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sabato 17 novembre 2018

PMI DAY IN USA IN COLLABORAZIONE CON LA MSIC

PMI DAY: PER IL SECONDO ANNO IN USA IN COLLABORAZIONE CON MSIC

La manifestazione, organizzata da Piccola Industria Confindustria, tornerà negli Stati Uniti, in sinergia con la Miami Scientific Italian Community, per promuovere la diffusione della cultura d'impresa Made in Italy.

Miami, 16 novembre 2018 - Oggi, per il secondo anno consecutivo, il PMI DAY - Giornata Nazionale delle Piccole e Medie Imprese organizzata da Piccola Industria Confindustria, tornerà a far tappa negli Stati Uniti per promuovere tra i giovani studenti americani, attraverso le Piccole, Medie Imprese Italiane operanti in USA, la diffusione della cultura d'impresa Made in Italy.

Il progetto, negli USA, è promosso in collaborazione con Miami Scientific Italian Community (MSIC), ISSNAF, BAIA, Mayac e ODLI (Organization for the Development of Italian Studies), AbroadTo the Community of Italian Companies, Orgoglio Brescia e l'Ambasciata d'Italia a Washington. L'iniziativa, inserita nella XVII Settimana della Cultura d'Impresa organizzata da Confindustria e promossa dalla Commissione UE all'interno della Settimana Europea delle PMI, è coordinata da Stefano Zapponini, Consigliere di Presidenza di Piccola Industria Confindustria e membro dell'International Advisory Board della Miami Scientific Italian Community.

"Per la seconda volta potremo offrire ai giovani studenti americani l'opportunità di conoscere un po' più a fondo il mondo reale delle imprese italiane attraverso le nostre innovazioni di prodotto e processo e avvicinare sempre di più il mondo della scuola e del lavoro" ha commentato Fabio De Furia, Presidente della Miami Scientific Italian Community (MSIC). "Un'occasione per comprendere i valori del nostro sistema produttivo, caratterizzato da impegno concreto e passione, e offrire un valido contributo ai protagonisti di domani per guardare al futuro con ottimismo. Il progetto in USA - conclude De Furia - sarà  possibile  grazie al contributo delle imprese italiane in USA e all'impegno di Monica Veronesi (ISSNAF), Luigi Bava (ODLI, MAYAC), Flavio Notari (BAIA) e Giancarlo Turati (Consorzio Orgoglio Brescia)".

"Fare impresa richiede passione, impegno, dedizione, responsabilità e competenze" ha spiegato Carlo Robiglio, Presidente Piccola Industria di Confindustria. "Da 9 anni, in occasione del PMY DAY apriamo le porte delle aziende agli studenti, agli insegnanti e alle comunità locali per raccontare la storia delle nostre imprese, la loro identità e come stanno cambiando. In ogni parte del mondo, le aziende sono il cuore pulsante dei territori e il PMI DAY nasce proprio per trasmettere questa passione ai giovani, i veri protagonisti delle imprese del futuro. Ci rende molto orgogliosi che per il secondo anno questa iniziativa faccia tappa negli USA, coinvolgendo le molte PMI italiane che operano nel paese, testimoni del grande valore del Made in Italy nel mondo. Oggi viviamo in un orizzonte geografico globale, sapere di aver dato vita ad una manifestazione in grado di internazionalizzarsi  con successo dimostra quanto il PMI DAY sia in grado di rappresentare i valori fondanti delle imprese italiane".

sabato 29 settembre 2018

Dagli Elettroni ai Bit: Come sarà il lavoro 4.0?

DAGLI ELETTRONI AI BIT: COME SARÀ IL LAVORO 4.0?
L'evoluzione digitale nel mondo dell'energia e l'importanza della formazione e delle nuove competenze per i lavoratori delle imprese elettriche
 
Roma, 28.9.2018. Si è concluso da poco a Roma il convegno "Dagli Elettroni ai Bit. Le trasformazioni del lavoro nel settore elettrico" promosso da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento), Elettricità Futura (Associazione delle imprese elettriche italiane) e Utilitalia (Federazione delle imprese acqua ambiente ed energia).

Al centro del confronto tra imprese, sindacati e istituzioni, una ricerca del Politecnico di Torino sulla Quarta Rivoluzione Industriale e sugli effetti che l'Internet of Things, l'Intelligenza Artificiale, i Big Data, la Robotica e la Realtà Aumentata comporteranno nel mondo dell'energia e nel mercato occupazionale.

Il settore elettrico si può considerare infatti un'apripista: l'evoluzione dell'organizzazione del lavoro si sta manifestando con anticipo rispetto ad altri comparti industriali con l'introduzione di nuovi strumenti e l'incremento di processi come la decarbonizzazione che andranno a generare nuovi contesti operativi in cui il ruolo del lavoratore non sarà marginale. 

Diventerà infatti sempre più importante il coinvolgimento dei ruoli operativi nell'innovazione, che porterà alla nascita di nuove professionalità e competenze.



Riportiamo di seguito le dichiarazioni dei presidenti delle associazioni promotrici che sono intervenuti nella tavola rotonda "Transizione energetica: la sfida dell'innovazione":

Simone Togni, Presidente ANEV: "La trasformazione del lavoro derivante dall'applicazione delle nuove tecnologie fornirà nei prossimi anni importanti elementi di innovazione e di trasformazione dei lavori tradizionali. L'aumento del numero di lavoratori che nel settore energetico si avrà grazie allo sviluppo e alla realizzazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili, necessari per portare a termine la transizione energetica prevista dagli accordi internazionali, sarà sempre più orientato verso i servizi digitali che le nuove tecnologie offriranno. Questa evoluzione porterà sicurezza energetica e sicurezza sul lavoro e aiuterà la transizione energetica in modo sostenibile anche da un punto di vista occupazionale. È indispensabile quindi predisporre tutti quegli elementi necessari a formare queste nuove risorse e a riconvertire quei lavoratori che dovranno garantire la realizzazione della transizione, per questo serve uno sforzo da parte di tutte le forze in campo, per rendere il meno traumatico possibile il percorso di trasformazione iniziato".

Simone Mori, Presidente Elettricità Futura: "Siamo convinti che sia stato molto importante l'aver promosso un dibattito sullo sviluppo di questo settore in cui emerge una forte esigenza di responsabilità condivisa fra decisori politici, imprese, organizzazioni sindacali e istituzioni educative nel gestire la transizione e assicurare l'occupabilità di tutte le fasce di lavoratori. Un processo di profondo cambiamento che, se affrontato in maniera responsabile, genererà grandi vantaggi per la nostra società, attraverso migliori e più efficienti modelli di produzione, nuove opportunità occupazionali e maggiore partecipazione dei consumatori."

