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lunedì 21 luglio 2025

LA NUOVA PRO-LOCO CASTELLABATE RIPARTE DA PORTA RA’CHIAZZA

CASTELLABATE - Nella magica cornice di una delle piazzette storiche del borgo “ Porta ra’chiazza “ ieri sera 20 luglio, con la presentazione del nuovo direttivo presieduto dal giovane Luigi Ambrosano e del nuovo logo ( realizzato dall’artista e socio Luigi Severino ) è iniziato il nuovo cammino della Pro Loco Castellabate . E con la direzione artistica di Enrico Nicoletta già responsabile dell’ufficio di promozione turistica del comune di Castellabate. 


“ Abbiamo scelto una delle Antiche Porte del Borgo Medievale per la nostra conferenza di presentazione, per nobili e storiche motivazioni. 

Ancora oggi "Porta ra Chiazza", rappresenta uno dei punti di ritrovo, dove sono state scritte pagine di storia di un paese, intorno al suo classico Monumento ai Caduti, avvolti dalla fresca  brezza che arriva dal mare dall'angolo del vetusto Palazzo Matarazzo, gli occhi  rivolti verso l'immensa distesa verdeggiante dell'Annunziata, sotto lo sguardo vigile del Monte Stella. 

In mezzo alla gente e tra la gente, per presentare un gruppo giovanissimo, animato di tanta passione mista ad entusiasmo e tanto cuore, pronto a voler continuare un percorso di promozione e valorizzazione di uno dei Borghi più Belli d'Italia : Castellabate  storie di tutti i giorni, storie di un Paese . 











Marco Nicoletti 

@castellabatelive24 / pagina Facebook 

 

domenica 20 luglio 2025

Ragusa: Convegno Storico – Scientifico Internazionale “Le morti per mare nella storia”

Si è svolto a Ragusa giorno 19 e 20 di luglio 2025 presso la sede del laboratorio degli annali in via Pezza 108 il settimo appuntamento di carattere storico – scientifico organizzato dal laboratorio degli Annali di Storia di Ragusa e Retto dal Prof. Carlo Ruta e coadiuvato da Giovanna Corradini per la parte Multimediale. Hanno partecipato come coorganizzatori e partecipi dell’evento l’Università degli studi di Genova, l’Università degli studi di Bari Aldo Moro, L’Università di Siena, Unitelma Sapienza, l’Università degli studi di Roma, Il laboratorio di Storia marittima e navale UNIGE.

Il convegno ha puntato il suo focus sulle morti per mare nella storia e sulle cause che ne hanno determinato le varie tragedie. Il mare come sede di un ampio cimitero invisibile all’occhio umano ma presente nei numeri e nella valenza di azioni storiche attuate dagli stati nell’ambito del controllo dei commerci, un fenomeno geopolitico che attraverso il mare ha rappresentato nei secoli un grande territorio di conquista ma anche di morte. I relatori si sono interrogati sul perché e su come siano potute accadere tali eventi provocando migliaia di vittime nella determinazione di un cambiamento geopolitico importante nella storia.

La relazione introduttiva che ha dettato le linee guida del convegno è stata effettuata dal Prof. Carlo Ruta. La sua dissertazione si è stata incentrata sulle morti per mare nelle società premoderne con sguardi sulle Instabilità marine che hanno modificato la storia. Valutando le nuove prospettive e i fattori che rovesciarono i sistemi del mondo antico in Oriente e in Occidente, facendo subentrare egemonie e attori politici e militari che si sono sviluppati spesso nei contesti di migrazione sia via terra che via mare.

“Si può partire da alcune considerazioni di fondo dice il Prof. Carlo Ruta. Il mare in tutte le regioni della terra il mare si pone come una risorsa inesauribile per le società umane. Ma soprattutto nelle società antiche e premoderne dove esso si è presentato in modo diretto o indiretto, anche come una grande causa di morte. Tutto emerge da relitti di navi e di altri reperti ed altri reperti, cronache, miti, rappresentazioni pittoriche e letterarie, plastiche che con accentature emblematiche danno conto di naufragi, maremoti di Lupi, mostri marini. E divinità bellicose”.

“La morte per mare continua il Prof. Ruta, non è collegabile ad epidemie, alle carestie e alle guerre che presentavano però movenze e caratteri differenti. La causa della morte per mare è diversa dalla causa per morte, per epidemie, carestie, guerre e altro, ma comunque hanno rappresentato un impatto rovinoso sulle società che in tutti i casi, la morte per mare poteva determinare collassi democratici imponenti”.

