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mercoledì 20 luglio 2016

Città senza bottiglie



Nella vita ci sono poche certezze assolute, ma sicuramente una di queste è che l’acqua fa bene ed è l’unico alimento di cui non si può assolutamente fare a meno, tuttavia il dubbio che molti si pongono è: quale acqua bere? E spesso questa domanda resta senza risposta, conviene affidarsi a una soluzione domestica o meglio l’acqua in bottiglia? Una risposta definitiva non esiste. La qualità dell’acqua erogata dagli acquedotti varia sensibilmente da zona a zona, ultimamente poi sono apparse le “case dell’acqua” ampliando così la scelta ulteriormente, di certo un grosso svantaggio dell’acqua minerale è lo stoccaggio che porta a fare di bottiglie di plastica e il conseguente problema ambientale che ne comporta.

lunedì 14 giugno 2010

Il solare come riduzione dell'effetto serra.

Sebbene possa sembrare strano l'effetto serra è un elemento da sempre presente nell'atmosfera terrestre. In particolare l'effetto serra può essere espresso come quel principo che evita ai raggi solari di uscire dallo spettro terrestre e quindi produce calore. Senza tale effetto la temperatura a terra sarebbe di 18 gradi sotto lo zero. Il problema riside nel fatto che la produzione di energia nei paesi occidentali produce inquinamento. Infatti la maggiore parte dell'energia, anche elettrica, viene prodotta bruciando combustibili fossili e gas naturali e quindi la produzione di energia crea anidride carbonica, che combinata nell'atmosfera contribuisce notevolmente all'aumento dell'effetto serra. Per tale motivo in occasione del protocollo di Kioto i potenti della terra si sono riuniti con il fine di stabilire dei modi per diminuire la produzione di Co2. In virtù di questi accordi e del fatto che il nostro sistema di produzione energetico è fra gli ultimi in Europa (la Danimarca produce 10 volte più energia dalle fonti alternative rispetto a noi) Il governo italiano ha varato una serie di provvedimenti per incentivare la produzione di energia solare, al fine di evitare il verificarsi di uno scenario in cui nel 2050 perderemmo il 50% delle barriere coralline e nel 2200 la Pianura Padana verrebbe sommersa dalle acque marine a causa dello scioglimento dei ghiacciai polari. L'energia solare rappresenta dunque una valida alternativa per il paese del sole per contribuire notevolmente al verificarsi di uno scenario surreale.

giovedì 14 maggio 2009

UN PROBLEMA ATTUALE E GRAVE: LA PLASTICA

Risultati immagini per inquinamento PLASTICA
UN PROBLEMA ATTUALE E GRAVE: LA PLASTICA 

Il 2009 doveva essere l'ultimo anno di vita dei sacchetti di plastica, prima della messa al bando. Niente sembra muoversi e allora i comuni fanno da sé. Vivere senza plastica è possibile? Sembrerebbe di sì. Storie di piccoli e grandi cambiamenti di abitudini

Vivere senza plastica è possibile?
A guardarsi intorno verrebbe quasi da rispondere con un no. Basta dare un'occhiata alla propria scrivania. Soltanto tra computer, cellulari e penne biro c'è una quantità di plastica davvero impressionante.

C'è chi ha fatto un tentativo: la giornalista della BBC Christine Jeavans per un mese ha raccontato sul suo blog com'è vivere senza utilizzare prodotti di plastica nel nostro mondo. Un'impresa quasi impossibile.

Ma c'è chi ha voluto fare di più: un anno intero senza plastica.
E' la storia che racconta il documentario Recipes for Disaster.
Senza bisogno di imbarcarsi in imprese altrettanto titaniche, modificare le piccole abitudini di tutti i giorni può fare la differenza, come tenere in borsa una shopper di tela anziché utilizzare le buste di plastica...

La frase ricorrente dovunque è sempre: Niente busta, grazie. Il lato ecologico della faccenda è il non contribuire a disseminare in giro plastica inutile semplicemente servendosi di shopper e buste riutilizzabili, il lato sociologico (e italiota) della faccenda è che i negozianti, invece di essere contenti o stimolati a porsi delle domande, ti guardano straniti come se fossi un extraterrestre.
E invece sì, è assolutamente possibile vivere senza sacchetti di plastica. Senza circondarsi di infiniti sacchetti di plastica quando si va al supermercato, in farmacia [dove oltretutto i sacchetti sono microscopici quindi praticamente inutili per qualunque altro utilizzo], in libreria, al mercato, a fare qualche commissione, etc.

Proprio su questo fronte, mentre il resto del mondo incentiva la scelta di materiali alternativi come le bioplastiche e il materbi, in Italia non si fanno passi in avanti, anzi si torna indietro...VENDERA' cara la sua pellaccia di polietilene. Non lasciamoci ingannare da quel suo aspetto flaccido e spiegazzato: lo shopper è un vero duro. Condannato ufficialmente a morte per crimine ecologico continuato ed aggravato. Fissata la data dell'esecuzione: 31 dicembre 2009, fra meno di otto mesi. Ma lui se ne fa un baffo. Statene certi: la scamperà anche stavolta, e il primo giorno di apertura dei supermercati del 2010 lo troverete quasi ovunque ancora vivo, lì alle casse, sbruffone e servizievole, comodo e prepotente.

