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venerdì 12 settembre 2008

Brunetta: presto riforma Cnipa, Dit, Formez

Brunetta: entro l'anno riforma di Cnipa, Dit, Formez

Roma, 12 settembre 2008 - Il ministro per la Funzione pubblica e l'Innovazione Renato Brunetta intende arrivare entro fine anno alla riorganizzazione di Dit, il dipartimento per l'innovazione tecnologica, Cnipa e Formez. Lo annuncia in una intervista che uscirà nel prossimo numero del Corriere delle Comunicazioni. "Stiamo lavorando alla rivisitazione e al rinnovamento delle missioni di Dit, Cnipa e Formez - spiega il ministro - Dobbiamo riordinare attività e competenze rilanciandone il ruolo di cabina di regia del processo di ammodernamento tecnologico della pubblica amministrazione. Spero di riuscire a fare la riforma entro fine anno".

"Si sono fatti, anche a livello locale, molti progetti di digitalizzazione, spesso sperimentali, che hanno comportato costi ingenti ma risultati non all'altezza, sprechi e duplicazioni, iniziative scoordinate - spiega il ministro - Il back office è cambiato poco e al front office il cittadino ha visto poco di utile. Hanno pesato l'assenza di una effettiva cabina di regia e la scarsa cultura del risultato di un approccio poco orientato alle esigenze del cittadino-cliente".

Per cambiare questo stato di cose Brunetta annuncia di stare lavorando "ad una sessantina di convenzioni con relativi finanziamenti. In particolare con tutti i ministeri, tutte le Regioni e tutte le città capoluogo di Regione. Stiamo definendo i rispettivi fabbisogni innovativi. Molte convenzioni, come quelle con i ministeri, sono già a punto".



Redazione
Corriere delle Comunicazioni
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sabato 28 giugno 2008

GIUSTIZIA: IL CASELLARIO GIUDIZIARIO DIVENTA EUROPEO

Risposte e notifiche internazionali in meno di 2 giorni

GIUSTIZIA: IL CASELLARIO GIUDIZIARIO DIVENTA EUROPEO

Accordo operativo tra il Ministero della Giustizia e il CNIPA per lo sviluppo del progetto pilota

di "Casellario Europeo" per il dialogo fra archivi di vari Paesi

Roma, 28 giu. '08 - Risposta tecnologica ad una criminalità sempre più senza frontiere e alla crescente domanda di sicurezza avanzata dai cittadini. Il casellario giudiziario italiano, che custodisce oltre 6 milioni di schede con i precedenti penali e civili dei cittadini, diventerà "europeo" riducendo così drasticamente i tempi dello scambio, con gli archivi giudiziari degli altri Paesi, delle informazioni sui profili penali delle persone straniere coinvolte in fatti delittuosi. Il Dipartimento Affari di Giustizia e la Direzione Generale Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della Giustizia, infatti, hanno siglato con il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione un accordo per la partecipazione italiana al progetto pilota di "Casellario Europeo", nell'ambito del Network of Judicial Registers (NJR), per lo scambio elettronico di informazioni sui precedenti penali dei cittadini degli Stati membri dell'Unione Europea.

Nel gennaio scorso la Commissione Europea aveva approvato il piano d'investimenti per il progetto per la interconnessione, per un importo complessivo di oltre 941 mila €, il 70% finanziato dalla stessa UE e il restante 30% a carico del CNIPA e del Ministero della Giustizia. La durata del progetto è stata inizialmente fissata in due anni, ma verrà ampliata in relazione alla graduale partecipazione di altri Stati europei.

In particolare, ha spiegato il presidente prof. Fabio Pistella, «il CNIPA darà il proprio supporto, sia per le soluzioni tecnologiche con le proprie competenze professionali e progettuali per le connessioni telematiche internazionali (attraverso le reti europea "TESTA" ed italiana SPC, il cui punto di interconnessione è appostato presso lo stesso CNIPA), sia per le soluzioni di interfaccia tra il sistema italiano e uguali altri sistemi nazionali».

Grazie al "Progetto NJR", attualmente Francia, Germania, Spagna, Belgio e Lussemburgo hanno realizzato l'interconnessione tra i propri casellari giudiziali; Repubblica Ceca e Slovacchia sono prossime all'adesione. Adesso anche l'Italia, già dotata di un sistema informativo tecnologicamente adeguato, entra a far parte della piattaforma europea sperimentale implementando i propri sistemi e le relative procedure attraverso la specifica rete telematica (TESTA-Trans European System).

«Il progetto è fortemente innovativo in quanto consente la registrazione telematica in ambito nazionale delle sentenze di condanna pronunciate a carico dei propri cittadini da parte delle Autorità giudiziarie di altri Paesi membri. Non solo», ha precisato Pistella, «ma permette l'interrogazione diretta, per via telematica, dei casellari giudiziali degli altri Stati partecipanti all'iniziativa. Si tratta di una novità consistente in quanto attualmente lo scambio di tali informazioni avviene esclusivamente per via cartacea e attraverso procedure lente, tali da scoraggiare spesso le richieste stesse da parte delle altre magistrature».

Dall'esperienza del progetto pilota è sinora emerso che con "NJR" la magistratura riceve risposte e notifiche in meno di 48 ore, rispetto alle alcune settimane necessarie con le procedure tradizionali.

Per la realizzazione di questo consistente processo di automazione in chiave europea del casellario giudiziario italiano è stata avviata una serie di attività finalizzata, tra l'altro, alla riclassificazione dei reati e delle sanzioni secondo gli standard definiti dal Progetto Pilota; alla modifica di data base e di procedure d'interrogazione e di aggiornamento; all'implementazione del software per l'invio e la ricezione delle richieste da o verso gli altri Stati, nonché per la trasmissione delle risposte, secondo i web-services del pilota; alla realizzazione di nuove funzionalità per la gestione automatica e/o manuale delle richieste provenienti da altri Paesi; utilizzo della rete europea "TESTA" come infrastruttura di trasmissione ed alla definizione dei dettagli implementativi da parte di specifici gruppi di lavoro. –

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Il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'attuazione delle politiche del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, con la missione di contribuire alla creazione di valore per cittadini e imprese da parte della Pubblica Amministrazione, fornendo supporto nell'uso innovativo dell'informatica e, più in generale, dell'ICT.




