PR Academy, una struttura dedicata all'insegnamento delle nuove tecniche di Internet PR e Web Marketing.

Forte dell'esperienza acquisita dal 2000 ad oggi con l'organizzazione di corsi, la partecipazione a master e la pubblicazione di studi sul mondo della rete, Digital PR Academy propone un bouquet formativo dai contenuti aggiornati, ricchi di case studies e testimonianze, con particolare riferimento al mercato italiano.

I primi corsi a calendario sono "Internet PR", "Social Media Marketing", "Wikipedia" e "Internet e la gestione di crisi". Quattro momenti formativi peculiari, ma con il comune obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti teorici e operativi necessari a comprendere e trarre vantaggio dai cambiamenti in atto nel mondo della comunicazione e del marketing.

Già a partire dal mese di novembre i corsi saranno organizzati sia a Milano che a Roma.

"Abbiamo deciso di creare questa struttura permanente di training perché riteniamo che il campo delle Relazioni Esterne e della comunicazione in generale, richieda un continuo aggiornamento per un più corretto utilizzo delle nuove tecnologie e una consapevole interpretazione delle nuove dinamiche di rete. Gli argomenti trattati dai nostri corsi sono molto particolari e riteniamo non siano coperti dall'attuale offerta di training" dichiara Paolo Guadagni, presidente di Digital PR.


Tutte le informazioni su Digital PR Academy sono disponibili sul sito www.digital-pr.it .

domenica 7 settembre 2008

PREMIO ADDETTO STAMPA DELL'ANNO - SCADENZA 13 SETTEMBRE

Gentili Colleghi,
è con un pizzico di commozione che ho il piacere di annunciare il bando del Premio "Addetto stampa dell'anno 2008".
Nella passata edizione l'A.Ge. ha vinto il premio per la sezione "Non profit e diritti" e posso assicurare che si tratta di una manifestazione di altissima qualità, a partire dal convegno e fino a minimi dettagli dell'accoglienza.

Questo senza contare il fatto che, per una volta, vengono messi in luce l'impegno e la professionalità di tanti nostri colleghi.
Spero pertanto che vorrete far correre la voce fra tutti gli addetti stampa di vostra conoscenza.
Un cordiale saluto
Rita Di Goro
addettostampa@agetoscana.it




PREMIO ADDETTO STAMPA DELL'ANNO - SCADENZA 13 SETTEMBRE

A TUTTI GLI ADDETTI STAMPA

Caro collega,

penso di fare cosa gradita nel ricordarti che fra pochi giorni scade il termine per la presentazione della domande alla sesta edizione del Premio nazionale "Giornalismo: l'addetto stampa dell'anno". Sono 6 le sezioni in cui sipuò scegliere di concorrere in funzione della specializzazione rappresentata.

La scadenza per la domanda è fissata per sabato 13 settembre 2008. Mentre la premiazione avverrà il 24 ottobre 2008 a Bologna. Spero che vorrete partecipare con le Vostre esperienze più interessanti e significative (l'iniziativa è patrocinata da tutti gli organismi della categoria dei giornalisti).


Per informazioni, il bando di concorso, le schede delle domande di partecipazione:

Riccardo Benvenuti - Il segretario della giuria




mercoledì 25 giugno 2008

PR e netiquete

Alla ricerca della buona educazione in Rete
Uno dei più autorevoli professionisti italiani, Enrico Cogno, si pone e pone interrogativi sull'uso dei nuovi media nelle attività di Rp con riferimento particolare ai blog e alle informazioni che passano attraverso questo nuovo strumento.

Lo sappiamo bene, ormai. Grazie alla blogosfera circolano tante informazioni che arricchiscono il mondo dell'informazione e della comunicazione al punto che, in assenza di questo stile di comunicazione partecipativo, tutto ci apparirebbe più povero.

Per contro, vedo che sta procedendo a rilento quello che invece speravo: una crescita qualitativa analoga a quella quantitativa. Le cattiverie, la cattiva educazione, le menzogne, gli attacchi biliosi, il linguaggio da caserma non diminuiscono anche fuori dai contesti dei bulli, degli sportivi da curva sud, dei puck-e-bestia.