Il sacchetto di plastica non ha affatto i giorni contati. Solita storia all'italiana: annuncio, clamore, dibattito, reazioni, poi niente. Sembrava tutto già deciso con un comma (il numero 1130) della Finanziaria 2007, la prima dell'ultimo governo Prodi, che prevedeva di "giungere dal definitivo divieto, a decorrere dal 1° gennaio 2010, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l'asporto di merci", rispettando la scadenza suggerita dalla direttiva comunitaria EN 13432. Brindisi tra gli ambientalisti, cruccio dei produttori, tutto inutile: la norma c'è ma non c'è, visto che i decreti attuativi per definirne i modi (e soprattutto per sanzionare chi non rispetterà il "definitivo divieto") non sono mai stati emanati.
Per ovviare all'immobilità in ambito nazionale su questo tema si sono attrezzati i sindaci. Sono sempre di più infatti i primi cittadini che propongono iniziative per bandire i sacchetti di plastica inquinante dal proprio Comune. Un esempio è Castellammare di Stabia, in cui l'esperimento è attivo da marzo... Spesa alimentare e altri acquisti non potranno più finire nelle classiche shopper di materiale non biodegradabile, ma esclusivamente in sacchetti di carta o mater bi. Il sindaco Salvatore Vozza ha firmato un'ordinanza che vieta a tutti i negozi e bar di distribuire le buste di plastica. I commercianti avranno tutto il tempo per organizzarsi per questa novità visto che l'ordinanza sarà esecutiva a partire dal primo marzo 2009.
"I sacchetti di plastica sono causa di inquinamento ambientale, essendo non biodegradabili- sottolinea l'assessore all'Ambiente Raffaele Longobardi- Costituiscono un problema per la raccolta differenziata, infatti troppo spesso nella zona dove la raccolta avviene con i cassonetti la frazione organica presenta impurità, dovuta proprio a questi sacchetti di plastica. Abolendo la loro distribuzione su tutto il territorio cittadino, potremo raggiungere risultati ancora più significativi.
L'Associazione Comuni Virtuosi ha anche lanciato una campagna si sensibilizzazione, Portalasporta.it. Questa campagna promossa dall'Associazione Comuni Virtuosi, con il patrocinio del WWF, è una campagna totalmente propositiva che vuole dimostrare come sia facile modificare stili di vita errati semplicemente diventandone completamente coscienti ed attuando semplici accorgimenti per poterli prevenire.
Stiamo parlando dell'uso o meglio dell'abuso della busta di plastica che è l'oggetto che più abbonda nelle nostre case (provate a contarle…), che riveste e trasporta ogni nostro acquisto, un oggetto usato per pochi minuti, ma che può durare anche 100 anni.
Spesso ci viene dato "gratuitamente", ma il costo è nascosto in un pesante pedaggio che tutti paghiamo; in un inutile spreco di risorse energetiche non rinnovabili (deriva dal petrolio), ma soprattutto in termini di danno ambientale.
Purtroppo i sacchetti vengono spesso incivilmente abbandonati o finiscono comunque nell'ambiente per opera di agenti naturali come acqua e vento, intasando scarichi con conseguenti allagamenti e attraverso corsi d'acqua raggiungono mari e oceani.
Qui avvengono i maggiori danni poiché i sacchetti agiscono come serial killer per la fauna marina e per gli uccelli che vi rimangono imprigionati.
La plastica dopo la morte dell'animale torna libera di uccidere ancora e dopo un lentissimo processo di foto degradazione di centinaia di anni si scompone in particelle tossiche sempre più piccole che è dimostrato siano già entrate nella catena alimentare dell'uomo.
Non solo i comuni, anche la grande distribuzione si attrezza per l'abbandono della plastica, come Auchan: L'avevano annunciato da tempo, ora, con sei mesi d'anticipo rispetto ai termini di legge, la multinazionale ha già iniziato a mettere in pensione i sacchetti di plastica.
Auchan ha infatti inaugurato il primo ipermercato sul territorio nazionale che bandisce il sacchetto di polietilene. Si tratta dell'ipermercato di Antegnate nella provincia di Bergamo (all'interno dell'Antegnate Shopping Center).Al posto del sacchetto di plastica il consumatore troverà quattro alternative attente all'ambiente, ovvero i sacchetti ottenuti dal mais, quelli fatti in cartone, in carta e infine in cabas.
La situazione italiana risulta ancora più incredibile se si pensa che altrove è proprio l'industria dei sacchetti di plastica a investire in materiali più sostenibili. L'American Chemistry Council (ACC), infatti, ha posto come obiettivo che i sacchetti di plastica del futuro dovranno essere prodotti con il 40% del materiale potenzialmente riciclabile entro il 2015. Per quella data si prevede di ridurre i rifiuti per un ammontare di circa 300 milioni di dollari (circa 220 milioni di euro) all'anno. L'obiettivo richiederà due punti primari, i quali dovranno soddisfare le seguenti condizioni:

1. Il processo di produzione dovrà essere rivisto, e per questo l'industria del sacchetto di plastica sta cercando di investire 50 milioni di dollari per questo scopo
Qui in Italia, invece, mentre attendiamo che cambi la legge, proviamo a cambiare le nostre abitudini.
Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline www.notiziesindacali.com

mercoledì 14 gennaio 2009

Boeing: Rapporto ambiente 2008 in italiano


Di fronte a questioni globali come i cambiamenti climatici e l'inquinamento, Boeing ha messo a punto strategie chiare per ridurre l'impatto ambientale delle proprie attività e dei prodotti e servizi che offre.

L'aviazione è una componente essenziale della vita moderna, che fa da volano alla crescita economica e che si traduce in una crescita industriale. Partendo da questa considerazione Boeing ha identificato un percorso per affrontare specifiche questioni in materia di impatto ambientale, impegnandosi nel concreto a ridurre il consumo di energia e acqua, le emissioni di gas serra, l'inquinamento e i materiali di scarto in tutti i processi produttivi, anche in una fase di attività in crescita.

Boeing propone iniziative in campo ambientale anche in Italia. Di recente ha presentato, insieme ad Alenia Aeronautica, il progetto "Natural..mente scuola: educazione ambientale e tecnologia", ideato per avvicinare il mondo dei giovani alla salvaguardia dell'ambiente e all'innovazione tecnologica.

Ora è disponibile in italiano una versione sintetica del Rapporto ambiente 2008, che illustra le strategie e le azioni del gruppo per ridurre il proprio impatto sull'ambiente e per indirizzare l'industria aerospaziale verso un'offerta di prodotti e servizi sempre più ecocompatibili.


Andando al link sottostante è possibile scaricare il file pdf del documento in italiano:

http://www.boeingitaly.it/website_24/pages/page_41963/uploads/Italy_EnvRpt_Single_Pages.pdf

Per consultare il rapporto completo in inglese vai a pag.:

http://www.boeing.com/aboutus/environment/environmental_report/index.html

Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni e per l'eventuale invio via e-mail dei suddetti file pdf (peso max: 1MB).


Ufficio stampa Boeing

Interazione srl

tel 06 3724517

Nick Brough n.brough@interazione.it

mercoledì 16 luglio 2008

Debutta Natura Giuridica, il nuovo ecoBlogico di InFormazione, comunicazione e diritto ambientale

Natura Giuridica è più di un blog sull’ambiente.
È un ecoBlogico di InFormazione, comunicazione e diritto ambientale.
Natura Giuridica di Andrea Quaranta è un progetto che consiste nel diffondere e condividere informazione e comunicazione ambientale approfondita, comprensibile e imparziale.

Come dice il nome stesso, Natura Giuridica si propone di trovare un dialogo equilibrato fra le esigenze della natura, dell’ambiente, dell’ecologia, da un lato, e quelle della “legge dell’uomo”, dall’altro.

