Andrea Pietrarota, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 27 dicembre 2010, è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo costante impegno nella comunicazione, educazione e sensibilizzazione verso i temi della tutela dell'ambiente e la sostenibilità
Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, giornalista pubblicista ed esperto di relazioni pubbliche, ha sviluppato particolari competenze nell'ambito della comunicazione corporate e ambientale, in campagne di comunicazione integrata (media relations, public affairs, eventi, fiere, mostre, sponsorizzazioni; progetti scuola; above & below the line, immagine coordinata, media planning, coordinamento redazionale, digital pr e web marketing, gestendo budget superiori ai 2 milioni di euro/anno.
Nel 2008 ha lanciato il newsblog del CorrieredelWeb.it - L'informazione fuori e dentro la Rete -, uno dei primissimi network italiani, realizzato da una redazione virtuale, in continua espansione, composta da giornalisti e addetti stampa, professionisti di marketing, comunicazione e pubbliche relazioni, nonché opinionisti, scrittori e bloggers.
Attualmente è il Direttore Responsabile della testata giornalistica AlternativaSostenibile.it, specializzata nelle tematiche sella sostenibilità ambientale, economia circolare, rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile, ecc.
È stato il Marketing & Communications Manager di Ecolamp, il Consorzio delle aziende leader del comparto illuminotecnico presenti sul mercato italiano, che gestisce su tutto il territorio nazionale, per conto dei propri consorziati, il corretto riciclo dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).
Nella Fiera di Rimini ha ricoperto l'incarico di Scientific Bureau Coordinator, occupandosi dell'organizzazione degli eventi congressuali e della segreteria scientifica delle fiere internazionali Ecomondo e Key-Energy
Come Senior Account dell'agenzia internazionale di relazioni pubbliche e strategie aziendali Hill & Knowlton Strategies è stato per molti anni l'addetto alle Relazioni Esterne del Cobat.
Quindi si è occupato della tematica dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) per conto dei Consorzi Ecodom e ReMedia, nonché del Centro di Coordinamento RAEE.
Fra gli eventi più complessi e significativi cui ha collaborato: "Campagna per la Sicurezza Stradale" del Ministero Infrastrutture e Trasporti; "Progetto giovani: tra scienza e fantascienza" Presidenza della Repubblica; Bandiere Blu, FEE-Foundation for Environmental Communication; "Giornata Nazionale l'Italia che Ricicla", CONAI e Min. Ambiente; Conf. Nazionale sull'Educazione Ambientale, Min. Istruzione; Conf. Intern. sulla Mobilità Sostenibile. Occupandosi di campagne di comunicazione e sensibilizzazione ambientale ha inoltre lavorato per conto di Regione Puglia, Provincia di Roma, UPI-Unione delle Province d'Italia, Consorzio degli Oli Usati, Coop, Carrefour, CNR, Vodafone.
L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Cenni storici. Istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951), è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.".Il Presidente della Repubblica è il Capo dell'Ordine.
L’Ordine, retto da un Consiglio composto di un Cancelliere, che lo presiede, e di dieci membri è articolato nei gradi onorifici di: Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore, Ufficiale, Cavaliere. Il Cavaliere di Gran Croce può essere insignito della decorazione di Gran Cordone.
Più avanti sono riportati, integralmente, la legge istitutiva con le successive modificazioni, le norme di attuazione e lo Statuto dell'O.M.R.I.
Di seguito i punti principali:
- a nessuno può essere conferita, per la prima volta, un'onorificenza di grado superiore a quella di Cavaliere. Fanno eccezione alcune situazioni particolari, espressamente stabilite dalla legge;
- per benemerenze di segnalato rilievo e per ragioni di cortesia internazionale, il Presidente della Repubblica può conferire onorificenze fuori della proposta e del parere richiesti dalla legge;
- le concessioni delle onorificenze hanno luogo il 2 giugno, ricorrenza della fondazione della Repubblica, e il 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione. Soltanto le concessioni motu proprio, quelle legate alla cessazione dal servizio dei pubblici dipendenti e quelle accordate a stranieri possono avvenire in qualunque data;
- salve le disposizioni della legge penale, incorre nella perdita dell'onorificenza l'insignito che se ne renda indegno. La revoca è pronunciata con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dell'Ordine.
- è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni e privati;
- non sono conferite onorificenze nei riguardi di persone che non abbiano compiuto il 35° anno di età ad eccezione delle concessioni motu proprio ai sensi dell’art. 2 dello Statuto. Per il conferimento di un’ onorificenza di grado superiore è prevista la permanenza di tre anni nel grado inferiore;
- le onorificenze non possono essere conferite ai Deputati e ai Senatori, durante il mandato parlamentare;
- i colori dell'Ordine sono il verde e il rosso.
La Cancelleria dell'Ordine ha sede in Roma, Via del Quirinale n.30
Con D.P.R. del 30 marzo 2001, n.173, le insegne dell' Ordine al merito della Repubblica Italiana sono state rinnovate.
Le precedenti insegne possono, comunque, essere portate liberamente.