Stefano Donnarumma, Vicepresidente Utilitalia: "La transizione energetica è una grande sfida per il Paese.  Utilizzare al meglio le tecnologie e  i processi digitali può rappresentare una grande grande opportunità per le imprese e per gli addetti del settore. Gli investimenti in formazione, l'analisi degli effetti delle innovazioni, lo sviluppo di nuove competenze ed un rafforzamento dei legami con il sistema scolastico sono oggi vie obbligate, dimostra lo studio, per un miglioramento complessivo del sistema dei servizi pubblici. Il tutto garantendo contemporaneamente gli obiettivi di tutela del lavoro e di tutela dell'ambiente. Questo potrebbe contribuire a spingere i nostri giovani a restare in Italia ed a mettere le loro menti al servizio del Paese. Ma è necessario investire anche sulla preparazione dei lavoratori in riferimento all'utilizzo proficuo delle nuove tecnologie. E' di fondamentale importanza, infine, che vi sia piena consapevolezza e convergenza su questi temi da parte di tutte le Parti sociali, qualificando la contrattazione collettiva, integrata con quella aziendale, ed innovando i sistemi gestionali. Lavorando in tal modo riusciremo a crescere in modo migliore. Più strutturale".
Elettricità Futura annovera centinaia di aziende, piccole e grandi, operanti nel settore e le rappresenta in seno al sistema Confindustria e nei confronti degli stakeholder istituzionali nazionali ed europei. E' composta da più di 700 operatori che impiegano oltre 40.000 addetti e detengono più di 76.000 MW di potenza elettrica installata tra convenzionale e rinnovabile e circa 1.150.000 km di linee

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mercoledì 28 febbraio 2018

Esportazioni e produzione in crescita continua per Assotermica

Esportazioni e produzione in crescita continua per Assotermica.
Nel 2017 un incremento del 7% come media e nel 2018 del 4%.

Milano, 28 febbraio 2018 - Il settore degli apparecchi e componenti per impianti termici ha concluso l'anno 2017 con la produzione in crescita (+7,5%). 

Nel 2018 si prevede che venga confermato il trend positivo, anche se in termini meno marcati (+4,4%). L'export continua a rappresentare una quota importante di mercato: nel 2017 è cresciuto (+7,4%) rispetto al 2016 e si prevede in aumento anche nel corso del 2018 (+4,9%). 

Le esportazioni sono rivolte in larga parte verso i mercati europei, ma una quota interessante è destinata verso i paesi asiatici, in particolare la Cina. Gli investimenti delle imprese del comparto nel corso del 2017 sono positivi (+6,5%) e si prevede possano aumentare anche nel corso del 2018 (+6,1%).

Alberto Montanini, presidente di Assotermica, l'associazione dei costruttori di apparecchi e componenti per apparecchi termici all'interno di Anima/Confindustria, commenta così i dati di preconsuntivo 2017 e previsioni 2018 elaborati dall'Ufficio studi Anima:

«Il nostro comparto ha saputo, in questi anni di sofferenza economica mondiale, non solo resistere agli scossoni finanziari ma reagire con la chiave dell'innovazione e della ricerca. La nostra linea guida è stata l'efficienza nel rispetto dell'ambiente circostante, territoriale ma anche universale. Le tecnologie italiane prodotte in questi anni hanno contribuito, e possono ancora di più a farlo, a  rispettare chi e quel che ci sta intorno. Se la Cina può vantare una svolta verde, lo può fare in forza degli impianti, macchinari e nuove invenzioni che compra da noi italiani. E noi ne siamo molto orgogliosi. Il colosso asiatico sta impartendo al resto del mondo una lezione di lungimiranza, come livelli di emissioni e obiettivi prefissati, che sarebbe bene imitare nel breve periodo. In questa attesa elettorale, le imprese non si fermano ma, anzi, continuano a gettare le basi per un futuro, prossimo e lontano, più amico della vita».

Variabili
Consuntivo 2016
Preconsuntivo 2017
Previsioni     2018
17/16 %
18/17%
Produzione
mln euro
2.098,00
2.255,00
2.355,00
7,5
4,4
Esportazioni
mln euro
1.318,00
1.415,00
1.485,00
7,4
4,9
Export/Produzione
%
63
63
63
-
-
Occupazione
unità
10.980
10.980
11.050
0,0
0,6
Investimenti
mln euro
155,00
165,00
175,00
6,5
6,1
Utilizzo impianti
%
75
75
75
-
-
Prezzi
%
0
+1
+1
-
-
Elaborazione UFFICIO STUDI ANIMA - Gennaio 2018
Assotermica - Associazione produttori apparecchi e component per impianti termici - rappresenta 60 industrie produttrici di apparecchi ed impianti termici e componenti destinati al comfort climatico ambientale.Un settore che in Italia occupa circa 11.000 addetti e fattura oltre 2.3 milardi di euro, dei quali circa il 63% per l'esportazione.

ANIMA Confindustria Meccanica Varia ed Affine  è l'organizzazione industriale di categoria che, in seno a Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 213.000 addetti per un fatturato di 46,7 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 57,9% (dati riferiti al preconsuntivo 2017). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: macchine ed impianti per la produzione di energia e per l'industria chimica e petrolifera - montaggio impianti industriali; logistica e movimentazione delle merci; tecnologie ed attrezzature per acqua e prodotti alimentari; tecnologie e prodotti per l'industria; impianti, macchine prodotti per l'edilizia; macchine e impianti per la sicurezza dell'uomo e dell'ambiente; costruzioni metalliche in genere.


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lunedì 11 dicembre 2017

Tecno entra in Elite, il programma di Borsa Italiana e Confindustria per le imprese ad alto potenziale

Tecno entra in Elite, il programma di Borsa Italiana e Confindustria per le imprese ad alto potenziale

L'azienda è anche uno dei finanziatori del progetto "Rivelazioni - Finance for Fine Arts" di Borsa Italiana, realizzato quest'anno in collaborazione con le Gallerie dell'Accademia di Venezia. 

Lombardi (fondatore e presidente di Tecno): "Abbiamo scelto di entrare in Elite perché lo vediamo come uno strumento utile per la nostra strategia, che punta ad una crescita fatta sia per linee interne che per acquisizioni e internazionalizzazione". 


Tecno entra in Elite,  il programma internazionale nato in Borsa Italiana nel 2012 in collaborazione con Confindustria e dedicato alle aziende più ambiziose, con un modello di business solido e una chiara strategia di crescita. L'obiettivo è di supportare un percorso di crescita legato a innovazione e internazionalizzazione.

L'annuncio dell'ammissione a Elite di Tecno, azienda fondata più di 20 anni fa da Giovanni Lombardi, è stato fatto oggi a Milano nel corso della cerimonia di ingresso in Elite nella lounge di Deloitte dedicata ad alcune tra le migliori aziende italiane.