Il blog, oltre a essere un veicolo di comunicazione ambientale (eventi, rassegna stampa, appunti di viaggio, recensioni, dossier, report, comunicazione, buone notizie …), si propone come spazio di informazione e approfondimento degli aspetti tecnico-giuridici della materia (InFormazione ambientale, diritto ambientale, giuristi ambientali, pillole di giurisprudenza, vocabolario ambientale …): le questioni legate ai rifiuti, alla tutela delle acque, alle energie rinnovabili e ai cambiamenti climatici sono fondamentali per il nostro futuro, ed è venuto il momento di rendere più comprensibili, e soprattutto di “dominio pubblico”, informazioni che troppo spesso sono trascurate dai media, sia quando si scoprono reati ambientali, sia quando ci sono – perché ci sono – buone notizie da diffondere.

Giorgio Bocca e Marco Travaglio denunciano da tempo l’“ermetismo” che inquina giornali e telegiornali. Il non parlar chiaro è tipico dei regimi, dove “i giornalisti scrivono in modo assolutamente incomprensibile, per fingere di non subire condizionamenti politici”.
Senza i fatti, i dati, le cifre, un’opinione vale l’altra. E al pubblico non resta nulla.

Sono un giurista ambientale e da anni lavoro in un mondo, quello dell’ambiente, di cui si sente parlare solamente quando l’emergenza (che da noi sembra aver assunto il ruolo di fonte del diritto…) si acuisce a tal punto che è impossibile non parlarne, troppo spesso, però, in modo ideologizzato, e senza la dovuta cognizione di causa…
In Italia la prima legge ambientale risale al 1966 e nei vent'anni successivi la legislazione in materia ha continuato ad essere sporadica ed episodica.

A partire dall’istituzione del Ministero dell'Ambiente, nel 1986, le normative in campo ambientale sono aumentate in maniera esponenziale, in assenza di un disegno unitario.

Le conseguenze non si sono fatte attendere: incertezza del diritto, sovrapposizioni di precetti e conflitti di competenza (il cosiddetto “inquinamento legislativo”) che hanno lasciato spazio a possibilità di deroga e di sanatorie, anche a dispetto del diritto comunitario.

Le attuali norme sull’ambiente, deliberate in un costante clima di emergenza – perennemente prorogata – e di deroghe, hanno creato incertezza giuridica, influendo negativamente sullo sviluppo economico del nostro Paese (frenandolo) e, soprattutto, impedendo un’efficace tutela dell’ambiente.

Dal punto di vista politico, l’unica azione credibile, dopo anni di velleitarie politiche settoriali, consiste in interventi strutturali e strutturati sia in campo giuridico che in campo economico: una politica dell’ambiente integrata e di ampio respiro, dinamica, capace di incentivare i comportamenti virtuosi e di punire coloro che delinquono.
Ma non è sufficiente “delegare” il problema alla classe politica – neanche se fosse esemplare – per pensare di poter risolvere la “questione ambientale”.

Occorre responsabilizzarsi, uscire dal pantano di cinismo rassegnato in cui ci dimeniamo come cuccioli di gattopardo; bisogna prendere coscienza e consapevolezza delle possibilità e del potere della rete di amplificare i piccoli gesti quotidiani; cominciare a dialogare e collaborare veramente, come capita in altri paesi più civili del nostro, per la costruzione di un bene comune.
Andrea Quaranta
Articolo originale su articlemarketing.eu

martedì 20 maggio 2008

Tecnica di Polizia Giudiziaria Ambientale

Un testo pratico ed operativo che da oltre vent’anni è il manuale di riferimento per operatori di polizia statali e locali, tecnici amministrativi, guardiaparco, guardie volontarie e di associazioni ambientaliste.

Un’edizione totalmente rinnovata e aggiornata (maggio 2008) con le ultime modifiche legislative in materia di leggi ambientali.

Testo integrato con disegni schematici riassuntivi, modulistica, glossario e capi di imputazione per i PM

448 pagine - Solo testo manualistico

Per ordini e maggiori informazioni clicca qui

sabato 19 aprile 2008

Gela: inquinamento ambientale e sanità, intervenire subito

A Gela occorre intervenire subito su inquinamento ambientale e sanità

Questo e quello che scaturisce dalla riunione convocata dal movimento Polo Oncologico di Gela in data 17 aprile, presso l'aula consiliare del Comune, dove erano presenti i rappresentanti dei vari quartieri di Gela ed il Sindaco Rosario Crocetta, assenti i neo deputati del territorio Gelese e molti rappresentanti delle forze politiche cittadine.

Tra le problematiche, poste dal Movimento Polo Oncologico,alla pubblica assise, l'inquinamento da traffico della Via Venezia e la mancata apertura ad oggi del reparto di oncologia medica presso il locale nosocomio.

Dalle varie dissertazioni, infatti, sono scaturite le gravi condizioni ambientali della nevralgica arteria cittadina "la via Venezia" che percorre la città in tutta la sua estensione, convogliando anche il traffico proveniente dalla ss. 626 Caltanissetta-Butera-Gela e diretto verso la provincia di Ragusa.

I dati forniti dal movimento, relativi al tasso di idrocarburi totali non metanici presenti nell'aria nel mese di Giugno 2007, rilevati delle centraline poste in via Venezia sono allarmanti, infatti si superano sempre i valori limite indicati dalla legge in 200 micron/grammo per m3 con un picco massimo del 350% in più il 21 di Giugno.

Una condizione ormai insopportabile specie per i cittadini che vivono nelle zone limitrofe. Altro nodo nevralgico che per il movimento deve da subito essere oggetto di attenzione da parte delle istituzioni è la sanità intesa in termini di impatto contrastante alla marea dilagante di tumori che colpisce la città, ma che non vede la piena efficienza delle strutture, infatti si è puntato l'indice sulla mancata apertura ad oggi presso il locale nosocomio del Reparto di Oncologia Medica e nell'ambito del dipartimento di oncologia di 2° livello che ha già visto l'assegnazione di ben 4 posti letto funzionali H 24 da parte dell'Assessorato regionale ma che in pratica non è operativo per la mancata presenza di personale Medico e Sanitario dedicato.

A questo proposito è stata data comunicazione pubblica che il movimento manifesterà a Palermo giorno 29 aprile davanti all'assessorato per richiedere l'assegnazione immediata del personale e l'apertura del reparto.

Tra gli interventi degno di nota quello del Sindaco Crocetta che ha dato informativa su alcune strategie anti- inquinamento attualmente in cantiere, che si concretizzeranno nei prossimi mesi attraverso un finanziamento concesso dal Ministero dell'Ambiente e che saranno dedicati in parte per l'inserimento di ben 4 depuratori che permetteranno di avere finalmente acqua potabile nelle case di Gela ed in parte per piantare centinaia di alberi nella città onde creare veri polmoni verdi con la massima attenzione per la via Venezia, dove saranno preferite specialità botaniche particolari capaci di abbattere la CO2.