“Importante, il fenomeno del dell'omeostasi, cioè il processo di adattamento e di riequilibrio dell'organismo vivente, all'insorgere di patologie temporanee per vincere la malattia. Riconquistare la propria stabilità, attraverso un accumulo di esperienze. C'è questa capacità di reagire dovuta proprio a questo fenomeno della ciclicità, malgrado gli effetti non di rado devastanti come le epidemie, le carestie e i conflitti armati nel mondo antico e più moderno. Non producendo di norma il crollo catastrofico dei sistemi”.

“Occorre derimere la differenza tra morti in mare e morti per mare- continua Ruta. Dal punto di vista scientifico e antropologico. La morte in mare è quella che avviene sul tracciato liquido del mare mentre la morte per mare e qualcosa che implica una causa di morte causata dal mare.” “Ben conosciamo, come nel mondo le morti per mare sono avvenute per fenomeni atmosferici e problematiche tecniche. Lo possiamo notare nel periodo che vede la dissoluzione dell’Impero Romano d'occidente, ma alcuni esempi, li notiamo anche in Cina”. “Una delle narrazioni storiche più importanti in tal senso è quella di Polibio che narra le guerre tra Roma e Cartagine in cui Roma che dovette affrontare tre calamità, tra queste quella del 255 a.C. quando una flotta romana di 364 navi nel ripiegare dalla battaglia di Tunisi in cui era stata sconfitta nei pressi della Sicilia, la stessa venne investita da una tempesta da cui si salvarono solo 80 imbarcazioni perdendo oltre 280 navi che andarono quindi a fondo, con perdite verosimili di alcune decine di migliaia di uomini.”

“In Cina – dice il Prof. Ruta - nel periodo che corse dalla fine della dinastia Ann e nei primi decenni del terzo secolo, d.C. fino alla fase Ming e quindi molto lontana tra il quattordicesimo e il diciassettesimo secolo, malgrado i progressi nautici crescenti che permisero la navigazione oceaniche, condotte dall'ammiraglio A Zeng, dal 1405 al 1433. Come raccontato nelle cronache di Juan nel quattordicesimo secolo e precisamente nel 1281 una grande flotta di un migliaio di navi che per volontà di James Khan partì dalle coste cinesi per attaccare il Giappone in seguito ad una tempesta perì e morirono 440.000 combattenti a bordo.”

“Da un punto di vista storico inoltre è da considerare importante il tracollo demografico di Cartagine che passa da 700.000 abitanti a 120.000 abitanti avvenuto dal V secolo a.C. al III secolo a.C. Roma, infatti, conquista una città in completa decadenza demografica. Occorre in tal senso cercare di capire quali sono state le cause profonde che sono intervenute e collegate alle morti in mare che hanno determinato all’immenso decremento della popolazione cartaginese “

“L’Impero Romano in quella fase critica assumeva un ruolo chiave, nelle politiche istituzionali nelle politiche legate al mare. Nonostante l'ampiezza del limite terrestre, l'imponente articolazione viaria con parecchie migliaia di chilometri di strade lastricate, Roma restava nella tarda antichità un mondo radicalmente esposto sul mare. Le morti sul mare assumono quindi un notevole rilievo storico che rappresenta un arretramento non solo politico ma anche di ritorno alla schiavitù. Un ritorno ciclico della storia in cui le morti per mare assumono un ruolo imponente, cosa che sta avvenendo ancora oggi, nel Mediterraneo. “

La seconda relazione è stata effettuata da Pamela Crossley sinologa e storica dell’Eurasia già Dartmouth college Usa che ha parlato dei naufragi e la morte per mare nelle storiografie passate e presenti.

La terza relazione è stata effettuata dal Prof.ssa Federica Mucci Giurista internazionale Università Tor Vergata di Roma ha parlato delle morti in mare nel mondo contemporaneo e latenze del diritto. “Le misure - dice la prof.ssa Mucci - per intervenire in mare nel 1600 nel 1700 erano limitate anche perché non essendoci le comunicazioni radio quindi l’assistenza era relegata alle attività terrestri “La nascita del diritto internazionale nel 1600 ha avuto varie evoluzioni legate agli stati sovrani. Quando arriviamo alla Convenzione delle nazioni unite conclusa nel 1982. Articolo 98 che finalmente codifica il dovere degli Stati di prevedere l'obbligo per il comandante della nave di prestare assistenza, con delle limitazioni. Nel 2022 infine una organizzazione non governativa ha promosso attraverso anche l'impegno di molti professori di livello internazionale, una deliberazione proprio sui diritti umani in mare”.