Tecno entra così in una Community che conta circa 700 aziende da 27 paesi, 150 Advisor e oltre 100 investitori e che può supportare le aziende nei loro progetti di sviluppo offrendo accesso ad un network internazionale, fonti di finanziamento diversificate e un percorso di training dedicato, facilitando l'accesso ai capitali in ogni forma, attraverso l'impiego di tecnologie digitali.


Tecno è un gruppo industriale leader nei servizi alle imprese per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. Fondato nel 1999, ha fatturato 13 milioni e 500 mila euro nel 2016, con una crescita prevista del 20% per il 2017, che lo porterà a raggiungere i 17 milioni. Tecno conta oltre 2500 aziende clienti in tutti i settori industriali, tra cui Cartiere Burgo, Italcementi, Fincantieri, e Pavimental.

Nel 2005 Tecno è stata una delle prime aziende italiane a conseguire la qualifica di ESCo - Energy Service Company – accreditandosi presso l'AEEG (Autorità Energia Elettrica e Gas), per certificare gli interventi energetici.

L'azienda, che ha il suo quartier generale a Napoli alla Riviera di Chiaia in Palazzo Ischitella, e sedi a Milano, Bologna, Berlino e Parigi, è molto attenta al mondo della cultura con una strategia articolata che vede il gruppo supportare alcune delle più importanti Istituzioni culturali italiane nel contesto della responsabilità sociale che caratterizza l'operato dell'azienda.

Nel 2017 Tecno, oltre ad avere, a Napoli, finanziato l'app dedicata alla mostra napoletana su Picasso, organizzata dal Museo di Capodimonte, e supportato il Teatro San Carlo nell'acquisto dell'innovativo pavimento da danza ammortizzante 'Harlequin', ha finanziato il restauro del "San Domenico che istituisce il Rosario" di Giambattista Tiepolo, che le  Gallerie dell'Accademia di Venezia e Borsa Italiana hanno scelto per la  seconda edizione del progetto "Rivelazioni - Finance for Fine Arts", promosso dalle due Istituzioni. Un progetto che promuove la collaborazione pubblico-privato per la raccolta di risorse destinate al restauro e alla digitalizzazione di opere d'arte dei più importanti musei italiani.

"Abbiamo scelto di entrare in Elite - spiega il fondatore e presidente di Tecno, Giovanni Lombardi - perché lo vediamo come uno strumento utile per la nostra strategia, che punta ad una crescita fatta sia per linee interne che per acquisizioni e internazionalizzazione. Abbiamo inoltre deciso di affrontare il percorso nella lounge di Deloitte in quanto riteniamo che il supporto dedicato di un Elite partner come Deloitte possa consentire di supportare il nostro sviluppo strategico con una coerente evoluzione degli assetti organizzativi e gestionali del nostro Gruppo.
La mission di Tecno  è quella di essere partner dei clienti in tutte le strategie e le azioni per la sostenibilità grazie a soluzioni tecnologiche avanzate, frutto di brevetti interni, che garantiscono risparmi sui consumi energetici e ottimizzazione delle risorse.
Le nostre leve competitive sono le risorse umane e la ricerca: da 110 tra dipendenti e collaboratori prevediamo entro il 2018 di arrivare almeno a 130, di cui il 70% laureati in materie scientifiche con età media inferiore ai 35 anni.
Con questo team accompagniamo i clienti nelle diverse fasi, da quella preliminare, quando gli esperti valutano e quantificano il risparmio ottenibile senza chiedere alcun onere, a quelle successive, quando si procede all'elaborazione della strategia da adottare per l'ottenimento del risparmio energetico.
I nostri clienti ci scelgono consapevoli che il nostro costante investimento di oltre il 6% del fatturato in ricerca e innovazione rappresenta l'unica garanzia per la crescita in chiave di sostenibilità e competitività.
Da qualche anno - continua Lombardi - abbiamo diversificato in attività dove la matrice comune è costituita da open innovation, tecnologia e digitale, affermandoci anche come incubatore industriale di imprese.
Grazie al lavoro del nostro comitato scientifico coordinato dal direttore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione dell'Università  Federico II e direttore scientifico della IOS Developer Academy di Napoli, Giorgio Ventre, stiamo acquisendo sia start-up tecnologiche che partecipazioni strategiche al fine di integrare nuovi servizi".

Testimonianza dell'impegno e dei successi di Tecno sono anche riconoscimenti come la menzione speciale per il "Premio per l'innovazione" di Confindustria ottenuta nel 2013, dopo essere stata finalista per lo stesso Premio già nel 2011, e per il "Confindustria Awards for Excellence Andrea Pininfarina".



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#Smartexport: appuntamento al 13 dicembre con la meccanica di Confindustria

#Smartexport: appuntamento al 13 dicembre con la meccanica di Confindustria

Verranno presentati i dati export 2017 elaborati dall'Ufficio studi Anima

Quali sono le nuove corsie delle esportazioni italiane? Quali sono i Paesi di destinazione delle nostre tecnologie? Quali gli ostacoli e quali le soluzioni? Il prossimo 13 dicembre a Milano queste domande saranno il terreno di confronto per aziende, istituzioni e politici.

Alberto Caprari, presidente ANIMA Confindustria Meccanica Varia, nel suo intervento presenterà i dati dell'export della meccanica italiana con un focus sui trend di crescita e i rallentamenti che si sono verificati a seguito dei cambiamenti sulla scena geopolitica mondiale. 

Le statistiche saranno accompagnate anche dalla lettura economica di Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison. Sarà proprio lui a presentare il film "Unicità ed eccellenza della manifattura italiana", girato dal regista Alexander Kockerbeck per la Fondazione Edison anche con il contributo di Anima.

Tra i relatori saranno presenti Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del Sistema Paese del ministero Affari esteri e cooperazione internazionale, assieme a Michele Scannavini, presidente ITA/ICE Italian Trade Agency e il Professor Hans-Michael Wolffgang, INCU/World Customs Organization University.

Durante la tavola rotonda porteranno la loro esperienza aziendale cinque voci autorevoli: Alberto Rota (CEO Rota Guido), Roberto Noseda (Sales director Tenaris), Giacomo Zeni (CFO Fondital), Vincenzo Grassi (partner PwC), Fulvio Liberatore (presidente EasyFrontier).

A conclusione dei lavori, il presidente di Anima, Alberto Caprari, e la presidente di SOS Villaggi dei Bambini Onlus, Mariagrazia Lanzani, firmeranno il Memorandum of understanding. Anima intende suggerire così il sostegno a una realtà come quella di SOS impegnata in 135 Paesi del mondo ad accogliere i bambini che non possono più contare sulla famiglia.