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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

venerdì 20 giugno 2008

CNIPA: E-GOVERNMENT: CON “PROGETTO ECRN” LO STATO CIVILE DIGITALE EUROPEO PER RIDURRE I TEMPI DELLA BUROCRAZIA

E-GOVERNMENT: CON "PROGETTO ECRN" LO STATO CIVILE DIGITALE EUROPEO

PER RIDURRE I TEMPI DELLA BUROCRAZIA

Diminuzione da 3 mesi a pochi giorni delle procedure di stato civile a livello comunitario

Verso una vera e propria "anagrafe europea"

Roma, 20 giugno 2008 – L'anagrafe e lo Stato Civile grazie all'e-Government diventano più digitali e transna­zionali, con l'obiettivo di semplificare drasticamente i rapporti con i cittadini trasferitisi da un Paese all'altro nell'ambito della Comunità Europa. Il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione ha sottoscritto l'adesione al Consortium Agreement del "Proget­to ECRN"-European Civil Registry Network che, con investimenti per circa 3,5 milioni di € e l'aggiudicazione di un finanziamento dell'UE, realizzerà in 30 mesi sia la piattaforma dedicata che i siti pilota per l'integrazione degli uffici di stato civile dei Paesi comunitari e per lo scambio sicuro e certificato degli atti prodotti. L'annuncio è stato dato in occasione del 2° DI-GIDAL-Forum internazionale sull'identificazione digitale, in corso a Castel San Pietro Terme (Bologna).

Aderiscono al "Progetto ECRN" undici organismi tra enti pubblici, comuni e istituzioni di sei Paesi: l'Italia [rappresentata dall'ANUSCA-Associazio­ne degli Ufficiali di Stato Civile e Anagrafe come coordinatore del progetto, dal CNIPA e dal Comune di Bologna], Bel­gio, Germania, Olanda e, tra i nuovi paesi UE, Slovenia e Romania.

«L'avvio di questo progetto sovrannazionale conferma l'esigenza di porre in modo deciso il cittadino al centro del processo di eGoverment e, contestualmente, che ciò avvenga secondo una strategia che deve essere di respiro europeo», ha detto il prof. Pistella, il quale ha poi spiegato che, «grazie alle nuove tecnologie ICT, non soltanto si passerà da un tempo medio di 3 mesi a pochi giorni per il completamento dei procedimenti burocratici transnazionali relativi ai fatti salienti della vita dei cittadini, come la nascita di un figlio, il matrimonio, il divorzio, il cambio di nazionalità in uno Stato dell'UE, che così verranno registrati in modo telematico negli uffici comunali dello Stato di appartenenza, ma si getteranno pure le basi per la realizzazione di una vera e propria 'anagrafe europea'».

Secondo Gullini, «con questo progetto, il cittadino residente all'estero potrà ottenere dal Comune dello Stato ospi­tante il disbrigo di molte pratiche con il Comune dello Stato di provenienza, che solitamente richiedono diversi mesi per essere espletate. Attualmente queste sono procedure che comportano la produzione di numerosi documenti, ovviamente cartacei, da parte di diverse amministrazioni pubbli­che. Con il progetto ECRN, invece, si avrà l'immediata conoscenza del realizzarsi degli eventi della vita, ma anche, l'ottimizzazione delle procedure, la rapidità nel soddisfare le domande dei cittadini».

Conseguentemente, ha esemplificato il presidente dell'ANUSCA, «se un cittadino italiano nasce in Germania, l'ufficiale di Stato civile procede immediatamente alla trasmissione telematica dell'atto all'ufficiale di stato civile del Comune di resi­denza in Italia o del Comune di nascita, utilizzando l'apposito modello. In futuro sarà prevista l'estrapolazione dei dati e la loro trasmissione automatica, riducendo al minimo gli interventi dell'operatore. Ricevuto l'atto di nascita, l'ufficiale dello stato civile procede alla trascrizione nei registri di stato civile; anche in questo caso, si possono pre­vedere modalità di registrazione automatiche anche per gli aggiornamenti anagrafici e per le comunicazioni agli altri uffici ed enti interessati».

Il bacino continentale di utenti interessato a questa velocizzazione telematica delle procedure anagrafiche é notevole. La popo­lazione residente proveniente da uno Stato diverso da quello ospitante è mediamente del 5% a livello europeo, ma supera il 6% nei sei Paesi che partecipano al "Progetto ECRN". Nel solo Comune di Bologna (300 mila abitanti e il 7% dei citta­dini non italiani appartiene ad uno dei Paesi UE) sono stati rilasciati 1.146 certificati multilingue nel 2006 e 1.348 nel 2007. Il "Progetto ECRN" coinvolgerà nella fase sperimentale quattro siti pilota: Bologna, Brema/Bremerhaven (Germania), Ghent (Belgio) e Rotterdam (Olanda).


Per informazioni: www.ecrn.eu


martedì 17 giugno 2008

CNIPA: P.A.: ALLEANZA TECNOLOGICA TRA CNIPA E ALTO COMMISSARIO ANTICORRUZIONE

P.A.: ALLEANZA TECNOLOGICA TRA CNIPA E ALTO COMMISSARIO ANTICORRUZIONE

Gli strumenti digitali per favorire il contrasto all'illegalità

Roma, 17 giugno '08 - Potenziare il sistema informativo dell'Alto Commissario per la lotta alla corruzione al fine di migliorare la raccolta ed il trattamento dei dati e delle informazioni necessari allo svolgimento delle funzioni di indagine, di monitoraggio della spesa, di studio e analisi dei fenomeni di corruzione e di illecito nella pubblica amministrazione. Con questi obiettivi, il prof. Fabio Pistella, presidente del CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, e il prefetto Vincenzo Grimaldi, Alto Commissario anticorruzione, hanno firmato un accordo di collaborazione tecnologica per rendere più proficua ed efficace l'azione istituzionale per contrastare gli illeciti.

L'intesa prevede, tra l'altro, lo sviluppo di procedure automatizzate di implementazione del sistema informativo dell'Alto Commissario; la razionalizzazione delle basi dati e delle procedure di rilevazione delle informazioni nel settore della lotta alla corruzione, anche attraverso l'interconnessione tra i sistemi informativi, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni di sistema; il supporto tecnico-specialistico alla valutazione di progetti volti a sviluppare e ampliare l'impiego di nuove tecnologie nella prevenzione e monitoraggio della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione; il sostegno alla validazione del sito web ai fini dell'accessibilità, anche attraverso lo sviluppo di piattaforme di servizio per il cittadino che facilitino utilizzo, speditezza e sicurezza; la razionalizzazione dei processi di comunicazione interna ed esterna che prevedano un sempre maggior utilizzo della posta elettronica e/o altre forme di comunicazione telematica, con particolare riferimento alla posta elettronica certificata; il supporto alla formazione del personale in materia informatica, anche attraverso l'utilizzo di tecnologie che favoriscano l'apprendimento continuo.