La quarta relazione è stata tenuta dal prof. Emiliano Beri Università degli studi di Genova su Guerra Cruenta e Guerra Incruenta, le morti in mare nel mediterraneo del XVI secolo. “Parleremo dice il Prof. Beri della configurazione delle morti in mare durante la grande guerra del Mediterraneo del XVI secolo tra oriente e occidente. Guerra cruenta e incruenta perché ci troviamo di fronte ad una azione bellica quella convenzionale, all'interno delle quali la violenza si esplicava in una forma finalizzata soprattutto a uccidere. Incruenta perché era predominante la cultura al fine della riduzione in schiavitù, quindi di una tipologia di guerra caratterizzata sotto il profilo militare da questi due aspetti”

La quinta relazione. È stata tenuta dal prof. Michael Mocci Latinista e Storico (rivista sacrum et polis) di Milano sul mare dell’Islam come competenza materiale esistenziale e traccia comunicativa: la dimensione del sacro e l’apertura alle alterità. “La morte per mare- dice Mocci - vista dal punto di vista dell'Islam, quindi partendo dalle fonti sacre, il sacro Corano, le storie dei profeti. Con una declinazione anche di carattere storico, quindi con alcune considerazioni su viaggiatori, musulmani in particolare del periodo medievale.” “Il tema del mare- continua Mocci -ci dà la possibilità da un lato di richiamare naturalmente alla quiete, alla calma, alla placidità, alla possibilità di viaggiare per conoscere. Ma, come abbiamo sentito già da questa mattina, nel mare c’è un evidente richiamo alla morte.” il Sacro Corano che il testo sacro per i credenti musulmani che è redatto in una lingua sacra, l'arabo coranico, e molto ricco di riferimenti al mare. Nella sedicesima sura del sacro Corano, si dice, egli è colui che ggli ha servito il mare, perché ne possiate mangiare carne fresca e prenderne ornamenti che indossate, e tu vedi le navi che lo solcano rapide, e che voi possiate desiderare il suo favore e gli rendiate grazie.” “Porta con sé, porta dentro di sé una dinamica costante di rinnovamento, che è una metafora che ripercorre il rinnovamento della creazione in una ricerca di favore grazia”.

La sesta relazione. È stata tenuta dallo Psicologo Alfredo Anania Psicanalista Istituto di Psicologia Dinamica, Trapani – Palermo, dal titolo a mare non ci sono taverne. Una lettura Psicoanalitica. “Il mare non ha taverne -dice Anania- ma il mare è la Matrix per tutte le specie viventi e per l'essere umano, secondo la teoria della scimmia acquatica, vale a dire la teoria del passaggio dall'acqua. Un'altra correlazione, ancora più paradigmatica, se è vero che l'ontologia genesi ricapitola alla ridicola con estrema celerità, la filogenesi. Non possiamo dimenticare che anche noi abbiamo alla nascita un passaggio, dal protettivo liquido amniotico alla placenta. Custodito nella pancia paterna e quindi alla mutata traumatica realtà nell'incontro con il mondo esterno. Dunque, il mare madre a livello simbolico racchiude tutte le metafore della vita simbolica e del ritorno, il ritorno del rimosso, dell'amore umano, quello che caratterizza la relazione, la madre, il bambino, il fascio.”

La settima relazione. È stata tenuta dalla prof.ssa Maristella trombetta storica dell’arte (Università degli studi di Bari) sul tema il naufragio e instabilità marina come topos e metafora. “Il mare è il Pelagos è più che altro orizzonte della coscienza, prima ancora che una mira d'acqua, è ciò che resiste al possesso, ciò che sfugge alla misura, che impone all'uomo una riflessione sulla propria finitudine. Non antologia, il mare è popolato da divinità, posto tra il cielo e la viso, tra ordine e caos. Poseidone, fratello di Zeus e sovrano di un Regno instabile iracondo non dominabile. Che non governa, non è mai fermo e Nuoro dove l'umano sperimenta la perdita del controllo.”