ANIMA Confindustria Meccanica Varia  è l'organizzazione industriale di categoria che, in seno a Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 210.000 addetti per un fatturato di 44,7 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 58,5% (dati riferiti al preconsuntivo 2016). 
I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: macchine ed impianti per la produzione di energia e per l'industria chimica e petrolifera - montaggio impianti industriali; logistica e movimentazione delle merci; tecnologie ed attrezzature per acqua e prodotti alimentari; tecnologie e prodotti per l'industria; impianti, macchine prodotti per l'edilizia; macchine e impianti per la sicurezza dell'uomo e dell'ambiente; costruzioni metalliche in genere.


sabato 14 ottobre 2017

Intesa Sanpaolo presenta il nuovo modello di rating per le imprese

Risultati immagini per CONVEGNO CONFINDUSTRIA “SUL FILO DELL’INNOVAZIONE”
CONVEGNO CONFINDUSTRIA “SUL FILO DELL’INNOVAZIONE”
INTESA SANPAOLO PRESENTA IL NUOVO MODELLO DI RATING PER LE IMPRESE   
Valorizzazione dei fattori intangibili: marchi, brevetti, filiere, R&S, innovazione, progetti di sviluppo, proprietà e management

Questa la dichiarazione di Stefano Barreseresponsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, intervenendo al convegno di Confindustria “Sul filo dell’innovazione” ad Ancona“La pluriennale collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria ha consentito di dar vita ad un innovativo modello di rating che, insieme alla consueta valutazione economica finanziaria, dà valore anche ai fattori qualitativi intangibili dell’impresa e delle specificità delle realtà settoriali in cui opera, elementi che in precedenza non erano valorizzati.
Intesa Sanpaolo vuole essere un motore di crescita per le aziende e Confindustria è stata nostro partner in questo progetto, ci ha incalzato costantemente e costruttivamente e di questo dobbiamo dargliene atto.
Abbiamo così costruito un sistema di valutazione che rappresenta un cambio epocale nel modo di fare banca, unico nel panorama creditizio nazionale, che ci consente di valutare l’impresa ‘guardando avanti e non nello specchietto retrovisore’ e pone le basi per un dialogo sempre più costruttivo con gli imprenditori.
Il nuovo modello di rating, che ci è stato validato dalla BCE dopo un lungo percorso elaborativo, prende in esame diversi fattori immateriali quali i marchi, i brevetti, le certificazioni di qualità e ambientali, le attività di ricerca e sviluppo, di digitalizzazione e di innovazione, l’appartenenza ad una filiera, i progetti di sviluppo e di posizionamento competitivo, la gestione del rischio d’impresa, la proprietà e il management.
Abbiamo già applicato il nuovo modello di rating ad alcuni casi concreti e abbiamo appurato che presenta vantaggi in termini di facilitazione nella concessione del credito e in termini di condizioni economiche.
Cerchiamo di fare banca in modo innovativo anche rispondendo ai nuovi bisogni che provengono dal mondo delle imprese, come ad esempio con la piattaforma Welfare Hub, un servizio che abbiamo da poco creato per le imprese che hanno intenzione di portare in azienda il welfare per i propri dipendenti.
Nell’erogazione del credito Intesa Sanpaolo continua nel suo trend positivo e ci fa dire che supereremo il traguardo dei 50 miliardi definito all’inizio dell’anno per le erogazioni a medio lungo termine che, come sappiamo, sono destinate agli investimenti.
A sostegno degli investimenti delle imprese, nell’ambito di Industria 4.0 (“Superammortamento”, “Iperammortamento”, Nuova Sabatini) abbiamo erogato oltre 1 miliardo di euro da inizio 2017 al 31 agosto, con oltre 3.000 domande evase. Stimiamo un potenziale complessivo di 25 miliardi di erogazioni alle imprese clienti.
Con il Progetto Filiere, al 31 agosto 2017 risultano sottoscritti 480 contratti con aziende Capofiliera, con un potenziale di oltre 15.000 imprese fornitrici coinvolte, per un giro d’affari di oltre 68 miliardi e una forza lavoro di più di 86.000 dipendenti.
Dal 2014, abbiamo riportato in bonis oltre 63.000 aziende, di cui circa 10.600 nel primo semestre di quest’anno. Assumendo che le imprese riportate in bonis avessero una media di circa 10 dipendenti ciascuna, questo vuol dire che abbiamo contribuito a salvare 630.000 posti di lavoro, pari circa il 3% dell’occupazione italiana complessiva.”

lunedì 26 giugno 2017

Agricoltori Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità



Potenzialità e prospettive offerte dall'agricoltura sociale, dalla cooperazione internazionale e dal 'welfare di comunità', nella costruzione di percorsi di integrazione per i migranti e persone con diversi tipi di disagio. 
Pratiche dove la terra diventa uno spazio di inclusione, riabilitazione e formazione e dove il lavoro diviene non solo fonte di reddito individuale, ma anche l'elemento fondante di una società più inclusiva, giusta, coesa e sostenibile.
Queste alcune delle tematiche al centro del convegno "Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità", che si terrà Martedì 27 Giugno, presso l'auditorium "Giuseppe Avolio" a Roma (Metro Flaminio). 
A promuoverlo l'ASeS, organizzazione non governativa di CIA – Agricoltori italiani, da oltre trent'anni impegnata in programmi di cooperazione internazionale a sostegno delle popolazioni svantaggiate in ambito rurale.
Una tavola rotonda che coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni nazionali ed internazionali, del mondo agricolo e del Terzo settore, durante la quale ASeS – Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo presenterà anche le possibilità che si aprono in seguito alla recente introduzione del tema dell'Agricoltura sociale tra le finalità statutarie dell'organizzazione, dopo l'approvazione della Legge n.141 del 18 agosto 2015, che ha riconosciuto la pratica giuridicamente. "Un'importante transizione, che consentirà di affrontare con maggiore efficacia questioni di cui l'ASeS si è da sempre fatta promotrice. 
E che coinvolgerà in percorsi di multifunzionalità le aziende agricole della CIA - Agricoltori Italiani, con l'obiettivo di creare un unico grande polo, che interpreti l'agricoltura come forma di riscatto economico e sociale", commenta Cinzia Pagni Presidente ASeS. 
"Tantissime le aziende associate alla confederazione che già hanno avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura – ribadisce Cinzia Pagni - promuovendo l'offerta di servizi assistenziali e occupazionali a vantaggio di disabili, tossicodipendenti, detenuti, migranti, anziani, bambini e di aree fragili (montagne e centri isolati), in collaborazione con le istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Terzo settore".
Il 'welfare comunitario', sempre più sentito come un'esigenza primaria nel mondo rurale, è alla base della multifunzionalità di tante imprese CIA che, attraverso forme di agricoltura e zootecnica integrata, promuovono un modello di sviluppo territoriale e relazionale sostenibile, in grado di dare una possibile risposta anche ai crescenti bisogni della popolazione sia in termini di alimentazione biologica, legata alle eccellenze del territorio, che di offerta di servizi educativi, socio-sanitari e lavorativi.
Un fil rouge, che lega le esperienze passate e le scelte attuali agli impegni futuri, rilanciati lo scorso giugno dal Presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, Secondo Scanavino, fra i firmatari insieme a Confcooperative, Confindustria, Confcommercio, Cna e Federazione Banche Assicurazioni Finanza (Febaf) della dichiarazione comune per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile sull'Agenda 2030, per favorire la crescita inclusiva e sostenibile del sistema economico globale.