Nel suo intervento il sindaco Crocetta ha anche voluto dare una sferzata al nuovo governo regionale dicendo"lotterò assieme agli altri sindaci dei comuni ad alto impatto ambientale e sede di industrie petrolchimiche per fare in modo che le accise relative alle tasse di estrazione vengano impegnate nelle aree inquinate.

Maurizio Cirignotta
<cirignottamaurizio@alice.it>


martedì 8 aprile 2008

Moria api: Carnemolla, FederBio: agricoltura biologica a fianco degli apicoltori

COMUNICATO STAMPA Moria api: Carnemolla (FederBio) "Il settore dell'agricoltura biologica a fianco degli apicoltori per chiedere interventi urgenti e efficaci contro la moria delle api"


08/04/08 - FederBio, l'organizzazione unitaria dell'agricoltura biologica e biodinamica italiane, sostiene la mobilitazione degli apicoltori per chiedere ai Ministeri competenti provvedimenti immediati e concreti contro lo spopolamento degli alveari in alcune zone ad agricoltura intensiva.

"Aderiamo con convinzione alla mobilitazione promossa da UNAAPI e Legambiente dato che la produzione di miele da apicoltura biologica è un comparto per noi rilevante e il biologico rappresenta un modello di agricoltura che da sempre si è fatta carico della compatibilità ambientale e della tutela della biodiversità" afferma il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla.

"Non è ammissibile che per interessi di natura commerciale dell'industria chimica si metta a rischio non solo un intero comparto economico ma un patrimonio naturale indispensabile per tutta l'agricoltura italiana. Le alternative ai prodotti chimici di sintesi ci sono, che i Ministeri adottino la massima precauzione per far cessare immediatamente questo disastro" ha concluso Carnemolla.


FederBio
Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica
Via Marconi, 71 - 40122 Bologna
tel. 051-4210272 / fax 051-4228880
e-mail: info@federbio.it

Tra diossina e brucellosi un settore agricolo in ginocchio: La Mozzarella

TRA DIOSSINA E BRUCELLOSI ENTRA IN CRISI LA FILIERA PRODUTTIVA DELLA "MOZZARELLA"

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco.

Tutti, in queste settimane, parlano della mozzarella e della crisi che investe l'intera filiera produttiva.

La preoccupazione è grande per le aziende del settore che si vedono rifiutati i loro prodotti perché considerati, a torto o a ragione, inquinati dalla diossina.

Finalmente, quello che gli uffici dell'ASL dovevano fare nel corso dei mesi passati viene fatto ora: l'analisi del latte delle bufale delle aziende delle province di Caserta e di Napoli, dove si è evidenziato il fenomeno.

I danni sono veramente gravi e non si individuano ancora vie di uscita certe per la crisi che investe oltre ventimila addetti impegnati nel settore.

Per creare un disastro come questo, occorre un insieme di soggetti forniti di diversi ruoli e responsabilità, che hanno commesso errori a ripetizione senza che nessun controllo venisse attivato e senza che nessuno si preoccupasse di quello che stava accadendo e facesse delle azioni di semplice buon senso, utili a salvare il lavoro onesto e colpire al tempo stesso la speculazione, il malaffare e l'indifferenza.

Se i controlli fossero partiti quando era iniziato il sospetto di inquinamento, le autorità italiana avrebbero potuto rispondere subito alla Unione Europea e rigettare le strumentalizzazioni di alcuni Paesi .

Avremmo perlomeno salvato l'immagine della qualità della mozzarella, che per la Campania è una parte importante della sua economia e della sua cultura.

Il problema che ci troviamo ad affrontare non riguarda solo il prodotto caseario, ma soprattutto investe gli allevamenti di bufale dai quali dipende la qualità del prodotto e la sua particolare diversità che lo rende apprezzato in tutto il mondo.

La richiesta delle aziende che producono mozzarella, è la dichiarazione dello stato di crisi del settore con i conseguenti provvedimenti finanziari e normativi a sostegno degli imprenditori.

I finanziamenti sono già stati impegnati e venti milioni di euro sono pronti a sostenere il settore in questo periodo di crisi.

Ancora una volta, invece di avere nuova crescita economica dalle nostre produzioni abbiamo l'impegno di denaro pubblico per evitare fallimenti .

In questo modo non avremo mai un aumento della occupazione e lo sviluppo delle nostre aree, se i nostri soldi sono utilizzati per non perdere quello che già avevamo.

Ma il vero disastro investe gli allevamenti di bufale che sono la vera ricchezza del nostro territorio; perché il problema non è solo la diossina, ma soprattutto la brucellosi che sta provocando una vera strage negli allevamenti.

La brucellosi colpisce gli animali da latte, provoca gonfiori alle mammelle, aborti spontanei e la conseguente perdita di valore degli allevamenti.

I nostri coltivatori insieme ai veterinari ed ai ricercatori della facoltà di Agraria di Portici, avevano portato la qualità dei nostri allevamenti a livelli di tale eccellenza, che la nostra zootecnia era apprezzata in tutto il mondo.

Molti animali nati e cresciuti nei nostri allevamenti sono stati esportati in paesi come India, Cina ed Africa, proprio per aiutare lo sviluppo di quei territori con produzioni di latte di qualità.

Ora, la diossina e la brucellosi stanno mettendo in discussione gli sforzi tecnici e gli investimenti sostenuti negli allevamenti della nostra Regione.

Per comprendere la gravità di questa situazione deve essere ricordato a tutti che il Governo Prodi, nello stesso decreto di nomina del Prefetto De Gennaro a commissario per la emergenza rifiuti, nominava l'Assessore Regionale alla Agricoltura Andrea Cozzolino, Commissario Straordinario per la lotta alla brucellosi. che doveva procedere attraverso l'abbattimento dei capi infetti, la vaccinazione delle bufale, l'esborso di risorse pubbliche per i danni subiti dagli allevatori , la ricostituzione del patrimonio bufalino e di questi interventi non si hanno notizie, ma sono della stessa importanza dell'inquinamento da diossina, se non più grave per la nostra economia

Infatti, riteniamo che alla fine del periodo di controllo del latte, il problema della diossina sarà circoscritto e sarà possibile intervenire per evitare il disastro definitivo, resterà da affrontare il problema brucellosi che per il momento è il più grave per i nostri allevamenti.

Gli allevamenti devono essere salvati, sono troppi importanti per il nostro futuro!

La cultura del saccheggio del territorio, delle costruzioni abusive, degli sversamenti di materiali nocivi e tossici che portano alla distruzione di intere aree agricole, fa guadagnare poche persone, distrugge un territorio e impedisce qualsiasi possibile sviluppo.