L’ottava relazione. È stata tenuta da prof. Giuseppe Varnier Epistemologo sul tema del naufragio nell’esperienza filosofica e il percorso interpretativo di Platone tra mito illustrativo ed episteme. “Per Platone il naufragio o, meglio, la seconda navigazione e un’allegoria del percorso dell’anima che tende a liberarsi dal mondo sensibile e raggiungere la conoscenza delle idee. Il distacco dai sensi fonte di inganno che permette la purificazione dell’anima.”

Sono intervenuti tra gli altri il Prof. Antonello Folco Biagini già Rettore Università Unitelma Sapienza di Roma , emerito di storia dell’Europa orientale.

IL Prof Alberto Cazzella Paletnologo, Archeologo già Università di Roma che ha parlato delle morti per mare nel buio del Paleolitico e nelle penombre del Neolitico. 

Nella serata del 19 luglio si è tenuto il focus con esperti del settore su morte in mare e migranti sguardi del presente, hanno partecipato Rita Elisabeth Rubino come coordinatrice, Maurizio Cirignotta Sociologo e Reporter (La paura, lo spaesamento, la morte, il trauma della migrazione ) Gianluca Floridia professionista sanitario (le statistiche sulle morti in mare e le politiche europee) Michele Mililli (Associazione Contro vento) I morti nel mare di Sicilia, gli sbarchi e la condizione dei migranti nelle campagne. Tutti hanno parlato di un tema scottante e molto attuale che vede le coste della Sicilia come primo approdo dell’Unione Europea. Un processo che ha visto negli anni morire in mare circa 30.000 persone dal 2013 al 2023 (fonte ISMU ETS) con uno sguardo ai bambini che sono stati 6.732. Oggi al 15 luglio del 2025 abbiamo raggiunto i 33.088 migranti e la situazione nelle aree della primavera araba non è delle più confortanti

La Mattina del 20 luglio è stata incentrata sui temi della frontiera culturale mediterranea del XIII secolo. Con riferimenti al libro del prof. Carlo Ruta il Leone e il Cammello. Hanno partecipato il Prof. Giuseppe Vernier ed il Prof. Michael Mocci, lo Psicologo Alfredo Anania presente anche la mediatrice culturale Najala Hassen.


CASTELLABATE - TORNA BALNEABILE IL MARE DI BENVENUTI AL SUD . SINERGIA TRA COMUNE E ARPAC

CASTELLABATE. -  La notizia è una , il mare di Castellabate è tornato balneabile in poco più di 24 ore . Il tutto si è concluso con un bel sospiro di sollievo per turisti , residenti e soprattutto per il lavoro instancabile dell’amministrazione guidata dal sindaco Marco Rizzo . 

Da subito , da quando Arpac ha comunicato all’ente amministrativo un alterazione nei parametri dell’acqua del mare alla frazione Pozzillo ( lato San Marco ) ci si è ininterrottamente adoperati per capire da dove fosse provenuto il fenomeno inatteso .  Da subito le prime analisi fatta dal comune di Castellabate avevano peró rassicurato della salubrità delle stesse acque , nella giornata di ieri 20 luglio Arpac ha ripetuto i suoi prelievi e oggi è arrivata la conferma con il relativo ritiro del divieto di balneazione. Dunque l’acqua del mare di Castellabate è sempre più trasparente , pulita e sicura .  

Ieri sui social era scoppiata la polemica tra turisti ma anche residenti che chiedevano a gran voce più attenzione al turismo e ai servizi . 


Marco Nicoletti 

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Messina avrà nel 2026 la World Champions League di Calcio Balilla

Messina avrà nel 2026 la World Champions League di Calcio Balilla

 

20 luglio 2025 - Sarà l'Italia e più precisamente la città di Messina ad ospitare l'ITSF World Champions League il prossimo anno. Si tratta della più importante competizione internazionale dedicata al Calcio Balilla e che dalla prossima edizione sarà aperta anche agli atleti paralimpici e juniores.

L'evento di svolgerà dal 6 all'8 febbraio 2026 ed è stato annunciato venerdì scorso a Palazzo Zanca nella città siciliana durante una conferenza stampa in cui hanno partecipato il sindaco Federico Basile, l'assessore alle politiche sportive Massimo Finocchiaro, il presidente della Federazione Internazionale Table Soccer (ITSF) Farid Lounas, il presidente della Federazione Paralimpica Italiana Calcio Balilla (FPICB) e vicepresidente ITSF Francesco Bonanno, ed Alfredo Finanze, presidente Mediterranea Eventi ASD, società alla quale è stata affidata l'organizzazione.