ASeS – Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo

Tavola Rotonda
Agricoltori Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità
Martedì 27 giugno h. 16.30 -18.30
presso
Auditorium "Giuseppe Avolio"
Via Mariano Fortuny n. 16 - Roma (Metro Flaminio)


Programma 

Alla tavola rotonda, introdotta dal Presidente di ASeS Cinzia Pagni e moderata dal giornalista Alex Corlazzoli, prenderanno parte Secondo Scanavino Presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, Andrea Olivero Viceministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), Davide Pati Presidenza Nazionale Associazione Libera, Enzo Cursio Nobel Alliance Coordinator della FAO, Leonard Mizzi Responsabile sviluppo rurale e sicurezza alimentare DEVCO dell'Unione europea. 
Interverranno al dibattito, oltre a Don Franco Monterubbianesi Fondatore Comunità di Capodarco, Francesco Petrelli Portavoce di CONCORD Italia, Silvia Stilli Portavoce AOI Ass.ne delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, Ilaria Signoriello del Forum Nazionale Agricoltura Sociale e Marina Galati Vicepresidente CNCA Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza.



ASeS e CIA: 40 anni di cooperazione da "agricoltore ad agricoltore"

Fondata da Cia-Agricoltori Italiani che, con oltre 900.000 iscritti fra coltivatori diretti e imprenditori agricoli, rappresenta una delle più grandi organizzazioni professionali agricole europee, dal 1975 l'ASeS è impegnata in progetti di cooperazione, che hanno portato sostegno sia operativo che formativo a cooperative di piccoli produttori nel Sud del mondo. 
In oltre quattro decadi, ha operato sul duplice binario "Agire nel loro paese; agire nel nostro paese", con interventi "da agricoltore ad agricoltore", basati sulla condivisione di saperi e know how dei propri affiliati con le comunità rurali di Paesi in via di sviluppo. 
Dalla costruzione di pozzi artesiani in Paraguay all'individuazione di nuove colture per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici in Mozambico. 
Fino al supporto fornito a cooperative di giovani agricoltori di caffè e cacao e fattorie sociali create per combattere marginalità, criminalità e tossicodipendenza in Costa D'avorio, Senegal e Libano. Mentre in Italia, ha valorizzato le competenze di migranti in regioni come Veneto, Lombardia, Lazio e Basilicata.

giovedì 8 giugno 2017

Anima/Confindustria: Ugo Pettinaroli nominato nuovo presidente Ceir

Rinnovati anche il vicepresidente e il board dell'associazione europea delle imprese di valvole e rubinetti

Bruxelles, 08 giugno 2017 – Ugo Pettinaroli, presidente di Avr, associazione valvole e rubinetti, federata ad Anima, è stato eletto presidente Ceir, associazione europea dei costruttori di valvole e rubinetti. Rimarrà in carica fino al 2019.

Coniugato, con due figli, Ugo Pettinaroli è amministratore delegato della Fratelli Pettinaroli SpA  e Ceo del Gruppo Pettinaroli.

Il presidente Pettinaroli sarà affiancato dal vicepresidente Carlos Velazquez  del gruppo spagnolo Roca.
Nel board del Ceir siederanno il past president Pascal Vinzio della Ksb France, Alexey Babichev della russa Emk, Marco Caleffi dell'italiana Caleffi, Michael Huck della svizzera Georg Fischer JRG AG, Antonio Pardal della spagnola Presto Iberica SA, Benoit Smagghe della Comap Group, Rui Veloso della portoghese Metalúrgica Central Da Trofa Lda, e Nurdan Yucel della turca Samsun Makina Sanayi.

Ugo Pettinaroli, a seguito delle congratulazioni per la nomina, ha ringraziato il suo predecessore Vinzio e ha confermato la sua volontà di «collaborare con i rappresentanti del paesi europei seduti a questo tavolo al fine di consolidare la  forza  dell' Associazione  Europea  con l'aiuto  delle  13  associazioni nazionali  e delle  14  private companies per un CEIR più determinante  a difendere  gli interessi  dell'Industria  Europea  dei Costruttori di Valvole e Rubinetti ».

Sono stati anche confermati Holger Fehrholz alla presidenza del Comitato Sanitary Valves TC, Pascal Vinzio all'Industrial & Building Valves TC e Ugo Pettinaroli al Marketing & Communication Committee.

Il Ceir ha già annunciato che l'anno prossimo sarà l'Italia il paese che ospiterà il congresso annuale dell'associazione europea.

Se si considerano i paesi dell'Unione Europea il valore di produzione nel 2015 di valvole industriali è pari a 3,3 miliardi di euro. L'Italia è il primo paese con 717 milioni di euro di produzione, seguito dal Regno Unito con 500 milioni di euro. Le imprese italiane sono imbattute anche nel comparto valvole per l'edilizia.


Per quanto riguarda le valvole sanitarie nel 2015 l'Italia è il primo paese produttore con 1,1 miliardi di euro su una cifra complessiva di 4,9 miliardi di euro per i Paesi dell'Unione europea.



AVR - Associazione Italiana Costruttori Valvole e Rubinetteria – è l'associazione industriale di categoria che rappresenta a livello nazionale ed internazionale le aziende italiane del settore. AVR raggruppa oggi circa 70 tra le più qualificate e prestigiose aziende di un settore che in Italia conta circa 27.000 addetti e sviluppa un fatturato di oltre 7.000 milioni di euro di cui oltre il 65% destinato all'export.

ANIMA - Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia ed Affine – è l'organizzazione industriale di categoria che, in seno a Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 210.000 addetti per un fatturato di 44,7 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 58,5% (dati riferiti al preconsuntivo 2016). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: macchine ed impianti per la produzione di energia e per l'industria chimica e petrolifera - montaggio impianti industriali; logistica e movimentazione delle merci; tecnologie ed attrezzature per prodotti alimentari; tecnologie e prodotti per l'industria; impianti, macchine prodotti per l'edilizia; macchine e impianti per la sicurezza dell'uomo e dell'ambiente; costruzioni metalliche in genere.

giovedì 21 luglio 2016

TERNA AI VERTICI DELLA SICUREZZA

Confindustria e INAIL premiano Terna per la leadership nella tutela della salute dei lavoratori


Terna vince il Premio per la Sicurezza promosso da Confindustria e INAIL con l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, la cui consegna è avvenuta oggi presso la sede di viale dell’Astronomia nel corso di un convegno alla presenza del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

Per Terna hanno ricevuto il premio il Capo della Divisione Corporate Affairs, Giuseppe Lasco e il Direttore Tutela Aziendale, Marcello Grosso.

