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martedì 10 aprile 2018

La contraffazione causa una perdita di ricavi a circa la metà dei brand

La contraffazione causa una perdita di ricavi a circa la metà dei brand

Un titolare di marchio su tre segnala una perdita superiore al 10%


San Francisco, CA - 10 Aprile, 2018 - La nuova ricerca di MarkMonitor®, azienda specializzata nella protezione del brand online, ha rivelato che quasi la metà (47%) dei brand perde vendite e ricavi a causa di merci contraffatte o pirata disponibili online, e uno su tre registra una perdita superiore al 10%.

La ricerca ha mostrato che il 58% degli intervistati è d'accordo sul fatto che, nei prossimi cinque anni, mantenere al sicuro un marchio diventerà sempre più difficile, anche a causa delle sfide provenienti da un lato dall'uso di diverse nuove tecnologie, tra cui intelligenza artificiale e realtà aumentata, e dall'altro dalla navigazione nel dark web.

Inoltre, il 41% dei brand ha dichiarato di aver notato un aumento delle violazioni, mentre il 38% ritiene che, sempre nei prossimi cinque anni, sarà molto probabile che si verifichi un calo delle vendite a causa delle merci contraffatte.

"La protezione del brand ha sempre rappresentato una sfida per le aziende ed è un ambito che cresce e si sviluppa in modo significativo in base alle minacce di contraffazione, pirateria, cybersquatting e altri abusi del marchio, in costante aumento." afferma Chrissie Jamieson, VP Marketing di MarkMonitor. "Secondo la nostra ricerca, la protezione del brand diventerà sempre più complessa ed è fondamentale che le organizzazioni adattino i loro approcci di conseguenza".

"La protezione del marchio è ancora più importante della cura del marchio stesso." Spiega Jamieson. "Di fatto, si tratta di mantenere la fiducia dei propri clienti e proteggere i consumatori dai pericoli posti da contraffattori e criminali online. La nostra indagine ha rispecchiato questo concetto, dimostrando che l'obiettivo prioritario delle strategie di protezione del brand è garantire la sicurezza dei propri clienti".

Lo studio è stato condotto a Novembre 2017, per conto di MarkMonitor, dalla società di ricerche di mercato indipendente Vitreous World. L'obiettivo dello studio è stato esaminare gli atteggiamenti e le percezioni dei responsabili delle decisioni di marketing in merito alla protezione del marchio online, nonché le loro sfide e la situazione del settore. Sono stati inclusi nello studio gli intervistati di Regno Unito, Stati Uniti, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Svezia.


giovedì 15 marzo 2018

EUIPO: Commercio di prodotti contraffatti e zone franche


Commercio di prodotti contraffatti e zone franche

15 marzo 2018 - L'istituzione di un'ulteriore zona franca nell'economia di un paese è associata a un aumento del 5,9 % del valore dei prodotti contraffatti che tale paese esporta.

È quanto afferma una nuova relazione pubblicata oggi dall'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) e dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE).
La presente ricerca integra uno studio del 2016 dell'EUIPO e dell'OCSE in base al quale il valore dei prodotti contraffatti era stimato pari al 2,5 % del commercio mondiale, arrivando a totalizzare 338 miliardi di EUR.
A livello mondiale esistono oltre 3 500 zone franche, caratterizzate da un regime economico particolare e istituite spesso (seppur non sempre) in prossimità dei porti. Complessivamente, creano posti di lavoro per 66 milioni di persone generando benefici diretti nel settore del commercio per oltre 365 miliardi di EUR (500 miliardi di USD).

Tali zone offrono vantaggi connessi all'ubicazione fisica, alle infrastrutture specializzate e a una normativa elastica, che si traducono in benefici concreti per le imprese e i paesi in cui si trovano. Tuttavia, le normative meno rigide e i controlli doganali ridotti fanno sì che le zone franche costituiscano poli di attrazione per soggetti dediti ad attività illecite e criminali.
In base alla relazione, che si avvale di dati relativi a zone franche ubicate in tutto il mondo e a sequestri operati dalle autorità doganali a livello internazionale, maggiore è il ruolo delle zone franche nell'economia di un paese (quantificato in base al numero sia delle stesse sia delle persone che vi lavorano) e più ingente è il valore dei prodotti contraffatti che tale paese esporta.

Nell'Unione europea, tali prodotti costituiscono fino al 5 % di tutte le importazioni, per un valore che raggiunge gli 85 miliardi di EUR, secondo lo studio EUIPO-OCSE «Commercio di merci contraffatte e usurpative: una mappatura dell'impatto economico», pubblicato ad aprile 2016.
Quello di oggi fa seguito a una seconda relazione congiunta EUIPO-OCSE, uscita a giugno 2017, contenente una mappatura delle rotte mondiali del commercio di prodotti contraffatti, nella quale si evidenziava l'importanza di quattro punti di transito (Albania, Egitto, Marocco e Ucraina) usati per introdurre falsi nell'Unione europea.

Il Direttore esecutivo dell'EUIPO, António Campinos, ha dichiarato:
«Con le nostre relazioni abbiamo già evidenziato che il commercio internazionale di prodotti contraffatti e usurpativi costituisce fino al 2,5 % di quello mondiale, arrivando a totalizzare 338 miliardi di EUR. La relazione di oggi è un ulteriore passo avanti nell'ambito di tale analisi. Ci auguriamo che i risultati siano di aiuto a governi e responsabili delle politiche impegnati a valutare e arginare il danno economico causato a livello mondiale da contraffazione e pirateria.»
I dati analizzati nella relazione sono stati messi a disposizione dall'Organizzazione mondiale del commercio, dall'Organizzazione mondiale delle dogane, dalla direzione generale della Fiscalità e dell'unione doganale della Commissione europea e dall'Ufficio delle dogane e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti.

NOTA 
La relazione di oggi, pubblicata attraverso l'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, è il terzo lavoro di una serie di studi sul commercio internazionale di prodotti contraffatti e usurpativi a opera dell'EUIPO e dell'OCSE. Nel primo, «Commercio di merci contraffatte e di merci usurpative: una mappa dell'impatto economico», si evidenziava che il commercio internazionale di prodotti contraffatti e usurpativi costituisce fino al 2,5 % di quello mondiale (338 miliardi di EUR) e fino al 5 % delle importazioni complessive nell'UE (85 miliardi di EUR). Il secondo, «Analisi delle vere rotte commerciali delle merci contraffatte», tracciava le rotte mondiali dei prodotti contraffatti e usurpativi dalle economie di provenienza e attraverso i punti di transito.

INFORMAZIONI SULL'EUIPO
L'EUIPO è un'agenzia decentrata dell'UE, con sede ad Alicante, in Spagna. Gestisce la registrazione dei marchi dell'Unione europea (MUE) e dei disegni o modelli comunitari registrati (DMC), entrambi intesi a proteggere la proprietà intellettuale in tutti i 28 Stati membri dell'UE. Inoltre, l'EUIPO ospita l'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e organizza i premi DesignEuropa.

INFORMAZIONI SULL'OCSE
Maggiori informazioni sull'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE)


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