Questo importante traguardo non è arrivato per caso, ma dopo una lunga collaborazione avviata anni fa tra Federazione Paralimpica Italiana Calcio Balilla (FPICB), amministrazione comunale e il team di Mediterranea Eventi che ha portato all'organizzazione delle due ultime edizioni dei Campionati italiani di calcio balilla paralimpico.

"Sono emozionato – ha dichiarato il presidente Bonanno – per il nostro movimento si tratta di una svolta epocale: la World Champions League è la manifestazione internazionale più importante e ora sarà l'Italia ad ospitarla. Si tratta di un grande successo sportivo per il nostro Paese e devo ringraziare tante persone che sono qui, dai vertici dell'ITSF, al sindaco di Messina e tutta la città, ma anche la nostra Federazione Italiana e la Mediterranea Eventi. In questi ultimi anni abbiamo creato una squadra che ha saputo lavorare al meglio ed oggi siamo qui a raccoglierne i frutti. Si tratta di una tappa importante del nostro cammino e dei nostri progetti che hanno sempre come obiettivo principale l'inclusione".

"Un anno fa, discutendo di questa idea, - ha ricordato il sindaco Basile – si sono creati i presupposti per portare a Messina una manifestazione di caratura mondiale. Per la prima volta in assoluto, infatti, la World Champions League, approda in Italia e ha scelto Messina quale teatro dell'edizione 2026, a cui parteciperanno centinaia di atleti professionisti e paralimpici provenienti dai cinque continenti. Ancora una volta la nostra città è protagonista di eventi sportivi che consentono una crescita sociale, economica e culturale con la promozione di Messina sempre più città inclusiva, accogliente e parte attiva in ogni manifestazione".

L'Assessore Finocchiaro ha proseguito evidenziando che: "con il Presidente Bonanno abbiamo realizzato due anni molto importanti grazie alla collaborazione di tutte le associazioni e il sostegno fondamentale del Comitato Italiano Paralimpico con il contributo del nostro Francesco Giorgio. Per noi sono motivo di orgoglio l'impianto del PalaRescifina e la nostra capacità organizzativa a supporto della manifestazione. Con la World Champions League 2026, il livello della sfida cresce ancora. Ringrazio il presidente Bonanno e il presidente Lounas. Sarà una festa per tutti, che conferma la crescente vocazione sportiva e turistica della nostra città, contribuendo ancora una volta ad accendere i riflettori su Messina".

"Stiamo realizzando qualcosa di importante – ha aggiunto il Presidente della ITSF Lounas -. Negli ultimi mesi abbiamo fatto grandi progressi per prepararci al meglio all'appuntamento più importante ed oggi è un piacere, essere qui con voi, per presentare ufficialmente l'evento di febbraio 2026. Ringrazio l'Amministrazione comunale, il Presidente Bonanno e tutti coloro che contribuiranno alla sua realizzazione".

Gli interventi sono stati conclusi dal Presidente di Mediterranea Eventi Finanze, che, nell'evidenziare la totale collaborazione e la piena sintonia organizzativa, ha sottolineato "I tre aspetti della manifestazione: sportivo, sociale e turistico".




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venerdì 18 luglio 2025

CASTELLABATE - IL RISTORANTE PIZZERIA “ DUCA! DICA ? “ TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE

CASTELLABATE- A Santa Maria Di Castellabate su uno dei lungomare più affollati del cilento ( Lungomare Punta Dell’Inferno ) , c’è “ Duca ! Dica ?” , da tredici anni accontenta i palati più esigenti , dalla pizzeria alla ristorazione solo ed esclusivamente con prodotti a km zero, certificati e solo materie prime per offrire agli affezionati , ma anche alla sempre nuova clientela piatti sempre gustosi ricchi di sapore e di storia . È una attività a conduzione familiare , curata nei dettagli nella quale l’avventore viene coccolato e viziato come un parente in visita alla famiglia . 

Questo è il loro segreto .  


Vi mostriamo alcuni piatti che potrete trovare , ma soprattutto tenete presente che essendo sempre prodotti di giornata come per esempio il pescato , spesso c’è sempre un menu da curiosare al momento . 