Questo riconoscimento testimonia la leadership di Terna nell’utilizzo di soluzioni sempre più innovative a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori

Tra i parametri di valutazione più significativi, è stato analizzato il grado di maturità raggiunto dall’azienda nell’adozione delle più efficaci best practice a livello internazionale, considerato fra i principali indicatori di una cultura aziendale che valuta la sicurezza come strumento strategico per mantenere e accrescere il proprio vantaggio competitivo.

La IV edizione del "Premio imprese per la sicurezza", promosso da Confindustria ed Inail con la collaborazione tecnica di Apqi (Associazione Premio Qualita' Italia) ed Accredia (Ente Italiano di Accreditamento) riconosce le imprese che si sono distinte per l’impegno in tema di gestione di salute e sicurezza, come un esempio utile alla valorizzazione e diffusione delle loro esperienze per la sensibilizzazione di altre imprese e lavoratori su aspetti normativi, culturali, organizzativi e comportamentali. 

Lo scopo dell’iniziativa è quello di creare una vera e propria cultura di impresa in tema di salute e sicurezza, temi che oggi stanno assumendo una crescente rilevanza per l’intero sistema produttivo italiano, premiando le migliori aziende che si contraddistinguono per l’eccellenza del processo di gestione e, in particolare, per l’impegno concreto e i risultati conseguiti in materia di salute e sicurezza.  

“Siamo molto orgogliosi dell’ attestato che abbiamo ricevuto oggi – dichiara Giuseppe Lasco, Direttore della Divisione Corporate Affairs di Terna - che premia ancora una volta l’impegno di Terna nell’adozione e diffusione di una cultura che considera la sicurezza a 360 gradi come un asset strategico per la creazione di valore”. 

mercoledì 23 novembre 2011

Il nuovo Piano Industriale Sogin 2011-2015 presentato da Giuseppe Nucci

L’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, ha presentato oggi ai rappresentanti istituzionali, alle associazioni imprenditoriali e alle organizzazioni sindacali del territorio il Piano industriale 2011-2015, illustrando inoltre l’andamento positivo del primo semestre 2011. Nel corso della conferenza Giuseppe Nucci ha firmato con il Vice Presidente di Confindustria Basilicata, Michele Somma e il Presidente di Confapi Matera, Vito Domenico Gravela, un protocollo d’intesa per rafforzare la sinergia fra Sogin e il tessuto imprenditoriale locale per le attività di decommissioning e di gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi. La bonifica ambientale dell’impianto Itrec di Rotondella si concluderà nel 2026.

“Il nuovo piano industriale – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci - intende migliorare l’efficienza e l’efficacia delle nostre attività con l’obiettivo di ottimizzare tempi e costi, per concludere la bonifica degli impianti nucleari, portarli a prato verde e restituirli ai cittadini e al territorio, consapevoli che Sogin è allineata alle migliori esperienze internazionali”.
“La firma del protocollo di oggi – ha continuato Giuseppe Nucci – attiva nuovi strumenti di partnership. É una ulteriore conferma della nostra volontà di condividere l’obiettivo della più importante bonifica ambientale nella storia del nostro Paese con le istituzioni e le imprese locali direttamente coinvolte nelle nostre attività assicurando che tutti i giorni nostri dipendenti operano con il massimo impegno per garantire la sicurezza dei cittadini italiani”.
“Questa intesa - ha sottolineato il Vice Presidente di Confindustria Basilicata, Michele Somma – rappresenta un passo importante nel processo di crescita delle imprese lucane. Grazie alle attività formative che saranno organizzate a breve in collaborazione con Sogin vogliamo fornire agli imprenditori tutto quel bagaglio di conoscenze tecniche, organizzative e manageriali che permetteranno loro di essere competitivi in un settore che richiede standard professionali altissimi e poter così entrare più facilmente in un mercato che non è solo quello lucano ma ha prospettive di respiro mondiale”.
“La giornata odierna – ha rilevato il Presidente di Confapi Matera, Vito Domenico Gravela – sancisce l’avvio di un sistema di relazioni con le associazioni imprenditoriali e i soggetti rilevanti del territorio. La presentazione del Piano Industriale di Sogin ci permette di conoscere i programmi e di avanzare proposte e suggerimenti al fine di ottenere il massimo coinvolgimento delle imprese locali e, quindi, una concreta ricaduta del Piano sul territorio”
“Per quanto riguarda il protocollo d’intesa – ha concluso Gravela – utilizzeremo la disponibilità di Sogin al dialogo per conseguire una maggiore semplificazione delle procedure di qualificazione delle imprese, attualmente troppo complesse e costose ”.
Gli obiettivi Sogin:
  • Mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, per garantire i cittadini, tutelare l’ambiente e le generazioni future.
  • Smantellare gli edifici convenzionali e finalizzare le scelte tecnologiche di progetto per il decommissioning dei siti nucleari.
  • Localizzare e realizzare il Parco Tecnologico e il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, appena definiti dall’Agenzia di Sicurezza Nucleare i criteri per realizzare la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee.
  • Valorizzare in Italia e all’estero le competenze delle imprese italiane qualificate da Sogin.
Per terminare le attività di decommissioning e arrivare al prato verde dei siti occorrono 4,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi di trasferimento dei rifiuti al futuro Deposito Nazionale.
Nei cinque anni del piano, Sogin realizzerà attività di decommissioning, mantenimento in sicurezza e servizi per 542 milioni di euro, dei quali 43 milioni per le attività nell’impianto Itrec di Rotondella. Nel primo semestre 2011, Sogin ha incrementato del 50% le attività di smantellamento degli impianti nucleari rispetto alla media del periodo 2007-2010.
Nell’impianto Itrec di Rotondella, le principali attività previste nell’arco di piano riguarderanno la bonifica del deposito interrato (fossa irreversibile), la realizzazione dell’impianto di cementazione dei rifiuti liquidi radioattivi e delle strutture logistiche di cantiere funzionali alle operazioni di smantellamento.
Nel 2011, è stato ampliato l’albo fornitori e sono stati ridefiniti i piani di committenza delle attività per privilegiare la concorrenza. E’ stata coinvolta l’imprenditoria locale con appositi protocolli d’intesa per favorire così lo sviluppo del tessuto economico dei territori nei quali Sogin è presente. Sono stati inoltre siglati protocolli di legalità per appalti e subappalti con le Prefetture delle province nelle quali Sogin opera, tra le quali quelle di Alessandria e Vercelli. Queste scelte garantiscono maggiore trasparenza, certezza dei tempi e contenimento dei costi generali rispetto alla spesa attuale.
Nel primo semestre 2011 sono state contrattualizzate attività per 82,8 milioni di euro, rispetto ai 25,9 milioni dello stesso periodo del 2010 con un incremento di oltre tre volte. Questi importi sono stati assegnati per il 76% (63 milioni) attraverso procedure di gara, rispetto al 42% (10,8 milioni) assegnati nel primo semestre 2010. Il ribasso delle gare ha prodotto risparmi per 12 milioni di euro.
Il nuovo contesto normativo, nel 2010, ha affidato a Sogin la localizzazione, realizzazione e gestione del Parco Tecnologico e Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, che amplia il perimetro aziendale. Il Deposito permetterà di mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dal decommissioning e dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, che ogni anno producono circa 500 metri cubi di rifiuti, oggi custoditi in diversi depositi temporanei sparsi nel territorio italiano. La sua realizzazione rappresenta dunque una priorità per l’Italia, garantendo la massima sicurezza per i cittadini e l’ambiente ed eliminando la necessità di immagazzinamento temporaneo sui siti.
Il Deposito sarà una struttura di superficie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali, che consentirà la sistemazione definitiva di circa 80 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e la custodia temporanea per circa 12.500 metri cubi di rifiuti di alta attività. Degli oltre 90 mila metri cubi di rifiuti il 70% proverrà dagli impianti nucleari in dismissione mentre il restante 30% dalle attività di medicina nucleare, industriali e della ricerca. Tra questi rientrano, ad esempio, i rifiuti derivanti da radioterapie e diagnostica.
Il protocollo d’intesa tra Sogin, Confindustria Basilicata e Confapi Matera, di durata triennale, prevede cinque linee d’azione: informazione, formazione, assistenza, comunicazione e coinvolgimento su tematiche di comune interesse.
La collaborazione riguarderà l’organizzazione di una conferenza annuale sullo stato di avanzamento delle attività di decommissioning e sulle policy di acquisti e appalti e la pubblicazione di una newsletter Sogin rivolta alle associazioni. Nel campo della formazione saranno promossi seminari rivolti alle imprese per la qualificazione in Sogin e iniziative sul tema della sicurezza da sviluppare con la Scuola di Radioprotezione e Sicurezza Sogin di Caorso. Sono inoltre previste visite agli impianti nucleari e specifici master universitari patrocinati dalle associazioni.