Salvare gli allevamenti, bonificare il territorio, migliorare la qualità delle produzioni, organizzare sevizi di controllo sanitari, sono l'unica strada per assicurare uno sviluppo reale al territorio attualmente inquinato.

Non possiamo più commettere errori, non possiamo fare finta di non vedere, non possiamo delegare ad altri il futuro, dobbiamo ancora una volta rimboccarci le maniche tutti insieme per tornare a fare quei miracoli che solo noi siamo in grado di fare.

Napoli, 08/04/08

giovedì 27 marzo 2008

L'uovo di Colombo in tema di raccolta e smaltimento degli RSU


  

                Dipartimento Nazionale

" TUTELA DEL CONSUMATORE"

"ANOTHER WORLD IS POSSIBLE"

              MUGABE MELITUS WERE

COMUNICATO STAMPA

La Nuova Frontiera Ecocompatibile per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti parte da Lecce  

    La Nuova Frontiera Ecocompatibile per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti parte da Lecce ed in particolare dai contatti avviati dal componente del Dipartimento Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D'AGATA, con un importante istituto di ricerca austriaco indipendente per un progetto di cooperazione internazionale finalizzato ad una soluzione, speriamo definitiva, al gravissimo problema.

    Il progetto di cooperazione per la gestione innovativa della raccolta differenziata nasce attraverso la realizzazione del primo Consorzio Internazione Navale per la costruzione di impianti speciali per la raccolta, lavorazione, trasformazione e trasporto dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) in materie seconde da reimpiegare in nuovi cicli produttivi, da effettuare con ausilio di mezzi navali speciali (in pratica il ciclo di smaltimento avverrebbe su navi di grandi dimensioni).

    L'importante operazione di cooperazione internazionale, è stata già considerata da esperti del settore come l'"uovo di Colombo" in tema di raccolta e smaltimento degli RSU per numerose ragioni di natura sociale ed economica ed in particolare per gli aspetti di risparmio diretti ed indiretti sulla gestione della raccolta dei rifiuti (budget regionali e comunali) ma anche per la diminuzione della spesa pubblica a livello dei costi dei vari interventi sanitari, per la diminuzione del livello di contaminazione ambientale a breve e medio lungo termine e tutto ciò attraverso:

     - Minori trasporti di camions e inquinamento consequenziale

    - Maggiore concentrazione di aree di raccolta temporanea dei rifiuti e minori costi di esercizio. - Ritorno economico nel recupero di materie seconde da rifiuti tecnologici( vedi nostro progetto Neu-Elektronik 1996 )

    - Diminuzione dei costi di esercizio delle discariche temporanee- Diminuzione dei costi di risanamento delle discariche a rischio e recupero dei terreni a rischio ambientale con nuovi programmi di colture integrate. Non dev'essere sottovalutato anche il forte impatto sociale positivo che il nuovo sistema di raccolta e smaltimento comporterebbe:

    1)Riduzione drastica dei problemi relativi alle autorizzazioni ed ai tempi lunghi per le concessioni ed autorizzazioni per la costruzione di nuova fabbriche per il trattamento dei rifiuti e dimnuizione drastica dei contenziosi per riapertura di nuove aree solo per motivi di emergenza ambientale.

    2) Diminuzione dei problemi ambientali del territorio, con diminuzione Odori, infiltrazione percolato , rumori , polveri etc etc e minor utilizzo di materiali plastici e similari per le soluzioni di protezione dei rifiuti a cielo aperto.

    3) Diminuzione dei costi di esercizio per la diminuzione dei trasporti dei rifiuti tramite mezzi di capienza normale ( Compattatori tradizionali ) a vantaggio di trasporti mirati dall´area di raccolta dei rifiuti al molo e caricamento sulla nave.

    4) Diminuzioni conseguente anche del livello di inquinamento da motori di camion.

    "Italia dei Valori" nella persona del componente del Dipartimento Tematico "Tutela del Consumatore", Giovanni D'AGATA, fa sapere che il progetto e gli studi di fattibilità sono ancora al vaglio degli esperti, anche al fine di evitare che si ripetano i gravi fatti accaduti in Campania con l'affidamento ad un'unica impresa della gestione del ciclo dei rifiuti.

    Lecce, 27 marzo 2008    

                                                                                    Giovanni D'AGATA

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                         Sede Provinciale "Itala dei Valori" di Lecce – V. le Lo Re n. 22 – 73100  LECCE      


         

Tel. 388/9411240


e mail: dagatagiovanni@virgilio.it


mercoledì 19 marzo 2008

inaugurazione dell'avvio di 2 stazioni Filtranti l'aria

Giovedì 20 marzo 2008
alle ore 12.00
Largo Montezemolo Roma

Antonella De Giusti
Presidente del Municipio XVII

Alberto Del Gobbo
Assessore ai Lavori Pubblici

On. Giulio Pelonzi
Consigliere comunale


Si tratta di un innovativo sistema di filtraggio in grado di purificare l' aria cittadina da polveri sottili e inquinanti. Grazie all'impiego di filtri tecnologicamente evoluti, la Stazione Filtrante permette di migliorare la qualità dell'aria cittadina con un raggio d' azione pari a 500 metri per una superficie utile di 0,8 km quadrati con evidenti vantaggi di carattere sanitario e ambientale. Inoltre la Stazione raccoglie costantemente i dati sui livelli di inquinamento nell' aria circostante e sulle polveri trattenute dai filtri. I dati sono poi trasmessi in tempo reale agli enti di controllo che possono così avere un' informazione continua sulla purificazione dell'aria.
L'innovazione è stata promossa dall'On. Giulio Pelonzi e appoggiata dal Presidente Antonella De Giusti e dall'Assessore Alberto Del Gobbo e della Giunta municipale, sempre molto attenti quando si parla di qualità della vita dei cittadini, si è potuto realizzare questa sperimentazione. Domani ci sarà l'inaugurazione dell'avvio della prima sperimentazione delle 2 stazioni Filtranti, promossa dalla società System Life. Le 2 stazioni sono state poste in punti strategici ed alto inquinamento a Largo Montezemolo e in Viale Giulio Cesare (angolo Via Lepanto). "Questo progetto, afferma la Presidente del Municipio De Giusti, si inserisce nelle politiche di rispetto dell'ambiente e della qualità dell'aria. La volontà di agire sull'ambiente in cui viviamo è stato dall'inizio della nostra consiliatura uno dei punti cardine del programma. Questo progetto vuole seguire un'idea di città "Municipio" per dare una serie di risposte legate alla mobilità sostenibile come il progetto del Car Sharing e del QCS (quadro cittadino di sostegno) con la riqualificazione di piccole aree verdi. Inoltre si è approvato l'ampliamento della rete delle piste ciclabili e l'installazione di 44 rastrelliere dislocate su tutto il Municipio Nell'ambito degli interventi legati all'ambiente abbiamo promosso la piantumazione dei 40 alberi sul nostro territorio. Riteniamo che l'attenzione alle politiche eco-sostenibili debbano avere un ruolo centrale nell'amministrazione di un territorio. Sensibilizzare i cittadini e le Istituzioni in tal senso deve essere un dovere dal quale non dobbiamo mai sottrarci." Alla conferenza stampa sono stati invitati il candidato Sindaco Francesco Rutelli e l'uscente Assessore all'Ambiente al Comune di Roma Dario Esposito.