So di aziende poco corrette che reclutano stager per realizzare campagne diffamatorie a danno della concorrenza, con scarsa o nulla protezione da parte delle autorità, forse troppo occupate ad arginare la pedopornografia, fenomeno davvero ben più grave.

Chi ha tentato di essere critico nei confronti di questo cattivo costume dei blogger e dei provocatori a pagamento, come Bruno Vespa in una puntata di Porta a Porta o Aldo Grasso nel suo sito del Corsera, è stato coperto di miserie e di improperi.
Ma forse qualcosa si muove: anche a livello manageriale, almeno negli USA, alcune reazioni incominciano ad essere dure. Il statunitense in stile wiki, Wikileaks, specializzato in "soffiate" come dice il suo nome, dopo aver raccolto segnalazioni e informazioni degli utenti sui comportamenti più o meno leciti di aziende e governi, è stato chiuso per ordine di un giudice della California dopo l'esposto di una banca del gruppo Julius Baer.
Ovviamente il popolo della rete ha gridato alla censura.

In Italia, recentemente, BlogBabel, un motore di ricerca che è un po' l'osservatorio della blogosfera italiana, si è autosospeso: troppe gelosie on line. Nella home page si legge, infatti: "Ci siamo stufati dell'arroganza di alcuni blogger italiani, che pensano di poter ricattare un servizio offerto alla comunità e al grande pubblico, e non perdono occasione per trasformare qualsiasi discussione in un litigio da riunione di condominio".
Un amministratore di Wikipedia, nella parte Musica, ha gettato la spugna dopo uno scambio di post insolenti e se ne è andato.

Forse a causa dell'anonimato offerto dall'uso del nickname o per l'influenza negativa degli SMS, il linguaggio e gli attacchi sono spesso gratuiti, volgari, urlati, offensivi.
Qualche segno si nota, però: un blogger intelligente, anonimo come tutti, ma corretto, ha "postato" su di un blog un messaggio che diceva: "Ragazzi, perchè ritenete che la libertà debba per forza usare stupide abbreviazioni e insolenze? Si può essere liberi anche rispettando la grammatica e la buona educazione".

Che sia iniziato il momento in cui l'editoria web migliora?

Enrico Cogno

Questa riflessione di Enrico Cogno è tratta dall'ultimo numero del magazine Ferpi Notizie/Relazioni Pubbliche

Comunicazione digitale in crescita

La crescita della comunicazione tecnologica
Rick Murray, Presidente Edelman Digital, ipotizza delle prospettive sulla crescita della comunicazione tecnologica nei prossimi anni: alcuni requisiti indispensabili perchè le parole "digital" e "social" diventino una parte integrante delle strategie di marketing communications.

di Osvaldo Adinolfi

Rick Murray è un guru nel suo settore. Qualcuno da cui ti aspetti una visione strategica sul futuro della comunicazione piuttosto che una semplice panoramica strumentale sulle recenti scoperte tecnologiche.

La portata del suo messaggio non si è fatta attendere e le nostre aspettative sono state pienamente soddisfatte!!! Ecco dunque alcune delle prospettive da lui ipotizzate, e da noi pienamente condivise (oltre che approfondite), sulla crescita della comunicazione tecnologica nei prossimi anni: alcuni requisiti indispensabili perchè le parole "digital" e "social" diventino una parte integrante delle strategie di marketing communications.

Il successo del digitale dipende da questi semplici quanto fondamentali concetti:

· CONTINUITY. Una vincente moderna comunicazione digitale si deve ormai basare sulla continuità: del dialogo, della relazione, della interattività. Non sarà più sufficiente e nemmeno immaginabile, in futuro, inserire un video dalle potenzialità virali su YouTube e lasciare che produca da solo i propri possibili risultati (contatti). "Digital is not like Adv: one shot." Ha sottolineato Rick con quella forza che proviene da una grande passione. Noi abbiamo bisogno di generare una relazione, di costruire una conversazione, di nutrire costantemente un dialogo basato sulla reciproca stima e fiducia. E questo richiede tempo ed impegno. "Digital needs continuity: especiacially continuous commitment and continous engagement". Le aziende che non intendono investire le giuste risorse per garantire questa continuità nel tempo, farebbero bene a desistere dall'intraprendere questa strada.