FONTE: Sala stampa Sogin

sabato 29 gennaio 2011

Nasce nel Lazio Unindustria, Flavio Cattaneo (Terna) fra i Vicepresidenti

Nasce Unindustria con quattromila aziende della regione. Nel board , tra gli altri, Flavio Cattaneo, ad Terna. Il “sistema Lazio” diventa il secondo in Italia per numero di associati e il primo per estensione geografica

Si fondono le associazioni degli industriali di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo e il “sistema Lazio” diventa il secondo in Italia per numero di associati e il primo per estensione geografica. E’ questa la forza di Unindustria tenuta oggi a battesimo dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e dal suo presidente Aurelio Regina.

Con un patrimonio netto di 20 milioni, la neonata associazione rappresenta oltre 4.000 imprese, ovvero il 90 per cento degli associati a Confindustria Lazio, di cui il 70 per cento opera nei servizi, il 30 per cento nell’industria. Per la maggior parte (il 90 per cento) occupano fino a 100 dipendenti, per un numero totale di addetti pari a 250.000 persone. Un numero, quest’ultimo, ha sottolineato Regina, “di cui le istituzioni non possono non tener conto”.

Per Unindustria, intanto, la sfida è quella di fornire alle imprese “un sistema più efficiente, meno costoso e più’ mirato agli obiettivi”. Si tratta di una svolta culturale, ha spiegato Regina, di mettere a sistema “un nuovo modo di concepire le politiche di sviluppo territoriale”. “Oggi – ha aggiunto – il livello provinciale non è più sufficiente e guardare alle nostre regioni come dei grandi agglomerati che lavorano cercando di integrare la manifattura con i servizi, la grande con la piccola impresa. Abbiamo bisogno di voci uniche più’ forti a livello regionale e internazionale. A fianco a un progetto di efficientamento e semplificazione del sistema noi guardiamo a un progetto di rafforzamento delle nostre politiche e della capacità di rappresentarle”.

“E’ uno dei modi con cui promuoviamo l’innovazione attraverso iniziative che nascono dal territorio – gli ha fatto eco la Marcegaglia – Questa è la riorganizzazione più importante fatta nel nostro sistema. E’ importante che ognuno trovi la sua strada per capire e anche cavalcare il cambiamento, restando vicini al territorio e ai propri associati”. Oltre ai vicepresidenti Marcello Pignacelli, Gianfranco Castelli e Domenico Merlani, presidenti rispettivamente di Confindustria Frosinone, Rieti e Viterbo, nel board di Unindustria siedono anche Franco Bernabe’, Alessandro Caltagirone, Flavio ttaneo, Giampaolo Letta, Eduardo Montefusco, Mauro Moretti, Rocco Sabelli, Maurizio Stirpe, Attilio Tranquilli, Giorgio Zappa e Rudi Bertoli.

Il 15 marzo a Valmontone si riunirà la prima assemblea associativa, nella stesso giorno in cui verrà inaugurato il nuovo parco a tema (che però verrà aperto al pubblico solo da aprile).

(Fonte: Repubblica.it)

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martedì 17 marzo 2009

Il Presidente della confindustria a pranzo dall'On. Berlusconi per chiedere cosa?

LA MARCEGAGLIA CI RIPROVA!
FINALMENTE BERLUSCONI L'INVITA A PRANZO.