Il presidente del CNIPA, Fabio Pistella, ha posto in evidenza come «l'informatica ormai pervada tutta la Pubblica Amministrazione con banche dati che, grazie anche all'SPC-Sistema Pubblico di Connettività, sono sempre più interconnesse ed interoperabili consentendo così controlli incrociati più rapidi e, soprattutto, maggior trasparenza nelle procedure, tutti elementi indispensabili per condurre un'efficace lotta alla corruzione».

«La collaborazione con il CNIPA», ha dichiarato l'Alto Commissario Vincenzo Grimaldi, «sarà decisiva per un'efficace azione di contrasto e prevenzione dei fenomeni illeciti. L'introduzione di nuove tecnologie, infatti, consentirà di migliorare tra l'altro il monitoraggio delle procedure contrattuali e di spesa e individuare aree critiche per interventi mirati».


giovedì 5 giugno 2008

UE: CONSIGLIO MINISTRI VARA DIRETTIVA PER LA PROTEZIONE DELLE INFRASTRUTTURE CRITICHE





UE: CONSIGLIO MINISTRI VARA DIRETTIVA PER LA PROTEZIONE DELLE INFRASTRUTTURE CRITICHE

Roma, 5 giugno '08 – Via libera dal Consiglio dei Ministri Europei di Giustizia e Affari Interni dell'Unione Europea del 5 giugno al testo della Direttiva sull'identificazione e designazione delle Infrastrutture Critiche Europee e sulla valutazione della necessità di migliorarne la protezione. L'approvazione della Direttiva si pone come atto finale di un percorso normativo intrapreso dal Consiglio Europeo del giugno 2004 con la richiesta alla Commissione della preparazione di una strategia globale per la protezione delle Infrastrutture Critiche.

Con questa definizione si intendono tutti quei servizi essenziali per il benessere della popolazione, la sicurezza nazionale, il buon funzionamento del Paese e la sua crescita economica, ossia il sistema elettrico ed energetico, le varie reti di comunicazione, le reti e le infrastrutture di trasporto persone e merci (aereo, navale, ferroviario e stradale), il sistema sanitario, i circuiti economico-finanziari, le reti a supporto del Governo, delle Regioni ed enti locali, quelle per la gestione delle emergenze, ecc.. Per ragioni di natura economica, sociale, politica e tecnologica, tali infrastrutture sono diventate sempre più complesse ed interdipendenti ("effetto domino"). Se ciò ha migliorato la qualità dei servizi erogati ed ha contenuto i costi, tuttavia ha indotto nuove ed impreviste vulnerabilità, che rischiano di indurre reali pericoli per lo sviluppo ed il benessere del Paese, anche a causa dei pericoli legati all'estremizzazione dei fenomeni climatici, alla tormentata situazione socio-politica mondiale e alle minacce terroristiche.

«La Direttiva espone le misure previste dalla Commissione per garantire la corretta funzionalità delle Infrastrutture Critiche Europee, cioè di quelle infrastrutture il cui eventuale malfunzionamento avrebbe come diretta conseguenza un impatto significativo sulla qualità della vita dei cittadini in almeno due Stati Membri dell'Unione Europea», ha spiegato l'ing. Luisa Franchina, che ha rappresentato il Governo Italiano durante l'iter formativo della direttiva.

In particolare, ha detto il prof. Salvatore Tucci, presidente dell'AIIC-Associazione Italiana esperti Infrastrutture Critiche, «la Direttiva indica come settori particolarmente critici, a cui applicare con massima priorità le misure previste nella Direttiva stessa, quelli dell'energia e dei trasporti. L'approvazione della Direttiva testimonia la forte attenzione su questo tema in ambito europeo, sulla scia di quanto è avvenuto già da anni ad esempio negli Stati Uniti».

Secondo l'ing. Franchina, «la fase di recepimento della Direttiva in ambito nazionale costituisce un'occasione importante per la riorganizzazione di un settore che, nel nostro Paese, allo stato attuale non è regolamentato da una disciplina specifica». Ed ha proseguito sottolineando che «l'implementazione, nella realtà italiana, delle azioni derivanti dalla Direttiva richiederà che sia definito un organismo cui saranno assegnate varie competenze, dal coordinamento e dall'individuazione delle Infrastrutture Critiche Europee situate sul territorio nazionale, alla verifica dell'esistenza di idonee misure di protezione, senza dimenticare la fondamentale funzione di rappresentatività verso la comunità internazionale».

Tucci ha infine sottolineato che «un'azione efficace di protezione delle Infrastrutture richiede, soprattutto, un'intensa attività di studio e analisi dei fenomeni di interdipendenza tra le infrastrutture stesse, attività possibile solo se si possiede una visione sinottica e aggiornata delle criticità dell'intero sistema Paese». Per questo, ha concluso il presidente dell'AIIC, «ci auguriamo che l'approvazione di questa Direttiva costituisca uno stimolo significativo per dotare finalmente il Paese di un'organizzazione autorevole, strutturata e sinergica con tutte le realtà operanti nell'ambito delle Infrastrutture Critiche, perché la sicurezza dei cittadini passa anche e soprattutto per la prevenzione e per la protezione». -





Ufficio Stampa <ufficiostampa@cnipa.it>


giovedì 15 maggio 2008

CNIPA: ICT, FIRMA DIGITALE SUPERA I 100 MILIONI DI DOCUMENTI SOTTOSCRITTI


 

 Forum PA 2008 – "Semplificare la firma digitale"

 

ICT: LA FIRMA DIGITALE SUPERA I 100 MILIONI DI DOCUMENTI SOTTOSCRITTI

 

Manca (CNIPA): «Le organizzazioni che la utilizzano hanno ridotto i flussi cartacei»

 

Roma, 15 maggio '08 – La firma digitale ha centrato il suo obiettivo. A quasi dieci anni dalle prime regole tecniche per la firma digitale, l'uso che se ne fa comincia infatti ad essere significativo. Sono ben 100 milioni su base annua i documenti che vengono sottoscritti digitalmente e sono oltre 3,2 milioni i dispositivi di firma distribuiti dai 17 certificatori accreditati. Ma la necessità di ridurre i flussi cartacei, sia nella Pubblica amministrazione che nel privato, non deve rallentare il processo dell'innovazione. Giovanni Manca, del CNIPA, intervenendo al convegno "Semplificare la firma digitale" al Forum PA, ha sottolineato che «siamo in un momento di svolta tecnologica nell'utilizzo della firma digitale. Pur rimanendo valido l'utilizzo della smart card per la sottoscrizione digitale, è Infatti indispensabile sviluppare e tenere in considerazione l'esistenza di altri meccanismi che possiamo senz'altro definire più semplici per l'utente».