· CONTENT DRIVEN. Nel futuro del digitale non sarà più la creatività d'impatto a generare attenzione e coinvolgimento; bensì la rilevanza dei contenuti. E questo futuro non è poi così lontano. Già da oggi, infatti, è possibile assistere ad un evidente successo di tutte quelle campagne di comunicazione digitale che fanno leva sul "content providing" piuttosto che su di una mera (spesso gratuita) creatività. Esse generano valore per il target coinvolto, invitandolo ad una discussione interattiva basata sugli argomenti di reciproco interesse. Dopotutto i Blog, i Forum, i Wiki, le stesse Community non nascono dalla volontà di stupire con effetti speciali, quanto dalla volontà di condividere le proprie passioni ed i relativi contenuti. "Don't think (creativelly) digital... BE DIGITAL!!!"

· DIGITAL CULTURE vs digital division. Finchè le tecnologie digitali rimarranno appannaggio di poche persone il vero cambiamento strategico, da una tradizionale ad una moderna e vincente comunicazione, non avverrà mai in pieno. Le strutture aziendali (clienti ed agenzie) non dovrebbero più limitarsi ad avere una (piccola) divisione tecnologica; dovrebbero diffondere una cultura digitale in tutta la loro realtà professionale. Coinvolgendo tutti i dipendenti in diversi livelli di training. "Digital should not be a corporate division.

Digital must be a corporate culture, behavior, philosophy and strategic approach. It's not just about designing a new department but is about re-defining the whole corporate and marketing communication. Digital should move from a nice-to-have tool to a must-have strategic approach to communication".

Alcuni semplici ed immediati esempi di questo prossimo (auspicato) futuro digitale?! Rick non ha dubbi, anche se sceglie di fornirci indicazioni non prive di un forte potenziale "polemico". Due tra i siti internet che si prevedono essere più caldi nella prossima stagione: http://www.barackobama.com e http://www.johnmccain.com, "the new level of relationships" come li ha definiti Rick Murray. Guardateli senza alcuna implicazione politica.

Ma soltanto con gli occhi curiosi di un comunicatore digitale. Così come ho fatto io. E lasciatevi trasportare dall'interazione, dai video, dal blog, dai message board. Leggete tutto con interesse e troverete delle sorprese inaspettate. Ne parleremo prossimamente!!!


tratto da Edelman Italia

Relazioni Pubbliche e blogosfera

Le relazioni pubbliche e la blogosfera
Cresce l'attenzione verso la comunicazione Web 2.0. Ma il contesto italiano rispecchia davvero questa evoluzione? Italo Vignoli lancia sul suo blog un'interessante riflessione sulla situazione attuale delle Rp in rapporto alla comunicazione on line.

Più mi guardo intorno, e più trovo aziende che non riescono - o non vogliono (?) - comprendere le modalità di comportamento online. Questo comportamento, in più di un'occasione, riguarda anche le agenzie di relazioni pubbliche.

Ci sono anche aziende che affidano ad agenzie che non hanno un blog, un wiki o uno straccio di presenza su Internet (a parte il sito, che in questo caso non conta) la loro comunicazione online.

Certo, l'agenzia in questione afferma di essere leader nella comunicazione Web 2.0?, e nessuno si preoccupa di verificare che un'affermazione priva di significato come questa corrisponda alla realtà dei fatti.

Dal primo comunicato stampa a oggi sono passati più di cento anni (Ivy Lee, 1906), e dal primo che ho scritto io a oggi sono passati circa 35 anni (in mezzo ci sono 27 anni di carriera in azienda e in agenzia, una laurea e qualche migliaio di comunicati stampa su temi di sport, edilizia e ingegneria civile, agroalimentare e tecnologia).