 




















giovedì 17 luglio 2025

Reid Hoffman, cofondatore LinkedIn: "Vuoi diventare imprenditore? Gioca a Catan"

"Vuoi diventare un buon imprenditore? Devi giocare a Catan"

Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn, lo confessa in un podcast: la filosofia centrale di collaborazione strategica è attuale, e gli imprenditori possono imparare ancora tanto barattando pecore con legno. L'opinione di Stefano de Carolis, COO di Giochi Uniti che è distributore di Catan per l'Italia

NAPOLI - Che LinkedIn strizzi l'occhio al gioco riconoscendone il potenziale in termini di empowerment è evidente da alcune scelte fatte dalla piattaforma stessa, tra cui inserirlo tra le attività possibili da svolgere durante il proprio tempo online. Reid Hoffman, co-fondatore del social network dei professionisti per antonomasia (che ha ceduto nel 2016) e leggendario imprenditore e investitore statunitense, ha confessato di recente di avere un gioco preferito e di ritenerlo fondamentale per allenare i leader d'impresa. Il gioco in questione, però, non è digitale: si tratta di uno dei titoli più famosi del gioco da tavolo moderno, con oltre 45 milioni di copie fisiche vendute nel mondo, 20 milioni e più di giocatori abituali, presente su più di cento mercati e in oltre 40 lingue.

Parliamo di Catan, in italia conosciuto anche come i "Coloni di Catan". Catan è un gioco da tavolo di strategia in cui 3‑4 (o più, con espansioni) coloni competono per popolare l'isola di Catan: ogni turno lanci due dadi per produrre risorse (legno, argilla, grano, lana, minerale) dai vari esagoni; con quelle risorse costruisci strade, insediamenti e città che ti danno Punti Vittoria, oppure le scambi con altri giocatori o al porto; la tensione nasce da negoziazioni, gestione del "brigante" che blocca la produzione di un esagono e dall'equilibrio fra espansione e ottimizzazione delle risorse; vince chi raggiunge per primo 10 Punti Vittoria, conquistati con costruzioni, carte Sviluppo e obiettivi come "Strada più lunga" o "Esercito più grande".

Spiega Hoffman, durante una puntata del podcast 'Masters of Scale' con ospiti Benjamin e Guido Teber (gli imprenditori dietro l'azienda di Catan), «Catan è uno dei migliori modi per assorbire il mindset di problem solving che richiede l'imprenditoria». Poi lancia la sfida a Bill Gates, il fondatore di Microsoft (l'azienda di Windows e attuale proprietaria di LinkedIn): «Vorrei sfidarlo a una partita di Catan Energy»

«L'endorsement di una figura come Reid Hoffman conferma ciò che riscontriamo quotidianamente nei nostri eventi e nei nostri piani editoriali: il gioco da tavolo è una palestra di soft‑skill concreta, intergenerazionale e inclusiva. In Catan, ogni scambio è un micro‑contratto basato su fiducia e visione condivisa: è la stessa dinamica che anima le migliori partnership industriali. Non a caso, quando formiamo i nostri collaboratori e promoter parliamo di dialogo esperienziale, perché mettere una pedina su un esagono significa raccontare al tavolo un progetto di sviluppo, non solo fare un gesto ludico», afferma Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti (casa editrice partenopea distributrice per l'Italia di Catan).

«In un'epoca in cui si rischia di comunicare solo attraverso schermi, "giocare è condividere" rimane il nostro manifesto: il contatto fisico con componenti tangibili e l'interazione faccia a faccia creano reti di fiducia che nessuna videoconferenza può replicare. La crescita del settore – più che una moda – è la risposta culturale alla frammentazione digitale; famiglie, startup team e persino director board ritrovano nel gioco una grammatica comune con cui discutere strategia, rischio e innovazione. Per questo, come Giochi Uniti, continuiamo a investire in titoli che promuovono creatività collaborativa e a sostenere iniziative che portino la cultura ludica fuori dalle fiere di settore, nei coworking, nelle scuole di management, nei laboratori di design. Crediamo che Catan non sia soltanto un capolavoro di game‑design, ma anche un case‑study sul valore della cooperazione competitiva, la stessa che serve al tessuto produttivo italiano per crescere sui mercati globali. Se il futuro appartiene a chi sa negoziare e costruire comunità resilienti, allora sì: barattare pecore con legno può insegnarci molto più di quanto sembri», conclude.