Manca ha rilevato che, «nonostante la cosa possa sembrare sorprendente, il CNIPA ha constatato che la maggior parte delle telefonate di tipo tecnico ai call center dei certificatori accreditati per la firma digitale è per ricevere assistenza sui lettori di smart card».

L'esperto del CNIPA, inoltre, ha reso noto che «è stata avviata una serie di attività di regolamentazione e di assistenza alle imprese per lo sviluppo di tecnologie di ultima generazione che consentano di superare l'obbligo di utilizzo del lettore di smart card, come il dispositivo di firma USB".

Manca ha ricordato che, pur essendo di strumenti conformi alla legislazione, essi sono ancora in una fase di maturazione tecnologica. Per questo sono state avviate sia azioni di vigilanza (che rientrano nei compiti del CNIPA previsti del Codice della Amministrazione Digitale), sia azioni normative, queste ultime volte ad aggiornare la normativa tecnica di settore per evitare che l'innovazione sia frenata da aspetti burocratici.

Perfettamente in linea con la semplificazione delle norme tecniche, il CNIPA ha appena approvato uno schema di decreto sulle nuove Regole tecniche per la firma digitale che aggiorna le regole emanate dal Governo Berlusconi all'inizio del 2004. Al momento tale schema è all'attenzione del nuovo Governo per il proseguimento dell'iter legislativo.

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Il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'attuazione delle politiche del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione ed ha l'obiettivo di dare supporto alla Pubblica amministrazione nell'utilizzo efficace dell'informatica per migliorare la qualità dei servizi e contenere i costi dell'azione amministrativa.

 

CNIPA: ICT: "SERVE UN FORTE COLPO D'ACCELERATORE PER FAVORIRE LA CRESCITA E LA COMPETITIVITÀ DEL PAESE"

Forum PA 2008

ICT: CITTADINO (CNIPA), "SERVE UN FORTE COLPO D'ACCELERATORE PER FAVORIRE LA CRESCITA E LA COMPETITIVITÀ DEL PAESE"

La "ricetta" per una maggiore e radicata diffusione dell'e-Government

Roma, 15 maggio '08 – «Serve un forte colpo d'acceleratore nell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e comunicazione (ICT) dato il loro ruolo fondamentale per la crescita e la competitività del Paese. In tale direzione anche la Pubblica Amministrazione ha già posto in essere i presupposti (strumenti e norme) necessari per contribuire al conseguimento di questo obiettivo». A sollecitare una maggiore attenzione e un più accentuato impiego dell'ICT, soprattutto nella P.A., è stata Caterina Cittadino, direttore generale del CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, al Forum PA 2008.

«È già stato realizzato il Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione-SPC, una delle più grandi infrastrutture digitali pubbliche nel mondo, che da novembre scorso collega fra loro tutte le amministrazioni centrali, favorendo l'interoperabilità nell'interesse di cittadini ed imprese, e ora sta evolvendo anche come Rete Federale grazie all'adesione delle Regioni e degli enti locali», ha detto Cittadino ricordando che «la P.A. ha una buona dotazione di strumenti informatici ed è abbastanza diffusa l'informatizzazione di base nell'ambito del pubblico impiego».

Nonostante questo, però, l'e-Government non ha ancora conseguito risultati corrispondenti ai massicci investimenti profusi e al consistente sforzo organizzativo. Per superare tale situazione negativa, il direttore generale del CNIPA ha posto come essenziale che «la P.A. si dia come obiettivo prioritario quello di fare sistema e di agire come sistema».

In sostanza, secondo Caterina Cittadino, «è necessario mettere mano ai processi ed ai modelli operativi, ossia organizzare con ruoli e competenze definite le amministrazioni che si occupano di ICT; promuovere nuove metodologie di confronto ed interazione fra gli operatori (community); pianificare lo sforzo finanziario complessivo; definire i settori strategici su cui intervenire per evitare la dispersione di denaro e di sforzi ed operare nella logica di grandi progetti; prefigurare forme di valutazione di impatto, monitoraggio e controllo dei risultati».

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Il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'attuazione delle politiche del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione ed ha l'obiettivo di dare supporto alla Pubblica amministrazione nell'utilizzo efficace dell'informatica per migliorare la qualità dei servizi e contenere i costi dell'azione amministrativa.


martedì 13 maggio 2008

CNIPA: SOLO NEL 3% DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE SITI WEB ORIENTATI ALL'ACCESSIBILITÀ DA PARTE DEI DISABILI

Forum PA 2008 "Accessibilità tra attuazione ed evoluzione"

ICT: SOLO NEL 3% DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE SITI WEB ORIENTATI

ALL'ACCESSIBILITÀ DA PARTE DEI DISABILI

De Vanna (CNIPA), «Risultati non soddisfacenti a tre anni dall'entrata in vigore della 'Legge Stanca'»



Roma, 13 maggio '08 – L'accessibilità da parte dei disabili ai siti web della Pubblica Amministrazione centrale resta ancora un'utopia. Antonio De Vanna del CNIPA, intervenendo al convegno "Accessibilità tra attuazione ed evoluzione" al Forum PA, ha infatti reso noto che «dalle ultime rilevazioni effettuate dall'Ufficio Accessibilità dei Sistemi Informatici del CNIPA sulle home page di 1.426 siti di Pubbliche Amministrazioni centrali, emerge che la conformità alle 9 caratteristiche analizzate, riconducibili a 8 dei 22 requisiti previsti dal DM 8 luglio 2005, è raggiunta solo dal 3% del totale, con alcune amministrazioni la cui conformità raggiunge il 6%». Insomma, ha aggiunto, «ad oltre quattro anni dall'emanazione della 'Legge Stanca' ed a circa tre anni dalla sua entrata in vigore non sono ancora soddisfacenti i risultati raggiunti su questo fronte dalla Pubblica Amministrazione Centrale e da quella Locale».

De Vanna ha rilevato che «a fronte di un impianto normativo ben strutturato, peraltro molto apprezzato ed assunto a modello anche a livello europeo, la lentezza del processo di attuazione, il mancato utilizzo di meccanismi sanzionatori previsti dalla legge, la necessità di presidiare l'innovazione tecnologica e l'evoluzione del concetto di categoria svantaggiata ci spingono a riflettere su nuove azioni normative, culturali ed organizzative che diano nuovo slancio all'adeguamento da parte della Pubblica amministrazione e che consentano di raggiungere l'obiettivo fissato dalla Conferenza Ministeriale di Riga, ovvero la piena conformità di tutti i siti della Pubblica amministrazione entro il 2010».