Facendo un paio di rapidi conti, e analizzando le varie ondate sia a livello di media che a livello di metodologie legate alla professione, io sono alle relazioni pubbliche 12.0 ma sono così stupido da continuare a dire che le PR devono continuare a essere le stesse, indipendentemente dall'evoluzione dei media e degli strumenti di comunicazione.

tratto dal blog di Italo Vignoli

Pubblicata il 25/06/2008

giovedì 5 giugno 2008

Ufficio stampa e Web 2.0

Comunicare ai media - L'ufficio stampa nell'era del web 2.0

di Fabio Lo Savio e Luca Lorenzetti

Il libro consta di due parti: la prima, a cura di Fabio Lo Savio, dedicata allo studio delle principali fasi di gestione delle attività di ufficio stampa, delle funzioni, delle attività e della comunicazione d'impresa in vari segmenti presi ad empio. La seconda parte trattata da Luca Lorenzetti approfondisce le metodologie e gli strumenti in uso agli uffici stampa on-line, entrando nel dettaglio dell'evoluzione tecnologica tipica del web 2.0
Secondo gli autori una cosa è comunicare e scrivere per un pubblico di lettori, o di spettatori, tutta un'altra è rivolgersi invece a giornalisti e professionisti del mondo della comunicazione e delle imprese.

In quest'ottica, l'attività di gestione dell'ufficio stampa si basa sulla capacità dei suoi addetti di soddisfare le aspettative di visibilità di un'azienda o di una testata tenendo conto dei tempi e delle esigenze delle redazioni giornalistiche, in un rapporto di equilibrio sempre molto delicato.

Il libro analizza le caratteristiche dell'ufficio stampa, le competenze, l'organizzazione, le metodologie di lavoro e le criticità delle diverse tipologie di comunicazione tenendo conto dell'evoluzione dei mezzi e della selezione dei target.

Chi gestisce un ufficio stampa oggi, infatti, deve possedere grande flessibilità ed un'ottima conoscenza del mondo del giornalismo e delle pubbliche relazioni oltre che una sensibilità e un occhio attentissimi agli strumenti di comunicazione che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione. Ricco di esempi e case histories tutte italiane, il ragionamento portato avanti dal libro predilige la tecnica e l'azione alla teoria, e offre un identikit agile ed efficace della professione dell'ufficio stampa di oggi.

Il testo, che si rivolge a operatori del settore, studenti di comunicazione, editori e responsabili d'azienda in cerca di maggiore visibilità e attenzione per i loro servizi e prodotti, è corredato di immagini e suggerimenti pratici dedicati alla comunicazione in Rete e all'utilizzo dei principali tool di editing e di social networking del Web di seconda generazione.

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Comunicare ai media
L'ufficio stampa nell'era del web 2.0
160 pagine
Edito da Eurilink di Roma, collana Campus.
160 pagine

mercoledì 28 maggio 2008

I sette peccati di Internet

I sette peccati di Internet

I consigli di Olly Swanton, fondatore di Way to Blue, agenzia leader in Europa nelle PR digitali, per avere successo sul web. Swanton analizza alcuni errori frequenti di chi comunica online.


Superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola e lussuria... questi i sette peccati capitali anche in Internet. Ecco come li interpreta Swanton...

Superbia

Se non vengono trattati con riguardo, i nuovi mezzi digitali divoreranno i tuoi messaggi promozionali, il tuo prodotto, la tua carriere e l'azienda. Il digitale non è un qualcosa da aggiungere all'ultimo minuto. Non si può semplicemente rielaborare la propria strategia di pr offline e illudersi che abbia successo. Certo, sembra quasi di trovarsi nel caos più totale, ma bisogna saperlo gestire. Internet sta crescendo ad un ritmo tale da far sembrare la nascita e lo sviluppo di stampa, radio e TV come qualcosa di assolutamente ordinario. La radio, infatti, ha avuto bisogno di 38 anni per raggiungere un pubblico di 50 milioni di persone, la TV ha impiegato 13 anni, mentre internet solamente 4. Sei sicuro di non voler affrontare questi cambiamenti molto seriamente? Un po' di umiltà non ha mai fatto male a nessuno.