toni muzi falconi il 24/05/2010 :
ben detto!
solo un punto: se l'etica venisse insegnata da una prospettiva utilitaristica e organizzativa varrebbe la pena farlo. Mi spiego. Ci sono organizzazioni per o con le quali lavoriamo che guardano al breve e basta. In questo caso l'etica diventa un lusso. Ma ce ne sono anche molte che adottano politiche e comportamenti sostenibili nel medio e lungo. In questo caso, la sostenibilità dei comportamenti organizzativi diventa essenziale per raggiungere gli obiettivi. E la comunicazione è comportamento. In 50 anni di professione, sbagliando e risbaglliando ovviamente, mi sono definitivamente convinto che comportamenti sostenibili sono essenziali per la sopravvivenza stessa dell'organizzazione.
Eppoi che dire della etica del singolo professionista e per quella della professione? Forse sarebbe sufficiente parlare di responsabilità invece di etica….
valeria232 il 25/05/2010 :
Perché quando si parla di etica a me resta sempre la sensazione di rimanere con un pugno di mosche? Leggendo gli interessanti interventi di Oppi e i commenti, e l'intervento del presidente Facchetti, mi domando se si possa provare a lavorare sull'etica parlando e individuando regole concrete, relative a casi, dinamiche e comportamenti sì tipici, ma specifici.
Dico questo perché mi sembra che parlando di etica ritorni in prima linea un'esigenza della nostra professione rilevata anche in altri ambiti di discussione di questo sito: la definizione dell'identità, l'individuazione di differenze e specifiche. Il presidente Facchetti collega la questione della qualità alla questione della confusione dei ruoli.
Mi sembra (correggetemi se sbaglio) che per la questione della nostra etica professionale si rimanga molto nell'indefinito poiché ad oggi abbiamo a disposizione solo misure di valutazione che non sono altro che principi generali di etica e morale. Principi che evidentemente non bastano a regolare i comportamenti professionali, come d'altronde quelli personali, mentre tra le due istanze resiste un collegamento primario.
Mi chiedo dunque cosa si può fare di concreto. Per quello che riguarda Ferpi, possiamo emanare un codice di dettaglio vero e proprio (per specifiche categorie di attività e relazioni) che come tutte le leggi preveda e venga applicato a casi specifici (certezza)? Leggendo alcuni interventi nel forum delle professioni del corriere economia di ieri, mi chiedo anche se sarebbe diverso se fossimo un ordine professionale.
Leggevo recentemente nella cartella stampa della conferenza internazionale dei Coach che questi professionisti stanno lavorando per mettere nero su bianco la definizione dei diversi ambiti di applicazione del loro mestiere, in seguito, dicono, a una sentita maturità professionale.
Secondo me darsi delle specifiche potrebbe giovare anche alla causa della nostra maturità professionale.
Intanto propongo qualche esempio per la nostra questione dell'etica:
1)Sul rapporto con il committente, il primo dei punti evidenziati da Oppi (siamo noi che dobbiamo far capire ai committenti che comportarsi bene paga nel lungo periodo ..) la questione da approfondire è anche: in concreto qual è la nostra sfera di influenza verso il nostro committente? e se fosse poca perché il committente vuole decidere in modo autonomo, noi cosa possiamo fare? nel forum di Stoccolma, se non sbaglio Toni aveva affermato che in ogni caso è nostro dovere mettere il committente nella condizione della consapevolezza. Poi non siamo responsabili di cosa il committente scegli e di fare. Questo aspetto può essere previsto e regolato in modo puntuale?
2) Reputazione, immagine e identità, insegnamento: il nostro mestiere per definizione ci pone sempre sull'orlo del burrone, laddove possiamo lavorare per "creare" una percezione e un consenso (e Toni dirà: al massimo "governare.." ) attraverso l'esposizione ai quattro venti di un'immagine strategica di un'organizzazione("noi siamo e facciamo" cosa fa notizia, cosa è di moda,cosa ci fa quotare, cosa ci fa avere ancora credito in banca…. … ) Qui può essere fatto un ragionamento, nell'ambito della regolamentazione, su come comportarsi, evidenziando anche il fatto utilitaristico, di cosa paga nel breve e nel medio termine, come dice Toni. E il ragionamento secondo me può esser fatto anche in ambito formativo, perché a parte il rubare e danneggiare in modo grave gli altri ci sono anche tanti altri ambiti in cu il'etica è minacciata in modo sottile, a volte coperta dall' ingenuità di chi ha poca esperienza (Toni stesso nel suo post dice che ha imparato sbagliando) e pensa che comunicare un posizionamento dell'organizzazione migliore di quello reale giovi alla stessa organizzazione. I rischio le illusioni di questi approcci possono essere insegnati? Io credo di si
3) Affari, progetti, eventi, comportamenti: Tangentopoli 2, alla fine siamo sempre lì: la discriminante è se hai una morale personale per la quale sei abituato a non mentire, non prendere in giro, non danneggiare gli altri. Se questi pre-requisiti personali non ce li hai, la questione è come dice Toni qual è oggi il prezzo professionale che oggi devi pagare? Deve esserci un prezzo. E poi questi principi puoi essere educato e farli tuoi? Alcuni dicono che l'etica è materia che si insegna, perché si tratta di una "attitudine" che, come mi sembra dice il professor Azzoni, si concretizza tra l'altro in un'attività di continua ricerca. Ritorniamo al collegamento tra etica e competenze, quindi la qualità di cui parlava il Presidente Facchetti.
FONTE: FERPI