Secondo l'esperto del CNIPA, pertanto, «dovranno essere avviate azioni volte ad ottenere un maggior coinvolgimento della classe dirigente responsabile dei Sistemi Informatici, della Comunicazione e dell'Accessibilità». In tal senso, ha concluso De Vanna, l'apposito forum vuole offrire spunti di riflessione per individuare un percorso che acceleri il processo di adeguamento anche attraverso le esperienze di Pubbliche Amministrazioni Centrali e Locali che hanno già realizzato attività ispirate a principi di inclusione riusabili in altri contesti e territori.



venerdì 9 maggio 2008

SCUOLA: CON ICT PROCEDURE PIÙ RAPIDE PER 200 MILA DOCENTI SUPPLENTI


SCUOLA: CON ICT PROCEDURE PIÙ RAPIDE PER 200 MILA DOCENTI SUPPLENTI


Roma, 9 mag. - I docenti precari della scuola non dovranno più aspettare mesi per vedere la conclusione di tutto l'iter amministrativo e di controllo sui pagamenti delle loro retribuzioni. A porre fine alle lunghe attese, dovute alle attuali procedure burocratiche ed ai conseguenti controlli sui contratti di lavoro, sarà un nuovo sistema informatico che partirà in via sperimentale dal luglio prossimo e che sarà illustrata il pomeriggio di martedì 13 maggio al Forum PA di Roma. L'iniziativa, in questa prima fase, riguarderà almeno 200 mila docenti supplenti ed è frutto di un complesso progetto di dematerializzazione e semplificazione dei processi amministrativi che coinvolgono il Ministero della Pubblica Istruzione e la Ragioneria Generale dello Stato, messo in cantiere in stretta collaborazione con il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione.

In particolare, la sperimentazione andrà ad incidere direttamente sulle procedure di assegnazione degli incarichi di supplenza e sui connessi dei contratti di lavoro a tempo determinato (circa 300 mila tra personale docente e non docente), rendendole più snelle e consentendo così agli uffici territoriali della Ragioneria Generale dello Stato di dare rapidamente seguito ai controlli su ciascun contratto. La sperimentazione, che tiene conto pure della stagionalità delle procedure burocratiche (concentrata soprattutto all'inizio di settembre) sarà poi gradualmente estesa a tutti i supplenti, non meno di 200 mila ogni anno scolastico e, successivamente, ad altre tipologie di contratti pubblici.

Si tratta del primo esempio di informatizzazione di attività giuridico-amministrative del mondo della scuola, basata essenzialmente sulle potenzialità offerte dall'interoperabilità. Essa è stata resa possibile dal Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione-SPC, la maggiore infrastruttura telematica pubblica d'Europa, realizzata dal CNIPA, che già collega in banda larga tra loro tutte le pubbliche amministrazioni centrali, ma anche molte di quelle delle Regioni e delle autonomie locali, nonché dalle iniziative in materia di gestione documentale promosse dal CNIPA.

Ad illustrare le innovazioni di questo progetto saranno i protagonisti principali della modernizzazione dei processi. Tra questi Stefano Tomasini, direttore generale per gli affari generali della Ragioneria Generale dello Stato; Fiorella Farinelli, direttore generale per i sistemi informativi del Ministero della Pubblica Istruzione; Maria Laura Preslei, ispettore generale per l'informatizzazione della contabilità pubblica della Ragioneria Generale dello Stato, e Maria Pia Giovannini, responsabile dell'ufficio efficienza organizzativa nella Pubblica amministrazione centrale del CNIPA.

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Il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'attuazione delle politiche del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione ed ha l'obiettivo di dare supporto alla Pubblica amministrazione nell'utilizzo efficace dell'informatica per migliorare la qualità dei servizi e contenere i costi dell'azione amministrativa.


martedì 6 maggio 2008

NO PROFIT: CNIPA FORNIRÀ KNOW-HOW ICT PER ATTIVITÀ AGENZIA PER LE ONLUS


NO PROFIT: CNIPA FORNIRÀ KNOW-HOW ICT PER ATTIVITÀ AGENZIA PER LE ONLUS

Informatizzazione del protocollo e della gestione documentale, dematerializzazione, firma digitale, posta elettronica certificata, architetture di cooperazione applicativa e interconnessione per favorire la condivisione del vasto patrimonio informativo


Roma, 6 maggio '08 – La crescente e complessa attività dell'Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, contraddistinta da variegate problematiche e da relazioni con molteplici organismi, sarà supportata dalle competenze tecnologiche e professionali del CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione. Un accordo in tal senso è stato siglato dal prof. Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia per le Onlus, e dal prof. Fabio Pistella, presidente del CNIPA. L'Agenzia svolge poteri di vigilanza e ispezione, indirizzo e promozione sulle oltre 220 mila organizzazioni riconosciute che compongono il Terzo Settore, dove lavorano circa 800 mila persone.

«L'Agenzia ha adottato un articolato piano di sviluppo del proprio sistema informativo e, nell'ambito della collaborazione appena definita, il CNIPA fornirà le sue capacità per progettare e realizzare interventi che arricchiscano, implementino e valorizzino il Terzo Settore», ha spiegato Zamagni rilevando come «non poche delle difficoltà che il mondo del No Profit incontra nei suoi plurimi rapporti con le Pubbliche amministrazioni derivino proprio da una non ancora sufficiente strumentazione ICT all'interno di questo mondo».

In particolare, ha rilevato Pistella, «gli interventi che il CNIPA effettuerà per l'Agenzia delle Onlus riguarderanno l'adeguamento del sistema procedurale e della policy organizzativa per la gestire digitale delle informazioni di interesse del Terzo Settore; lo sviluppo sia di tecniche di comunicazione che di iniziative connesse al Piano nazionale di e-Government; il sistema informatizzato del protocollo e della gestione documentale corra dotato di posta elettronica certificata e di firma digitale; le dotazioni per la sicurezza dei sistemi informativi e, non ultimo, l'utilizzo del software open source e del riuso delle applicazioni software».

Nella fase iniziale dell'accordo una particolare attenzione verrà posta per l'adozione di architetture di cooperazione applicativa e di interconnessione, finalizzate alla condivisione, integrazione e circolarità del patrimonio informativo tra Pubbliche amministrazioni, necessarie per garantire un'effettiva interoperabilità dei diversi sistemi informativi e dei relativi flussi informativi, ricercando il coinvolgimento e la cooperazione dei soggetti del Terzo Settore.

Per dare seguito all'accordo, l'Agenzia per le Onlus e il CNIPA daranno vita ad un Tavolo tecnico cui sarà affidata la programmazione, il coordinamento e il monitoraggio delle attività da realizzare, ma anche l'individuazione e definizione delle priorità nell'attuazione delle proposte progettuali da avviare.



lunedì 5 maggio 2008

ICT: CNIPA E TOR VERGATA STUDIANO RFID PER DARE PIÙ EFFICIENZA A P.A.