lunedì 3 marzo 2008

SCIE CHIMICHE: 2 convegni a Cesena e Sanremo

Convegni sulle "SCIE CHIMICHE"

Ecco il calendario dei prossimi appuntamenti:


  • Convegno per il 6 marzo 2008, ore 21:00 - Via Roncofreddo n° 49 Cesena (Forlì Cesena) - Con il patrocinio dell'Associazione "Officina 49" e "Le porte del cosmo".
   Organizzazione di Alessandro Iaria.
    Relatori Antonio e Rosario Marcianò.

  • Convegno per il 15 marzo 2008, ore 21:00 - Federazione Operaia Via Corradi n° 74 - Sanremo (IMPERIA). Relatori Antonio e Rosario Marcianò.
   Organizzazione a cura di Marzia e Fabio Bono.


INGRESSO LIBERO.

Per ulteriori informazioni:
tanker.enemy@gmail.com

venerdì 29 febbraio 2008

SMOG MILANO EUROPA: CHIUDERE I CENTRI DELLE CITTA' AL TRAFFICO NON BASTA

COMUNICATO STAMPA

CHIUDERE I CENTRI DELLE CITTA' AL TRAFFICO NON BASTA.

PER RIDURRE L'INQUINAMENTO E' NECESSARIO

ISOLARE LE CASE DEGLI ITALIANI

LA CAMPAGNA ISOLANDO SEMPRE PIU' IN PRIMA LINEA NELLA LOTTA ALLE EMISSIONI ATTRAVERSO L'ISOLAMENTO TERMICO-ACUSTICO

Milano, 29 febbraio – Per ridurre le emissioni nocive e respirare aria pulita nelle nostre città non basta chiudere i centri storici al traffico cittadino, come ha fatto Milano e come stanno facendo anche altre città europee, come ad esempio Londra.

Sono provvedimenti sicuramente utili, ma puntare solo questo non risolve. E' necessario prendere coscienza del fatto che per ridurre consumi energetici e emissioni nocive bisogna intervenire sulle cause principali di questo fenomeno: il parco residenziale italiano. Infatti l'ultimo Rapporto Energia e Ambiente di Enea stima che il settore industria e quello residenziale sono responsabili del 60% dei fabbisogni di energia primaria e quindi di emissioni.

Rendere efficiente la propria abitazione isolandola, significa arrivare addirittura ad una riduzione delle emissioni pari anche al 40%.

Sempre più attuale quindi il messaggio della Campagna Isolando: "Risparmiare energia e guadagnare benessere attraverso la riqualificazione energetica degli edifici" affinché i cittadini possano avere consapevolezza del fatto che contribuire alla sostenibilità ambientale è un'opportunità di miglioramento della qualità di vita e non un' imposizione. La Campagna Isolando, avviata già nel 2007, sta sensibilizzando l'opinione pubblica sull'importanza di aderire alle opportunità di riqualificazione energetica della nuova normativa e sulle modalità di accesso alle agevolazioni che lo Stato ha stabilito di erogare a coloro che si impegnano sul fronte riqualificazione energetica degli edifici.

E' necessario lo sforzo di tutti.

Infatti nell'ultimo trentennio i maggiori tassi di crescita della domanda di energia sono stati segnati dai trasporti, seguiti dall'agricoltura e dagli usi civili, mentre la crescita nell'industria ha avuto un ritmo più basso. Secondo le stime più recenti è concreta la possibilità che anche una crescita dell'economia abbastanza contenuta, dell'ordine dell'1,5% medio annuo dal 2002 al 2010, possa spingere in questo orizzonte temporale i consumi di energia ben al di sopra della soglia dei 200 Mtep (Milioni di tonnellate Petrolio)

L'aumento della domanda di energia che riguarda questi settori è causato essenzialmente da fattori climatici (aumento dei consumi legati al condizionamento degli edifici). Nel 2003 tali consumi sono aumentati in maniera sostenuta con un incremento sia dei consumi di gas per il riscaldamento ambientale sia dei consumi elettrici per la climatizzazione estiva.

Il trend di crescita si conferma nel 2004, anche se ad un ritmo più contenuto, e nel 2005; nell'ultimo anno la crescita dei consumi nel settore civile controbilancia la leggera diminuzione nel settore dell'industria e dei trasporti.


Attraverso alcune azioni riguardanti il riscaldamento invernale degli edifici e la climatizzazione estiva nel settore civile, si stima un possibile risparmio di circa 3,5 Mtep/anno. Per il riscaldamento invernale, è previsto un risparmio di circa 3,1 Mtep/anno (riferito a un consumo pari a circa 28 Mtep nel 2010), mentre per quanto riguarda la climatizzazione estiva il risparmio ipotizzato è di 0,3-0,4 Mtep/anno. Tale contenimento della spesa è raggiungibile attraverso la riqualificazione degli impianti esistenti, la sostituzione degli attuali impianti con impianti a più elevato rendimento e soprattutto attraverso l'aumento delle prestazioni energetiche degli edifici, anche a seguito della relativa certificazione quindi con interventi di isolamento. In particolare si parla di razionalizzazione delle disposizioni riguardanti gli impianti di riscaldamento degli edifici, introduzione di disposizioni per il contenimento dei consumi specifici per la climatizzazione estiva degli edifici e di disposizioni per la diffusione della climatizzazione con macchine frigorifere alimentate a gas metano.

"Ben vengano misure come quelle dell'Ecopass di Milano che hanno l'obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti da traffico e quindi di consumo di energia, ma consideriamo che siamo soltanto all'inizio dell'applicazione della normativa sul risparmio energetico. C'è molto altro da fare per abbattere i consumi e gli inquinanti immessi nell'aria, partendo proprio dalle case degli Italiani che divorano energia per essere riscaldate e condizionate, energia che poi immettono nell'aria sotto forma di emissioni di CO2" afferma Carlo Parodi, Direttore Centro Studi Anaci.

"Questo tema coinvolge ANACI da sempre. Infatti i nostri amministratori informano costantemente i condomini riguardo le opportunità di risparmio offerti dalle differenti soluzioni tecniche.