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco. Nella logica dell'esercizio del potere, anche i luoghi hanno la loro importanza e, spesso, rappresentano l''idee che sorreggono l'azione di un Governo. Berlusconi non ha mai amato molto Palazzo Chigi e questo lo sappiamo sin dal suo primo incarico. Caratterialmente non sopporta la rigidità delle istituzioni, preferisce poche regole in politica, preferisce le strutture che si adeguono a lui, piuttosto che sia lui ad adeguarsi alle strutture. Potendo permetterselo, si è organizzata una sua sede di Governo, dove è sempre padrone e non deve dipendere da collaboratori che non ha scelto, che seguono regole stabilite in altre circostanze e secondo altri principi. La vera sede del suo operato è Palazzo Grazioli, dove abita quando è a Roma, dove riceve e lavora insieme al suo staff. Essere ricevuti a Palazzo Grazioli significa essere veramente importanti, se l'invito è per condividere la cena o il pranzo, allora siamo di fronte ad un evento decisivo.
Oggi, sarà ricevuta a Palazzo Grazioli, ospite per il pranzo, Emma Marcegaglia, Presidente della Confindustria; che dopo l'incidente avvenuto con Scaiola, ha ripreso dopo due settimane a lamentarsi dell'azione del Governo. La sua ultima affermazione: "Occorrono soldi reali per le imprese", giunta a commento degli ultimi atti del Governo, le hanno, finalmente, valso l'invito a Palazzo.
Agli industriali non bastano i Tremonti Bond realizzati per consentire alle Banche di continuare ad erogare prestiti alle imprese, non li ha convinti il piano dei lavori pubblici che il Governo intende mettere in atto, la liberazione dei vincoli alle costruzioni private ed il nuovo piano di edilizia pubblica.
Non bastano agli industriali i continui piccoli ritocchi alle misure di sostegno al reddito dei precari privati del lavoro e per i lavoratori in cassa integrazione; tanto decantati dal Ministro Sacconi. Per gli industriali occorrono interventi seri e massicci per evitare che i fallimenti delle piccole e medie imprese continuino, mentre le crisi del settore dell'auto, della produzione degli elettrodomestici e dell'elettronica, insieme alla crisi delle aziende alimentari è talmente evidente che non può essere più negata. Nell'ambito del settore terziario, si registrano situazioni veramente drammatiche nel commercio, nel turismo e nel settore del credito.
Insomma, la crisi è seria e deve essere seguita con maggiore attenzione!
Speriamo che da quell' incontro non escano proposte ancora peggiori per i cittadini, come la riforma delle pensioni, un ulteriore attacco ai diritti dei lavoratori, maggiore libertà di licenziamento, ulteriori difficoltà per le famiglie. Quando ci sono crisi di mercato, congiunture negative, problemi di riorganizzazione delle produzioni, le imprese lanciano drammatici richieste di aiuto che quasi sempre si risolvono in nuovi attacchi ai diritti dei lavoratori, alla perdita del potere d'acquisto dei salari, alla diminuzione di risorse per l'assistenza sociale ed il sostegno dei più poveri. Fino ad ora, con i Governi di Berlusconi, questo è sempre puntualmente avvenuto.
Infatti, questa strada è stata già percorsa negli ultimi sei mesi: i contratti di lavoro sono stati spalmati in un periodo più lungo; mentre i Ministri si sono dati da fare per operare tagli alla spesa sociale, alla scuola, alla pubblica amministrazione, alla sanità, alla ricerca scientifica, alla polizia, alla assistenza ai disabili, alle politiche di inclusione sociale.
Questa crisi è diversa dalle altre, non è comprimendo la spesa sociale ed i salari che si recupera la ricchezza perduta. Il vecchio modo di fare politica della Confindustria non funziona, anzi, più si restringe la redistribuzione del reddito, più cresce l'inflazione, meno si spende, più grave è la crisi, meno le banche prestano soldi, più le imprese sono costrette a fermare le produzioni.
Purtroppo la nuova e giovane dirigenza della Confindustria non è assolutamente preparata a fronteggiare una situazione di recessione economica mondiale, un continua caduta del mercato azionario, una difficoltà a reperire finanziamenti e la perdita di qualsiasi riferimento di mercato. Le imprese italiane, abituate alla esportazione delle loro produzione di qualità, avevano nel mercato USA, nella Germania, nell'Inghilterra, nei paesi arabi e nella Cina il loro mercato principale. Produrre a basso costo era il loro imperativo, il costo del lavoro più basso era l'unico obbiettivo di una intera generazione di imprenditori, che hanno investito in ogni paese del mondo dove il costo del lavoro fosse basso, per poter guadagnare di più.
Purtroppo per loro e per noi, gli ingenti guadagni che gli imprenditori italiani hanno fatto nel corso degli anni passati non sono stati utilizzati per la ricerca di nuovi prodotti, di migliore qualità, di minore consumo di energia, per migliorare le condizioni di vita complessiva degli italiani e delle nazioni dove avevano investito per produrre a basso costo.
Gli industriali hanno investito in Borsa, rincorrendo i lauti guadagni promessi da una finanza tanto innovativa, quanto falsa. Gran parte della ricchezza prodotta nel mondo, è stata bruciata nelle truffe finanziarie legate alla filosofia dei prodotti finanziari derivati ed al sistema delle assicurazioni e riassicurazioni che erano basate sul nulla.
Gli industriali italiani hanno perso molto e le normali politiche di scaricare su i lavoratori e sulle categorie più povere le loro crisi non danno nessun effetto.
Gli industriali italiani non hanno soldi per investire in innovazioni e ricerca, le Banche non prestano soldi a chi non ha soldi, lo Stato non si accolla la crisi, il suo passivo di Bilancio è già troppo alto.
Che cosa chiederà la Marcegaglia al premier? Di diminuire il peso delle tasse sull'impresa, chiederà una moratoria per i versamenti all'INPS, all'INAIL; di non anticipare l'IVA, di ottenere dallo Stato una garanzia per i prestiti nei confronti delle Banche, ed un contributo finanziario per il pagamento degli interessi dovuti. Rilanciare i Cofidi, attraverso una legislazione nuova ed un nuovo cartello delle Banche a sostegno di questa operazione.
Queste richieste metteranno in crisi la politica economica del Governo, perché, con la retorica dei tagli attuata dai ministri del Governo, sotto la rigida regia di Tremonti, i risultati ottenuti sono stati pochi e scadenti. Il fabbisogno dello Stato non solo non è diminuito, ma addirittura è aumentato in pochi mesi del 5%. Se a questo aumento si aggiunge una diminuzione delle entrate dello Stato, sia perché il reddito degli italiani è veramente caduto, sia per la ripresa di massa della evasione fiscale, ci si rende conto che è aumentato il rapporto tra il debito pubblico ed il Prodotto Interno Lordo, attestandosi al 105.6%.
Come se in una famiglia si guadagnassero 20.000 euro all'anno, mentre continua a crescere i debiti che superano il reddito familiare e si attestano a 21.400 euro. Non si capisce come si è verificato in tanto breve tempo una tale situazione nell'ambito del Bilancio dello Stato. Che Tremonti fosse un Ministro spendaccione lo sapevamo dal precedente Governo.
Quando nel 2006 fu sostituito da Padoa Schioppa, il debito pubblico era come quello odierno e la situazione di cassa ben peggiore. I parametri europei erano ampiamente superati ed il nostro Paese era nel pieno di una procedura di richiamo da parte della Banca Europea. In soli due anni quella situazione fu recuperata e migliorata. Addirittura si discuteva su un tesoretto accumulato che doveva servire a restituire potere d'acquisto ai lavoratori per il drenaggio fiscale dovuto alla inflazione, si parlava di aumentare le pensioni più basse. Si chiedeva una diversa politica per la ricerca scientifica e per le politiche di assistenza sociale. Dopo aver affermato che quei soldi non erano mai esistiti, dopo aver velocemente chiuso il dibattito su quel punto, di quella disponibilità di cassa non si è più parlato.
Sarebbe interessante indagare. Perché se quei soldi esistevano davvero, come ha fatto il Governo Berlusconi ha sperperarli in così poco tempo, tanto da far aumentare il disavanzo dello Stato?
Il problema della nostra economia è grave, gli industriali chiedono soldi che il Governo non ha, mentre non si possono tartassare ancora di più gli italiani.
Come andrà a finire? Sapremo nelle prossime ore.



Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

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