Roma – La prossima settimana, il 12 e 13 maggio, Roma sarà la "capitale" mondiale dell'Rfid, la tecnologia che utilizza le onde radio per il riconoscimento a distanza di oggetti e persone, mediante targhette identificative grandi quanto un francobollo.

Per l'«RFIDays - Tecnologie emergenti per l'identificazione a radiofrequenza», il convegno internazionale promosso dal CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione e dalla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma Tor Vergata, giungeranno infatti in via del Politecnico 3 i principali esperti internazionali in rappresentanza della ricerca e dell'università (tra cui quella di Berkeley), delle industrie, della Pubblica amministrazione e delle istituzioni, come la Commissione UE, e dell'EPO-European Patent Office, per un confronto che consenta di studiare nuove applicazioni nel comparto pubblico e di stimolare nuove sinergie ed interazioni, valorizzando la naturale connotazione multi-disciplinare della tecnologia RFID.

La Pubblica Amministrazione intende diventare protagonista di un contesto tecnologico particolarmente innovativo e dinamico, contraddistinto da uno scenario di quasi 1,8 miliardi di targhette identificative sinora applicate nel mondo, con un fatturato che nel 2008 sfiorerà i 5,3 miliardi di dollari (+7% sul 2007).

L'identificazione a radiofrequenza può, infatti, apportare i suoi benefici di efficacia non solo nella logistica, come è sinora avvenuto, ma anche nei processi gestionali e amministrativi, compresi quelli sanitari, con effetti sull'efficienza e sulla sicurezza dei servizi offerti a cittadini ed imprese, grazie ad applicazioni come il tracciamento dei documenti cartacei e degli archivi, la gestione delle biblioteche, le utilizzazioni ospedaliere sia diagnostiche che cliniche, il controllo degli accessi, ecc.

Proprio per favorire e consentire un più ampio sviluppo degli usi della tracciabilità RFID, il CNIPA ha già emanato le «Linee guida per l'impiego dei sistemi RFID nella Pubblica amministrazione», con cui sono affrontati i diversi aspetti e problematiche, compresi quelli relativi ai costi e all'affidabilità, con un occhio di riguardo alla sicurezza.

E già si pensa di andare oltre al tradizionale codice a barre, che attualmente contraddistingue molte pratiche burocratiche, come ad esempio gestire il patrimonio immobiliare pubblico e lo stesso parco veicoli delle Pubblica amministrazioni, o sviluppare percorsi turistici e artistico-culturali lungo i quali i visitatori potranno "dialogare" con i monumenti e i luoghi di interesse ricevendo sul telefonino tutte le informazioni utili.



domenica 4 maggio 2008

ICT: CNIPA FISSA LINEE GUIDA 2009-2011 PER LA P.A., PRIORITÀ A QUALITÀ SERVIZI


ICT: CNIPA FISSA LINEE GUIDA 2009-2011
PER LA P.A., PRIORITÀ A QUALITÀ SERVIZI

Attivare interventi per soddisfare cittadini e imprese, per contenere
i costi di funzionamento della PA, sviluppare la gestione telematica
dei flussi di dati per fiscalità, sanità, lavoro, contabilità
economica

Roma - Priorità alla qualità e all'efficienza dei servizi on-line
offerti dalla Pubblica amministrazione a cittadini e imprese con
interventi mirati alla soddisfazione degli utenti; alleggerimento
degli oneri pubblici; riduzione del divario digitale; modifica del
modo di lavorare negli uffici e miglioramento della loro efficienza e
trasparenza. Sono gli obbiettivi dettati dalle Linee Guida predisposte
dal CNIPA, in ottemperanza alle disposizioni di legge, contenenti i
riferimenti per la programmazione (individuati nei documenti di
indirizzo del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella PA,
definiti anche di concerto con le Regioni e le autonomie locali, e in
quelli emessi dalla Comunità Europea) dei macro-obiettivi di
innovazione tecnologica (ICT) che le Pubbliche Amministrazioni
centrali devono porsi e le linee d'azione che vanno perseguite per il
raggiungimento di tali obiettivi nel triennio 2009-2011.

In particolare, ai fini della programmazione dello sviluppo
dell'innovazione tecnologica nel settore pubblico nel triennio,
secondo le indicazioni del CNIPA rivestono particolare importanza
alcuni principi guida, focalizzati nell'aumento della qualità dei
servizi e della loro efficienza; nell'alleggerimento degli oneri per
la Pubblica Amministrazione; nella riduzione del divario digitale.
Dovranno essere anche identificati gli interventi da attuare partendo
dalle esigenze degli stakeholders e la cui attuazione deve
confrontarsi con la soddisfazione degli utenti.

Si dovrà poi utilizzare le opportunità offerte dall'innovazione
tecnologica per modificare il modo di lavorare, aumentare l'efficienza
delle organizzazioni e la qualità dei servizi coniugando l'innovazione
di processo con quella ICT (la cosiddetta "reingegnerizzazione dei
processi"); procedere con una visione d'insieme dei problemi da
risolvere e delle azioni da attivare, intervenendo sul sistema più che
su singole componenti. Altro punto saliente è il miglioramento della
trasparenza e dell'efficacia della spesa pubblica. Dovranno pure
essere attivati interventi volti alla gestione telematica di flussi di
dati in ambiti quali la fiscalità, la sanità, il lavoro, la
contabilità economica.

Le risorse necessarie per l'innovazione saranno reperite - secondo il
CNIPA - anche attraverso la razionalizzazione della spesa per l'ICT e
mediante i risparmi legati a un più adeguato utilizzo della risorsa
personale. Proprio su questo fronte, le Linee Guida pongono la
necessità di dare rilievo alle attività di motivazione, formazione e
coinvolgimento del personale.