Pensiamo soltanto che l'anno scorso ANACI, proprio sul consumo energetico del parco edifici residenziali italiani, ha condotto uno studio sui consumi di 10 città italiane da cui si è visto che le nostre case, con impianti centralizzati, non solo consumano ed inquinano, ma soprattutto lo fanno in fasce orarie nelle quali non c'è nessuno a beneficiare di questa energia.

Stante questo scenario abbiamo fatto una campagna interna dal titolo: "Perchè riscaldare case vuote?. Per questo, da tempo l'ANACI sensibilizza le famiglie italiane sulle diverse opportunità di risparmio energetico: dalla contabilizzazione di calore (io regolo le ore di calore che mi servono in base alla mia presenza in casa), all'isolamento delle caldaie, tubature, e soprattutto, in termini di investimento sull'abitazione, l'intervento più completo e duraturo in assoluto: l'isolamento termico-acustico delle pareti opache verticali ed orizzontali".

"L'accesso alle detrazioni del 55%, confermato anche dalla Finanziaria 2008, è ancora estremamente limitato e questo è senza dubbio dovuto alle difficoltà di avere tecnici certificatori e di saper accedere all'iter per la detrazione" afferma Giuliano Dall'O', Professore di Fisica Tecnica Ambientale presso il Dipartimento BEST del Politecnico di Milano e membro del Comitato Scientifico della Campagna Isolando e coordinatore del Gruppo Efficienza Energetica di Kyotoclub.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa Weber Shandwick Italia

Silvia Smania: Tel. +39 02 57378.573 Cell: +39 348 7434938

Email: ssmania@webershandwick.com

Andrea Orilio : Tel. +39 06 840 434 85

Email: aorilio@webershandwick.com

mercoledì 27 febbraio 2008

COMPUTER TOSSICI

IN ITALIA si buttano circa un milione e 200mila computer all'anno. Nel mondo, secondo l'Unep, vengono prodotte 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici l'anno, circa quattromila tonnellate l'ora. Ma che fine fanno i nostri computer? Visto che le aziende produttrici non si assumono la responsabilità dei loro prodotti, molti di questi finiscono a contaminare Cina e India dove esistono immense discariche di rifiuti elettronici. Piombo e ritardanti di fiamma bromurati sono sostanze abbastanza diffuse nell'ambiente in quei siti dove i nostri computer terminano il loro ciclo di vita. Da tempo chiediamo alle industrie di progettare pc facili da riciclare e privi di sostanze tossiche, andando oltre la direttiva europea che prevede l'eliminazione dei composti tossici, tra cui tutti i ritardanti di fiamma bromurati e il Pvc.
Greenpeace ha lanciato una Guida all’elettronica verde per premiare le aziende che non fanno uso di sostanze chimiche pericolose e contribuiscono al riciclaggio dei rifiuti elettronici.
Vengono prese in considerazione quattordici aziende leader nel settore computer e telefonia cellulare e nessuna ottiene un punteggio pienamente soddisfacente. Nokia e Dell sono al primo posto nella classifica. Nokia sta già eliminando alcuni composti: dalla fine del 2005 tutti i nuovi modelli di telefonino non contengono Pvc e dall'inizio del 2007 saranno anche eliminati i ritardanti di fiamma bromurati. Dell si è posta ugualmente obiettivi ambiziosi sull'eliminazione di queste sostanze. La HP si era classificata al terzo posto ma, attraverso delle analisi commissionate da Greenpeace a un laboratorio danese, si è scoperto che l'azienda aveva mentito sull'eliminazione di un ritardante di fiamma che è risultato ancora oggi presente nei computer. La HP è stata così retrocessa al sesto posto nella guida di Greenpeace.
Non solo, il portatile della HP mostra i livelli più elevati di alcuni ritardanti di fiamma bromurati,i Pbde, nella ventola. Con 262 milligrammi per chilo il Macbook della Apple contiene invece i livelli più alti, tra i cinque modelli testati - Acer, Apple, Dell, HP e Sony - di un'altra sostanza tossica, il Bfr. Molte delle sostanze tossiche trovate nei portatili, come piombo, Pvc e alcuni Bfr, sono pericolose per la salute e persistenti nell'ambiente.
«È allarmante che le aziende leader si spostino in basso nella classifica anziché muoversi verso politiche di eliminazione dei composti tossici dai loro prodotti. Si scopre che la HP non rispetta gli impegni presi mentre la Apple anziché essere l'azienda innovativa che la pubblicità ci mostra è un dinosauro industriale», commenta Zeina Alhajj, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace International.
La nostra guida ai prodotti elettronici vuole essere per le aziende uno stimolo al cambiamento e sarà aggiornata ogni tre mesi. Maggiore attenzione verrà prestata all'eliminazione delle sostanze pericolose rispetto al riciclaggio, perché, finché non viene intrapreso questo passo, un riuso e riciclaggio sicuro dei componenti non è possibile. Il principio da affermare, così come per la riforma della chimica europea, o Reach, è quello di sostituzione.
Perché utilizzare una sostanza pericolosa se esiste un'alternativa che danneggia meno l'ambiente e la salute?

Gabriele Salari Fonte greenpeace Italia

venerdì 22 febbraio 2008

Legambiente: allarme PM10 nelle citta' italiane

Comunicato stampa

 

Smog: è di nuovo allarme PM10
 

Frosinone, Torino, Cesena, Modena e Lucca fuori legge

E altre 10 città con polveri sottili alle stelle.
 

Legambiente: "Evidenti responsabilità delle amministrazioni locali.
Necessarie immediate misure antinquinamento"

 

Roma, 22 febbraio 2008      "Frosinone, Torino, Cesena, Modena e Lucca sono le prime città italiane fuorilegge del 2008. Per colpa dello smog. E dell'incapacità delle amministrazioni locali di attuare serie misure anti-inquinamento". E' il duro j'accuse di Legambiente all'amministrazione pubblica per la situazione dell'inquinamento dell'aria nelle città italiane.

Secondo i dati registrati dalle centraline di monitoraggio della qualità dell'aria, aggiornati al 19 febbraio 2008 il quadro dei primi 51 giorni dell'anno è già allarmante: 40 giorni di superamento a Frosinone e Torino, 38 giorni a Cesena, 36 a Modena e Lucca contro i 35 giorni all'anno consentiti dalla legge. E non solo: altre 10 città hanno già raggiunto o oltrepassato 30 giorni di superamento del limite medio giornaliero per le polveri sottili di 50 μg/mc, apprestandosi anch'esse a superare presto il tetto massimo.