Welfare aziendale: nel 2024 in media 1000 euro a dipendente (+10%), il 52% di utilizzo in fringe benefit

Il welfare aziendale cresce e cambia volto: nel 2024 erogati in media 1.000 euro a dipendente (+10% sul 2023), oltre il 50% di utilizzo in fringe benefit

L'Osservatorio Welfare 2025 di Edenred fotografa un welfare aziendale in crescita e trasformazione: fringe benefit strumento più diffuso. Ruggiero, AD Edenred Italia: "Welfare supporto concreto al potere d'acquisto, garantisce quasi 3000€ in più l'anno"


Cresce, cambia e si conferma uno strumento prezioso per il potere d'acquisto di chi lavora: il welfare aziendale continua la sua evoluzione, guadagnando centralità nelle politiche di benessere delle imprese italiane. È quanto emerge dall'ultima edizione dell'Osservatorio Welfare di Edenred Italia, società leader nel settore degli employee benefit, che ha analizzato i comportamenti di oltre 5.000 aziende clienti e 770.000 beneficiari.


Nel 2024, le imprese italiane hanno erogato in media circa 1.000 euro a dipendente sotto forma di credito welfare, con un incremento del 10% rispetto ai 910 euro dell'anno precedente. Contestualmente è cresciuto anche il tasso di utilizzo da parte dei lavoratori, che raggiunge quasi il 90%, segno tangibile della crescente rilevanza del welfare come leva per sostenere il reddito e la qualità della vita dei dipendenti.

Spinti dalla Legge di Bilancio, che ha innalzato la soglia di esenzione fiscale da 258,23 a 1.000 euro (2.000 per chi ha figli a carico) fino al 2027, i fringe benefit - tra cui rientrano buoni acquisto, buoni carburante, rimborsi per affitti e bollette domestiche –  rappresentano oggi la principale voce di spesa all'interno del credito welfare: per la prima volta, hanno superato la metà del credito welfare complessivo che le aziende mettono a disposizione dei propri dipendenti, arrivando a coprire il 52% del totale. Le voci di spesa a seguire sono area ricreativa (23%), istruzione (13,5%), previdenza integrativa (5,6%) e assistenza sanitaria (3,2%). Chiudono la classifica mobilità (1,5%) e assistenza familiare (0,9%).

«Il welfare aziendale è ormai una componente essenziale del benessere, anche economico, di chi lavoracommenta Fabrizio Ruggiero, Amministratore Delegato di Edenred Italia Sommando buoni pasto e fringe benefit, un'azienda può mettere a disposizione fino a circa 2.700 euro esentasse per ciascun dipendente. Per chi ha un reddito tra i 25 e i 50 mila euro, è l'equivalente di una o due mensilità nette aggiuntive».


L'utilizzo del credito welfare varia in base all'età del beneficiario. Il ricorso ai fringe benefit oscilla tra il 65% dei beneficiari under 30 e il 48% di chi ha oltre 60 anni. I rimborsi in istruzione sono fruiti in misura maggiore dalla fascia d'età compresa tra i 40 e i 59 anni, mentre l'erogazione di credito in previdenza integrativa cresce con l'avvicinarsi dell'età pensionabile, passando dal 3% dei giovani under 30 al 13% della spesa complessiva per i dipendenti oltre i 60 anni di età. Il ricorso ai servizi dell'area ricreativa, invece, sale al 29% tra la popolazione entro i 39 anni, restando tuttavia una solida voce di spesa, in media attorno al 20%, per gli over 40.


«Il welfare aziendale è sempre più costruito a misura di persona – prosegue Ruggiero – Gli HR manager diventano architetti del benessere organizzativo, chiamati ad ascoltare e anticipare bisogni che cambiano, soprattutto nelle nuove generazioni. Ma c'è un ostacolo: la complessità normativa, che frena l'adozione di strumenti di welfare da parte delle piccole imprese (appena il 2%). Serve una semplificazione e un aggiornamento degli strumenti più diffusi, come il buono pasto, la cui soglia esentasse è ferma a 8 euro come stabilito da una norma del 2020. Nell'attuale contesto socio-economico, segnato da inflazione e rincari, è il momento di rivedere questa soglia per rafforzare il potere d'acquisto di 3,5 milioni di lavoratori».

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