I dettagli delle Linee guida per la programmazione dello sviluppo
della tecnologia dell'informazione e della comunicazione nella PA nel
triennio 2009-2011 sono on-line nel sito del CNIPA (www.cnipa.gov.it).

venerdì 2 maggio 2008

SICUREZZA: IN G.U. DECRETO PER INFRASTRUTTURE CRITICHE INFORMATIZZATE

AIIC - ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPERTI INFRASTRUTTURE CRITICHE

Nota stampa

SICUREZZA: IN G.U. DECRETO PER INFRASTRUTTURE CRITICHE INFORMATIZZATE

L'AIIC: «Il decreto arriva dopo 3 anni, ma non considera le modifiche
dello scenario europeo e le indicazioni della prossima Direttiva UE»

Roma, 2 mag. '08 - Con un decreto ministeriale, pubblicato il 30
aprile 2008 in Gazzetta Ufficiale, è stato posto mano al delicato
problema dell'individuazione delle infrastrutture critiche
informatizzate di interesse nazionale, affidando un ruolo preminente
al Servizio della Polizia Postale, ma anche disponendo per le
istituzioni e le aziende, pubbliche e private, l'obbligo di stipulare
apposite convenzioni, che tra l'altro prevedono collegamenti
telematici necessari per assicurare i servizi di protezione
informatica delle infrastrutture critiche informatizzate.
Il varo definitivo del decreto è stato accolto con favore, ma anche
con diverse osservazioni, dall'Associazione Italiana esperti in
Infrastrutture Criti che (AIIC), che riunisce i respo nsabili dei
maggiori organismi pubblici e privati del Paese, operanti nel
trasporto stradale, ferroviario, aereo e navale di persone e merci,
trasmissione di comunicazioni e dati economico-finanziari, sanitari,
di governo, centrale e locale, produzione e il trasferimento di
energia e risorse idriche.
«Il decreto, varato ormai 3 anni fa dall'allora ministro Pisanu, al di
là delle buone intenzioni correlate all'esigenza di misure urgenti per
il contrasto del terrorismo internazionale», si afferma in una nota
dell'AIIC, «a distanza di anni e per l'inerzia italiana su questa
complessa tematica, non tiene conto oltre che delle modifiche
intervenute nel frattempo nello scenario internazionale ed in
particolare in quello europeo, anche dell'ormai imminente varo di una
specifica Direttiva UE, voluta dal Commissario Franco Frattini.
Inoltre lo stesso decreto», prosegue la nota, «non considera come
centrale la questione del coordinamento nazionale delle diverse
competenze su settori diversi, seppure sempre più interconnessi e
vitali per il buon funzionamento del Paese, e non tiene presenti le
indicazioni emerse dal recente specifico tavolo di confronto
intersettoriale tenutosi presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, in collaborazione con la stessa AIIC».
L'Associazione degli esperti ha, quindi, espresso l'auspicio che il
nuovo Governo «analizzi la situazione nella sua globalità e attualità,
adottando misure che non collidano con la Direttiva UE che la
Presidenza del Semestre Europeo, affidata alla Slovenia, intende
varare entro il prossimo giugno.

AIIC - Lo sviluppo, la sicurezza e la qualità della vita nei Paesi
industrializzati dipendono dal funzionamento continuo e coordinato di
un insie me di infrastrutture che, per la loro importanza, sono
definite infrastrutture critiche: i sistemi elettrico ed energetici,
reti di comunicazione, reti di trasporto aereo, navale, ferroviario e
stradale, sistema sanitario, circuiti finanziari, reti a supporto del
Governo, centrale e territoriale, reti per la gestione delle
emergenze, ec c.

Per ragioni di natura economica, sociale, politica e tecnologica
queste infrastrutture sono diventate sempre più complesse ed
interdipendenti. Se ciò ha consentito di migliorare la qualità dei
servizi erogati e contenerne i costi, ha tuttavia indotto in queste
infrastrutture nuove ed impreviste vulnerabilità, che rischiano di
indurre reali pericoli per lo sviluppo ed il benessere sociale del
Paese, anche a causa delle accresciute minacce legate sia
all'estremizzazione dei fenomeni climatici, sia alla tormentata
situazione socio-politica mondiale e alle conseguenti minacce
terrositiche .

Nata sulla base dell'attività di un gruppo di lavoro
tecnico-scientifico istituito presso il Ministero per l'Innovazione e
le Tecnologie, l'AIIC, senza fini di lucro, ha come missione quella di
costruire e sostenere la diffusione di una cultura interdisciplinare
per lo sviluppo di strategie, metodologie e tecnologie in grado di
gestire correttamente tali infrastrutture, specialmente in situazioni
di crisi, in concomitanza con eventi eccezionali o a seguito di atti
terroristici.

Ne fanno pa rte accademici, studiosi della materia, esperti e
responsabili delle diverse infrastrutture critiche che permettono la
creazione di una visione complessiva e sono in grado di supportare
concretamente istituzioni ed aziende nella gestione di questo
complesso dominio.

Ufficio stampa: +39. 339.1936.243 - fax: +39.06.233.233.761 -
press@infrastrutturecritiche.it

AIIC - Università di Roma Tor Vergata - Dipartimento Informatica
Sistemi e Produzione - Via del Politecnico, 1 - 00133 ROMA


________________________

Dario de Marchi

Responsabile comunicazione

AIIC - Associazione Italiana

Esperti Infrastrutture Critiche

+39.339.1936.243 - +39.320.4317.727

fax: +39.06.233.233.761

press@infrastrutturecritiche.it<mailto:press@infrastrutturecritiche.it>

domenica 27 aprile 2008

CNIPA: P.A. STUDIA IDENTIFICAZIONE A RADIOFREQUENZA PER MIGLIORARE I SERVIZI




ICT
P.A. STUDIA IDENTIFICAZIONE A RADIOFREQUENZA
PER MIGLIORARE I SERVIZI


RFIDays

Tecnologie emergenti per l'identificazione a radiofrequenza

ICT: P.A. STUDIA IDENTIFICAZIONE A RADIOFREQUENZA PER MIGLIORARE I SERVIZI

Il 12 e 13 maggio Roma sarà "Capitale" mondiale delle tecnologie RFID

Roma – Anche la Pubblica Amministrazione si accinge ad imboccare la strada dell'identificazione a radiofrequenza, l'RFID, per migliorare l'efficienza e la sicurezza dei servizi offerti a cittadini ed imprese, partendo dall'innovazione dei processi amministrativi, compresi quelli sanitari. Dopo la logistica, infatti, le applicazioni delle targhette identificative a radiofrequenza possono trovare ampi spazi di utilizzo anche nel settore pubblico. Per fare il punto su questo dinamico scenario - contraddistinto da quasi 1,8 miliardi di placchette vendute nel mondo, con un fatturato che nel 2008 sfiorerà i 5,3 miliardi di dollari (+7% sul 2007) - il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione e la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma Tor Vergata hanno promosso per il 12 e 13 maggio due giornate internazionali di studio, per mettere a confronto università (tra cui quella di Berkeley USA), enti di ricerca, industrie, Pubblica amministrazione e istituzioni, come la Commissione UE e l'EPO-European Patent Office, per stimolare nuove sinergie ed interazioni, valorizzando la naturale connotazione multi-disciplinare della tecnologia RFID.