"La situazione è preoccupante, e non solo per il numero elevato di superamenti e le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini, ma anche per la disperante cronicità con cui si ripropone l'allarme – ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente –. Il quadro, infatti, è pressoché identico a quello dello scorso anno e di quello ancora precedente".

Il PM10 non cala. L'emergenza non cambia, i problemi rimangono gli stessi e i provvedimenti adottati nel tentativo di risolverli pure. Purtroppo non aiuta una normativa europea che fissa precisi standard di qualità dell'aria, ma purtroppo non punisce chi non rispetta le soglie previste dalla legge. Attualmente, infatti, non è presente un sistema sanzionatorio utile a spronare gli amministratori ad attuare interventi realmente efficaci per migliorare la qualità dell'aria.  

 "Car sharing, taxi collettivi, intermodalità tra bicicletta e treni metropolitani: sono tanti gli strumenti che si possono attuare nel nostro paese per sviluppare un trasporto pubblico efficiente, differenziato e competitivo con il mezzo privato. Per vincere la sfida della mobilità urbana – ha aggiunto Vittorio Cogliati Dezza presidente nazionale di Legambiente i sindaci devono mettere in campo misure volte a ricavare i fondi per gli interventi necessari, sulla scia del road pricing di Milano attivo dal gennaio 2008. Il pedaggio per entrare con le quattro ruote nei centri urbani è un provvedimento in cui crediamo, forti delle esperienze positive di riduzione di traffico e inquinamento in grandi città come Londra e Stoccolma. È indispensabile però – conclude Cogliati Dezza – che i proventi siano interamente investiti nel potenziamento del trasporto pubblico: solo così potrà davvero essere uno strumento utile per combattere smog e congestione, liberando i polmoni dei cittadini e le strade della città".

 


Classifica PM10 ti tengo d'occhio

(periodo di riferimento: dal 1 gennaio al 19 febbraio 2008)

NB: per le città in cui il numero di giorni di superamento non è fornito direttamente dalle Arpa o dagli altri enti preposti si è scelto come riferimento la centralina "peggiore" di ogni città (ovvero quella che ha registrato il numero più elevato di giorni di superamento del limite medio giornaliero di 50 µg/m³ previsto per il PM10), indicata tra parentesi. 

   città giorni di superamento del limite previsto per il PM10 per il 2008 (50 microgrammi/m3) numero massimo consentito: 35 aggiornamento del dato
1 Frosinone (scalo) 40 19/02/2008
2 Torino (grassi) 40 17/02/2008
3 Cesena (Via Marconi) 38 19/02/2008
4 Modena (via giardini) 36 19/02/2008
5 Lucca (carducci) 36 19/02/2008
6 Reggio Emilia (timavo) 35 19/02/2008
7 Vicenza 35 19/02/2008
8 Sondrio (Sondrio) 34 19/02/2008
9 Como (centro) 32 19/02/2008
10 Padova 32 19/02/2008
11 Brescia (villaggiosereno) 31 19/02/2008
12 Milano (pascal-città studi) 31 19/02/2008
13 Treviso 31 19/02/2008
14 Venezia 31 19/02/2008
15 Pescara (piazza grue) 30 19/02/2008
16 Terni (Le Grazie) 29 19/02/2008
17 Mantova (ariosto) 28 19/02/2008
18 Pesaro (via giolitti) 28 19/02/2008
19 Alessandria (lanza) 28 19/02/2008
20 Asti (scuola d'acquisto) 28 19/02/2008
21 Carrara (carriona) 28 19/02/2008
22 Rimini (flaminia) 27 19/02/2008
23 Cremona (fatebenefratelli) 27 19/02/2008
24 Firenze (viale gramsci) 27 19/02/2008
25 Verona 27 19/02/2008
26 Parma (montebello) 25 19/02/2008
27 Lodi (viale vignati) 25 19/02/2008
28 Pavia (p.zza minerva) 25 19/02/2008
29 Perugia (fontivegge) 25 19/02/2008
30 Rovigo 25 19/02/2008
31 Napoli 24 19/02/2008
32 Pordenone (marconi) 24 19/02/2008
33 Roma (francia) 24 19/02/2008
34 Piacenza (via giordani) 23 19/02/2008
35 Bologna (porta s.felice) 22 19/02/2008
36 Bergamo (via meucci) 22 19/02/2008
37 Ferrara (s.giovanni-via gramicia) 21 19/02/2008
38 Pistoia (zamenhof) 20 19/02/2008
39 Caserta 18 19/02/2008
40 Udine (via manzoni) 18 19/02/2008
41 Salerno 17 19/02/2008
42 Arezzo (fiorentina) 17 19/02/2008
43 Bari (p.zza l. di savoia) 17 17/02/2008
44 Palermo (di blasi) 16 19/02/2008
45 Benevento 15 19/02/2008
46 Latina (via tasso) 15 19/02/2008
47 Trento (largo porta nuova) 15 19/02/2008
48 Cuneo(p.zza II reggimento alpini) 14 19/02/2008
49 Prato (via roma) 13 19/02/2008
50 Potenza (viale unicef) 12 19/02/2008
51 Rieti (1) 12 19/02/2008
52 Catania (piazza stesicoro) 12 19/02/2008
53 Grosseto (sonnino) 12 19/02/2008
54 Livorno (carducci) 12 19/02/2008
55 Pisa (del rosso) 12 19/02/2008
56 Forlì (parco resistenza- spazzoli) 11 19/02/2008
57 Lecce (grassi) 11 17/02/2008
58 Lecco (via sora) 11 19/02/2008
59 Taranto (machiavelli) 11 19/02/2008
60 Trieste (carpineto) 10 19/02/2008
61 Macerata (macerata) 10 19/02/2008
62 Varese (via copelli) 9 19/02/2008
63 Gorizia (v.d'aosta) 8 19/02/2008
64 Bolzano (via c.augusta) 8 19/02/2008
65 Viterbo 7 19/02/2008
66 Verbania (gabardi) 7 17/02/2008
67 Belluno 7 19/02/2008
68 Avellino 5 19/02/2008
69 Urbino 4 19/02/2008
70 Campobasso (cb1 - p.za cuoco) 4 19/02/2008
71 Isernia (is2 - via aldo moro) 4 19/02/2008
72 Aosta (piazza plouves) 4 19/02/2008
73 Ravenna (zalamella) 3 19/02/2008
74 Genova (europa) 2 04/02/2008
75 Siena (due ponti) 2 19/02/2008
76 Ascoli Piceno 1 19/02/2008
 

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa, Regioni, Province e Comuni

 

LEGAMBIENTE Ufficio stampa: 06 86268353 -99 -79

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From: Sabina Galandrini  s.galandrini @legambiente.eu

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