Invidia

Ora stai affrontando la situazione seriamente e desideri fare qualcosa. Ti sei guardato intorno e sei rimasto colpito dai risultati ottenuti dagli altri. Ma perchè aggrapparsi all'ultimo treno per finire in qualche angolo sperduto di Myspace? Lo strumento è nuovo, ma i valori del tuo brand non lo sono. Sicuramente bisogna essere creativi, ma anche focalizzarsi sui messaggi che il marketing vuole promuovere, piuttosto che filmare il team delle Risorse Umane mentre balla il cancan. Se sei semplicemente invidioso finirai per passare dalla completa apatia ad un totale e costoso fiasco.

Ira

Se la tua strategia offline non può essere costruita all'ultimo minuto, in quanto sarebbe uno spreco di tempo e soldi, non pensate che per internet sia diverso. Certo è un mezzo molto veloce, certo la terminologia spesso genera confusione, ma internet è semplicemente un insieme di persone che comunicano. Se si indirizza il messaggio giusto al momento giusto, le persone ascoltano come nel ‘mondo reale'. Le Pubbliche Relazioni seguono una strategia a lungo termine basata sulla creazione e la diffusione del brand. Perché dovrebbe essere diverso online? Chi, sano di mente, può pensare che la pazienza sia una cosa negativa?

Accidia

Non c'è niente di peggio che essere retorici e ingannevoli. Sarete crocifissi. Meglio non disturbare affatto. Gli utenti sanno che il messaggio ‘manda ad un amico' significa ‘vendi la tua anima' Non vogliono che voi intasiate le loro caselle di posta, i forum, i blog, le loro vite con messaggi non richiesti, perciò non fatelo. Lavora scrupolosamente per conquistare la loro fiducia. Devi essere trasparente, onesto e schietto. Anche se hai comunicato bene i tuoi prodotti, non fa differenza. Potrebbero infatti anche volerne sapere di più. In questo caso non ti far cogliere alla sprovvista dalle richieste – la sete di informazione è inesauribile se viene gestita nel modo giusto.

Avarizia

Una volta conquistata la fiducia del pubblico, non abbandonarlo. Non c'è niente di peggio che non chiamare dopo un ‘primo appuntamento'. Hai invitato le persone a dialogare, ora devi continuare a parlare con loro, offrendo nuovi contenuti e informazioni, con un mezzo che non conosce sosta ed è sempre pronto a farsi sentire.

Gola

L'interweb è qui per rimanere ed è un animale rapace che ha costantemente bisogno di cibo. Non bisogna, però, nutrirlo di rifiuti solo per tenerlo in vita. Anche se non consiglierei l'astinenza, la qualità è sempre più importante della quantità. Non riesco a capire perché la stessa compagnia che spende milioni di dollari per produrre il film permette ad un web designer di realizzare un gioco flash based quando ciò che il pubblico veramente vuole vedere è…indovinate cosa…il film. Bisogna garantire un flusso costante delle informazioni che devono essere percepite sempre come nuove e diverse.

Lussuria

Esclusive, prime visioni, interviste, rassegne…suonano familiari? Dovrebbero perché in questo consistono le pubbliche relazioni. Non ti innamorare delle chiacchiere o di quei consulenti il cui solo valore è la conoscenza della "Long Tail". Se i tuoi esperti di pr online non riescono a spiegare con termini semplici ciò che vogliono trasferire ai media, allora si stanno nascondendo dietro ai tecnicismi. E se non sono davvero esperti di PR perché permettete loro di gestire i tuoi messaggi di comunicazione su uno di quei media che per te può essere importante?



Way to Blue è l'unica agenzia internazionale specializzata in attività di pr e promozione online nel settore entertaintment e annovera tra i suoi clienti alcune delle principali aziende di cinema, televisione, dvd, musica e videogiochi. Grazie al suo team esperto, presente in tutta Europa, l'agenzia è in grado di offrire alle aziende strategie mirate di PR online per garantire la massima visibilità nell'arena digitale.

www.waytoblue.com

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