Per consentire un più ampio sviluppo della tracciabilità di oggetti e soprattutto di persone, il CNIPA ha già emanato le «Linee guida per l'impiego dei sistemi RFID nella Pubblica amministrazione», che affrontano pure diversi aspetti rilevanti, tra cui quelli relativi ai costi e all'affidabilità, con un occhio di riguardo alla sicurezza.

Gli spazi di applicazione dell'identificazione a radiofrequenza nel settore pubblico, come è già avvenuto in quello privato, sono innumerevoli, a partire dal settore sanitario dove si stanno sperimentando le "cartelle cliniche intelligenti", che evitano la somministrazione errata dei farmaci. Sempre in campo sanitario con l'RFID si può leggere e monitorare a distanza l'evoluzione delle condizioni di un paziente, degente a casa anziché in ospedale, e adeguare le terapie e gli interventi necessari.

Ma già si pensa di andare oltre al tradizionale codice a barre che contraddistingue attualmente molte pratiche burocratiche che, così, diventano "autoreferenti". Come pure di sviluppare percorsi turistici e artistico-culturali lungo i quali i luoghi di interesse e i monumenti "dialogano" con il telefonino dei visitatori fornendo loro informazioni essenziali. E ancora gestire il patrimonio immobiliare pubblico e lo stesso parco veicoli delle Pubblica amministrazioni.



mercoledì 23 aprile 2008

CNIPA: e-Government, nel Lazio alleanza tra Comuni minori per servizi on-line


e-Government: nel Lazio alleanza tra Comuni minori per servizi on-line

Metà delle amministrazioni ha aderito all'iniziativa del CNIPA per i Municipi più piccoli

Nel Lazio i piccoli Comuni hanno una propensione all'alleanza digitale in misura maggiore che nel resto d'Italia per offrire servizi tecnologicamente avanzati ai propri cittadini e imprese. Il bando lanciato dal CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) per la creazione di Centri di Servizio Territoriale, in grado di portare l'e-Government anche nei piccoli Comuni, ha fatto registrare una presenza notevole delle amministrazioni pubbliche del Lazio. All'iniziativa hanno aderito due terzi (66%) circa dei Comuni con meno di 5 mila abitanti, contro una media nazionale del 60%. Se si considerano tutti i Comuni che partecipano, la percentuale del Lazio (50,0) è decisamente superiore alla media (36,6%). La popolazione complessivamente coinvolta è di ben 1 milione e 108 mila abitanti.

La soluzione dei Centri di Servizio Territoriale, nel Lazio, può rivelarsi la carta vincente per contenere la spesa in ambiti economicamente rilevanti, migliorando persino la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese. In questa regione, ad esempio, la spesa pro capite per la telefonia da parte dei Comuni è una delle più alte d'Italia, e lo stesso avviene per la connettività Internet, a causa del ricorso prevalente (83,5%) alla contrattazione diretta coi fornitori, da parte di ogni singolo Comune, anziché tramite contratti quadro gestiti a livello regionale, provinciale, di Comunità montana o Unione di Comuni.

I dati del CNIPA pongono in evidenza anche come i Comuni del Lazio, e quindi i cittadini e le aziende della regione, traggano notevoli benefici dalla gestione associata dei servizi tecnologicamente avanzati, ma ancora in misura insufficiente. Ad esempio, uno strumento come la posta elettronica certificata, che consente di rendere più rapido e meno costoso l'invio rispetto alla raccomandata tradizionale, è presente solo nel 20% circa dei Comuni della regione, contro una media nazionale del 41%. Con i Centri di Servizio Territoriale, tutti i Comuni partecipanti disporranno di questa come di altre tecnologie chiave per migliorare in efficienza e ridurre la spesa.

Gli stessi siti internet dei Comuni, veri e propri biglietti da visita dei territori, nei confronti del mondo intero, sono gestiti in forma associata (con la possibilità di garantire una qualità superiore) appena nel 2,5% dei casi, nel Lazio, quando la media nazionale è del 10,8%.

La spesa per l'informatica è destinata, dunque, a migliorare decisamente nella direzione di un utilizzo più efficiente. Attualmente tale spesa, nei Comuni laziali si attesta sui 6,24 euro per abitante, ponendosi così di poco sopra la media nazionale, di 5,90 euro.

Di particolare interesse risulta l'elaborazione del CNIPA sul livello di "autonomia finanziaria" dei Comuni, ovvero sul rapporto tra entrate proprie ed entrate correnti delle amministrazioni locali, che misura l'indipendenza del Comune stesso da fonti finanziarie esterne e, quindi, la sua capacità di "auto-sostentamento", basata sulle proprie scelte impositive (la determinazione delle aliquote fiscali), sulla lotta all'evasione e sui costi dei servizi erogati. Ebbene, nel Lazio la quota di Comuni "autosufficienti" - la cui autonomia finanziaria è da 1 a 2 volte rispetto alla rigidità strutturale delle entrate provenienti dall'esterno - è superiore alla media, mentre risulta inferiore la percentuale di quelli ampiamente autonomi. Un dato che consente margini di manovra per una gestione più oculata delle risorse disponibili. -


Aggregazione

N. Comuni

N. piccoli Comuni

Popolazione

CST Provincia di Viterbo

39

28

152.705

CST Latina

31

13

479.807

CST del reatino

69

66

105.960

CST della Provincia di Roma

52

40

182.332

Centro Servizi Territoriali Frosinone

32

23

187.834

Totale

223

170

1.108.638

Fonte: CNIPA

Nota: i dati si riferiscono ai progetti presentati, prima del vaglio della Commissione di valutazione.

Disponibilità % di servizi di e-Government nei Comuni con meno di 30 mila abitanti


Lazio

Italia

Situazione rispetto alla media

Protocollo informatico

86,5

89,8

Simile

Firma digitale

1,4

5,3

Inferiore

Posta elettronica certificata (possesso)

20,0

41,1

Molto inferiore

Posta elettronica certificata (uso)

15,0

22,1

Inferiore

Collaborazioni in rete con altri enti pubblici

18,5

51,1

Molto inferiore

Sito internet

72,5

82,7

Inferiore

Disponibilità servizi on line

13,5

33,7

Molto inferiore

Fonte: CNIPA




Nota: i dati si riferiscono ai 213 Comuni del Lazio che partecipano ai Centri di Servizio Territoriale e che hanno risposto al questionario conoscitivo del Cnipa.


_________________________________

Dario de Marchi

Capo Ufficio Stampa del C N I P A

Segreteria Tecnica e Comunicazione

Presidenza del Consiglio dei Ministri

via Isonzo, 21/b - 00198 ROMA RM

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